Procedura : 2017/2146(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0123/2018

Testi presentati :

A8-0123/2018

Discussioni :

PV 18/04/2018 - 10
CRE 18/04/2018 - 10

Votazioni :

PV 18/04/2018 - 12.18

Testi approvati :

P8_TA(2018)0123

RELAZIONE     
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27.3.2018
PE 612.030v02-00 A8-0123/2018

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2016

(2017/2146(DEC))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Barbara Kappel

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2016

(2017/2146(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i bilanci finanziari e i conti di gestione dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2016 (COM(2017)0364 – C8-257/2017),

–  viste le informazioni finanziarie sui Fondi europei di sviluppo (COM(2017)0299),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2016, corredata delle risposte della Commissione(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2016, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste le raccomandazioni del Consiglio, del 20 febbraio 2018, sul discarico da dare alla Commissione per l'esecuzione delle operazioni dei Fondi europei di sviluppo per l'esercizio 2016 (05078/2018 – C8-0053/2018, 05079/2018 – C8-0054/2018, 05080/2018 – C8-0055/2018, 05082/2018 – C8-56/2018),

–  visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000(3) e modificato a Ouagadougou (Burkina Faso) il 22 giugno 2010(4),

–  vista la decisione 2013/755/UE del Consiglio, del 25 novembre 2013, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea ("decisione sull'associazione d'oltremare")(5),

–  visto l'articolo 33 dell'accordo interno del 20 dicembre 1995 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE(6),

–  visto l'articolo 32 dell'accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE(7),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 17 luglio 2006 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, riguardante il finanziamento degli aiuti comunitari forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2008-2013 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE e lo stanziamento degli aiuti finanziari ai paesi e territori d'oltremare ai quali si applica la parte quarta del trattato CE(8),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 24 giugno 2013 e del 26 giugno 2013 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri dell'Unione europea riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento degli aiuti dell'Unione europea forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-UE e all'assegnazione di assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato sul funzionamento dell'UE(9),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 74 del regolamento finanziario, del 16 giugno 1998, applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE(10),

–  visto l'articolo 119 del regolamento finanziario, del 27 marzo 2003, per il nono Fondo europeo di sviluppo(11),

–  visto l'articolo 50 del regolamento (CE) n. 215/2008 del Consiglio, del 18 febbraio 2008, recante il regolamento finanziario per il decimo Fondo europeo di sviluppo(12),

–  visto l'articolo 48 del regolamento (UE) 2015/323 del Consiglio, del 2 marzo 2015, recante il regolamento finanziario per l'undicesimo Fondo europeo di sviluppo(13),

–  visti l'articolo 93, l'articolo 94, terzo trattino, e l'allegato IV del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0123/2018),

1.  concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2016;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla chiusura dei conti dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo relativi all'esercizio 2016

(2017/2146(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i bilanci finanziari e i conti di gestione dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2016 (COM(2017)0364 – C8-257/2017),

–  viste le informazioni finanziarie sui Fondi europei di sviluppo (COM(2017)0299),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2016, corredata delle risposte della Commissione(14),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(15) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2016, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste le raccomandazioni del Consiglio, del 20 febbraio 2018, sul discarico da dare alla Commissione per l'esecuzione delle operazioni dei Fondi europei di sviluppo per l'esercizio 2016 (05078/2018 – C8-0053/2018, 05079/2018 – C8-0054/2018, 05080/2018 – C8-0055/2018, 05082/2018 – C8-56/2018),

–  vista la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2015 (COM(2017)0379),

–  visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000(16) e modificato a Ouagadougou (Burkina Faso) il 22 giugno 2010(17),

–  vista la decisione 2013/755/UE del Consiglio, del 25 novembre 2013, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea ("decisione sull'associazione d'oltremare")(18),

–  visto l'articolo 33 dell'accordo interno del 20 dicembre 1995 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE(19),

–  visto l'articolo 32 dell'accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE(20),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 17 luglio 2006 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, riguardante il finanziamento degli aiuti comunitari forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2008-2013 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE e lo stanziamento degli aiuti finanziari ai paesi e territori d'oltremare ai quali si applica la parte quarta del trattato CE(21),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 24 giugno 2013 e del 26 giugno 2013 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri dell'Unione europea riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento degli aiuti dell'Unione europea forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-UE e all'assegnazione di assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato sul funzionamento dell'UE(22),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 74 del regolamento finanziario, del 16 giugno 1998, applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE(23),

–  visto l'articolo 119 del regolamento finanziario, del 27 marzo 2003, per il nono Fondo europeo di sviluppo(24),

–  visto l'articolo 50 del regolamento (CE) n. 215/2008 del Consiglio, del 18 febbraio 2008, recante il regolamento finanziario per il decimo Fondo europeo di sviluppo(25),

–  visto l'articolo 48 del regolamento (UE) 2015/323 del Consiglio, del 2 marzo 2015, recante il regolamento finanziario per l'undicesimo Fondo europeo di sviluppo(26),

–  visti l'articolo 93, l'articolo 94, terzo trattino, e l'allegato IV del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0123/2018),

A.  considerando la propria intenzione, nel contesto della procedura di discarico, di evidenziare la particolare importanza di un ulteriore rafforzamento della legittimità democratica delle istituzioni dell'UE, migliorando la trasparenza e la rendicontabilità e attuando il concetto di programmazione di bilancio basata sulla performance e di buona gestione delle risorse umane;

1.  approva la chiusura dei conti del dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2016;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2016

(2017/2146(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2016,

–  visti l'articolo 93, l'articolo 94, terzo trattino, e l'allegato IV del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0123/2018),

A.  considerando che l'obiettivo principale dell'accordo di Cotonou, che costituisce il quadro delle relazioni dell'Unione con gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) e dei paesi e territori d’oltremare (PTOM), consiste nel ridurre e, nel tempo, eliminare la povertà, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di integrazione progressiva dei paesi ACP e PTOM nell'economia mondiale;

B.  considerando che i Fondi europei di sviluppo (FES) sono il principale strumento finanziario dell'Unione per gli aiuti della cooperazione allo sviluppo a favore dei paesi ACP e i PTOM;

C.  considerando che la storia degli Stati membri conferisce all'Unione degli obblighi in materia di sviluppo nei paesi ACP e di cooperazione con i PTOM, che sono legati al futuro dell'Unione in ragione della situazione geopolitica, della globalizzazione e delle sfide mondiali, quali gli effetti connessi ai cambiamenti climatici o all'evoluzione demografica;

D.  considerando che la Commissione, in qualità di organismo attuatore, è responsabile del discarico relativo ai FES;

E.  considerando che la comparsa di nuove sfide globali sta mutando completamente i modelli di erogazione degli aiuti, il che spinge tutte le parti interessate a riflettere su un nuovo approccio agli aiuti e sul riorientamento dell'attuale quadro per gli aiuti esterni;

F.  considerando che i principi di sostenibilità, di coerenza e di efficacia degli interventi sono fondamentali per lo sviluppo di un nuovo approccio trasversale dell'Unione allo sviluppo al fine di rafforzare l'incidenza positiva degli aiuti allo sviluppo e dei relativi risultati;

G.  considerando che la trasparenza e la rendicontabilità sono requisiti essenziali per il controllo democratico e la coerenza delle azioni di sviluppo dell'Unione con gli obiettivi di altri interlocutori, quali gli Stati membri, le organizzazioni internazionali, le istituzioni finanziarie internazionali o le banche multilaterali di sviluppo;

H.  considerando che è indispensabile un coordinamento efficace per limitare il rischio di frammentazione degli aiuti e massimizzare la coerenza dell’impatto e della titolarità delle priorità di sviluppo da parte dei paesi partner;

I.  considerando che il finanziamento e i programmi comuni di aiuto dovrebbero tradursi in obiettivi più mirati, individuando le sinergie e condividendo informazioni provenienti dai diversi quadri dei risultati di diverse organizzazioni;

J.  considerando che la progettazione di nuove modalità di intervento, quali i finanziamenti combinati, capacità o piattaforme di investimento e i fondi fiduciari, rappresenta un modo per ottenere finanziamenti al di là degli aiuti allo sviluppo ufficiali pur in conformità di condizioni in materia di trasparenza, addizionalità e impatto positivo sul terreno;

K.  considerando che la mobilitazione del settore privato e la capacità di attrarre ulteriori investimenti sono fattori indispensabili, data la carenza dei finanziamenti necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi di sviluppo, a gettare le migliori basi per garantire lo sviluppo sostenibile dei paesi beneficiari con la loro capacità amministrativa e nell'ambito della loro struttura sociale;

L.  considerando che, pur essendo uno strumento essenziale per il cambiamento e rispondendo alle principali sfide di sviluppo, il sostegno al bilancio comporta un notevole rischio fiduciario e dovrebbe essere concesso soltanto se garantisce sufficiente trasparenza, tracciabilità e rendicontabilità e se è affiancato da un chiaro impegno, da parte dei paesi partner, a riformare le politiche;

M.  considerando che l'aiuto allo sviluppo è attuato in un contesto geopolitico complesso e fragile, su cui incidono questioni quali quadri di governance carente, corruzione, instabilità sociale ed economica, conflitti armati, situazioni di crisi o di post-crisi che provocano migrazioni o trasferimenti forzati, o crisi sanitarie;

N.  considerando che il Parlamento ha ribadito la richiesta di includere i fondi FES nel bilancio generale;

Dichiarazione di affidabilità

Principali risultanze dell'esecuzione finanziaria del 2016

1.  accoglie con favore gli sforzi costanti compiuti dai servizi della Commissione per migliorare la gestione finanziaria generale dei FES per quanto riguarda i vecchi impegni e pagamenti di prefinanziamento non ancora liquidati;

2.  constata, in particolare, che l'obiettivo fissato di una riduzione del 25 % è stato leggermente superato per quanto riguarda i vecchi impegni in sospeso, raggiungendo il 28 % e il 36 % in relazione ai vecchi impegni non ancora liquidati;

3.  prende atto altresì delle azioni intese a ridurre e chiudere i contratti scaduti ancora in sospeso poiché i ritardi superiori a 18 mesi dopo il termine del loro periodo operativo comportano un rischio significativo che si verifichino errori relativi alla regolarità, nella misura in cui i documenti giustificativi potrebbero non essere più disponibili e il personale incaricato della gestione di tali contratti potrebbe anch'esso non esserci più per garantire la continuità delle operazioni;

4.  rileva che la percentuale globale di contratti scaduti nel portafoglio della Direzione generale per la Cooperazione internazionale e lo Sviluppo (DG DEVCO) della Commissione rappresentava il 15,15 % alla fine del 2016 rispetto all'obiettivo del 15 %; deplora che 1 058 (o il 56 %) dei 1 896 contratti scaduti riguardino la gestione delle operazioni del FES e che il periodo operativo dei 156 contratti FES scaduti sui suddetti 1 058 sia giunto a scadenza più di 5 anni fa (contratti per un valore di 323 milioni EUR);

5.  si rammarica tuttavia del fatto che, secondo la Corte dei conti ("la Corte"), i sistemi di supervisione e controllo siano stati ancora una volta giudicati soltanto parzialmente efficaci;

Affidabilità dei conti dei FES

6.  accoglie con favore il giudizio della Corte, secondo cui i conti annuali definitivi dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo FES relativi all'esercizio 2016 presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria degli stessi al 31 dicembre 2016, e che i risultati delle loro operazioni, i flussi di cassa e le variazioni dell'attivo netto per l'esercizio chiuso in tale data sono conformi alle disposizioni del regolamento finanziario del FES e alle norme contabili basate su principi contabili per il settore pubblico riconosciuti a livello internazionale;

7.  esorta la Commissione ad agire per risolvere il problema dei recuperi di prefinanziamenti non spesi erroneamente registrati come entrate d'esercizio, in quanto l'erronea registrazione di entrate d'esercizio ha richiesto rettifiche per un importo di 3,2 milioni di EUR;

8.  deplora che tali errori di codifica siano presenti dal 2015 nel contesto della gestione degli ordini di riscossione; rileva, tuttavia, che nel 2016 la DG DEVCO ha impartito al proprio personale istruzioni dettagliate sulla codificazione corretta di questo tipo di ordini di riscossione;

Legittimità e regolarità delle operazioni dei FES

9.  si compiace del fatto che, a giudizio della Corte, le entrate alla base dei conti per l'esercizio 2016 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;

10.  ribadisce la propria preoccupazione circa la valutazione della Corte relativa alla legittimità e regolarità dei pagamenti alla base dei conti, che sono inficiati da un livello di errore rilevante;

11.  osserva che, sulla base delle stime della Corte nella sua relazione annuale, il tasso di errore stimato per le spese alla base dei conti dell’ottavo, nono, decimo e undicesimo FES è pari al 3,3 %, il che denota una lieve diminuzione rispetto al 3,8 % del 2014 e del 2015, al 3,4 % del 2013 e al 3 % del 2012;

12.  rileva con rammarico che il 24 % delle operazioni in esame (35 su 143) erano inficiate da errori; prende atto dei risultati del campionamento per quanto riguarda i progetti, secondo cui 35 pagamenti su 130 (27 %) risultano inficiati da errori e, in particolare, del fatto che 26 sui suddetti 35 pagamenti (pari al 74 %) sono stati qualificati come errori quantificabili e che nove operazioni finali sono state autorizzate dopo aver espletato tutte le verifiche ex ante;

13.  rileva con preoccupazione che per due casi di errori quantificabili, i servizi della Commissione disponevano di informazioni sufficienti fornite dai suoi sistemi di gestione per prevenire, rilevare e correggere gli errori prima di accettare la spesa, il che ha inciso in maniera positiva diretta sul livello di errore stimato, che sarebbe stato di 0,7 punti percentuali più basso, e che cinque operazioni inficiate da errori non erano state individuate dai revisori o supervisori esterni;

14.  osserva che per il sostegno al bilancio e per l'attuazione di progetti finanziati da più donatori da parte di organizzazioni internazionali, con l'applicazione dell'approccio nozionale, la loro natura di finanziamento e le loro modalità di pagamento limitano la misura in cui le operazioni sono soggette a errori; ribadisce la propria preoccupazione ricorrente per quanto riguarda sia la messa in comune dei fondi dell'Unione con i fondi di altri donatori, in particolare il fatto che i fondi dell'Unione non vengono destinati a voci di spesa specifiche e identificabili, sia i limiti del lavoro di audit della Corte derivante dall'applicazione dell'approccio nozionale;

15.  è preoccupato per la frequenza e la persistente tipologia di errori, in particolare nel settore degli appalti pubblici, nonostante i piani d'azione correttivi consecutivi, vale a dire la mancata conformità con le disposizioni in materia di appalti, con un caso di contratti di servizi aggiudicati senza procedura di gara, di spese non sostenute, di spese non ammissibili o l'assenza di documenti giustificativi; rileva che tali errori sono stati riscontrati anche nelle operazioni legate ai programmi a preventivo, alle convenzioni di sovvenzione e agli accordi di contributo fra la Commissione e organizzazioni internazionali; invita la Commissione a far fronte con urgenza alle carenze riscontrate nella gestione dei contratti, nelle procedure di selezione, nella gestione dei documenti e nel sistema degli appalti;

16.  ribadisce che la Commissione dovrebbe intensificare gli sforzi in quegli specifici settori di cooperazione, affinando il suo attuale programma d'azione correttiva, specialmente quando gli errori quantificabili denotano carenze nei controlli da parte delle organizzazioni internazionali riguardo alla conformità con le disposizioni contrattuali, nel quadro dell’impegno globale teso a migliorare i metodi di gestione dei rischi e i sistemi di controllo e di continuità operativa;

17.  invita la DG DEVCO a prestare debita attenzione alla codifica e controllo dei pagamenti al fine di rispettare i termini previsti nel circuito finanziario e nei flussi di lavoro;

Efficacia del quadro di controllo

18.  si compiace dei continui sforzi profusi dalla DG DEVCO per migliorare il proprio quadro di controllo, in particolare la scelta di settori ad alto rischio legati ai fondi soggetti a gestione indiretta mediante organizzazioni internazionali e agenzie di sviluppo e sovvenzioni nell'ambito della gestione diretta; prende atto dell’estensione della riserva alle sovvenzioni e ai programmi a preventivo soggetti a gestione indiretta;

19.  riconosce che gli aiuti allo sviluppo sono spesso attuati in contesti difficili, instabili o critici che sono soggetti a errore;

20.  rinnova l'invito a prestare un'attenzione scrupolosa alle carenze ricorrenti riscontrate nell'esecuzione delle fasi principali di controllo, vale a dire la vulnerabilità delle verifiche ex ante condotte prima dell'esecuzione dei pagamenti relativi ai progetti e le verifiche di audit esterni sulle spese; rileva che la DG DEVCO sta rivedendo attualmente il capitolato per i servizi di audit e di verifica, al fine di ottenere informazioni che consentano una valutazione qualitativa;

21.  si compiace del fatto che è stato svolto per il quinto anno uno studio sul tasso di errore residuo (TER) nel rispetto della metodologia TER, il che costituisce ormai uno dei pilastri per l'ottenimento della garanzia di affidabilità della DG DEVCO;

22.  si compiace del fatto che la DG DEVCO abbia posto rimedio a tutte le carenze segnalate dalla Corte dei conti nel 2013, pur rilevando tuttavia che il metodo di stima ad hoc per il TER lascia tuttora un margine troppo ampio per i singoli tassi di errore;

23.  constata con interesse che, per la prima volta, lo studio del 2016 sul TER stima tale tasso all'1,7 %, un valore al di sotto della soglia di rilevanza del 2 %, il che conferma una tendenza al ribasso constatata dal 2014 e corrisponde a un importo a rischio di 105 milioni di EUR (ovvero l'1,9 % della spesa nel 2016), con una capacità correttiva – o rettifiche future stimate – di 25 milioni di EUR (24 %), tenendo presente, tuttavia, le carenze individuate nella registrazione degli ordini di riscossione nel sistema contabile; ritiene, tuttavia, che occorra prestare un'attenzione specifica costante alle operazioni relative al sostegno al bilancio in considerazione del loro elevato grado di rischio intrinseco;

24.  ribadisce il proprio sostegno per il passaggio da una riserva generale all'emissione di riserve differenziate, come richiesto dal Parlamento nelle sue precedenti risoluzioni sul FES, al fine di rafforzare progressivamente l'affidabilità dei diversi processi operativi, con i) una riserva basata sui tassi di errore sui quattro seguenti settori a maggiore rischio individuati in particolare per le sovvenzioni soggette a gestione diretta e indiretta, a gestione indiretta tramite organizzazioni internazionali e agenzie di sviluppo e programmi a preventivo e ii) una riserva specifica e rinnovata per il Fondo per la pace in Africa (APF); incoraggia la Commissione a continuare ad affinare i suoi processi di gestione in funzione del rischio e dei volumi finanziari e, se del caso, ad aggiungere ulteriori condizionalità;

25.  è favorevole al fatto che la Commissione ha mantenuto la sua riserva riguardo all'APF in materia di governance e di comunicazione delle misure correttive nella gestione dei fondi; rinnova il proprio invito alla Commissione a proseguire gli sforzi nell'ambito del processo di valutazione per pilastro onde rafforzare il sistema di controllo per la gestione e il monitoraggio operativo dell'APF allo scopo di tutelare i FES da spese illegittime e irregolari; chiede alla Commissione di continuare a rafforzare la concezione e l'efficacia delle misure correttive a livello di contratto;

26.  rileva che sono stati recuperati 14,16 milioni di EUR per il rimborso dei pagamenti indebitamente versati a causa di irregolarità ed errori;

27.  constata che il costo dei controlli è ammontato a 280,17 milioni di EUR o al 4,26 % dei pagamenti totali effettuati dalla DG DEVCO nel 2016; ritiene, a tale proposito, che il lavoro sull'efficacia generale del quadro delle attività di controllo e sulla loro complementarità con i principi di buona governance dovrebbe essere effettuato periodicamente onde ottenere adeguate garanzie;

28.  considera necessario mantenere una coerente strategia di controllo atta a garantire un equilibrio tra le capacità di assorbimento dei paesi partner, il rispetto delle disposizioni relative alla conformità e gli obiettivi in materia di performance, equilibrio che dovrebbe riflettersi debitamente nella gestione delle diverse operazioni di aiuto e modalità di erogazione;

29.  ritiene fondamentale che, in caso di progetti infrastrutturali finanziati tramite i FES, sia richiesta una valutazione ex-ante indipendente, che tenga conto dell'impatto sociale e ambientale dei progetti, oltre che del loro valore aggiunto;

Monitoraggio e comunicazione dei risultati della DG DEVCO nel conseguimento dei suoi obiettivi

30.  invita la DG DEVCO a migliorare nettamente il monitoraggio e la comunicazione dei risultati onde garantire che gli indicatori chiave definiti nei diversi sistemi di misurazione della performance siano oggetto di un monitoraggio sistematico e periodico e che la dirigenza ottenga informazioni utili e attendibili in maniera tempestiva; ricorda che gli obiettivi di sviluppo devono essere valutati tenendo conto degli aspetti sociali e ambientali, oltre che di quelli economici;

31.  ritiene che la frequenza del monitoraggio e della rendicontazione debba essere stabilita tenendo conto della natura degli obiettivi da verificare, del tipo di indicatore e dei metodi di raccolta, nonché delle esigenze di monitoraggio e rendicontazione;

32.  chiede alla DG DEVCO di sviluppare ulteriormente, insieme ad altri soggetti interessati del settore degli affari esterni, la propria strategia e i propri strumenti di comunicazione, evidenziando i principali risultati ottenuti, nonché di migliorare ulteriormente la visibilità globale dei progetti finanziati dal FES, allo scopo di raggiungere un pubblico più vasto fornendo informazioni pertinenti sul contributo dell'Unione nel far fronte alle sfide globali;

33.  considera le 86 relazioni sulla gestione dell’assistenza esterna (EAMR) redatte dalle delegazioni dell’Unione un utile contributo sia per la catena dell’affidabilità che per la misurazione della performance di ciascuna delegazione dell’Unione, pur insistendo sull’attendibilità dei dati utilizzati in tali relazioni; prende atto della tendenza positiva per la DG DEVCO per quanto riguarda le prestazioni delle delegazioni dell'Unione, dal momento che 21 dei 24 indicatori chiave di performance (ICP) hanno conseguito gli obiettivi stabiliti nel 2016 (rispetto a 20 nel 2015 e a 15 nel 2014), ad eccezione di tre indicatori relativi all'accuratezza delle previsioni finanziarie per le decisioni, alla percentuale dei pagamenti effettuati entro il termine di trenta giorni e al rispetto delle disposizioni in materia di flessibilità per l'impiego di personale nelle delegazioni dell'UE;

34.  è tuttavia preoccupato per il fatto che 980 progetti su 3 151 (31 %) sono stati classificati come problematici e che sei delegazioni dell'Unione sono ancora al di sotto del valore di riferimento del 60 % degli ICP "verdi"; invita i servizi della Commissione a monitorare da vicino le delegazioni che hanno recentemente raggiunto l'obiettivo del 60 % o che si trovano leggermente al di sopra dello stesso allo scopo di affinare e consolidare l'analisi delle tendenze delle delegazioni;

35.  invita la DG DEVCO a prendere in considerazione la possibilità di rinegoziare o ritoccare verso l'alto il valore di riferimento del 60 %; ribadisce che potrebbe essere riesaminata anche la definizione di taluni ICP, a seconda della tipologia dei problemi identificati o dell’ambiente di rischio di ciascuna delegazione dell'Unione, al fine di individuare nuovi margini di miglioramento;

36.  sottolinea l'importanza di garantire che i programmi siano calibrati e non eccessivamente ambiziosi, dato che ciò potrebbe compromettere i risultati attesi dagli aiuti; invita la DG DEVCO, a seguito del monitoraggio della performance delle delegazioni dell'Unione, a mantenere un numero realistico di progetti presso le delegazioni dell'Unione;

37.  ritiene indispensabile ricordare periodicamente ai capi delegazione, nell'ambito di seminari ad hoc o regionali, il loro ruolo chiave per il consolidamento della catena dell'affidabilità della DG DEVCO e la loro responsabilità globale per la gestione dei portafogli di progetti, ruolo che richiede una valutazione e ponderazione adeguate delle diverse componenti suscettibili di dare luogo all'emissione di una riserva, oltre ai loro doveri politici; constata che nel 2016 nessuna delegazione dell'Unione ha emesso una riserva nella propria EAMR;

38.  invita la Commissione a riferire immediatamente in merito alle specifiche azioni correttive adottate allorché un progetto è stato classificato "rosso" per due anni consecutivi, al fine di riesaminarne celermente la concezione iniziale, riassegnarne eventualmente i fondi a progetti e necessità più sostenibili o addirittura valutare la possibilità di interrompere il progetto;

Sorveglianza e gestione dei fondi fiduciari dell'Unione

Complementarità e impatto

39.  insiste sulla necessità di garantire costantemente la coerenza e la complementarità degli strumenti finanziari per lo sviluppo con la strategia dei FES e gli obiettivi generali della politica di sviluppo dell'Unione;

40.  riconosce che i fondi fiduciari dell'Unione sono stati concepiti per dare una rapida risposta politica, in un contesto di carenza di risorse, a determinate situazioni critiche o crisi gravi, come la crisi migratoria, o alla necessità di instaurare un nesso tra gli aiuti, la riabilitazione e lo sviluppo;

41.  è consapevole del fatto che, in tali circostanze, appositi fondi fiduciari dell'Unione offrono flessibilità e una serie di possibilità di combinare interventi geografici e tematici mediante diversi canali;

42.  insiste, tuttavia, sulla necessità che la Commissione garantisca che tali fondi fiduciari apportino un valore aggiunto alle iniziative esistenti, contribuiscano a una maggiore visibilità dell'azione esterna e al potere di persuasione dell'Unione ed evitino duplicazioni con altri strumenti finanziari;

43.  rileva che sul totale degli impegni per l’insieme dei fondi fiduciari dell’Unione (5 026 milioni di EUR a fine novembre 2017), 2 403 milioni di EUR provengono dai FES, con 2 290 milioni di EUR impegnati per il Fondo fiduciario di emergenza dell’UE per l’Africa (Fondo fiduciario per l’Africa) e 113 milioni di EUR per il fondo fiduciario dell’Unione per la Repubblica centrafricana (fondo fiduciario Bêkou);

44.  ricorda, tuttavia, gli elevati rischi intrinseci che corrono tali strumenti di sviluppo e, allo stato attuale, il bilancio ambivalente quanto alla loro attuazione; ribadisce la necessità di assicurare la massima trasparenza e rendicontabilità nell'impiego di tali strumenti;

45.  accoglie con favore la relazione speciale n. 11/2017 della Corte sul fondo fiduciario Bêkou; riconosce che, nonostante alcune mancanze, il fondo fiduciario Bêkou ha rappresentato un inizio promettente e osserva che la creazione di un fondo fiduciario ha costituito una risposta rapida alla necessità di collegare l'aiuto, il risanamento e lo sviluppo; invita la Commissione a seguire le raccomandazioni della Corte al fine di sviluppare orientamenti sulla scelta del veicolo di aiuti (fondo fiduciario o altro); è del parere che tali orientamenti debbano tenere conto dei possibili rischi e degli svantaggi connessi ai fondi fiduciari nonché delle esperienze contrastanti derivate fino ad ora dal loro utilizzo; si rammarica che il fondo fiduciario Bêkou non abbia migliorato in modo significativo il coordinamento generale dei donatori;

46.  chiede l'individuazione di prassi eccellenti onde contribuire a migliorare il coordinamento tra i vari aiuti bilaterali e gli strumenti di finanziamento dei diversi donatori;

47.  ricorda che l'ambito di applicazione dei fondi fiduciari dell'Unione deve essere ancorato alla disposizione in materia di addizionalità, in particolare per rispondere in maniera adeguata alle necessità e alle priorità dei paesi partner nelle situazioni di conflitto o in seguito a calamità, concentrandosi nel contempo sui settori in cui il valore aggiunto e l'impatto strategico sono maggiori;

48.  è del parere che sia i fondi fiduciari dell'Unione per singoli paesi che i fondi fiduciari dell'Unione a sostegno di programmi per più paesi siano più efficaci se dispongono di una struttura di governance formale e coerente, in grado di dar voce ai soggetti interessati e di promuoverne i valori e i quadri di risultati comuni;

49.  ritiene essenziale che i fondi fiduciari dell'Unione siano intesi a mobilitare fondi supplementari degli Stati membri, del settore privato e di altri donatori;

50.  sottolinea il fatto che la selettività, la sorveglianza e la rendicontabilità per i risultati ottenuti dai fondi fiduciari dell'Unione devono essere rafforzate nell'ambito dei programmi di partenariato e devono basarsi su una valutazione preliminare dei vantaggi comparativi dei fondi fiduciari dell'Unione rispetto ad altre modalità di aiuto; ricorda che occorre garantire una piena trasparenza e accesso ai dati, oltre che regole chiare di controllo e monitoraggio;

Il Fondo fiduciario Bêkou

51.  accoglie con favore l'istituzione del fondo fiduciario Bêkou e il suo contributo all'elaborazione di una risposta internazionale alla crisi nella Repubblica centrafricana; riconosce che questo primo fondo fiduciario può essere considerato, per diversi aspetti, un importante progetto pilota e che occorre elaborare linee guida più precise sulla questione sistemica del coordinamento, del monitoraggio e della valutazione dei donatori, in base a un approccio più sistemico inteso a ottenere garanzie;

52.  è del parere che occorra più tempo per valutare adeguatamente l'efficacia del fondo fiduciario Bêkou e trarre ulteriori insegnamenti dalla sua attuazione operativa;

53.  ritiene che occorra prestare particolare attenzione all'efficacia e alla governance politica dei fondi fiduciari dell'Unione, così come alla mancanza di garanzie e supervisione relativamente all'uso finale dei fondi stanziati;

54.  ritiene che occorra prestare un'attenzione particolare all'influenza limitata del fondo fiduciario Bêkou sul coordinamento tra le parti interessate e che la Commissione debba fare tutto ciò che è in suo potere per utilizzare l’esperienza acquisita nelle attività dei FES in settori quali l'attuazione e il coordinamento degli investimenti multilaterali e la gestione della titolarità dei risultati;

55.  esprime preoccupazione per il fatto che i contributi degli Stati membri al fondo fiduciario Bêkou sono stati finora relativamente bassi; invita gli Stati membri a partecipare maggiormente al fine di garantire che il fondo fiduciario Bêkou realizzi gli obiettivi di politica attesi;

56.  ritiene che occorra prestare debita attenzione alla gestione dei costi amministrativi rispetto ai contributi complessivi, al calcolo integrale dei costi di gestione e alle strategie per massimizzare la quota degli aiuti stanziati a favore dei beneficiari finali;

57.  invita la Commissione a mettere in atto meccanismi di controllo esaustivi al fine di assicurare il controllo politico da parte del Parlamento sulla governance, la gestione e l'attuazione di questi nuovi strumenti nel quadro della procedura di discarico; ritiene importante sviluppare specifiche strategie di controllo per i fondi fiduciari dell'Unione, che prevedano obiettivi, finalità e analisi specifici;

Attuazione delle attività di sostegno al bilancio

Ammissibilità e rischi intrinseci

58.  constata che nel 2016 i pagamenti a titolo del sostegno al bilancio finanziati dai FES sono ammontati a 644 milioni di EUR; rileva che il numero delle operazioni di sostegno al bilancio in corso nell’ambito dei FES nel 2016 è stato pari a 109, con 56 esborsi;

59.  riconosce la flessibilità di cui dispone la Commissione per valutare se le condizioni generali di ammissibilità sono soddisfatte per l’erogazione dei pagamenti al paese partner (differenziazione e approccio dinamico all’ammissibilità), data un'ampia interpretazione delle disposizioni normative, ed è preoccupato per l’impiego finale dei fondi trasferiti e per l’assenza di tracciabilità allorché i fondi dell’Unione confluiscono nelle risorse di bilancio del paese partner;

60.  esorta la Commissione a incrementare il sostegno al bilancio mirato ai risultati grazie a una migliore definizione delle finalità di sviluppo da conseguire nell'ambito di ciascun programma di sostegno al bilancio e in ciascun settore e, soprattutto, a potenziare i meccanismi di controllo relativi alla condotta degli Stati beneficiari nei settori della corruzione, del rispetto dei diritti umani, dello Stato di diritto e della democrazia; esprime profonda preoccupazione per il potenziale utilizzo del sostegno al bilancio nei paesi privi di un controllo democratico, a causa dell'assenza di una democrazia parlamentare funzionante e di libertà per la società civile e per i media o della mancanza di capacità degli organismi di vigilanza; chiede che sia istituita una catena delle spese esente da corruzione; ritiene prioritario vincolare tale sostegno a un'effettiva lotta alla corruzione nei paesi che beneficiano del sostegno al bilancio;

61.  ricorda che il rischio di distrazione di risorse resta elevato e che i rischi di corruzione e di frode sono spesso legati alla gestione delle finanze pubbliche e alle riforme; ribadisce che occorre prestare maggiore attenzione a tali rischi nel quadro del dialogo politico e della definizione di strategie per i futuri contratti di sostegno al bilancio, in particolare per valutare la reattività di un governo e la sua capacità di attuare le riforme; sottolinea la necessità di osservare da vicino i rischi e i risultati dei controlli ex ante ed ex post;

62.  invita tuttavia la Commissione ad assicurare che il sostegno al bilancio e l'erogazione di fondi siano rivisti, bloccati, ridotti o revocati quando obiettivi ed impegni definiti chiaramente alla vigilia non siano stati raggiunti e/o quando siano in gioco gli interessi politici e finanziari dell'Unione;

63.  ricorda la necessità che i FES garantiscano la massima apertura e trasparenza; è favorevole alla comunicazione pubblica dei pertinenti dati di bilancio relativi ai programmi di sostegno al bilancio allo scopo di rafforzare la trasparenza e la rendicontabilità di tutti e nei confronti di tutti i portatori di interessi, tra cui i cittadini;

L'uso del sostegno al bilancio per migliorare la mobilitazione delle entrate nazionali nell'Africa subsahariana

64.  sottolinea l'importanza della mobilitazione delle entrate nazionali nei paesi meno sviluppati, in quanto riduce la dipendenza dagli aiuti allo sviluppo, determina miglioramenti nella governance pubblica e svolge un ruolo centrale per il consolidamento statale; chiede che l'uso di condizioni relative agli esborsi specifiche per la mobilitazione delle entrate nazionali sia rafforzato nei contratti di buona governance e di sviluppo;

65.  sottolinea che la Commissione non ha ancora utilizzato efficacemente i contratti di sostegno al bilancio a supporto della mobilitazione delle entrate nazionali nei paesi a reddito basso e medio-basso dell’Africa subsahariana; osserva tuttavia che il nuovo approccio adottato dalla Commissione ha incrementato la capacità di questa forma di aiuto di sostenere efficacemente la mobilitazione delle entrate nazionali; invita la Commissione a fornire maggiori informazioni nelle sue relazioni sul sostegno al bilancio riguardo all’impiego dei contratti di sostegno al bilancio ai fini della mobilitazione delle entrate nazionali;

66.  sottolinea che il rafforzamento dei sistemi fiscali contribuisce non solo alla riscossione di entrate più prevedibili, ma anche alla responsabilità dei governi attraverso la creazione di un nesso diretto tra i contribuenti e il loro governo; sostiene l'esplicita inclusione del miglioramento della mobilitazione delle entrate nazionali nell'elenco della Commissione sulle sfide principali da affrontare in materia di sviluppo attraverso il sostegno al bilancio;

67.  richiama l'attenzione sulle sfide connesse all'elusione fiscale, all'evasione fiscale e ai flussi finanziari illeciti; invita la Commissione ad attenersi alle sue linee guida in sede di valutazione, sotto il profilo macroeconomico e della gestione delle finanze pubbliche, degli aspetti legati alla mobilitazione delle entrate nazionali, al fine di ottenere un quadro d'assieme più preciso sulle questioni più problematiche, come ad esempio l'entità degli incentivi fiscali, i prezzi di trasferimento e l'evasione fiscale;

68.  invita inoltre la Commissione a intensificare il suo impegno nella lotta all'evasione fiscale e agli abusi fiscali, riducendo il sostegno finanziario a titolo dei FES a favore dei paradisi fiscali figuranti nella lista nera, al fine di incentivare i paesi figuranti in tale lista, che incoraggiano pratiche fiscali abusive, a conformarsi ai criteri dell'Unione in materia di equità fiscale;

69.  evidenzia la carenza di adeguati strumenti di monitoraggio per valutare il contributo fornito dal sostegno al bilancio al miglioramento complessivo della mobilitazione delle entrate nazionali;

70.  ritiene che sia fondamentale continuare a promuovere sistemi fiscali nazionali equi e trasparenti nel settore della politica tributaria, rafforzare il suo sostegno a favore di processi e organismi di vigilanza nell'ambito delle risorse naturali e continuare ad appoggiare le riforme in materia di governance che promuovono uno sfruttamento sostenibile e trasparente delle risorse naturali;

71.  sottolinea la necessità di applicare con maggiore frequenza condizioni specifiche relative alla mobilitazione delle entrate nazionali, in quanto associano chiaramente l'esborso dei pagamenti per il sostegno al bilancio ai progressi conseguiti dal paese partner nell'ambito delle riforme relative alla mobilitazione delle entrate nazionali;

72.  incoraggia la Commissione a estendere la componente relativa allo sviluppo delle capacità del sostegno al bilancio, in quanto getta solide basi per una trasformazione economica e sociale a lungo termine e affronta i principali ostacoli frapposti alla riscossione efficiente delle entrate pubbliche;

73.  invita la Commissione, per tutti i contratti di sostegno al bilancio presenti e futuri con una componente di sviluppo delle capacità assegnata alla mobilitazione delle entrate nazionali, a sensibilizzare maggiormente i paesi partner circa la disponibilità di tale sostegno e facilitarne l’uso, in particolare per rispondere ai bisogni relativi allo sviluppo di capacità non ancora coperti da altri donatori;

Necessità di una maggiore cooperazione con le organizzazioni internazionali

74.  osserva che i pagamenti del FES a favore di progetti finanziati da più donatori e attuati da organizzazioni internazionali sono ammontati, nel 2016, a 914 milioni di EUR;

75.  ritiene che le istituzioni finanziarie multilaterali per lo sviluppo debbano adoperarsi per rendere più efficace l'uso dei finanziamenti misti, in particolare per quanto riguarda l'addizionalità;

76.  sottolinea che le banche multilaterali per lo sviluppo dovrebbero contribuire in modo coordinato e armonizzato al finanziamento, da parte del settore dello sviluppo, degli ambiziosi Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite fissati per il 2030, in particolare utilizzando in modo efficace i finanziamenti combinati e attraendo finanziamenti privati al fine di migliorare l’efficienza e l’impatto del finanziamento degli aiuti;

77.  incoraggia la Commissione ad avvalersi maggiormente dello strumento di microfinanziamento, che è considerato uno strumento importante ed efficace per combattere la povertà e risollevare le economie locali;

78.  ricorda la necessità che gli strumenti finanziari del FES attraggano ulteriori investimenti del settore privato; incoraggia la Commissione a elaborare un piano d'azione che risponda a tale necessità e a informare l'autorità di discarico in merito ai progressi compiuti;

79.  invita la Commissione a fornire, ai fini della duplice finalità della trasparenza e della visibilità dell’Unione, ulteriori informazioni sui progetti gestiti con fondi dell’Unione in un prossimo esercizio di rendicontazione; è del parere che l’approfondimento del dialogo con le Nazioni Unite e il Gruppo della Banca mondiale debba essere intensificato onde accrescere la trasparenza e la semplificazione degli strumenti di cooperazione comuni;

80.  invita la Commissione a rendere pubblici non solo i dati di finanziamento alle ONG, ma anche una rendicontazione dettagliata dei progetti finanziati; esprime preoccupazione per le recenti accuse di condotta scorretta verso alcune ONG; invita la Commissione a monitorare attivamente l'evolversi della situazione e, nel caso, a rivalutare il finanziamento concesso;

Affrontare le nuove priorità di sviluppo mondiale

Sfide operative e nuovi fattori di impulso

81.  riconosce la necessità di sviluppare nuovi modelli per definire gli strumenti di aiuto allo sviluppo e delle relative condizionalità, in linea con gli impegni degli Obiettivi di sviluppo sostenibile e il nuovo consenso europeo in materia di sviluppo, in modo da rispondere alle nuove caratteristiche essenziali, quali il nesso tra sviluppo e settore umanitario, il nesso tra sviluppo, migrazione e mobilità, il nesso con il cambiamento climatico e il nesso tra pace e sicurezza;

82.  sottolinea che, data la carenza di finanziamenti necessari per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di sviluppo sostenibile, il settore privato potrebbe svolgere un ruolo cruciale; osserva che il finanziamento combinato potrebbe costituire un utile strumento per mobilitare risorse supplementari, a condizione che il suo utilizzo sia debitamente giustificato, che ne sia dimostrato il valore aggiunto e che rispetti i principi dell'efficacia dello sviluppo;

83.  sottolinea, tuttavia, che i FES non dovrebbero spingersi al là del loro ambito di applicazione e che la creazione di un nuovo nesso per far fronte a nuove sfide non dovrebbe compromettere il conseguimento di altri obiettivi di sviluppo e la sua creazione deve essere accompagnata da norme precise, chiare e trasparenti, stabilite sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori fissati dalla Commissione;

84.  ritiene che il miglioramento del coordinamento e delle sinergie nel sostegno da parte di diversi donatori e strumenti di aiuto siano elementi indispensabili; invita i vari soggetti interessati a migliorare la qualità dei quadri di risultati delle operazioni e dei risultati dello sviluppo sul terreno;

85.  riconosce le difficoltà operative o le sfide incontrate, in particolare ai fini del raggiungimento di un consenso soprattutto quando è in gioco il coordinamento di un numero elevato di donatori in un complesso contesto in evoluzione e a fronte di esigenze mutevoli;

86.  ritiene che gli investimenti nei paesi fragili permangano una priorità chiave dell'intervento dell'Unione, sebbene il mantenimento di un approccio di monitoraggio razionale possa comportare, ove necessario, la cessazione del finanziamento; è del parere che occorra rafforzare la prassi di valutazione dei risultati e la loro condivisione in relazione ai paesi fragili o in situazioni di conflitto;

87.  è favorevole agli sforzi intesi ad affrontare la questione della sostenibilità dei risultati dello sviluppo qualora siano in gioco la mobilitazione delle entrate nazionali, la titolarità e l’economia politica;

88.  rammenta che i cambiamenti climatici costituiscono una delle maggiori sfide cui sono confrontati l'Unione e i governi del mondo intero; chiede fermamente alla Commissione di adempiere ai suoi impegni, basati sull'accordo di Parigi, relativi al rafforzamento delle condizionalità climatiche dei finanziamenti dell’Unione in modo da finanziare soltanto i progetti compatibili con il clima, riflettendo in tal modo gli obiettivi climatici dell'Unione, il che richiederà una maggiore coerenza dei criteri di selezione;

89.  esprime preoccupazione per la conclusione della Corte secondo cui il sistema dell'Unione per la certificazione della sostenibilità dei biocarburanti non è pienamente affidabile(27); pone l'accento sulle conseguenze negative che ne potrebbero derivare per i paesi in via di sviluppo, dal momento che, secondo quanto constatato dalla Corte: "la Commissione non ha previsto l'obbligo per i sistemi volontari di verificare che la produzione di biocarburante da certificare non comporti rischi significativi di effetti socioeconomici negativi, quali conflitti inerenti alla proprietà fondiaria, il lavoro forzato/minorile, condizioni di lavoro inadeguate per gli agricoltori o pericoli per la salute e la sicurezza"; chiede pertanto alla Commissione di affrontare tale questione;

90.  incoraggia l’integrazione della dimensione etica nella progettazione degli interventi;

91.  insiste sulla necessità che i materiali didattici finanziati a titolo dei fondi dell'Unione, tra cui PEGASE (Meccanismo euro-palestinese di gestione dell’aiuto socio-economico), siano conformi ai valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione mediante l'istruzione, adottati dai ministri dell'Istruzione dell'Unione a Parigi il 17 marzo 2015; invita la Commissione a garantire che i fondi dell'Unione siano utilizzati in linea con le norme di pace e tolleranza nell'ambito dell'istruzione, ispirate dall'UNESCO;

Rendere operativo il nesso tra sviluppo e migrazione

92.  osserva che sono stati approvati 106 progetti per un valore complessivo di 1,589 miliardi di EUR, di cui 594 milioni di EUR sono stati impegnati e 175 milioni di EUR versati nel 2016 per migliorare la gestione dei flussi migratori e affrontare le cause profonde della migrazione irregolare mediante il fondo fiduciario per l'Africa e i relativi canali regionali; rileva che uno degli obiettivi concordati fa riferimento a "una corretta gestione delle politiche migratorie";

93.  invita la Commissione a riferire, in maniera strutturata, in merito all’incidenza dei programmi avviati nell’ambito del fondo fiduciario per l’Africa, in particolare sulla base del monitoraggio dell’Unione orientato ai risultati e del quadro di risultati del Fondo fiduciario per l’Africa al fine di evidenziare i risultati ottenuti collettivamente;

94.  rileva altresì, in tale contesto, che il nuovo Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, che rientra nell’ambito del Piano europeo per gli investimenti esterni, punterà sui paesi dell’Africa subsahariana, con 400 milioni di EUR forniti a titolo dei FES;

95.  è favorevole a incrementare la dotazione di finanza d'impatto per i paesi ACP, uno strumento a parte del Fondo investimenti ACP, con un importo di 300 milioni di EUR per raggiungere una capacità totale di 800 milioni di EUR, allo scopo di trattare direttamente i progetti mirati ad affrontare le cause profonde della migrazione, e a trasformarlo in un fondo rotativo;

96.  constata che la Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Fondo investimenti ACP sostengono per lo più progetti che promuovono lo sviluppo del settore privato, mentre i progetti ammissibili del settore pubblico sono presi in considerazione anche nell'ambito del pacchetto sulla migrazione ACP; plaude allo sviluppo di nuovi partenariati nel quadro del Fondo investimenti ACP gestito dalla BEI; invita tuttavia la BEI a fornire ulteriori informazioni sui componenti dell'effetto leva, ossia le rispettive quote costituite da capitale proprio (equity) e dai finanziamenti pubblici dell'Unione o di altre banche multilaterali per lo sviluppo, come pure sui rimborsi reinvestiti nel funzionamento del Fondo investimenti ACP;

97.  sostiene la Commissione nella sua intenzione di definire un codice sulla migrazione nell'ambito del Comitato di aiuto allo sviluppo dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ai fini di un maggiore utilizzo effettivo e della tracciabilità dei relativi finanziamenti;

Verso un nuovo partenariato ACP

98.  auspica di essere pienamente informato e consultato sul riesame intermedio dell'undicesimo FES, riesame che dovrebbe tenere conto dell'Agenda 2030 e di un nuovo consenso europeo in materia di sviluppo, ma che dovrebbe rispettare altresì pienamente i principi di efficacia dello sviluppo, ribaditi in occasione del Forum di alto livello del partenariato globale tenutosi a Nairobi, in particolare la titolarità delle priorità da parte dei paesi beneficiari;

99.  rinnova la propria richiesta di integrare i Fondi europei di sviluppo (FES) nel bilancio generale.

2.2.2018

PARERE della commissione per lo sviluppo

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2016

(2017/2146(DEC))

Relatore per parere: Doru-Claudian Frunzulică

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  è favorevole all'utilizzo del sostegno al bilancio, ma esorta la Commissione a definire meglio e a valutare chiaramente, caso per caso, i risultati da raggiungere nell'ambito dello sviluppo e, soprattutto, a potenziare i meccanismi di controllo relativi alla condotta degli Stati beneficiari nel campo della corruzione, del rispetto dei diritti umani, dello Stato di diritto e della democrazia; esprime profonda preoccupazione per il potenziale utilizzo del sostegno al bilancio nei paesi privi di un controllo democratico, a causa dell'assenza di una democrazia parlamentare funzionante e di libertà per la società civile e per i media o della mancanza di capacità degli organismi di vigilanza; prende atto della relazione speciale n. 35/2016 della Corte dei conti europea sull'uso del sostegno al bilancio per migliorare la mobilitazione delle entrate interne nell'Africa subsahariana, in cui si rileva che le analisi ex ante della Commissione relative alla mobilitazione delle entrate interne non sono sufficientemente dettagliate e non seguono i suoi stessi orientamenti, che spesso la Commissione non valuta correttamente le esenzioni fiscali e le fughe di capitali illeciti e non tiene adeguatamente conto dei dividendi derivanti dalle attività estrattive né del fatto che i canoni di accesso alle risorse naturali siano stati corrisposti o meno; è preoccupato che la Commissione abbia fatto un uso scarso e talvolta irrilevante delle condizioni per la mobilitazione delle entrate interne nei contratti di sostegno al bilancio;

2.  deplora le ripetute non conformità con le norme sugli appalti nell'ambito della spesa del FES(28); sottolinea che si tratta di un problema ricorrente che la Corte dei conti europea continua a rilevare da anni; invita la Commissione a risolvere questo problema, che rischia di aggravarsi ancora di più a motivo dell'impennata degli appalti nell'ambito del Fondo fiduciario d'emergenza dell'UE per l'Africa;

3.  accoglie con favore la relazione speciale n. 11/2017 della Corte dei conti europea sul fondo fiduciario Bêkou dell'UE per la Repubblica centrafricana; riconosce che, nonostante alcune mancanze, il fondo ha rappresentato un inizio promettente e osserva che la creazione di un fondo fiduciario ha costituito una risposta rapida alla necessità di collegare l'aiuto, il risanamento e lo sviluppo; invita la Commissione a seguire le raccomandazioni della Corte relative allo sviluppo di orientamenti sulla scelta del veicolo di aiuti (fondo fiduciario o altro); è del parere che tali orientamenti debbano tenere conto dei possibili rischi e degli svantaggi connessi ai fondi fiduciari nonché delle esperienze contrastanti derivate fino ad ora dal loro utilizzo; si rammarica che il fondo fiduciario non abbia migliorato in modo significativo il coordinamento generale dei donatori;

4.  auspica di essere pienamente informato e consultato sul riesame intermedio dell'undicesimo FES, il quale dovrebbe tenere conto dell'Agenda 2030 e di un nuovo consenso europeo in materia di sviluppo, ma che dovrebbe rispettare altresì pienamente i principi di efficacia dello sviluppo, ribaditi in occasione del Forum di alto livello del partenariato globale tenutosi a Nairobi, in particolare la titolarità delle priorità da parte dei paesi beneficiari;

5.  sottolinea che, data la carenza di finanziamenti necessari per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di sviluppo, il settore privato potrebbe svolgere un ruolo cruciale; osserva che il finanziamento combinato potrebbe costituire un utile strumento per mobilitare risorse supplementari, a condizione che il suo utilizzo sia debitamente giustificato, che ne sia dimostrato il valore aggiunto e che rispetti i principi dell'efficacia dello sviluppo.

6.  invita la Commissione ad adottare un approccio allo sviluppo basato su incentivi, introducendo il principio "più progressi, più aiuti", prendendo come esempio la politica europea di vicinato; ritiene che quanto più intensamente e rapidamente un paese progredisce sulla via delle riforme interne volte alla costruzione e al consolidamento delle istituzioni democratiche, all'eliminazione della corruzione, al rispetto dei diritti umani e allo Stato di diritto, tanto più importante dovrebbe essere il sostegno che riceve dall'Unione; sottolinea che tale approccio basato sulla "condizionalità positiva", congiuntamente a un'attenzione particolare al finanziamento di progetti su piccola scala per le comunità rurali, può condurre a un reale cambiamento e garantire che il denaro dei contribuenti dell'Unione sia speso in modo più sostenibile; condanna fermamente, d'altro canto, qualsiasi tentativo di subordinare gli aiuti ai controlli alle frontiere;

7.  esprime preoccupazione per l'affermazione(29) della Corte dei conti europea secondo cui vi è un grave rischio che l'Unione non soddisfi l'obiettivo di integrare il cambiamento climatico in tutto il bilancio dell'UE e che l'obiettivo di destinare il 20 % della spesa alle azioni connesse al clima non venga raggiunto;

8.  esprime preoccupazione per le osservazioni della Corte dei conti europea secondo cui il sistema dell'Unione per la certificazione della sostenibilità dei biocarburanti non è completamente affidabile(30); pone l'accento sulle conseguenze negative che ne potrebbero derivare per i paesi in via di sviluppo, dal momento che, secondo quanto constatato dalla Corte: "la Commissione non ha previsto l'obbligo per i sistemi volontari di verificare che la produzione di biocarburante da certificare non comporti rischi significativi di effetti socioeconomici negativi, quali conflitti inerenti alla proprietà fondiaria, il lavoro forzato/minorile, condizioni di lavoro inadeguate per gli agricoltori o pericoli per la salute e la sicurezza"; chiede pertanto alla Commissione di affrontare tale questione.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.1.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

17

0

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Ignazio Corrao, Mireille D’Ornano, Doru-Claudian Frunzulică, Charles Goerens, Enrique Guerrero Salom, György Hölvényi, Arne Lietz, Linda McAvan, Norbert Neuser, Vincent Peillon, Lola Sánchez Caldentey, Elly Schlein, Eleftherios Synadinos, Bogdan Brunon Wenta, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ádám Kósa, Paul Rübig, Judith Sargentini, Adam Szejnfeld

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jean Lambert, Miroslav Mikolášik

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

17

+

ALDE

Charles Goerens

NI

Eleftherios Synadinos

PPE

György Hölvényi, Ádám Kósa, Miroslav Mikolášik, Paul Rübig, Adam Szejnfeld, Bogdan Brunon Wenta

S&D

Doru-Claudian Frunzulică, Enrique Guerrero Salom, Arne Lietz, Linda McAvan, Norbert Neuser, Vincent Peillon, Elly Schlein

Verts/ALE

Jean Lambert, Judith Sargentini

0

-

4

0

EFDD

Ignazio Corrao, Mireille D'Ornano

GUE/NGL

Lola Sánchez Caldentey

PPE

Joachim Zeller

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

19.3.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Inés Ayala Sender, Dennis de Jong, Tamás Deutsch, Luke Ming Flanagan, Ingeborg Gräßle, Benedek Jávor, Barbara Kappel, Wolf Klinz, Arndt Kohn, Miroslav Poche, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Bart Staes, Marco Valli, Derek Vaughan

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gerben-Jan Gerbrandy, Brian Hayes, Andrey Novakov

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

John Howarth

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

20

+

ALDE

Gerben-Jan Gerbrandy, Wolf Klinz

EFDD

Marco Valli

ENF

Barbara Kappel

GUE/NGL

Luke Ming Flanagan, Dennis de Jong

PPE

Tamás Deutsch, Ingeborg Gräßle, Brian Hayes, Andrey Novakov, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt

S&D

Inés Ayala Sender, John Howarth, Arndt Kohn, Miroslav Poche, Derek Vaughan

VERTS/ALE

Benedek Jávor, Bart Staes

0

-

 

 

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

  GU C 322 del 28.9.2017, pag. 281.

(2)

  GU C 322 del 28.9.2017, pag. 289.

(3)

  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.

(4)

  GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3.

(5)

  GU L 344 del 19.12.2013, pag. 1.

(6)

  GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.

(7)

  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.

(8)

  GU L 247 del 9.9.2006, pag. 32.

(9)

  GU L 210 del 6.8.2013, pag. 1.

(10)

  GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.

(11)

  GU L 83 dell'1.4.2003, pag. 1.

(12)

  GU L 78 del 19.3.2008, pag. 1.

(13)

  GU L 58 del 3.3.2015, pag. 17.

(14)

  GU C 322 del 28.9.2017, pag. 281.

(15)

  GU C 322 del 28.9.2017, pag. 289.

(16)

  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.

(17)

  GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3.

(18)

  GU L 344 del 19.12.2013, pag. 1.

(19)

  GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.

(20)

  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.

(21)

  GU L 247 del 9.9.2006, pag. 32.

(22)

  GU L 210 del 6.8.2013, pag. 1.

(23)

  GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.

(24)

  GU L 83 dell'1.4.2003, pag. 1.

(25)

  GU L 78 del 19.3.2008, pag. 1.

(26)

  GU L 58 del 3.3.2015, pag. 17.

(27)

  Relazione speciale n. 18/2016 "Il sistema dell'UE per la certificazione dei biocarburanti sostenibili".

(28)

Relazione annuale sulle attività finanziate dall'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo (FES) per l'esercizio 2016, Corte dei conti europea.

(29)

Relazione speciale n. 31/2016 "Spendere almeno un euro su cinque del bilancio UE per l'azione per il clima: i lavori in corso sono ambiziosi, ma rischiano fortemente di non essere sufficienti", Corte dei conti europea, 2016.

(30)

Relazione speciale n. 18/2016 "Il sistema dell'UE per la certificazione dei biocarburanti sostenibili".

Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2018Avviso legale