Procedura : 2017/2087(INI)
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A8-0165/2018

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RELAZIONE     
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7.5.2018
PE 616.861v02-00 A8-0165/2018

sull'attuazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile (2009/125/CE)

(2017/2087(INI))

Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

Relatore: Frédérique Ries

EMENDAMENTI
MOTIVAZIONE – SINTESI DEI FATTI E DELLE CONSTATAZIONI
 PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

MOTIVAZIONE – SINTESI DEI FATTI E DELLE CONSTATAZIONI

Introduzione

L'Unione europea è impegnata nella transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e più sostenibile. Diverse politiche e azioni lo dimostrano: l'UE ha svolto un ruolo guida nella conclusione dell'accordo di Parigi sul clima; oltre 220 milioni di EUR del bilancio dell'UE sono stati investiti in progetti verdi e a basse emissioni; ed è stato definito un quadro più chiaro per l'etichettatura energetica per migliorare l'informazione dei consumatori(1).

Si potranno generare economie di scala e migliorare la gestione dell'energia e delle materie prime, se l'UE sfrutterà tutto il potenziale offerto dalla progettazione ecocompatibile, definita all'articolo 2, punto 23, della direttiva 2009/125/CE, oggetto della presente relazione sull'attuazione, come "l'integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione del prodotto nell'intento di migliorarne le prestazioni ambientali nel corso del suo intero ciclo di vita".

Infatti, occorre intervenire nella fase che offre le maggiori possibilità di miglioramento, vale a dire quella di fabbricazione del prodotto. L'80 % dei danni ambientali e il 90 % dei costi per il produttore sono generati al momento della progettazione dei beni.

Un quadro europeo concepito nel 2005 ed esteso nel 2009

Il relatore si era già occupato nel 2005 di elaborare per conto del Parlamento il primo quadro giuridico sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia (EuP)(2). Tale direttiva quadro non prevedeva obblighi vincolanti; questi ultimi sono stati invece stabiliti dalle misure di attuazione adottate in base alla procedura di comitatologia per taluni prodotti che consumano energia come caldaie, boiler, computer, lampade e televisori, ecc.

Nel 2009, la rifusione della direttiva originale ha esteso l'ambito di applicazione ai prodotti connessi all'energia (ErP) al fine di ampliare l'offerta di prodotti efficienti sul piano energetico e ambientale(3). Tali prodotti devono rispettare i seguenti criteri:

- il loro volume di vendita nell'UE dev'essere superiore a 200 000 unità all'anno;

- devono avere un significativo impatto ambientale;

- devono possedere significative potenzialità di miglioramento.

Efficacia globale della direttiva sulla progettazione ecocompatibile per i prodotti connessi all'energia

La progettazione ecocompatibile ha generato un vero e proprio valore aggiunto, riconosciuto sia dai settori industriali interessati, sia dalle ONG e dagli esperti degli Stati membri.

Secondo le stime della Commissione(4), questa politica in materia di progettazione ecocompatibile e di etichettatura energetica è efficace e promettente. Si stima che il risparmio di energia primaria ammonterà a circa 175 Mtep all'anno, cifra superiore al consumo annuo di energia primaria dell'Italia, che corrisponde a una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 320 milioni di tonnellate all'anno. Per i consumatori questo dato si traduce in un risparmio di 490 EUR all'anno per famiglia sulle bollette energetiche.

Questi dati corrispondono a quelli forniti dal gruppo BSH Hausgeräte GmbH, il maggior produttore di elettrodomestici in Europa (dati BSH, 2017).

Secondo tale fonte, per esempio, nel periodo 2001-2016 il consumo di energia è stato ridotto in media del 75 % per le asciugabiancheria fabbricate dal gruppo, del 43 % per i forni elettrici, del 55 % per i frigoriferi, del 69 % per i congelatori e del 68 % per le lavatrici.

Ciononostante, la direttiva sulla progettazione ecocompatibile manca di riconoscimento politico, talvolta anche ai massimi vertici decisionali. Il relatore deplora che il principio di progettazione ecocompatibile sia stato spesso "preso in ostaggio", durante la campagna elettorale europea del maggio 2014, ma anche in occasione del referendum britannico del giugno 2016.

Tale posizione "attendista" ha delle ripercussioni dirette. Dal momento in cui il campo di applicazione è stato esteso ai prodotti connessi all'energia nel 2009 (ErP), infatti, nessuno di essi è stato in realtà oggetto di misure di attuazione in materia di progettazione ecocompatibile.

Per i materiali edili si è ritenuto che non fosse necessario un controllo normativo, mentre per gli infissi, i rubinetti e le docce si sta ancora valutando se inserirli soltanto nella legislazione sull'etichettatura energetica. Nell'ambito dell'ultimo piano di lavoro 2016-2019 si stanno valutando altri prodotti, quali i pannelli fotovoltaici e i sistemi di automazione e di controllo degli edifici.

A tal proposito, il relatore ritiene che i 29 regolamenti di attuazione sulla progettazione ecocompatibile, ai quali occorre aggiungere i 16 regolamenti delegati sull'etichettatura energetica e i tre accordi volontari (decoder complessi, console per videogiochi e apparecchiature per il rilevamento di immagini) abbiano dimostrato la loro utilità e che l'approccio della progettazione ecocompatibile, basato sull'innovazione al servizio dell'ambiente, debba continuare a essere promosso dal Parlamento europeo.

Uno studio pubblicato da un'autorità britannica nel 2015 ha concluso, infatti, che ogni sterlina investita nella progettazione ecocompatibile rende all'economia britannica 3,8 volte di più e rappresenta, pertanto, una politica redditizia(5).

La procedura è lungi dall'essere perfetta, poiché la maggior parte dei soggetti interessati, dei produttori e degli Stati membri hanno fatto notare i continui ritardi nel processo decisionale. Si chiede quindi alla Commissione di porre rimedio a tale situazione fissando una procedura suddivisa in tappe più chiare e dotata di scadenze più rigorose per ultimare le misure di attuazione. Questo obbligo è stato imposto di recente dal Parlamento europeo e dal Consiglio all'articolo 11 del regolamento (UE) 2017/1369 sull'etichettatura energetica.

Dai risparmi energetici all'efficienza delle risorse

Il relatore reputa necessario sfruttare appieno il potenziale offerto dalla presente direttiva e tenere conto della dimensione ambientale complessiva del prodotto per rispondere alle nuove sfide dell'economia circolare: composizione, sostenibilità, smontaggio, riparabilità e riciclabilità.

L'obiettivo della politica, che consiste nell'integrare la prestazione ambientale complessiva del prodotto, è stato più volte sottolineato dal Parlamento europeo:

- relazione di Sirpa Pietikäinen sul tema "Efficienza delle risorse: transizione verso un'economia circolare"(6) adottata nel 2015;

- relazione di Pascal Durand dal titolo "Una vita utile più lunga per i prodotti: vantaggi per consumatori e imprese"(7) adottata nel luglio 2017.

È interessante osservare che l'adozione del concetto di progettazione ecocompatibile ha portato al sorgere di nuove professioni. Vengono ora assunti ingegneri dei materiali, ingegneri per la gestione dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile o consulenti specializzati, profili professionali che stanno a dimostrare come la progettazione ecocompatibile cominci a farsi strada all'interno delle imprese. Sono state inoltre coinvolte le autorità regionali e locali, ad esempio quelle responsabili per la gestione dei rifiuti urbani. Ci sono, pertanto, tutte le ragioni perché il legislatore europeo crei un quadro ottimale per lo sviluppo del concetto di progettazione ecocompatibile nell'economia europea.

Dove sono finiti i telefoni cellulari e gli smartphone?

La Commissione riconosce il potenziale di questi prodotti in materia di economia circolare, eppure non ha proposto di integrarli nel piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile, a causa della loro specificità. In media, un consumatore europeo cambia telefono cellulare ogni due anni, mentre la procedura europea di progettazione ecocompatibile prevede una durata di quattro anni. I tempi dell'economia, evidentemente, non corrispondono a quelli normativi.

Secondo il relatore occorre inserire urgentemente i telefoni cellulari e gli smartphone nel suddetto piano di lavoro al fine di intervenire, se non sull'aspetto dell'efficienza energetica del prodotto, almeno sui criteri di riciclabilità dei metalli rari di cui sono composti, nonché su una migliore progettazione e sulla possibilità di smontaggio e sostituzione della batteria.

Si stima che attualmente venga riciclato soltanto tra l'1 e il 5 % dei metalli rari utilizzati nella fabbricazione dei telefoni cellulari, quali tungsteno, cobalto, grafite e indio.

Migliorare la vigilanza del mercato

Si tratta dell'altra grande sfida della politica europea in materia di progettazione ecocompatibile che occorre affrontare affinché i prodotti progettati in maniera ecocompatibile diventino la norma, evitando di penalizzare i produttori che rispettano le regole. Lo studio EPRS, che ha costituito la base per stilare la presente relazione sull'attuazione, sottolinea più volte che la vigilanza del mercato è competenza degli Stati membri(8).

La Commissione stima che il 10-25 % dei prodotti oggetto della direttiva non sia conforme ai requisiti della progettazione ecocompatibile e dell'etichettatura energetica. Tale situazione è inaccettabile.

Il relatore formula diverse proposte per migliorare il coordinamento delle autorità nazionali di vigilanza del mercato:

- utilizzare le migliori prassi di taluni Stati membri che condividono già i risultati delle attività di vigilanza del mercato tramite l'ICSMS (sistema di informazione e di comunicazione per la vigilanza dei mercati) per la sicurezza dei prodotti ed estenderle ai prodotti oggetto delle misure di progettazione ecocompatibile;

- ricorrere a metodi di controllo rapido in collaborazione con gli esperti del settore per individuare i prodotti che hanno maggiori probabilità di non essere conformi;

- adottare misure dissuasive per migliorare la conformità alle norme di progettazione ecocompatibile. Ad esempio, le sanzioni contro i produttori inadempienti dovrebbero essere proporzionate all'impatto della non conformità in tutto il mercato europeo. Inoltre occorre prevedere degli indennizzi per i consumatori che hanno acquistato prodotti non conformi alle norme di progettazione ecocompatibile, anche oltre il periodo di garanzia di due anni previsto dalla legge.

Altre raccomandazioni

La questione dell'obsolescenza programmata di prodotti di uso comune come tablet, macchine da caffè o stampanti, deve essere affrontata nella presente relazione di valutazione dell'attuazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile.

Nella sua risoluzione non vincolante del 4 luglio scorso, il Parlamento europeo ha ricordato la necessità di definire "criteri di resistenza minima" per le categorie di prodotto fin dalla progettazione. Questi potrebbero basarsi sulle norme sviluppate dalle tre organizzazioni europee di normazione (CEN, CENELEC ed ETSI)(9).

Secondo un sondaggio Eurobarometro condotto nel 2014, il 77 % degli europei preferirebbe riparare i prodotti anziché acquistarne di nuovi, ma dichiara di essere scoraggiato dal costo delle riparazioni. Per questo motivo, si invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere i fabbricanti di prodotti modulari dotati di componenti facilmente smontabili e sostituibili. È proprio questo che s'intende per progettazione ecocompatibile, che è fattore essenziale della prestazione ambientale dei prodotti.

(1)

Regolamento (UE) 2017/1369 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2017, che istituisce un quadro per l'etichettatura energetica e che abroga la direttiva 2010/30/UE.

(2)

Direttiva 2005/32/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2005, relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia.

(3)

Direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all'energia.

(4)

Piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile 2016-2019. COM(2016) 773 def., pag. 2.

(5)

Relazione del DEFRA (Department for Environment, Food and Rural Affairs): https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/406225/defra-regulation-assessment-2015.pdf

(6)

Risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2015 sull'efficienza delle risorse: transizione verso un'economia circolare (2014/2208(INI)).

(7)

Risoluzione del Parlamento europeo del 4 luglio 2017 su una vita utile più lunga per i prodotti: vantaggi per consumatori e imprese (2016/2272(INI))

(8)

Anna Zygierewicz (coord.), The Ecodesign Directive (2009/125/EC) European Implementation Assessment, EPRS. PE 611.015, novembre 2017, pagine 43-44, pag. 50, pag. 80, etc.

(9)

Risoluzione del Parlamento europeo del 4 luglio 2017 su una vita utile più lunga per i prodotti: vantaggi per consumatori e imprese (2016/2272(INI))


PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'attuazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile (2009/125/CE)

(2017/2087(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 114,

–  vista la direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all'energia (in appresso, "direttiva sulla progettazione ecocompatibile") nonché i regolamenti di attuazione e gli accordi volontari adottati nell'ambito di detta direttiva(1),

–  visto il Piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile 2016-2019 (COM(2016)0773) adottato conformemente alla direttiva 2009/125/CE,

–  visto il regolamento (UE) 2017/1369 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2017, che istituisce un quadro per l'etichettatura energetica e che abroga la direttiva 2010/30/UE(2),

–  visti gli obiettivi dell'Unione in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e di efficienza energetica,

  visti l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e la 21a conferenza delle parti (COP 21) nell'ambito della UNFCCC,

–  vista la ratifica dell'Accordo di Parigi da parte dell'UE e degli Stati membri,

  visto l'obiettivo di lungo termine previsto dal suddetto accordo, vale a dire mantenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5°C,

–  visto il programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente fino al 2020 (decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 novembre 2013(3)),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare" (COM(2015)0614),

  vista la comunicazione della Commissione, del 16 gennaio 2018, dal titolo "Strategia europea per la plastica nell'economia circolare" (COM(2018)0028),

  visti la comunicazione della Commissione e il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 16 gennaio 2018 sull'attuazione del pacchetto sull'economia circolare; possibili soluzioni all'interazione tra la normativa in materia di sostanze chimiche, prodotti e rifiuti (COM(2018)0032).

  vista la comunicazione della Commissione, del 13 settembre 2017, sull'elenco 2017 delle materie prime essenziali per l'UE (COM(2017)0490 def.),

–  viste le conclusioni del Consiglio sull'eco-innovazione: consentire la transizione verso un'economia circolare, adottate il 18 dicembre 2017(4),

  vista la relazione 2017 dal titolo "The Emissions Gap Report 2017" (Relazione sul divario delle emissioni) pubblicata dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente nel novembre 2017,

–  vista la sua risoluzione del 9 luglio 2015 sull'efficienza delle risorse: transizione verso un'economia circolare(5),

  vista la legislazione dell'UE in materia di rifiuti,

–  vista la sua risoluzione del 4 luglio 2017 su una vita utile più lunga per i prodotti: vantaggi per consumatori e imprese(6),

–  vista la valutazione di attuazione europea elaborata dalla Direzione generale dei servizi di ricerca parlamentare del Parlamento per accompagnare l'esame dell'attuazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile,

–  visti l'articolo 52 del suo regolamento, nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,

–  visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e il parere della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A8-0165/2018),

A.  considerando che l'obiettivo della direttiva sulla progettazione ecocompatibile è aumentare l'efficienza energetica e il livello di protezione ambientale attraverso requisiti armonizzati che garantiscano il funzionamento del mercato interno e favoriscano la continua riduzione dell'impatto ambientale complessivo dei prodotti connessi all'energia; che tali misure hanno anche un impatto positivo sulla sicurezza energetica grazie alla riduzione del consumo energetico;

B.  considerando che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile prevede l'adozione di misure per ridurre l'impatto ambientale del ciclo di vita dei prodotti connessi all'energia; che, finora, le decisioni adottate in base alla direttiva sono state perlopiù incentrate sulla riduzione del consumo energetico nella fase di utilizzo;

C.  considerando che l'applicazione della direttiva potrebbe contribuire maggiormente agli sforzi dell'UE per migliorare l'efficienza energetica e concorrere alla realizzazione degli obiettivi perseguiti mediante l'azione per il clima;

D.  considerando che la riduzione dell'impatto ambientale dei prodotti energetici in fase di ecoprogettazione, mediante la previsione di criteri minimi sulla loro durata e sul loro potenziale di aggiornamento, riparabilità, riciclo e riuso, può generare notevoli opportunità in quanto alla creazione di posti di lavoro;

E.  considerando che, all'inizio del 2018, si contavano 29 regolamenti specifici di progettazione ecocompatibile riguardanti diverse categorie di prodotti e che, inoltre, sono stati adottati tre accordi volontari riconosciuti a norma della direttiva;

F.  considerando che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile riconosce gli accordi volontari o altre misure di autoregolamentazione in alternativa alle misure di esecuzione, quando sono soddisfatti determinati criteri; che non tutti gli accordi volontari esistenti hanno dimostrato di essere più efficaci delle misure di regolamentazione;

G.  considerando che la progettazione ecocompatibile comporta vantaggi economici per l'industria e i consumatori e contribuisce positivamente alle politiche dell'Unione in materia di clima, di energia e di economia circolare;

H.  considerando che la legislazione in materia di progettazione ecocompatibile è strettamente connessa alla legislazione dell'UE sull'etichettatura energetica e che, secondo le stime, le misure adottate a norma di queste due direttive dovrebbero generare 55 miliardi di EUR di entrate supplementari annue per l'industria e il commercio all'ingrosso e al dettaglio e consentire risparmi annui di energia primaria di 175 Mtep entro il 2020, contribuendo quindi fino alla metà dell'obiettivo dell'Unione in materia di risparmio energetico per il 2020 e riducendo la dipendenza dalle importazioni di energia; che la normativa contribuisce, inoltre, in modo significativo alla realizzazione degli obiettivi climatici dell'Unione europea riducendo le emissioni di gas a effetto serra di 320 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti all'anno; che il potenziale di risparmio energetico è persino maggiore nel lungo termine;

I.  considerando che, secondo la "Ecodesign Impact Accounting report" (Relazione sull'impatto contabile della progettazione ecocompatibile) della Commissione europea (2016) si stima che entro il 2020 i consumatori dell'Unione risparmieranno complessivamente fino a 112 miliardi di euro, vale a dire 490 euro l'anno, per famiglia;

J. considerando che più dell'80 % dell'impatto ambientale dei prodotti connessi all'energia è individuato in fase di progettazione;

K.  considerando che per la maggior parte dei soggetti interessati i tre principali ostacoli alla piena attuazione della legislazione sono: la mancanza di un chiaro sostegno e orientamento politico, la lentezza dei processi normativi e l'inadeguatezza della vigilanza del mercato negli Stati membri;

L.  considerando che, secondo le stime, il 10-25 % dei prodotti sul mercato non è conforme alle direttive sulla progettazione ecocompatibile e sull'etichettatura energetica, e che ciò comporta una perdita di circa il 10 % dei risparmi energetici previsti e una concorrenza sleale;

M.  considerando che, sebbene l'ambito di applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile sia stato ampliato nel 2009 per includere tutti i prodotti connessi all'energia (esclusi i mezzi di trasporto), i prodotti che non consumano energia non sono ancora soggetti ai requisiti di progettazione ecocompatibile;

N.   considerando che nell'UE tutti i prodotti dovrebbero essere progettati, fabbricati e commercializzati facendo un uso minimo di sostanze pericolose, pur garantendo la sicurezza del prodotto in modo da facilitarne il riutilizzo e mantenendo al tempo stesso livelli elevati di tutela della salute umana e dell'ambiente;

O.  considerando che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile stabilisce che la sua complementarità con il regolamento REACH sulle sostanze chimiche dovrebbe contribuire ad aumentare il loro rispettivo impatto e a stabilire prescrizioni coerenti da far applicare ai fabbricanti; che le prescrizioni connesse con l'uso di sostanze chimiche pericolose e il loro riciclaggio sono state finora limitate;

P.  considerando che è in fase di sviluppo una nuova banca dati nel quadro del nuovo regolamento sull'etichettatura energetica e che la base dati ICSMS di vigilanza del mercato è utilizzata in alcuni, ma non in tutti, gli Stati membri;

Q.  considerando che uno degli obiettivi prioritari del programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente fino al 2020 (settimo PAA) consiste nel trasformare l'Unione in un'economia a basse emissioni di carbonio efficiente sotto il profilo delle risorse, verde e competitiva; che il PAA afferma che il quadro politico dell'Unione dovrebbe garantire che i prodotti prioritari immessi sul mercato dell'Unione siano "progettati in modo ecocompatibile” al fine di ottimizzare l'efficienza delle risorse e dei materiali;

R.  considerando che il piano d'azione dell'UE per l'economia circolare comprende l'impegno a porre l'accento sugli aspetti dell'economia circolare nei futuri requisiti di progettazione dei prodotti previsti dalla direttiva sulla progettazione ecocompatibile analizzando sistematicamente aspetti come la riparabilità, la durabilità, la possibilità di upgrading, la riciclabilità o l'identificazione di determinati materiali o sostanze;

S.  considerando che l'accordo di Parigi stabilisce un obiettivo a lungo termine in linea con l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura mondiale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e di continuare ad adoperarsi per limitarlo a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali; che l'UE è impegnata a contribuire equamente a tali obiettivi attraverso riduzioni delle emissioni in tutti i settori;

T.  considerando che le misure di progettazione ecocompatibile dovrebbero coprire l'intero ciclo di vita dei prodotti al fine di migliorare l'efficienza delle risorse nell'Unione, tenendo conto del fatto che oltre l'80 % dell'impatto ambientale di un prodotto è determinato nella fase di progettazione, cosa che svolge un ruolo molto importante ai fini di favorire gli aspetti inerenti all'economia circolare, alla durabilità, alla possibilità di aggiornamento, alla riparabilità, al riutilizzo e alla riciclabilità di un prodotto;

U.  considerando che, oltre a rendere i prodotti più sostenibili e più efficienti in termini di risorse, occorre rafforzare i principi dell'economia della condivisione e dell'economia dei servizi, mentre gli Stati membri, nella presentazione dei programmi volti a incoraggiare l'utilizzo dei prodotti e dei servizi più efficienti in termini di risorse, dovrebbero prestare particolare attenzione alle famiglie a basso reddito, comprese quelle a rischio di povertà energetica;

V.  considerando che l'Unione è parte della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP) ed è pertanto tenuta ad adottare provvedimenti in merito all'eliminazione progressiva di dette sostanze pericolose, anche limitandone l'utilizzo nella fase di progettazione del prodotto;

Uno strumento efficace per produrre risparmi energetici efficienti in termini di costi

1.  ritiene che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile sia stata uno strumento efficace per il miglioramento dell'efficienza energetica e che abbia prodotto una significativa riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e comportato vantaggi economici per i consumatori;

2.  raccomanda alla Commissione di continuare ad includere un maggior numero di gruppi di prodotti selezionati in base al loro potenziale di progettazione ecocompatibile, compreso il loro potenziale di efficienza sia energetica che dei materiali nonché altri aspetti ambientali, impiegando la metodologia di cui all'articolo 15 della direttiva, e di tenere aggiornate le norme esistenti per sfruttare appieno il potenziale dell'ambito di applicazione e degli obiettivi della direttiva;

3.  sottolinea che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile migliora il funzionamento del mercato interno dell'UE attraverso la definizione di norme di prodotto comuni; sottolinea che la continua adozione di requisiti di prodotto armonizzate a livello dell'UE sostiene l'innovazione, la ricerca e la competitività dei produttori dell'UE e garantisce una concorrenza leale, evitando nel contempo inutili oneri amministrativi;

4.  ricorda che la direttiva impone alla Commissione di presentare misure di attuazione se un prodotto risponde ai criteri, ossia volumi importanti di prodotti venduti, impatto ambientale significativo e potenzialità di miglioramento; sottolinea la responsabilità che grava sulla Commissione di rispettare tale mandato e garantire che siano effettivamente realizzati vantaggi per i consumatori, l'economia circolare e l'ambiente, riconoscendo che tali norme sui prodotti possono essere applicate soltanto a livello di Unione e che gli Stati membri si affidano pertanto alla Commissione affinché adotti le misure necessarie;

5.  ritiene che il coordinamento con le iniziative connesse all'economia circolare rafforzerebbe ulteriormente l'efficacia della direttiva; chiede, pertanto, un ambizioso piano d'azione in materia di progettazione ecocompatibile e di economia circolare, che fornisca vantaggi per l'ambiente e opportunità di crescita sostenibile e posti di lavoro, anche nel settore delle PMI, nonché vantaggi per i consumatori; prende atto delle grandi potenzialità che offrono una maggiore efficienza delle risorse e l'utilizzo di materie prime secondarie nella fabbricazione dei prodotti in termini di riduzione dei rifiuti e risparmio delle risorse;

6.  sottolinea che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile rientra in un più ampio insieme di strumenti e che la sua efficacia dipende dalle sinergie con altri strumenti, in particolare relativi all'etichettatura energetica; ritiene che si debba evitare la sovrapposizione delle regolamentazioni;

Rafforzare il processo decisionale

7.  sottolinea il ruolo chiave svolto dal forum consultivo nel riunire l'industria, la società civile e gli altri soggetti interessati nell'ambito del processo decisionale, e ritiene che tale entità stia operando correttamente;

8.  è preoccupato per i ritardi, talvolta significativi, nell'elaborazione e nell'adozione delle misure di esecuzione, che generano incertezza per gli operatori economici, hanno comportato mancate opportunità di risparmio energetico per i consumatori e, conseguentemente, di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra e causare un ritardo delle misure adottate rispetto agli sviluppi tecnologici;

9.  osserva che i ritardi di attuazione sono in parte imputabili alle risorse limitate disponibili all'interno della Commissione; invita la Commissione a stanziare risorse sufficienti per il processo di progettazione ecocompatibile, dato il significativo valore aggiunto europeo della legislazione;

10.  sollecita la Commissione a evitare ritardi nell'adozione e nella pubblicazione delle misure di esecuzione e raccomanda di fissare termini e traguardi chiari per il loro completamento e per la revisione delle regolamentazioni vigenti; ritiene che le misure di progettazione ecocompatibile dovrebbero essere adottate singolarmente e pubblicate non appena completate;

11.  sottolinea la necessità di attenersi al calendario indicato dalla Commissione nel piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile 2016-2019;

12.  sottolinea la necessità di fondare i requisiti in materia di progettazione ecocompatibile su un'analisi tecnica solida e su valutazioni d'impatto, prendendo come riferimento i prodotti o le tecnologie più performanti sul mercato e lo sviluppo tecnologico in ciascun settore; invita la Commissione a procedere in via prioritaria all'attuazione e il riesame delle misure relative ai prodotti che abbiano il maggior potenziale sia in termini di risparmio di energia primaria che di economia circolare;

13.  riconosce che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile consente l'utilizzo di accordi volontari; sottolinea che gli accordi volontari possono essere utilizzati al posto delle misure di esecuzione se coprono la maggior parte del mercato e sono ritenuti in grado di garantire almeno un livello equivalente di prestazione ambientale e che essi dovrebbero garantire un processo decisionale più rapido; ritiene che si dovrebbe rafforzare l'efficacia della sorveglianza degli accordi volontari e garantire l'adeguata partecipazione della società civile; si compiace, a tale proposito, della raccomandazione (UE) 2016/2125 della Commissione recante orientamenti per le misure di autoregolamentazione concordate dall'industria e chiede alla Commissione di monitorare da vicino ogni accordo volontario eventualmente riconosciuto a norma della direttiva sulla progettazione ecocompatibile;

14.  incoraggia l'integrazione delle curve di apprendimento tecnologico nella metodologia per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all'energia in modo da anticipare i miglioramenti tecnologici prima dell'entrata in vigore delle norme e garantire che i regolamenti restino aggiornati;

15.  invita la Commissione a includere nelle misure di progettazione ecocompatibile, se del caso, valutazioni sul rilascio delle microplastiche nell'ambiente marino; invita la Commissione a introdurre requisiti obbligatori sui filtri per le microplastiche nella revisione delle misure di progettazione ecocompatibile per le lavatrici e le asciugatrici domestiche;

Dai risparmi energetici all'efficienza delle risorse

16.  ribadisce la necessità di imprimere nuovo slancio agli aspetti dei prodotti connessi all'economia circolare e ritiene che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile offra notevoli potenzialità di miglioramento dell'efficienza energetica ancora non sfruttate;

17.  ritiene, pertanto, che l'applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile, oltre a proseguire gli sforzi per migliorare l'efficienza energetica, debba ora affrontare sistematicamente l'intero ciclo di vita per ogni gruppo di prodotti nel suo ambito di applicazione mediante la definizione di criteri minimi di efficienza per le risorse per quanto riguarda, tra l'altro, la durabilità, la robustezza, la riparabilità e la possibilità di aggiornamento, ma anche il potenziale di condivisione, il riutilizzo, la scalabilità, la riciclabilità, la possibilità di rigenerazione, il contenuto di materiale riciclato o di materie prime secondarie, nonché l'uso di materie prime essenziali;

18.  ritiene che la scelta dei criteri di economia circolare per ciascun gruppo di prodotti debba essere ben precisata e definita in modo chiaro e obiettivo, facilmente misurabile e realizzabile a un costo proporzionato, per assicurare che la direttiva rimanga applicabile;

19.  chiede che siano svolte sistematicamente analisi approfondite sul potenziale relativo agli aspetti connessi all'economia circolare nella fase degli studi preparatori delle misure specifiche di progettazione ecocompatibile per ciascuna categoria di prodotti;

20.  invita la Commissione a introdurre anche criteri etici, come la provenienza e i metodi di estrazione dei materiali utilizzati nonché le condizioni sociali dei lavoratori e delle popolazioni locali;

21.  sottolinea che è importante che i fabbricanti forniscano istruzioni chiare e obiettive in modo da permettere agli utenti e ai riparatori indipendenti di riparare più facilmente i prodotti senza attrezzature specifiche; sottolinea inoltre l'importanza di fornire, laddove possibile, informazioni sulla disponibilità dei pezzi di ricambio e la durata di vita dei prodotti;

22.  sottolinea i potenziali vantaggi di concentrarsi su altri aspetti ambientali al di là dell'uso di energia, come le sostanze chimiche pericolose, il rilascio di microplastica, la produzione di rifiuti e l'apporto di materie prime, e chiede che siano utilizzati gli strumenti previsti dalla direttiva per accrescere la trasparenza per i consumatori;

23.  chiede alla Commissione di elaborare requisiti obbligatori in merito alla disponibilità di aggiornamenti relativi ai software per i dispositivi elettronici che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva;

24.  sottolinea la necessità di rafforzare la riciclabilità attraverso l'utilizzo di polimeri plastici singoli o compatibili, promuovendo l'uso effettivo dei materiali riciclati;

25.  ritiene che poiché oltre l'80 % dell'impatto ambientale di un prodotto è determinato in fase di progettazione, è proprio in questa fase che le sostanze potenzialmente pericolose possono essere evitate, sostituite o limitate; sottolinea che l'utilizzo di materiali e sostanze di importanza critica, come ad esempio gli elementi delle terre rare (REE) o le sostanze di natura tossica, come gli inquinanti organici persistenti (POP) e gli interferenti endocrini, deve essere preso specificatamente in considerazione alla luce dei criteri ampliati di progettazione ecocompatibile per ridurne l'impiego o sostituirli, laddove opportuno, o almeno assicurare che siano estratti/separati alla fine del ciclo di vita, fatte salve le altre prescrizioni giuridiche armonizzate per tali sostanze stabilite a livello dell'Unione;

26.  chiede che i requisiti in materia di progettazione ecocompatibile, nel caso dei prodotti connessi all'energia, non creino obiettivi che siano difficili da raggiungere per i produttori dell'UE, in particolare per le piccole e medie imprese, la cui capacità in relazione alle tecnologie brevettate è significativamente inferiore a quella delle società leader sul mercato;

27.  accoglie con favore, al riguardo, il programma di lavoro sulla progettazione ecocompatibile 2016-2019, che prevede impegni per l'elaborazione di requisiti e norme sull'efficienza dei materiali, a sostegno dell'uso delle materie prime secondarie, e invita la Commissione a ultimare tale lavoro in via prioritaria; ritiene che tali criteri debbano essere specifici per prodotto, basarsi su solide analisi, concentrarsi su ambiti dal chiaro potenziale di miglioramento ed essere attuabili e verificabili dalle autorità di vigilanza del mercato; ritiene che, al momento di definire le migliori pratiche, dovrebbe essere promosso l'impiego dei risultati delle attività di ricerca precedenti e in corso e delle innovazioni di punta nel riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche;

28.  ritiene che lo sviluppo di un approccio sistemico, volto prendere in considerazione non solo il prodotto, ma l'intero sistema necessario al suo funzionamento nel processo di progettazione ecocompatibile, stia diventando un fattore sempre più essenziale per l'efficienza delle risorse ed esorta la Commissione a inserire maggiori opportunità sistemiche del genere nel prossimo programma di lavoro sulla progettazione ecocompatibile; 

29.  ritiene che debba essere prestata particolare attenzione ai prodotti che utilizzano l'acqua, per quali si potrebbero raggiungere notevoli vantaggi ambientali e importanti risparmi per i consumatori;

30.  invita la Commissione a incoraggiare il recupero di materie prime critiche anche dai rifiuti delle industrie estrattive;

31.  osserva che la Commissione ha rinviato l'azione sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), come la telefonia mobile e gli smartphone, in attesa di ulteriori valutazioni e alla luce della rapida evoluzione della tecnologia in questa categoria di prodotti; ritiene, tuttavia, che tali prodotti, che sono venduti in grandi quantità e sono sostituiti spesso, offrano un chiaro potenziale di miglioramento, soprattutto in termini di efficienza delle risorse, e che a essi, quindi, vadano applicati i criteri della progettazione ecocompatibile e occorra adoperarsi per semplificare la procedura regolamentare; sottolinea la necessità di valutare attentamente come migliorare la progettazione ecocompatibile di gruppi di prodotti per i quali la riparazione e la sostituzione dei pezzi di ricambio sono parametri essenziali della progettazione ecocompatibile;

32.  insiste sulla necessità di:

a)  promuovere la possibilità di aggiornamento mettendo a disposizione aggiornamenti dei software per i dispositivi elettronici,

b)  agevolare la riparabilità mettendo a disposizione, lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, pezzi di ricambio a un prezzo accettabile, in relazione al costo totale del prodotto,

c)  rafforzare la riciclabilità attraverso l'utilizzo di polimeri plastici singoli o compatibili;

33.  rinnova le sue richieste per un riesame globale del quadro dell'Unione in materia di politica dei prodotti per affrontare gli aspetti dell'efficienza delle risorse; invita, a tale proposito, la Commissione a esaminare se l'attuale metodologia per la progettazione ecocompatibile possa essere utilizzata per altre categorie di prodotti oltre ai prodotti connessi all'energia e avanzare, se del caso, proposte di nuova normativa;

34.  sottolinea che, al fine di garantire l'utilizzo di materiali riciclati/secondari, la disponibilità di materie prime secondarie di alta qualità è fondamentale e dovrebbe essere reso effettivo un mercato ben organizzato per le materie secondarie;

35.  sottolinea l'importanza di attribuire la responsabilità ai produttori ed estendere i periodi e le condizioni di garanzia, obbligare i fabbricanti/venditori ad assumersi la responsabilità dell'intero ciclo di vita di un prodotto, rafforzare la riparabilità, la possibilità di aggiornamento, la modularità e la riciclabilità e garantire che le materie prime e la gestione dei rifiuti restino all'interno dell'Unione europea;

36.  chiede l'estensione delle garanzie minime per i beni di consumo durevoli;

Migliorare la vigilanza del mercato

37.  insiste sulla necessità di rafforzare la vigilanza sui prodotti immessi sul mercato interno mediante una migliore cooperazione e un miglior coordinamento tra gli Stati membri e tra la Commissione e le autorità nazionali e la messa a disposizione di adeguate risorse finanziarie a favore delle autorità di vigilanza del mercato;

38.  invita la Commissione a esaminare la possibilità di creare una scheda di prodotto digitale ("passaporto dei prodotti"), come proposto nelle conclusioni del Consiglio del 18 dicembre 2017 in materia di ecoinnovazione, intesa come strumento per divulgare i materiali e le sostanze utilizzate nei prodotti, il che faciliterà anche la vigilanza del mercato;

39.  chiede un sistema di vigilanza del mercato più coerente ed efficiente in termini di costi in tutta l'Unione, al fine di garantire il rispetto della direttiva sulla progettazione ecocompatibile, e raccomanda quanto segue:

–  introdurre l'obbligo per le autorità nazionali di utilizzare la base di dati ICSMS per condividere tutti i risultati dei controlli sulla conformità dei prodotti e delle prove effettuate per tutti i prodotti contemplati dalla normativa sulla progettazione ecocompatibile; tale banca dati dovrebbe contenere tutte le informazioni pertinenti per i prodotti conformi e i prodotti non conformi al fine di evitare prove inutili in un altro Stato membro e dovrebbe essere di facile consultazione e facilmente accessibile;

–  estendere la banca dati generale per i prodotti provvisti di etichettatura energetica a tutti i prodotti contemplati dalla normativa sulla progettazione ecocompatibile;

–  introdurre l'obbligo per le autorità nazionali di elaborare piani specifici per le attività di vigilanza del mercato nel settore della progettazione ecocompatibile, che devono essere notificati agli altri Stati membri e alla Commissione, come previsto dal regolamento (CE) n. 765/2008(7); in tali piani gli Stati membri dovrebbero prevedere ispezioni casuali;

–  utilizzare metodi di controllo rapido, elaborati in cooperazione con gli esperti del settore e condivisi con gli organismi pubblici, per individuare prodotti sospetti che non rispettano la regolamentazione;

–  fare in modo che la Commissione prenda in considerazione la definizione di una percentuale minima di prodotti sul mercato da sottoporre a prove e sviluppare un mandato per lo svolgimento della propria attività indipendente di vigilanza del mercato e formulare proposte, se del caso;

–  adottare misure dissuasive, tra cui: sanzioni per i produttori inadempienti proporzionate all'impatto della non conformità in tutto il mercato europeo e indennizzi per i consumatori che hanno acquistato prodotti non conformi, persino oltre il periodo di garanzia a norma di legge e anche tramite ricorso collettivo;

–  rivolgere particolare attenzione alle importazioni da paesi terzi e ai prodotti venduti online;

–  garantire la coerenza con la proposta di regolamento della Commissione che stabilisce norme e procedure per il rispetto e l'applicazione della normativa di armonizzazione dell'Unione relativa ai prodotti (COM(2017)0795), il cui campo di applicazione comprende i prodotti disciplinati dalla direttiva sulla progettazione ecocompatibile; appoggia, in tale contesto, l'agevolazione di prove comuni a livello dell'UE;

40.  sottolinea l'importanza di norme di prova appropriate e chiaramente definite e la necessità di elaborare protocolli di prova che siano più vicini possibile alle condizioni di vita reali; sottolinea che i metodi di prova devono essere solidi e concepiti e attuati in modo da escludere la manipolazione e il miglioramento intenzionale o non intenzionale dei risultati; ritiene che le prove non dovrebbero comportare un onere eccessivo per le imprese, in particolare tenendo conto delle PMI che non hanno la stessa capacità dei loro concorrenti di maggiori dimensioni; accoglie con favore il regolamento (UE) 2016/2282 della Commissione relativo all'uso delle tolleranze nelle procedure di verifica;

41.  chiede alla Commissione di sostenere gli Stati membri nella loro attività di applicazione e una maggiore cooperazione quando un prodotto è considerato non conforme; sottolinea la necessità di orientamenti per i fabbricanti e gli importatori sui requisiti dettagliati dei documenti necessari per le autorità di vigilanza del mercato;

Altre raccomandazioni

42.  sottolinea la necessità di garantire la coerenza e la convergenza tra la normativa sulla progettazione ecocompatibile e le disposizioni orizzontali quali la legislazione dell'Unione sulle sostanze chimiche e i rifiuti, compresi il regolamento REACH e le direttive RAEE e RoHS, e sottolinea la necessità di rafforzare le sinergie con gli appalti pubblici verdi e il marchio Ecolabel UE;

43.  sottolinea il legame tra la direttiva sulla progettazione ecocompatibile e la direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia; invita gli Stati membri a incentivare la diffusione sul mercato di prodotti e servizi efficienti e a intensificare le attività di ispezione e di controllo; ritiene che migliorare la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all'energia possa a sua volta influire positivamente sulla prestazione energetica degli edifici;

44.  sottolinea la necessità di fornire al pubblico, e in particolare ai media, informazioni chiare sui vantaggi della progettazione ecocompatibile prima del varo di una misura e invita la Commissione e gli Stati membri a comunicare in modo proattivo i vantaggi delle misure di progettazione ecocompatibile come parte integrante del processo di adozione di tali misure e ad adoperarsi più attivamente nei confronti dei soggetti interessati, al fine di migliorare la comprensione della legislazione da parte dei cittadini;

45.  sottolinea che la transizione verso un'economia sostenibile e circolare presenterà non solo molte opportunità ma anche sfide sociali; ritiene che, poiché nessuno dovrebbe essere escluso, la Commissione e gli Stati membri, nella presentazione dei programmi volti a incoraggiare l'utilizzo dei prodotti più efficienti in termini di risorse, dovrebbero prestare particolare attenzione alle famiglie a basso reddito a rischio di povertà energetica; ritiene che tali programmi non dovrebbero ostacolare l'innovazione, ma dovrebbero continuare a consentire ai fabbricanti di offrire ai consumatori un'ampia gamma di prodotti di alta qualità e dovrebbero inoltre favorire la penetrazione sul mercato dei prodotti connessi all'energia e dei prodotti che utilizzano acqua in grado di conseguire una maggiore efficienza delle risorse e risparmi per i consumatori;

46.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a dare il buon esempio mettendo a punto e utilizzando appieno l'economia circolare, le strategie in materia di appalti pubblici verdi (GPP) per dare priorità a prodotti di comprovata ecocompatibilità, come i prodotti dotati di Ecolabel, e alle norme più rigorose in materia di efficienza nell'uso delle risorse in tutti gli investimenti nonché a promuovere un utilizzo diffuso degli appalti verdi anche nel settore privato;

º

º  º

47.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU L 285 del 31.10.2009, pag. 10.

(2)

GU L 198 del 28.7.2017, pag. 1.

(3)

GU L 354 del 28.12.2013, pag. 171.

(4)

http://www.consilium.europa.eu/media/32274/eco-innovation-conclusions.pdf

(5)

GU C 265 dell'11.8.2017, pag. 65.

(6)

Testi approvati, P8_TA(2017)0287.

(7)

Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (22.3.2018)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sull'attuazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile (2009/125/CE)

(2017/2087(INI))

Relatore per parere: Michèle Rivasi

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che la progettazione ecocompatibile comporta vantaggi economici per l'industria e i consumatori e contribuisce positivamente alle politiche dell'Unione in materia di clima, di energia e di economia circolare;

B.  considerando che la Commissione stima che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile, unitamente al regolamento sull'etichettatura energetica, contribuisca a conseguire circa la metà dell'obiettivo di risparmio energetico fissato per il 2020 e presenti anche un potenziale maggiore a più lungo termine e che entrambi gli atti giuridici dovrebbero ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili del 23 % per il gas naturale e del 37 % per il carbone, nonché contribuire al conseguimento degli obiettivi climatici, riducendo di 320 milioni di tonnellate le emissioni annue di CO2;

C.  considerando che, secondo le stime, i risparmi di energia conseguiti attraverso il quadro sulla progettazione ecocompatibile e sull’etichettatura energetica potrebbero anche tradursi in una riduzione annua di 490 EUR sulle bollette energetiche di ogni famiglia, generando nel contempo entrate supplementari annue pari a 55 miliardi di EUR per l’industria e il commercio all’ingrosso e al dettaglio e un potenziale di creazione di 800 000 nuovi posti di lavoro diretti in tali settori;

D.  considerando che le misure di progettazione ecocompatibile dovrebbero coprire l'intero ciclo di vita dei prodotti al fine di migliorare l'efficienza delle risorse nell'Unione, tenendo conto del fatto che oltre l'80% dell'impatto ambientale di un prodotto è determinato nella fase di progettazione, cosa che svolge un ruolo molto importante ai fini di favorire gli aspetti inerenti all'economia circolare, alla durabilità, alla possibilità di upgrading, alla riparabilità, al riutilizzo e alla riciclabilità di un prodotto;

E.  considerando che, oltre a rendere i prodotti più sostenibili e più efficienti in termini di risorse, occorre rafforzare i principi dell'economia della condivisione e dell'economia dei servizi, mentre gli Stati membri, nella presentazione dei programmi volti a incoraggiare l'utilizzo dei prodotti e dei servizi più efficienti in termini di risorse, dovrebbero prestare particolare attenzione alle famiglie a basso reddito, comprese quelle a rischio di povertà energetica;

F.  considerando che l'Unione è parte della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP) ed è pertanto tenuta ad adottare provvedimenti in merito all'eliminazione progressiva di dette sostanze pericolose, anche limitandone l'utilizzo nella fase di progettazione del prodotto;

G.  considerando che il Parlamento e il Comitato economico e sociale europeo, unitamente ai portatori d'interesse nel settore della protezione dei consumatori, alla comunità scientifica e a numerose organizzazioni della società civile, hanno chiesto in varie occasioni di ampliare il campo di applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile;

1.  raccomanda che il campo di applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile (2009/125/CE) comprenda una quantità maggiore di prodotti di consumo; sottolinea che sarebbe opportuno attribuire la priorità ai prodotti delle TIC, che sono venduti in grandi quantità e spesso sono sostituiti; sottolinea che la Commissione dovrebbe esaminare e valutare accuratamente le modalità per migliorare e verificare la sostenibilità di questi gruppi di prodotti, in particolare nel caso dei telefoni cellulari/intelligenti, i cui pezzi di ricambio, le batterie e gli accessori dovrebbero essere facilmente sostituibili e universali;

2.  riconosce che la tecnologia dei prodotti delle TIC evolve rapidamente e, di conseguenza, una normativa concernente detti prodotti può essere già obsoleta nel momento in cui entra in vigore; esorta pertanto la Commissione ad accelerare le procedure di regolamentazione della progettazione ecocompatibile per prodotti delle TIC e a esaminare le alternative, che possono essere complementari alle misure di progettazione ecocompatibile, al fine di monitorare l'efficienza delle risorse nella fase di utilizzo dei prodotti, per esempio ricorrendo a tecniche relative ai Big Data;

3.  ritiene che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile abbia rappresentato uno strumento importante per l'efficienza energetica dei prodotti ed è convinto che il coordinamento futuro con iniziative connesse all'economia circolare potrebbe promuovere ulteriormente l'efficienza energetica; chiede pertanto di elaborare un piano ambizioso concernente la progettazione ecocompatibile e l'economia circolare che apporti benefici ambientali e costituisca un'opportunità unica per lo sviluppo di posti di lavoro;

4.  sottolinea la necessità di adottare gradualmente specifiche di prodotto, misurabili e applicabili, e pienamente armonizzate a livello dell'Unione, al fine di proteggere il funzionamento del mercato interno, sostenere l'innovazione, la ricerca e la competitività dei produttori europei e di assicurare una concorrenza equa, senza imporre oneri amministrativi non necessari;

5.  Chiede che i criteri della progettazione ecocompatibile siano ampliati e comprendano l'efficienza nell'uso delle risorse, l'economia circolare e gli aspetti inerenti alla salute dei prodotti; reputa necessario associare l'efficienza nell'uso delle risorse e la circolarità dei materiali a continui risparmi energetici, tenendo in particolare conto del tasso di inquinamento storico per la definizione di nuove specifiche; sottolinea che l’energia, in particolare quella rinnovabile, dovrebbe essere considerata una risorsa fondamentale e che i prodotti dovrebbero essere ottimizzati sia per quanto riguarda il consumo energetico che per quanto riguarda l’utilizzo delle materie prime, in una prospettiva basata sul ciclo di vita; è convinto che la durabilità, la possibilità di upgrading, la riparabilità e la riciclabilità possono contribuire alla creazione di posti di lavoro;

6.  insiste sulla necessità di introdurre criteri etici legati in particolare alla provenienza e all'estrazione dei materiali utilizzati, nonché alle condizioni sociali dei lavoratori e delle popolazioni locali;

7.  deplora che siano stati compiuti progressi limitati per quanto riguarda l'inserimento degli aspetti inerenti all'economia circolare nel riesame delle misure specifiche per prodotto esistenti e dei nuovi gruppi di prodotti; osserva che il lavoro svolto in materia è stato deludente, nonostante l'incoraggiante attenzione specifica prestata agli aspetti inerenti all'economia circolare nel piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile 2016-2019, il pacchetto della Commissione sull'economia circolare e l'importanza dell'argomento in questione; esorta pertanto la Commissione ad accelerare le azioni volte a garantire che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile apporti un contributo significativo all'economia circolare;

8.  insiste sulla necessità di:

(a)  promuovere la possibilità di upgrading rendendo disponibili gli aggiornamenti dei software per i dispositivi elettronici,

(b)  agevolare la riparabilità mettendo a disposizione, lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, pezzi di ricambio a un prezzo accettabile, in relazione al costo totale del prodotto,

(c)  rafforzare la riciclabilità attraverso l'utilizzo di polimeri plastici singoli o compatibili;

9.  sottolinea che, oltre a garantire la riciclabilità, dovrebbe essere promosso anche l'utilizzo effettivo di materiali riciclati; osserva che, da un lato, la riciclabilità e la facilità di eliminazione dei prodotti devono essere inserite nella fase di progettazione affinché al termine del ciclo di vita i prodotti possano essere trasformati in materie prime secondarie di alta qualità e, dall'altro, il riutilizzo effettivo di tali materie prime secondarie in nuovi prodotti deve essere promosso e approvato, ad esempio, fissando un utilizzo minimo obbligatorio dei materiali riciclati per ottenere nuovi prodotti;

10.  sottolinea che, al fine di garantire l'utilizzo di materiali riciclati/secondari, la disponibilità di materie prime secondarie di alta qualità è fondamentale e dovrebbe essere reso effettivo un mercato ben organizzato per le materie secondarie;

11.  sottolinea l'importanza di attribuire la responsabilità ai produttori e di estendere i periodi e le condizioni di garanzia, di obbligare i fabbricanti/venditori ad assumersi la responsabilità dell'intero ciclo di vita di un prodotto, di rafforzare la riparabilità, la possibilità di upgrading, la modularità e la riciclabilità e di garantire che le materie prime e la gestione dei rifiuti restino all'interno dell'Unione europea;

12.  sottolinea che l'utilizzo di materiali e sostanze di importanza critica, come ad esempio gli elementi delle terre rare (REE) o sostanze di natura tossica, come gli inquinanti organici persistenti (POP) e gli interferenti endocrini, devono essere presi specificatamente in considerazione alla luce dei criteri ampliati di progettazione ecocompatibile al fine di ridurne l'impiego o almeno di assicurare che siano estratti/separati alla fine del ciclo di vita;

13.  sottolinea la necessità di ottimizzare e proteggere il processo decisionale; evidenzia che le misure di progettazione ecocompatibile dovrebbero essere adottate singolarmente ed entro i termini stabiliti e comunicati, e subito applicate; chiede alla Commissione di giustificare i ritardi e di stanziare le risorse necessarie per l’attuazione;

14.  insiste sulla necessità di ottimizzare la vigilanza nel caso dei prodotti immessi sul mercato, attraverso una migliore cooperazione tra la Commissione e gli Stati membri, e tra gli Stati membri stessi; raccomanda che sia organizzato un coordinamento a livello di UE, guidato dalla Commissione, fra le autorità nazionali di vigilanza del mercato;

15.  Sottolinea che i protocolli di prova dovrebbero essere più vicini alle condizioni di vita reali, vale a dire che i prodotti devono essere testati in condizioni e in ambienti che simulano il più possibile quelli del consumatore medio; chiede che i test di prova dei fornitori e delle autorità di vigilanza del mercato siano stabiliti ed eseguiti in modo tale che qualsiasi atto intenzionale o non intenzionale di manipolazione o di miglioramento dei risultati dei test sia rilevato ed eliminato e che le divergenze consentite tra i risultati dei test e quelli dichiarati siano limitate al margine di errore delle apparecchiature di misurazione;

16.  sottolinea le stime della Commissione secondo cui il 10-25 % dei prodotti presenti sul mercato non è conforme alle specifiche della progettazione ecocompatibile e dell'etichettatura energetica, e che ciò equivale a una perdita di circa il 10 % del risparmio previsto; esorta a monitorare meglio la conformità; sottolinea l'enorme potenziale dei metodi di confronto rapidi nel rilevare i prodotti e i tipi di prodotti che hanno maggiori probabilità di non rispettare la direttiva sulla progettazione ecocompatibile;

17.  invita a garantire maggiore coerenza e maggiori sinergie con altra normativa settoriale e con gli altri strumenti europei, in particolare con i criteri in materia di appalti pubblici responsabili, il marchio di qualità ecologica e l'utilizzo comune della banca dati per la registrazione dei prodotti di cui al regolamento (UE) 2017/1369 che istituisce un quadro per l'etichettatura energetica;

18.  chiede un finanziamento sufficiente, in modo tale che l'Unione e gli Stati membri possano garantire un adeguato monitoraggio dell'evoluzione delle politiche, effettuare la vigilanza del mercato, creare nuove opportunità commerciali, consultare a livello nazionale prima che gli Stati membri votino l'applicazione di misure e progettino strategie di comunicazione proattiva; invita la Commissione a comunicare in modo proattivo ai cittadini europei i benefici delle misure di progettazione ecocompatibile, quali parte integrale del processo di adozione di dette misure;

19.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a stabilire le prassi corrette mettendo a punto e utilizzando appieno l'economia circolare, le strategie in materia di appalti pubblici verdi (GPP) al fine di attribuire la priorità a prodotti di provata ecocompatibilità, come i prodotti dotati di Ecolabel, e alle norme più elaborate in materia di efficienza nell'uso delle risorse in tutti gli investimenti nonché a promuovere un utilizzo diffuso degli appalti verdi anche nel settore privato;

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

21.3.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

58

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zigmantas Balčytis, Bendt Bendtsen, Xabier Benito Ziluaga, José Blanco López, Jonathan Bullock, Cristian-Silviu Buşoi, Reinhard Bütikofer, Jerzy Buzek, Angelo Ciocca, Edward Czesak, Jakop Dalunde, Pilar del Castillo Vera, Ashley Fox, Adam Gierek, Theresa Griffin, Rebecca Harms, Hans-Olaf Henkel, Eva Kaili, Kaja Kallas, Krišjānis Kariņš, Seán Kelly, Jeppe Kofod, Jaromír Kohlíček, Peter Kouroumbashev, Zdzisław Krasnodębski, Miapetra Kumpula-Natri, Christelle Lechevalier, Janusz Lewandowski, Paloma López Bermejo, Edouard Martin, Angelika Mlinar, Nadine Morano, Dan Nica, Angelika Niebler, Morten Helveg Petersen, Miroslav Poche, Julia Reda, Paul Rübig, Massimiliano Salini, Algirdas Saudargas, Sven Schulze, Neoklis Sylikiotis, Dario Tamburrano, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Claude Turmes, Vladimir Urutchev, Kathleen Van Brempt, Henna Virkkunen, Martina Werner, Hermann Winkler, Anna Záborská, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jakop Dalunde, Luděk Niedermayer, Dennis Radtke, Dominique Riquet, Pavel Telička

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Rosa D’Amato, Emilian Pavel

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

58

+

ALDE

Kaja Kallas, Angelika Mlinar, Morten Helveg Petersen, Dominique Riquet, Pavel Telička

ECR

Edward Czesak, Ashley Fox, Hans-Olaf Henkel, Zdzisław Krasnodębski, Evžen Tošenovský

EFDD

Rosa D'Amato, Dario Tamburrano

ENF

Christelle Lechevalier

GUE/NGL

Xabier Benito Ziluaga, Jaromír Kohlíček, Paloma López Bermejo, Neoklis Sylikiotis

PPE

Bendt Bendtsen, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Pilar del Castillo Vera, Gunnar Hökmark, Krišjānis Kariņš, Seán Kelly, Janusz Lewandowski, Nadine Morano, Angelika Niebler, Luděk Niedermayer, Dennis Radtke, Paul Rübig, Massimiliano Salini, Algirdas Saudargas, Sven Schulze, Vladimir Urutchev, Henna Virkkunen, Anna Záborská

S&D

Zigmantas Balčytis, José Blanco López, Adam Gierek, Theresa Griffin, Eva Kaili, Jeppe Kofod, Peter Kouroumbashev, Miapetra Kumpula-Natri, Edouard Martin, Dan Nica, Emilian Pavel, Miroslav Poche, Patrizia Toia, Kathleen Van Brempt, Martina Werner, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

VERTS/ALE

Reinhard Bütikofer, Jakop Dalunde, Rebecca Harms, Julia Reda, Claude Turmes

3

-

EFDD

Jonathan Bullock

ENF

Angelo Ciocca

PPE

Hermann Winkler

1

0

ENF

Gerolf Annemans

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

25.4.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

59

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Biljana Borzan, Lynn Boylan, Nessa Childers, Birgit Collin-Langen, Miriam Dalli, Seb Dance, Angélique Delahaye, Stefan Eck, Bas Eickhout, José Inácio Faria, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Julie Girling, Sylvie Goddyn, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Jytte Guteland, Anneli Jäätteenmäki, Benedek Jávor, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Urszula Krupa, Giovanni La Via, Peter Liese, Joëlle Mélin, Susanne Melior, Miroslav Mikolášik, Rory Palmer, Massimo Paolucci, Piernicola Pedicini, Bolesław G. Piecha, Pavel Poc, Julia Reid, Frédérique Ries, Michèle Rivasi, Davor Škrlec, Renate Sommer, Estefanía Torres Martínez, Adina-Ioana Vălean, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Nikos Androulakis, Cristian-Silviu Buşoi, Caterina Chinnici, Fredrick Federley, Anja Hazekamp, Norbert Lins, Rupert Matthews, Alojz Peterle, Stanislav Polčák, Carolina Punset, Christel Schaldemose

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jude Kirton-Darling, Jeroen Lenaers, Mylène Troszczynski


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

59

+

ALDE

Fredrick Federley, Gerben-Jan Gerbrandy, Anneli Jäätteenmäki, Carolina Punset, Frédérique Ries

ECR

Urszula Krupa, Rupert Matthews, Bolesław G. Piecha, Jadwiga Wiśniewska

EFDD

Piernicola Pedicini

ENF

Sylvie Goddyn, Joëlle Mélin, Mylène Troszczynski

GUE/NGL

Lynn Boylan, Stefan Eck, Anja Hazekamp, Kateřina Konečná, Estefanía Torres Martínez

NI

Zoltán Balczó

PPE

Pilar Ayuso, Cristian-Silviu Buşoi, Birgit Collin-Langen, Angélique Delahaye, José Inácio Faria, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Jens Gieseke, Julie Girling, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Giovanni La Via, Jeroen Lenaers, Peter Liese, Norbert Lins, Miroslav Mikolášik, Alojz Peterle, Stanislav Polčák, Adina-Ioana Vălean

S&D

Nikos Androulakis, Biljana Borzan, Nessa Childers, Caterina Chinnici, Miriam Dalli, Seb Dance, Jytte Guteland, Karin Kadenbach, Jude Kirton-Darling, Susanne Melior, Rory Palmer, Massimo Paolucci, Pavel Poc, Christel Schaldemose, Damiano Zoffoli

Verts/ALE

Marco Affronte, Margrete Auken, Bas Eickhout, Benedek Jávor, Michèle Rivasi, Davor Škrlec

1

-

EFDD

Julia Reid

1

0

PPE

Renate Sommer

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2018Avviso legale