Procedura : 2017/0136(COD)
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Ciclo del documento : A8-0190/2018

Testi presentati :

A8-0190/2018

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Votazioni :

PV 18/04/2019 - 10.18

Testi approvati :

P8_TA(2019)0438

RELAZIONE     ***I
PDF 682kWORD 139k
25.5.2018
PE 616.847v02-00 A8-0190/2018

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1095/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) e il regolamento (UE) n. 648/2012 per quanto riguarda le procedure e le autorità per l'autorizzazione delle controparti centrali e i requisiti per il riconoscimento delle CCP di paesi terzi

(COM(2017)0331 – C8-0191/2017 – 2017/0136(COD))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Danuta Maria Hübner

ERRATA/ADDENDA
EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1095/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) e il regolamento (UE) n. 648/2012 per quanto riguarda le procedure e le autorità per l'autorizzazione delle controparti centrali e i requisiti per il riconoscimento delle CCP di paesi terzi

(COM(2017)0331 – C8-0191/2017 – 2017/0136(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2017)0331),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0191/2017),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere della Banca centrale europea del 4 ottobre 2017(1),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 20 settembre 2017(2),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0190/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO EUROPEO(3)*

alla proposta della Commissione

---------------------------------------------------------

Proposta di

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

che modifica il regolamento (UE) n. 1095/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) e il regolamento (UE) n. 648/2012 per quanto riguarda le procedure e le autorità per l'autorizzazione delle controparti centrali e i requisiti per il riconoscimento delle CCP di paesi terzi

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere della Banca centrale europea(4),

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(5),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(6),

considerando quanto segue:

(1)  Il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (7)prevede che i contratti derivati OTC standardizzati siano compensati mediante una controparte centrale (CCP), in linea con disposizioni simili vigenti in altri paesi del G20. Tale regolamento ha inoltre introdotto requisiti rigorosi in materia prudenziale, organizzativa e di comportamento per le CCP ed ha previsto dispositivi per la loro vigilanza prudenziale al fine di ridurre al minimo i rischi per gli utenti di CCP e di sostenere la stabilità finanziaria. È opportuno proseguire verso la piena realizzazione degli obiettivi del G20 concordati al vertice di Pittsburgh del 2009, al fine di coglierne appieno i vantaggi per la stabilità del sistema finanziario.

(2)  Successivamente all'adozione del regolamento (UE) n. 648/2012, il volume dell'attività delle CCP nell'Unione e a livello mondiale è cresciuto rapidamente in termini di dimensioni e di portata. L'espansione delle attività delle CCP è destinata a proseguire nei prossimi anni con l'introduzione di ulteriori obblighi di compensazione, in modo particolare in relazione ai derivati OTC su azioni o in valuta come classi di attività nell'ambito di applicazione originario, e l'aumento della compensazione volontaria effettuata da controparti non soggette all'obbligo di compensazione. La proposta della Commissione del 4 maggio 2017(8), volta a modificare il regolamento (UE) n. 648/2012 in modo mirato per migliorarne l'efficacia e la proporzionalità, incentiverà ulteriormente le CCP ad offrire alle controparti la compensazione centralizzata dei derivati e ad agevolare l'accesso alla compensazione per le piccole controparti finanziarie e non finanziarie. Si tratta di aspetti fondamentali ai fini della piena realizzazione degli obiettivi del G20, onde migliorare a lungo termine la stabilità del sistema finanziario. L'Unione dei mercati dei capitali (CMU), rendendo i mercati dei capitali più spessi e integrati, aumenterà ulteriormente la necessità di compensazione transfrontaliera nell'Unione, accrescendo così l'importanza e l'interconnessione delle CCP all'interno del sistema finanziario.

(3)  Il numero di CCP attualmente stabilite nell'Unione e autorizzate a norma del regolamento (UE) n. 648/2012 rimane piuttosto limitato: 17 CCP nel giugno 2017. 28 CCP di paesi terzi sono state riconosciute a norma delle disposizioni sull'equivalenza previste da tale regolamento, e possono quindi offrire i loro servizi a partecipanti diretti e sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione(9). I mercati della compensazione sono ben integrati in tutta l'Unione, ma altamente concentrati su determinate classi di attività e strettamente interconnessi. La concentrazione del rischio fa sì che il fallimento di una CCP sia un evento con una bassa probabilità ma con un impatto potenzialmente molto elevato. In linea con il consenso del G20, la Commissione ha adottato una proposta di regolamento in materia di risanamento e risoluzione delle CCP(10) nel novembre 2016 per garantire che le autorità competenti siano adeguatamente preparate ad affrontare il fallimento di un CCP, salvaguardando la stabilità finanziaria e limitando i costi per i contribuenti.

(4)  Nonostante tale proposta legislativa e alla luce dell'incremento della compensazione in termini di entità, complessità e dimensione transfrontaliera sia nell'Unione che nel mondo, è opportuno riesaminare i meccanismi di vigilanza delle CCP dell'Unione e dei paesi terzi. Affrontare in una fase iniziale i problemi individuati e prevedere meccanismi di vigilanza chiari e coerenti per le CCP sia dell'Unione che dei paesi terzi dovrebbe rafforzare la stabilità complessiva del sistema finanziario dell'Unione e ridurre ulteriormente il rischio potenziale di fallimento delle CCP.

(5)  Alla luce di tali considerazioni, il 4 maggio 2017 la Commissione ha adottato la comunicazione dal titolo "Rispondere alle sfide relative alle infrastrutture essenziali dei mercati finanziari e all'ulteriore sviluppo dell'Unione dei mercati dei capitali"(11), in cui si afferma che sono necessarie ulteriori modifiche del regolamento (UE) n. 648/2012 per migliorare il quadro attuale che garantisce la stabilità finanziaria e sostiene l'ulteriore sviluppo e approfondimento dell'Unione dei mercati dei capitali.

(6)  Le disposizioni in materia di vigilanza di cui al regolamento (UE) n. 648/2012 si basano principalmente sull'autorità del paese d'origine. Le CCP stabilite nell'Unione sono attualmente autorizzate e vigilate da collegi di autorità di vigilanza nazionali, dall'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (AESFEM), dai pertinenti membri del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e da altre autorità pertinenti. I collegi si basano sul coordinamento e sulla condivisione delle informazioni da parte dell'autorità nazionale competente che ha la responsabilità di far rispettare le disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 648/2012. Pratiche divergenti per la vigilanza delle CCP nell'Unione possono creare rischi di arbitraggio regolamentare e di vigilanza, mettendo a repentaglio la stabilità finanziaria e consentendo distorsioni della concorrenza. La Commissione ha richiamato l'attenzione su questi rischi emergenti e sulla necessità di una maggiore convergenza in materia di vigilanza nella comunicazione sull'Unione dei mercati dei capitali del settembre 2016(12) e nella consultazione pubblica sulle attività delle autorità europee di vigilanza (AEV)(13).

(7)  Tra i compiti fondamentali da svolgere tramite il SEBC figurano la definizione e l'attuazione della politica monetaria dell'Unione e la promozione del regolare funzionamento dei sistemi di pagamento. La sicurezza e l'efficienza delle infrastrutture dei mercati finanziari, in particolare dei sistemi di compensazione, sono essenziali per l'adempimento di tali compiti fondamentali e per il perseguimento dell'obiettivo principale del SEBC, il mantenimento della stabilità dei prezzi. I membri pertinenti del SEBC, in qualità di banche centrali che emettono le valute degli strumenti finanziari compensati dalle CCP, dovrebbero essere coinvolti nella loro vigilanza, in considerazione dei potenziali rischi che il malfunzionamento di una controparte centrale potrebbe comportare per l'esercizio di tali compiti fondamentali e per il raggiungimento dell'obiettivo primario, con ripercussioni sugli strumenti e le controparti utilizzati per la trasmissione della politica monetaria. Di conseguenza, le banche centrali di emissione dovrebbero essere coinvolte nella valutazione della gestione dei rischi delle CCP. Inoltre, sebbene i mandati delle banche centrali e delle autorità di vigilanza possano sovrapporsi, esiste un rischio di disallineamento in caso di impatto delle azioni di vigilanza sulle responsabilità fondamentali delle banche centrali in settori quali la stabilità dei prezzi, la politica monetaria e i sistemi di pagamento. In situazioni di crisi, questi disallineamenti possono amplificare i rischi per la stabilità finanziaria se l'attribuzione delle responsabilità tra le autorità rimane poco chiara.

(8)  I trattati hanno istituito un'unione economica e monetaria la cui moneta è l'euro, con la Banca centrale europea (BCE) quale istituzione dell'Unione. La BCE e le banche centrali nazionali degli Stati membri la cui valuta è l'euro costituiscono l'Eurosistema, definiscono la politica monetaria dell'Unione e la attuano attraverso il SEBC. Il ruolo specifico dell'Eurosistema come la banca centrale che emette la moneta unica dell'Unione dovrebbe quindi essere riconosciuto. Occorre prestare attenzione anche alle valute dell'Unione diverse dall'euro e alle rispettive banche centrali di emissione.

(9)  Tenuto conto del carattere globale dei mercati finanziari e della necessità di affrontare le incoerenze nella vigilanza delle CCP dell'Unione e dei paesi terzi, dovrebbe essere rafforzata la capacità dell'AESFEM di promuovere la convergenza nella vigilanza delle CCP. È opportuno istituire un nuovo organo all'interno dell'attuale struttura organizzativa dell'AESFEM per conferire a quest'ultima nuovi ruoli e responsabilità.

(9 bis)  Un eventuale rafforzamento dei poteri conferiti all'AESFEM per consentirle di raggiungere i propri obiettivi richiederebbe anche una governance adeguata e finanziamenti sufficienti. Da solo, un rafforzamento dei poteri non è sufficiente affinché l'AESFEM possa raggiungere i propri obiettivi, se essa non dispone di fondi sufficienti o non è disciplinata in modo efficace ed efficiente.

(10)  In seno all'AESFEM dovrebbe essere istituito un comitato interno ("comitato di vigilanza delle CCP") incaricato di preparare decisioni e svolgere compiti connessi alla vigilanza delle CCP, occuparsi in generale della gestione dei compiti connessi alle CCP e, in particolare, della vigilanza delle CCP dell'Unione e dei paesi terzi. Il comitato di vigilanza delle CCP dovrebbe essere composto da autorità esperte nella vigilanza delle controparti centrali. Al fine di garantire l'agevole integrazione del comitato di vigilanza delle CCP all'interno della struttura organizzativa dell'AESFEM, tenendo conto nel contempo delle specifiche esigenze della vigilanza delle CCP e della necessità di preservare un rapido processo decisionale, il comitato di vigilanza delle CCP dovrebbe essere presieduto da un presidente indipendente, coadiuvato da un vicepresidente indipendente. Le decisioni del comitato di vigilanza delle CCP dovrebbero essere approvate dal consiglio delle autorità di vigilanza dell'AESFEM se riguardano i principali settori della vigilanza delle CCP e non dovrebbero essere oggetto di obiezioni da parte del consiglio delle autorità di vigilanza dell'AESFEM in tutti gli altri casi. È opportuno stabilire disposizioni adeguate al fine di garantire l'indipendenza del comitato di vigilanza delle CCP in seno all'AESFEM.

(11)  Al fine di garantire un approccio coerente in materia di vigilanza e includere tutte le autorità interessate che partecipano alla vigilanza delle CCP, il comitato di vigilanza delle CCP dovrebbe essere composto da un presidente permanente, un vicepresidente permanente, quattro direttori permanenti e membri specifici per le CCP. Il presidente, il vicepresidente e i direttori del comitato di vigilanza delle CCP dovrebbero agire in modo autonomo e obiettivo nell'interesse dell'Unione nel suo complesso. Tra i membri del comitato di vigilanza delle CCP che sono specifici per ciascuna CCP dovrebbero figurare un rappresentante delle autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui è stabilita la CCP, designato a norma del regolamento (UE) n. 648/2012, e un rappresentante della banca centrale (o delle banche centrali) di emissione interessata. Il presidente del comitato di vigilanza delle CCP dovrebbe avere il diritto di invitare i membri del collegio di vigilanza e rappresentanti delle autorità delle CCP dei paesi terzi riconosciute dall'AESFEM come osservatori per garantire che il comitato di vigilanza delle CCP tenga conto delle opinioni delle altre autorità interessate. I membri permanenti dovrebbero partecipare a tutte le riunioni del comitato di vigilanza delle CCP; i membri specifici delle CCP e gli osservatori dovrebbero invece partecipare solo ove necessario e opportuno per le CCP soggette alla loro vigilanza. La presenza sia di membri▐ indipendenti che di membri specifici delle CCP dovrebbe garantire che le decisioni prese in seno al comitato di vigilanza delle CCP siano coerenti, appropriate e proporzionate in tutta l'Unione e che le autorità nazionali competenti, le banche centrali di emissione e gli osservatori siano coinvolti nel processo decisionale su questioni riguardanti le CCP stabilite in uno Stato membro.

(11 bis)  Al fine di garantire un approccio coerente in materia di vigilanza, l'AESFEM, oltre alle prove di stress di cui al presente regolamento, tiene conto delle prove di stress effettuate dalle CCP nell'ambito dei loro regimi di risanamento e risoluzione. Queste prove di stress, durante le quali le CCP dovrebbero valutare i propri regimi all'interno dell'Unione con riferimento al loro effetto aggregato sulla stabilità finanziaria dell'Unione, dovrebbero essere incluse nelle simulazioni di crisi riguardanti i possibili eventi di stress di portata sistemica.

(12)  Nel decidere su questioni riguardanti le CCP stabilite all'interno di uno Stato membro, il comitato di vigilanza delle CCP dovrebbe convocare i suoi membri permanenti e il membro (o i membri) che rappresenta le autorità nazionali competenti designate dallo Stato membro conformemente al regolamento (UE) n. 648/2012 e gli osservatori designati dalle banche centrali di emissione pertinenti, e garantirne il coinvolgimento nel processo decisionale. In sede di decisione sulle CCP di paesi terzi, dovrebbero partecipare al processo decisionale solo i membri permanenti, la banca centrale (o le banche centrali) di emissione interessata ed eventuali osservatori interessati del comitato di vigilanza delle CCP.

(13)  Al fine di garantire un processo decisionale corretto, efficace e rapido, dovrebbe essere attribuito il diritto di voto al presidente, al vicepresidente e ai direttori del comitato di vigilanza delle CCP e al rappresentante dell'autorità competente dello Stato membro in cui è stabilita la CCP. Ai rappresentanti della BCE, della Commissione e della banca centrale interessata (o delle banche centrali interessate) e agli osservatori non dovrebbe essere attribuito il diritto di voto. Il comitato di vigilanza delle CCP dovrebbe adottare le sue decisioni a maggioranza semplice dei suoi membri; in caso di parità di voti dovrebbe essere decisivo il voto del presidente.

(14)  Il comitato di vigilanza delle CCP dovrebbe essere responsabile di compiti specifici ad essa affidati ai sensi del regolamento (UE) n. 648/2012 per garantire il buon funzionamento del mercato interno e la stabilità finanziaria dell'Unione e dei suoi Stati membri.

(15)  Per assicurare una vigilanza effettiva, è necessario che il comitato di vigilanza delle CCP disponga di apposito personale dotato di sufficienti conoscenze, capacità ed esperienza, nonché di risorse adeguate per garantire la sua autonomia e indipendenza e un funzionamento adeguato in relazione ai suoi compiti. Nella dichiarazione presentata dall'AESFEM a norma del regolamento (UE) n. 1095/2010 è necessario tenere conto dell'incidenza di bilancio delle responsabilità di vigilanza sulle CCP.

(16)  Per garantire un adeguato livello di competenze e di responsabilità, il presidente, il vicepresidente e i direttori del comitato di vigilanza delle CCP dovrebbero essere nominati in base al merito, alle competenze, alle conoscenze in materia finanziaria, di post-negoziazione e di compensazione, nonché all'esperienza in materia di vigilanza e regolamentazione delle CCP. Dovrebbero inoltre essere scelti sulla base di una procedura di selezione aperta. La Commissione, in consultazione con le autorità nazionali di vigilanza, dovrebbe sottoporre all'approvazione del Parlamento europeo la proposta di nomina dei candidati. Dopo l'approvazione di tale proposta da parte del Parlamento europeo, il Consiglio dovrebbe adottare una decisione di esecuzione.

(17)  Al fine di garantire trasparenza e controllo democratico, così come a tutela dei diritti delle istituzioni dell'Unione, il presidente, il vicepresidente e i direttori del comitato di vigilanza delle CCP dovrebbero essere responsabili dinanzi al Parlamento europeo e al Consiglio di qualsiasi decisione assunta in base al presente regolamento.

(18)  Il presidente, il vicepresidente e i direttori del comitato di vigilanza delle CCP dovrebbero agire in maniera indipendente e obiettiva nell'interesse dell'Unione. Essi dovrebbero fare in modo che sia tenuto debito conto del corretto funzionamento del mercato interno e della stabilità finanziaria in ciascuno Stato membro e nell'Unione.

(19)  Per promuovere una vigilanza coerente delle CCP dell'Unione e dei paesi terzi nell'Unione, il presidente del comitato di vigilanza delle CCP dovrebbe presiedere e gestire i collegi, e i membri permanenti del comitato di vigilanza delle CCP dovrebbero parteciparvi. Anche la BCE dovrebbe, se del caso e in conformità al regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio, partecipare ai collegi per poter esercitare il proprio mandato in conformità dell'articolo 127 del TFUE.

(20)  Per garantire che il processo decisionale sia adeguato ed efficace, il presidente del comitato di vigilanza delle CCP nei collegi dovrebbe disporre di un voto, mentre il vicepresidente, i direttori del comitato di vigilanza delle CCP e il rappresentante della Commissione ▌non dovrebbero avere diritto di voto. I membri attuali dei collegi dovrebbero continuare a esercitare il diritti di voto di cui dispongono ad oggi.

(20 bis)  A norma del presente regolamento modificativo, le autorità nazionali competenti continuano a esercitare i loro attuali compiti di vigilanza a norma del regolamento (UE) n. 648/2012. Allo scopo di promuovere una vigilanza coerente delle CCP in tutta l'Unione è opportuno tuttavia stabilire una ripartizione delle competenze a seconda delle decisioni in questione. È auspicabile distinguere tre categorie di decisioni: quelle per le quali le autorità competenti dovrebbero ottenere il consenso preliminare dell'AESFEM, quelle per le quali le autorità competenti dovrebbero consultare l'AESFEM e quelle per le quali le autorità competenti dovrebbero rimanere le uniche responsabili.

(20 ter)  L'efficace vigilanza delle CCP si basa sulla creazione di competenze, esperienze e capacità, nonché sullo sviluppo di relazioni cooperative e sugli scambi tra istituzioni. Dal momento che questi sono tutti processi che si sviluppano nel tempo e che seguono una loro dinamica, la definizione di un sistema di vigilanza funzionale, efficace ed efficiente per le CCP dovrebbe tenere conto della sua potenziale evoluzione nel lungo termine. Pertanto, la ripartizione delle competenze stabilita nel presente regolamento modificativo è destinata a evolversi con lo sviluppo del ruolo e delle capacità dell'AESFEM.

(21)  Dal momento che possono sorgere controversie tra l'AESFEM e le autorità nazionali competenti per quanto riguarda alcune decisioni da prendere, viene introdotto un meccanismo specifico per i casi di disaccordo tra l'AESFEM e le autorità nazionali competenti. Se non concorda con la modifica proposta o con l'obiezione sollevata dall'AESFEM, l'autorità competente dovrebbe avere il diritto di presentare una richiesta motivata al consiglio delle autorità di vigilanza affinché valuti l'obiezione o la modifica. Il consiglio delle autorità di vigilanza può approvare o respingere le obiezioni o le modifiche dell'AESFEM. Analogamente, vi è la necessità di riflettere meglio i mandati delle banche centrali di emissione per quanto concerne le loro responsabilità in materia di politica monetaria, in considerazione dei potenziali rischi che il malfunzionamento di una CCP potrebbe comportare per l'attuazione della politica monetaria dell'Unione e la promozione del regolare funzionamento dei sistemi di pagamento.

(21 bis)  Le banche centrali di emissione interessate dovrebbero essere consultate dall'AESFEM o dall'autorità competente, a seconda dei casi, per talune decisioni▌, in particolare quando queste riguardano le modalità di pagamento e di regolamento delle CCP e le relative procedure per la gestione del rischio di liquidità per le operazioni denominate nella moneta della banca centrale di emissione in questione. Alla conclusione del periodo di consultazione delle banche centrali di emissione, l'AESFEM o l'autorità competente dovrebbero compiere ogni sforzo per conformarsi alle modifiche proposte dalle banche centrali. Se il progetto di decisione non tiene conto delle modifiche proposte da una banca centrale di emissione, l'AESFEM o l'autorità competente ne informa la banca centrale di emissione interessata, per iscritto, motivando in modo esauriente la sua decisione e dando delucidazioni su ogni eventuale scostamento significativo da tali modifiche.

(22)  Al fine di consentire all'AESFEM di svolgere i propri compiti in relazione alle CCP in modo efficace, sia le CCP dell'Unione che quelle dei paesi terzi dovrebbero versare commissioni per le attività di vigilanza per i compiti amministrativi e di vigilanza svolti dall'AESFEM. Tali commissioni dovrebbero essere proporzionate al fatturato della CCP interessata e riguardare le domande di autorizzazione delle CCP dell'Unione, le domande di riconoscimento delle CCP dei paesi terzi e le commissioni annuali associate alle funzioni la cui responsabilità compete all'AESFEM. La Commissione dovrebbe specificare ulteriormente in un atto delegato il tipo di commissioni, le fattispecie per cui sono esigibili, il loro importo e le loro modalità di pagamento da parte delle CCP autorizzate e richiedenti dell'Unione e dalle CCP riconosciute dei paesi terzi.

(23)  Dovrebbero inoltre essere rivisti i meccanismi di vigilanza previsti dal presente regolamento per quanto concerne le CCP dei paesi terzi che offrono servizi di compensazione nell'Unione. È necessario migliorare l'accesso alle informazioni, la capacità di effettuare ispezioni in loco e la possibilità di condivisione delle informazioni sulle CCP dei paesi terzi tra le autorità interessate dell'Unione e degli Stati membri, per evitare importanti implicazioni per la stabilità finanziaria per i soggetti dell'Unione. Vi è inoltre il rischio che non sia possibile tenere conto dei cambiamenti delle regole di una CCP di un paese terzo o del quadro normativo di un paese terzo e che ciò si ripercuota negativamente sui risultati di regolamentazione o di vigilanza, determinando così condizioni di disparità tra le CCP dell'Unione e quelle dei paesi terzi.

(24)  Una quantità significativa di strumenti finanziari denominati nelle valute degli Stati membri è liquidata da CCP riconosciute di paesi terzi. Questa quantità aumenterà notevolmente quando il Regno Unito lascerà l'Unione e le CCP ivi stabilite non saranno più disciplinate dalle disposizioni del presente regolamento. Gli accordi di cooperazione concordati in sede di collegi delle autorità di vigilanza non saranno più soggetti alle garanzie e alle procedure previste dal presente regolamento, ivi compresa la Corte di giustizia dell'Unione europea. Questo comporta notevoli sfide per le autorità dell'Unione e degli Stati membri per quanto concerne la salvaguardia della stabilità finanziaria.

(25)  Nel quadro dell'impegno per l'integrazione dei mercati finanziari, la Commissione dovrebbe continuare a determinare tramite decisioni di equivalenza che il quadro giuridico e di vigilanza di paesi terzi soddisfa i requisiti del regolamento (UE) n. 648/2012. Per migliorare l'attuazione dell'attuale regime di equivalenza in relazione alle CCP, la Commissione dovrebbe, se necessario, poter specificare ulteriormente i criteri per valutare l'equivalenza dei regimi delle CCP di paesi terzi. È inoltre necessario che l'AESFEM sia incaricata della supervisione degli sviluppi normativi e di vigilanza dei regimi delle CCP dei paesi terzi che sono stati ritenuti equivalenti dalla Commissione. Ciò al fine di garantire che i criteri di equivalenza ed eventuali condizioni specifiche per il loro impiego continuino ad essere soddisfatti dai paesi terzi. È opportuno che l'AESFEM riferisca alla Commissione in forma riservata.

(26)  La Commissione attualmente può modificare, sospendere, rivedere o revocare una decisione di equivalenza in qualsiasi momento, in particolare nel caso in cui gli sviluppi che si verificano in un paese terzo incidano in modo sostanziale sugli elementi valutati in conformità con i requisiti di equivalenza a norma del regolamento in oggetto. Quando le autorità interessate di un paese terzo non collaborano più in buona fede con l'AESFEM o altre autorità di vigilanza dell'Unione o non soddisfano costantemente i requisiti di equivalenza applicabili, la Commissione può anche, tra l'altro, emanare una comunicazione nei confronti di un'autorità del paese terzo o pubblicare una raccomandazione specifica. La Commissione, qualora decida, in qualsiasi momento, di revocare l'equivalenza di un paese terzo, può rinviare la data di applicazione di tale decisione per contrastare i rischi per la stabilità finanziaria o per evitare perturbazioni del mercato. In aggiunta a queste competenze, di cui dispone attualmente, la Commissione dovrebbe inoltre poter fissare condizioni specifiche per garantire il rispetto su base continuativa dei criteri di equivalenza da parte del paese terzo a cui si riferisce la decisione di equivalenza. La Commissione dovrebbe inoltre poter stabilire condizioni intese ad assicurare che l'AESFEM possa esercitare efficacemente le sue responsabilità in relazione alle CCP dei paesi terzi riconosciute ai sensi del regolamento in oggetto o in relazione al monitoraggio degli sviluppi normativi e di vigilanza nei paesi terzi che siano rilevanti per le decisioni di equivalenza adottate.

(27)  In considerazione della crescente dimensione transfrontaliera delle CCP e delle interconnessioni del sistema finanziario dell'Unione, è necessario migliorare la capacità dell'Unione di individuare, monitorare e attenuare i rischi potenziali legati alle controparti centrali dei paesi terzi. Il ruolo dell'AESFEM dovrebbe quindi essere rafforzato per vigilare efficacemente sulle CCP dei paesi terzi che chiedono il riconoscimento per prestare servizi nell'Unione. Dovrebbe inoltre essere migliorato il coinvolgimento delle banche centrali di emissione dell'Unione nel riconoscimento e nella vigilanza delle CCP dei paesi terzi che operano nella loro valuta. Pertanto le banche centrali di emissione dell'Unione dovrebbero essere consultate in merito ad alcuni aspetti che incidono sulle loro responsabilità di politica monetaria in relazione a strumenti finanziari denominati in valute dell'Unione che sono compensati in misura significativa in CCP situate al di fuori dell'Unione.

(28)  Dopo che la Commissione ha determinato l'equivalenza del quadro giuridico e di vigilanza di un paese terzo rispetto al quadro dell'Unione, la procedura per riconoscere le CCP di quel paese terzo dovrebbe tenere conto dei rischi posti da tali CCP per la stabilità finanziaria dell'Unione o per lo Stato membro.

(29)  Nel valutare la domanda di riconoscimento di una CCP di un paese terzo, l'AESFEM dovrebbe valutare il livello di rischio sistemico che la CCP presenta per la stabilità finanziaria dell'Unione o per uno o più dei suoi Stati membri. Nell'effettuare tale valutazione, l'AESFEM dovrebbe tenere conto delle attività svolte dalla CCP nell'Unione, così come delle altre attività della CCP fuori dall'Unione nella misura in cui tali attività possono influire sulla complessità generale della CCP.

(29 bis)  L'AESFEM dovrebbe valutare il livello di rischio sistemico che la CCP che chiede il riconoscimento presenta per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri, sulla base di criteri oggettivi e trasparenti definiti nel presente regolamento. Tali criteri dovrebbero essere ulteriormente specificati mediante un atto delegato della Commissione. Tale atto delegato dovrebbe tenere conto, nella definizione dei criteri, della natura delle operazioni compensate dalla CCP, comprese la loro complessità, la volatilità dei prezzi e la scadenza media, nonché la trasparenza e la liquidità dei mercati interessati e la misura in cui le attività di compensazione della CCP sono denominate in euro o in un'altra valuta dell'Unione. Al riguardo, le caratteristiche specifiche concernenti taluni contratti derivati del settore agricolo quotati ed eseguiti sui mercati regolamentati di paesi terzi, che si riferiscono a mercati che operano in gran parte per controparti non finanziarie nazionali in tale paese terzo che gestiscono i loro rischi commerciali attraverso tali contratti, possono rappresentare un rischio trascurabile per i partecipanti diretti e le sedi di negoziazione nell'Unione, in quanto presentano un basso livello di interconnessione sistemica con il resto del sistema finanziario. Se un quadro di risanamento e risoluzione delle CCP è in vigore nel paese terzo di stabilimento della CCP che chiede il riconoscimento, l'AESFEM dovrebbe altresì prendere in considerazione tale elemento nella sua analisi del grado di rischio sistemico che la CCP presenta per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri.

(30)  Le CCP che non rivestono un'importanza sistemica per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri dovrebbero essere considerate CCP di classe 1. Le CCP che sono o potrebbero diventare di importanza sistemica per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri dovrebbero essere considerate CCP di classe 2. Se l'AESFEM accerta che una CCP di un paese terzo non riveste un'importanza sistemica per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri, a tale CCP dovrebbero applicarsi le condizioni di riconoscimento esistenti a norma del regolamento (UE) n. 648/2012. Se l'AESFEM accerta che una CCP di un paese terzo riveste un'importanza sistemica, dovrebbero essere stabiliti requisiti aggiuntivi proporzionati al livello di rischio presentato da tale CCP. L'AESFEM dovrebbe riconoscere una CCP soltanto se essa è conforme a tali requisiti.

(31)  I requisiti aggiuntivi dovrebbero comprendere taluni requisiti prudenziali di cui al regolamento (UE) n. 648/2012, che mirano ad aumentare la sicurezza e l'efficienza delle CCP. L'AESFEM dovrebbe essere direttamente responsabile di assicurare che le CCP dei paesi terzi di importanza sistemica soddisfino tali requisiti. I relativi requisiti dovrebbero altresì consentire all'AESFEM di vigilare tale CCP in maniera piena ed effettiva.

(32)  Per garantire il corretto coinvolgimento della banca centrale (o delle banche centrali) di emissione, le CCP dei paesi terzi di importanza sistemica dovrebbero anche soddisfare gli eventuali requisiti pertinenti che la banca centrale (o le banche centrali) di emissione ritenga necessari quali previsti nel presente regolamento. La banca centrale (o le banche centrali) di emissione dovrebbe comunicare all'AESFEM se la CCP rispetta tali requisiti aggiuntivi ▌entro 150 giorni dalla presentazione della domanda completa da parte della CCP▌.

(32 bis)  Nel caso in cui una banca centrale di emissione decida di imporre un requisito aggiuntivo a una CCP di un paese terzo di rilevanza sistemica, dovrebbe adoperarsi per rendere la propria decisione il più trasparente possibile, pur nel dovuto rispetto della necessità di tutelare informazioni riservate o sensibili.

(32 ter)  Le banche centrali di emissione dovrebbero valutare la resilienza delle CCP di paesi terzi riconosciute agli sviluppi negativi dei mercati, tenuto conto del rischio che rappresentano per la stabilità della moneta della banca centrale di emissione, la trasmissione della politica monetaria e il buon funzionamento dei sistemi di pagamento. In tali casi, la cooperazione e lo scambio di informazioni tra l'AESFEM e le banche centrali di emissione dovrebbero essere garantiti per evitare doppioni.

(32 quater)  Situazioni eccezionali che interessano la trasmissione della politica monetaria o il buon funzionamento dei sistemi di pagamento possono, nella misura in cui è consentito nell'ambito del quadro istituzionale di una banca centrale di emissione, richiedere che alle CCP dei paesi terzi di importanza sistemica siano imposti requisiti relativi al rischio di liquidità, alle modalità di regolamento, ai margini, alle garanzie o agli accordi in materia di interoperabilità. In tali situazioni, le banche centrali di emissione e l'ESMA dovrebbero collaborare e condividere le informazioni, e in particolare la loro valutazione dei rischi che la situazione comporta e la sua possibile durata, nonché gli effetti previsti dei requisiti da imporre.

(32 quinquies)  La cooperazione e lo scambio di informazioni tra l'Unione e le autorità di vigilanza dei paesi terzi sono essenziali al fine di garantire un'efficace vigilanza delle CCP dei paesi terzi e consentire a tutte le autorità competenti di reagire a situazioni di emergenza in modo coordinato, efficace ed efficiente. Pertanto, l'ESMA dovrebbe istituire accordi di cooperazione con le autorità competenti interessate dei paesi terzi le cui disposizioni legislative e di vigilanza sono state riconosciute equivalenti al presente regolamento, che dovrebbero riguardare tutti gli elementi necessari per garantire, tra l'altro, il corretto scambio di informazioni, il coordinamento delle attività di controllo, l'efficace monitoraggio degli sviluppi regolamentari e di vigilanza nel paese terzo e una cooperazione efficace in situazioni di emergenza.

(33)  Il livello di rischio posto da una CCP di importanza sistemica al sistema finanziario e alla stabilità dell'Unione è variabile. I requisiti per le CCP di importanza sistemica dovrebbero pertanto essere applicati in maniera proporzionata ai rischi che la CCP può porre per l'Unione. Qualora l'AESFEM, di concerto con la banca centrale (o le banche centrali) di emissione interessata, concluda che una CCP di un paese terzo riveste una tale importanza sistemica che il rispetto dei requisiti aggiuntivi di cui al presente regolamento non affronta in modo adeguato il rischio per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri, l'AESFEM dovrebbe avere il diritto di raccomandare alla Commissione di non riconoscere tale CCP e identificare servizi o attività di compensazione specifici che ritiene debbano essere forniti solo ai partecipanti diretti ed alle sedi di negoziazione stabilite nell'Unione da una CCP autorizzata ai sensi del presente regolamento. Sulla base di tale raccomandazione, la Commissione dovrebbe poter adottare un atto delegato in cui dichiara che alcuni o tutti i servizi forniti dalla CCP saranno forniti unicamente ai partecipanti diretti e alle sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione e solo da una CCP stabilita nell'Unione e autorizzata come tale. Dovrebbe essere possibile specificare in tale atto delegato un periodo di adattamento sufficiente per la CCP, i suoi partecipanti diretti e i loro clienti, insieme alle condizioni alle quali la CCP può essere temporaneamente riconosciuta durante tale periodo di adattamento e qualsiasi misura che dovrebbe essere adottata durante tale periodo, al fine di limitare i costi potenziali per i partecipanti diretti e i loro clienti, in particolare quelli con sede nell'Unione.

(34)  L'AESFEM dovrebbe riesaminare periodicamente il riconoscimento delle CCP dei paesi terzi e la loro classificazione come CCP di classe 1 o di classe 2. A tale riguardo, l'AESFEM dovrebbe prendere in considerazione, tra l'altro, le modifiche relative alla natura, alle dimensioni e alla complessità delle attività delle CCP dei paesi terzi. Tale riesame dovrebbe essere effettuato almeno ogni due anni o ogni cinque anni in funzione della misura in cui gli strumenti finanziari compensati dalla CCP sono espressi in valute dell'Unione. Il riesame dovrebbe essere effettuato anche ogni volta che una CCP di paesi terzi riconosciuta estende la gamma delle sue attività e dei suoi servizi nell'Unione. A seguito di tale riesame, fatto salvo il diritto di raccomandare alla Commissione di non riconoscere tale CCP, l'AESFEM dovrebbe essere in grado di riclassificare una CCP dalla classe 1 alla classe 2 o viceversa. In caso di riclassificazione dalla classe 1 alla classe 2, dovrebbe essere consentito un periodo di adattamento.

(35)  L'AESFEM dovrebbe inoltre poter tenere conto della misura in cui la conformità di una CCP di un paese terzo di importanza sistemica ai requisiti applicabili in tale paese terzo sia comparabile alla conformità di detta CCP ai requisiti del regolamento (UE) n. 648/2012. Nel condurre tale valutazione, l'AESFEM dovrebbe considerare, ove opportuno, se la Commissione ha adottato atti di esecuzione che stabiliscono che le disposizioni legislative e di vigilanza del paese terzo in cui è stabilita la CCP sono equivalenti a quelle del presente regolamento e tutte le condizioni cui l'applicazione di tale atto di esecuzione può essere soggetta. Al fine di garantire la proporzionalità, l'AESFEM dovrebbe anche considerare, nel condurre tale valutazione, in che misura gli strumenti finanziari compensati dalla CCP sono denominati in valute dell'Unione. La Commissione dovrebbe adottare un atto delegato che specifichi ulteriormente le modalità e le condizioni per valutare tale conformità comparabile.

(36)  Occorre che l'AESFEM disponga di tutti i poteri necessari a vigilare sulle CCP dei paesi terzi riconosciute per garantirne la continua conformità ai requisiti del regolamento (UE) n. 648/2012. In alcuni settori la banca centrale (o le banche centrali) di emissione interessata dovrebbe essere consultata in merito agli aspetti del progetto di decisione relativi alla valuta di emissione. Alla conclusione del periodo di consultazione delle banche centrali di emissione, il comitato di vigilanza delle CCP dovrebbe compiere ogni sforzo per conformarsi alle modifiche da esse proposte. Qualora non tenga conto, nel suo progetto di decisione da presentare al consiglio delle autorità di vigilanza, delle modifiche proposte da una banca centrale di emissione, il comitato di vigilanza delle CCP ne informa la banca centrale di emissione interessata, per iscritto, motivando in modo esauriente la sua decisione e dando delucidazioni su ogni eventuale scostamento significativo dalle modifiche proposte.

(36 bis)  Al fine di agevolare lo scambio di informazioni per quanto riguarda le CCP di paesi terzi, è opportuno istituire collegi per tali CCP. Tali collegi dovrebbero riunire i membri permanenti del comitato di vigilanza della CCP, le autorità competenti degli Stati membri, le banche centrali di emissione e le autorità di vigilanza di enti stabiliti nell'Unione sui quali le operazioni delle CCP di paesi terzi potrebbero avere un impatto, vale a dire i partecipanti diretti, le sedi di negoziazione e i depositari centrali di titoli. I collegi per le CCP di paesi terzi possono chiedere al presidente del comitato di vigilanza delle CCP di discutere temi specifici relativi a una CCP stabilita in un paese terzo.

(38)  L'AESFEM dovrebbe poter imporre sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento per obbligare le CCP dei paesi terzi a porre fine a una violazione, a fornire in maniera completa e accurata le informazioni richieste dall'AESFEM o a sottoporsi a indagini o a ispezioni in loco.

(39)  L'AESFEM dovrebbe poter infliggere sanzioni amministrative pecuniarie alle CCP di classe 1 e di classe 2 qualora risulti che abbiano violato il presente regolamento, intenzionalmente o per negligenza, fornendo all'AESFEM informazioni inesatte o fuorvianti. Inoltre l'AESFEM dovrebbe poter infliggere sanzioni amministrative pecuniarie alle CCP di classe 2 qualora risulti che abbiano violato, intenzionalmente o per negligenza, i requisiti aggiuntivi ad esse applicabili in virtù del presente regolamento.

(40)  Le sanzioni amministrative pecuniarie dovrebbero essere irrogate proporzionalmente alla gravità della violazione. Le violazioni dovrebbero essere divise in più categorie, per ciascuna delle quali dovrebbero esistere specifiche sanzioni amministrative pecuniarie. Al fine del calcolo della sanzione amministrativa pecuniaria dovuta per una data violazione, l'AESFEM dovrebbe ricorrere a un sistema articolato in due fasi, consistente nello stabilire un importo di base da modulare, all'occorrenza, in funzione di determinati coefficienti. L'importo di base dovrebbe essere fissato tenendo conto del fatturato annuo delle CCP dei paesi terzi in questione. L'importo di base dovrebbe essere quindi aumentato o ridotto tramite l'applicazione dei coefficienti pertinenti, conformemente al presente regolamento.

(41)  Il presente regolamento dovrebbe fissare coefficienti modulati in funzione delle circostanze aggravanti o attenuanti per dare all'AESFEM gli strumenti necessari per decidere una sanzione amministrativa pecuniaria proporzionata alla gravità della violazione commessa da una CCP di un paese terzo, tenendo conto delle circostanze in cui è stata commessa la violazione.

(42)  La decisione di imporre sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento dovrebbe basarsi su un'indagine indipendente.

(43)  Prima di decidere l'imposizione di sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento, l'AESFEM dovrebbe concedere alle persone interessate dal procedimento la possibilità di essere sentite, al fine di rispettare il loro diritto alla difesa.

(44)  L'AESFEM dovrebbe astenersi dall'imporre sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento laddove una sentenza di assoluzione o condanna per fatti identici o sostanzialmente analoghi sia passata in giudicato in esito a un procedimento penale di diritto interno.

(45)  Le decisioni dell'AESFEM relative all'imposizione di sanzioni amministrative pecuniarie e sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento dovrebbero essere esecutive e la loro esecuzione dovrebbe essere soggetta alle norme di procedura civile vigenti nello Stato sul cui territorio ha luogo. Le norme di procedura civile non dovrebbero comprendere norme di procedura penale, ma potrebbero comprendere norme di procedura amministrativa.

(46)  In caso di violazione commessa da una CCP di classe 2, è opportuno che l'AESFEM abbia la facoltà di applicare una serie di misure di vigilanza, comprese la richiesta alla CCP di classe 2 di porre fine alla violazione e, come ultima ratio, la revoca del riconoscimento in caso di violazioni gravi o ripetute del presente regolamento. È necessario che le misure di vigilanza siano applicate dall'AESFEM tenendo conto della natura e della gravità della violazione e nel rispetto del principio di proporzionalità. Prima di adottare una decisione in merito a misure di vigilanza, l'AESFEM dovrebbe concedere alle persone interessate dal procedimento la possibilità di essere sentite, al fine di rispettare il loro diritto alla difesa.

(47)  La convalida delle modifiche significative ai modelli e ai parametri adottati per calcolare i requisiti di margine delle CCP, i contributi al fondo di garanzia in caso di inadempimento, i requisiti in materia di garanzie e altri meccanismi di controllo dei rischi dovrebbe essere in linea con il nuovo obbligo del previo assenso dell'AESFEM a talune decisioni dell'autorità nazionale competente per quanto riguarda le CCP stabilite nell'Unione. Per semplificare la procedura di convalida del modello, una convalida da parte dell'autorità nazionale competente che è soggetta al previo assenso dell'AESFEM dovrebbe sostituire le due convalide che l'autorità nazionale competente e l'AESFEM erano tenute ad effettuare in modo indipendente. Inoltre dovrebbe essere chiarita l'interazione tra tale convalida e la decisione del collegio. L'adozione preliminare di una modifica significativa di tali modelli o parametri dovrebbe essere possibile, se necessario, in particolare qualora sia necessaria una modifica rapida per garantire la solidità della gestione dei rischi della CCP.

(48)  Il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea dovrebbe essere delegato alla Commissione per quanto riguarda la precisazione ulteriore del tipo di commissioni, le fattispecie per cui sono esigibili, il loro importo e le loro modalità di pagamento; l'indicazione delle condizioni alle quali sono specificati i criteri per determinare se una CCP di un paese terzo è o potrebbe diventare di importanza sistemica per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri e l'indicazione dei criteri in base ai quali si ritiene che una CCP rivesta un'importanza sistemica significativa; l'indicazione dei requisiti aggiuntivi che le banche centrali di emissione possono imporre ad una CCP di importanza sistemica di un paese terzo; l'indicazione che i servizi prestati da una CCP di un paese terzo sono prestati unicamente previa autorizzazione, conformemente all'articolo 14, e ogni relativo periodo di adattamento; l'ulteriore specificazione dei criteri da usare nelle valutazioni di equivalenza dei paesi terzi; la precisazione del modo in cui determinati requisiti devono essere rispettati dalle CCP di paesi terzi e a quali condizioni; ulteriori norme procedurali relative all'imposizione di sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento, comprese le disposizioni sui diritti della difesa, i termini, la riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie o delle sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento e i termini di prescrizione per l'imposizione e l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie o delle sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento; interventi di modifica dell'allegato IV per tener conto degli sviluppi sui mercati finanziari.

(49)  È opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione per garantire condizioni uniformi di attuazione del presente regolamento, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento delle CCP dei paesi terzi e l'equivalenza dei quadri giuridici dei paesi terzi.

(50)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, ossia aumentare la sicurezza e l'efficienza delle CCP stabilendo requisiti uniformi per le loro attività, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri, ma piuttosto, a motivo della sua portata e dei suoi effetti, può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(51)  L'esercizio da parte dell'AESFEM del potere di riconoscere le CCP dei paesi terzi come CCP di classe 1 o di classe 2 dovrebbe essere rinviato fino all'ulteriore precisazione dei criteri volti a consentire di valutare se una CCP di un paese terzo sia o possa diventare di importanza sistemica per il sistema finanziario dell'UE o di uno o più dei suoi Stati membri.

(52)  È opportuno pertanto modificare di conseguenza i regolamenti (UE) n. 1095/2010 e (UE) n. 648/2012,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 2

Modifiche del regolamento (UE) n. 648/2012

Il regolamento (UE) n. 648/2012 è così modificato:

1.  all'articolo 6, paragrafo 2, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) le CCP autorizzate in conformità all'articolo 17 o riconosciute in conformità all'articolo 25 e, rispettivamente, la data di autorizzazione o riconoscimento indicante che le CCP sono autorizzate o riconosciute ai fini dell'obbligo di compensazione;".

1 bis.  All'articolo 15 sono inseriti i seguenti paragrafi:

"1 bis. Ai fini del paragrafo 1, l'estensione dell'ambito operativo a nuove attività o nuovi servizi esige un'estensione dell'autorizzazione se sussiste una delle seguenti condizioni:

a) il nuovo servizio o la nuova attività espone la CCP a nuovi o maggiori rischi;

b) il nuovo servizio è prestato o la nuova attività ha luogo rispetto a una categoria di strumenti finanziari con un profilo di rischio diverso o con differenze materiali rispetto ai prodotti già compensati dalla CCP;

c) il nuovo servizio è prestato o la nuova attività ha luogo rispetto a una categoria di strumenti finanziari non specificati nella decisione di autorizzazione della CCP.

1 ter. Al fine di garantire condizioni uniformi di applicazione del paragrafo 1, l'AESFEM, in stretta collaborazione con il SEBC, elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione che stabiliscono un elenco di indicatori che definiscano ulteriormente le condizioni di cui al paragrafo 1 bis.

L'AESFEM presenta detti progetti di norme tecniche di regolamentazione alla Commissione entro ... [12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo]. Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.".

2.  All'articolo 17, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Entro trenta giorni lavorativi dal ricevimento della domanda, l'autorità competente, in consultazione con l'AESFEM, accerta che la stessa sia completa. Se la domanda è incompleta, l'autorità competente fissa un termine entro il quale la CCP richiedente deve trasmettere informazioni supplementari. Al ricevimento di tali informazioni supplementari, l'autorità competente trasmette immediatamente queste ultime all'AESFEM e al collegio istituito in conformità all'articolo 18, paragrafo 1. Una volta accertato, in consultazione con l'AESFEM, che la domanda è completa, l'autorità competente ne dà comunicazione alla CCP richiedente e ai membri del collegio.".

2 bis.  All'articolo 17, paragrafo 4, il quarto comma è sostituito dal seguente:

"Se non si riesce a raggiungere un accordo su un parere comune secondo il disposto del terzo comma e in caso di parere negativo di una maggioranza semplice del collegio, una delle autorità competenti interessate ▌ può rinviare la questione all'AESFEM ai sensi dell'articolo 19 del regolamento (UE) n. 1095/2010 entro trenta giorni di calendario dall'adozione del parere negativo.";

3.  L'articolo 18 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Entro trenta giorni di calendario dalla presentazione della domanda completa in conformità all'articolo 17, l'autorità competente della CCP istituisce un collegio per facilitare l'esercizio delle funzioni di cui agli articoli 15, 17, 49, 51 e 54.

Il presidente del comitato di vigilanza delle CCP di cui all'articolo 22 bis presiede e gestisce il collegio.";

(b)  al paragrafo 2, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a) i membri permanenti del comitato di vigilanza delle CCP di cui all'articolo 22 bis, paragrafo 2, lettera a);";

(c)  al paragrafo 2, la lettera c) è sostituita dalla seguente:

"c) le autorità competenti responsabili della vigilanza dei tre partecipanti diretti della CCP con il maggior contributo al fondo di garanzia in caso di inadempimento della CCP previsto all'articolo 42, su base aggregata e nell'arco di un anno, compresa, se del caso, la BCE nel quadro delle funzioni conferitele relativamente alla vigilanza prudenziale degli enti creditizi nell'ambito del meccanismo di vigilanza unico a norma del regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio(14), se tali autorità manifestano interesse a partecipare al collegio;";

(c bis)  al paragrafo 2, è aggiunta la seguente lettera c bis):

"c bis) le autorità competenti dei partecipanti diretti diverse da quelle di cui alla lettera c), previo consenso dell'autorità competente della CCP. Tali autorità competenti richiedono il consenso dell'autorità competente della CCP per partecipare al collegio, motivando la richiesta sulla base della valutazione dell'impatto che le difficoltà finanziarie di una CCP potrebbero avere sulla stabilità finanziaria del mercato locale della sua valuta di emissione. Qualora non accolga la richiesta, l'autorità competente della CCP fornisce motivazioni complete e dettagliate per iscritto.";

(c ter)  al paragrafo 4, è aggiunta la seguente lettera c bis):

"c bis)  la preparazione di un parere per il comitato di vigilanza delle CCP laddove tale comitato è tenuto a prestare il proprio consenso o è consultato ai sensi dell'articolo 21 bis;";

(c quater)  è inserito il seguente paragrafo 4 bis:

"Laddove qualsiasi membro del collegio valuti, sulla base delle informazioni scambiate a norma della lettera b), che le pratiche di gestione dei rischi di una CCP non siano conformi a tutti i requisiti previsti dal presente regolamento o comportino altre carenze per la sua resilienza, tale membro può informare l'autorità competente e il collegio al riguardo e chiedere che la questione sia discussa in seno al collegio. Successivamente il presidente del collegio può inserire all'ordine del giorno della prossima riunione del collegio una discussione sulla questione identificata dal membro del collegio. In seguito alla discussione, se almeno un terzo dei membri del collegio diversi da colui che ha originariamente richiesto la discussione sostengono l'elaborazione di una raccomandazione per trattare la questione identificata e migliorare la resilienza della CCP, il presidente chiede al collegio di elaborare tale raccomandazione.

Il collegio può adottare la raccomandazione di cui al primo comma a maggioranza semplice dei suoi membri.

Entro 30 giorni dall'adozione della raccomandazione da parte del collegio, l'AESFEM valuta la questione e la raccomandazione e decide se richiedere interventi specifici di vigilanza di cui all'articolo 21 bis, paragrafo 3.

Essa informa immediatamente l'autorità competente e il collegio. L'autorità competente tiene informato il collegio di qualsiasi intervento successivo o dell'assenza di interventi riguardo alla raccomandazione.

Qualora l'autorità competente non intervenga entro 90 giorni dall'adozione della raccomandazione e laddove il mancato intervento possa comportare la non conformità ai requisiti di cui al presente regolamento, qualsiasi membro del collegio può rinviare la questione all'AESFEM a norma dell'articolo 19 del regolamento (UE) n. 1095/2010, entro 30 giorni dalla fine del periodo di 90 giorni.".

(c quinquies)  il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:

"6. Per garantire il funzionamento coerente e uniforme dei collegi in tutta l'Unione, l'AESFEM elabora, in stretta cooperazione con il SEBC, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare le condizioni alle quali le valute dell'Unione di cui al paragrafo 2, lettera h), sono da considerare le principali e precisare le modalità pratiche di cui al paragrafo 5.

L'AESFEM presenta tali progetti di norme tecniche di regolamentazione alla Commissione entro [un anno dalla data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo].

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.".

3 bis.  All'articolo 19, è inserito il seguente paragrafo 1 bis:

"1 bis. Su richiesta di qualsiasi membro del collegio e previa adozione a maggioranza da parte del collegio, il parere può includere raccomandazioni volte a migliorare la resilienza della CCP.".

4.  All'articolo 19, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Il parere di maggioranza del collegio è adottato a maggioranza semplice dei suoi membri.

Qualora un collegio sia costituito da un massimo di dodici membri, votano non più di due membri appartenenti allo stesso Stato membro e ogni membro votante dispone di un solo voto. Qualora un collegio sia costituito da più di dodici membri, votano non più di tre membri appartenenti allo stesso Stato membro e ogni membro votante dispone di un solo voto.

Se è membro del collegio in forza dell'articolo 18, paragrafo 2, lettere a), c) e h), la BCE esprime il seguente numero di voti:

i) un massimo di 2 voti in collegi fino a 12 membri;

ii) un massimo di 3 voti in collegi con più di 12 membri.

Il rappresentante della Commissione è un membro senza diritto di voto. Il presidente del comitato di vigilanza delle CCP dispone di un voto, il vicepresidente e i direttori del comitato di vigilanza delle CCP sono membri dei collegi senza diritto di voto.".

5.  All'articolo 20, il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:

"6. L'autorità competente della CCP trasmette all'AESFEM e ai membri del collegio il proprio progetto di decisione, pienamente motivata, che tiene conto delle riserve dei membri del collegio.".

6.  L'articolo 21 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Fatto salvo il ruolo del collegio, le autorità competenti di cui all'articolo 22, in stretta collaborazione con l'AESFEM, riesaminano le disposizioni, le strategie, le procedure e i meccanismi attuati dalle CCP per conformarsi al presente regolamento e valutano i rischi, che comprendono, come minimo, i rischi finanziari, operativi e informatici, ai quali le CCP sono o potrebbero essere esposte.";

(b)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. L'AESFEM stabilisce la frequenza e l'accuratezza del riesame e della valutazione di cui al paragrafo 1 tenendo conto in particolare delle dimensioni, dell'importanza sistemica, della natura, della scala, della complessità delle attività e dell'interconnessione con altre infrastrutture dei mercati finanziari delle CCP interessate. Il riesame e la valutazione sono aggiornati almeno una volta l'anno.

Le CCP sono soggette a opportune ispezioni in loco, ove necessario. Il personale dell'AESFEM può decidere di partecipare a tali ispezioni in loco.

L'autorità competente trasmette all'AESFEM tutte le informazioni ricevute dalle CCP e chiede alla pertinente CCP di fornire tutte le informazioni richieste dall'AESFEM che l'autorità competente non riesce a fornire.".

(b bis)  al paragrafo 6, secondo comma, la lettera a) è sostituita da:

"a) conduce un'analisi inter pares delle attività di vigilanza di tutte le autorità competenti in relazione all'autorizzazione e alla vigilanza delle CCP, come previsto dall'articolo 30 del regolamento (UE) n. 1095/2010, e un'analisi comparativa delle pratiche di gestione dei rischi di tutte le CCP autorizzate a norma dell'articolo 14 del presente regolamento; e".

7.  Al titolo III, capo 2, sono inseriti i seguenti articoli 21 bis, 21 ter e 21 quater:

"Articolo 21 bis

Procedure di cooperazione e di presa di decisioni relative alle CCP autorizzate

1. Le autorità competenti, nello svolgimento delle loro funzioni conformemente all'articolo 22, paragrafo 1:

a) preparano e presentano all'AESFEM, per approvazione, un progetto di decisione prima dell'adozione di una delle ▌ decisioni adottate a norma degli articoli 14, 15, 20, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36 e 49 del presente regolamento o nello svolgimento delle loro funzioni derivanti dai requisiti stabiliti a detti articoli;

b) preparano e presentano all'AESFEM, per consultazione, un progetto di decisione prima dell'adozione di una delle decisioni adottate a norma degli articoli 24 e 54 del presente regolamento o nello svolgimento delle loro funzioni derivanti dai requisiti stabiliti a detti articoli;

c) possono adottare, senza prima doverle trasmetterle all'AESFEM per approvazione o per consultazione, delle decisione adottate a norma degli articoli 7, 8, 16, 21, 26, 27, 28, 29, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 50, 51, 52 e 53 del presente regolamento e degli articoli 35 e 36 del regolamento (UE) n. 600/2014 o nello svolgimento delle loro funzioni derivanti dai requisiti stabiliti a detti articoli;

3. L'AESFEM trasmette alle autorità competenti qualsiasi informazione pertinente che può essere all'origine dell'adozione di una decisione di cui al paragrafo 1 e può richiedere interventi specifici di vigilanza, tra cui la revoca dell'autorizzazione. Le autorità competenti tengono informata l'AESFEM di ogni successiva azione o inazione.

4. Quando un progetto di decisione è presentato all'AESFEM per approvazione a norma del paragrafo 1, lettera a), l'assenso dell'AESFEM si considera ottenuto se quest'ultima non propone modifiche o obiezioni al progetto di decisione entro il termine massimo di 15 giorni di calendario a partire dalla notifica di tale progetto di decisione. Se propone modifiche o solleva obiezioni riguardo a un progetto di decisione, l'AESFEM fornisce motivazioni complete e dettagliate, per iscritto.

5. Se un progetto di decisione è presentato all'AESFEM per approvazione a norma del paragrafo 1, lettera a), e l'AESFEM propone modifiche, l'autorità competente può adottare solo la decisione modificata dall'AESFEM.

Se un progetto di decisione è presentato all'AESFEM per approvazione a norma del paragrafo 1, lettera a), e l'AESFEM solleva obiezioni riguardo a un progetto di decisione finale, l'autorità competente non adotta tale decisione.

6. Se un progetto di decisione è presentato all'AESFEM per approvazione a norma del paragrafo 1, lettera a), e l'autorità competente non concorda con la modifica proposta o con l'obiezione sollevata dall'AESFEM, entro cinque giorni tale autorità competente può presentare una richiesta motivata in tal senso al consiglio delle autorità di vigilanza di cui all'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1095/2010 per valutare l'obiezione o la modifica. Il consiglio delle autorità di vigilanza approva o respinge le obiezioni o le modifiche dell'AESFEM entro dieci giorni dalla richiesta e il paragrafo 5 si applica di conseguenza.

6 bis. Quando un progetto di decisione è presentato all'AESFEM per consultazione a norma del paragrafo 1, lettera b), l'AESFEM risponde alla consultazione entro il termine massimo di 15 giorni di calendario a partire dalla notifica di tale progetto di decisione.

6 ter. Se un progetto di decisione è presentato all'AESFEM per consultazione a norma del paragrafo 1, lettera b), l'autorità competente prende in debita considerazione i suggerimenti dell'AESFEM.

7. Fatti salvi i poteri della Commissione ai sensi dell'articolo 258 del TFUE, l'AESFEM può adottare una decisione indirizzata ad un partecipante ai mercati finanziari, imponendogli di prendere le misure necessarie per rispettare gli obblighi imposti dal diritto dell'Unione, tra cui la cessazione di ogni eventuale pratica, nei seguenti casi:

a) qualora un'autorità competente non si conformi alle disposizioni di cui al paragrafo 5, nel caso in cui l'AESFEM proponga modifiche o sollevi obiezioni in merito a un progetto di decisione finale;

b) qualora un'autorità competente, in seguito a una richiesta dell'AESFEM ai sensi del paragrafo 3, non prenda le misure richieste entro un termine ragionevole al punto da provocare una violazione, da parte del partecipante ai mercati finanziari, dei requisiti applicabili di cui ai titoli IV e V del presente regolamento.

Le decisioni adottate in virtù del primo comma prevalgono su qualsiasi decisione adottata in precedenza dalle autorità competenti sulla stessa materia.

Articolo 21 bis bis

Consultazione della banca centrale di emissione

Per quanto concerne le decisioni adottate a norma degli articoli 14, 15, 20, 41, 44, 46, 50 e 54, il comitato di vigilanza delle CCP consulta ciascuna banca centrale di emissione di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera h), in merito agli aspetti del progetto di decisione che riguardano la valuta emessa dalla banca interessata.

Ciascuna banca centrale di emissione risponde alla richiesta di consultazione entro 10 giorni lavorativi dalla trasmissione del progetto di decisione.

Se, visto l'articolo 24, il comitato di vigilanza delle CCP valuta che la situazione affrontata è una situazione di emergenza, il periodo di cui al comma precedente non supera le 24 ore.

Alla conclusione del periodo di consultazione delle banche centrali di emissione, il comitato di vigilanza delle CCP o la pertinente autorità competente compie ogni sforzo per conformarsi alle modifiche proposte dalle banche centrali di emissione.

Se un progetto di decisione è presentato all'AESFEM per approvazione, conformemente all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a), o per consultazione, conformemente all'articolo 21, paragrafo 1, lettera b), e se l'autorità competente non tiene conto, nel suo progetto di decisione da presentare al comitato di vigilanza delle CCP, delle modifiche proposte da una banca centrale di emissione, il comitato di vigilanza delle CCP ne informa la banca centrale di emissione interessata, per iscritto, motivando in modo esauriente la sua decisione e dando delucidazioni su ogni eventuale scostamento significativo dalle modifiche proposte.

Articolo 21 quaterCommissioni

1. Le CCP pagano le seguenti commissioni:

a) commissioni associate alla domanda di autorizzazione di cui all'articolo 17 o alla domanda di riconoscimento di cui all'articolo 25; e

c) commissioni annuali associate alle funzioni dell'AESFEM in conformità al presente regolamento.

1 bis. Le commissioni di cui al paragrafo 1 sono proporzionate al fatturato della CCP interessata e coprono interamente le spese necessarie dell'AESFEM relative all'autorizzazione o al riconoscimento della CCP e, se del caso, allo svolgimento delle sue funzioni in conformità del presente regolamento.

2. La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 82 al fine di specificare ulteriormente quanto segue:

a) i tipi di commissione;

b) gli atti per i quali esse sono esigibili;

c) l'importo delle commissioni;

c bis) le modalità di pagamento da parte dei seguenti soggetti:

i) le CCP stabilite nell'Unione che sono autorizzate o che presentano domanda di autorizzazione;

ii) le CCP stabilite nei paesi terzi che sono riconosciute in conformità all'articolo 25, paragrafo 2.".

7 bis.  Sono inseriti gli articoli seguenti:

"Articolo 22 bisComitato di vigilanza delle CCP dell'AESFEM

1. L'AESFEM istituisce un comitato interno permanente a norma dell'articolo 41 del regolamento (UE) n. 1095/2010, incaricato di preparare le decisioni ed eseguire i compiti relativi alla vigilanza delle controparti centrali dell'Unione e di paesi terzi (il comitato di vigilanza delle CCP).

Il comitato di vigilanza delle CCP presenta al consiglio delle autorità di vigilanza, per adozione, progetti di decisione completi in conformità dell'articolo 22 quater.

2. Il comitato di vigilanza delle CCP è composto da:

a) i seguenti membri permanenti:

i) il presidente, con diritto di voto;

ii) un vicepresidente, che svolge le funzioni del presidente in sua assenza, con diritto di voto;

iii) quattro direttori, con diritto di voto;

iv) un rappresentante della BCE, senza diritto di voto; e

v) un rappresentante della Commissione, senza diritto di voto;

b) i seguenti membri non permanenti, specifici per ciascuna CCP in relazione alla quale è convocato il comitato di vigilanza delle CCP:

i) un rappresentante dell'autorità competente di cui all'articolo 22 per ciascuna CCP stabilita nell'Unione rispetto alla quale è convocato il comitato di vigilanza delle CCP. Tali rappresentanti hanno diritto di voto ma, se uno Stato membro ha designato varie autorità competenti, tale Stato membro dispone unicamente di un diritto di voto a norma del presente punto;

ii) un rappresentante di ciascuna delle banche centrali di emissione interessate di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera h), per ciascuna CCP stabilita nell'Unione in relazione alla quale è convocato il comitato di vigilanza delle CCP, senza diritto di voto;

iii) quando il comitato di vigilanza delle CCP è convocato in relazione a decisioni o discussioni relative agli articoli 41, 44, 46, 50 e 54, i rappresentanti delle banche centrali di emissione delle valute dell'Unione compensate o da compensare dalla CCP in relazione alle quali è convocato il comitato di vigilanza delle CCP, che non sono membri a norma del punto ii), senza diritto di voto.

Il presidente può invitare a partecipare in qualità di osservatori alle riunioni del comitato di vigilanza delle CCP, se appropriato e necessario, altri membri del collegio della CCP interessata come previsto all'articolo 18, paragrafo 2.

Ove il comitato di vigilanza delle CCP esegua uno dei compiti di cui al paragrafo 3, lettera b), le autorità delle CCP di paesi terzi riconosciute dall'AESFEM in conformità dell'articolo 25 possono essere invitate, se e in quanto appropriato, in qualità di osservatori.

In fase di discussione delle decisioni relative all'articolo 25, paragrafi 2 bis e 2 quater, e agli articoli 25 ter, 41, 44 e 46, le banche centrali di emissione di strumenti finanziari compensati o da compensare dalla CCP di un paese terzo in relazione alle quali è convocato il comitato di vigilanza delle CCP, possono essere invitate a partecipare al comitato di vigilanza delle CCP in qualità di osservatori.

Le riunioni del comitato di vigilanza delle CCP sono convocate dal suo presidente di propria iniziativa o su richiesta di uno dei membri. Il comitato di vigilanza delle CCP si riunisce almeno cinque volte l'anno.

Quando non svolge compiti relativi a una specifica CCP stabilita nell'Unione, il comitato di vigilanza delle CCP è composto unicamente dai membri permanenti di cui alla lettera a) del presente paragrafo, da tutte le autorità di cui alla lettera b), punto i), e, se del caso, dalle banche centrali di emissione di cui alla lettera b), punto ii) del presente paragrafo.

3. Il comitato di vigilanza delle CCP è responsabile della preparazione dei progetti di decisione da presentare al consiglio delle autorità di vigilanza:

a) laddove L'AESFEM è tenuta a prestare il proprio consenso o è consultata a norma dell'articolo 21 bis; e

b) laddove l'AESFEM riconosce le CCP dei paesi terzi e vigila sulle stesse conformemente agli articoli 25, 25 bis, 25 ter, 25 quater, 25 quinquies, 25 sexies, 25 septies, 25 octies, 25 nonies, 25 decies, 25 undecies, 25 quaterdecies e 25 quindecies.

4. Il presidente del comitato di vigilanza della CCP e i direttori di cui all'articolo 22 bis, paragrafo 1, lettera a), punto i), sono professionisti indipendenti impiegati a tempo pieno. Essi sono nominati in base al merito, alle competenze, alle conoscenze in materia finanziaria, di post-negoziazione e di compensazione, nonché all'esperienza in materia di vigilanza e regolamentazione delle CCP.Sono scelti sulla base di una procedura di selezione aperta organizzata dalla Commissione, che rispetta i principi di equilibrio di genere, esperienza e qualifica. Il Parlamento europeo e il Consiglio sono debitamente e tempestivamente informati sulla procedura in ogni fase del suo svolgimento.

Il mandato del presidente, del vicepresidente e dei direttori del comitato di vigilanza delle CCP ha durata quinquennale ed è rinnovabile una volta. Il presidente, il vicepresidente e i direttori del comitato di vigilanza delle CCP non ricoprono alcuna altra carica a livello nazionale, dell'Unione o internazionale.

La Commissione, in consultazione con le autorità nazionali di vigilanza, fornisce al Parlamento europeo un elenco ristretto di candidati per le posizioni di presidente, vicepresidente e direttore e ne informa il Consiglio.

La Commissione presenta al Parlamento europeo, per approvazione, una proposta relativa alle nomine del presidente, del vicepresidente e dei direttori. Previa approvazione di tale proposta, il Consiglio adotta una decisione di esecuzione per nominare il presidente, il vicepresidente e i direttori del comitato di vigilanza delle CCP. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.

Se il presidente, il vicepresidente o uno dei direttori non soddisfa più le condizioni richieste per l'esercizio delle sue funzioni o ha commesso una colpa grave, il Consiglio può, su proposta della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo, adottare una decisione di esecuzione per rimuoverlo dall'incarico. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.

Il Parlamento europeo o il Consiglio possono comunicare alla Commissione che ritengono soddisfatte le condizioni per rimuovere dall'incarico il presidente del comitato di vigilanza delle CCP, il vicepresidente o uno dei direttori e la Commissione è tenuta a rispondere a tale comunicazione.

5. Il comitato di vigilanza delle CCP è sostenuto da apposito personale dotato di sufficienti conoscenze, competenze ed esperienza e riceve risorse adeguate dall'AESFEM per poter svolgere i propri compiti.

6. Il comitato di vigilanza delle CCP comunica al pertinente collegio di vigilanza il progetto completo di decisione che sottopone al consiglio delle autorità di vigilanza a norma del paragrafo 1.

7. Il comitato di vigilanza delle CCP provvede affinché i membri del collegio di cui all'articolo 18, paragrafo 2, le autorità di cui all'articolo 25, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 648/2012 e il CERS, conformemente all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1092/2010, abbiano accesso a tutte le informazioni necessarie per l'espletamento dei loro compiti.

Articolo 22 terIndipendenza

In relazione ai loro compiti, il presidente, il vicepresidente e i direttori del comitato di vigilanza delle CCP non chiedono né ricevono istruzioni da parte di istituzioni o organismi dell'Unione, dai governi degli Stati membri o da altri soggetti pubblici o privati. Né gli Stati membri, né le istituzioni o gli organismi dell'Unione, né altri soggetti pubblici o privati cercano di influenzare il presidente, il vicepresidente e i direttori del comitato di vigilanza delle CCP di cui all'articolo 22 bis, paragrafo 1, lettera a), punto i) nello svolgimento dei loro compiti. Conformemente allo statuto dei funzionari di cui all'articolo 68 del regolamento (UE) n. 1095/2010, il presidente, il vicepresidente e i direttori del comitato di vigilanza delle CCP di cui all'articolo 22 bis, paragrafo 1, lettera a), punto i), terminato l'incarico, sono tenuti ad osservare i doveri di onestà e delicatezza nell'accettare determinate funzioni o determinati vantaggi.

Il vicepresidente e i direttori del comitato di vigilanza delle CCP sono soggetti a un adeguato periodo transitorio prima di assumere l'incarico e dopo aver portato a termine il loro ruolo.

Articolo 22 quaterRelazione

1. Il Parlamento europeo o il Consiglio possono invitare il presidente, il vicepresidente o uno dei direttori del comitato di vigilanza delle CCP a fare una dichiarazione, nel pieno rispetto della loro indipendenza. Essi fanno una dichiarazione dinanzi al Parlamento europeo e rispondono a eventuali domande poste dai suoi membri ogni volta che viene loro richiesto.

2. Il presidente del comitato di vigilanza delle CCP trasmette al Parlamento europeo una relazione scritta sulle principali attività del comitato di vigilanza delle CCP, su richiesta e almeno quindici giorni prima della dichiarazione di cui al paragrafo 1.

3. Il presidente comunica per iscritto le eventuali informazioni pertinenti richieste all'occorrenza dal Parlamento.

4. Su richiesta, il presidente del comitato di vigilanza delle CCP tiene discussioni orali riservate a porte chiuse con il presidente e i vicepresidenti della commissione competente del Parlamento europeo quando tali discussioni sono necessarie all'esercizio dei poteri del Parlamento europeo ai sensi del TFUE.

5. Durante le indagini del Parlamento europeo, il comitato di vigilanza delle CCP collabora con il Parlamento europeo, nel rispetto del TFUE e dei regolamenti di cui all'articolo 226 TFUE. Entro sei mesi dalla nomina del presidente, del vicepresidente e dei direttori del comitato di vigilanza delle CCP, quest'ultimo e il Parlamento europeo concludono opportuni accordi sulle modalità pratiche dell'esercizio della responsabilità democratica e della supervisione sullo svolgimento dei compiti attribuiti al comitato di vigilanza delle CCP dal presente regolamento. Fatti salvi i poteri del Parlamento europeo in virtù dell'articolo 226 TFUE, tali accordi riguardano, tra l'altro, l'accesso alle informazioni, incluse le norme sul trattamento e la protezione delle informazioni classificate o delle informazioni riservate di altra natura, la cooperazione nell'ambito delle audizioni, delle discussioni orali riservate, delle relazioni, delle risposte a interrogazioni, delle indagini e delle informazioni sulla procedura di selezione del presidente, del vicepresidente e dei direttori di cui all'articolo 22 bis, paragrafo 1, lettera a), del presente regolamento.

Articolo 22 quinquiesProcesso decisionale in sede di comitato di vigilanza delle CCP

Il comitato di vigilanza delle CCP adotta le proprie decisioni a maggioranza semplice dei suoi membri. In caso di parità di voti, prevale il voto del presidente.

Articolo 22 sexiesProcesso decisionale in sede di consiglio delle autorità di vigilanza

I progetti di decisione presentati conformemente all'articolo 21 bis, paragrafo 1, e relativi agli articoli 14, 15, 20, 41, 44, 46, 50 e 54 e, per le CCP classificate come CCP di classe 2 conformemente all'articolo 25, paragrafo 2 bis, i progetti di decisione relativi all'articolo 25 bis e all'articolo 25, paragrafi 2 bis, 2 ter, 2 quater e 5, sono adottati a maggioranza semplice dai membri del consiglio delle autorità di vigilanza.

Per quanto riguarda le decisioni adottate a norma di articoli diversi da quelli di cui al primo comma, i progetti di decisione presentati al comitato di vigilanza delle CCP si considerano adottati se approvati a maggioranza semplice, a meno che non siano respinti da membri che rappresentino una minoranza di blocco quale definita all'articolo 16, paragrafo 4, TUE e all'articolo 3 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, entro dieci giorni di calendario dalla loro trasmissione.

In situazioni di particolare urgenza, il periodo previsto per esaminare un progetto di decisione non supera le 24 ore. Se respinge a un progetto di decisione, il consiglio delle autorità di vigilanza ne dà motivazione scritta.".

8.  L'articolo 24 è sostituito dal seguente:

"L'autorità competente della CCP o qualsiasi altra autorità pertinente informa l'AESFEM, il collegio, i membri interessati del SEBC e le altre autorità interessate, senza indebito ritardo, di ogni situazione di emergenza in relazione a una CCP, compresi gli sviluppi sui mercati finanziari, che potrebbe avere effetti negativi sulla liquidità dei mercati, sulla trasmissione della politica monetaria, sul regolare funzionamento dei sistemi di pagamento o sulla stabilità del sistema finanziario in uno degli Stati membri in cui la CCP o uno dei suoi partecipanti diretti sono stabiliti.".

9.  L'articolo 25 è così modificato:

(-a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

  "1. ▌Le CCP stabilite nei paesi terzi ▌ possono prestare servizi di compensazione ai partecipanti diretti o alle sedi di negoziazione stabiliti nell'Unione solo quando sono riconosciute dall'AESFEM, a norma della procedura di cui al paragrafo 2 o della procedura di cui al paragrafo 4.".

(a)  al paragrafo 2, è aggiunta la seguente lettera e):

"e) la CCP non è stata considerata priva di importanza sistemica o non suscettibile di assumere importanza sistemica a norma del paragrafo 2 bis e, pertanto, è una CCP di classe 1.";

(b)  sono inseriti i seguenti paragrafi 2 bis, 2 ter e 2 quater:

"2 bis. L'AESFEM, previa consultazione delle banche centrali di emissione delle principali valute dell'Unione degli strumenti finanziari compensati o da compensare dalla CCP, determina se una CCP è di importanza sistemica o è suscettibile di assumere importanza sistemica per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri (CCP di classe 2) tenendo conto di tutti i seguenti criteri:

a) la natura, le dimensioni e la complessità delle attività della CCP nell'Unione, così come delle altre attività della CCP fuori dall'Unione nella misura in cui tali attività sono suscettibili di influire sulla complessità generale della CCP, compreso:

i) il valore in termini aggregati e in ciascuna valuta delle operazioni compensate dalla controparte centrale, o l'esposizione aggregata della CCP che esercita attività di compensazione nei confronti dei suoi partecipanti diretti stabiliti nell'Unione e, nella misura del possibile, nei confronti dei suoi clienti e clienti indiretti stabiliti nell'Unione, anche laddove tali membri o clienti siano stati designati quali enti a rilevanza sistemica globale (G-SII) e altri enti a rilevanza sistemica (O-SII) a norma dell'articolo 131 della direttiva 2013/36/UE;

ii) il profilo di rischio della CCP in termini, tra l'altro, di rischio giuridico, operativo e commerciale e prestando particolare attenzione al rischio informatico;

b) gli effetti che il fallimento o il dissesto della CCP avrebbe su mercati finanziari, enti finanziari o sul sistema finanziario nel suo complesso, o sulla stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri;

c) la struttura della partecipazione diretta della CCP, così come la struttura della rete di clienti diretti e indiretti dei suoi partecipanti diretti, in cui possono essere facilmente identificati, in particolare la proporzione dei suoi partecipanti diretti e dei loro clienti e clienti indiretti stabiliti nell'Unione;

d) il rapporto della CCP, le sue interdipendenze o altre interazioni con altre infrastrutture dei mercati finanziari, altri enti finanziari e il sistema finanziario nel suo complesso, nella misura in cui tali interazioni siano suscettibili di incidere sul sistema finanziario dell'Unione o di uno dei suoi Stati membri;

d bis) l'effetto immediato e a medio termine che il fallimento o il dissesto della CCP avrebbe sulla liquidità dei mercati serviti o sull'attuazione della politica monetaria delle banche centrali di emissione.

La Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 82 al fine di specificare ulteriormente i criteri di cui al primo comma entro [dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento].

2 ter. Se determina che la CCP è di importanza sistemica o suscettibile di assumere importanza sistemica (CCP di classe 2) conformemente al paragrafo 2 bis, l'AESFEM riconosce tale CCP solo se, oltre alle condizioni di cui all'articolo 25, paragrafo 2, lettere a), b) ▌ e d), sono soddisfatte le seguenti condizioni:

a) la CCP soddisfa, al momento del riconoscimento e, successivamente, su base continuativa, i requisiti stabiliti all'articolo 16 e ai titoli IV e V. L'AESFEM tiene conto, conformemente all'articolo 25 bis, paragrafo 2, della misura in cui la conformità della CCP ai requisiti comparabili applicabili nel paese terzo soddisfa i requisiti stabiliti all'articolo 16 e ai titoli IV e V;

b) ▌ la CCP soddisfa o ha adottato gli adeguati provvedimenti per soddisfare, in maniera continuativa, tutti i requisiti seguenti che le banche centrali di emissione delle principali valute dell'Unione compensate o da compensare dalla CCP possono aver imposto nello svolgimento delle loro funzioni di politica monetaria:

i) la comunicazione delle eventuali informazioni richieste alla banca centrale di emissione interessata laddove tali informazioni non siano state altrimenti ottenute dall'AESFEM;

ii) l'impegno da parte della CCP a collaborare pienamente e debitamente con la banca centrale di emissione nel quadro della sua valutazione della resilienza della controparte centrale a sviluppi di mercato sfavorevoli;

iii) l'apertura da parte della CCP di un conto di deposito overnight con la banca centrale di emissione in conformità dei pertinenti criteri e requisiti di accesso della banca centrale di emissione;

iv) l'applicazione, in situazioni eccezionali, di requisiti coerenti con quelli stabiliti all'articolo 16 e ai titoli IV e V del presente regolamento, nell'ambito delle competenze della banca centrale di emissione e in relazione ai controlli sul rischio di liquidità, alle modalità di regolamento, ai margini, alle garanzie o agli accordi in materia di interoperabilità, al fine di far fronte al rischio sistemico di liquidità che incide sulla trasmissione della politica monetaria o il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento.

Entro 150 giorni dalla presentazione della domanda completa, le banche centrali di emissione interessate forniscono all'AESFEM una conferma scritta del fatto che la CCP soddisfa o ha adottato gli adeguati provvedimenti per soddisfare, in maniera continuativa, tutti i requisiti di cui al primo comma.

Se le banche centrali di emissione interessate non hanno fornito una risposta scritta all'AESFEM riguardo alla conformità della CCP con uno o più dei requisiti elencati ai punti da i) a iv), l'AESFEM può considerare che i requisiti corrispondenti sono soddisfatti.

La banca centrale di emissione fornisce una spiegazione motivata e giustificata della sua decisione di imporre uno qualsiasi dei requisiti di cui al primo comma, basata sulla pertinenza della decisione per i compiti di politica monetaria per la CCP e l'AESFEM.

Se uno qualsiasi dei requisiti di cui al primo comma è imposto dalla banca centrale di emissione dopo che alla CCP è stato concesso il riconoscimento, la CCP soddisfa immediatamente tale requisito conformemente all'articolo 25 ter e la banca centrale di emissione ne informa immediatamente l'AESFEM.

I requisiti imposti da una banca centrale a norma del primo comma, punto iv), sono imposti per un periodo di tempo non superiore a sei mesi. Qualora la banca centrale consideri che perduri la situazione eccezionale di cui al primo comma, punto iv), essa può, alla fine del primo periodo e previa consultazione della Commissione e dell'AESFEM, continuare ad applicare tali requisiti per un periodo aggiuntivo non superiore a sei mesi.

Qualunque banca centrale di emissione può presentare alla Commissione una richiesta debitamente motivata per aggiungere uno o più requisiti all'elenco di cui al primo comma.

Sulla base di tale richiesta, la Commissione può adottare un atto delegato per aggiungere i requisiti interessati all'elenco di cui al primo comma o per consentire la proroga dei requisiti imposti in conformità del primo comma, punto iv).

Se, a seguito di una richiesta presentata da una banca centrale, la Commissione decide di non aggiungere all'elenco di cui al primo comma uno o più requisiti indicati dalla banca centrale nella sua richiesta, la Commissione fornisce per iscritto alla banca centrale interessata le motivazioni complete e dettagliate della sua decisione.

c) la CCP ha dato all'AESFEM una dichiarazione scritta, firmata dal suo rappresentante legale, in cui esprime il consenso incondizionato della CCP in merito alla fornitura, entro 10 giorni lavorativi dalla notifica della richiesta da parte dell'AESFEM, di tutti i documenti, i registri e le informazioni detenuti da tale CCP nel momento in cui la richiesta è notificata, e in cui autorizza l'AESFEM ad accedere a tutti i locali aziendali della CCP, insieme a un parere motivato da parte di un consulente giuridico indipendente che conferma che l'assenso espresso è valido ed opponibile in base alla pertinente legislazione applicabile;

d) la CCP ha adottato e attuato tutte le necessarie misure ed ha predisposto tutte le necessarie procedure per garantire l'effettivo rispetto delle prescrizioni di cui alle lettere a) e c);

d bis) sono stati conclusi accordi di cooperazione conformemente al paragrafo 7 bis;

e) la Commissione non ha adottato un atto di esecuzione conformemente al paragrafo 2 quater.

2 quater. L'AESFEM, in accordo con le banche centrali di emissione delle principali valute dell'Unione compensate o da compensare dalla CCP di un paese terzo, può concludere che la CCP è di importanza sistemica così significativa che il rispetto delle condizioni di cui al paragrafo 2 ter non è sufficiente a garantire la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più Stati membri▐. In tal caso, l'AESFEM raccomanda alla Commissione di adottare un atto delegato che vieta che la CCP interessata sia riconosciuta a norma dei paragrafi 2 o 2 ter.

L'AESFEM può, nella sua analisi, identificare servizi o attività di compensazione specifici che ritiene debbano essere forniti solo ai partecipanti diretti ed alle sedi di negoziazione stabilite nell'Unione da una CCP autorizzata ai sensi dell'articolo 14.

La raccomandazione è accompagnata da un'analisi di tutti gli elementi seguenti:

a) gli elementi di cui all'articolo 25, paragrafo 2 bis, lettere da a) a d bis);

b) le caratteristiche dei servizi di compensazione forniti dalla CCP, in particolare la liquidità e i requisiti relativi al regolamento fisico associati alla fornitura di tali servizi e la probabilità che ne deriva, in caso di grave stress, che la CCP debba chiedere assistenza di liquidità alla banca centrale;

c)  la presenza di validi servizi di compensazione sostituibili nelle valute interessate per i partecipanti diretti, i loro clienti e clienti indiretti stabiliti nell'Unione;

d) l'esistenza e la natura di meccanismi di sostegno alla liquidità a disposizione della CCP nel suo paese di origine e l'esistenza di altri eventuali meccanismi di attenuazione dei rischi;

e) le eventuali conseguenze dell'inclusione dei contratti in corso detenuti presso la CCP nell'ambito di applicazione dell'atto delegato;

f) le eventuali conseguenze, in termini di costi e benefici, della necessità per la CCP di richiedere l'autorizzazione nell'Unione in merito a quanto segue:

i) i partecipanti diretti della CCP, i loro clienti e clienti indiretti stabiliti nell'Unione;

ii) le FMI collegate e interoperanti della CCP;

iii) la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri, anche qualora il rischio sistemico venga ridotto a seguito della necessità che la CCP chieda un'autorizzazione nell'Unione.

Sulla base della raccomandazione di cui al primo comma e della valutazione che la accompagna, la Commissione può adottare l'atto delegato di cui al primo comma, che specifica che una parte o la totalità dei servizi forniti da tale CCP sono forniti solo ai partecipanti diretti ed alle sedi di negoziazione stabilite nell'Unione unicamente da una CCP autorizzata a norma dell'articolo 14, ove applicabile e dopo un periodo di adattamento. L'atto delegato può specificare quanto segue:

a) un periodo di adattamento adeguato per la CCP, i suoi partecipanti diretti e i loro clienti;

b) le condizioni alle quali la CCP può essere temporaneamente riconosciuta durante il periodo di adattamento di cui alla lettera a); e

c) le eventuali misure da adottare durante il periodo di adattamento per limitare i possibili costi per i partecipanti diretti e i loro clienti, soprattutto quelli stabiliti nell'Unione»

b bis)  il paragrafo 3 è così modificato:

  (i) la parte introduttiva è sostituita dalla seguente:

  «3.  Nel valutare il rispetto delle condizioni di cui al paragrafo 2 o al paragrafo 2 bis, ove applicabile, l'AESFEM consulta:»;

  (ii) la lettera f) è sostituita dalla seguente:

  «f)   le banche centrali che emettono tutte le valute dell'Unione avendo riguardo alla denominazione degli strumenti finanziari compensati o da compensare dalla CCP di un paese terzo.

b ter)  al paragrafo 4, il comma 6 è sostituito dal seguente:

  «L'AESFEM pubblica sul suo sito web l'elenco delle CCP riconosciute conformemente al presente regolamento, indicando inoltre se siano CCP di classe 1 o CCP di classe 2.»;

(c)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

«5. L'AESFEM, previa consultazione delle autorità e dei soggetti di cui al paragrafo 3, riesamina il riconoscimento di una CCP stabilita in un paese terzo come segue:

a) se la CCP interessata abbia esteso la gamma delle sue attività e dei suoi servizi nell'Unione;  e se:

b) almeno ogni due anni, laddove la CCP interessata compensi una quantità di strumenti finanziari denominati in valute dell'Unione che supera, per le valute interessate, le soglie stabilite nelle norme tecniche di regolamentazione di cui al quinto comma; oppure

c) almeno ogni cinque anni in tutti gli altri casi.

Il riesame è svolto conformemente ai paragrafi 2 e 3 e 4.

A seguito di detto riesame, fatto salvo il paragrafo 2 quater e tenendo debitamente conto dei criteri di cui al paragrafo 1 bis, l'AESFEM può:

a) stabilire, in conformità del paragrafo 2 bis, che una CCP di classe 1 è diventata o potrebbe diventare importante per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri, e deve pertanto essere riclassificata come CCP di classe 2;

b) stabilire che una CCP di classe 2 non è o non sarà più importante per la stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più dei suoi Stati membri, e deve pertanto essere riclassificata come CCP di classe 1; oppure

c) stabilire che l'importanza della CCP interessata è rimasta invariata e lasciare la classificazione di tale CCP immutata.

Se, a seguito del riesame di cui al primo comma, l'AESFEM stabilisce che una CCP di un paese terzo che l'AESFEM aveva precedentemente classificato come CCP di classe 1 deve essere riclassificata come CCP di classe 2, l'AESFEM fissa un adeguato periodo di adattamento, non superiore a 12 mesi, entro cui la CCP deve conformarsi ai requisiti di cui al paragrafo 2 ter.

Su richiesta motivata della CCP o dell'autorità competente di qualsiasi partecipante diretto della CCP stabilito nell'Unione, l'AESFEM può prorogare il periodo di adattamento di 6 mesi al massimo, laddove tale proroga sia giustificata da circostanze eccezionali e dalle esigenze specifiche dei partecipanti diretti della CCP stabiliti nell'Unione.

5 bis. L'AESFEM, in consultazione con i membri del SEBC, elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione che specificano la soglia per ciascuna valuta dell'Unione di cui al paragrafo 5, primo comma, lettera b).

l'AESFEM presenta detti progetti di norme tecniche di regolamentazione alla Commissione entro il ... [12 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo].

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.»

(d)  il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:

«6. La Commissione adotta un atto di esecuzione a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011, con cui stabilisce quanto segue:

a) che le disposizioni legislative e di vigilanza del paese terzo assicurano che le CCP ivi autorizzate soddisfino su base continuativa requisiti giuridicamente vincolanti equivalenti ai requisiti di cui al titolo IV del presente regolamento;

b) che le CCP sono soggette nel paese terzo a una vigilanza e a misure effettive volte a far rispettare le norme su base continuativa;

c) che il quadro normativo del paese terzo prevede un sistema effettivo equivalente per il riconoscimento di CCP autorizzate a norma di regimi giuridici di paesi terzi.

La Commissione può subordinare l'applicazione dell'atto di esecuzione di cui al primo comma all'effettivo adempimento di tutti gli obblighi ivi stabiliti da un paese terzo su base continuativa e alla capacità dell'AESFEM di esercitare effettivamente le sue responsabilità in relazione alle CCP di paesi terzi riconosciute ai sensi dei paragrafi 2 e 2 ter o in relazione al controllo di cui al paragrafo 6 ter, anche concordando e applicando gli accordi di cooperazione di cui al paragrafo 7.»;

(e)  sono inseriti i seguenti paragrafi 6 bis e 6 ter:

«6 bis. La Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 82 per precisare ulteriormente i criteri di cui al paragrafo 6, lettere a), b) e c).

6 ter. L'AESFEM controlla gli sviluppi in materia di regolamentazione e di vigilanza nei paesi terzi per i quali sono stati adottati atti di esecuzione a norma del paragrafo 6.

Qualora individui sviluppi in materia di regolamentazione o di vigilanza in tali paesi terzi che possano incidere sulla stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più Stati membri, l'AESFEM ne informa la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio in via riservata e senza indugio.

L'AESFEM presenta su base annua una relazione riservata alla Commissione in merito agli sviluppi in materia di regolamentazione e di vigilanza nei paesi terzi di cui al primo comma.»;

(f)  al paragrafo 7, la prima frase è sostituita dalla seguente:

«7. Se, in seguito ad una valutazione eseguita a norma del paragrafo 2 bis, una CCP è stata classificata come CCP di classe 1, l'AESFEM conclude accordi di cooperazione efficaci con le autorità competenti interessate dei paesi terzi il cui quadro normativo e di vigilanza è stato riconosciuto equivalente al presente regolamento in conformità al paragrafo 6.»;

(g)  al paragrafo 7, è aggiunta la seguente lettera e):

«d) le procedure relative al coordinamento delle attività di vigilanza, compreso l'accordo delle autorità dei paesi terzi a consentire indagini e ispezioni in loco in forza, rispettivamente, degli articoli 25 quinquies e 25 sexies;

e) le procedure necessarie per il controllo effettivo degli sviluppi in materia di regolamentazione e vigilanza nel paese terzo interessato.».

(g bis)  al paragrafo 7, è aggiunta la seguente lettera:

«f) le procedure per la cooperazione nelle situazioni di cui all'articolo 24, tra cui:

i) l'accordo delle autorità competenti pertinenti dei paesi terzi ad informare senza indebito ritardo l'AESFEM e le banche centrali di emissione delle principali valute dell'Unione, compensate o da compensare dalla CCP, in merito ad una tale situazione concernente una CCP sottoposta alla vigilanza di tali autorità; e

ii) l'accordo delle autorità competenti pertinenti dei paesi terzi per coinvolgere in modo appropriato l'AESFEM e le banche centrali di emissione delle principali valute dell'Unione, compensate o da compensare dalla CCP, nelle decisioni adottate in tali situazioni.»

(g ter)  al paragrafo 7 è aggiunto il comma seguente:

«L'AESFEM consulta le banche centrali di emissione delle principali valute dell'Unione compensate o da compensare da parte della CCP di un paese terzo, nell'elaborazione delle disposizioni degli accordi di cooperazione concernenti le questioni di cui alla lettera f).»

(g quater)  all'articolo 25, sono inseriti i paragrafi 7 bis e 7 ter:

«7 bis. Se, in seguito ad una valutazione eseguita a norma del paragrafo 2 bis, una CCP è stata classificata come CCP di classe 2, l'AESFEM conclude accordi di cooperazione efficaci con le autorità competenti interessate dei paesi terzi il cui quadro normativo e di vigilanza è stato riconosciuto equivalente al presente regolamento in conformità al paragrafo 6. Detti accordi precisano almeno:

a) il meccanismo per lo scambio di informazioni tra l'AESFEM e le autorità competenti dei paesi terzi interessati, incluso l'accesso a tutte le informazioni richieste dall'AESFEM concernenti le CCP autorizzate in tali paesi terzi, e gli scambi di informazioni e la segnalazione da effettuare in caso di modifiche sostanziali ai modelli e parametri di rischio, l'estensione delle attività e dei servizi delle CCP, le modifiche che interessano la struttura dei conti dei clienti e l'utilizzo dei sistemi di pagamento che incidono sull'Unione in maniera sostanziale;

b) il meccanismo di notifica rapida all'AESFEM se l'autorità competente di un paese terzo ritiene che la CCP del paese terzo sotto la sua vigilanza violi le condizioni di autorizzazione o altre disposizioni legislative a cui è tenuta a conformarsi;

c) il meccanismo di notifica rapida all'AESFEM da parte dell'autorità competente di un paese terzo se la CCP assoggettata alla sua vigilanza ha ottenuto il diritto di prestare servizi di compensazione a partecipanti diretti o clienti stabiliti nell'Unione;

d) le procedure relative al coordinamento delle attività di vigilanza, compreso l'accordo delle autorità dei paesi terzi a consentire indagini e ispezioni in loco in forza, rispettivamente, degli articoli 25 quinquies e 25 sexies;

e) le procedure necessarie per il controllo effettivo degli sviluppi in materia di regolamentazione e vigilanza nel paese terzo interessato;

f) il consenso esplicito delle autorità competenti del paese terzo alla condivisione di qualsiasi informazione che forniscono a norma delle lettere da a) a d) con le autorità di cui al paragrafo 3, fatto salvo l'obbligo del segreto professionale sancito dall'articolo 83;

g) laddove all'AESFEM siano riconosciuti i diritti relativi alle decisioni a norma dell'articolo 25 ter, le procedure che riguardano l'effettivo godimento di tali diritti;

h) le procedure per la cooperazione nelle situazioni di cui all'articolo 24, tra cui:

i) l'accordo delle autorità competenti pertinenti dei paesi terzi per informare senza indebito ritardo l'AESFEM e le banche centrali di emissione delle principali valute dell'Unione, compensate o da compensare dalla CCP, in merito ad una tale situazione concernente una CCP sottoposta alla vigilanza di tali autorità;

ii) l'accordo delle autorità competenti pertinenti dei paesi terzi per coinvolgere in modo appropriato l'AESFEM e le banche centrali di emissione delle principali valute dell'Unione, compensate o da compensare dalla CCP, nelle decisioni adottate in tali situazioni.

L'AESFEM consulta le banche centrali di emissione delle principali valute dell'Unione compensate o da compensare da parte della CCP di un paese terzo, nell'elaborazione delle disposizioni degli accordi di cooperazione concernenti le questioni di cui alla lettera h).

7 ter. Ove ritenga che un'autorità competente di un paese terzo non applichi una delle disposizioni sancite da un accordo di cooperazione concluso a norma del paragrafo 7 o 7 bis, l'AESFEM ne informa la Commissione in via riservata e senza indebito ritardo. In tal caso, la Commissione può decidere di riesaminare l'atto di esecuzione adottato a norma del paragrafo 6.»

10.  Sono inseriti i seguenti articoli 25 bis, 25 ter, 25 quater, 25 quinquies, 25 sexies, 25 septies, 25 octies, 25 nonies, 25 decies, 25 undecies, 25 duodecies, 25 terdecies, 25 quaterdecies, 25 quindecies:

«Articolo 25 bisConformità comparabile

1. Una CCP di cui all'articolo 25, paragrafo 2 ter, lettera a), può presentare una richiesta motivata affinché l'AESFEM valuti se, rispettando il quadro applicabile del paese terzo, si può considerare che essa rispetti la conformità ai requisiti di cui all'articolo 25, paragrafo 2 ter, lettera a), e stabiliti all'articolo 16 e ai titoli IV e V.

In base alla richiesta ricevuta, l'AESFEM esegue la valutazione di cui al primo comma. Nell'eseguire tale valutazione, l'AESFEM tiene conto delle disposizioni dell'atto di esecuzione adottato ai sensi dell'articolo 25, paragrafo 6.

Qualora l'AESFEM concluda, a seguito di tale valutazione, che la conformità della CCP con i requisiti di cui all'articolo 25, paragrafo 2 ter, lettera a), e di cui all'articolo 16 e ai titoli IV e V è soddisfatta dalla conformità della CCP ai requisiti comparabili applicabili nel paese terzo, l'AESFEM tiene conto di tale conclusione ai fini dell'articolo 25, paragrafo 2 ter, lettera a).

2. La richiesta di cui al paragrafo 1 fornisce gli elementi di fatto per la constatazione della comparabilità e le ragioni per cui la conformità ai requisiti applicabili nel paese terzo soddisfa i requisiti stabiliti all'articolo 16 e ai titoli IV e V.

3. La Commissione, al fine di garantire che la valutazione di cui al paragrafo 1 rispecchi effettivamente gli obiettivi regolamentari dei requisiti stabiliti all'articolo 16 e ai titoli IV e V e gli interessi dell'Unione nel suo insieme, adotta un atto delegato per specificare quanto segue:

a) gli elementi minimi da valutare ai fini del paragrafo 1;

b) le modalità e le condizioni per effettuare la valutazione.

La Commissione adotta l'atto delegato di cui al primo comma in conformità all'articolo 82.

Articolo 25 terConformità su base continuativa alle condizioni previste per il riconoscimento

1. L'AESFEM è responsabile dello svolgimento delle sue funzioni di vigilanza su base continuativa derivanti dal presente regolamento in relazione alla conformità delle CCP di classe 2 riconosciute ai requisiti di cui all'articolo 25, paragrafo 2 ter, lettera a).

L'AESFEM chiede a ciascuna CCP di classe 2, almeno su base annua, conferma del fatto che i requisiti di cui all'articolo 25, paragrafo 2 ter, lettere a), b), c), d) ed e), continuino ad essere soddisfatti.

Se una banca centrale di emissione di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera h), ritiene che una CCP di classe 2 non soddisfa più le condizioni di cui all'articolo 25, paragrafo 2 ter, lettera b), essa ne dà immediata notifica all'AESFEM.

1 bis.  Qualora l'AESFEM riceva una notifica ai sensi del paragrafo 1, terzo comma, o qualora una CCP di classe 2 non fornisca all'AESFEM la conferma di cui al paragrafo 1, secondo comma, essa considera che la CCP non rispetta più le condizioni di riconoscimento di cui all'articolo 25, paragrafo 2 ter, e si applica pertanto la procedura di cui all'articolo 25 quaterdecies, paragrafi da 2 a 4.

2. Per quanto riguarda le decisioni a norma degli articoli 41, 44, 46, 50 e 54, il comitato di vigilanza delle CCP consulta ciascuna banca centrale di emissione delle principali valute dell'Unione compensate o da compensare dalla CCP di un paese terzo sugli aspetti del progetto di decisione che riguardano la valuta di emissione.

Ogni banca centrale di emissione risponde alla richiesta di consultazione dell'AESFEM entro 10 giorni lavorativi a decorrere dalla data di trasmissione del progetto di decisione.

Se, visto l'articolo 24, il comitato di vigilanza delle CCP valuta che la situazione affrontata è una situazione di emergenza, il periodo di cui al comma precedente non supera le 24 ore.

Alla conclusione del periodo di consultazione delle banche centrali di emissione, il comitato di vigilanza delle CCP compie ogni sforzo per conformarsi alle modifiche da esse proposte.

Qualora il comitato di vigilanza delle CCP non tenga conto, nel suo progetto di decisione da presentare al consiglio delle autorità di vigilanza, delle modifiche proposte da una banca centrale di emissione, detto comitato ne informa la banca centrale di emissione interessata, per iscritto, motivando in modo esauriente la sua decisione e dando delucidazioni su ogni eventuale scostamento significativo da tali modifiche.

3. L'AESFEM, in stretta cooperazione con le autorità dei paesi terzi, le banche centrali di emissione e il CERS, effettua in tutta l'Unione valutazioni sulla resilienza delle CCP riconosciute agli sviluppi negativi dei mercati, come previsto dall'articolo 32, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1095/2010. Nell'eseguire tali valutazioni, l'AESFEM include almeno i rischi finanziari, operativi e informatici e garantisce la coerenza con le valutazioni della resilienza delle CCP dell'Unione effettuate a norma dell'articolo 21, paragrafo 6, lettera b), del presente regolamento.

Articolo 25 ter bisCollegio per le CCP dei paesi terzi

1. L'AESFEM istituisce un collegio per le CCP dei paesi terzi onde agevolare la condivisione delle informazioni.

2. Il collegio è composto da:

a) i membri permanenti del comitato di vigilanza delle CCP;

b) le autorità competenti responsabili della supervisione delle CCP designate dagli Stati membri a norma dell'articolo 22;

c) le autorità competenti responsabili della supervisione dei partecipanti diretti di qualsiasi CCP di un paese terzo riconosciuta ai sensi dell'articolo 25 stabiliti nell'Unione;

d) le autorità competenti responsabili della vigilanza delle sedi di negoziazione stabilite nell'Unione che una CCP di un paese terzo riconosciuta ai sensi dell'articolo 25 serve o servirà;

e) le autorità competenti responsabili della vigilanza dei sistemi di deposito accentrato stabiliti nell'Unione a cui è collegata o intende collegarsi una CCP di un paese terzo riconosciuta ai sensi dell'articolo 25; e

f) i membri del SEBC.

3. Il collegio può chiedere al comitato di vigilanza delle CCP di discutere temi specifici relativi a una CCP stabilita in un paese terzo. Il comitato di vigilanza delle CCP valuta opportunamente tali richieste e fornisce una risposta adeguata.

4. Il presidente del comitato di vigilanza delle CCP presiede il collegio. L'istituzione e il funzionamento del collegio sono basati su un accordo scritto tra tutti i suoi membri.

Articolo 25 ter terEsercizio dei poteri di cui agli articoli da 25 quater a 25 sexies

I poteri conferiti all'AESFEM, o a un suo funzionario, o ad altra persona da essa autorizzata a norma degli articoli da 25 quater a 25 sexies non possono essere usati per esigere la divulgazione di informazioni o documenti coperti da segreto professionale.

Articolo 25 quaterRichiesta di informazioni

1. Con semplice richiesta, o tramite decisione, l'AESFEM può imporre alle CCP riconosciute e a terzi collegati cui le CCP hanno esternalizzato funzioni o attività operative di fornire tutte le informazioni necessarie allo svolgimento delle funzioni attribuitele ai sensi del presente regolamento.

2. Nell'inviare una semplice richiesta d'informazioni a norma del paragrafo 1, l'AESFEM:

a) fa riferimento al presente articolo quale base giuridica della richiesta;

b) dichiara la finalità della richiesta;

c) indica le informazioni richieste;

d) prescrive il termine entro il quale fornire le informazioni;

e) informa la persona alla quale sono richieste le informazioni che non è tenuta a fornirle, ma che, in caso di risposta volontaria, tali informazioni non devono essere inesatte o fuorvianti;

f) indica la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'articolo 25 octies, in combinato disposto con l'allegato III, sezione V, lettera a), laddove le risposte ai quesiti sottoposti siano inesatte o fuorvianti.

3. Nel richiedere le informazioni a norma del paragrafo 1 tramite decisione, l'AESFEM:

a) fa riferimento al presente articolo quale base giuridica della richiesta;

b) dichiara la finalità della richiesta;

c) indica le informazioni richieste;

d) prescrive il termine entro il quale fornire le informazioni;

e) indica le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento previste all'articolo 25 nonies laddove le informazioni fornite siano incomplete;

f) indica la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'articolo 25 octies, in combinato disposto con l'allegato III, sezione V, lettera a), laddove le risposte ai quesiti sottoposti siano inesatte o fuorvianti; e

g) indica il diritto di presentare ricorso contro la decisione dinanzi alla commissione di ricorso dell'AESFEM e di impugnarla dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea («Corte di giustizia») conformemente agli articoli 60 e 61 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

4. Le persone di cui al paragrafo 1 o i loro rappresentanti e, nel caso di persone o associazioni sprovviste di personalità giuridica, le persone autorizzate a rappresentarle per legge o in base allo statuto forniscono le informazioni richieste. Gli avvocati debitamente incaricati possono fornire le informazioni richieste a nome dei loro clienti. Questi ultimi restano pienamente responsabili qualora le informazioni fornite siano incomplete, inesatte o fuorvianti.

5. L'AESFEM trasmette senza indugio copia della richiesta semplice o della decisione all'autorità competente del paese terzo interessato in cui sono domiciliate o stabilite le persone di cui al paragrafo 1 interessate dalla richiesta di informazioni.

Articolo 25 quinquiesIndagini generali

1. Per adempiere alle funzioni attribuitele ai sensi del presente regolamento, l'AESFEM ha facoltà di svolgere le indagini necessarie riguardo alle CCP di classe 2. A tal fine, i funzionari e altre persone autorizzate dall'AESFEM sono abilitati a:

a) esaminare registri, dati, procedure e qualsiasi altro materiale pertinente per l'esecuzione dei compiti di loro competenza, su qualsiasi forma di supporto;

b) prendere o ottenere copie certificate o estratti di tali registri, dati, procedure e altro materiale;

c) convocare e chiedere alle CCP di classe 2, ai loro rappresentanti o membri del personale spiegazioni scritte o orali su fatti o documenti relativi all'indagine e al suo oggetto e registrarne le risposte;

d) sentire in audizione altre persone fisiche o giuridiche che abbiano dato il loro consenso a essere sentite in audizione al fine di raccogliere informazioni riguardanti l'oggetto dell'indagine;

e) richiedere la documentazione relativa al traffico telefonico e al traffico dati.

Le banche centrali di emissione delle principali valute dell'Unione compensate o da compensare dalla CCP possono presentare una richiesta motivata all'AESFEM per partecipare a dette indagini laddove esse risultino pertinenti per la realizzazione dei loro compiti di politica monetaria di cui all'articolo 25, paragrafo 2 ter, lettera b).

2. I funzionari e altre persone autorizzati dall'AESFEM allo svolgimento delle indagini di cui al paragrafo 1 esercitano i loro poteri dietro esibizione di un'autorizzazione scritta che specifichi l'oggetto e le finalità dell'indagine. L'autorizzazione indica inoltre le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento previste dall'articolo 25 nonies qualora i registri, i dati, le procedure o altri materiali richiesti o le risposte a quesiti sottoposti alle CCP di classe 2 non siano stati forniti o siano incompleti, e le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 25 octies, in combinato disposto con l'allegato III, sezione V, lettera b), qualora le risposte ai quesiti sottoposti alle CCP di classe 2 siano inesatte o fuorvianti.

3. Le CCP di classe 2 sono tenute a sottoporsi alle indagini avviate a seguito di una decisione dell'AESFEM. La decisione specifica l'oggetto e le finalità dell'indagine nonché le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento previste dall'articolo 25 nonies, i mezzi di ricorso disponibili ai sensi del regolamento (UE) n. 1095/2010 e il diritto di impugnare la decisione dinanzi alla Corte di giustizia.

4. Prima di notificare l'indagine alla CCP di classe 2, l'AESFEM informa l'autorità competente del paese terzo interessato in cui si deve condurre l'indagine dello svolgimento della stessa e dell'identità delle persone autorizzate. I funzionari dell'autorità competente del paese terzo interessato possono, su richiesta dell'AESFEM, assistere le persone autorizzate nello svolgimento dei loro compiti. I funzionari dell'autorità competente del paese terzo possono altresì presenziare alle indagini. Le indagini ai sensi del presente articolo sono svolte a condizione che l'autorità del paese terzo interessato non sollevi obiezioni in merito.

Articolo 25 sexiesIspezioni in loco

1. Per adempiere alle funzioni attribuitele ai sensi del presente regolamento, l'AESFEM ha facoltà di svolgere tutte le ispezioni in loco, se necessarie, nei locali aziendali o negli immobili delle CCP di classe 2. Le banche centrali di emissione delle principali valute dell'Unione compensate o da compensare dalla CCP sono invitate a partecipare a tali ispezioni in loco laddove esse risultino pertinenti per la realizzazione dei compiti di politica monetaria di cui all'articolo 25, paragrafo 2 ter, lettera b).

2. I funzionari e le altre persone autorizzati dall'AESFEM a svolgere ispezioni in loco possono accedere a tutti i locali aziendali o agli immobili delle persone giuridiche soggette all'indagine avviata a seguito di una decisione adottata dall'AESFEM e possono esercitare tutti i poteri loro conferiti conformemente all'articolo 25 quinquies, paragrafo 1. Essi hanno altresì facoltà di apporre sigilli su tutti i locali commerciali e ai libri e ai registri contabili per la durata dell'ispezione e nella misura necessaria al suo espletamento.

3. Con sufficiente anticipo rispetto agli accertamenti, l'AESFEM avvisa dell'ispezione l'autorità competente del paese terzo interessato in cui essa deve essere svolta. Se necessario ai fini di un'ispezione corretta ed efficace, dopo aver informato l'autorità competente del paese terzo interessato, l'AESFEM può svolgere l'ispezione in loco senza informare preventivamente la CCP. Le ispezioni ai sensi del presente articolo sono svolte a condizione che l'autorità del paese terzo interessato abbia confermato di non opporsi alle stesse.

I funzionari e le altre persone autorizzati dall'AESFEM a svolgere ispezioni in loco esercitano i loro poteri dietro esibizione di un'autorizzazione scritta che specifichi l'oggetto e le finalità dell'indagine nonché le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento previste dall'articolo 25 nonies, qualora le persone interessate non acconsentano a sottoporsi all'ispezione.

4. Le CCP di classe 2 si sottopongono alle ispezioni in loco disposte da una decisione dell'AESFEM. La decisione specifica l'oggetto e le finalità dell'indagine, specifica la data d'inizio e indica le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento previste dall'articolo 25 nonies, i mezzi di ricorso disponibili a norma del regolamento (UE) n. 1095/2010 e il diritto di impugnare la decisione dinanzi alla Corte di giustizia.

5. I funzionari dell'autorità competente del paese terzo in cui deve essere effettuata l'ispezione o le persone da essa autorizzate o incaricate possono ▐ prestare attivamente assistenza ai funzionari e alle altre persone autorizzati da quest'ultima. I funzionari dell'autorità competente del paese terzo interessata sono invitati a presenziare alle ispezioni in loco.

6. L'AESFEM può inoltre chiedere alle autorità competenti del paese terzo di svolgere per proprio conto dei compiti d'indagine specifici e delle ispezioni in loco, come previsto al presente articolo e all'articolo 25 quinquies, paragrafo 1.

7. Qualora i funzionari e le altre persone che li accompagnano autorizzati dall'AESFEM constatino che una persona si oppone ad un'ispezione ordinata a norma del presente articolo, l'autorità competente del paese terzo interessato può prestare l'assistenza necessaria a consentire loro di svolgere l'ispezione in loco, ricorrendo se del caso alla forza pubblica o a un'autorità equivalente incaricata dell'applicazione della legge.

Articolo 25 septiesNorme procedurali relative all'adozione delle misure di vigilanza e all'imposizione delle sanzioni amministrative pecuniarie

1. Se, nello svolgimento delle proprie funzioni a norma del presente regolamento, l'AESFEM constata gravi indizi della possibile esistenza di fatti che possono costituire una o più violazioni di cui all'allegato III, l'AESFEM nomina al suo interno un funzionario indipendente incaricato delle indagini. Il funzionario nominato non può essere, né essere stato, coinvolto direttamente o indirettamente nel processo di riconoscimento o di vigilanza della CCP interessata e svolge i propri compiti in maniera indipendente rispetto all'AESFEM.

2. Il funzionario incaricato indaga sulle presunte violazioni, tenendo conto delle osservazioni trasmesse dalle persone oggetto delle indagini, e invia all'AESFEM un fascicolo completo sui risultati ottenuti.

Nello svolgimento dei propri compiti, il funzionario incaricato delle indagini può avvalersi del potere di chiedere informazioni in forza dell'articolo 25 quater e di svolgere indagini e ispezioni in loco in forza degli articoli 25 quinquies e 25 sexies. Il funzionario incaricato delle indagini si avvale di questi poteri nel rispetto dell'articolo 25 ter ter.

Nello svolgimento dei propri compiti, il funzionario incaricato delle indagini ha accesso a tutti i documenti e informazioni raccolti dall'AESFEM nelle sue attività.

3. Al termine dell'indagine e prima di trasmettere il fascicolo con i relativi risultati all'AESFEM, il funzionario incaricato delle indagini dà alle persone oggetto delle indagini la possibilità di essere sentite relativamente alle questioni in oggetto. Il funzionario incaricato basa i risultati delle indagini solo su fatti in merito ai quali le persone interessate hanno avuto la possibilità di esprimersi.

Nel corso delle indagini previste dal presente articolo sono pienamente garantiti i diritti della difesa delle persone interessate.

4. Quando trasmette all'AESFEM il fascicolo contenente i risultati dei lavori, il funzionario incaricato delle indagini ne informa le persone oggetto delle indagini stesse. Le persone oggetto delle indagini hanno diritto d'accesso al fascicolo, fermo restando il legittimo interesse di altre persone alla tutela dei propri segreti aziendali. Il diritto di accesso al fascicolo non si estende alle informazioni riservate o ai documenti preparatori interni dell'AESFEM.

5. In base al fascicolo contenente i risultati dei lavori del funzionario incaricato delle indagini e su richiesta delle persone oggetto delle indagini, dopo averle sentite conformemente all'articolo 25 decies, l'AESFEM decide se le persone oggetto delle indagini abbiano commesso una o più violazioni di cui all'allegato III, e in questo caso adotta una misura di vigilanza conformemente all'articolo 25 quindecies e impone una sanzione amministrativa pecuniaria conformemente all'articolo 25 octies.

6. Il funzionario incaricato delle indagini non partecipa alle deliberazioni dell'AESFEM, né interviene altrimenti nel processo decisionale della stessa.

7. La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 82 per specificare ulteriormente le norme procedurali per l'esercizio della facoltà di imporre sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento, comprese le disposizioni sui diritti della difesa, le disposizioni temporali e la raccolta di sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento, nonché i termini di prescrizione per l'imposizione e l'applicazione delle sanzioni.

8. L'AESFEM si rivolge alle autorità competenti per le indagini e l'eventuale procedimento penale ai fini della promozione dell'azione penale se, nello svolgimento delle proprie funzioni a norma del presente regolamento, constata gravi indizi della possibile esistenza di fatti che ritiene possano costituire reato ai sensi del diritto applicabile. Inoltre l'AESFEM si astiene dall'imporre sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento se è a conoscenza del fatto che una precedente sentenza di assoluzione o condanna, a fronte di fatti identici o sostanzialmente analoghi, è passata in giudicato in esito a un procedimento penale di diritto interno.

Articolo 25 octiesSanzioni amministrative pecuniarie

1. Qualora, conformemente all'articolo 25 septies, paragrafo 5, constati che una CCP ha commesso, intenzionalmente o per negligenza, una violazione figurante nell'allegato III, l'AESFEM adotta una decisione volta a imporre una sanzione amministrativa pecuniaria conformemente al paragrafo 2 del presente articolo.

Si considera che una violazione sia stata commessa intenzionalmente da una CCP se l'AESFEM ha accertato elementi oggettivi che dimostrano che la CCP o i suoi alti dirigenti hanno agito deliberatamente per commettere tale violazione.

2. L'importo di base delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al paragrafo 1 è fino al doppio dell'importo dei profitti ricavati o delle perdite evitate grazie alla violazione, quando questi possono essere determinati, o fino al 10% del fatturato complessivo annuo, come definito dalla pertinente normativa dell'Unione, della persona giuridica nell'esercizio finanziario precedente.

3. Gli importi di base di cui al paragrafo 2 sono adeguati, se necessario, in funzione delle circostanze aggravanti o attenuanti secondo i coefficienti pertinenti di cui all'allegato IV.

I coefficienti aggravanti pertinenti sono applicati singolarmente all'importo base. Se è applicabile più di un coefficiente aggravante, la differenza tra l'importo base e l'importo derivante dall'applicazione di ciascun singolo coefficiente aggravante è aggiunta all'importo base.

I coefficienti attenuanti pertinenti sono applicati singolarmente all'importo di base. Se è applicabile più di un coefficiente attenuante, la differenza tra l'importo base e l'importo derivante dall'applicazione di ciascun singolo coefficiente attenuante è sottratta all'importo base.

4. In deroga ai paragrafi 2 e 3, l'importo della sanzione amministrativa pecuniaria non supera il 20% del fatturato annuo della CCP interessata nell'esercizio precedente, ma, qualora la CCP abbia tratto, direttamente o indirettamente, un vantaggio finanziario dalla violazione commessa, l'importo della sanzione amministrativa pecuniaria è almeno pari all'importo del beneficio.

Se un'azione o un'omissione compiuta da una CCP costituisce più di una violazione elencata all'allegato III, si applica solo la sanzione pecuniaria maggiore, calcolata conformemente ai paragrafi 2 e 3, relativa ad una di queste violazioni.

Articolo 25 noniesSanzioni per la reiterazione dell'inadempimento

1. L'AESFEM infligge mediante decisione sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento volte a obbligare:

a) la CCP di classe 2 a porre termine a una violazione conformemente a una decisione adottata in applicazione dell'articolo 25 quindecies, paragrafo 1, lettera a);

b) la persona di cui all'articolo 25 quater, paragrafo 1, a fornire in maniera completa le informazioni richieste mediante decisione adottata a norma dell'articolo 25 quater;

c) la CCP di classe 2:

i) a sottoporsi a un'indagine e, in particolare, a fornire nella loro interezza registri, dati, procedure o altri materiali richiesti nonché a completare e correggere altre informazioni fornite in un'indagine avviata tramite decisione adottata a norma dell'articolo 25 quinquies; oppure

ii) a sottoporsi a un'ispezione in loco disposta da una decisione adottata a norma dell'articolo 25 sexies.

2. La sanzione per la reiterazione dell'inadempimento è effettiva e proporzionata. La sanzione per la reiterazione dell'inadempimento è applicata per ogni giorno di ritardo.

3. In deroga al paragrafo 2, l'importo delle sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento è pari al 3% del fatturato giornaliero medio dell'esercizio precedente o, per le persone fisiche, al 2% del reddito medio giornaliero dell'anno civile precedente. È calcolato dalla data stabilita nella decisione che impone la sanzione per la reiterazione dell'inadempimento.

4. Una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento è imposta per un periodo massimo di sei mesi successivo alla notifica della decisione dell'AESFEM. Al termine di tale periodo l'AESFEM rivede la misura.

Articolo 25 deciesAudizione delle persone interessate

1. Prima di prendere la decisione di infliggere una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento ai sensi degli articoli 25 octies e 25 nonies, l'AESFEM dà alle persone interessate dal procedimento la possibilità di essere sentite sulle sue conclusioni. L'AESFEM basa le sue decisioni solo sulle conclusioni in merito alle quali le persone interessate dal procedimento hanno avuto la possibilità di esprimersi.

1 bis. Il primo paragrafo non si applica qualora sia necessario intraprendere un'azione urgente al fine di impedire danni ingenti e imminenti al sistema finanziario. In tal caso l'AESFEM può adottare una decisione provvisoria e, quanto prima possibile dopo averla adottata, concede alle persone interessate la possibilità di essere sentite.

2. Nel corso del procedimento sono pienamente garantiti i diritti della difesa delle persone interessate dal procedimento. Tali persone hanno diritto d'accesso al fascicolo dell'AESFEM, fermo restando il legittimo interesse di altre persone alla tutela dei propri segreti aziendali. Il diritto di accesso al fascicolo non si estende alle informazioni riservate o ai documenti preparatori interni dell'AESFEM.

Articolo 25 undeciesDivulgazione, natura, applicazione e assegnazione delle sanzioni amministrative pecuniarie e delle sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento

1. L'AESFEM comunica al pubblico le sanzioni amministrative pecuniarie e le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento imposte ai sensi degli articoli 25 octies e 25 nonies, salvo il caso in cui tale comunicazione possa mettere gravemente a rischio i mercati finanziari o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte. Tale comunicazione non contiene dati personali ai sensi del regolamento (CE) n. 45/2001.

2. Le sanzioni amministrative pecuniarie e le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento inflitte ai sensi degli articoli 25 octies e 25 nonies sono di natura amministrativa.

3. Qualora decida di non infliggere sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento, l'AESFEM ne informa il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione e le autorità competenti del paese terzo interessato, indicando le ragioni della sua decisione.

4. Le sanzioni amministrative pecuniarie e le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento inflitte ai sensi degli articoli 25 octies e 25 nonies costituiscono titolo esecutivo.

L'applicazione è regolata dalle norme di procedura civile vigenti nello Stato membro o nel paese terzo in cui ha luogo.

5. Gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie e delle sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento sono assegnati al bilancio generale dell'Unione europea.

Articolo 25 duodeciesControllo della Corte di giustizia

La Corte di giustizia ha competenza giurisdizionale ▐ per decidere sui ricorsi presentati avverso le decisioni con le quali l'AESFEM ha irrogato una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento. Può annullare, ridurre o aumentare la sanzione amministrativa pecuniaria o la sanzione per la reiterazione dell'inadempimento irrogata.

Articolo 25 terdeciesModifiche dell'allegato IV

Per tener conto degli sviluppi nei mercati finanziari, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 82 riguardo alle misure per modificare l'allegato IV.

Articolo 25 quaterdeciesRevoca del riconoscimento

1. Lasciando impregiudicato l'articolo 25 quindecies e fatti salvi i paragrafi che seguono, l'AESFEM revoca una decisione di riconoscimento adottata conformemente all'articolo 25 se:

a) la CCP interessata non si avvale del riconoscimento entro sei mesi, rinuncia espressamente all'autorizzazione o ha cessato di esercitare la sua attività per un periodo superiore a sei mesi;

b) la CCP interessata ha ottenuto il riconoscimento presentando false dichiarazioni o con qualsiasi altro mezzo irregolare;

c) la CCP interessata non soddisfa più le condizioni di riconoscimento a norma dell'articolo 25, paragrafo 2 ter;

c bis) l'AESFEM non è in grado di esercitare efficacemente le proprie responsabilità a norma del presente regolamento rispetto alla CCP interessata, a causa della mancata trasmissione all'AESFEM, da parte dell'autorità del paese terzo competente per la CCP, di tutte le informazioni pertinenti in conformità dell'articolo 25, paragrafo 7, e dell'articolo 25, paragrafo 7 bis, a seconda del caso.

d) l'atto di esecuzione di cui all'articolo 25, paragrafo 6, è stato revocato o sospeso, o una delle condizioni ad esso collegate non è più soddisfatta.

L'AESFEM può limitare la revoca del riconoscimento a un servizio, un'attività o a una categoria di strumenti finanziari particolare.

Nel determinare la data di entrata in vigore della decisione di revocare il riconoscimento, l'AESFEM si adopera al fine di ridurre al minimo le perturbazioni del mercato.

2. Se ritiene che il criterio di cui al paragrafo 1, lettera c), è soddisfatto in relazione ad una CCP o a un servizio, un'attività o a una categoria di strumenti finanziari particolare della stessa, l'AESFEM informa tale CCP e le autorità del paese terzo interessato prima di revocare una decisione di riconoscimento, e chiede che siano intraprese azioni adeguate entro un termine stabilito di massimo tre mesi per porre rimedio alla situazione.

Se stabilisce che l'azione correttiva non è stata intrapresa entro il termine stabilito o che l'azione intrapresa non è appropriata, l'AESFEM revoca la decisione di riconoscimento.

3. L'AESFEM notifica senza indugio all'autorità competente del paese terzo interessato una decisione di revoca del riconoscimento di CCP riconosciute.

4. Se una delle autorità di cui all'articolo 25, paragrafo 3, lettere da a) a e), e qualsiasi banca centrale che emette le principali valute dell'Unione compensate o da compensare dalla CCP di un paese terzo ritengono che una delle condizioni di cui al paragrafo 1 sia stata soddisfatta, possono chiedere all'AESFEM di valutare se sono soddisfatte le condizioni per la revoca del riconoscimento della CCP riconosciuta o di un servizio, un'attività o una categoria di strumenti finanziari particolare della stessa. Qualora decida di non revocare la registrazione della CCP riconosciuta interessata, l'AESFEM motiva in modo esauriente tale decisione all'autorità richiedente.

Articolo 25 quindeciesMisure di vigilanza

1. Qualora constati, conformemente all'articolo 25 septies, paragrafo 5, che una CCP di classe 2 ha commesso una violazione figurante nell'allegato III, l'AESFEM prende una o più delle decisioni seguenti:

a) richiedere alla CCP di porre fine alla violazione;

b) infliggere le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 25 octies;

c) emanare una comunicazione pubblica;

d) revocare il riconoscimento della CCP o di un servizio, un'attività o una categoria di strumenti finanziari particolare della stessa, a norma dell'articolo 25 quaterdecies.

2. L'AESFEM, nel prendere le decisioni di cui al paragrafo 1, tiene conto della natura e della gravità della violazione considerando i criteri seguenti:

a) la durata e la frequenza della violazione;

b) se tale violazione abbia evidenziato debolezze gravi o sistemiche nelle procedure, nei sistemi di gestione o nei meccanismi di controllo interno della CCP;

c) se la violazione abbia favorito o generato un reato finanziario o se tale reato sia in qualche misura attribuibile alla violazione;

d) se la violazione sia stata commessa intenzionalmente o per negligenza.

3. L'AESFEM notifica senza indebito ritardo le decisioni adottate ai sensi del paragrafo 1 alla CCP interessata e le comunica alle autorità competenti del paese terzo interessato e alla Commissione. Le pubblica altresì sul proprio sito web entro dieci giorni lavorativi a decorrere dal giorno in cui le decisioni sono state adottate.

Quando rende pubblica una decisione conformemente al primo comma, l'AESFEM rende altresì pubblico il diritto della CCP interessata di impugnare la decisione nonché, se del caso, il fatto che sia stato interposto ricorso, precisando che il ricorso non ha effetti sospensivi, e il fatto che la commissione di ricorso dell'AESFEM può sospendere l'applicazione della decisione impugnata conformemente all'articolo 60, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1095/2010.".

11.  L'articolo 49 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. La CCP riesamina regolarmente i modelli e i parametri adottati per calcolare i requisiti di margine, i contributi al fondo di garanzia in caso di inadempimento e i requisiti in materia di garanzie, nonché altri meccanismi di controllo dei rischi. Essa sottopone frequentemente i modelli a prove di stress rigorose per valutarne la resilienza in condizioni di mercato estreme ma plausibili ed effettua prove a posteriori per valutare l'affidabilità del metodo adottato. La CCP ottiene una convalida indipendente, informa la sua autorità competente e l'AESFEM dei risultati delle prove effettuate e ne ottiene la convalida da parte dell'autorità competente conformemente al paragrafo 1 bis e all'articolo 21 bis prima di adottare modifiche significative ai modelli e ai parametri.

I modelli e i parametri adottati, compresa ogni modifica significativa, sono oggetto di un parere del collegio conformemente ai paragrafi che seguono.

L'AESFEM provvede affinché le informazioni sui risultati delle prove di stress siano trasmesse alle autorità europee di vigilanza, al Sistema europeo di banche centrali e al Comitato di risoluzione unico, onde permettere loro di valutare l'esposizione delle imprese finanziarie all'inadempimento delle CCP.";

(b)  sono inseriti i seguenti paragrafi 1 bis, 1 ter, 1 quater, 1 quinquies, 1 sexies e 1 septies:

"1 bis. Se intende adottare modifiche significative dei modelli e dei parametri di cui al paragrafo 1, la CCP si rivolge all'autorità competente per la convalida di tale modifica. La CCP acclude alla domanda una convalida indipendente delle modifiche che intende apportare.

1 ter. Entro trenta giorni lavorativi dal ricevimento della domanda l'autorità competente, in consultazione con l'AESFEM, effettua una valutazione del rischio della CCP e presenta una relazione al collegio istituito conformemente all'articolo 18.

1 quater. Entro quindici giorni lavorativi dalla data di ricevimento della relazione di cui al paragrafo 1 ter il collegio adotta un parere di maggioranza conformemente all'articolo 19, paragrafo 3.

1 quinquies. Entro sessanta giorni lavorativi dalla data di ricevimento della domanda di cui al paragrafo 1 bis l'autorità competente comunica per iscritto alla CCP se la convalida è stata concessa o rifiutata, accludendo una motivazione circostanziata.

1 sexies La CCP non adotta le modifiche significative dei modelli e dei parametri di cui al paragrafo 1 prima di ottenere la convalida di cui al paragrafo 1 quinquies. L'autorità competente della CCP, dopo aver ottenuto l'assenso dell'AESFEM, può consentire un'adozione provvisoria di modifiche significative dei modelli e dei parametri prima della sua convalida in casi debitamente giustificati.".

b bis)  è inserito il seguente paragrafo 4 bis:

"4 bis. Al fine di garantire condizioni uniformi di applicazione del presente articolo, l'AESFEM, in stretta collaborazione con il SEBC, mette a punto progetti di norme tecniche di regolamentazione in cui sia stabilito un elenco di indicatori di cui le CCP, l'AESFEM e le autorità nazionali competenti devono tener conto nel valutare se una modifica dei modelli e dei parametri di cui al paragrafo 1 sia significativa e richieda una convalida da parte dell'AESFEM e dell'autorità competente.

L'AESFEM presenta detti progetti di norme tecniche di regolamentazione alla Commissione entro il ... [12 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo]. Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.".

11 bis.  All'articolo 84, è inserito il paragrafo 3 bis:

"3 bis. Le autorità competenti e l'AESFEM comunicano le informazioni alle banche centrali di emissione laddove tali informazioni siano pertinenti per l'esercizio dei loro compiti e fatto salvo l'obbligo del segreto professionale di cui all'articolo 83.".

12.  All'articolo 89, sono aggiunti i seguenti paragrafi:

"3 bis. L'AESFEM esercita i suoi poteri in forza dell'articolo 25, paragrafi 2 bis, 2 ter e 2 quater, fino al [inserire la data di entrata in vigore dell'atto delegato di cui al paragrafo 2 bis, secondo comma, del medesimo articolo].

3 ter. L'AESFEM esamina le decisioni di riconoscimento adottate in forza dell'articolo 25, paragrafo 1, prima del [entrata in vigore del presente regolamento modificativo], per stabilire se ciascuna CCP riconosciuta a norma di dette decisioni sia una CCP di classe 1 o una CCP di classe 2. L'AESFEM procede all'assegnazione delle CCP riconosciute a una categoria entro diciotto mesi dall'entrata in vigore dell'atto delegato di cui all'articolo 25, paragrafo 2 bis, secondo comma.".

12 bis.  All'articolo 89, è aggiunto il seguente paragrafo 9 bis:

"Entro ... [tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento modificativo], la Commissione riesamina l'attuazione dei titoli III, IV e V del presente regolamento che riguardano l'autorizzazione, il riconoscimento e la vigilanza delle CCP. Essa valuta il trasferimento di più compiti all'AESFEM, in particolare il funzionamento e l'efficienza del ruolo conferito all'AESFEM e ai collegi di vigilanza in virtù dei titoli III, IV e V. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione al riguardo. Ove opportuno, tale relazione è corredata di una proposta legislativa.".

12 ter.  L'articolo 90 è sostituito dal seguente:

Articolo 90Personale e risorse dell'AESFEM

"Entro ... [due anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo], l'AESFEM valuta il fabbisogno di personale e di risorse derivante dall'assunzione dei suoi poteri e obblighi in conformità del presente regolamento e presenta una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.".

13.  Sono aggiunti gli allegati III e IV figuranti in allegato al presente regolamento.

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il

Per il Parlamento europeo  Per il Consiglio

Il presidente  Il presidente

ALLEGATO

Sono aggiunti i seguenti allegati III e IV al regolamento (UE) n. 648/2012.

"ALLEGATO III

Elenco delle violazioni di cui all'articolo 25 octies, paragrafo 1

I.  Violazioni connesse ai requisiti patrimoniali:

a) le CCP di classe 2 violano l'articolo 16, paragrafo 1, allorché non hanno un capitale iniziale permanente e disponibile di almeno 7,5 milioni di EUR;

b) le CCP di classe 2 violano l'articolo 16, paragrafo 2, allorché non hanno un capitale, compresi gli utili non distribuiti e le riserve, proporzionato al rischio derivante dalle loro attività e in qualsiasi momento sufficiente a permettere una liquidazione o una ristrutturazione ordinata di tali attività in un lasso di tempo adeguato e un'adeguata protezione della CCP dai rischi di credito, di controparte, di mercato, operativi, giuridici e commerciali che non siano già coperti dalle risorse finanziarie specifiche di cui agli articoli 41, 42, 43 e 44.

II.  Violazioni connesse ai requisiti organizzativi o ai conflitti di interesse:

a)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 26, paragrafo 1, allorché non sono dotate di solidi dispositivi di governo societario, ivi compresa una chiara struttura organizzativa con linee di responsabilità ben definite, trasparenti e coerenti, procedure efficaci per l'individuazione, la gestione, la sorveglianza e la segnalazione dei rischi ai quali sono o potrebbero essere esposte e adeguati meccanismi di controllo interno, tra cui valide procedure amministrative e contabili;

b)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 26, paragrafo 2, allorché non adottano politiche e procedure adeguate sufficientemente efficaci per assicurare il rispetto, anche da parte dei loro dirigenti e dipendenti, di tutte le disposizioni del presente regolamento;

c)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 26, paragrafo 3, allorché non mantengono o gestiscono una struttura organizzativa che assicuri la continuità e il regolare funzionamento della prestazione dei servizi e dell'esercizio delle attività, o allorché non utilizzano sistemi, risorse e procedure adeguati e proporzionati;

d)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 26, paragrafo 4, allorché non mantengono una chiara separazione nell'ambito della struttura gerarchica tra le linee di responsabilità per la gestione dei rischi e quelle per altre attività;

e)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 26, paragrafo 5, allorché non adottano, attuano o mantengono una politica retributiva che promuova una gestione dei rischi sana ed efficace e non crei incentivi all'allentamento delle norme in materia di rischio;

f)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 26, paragrafo 6, allorché non mantengono sistemi informatici adeguati per gestire la complessità, la diversità e il tipo dei servizi forniti e delle attività esercitate, in modo da assicurare norme di sicurezza elevate e l'integrità e la riservatezza delle informazioni detenute;

g)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 26, paragrafo 7, allorché non rendono gratuitamente accessibili al pubblico i loro dispositivi di governo societario e le norme che le disciplinano nonché i loro criteri di ammissione per i partecipanti diretti;

h)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 26, paragrafo 8, allorché non sono soggette frequentemente a verifiche indipendenti, non comunicano i risultati di tali verifiche al consiglio o non mettono detti risultati a disposizione dell'AESFEM;

i)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 27, paragrafo 1, o l'articolo 27, paragrafo 2, secondo comma, allorché non garantiscono che l'alta dirigenza e i membri del consiglio possiedano i requisiti di onorabilità e professionalità necessari per assicurare una gestione sana e prudente della CCP;

j)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 27, paragrafo 2, allorché non assicurano che almeno un terzo dei membri del consiglio, ma non meno di due di essi, siano indipendenti, allorché non invitano i rappresentanti dei clienti dei partecipanti diretti alle riunioni del consiglio per le questioni afferenti agli articoli 38 e 39 o allorché legano la remunerazione dei membri indipendenti e di altri membri non esecutivi del consiglio ai risultati economici della CCP;

k)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 27, paragrafo 3, allorché non stabiliscono chiaramente i ruoli e le responsabilità del consiglio o non mettono a disposizione dell'AESFEM e dei revisori i verbali delle sue riunioni;

l)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 28, paragrafo 1, allorché non istituiscono un comitato dei rischi o non fanno sì che esso sia composto dai rappresentanti dei partecipanti diretti, i membri indipendenti del consiglio e i rappresentanti dei suoi clienti, o allorché compongono il comitato dei rischi in maniera tale per cui uno dei gruppi di rappresentanti dispone della maggioranza in seno al comitato dei rischi, o allorché non informano debitamente l'AESFEM delle attività e delle decisioni del comitato dei rischi qualora l'AESFEM abbia chiesto di essere debitamente informata;

m)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 28, paragrafo 2, allorché non stabiliscono chiaramente il mandato del comitato dei rischi, i dispositivi di governo societario per assicurarne l'indipendenza, le sue procedure operative, i criteri di ammissione e il meccanismo di elezione dei suoi membri, allorché non rendono pubblici i dispositivi di governo societario, o allorché non prevedono che il comitato dei rischi sia presieduto da un membro indipendente del consiglio, riferisca direttamente al consiglio e si riunisca regolarmente;

n)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 28, paragrafo 3, allorché non consentono che il comitato dei rischi formuli pareri all'attenzione del consiglio su tutte le misure che possano influire sulla gestione dei rischi della CCP o allorché in situazioni di emergenza non compiono ogni ragionevole sforzo per consultare il comitato dei rischi sugli sviluppi che incidono sulla gestione dei rischi della CCP;

o)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 28, paragrafo 5, allorché non informano immediatamente l'AESFEM di ogni decisione per la quale il consiglio decide di non seguire il parere del comitato dei rischi;

p)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 29, paragrafo 1, allorché non conservano per un periodo minimo di dieci anni tutti i dati relativi ai servizi forniti e alle attività esercitate che sono necessari per permettere all'AESFEM di controllare il rispetto del presente regolamento;

q)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 29, paragrafo 2, allorché non conservano tutte le informazioni relative a tutti i contratti da esse trattati per un periodo di almeno dieci anni dopo la risoluzione in modo tale da consentire di determinare le condizioni originarie di un'operazione prima della compensazione mediante CCP;

r)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 29, paragrafo 3, allorché non mettono a disposizione dell'AESFEM e dei membri interessati del SEBC, su richiesta, i dati e le informazioni di cui all'articolo 29, paragrafi 1 e 2, o tutte le informazioni relative alle posizioni dei contratti compensati, indipendentemente dalla sede di esecuzione delle operazioni;

s)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 30, paragrafo 1, allorché omettono di fornire informazioni o forniscono informazioni false o incomplete all'AESFEM sull'identità degli azionisti o dei soci, diretti o indiretti, persone fisiche o giuridiche, che detengono partecipazioni qualificate, nonché sugli importi delle partecipazioni;

t)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 30, paragrafo 4, allorché consentono alle persone di cui all'articolo 30, paragrafo 1, di esercitare un'influenza che possa pregiudicare la gestione sana e prudente della CCP;

u)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 31, paragrafo 1, allorché omettono di fornire informazioni o forniscono informazioni false o incomplete all'AESFEM su ogni cambiamento a livello dirigenziale o allorché non le trasmettono tutte le informazioni necessarie per valutare il rispetto degli obblighi di cui all'articolo 27, paragrafo 1, o all'articolo 27, paragrafo 2, secondo comma;

v)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 33, paragrafo 1, allorché non mantengono o applicano disposizioni organizzative e amministrative scritte efficaci per individuare o gestire ogni potenziale conflitto di interessi tra di esse, compresi i dirigenti, il personale o le persone aventi direttamente o indirettamente il controllo o stretti legami con esse, e i loro partecipanti diretti o i loro clienti noti alle CCP stesse, o allorché non mantengono o non attuano adeguate procedure finalizzate a risolvere potenziali conflitti di interessi;

w)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 33, paragrafo 2, allorché non informano chiaramente il partecipante diretto o il cliente interessato di quel partecipante diretto che è noto alla CCP della natura generale o delle fonti dei conflitti di interesse prima di accettare nuove operazioni da parte del partecipante diretto interessato, se le disposizioni organizzative o amministrative di una CCP per gestire i conflitti di interessi non bastano ad assicurare, con certezza ragionevole, che venga evitato il rischio di ledere gli interessi di un partecipante diretto o di un cliente;

x)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 33, paragrafo 3, allorché nelle loro disposizioni scritte non tengono conto delle circostanze di cui sono o dovrebbero essere a conoscenza che potrebbero causare un conflitto di interessi risultante dalla struttura e dalle attività di altre imprese con le quali ha un rapporto di impresa madre o di impresa figlia;

y)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 33, paragrafo 5, allorché non adottano tutte le misure ragionevoli per impedire ogni utilizzo abusivo delle informazioni detenute nei loro sistemi o allorché non impediscono l'utilizzo di queste informazioni per altre attività economiche, oppure non impediscono l'utilizzo da parte di una persona fisica avente stretti legami con una CCP o da parte di una persona giuridica avente con una CCP un rapporto di impresa madre o di impresa figlia delle informazioni riservate conservate presso tale CCP a fini commerciali senza previa autorizzazione del cliente cui appartengono tali informazioni riservate;

z)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 36, paragrafo 1, allorché non agiscono in modo corretto e professionale a tutela degli interessi dei loro partecipanti diretti e dei loro clienti;

aa)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 36, paragrafo 2, allorché non si dotano di norme accessibili, trasparenti ed eque per il rapido trattamento dei reclami;

bb)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 37, paragrafo 1 o 2, allorché utilizzano, su base continuativa, criteri di ammissione discriminatori, opachi o soggettivi, o allorché non garantiscono su base continuativa un accesso equo e aperto alla CCP, oppure non garantiscono su base continuativa che i partecipanti diretti dispongano delle risorse finanziarie e della capacità operativa necessarie per adempiere le obbligazioni derivanti dalla loro partecipazione alla CCP, o allorché omettono di effettuare un esame completo della conformità da parte dei partecipanti diretti su base annuale;

cc)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 37, paragrafo 4, allorché non si dotano di procedure obiettive e trasparenti per sospendere i partecipanti diretti che non soddisfano più i criteri di cui all'articolo 37, paragrafo 1, e assicurare il loro ordinato ritiro;

dd)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 37, paragrafo 5, allorché rifiutano l'accesso a partecipanti diretti che soddisfano i criteri di cui all'articolo 37, paragrafo 1, senza motivare la loro decisione per iscritto, sulla base di un'analisi completa dei rischi;

ee)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 38, paragrafo 1, allorché non permettono ai clienti dei loro partecipanti diretti l'accesso separato ai servizi specifici forniti;

ff)  le CCP di classe 2 violano l'articolo 39, paragrafo 7, allorché non offrono i diversi livelli di segregazione di cui a detto paragrafo a condizioni commerciali ragionevoli.

III.  Violazioni connesse ai requisiti operativi:

a) le CCP di classe 2 violano l'articolo 34, paragrafo 1, allorché non stabiliscono, attuano o mantengono una politica adeguata di continuità operativa ed un piano di ripristino in caso di disastro miranti a preservare le loro funzioni, ad assicurare la ripresa tempestiva delle attività e l'adempimento degli obblighi assunti; tale piano prevede almeno la ripresa di tutte le operazioni in corso al momento della disfunzione in modo da permettere alla CCP di continuare a funzionare con certezza e di completare il regolamento alla data prevista;

b) le CCP di classe 2 violano l'articolo 34, paragrafo 2, allorché non adottano, attuano o mantengono un'apposita procedura atta a garantire che, in caso di revoca del riconoscimento a seguito di una decisione a norma dell'articolo 25, le attività e le posizioni del cliente e del partecipante diretto siano regolarmente e tempestivamente regolate o trasferite;

c) le CCP di classe 2 violano l'articolo 35, paragrafo 1, secondo comma, allorché esternalizzano le attività principali relative alla loro gestione dei rischi;

d) le CCP di classe 2 violano l'articolo 39, paragrafo 1, allorché non tengono registri e contabilità separati che consentano loro, in qualsiasi momento e immediatamente, di distinguere nei conti presso la CCP stessa le attività e le posizioni detenute per conto di un partecipante diretto da quelle detenute per conto di ogni altro partecipante diretto e dalle proprie attività;

e) le CCP di classe 2 violano l'articolo 39, paragrafo 2, allorché non offrono di tenere, e non tengono qualora ciò sia richiesto, registri e contabilità separati che consentano a ogni partecipante diretto di distinguere nei conti presso la CCP le attività e le posizioni del partecipante diretto stesso da quelle detenute per conto dei suoi partecipanti diretti;

f) le CCP di classe 2 violano l'articolo 39, paragrafo 3, allorché non offrono di tenere, e non tengono qualora ciò sia richiesto, registri e contabilità separati che consentano ad ogni partecipante diretto di distinguere nei conti presso le CCP le attività e le posizioni detenute per conto di un cliente da quelle detenute per conto di altri clienti, o allorché non offrono ai partecipanti diretti, su richiesta, la possibilità di aprire più conti a loro nome o per conto dei loro clienti;

g) le CCP di classe 2 violano l'articolo 40 allorché non misurano e valutano, in tempo quasi reale, la propria liquidità e le proprie esposizioni creditizie nei confronti di ogni partecipante diretto e, se del caso, nei confronti di un'altra CCP con la quale hanno concluso un accordo di interoperabilità, o allorché non hanno accesso alle fonti pertinenti per la fissazione dei prezzi, in modo da poter misurare effettivamente le proprie esposizioni sulla base di un costo ragionevole;

h) le CCP di classe 2 violano l'articolo 41, paragrafo 1, allorché, per limitare le proprie esposizioni creditizie, non impongono, richiedono o riscuotono margini dai propri partecipanti diretti o, se del caso, dalle CCP con le quali hanno concluso accordi di interoperabilità, o allorché impongono, richiedono o riscuotono margini non sufficienti a coprire le esposizioni potenziali che le CCP ritengono si verificheranno fino alla liquidazione delle corrispondenti posizioni, o a coprire le perdite che derivano almeno dal 99% dei movimenti delle esposizioni nel corso di un periodo di tempo appropriato o sufficienti ad assicurare che la CCP copra completamente con garanzie le sue esposizioni nei confronti di tutti i suoi partecipanti diretti e, se del caso, nei confronti di tutte le CCP con le quali ha concluso accordi di interoperabilità, almeno su base giornaliera o, se necessario, a tenere conto dei potenziali effetti prociclici;

i) le CCP di classe 2 violano l'articolo 41, paragrafo 2, allorché, per la determinazione dei requisiti di margine, non adottano modelli e parametri che integrano le caratteristiche di rischio dei prodotti compensati tenendo conto dell'intervallo tra le riscossioni dei margini, della liquidità del mercato e della possibilità di variazioni nel corso della durata dell'operazione;

j) le CCP di classe 2 violano l'articolo 41, paragrafo 3, allorché non richiedono e riscuotono i margini su base infragiornaliera, almeno quando vengono superate soglie predefinite;

k) le CCP di classe 2 violano l'articolo 42, paragrafo 3, allorché non mantengono un fondo di garanzia in caso di inadempimento che consente alla CCP, in condizioni di mercato estreme ma plausibili, almeno di far fronte all'inadempimento del partecipante diretto nei confronti del quale ha la maggiore esposizione o all'inadempimento del secondo e del terzo maggiore partecipante diretto, se la somma delle loro esposizioni è superiore, o allorché sviluppano scenari che non includono i periodi di più forte volatilità registrati sui mercati ai quali le CCP prestano i loro servizi e una serie di futuri scenari potenziali, che tengono conto delle vendite improvvise di risorse finanziarie e della rapida riduzione della liquidità del mercato;

l) le CCP di classe 2 violano l'articolo 43, paragrafo 2, allorché il fondo di garanzia in caso di inadempimento di cui all'articolo 42 e le altre risorse finanziarie di cui all'articolo 43, paragrafo 1, non permettono loro di far fronte all'inadempimento dei due partecipanti diretti nei confronti dei quali hanno le maggiori esposizioni in condizioni di mercato estreme ma plausibili;

m) le CCP di classe 2 violano l'articolo 44, paragrafo 1, allorché non hanno accesso in ogni momento a una liquidità adeguata per prestare i propri servizi e svolgere le proprie attività o non misurano su base giornaliera il loro fabbisogno potenziale di liquidità;

o) le CCP di classe 2 violano l'articolo 45, paragrafi 1, 2 e 3, allorché non utilizzano i margini costituiti dai partecipanti diretti inadempienti per coprire le perdite prima di far ricorso ad altre risorse finanziarie;

p) le CCP di classe 2 violano l'articolo 45, paragrafo 4, allorché non usano risorse proprie dedicate prima di avvalersi dei contributi versati al fondo di garanzia in caso di inadempimento dai partecipanti diretti non inadempienti;

q) le CCP di classe 2 violano l'articolo 46, paragrafo 1, allorché accettano garanzie diverse da garanzie reali altamente liquide con un rischio di credito e di mercato minimo a copertura delle proprie esposizioni iniziali e continue nei confronti dei partecipanti diretti se non sono consentite altre garanzie reali a norma dell'atto delegato adottato dalla Commissione ai sensi dell'articolo 46, paragrafo 3;

r) le CCP di classe 2 violano l'articolo 47, paragrafo 1, allorché non investono le loro risorse finanziarie unicamente in contanti o in strumenti finanziari altamente liquidi con un rischio di mercato e di credito minimi e che possono essere liquidati a breve termine, con un effetto negativo minimo sui prezzi;

s) le CCP di classe 2 violano l'articolo 47, paragrafo 3, allorché non depositano gli strumenti finanziari costituiti a titolo di margine o a titolo di contributi al fondo di garanzia in caso di inadempimento presso gestori di sistemi di regolamento titoli che assicurino la protezione totale di tali strumenti finanziari, quando disponibili, o non avvalendosi di altri meccanismi altamente sicuri presso enti finanziari autorizzati;

t) le CCP di classe 2 violano l'articolo 47, paragrafo 4, allorché non costituiscono depositi in contanti attraverso meccanismi altamente sicuri presso enti finanziari autorizzati oppure attraverso l'uso di depositi presso le banche centrali o altri strumenti paragonabili previsti dalle banche centrali;

u) le CCP di classe 2 violano l'articolo 47, paragrafo 5, allorché depositano attività presso terzi senza provvedere affinché le attività appartenenti ai partecipanti diretti siano tenute distinte dalle attività appartenenti alla CCP e da quelle appartenenti a terzi attraverso conti intestati diversamente nei libri contabili di terzi o attraverso altre misure equivalenti che conseguono lo stesso grado di protezione o allorché, se necessario, non hanno rapidamente accesso agli strumenti finanziari;

v) le CCP di classe 2 violano l'articolo 47, paragrafo 6, allorché investono il loro capitale o le somme derivanti dai requisiti stabiliti agli articoli 41, 42, 43 o 44 in propri titoli o in quelli della propria impresa madre o della propria impresa figlia;

w) le CCP di classe 2 violano l'articolo 48, paragrafo 1, allorché non dispongono di procedure dettagliate da seguire nel caso in cui un partecipante diretto non rispetti i requisiti di cui all'articolo 37 entro i termini e secondo le procedure stabiliti dalle controparti centrali, o allorché non definiscono dettagliatamente le procedure da seguire nel caso in cui l'inadempimento di un partecipante diretto non sia dichiarato da esse stesse o allorché non sottopongono tali procedure a un riesame annuale;

x) le CCP di classe 2 violano l'articolo 48, paragrafo 2, allorché non intervengono rapidamente per contenere le perdite e limitare le pressioni sulla liquidità dovute all'inadempimento dei partecipanti diretti e per assicurare che la liquidazione delle posizioni di un partecipante diretto non perturbi le loro attività e non esponga i partecipanti diretti non inadempienti a perdite che questi non possono né prevedere né controllare;

y) le CCP di classe 2 violano l'articolo 48, paragrafo 3, allorché omettono di informare prontamente l'AESFEM prima che le procedure di inadempimento siano dichiarate o avviate;

z) le CCP di classe 2 violano l'articolo 48, paragrafo 4, allorché non verificano il carattere esecutivo delle loro procedure in caso di inadempimento e non adottano tutte le misure ragionevoli per assicurare di disporre dei poteri giuridici necessari per liquidare le posizioni proprietarie del partecipante diretto inadempiente e trasferire o liquidare le posizioni dei clienti del partecipante diretto inadempiente;

aa) le CCP di classe 2 violano l'articolo 49, paragrafo 1, allorché non riesaminano regolarmente i modelli e i parametri adottati per calcolare i requisiti di margine, i contributi al fondo di garanzia in caso di inadempimento e i requisiti in materia di garanzie, nonché altri meccanismi di controllo dei rischi, e allorché non sottopongono frequentemente i modelli a prove di stress rigorose per valutarne la resilienza in condizioni di mercato estreme ma plausibili o non effettuano prove a posteriori per valutare l'affidabilità del metodo adottato, oppure non ottengono una convalida indipendente, o non informano l'AESFEM dei risultati delle prove effettuate o non ne ottengono la convalida prima di adottare modifiche significative ai modelli e ai parametri;

bb) le CCP di classe 2 violano l'articolo 49, paragrafo 2, allorché non verificano regolarmente gli aspetti essenziali delle procedure in caso di inadempimento o non adottano tutte le misure ragionevoli per assicurare che tutti i partecipanti diretti le capiscano e dispongano dei meccanismi appropriati per reagire in caso di inadempimento;

cc) le CCP di classe 2 violano l'articolo 49, paragrafo 1 bis, allorché adottano modifiche significative ai modelli e ai parametri di cui all'articolo 49, paragrafo 1, prima di ottenere la convalida di tali modifiche da parte dell'AESFEM;

dd) le CCP di classe 2 violano l'articolo 50, paragrafo 1, allorché non utilizzano, laddove conveniente e disponibile, moneta di banca centrale per il regolamento delle loro operazioni o non adottano misure per limitare rigorosamente i rischi del regolamento in contanti qualora non sia utilizzata moneta di banca centrale;

ee) le CCP di classe 2 violano l'articolo 50, paragrafo 3, allorché non eliminano il rischio di perdita del capitale ricorrendo per quanto possibile a meccanismi di consegna dietro pagamento quando hanno l'obbligo di effettuare o ricevere consegne di strumenti finanziari;

ff) le CCP di classe 2 violano l'articolo 50 bis o l'articolo 50 ter, allorché non calcolano il KCCP come specificato in tale articolo o non rispettano le regole per il calcolo del KCCP di cui all'articolo 50 bis, paragrafo 2, all'articolo 50 ter e all'articolo 50 quinquies;

gg) le CCP di classe 2 violano l'articolo 50 bis, paragrafo 3, allorché non calcolano il KCCP almeno con cadenza trimestrale o lo calcolano meno frequentemente di quanto prescritto dall'AESFEM in conformità dell'articolo 50 bis, paragrafo 3;

hh) le CCP di classe 2 violano l'articolo 51, paragrafo 2, allorché non beneficiano di un accesso non discriminatorio sia ai dati necessari per esercitare le loro funzioni da una sede di negoziazione, a condizione di rispettare i requisiti tecnici e operativi stabiliti da quest'ultima, sia al sistema di regolamento interessato;

ii) le CCP di classe 2 violano l'articolo 52, paragrafo 1, allorché concludono un accordo di interoperabilità senza soddisfare i requisiti di cui alle lettere a), b), c) e d) dello stesso paragrafo;

jj) le CCP di classe 2 violano l'articolo 53, paragrafo 1, allorché non distinguono nei conti le attività e le posizioni detenute per conto di un'altra CCP con cui hanno concluso un accordo di interoperabilità;

kk) le CCP di classe 2 violano l'articolo 54, paragrafo 1, allorché concludono un accordo di interoperabilità senza l'approvazione preliminare dell'AESFEM.

IV.  Violazioni connesse alla trasparenza e alla disponibilità di informazioni:

a) le CCP di classe 2 violano l'articolo 38, paragrafo 1, allorché non pubblicano separatamente i prezzi e le commissioni di ciascun servizio prestato, compresi gli sconti e le riduzioni, nonché le condizioni da soddisfare per beneficiarne;

b) le CCP di classe 2 violano l'articolo 38, paragrafo 1, allorché non comunicano all'AESFEM le informazioni sui costi e sui proventi dei propri servizi;

c) le CCP di classe 2 violano l'articolo 38, paragrafo 2, allorché non informano i partecipanti diretti e i loro clienti dei rischi associati ai servizi forniti;

d) le CCP di classe 2 violano l'articolo 38, paragrafo 3, allorché non comunicano ai loro partecipanti diretti o all'AESFEM le informazioni sui prezzi utilizzate per il calcolo delle loro esposizioni a fine giornata nei confronti dei partecipanti diretti o non rendono pubblici i volumi delle operazioni compensate per ogni strumento compensato dalle CCP stesse su base aggregata;

f) le CCP di classe 2 violano l'articolo 38, paragrafo 4, allorché non rendono pubblici i requisiti operativi e tecnici relativi ai protocolli di comunicazione riguardanti il contenuto e i formati dei messaggi utilizzati nell'interazione con i terzi, inclusi i requisiti operativi e tecnici di cui all'articolo 7;

g) le CCP di classe 2 violano l'articolo 38, paragrafo 5, allorché non rendono pubbliche le eventuali violazioni da parte di partecipanti diretti dei criteri di cui all'articolo 37, paragrafo 1, o dei requisiti stabiliti all'articolo 38, paragrafo 5, salvo nei casi in cui l'AESFEM ritenga che tale divulgazione al pubblico possa rappresentare una grave minaccia alla stabilità finanziaria o alla fiducia nel mercato o possa mettere gravemente a rischio i mercati finanziari o arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte;

h) le CCP di classe 2 violano l'articolo 39, paragrafo 7, allorché non rendono pubblici i livelli di protezione e i costi associati ai vari livelli di segregazione che forniscono;

i) le CCP di classe 2 violano l'articolo 49, paragrafo 3, allorché non rendono pubblici aspetti essenziali del loro modello di gestione dei rischi o le ipotesi prese in considerazione per effettuare la prova di stress di cui all'articolo 49, paragrafo 1;

j) le CCP di classe 2 violano l'articolo 50, paragrafo 2, allorché non indicano chiaramente le loro obbligazioni in materia di consegna di strumenti finanziari, precisando in particolare se hanno l'obbligo di effettuare o ricevere la consegna di uno strumento finanziario o se indennizzano i partecipanti per le perdite subite nella procedura di consegna;

k) le CCP di classe 2 violano l'articolo 50 quater, paragrafo 1, allorché non notificano le informazioni di cui all'articolo 50 quater, paragrafo 1, lettere a), b), c), d) ed e), a coloro tra i loro partecipanti diretti che sono enti e alle loro autorità competenti;

l) le CCP di classe 2 violano l'articolo 50 quater, paragrafo 2, allorché non informano coloro tra i loro partecipanti diretti che sono enti almeno con cadenza trimestrale o li informano meno frequentemente di quanto richiesto dall'AESFEM in conformità dell'articolo 50 quater, paragrafo 2.

V.  Violazioni relative agli ostacoli alle attività di vigilanza:

a) le CCP violano l'articolo 25 quater allorché omettono di fornire informazioni in risposta a una decisione di richiesta di informazioni ai sensi dell'articolo 25 quater, paragrafo 2, o forniscono informazioni inesatte o fuorvianti in risposta a una semplice richiesta d'informazioni dell'AESFEM ai sensi dell'articolo 25 quater, paragrafi 2 o 3, o in risposta a una decisione dell'AESFEM di richiesta d'informazioni ai sensi dell'articolo 25 quater, paragrafo 3;

b) le CCP forniscono risposte inesatte o fuorvianti a quesiti sottoposti ai sensi dell'articolo 25 quinquies, paragrafo 1, lettera c) o d);

c) le CCP di classe 2 non si conformano a tempo debito alle misure di vigilanza previste da una decisione adottata dall'AESFEM ai sensi dell'articolo 25 quindecies;

d) le CCP di classe 2 non si sottopongono a un'ispezione in loco prevista da una decisione di ispezione adottata dall'AESFEM ai sensi dell'articolo 25 sexies".

1.  È inserito il seguente allegato IV:

"ALLEGATO IV

Elenco dei coefficienti in funzione delle circostanze aggravanti o attenuanti per l'applicazione dell'articolo 25 octies, paragrafo 3

I coefficienti seguenti sono applicabili in modo cumulativo agli importi base di cui all'articolo 25 octies, paragrafo 2:

I.  Coefficienti di adeguamento applicati in funzione di circostanze aggravanti:

a) se la violazione è stata commessa ripetutamente, per ogni volta che è stata ripetuta è applicato un coefficiente aggiuntivo di 1,1;

b) se la violazione è stata commessa per oltre sei mesi è applicato un coefficiente di 1,5;

c) in caso di evidenziazione, attraverso la violazione, di carenze sistemiche nell'organizzazione della CCP, in particolare nelle procedure, nei sistemi di gestione o nei controlli interni della stessa, si applica un coefficiente pari a 2,2;

d) se la violazione ha un impatto negativo sulla qualità delle attività e dei servizi della CCP è applicato un coefficiente di 1,5;

e) se la violazione è stata commessa intenzionalmente è applicato un coefficiente di 2;

f) se non è stato preso alcun provvedimento dal momento dell'accertata violazione è applicato un coefficiente di 1,7;

g) se l'alta dirigenza della CCP non ha cooperato con l'AESFEM nello svolgimento delle indagini è applicato un coefficiente di 1,5.

II.  Coefficienti di adeguamento applicati in funzione di circostanze attenuanti:

a) se la violazione è stata commessa per meno di dieci giorni lavorativi è applicato un coefficiente di 0,9;

b) se l'alta dirigenza della CCP può dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per prevenire la violazione è applicato un coefficiente di 0,7;

c) se la CCP ha riferito rapidamente, con efficacia e completezza la violazione all'AESFEM è applicato un coefficiente di 0,4;

d) in caso di adozione volontaria da parte della CCP di misure volte a impedire il ripetersi di simili violazioni in futuro, si applica un coefficiente pari a 0,6.».

(1)

  GU C 385 del 15.11.2017, pag. 3.

(2)

  GU C 434 del 15.12.2017, pag. 63.

(3)

* Emendamenti: il testo nuovo o modificato è evidenziato in corsivo grassetto e le soppressioni sono segnalate con il simbolo ▌.

(4)

  GU C 385 del 15.11.2017, pag. 3.

(5)

  GU C 434 del 15.12.2017, pag. 63.

(6)

  Posizione del Parlamento europeo del … (GU ...) e decisione del Consiglio del …

(7)

  Regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1).

(8)

  Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 per quanto riguarda l'obbligo di compensazione, la sospensione dell'obbligo di compensazione, gli obblighi di segnalazione, le tecniche di attenuazione del rischio per i contratti derivati OTC non compensati mediante controparte centrale, la registrazione e la vigilanza dei repertori di dati sulle negoziazioni e i requisiti dei repertori di dati sulle negoziazioni, COM/2017/0208 final.

(9)

  Conformemente al regolamento (UE) n. 648/2012, l'AESFEM fornisce un elenco delle CCP di paesi terzi che sono state riconosciute e possono quindi offrire servizi e attività nell'Unione. Le CCP dei paesi terzi sono stabilite in 15 paesi coperti dalle decisioni di equivalenza delle CCP adottate dalla Commissione: l'Australia, Hong Kong, Singapore, il Giappone, il Canada, la Svizzera, la Corea del Sud, il Messico, il Sud Africa, la CFTC degli Stati Uniti, il Brasile, gli Emirati arabi uniti, il Centro finanziario internazionale di Dubai (DIFC), l'India e la Nuova Zelanda.

(10)

  Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un quadro di risanamento e risoluzione delle controparti centrali e recante modifica dei regolamenti (UE) n. 1095/2010, (UE) n. 648/2012 e (UE) 2015/2365. COM(2016) 856 final.

(11)

  Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Banca centrale europea - Rispondere alle sfide relative alle infrastrutture essenziali dei mercati finanziari e all'ulteriore sviluppo dell'Unione dei mercati dei capitali, Bruxelles, 4.5.2017, COM(2017)225 final.

(12)

  Comunicazione sullo "Stato dell'Unione 2016: Completare l'Unione dei mercati dei capitali - la Commissione accelera le riforme", 14 settembre 2016.

(13)

  Consultazione pubblica sulle attività delle autorità europee di vigilanza,

(14)

  Regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio, del 15 ottobre 2013, che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi (GU L 287 del 29.10.2013, pag. 63).


ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

L'elenco in appresso è compilato su base puramente volontaria, sotto l'esclusiva responsabilità del relatore. Nel corso dell'elaborazione della relazione, il relatore ha ricevuto contributi dalle seguenti entità o persone:

Entità e/o persona

 

Camera di commercio americana: membri del comitato per i servizi finanziari

Association Française de gestion: Virginie Buey, Virginie Gaborit, Pierre Garrault, Jean-Louis Laurens

 

Associazione per i mercati finanziari in Europa: Stephen Burton, Michael Cole-Fontayn

Autorité des Marchés Financiers: Patrice Aguesse, Claire Guillaumot, Isabelle Massonat

Banca d'Inghilterra: David Bailey, Barry King, Zertasha Malik, Holly Snaith, Richard Spooner

Banque de France: Emmanuelle Assouan, Claudine Hurman, Ivan Odonnat, Francois Villeroy de Galhau,

Blackrock: Stephen Fisher, Carey Evans

Brunswick Group: Michael Feuerstein

CEPS: Karel Lannoo

Chicago Mercantile Exchange (CME) : Sunil Cutinho, Sean Downey, Emily Hendrix, Simon Turek

City Bank: Slawomir Sikora

City UK: John Mac Farlane

City of London: Jeremy Browne

Commerzbank: Martin Zielke

The Depository Trust and Clearing Corporation (DTCC): Ann Schuman, Michalis Sotiropoulos, Mark Wetjen

Deutsche Bank: Jürgen Feil, Arthur Marquis, Nina Schindler, Katharina Wolf

Deutsche Börse: Niels Brab, Claire Bravard Alexandra Hachmeister

Eurex: Thomas Book, Niels Brab, Matthias Graulich, Erik Müller

Associazione europea delle banche pubbliche: Filip Chraska, Thorsten Guthke

Associazione europea delle camere di compensazione CCP: Chiara Bergamaschi, Rafael Plata

Banca centrale europea: Marguerite Connell, Benoit Coeure, Stephanie.Bergbauer, Corinna Freund, Jean-Francois Jamet, Pierre Marmara, Yves Mersch, Panagiotis Papapaschalis, Clement Rouveyrol

Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati: Giampiero Carla , Steven Maijoor, Jakub Michalik, Maud Thimon

Federazione delle borse valori europee: Richard Fenner

Fédération bancaire française: Taha Bousmaha, Philippe de Soumagnat, Benjamin Quatre

German fund managers association (BVI) : Felix Ertl, Rudolf Siebel

Intercontinental Exchange (ICE) : Nicolas Kügler, Finbarr Hutcheson

KPDW CCP: Slawomir Panasiuk, Marcin Truchanowicz, Karolina Ziolkowska

London Clearing House (LCH): Julien Jardelot, Daniel Maguire, Corentine Poilvet-Clediere, Nikhil Rathi

Luxembourg Bankers' association and Luxembourg Fund industry association: Marc-André Bechet, Antoine Kremer, Gilles Pierre

 

FIA: Walt Lukken, Jackie Mesa, Corinna Schempp, Simon Puleston Jones

International Swaps and Derivatives Association (ISDA): Roger Cogan, Ulrich Karl

International Regulatory Strategy Group: Mark Hoban

Moody's: Nigel Phipps

Japan Center for International Finance: Jutaro Kaneko

NASDAQ: Erica Brown, Julia Haglind, Hans-Ole Jochumsen,

Nomura Bank: Yuji Nakata

SIX-clear : Matthias Heer, Urs Wieland

Land dell'Assia: Mark Weinmeister, Robert Möhrle

Union Investment: Andreas Illenseer

US Commodities Futures Trading Commission: John Behnam, Chris Giancarlo, Brian Quintenz, Eric Pan, Tracey Wingate

Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti: Corrado Camera, Lawrence Norton, Rebekah Goshorn-Jurata

Camera di commercio degli Stati Uniti: Thomas Quaadman, Samantha DeZur, Sean Downey, Giovanni Campi

Le seguenti entità hanno organizzato eventi a cui l'on. Hübner ha partecipato e ha presentato il suo lavoro sulla vigilanza della CCP:

APCO, Associazione delle banche tedesche, Associazione per i mercati finanziari in Europa (AFME), Camera di commercio britannica, Eurofi, European Parliamentary Financial Services Forum (EPFSF), Financial Future, Fleishmann Hillard, Linklaters, QED


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Modifica del regolamento (UE) n. 1095/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) e del regolamento (UE) n. 648/2012 relativamente alle procedure e alle autorità competenti per l'autorizzazione delle controparti centrali (CCP) e ai requisiti per il riconoscimento di CCP di paesi terzi

Riferimenti

COM(2017)0331 – C8-0191/2017 – 2017/0136(COD)

Presentazione della proposta al PE

13.6.2017

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

11.9.2017

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

BUDG

11.9.2017

ITRE

11.9.2017

JURI

11.9.2017

AFCO

11.9.2017

Pareri non espressi

       Decisione

BUDG

29.6.2017

ITRE

11.10.2017

JURI

12.7.2017

AFCO

11.9.2017

Relatori

       Nomina

Danuta Maria Hübner

6.7.2017

 

 

 

Esame in commissione

10.10.2017

21.2.2018

24.4.2018

 

Approvazione

16.5.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

45

4

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Burkhard Balz, Hugues Bayet, Pervenche Berès, Thierry Cornillet, Esther de Lange, Markus Ferber, Jonás Fernández, Giuseppe Ferrandino, Sven Giegold, Neena Gill, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Danuta Maria Hübner, Cătălin Sorin Ivan, Petr Ježek, Wolf Klinz, Georgios Kyrtsos, Philippe Lamberts, Werner Langen, Sander Loones, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Gabriel Mato, Costas Mavrides, Alex Mayer, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Sirpa Pietikäinen, Pirkko Ruohonen-Lerner, Anne Sander, Alfred Sant, Martin Schirdewan, Molly Scott Cato, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Paul Tang, Ramon Tremosa i Balcells, Ernest Urtasun, Marco Valli, Tom Vandenkendelaere, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Andrea Cozzolino, Ramón Jáuregui Atondo, Paloma López Bermejo, Thomas Mann, Joachim Starbatty, Romana Tomc, Lieve Wierinck

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Agnieszka Kozłowska-Rajewicz

Deposito

25.5.2018


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

45

+

ALDE

Thierry Cornillet, Petr Ježek, Wolf Klinz, Ramon Tremosa i Balcells, Lieve Wierinck

ECR

Sander Loones, Bernd Lucke, Stanisław Ożóg, Pirkko Ruohonen-Lerner, Joachim Starbatty

PPE

Burkhard Balz, Markus Ferber, Brian Hayes, Danuta Maria Hübner, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Georgios Kyrtsos, Esther de Lange, Werner Langen, Ivana Maletić, Thomas Mann, Gabriel Mato, Luděk Niedermayer, Sirpa Pietikäinen, Anne Sander, Theodor Dumitru Stolojan, Romana Tomc, Tom Vandenkendelaere

S&D

Hugues Bayet, Pervenche Berès, Andrea Cozzolino, Jonás Fernández, Giuseppe Ferrandino, Roberto Gualtieri, Cătălin Sorin Ivan, Ramón Jáuregui Atondo, Olle Ludvigsson, Costas Mavrides, Alfred Sant, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Paul Tang

VERTS/ALE

Sven Giegold, Philippe Lamberts, Molly Scott Cato, Ernest Urtasun

4

-

ECR

Kay Swinburne

ENF

Gerolf Annemans, Bernard Monot, Marco Zanni

5

0

EFDD

Marco Valli

GUE/NGL

Paloma López Bermejo, Martin Schirdewan

S&D

Neena Gill, Alex Mayer

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2018Avviso legale