Procedura : 2017/2278(INI)
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A8-0229/2018

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P8_TA(2018)0378

RELAZIONE     
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27.6.2018
PE 618.122v02-00 A8-0229/2018

sul pacchetto sulla strategia in materia di appalti pubblici

(2017/2278(INI))

Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

Relatore: Carlos Coelho

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 POSIZIONE SOTTO FORMA DI EMENDAMENTI DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul pacchetto sulla strategia in materia di appalti pubblici

(2017/2278(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 ottobre 2017 sugli appalti pubblici efficaci in Europa e per l'Europa (COM(2017)0572),  

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 ottobre 2017 sul sostegno agli investimenti mediante una valutazione ex ante volontaria degli aspetti relativi agli appalti per i grandi progetti infrastrutturali (COM(2017)0573),

–  vista la raccomandazione (UE) 2017/1805 della Commissione, del 3 ottobre 2017, relativa alla professionalizzazione degli appalti pubblici – Costruire un'architettura per la professionalizzazione degli appalti pubblici (C(2017)6654)(1),

–  vista la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE(2),

–  vista la direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE(3),

–  vista la direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione(4),

–  vista la relazione della Commissione del 17 maggio 2017 sul riesame dell'applicazione pratica del documento di gara unico europeo (DGUE) (COM(2017)0242),

–  vista la direttiva 2014/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici(5),

–  vista la relazione della Commissione dell'11 ottobre 2017 sulla valutazione della norma europea sulla fatturazione elettronica ai sensi della direttiva 2014/55/UE (COM(2017)0590),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 febbraio 2018,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e il parere della commissione per il commercio internazionale nonché la posizione sotto forma di emendamenti della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A8-0229/2018),

A.  considerando che non è ancora sfruttato appieno il potenziale degli appalti pubblici per contribuire a creare un'economia sociale di mercato competitiva e che oltre 250 000 enti pubblici nell'Unione spendono circa il 14 % del PIL, ovvero circa 2 000 miliardi di EUR ogni anno per l'acquisto di servizi, opere e forniture;

B.  considerando che gli appalti pubblici comportano l'esborso di una notevole quantità di denaro dei contribuenti, il che significa che dovrebbero svolgersi in modo etico, con trasparenza e integrità e nel modo più efficiente possibile, in termini sia di costi che di qualità fornita, per fornire beni e servizi di qualità ai cittadini;

C.  considerando che la corretta applicazione delle norme in materia di appalti pubblici è uno strumento essenziale al servizio di un mercato unico più forte e per la crescita delle imprese dell'UE e dell'occupazione nell'Unione e che l'impiego intelligente degli appalti pubblici può essere uno strumento strategico per conseguire gli obiettivi dell'UE di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, accelerando la transizione verso una maggiore sostenibilità delle catene di approvvigionamento e dei modelli commerciali;

D.  considerando che, in relazione al recepimento delle norme dell'UE in materia di appalti e concessioni, il pieno recepimento e la completa attuazione della legislazione dell'UE sono indispensabili affinché le piccole e medie imprese possano partecipare alle gare d'appalto pubbliche con maggiore facilità e a costi inferiori, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e di concorrenza dell'Unione;

E.  considerando che la Commissione ha avviato il 3 ottobre 2017 una consultazione mirata sul progetto di orientamenti sugli appalti pubblici per l'innovazione e il 7 dicembre 2017 una consultazione mirata relativa al campo di applicazione e alla struttura di una guida della Commissione sugli appalti pubblici socialmente responsabili;

F.  considerando che, secondo un'indagine del 2016 citata nella comunicazione della Commissione COM(2017)0572, solo quattro Stati membri si servono di tecnologie digitali per tutte le fasi salienti degli appalti pubblici, che sono la notifica elettronica, l'accesso elettronico ai documenti di gara, la presentazione elettronica, la valutazione elettronica, l'aggiudicazione elettronica, l'ordinazione elettronica, la fatturazione elettronica e il pagamento elettronico;

G.  considerando che, secondo la scheda informativa tematica del semestre europeo in materia di appalti pubblici del novembre 2017, nel periodo 2006-2016 il numero di bandi con una sola offerta è salito dal 14 % al 29 % e che, secondo la comunicazione della Commissione COM(2017)0572, "le PMI si aggiudicano solo il 45 % del valore degli appalti pubblici al di sopra delle soglie UE, il che è chiaramente inferiore al loro peso nell'economia";

H.  considerando che le nuove norme introdotte dalle direttive del 2014 dovrebbero contribuire, facilitando gli appalti pubblici e imponendo maggiori controlli, all'attuazione della strategia Europa 2020 per una economia sostenibile, più sociale, innovativa e inclusiva;

I.  considerando che, secondo la comunicazione della Commissione COM(2017)0572, il 55 % delle procedure d'appalto utilizza ancora il prezzo più basso quale unico criterio di aggiudicazione anziché, per esempio, criteri strategici sociali e ambientali;

J.  considerando che l'Unione europea è impegnata a perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite;

K.  considerando che è di importanza fondamentale che i fornitori confidino nel fatto che i sistemi degli appalti pubblici dell'Unione offrono procedure semplici, accessibili e digitali nonché la piena trasparenza, l'integrità e la sicurezza dei dati;

Quadro legislativo e attuazione

1.  accoglie con favore, a distanza di quasi quattro anni dalla profonda revisione del quadro legislativo dell'Unione in materia di appalti pubblici, le misure non legislative proposte dalla Commissione e si attende che esse siano di stimolo a una migliore attuazione;

2.  esprime profonda delusione per il ritmo con il quale molti Stati membri hanno recepito le direttive del 2014 nel settore degli appalti pubblici e per i numerosi ritardi e deplora che la Commissione abbia dovuto avviare le procedure d'infrazione nei confronti di alcuni Stati membri; sollecita un rapido completamento del recepimento in tutti gli Stati membri senza ulteriori ritardi;

3.  è preoccupato per il prossimo ciclo di scadenze previsto dalle direttive relative agli appalti elettronici e per la transizione degli Stati membri verso la generalizzazione degli appalti elettronici, ivi compresa la fatturazione elettronica; sottolinea la necessità per le agende digitali degli Stati membri di includere la promozione degli appalti elettronici generalizzati;

4.  invita la Commissione a completare rapidamente gli orientamenti sugli appalti pubblici per l'innovazione e la guida sugli appalti pubblici socialmente responsabili, al fine di facilitare l'attuazione delle rispettive disposizioni giuridiche negli Stati membri;

5.  chiede alla Commissione di strutturare meglio e in modo più chiaro le guide e gli altri strumenti messi a punto per aiutare gli Stati membri ad attuare il quadro in materia di appalti pubblici, e di farlo in un modo più accessibile e comprensibile in modo da offrire una buona visione d'insieme a tutti funzionari responsabili degli appalti, prestando anche attenzione alle lingue disponibili;

6.  accoglie con favore i nuovi orientamenti sugli appalti pubblici per i funzionari responsabili degli appalti del febbraio 2018, concepiti per aiutare i funzionari pubblici nazionali, regionali e locali a garantire efficienza e trasparenza nelle procedure degli appalti pubblici per i progetti finanziati dall'UE;

Appalti strategici e coordinati

7.  segnala che oggi più che mai la legislazione vigente dell'Unione permette che gli appalti pubblici siano utilizzati come strumento strategico per promuovere gli obiettivi delle politiche dell'UE e incoraggia gli Stati membri a trarre da ciò il massimo vantaggio; ricorda che gli appalti pubblici sono inoltre uno strumento importante a livello regionale e locale per integrare le strategie locali e regionali e incoraggia le audizioni pubbliche e le consultazioni con gli utilizzatori finali dei prodotti e dei servizi;

8.  invita a fare ampio uso degli appalti innovativi per realizzare una crescita verde e socialmente inclusiva; sottolinea l'importanza dell'economia circolare e, a tale proposito, delle nuove possibilità offerte dalle nuove direttive sugli appalti pubblici per quanto riguarda i beni e i servizi riutilizzati, riparati, rigenerati, ristrutturati e altri prodotti e soluzioni sostenibili ed efficienti in termini di risorse;

9.  invita gli Stati membri a utilizzare gli appalti pubblici in maniera strategica per promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva anche per le PMI e le imprese sociali; sottolinea che per fare ciò occorre che gli Stati membri collochino sistematicamente tali politiche al più alto livello e sostengano, a tal fine, gli acquirenti e i funzionari responsabili degli appalti nella pubblica amministrazione;

10.  sottolinea l'importanza di condizioni di gara che non siano eccessivamente onerose, affinché tutte le imprese, comprese le PMI, possano accedere agli appalti pubblici;

11.  accoglie con favore l'esempio di adozione di strategie nazionali in materia di appalti pubblici e incoraggia altri Stati membri a seguire tale esempio per ammodernare e razionalizzare i propri sistemi degli appalti pubblici accrescendo così la loro efficienza; sottolinea che l'appalto pubblico costituisce una materia trasversalmente attinente a vari settori dell'amministrazione pubblica e che è essenziale che vi sia non solo coordinamento, ma anche una struttura di gestione che coinvolga i principali soggetti, in modo che le decisioni fondamentali possano essere prese su base più collaborativa e accettate da tutti gli operatori;

12.  plaude al fatto che molti Stati membri abbiano adottato misure per l'uso di criteri di qualità (compreso il miglior rapporto qualità/prezzo) e incoraggia la loro sistematica applicazione; incoraggia le amministrazioni aggiudicatrici ad applicare criteri diversi dal semplice prezzo più basso, tenendo conto di aspetti qualitativi, ambientali e/o sociali;

13.  osserva che, se da un lato riconosce che in alcuni casi il prezzo basso può essere indice di soluzioni innovative e di una gestione efficiente, dall'altro è preoccupato per l'eccessivo ricorso al prezzo più basso come criterio prioritario di aggiudicazione che viene adottato in diversi Stati membri ignorando aspetti quali la qualità, la sostenibilità e l'inclusione sociale e invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad analizzare e riferire in merito ai motivi alla base di tale situazione e proporre soluzioni laddove necessario;

14.  invita gli Stati membri a garantire che le pratiche in materia di appalti pubblici siano in linea con la convenzione sui diritti delle persone con disabilità; invita gli Stati membri a incoraggiare consultazioni al riguardo con le persone con disabilità e le loro organizzazioni che le rappresentano;

15.  chiede l'adozione di un codice etico europeo degli appalti pubblici per le diverse parti interessate dalle procedure di appalto;

16.  sottolinea che è importante che nelle loro decisioni di acquisto le amministrazioni aggiudicatrici tengano conto, se del caso, dell'intero ciclo di vita dei prodotti compreso il loro impatto ambientale e invita la Commissione a fornire assistenza nella messa a punto di metodologie per dare attuazione al concetto di "calcolo dei costi del ciclo di vita";

17.  osserva che considerazioni di innovazione, socioeconomiche e ambientali costituiscono criteri di aggiudicazione legittimi negli appalti pubblici e che le amministrazioni aggiudicatrici possono perseguire obiettivi ecologici, di innovazione o sociali anche attraverso capitolati ben ponderati e consentendo offerte con varianti in modo non discriminatorio, purché tali caratteristiche siano collegate all'oggetto del contratto e siano proporzionate al suo valore e ai suoi obiettivi;

18.  ricorda che il quadro legislativo dell'Unione in materia di appalti pubblici obbliga gli Stati membri a garantire che i contraenti e subcontraenti rispettino pienamente le disposizioni in materia ambientale, sociale e del diritto del lavoro in vigore nel luogo in cui sono eseguite le opere, sono prestati i servizi o sono prodotti o forniti i beni, come stabilito dalle pertinenti convenzioni internazionali, dalla legislazione dell'Unione e nazionale e dai contratti collettivi stipulati conformemente al diritto e alle prassi nazionali; invita la Commissione a garantire che tale obbligo sia rispettato dagli Stati membri nel recepimento e nell'applicazione delle direttive del 2014 e ad agevolare lo scambio delle migliori prassi in questo settore;

19.  riconosce che una valutazione qualitativa delle offerte richiede acquirenti competenti e invita la Commissione ad assistere gli Stati membri nella divulgazione delle metodologie e delle pratiche di valutazione, in particolare attraverso l'organizzazione di laboratori e corsi di formazione; sottolinea che tale assistenza dovrebbe essere disponibile a tutti i livelli amministrativi in cui viene effettuato l'appalto;

20.  sottolinea che gli appalti pubblici socialmente responsabili devono prendere in considerazione le catene di approvvigionamento e i rischi associati a fenomeni di schiavitù moderna, il dumping sociale e le violazioni dei diritti umani; rileva che devono essere compiuti sforzi per garantire che i beni e servizi acquistati tramite appalti pubblici non siano prodotti secondo modalità che violino i diritti umani; invita la Commissione europea a inserire disposizioni sostanziali in materia di etica nelle catene di approvvigionamento nella sua nuova guida sugli aspetti sociali negli appalti pubblici;

21.  plaude agli sforzi compiuti da diversi Stati membri per istituire autorità responsabili del coordinamento degli appalti e riconosce che questo contribuisce allo svolgimento di appalti strategici ed efficienti;

22.  chiede che un maggior numero di Stati membri sfrutti i vantaggi degli acquisti centralizzati e dell'aggregazione degli acquisti pubblici e osserva che le centrali di committenza potrebbero e dovrebbero velocizzare la diffusione di competenze, migliori pratiche e dell'innovazione;

23.  sottolinea che, soprattutto nell'ottica di promuovere l'innovazione, è importante che le amministrazioni aggiudicatrici si confrontino con il mercato e sfruttino in misura sufficiente la fase di pre-appalto in preparazione delle fasi successive; ritiene che il pre-appalto sia anche una fase essenziale per sostenere anche il coinvolgimento delle PMI;

24.  ritiene che la nuova procedura di partenariato contribuirà a promuovere l'innovazione e incoraggia le amministrazioni aggiudicatrici a cooperare con il mercato al fine di sviluppare metodologie, prodotti, opere o servizi innovativi non ancora esistenti; si compiace a tale riguardo che fino ad ora siano state avviate 17 procedure di partenariato per l'innovazione;

25.  accoglie con favore la valutazione ex ante volontaria degli aspetti relativi agli appalti per i grandi progetti infrastrutturali, come proposta dalla Commissione, e invita la Commissione ad attuare rapidamente l'helpdesk, il meccanismo di notifica e il meccanismo di scambio di informazioni, nel pieno rispetto della riservatezza;

Digitalizzazione e sana gestione delle procedure d'appalto

26.  si rammarica della lenta adozione delle tecnologie digitali negli appalti pubblici all'interno dell'Unione e invita gli Stati membri a garantire una rapida trasformazione digitale delle procedure e l'introduzione di processi elettronici per tutte le fasi salienti, segnatamente quelle di notifica, accesso ai bandi e presentazione, valutazione, aggiudicazione dell'appalto, ordinazione, fatturazione e pagamento;

27.  invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre i moduli elettronici (eForm) al più tardi entro la fine del 2018;

28.  ricorda che gli appalti elettronici offrono una serie di importanti vantaggi quali risparmi significativi per tutte le parti, procedure semplificate e abbreviate, snellimento della burocrazia e riduzione degli oneri amministrativi, maggiore trasparenza e innovazione e un migliore accesso delle PMI ai mercati degli appalti pubblici;

29.  conviene con la Commissione sul fatto che i registri dei contratti possono essere uno strumento efficiente in termini di costi ai fini della gestione dei contratti, per migliorare la trasparenza, l'integrità e i dati e per una migliore governance degli appalti pubblici;

30.  invita la Commissione a valutare la possibilità di collegare i registri nazionali degli appalti con il TED (Tenders Electronic Daily, ossia Bollettino elettronico dei bandi di gara) per eliminare l'obbligo per le amministrazioni aggiudicatrici di pubblicare la stessa informazione in due sistemi;

31.  richiama l'attenzione sulle difficoltà che potrebbero presentarsi agli offerenti, in particolare alle PMI, in relazione ai requisiti in materia di certificati e firme e promuove al riguardo un regime leggero in termini di requisiti, insieme alla piena applicazione del principio "una tantum" al fine di ridurre al minimo l'onere per gli offerenti;

32.  sottolinea che tutti gli Stati membri dovrebbero essere in grado di fornire tutti i dati necessari sull'esecuzione degli appalti pubblici, ivi compresi dati sulle gare, sulle procedure e sui contratti nonché informazioni statistiche, anche per consentire alla Commissione di valutare il mercato unico sul piano degli appalti;

33.  invita gli Stati membri a promuovere l'uso innovativo dei dati a formato aperto, che sono, innanzitutto, essenziali per la gestione dell'amministrazione pubblica da parte di qualsiasi governo, e, allo stesso tempo, permettono che il potenziale economico di tali dati sia sfruttato dalle imprese, incoraggiando altresì la trasparenza e la responsabilizzazione delle istituzioni e degli enti che si occupano degli appalti pubblici; sottolinea che la pubblicazione dei suddetti dati deve sempre tener conto del principio di proporzionalità e del rispetto dell'acquis dell'UE in materia di protezione dei dati e segreto commerciale;

Mercato unico e migliore accesso agli appalti

34.  ricorda che il confronto competitivo è essenziale per gli appalti pubblici e osserva con rammarico un calo d'intensità della concorrenza negli appalti pubblici all'interno dell'Unione negli ultimi anni; esorta gli Stati membri che registrano un'alta percentuale di bandi con unico offerente ad affrontare il problema;

35.  esorta gli Stati membri a incrementare le procedure di aggiudicazione congiunte, anche a livello transfrontaliero, favorite dalle norme UE riviste, e invita la Commissione a fornire assistenza dettagliata in questo ambito; ritiene, tuttavia, che tali procedure non dovrebbero tradursi in contratti di dimensioni tali da escludere di fatto le PMI nella fase iniziale della procedura;

36.  si rammarica del fatto che le PMI e le imprese dell'economia sociale abbiano ancora difficoltà ad accedere agli appalti pubblici e invita la Commissione a valutare l'efficacia delle misure previste dalle direttive del 2014 e, se necessario, a proporre nuove soluzioni;

37.  invita la Commissione a riferire al Parlamento in merito all'attuazione sulla base del principio "conformati o spiega" stabilito dall'articolo 46 della direttiva 2014/24/UE che impone alle amministrazioni aggiudicatrici di indicare le ragioni principali della loro decisione di non suddividere in lotti che devono essere sistematicamente spiegate nei documenti di gara o nella relazione individuale;

38.  invita gli Stati membri a sostenere la partecipazione delle PMI alle gare d'appalto, ad esempio attraverso la suddivisione obbligatoria in lotti, laddove possibile, o una limitazione del volume d'affari richiesto per partecipare ai bandi; sottolinea che la suddivisione degli appalti pubblici in lotti favorisce la concorrenza sul mercato ed evita il rischio di dipendenza da un unico fornitore; invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare servizi di consulenza e formazione per le PMI per migliorare la loro partecipazione alle procedure di gara;

39.  invita la Commissione ad analizzare in particolare gli ostacoli agli appalti pubblici transfrontalieri derivanti dalle barriere linguistiche, amministrative, legali o di qualsiasi altra natura e a proporre soluzioni o intervenire al fine di garantire appalti transfrontalieri funzionali;

40.  sottolinea l'importanza di garantire l'interoperabilità nei beni e nei servizi acquistati e di evitare la dipendenza (lock-in) da un unico fornitore e invita la Commissione a proporre misure in merito;

41.  si rammarica della mancanza di dati chiari e consolidati sugli appalti pubblici nell'UE e osserva che dati affidabili sull'accesso agli appalti pubblici sono necessari per verificare la responsabilità delle autorità pubbliche e rappresentano un mezzo per combattere le frodi e la corruzione;

42.  accoglie l'esito della valutazione della direttiva sulle procedure di ricorso e la decisione della Commissione di non proporre una revisione legislativa, ma chiede che sia portata avanti la cooperazione tra gli organi di ricorso nazionali e che siano forniti maggiori orientamenti della Commissione in merito alle direttive;

43.  si rammarica del fatto che la direttiva sugli appalti nel settore della difesa non abbia ancora prodotto i risultati auspicati, in particolare per i progetti infrastrutturali transnazionali, ed esorta la Commissione e gli Stati membri a moltiplicare gli sforzi per una migliore attuazione delle norme attualmente applicabili;

44.  sottolinea l'importanza della trasparenza e del carattere non discriminatorio delle procedure in materia di appalti pubblici; ricorda l'importanza di disporre di adeguate procedure di ricorso e dell'accesso a orientamenti sulle modalità di presentazione di un ricorso;

Appalti pubblici internazionali

45.  chiede che l'azione dell'Unione migliori l'accesso dei fornitori dell'UE ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi, in quanto il mercato degli appalti pubblici dell'Unione è uno dei più aperti al mondo;

46.  esprime preoccupazione per la concorrenza sleale nell'ambito delle procedure di appalti pubblici a seguito di ingerenze da parte dello Stato verso i concorrenti di paesi terzi, in particolare, ma non esclusivamente, per quanto riguarda il mercato dei veicoli elettrici e delle batterie; ritiene che sia necessario collegare gli strumenti di difesa commerciale alle prassi in materia di appalti pubblici;

47.  sottolinea che i mercati degli appalti pubblici hanno una grande valenza economica, considerato che, secondo le stime, la spesa per appalti rappresenta il 20 % del PIL mondiale ed evidenzia che un migliore accesso ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi, così come l'uniformazione delle condizioni per le imprese europee, possono quindi costituire importanti fattori di crescita nel commercio di beni e servizi e portare altresì a una maggiore scelta e a un migliore uso del denaro dei contribuenti sia nell'UE e che nei paesi terzi;

48.  segnala che spesso i mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi sono chiusi, di diritto e/o di fatto, agli offerenti dell'UE; incoraggia la Commissione a raccogliere e fornire dati migliori sulle procedure internazionali di aggiudicazione degli appalti; rammenta che la Commissione stima che più della metà del mercato globale degli appalti è attualmente chiuso alla libera concorrenza internazionale a causa di misure protezionistiche che sono in crescita a livello mondiale, mentre circa 352 miliardi di EUR di appalti pubblici dell'UE sono aperti a offerenti di paesi membri dell'accordo sugli appalti pubblici dell'Organizzazione mondiale del commercio; sottolinea che l'UE dovrebbe correggere tale squilibrio senza ricorrere a misure protezionistiche; invita la Commissione ad assicurare che le imprese europee ottengano un accesso al mercato analogo a quello di cui godono i concorrenti stranieri sul mercato dell'Unione e osserva che il cosiddetto strumento per gli appalti internazionali (IPI) proposto potrebbe, a determinate condizioni, costituire un mezzo per la creazione di un effetto leva che consenta di ottenere un crescente accesso al mercato;

49.  accoglie con favore il fatto che una delle sei aree prioritarie di intervento della Commissione nel settore degli appalti pubblici sia il miglioramento dell'accesso ai mercati degli appalti; sottolinea che il miglioramento dell'accesso ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi, anche a livello sub-nazionale, costituisce un forte interesse offensivo per l'UE nell'ambito dei negoziati commerciali, dal momento che molte aziende dell'UE sono altamente competitive in vari settori; sottolinea che gli appalti pubblici dovrebbero essere inclusi in tutti i futuri accordi commerciali, nell'ottica di favorire quanto più possibile la partecipazione delle aziende europee alle gare d'appalto all'estero; chiede alla Commissione di garantire l'osservanza e la corretta attuazione delle disposizioni in materia di appalti pubblici presenti negli accordi di libero scambio dell'UE; ricorda che gli accordi commerciali dovrebbero essere utilizzati per migliorare l'accesso ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi e che tale migliore accesso ai mercati degli appalti dei paesi terzi nonché norme rafforzate per procedure di appalto moderne, efficienti e trasparenti, che sono essenziali per ottenere un migliore impiego del denaro pubblico, dovrebbero costituire elementi fondamentali di qualsiasi accordo commerciale concluso dall'UE, nel pieno rispetto dei legittimi obiettivi di politica pubblica sanciti dalle direttive dell'Unione in materia di appalti pubblici; sottolinea che per potersi aggiudicare appalti pubblici gli operatori economici di paesi terzi devono rispettare i criteri sociali e ambientali europei stabiliti nelle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE, e incoraggia, in quest'ottica, ad applicare i criteri dell'offerta economicamente più vantaggiosa per l'aggiudicazione di tali contratti; osserva che gli accordi di libero scambio bilaterali e sub-regionali non sempre garantiscono il pieno accesso ai mercati degli appalti; chiede alla Commissione di negoziare il più ampio accesso possibile ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi;

50.  evidenzia che qualsiasi strategia volta ad aprire i mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi deve affrontare in modo concreto gli ostacoli e le esigenze specifiche delle PMI per facilitare il loro accesso ai mercati, in quanto risultano particolarmente svantaggiate quando si tratta di accedere ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi, mentre che si deve tenere debitamente conto anche delle conseguenze per le PMI dell'esposizione a nuovi concorrenti provenienti da paesi terzi; invita la Commissione a incoraggiare l'inclusione di procedure di appalto favorevoli alle PMI (incluse iniziative transfrontaliere e suddivisione delle offerte in lotti) negli accordi commerciali; evidenzia i potenziali vantaggi, soprattutto per le PMI, legati alla digitalizzazione mediante il ricorso ad appalti elettronici in tutte le procedure di appalto pubblico con paesi terzi;

51.  osserva che grandi economie emergenti, come il Brasile, la Cina, l'India e la Russia, non sono ancora parti dell'APP ma la Cina e la Russia sono ufficialmente in fase di adesione, e chiede alla Commissione di incoraggiare e promuovere gli sforzi dei paesi terzi di aderire all'accordo, in quanto gli accordi multilaterali e plurilaterali costituiscono il mezzo migliore per creare condizioni di parità sul lungo periodo; sottolinea che accordi commerciali bilaterali con clausole ambiziose in materia di appalti che rispettano i principi fondamentali dell'accordo sugli appalti pubblici possono costituire un trampolino di lancio per una cooperazione multilaterale rafforzata;

52.  sottolinea l'importanza dell'APP, non solo per garantire l'accesso di diritto ai mercati degli appalti nei paesi terzi ma anche per rafforzare la trasparenza e la prevedibilità delle procedure di appalto; incoraggia la Commissione a promuovere l'elaborazione di norme globali e convergenti per la trasparenza degli appalti quale strumento importante per combattere la corruzione; Più specificamente, invita la Commissione ad adoperarsi per includere negli accordi commerciali disposizioni relative a norme comuni per gli appalti pubblici, che consentano la segnalazione di casi di corruzione, semplifichino le procedure e rafforzino l'integrità e la trasparenza per gli offerenti;

Professionalizzazione

53.  accoglie con favore le raccomandazioni della Commissione in merito alla professionalizzazione e invita gli Stati membri a elaborare in via prioritaria piani nazionali di sviluppo; suggerisce che ciascun piano dovrebbe differenziare i tipi di appalto, segnatamente in quanto l'accesso delle PMI ai servizi e all'infrastruttura digitale possono essere facilitati in modo diverso rispetto all'accesso agli appalti nel caso di grandi contratti infrastrutturali;

54.  invita la Commissione a proporre i mezzi di sostegno finanziario provenienti dai fondi dell'Unione volti a sostenere le azioni di professionalizzazione pertinenti negli Stati membri;

55.  deplora il basso livello di professionalità dei committenti pubblici e invita gli Stati membri a migliorare le competenze di tutte le parti interessate in ogni fase della procedura relativa agli appalti pubblici;

56.  sottolinea che sia gli acquirenti che i fornitori devono essere formati adeguatamente per lavorare in maniera efficiente in tutte le fasi dell'appalto e che, per quanto riguarda la professionalizzazione, occorre prestare attenzione a tutti i livelli della pubblica amministrazione e ai criteri di qualità, compresi i criteri sociali e ambientali; ritiene che migliorando il modo in cui le autorità pubbliche valutano ciò che è opportuno sottoporre a una gara d'appalto e le modalità in cui ciò dovrebbe avvenire, si possano ottenere risultati migliori; fatta salva la procedura negoziata, si rammarica del fatto che spesso gli appalti pubblici possono essere dominati da imprese più esperte che assistono nella fase di progettazione di un contratto di appalto e, di conseguenza, si trovano in una posizione più vantaggiosa per aggiudicarsi tale contratto;

57.  chiede agli Stati membri di incoraggiare le università a sviluppare ulteriormente i corsi universitari in diritto europeo degli appalti pubblici e a migliorare la formazione e la gestione delle carriere degli operatori del settore degli appalti, compresi quelli che lavorano nelle PMI, anche per quanto riguarda lo sviluppo e l'adozione di strumenti informatici accessibili; sostiene la creazione di un quadro europeo comune delle competenze tecniche e informatiche;

°

°  °

58.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU L 259 del 7.10.2017, pag. 28.

(2)

GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65.

(3)

GU L 94 del 28.3.2014, pag. 243.

(4)

GU L 94 del 28.3.2014, pag. 1.

(5)

GU L 133 del 6.5.2014, pag. 1.


MOTIVAZIONE

All'inizio del 2014 i colegislatori dell'UE hanno concluso la revisione del quadro legislativo dell'Unione in materia di appalti pubblici. Questa profonda riforma, individuata come necessaria per il processo di integrazione europea dall'atto sul mercato unico del 2011, doveva coadiuvare direttamente la strategia Europa 2020 e contribuire in maniera notevole alla crescita e alla competitività dell'Unione.

All'epoca il Parlamento era ragionevolmente soddisfatto dell'esito delle trattative. Si era battuto con forza ed era riuscito a ottenere che le nuove direttive fornissero agli Stati membri gli strumenti per modernizzare gli acquisti pubblici, trasformare in senso digitale gli appalti pubblici e passare dalla semplice regolamentazione degli stessi alla realizzazione di appalti pubblici strategici.

Tuttavia, le direttive offrono opzioni e opportunità per gli Stati membri, ma la scelta spetta a ciascun paese. Per il momento, a circa quattro anni dall'adozione formale delle direttive, non esiste un quadro chiaro né una panoramica completa di come le direttive siano state recepite e attuate nei diversi Stati membri. Ciò è purtroppo dovuto anche al fatto che in numerosi Stati membri il recepimento ha subito notevoli ritardi, tanto che per alcuni paesi la Commissione ha dovuto avviare procedure d'infrazione.

La posizione del relatore

Il relatore accoglie con favore l'insieme di misure non vincolanti proposte dalla Commissione il 3 ottobre 2017 e la sua strategia aggiornata sugli appalti pubblici per l'Unione; queste misure e questa strategia possono stimolare una migliore attuazione delle norme in materia di appalti pubblici negli Stati membri e accelerare le riforme nazionali nella misura necessaria.

Tuttavia, il relatore desidera osservare che se dovesse emergere l'esigenza di migliorare il quadro relativo agli appalti pubblici, il Parlamento si riserva il diritto di chiedere in qualsiasi momento alla Commissione europea di proporre misure legislative.

Le direttive del 2014 offrono agli Stati membri la possibilità di modernizzare le norme relative agli acquisti pubblici. I precisi requisiti delle direttive a tale riguardo sono la digitalizzazione degli appalti (appalti elettronici dalla prima all'ultima fase), nonché la massima semplificazione. Ciò rappresenta un'opportunità per conseguire

- maggiore trasparenza;

- maggiore efficienza;

- minore burocrazia;

- un mercato unico più forte.

Inoltre, le nuove direttive non si limitano a fissare le norme a cui devono sottostare le autorità pubbliche per giustificare come utilizzano il denaro dei contribuenti. Ora più che mai esse offrono agli Stati membri enormi possibilità per conseguire obiettivi strategici e per perseguire politiche attraverso la spesa pubblica. Gli appalti pubblici non rappresentano un mero strumento procedurale per disciplinare gli acquisti pubblici di merci, servizi o opere. Essi possono diventare un veicolo per gli Stati membri, ad esempio per:

- promuovere l'innovazione;

- promuovere l'economia verde e circolare;

- perseguire obiettivi sociali, ad esempio a vantaggio dei disabili o degli anziani;

- sostenere le piccole e medie imprese.

Il relatore è preoccupato per il ritmo con cui gli Stati membri stanno modernizzando il proprio quadro in materia di appalti pubblici e per la profondità prevista delle riforme. Coglie pertanto l'occasione per invitare gli Stati membri a

-  passare, ove opportuno, dal criterio del prezzo più basso a quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa e al calcolo dei costi del ciclo di vita; incoraggiare gli acquirenti e i funzionari nazionali responsabili degli appalti, a partire dal più alto livello statale, ad adottare questo approccio;

-  sostenere la partecipazione delle PMI alle gare d'appalto, ad esempio attraverso la suddivisione obbligatoria in lotti;

-  accelerare la digitalizzazione di tutte le fasi del processo di aggiudicazione degli appalti;

-  introdurre strumenti per la trasparenza, come i registri dei contratti e sistemi utili al principio "una tantum";

-  sviluppare strategie nazionali in materia di appalti pubblici, ivi compresi piani completi di professionalizzazione;

-  raccogliere e analizzare sistematicamente i dati relativi agli appalti pubblici;

-  sfruttare meglio i vantaggi degli acquisti centralizzati e delle centrali di committenza;

-  utilizzare la fase pre-appalto e la nuova procedura relativa ai partenariati per l'innovazione per gli acquisti innovativi;

-  adottare misure drastiche volte ad aumentare gli appalti pubblici transfrontalieri e l'approvvigionamento in cooperazione;

Il relatore, inoltre, invita la Commissione a

-  individuare i margini a disposizione per sostenere attraverso i fondi dell'Unione gli interventi di professionalizzazione pertinenti negli Stati membri;

-  concentrarsi in via prioritaria sull'helpdesk per la valutazione ex ante volontaria degli aspetti relativi agli appalti per i grandi progetti infrastrutturali;

-  adottare velocemente gli orientamenti sull'innovazione e sugli appalti pubblici socialmente responsabili;

-  organizzare tutti gli orientamenti disponibili e gli altri materiali in un modo comprensibile che offra una buona visione d'insieme ai funzionari responsabili degli appalti;

-  fornire assistenza agli Stati membri in merito alle metodologie sul calcolo dei costi del ciclo di vita;

-  garantire l'introduzione tempestiva dei moduli elettronici (eForm).


ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

L'elenco in appresso è compilato su base puramente volontaria, sotto l'esclusiva responsabilità del relatore. Nel corso dell'elaborazione della relazione, fino alla sua approvazione in commissione, il relatore ha ricevuto contributi dalle seguenti entità o persone:

Entità e/o persona

Prof. Dr Christopher Bovis, Università di Hull

Prof. Dr Jörg Becker, Università di Münster

Jaime Quesado, presidente dell'ente per i servizi condivisi del governo portoghese

Joan Prummel, consulente dell'organizzazione neerlandese Rijkswaterstaat

Baiba A. Rubesa, amministratore delegato di Rail Baltica

Thomas Solbach, ministero federale tedesco per gli Affari economici e l'energia

Business Europe

UEAPME (Unione europea artigianato e piccole e medie imprese)

Eurocities

OpenPEPPOL (Appalti pubblici paneuropei online)

Consiglio degli architetti d'Europa/Ordine federale degli architetti tedeschi

RESAH (rete degli appalti ospedalieri)/Associazione EHPPA

IFPSM (Federazione internazionale per la gestione della catena di acquisto e approvvigionamento)


PARERE della commissione per il commercio internazionale (24.5.2018)

destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

sul pacchetto sulla strategia in materia di appalti pubblici

(2017/2278(INI))

Relatore per parere: Daniel Caspary

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che i mercati degli appalti pubblici hanno una grande valenza economica, considerato che, secondo le stime, la spesa per appalti rappresenta il 20 % del PIL mondiale, ed evidenzia che un migliore accesso ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi, così come l'uniformazione delle condizioni di concorrenza per le imprese europee, possono quindi costituire importanti fattori di crescita nel commercio di beni e servizi e portare a una maggiore scelta e più valore per i contribuenti nell'UE e nei paesi terzi;

2.  segnala che spesso i mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi sono chiusi, di diritto e/o di fatto, agli offerenti dell'UE; incoraggia la Commissione a raccogliere e fornire dati migliori sulle procedure internazionali di aggiudicazione degli appalti; rammenta che, secondo le stime della Commissione, più della metà del mercato globale degli appalti è attualmente chiuso alla libera concorrenza internazionale a causa di misure protezionistiche che sono in crescita a livello mondiale, mentre circa 352 miliardi di EUR di appalti pubblici dell'UE sono aperti a offerenti di paesi membri dell'accordo sugli appalti pubblici (APP) dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC); sottolinea che l'UE dovrebbe correggere tale squilibrio senza ricorrere a misure protezionistiche; invita la Commissione ad assicurare che le imprese europee abbiano un accesso al mercato analogo a quello di cui godono i concorrenti stranieri sul mercato dell'Unione e osserva che lo strumento per gli appalti internazionali (IPI) proposto potrebbe, in determinate condizioni, costituire un mezzo per la creazione di un effetto leva che consenta di ottenere un maggiore accesso al mercato;

3.  accoglie con favore il fatto che una delle sei aree prioritarie di intervento della Commissione nel settore degli appalti pubblici sia il miglioramento dell'accesso ai mercati degli appalti; sottolinea che il miglioramento dell'accesso ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi, anche a livello sub-nazionale, costituisce un forte interesse offensivo per l'UE nell'ambito dei negoziati commerciali, dal momento che molte aziende dell'UE sono altamente competitive in vari settori; sottolinea che gli appalti pubblici dovrebbero essere inclusi in tutti i futuri accordi commerciali, nell'ottica di favorire quanto più possibile la partecipazione delle aziende europee alle gare d'appalto all'estero; chiede alla Commissione di garantire l'osservanza e la corretta attuazione delle disposizioni in materia di appalti pubblici presenti negli accordi di libero scambio dell'UE; ricorda che gli accordi commerciali dovrebbero essere utilizzati per migliorare l'accesso ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi e che tale accesso migliorato nonché norme rafforzate per procedure di appalto moderne, efficienti e trasparenti, che sono essenziali per assicurare un migliore impiego del denaro pubblico, dovrebbero costituire elementi fondamentali di qualsiasi accordo commerciale concluso dall'UE, nel pieno rispetto dei legittimi obiettivi di politica pubblica sanciti dalle direttive dell'Unione in materia di appalti pubblici; sottolinea che gli operatori economici di paesi terzi devono rispettare i criteri sociali e ambientali europei per l'aggiudicazione di appalti pubblici, stabiliti nelle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE, e incoraggia, in quest'ottica, ad applicare i criteri dell'offerta economicamente più vantaggiosa per l'attribuzione di tali contratti; osserva che gli accordi di libero scambio bilaterali e sub-regionali non sempre garantiscono il pieno accesso ai mercati degli appalti; chiede alla Commissione di negoziare il più ampio accesso possibile ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi;

4.  evidenzia che qualsiasi strategia volta ad aprire i mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi deve affrontare in modo concreto gli ostacoli e le esigenze specifiche delle PMI per facilitare il loro accesso ai mercati, in quanto risultano particolarmente svantaggiate quando si tratta di accedere ai mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi; ritiene che si debba tenere debitamente conto anche delle conseguenze per le PMI dell'esposizione a nuovi concorrenti provenienti da paesi terzi; invita la Commissione a incoraggiare l'inclusione di procedure di appalto favorevoli alle PMI (incluse iniziative transfrontaliere e suddivisione delle offerte in lotti) negli accordi commerciali; evidenzia i potenziali vantaggi, soprattutto per le PMI, legati alla digitalizzazione mediante il ricorso ad appalti elettronici in tutte le procedure di appalto pubblico con paesi terzi;

5.  osserva che grandi economie emergenti, come il Brasile, la Cina, l'India e la Russia, non sono ancora parti dell'APP ma la Cina e la Russia sono ufficialmente in fase di adesione, e chiede alla Commissione di incoraggiare e promuovere gli sforzi dei paesi terzi di aderire all'accordo, in quanto gli accordi multilaterali e plurilaterali costituiscono il mezzo migliore per creare condizioni di parità sul lungo periodo; sottolinea che accordi commerciali bilaterali con clausole ambiziose in materia di appalti nel rispetto dei principi fondamentali dell'accordo sugli appalti pubblici possono costituire un trampolino di lancio per una cooperazione multilaterale rafforzata;

6.  sottolinea l'importanza dell'APP, non solo per garantire l'accesso di diritto ai mercati degli appalti nei paesi terzi ma anche per rafforzare la trasparenza e la prevedibilità delle procedure di appalto; incoraggia la Commissione a promuovere l'elaborazione di norme globali e convergenti per la trasparenza degli appalti quale strumento importante per combattere la corruzione; invita la Commissione, in particolare, ad adoperarsi per includere negli accordi commerciali disposizioni relative alle norme comuni per gli appalti pubblici, che consentano la segnalazione di casi di corruzione, semplifichino le procedure e rafforzino l'integrità e la trasparenza per gli offerenti.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

17.5.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

29

3

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, Laima Liucija Andrikienė, Maria Arena, Tiziana Beghin, David Campbell Bannerman, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Santiago Fisas Ayxelà, Christofer Fjellner, Nadja Hirsch, Yannick Jadot, France Jamet, Jude Kirton-Darling, Patricia Lalonde, Danilo Oscar Lancini, Bernd Lange, David Martin, Emma McClarkin, Anne-Marie Mineur, Alessia Maria Mosca, Artis Pabriks, Franck Proust, Viviane Reding, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Joachim Schuster, Joachim Starbatty, Adam Szejnfeld, Iuliu Winkler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Goffredo Maria Bettini, Klaus Buchner, Sajjad Karim, Emmanuel Maurel, Fernando Ruas, Jarosław Wałęsa

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

29

+

ALDE

Nadja Hirsch, Patricia Lalonde, Marietje Schaake

ECR

David Campbell Bannerman, Sajjad Karim, Emma McClarkin, Joachim Starbatty

EFDD

Tiziana Beghin, William (The Earl of) Dartmouth

PPE

Laima Liucija Andrikienė, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Santiago Fisas Ayxelà, Christofer Fjellner, Artis Pabriks, Franck Proust, Viviane Reding, Fernando Ruas, Adam Szejnfeld, Jarosław Wałęsa, Iuliu Winkler

S&D

Maria Arena, Goffredo Maria Bettini, Jude Kirton-Darling, Bernd Lange, David Martin, Alessia Maria Mosca, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Joachim Schuster

3

-

ENF

France Jamet, Danilo Oscar Lancini

GUE/NGL

Helmut Scholz

4

0

GUE/NGL

Anne-Marie Mineur

S&D

Emmanuel Maurel

VERTS/ALE

Klaus Buchner, Yannick Jadot

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


POSIZIONE SOTTO FORMA DI EMENDAMENTI DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE (20.3.2018)

destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

sul pacchetto sulla strategia in materia di appalti pubblici

(2017/2278(INI))

EMENDAMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Progetto di relazione

Visto 9 bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

  visto lo strumento volontario degli appalti pubblici verdi (APV),

Emendamento    2

Progetto di relazione

Considerando B bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

B bis.  considerando che gli appalti pubblici sono uno strumento strategico utilizzato per raggiungere gli obiettivi dell'UE in materia di crescita verde e socialmente inclusiva;

Emendamento    3

Progetto di relazione

Considerando C bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

C bis.  considerando che, quando di tratta del recepimento delle norme dell'UE in materia di appalti pubblici e concessioni, il recepimento e l'attuazione integrali del diritto dell'UE sono essenziali per facilitare e rendere meno costosa la partecipazione delle piccole e medie imprese ai bandi di gara per appalti pubblici, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e di concorrenza dell'UE;

Emendamento    4

Progetto di relazione

Considerando E

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

E.  considerando che, secondo i dati del 2016, sarebbero solo quattro gli Stati membri che si servono di tecnologie digitali per tutte le fasi salienti degli appalti pubblici;

E.  considerando che, secondo la comunicazione della Commissione del 2016, solo quattro Stati membri si sono basati sulle tecnologie digitali per tutte le fasi salienti degli appalti pubblici, come la notifica elettronica, l'accesso elettronico ai documenti di gara, la presentazione elettronica, la valutazione elettronica, l'aggiudicazione elettronica, l'ordine elettronico, la fatturazione elettronica e il pagamento elettronico;

Emendamento    5

Progetto di relazione

Considerando F

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

F.  considerando che, secondo la scheda informativa tematica del semestre europeo in materia di appalti pubblici del novembre 2017, nel periodo 2006-2016 il numero di bandi con una sola offerta è salito dal 14 % al 29 %;

F.  considerando che, secondo la scheda informativa tematica del semestre europeo in materia di appalti pubblici del novembre 2017, nel periodo 2006-2016 il numero di bandi con una sola offerta è salito dal 14 % al 29 %; e che, secondo la comunicazione della Commissione, "le PMI si aggiudicano solo il 45 % del valore degli appalti pubblici al di sopra delle soglie UE, il che è chiaramente inferiore al loro peso nell'economia";

Emendamento    6

Progetto di relazione

Considerando I bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

I bis.  considerando che gli appalti pubblici possono offrire un importante stimolo, dal lato della domanda, all'adozione e alla produzione di veicoli a emissioni zero e a emissioni ridotte e quindi contribuire a ridurre le emissioni nel settore dei trasporti in generale;

Emendamento    7

Progetto di relazione

Paragrafo 1

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

1.  accoglie con favore, a distanza di quasi quattro anni dalla profonda revisione del quadro legislativo dell'Unione in materia di appalti pubblici, le misure non legislative proposte dalla Commissione e auspica che esse siano di stimolo a una migliore attuazione;

1.  accoglie con favore, a distanza di quasi quattro anni dalla profonda revisione del quadro legislativo dell'Unione in materia di appalti pubblici, le misure non legislative proposte dalla Commissione e si aspetta che esse siano di stimolo a una migliore attuazione;

Emendamento    8

Progetto di relazione

Paragrafo 2

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

2.  esprime delusione per il ritmo con il quale molti Stati membri hanno recepito le direttive del 2014 nel settore degli appalti pubblici nonché per i numerosi ritardi, e deplora che per un numero limitato di Stati membri la Commissione abbia dovuto avviare le procedure d'infrazione;

2.  esprime delusione per il ritmo con il quale molti Stati membri hanno recepito le direttive del 2014 nel settore degli appalti pubblici nonché per i numerosi ritardi, e deplora che per taluni Stati membri la Commissione abbia dovuto avviare le procedure d'infrazione quando si tratta di far rispettare l'acquis nel settore del mercato unico, dell'industria, dell'imprenditoria e delle PMI, che dovrebbero condurre ad un mercato interno più approfondito e più equo con una base industriale rafforzata;

Emendamento    9

Progetto di relazione

Paragrafo 2 bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

2 bis.  esprime preoccupazione per i ritardi che si sono verificati nel recepimento delle direttive del 2014 in alcuni Stati membri e invita gli Stati membri ad evitare misure che aumentino la burocrazia al fine di garantire l'equità in un mercato unico degli appalti pubblici;

Emendamento    10

Progetto di relazione

Paragrafo 7

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

7.   segnala che oggi più che mai la legislazione vigente dell'Unione permette che gli appalti pubblici siano utilizzati come strumento strategico per promuovere obiettivi politici e incoraggia gli Stati membri a trarre da ciò il massimo vantaggio;

7.  segnala che oggi più che mai la legislazione vigente dell'Unione permette che gli appalti pubblici siano utilizzati come strumento strategico per promuovere obiettivi politici e incoraggia gli Stati membri a trarre da ciò il massimo vantaggio; ricorda che, anche a livello regionale e locale, gli appalti pubblici sono uno strumento importante per rispondere alle strategie regionali e locali, sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale;

Emendamento    11

Progetto di relazione

Paragrafo 7 bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

7 bis.  chiede un ampio ricorso agli appalti innovativi per attuare una crescita verde e socialmente inclusiva;

Emendamento    12

Progetto di relazione

Paragrafo 8

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

8.  invita gli Stati membri a utilizzare gli appalti pubblici in maniera strategica per promuovere una economia sostenibile, circolare e socialmente responsabile, nonché l'innovazione, la crescita delle PMI e la concorrenza; sottolinea che per fare ciò occorre che gli Stati membri collochino tali politiche al più alto livello e sostengano, a tal fine, gli acquirenti e i funzionari responsabili degli appalti nella pubblica amministrazione;

8.  invita gli Stati membri a utilizzare gli appalti pubblici in maniera strategica per promuovere una economia innovativa, sostenibile, circolare e socialmente responsabile, che promuova la crescita delle PMI e la concorrenza; sottolinea che per fare ciò occorre che gli Stati membri collochino tali politiche al più alto livello e sostengano, a tal fine, gli acquirenti e i funzionari responsabili degli appalti nella pubblica amministrazione;

Emendamento    13

Progetto di relazione

Paragrafo 10

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

10.  plaude al fatto che molti Stati membri abbiano adottato misure per accettare l'offerta economicamente più vantaggiosa e incoraggia la sistematica applicazione di questo criterio;

10.  plaude al fatto che molti Stati membri abbiano adottato misure per accettare l'offerta economicamente più vantaggiosa e incoraggia la sistematica applicazione di questo criterio; sottolinea l'importanza dei criteri verdi in materia di offerta economicamente più vantaggiosa;

Emendamento    14

Progetto di relazione

Paragrafo 11

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

11.  osserva che, se da un lato riconosce che in alcuni casi il prezzo basso è indice di soluzioni innovative e di una gestione efficiente, dall'altro è preoccupato per l'eccessivo ricorso al prezzo più basso come criterio di aggiudicazione che si osserva in diversi Stati membri e invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad analizzare il motivo alla base di tale situazione;

11.  osserva che, se da un lato riconosce che in alcuni casi il prezzo basso è indice di soluzioni innovative e di una gestione efficiente, dall'altro è preoccupato per l'eccessivo ricorso al prezzo più basso come criterio principale di aggiudicazione, senza una considerazione adeguata di altri criteri, che si osserva in diversi Stati membri e invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad analizzare il motivo alla base di tale situazione;

Emendamento    15

Progetto di relazione

Paragrafo 12 bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

12 bis.  sottolinea che, nell'applicare il CCV, gli acquirenti pubblici dovrebbero tener conto dei costi di utilizzo, manutenzione e smaltimento delle risorse, cui non si dà riscontro nel prezzo di acquisto, in particolare poiché esiste un enorme potenziale di risparmio nel corso del ciclo di vita di un prodotto, di un lavoro o di un servizio attraverso risparmi realizzati segnatamente nell'uso di energia, di acqua e di carburante, nei costi di manutenzione e sostituzione, nonché di smaltimento;

Emendamento    16

Progetto di relazione

Paragrafo 13

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

13.  osserva che considerazioni di innovazione, socioeconomiche e ambientali costituiscono criteri di aggiudicazione legittimi negli appalti pubblici, ma che le amministrazioni aggiudicatrici possono perseguire obiettivi ecologici, di innovazione o sociali anche attraverso capitolati ben ponderati e consentendo offerte con varianti;

13.  sottolinea che considerazioni di innovazione, socioeconomiche e ambientali costituiscono criteri di aggiudicazione importanti negli appalti pubblici, ma che le amministrazioni aggiudicatrici possono perseguire obiettivi ecologici, sostenibili, di innovazione o sociali anche attraverso capitolati ben ponderati e consentendo offerte con varianti; ricorda la possibilità di utilizzare criteri di qualità come criteri di aggiudicazione, ad esempio nel promuovere il cibo prodotto localmente;

Emendamento    17

Progetto di relazione

Paragrafo 13 bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

13 bis.  sottolinea che le politiche in materia di appalti pubblici svolgono un ruolo importante nel promuovere l'acquisizione di prodotti agricoli e alimentari dai produttori locali e invita la Commissione a proporre misure a sostegno delle catene di approvvigionamento brevi e a valutare il loro impatto sull'economia rurale;

Emendamento    18

Progetto di relazione

Paragrafo 13 bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

13 bis.  rileva l'importanza del finanziamento di progetti di infrastrutture di trasporto verdi, ad esempio infrastrutture per i combustibili alternativi, e della cooperazione transfrontaliera tra gli Stati membri; sottolinea che i criteri di aggiudicazione per ottenere finanziamenti dell'UE devono includere l'obbligo di dimostrare in che modo il progetto proposto contribuirà a raggiungere gli obiettivi climatici;

Emendamento    19

Progetto di relazione

Paragrafo 13 bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

13 bis.  accoglie con favore la proposta della Commissione di revisione della direttiva sui veicoli puliti (che modifica la direttiva 2009/33/CE relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada) e l'inclusione di obiettivi vincolanti in materia di appalti per il 2025 e il 2030, che aumenteranno l'assorbimento da parte del mercato di veicoli a basse emissioni e a emissioni zero e contribuiranno alla spinta dell'Unione verso una mobilità a basse emissioni;

Emendamento    20

Progetto di relazione

Paragrafo 16

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

16.  chiede che un maggior numero di Stati membri sfrutti i vantaggi degli acquisti centralizzati e dell'aggregazione degli acquisti pubblici e osserva che le centrali di committenza possono velocizzare la diffusione di competenze, migliori pratiche e dell'innovazione;

16.  chiede che un maggior numero di Stati membri sfrutti i vantaggi degli acquisti centralizzati e dell'aggregazione degli acquisti pubblici e osserva che le centrali di committenza potrebbero e dovrebbero velocizzare la diffusione di competenze, migliori pratiche e dell'innovazione;

Emendamento    21

Progetto di relazione

Paragrafo 19 bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

19 bis.  esprime preoccupazione per la concorrenza sleale nell'ambito delle procedure di appalto pubblico a seguito di interferenze statali con concorrenti di paesi terzi, in particolare, ma non esclusivamente, nel mercato dei veicoli elettrici e delle batterie; ritiene che sia necessario un collegamento tra gli strumenti di difesa commerciale e le prassi in materia di appalti pubblici;

Emendamento    22

Progetto di relazione

Paragrafo 25

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

25.  osserva con rammarico un calo d'intensità della concorrenza negli appalti pubblici all'interno dell'Unione negli ultimi anni ed esorta gli Stati membri che registrano un'alta percentuale di bandi con unico offerente ad affrontare il problema;

25.  osserva con rammarico un calo d'intensità della concorrenza negli appalti pubblici all'interno dell'Unione negli ultimi anni ed esorta in particolare quegli Stati membri con un'alta percentuale di bandi con unico offerente ad affrontare il problema migliorando l'accesso alle offerte di appalti pubblici;

Emendamento    23

Progetto di relazione

Paragrafo 26

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

26.  esorta gli Stati membri a incrementare le procedure di aggiudicazione congiunte, anche a livello transfrontaliero, favorite dalle norme UE riviste, e chiede alla Commissione di fornire assistenza tecnica in questo ambito;

26.  esorta gli Stati membri a incrementare le procedure di aggiudicazione congiunte, anche a livello transfrontaliero, favorite dalle norme UE riviste, e invita la Commissione a fornire assistenza approfondita in questo ambito;

Emendamento    24

Progetto di relazione

Paragrafo 27

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

27.  si rammarica del fatto che le PMI abbiano ancora difficoltà ad accedere agli appalti pubblici e invita la Commissione a valutare l'efficacia delle misure previste dalle direttive del 2014 e, se necessario, a proporre nuove soluzioni;

27.  si rammarica del fatto che le PMI abbiano ancora difficoltà ad accedere agli appalti pubblici e invita la Commissione a valutare l'efficacia, l'efficienza e la qualità delle misure previste dalle direttive del 2014 e a proporre nuove soluzioni non appena le procedure di revisione rivelino la necessità di farlo;

Emendamento    25

Progetto di relazione

Paragrafo 28

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

28.  invita gli Stati membri a sostenere la partecipazione delle PMI alle gare d'appalto, ad esempio attraverso la suddivisione obbligatoria in lotti;

28.  invita gli Stati membri a sostenere la partecipazione delle PMI ai mercati degli appalti, anche al di fuori delle loro frontiere nazionali, ad esempio attraverso la suddivisione obbligatoria in lotti, ponendo un limite al volume di affari richiesto per partecipare a una procedura di gara, una riduzione dei requisiti di documentazione o il coinvolgimento delle PMI in precedenti consultazioni di mercato; invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare servizi di consulenza e formazione per le PMI per garantire una loro migliore partecipazione alle procedure di gara;

Emendamento    26

Progetto di relazione

Paragrafo 29

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

29.  invita la Commissione ad analizzare in particolare gli ostacoli agli appalti pubblici transfrontalieri derivanti dalle barriere linguistiche e a proporre soluzioni;

29.  invita la Commissione ad analizzare in particolare gli ostacoli agli appalti pubblici transfrontalieri derivanti dalle barriere linguistiche, giuridiche o di altro tipo, e a proporre soluzioni o ad intervenire per garantire appalti pubblici transfrontalieri funzionali;

Emendamento    27

Progetto di relazione

Paragrafo 37 bis (nuovo)

Progetto di proposta di risoluzione

Emendamento

 

37 bis.   sottolinea l'importanza della trasparenza e del carattere non discriminatorio delle procedure di appalto pubblico; ricorda l'importanza di disporre di adeguate procedure di ricorso e l'importanza di avere accesso a orientamenti sul modo in cui presentare un ricorso;

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

20.3.2018

 

 

 


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

19.6.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Pascal Arimont, Dita Charanzová, Carlos Coelho, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, Daniel Dalton, Nicola Danti, Dennis de Jong, Pascal Durand, Maria Grapini, Liisa Jaakonsaari, Philippe Juvin, Antonio López-Istúriz White, Eva Maydell, Nosheena Mobarik, Christel Schaldemose, Olga Sehnalová, Jasenko Selimovic, Igor Šoltes, Ivan Štefanec, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Mylène Troszczynski, Mihai Ţurcanu, Anneleen Van Bossuyt, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Biljana Borzan, Birgit Collin-Langen, Marc Tarabella, Kerstin Westphal


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

ALDE

Dita Charanzová, Jasenko Selimovic

ECR

Daniel Dalton, Nosheena Mobarik, Anneleen Van Bossuyt

EFDD

Marco Zullo

GUE/NGL

Dennis de Jong

PPE

Pascal Arimont, Carlos Coelho, Birgit Collin-Langen, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, Philippe Juvin, Antonio López-Istúriz White, Eva Maydell, Ivan Štefanec, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Mihai Ţurcanu

S&D

Biljana Borzan, Nicola Danti, Maria Grapini, Liisa Jaakonsaari, Christel Schaldemose, Olga Sehnalová, Marc Tarabella, Kerstin Westphal

VERTS/ALE

Pascal Durand, Igor Šoltes

2

-

EFDD

John Stuart Agnew

ENF

Mylène Troszczynski

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Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2018Avviso legale