Procedura : 2018/2054(INI)
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A8-0266/2018

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PV 10/09/2018 - 29
CRE 10/09/2018 - 29

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PV 11/09/2018 - 6.10
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P8_TA(2018)0327

RELAZIONE     
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18.7.2018
PE 620.924v02-00 A8-0266/2018

sul rafforzamento della crescita e della coesione nelle regioni frontaliere dell'UE

(2018/2054(INI))

Commissione per lo sviluppo regionale

Relatore: Krzysztof Hetman

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul rafforzamento della crescita e della coesione nelle regioni frontaliere dell'UE

(2018/2054(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 3 del trattato sull'Unione europea (TUE) e gli articoli 4, 162, da 174 a 178 e 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(2),

–  visto il regolamento (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT)(3),

–  vista la direttiva 2011/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011 concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera(4),

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 settembre 2017 dal titolo "Rafforzare la crescita e la coesione nelle regioni frontaliere dell'UE" (COM(2017)0534),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 20 settembre 2017 che accompagna la comunicazione della Commissione dal titolo "Rafforzare la crescita e la coesione nelle regioni frontaliere dell'UE" (SWD(2017)0307),

–  vista la sua risoluzione del 13 marzo 2018 sulle regioni in ritardo di sviluppo nell'Unione europea(5),

  vista la sua risoluzione del 17 aprile 2018 sul rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione europea: la 7ª relazione della Commissione europea(6),

–  vista la sua risoluzione del 13 giugno 2017 sulla costruzione di pilastri per una politica di coesione dell'UE post-2020(7),

–  vista la sua risoluzione del 13 giugno 2017 sul miglioramento dell'impegno dei partner e della visibilità nell'esecuzione dei fondi strutturali e d'investimento europei(8),

–  vista la sua risoluzione del 18 maggio 2017 sul giusto mix di finanziamenti per le regioni d'Europa: equilibrare strumenti finanziari e sovvenzioni nella politica di coesione dell'UE(9),

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sugli investimenti nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei: valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento sulle disposizioni comuni(10),

  visto il parere del Comitato delle regioni dell'8 febbraio 2017 sul tema Collegamenti di trasporto mancanti nelle regioni di confine(11),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 su politica di coesione e strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente (RIS3)(12),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 sulla cooperazione territoriale europea – migliori pratiche e misure innovative(13),

–  vista la sua risoluzione del 10 maggio 2016 sui nuovi strumenti per lo sviluppo territoriale nella politica di coesione 2014-2020: investimenti territoriali integrati (ITI) e sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD)(14),

–  viste le conclusioni e le raccomandazioni del gruppo ad alto livello che monitora la semplificazione per i beneficiari dei Fondi SIE,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e il parere della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0266/2018),

A.  considerando che l'Unione europea e i paesi limitrofi riuniti nell'Associazione europea di libero scambio (EFTA) contano attualmente 40 regioni frontaliere interne che rappresentano il 40 % del territorio dell'Unione, riuniscono il 30 % della popolazione dell'UE e generano circa un terzo del PIL dell'Unione;

B.  considerando che le regioni frontaliere, segnatamente quelle caratterizzate da una più scarsa densità di popolazione, affrontano condizioni più sfavorevoli per lo sviluppo sociale ed economico e conseguono in genere risultati inferiori rispetto a quelli di altre regioni all'interno degli Stati membri, e che il loro potenziale economico non è sfruttato appieno;

C.  considerando che anche le barriere di tipo fisico e/o geografico contribuiscono a limitare la coesione economica, sociale e territoriale tra regioni frontaliere, sia all'interno che all'esterno dell'UE, particolarmente nelle regioni di montagna;

D.  considerando che, nonostante gli sforzi già intrapresi, persistono ostacoli, soprattutto di carattere amministrativo, linguistico e giuridico, che impediscono la crescita, lo sviluppo economico e sociale e la coesione nelle regioni frontaliere;

E.  considerando che, stando alle stime pubblicate dalla Commissione nel 2017, l'eliminazione del solo 20 % degli ostacoli esistenti nelle regioni frontaliere determinerebbe un aumento del loro PIL del 2 %, ossia circa 91 miliardi di EUR, che si tradurrebbe in pressoché un milione di nuovi posti di lavoro; che è stato ampiamente riconosciuto che la cooperazione territoriale, compresa quella transfrontaliera, apporta un valore aggiunto reale e visibile, soprattutto ai cittadini dell'UE che vivono lungo le frontiere interne;

F.  considerando che il numero totale di lavoratori e studenti transfrontalieri attivi in un altro paese dell'UE è pari a circa 2 milioni, di cui 1,3 milioni lavoratori, che rappresentano lo 0,6 % di tutti i lavoratori dipendenti dell'UE-28;

G.  considerando che nell'attuale quadro finanziario pluriennale (QFP) il 95 % dei fondi della rete transeuropea di trasporto (TEN-T) e del meccanismo per collegare l'Europa (MCE) è destinato ai corridoi centrali della TEN-T, mentre i piccoli progetti relativi alla rete generale e agli interventi collegati con la rete TEN-T, pur essendo essenziali per risolvere problemi specifici e per lo sviluppo delle connessioni e delle economie frontaliere, spesso non sono ammissibili ai cofinanziamenti o ai finanziamenti nazionali;

H.  considerando che la Commissione intende altresì presentare la propria posizione sulle regioni frontaliere marittime interne;

I.  considerando che le varie sfide cui sono confrontate le regioni frontaliere esterne dell'UE, comprese le regioni ultraperiferiche, le zone rurali, le zone in transizione industriale e le regioni dell'Unione penalizzate dalla distanza, dall'insularità o da altri gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici ai sensi dell'articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), meriterebbero l'adozione di una posizione da parte della Commissione;

1.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione dal titolo "Rafforzare la crescita e la coesione nelle regioni frontaliere dell'UE" che, dopo due anni di ricerca e dialogo, fornisce una preziosa visione delle sfide e degli ostacoli cui sono confrontate le regioni frontaliere interne dell'UE; sottolinea, in tale contesto, l'importanza di impiegare e pubblicizzare le buone pratiche e le esperienze positive, come fa la comunicazione della Commissione di cui trattasi, ed esorta a svolgere analisi analoghe sulle regioni frontaliere esterne dell'UE;

Affrontare gli ostacoli persistenti

2.  rileva che l'accesso ai servizi pubblici, in linea con il loro sviluppo, è fondamentale per la popolazione delle aree frontaliere interne, pari a 150 milioni di persone, ed è spesso ostacolato da numerose barriere giuridiche e amministrative, tra cui di carattere linguistico; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a massimizzare gli sforzi e intensificare la cooperazione per rimuovere tali ostacoli, nonché promuovere e introdurre la pubblica amministrazione online (e-government), in particolare per i servizi sanitari, i trasporti, la costruzione di infrastrutture fisiche cruciali, l'istruzione, la cultura, lo sport, le comunicazioni, la mobilità dei lavoratori, l'ambiente, la regolamentazione e lo sviluppo delle imprese e del commercio transfrontaliero;

3.  sottolinea che i problemi e le difficoltà incontrati dalle regioni frontaliere sono in parte comuni, ma variano anche da una regione all'altra, o da uno Stato membro all'altro, e dipendono dalle particolari specificità giuridiche, amministrative, economiche e geografiche di ogni regione, il che rende necessario adottare un approccio individuale per ciascuna di tali regioni; riconosce che le regioni frontaliere presentano in generale un potenziale di sviluppo comune; incoraggia gli approcci su misura, integrati e basati sul territorio, come lo sviluppo locale di tipo partecipativo;

4.  sottolinea che i diversi quadri giuridici e istituzionali degli Stati membri possono creare incertezza giuridica nelle regioni frontaliere, il che si traduce in un allungamento dei tempi necessari e in un aumento dei costi della realizzazione dei progetti e costituisce un ulteriore ostacolo per i cittadini, le istituzioni e le imprese nelle regioni frontaliere, ostacolando spesso le iniziative positive; sottolinea pertanto che è auspicabile migliorare la complementarità, il coordinamento e la comunicazione, l'interoperabilità e la volontà di superare gli ostacoli tra gli Stati membri o almeno a livello di regioni frontaliere;

5.  prende atto della situazione particolare dei lavoratori transfrontalieri, che sono maggiormente colpiti dalle difficoltà presenti nelle regioni frontaliere, tra cui, in particolare, il riconoscimento dei diplomi e di altre qualifiche conseguite attraverso una riconversione professionale, l'assistenza sanitaria, i trasporti e l'accesso alle informazioni sui posti di lavoro vacanti, sulla sicurezza sociale e sui sistemi fiscali; invita, in tale contesto, gli Stati membri a intensificare gli sforzi per superare tali ostacoli e a conferire maggiori poteri, fondi e una flessibilità sufficiente alle autorità regionali e locali nelle regioni frontaliere per coordinare meglio gli ordinamenti giuridici e amministrativi nazionali, al fine di migliorare la qualità della vita dei lavoratori transfrontalieri; sottolinea, in tale contesto, l'importanza della divulgazione e dell'utilizzo delle migliori pratiche in tutta l'Unione europea; sottolinea che questi problemi sono ancora più complessi per i lavoratori transfrontalieri diretti verso paesi terzi e provenienti da tali paesi;

6.  evidenzia le difficoltà connesse alle attività economiche che vengono esercitate nelle regioni frontaliere, in particolare in relazione all'adozione e all'applicazione del diritto commerciale e del lavoro, alla tassazione, agli appalti pubblici o ai sistemi di sicurezza sociale; invita gli Stati membri e le regioni ad allineare o ad armonizzare meglio le pertinenti disposizioni giuridiche alle difficoltà poste dalle regioni transfrontaliere, a promuovere la complementarietà e a raggiungere la convergenza nei quadri normativi, al fine di consentire una maggiore coerenza giuridica e flessibilità nell'attuazione della legislazione nazionale, nonché a migliorare la diffusione delle informazioni sulle questioni transfrontaliere, ad esempio creando sportelli unici, così da consentire a lavoratori e imprese di adempiere ai loro obblighi e di esercitare pienamente i loro diritti in conformità del sistema legislativo dello Stato membro in cui prestano i loro servizi; chiede un migliore utilizzo delle soluzioni esistenti e la garanzia del finanziamento delle strutture di cooperazione esistenti;

7.  si rammarica che la comunicazione della Commissione non includa una valutazione specifica delle piccole e medie imprese (PMI) e della possibilità di fornire loro un sostegno aggiuntivo; ritiene che le PMI siano confrontate a particolari difficoltà nell'interazione transfrontaliera, tra cui, ma non solo, difficoltà relative alla lingua, alla capacità amministrativa, alle differenze culturali e alle divergenze giuridiche; sottolinea che è particolarmente importante risolvere tali difficoltà, visto che le PMI impiegano il 67 % dei lavoratori nei settori non finanziari dell'UE e creano il 57 % del valore aggiunto(15);

8.  sottolinea che nelle regioni frontaliere, specialmente in quelle a bassa densità di popolazione, i servizi di trasporto, in particolare per quanto riguarda i servizi di trasporto pubblici transfrontalieri, non sono ancora sufficientemente sviluppati e coordinati, il che ostacola la mobilità transfrontaliera e le prospettive di sviluppo economico; sottolinea inoltre che anche le infrastrutture di trasporto transfrontaliere risentono in modo particolarmente negativo delle complesse disposizioni regolamentari e amministrative; sottolinea le attuali potenzialità di sviluppo di un sistema di trasporti sostenibile, basato principalmente sui trasporti pubblici, e a tale riguardo attende il prossimo studio della Commissione sui collegamenti ferroviari mancanti lungo le frontiere interne dell'UE; sottolinea che tale studio o eventuali raccomandazioni future dovrebbero basarsi tra l'altro sulle informazioni e sull'esperienza delle autorità locali e regionali e tenere conto di eventuali proposte di cooperazione transfrontaliera, nonché, se questa è già in essere, di miglioramento dei collegamenti transfrontalieri, e invita al riguardo le autorità regionali transfrontaliere a proporre soluzioni per il completamento dei collegamenti mancanti nelle reti di trasporto; ricorda che talune infrastrutture ferroviarie esistenti stanno cadendo in disuso a causa della mancanza di sostegno; sottolinea i vantaggi che possono derivare per le economie locali e regionali dall'ulteriore sviluppo delle vie navigabili; chiede che un asse dell'MCE, dotato di un bilancio adeguato, sia dedicato alla realizzazione dei collegamenti mancanti nelle infrastrutture di trasporto delle regioni frontaliere; evidenzia la necessità di risolvere le strozzature nei trasporti, che ostacolano attività economiche quali i trasporti e il turismo nonché gli spostamenti dei cittadini;

9.  constata che l'attrattività delle regioni transfrontaliere per vivere e investire dipende in larga misura dalla qualità della vita, dalla disponibilità di servizi pubblici e commerciali per i cittadini e le imprese e dalla qualità dei trasporti, condizioni che possono essere garantite e preservate solo tramite una stretta cooperazione tra le autorità nazionali, regionali e locali e le imprese su entrambi i versanti della frontiera;

10.  si rammarica del fatto che le procedure differenti e complesse per l'autorizzazione preventiva dei servizi di assistenza sanitaria e i relativi metodi di pagamento o di rimborso, gli oneri amministrativi per i pazienti che si recano oltre frontiera per consultare uno specialista, le incompatibilità nell'utilizzo della tecnologia e nella condivisione dei dati dei pazienti, come pure la mancanza di informazioni accessibili unificate, non solo limitino l'accessibilità da entrambi i versanti della frontiera, ostacolando quindi il pieno utilizzo delle strutture sanitarie, ma ostacolino anche i servizi di emergenza e di pronto soccorso nello svolgimento di interventi transfrontalieri;

11.  sottolinea il ruolo che le regioni frontaliere dell'UE possono svolgere rispetto all'ambiente e alla sua tutela, visto che l'inquinamento ambientale e le catastrofi naturali sono spesso di natura transfrontaliera; sostiene a tale riguardo i progetti transfrontalieri in materia di tutela ambientale per le regioni frontaliere esterne dell'UE, poiché tali regioni spesso affrontano sfide ambientali dovute alle divergenze tra le norme in materia ambientale e le pertinenti normative nei paesi vicini dell'UE; chiede altresì una migliore cooperazione e un maggiore coordinamento nella gestione delle acque interne, al fine di prevenire catastrofi naturali quali le inondazioni;

12.  chiede alla Commissione di affrontare urgentemente i problemi derivanti dall'esistenza di barriere fisiche e geografiche tra regioni frontaliere;

Migliorare la cooperazione e la fiducia

13.  ritiene che la fiducia reciproca, la volontà politica e un approccio flessibile tra le parti interessate a più livelli, da quello locale a quello nazionale, inclusa la società civile, siano essenziali per superare gli ostacoli persistenti summenzionati; ritiene che il valore della politica di coesione per le regioni frontaliere sia riconducibile all'obiettivo di promuovere l'occupazione e la crescita e che tale azione debba essere avviata a livello dell'Unione, degli Stati membri, regionale e locale; invita pertanto a migliorare il coordinamento e il dialogo e a potenziare lo scambio di informazioni e di migliori pratiche tra le autorità, specialmente a livello locale e regionale; esorta la Commissione e gli Stati membri a rafforzare tale cooperazione e a finanziare le strutture di cooperazione, al fine di garantire un'adeguata autonomia funzionale e finanziaria delle rispettive autorità locali e regionali;

14.  sottolinea l'importanza dell'istruzione e della cultura e, in particolare, le opportunità di intensificare gli sforzi intesi a promuovere il multilinguismo e il dialogo interculturale nelle regioni frontaliere; sottolinea le potenzialità delle scuole e dei mezzi di comunicazione locali in tali sforzi e incoraggia gli Stati membri, le regioni e i comuni situati lungo le frontiere interne a introdurre nei loro programmi scolastici, fin dalla scuola dell'infanzia, lo studio delle lingue dei paesi vicini; mette altresì in rilievo l'importanza di promuovere un approccio multilingue a tutti i livelli amministrativi;

15.  esorta gli Stati membri a facilitare e a incoraggiare una migliore comprensione e il riconoscimento reciproco dei certificati, dei diplomi e delle qualifiche professionali tra regioni confinanti; incoraggia pertanto l'inclusione di competenze specifiche nei programmi scolastici, al fine di migliorare le prospettive di occupazione transfrontaliere, inclusi la convalida e il riconoscimento delle competenze;

16.  incoraggia l'adozione di diverse misure volte a contrastare tutte le forme di discriminazione nelle regioni frontaliere e a eliminare gli ostacoli per le persone vulnerabili nella ricerca di un lavoro e nell'integrazione nella società; sostiene a tale riguardo la promozione e lo sviluppo di imprese sociali nelle regioni frontaliere come fonte di creazione di posti di lavoro, soprattutto per i gruppi vulnerabili quali i giovani disoccupati e le persone con disabilità;

17.  accoglie con favore il piano d'azione per l'eGovernment 2016-2020(16) come strumento per sviluppare un'amministrazione pubblica efficiente e inclusiva e riconosce il particolare valore di tale piano per le misure di semplificazione nelle regioni frontaliere; prende atto della necessità dell'interoperabilità degli attuali sistemi di eGovernment ai livelli amministrativi nazionale, regionale e locale; è tuttavia preoccupato per l'attuazione frammentaria del piano in alcuni Stati membri; esprime altresì preoccupazione per l'interoperabilità spesso insufficiente tra i sistemi elettronici delle autorità e per il basso livello dei servizi online a disposizione degli imprenditori esteri che vogliano avviare attività economiche in un altro paese; invita pertanto gli Stati membri ad adottare misure, inclusi gli strumenti linguistici, per facilitare l'accesso ai loro servizi digitali per i potenziali utenti delle zone vicine; invita le autorità nelle regioni transfrontaliere a creare portali elettronici per lo sviluppo dell'imprenditorialità a livello transfrontaliero; invita pertanto gli Stati membri e le autorità regionali e locali a intensificare gli sforzi sul fronte dei progetti in materia di eGovernment, che avranno un impatto positivo sulla vita e sul lavoro dei cittadini frontalieri;

18.  rileva che alcune regioni frontaliere interne ed esterne affrontano grandi sfide connesse alla migrazione che vanno spesso oltre le capacità delle regioni frontaliere e incoraggia l'uso adeguato dei programmi Interreg, nonché lo scambio di buone pratiche tra autorità locali e regionali nelle zone di confine, nel quadro dell'integrazione dei rifugiati che beneficiano di protezione internazionale; sottolinea la necessità di un sostegno e di un coordinamento a livello europeo, nonché l'esigenza che i governi nazionali sostengano le autorità locali e regionali nell'affrontare tali sfide;

19.  esorta la Commissione a presentare il suo punto di vista su come affrontare le sfide cui sono confrontate le regioni frontaliere marittime interne e le regioni frontaliere esterne; chiede un ulteriore sostegno per i progetti transfrontalieri tra le regioni frontaliere esterne dell'UE e le regioni frontaliere dei paesi confinanti, in particolare le regioni dei paesi terzi che partecipano al processo di integrazione dell'UE; ribadisce, in tale contesto, che le caratteristiche di tutte le regioni frontaliere e le sfide da esse affrontate sono in certa misura comuni, pur richiedendo un approccio differenziato e su misura; sottolinea la necessità di prestare un'attenzione particolare e un sostegno adeguato alle regioni ultraperiferiche lungo i confini esterni dell'Unione;

20.  sottolinea che la futura politica di coesione dovrebbe tenere adeguatamente conto delle regioni dell'Unione più esposte alle conseguenze dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea nonché fornire loro sostegno, con particolare riguardo alle regioni che, di conseguenza, verranno a trovarsi alle frontiere (marittime o terrestri) dell'Unione;

21.  invita gli Stati membri a migliorare la complementarità dei servizi sanitari nelle regioni di confine e a garantire un'autentica cooperazione nella fornitura transfrontaliera di servizi di emergenza come gli interventi di assistenza sanitaria, di polizia e dei vigili del fuoco, al fine di assicurare il rispetto dei diritti dei pazienti, come previsto dalla direttiva sull'assistenza sanitaria transfrontaliera, oltre ad accrescere la disponibilità e la qualità dei servizi; invita gli Stati membri, le regioni e i comuni a concludere accordi quadro bilaterali o multilaterali sulla cooperazione sanitaria transfrontaliera e, a tale proposito, richiama l'attenzione sulle cosiddette zone ZOAST (Zones Organisées d'Accès aux Soins Transfrontaliers – zone organizzate di accesso all'assistenza sanitaria transfrontaliera), in cui i residenti di territori frontalieri possono beneficiare dell'assistenza sanitaria su entrambi i lati del confine in strutture sanitarie designate senza alcuna barriera amministrativa o finanziaria e che sono diventate punti di riferimento per la cooperazione sanitaria transfrontaliera in tutta Europa;

22.  invita la Commissione a esaminare le possibilità per rafforzare la cooperazione e per superare gli ostacoli allo sviluppo delle regioni situate alle frontiere esterne con le regioni vicine, in particolare con le regioni dei paesi che si preparano ad aderire all'UE;

23.  sottolinea l'importanza dei progetti transfrontalieri e su piccola scala nell'avvicinare le persone, offrendo così nuove opportunità per lo sviluppo locale;

24.  pone l'accento sull'importanza di imparare dai successi conseguiti da alcune regioni frontaliere e di sfruttarne ulteriormente le potenzialità;

25.  sottolinea l'importanza dello sport quale strumento per facilitare l'integrazione delle comunità che vivono nelle regioni di confine e invita gli Stati membri e la Commissione a stanziare risorse economiche adeguate a favore dei programmi di cooperazione territoriale volti a finanziare infrastrutture sportive locali;

Sfruttare gli strumenti UE per una migliore coerenza

26.  sottolinea il ruolo estremamente importante e positivo dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE), in particolare dei programmi di cooperazione transfrontaliera, per lo sviluppo economico e sociale e la coesione delle regioni frontaliere, incluse le regioni frontaliere esterne e marittime; si compiace che la proposta della Commissione sul quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027 preservi la cooperazione territoriale europea in quanto obiettivo importante, conferendole un ruolo più chiaro nell'ambito della politica di coesione successiva al 2020; chiede un bilancio significativamente superiore, in particolare per la componente transfrontaliera; sottolinea il chiaro valore aggiunto europeo della CTE e invita il Consiglio ad approvare gli stanziamenti proposti in tal senso; sottolinea, allo stesso tempo, la necessità di semplificare i programmi, garantire una maggiore coerenza tra la CTE e gli obiettivi generali dell'UE e dotare i programmi della flessibilità necessaria per affrontare meglio le sfide locali e regionali, riducendo gli oneri amministrativi a carico dei beneficiari e agevolando maggiori investimenti nei progetti infrastrutturali sostenibili attraverso i programmi di cooperazione transfrontaliera; invita le autorità delle regioni transfrontaliere a fare maggiore ricorso al sostegno fornito attraverso questi programmi;

27.  invita la Commissione a presentare una relazione periodica al Parlamento europeo che elenchi gli ostacoli eliminati nel settore della cooperazione transfrontaliera; incoraggia la Commissione a potenziare l'uso degli strumenti innovativi esistenti che contribuiscono alla modernizzazione e all'approfondimento in corso della cooperazione transfrontaliera, come il Punto focale per le frontiere, la rete SOLVIT potenziata, nonché lo sportello digitale unico, finalizzati a organizzare competenze e consulenze su aspetti regionali transfrontalieri, nonché a continuare a svilupparne di nuovi; invita la Commissione e gli Stati membri a rendere, per quanto possibile, le pubbliche amministrazioni digitali per definizione, al fine di garantire ai cittadini e alle imprese delle regioni frontaliere servizi digitali pubblici end-to-end;

28.  sottolinea che è importante che la Commissione reperisca informazioni relative alle interazioni transfrontaliere al fine di garantire un processo decisionale migliore e più informato, in collaborazione con gli Stati membri, le regioni e i comuni, e sostenga e finanzi progetti pilota, programmi, studi, analisi e ricerche territoriali;

29.  chiede di sfruttare in maniera più efficace il potenziale che le strategie macroregionali dell'UE possono offrire per affrontare le sfide che riguardano le regioni frontaliere;

30.  ritiene che la politica di coesione dovrebbe essere maggiormente orientata a un investimento nelle persone, poiché le economie delle regioni frontaliere possono essere stimolate attraverso un mix efficace di investimenti a favore dell'innovazione, del capitale umano, del buon governo e della capacità istituzionale;

31.  deplora che il potenziale del gruppo europeo di cooperazione territoriale non venga sfruttato appieno, il che potrebbe essere dovuto in parte alle riserve delle autorità regionali e locali, in parte al loro timore di trasferire competenze nonché alla costante assenza di consapevolezza delle rispettive competenze; invita a individuare e affrontare rapidamente le eventuali altre cause di questa situazione; invita la Commissione a proporre misure volte a superare gli ostacoli che impediscono l'efficace applicazione di tale strumento; ricorda che il ruolo primario della Commissione nel quadro dei programmi di cooperazione territoriale europea dovrebbe essere quello di facilitare la cooperazione tra gli Stati membri;

32.  invita a tenere presenti le esperienze delle numerose euroregioni esistenti che riuniscono regioni frontaliere interne ed esterne dell'UE, al fine di migliorare le possibilità di sviluppo economico e sociale nonché la qualità della vita dei cittadini che vivono nelle regioni frontaliere; chiede una valutazione delle attività delle euroregioni nel campo della cooperazione regionale e del loro rapporto con le iniziative e il lavoro delle regioni frontaliere dell'UE, così da coordinare e ottimizzare i risultati delle loro attività in quest'ambito;

33.  sottolinea che la valutazione d'impatto territoriale contribuisce ad una migliore comprensione dell'impatto territoriale delle politiche; invita la Commissione a valutare la possibilità di conferire alla valutazione d'impatto territoriale un ruolo più incisivo al momento di proporre iniziative legislative dell'UE;

34.  è fermamente convinto che una convenzione transfrontaliera europea (ECBC), la quale consentirebbe, in caso di infrastrutture o servizi transfrontalieri circoscritti a livello territoriale (per esempio un ospedale o una linea tranviaria), di applicare il quadro normativo nazionale e/o le norme di uno solo dei due o più paesi coinvolti, ridurrebbe ulteriormente gli ostacoli transfrontalieri; si compiace, in tale contesto, per la recente pubblicazione della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un meccanismo per eliminare gli ostacoli giuridici e amministrativi in ambito transfrontaliero (COM(2018)0373);

35.  attende che la Commissione presenti una proposta di regolamento relativo a uno strumento di gestione della cooperazione transfrontaliera, al fine di valutarne l'utilità per le regioni in questione;

°

°  °

36.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai parlamenti nazionali e regionali degli Stati membri, al Comitato delle regioni e al Comitato economico e sociale europeo.

(1)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.

(2)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.

(3)

GU L 210 del 31.7.2006, pag. 19.

(4)

GU L 88 del 4.4.2011, pag. 45.

(5)

Testi approvati, P8_TA(2018)0067.

(6)

Testi approvati, P8_TA(2018)0105.

(7)

Testi approvati, P8_TA(2017)0254.

(8)

Testi approvati, P8_TA(2017)0245.

(9)

Testi approvati, P8_TA(2017)0222.

(10)

Testi approvati, P8_TA(2017)0053.

(11)

GU C 207 del 30.6.2017, pag. 19.

(12)

Testi approvati, P8_TA(2016)0320.

(13)

Testi approvati, P8_TA(2016)0321.

(14)

Testi approvati, P8_TA(2016)0211.

(15)

Relazione annuale 2016/2017 sulle PMI europee, pag. 6.

(16)

  Comunicazione della Commissione, del 19 aprile 2016, dal titolo "Piano d'azione dell'UE per l'eGovernment 2016-2020: Accelerare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione" (COM(2016)0179).


MOTIVAZIONE

Le regioni frontaliere interne dell'Unione europea rappresentano il 40 % del suo territorio e ospitano 150 milioni di europei. Generano, inoltre, un quarto del PIL europeo. Nonostante questi elementi, le regioni frontaliere si trovano di fronte a ostacoli persistenti, che ne impediscono la crescita e lo sviluppo e, di conseguenza, ottengono risultati peggiori dal punto di vista economico rispetto alle regioni situate più all'interno degli Stati membri.

Per trovare una spiegazione a questa situazione, e per proporre soluzioni, la Commissione europea ha eseguito l'Analisi della cooperazione transfrontaliera per il periodo 2015-2017, che prevede lo studio degli ostacoli giuridici e amministrativi, ampie consultazioni pubbliche on-line e una serie di seminari con le parti interessate. Questa analisi è sfociata nella comunicazione dal titolo "Rafforzare la crescita e la coesione nelle regioni frontaliere dell'UE", che indica i dieci ostacoli che si frappongono più frequentemente allo sviluppo delle regioni frontaliere e propone soluzioni per risolvere questi problemi.

Il relatore accoglie con favore il documento presentato dalla Commissione, in quanto si tratta di un'analisi valida e approfondita degli ostacoli esistenti, e apprezza le soluzioni proposte. Crede fermamente che lo strumento più potente per superare gli ostacoli allo sviluppo delle regioni frontaliere sia la fiducia reciproca e la volontà politica di tutte le autorità responsabili. La Commissione e i governi nazionali dovrebbero quindi accordare maggiore fiducia alle autorità locali e regionali. La loro efficace cooperazione nelle regioni frontaliere richiede maggiore flessibilità e misure speciali in quanto i sistemi giuridici degli Stati membri interessati spesso non sono complementari. Ciò è vero anche per quanto riguarda il diritto dell'Unione, poiché il recepimento delle direttive può variare nei diversi Stati membri. Il relatore ritiene, pertanto, che la valutazione d'impatto territoriale debba essere resa obbligatoria per tutta la nuova legislazione dell'UE.

Il relatore sottolinea che questioni urgenti come l'accesso ai servizi pubblici, l'incertezza giuridica per i lavoratori e i dipendenti frontalieri o una rete di trasporti insufficiente, richiedono l'adozione, innanzitutto negli Stati membri, ma anche a livello di UE, di misure più mirate e di maggior respiro. Occorre riconoscere le qualifiche dei lavoratori, i quali devono essere ben informati sulla loro copertura previdenziale. Anche le barriere per le imprese transfrontaliere devono essere rimosse, poiché attualmente le società che operano a livello transfrontaliero spendono circa il 60 % in più rispetto a quelle che operano a livello nazionale. La cooperazione tra le regioni frontaliere interne, nonché il loro sviluppo e la loro coesione, potrebbero essere ulteriormente accresciuti riducendo la complessità delle procedure amministrative che i cittadini e le imprese delle zone di confine devono affrontare quotidianamente. È pertanto fondamentale aumentare gli sforzi per un'ulteriore semplificazione.

Il relatore apprezza molto il contributo positivo dei programmi di cooperazione territoriale europea all'eliminazione degli ostacoli alle frontiere; tuttavia, ritiene che vi sia ancora un significativo margine di miglioramento. È quindi fermamente favorevole alla salvaguardia della CTE e all'aumento della sua dotazione di bilancio nel prossimo periodo di programmazione. Allo stesso tempo, sottolinea che i finanziamenti e gli investimenti sono importanti, ma non sufficienti per il miglioramento della situazione, e ritiene pertanto che strumenti come il gruppo europeo di cooperazione territoriale vadano rafforzati. Dovrebbe inoltre essere preso in considerazione lo sviluppo di nuovi strumenti, come il nuovo strumento di gestione della cooperazione transfrontaliera.

Il relatore accoglie con favore la creazione, all'interno della Commissione, del Punto focale per le frontiere, che offrirà alle autorità nazionali e regionali la consulenza necessaria per affrontare gli ostacoli giuridici e amministrativi alle frontiere. Egli sottolinea il ruolo importante che ricopre la Commissione nel ridurre gli ostacoli transfrontalieri proponendo atti legislativi o meccanismi di finanziamento ovvero sostenendo gli Stati membri nella elaborazione di disposizioni migliori e nell'approfondimento della loro cooperazione per abbattere le barriere nelle regioni frontaliere.

Il relatore rileva che la comunicazione della Commissione fa riferimento solo alle regioni frontaliere interne dell'UE. Egli sostiene la logica della Commissione di concentrarsi solo su queste regioni, in quanto si trovano ad affrontare sfide comuni. Ritiene, tuttavia, che sia essenziale una revisione simile per le regioni di confine esterne e marittime al fine di elaborare soluzioni efficienti per le sfide e gli ostacoli cui sono confrontate tali regioni.


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (25.6.2018)

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

sul rafforzamento della crescita e della coesione nelle regioni frontaliere dell'UE

(2018/2054(INI))

Relatore per parere: Theodoros Zagorakis

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  riconosce le sfide con cui devono misurarsi le regioni frontaliere e sottolinea che le disparità socioeconomiche, incluse le differenze culturali e linguistiche, tra le diverse regioni frontaliere possono ostacolare l'integrazione, limitare l'interazione e ridurre le opportunità per le persone e le imprese su entrambi i lati della frontiera;

2.  sottolinea che l'UE ha contribuito positivamente allo sviluppo delle regioni frontaliere e che i programmi di finanziamento futuri dovrebbero proseguire nel modo più efficace ed efficiente, concentrandosi sui settori a più alto valore aggiunto europeo e garantendo che la soluzione delle difficoltà delle zone frontaliere sia posta al centro dei programmi di cooperazione transfrontaliera;

3.  ritiene che la politica di coesione dovrebbe continuare a sostenere le persone vulnerabili ed emarginate, affrontando le crescenti disuguaglianze e rafforzando la solidarietà mediante investimenti nell'istruzione, nella formazione e nella cultura e prestando particolare attenzione ai programmi di cooperazione transfrontalieri incentrati sugli ostacoli culturali, territoriali e amministrativi esistenti e sulle sfide future in tali regioni;

4.  sottolinea che si deve tenere presente il fatto che l'UE comprende frontiere sia terrestri che marittime; incoraggia, pertanto, la Commissione a esaminare le sfide che interessano le regioni frontaliere marittime per consentire un'analisi complessiva degli ostacoli che gravano su tutte le regioni frontaliere, nonché delle potenzialità di cooperazione e di crescita per tutte queste regioni;

5.  sottolinea l'importanza dei programmi di cooperazione transfrontaliera, compresi i programmi macro-regionali e interregionali, nel finanziare le attività educative, culturali, creative, sportive, artistiche e di altro tipo il cui valore aggiunto europeo avvicina i cittadini, crea sinergie transfrontaliere, favorisce la fiducia e la comprensione reciproche e contribuisce ad affrontare diverse forme di pregiudizio e stereotipi nelle regioni frontaliere; ricorda, a tale proposito, le potenzialità delle industrie culturali e creative (ICC) in linea con le strategie di specializzazione intelligente e l'elevato numero di progetti INTERREG dedicati alla cultura, il che dimostra il forte desiderio delle regioni frontaliere a investire in attività culturali comuni di tipo tradizionale nonché nello sviluppo di progetti creativi moderni, delle industrie creative e di progetti legati al patrimonio; ribadisce che il sostegno finanziario dell'UE a tali iniziative è essenziale e che dovrebbe quindi essere ulteriormente rafforzato nel prossimo QFP, in particolare attraverso il sostegno dei fondi ESI; invita la Commissione a individuare e a promuovere sinergie tra le priorità locali e le strategie e gli obiettivi attuali dell'UE e a sviluppare appieno il potenziale delle regioni frontaliere;

6.  osserva le complessità del quadro attuale per quanto concerne i programmi di cooperazione transfrontaliera nonché le difficoltà strutturali e gli oneri amministrativi che i potenziali beneficiari incontrano nel preparare tali progetti; accoglie con favore, al riguardo, le misure di semplificazione proposte per il periodo post-2020 e le ritiene un passo importante ai fini della semplificazione e del miglioramento dell'attuazione e dell'accessibilità dei programmi di cooperazione transfrontalieri;

7.  ricorda l'importanza della cultura e del patrimonio culturale in relazione alla prosperità economica delle città e delle regioni e invita pertanto gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie per tutelare e promuovere efficacemente il loro patrimonio culturale materiale e immateriale e utilizzare a tale riguardo tutti gli strumenti disponibili della politica di coesione;

8.  chiede una nuova strategia d'informazione sulla cooperazione transfrontaliera e regionale per avvicinarsi agli abitanti delle regioni frontaliere, sensibilizzarli maggiormente in merito alle opportunità offerte dai programmi transfrontalieri dell'UE e contribuire così a un cambiamento di atteggiamenti verso una maggiore apertura mentale nei confronti delle questioni regionali e transfrontaliere;

9.  sottolinea l'importanza dello sport per lo sviluppo socioeconomico delle regioni transfrontaliere, come dimostrato dai numerosi progetti di cooperazione territoriale che hanno usato lo sport come strumento d'integrazione sociale e culturale;

10.  invita i giovani ad agire, partecipare e contribuire a tutti gli aspetti dello sviluppo sociale regionale e transfrontaliero; sostiene le idee e le attività a livello transfrontaliero nel campo della gioventù, quali la creazione di piattaforme per lo scambio di idee e buone pratiche, la sensibilizzazione e lo scambio di informazioni sulla cooperazione transfrontaliera e la diffusione di informazioni attraverso i media sociali e di altro tipo per incrementare la partecipazione e le opportunità per i giovani nei progetti transfrontalieri;

11.  sottolinea la mancanza d'informazione sulle opportunità finanziate dall'UE nell'ambito dei programmi di cooperazione transfrontaliera nelle regioni frontaliere dell'Unione; invita gli Stati membri a migliorare la divulgazione delle informazioni sulle questioni transfrontaliere, per esempio mediante l'istituzione di sportelli unici;

12.  sottolinea la necessità di un impegno economico più cospicuo per la promozione delle attività sportive transfrontaliere e, in particolare, per la costruzione di piccole infrastrutture sportive a livello locale;

13.  invita la Commissione a considerare la cultura e l'istruzione una priorità orizzontale per la prossima generazione di programmi nel quadro della politica di coesione;

14.  sostiene con enfasi il ruolo dei progetti e dei programmi transfrontalieri volti a migliorare l'istruzione, l'occupabilità, l'inclusione e la partecipazione dei giovani alla società affrontando i problemi sociali che incontrano i giovani nelle regioni frontaliere, come la disoccupazione e la radicalizzazione; chiede una cooperazione più sistematica tra le regioni frontaliere al fine di migliorare le opportunità dei giovani in termini di occupazione, istruzione, formazione, cultura, sport e altri settori sociali;

15.  sottolinea che le barriere linguistiche rappresentano ancora un ostacolo importante per la cooperazione transfrontaliera, in particolare nelle regioni di frontiera prive di una tradizione consolidata di cooperazione; osserva che la lingua è un importante fattore che rafforza la fiducia e contribuisce a mitigare le difficoltà socioculturali; ritiene che un uso più mirato dei fondi SIE, nonché maggiori finanziamenti a favore delle tecnologie per l'apprendimento delle lingue, possano migliorare la comunicazione e sostenere in tal modo la promozione sistematica del multilinguismo e la diversità linguistica europea nell'istruzione e nella formazione nelle regioni frontaliere a partire dall'istruzione materna, anche mediante l'organizzazione di eventi sportivi e culturali;

16.  ritiene opportuno rafforzare la cooperazione transfrontaliera tra gli istituti di istruzione e formazione facilitando le visite scolastiche e le attività extracurricolari transfrontaliere fin dalla prima infanzia per dare ai bambini la straordinaria opportunità, al di là delle attività in classe, di avere un contatto diretto e sperimentare in prima persona la diversità culturale, linguistica e storica dei loro vicini;

17.  osserva che alcune zone frontaliere condividono una lingua che non figura tra le lingue ufficiali dell'UE; ritiene che un aumento dei finanziamenti a favore dell'insegnamento e della promozione delle lingue transfrontaliere meno usate rafforzerebbe la cooperazione, aumenterebbe la mobilità frontaliera e arricchirebbe la diversità e il patrimonio culturale di tali zone;

18.  ribadisce che è essenziale riunire attori chiave della comunità scientifica, del mondo delle imprese, dell'istruzione superiore, delle autorità pubbliche e della società civile; invita gli Stati membri a facilitare i partenariati transfrontalieri tra gli istituti di istruzione e formazione e tra questi e le imprese nelle regioni frontaliere per promuovere la mobilità di studenti, insegnanti, formatori e del personale amministrativo, nonché di dottorandi e ricercatori, anche nell'ambito dell’istruzione e della formazione professionale; sottolinea che l'uso del multilinguismo nell'ambito di partenariati transfrontalieri può contribuire a preparare i laureati a entrare nel mercato del lavoro su entrambi i lati della frontiera; ritiene che occorra altresì dare importanza alle lingue regionali minoritarie (LRM) che, senza l'adozione di solide politiche linguistiche, sono continuamente a rischio di estinzione; è del parere debbano essere mantenuti finanziamenti a livello europeo per preservare e sostenere le lingue regionali minoritarie;

19.  invita la Commissione a facilitare le iniziative transfrontaliere e i diversi tipi di scambi e attività interculturali ed educative finalizzati a sensibilizzare i cittadini in merito ai requisiti normativi e amministrativi nelle regioni frontaliere nonché a migliorare la cooperazione fra le amministrazioni locali e gli istituti culturali e d'istruzione;

20.  esorta gli Stati membri a facilitare e a incoraggiare una migliore comprensione e il riconoscimento reciproco dei certificati, dei diplomi e delle qualifiche professionali tra regioni confinanti; chiede, pertanto, l'inclusione di competenze specifiche nel curriculum al fine di aumentare le possibilità di occupazione transfrontaliere compresa la convalida e il riconoscimento delle qualifiche;

21.  incoraggia la messa in comune dei servizi e degli sforzi pubblici congiunti nelle regioni frontaliere confinanti al fine di elaborare una serie di interventi mirati a favore degli adulti con scarse competenze o qualifiche nelle regioni frontaliere per aiutarli a migliorare il livello di alfabetizzazione, compresa quella matematica, e le competenze digitali mediante l'acquisizione di un insieme più ampio di competenze e qualifiche superiori;

22.  incoraggia la cooperazione e i programmi transfrontalieri per la formazione professionale duale tra diverse regioni frontaliere; è del parere che il rafforzamento della cooperazione transfrontaliera e degli investimenti in competenze nelle regioni frontaliere contribuirà a colmare l'attuale divario di competenze, la povertà, la disoccupazione e l'esclusione sociale e ad affrontare la carenza di competenze e la fuga di cervelli nelle zone periferiche;

23.  ritiene che il multiculturalismo sia particolarmente importante per le regioni frontaliere; incoraggia vivamente la cooperazione transfrontaliera tra le regioni frontaliere e al loro interno rafforzando la collaborazione tra i creativi e gli attori culturali, quali gli artisti e i rappresentanti delle organizzazioni, delle amministrazioni e delle reti culturali nell'ambito di specifici progetti transfrontalieri e transeuropei;

24.  ribadisce che la mobilità degli artisti e dei professionisti della cultura è diventata uno strumento prezioso per la promozione del progresso culturale e sociale dell'Europa e per lo sviluppo del patrimonio culturale regionale, nazionale ed europeo; ritiene che una forte cooperazione transfrontaliera nel settore delle industrie culturali e creative (ICC), con particolare attenzione per le microimprese e le PMI, (anche attraverso il raggruppamento di imprese), le ONG e le piccole associazioni possa contribuire a creare valore socioeconomico, crescita e posti di lavoro sostenibili, in particolare per i giovani, ma anche a promuovere la diversità culturale e linguistica e l’innovazione; ritiene altresì che tale cooperazione contribuirà a rinsaldare i legami tra i cittadini, accrescere la comprensione reciproca, rispondere a sfide comuni, rafforzare la diplomazia culturale e creare una coscienza europea attraverso iniziative congiunte per progetti legati al patrimonio culturale materiale e immateriale e ispirati al patrimonio, ad esempio attraverso strutture per l'infanzia comuni, un'istruzione multilingue accessibile o partenariati tra istituti scolastici; sottolinea l'importanza delle ICC per promuovere e preservare la diversità culturale, rafforzare la coesione sociale, contribuire in maniera determinante alla reindustrializzazione dell'Europa e innescare ricadute positive in termini di innovazione in molti altri settori;

25.  ritiene che il rafforzamento della cooperazione culturale transfrontaliera fornisca un contributo essenziale allo sviluppo sostenibile dei territori transfrontalieri con impatti sull'economia, sulla coesione sociale e sull'ambiente; invita la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, a elaborare un approccio strategico comune per lo sviluppo e il sostegno delle industrie culturali e creative, collegandole alla società e all'economia al fine di promuovere una crescita intelligente e sostenibile nelle regioni frontaliere dell'UE;

26.  sottolinea l'eccessivo numero di ostacoli esistenti nell'accesso ai finanziamenti che le industrie culturali e creative devono affrontare a causa della loro natura e delle loro dimensioni (le ICC sono prevalentemente microimprese e PMI), nonché le difficoltà derivanti dai risultati economici spesso inferiori di alcune regioni frontaliere; ribadisce che è della massima importanza sviluppare le competenze culturali, creative e imprenditoriali per superare tali carenze strutturali;

27.  sottolinea che le regioni hanno una comprovata capacità nello sviluppo della cooperazione transfrontaliera nel settore delle industrie culturali e creative e osserva gli effetti positivi della specializzazione intelligente; invita la Commissione e gli Stati membri a mantenere e rafforzare le politiche esistenti in tale ambito e a utilizzare in maniera efficiente i finanziamenti disponibili a titolo dei programmi UE e dei fondi strutturali e d'investimento europei (SIE);

28.  ritiene che la politica di coesione possa contribuire in modo positivo alla creazione di nuove idee e possibilità di cooperazione tra musei, orchestre e progetti radiofonici e televisivi transfrontalieri nelle regioni di confine, affrontando le difficoltà giuridiche e finanziarie che gli artisti incontrano nel realizzare i loro progetti comuni transfrontalieri;

29.  esprime pieno sostegno ai progetti culturali transfrontalieri e alla cooperazione tra le capitali europee della cultura e le regioni frontaliere di tutta Europa al fine di creare una catena di "punti di saldatura" culturali e dar vita a una nuova dimensione di reti culturali europee all'interno delle quali si stanno sviluppando nuove pratiche di diversità culturale da integrarsi nella realizzazione di progetti europei concreti;

30.  deplora che le attività culturali e ricreative spesso non riescano ad attrarre giovani da diverse regioni frontaliere nei paesi confinanti, malgrado il fatto che gli abitanti di tali zone condividano interessi simili e vivano molto vicini gli uni agli altri; sostiene i portali regionali UE istituiti in diverse regioni frontaliere per fornire informazioni sulle attività ricreative e culturali e incoraggia la promozione di portali simili in tutte le regioni frontaliere;

31.  è fermamente convinto che le regioni frontaliere, grazie all'esistenza di relazioni di lunga data tra istituzioni culturali, industrie culturali e creati e soggetti interessati a livello transfrontaliero, possono creare condizioni favorevoli alla mobilità in ambito artistico e culturale, ed essere pertanto essenziali per il turismo tematico e contribuire a promuovere l'Europa come destinazione competitiva e sostenibile, accrescendo l'attrattiva dell'Europa a livello internazionale e rilanciare altresì attivamente il processo d'integrazione europea promuovendo i contatti tra i cittadini d'Europa e stimolando un senso di appartenenza comune; invita la Commissione a integrare la dimensione culturale nelle iniziative di sviluppo transfrontaliero, sia per i beni del patrimonio storico e la creatività contemporanea; invita pertanto gli Stati membri a compiere maggiori sforzi e aumentare gli investimenti al fine di definire una politica in materia di turismo culturale sostenibile e a lungo termine;

32.  ricorda che gli scambi transfrontalieri a livello scolastico e culturale promuovono il dialogo interculturale, la comprensione reciproca, la risoluzione dei conflitti e la costruzione della pace, in particolare nelle regioni frontaliere in situazioni post-belliche; sottolinea, al riguardo, i rischi rappresentati dalla Brexit in termini di scambi interpersonali e mobilità di studenti, discenti, artisti e operatori culturali nelle regioni frontaliere dell'Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda;

33.  incoraggia l'adozione di diverse misure volte a contrastare tutte le forme di discriminazione nelle regioni frontaliere e ad abbattere le barriere per le persone vulnerabili nella ricerca di un lavoro e nell'integrazione nella società; sostiene, al riguardo, la promozione e lo sviluppo di imprese sociali nelle regioni frontaliere come fonte di creazione di posti di lavoro, soprattutto per i gruppi vulnerabili, quali i giovani disoccupati e le persone con disabilità;

34.  è fermamente convinto che i media e la comunicazione possano rafforzare le regioni frontaliere dell'UE mediante il settore creativo e che le piattaforme digitali hanno la capacità di promuovere l'inclusione e salvaguardare la diversità culturale di tali regioni; ritiene altresì che il cinema, la televisione e i documentari creativi e le altre forme di contenuto digitale rappresentino piattaforme che possono essere impiegate per sostenere il patrimonio e i tratti distintivi delle regioni frontaliere dell'UE;

35.  esorta vivamente gli Stati membri e le autorità regionali a migliorare la diffusione delle informazioni sulle attività e sulle questioni transfrontaliere nell'ambito della cultura e dell'istruzione e a potenziare lo scambio di migliori pratiche in tali settori mediante la creazione di un apposito portale e sito web;

36.  sottolinea la necessità di affrontare le sfide specifiche relative alla mobilità artistica e culturale, in settori quali la sicurezza sociale, la fiscalità (necessità di evitare la doppia imposizione per gli artisti e i professionisti della cultura), la fornitura di informazioni sulle opportunità di mobilità (borse di mobilità, programmi di soggiorno, ecc.);

37.  sottolinea che il settore del turismo sportivo sta assumendo una crescente importanza nell'economia europea; chiede, pertanto, l'assegnazione di risorse finanziarie per la costruzione di infrastrutture sportive al fine di promuovere il turismo mediante lo sport;

38.  osserva che la cooperazione transfrontaliera, uno dei principali obiettivi politici dell'UE, ha contribuito a mitigare gli effetti negativi delle frontiere interne e può portare a migliorare i risultati transfrontalieri in materia di istruzione e cultura;

39.  sostiene le iniziative di apprendistato e le piattaforme multilaterali nelle regioni frontaliere volte a migliorare la qualità, l'offerta e l'immagine degli apprendistati e a promuovere la mobilità tra i giovani apprendisti; è del parere che riunendo i soggetti interessati pertinenti alla creazione di opportunità transfrontaliere di apprendistato, praticantato o tirocinio sia possibile migliorare la concorrenza, l'istruzione, le competenze e il mercato del lavoro in tali regioni e, in particolare, invita a creare opportunità di apprendistato presso le istituzioni regionali e locali che partecipano alla cooperazione transfrontaliera e internazionale;

40.  prende atto delle gravi sfide migratorie con cui devono misurarsi alcune regioni frontaliere; incoraggia a tal fine l'uso efficace dei fondi disponibili per i programmi transfrontalieri dell'UE, nonché lo scambio di buone pratiche tra autorità locali e regionali nelle zone di frontiera, nel quadro dell'integrazione dei rifugiati che beneficiano di protezione internazionale; sottolinea la necessità che i governi nazionali sostengano le autorità locali e regionali nell'affrontare tali sfide;

41.  invita gli Stati membri e le autorità regionali a collaborare all'individuazione e all'eliminazione di qualsiasi ostacolo giuridico e amministrativo che si frapponga alle attività transfrontaliere nel campo dell'istruzione e della cultura, tra l'altro mediante l'armonizzazione dei quadri normativi in materia.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

19.6.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Silvia Costa, Angel Dzhambazki, Jill Evans, María Teresa Giménez Barbat, Petra Kammerevert, Svetoslav Hristov Malinov, Curzio Maltese, Rupert Matthews, Stefano Maullu, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Michaela Šojdrová, Yana Toom, Julie Ward, Bogdan Brunon Wenta, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marlene Mizzi, Liliana Rodrigues, Algirdas Saudargas, Remo Sernagiotto, Francis Zammit Dimech

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

24

+

ALDE

María Teresa Giménez Barbat, Yana Toom

ECR

Angel Dzhambazki, Rupert Matthews, Remo Sernagiotto

GUE/NGL

Curzio Maltese

PPE

Andrea Bocskor, Svetoslav Hristov Malinov, Stefano Maullu, Algirdas Saudargas, Michaela Šojdrová, Bogdan Brunon Wenta, Francis Zammit Dimech, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver

S&D

Silvia Costa, Petra Kammerevert, Krystyna Łybacka, Marlene Mizzi, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Liliana Rodrigues, Julie Ward

VERTS/ALE

Jill Evans

0

-

 

 

1

0

ENF

Dominique Bilde

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE

Approvazione

10.7.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Victor Boştinaru, Mercedes Bresso, Steeve Briois, Rosa D’Amato, Aleksander Gabelic, Iratxe García Pérez, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Marc Joulaud, Constanze Krehl, Sławomir Kłosowski, Louis-Joseph Manscour, Iskra Mihaylova, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Monika Smolková, Maria Spyraki, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel Siso, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Kerstin Westphal

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ivana Maletić, Dimitrios Papadimoulis


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

32

+

ALDE

Iskra Mihaylova, Matthijs van Miltenburg

ECR

Sławomir Kłosowski, Mirosław Piotrowski, Ruža Tomašić

EFDD

Rosa D'Amato

GUE/NGL

Younous Omarjee, Dimitrios Papadimoulis

PPE

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Krzysztof Hetman, Marc Joulaud, Ivana Maletić, Andrey Novakov, Stanislav Polčák, Fernando Ruas, Maria Spyraki, Ramón Luis Valcárcel Siso, Lambert van Nistelrooij

S&D

Victor Boştinaru, Mercedes Bresso, Aleksander Gabelic,Iratxe García Pérez, Michela Giuffrida, Constanze Krehl, Louis-Joseph Manscour,Liliana Rodrigues, Monika Smolková, Derek Vaughan, Kerstin Westphal

VERTS/ALE

Terry Reintke, Monika Vana

1

-

ENF

Steve Briois

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2018Avviso legale