Procedura : 2017/2145(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0128/2018

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A8-0128/2018

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PV 18/04/2018 - 10
CRE 18/04/2018 - 10

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PV 18/04/2018 - 12.25

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P8_TA(2018)0130

RELAZIONE     
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28.3.2018
PE 613.512v02-00 A8-0128/2018

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna

(2017/2145(DEC))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Marco Valli

EMENDAMENTI
1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna

(2017/2145(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2016 (COM(2017)0365 – C8-0256/2017)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2016, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2016, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare gli articoli 55, 99 e da 164 a 167,

  vista la relazione speciale n. 07/2016 della Corte dei conti su "Le modalità con le quali il Servizio europeo per l'azione esterna gestisce i propri edifici situati in varie parti del mondo",

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0128/2018),

1.  concede il discarico all'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza per l'esecuzione del bilancio del Servizio europeo per l'azione esterna per l'esercizio 2016;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Servizio europeo per l'azione esterna, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna

(2017/2145(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0128/2018),

1.  constata che il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) ha continuato a eseguire il proprio bilancio amministrativo senza essere interessato da errori rilevanti e che il livello di errori generale nelle spese connesso al bilancio "Amministrazione" è stato stimato dalla Corte dei conti (in seguito: "la Corte") allo 0,2 %;

2.  deplora che la Corte abbia nuovamente rilevato, come già nel 2015, carenze nelle procedure d'appalto indette dalle delegazioni dell'Unione per contratti di valore inferiore a 60 000 EUR;

3.  prende atto che il SEAE ha intrapreso una serie di iniziative intese a ridurre gli errori nelle procedure di appalto, migliorando la formazione, il sostegno e la consulenza forniti al personale delle delegazioni responsabile degli appalti; invita tuttavia il SEAE a proseguire i propri sforzi intesi a sostenere e monitorare attivamente l'attuazione delle norme e delle procedure di appalto presso le delegazioni, al fine di migliorare la conformità globale e l'efficacia delle loro procedure d'appalto e della gestione dei contratti; incoraggia il SEAE a considerare la possibilità di introdurre procedure di appalto a livello globale o regionale, riguardanti numerose delegazioni dell'Unione, in sostituzione di singoli contratti di valore modesto; chiede al SEAE di valutare in quale misura un tale meccanismo possa ridurre le carenze nelle procedure di appalto e di informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento in merito ai risultati di tale analisi;

4.  osserva che le precedenti raccomandazioni riguardanti l'aggiornamento della situazione personale dei membri del personale, i relativi documenti giustificativi e la gestione dei loro assegni familiari sono state attuate per la maggior parte degli aspetti;

5.  osserva che 15 dei 20 impegni esaminati dalla Corte sono stati preparati prima della fine dell'anno e riguardano servizi, beni e relativi pagamenti da fornire, integralmente o in parte, nel 2017; ricorda che questa prassi di riporto contrasta con il principio dell'annualità di bilancio e dovrebbe costituire un'eccezione piuttosto che un modo per ottimizzare la percentuale di esecuzione degli stanziamenti a fine anno;

6.  prende atto di un elevato tasso di anomalie constatate nel quadro delle verifiche ex ante delle operazioni finanziarie, pur rilevando la natura degli errori e delle irregolarità, come ad esempio la mancanza di documenti giustificativi o la non ammissibilità delle spese; accoglie con favore l'ampio sistema di comunicazione interna del SEAE, che consente di anticipare i potenziali errori e contribuisce quindi al basso livello del tasso di errore riscontrato dalla Corte; incoraggia il SEAE ad adottare misure volte a ridurre questo elevato tasso di anomalie; sottolinea, tuttavia, che una riduzione delle anomalie riscontrate nella verifica ex ante non dovrebbe essere conseguita a scapito del mantenimento di un basso tasso di errore;

7.  deplora il persistere delle stesse carenze nel corso degli anni per quanto riguarda le norme di controllo interno in materia di "continuità operativa" e di "gestione dei documenti", che comportano il rischio di ostacolare la disponibilità e l'affidabilità di informazioni gestionali fondamentali utilizzate per il monitoraggio e la rendicontazione delle attività e dei progetti da parte delle delegazioni; ricorda che la trasparenza della documentazione sarebbe utile non solo per migliorare la qualità delle attività di monitoraggio e di controllo, ma anche come strumento efficace per prevenire frodi e corruzione;

8.  osserva che soltanto una delegazione, che rientra fra le competenze del Centro regionale Europa, ha emesso e prorogato una riserva nella sua dichiarazione di affidabilità connessa alla gestione degli appalti; invita il SEAE a prestare attenzione e a riflettere sulla coerenza tra l'attuazione effettiva, o solo formale, delle norme di controllo interno e la garanzia di gestione delle delegazioni dell'Unione;

9.  esprime il proprio sostegno all'analisi e al miglioramento del rapporto costo/efficacia dei controlli ex post, confrontando il costo delle attività di controllo ex post con il valore degli errori individuati; osserva che il costo unitario dell'individuazione di errori (per EUR) è ammontato a 23 centesimi nel 2016; riconosce che tale costo unitario è connesso al basso tasso di errore e, di conseguenza, sarebbe inferiore se l'importo interessato dall'errore fosse più elevato;

10.  accoglie favorevolmente l'introduzione di nuovi orientamenti per il ciclo di visite di controllo nel 2016, tra cui i criteri seguenti per stabilire le priorità dell'ispezione delle delegazioni: nuovi ambasciatori dell'Unione, delegazioni che devono affrontare sfide particolari, scadenza dei termini dopo l'ultima ispezione e dimensione delle delegazioni, prevedendo che le delegazioni più grandi siano soggette a ispezione ogni 5 anni; incoraggia il SEAE a continuare a definire i propri cicli di ispezione in base a tali criteri di rischio e lo invita a informare l'autorità di discarico in merito alle esperienze fatte e ai risultati conseguiti seguendo i nuovi orientamenti;

11.  osserva che il bilancio iniziale per il 2016 ammontava a 633,6 milioni di EUR, ossia un aumento del 5,1 % rispetto all'esercizio precedente, inclusi 18,9 milioni di EUR per compensare la perdita di valore dell'euro e gli stanziamenti per l'apertura di una delegazione in Iran, il trasferimento della delegazione per la Somalia da Nairobi a Mogadiscio e l'adeguamento di fine anno delle retribuzioni; osserva che 2,5 milioni di EUR di stanziamenti supplementari sono stati approvati per l'attuazione del pacchetto sicurezza in tutta la rete delle delegazioni dell'Unione, in particolare per l'assunzione di agenti regionali di sicurezza, lavori finalizzati alla sicurezza o la formazione specifica del personale del SEAE, con un importo definitivo del bilancio del SEAE di 636,1 milioni di EUR;

12.  osserva che il bilancio definitivo del SEAE di 636,1 milioni di EUR per il 2016 è stato eseguito al 99,7 % degli stanziamenti di impegno e all'87,5 % degli stanziamenti di pagamento alla fine dell'esercizio;

13.  prende atto dell'attuale ripartizione del bilancio, vale a dire 222,7 milioni di EUR per la sede centrale del SEAE e 413,4 milioni di euro per le delegazioni;

14.  osserva che, a livello di sede centrale del SEAE, il 65,1 % del bilancio, pari a 144,2 milioni di EUR, è stato destinato al pagamento delle retribuzioni e di altri diritti del personale statutario ed esterno, il 13 % (30 milioni di EUR) alla gestione degli immobili e spese accessorie e il 14 % (30,8 milioni di EUR) ai sistemi di tecnologia dell'informazione (compresi sistemi per le informazioni classificate);

15.  prende atto che il bilancio delle delegazioni dell'Unione di 413,4 milioni di EUR è stato ripartito tra 109,1 milioni di EUR (26,4 %) per le retribuzioni e altri diritti del personale statutario, 64,3 milioni di EUR (15,6 %) al personale esterno e prestazioni esterne, 25,2 milioni di EUR (6,1 %) per altre spese connesse al personale, 169 milioni di EUR (40,9 %) per gli immobili e i costi associati, 45,7 milioni di EUR (11,1 %) per altri costi amministrativi; osserva che, per coprire i costi amministrativi del personale della Commissione in servizio presso le delegazioni, il SEAE ha ricevuto dalla Commissione un contributo di 185,6 milioni di EUR (escluse le entrate con destinazione specifica), suddivisi tra la rubrica V della Commissione, con 50,4 milioni di EUR, le linee amministrative dei programmi operativi, con 89,9 milioni di EUR, e il Fondo europeo di sviluppo (FES), con 45,4 milioni di EUR; osserva che, nel 2016, il FES ha per la prima volta versato un importo standard per persona per spese generali delle delegazioni per il personale della Commissione finanziato dal FES;

16.  sottolinea l'importanza di disporre di una panoramica trasparente ed efficace del bilancio del SEAE; si rammarica del fatto che la frammentazione dei suoi strumenti renda difficile accedere alle informazioni; invita il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a fornire accesso ai dati riguardanti il costo delle sue missioni;

17.  sottolinea che occorre migliorare l'efficienza dell'esecuzione del bilancio amministrativo del SEAE, in particolare per le delegazioni, dal momento che talune di esse ricevono dalla Commissione contributi separati provenienti da 33 diverse linee di bilancio riguardanti le spese amministrative per il personale della Commissione presso le delegazioni; invita la Commissione a cooperare con il Consiglio e il Parlamento verso una semplificazione del bilancio al fine di migliorare la gestione del bilancio e fornire ai cittadini dell'Unione una visione d'insieme trasparente dei costi;

18.  ricorda al SEAE che esiste una sottile differenza tra diplomazia economica e lobbismo; invita pertanto il SEAE a fissare norme sul lobbismo allo scopo di distinguere tra i due casi e ad assicurare la trasparenza del lobbismo sia nella sede centrale che nelle delegazioni;

19.  prende atto con soddisfazione del fatto che, a partire dal 2016, le spese generali comuni di tutte le delegazioni (affitti, sicurezza e altre spese generali), comprese le delegazioni FES, sono state interamente finanziate dalle linee di bilancio del SEAE, il che rappresenta un significativo passo avanti verso la razionalizzazione del bilancio; invita il SEAE a compiere ulteriori progressi verso una tale semplificazione delle fonti e delle disposizioni di bilancio;

20.  appoggia gli sforzi costanti profusi dal SEAE nel corso degli ultimi due anni per semplificare e razionalizzare l'organizzazione generale e le modalità di governance, cercando di approfondire l'integrazione dei servizi e migliorare la rendicontazione e i flussi di comunicazione; ritiene che rafforzare la cultura del servizio del SEAE ne migliorerebbe i risultati; rileva che, nel 2016, a seguito degli sforzi compiuti negli ultimi due anni al fine di ridurre una organizzazione caratterizzata da un numero elevato di dirigenti, il personale in posizioni dirigenziali rappresenta il 6,4 % del personale complessivo rispetto al 7,5 % nel 2014;

21.  accoglie con favore le priorità stabilite dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e dal SEAE, in linea con la strategia globale dell'Unione, per affrontare le sfide globali, tra cui l'attenzione dedicata alle questioni relative alla migrazione, il traffico di stupefacenti e la tratta di esseri umani, e l'attuazione della diplomazia dei diritti umani al fine di meglio affrontare le sfide e le priorità politiche internazionali con risposte coordinate; sottolinea, inoltre, il ruolo sempre più importante del SEAE nella cooperazione internazionale per la pace, la sicurezza e lo sviluppo umano, come dimostrato, tra l'altro, dal suo ruolo di mediatore e di rappresentanza in seno ad organizzazioni internazionali quali le Nazioni Unite, la negoziazione e il mantenimento dell'accordo sul nucleare con l'Iran, il suo ruolo di mediatore nel conflitto israelo-palestinese e il processo di Bruxelles per la Siria;

22.  sottolinea che l'equilibrio geografico, vale a dire il rapporto proporzionale tra i membri del personale di una particolare nazionalità e le dimensioni del relativo Stato membro, dovrebbe continuare a rappresentare uno dei principi guida nella gestione delle risorse, in particolare per quanto riguarda gli Stati membri che hanno aderito all'Unione nel 2004 o successivamente; ricorda altresì l'impegno assunto dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nei confronti del Parlamento di affrontare la questione della sovrarappresentanza di diplomatici nazionali che occupano posti di capo delegazione;

23.  deplora che, su 136 capi delle delegazioni dell'Unione, solo 21 provengono dai 13 Stati membri che hanno aderito all'Unione dopo il 2004; invita il SEAE a procedere a una valutazione approfondita della sua politica di assunzione, al fine di consentire una migliore attuazione della politica di equilibrio geografico che persegue;

24.  permane preoccupato per i persistenti squilibri nella composizione dell'organico del SEAE in termini di nazionalità; rileva che, al termine dell'esercizio 2016, il 31,7 % del personale del SEAE proveniva dagli Stati membri rispetto al 32,9 % del 2015 (25,3 % presso la sede centrale e il 40,8 % nelle delegazioni); chiede una distribuzione più equilibrata del personale, in linea con la decisione 2010/427/UE del Consiglio(6); accoglie con favore l'impegno assunto dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nei confronti del Parlamento di affrontare la questione dell'attuale eccessiva rappresentanza dei diplomatici nazionali che occupano posti di capo delegazione;

25.   osserva che i 13 Stati membri che hanno aderito all'Unione dal 2004 rappresentano il 19,6 % del totale del personale con qualifica di amministratore del SEAE, una percentuale che si avvicina a quella della loro popolazione sul totale dell'Unione (20,6 %); richiama tuttavia l'attenzione sul fatto che essi rappresentano soltanto il 13,28 % del personale in posizioni dirigenziali e sottolinea che, pur nel rispetto di una politica di assunzioni basata sul merito, questo squilibrio potrebbe essere meglio tenuto in considerazione nelle future procedure di assunzione; osserva con preoccupazione che gli Stati membri in questione sono particolarmente sottorappresentati ai livelli amministrativi più elevati e sottolinea che è raccomandato compiere progressi al riguardo;

26.  chiede al SEAE di fornire, entro il 30 giugno 2018, un'ulteriore spiegazione dell'aumento del numero di esperti nazionali distaccati, che hanno raggiunto il numero di 445 nel 2016 (l'85 % dei quali ubicati a Bruxelles), rispetto a 434 nel 2015 e 407 nel 2014;

27.  ribadisce la sua preoccupazione per gli squilibri di genere nel personale del SEAE ai livelli amministrativi più elevati; prende atto del leggero aumento della percentuale di donne in posti dirigenziali e sottolinea che vi è ancora un margine di miglioramento, al fine di aumentare l'attuale percentuale (pari al 22,7 %, di cui il 14 % nell'ambito dell'alta dirigenza, vale a dire 6 posti su un totale di 44, e il 25 % nell'ambito dei quadri intermedi, ossia 53 posti su 215); invita gli Stati membri a incoraggiare più attivamente le donne a candidarsi a posti del SEAE a livello dirigenziale;

28.  accoglie con favore, in tale contesto, la creazione delle task force "sviluppo della carriera", "problematiche di genere e pari opportunità", "quadro dell'apprendimento e dello sviluppo" (LEAD), nonché della rete "donne e SEAE" (WEEAS), quali tappe importanti per migliorare il funzionamento del SEAE; ritiene che tali iniziative definiscano percorsi di carriera più attraenti, semplifichino l'assunzione e garantiscano la nomina di persone competenti, l'adeguatezza delle competenze, nonché la parità di genere e di opportunità dal punto di vista del genere e dell'origine etnica; invita gli Stati membri a fare di più per promuovere le candidature di donne qualificate alle cariche dirigenziali, al fine di ridurre gli squilibri di genere; accoglie con favore, a tale riguardo, l'intenzione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza di garantire che la frequenza di rotazione del personale non comprometta la continuità delle conoscenze e delle competenze specifiche disponibili, sia presso la sede centrale che presso le delegazioni del SEAE;

29.  si rammarica del fatto che il servizio di mediazione del SEAE abbia ricevuto 75 casi di conflitti, molestie o cattivo ambiente di lavoro nel 2016, 23 dei quali erano ancora aperti a fine esercizio; osserva che 36 dei 65 casi erano ancora aperti alla fine del 2015 e, di conseguenza, il numero relativo di casi aperti a fine esercizio è diminuito nel 2016; accoglie con favore il sistema di allarme messo in atto dal SEAE, che consente un seguito sistematico dei reclami e prende atto con soddisfazione delle misure adottate per contrastare questo fenomeno, sviluppando servizi di sostegno quali il mediatore, il consulente confidenziale, il sostegno medico e psicologico, azioni di sensibilizzazione e adeguate misure disciplinari; invita il SEAE a continuare a migliorare la propria politica al riguardo, al fine di evitare qualsiasi forma di molestia psicologica e sessuale nonché casi di conflitto, e a informare l'autorità di discarico in merito agli sviluppi;

30.  ravvisa la necessità di istituire un organo indipendente incaricato della comunicazione, della consulenza e delle segnalazioni, dotato di sufficienti risorse di bilancio, al fine di aiutare gli informatori a utilizzare i canali appropriati per comunicare le informazioni su possibili irregolarità che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, tutelandone nel contempo la riservatezza e offrendo il supporto e la consulenza necessari;

31.  osserva che il SEAE ha finora rispettato l'accordo interistituzionale volto a ridurre il personale del 5 % nell'arco di cinque anni, in virtù del quale diciassette posti sono stati soppressi nel 2016, portando la riduzione di posti finora conseguita a 68; rileva che 16 posti supplementari devono essere individuati per il 2017, al fine di raggiungere un contributo complessivo di 84 posti per il SEAE nel corso del quinquennio che si conclude nel 2017; richiama l'attenzione sul fatto che l'efficacia dell'azione dell'Unione sul campo non dovrebbe essere ostacolata da un eccessivo carico di lavoro del personale, specialmente nelle delegazioni di piccole dimensioni o nei casi in cui una delegazione è responsabile di più di un paese;

32.   ricorda la raccomandazione del Mediatore riguardo alla prassi del SEAE di offrire tirocini non retribuiti nelle delegazioni dell'Unione e sottolinea l'importanza di versare un'adeguata indennità a tutti i tirocinanti del SEAE, in modo da remunerare sufficientemente gli sforzi dei tirocinanti e di non accentuare una discriminazione per motivi economici; accoglie pertanto con favore le misure adottate dal SEAE per ristrutturare il proprio programma di tirocini, anche attraverso l'offerta di borse di studio per tirocini nelle delegazioni dell'Unione; è tuttavia preoccupato per il fatto che il numero di borse di studio offerte è notevolmente inferiore al numero di tirocini offerti nelle delegazioni nel 2016; invita il SEAE a cercare altre modalità per offrire tirocini retribuiti al fine di garantire pari opportunità, ad esempio in cooperazione con le università o altre istituzioni pubbliche;

33.  esprime preoccupazione per il fatto che le carenze nelle procedure di appalto nelle delegazioni dell'Unione (bandi di gara, inviti a presentare proposte e altri) hanno riguardato, nel 2015 e 2016, 87 progetti, per un valore complessivo di 873 197 910 EUR; ritiene essenziale che i capi delegazione continuino a seguire regolarmente formazioni e che si ricordi loro, nelle riunioni informative prima dell'incarico, in seminari ad hoc o nell'ambito della conferenza annuale degli ambasciatori, il loro ruolo chiave nel consolidamento della catena dell'affidabilità del SEAE e la loro responsabilità d'insieme, sia per la gestione delle spese amministrative e dei portafogli di progetti che necessitano di una valutazione adeguata e per la ponderazione delle diverse componenti che potrebbero dare avvio alla formulazione di una riserva, oltre ai loro doveri politici;

34.  sottolinea che "carenze sostanziali della logica d'intervento, dei presupposti o della valutazione del rischio" sono stati i principali problemi segnalati nel 2015 e nel 2016 dai capi di delegazione, che hanno interessato 293 progetti per un importo totale di 2 574 730 715 EUR; invita la Commissione e il SEAE a procedere a un'analisi approfondita al fine di migliorare la gestione dei progetti, tra l'altro effettuando una adeguata valutazione dei rischi, delle priorità geografiche, della capacità delle delegazioni dell'Unione di far fronte al carico di lavoro e di continuare a dirigere l'attenzione sui settori da sostenere, al fine di accrescere l'impatto degli aiuti;

35.  osserva che il bilancio annuale per i 185 edifici adibiti a uffici e le 144 residenze ufficiali del SEAE ammonta a circa 160 milioni di EUR, pari al 20 % del bilancio del SEAE; riconosce gli sforzi compiuti dal SEAE dopo l'ultima procedura di discarico per adattare e correggere le diverse componenti della sua politica immobiliare; ribadisce, tuttavia, che occorre approfondire il monitoraggio e il recupero dei costi totali e la procedura di selezione; sottolinea l'importanza di trovare un equilibrio tra le questioni di sicurezza, la politica ambientale e l'accesso per le persone disabili e la necessità di realizzare maggiori risparmi nell'ambito degli immobili; sottolinea l'importanza della negoziazione di contratti per realizzare risparmi e mantenere la continuità della politica immobiliare; propone che il SEAE effettui una approfondita analisi di tutte le delegazioni dell'Unione, per determinare in quali paesi sarebbe più efficace in termini di costi che le delegazioni acquistino i propri locali per ufficio o sedi residenziali, anziché affittarli;

36.  accoglie con favore gli sforzi profusi per accrescere il sostegno coordinato alle delegazioni dell'Unione per quanto riguarda la gestione degli edifici forniti dalla sede centrale, compresi, tra l'altro, il lancio di una versione aggiornata dello strumento informatico per la gestione degli edifici (IMMOGEST) o l'aumento degli agenti contrattuali specializzati presso la sede centrale del SEAE; invita il SEAE a continuare ad attuare le raccomandazioni formulate dalla Corte nella sua relazione speciale sulle modalità con le quali il SEAE gestisce i propri edifici situati in varie parti del mondo; invita il SEAE a procedere a un riesame delle nuove misure e a tenere il Parlamento informato in merito ai risultati(7);

37.  è convinto dell'importanza di una rete coerente di agenti regionali di sicurezza per la sicurezza del personale;

38.  ritiene che una verifica approfondita delle condizioni di locazione o acquisto di edifici adibiti a uffici e residenze deve essere garantita in qualsiasi nuovo dossier o qualsiasi operazione immobiliare da concordare presso la sede centrale del SEAE; riconosce che, dal 2016, il SEAE ha migliorato il sistema per verificare l'acquisto di beni immobili facendo svolgere valutazioni finanziarie esterne e controlli tecnici eseguiti da esperti riconosciuti e invita il SEAE a presentare i risultati di tali azioni; invita il SEAE a proseguire il monitoraggio dello spazio per uffici al fine di raggiungere i parametri di riferimento previsti; accoglie positivamente il fatto che le dimensioni medie degli edifici delle delegazioni siano state leggermente ridotte nel 2016, ma deplora che il superamento da parte del SEAE del massimale di 35 m² per persona per gli edifici adibiti a uffici abbia comportato costi aggiuntivi pari a 7,4 milioni di EUR; riconosce che le delegazioni sono limitate nella loro capacità di ridurre la dimensione degli edifici quando, ad esempio, sono vincolate da contratti di locazione esistenti;

39.  invita inoltre il SEAE a individuare le migliori pratiche nella gestione di beni immobili tra gli Stati membri, che potrebbero contribuire a rafforzare la sua politica immobiliare in modo efficace sotto il profilo dei costi; rileva che, dal 2016, il SEAE ha concluso un contratto con un fornitore di servizi per monitorare sistematicamente le informazioni sul mercato e calcolare i rendimenti sul capitale investito rispetto alle possibilità di locazione esistenti; 

40.  accoglie con favore la task force con gli Stati membri dedicata al tema politico chiave della colocazione di sedi diplomatiche e alla sua potenziale estensione; osserva che 11 nuove colocazioni sono state concordate nel corso del 2016, e che il numero totale di tali accordi è ora di 91;

41.  osserva con soddisfazione gli accordi interistituzionali con la DG Protezione civile e operazioni di aiuto umanitario europee (ECHO) e l'accordo con la Banca europea per gli investimenti (BEI) in fase di elaborazione per la condivisione di edifici e la riduzione dei costi; invita il SEAE, nel quadro del monitoraggio dei costi, ad ampliare tali memorandum d'intesa ad altri organismi dell'Unione;

42.  sottolinea la necessità di smascherare la disinformazione, soprattutto nel vicinato orientale, nei Balcani occidentali e nel Sud, e prende atto dei lavori della task force East StratCom in tal senso;

43.  accoglie con favore l'istituzione di una piattaforma di sostegno delle missioni, intesa a fornire sostegno amministrativo centralizzato alle missioni PSDC; richiama l'attenzione sull'importanza di affrontare il finanziamento della piattaforma, con un quadro chiaro e trasparente riguardo all'assegnazione e all'impiego dei suoi finanziamenti che massimizzi l'incidenza dei livelli di spesa preesistenti, in modo da assicurare un effetto forte e osservabile nei casi in cui essa è utilizzata;

44.  invita il Consiglio e il SEAE a ottemperare al loro obbligo giuridico di trasmettere al Parlamento, senza indugio e senza che quest'ultimo debba farne richiesta, tutti i documenti pertinenti relativi ai negoziati sugli accordi internazionali, tra cui le direttive di negoziato, i testi concordati e i processi verbali di ciascun ciclo di negoziati, in linea con l'articolo 218, paragrafo 10, TFUE, che stabilisce che "il Parlamento europeo è immediatamente e pienamente informato in tutte le fasi della procedura"; ricorda al Consiglio e al SEAE che, a causa della violazione dell'articolo 218, paragrafo 10, verificatasi in passato, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha già annullato le decisioni del Consiglio relative alla firma e alla conclusione di diversi accordi e sottolinea che anche il Parlamento potrebbe sospendere in futuro l'approvazione dei nuovi accordi, come l'accordo di partenariato globale e rafforzato con l'Armenia, fino a quando il Consiglio e il SEAE non ottemperino al loro obbligo giuridico;

45.  osserva che il SEAE non ha ancora dato seguito alla raccomandazione formulata nella relazione speciale n. 14/2013 della Corte, che chiede l'elaborazione di un piano d'azione dettagliato al fine di migliorare l'efficacia del sostegno dell'Unione alla Palestina; incoraggia il SEAE ad attuare pienamente tale raccomandazione in cooperazione con la Commissione;

46.  osserva che, in base all'attuale procedura di discarico, nel mese di giugno il SEAE presenta relazioni annuali di attività alla Corte, la quale nel mese di ottobre presenta poi la sua relazione al Parlamento, che vota in Aula il discarico nel mese di maggio; constata che, a meno che il discarico non sia rinviato, dalla chiusura dei conti annuali alla conclusione della procedura di discarico trascorrono almeno 17 mesi; segnala che nel settore privato i tempi della revisione contabile sono nettamente più brevi; insiste sulla necessità di ottimizzare e accelerare la procedura di discarico; chiede che il SEAE e la Corte seguano le migliori prassi del settore privato e propone, a tale riguardo, di fissare al 31 marzo dell'esercizio successivo il termine per la presentazione delle relazioni annuali di attività e al 1° luglio il termine per la presentazione delle relazione della Corte; propone altresì di rivedere il calendario della procedura di discarico di cui all'allegato IV, articolo 5, del regolamento del Parlamento, di modo che la votazione sul discarico avvenga nella tornata di novembre e che la procedura di discarico possa così concludersi entro l'esercizio successivo all'esercizio contabile sul quale essa verte.

31.1.2018

PARERE della commissione per gli affari esteri

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna

(2017/2145(DEC))

Relatore per parere: Cristian Dan Preda

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  si compiace del fatto che il servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) abbia eseguito il proprio bilancio amministrativo per l'esercizio 2016 senza che esso sia stato inficiato da errori rilevanti; rileva un aumento del tasso di errore rispetto al 2015, come indicato dai controlli ex post; sottolinea con forza la necessità di intensificare gli sforzi per ridurre il significativo tasso di anomalie rilevate nelle verifiche ex ante delle operazioni finanziarie;

2.  rileva che, alla fine del 2016, il 31,7 % del personale del SEAE proveniva dagli Stati membri (il 25,3 % presso la sede centrale e il 40,8 % nelle delegazioni); chiede una distribuzione più equilibrata del personale, in linea con la decisione 2010/427/UE del Consiglio(8); accoglie con favore l'impegno assunto dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza nei confronti del Parlamento di affrontare la questione dell'attuale eccessiva rappresentanza dei diplomatici nazionali che occupano posti di capo delegazione;

3.  prende atto con favore che i 13 Stati membri che hanno aderito all'Unione dal 2004 rappresentano il 19,6 % del totale del personale AD del SEAE, una percentuale che si avvicina a quella della loro popolazione rispetto al totale dell'Unione (20,6 %); attira tuttavia l'attenzione sul fatto che essi rappresentano soltanto il 13,28 % delle posizioni dirigenziali e sottolinea che, pur nel rispetto di una politica di assunzioni basata sul merito, questo indice dovrebbe aumentare ulteriormente per riflettere, all'interno del SEAE, la percentuale della loro popolazione rispetto al totale dell'Unione;

4.  ribadisce la sua preoccupazione per le disparità di genere nel personale del SEAE a livello dirigenziale; prende nota del leggero aumento del numero delle donne in posizioni dirigenziali e sottolinea che occorre compiere ulteriori sforzi per aumentare il tasso attuale (23,99 %); si compiace, in tale contesto, dell'istituzione di una task force sulle questioni di genere da parte del segretario generale del SEAE;

5.  osserva che l'attuazione da parte del SEAE della riduzione obbligatoria dell'1 % del personale statutario è proseguita nel 2016; sottolinea tuttavia l'importanza che agli ambiziosi obiettivi delle politiche esterne dell'Unione definiti nella strategia globale corrispondano risorse adeguate, sia in sede che presso le delegazioni dell'Unione; attira l'attenzione sul fatto che l'efficacia dell'azione dell'Unione sul campo non dovrebbe essere ostacolata da un eccessivo carico di lavoro del personale, specialmente nelle delegazioni di piccole dimensioni o nei casi in cui una delegazione è responsabile di più di un paese;

6.  accoglie con favore l'istituzione di una piattaforma di sostegno delle missioni, intesa a fornire sostegno amministrativo centralizzato alle missioni relative alla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC); attira l'attenzione sull'importanza di affrontare il finanziamento della piattaforma, con un quadro chiaro e trasparente riguardo all'assegnazione e all'impiego dei suoi finanziamenti che massimizzi l'incidenza dei livelli di spesa preesistenti, in modo da assicurare un effetto forte e osservabile nei casi in cui essa è utilizzata;

7.  valuta positivamente il prestito di 200 milioni di EUR per migliorare la gestione della politica immobiliare e chiede che l'importo di tale prestito sia aumentato;

8.  osserva che sia nel 2015 che nel 2016 la Corte dei conti europea ha rilevato carenze nelle procedure d'appalto indette dalle delegazioni dell'Unione per contratti di valore inferiore a 60 000 EUR; si compiace delle modifiche proposte, che saranno introdotte dal 2018, relativamente alla formazione e ai modelli di contratto, e attende con interesse un aumento dell'efficienza a tale riguardo;

9.  invita il Consiglio e il SEAE a ottemperare al loro obbligo giuridico di trasmettere al Parlamento europeo, senza indugio e senza che quest'ultimo debba farne richiesta, tutti i documenti pertinenti relativi ai negoziati sugli accordi internazionali, tra cui le direttive di negoziato, i testi concordati e i processi verbali di ciascun ciclo di negoziati, in linea con l'articolo 218, paragrafo 10, TFUE, che stabilisce che "il Parlamento europeo è immediatamente e pienamente informato in tutte le fasi della procedura"; ricorda al Consiglio e al SEAE che, a causa della violazione dell'articolo 218, paragrafo 10, verificatasi in passato, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha già annullato le decisioni del Consiglio relative alla firma e alla conclusione di diversi accordi e sottolinea che anche il Parlamento potrebbe sospendere in futuro l'approvazione dei nuovi accordi, come l'accordo di partenariato globale e rafforzato con l'Armenia, fino a quando il Consiglio e il SEAE non ottemperino al loro obbligo giuridico;

10.  osserva con soddisfazione che, basandosi sulle conclusioni della Corte dei conti europea nel 2015-16 che indicano l'esistenza di alcune carenze nelle procedure di assunzione degli agenti locali delle delegazioni e nelle procedure di appalto organizzate dalle delegazioni, sono stati adottati alcuni provvedimenti per migliorare la qualità delle procedure avviate dal SEAE a partire dal 2018; osserva tuttavia che tali miglioramenti devono essere sostanziali e mostrare un progresso chiaro e misurabile nella rendicontabilità e nella trasparenza da parte del SEAE;

11.  osserva che il SEAE non ha ancora dato seguito alla raccomandazione formulata nella relazione speciale n. 14/2013 della Corte dei conti europea, che chiede l'elaborazione di un piano d'azione dettagliato al fine di migliorare l'efficacia del sostegno dell'Unione alla Palestina; incoraggia il SEAE ad attuare pienamente tale raccomandazione in cooperazione con la Commissione;

12.  accoglie con favore la decisione dell'Unione, che dà seguito alla raccomandazione del Mediatore europeo, di pagare i tirocinanti nelle sue delegazioni estere, rendendo questi tirocini accessibili anche a giovani con risorse finanziarie limitate, nel rispetto del principio di non-discriminazione.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

23.1.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

49

6

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lars Adaktusson, Michèle Alliot-Marie, Francisco Assis, Petras Auštrevičius, Amjad Bashir, Bas Belder, Goffredo Maria Bettini, Victor Boştinaru, Elmar Brok, Klaus Buchner, James Carver, Fabio Massimo Castaldo, Lorenzo Cesa, Javier Couso Permuy, Arnaud Danjean, Georgios Epitideios, Eugen Freund, Michael Gahler, Iveta Grigule-Pēterse, Sandra Kalniete, Tunne Kelam, Janusz Korwin-Mikke, Andrey Kovatchev, Eduard Kukan, Ilhan Kyuchyuk, Ryszard Antoni Legutko, Sabine Lösing, Andrejs Mamikins, Alex Mayer, David McAllister, Tamás Meszerics, Francisco José Millán Mon, Clare Moody, Javier Nart, Pier Antonio Panzeri, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Tonino Picula, Jozo Radoš, Sofia Sakorafa, Alyn Smith, Jaromír Štětina, Dubravka Šuica, László Tőkés, Miguel Urbán Crespo, Ivo Vajgl

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Brando Benifei, Rebecca Harms, Marek Jurek, Jo Leinen, Miroslav Poche, Traian Ungureanu, Bodil Valero, Marie-Christine Vergiat

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Barbara Kudrycka, Tiemo Wölken

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

49

+

ALDE

Petras Auštrevičius, Iveta Grigule-Pēterse, Ilhan Kyuchyuk, Javier Nart, Jozo Radoš, Ivo Vajgl

ECR

Amjad Bashir, Bas Belder, Marek Jurek, Ryszard Antoni Legutko

EFDD

Fabio Massimo Castaldo

PPE

Lars Adaktusson, Michèle Alliot-Marie, Elmar Brok, Lorenzo Cesa, Arnaud Danjean, Michael Gahler, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Sandra Kalniete, Tunne Kelam, Andrey Kovatchev, Barbara Kudrycka, Eduard Kukan, David McAllister, Francisco José Millán Mon, Alojz Peterle, Jaromír Štětina, Dubravka Šuica, László Tőkés, Traian Ungureanu

S&D

Francisco Assis, Brando Benifei, Goffredo Maria Bettini, Victor Boştinaru, Eugen Freund, Jo Leinen, Andrejs Mamikins, Alex Mayer, Clare Moody, Pier Antonio Panzeri, Ioan Mircea Paşcu, Tonino Picula, Miroslav Poche, Tiemo Wölken

VERTS/ALE

Klaus Buchner, Rebecca Harms, Tamás Meszerics, Alyn Smith, Bodil Valero

6

-

EFDD

James Carver

GUE/NGL

Javier Couso Permuy, Sabine Lösing, Miguel Urbán Crespo, Marie-Christine Vergiat

NI

Georgios Epitideios

2

0

GUE/NGL

Sofia Sakorafa

NI

Janusz Korwin-Mikke

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

20.3.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, Dennis de Jong, Tamás Deutsch, Martina Dlabajová, Raffaele Fitto, Ingeborg Gräßle, Cătălin Sorin Ivan, Jean-François Jalkh, Arndt Kohn, Notis Marias, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Bart Staes, Indrek Tarand, Marco Valli, Derek Vaughan, Tomáš Zdechovský, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Julia Pitera

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

19

+

ALDE

Nedzhmi Ali, Martina Dlabajová

EFDD

Marco Valli

GUE/NGL

Dennis de Jong

PPE

Tamás Deutsch, Ingeborg Gräßle, Julia Pitera, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Tomáš Zdechovský, Joachim Zeller

S&D

Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, Cătălin Sorin Ivan, Arndt Kohn, Derek Vaughan

VERTS/ALE

Bart Staes, Indrek Tarand

3

-

ECR

Raffaele Fitto, Notis Marias

ENF

Jean-François Jalkh

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

  GU L 48 del 24.2.2016.

(2)

  GU C 323 del 28.9.2017, pag. 1.

(3)

  GU C 322 del 28.9.2017, pag. 1.

(4)

  GU C 322 del 28.9.2017, pag. 10.

(5)

  GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(6)

  Decisione 2010/427/UE del Consiglio, del 26 luglio 2010, che fissa l'organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l'azione esterna (GU L 201 del 3.8.2010, pag. 30).

(7)

  Corte dei conti: Relazione speciale n. 07/2016: Le modalità con le quali il Servizio europeo per l'azione esterna gestisce i propri edifici situati in varie parti del mondo.

(8)

  Decisione 2010/427/UE del Consiglio, del 26 luglio 2010, che fissa l'organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l'azione esterna (GU L 201 del 3.8.2010, pag. 30).

Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2018Avviso legale