Procedura : 2017/2007(INI)
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Ciclo del documento : A8-0223/2018

Testi presentati :

A8-0223/2018

Discussioni :

PV 02/07/2018 - 22
CRE 02/07/2018 - 22

Votazioni :

PV 03/07/2018 - 11.6
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Testi approvati :

P8_TA(2018)0274

RELAZIONE     
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26.6.2018
PE 618.019v03-00 A8-0223/2018

sulla stampa tridimensionale, una sfida nell'ambito dei diritti di proprietà intellettuale e della responsabilità civile

(2017/2007(INI))

Commissione giuridica

Relatore: Joëlle Bergeron

ERRATA/ADDENDA
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla stampa tridimensionale, una sfida nell'ambito dei diritti di proprietà intellettuale e della responsabilità civile

(2017/2007(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale(1),

–  vista la direttiva 85/374/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1985, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi(2),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo dal titolo "Vivere domani. La stampa tridimensionale come strumento per rafforzare l'economia europea"(3),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Un sistema equilibrato di tutela della PI per affrontare le sfide della società odierna" (COM(2017)0707),

–  vista la comunicazione della Commissione del 27 novembre 2017 dal titolo "Orientamenti in merito ad alcuni aspetti della direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (COM(2017)0708),

–  visto il documento di riflessione della Commissione, del 10 maggio 2017, sulla gestione della globalizzazione (COM(2017)0240),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0223/2018),

A.  considerando che la stampa tridimensionale (3D) è divenuta accessibile al grande pubblico con l'immissione sul mercato di stampanti 3D destinate ai privati e con l'arrivo sul mercato di società che propongono ad un tempo modelli digitali e servizi di stampa 3D;

B.  considerando che la stampa 3D è considerata uno degli ambiti tecnologici più importanti, in relazione ai quali l'Europa può svolgere un ruolo di primo piano; che la Commissione ha riconosciuto i vantaggi della stampa 3D sponsorizzando, tra il 2014 e il 2016, 21 progetti basati su tale tecnologia mediante il programma Orizzonte 2020;

C.  considerando che i primi esperimenti di stampa 3D risalgono agli anni Sessanta e che, inizialmente sviluppata negli Stati Uniti, questa tecnologia ha iniziato a farsi strada nel mondo dell'industria solo agli inizi degli anni Ottanta;

D.  considerando che il mercato delle stampanti 3D è un settore che sta sperimentando una rapida crescita, che si prevede resterà tale nei prossimi anni;

E.  considerando che, tuttavia, lo sviluppo di spazi comunitari per la stampa 3D, spesso denominati "fablab", e di servizi di stampa a distanza, talvolta abbinati a una piattaforma di scambio online di file 3D, consente a chiunque di far stampare un oggetto in 3D, e che ciò rappresenta un vantaggio per gli inventori e i promotori di progetti;

F.  considerando che la stampa tridimensionale ha un enorme potenziale di trasformazione delle catene di fornitura nella fabbricazione, e ciò potrebbe aiutare l'Europa a incrementare i livelli di produzione; che l'applicazione di tale tecnologia offre nuove opportunità per l'innovazione e lo sviluppo d'impresa;

G.  considerando che l'UE ha posto la stampa 3D tra i settori tecnologici prioritari; che nel suo recente documento di riflessione sulla gestione della globalizzazione la Commissione enumera peraltro la stampa 3D tra i fattori che maggiormente stimoleranno le trasformazioni industriali;

H.  considerando che la Commissione ha indicato la stampa 3D quale ambito d'azione prioritario con un rilevante potenziale economico, soprattutto per le piccole imprese innovative; che numerosi paesi hanno già riconosciuto il potenziale trasformativo della stampa 3D e hanno iniziato ad adottare, benché in modo disuguale, diverse strategie per creare un ecosistema economico e tecnologico che ne favorisca lo sviluppo;

I.  considerando che la maggior parte dei prodotti realizzati mediante stampa 3D è attualmente data da prototipi; che certe industrie utilizzano parti finali già da diversi anni e che tale mercato continua a registrare una crescita abbastanza rapida; che una parte sempre crescente dei prodotti realizzati con stampa 3D consiste in articoli pronti all'uso o alla commercializzazione più che semplici prototipi;

J.  considerando che i potenziali vantaggi della stampa 3D per le imprese innovative sono molteplici; che, in particolare, la stampa 3D consente una riduzione dei costi generali quando si sviluppano, progettano e testano nuovi prodotti o si migliorano quelli già esistenti;

K.  considerando che l'utilizzo della stampa 3D si sta diffondendo in modo crescente nella società e in particolare nel settore dell'istruzione, nei consessi civici e del campo delle start-up, per esempio i "makerspace", come pure nel settore privato;

L.  considerando che la stampa 3D sta diventando più semplice e accessibile al grande pubblico; che si prevede che in tempi brevi, si ridurranno in maniera significativa i limiti relativi ai materiali che possono essere utilizzati, la velocità e il consumo di materie prime e di energia;

M.  considerando che gran parte delle industrie avanzate utilizza ormai questa tecnologia, che le opportunità di utilizzo della stampa 3D hanno registrato un drastico aumento in molti ambiti e che le aspettative sono elevate in diversi settori, ad esempio quelli medico (dalla medicina rigenerativa alla produzione di protesi), aeronautico, aerospaziale, automobilistico, dell'elettrodomestico, dell'edilizia, della ricerca archeologica, dell'architettura, dell'ingegneria meccanica, dell'industria del tempo libero o ancora del design;

N.  considerando che l'assenza di una normativa ha limitato il ricorso alla stampa 3D in settori industriali chiave quali, ad esempio, quelli aerospaziale e medico/odontoiatrico, e che la regolamentazione dell'utilizzo di stampanti 3D contribuirà a incrementare l'utilizzo delle tecnologie e offrirà opportunità di ricerca e sviluppo;

O.  considerando che nel suddetto parere del Comitato economico e sociale europeo si afferma che, grazie anche alla rivoluzione digitale, "L'Europa, utilizzando la giusta tecnologia di produzione avanzata potrebbe reimportare la produzione dalle regioni a bassi salari, al fine di stimolare l'innovazione e creare una crescita sostenibile nell'UE";

P.  considerando che la stampa 3D diminuirebbe al contempo le spese di trasporto e le emissioni di CO2;

Q.  considerando che la tecnologia della stampa 3D dovrebbe incidere positivamente sulla creazione di un maggior numero di nuovi posti di lavoro qualificati che richiedono uno sforzo fisico minore e sono meno pericolosi in taluni casi (tecnici di manutenzione, ingegneri, progettisti, ecc.) e che, con la creazione di nuovi posti di tecnici (ad esempio, operatori di stampa 3D), emergerebbero nuove responsabilità e l'industria della stampa 3D dovrebbe fornire le formazioni adeguate affinché i tecnici siano allo stesso livello dei loro colleghi operanti nella fabbricazione tradizionale; che la tecnologia della stampa 3D ridurrà inoltre i costi di produzione e di deposito (per le produzioni a volumi bassi e personalizzate, ecc.); che, tuttavia, il calo dei posti di lavoro nel settore manifatturiero avrà importanti ripercussioni sui paesi la cui economia dipende dall'esistenza di numerosi posti di lavoro poco qualificati;

R.  considerando che attualmente non è possibile misurare le esatte conseguenze economiche generate dallo sviluppo dell'industria 3D nei vari Stati membri dell'UE;

S.  considerando che la stampa 3D potrebbe offrire al consumatore la possibilità di rispondere all'obsolescenza programmata, consentendogli di fabbricare autonomamente i pezzi di ricambio per gli elettrodomestici, che hanno una durata sempre più breve;

T.  considerando che la tecnologia della stampa 3D potrebbe sollevare alcune preoccupazioni specifiche di carattere legale ed etico, sia nei settori del diritto della proprietà intellettuale, come ad esempio i diritti d'autore, i brevetti, la progettazione, i marchi tridimensionali come pure le indicazioni geografiche, che in quelli della responsabilità civile, e che tali preoccupazioni rientrano inoltre nella sfera di competenza della commissione giuridica del Parlamento;

U.  considerando che le nuove tecnologie possono scansionare oggetti o persone e generare archivi digitali che poi possono essere stampati in 3D e che ciò può incidere sui diritti d'immagine e sul diritto alla vita privata;

V.  considerando che la tecnologia della stampa 3D potrebbe sollevare anche preoccupazioni correlate alla sicurezza, soprattutto per quanto riguarda la cibersicurezza, in particolare con riferimento alla produzione di armi da fuoco, di esplosivi o di stupefacenti o di qualsiasi altro oggetto pericoloso, e che occorre prestare particolare attenzione a tali tipi di produzione;

W.  considerando che, sotto il profilo del diritto d'autore, è opportuno operare qualche distinzione utile: occorre infatti discernere la stampa presso il domicilio, destinata a un uso privato, dalla stampa per fini commerciali, ma anche quella tra professionisti da quella tra professionisti e consumatori;

X.  considerando che il Consiglio superiore della proprietà letteraria e artistica francese ha stimato, in una relazione dedicata alla stampa 3D e al diritto d'autore, che "al momento, la democratizzazione della stampa 3D non sembra porre problemi considerevoli in termini di violazione di diritti d'autore"; che tale Consiglio ammette, tuttavia, che "[i]l rischio di contraffazione è decisamente più elevato per le opere d'arte plastica";

Y.  considerando che i pochi esempi già osservabili diventeranno probabilmente più complessi con l'evoluzione della tecnologia; che essi sollevano interrogativi su cosa sia necessario fare per tener conto della possibilità di falsificazione mediante le tecnologie di stampa 3D;

Z.  considerando che, per i processi impiegati, la stampa 3D comporta ciò che l'industria ha descritto come una sorta di "smembramento dell'atto della creazione", nella misura in cui l'opera può circolare in formato digitale già prima di assumere una forma fisica, agevolando la copia dell'opera e complicando la lotta alla contraffazione;

AA.  considerando che, in conclusione, gli esperti giuridici ritengono che la stampa 3D non abbia fondamentalmente stravolto i diritti di proprietà intellettuale, ma i modelli creati possono essere considerati un'opera e, in tal caso, l'opera dovrà essere tutelata in quanto tale; che sul breve e medio termine, onde combattere la contraffazione, la sfida principale consisterà nel coinvolgere più da vicino gli intermediari professionali in materia di rispetto dei diritti d'autore;

AB.  considerando che, qualora lo sviluppo della stampa 3D consenta una produzione industriale, è opportuno valutare la necessità di definire mezzi di ricorso collettivi per garantire il risarcimento dei consumatori che abbiano subito danni;

AC.  considerando che l'impatto della stampa 3D sui diritti dei consumatori e sul diritto del consumo in generale dovrebbe essere oggetto di un attento esame alla luce della direttiva attualmente in fase di negoziazione relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale;

AD.  considerando che è opportuno ricordare che, contrariamente a quanto temono alcuni attori, la fabbricazione di oggetti mediante stampa 3D non è sistematicamente presunta illecita né costituisce una lesione del diritto di terzi e che gli attori del settore non sono quindi tutti dei contraffattori che cercano di ottenere profitti dalla vendita di merci contraffatte; che, tuttavia, i prodotti contraffatti possono essere fabbricati facilmente;

AE.  considerando che la direttiva 85/374/CEE sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi copre tutti i contratti; che occorre sottolineare che la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per valutare se tale direttiva sia adatta all'utilizzo legato ai nuovi sviluppi tecnologici anche grazie ai recenti progressi nel settore della stampa 3D;

AF.  considerando che le norme di responsabilità generale riguardano anche la responsabilità dei prestatori intermediari di servizi di cui agli articoli da 12 a 14 della direttiva sul commercio elettronico; che dovrebbe essere previsto un regime di responsabilità specifico per i danni causati da un oggetto creato grazie alla tecnologia della stampa 3D, dal momento che la molteplicità di soggetti coinvolti e il complesso processo utilizzato per creare il prodotto finito rendono spesso difficile, per la vittima, identificare il responsabile; che la responsabilità potrebbe essere ricondotta al creatore o al venditore del modello 3D, al produttore della stampante 3D, al produttore del software che regola la stampante 3D, al fornitore del materiale utilizzato o alla persona che crea l'oggetto, a seconda dell'origine del difetto;

AG.  considerando che, per quanto concerne l'uso specifico della stampa 3D in un quadro commerciale, le norme di responsabilità sono generalmente fissate dalle relazioni contrattuali tra le parti;

AH.  considerando che tutti gli elementi della tecnologia della fabbricazione additiva devono rispettare determinati requisiti ed essere certificati, così da garantire la possibilità di fabbricare pezzi di qualità riproducibili; che la certificazione risulta complessa a causa delle numerose trasformazioni delle macchine, dei materiali e dei processi e dell'assenza di una banca dati; che sarà pertanto necessario elaborare norme che consentano una certificazione più rapida e redditizia di tutti i materiali, i processi e i prodotti;

AI.  considerando che la stampa 3D può contribuire a ridurre il consumo di risorse energetiche e naturali ai fini della lotta ai cambiamenti climatici; che l'uso della stampa 3D minimizzerebbe i rifiuti nei processi di produzione e allungherebbe la vita dei prodotti di consumo, rendendo possibile la fabbricazione di pezzi di ricambio al livello dei consumatori;

1.  sottolinea che, per prevenire i problemi legati alla responsabilità civile o alla violazione della proprietà intellettuale che la stampa 3D potrebbe causare in futuro, l'Unione europea potrebbe doversi dotare di nuove norme giuridiche e adattare quelle esistenti al caso specifico della stampa 3D, tenendo conto delle decisioni dell'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) e della pertinente giurisprudenza degli organi giurisdizionali dell'Unione e degli Stati membri e previa valutazione d'impatto approfondita volta a valutare tutte le opzioni strategiche; mette in rilievo che, ad ogni modo, la risposta legislativa dovrà evitare una duplicazione delle norme esistenti e dovrà tenere conto dei progetti già in corso, in particolare la normativa sui diritti d'autore attualmente applicabile alla stampa 2D; aggiunge che occorre promuovere e sostenere l'innovazione con il diritto, evitando tuttavia che quest'ultimo rappresenti un freno o un vincolo;

2.  osserva che occorre rimanere vigili in relazione a talune questioni, come la cifratura e la protezione dei modelli, onde evitare che tali modelli od oggetti protetti siano scaricati e riprodotti illegalmente e che oggetti illeciti siano riprodotti;

3.  ritiene che la prudenza sia ovviamente d'obbligo nel settore della stampa 3D, segnatamente per quanto concerne la qualità del prodotto stampato e gli eventuali pericoli che questo può presentare per gli utilizzatori o i consumatori, e che sarebbe opportuno considerare adeguatamente la possibilità di includere mezzi di identificazione e tracciabilità in modo da assicurare la tracciabilità dei prodotti, nonché facilitare l'osservazione del loro ulteriore utilizzo per finalità commerciali e non commerciali; ritiene che una stretta cooperazione tra i titolari dei diritti e i fabbricanti 3D nello sviluppo di tali mezzi sarebbe vantaggiosa; è inoltre del parere che ciò contribuirebbe a garantire la tracciabilità degli oggetti creati e a limitare la contraffazione;

4.  osserva che il controllo della riproduzione legale di oggetti 3D protetti dal diritto d'autore potrebbe essere agevolato, se necessario, da soluzioni di carattere giuridico, come un invito pedagogico sistematico a rispettare la proprietà intellettuale da parte dei fornitori di software di digitalizzazione e di stampe 3D; sottolinea in tale contesto l'importanza di elementi che consentano la tracciabilità di oggetti tridimensionali; sottolinea che se una copia tridimensionale costituisce una copia privata, a questa si applicheranno le leggi nazionali che disciplinano l'eccezione della copia privata, compresi i regimi di compensazione o riscossione;

5.  sottolinea la necessità di sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica al fine di tutelare i diritti di proprietà intellettuale nell'ambito della stampa in 3D, anche per quanto riguarda le violazioni dei diritti relativi a disegni e modelli, marchi e brevetti;

6.  sottolinea, tuttavia, che si potrebbero esaminare ulteriormente soluzioni di carattere tecnico al momento non ancora sviluppate a sufficienza, come la creazione di banche dati di modelli cifrati e protetti, la progettazione di stampanti collegate a un sistema in grado di gestire i diritti di proprietà intellettuale e dotate di tale sistema o la promozione della cooperazione tra i fabbricanti e le piattaforme per mettere a disposizione di professionisti e consumatori file affidabili; sottolinea inoltre che, indipendentemente dalle misure che saranno adottate, la loro applicazione non dovrebbe, in termini di costi, influenzare il lavoro già svolto dagli operatori di mercato;

7.  prende atto del fatto che, al momento, nessuna delle soluzioni menzionate sia, se presa singolarmente, veramente soddisfacente;

8.  critica il fatto che la Commissione non abbia rivisto la direttiva 2004/48/CE, limitandosi invece a presentare degli orientamenti non vincolanti, senza apportare chiarimenti su questioni specifiche relative alla tecnologia della stampa 3D; accoglie comunque con favore le misure annunciate dalla Commissione il 29 novembre 2017, intese a rafforzare la tutela della proprietà intellettuale;

9.  sottolinea che i diritti di proprietà intellettuale per quanto riguarda gli elementi della tecnologia della stampa 3D sono stati individuati e, pertanto, il prossimo problema sarà come farli rispettare;

10.  invita la Commissione a tener conto, complessivamente, di tutti gli aspetti della tecnologia della stampa 3D nell'applicare le misure enumerate nella propria comunicazione (COM(2017)0707), senza duplicare le misure applicabili già esistenti; mette in rilievo l'importanza di coinvolgere tutti i soggetti interessati in tale sforzo, inclusi le PMI e i consumatori;

11.  invita la Commissione a esaminare con attenzione le questioni di responsabilità civile relative alla tecnologia della stampa 3D, anche in occasione della valutazione del funzionamento della direttiva 85/374/CEE del Consiglio del 25 luglio 1985 relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi;

12.  invita la Commissione a valutare l'opportunità di elaborare una regime di responsabilità civile per i danni non coperti dalla direttiva 85/374/CEE;

13.  ricorda che la tecnologia di stampa 3D presenta numerosi vantaggi economici per l'UE, dato che offre possibilità di personalizzazione che rispondono, in particolare, alle richieste dei consumatori europei, e che potrebbe consentire il rimpatrio delle attività produttive e partecipare, in tal modo, alla creazione di nuovi posti di lavoro, meno usuranti e meno pericolosi;

14.  invita la Commissione a definire chiaramente le varie responsabilità, identificando i soggetti che partecipano all'elaborazione di un oggetto in 3D: creatore e fornitore del software, fabbricante della stampante 3D, fornitore delle materie prime, stampatore dell'oggetto e qualsiasi altro individuo che partecipi alla realizzazione dell'oggetto;

15.  mette in rilievo le possibili implicazioni delle nuove forme di commercializzazione, come il "fai da te", con le quali non si fornisce il prodotto finale bensì il software e le specifiche per la stampa da scaricare;

16.  sottolinea l'importanza di creare un quadro giuridico coerente che garantisca una transizione armoniosa e la certezza giuridica per i consumatori e le imprese, allo scopo di promuovere l'innovazione nell'UE;

17.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.

(1)

GU L 195 del 2.6.2004, pag. 16.

(2)

GU L 210 del 7.8.1985, pag. 29.

(3)

GU C 332 dell'8.10.2015, pag. 36.


MOTIVAZIONE

I primi esperimenti di stampa tridimensionale (o "stampa 3D") risalgono agli anni Sessanta. Inizialmente sviluppata negli Stati Uniti, questa tecnologia ha iniziato a farsi strada nel mondo dell'industria solo agli inizi degli anni Ottanta.

Lo sviluppo della tecnologia di stampa 3D è stato seguito immediatamente dall'arrivo sul mercato delle stampanti 3D, con società che offrivano servizi sia per l'elaborazione di modelli digitali che per la stampa 3D.

L'espressione "stampa 3D" è in realtà un iperonimo che comprende diversi tipi di tecnologie che consentono di fabbricare oggetti fisici a partire da un file digitale in diversi materiali, servendosi di una stampante 3D. Inizialmente concepita per la realizzazione di prototipi, la stampa 3D nella maggior parte dei casi serve ancora a tale finalità.

Con l'introduzione sul mercato delle stampanti 3D destinante all'uso dei singoli, questa tecnologia è divenuta più accessibile per il grande pubblico. Tuttavia, il mercato resta marginale e dovrebbe rimanere tale sul medio termine visti i limitati materiali a cui i consumatori hanno accesso. Attualmente, infatti, il 99 % degli oggetti è stampato sugli stessi materiali, ovvero plastica, resina e metallo. Tra le maggiori sfide per il settore della stampa 3D vi è quella di combinare diversi materiali.

D'altro canto, lo sviluppo di servizi di stampa remota, talvolta abbinati a una piattaforma per la condivisione online dei modelli 3D, consente a chiunque di far stampare un oggetto 3D con una qualità nettamente superiore rispetto a quella che si potrebbe ottenere con un dispositivo di base. Anche la diffusione delle stampanti 3D negli istituti di istruzione e negli spazi di lavoro collaborativi ("fablab") agevola l'accesso universale a questa tecnologia. Attualmente, la maggior parte delle industrie di punta ricorre a tale tecnologia in quanto il suo impiego incide positivamente sull'innovazione e sull'ambiente.

Le aspettative sono già elevate nel settore medico, in quanto questa tecnologia potrebbe essere impiegata per produrre protesi, impianti dentali, epidermide umana o persino organi ("bioprinting"), ad esempio reni. Anche il settore aerospaziale nutre grandi aspettative al riguardo, in quanto la realizzazione di componenti più leggeri consente di ridurre il consumo di carburante, di risparmiare e di rispettare l'ambiente: Airbus sta attualmente sperimentando un velivolo dotato di almeno 1 000 componenti stampati in 3D. L'industria dei pezzi di ricambio delle automobili, l'industria del giocattolo e quella degli elettrodomestici sono altrettanto interessate dall'evoluzione di questa tecnica. Infine, la stampa 3D e gli scanner 3D sono sempre più spesso utilizzati nei musei per la restaurazione di opere storiche e per la ricerca, segnatamente nell'archeologia.

L'UE ha posto la stampa 3D tra i settori tecnologici prioritari. Nel suo recente documento di riflessione sulla gestione della globalizzazione (COM(2017)240), la Commissione ha indicato la stampa 3D come uno dei fattori che maggiormente stimoleranno le trasformazioni industriali.

Poiché la stampa 3D consente di eseguire una produzione su richiesta, potrà offrire numerosi vantaggi alle imprese, tra cui figurano: lo snellimento della loro catena logistica, la diminuzione delle operazioni di deposito e trasporto, nonché la riduzione dell'impatto ambientale e dei costi legati all'assicurazione delle merci, senza dimenticare l'interesse che tale tecnologia può presentare in termini di rilocalizzazione dei posti di lavoro.

La proprietà intellettuale

Gli esperti giuridici ritengono che la stampa 3D non abbia stravolto i diritti d'autore. Il modello creato sarebbe considerato un'opera e sarebbe quindi tutelato in quanto tale. In ogni caso, è ragionevole prevedere che in futuro sorgeranno problemi legati al diritto d'autore, non appena la stampa 3D sarà impiegata a livello industriale. La revisione futura della direttiva 2004/48/CE sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, annunciata dalla Commissione per il mandato in corso, sarà particolarmente importante a tale riguardo, soprattutto se accompagnata da misure di "soft law" per la fornitura di informazioni sulla materia.

In tale contesto parrebbe comunque giudizioso discernere la stampa presso il domicilio, destinata a un uso privato, dalla stampa per fini commerciali, ma anche la fornitura tra professionisti da quella tra professionisti e consumatori.

La responsabilità civile

Delle distinzioni appaiono altrettanto pertinenti nell'ambito della riflessione sugli aspetti legati alla responsabilità civile. Ad esempio, la questione della responsabilità per i beni prodotti e per i danni causati da un modello difettoso potrebbe trovare una soluzione, per quanto riguarda i consumatori, negli articoli 10 e 14 della proposta della Commissione europea "relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale". La direttiva 85/374/CEE sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi potrebbe invece coprire tutti i contratti.

La responsabilità civile è generalmente una questione non armonizzata e soggetta alla legislazione nazionale. La legislazione dell'Unione si limita a norme più specifiche, relative ad esempio alla responsabilità civile per danno da prodotti difettosi. Per la vittima di un oggetto prodotto in 3D, potrebbe essere difficile identificare il responsabile. Le norme di responsabilità generale possono consentire di identificare il produttore della stampante 3D, il produttore del software che regola la stampante 3D o la persona che crea l'oggetto. Il relatore invita la Commissione a mostrarsi particolarmente vigile rispetto alla catena di responsabilità e a identificare i responsabili nel determinare se il regime di responsabilità generale possa continuare ad applicarsi oppure no.

È evidente che la prudenza è d'obbligo nel settore della stampa 3D. Occorreranno ancora molti anni e sarà necessario sviluppare molte competenze prima di poter ottenere un prodotto di qualità che non costituisca un pericolo per l'utente o il consumatore. Per prevenire i problemi legati alla responsabilità in caso di incidente o di violazione della proprietà intellettuale, occorrerà dotarsi di nuove norme giuridiche a livello dell'UE o adattare quelle esistenti al caso specifico della stampa 3D.

Abbiamo attualmente a disposizione diversi percorsi da seguire per trovare soluzioni alle questioni di proprietà intellettuale e responsabilità civile: la creazione di una banca dati mondiale per gli oggetti stampabili per controllare le riproduzioni di oggetti tridimensionali protetti dal diritto d'autore; l'introduzione di un limite di legge per il numero di copie private di oggetti tridimensionali per evitare riproduzioni illecite o, ancora, l'imposizione di una tassa sulla stampa 3D per compensare il danno subito dai titolari del diritto di proprietà intellettuale per le copie private di oggetti in 3D. Nessuna di tali soluzioni è completamente soddisfacente.

Ad ogni modo, la risposta legislativa dovrà evitare una duplicazione delle norme e dovrà tenere conto dei progetti già in corso. Occorre sostenere l'innovazione con il diritto, evitando tuttavia che quest'ultimo rappresenti un freno o un vincolo per essa.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

20.6.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Jean-Marie Cavada, Mady Delvaux, Rosa Estaràs Ferragut, Enrico Gasbarra, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Heidi Hautala, Mary Honeyball, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Gilles Lebreton, António Marinho e Pinto, Julia Reda, Evelyn Regner, Pavel Svoboda, József Szájer, Francis Zammit Dimech, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sergio Gaetano Cofferati, Luis de Grandes Pascual, Geoffroy Didier, Angel Dzhambazki, Angelika Niebler


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

22

+

ALDE

Jean-Marie Cavada, António Marinho e Pinto

ECR

Angel Dzhambazki

EFDD

Joëlle Bergeron

ENF

Marie-Christine Boutonnet, Gilles Lebreton

PPE

Geoffroy Didier, Rosa Estaràs Ferragut, Luis de Grandes Pascual, Pavel Svoboda, József Szájer, Francis Zammit Dimech, Tadeusz Zwiefka

S&D

Sergio Gaetano Cofferati, Mady Delvaux, Enrico Gasbarra, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Mary Honeyball, Evelyn Regner

Verts/ALE

Max Andersson, Heidi Hautala, Julia Reda

0

-

 

 

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2018Avviso legale