Procedura : 2016/0359(COD)
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Ciclo del documento : A8-0269/2018

Testi presentati :

A8-0269/2018

Discussioni :

PV 27/03/2019 - 25
CRE 27/03/2019 - 25

Votazioni :

PV 28/03/2019 - 8.3

Testi approvati :

P8_TA(2019)0321

RELAZIONE     ***I
PDF 1192kWORD 189k
21.8.2018
PE 610.684v03-00 A8-0269/2018

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, la seconda opportunità e misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti, e che modifica la direttiva 2012/30/UE

(COM(2016)0723 – C8-0475/2016 – 2016/0359(COD))

Commissione giuridica

Relatore: Angelika Niebler

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per i problemi economici e monetari
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, la seconda opportunità e misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti, e che modifica la direttiva 2012/30/UE

(COM(2016)0723 – C8-0475/2016 – 2016/0359(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0723),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e gli articoli 53 e 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0475/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per i problemi economici e monetari e della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A8-0269/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  L'obiettivo della presente direttiva è eliminare gli ostacoli all'esercizio delle libertà fondamentali, quali la libera circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento, derivanti dalle differenze tra le legislazioni e procedure nazionali in materia di ristrutturazione preventiva, insolvenza e seconda opportunità. La presente direttiva mira a rimuovere tali ostacoli garantendo alle imprese economicamente sostenibili in difficoltà finanziarie la possibilità di accedere a quadri nazionali efficaci in materia di ristrutturazione preventiva che consentano loro di continuare a operare, agli imprenditori onesti sovraindebitati una seconda opportunità dopo la liberazione integrale dai debiti e dopo un periodo di tempo ragionevole, e una maggiore efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti, in particolare una minore durata.

(1)  L'obiettivo della presente direttiva è contribuire al buon funzionamento del mercato interno ed eliminare gli ostacoli all'esercizio delle libertà fondamentali, quali la libera circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento, derivanti dalle differenze tra le legislazioni e procedure nazionali in materia di ristrutturazione preventiva, insolvenza e seconda opportunità. Senza incidere sui diritti e le libertà fondamentali dei lavoratori, la presente direttiva mira a rimuovere tali ostacoli garantendo alle imprese e agli imprenditori economicamente sostenibili in difficoltà finanziarie, compresi i singoli imprenditori economicamente validi, la possibilità di accedere a quadri nazionali efficaci in materia di ristrutturazione preventiva che consentano loro di continuare a operare, agli imprenditori onesti sovraindebitati una seconda opportunità dopo la liberazione integrale dai debiti e dopo che sono stati sottoposti a una procedura di insolvenza, e una maggiore efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti, in particolare una minore durata.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  La ristrutturazione dovrebbe consentire alle imprese in difficoltà finanziarie di continuare a operare, in tutto o in parte, modificando la composizione, le condizioni o la struttura delle attività e delle passività o della loro struttura del capitale, anche mediante la vendita di attività o parti dell'impresa. I quadri di ristrutturazione preventiva dovrebbero innanzitutto permettere alle imprese di ristrutturarsi in una fase precoce e di evitare l'insolvenza. Tali quadri dovrebbero massimizzare il valore totale per i creditori, i proprietari e l'economia in generale e impedire inutili perdite di posti di lavoro e perdite di conoscenze e competenze. Dovrebbero inoltre prevenire l'accumulo di crediti deteriorati. Durante il processo di ristrutturazione dovrebbero essere tutelati i diritti di tutte le parti coinvolte. Nel contempo, le imprese non economicamente sostenibili che non hanno prospettive di sopravvivenza dovrebbero essere liquidate il più presto possibile.

(2)  La ristrutturazione e le risultanze di relazioni di esperti appropriate e sostenibili dovrebbero consentire alle imprese e agli imprenditori personalmente responsabili in difficoltà finanziarie di continuare a operare, in tutto o in parte, modificando la composizione, le condizioni o la struttura delle attività e delle passività o della loro struttura del capitale, anche mediante la vendita di attività o di parti dell'impresa o dell'impresa stessa. I quadri di ristrutturazione preventiva dovrebbero innanzitutto permettere alle imprese di ristrutturarsi rapidamente in una fase precoce e di evitare l'insolvenza, nonché permettere di evitare la liquidazione di imprese economicamente sostenibili. Tali quadri di ristrutturazione preventiva rapida dovrebbero impedire perdite di posti di lavoro e perdite di conoscenze e competenze, e massimizzare il valore totale per i creditori rispetto a quanto avrebbero ricevuto in caso di liquidazione dell'attivo, e per i proprietari e l'economia in generale. Dovrebbero inoltre prevenire l'accumulo di crediti deteriorati. Durante il processo di ristrutturazione dovrebbero essere tutelati i diritti di tutte le parti coinvolte, compresi quelli dei lavoratori. Nel contempo, le imprese non economicamente sostenibili che non hanno prospettive di sopravvivenza dovrebbero essere liquidate il più presto possibile. La disponibilità di procedure di ristrutturazione preventiva rapida garantirebbe la possibilità di intervenire prima che le imprese non siano più in grado di rimborsare i prestiti. Ciò contribuirebbe a ridurre il rischio che i prestiti si deteriorino nei periodi di congiuntura sfavorevoli, riducendo così le conseguenti ripercussioni negative sul settore finanziario. Una percentuale significativa di imprese e di posti di lavoro potrebbe essere salvata se in tutti gli Stati membri in cui l'impresa ha luoghi di stabilimento, attivi o creditori esistessero procedure di prevenzione.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  Esistono differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda la gamma di procedure di cui possono avvalersi i debitori in difficoltà finanziarie per ristrutturare la loro impresa. Alcuni Stati membri prevedono poche procedure, il che significa che le imprese possono ristrutturarsi solo in una fase relativamente tardiva, nell'ambito delle procedure d'insolvenza. Altri invece permettono la ristrutturazione in una fase precoce ma le procedure disponibili sono meno efficaci di quanto potrebbero esserlo oppure sono molto formali; in particolare l'uso di procedure stragiudiziali è limitato. Analogamente, le norme nazionali che offrono una seconda opportunità agli imprenditori, segnatamente ammettendoli al beneficio della liberazione dai debiti contratti nel corso delle attività, variano tra gli Stati membri per quanto riguarda i termini per la liberazione dai debiti e le condizioni per l'ammissione al beneficio.

(3)  Esistono differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda la gamma di procedure di cui possono avvalersi i debitori in difficoltà finanziarie per ristrutturare la loro impresa. Alcuni Stati membri prevedono poche procedure, il che significa che le imprese possono ristrutturarsi solo in una fase relativamente tardiva, nell'ambito delle procedure d'insolvenza. Altri invece permettono la ristrutturazione in una fase precoce ma le procedure disponibili sono meno efficaci di quanto potrebbero esserlo oppure sono molto formali; in particolare l'uso di procedure stragiudiziali è limitato. Le soluzioni preventive rappresentano una tendenza in crescita nel moderno diritto fallimentare. Si tende a preferire metodi che, a differenza dell'approccio classico che prevede la liquidazione dell'impresa in crisi, hanno come obiettivo il suo risanamento o, quanto meno, il salvataggio delle sue unità ancora economicamente valide. Tale pratica spesso contribuisce a preservare i posti di lavoro o a ridurre le perdite di occupazione evitabili. Analogamente, le norme nazionali che offrono una seconda opportunità agli imprenditori, segnatamente ammettendoli al beneficio della liberazione dai debiti contratti nel corso delle attività, variano tra gli Stati membri per quanto riguarda i termini per la liberazione dai debiti e le condizioni per l'ammissione al beneficio. Inoltre, la partecipazione delle autorità giudiziarie o amministrative e dei professionisti nominati da tali autorità varia da minima in alcuni Stati membri a piena in altri.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  La durata eccessiva delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti in vari Stati membri è un fattore determinante dei bassi tassi di recupero e dissuade gli investitori dall'operare nelle giurisdizioni in cui le procedure rischiano di durare troppo.

(5)  La durata eccessiva delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti in vari Stati membri è un fattore determinante dei bassi tassi di recupero e dissuade gli investitori dall'operare nelle giurisdizioni in cui le procedure rischiano di durare troppo e di essere eccessivamente costose.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Tutte queste differenze si traducono in costi aggiuntivi per gli investitori che devono valutare il rischio che i debitori incorrano in difficoltà finanziarie in uno o più Stati membri e in costi per la ristrutturazione delle imprese che hanno stabilimenti, creditori o attivi in altri Stati membri, quale il caso emblematico della ristrutturazione di gruppi imprenditoriali internazionali. Molti investitori menzionano l'incertezza sulle norme straniere in materia di insolvenza o il rischio di incorrere in lunghe e complesse procedure di insolvenza in un altro paese come motivo principale per non investire o non avviare rapporti d'affari con una controparte all'estero.

(6)  Tutte queste differenze si traducono in costi aggiuntivi per gli investitori che devono valutare il rischio che i debitori incorrano in difficoltà finanziarie in uno o più Stati membri o il rischio legato al rilevamento delle attività redditizie detenute dalle imprese in difficoltà e in costi per la ristrutturazione delle imprese che hanno stabilimenti, creditori o attivi in altri Stati membri, quale il caso emblematico della ristrutturazione di gruppi imprenditoriali internazionali. Molti investitori menzionano l'incertezza sulle norme straniere in materia di insolvenza o il rischio di incorrere in lunghe e complesse procedure di insolvenza in un altro paese come motivo principale per non investire o non avviare rapporti d'affari con una controparte all'estero. Tale incertezza ha pertanto un effetto dissuasivo che ostacola la libertà di stabilimento delle imprese e la promozione dell'imprenditorialità, e che mette a repentaglio il corretto funzionamento del mercato interno. Le piccole e medie imprese in particolare non dispongono, nella maggior parte dei casi, delle risorse necessarie per valutare i rischi connessi alle attività transfrontaliere.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Dette differenze creano condizioni di disparità di accesso al credito e tassi di recupero non uniformi negli Stati membri. Un maggior grado di armonizzazione nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità è quindi fondamentale per il buon funzionamento del mercato unico in generale e per un'efficiente Unione dei mercati dei capitali in particolare.

7.  Dette differenze creano condizioni di disparità di accesso al credito e tassi di recupero non uniformi negli Stati membri. Un maggior grado di armonizzazione nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità è quindi fondamentale per il buon funzionamento del mercato unico in generale e per un'efficiente Unione dei mercati dei capitali in particolare, nonché per la sostenibilità delle attività economiche, e quindi per il mantenimento e la creazione di posti di lavoro. Allo stesso tempo, un livello più elevato di armonizzazione contribuirebbe ancor più al conseguimento di un diritto commerciale comune dell'Unione.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(8 bis)  È ampiamente riconosciuto che le operazioni di ristrutturazione, in particolare quelle di ampia portata e dall'impatto significativo, dovrebbero essere accompagnate da una spiegazione e da una giustificazione destinate alle parti interessate che trattino la scelta delle misure previste in relazione agli obiettivi così come le opzioni alternative, e dovrebbero garantire un adeguato e pieno coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori a tutti i livelli. Tale spiegazione e tale giustificazione dovrebbero essere fornite in tempo utile per consentire alle parti interessate di prepararsi per le consultazioni, prima che l'impresa prenda una decisione1 bis.

 

_________________

 

1 bis Testi approvati P7_TA(2013)0005. Informazione e consultazione dei lavoratori, anticipazione e gestione delle ristrutturazioni.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

13.  A trarre vantaggio da un approccio più coerente a livello dell'Unione dovrebbero essere in particolare le piccole e medie imprese, che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere gli alti costi di ristrutturazione e per beneficiare delle procedure di ristrutturazione più efficienti di alcuni Stati membri. Poiché le piccole e medie imprese spesso non hanno, soprattutto in caso di difficoltà finanziarie, le risorse per pagare una consulenza professionale, è opportuno predisporre strumenti di allerta che segnalino ai debitori l'urgenza di agire. Al fine di aiutare tali imprese a ristrutturarsi a basso costo, dovrebbero essere elaborati a livello nazionale modelli di piani di ristrutturazione disponibili online. I debitori dovrebbero poterli usare e adattare alle loro esigenze e alle specificità della loro impresa.

13.  A trarre vantaggio da un approccio più coerente a livello dell'Unione dovrebbero essere le imprese e, in particolare, le piccole e medie imprese, che rappresentano il 99 % di tutte le imprese dell'Unione, in quanto hanno probabilità ben maggiori di essere poste in liquidazione piuttosto che di essere oggetto di ristrutturazione e devono sostenere costi doppi rispetto a quelli che devono sostenere le imprese più grandi per le procedure transfrontaliere, rispetto a quelle nazionali. Le piccole e medie imprese, così come i rappresentanti dei lavoratori, spesso non hanno, soprattutto in caso di difficoltà finanziarie, le risorse necessarie per far fronte ad alti costi di ristrutturazione e per beneficiare delle procedure di ristrutturazione più efficaci in alcuni Stati membri. Al fine di aiutare tali imprese a ristrutturarsi a basso costo, dovrebbero essere elaborate a livello nazionale liste di controllo per piani di ristrutturazione, messe a disposizione per via elettronica. Al momento dell'elaborazione di dette liste di controllo, gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione, in particolare, le esigenze e le specificità delle piccole e medie imprese. Tenendo conto delle risorse limitate che le piccole e medie imprese hanno a disposizione per assumere esperti professionisti, dovrebbero essere predisposti strumenti di allerta che segnalino ai debitori la necessità agire con urgenza.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)  Ai creditori e ai lavoratori dovrebbe essere consentito proporre un piano di ristrutturazione alternativo. Gli Stati membri dovrebbero definire le condizioni alle quali essi possono proporre un piano di questo tipo.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 13 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 ter)  Per garantire un approccio più coerente, la Commissione dovrebbe prendere in considerazione l'introduzione di un registro delle insolvenze nell'Unione, che assicurerebbe una maggiore trasparenza ai creditori e agevolerebbe l'accesso alle informazioni, in particolare per le piccole e medie imprese e per i dipendenti.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  Il sovraindebitamento del consumatore è un problema di grande rilevanza economica e sociale ed è strettamente correlato alla riduzione dell'eccesso di debito. Inoltre, spesso non è possibile distinguere chiaramente tra debiti di consumo e debiti d'impresa dell'imprenditore. Un regime sulla seconda opportunità per gli imprenditori è inefficace se l'imprenditore, per liberarsi dai debiti personali legati all'impresa e da quelli personali non legati all'impresa, deve sottoporsi a procedure distinte con condizioni di accesso e termini per la liberazione dai debiti diversi. Pertanto, sebbene la presente direttiva non contenga norme vincolanti in materia di sovraindebitamento del consumatore, gli Stati membri dovrebbero poter applicare le disposizioni sulla liberazione dai debiti anche al consumatore.

(15)  Il sovraindebitamento del consumatore è un problema di grande rilevanza economica e sociale ed è strettamente correlato alla riduzione dell'eccesso di debito. Inoltre, spesso non è possibile distinguere chiaramente tra debiti di consumo e debiti d'impresa dell'imprenditore. Un regime sulla seconda opportunità per gli imprenditori è inefficace se l'imprenditore, per liberarsi dai debiti personali legati all'impresa e da quelli personali non legati all'impresa, deve sottoporsi a procedure distinte con condizioni di accesso e termini per la liberazione dai debiti diversi. Pertanto, sebbene la presente direttiva non contenga norme vincolanti in materia di sovraindebitamento del consumatore, gli Stati membri sono incoraggiati ad iniziare al più presto ad applicare le disposizioni sulla liberazione dai debiti anche al consumatore.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis)  Ai fini di una maggiore chiarezza, gli Stati membri e la Commissione dovrebbero intraprendere uno studio teso a individuare indicatori chiave del sovraindebitamento personale. Alla luce dei risultati di tale studio, gli Stati membri e la Commissione dovrebbero adottare misure che istituiscano un sistema di strumenti di allerta in relazione al sovraindebitamento dei consumatori.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  Quanto prima il debitore è in grado di individuare le proprie difficoltà finanziarie e prendere le misure opportune, tanto maggiore è la probabilità che eviti un'insolvenza imminente o, nel caso di un'impresa la cui sostenibilità economica è definitivamente compromessa, tanto più ordinato ed efficace sarà il processo di liquidazione. È opportuno pertanto dare informazioni chiare sulle procedure di ristrutturazione preventiva disponibili e predisporre strumenti di allerta per spingere i debitori che cominciano ad avere problemi finanziari ad agire in una fase precoce. Tra i possibili meccanismi di allerta dovrebbero figurare obblighi di contabilità e monitoraggio in capo al debitore o ai dirigenti del debitore e obblighi di segnalazione nell'ambito dei contratti di prestito. Si potrebbero inoltre incoraggiare od obbligare, a norma del diritto nazionale, i terzi in possesso di informazioni rilevanti, come i contabili e le autorità fiscali e di sicurezza sociale, a segnalare gli andamenti negativi.

(16)  Quanto prima il debitore, l'imprenditore o il rappresentante dei lavoratori è in grado di individuare le proprie difficoltà finanziarie e prendere le misure opportune, tanto maggiore è la probabilità che eviti un'insolvenza imminente o, nel caso di un'impresa la cui sostenibilità economica è definitivamente compromessa, tanto più ordinato ed efficace sarà il processo di liquidazione. È opportuno pertanto dare informazioni chiare sulle procedure di ristrutturazione preventiva disponibili e predisporre strumenti di allerta per spingere i debitori che cominciano ad avere problemi finanziari ad agire in una fase precoce. Tra i possibili meccanismi di allerta dovrebbero figurare obblighi di contabilità e monitoraggio in capo al debitore o ai dirigenti del debitore e obblighi di segnalazione nell'ambito dei contratti di prestito. Si potrebbero inoltre incoraggiare od obbligare, a norma del diritto nazionale, i terzi in possesso di informazioni rilevanti, come i contabili e le autorità fiscali e di sicurezza sociale, a segnalare gli andamenti negativi. I rappresentanti dei lavoratori dovrebbero avere accesso alle informazioni pertinenti e avere il diritto di comunicare le proprie preoccupazioni agli altri soggetti interessati. Gli Stati membri dovrebbero offrire l'opportunità di utilizzare le nuove tecnologie informatiche per le notifiche e la comunicazione online e mettere a disposizione su un apposito sito web informazioni sul sistema di allerta.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 bis)  La fase di allerta, volta ad anticipare l'insorgere di una crisi, ha l'obiettivo di aiutare i debitori segnalando le difficoltà e offrendo loro la possibilità di un'analisi e di una soluzione rapide dei problemi economici e finanziari dell'impresa, mettendo a disposizione su base volontaria varie risorse a tal fine, senza dettare linee di condotta o rivelare necessariamente a terzi l'esistenza di una crisi. È quindi importante lasciare agli Stati membri la facoltà di decidere se limitare le disposizioni obbligatorie in materia di monitoraggio alle piccole e medie imprese, tenendo presente che spesso queste non sono in grado di avviare autonomamente processi di ristrutturazione a causa di una serie di fattori che ne compromettono la competitività, quali le dimensioni ridotte e la mancanza di un governo societario forte, di procedure operative efficaci e di risorse di monitoraggio e pianificazione, nonché a causa del fatto che sono meno in grado di sopportarne i costi.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  È opportuno che il debitore possa disporre di un quadro di ristrutturazione che gli consenta di far fronte alle difficoltà finanziarie in una fase precoce, quando è probabile che l'insolvenza possa essere evitata e la continuazione dell'attività assicurata. Il quadro di ristrutturazione dovrebbe essere disponibile prima che il debitore sia insolvente ai sensi del diritto nazionale, ossia prima che soddisfi le condizioni per avviare una procedura concorsuale per insolvenza, che di norma comporta lo spossessamento totale del debitore e la nomina di un curatore. La prova della sostenibilità economica non dovrebbe quindi costituire un prerequisito per l'avvio delle trattative e la concessione della sospensione delle azioni di esecuzione. Al contrario, nella maggior parte dei casi la sostenibilità economica dell'impresa dovrebbe essere valutata dai creditori interessati che a maggioranza accettano un certo adeguamento dei crediti. Tuttavia, onde evitare abusi della procedura, è opportuno che le difficoltà finanziarie del debitore riflettano una probabilità di insolvenza e che il piano di ristrutturazione sia tale da impedire l'insolvenza e garantire la sostenibilità economica dell'impresa.

(17)  È opportuno che il debitore possa disporre di un quadro di ristrutturazione che gli consenta di far fronte alle difficoltà finanziarie in una fase precoce, quando è probabile che l'insolvenza possa essere evitata e la continuazione dell'attività assicurata. Il quadro di ristrutturazione dovrebbe essere disponibile prima che il debitore sia insolvente ai sensi del diritto nazionale, ossia prima che soddisfi le condizioni per avviare una procedura concorsuale per insolvenza, che di norma comporta lo spossessamento totale del debitore e la nomina di un curatore. Gli Stati membri dovrebbero poter limitare l'accesso alla rete di ristrutturazione per quanto riguarda le imprese che sono state dichiarate da un tribunale di uno Stato membro inadempienti in materia contabile o di tenuta dei libri contabili. Gli Stati membri dovrebbero inoltre poter concedere l'accesso ai quadri di ristrutturazione su richiesta dei creditori e dei rappresentanti dei lavoratori. La prova della sostenibilità economica non dovrebbe quindi costituire un prerequisito per l'avvio delle trattative e la concessione della sospensione delle azioni di esecuzione. Al contrario, nella maggior parte dei casi la sostenibilità economica dell'impresa dovrebbe essere valutata dai creditori interessati che a maggioranza accettano un certo adeguamento dei crediti. Tuttavia, onde evitare abusi della procedura, è opportuno che le difficoltà finanziarie del debitore riflettano una probabilità di insolvenza e che il piano di ristrutturazione sia tale da impedire l'insolvenza e garantire la sostenibilità economica dell'impresa.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis)  Il rispetto degli obblighi di contabilità e tenuta dei libri è considerato come uno strumento efficace per rendere le imprese e gli imprenditori consapevoli del fatto che rischiano di non essere in grado di onorare le scadenze di pagamento dei loro debiti. È opportuno prevedere che agli Stati membri sia consentito limitare alle imprese e agli imprenditori che adempiono a detti obblighi di contabilità e tenuta dei libri l'accesso alle procedure di ristrutturazione.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  Per promuovere l'efficienza e ridurre ritardi e costi, i quadri nazionali di ristrutturazione preventiva dovrebbero contemplare procedure flessibili che limitino l'intervento delle autorità giudiziarie o amministrative ai casi in cui è necessario e proporzionato per tutelare gli interessi dei creditori e terzi eventuali. Al fine di evitare costi inutili e rispecchiare l'intervento precoce della procedura, il debitore dovrebbe, in linea di principio, mantenere il controllo dei suoi attivi e della gestione corrente dell'impresa. La nomina di un professionista nel campo della ristrutturazione, sia esso un mediatore che aiuta nelle trattative sul piano di ristrutturazione o un amministratore delle procedure di insolvenza che vigila sull'operato del debitore, non dovrebbe essere sempre obbligatoria, bensì decisa caso per caso in funzione delle circostanze o delle esigenze specifiche del debitore. Inoltre, non dovrebbe necessariamente occorrere un provvedimento giudiziario per avviare il processo di ristrutturazione, che purché non incida sui diritti dei terzi può essere informale. Tuttavia, è opportuno garantire un certo grado di vigilanza laddove sia necessario per tutelare i legittimi interessi di uno o più creditori o di terzi. Questo vale, in particolare, quando l'autorità giudiziaria o amministrativa concede la sospensione generale delle azioni di esecuzione individuali o se risulta necessario imporre un piano di ristrutturazione per classi dissenzienti di creditori.

(18)  Per promuovere l'efficienza e ridurre ritardi e costi, i quadri nazionali di ristrutturazione preventiva dovrebbero contemplare procedure flessibili che limitino l'intervento delle autorità giudiziarie o amministrative ai casi in cui è necessario e proporzionato per tutelare gli interessi dei creditori e terzi eventuali. Al fine di evitare costi inutili e rispecchiare l'intervento precoce della procedura, il debitore dovrebbe, in linea di principio, mantenere il controllo dei suoi attivi e della gestione corrente dell'impresa. La nomina di un professionista nel campo della ristrutturazione, sia esso un mediatore che aiuta nelle trattative sul piano di ristrutturazione o un amministratore delle procedure di insolvenza che vigila sull'operato del debitore, non dovrebbe essere sempre obbligatoria, bensì decisa caso per caso in funzione delle circostanze o delle esigenze specifiche del debitore. Il compito di definire le condizioni di tali nomine dovrebbe essere lasciato agli Stati membri. Tuttavia, dovrebbe essere nominato un professionista quando viene concessa una sospensione, quando il piano di ristrutturazione deve essere confermato da un'autorità giudiziaria o amministrativa mediante una ristrutturazione trasversale dei debiti o se richiesto dal debitore o dalla maggioranza dei creditori. Inoltre, non dovrebbe necessariamente occorrere un provvedimento giudiziario per avviare il processo di ristrutturazione, che purché non incida sui diritti dei terzi può essere informale. Tuttavia, è opportuno garantire un certo grado di vigilanza laddove sia necessario per tutelare i legittimi interessi di uno o più creditori o di terzi. Questo vale, in particolare, quando l'autorità giudiziaria o amministrativa concede la sospensione generale delle azioni di esecuzione individuali o se risulta necessario imporre un piano di ristrutturazione per classi dissenzienti di creditori. Gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire che i rappresentanti dei lavoratori siano informati in modo chiaro e trasparente.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Il debitore dovrebbe poter chiedere all'autorità giudiziaria o amministrativa la sospensione temporanea delle azioni esecutive individuali, che dovrebbe parimenti sospendere l'obbligo di chiedere l'apertura di una procedura di insolvenza, nei casi in cui tali azioni possano ripercuotersi negativamente sulle trattative e ostacolare le prospettive di ristrutturazione della sua impresa. La sospensione dell'esecuzione può essere generale, ossia riguardare tutti i creditori, o interessare solo singoli creditori. Al fine di garantire il giusto equilibrio tra i diritti del debitore e quelli dei creditori, la sospensione dovrebbe essere concessa per un periodo non superiore a quattro mesi. Le ristrutturazioni complesse, tuttavia, potrebbero richiedere più tempo. Gli Stati membri possono decidere che in questi casi l'autorità giudiziaria o amministrativa possa concedere una proroga di tale periodo, purché risulti chiaramente che le trattative sul piano di ristrutturazione avanzano e che i creditori non sono ingiustamente pregiudicati. Se sono concesse ulteriori proroghe, l'autorità giudiziaria o amministrativa dovrebbe accertarsi della sussistenza di un'alta probabilità di adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri dovrebbero provvedere a che l'eventuale richiesta di proroga del periodo iniziale di sospensione sia presentata entro un termine ragionevole in modo da consentire all'autorità giudiziaria o amministrativa di emettere una decisione entro i termini. Qualora l'autorità giudiziaria o amministrativa non decida sulla proroga della sospensione dell'esecuzione prima della scadenza della sospensione, questa dovrebbe cessare di produrre effetti il giorno della scadenza del termine di sospensione. Nell'interesse della certezza del diritto, la durata totale della sospensione dovrebbe essere limitata a dodici mesi.

(19)  Il debitore dovrebbe poter chiedere all'autorità giudiziaria o amministrativa la sospensione temporanea delle azioni esecutive individuali nei casi in cui tali azioni possano ripercuotersi negativamente sulle trattative e ostacolare le prospettive di ristrutturazione della sua impresa. Una siffatta richiesta dovrebbe essere possibile solo se non è ancora sorto l'obbligo di presentare istanza di insolvenza. La sospensione dell'esecuzione può essere generale, ossia riguardare tutti i creditori, o interessare singoli creditori, ma solo quelli coinvolti nelle negoziazioni. Al fine di garantire il giusto equilibrio tra i diritti del debitore e quelli dei creditori, la sospensione dovrebbe essere concessa per un periodo non superiore a quattro mesi. Le ristrutturazioni complesse, tuttavia, potrebbero richiedere più tempo. Gli Stati membri possono decidere che in questi casi l'autorità giudiziaria o amministrativa possa concedere una proroga di tale periodo, purché risulti chiaramente che le trattative sul piano di ristrutturazione avanzano e che i creditori non sono ingiustamente pregiudicati. Gli Stati membri dovrebbero stabilire le condizioni ulteriori per la proroga della sospensione. Se sono concesse ulteriori proroghe, l'autorità giudiziaria o amministrativa dovrebbe accertarsi della sussistenza di un'alta probabilità di adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri dovrebbero provvedere a che l'eventuale richiesta di proroga del periodo iniziale di sospensione sia presentata entro un termine ragionevole in modo da consentire all'autorità giudiziaria o amministrativa di emettere una decisione entro i termini. Qualora l'autorità giudiziaria o amministrativa non decida sulla proroga della sospensione dell'esecuzione prima della scadenza della sospensione, questa dovrebbe cessare di produrre effetti il giorno della scadenza del termine di sospensione. Nell'interesse della certezza del diritto, la durata totale della sospensione dovrebbe essere limitata a dieci mesi. Tuttavia, se una società ha trasferito la propria sede sociale in un altro Stato membro nei tre mesi precedenti la presentazione della domanda di sospensione, la durata totale della sospensione dovrebbe essere limitata a due mesi.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Per garantire che i creditori non subiscano pregiudizi, la sospensione dell'esecuzione non dovrebbe essere concessa o, se concessa, non dovrebbe essere prorogata o dovrebbe essere revocata qualora i creditori ne siano ingiustamente pregiudicati. Per stabilire se vi sia ingiusto pregiudizio dei creditori, l'autorità giudiziaria o amministrativa può valutare se la sospensione preservi il valore complessivo della massa fallimentare e se il debitore agisca in malafede o con l'intento di arrecare pregiudizio o, in generale, se agisca contro le aspettative legittime della massa dei creditori. Una classe di creditori o un singolo creditore è ingiustamente pregiudicato dalla sospensione se, ad esempio, a seguito della medesima i suoi crediti risultano in una situazione sostanzialmente peggiore di quella in cui si troverebbero senza la sospensione, o se il creditore risulta svantaggiato rispetto agli altri creditori che si trovano in una posizione simile.

(20)  Per garantire che i creditori non subiscano pregiudizi, la sospensione dell'esecuzione non dovrebbe essere concessa o, se concessa, non dovrebbe essere prorogata o dovrebbe essere revocata qualora i creditori ne siano ingiustamente pregiudicati o qualora l'obbligo giuridico di presentare istanza di insolvenza sia già insorto. Per stabilire se vi sia ingiusto pregiudizio dei creditori, l'autorità giudiziaria o amministrativa può valutare se la sospensione preservi il valore complessivo della massa fallimentare e se il debitore agisca in malafede o con l'intento di arrecare pregiudizio o, in generale, se agisca contro le aspettative legittime della massa dei creditori. Una classe di creditori o un singolo creditore è ingiustamente pregiudicato dalla sospensione se, ad esempio, a seguito della medesima i suoi crediti risultano in una situazione sostanzialmente peggiore di quella in cui si troverebbero senza la sospensione, o se il creditore risulta svantaggiato rispetto agli altri creditori che si trovano in una posizione simile.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23)  I creditori dovrebbero avere il diritto di opporsi alla sospensione concessa dall'autorità giudiziaria o amministrativa. Qualora la sospensione non sia più necessaria per facilitare l'adozione del piano di ristrutturazione, ad esempio perché è chiaro che manca il sostegno della maggioranza dei creditori richiesta dal diritto nazionale, i creditori dovrebbero poter chiederne la revoca.

(23)  I creditori dovrebbero avere il diritto di opporsi alla sospensione concessa dall'autorità giudiziaria o amministrativa. Qualora la sospensione non sia più necessaria per facilitare l'adozione del piano di ristrutturazione, ad esempio perché è chiaro che manca il sostegno della maggioranza dei creditori richiesta dal diritto nazionale, i creditori dovrebbero poter chiederne la revoca. Inoltre, i singoli creditori, o una classe di creditori, dovrebbero avere lo stesso diritto di contestare la sospensione se sono ingiustamente danneggiati dal piano o se sono creditori vulnerabili che incontrano difficoltà economiche considerevoli.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  I creditori interessati dal piano di ristrutturazione e, ove consentito dal diritto nazionale, i detentori di strumenti di capitale dovrebbero avere diritto di voto in merito all'adozione del piano di ristrutturazione. Le parti che non sono interessate dal piano di ristrutturazione non dovrebbero avere diritto di voto sul piano, né dovrebbe essere richiesto il loro sostegno per l'approvazione del piano. La votazione può assumere la forma di procedura di voto formale o di consultazione e accordo della maggioranza richiesta delle parti interessate. Tuttavia, laddove la votazione assuma la forma di consultazione e accordo, le parti interessate il cui accordo non era necessario dovrebbero comunque avere la possibilità di aderire al piano di ristrutturazione.

(24)  I creditori interessati dal piano di ristrutturazione, compresi i lavoratori, e, ove consentito dal diritto nazionale, i detentori di strumenti di capitale dovrebbero avere diritto di voto in merito all'adozione del piano di ristrutturazione. Le parti che non sono interessate dal piano di ristrutturazione non dovrebbero avere diritto di voto sul piano, né dovrebbe essere richiesto il loro sostegno per l'approvazione del piano. La votazione può assumere la forma di procedura di voto formale o di consultazione e accordo della maggioranza richiesta delle parti interessate. Tuttavia, laddove la votazione assuma la forma di consultazione e accordo, le parti interessate il cui accordo non era necessario dovrebbero comunque avere la possibilità di aderire al piano di ristrutturazione. Inoltre, gli Stati membri dovrebbero garantire, nella misura consentita dalla legislazione e dalle prassi nazionali, che il piano sia confermato dai lavoratori se comporta una modifica dell'organizzazione del lavoro o degli accordi contrattuali.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  Affinché i diritti che sono sostanzialmente simili ricevano pari trattamento e i piani di ristrutturazione possano essere adottati senza pregiudicare ingiustamente i diritti delle parti interessate, le parti interessate dovrebbero essere trattate in classi distinte in funzione dei criteri di formazione delle classi previsti dal diritto nazionale. Come minimo, i creditori garantiti e quelli chirografari dovrebbero essere sempre trattati in classi distinte. Il diritto nazionale può stabilire che i crediti garantiti possano essere suddivisi in crediti garantiti e crediti chirografari in base alla valutazione della garanzia reale. Il diritto nazionale può altresì contemplare norme specifiche che promuovono la formazione delle classi qualora tale formazione possa giovare ai creditori non differenziati o altrimenti particolarmente vulnerabili come i lavoratori o i piccoli fornitori. Il diritto nazionale dovrebbe in ogni caso assicurare che gli aspetti di particolare importanza per la formazione delle classi, come i crediti di parti collegate, ricevano un trattamento adeguato e dovrebbe contemplare norme sui crediti potenziali e sui crediti contestati. L'autorità giudiziaria o amministrativa dovrebbe esaminare la formazione delle classi quando il piano di ristrutturazione è presentato per omologazione, ma gli Stati membri potrebbero prevedere che tale esame sia effettuato in una fase anteriore se il proponente il piano chiede prima la convalida o orientamenti.

(25)  Affinché i diritti che sono sostanzialmente simili ricevano pari trattamento e i piani di ristrutturazione possano essere adottati senza pregiudicare ingiustamente i diritti delle parti interessate, le parti interessate dovrebbero essere trattate in classi distinte in funzione dei criteri di formazione delle classi previsti dal diritto nazionale. I lavoratori dovrebbero essere considerati come una classe distinta se sono interessati dal piano. Come minimo, i creditori garantiti e quelli chirografari dovrebbero essere sempre trattati in classi distinte. Il diritto nazionale può stabilire che i crediti garantiti possano essere suddivisi in crediti garantiti e crediti chirografari in base alla valutazione della garanzia reale. Il diritto nazionale può altresì contemplare norme specifiche che promuovono la formazione delle classi qualora tale formazione possa giovare ai creditori non differenziati o altrimenti particolarmente vulnerabili come i lavoratori o i piccoli fornitori. Il diritto nazionale dovrebbe in ogni caso assicurare che gli aspetti di particolare importanza per la formazione delle classi, come i crediti di parti collegate, ricevano un trattamento adeguato e dovrebbe contemplare norme sui crediti potenziali e sui crediti contestati. L'autorità giudiziaria o amministrativa dovrebbe esaminare la formazione delle classi quando il piano di ristrutturazione è presentato per omologazione, ma gli Stati membri potrebbero prevedere che tale esame sia effettuato in una fase anteriore se il proponente il piano chiede prima la convalida o orientamenti.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Il diritto nazionale dovrebbe fissare le maggioranze richieste, per evitare che una minoranza di parti interessate di ciascuna classe possa impedire l'adozione di un piano di ristrutturazione che non ne riduce ingiustamente i diritti e interessi. Senza una norma sulle maggioranze che vincoli i creditori garantiti dissenzienti, la ristrutturazione precoce non sarebbe possibile in molti casi, ad esempio quando è necessaria una ristrutturazione finanziaria ma l'impresa è comunque economicamente sostenibile. Per garantire che le parti abbiano voce sull'adozione del piano proporzionalmente ai loro interessi nell'impresa, la maggioranza richiesta dovrebbe basarsi sull'importo dei crediti dei creditori o delle quote dei detentori di strumenti di capitale di ciascuna classe.

(26)  Il diritto nazionale dovrebbe fissare le maggioranze richieste, per evitare che una minoranza di parti interessate di ciascuna classe possa impedire l'adozione di un piano di ristrutturazione che non ne riduce ingiustamente i diritti e interessi. Senza una norma sulle maggioranze che vincoli i creditori garantiti dissenzienti, la ristrutturazione precoce non sarebbe possibile in molti casi, ad esempio quando è necessaria una ristrutturazione finanziaria ma l'impresa è comunque economicamente sostenibile. Per garantire che tutte le parti siano trattate equamente al momento dell'adozione del piano, la maggioranza richiesta dovrebbe rappresentare sia la maggioranza per quanto riguarda l'importo dei crediti dei creditori o delle quote dei detentori di strumenti di capitale di ciascuna classe che la maggioranza dei creditori nella classe in questione.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28)  Il piano di ristrutturazione dovrebbe sempre considerarsi adottato se la maggioranza richiesta in ciascuna classe interessata lo sostiene; in caso contrario, può nondimeno essere omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa a condizione che almeno una classe interessata di creditori lo sostenga e che le classi dissenzienti non siano ingiustamente pregiudicate dal piano proposto (meccanismo di ristrutturazione trasversale dei debiti). In particolare, il piano dovrebbe rispettare la regola della priorità assoluta, che garantisce che una classe dissenziente di creditori sia pagata integralmente prima che una classe inferiore possa ricevere qualsiasi distribuzione o mantenere un qualsiasi interesse ai sensi del piano di ristrutturazione. La regola della priorità assoluta serve come base del valore da ripartire tra i creditori durante la ristrutturazione. A suo corollario, nessuna classe di creditori può ricevere o conservare in base al piano di ristrutturazione valori o benefici economici che superano l'importo integrale dei crediti o degli interessi che rappresenta. La regola della priorità assoluta permette di stabilire, rispetto alla struttura del capitale dell'impresa in corso di ristrutturazione, la quota di valore che le parti devono ricevere ai sensi del piano di ristrutturazione sulla base del valore dell'impresa in situazione di continuità aziendale.

(28)  Il piano di ristrutturazione dovrebbe sempre considerarsi adottato se la maggioranza richiesta in ciascuna classe interessata come anche la maggioranza dei creditori lo sostengono; in caso contrario, può nondimeno essere omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa a condizione che la maggioranza dei creditori lo sostenga e che le classi dissenzienti non siano ingiustamente pregiudicate dal piano proposto (meccanismo di ristrutturazione trasversale dei debiti). Tale conferma dovrebbe essere richiesta anche quando il piano comporta una perdita di oltre il 25 % della forza lavoro. In particolare, il piano dovrebbe rispettare la regola della priorità assoluta, che garantisce che una classe dissenziente di creditori sia pagata integralmente prima che una classe inferiore possa ricevere qualsiasi distribuzione o mantenere un qualsiasi interesse ai sensi del piano di ristrutturazione. La regola della priorità assoluta serve come base del valore da ripartire tra i creditori durante la ristrutturazione. A suo corollario, nessuna classe di creditori può ricevere o conservare in base al piano di ristrutturazione valori o benefici economici che superano l'importo integrale dei crediti o degli interessi che rappresenta. La regola della priorità assoluta permette di stabilire, rispetto alla struttura del capitale dell'impresa in corso di ristrutturazione, la quota di valore che le parti devono ricevere ai sensi del piano di ristrutturazione sulla base del valore dell'impresa in situazione di continuità aziendale. Inoltre, un'informazione adeguata dei rappresentanti dei lavoratori dovrebbe essere una condizione per la conferma.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29)  Sebbene sia necessario tutelare i legittimi interessi degli azionisti o altri detentori di strumenti di capitale, gli Stati membri dovrebbero garantire che gli azionisti non possano bloccare irragionevolmente l'adozione di un piano di ristrutturazione che ripristinerebbe la sostenibilità economica del debitore. Ad esempio, l'adozione del piano di ristrutturazione non dovrebbe essere subordinata all'accordo dei detentori di strumenti di capitale out-of-the-money, ossia i detentori di strumenti di capitale che in base a una valutazione dell'impresa non riceverebbero alcun pagamento o altro corrispettivo se fosse applicato il normale grado di priorità della liquidazione. Gli Stati membri possono usare mezzi diversi per raggiungere questo obiettivo, ad esempio non concedere ai detentori di strumenti di capitale il diritto di voto sul piano di ristrutturazione. Tuttavia, qualora i detentori di strumenti di capitale abbiano diritto di voto sul piano di ristrutturazione, l'autorità giudiziaria o amministrativa dovrebbe poter omologare il piano nonostante il dissenso di una o più delle loro classi attraverso un meccanismo di ristrutturazione trasversale dei debiti. Potrebbero essere necessarie più classi di detentori di strumenti di capitale qualora sussistano diverse classi di azionisti con diritti diversi. I detentori di strumenti di capitale delle piccole e medie imprese che non sono meri investitori bensì proprietari dell'impresa e che contribuiscono all'impresa in altri modi, ad esempio con competenze in materia di gestione, possono non essere incentivati a ristrutturare a tali condizioni. Pertanto il meccanismo di ristrutturazione trasversale dei debiti dovrebbe rimanere facoltativo per il proponente il piano.

(29)  Sebbene sia necessario tutelare i legittimi interessi degli azionisti o altri detentori di strumenti di capitale, gli Stati membri dovrebbero garantire che gli azionisti non possano bloccare irragionevolmente l'adozione di un piano di ristrutturazione che ripristinerebbe la sostenibilità economica del debitore e che è sostenuto dalla maggioranza delle classi. Ad esempio, l'adozione del piano di ristrutturazione non dovrebbe essere subordinata all'accordo dei detentori di strumenti di capitale out-of-the-money, ossia i detentori di strumenti di capitale che in base a una valutazione dell'impresa non riceverebbero alcun pagamento o altro corrispettivo se fosse applicato il normale grado di priorità della liquidazione. Gli Stati membri possono usare mezzi diversi per raggiungere questo obiettivo, ad esempio non concedere ai detentori di strumenti di capitale il diritto di voto sul piano di ristrutturazione. Tuttavia, qualora i detentori di strumenti di capitale abbiano diritto di voto sul piano di ristrutturazione, l'autorità giudiziaria o amministrativa dovrebbe poter omologare il piano nonostante il dissenso di una o più delle loro classi attraverso un meccanismo di ristrutturazione trasversale dei debiti. Potrebbero essere necessarie più classi di detentori di strumenti di capitale qualora sussistano diverse classi di azionisti con diritti diversi. I detentori di strumenti di capitale delle piccole e medie imprese che non sono meri investitori bensì proprietari dell'impresa e che contribuiscono all'impresa in altri modi, ad esempio con competenze in materia di gestione, possono non essere incentivati a ristrutturare a tali condizioni. Pertanto il meccanismo di ristrutturazione trasversale dei debiti dovrebbe rimanere facoltativo per il proponente il piano.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Considerando 29 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(29 bis)  Ai fini della sua attuazione, il piano di ristrutturazione dovrebbe consentire ai detentori di strumenti di capitale delle piccole e medie imprese di fornire un'assistenza non monetaria alla ristrutturazione avvalendosi, ad esempio, della propria esperienza e reputazione o dei propri contatti commerciali.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31)  Il successo del piano di ristrutturazione può spesso dipendere dalla sussistenza delle risorse finanziarie per sostenere, in primo luogo, l'operatività dell'impresa durante le trattative di ristrutturazione e, in secondo luogo, l'attuazione del piano di ristrutturazione dopo l'omologazione. I nuovi finanziamenti o i finanziamenti temporanei dovrebbero pertanto essere esclusi dalle azioni revocatorie volte a dichiararli nulli, annullabili o inopponibili in quanto atti pregiudizievoli alla massa dei creditori nell'ambito di successive procedure di insolvenza. Le legislazioni nazionali in materia di insolvenza che prevedono azioni revocatorie se e quando il debitore diventa insolvente o che stabiliscono che i nuovi prestatori possono incorrere in sanzioni civili, amministrative o penali per proroga del credito ai debitori in difficoltà finanziarie compromettono la disponibilità dei finanziamenti necessari all'esito favorevole delle trattative e all'attuazione del piano di ristrutturazione. Contrariamente ai nuovi finanziamenti che dovrebbero essere approvati dall'autorità giudiziaria o amministrativa nel quadro del piano di ristrutturazione, quando sono erogati finanziamenti temporanei le parti non sanno se il piano sarà poi omologato o no. Limitare la protezione dei finanziamenti temporanei ai casi in cui il piano è adottato dai creditori oppure omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa significherebbe scoraggiare l'erogazione di finanziamenti temporanei. Per evitare potenziali abusi, dovrebbero essere protetti solo i finanziamenti che sono ragionevolmente e immediatamente necessari per la continuazione dell'operatività o la sopravvivenza dell'impresa del debitore o per la preservazione o il miglioramento del valore dell'impresa in attesa dell'omologazione del piano di ristrutturazione. La protezione dalle azioni revocatorie e la protezione dalla responsabilità personale sono garanzie minime concesse ai finanziamenti temporanei e ai nuovi finanziamenti. Tuttavia, per incoraggiare i nuovi prestatori ad assumere il rischio maggiore di investire in un debitore economicamente sostenibile che versa in difficoltà finanziarie possono essere necessari ulteriori incentivi, ad esempio dare a tali finanziamenti la priorità almeno sui crediti chirografari nelle successive procedure di insolvenza.

(31)  Il successo del piano di ristrutturazione può spesso dipendere dalla sussistenza delle risorse finanziarie per sostenere, in primo luogo, l'operatività dell'impresa durante le trattative di ristrutturazione e, in secondo luogo, l'attuazione del piano di ristrutturazione dopo l'omologazione. I nuovi finanziamenti o i finanziamenti temporanei dovrebbero pertanto essere esclusi dalle azioni revocatorie volte a dichiararli nulli, annullabili o inopponibili in quanto atti pregiudizievoli alla massa dei creditori nell'ambito di successive procedure di insolvenza. Le legislazioni nazionali in materia di insolvenza che prevedono azioni revocatorie se e quando il debitore diventa insolvente o che stabiliscono che i nuovi prestatori possono incorrere in sanzioni civili, amministrative o penali per proroga del credito ai debitori in difficoltà finanziarie compromettono la disponibilità dei finanziamenti necessari all'esito favorevole delle trattative e all'attuazione del piano di ristrutturazione. Contrariamente ai nuovi finanziamenti che dovrebbero essere approvati dall'autorità giudiziaria o amministrativa nel quadro del piano di ristrutturazione, quando sono erogati finanziamenti temporanei le parti non sanno se il piano sarà poi omologato o no. Limitare la protezione dei finanziamenti temporanei ai casi in cui il piano è adottato dai creditori oppure omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa significherebbe scoraggiare l'erogazione di finanziamenti temporanei. Per evitare potenziali abusi, dovrebbero essere protetti solo i finanziamenti che sono ragionevolmente e immediatamente necessari per la continuazione dell'operatività o la sopravvivenza dell'impresa del debitore o per la preservazione o il miglioramento del valore dell'impresa in attesa dell'omologazione del piano di ristrutturazione. La protezione dalle azioni revocatorie e la protezione dalla responsabilità personale sono garanzie minime concesse ai finanziamenti temporanei e ai nuovi finanziamenti.

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32)  Le parti interessate dovrebbero poter impugnare la decisione di omologazione del piano di ristrutturazione. Tuttavia, per assicurare l'efficacia del piano, ridurre l'incertezza ed evitare ritardi ingiustificati, le impugnazioni non dovrebbero sospendere l'attuazione del piano di ristrutturazione. Qualora si accerti che i creditori di minoranza hanno subito un pregiudizio ingiustificato dal piano, gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione, in alternativa all'annullamento del piano, la corresponsione di un risarcimento pecuniario ai creditori dissenzienti da parte del debitore o dei creditori che hanno votato a favore del piano.

(32)  Le parti interessate dovrebbero poter impugnare la decisione di omologazione del piano di ristrutturazione. Tuttavia, per assicurare l'efficacia del piano di ristrutturazione, ridurre l'incertezza ed evitare ritardi ingiustificati, le impugnazioni non dovrebbero sospendere l'attuazione del piano di ristrutturazione. Qualora si accerti che i creditori di minoranza hanno subito un pregiudizio ingiustificato dal piano, gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione, in alternativa all'annullamento del piano di ristrutturazione, la corresponsione di un risarcimento pecuniario ai creditori dissenzienti da parte del debitore o dei creditori che hanno votato a favore del piano, ad eccezione della classe di lavoratori.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34)  Durante le procedure di ristrutturazione preventiva i lavoratori dovrebbero godere di tutte le tutele previste dal diritto del lavoro. In particolare, la presente direttiva non pregiudica i diritti dei lavoratori garantiti dalla direttiva 98/59/CE del Consiglio68, dalla direttiva 2001/23/CE del Consiglio69, dalla direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio70, dalla direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio71 e dalla direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio72. Gli obblighi in materia di informazione e consultazione dei lavoratori previsti dalle normative nazionali di attuazione di dette direttive restano salvi. Fra di essi è compreso l'obbligo di informare e consultare i rappresentanti dei lavoratori in merito alla decisione di ricorrere a un quadro di ristrutturazione preventiva conformemente alla direttiva 2002/14/CE. Data la necessità di garantire un livello adeguato di tutela dei lavoratori, gli Stati membri dovrebbero, in linea di principio, escludere i diritti non pagati dei lavoratori, di cui alla direttiva 2008/94/CE, da qualsiasi sospensione dell'esecuzione a prescindere che tali diritti siano sorti prima o dopo la concessione della sospensione. La sospensione dovrebbe essere ammissibile solo per gli importi e per il periodo in relazione ai quali il pagamento dei diritti è efficacemente garantito da altri mezzi a norma del diritto nazionale. Qualora gli Stati membri estendano la copertura della garanzia del pagamento dei diritti non pagati dei lavoratori di cui alla direttiva 2008/94/CE alle procedure di ristrutturazione preventiva istituite dalla presente direttiva, l'esclusione dei diritti dei lavoratori dalla sospensione dell'esecuzione non è più giustificata nella misura in cui il pagamento è coperto da tale garanzia. Laddove la legislazione nazionale limiti la responsabilità degli organismi di garanzia in termini di durata della garanzia o di importo da pagare ai lavoratori, questi dovrebbero poter far valere i propri diritti per le eventuali eccedenze nei confronti del datore di lavoro anche durante la sospensione dell'esecuzione.

(34)  Durante le procedure di ristrutturazione preventiva i lavoratori dovrebbero godere di tutte le tutele previste dal diritto del lavoro. In particolare, la presente direttiva non pregiudica i diritti dei lavoratori garantiti dalla direttiva 98/59/CE del Consiglio68, dalla direttiva 2001/23/CE del Consiglio69, dalla direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio70, dalla direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio71 e dalla direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio72. Gli obblighi in materia di informazione e consultazione dei lavoratori previsti dalle normative nazionali di attuazione di dette direttive restano salvi. Fra di essi è compreso l'obbligo di informare e consultare i rappresentanti dei lavoratori in merito alla decisione di ricorrere a un quadro di ristrutturazione preventiva conformemente alla direttiva 2002/14/CE. Data la necessità di garantire un livello adeguato di tutela dei lavoratori, gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a escludere i diritti non pagati dei lavoratori da qualsiasi sospensione dell'esecuzione a prescindere che tali diritti siano sorti prima o dopo la concessione della sospensione. La sospensione dovrebbe essere ammissibile solo per gli importi e per il periodo in relazione ai quali il pagamento dei diritti è efficacemente garantito da altri mezzi a norma del diritto nazionale. Laddove la legislazione nazionale limiti la responsabilità degli organismi di garanzia in termini di durata della garanzia o di importo da pagare ai lavoratori, questi dovrebbero poter far valere i propri diritti per le eventuali eccedenze nei confronti del datore di lavoro anche durante la sospensione dell'esecuzione.

__________________

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68 Direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi (GU L 225 del 12.08.1998, pag. 16).

68 Direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi (GU L 225 del 12.08.1998, pag. 16).

69 Direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti (GU L 82 del 22.3.2001, pag. 16).

69 Direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti (GU L 82 del 22.3.2001, pag. 16).

70 Direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2002, che istituisce un quadro generale relativo all'informazione e alla consultazione dei lavoratori (GU L 80 del 23.3.2002, pag. 29).

70 Direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2002, che istituisce un quadro generale relativo all'informazione e alla consultazione dei lavoratori (GU L 80 del 23.3.2002, pag. 29).

71 Direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, relativa alla tutela dei lavoratori subordinati in caso d'insolvenza del datore di lavoro (GU L 283 del 28.10.2008, pag. 36).

71 Direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, relativa alla tutela dei lavoratori subordinati in caso d'insolvenza del datore di lavoro (GU L 283 del 28.10.2008, pag. 36).

72 Direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie (GU L 122 del 16.5.2009, pag. 28).

72 Direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie (GU L 122 del 16.5.2009, pag. 28).

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Considerando 34 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(34 bis)  Ai lavoratori e ai loro rappresentanti dovrebbero essere forniti tutti i documenti e tutte le informazioni riguardanti il piano di ristrutturazione proposto, affinché abbiano la possibilità di procedere a una valutazione approfondita dei vari scenari. Inoltre, ai lavoratori e ai loro rappresentanti dovrebbe essere consentito di partecipare attivamente a tutte le fasi di consultazione e approvazione per l'elaborazione del piano, e dovrebbe essere garantito l'accesso a consulenze di esperti in relazione alla ristrutturazione.

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Considerando 35

Testo della Commissione

Emendamento

(35)  Qualora il piano di ristrutturazione comporti il trasferimento di una parte di impresa o di stabilimento, i diritti dei lavoratori derivanti da un contratto di lavoro o da un rapporto di lavoro, in particolare il diritto alla retribuzione, dovrebbero essere salvaguardati a norma degli articoli 3 e 4 della direttiva 2001/23/CE, fatte salve le norme specifiche applicabili in caso di procedura d'insolvenza ai sensi dell'articolo 5 di detta direttiva, in particolare le possibilità previste dall'articolo 5, paragrafo 2. Inoltre, in aggiunta e fatti salvi i diritti all'informazione e alla consultazione garantiti dalla direttiva 2002/14/CE, anche sulle decisioni suscettibili di comportare cambiamenti di rilievo in materia di organizzazione del lavoro o di contratti di lavoro al fine di ricercare un accordo su tali decisioni, a norma della presente direttiva i lavoratori interessati dal piano di ristrutturazione dovrebbero avere diritto di voto in merito al piano. Ai fini del voto sul piano di ristrutturazione, gli Stati membri possono decidere di raggruppare i lavoratori in una classe distinta dalle altre classi di creditori.

(35)  Qualora il piano di ristrutturazione comporti il trasferimento di una parte di impresa o di stabilimento, i diritti dei lavoratori derivanti da un contratto di lavoro o da un rapporto di lavoro, in particolare il diritto alla retribuzione, dovrebbero essere salvaguardati a norma degli articoli 3 e 4 della direttiva 2001/23/CE, mentre l'applicazione dell'articolo 5 di detta direttiva dovrebbe essere possibile solo in caso di insolvenza e non in presenza di un piano di ristrutturazione. Inoltre, in aggiunta e fatti salvi i diritti all'informazione e alla consultazione garantiti dalla direttiva 2002/14/CE, anche sulle decisioni suscettibili di comportare cambiamenti di rilievo in materia di organizzazione del lavoro o di contratti di lavoro al fine di ricercare un accordo su tali decisioni, a norma della presente direttiva i lavoratori interessati dal piano di ristrutturazione dovrebbero avere diritto di voto in merito ad esso e la loro approvazione dovrebbe essere vincolante per la conferma del piano stesso. Ai fini del voto sul piano di ristrutturazione, gli Stati membri dovrebbero raggruppare i lavoratori in una classe distinta dalle altre classi di creditori e garantire che a tale classe sia concesso un diritto preferenziale.

Motivazione

L'articolo 5 della direttiva 2001/23/CE si applica "nel caso in cui il cedente sia oggetto di una procedura fallimentare o di una procedura di insolvenza analoga aperta in vista della liquidazione dei beni" e non può essere applicato nel caso di un piano di ristrutturazione.

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Considerando 35 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(35 bis)  Ogni operazione di ristrutturazione proposta dovrebbe essere spiegata nei dettagli ai rappresentanti dei lavoratori, che dovrebbero ricevere le informazioni concernenti detta ristrutturazione per poter procedere a una valutazione approfondita e prepararsi, se del caso, per le consultazioni1 bis.

 

_________________

 

1 bis Testi approvati P7_TA(2013)0005 Informazione e consultazione dei lavoratori, anticipazione e gestione delle ristrutturazioni

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Considerando 36

Testo della Commissione

Emendamento

(36)  Per promuovere ulteriormente la ristrutturazione preventiva è importante garantire che i dirigenti non siano dissuasi dal prendere decisioni commerciali ragionevoli o dal correre rischi commerciali ragionevoli, in particolare ove potrebbero migliorare le probabilità di successo della ristrutturazione di un'impresa potenzialmente economicamente sostenibile. Qualora l'impresa versi in difficoltà finanziarie, i dirigenti dovrebbero prendere le misure opportune, quali: richiedere consulenza professionale, anche sulla ristrutturazione e sull'insolvenza, ad esempio facendo ricorso a strumenti di allerta, se del caso; proteggere gli attivi della società in modo da massimizzarne il valore ed evitare perdite di attivi fondamentali; esaminare la struttura e le funzioni dell'impresa per valutarne la sostenibilità economica e ridurre le spese; non impegnare l'impresa in tipi di operazioni che potrebbero essere oggetto di azioni revocatorie, a meno che sussista un'adeguata giustificazione commerciale; proseguire gli scambi commerciali nelle circostanze in cui è opportuno per massimizzare il valore della continuità aziendale e avviare trattative con i creditori e procedure di ristrutturazione preventiva. Se il debitore è prossimo all'insolvenza, è inoltre importante proteggere i legittimi interessi dei creditori da decisioni di gestione che potrebbero ripercuotersi sulla costituzione della massa fallimentare, in particolare se tali decisioni possono avere l'effetto di diminuire ulteriormente il valore della massa disponibile per la ristrutturazione o la distribuzione ai creditori. È pertanto necessario che in tali circostanze i dirigenti evitino condotte che, deliberatamente o per grave negligenza, determinano l'arricchimento personale a spese delle parti interessate, ad esempio accettando operazioni sottovalore o intraprendendo azioni che portano a ingiusta preferenza di una o più parti interessate rispetto alle altre. Ai fini della presente direttiva, per dirigenti dovrebbero intendersi le persone responsabili dell'adozione delle decisioni relative alla gestione dell'impresa.

(36)  Per promuovere ulteriormente la ristrutturazione preventiva è importante garantire che i dirigenti e gli imprenditori non siano dissuasi dal prendere decisioni commerciali ragionevoli o dal correre rischi commerciali ragionevoli, in particolare ove potrebbero migliorare le probabilità di successo della ristrutturazione di un'impresa potenzialmente economicamente sostenibile. Qualora l'impresa versi in difficoltà finanziarie, i dirigenti dovrebbero prendere le misure opportune, quali: richiedere consulenza professionale, anche sulla ristrutturazione e sull'insolvenza, ad esempio facendo ricorso a strumenti di allerta, se del caso; proteggere gli attivi della società in modo da massimizzarne il valore ed evitare perdite di attivi fondamentali; esaminare la struttura e le funzioni dell'impresa per valutarne la sostenibilità economica e ridurre le spese; non impegnare l'impresa in tipi di operazioni che potrebbero essere oggetto di azioni revocatorie, a meno che sussista un'adeguata giustificazione commerciale; proseguire gli scambi commerciali nelle circostanze in cui è opportuno per massimizzare il valore della continuità aziendale e avviare trattative con i creditori e procedure di ristrutturazione preventiva. I dirigenti dovrebbero inoltre rispettare tutti i loro obblighi nei confronti dei creditori, dei rappresentanti dei lavoratori e delle altre parti interessate. Se il debitore è prossimo all'insolvenza, è inoltre importante proteggere i legittimi interessi dei creditori da decisioni di gestione che potrebbero ripercuotersi sulla costituzione della massa fallimentare, in particolare se tali decisioni possono avere l'effetto di diminuire ulteriormente il valore della massa disponibile per la ristrutturazione o la distribuzione ai creditori. È pertanto necessario che in tali circostanze i dirigenti evitino condotte che, deliberatamente o per grave negligenza, determinano l'arricchimento personale a spese delle parti interessate, ad esempio accettando operazioni sottovalore o riducendo in altro modo intenzionalmente il valore dell'impresa o intraprendendo azioni che portano a ingiusta preferenza di una o più parti interessate rispetto alle altre. Ai fini della presente direttiva, per dirigenti dovrebbero intendersi le persone responsabili dell'adozione delle decisioni relative alla gestione dell'impresa. Il mancato rispetto di questa disposizione potrebbe comportare termini più lunghi o condizioni più rigorose per la liberazione dai debiti.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Considerando 37

Testo della Commissione

Emendamento

(37)  Le diversità tra le disposizioni sulla seconda opportunità esistenti negli Stati membri possono incentivare gli imprenditori sovraindebitati a trasferirsi in Stati membri dove i tempi di liberazione dai debiti sono più brevi o le relative condizioni più interessanti, con un conseguente aumento dell'incertezza giuridica e dei costi di recupero crediti per i creditori. Inoltre, gli effetti del fallimento, in particolare la stigmatizzazione sociale, le conseguenze giuridiche, quali l'interdizione dell'imprenditore dall'accesso all'attività imprenditoriale e dal suo esercizio, e l'incapacità di far fronte ai propri debiti sono un forte deterrente per gli imprenditori che intendono avviare un'attività o ottenere una seconda opportunità, anche se è dimostrato che gli imprenditori dichiarati falliti hanno maggiori probabilità di riuscire la seconda volta. È pertanto opportuno adoperarsi per ridurre gli effetti negativi del sovraindebitamento e del fallimento sugli imprenditori, in particolare consentendo la liberazione integrale dai debiti dopo un certo periodo di tempo e limitando la durata dei provvedimenti di interdizione emessi per sovraindebitamento del debitore.

(37)  Le diversità tra le disposizioni sulla seconda opportunità esistenti negli Stati membri possono incentivare gli imprenditori sovraindebitati a trasferirsi in Stati membri dove i tempi di liberazione dai debiti sono più brevi o le relative condizioni più interessanti, con un conseguente aumento dell'incertezza giuridica e dei costi di recupero crediti per i creditori. Inoltre, gli effetti del fallimento, in particolare la stigmatizzazione sociale, le conseguenze giuridiche, quali l'interdizione dell'imprenditore dall'accesso all'attività imprenditoriale e dal suo esercizio, e l'incapacità di far fronte ai propri debiti sono un forte deterrente per gli imprenditori che intendono avviare un'attività o ottenere una seconda opportunità, anche se è dimostrato che gli imprenditori dichiarati falliti hanno maggiori probabilità di riuscire la seconda volta. È pertanto opportuno adoperarsi per ridurre gli effetti negativi del sovraindebitamento e del fallimento sugli imprenditori, in particolare consentendo la liberazione integrale dai debiti dopo un certo periodo di tempo e limitando la durata dei provvedimenti di interdizione emessi per sovraindebitamento del debitore. I termini per la liberazione dai debiti dovrebbero essere di cinque anni a decorrere dalla data in cui il debitore ha presentato la sua prima istanza e gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di fissare un periodo più lungo nel caso di un secondo o di un successivo termine per la liberazione dai debiti.

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38)  La liberazione integrale dai debiti o la cessazione dell'interdizione dopo un breve periodo di tempo non sempre sono appropriate, ad esempio quando il debitore è disonesto o ha agito in malafede. Gli Stati membri dovrebbero impartire alle autorità giudiziarie o amministrative orientamenti precisi sul modo in cui valutare l'onestà dell'imprenditore. Ad esempio, per stabilire se il debitore sia stato disonesto, l'autorità giudiziaria o amministrativa può tener conto di circostanze come la natura e l'entità dei debiti, il momento in cui questi sono sorti, gli sforzi compiuti dal debitore per estinguerli e ottemperare agli obblighi giuridici, comprese le autorizzazioni e la corretta contabilità, e le azioni intraprese dal debitore per vanificare le azioni di rivalsa dei creditori. I provvedimenti di interdizione possono avere una durata più lunga o indeterminata se l'imprenditore esercita una professione considerata sensibile negli Stati membri o se è stato condannato per attività criminali. In tali casi l'imprenditore potrebbe beneficiare della liberazione dai debiti, ma sarebbe comunque interdetto per un periodo più lungo o indeterminato dall'esercizio di una specifica professione.

(38)  La liberazione integrale dai debiti o la cessazione dell'interdizione dopo un breve periodo di tempo non sempre sono appropriate, anche dopo l'applicazione di una procedura di insolvenza, ad esempio quando il debitore è disonesto o ha agito in malafede. Gli Stati membri dovrebbero impartire alle autorità giudiziarie o amministrative orientamenti e criteri precisi sul metodo con cui valutare l'onestà dell'imprenditore. Ad esempio, per stabilire se il debitore sia stato disonesto, l'autorità giudiziaria o amministrativa può tener conto di circostanze come la natura e l'entità dei debiti, il momento in cui questi sono sorti, gli sforzi compiuti dal debitore per estinguerli e ottemperare agli obblighi giuridici, comprese le autorizzazioni e la corretta contabilità, e le azioni intraprese dal debitore per vanificare le azioni di rivalsa dei creditori. I provvedimenti di interdizione possono avere una durata più lunga o indeterminata se l'imprenditore esercita una professione considerata sensibile negli Stati membri o se è stato condannato per attività criminali. In tali casi l'imprenditore potrebbe beneficiare della liberazione dai debiti, ma sarebbe comunque interdetto per un periodo più lungo o indeterminato dall'esercizio di una specifica professione.

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Considerando 39

Testo della Commissione

Emendamento

(39)  È necessario mantenere e migliorare la trasparenza e la prevedibilità con cui le procedure permettono di conseguire risultati che sono favorevoli alla preservazione dell'impresa e all'offerta di una seconda opportunità agli imprenditori o che permettono la liquidazione efficace delle imprese non economicamente sostenibili. È altresì necessario ridurre la durata eccessiva delle procedure di insolvenza in molti Stati membri, che determina incertezza giuridica per i creditori e gli investitori e bassi tassi di recupero. Infine, dati i meccanismi di cooperazione rafforzata tra giudici e i professionisti del settore nei casi transfrontalieri istituiti dal regolamento (UE) 2015/848, occorre che la professionalità di tutti i soggetti coinvolti sia portata a livelli elevati comparabili in tutta l'Unione. Per raggiungere tali obiettivi gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché i membri degli organi giudiziari e amministrativi siano adeguatamente formati e possiedano conoscenze specialistiche ed esperienza in materia di insolvenza. Tale specializzazione dei magistrati dovrebbe consentire un'adozione rapida delle decisioni aventi potenziali ripercussioni economiche e sociali significative e non dovrebbe significare che tali magistrati debbano occuparsi esclusivamente di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità. Un modo efficace per raggiungere questi obiettivi potrebbe essere, ad esempio, la creazione di tribunali o sezioni specializzati conformemente alla legislazione nazionale sull'organizzazione del sistema giudiziario.

(39)  Professionisti e giudici specializzati in materia di insolvenza e la disponibilità di strumenti digitali possono ampiamente aiutare a ridurre la durata delle procedure, diminuire i costi e migliorare la qualità dell'assistenza o della vigilanza. È necessario mantenere e migliorare la trasparenza e la prevedibilità con cui le procedure permettono di conseguire risultati che sono favorevoli alla preservazione dell'impresa e all'offerta di una seconda opportunità agli imprenditori onesti o che permettono la liquidazione rapida ed efficace delle imprese non economicamente sostenibili. È altresì necessario ridurre la durata eccessiva delle procedure di insolvenza in molti Stati membri, che determina incertezza giuridica per i creditori e gli investitori e bassi tassi di recupero. Al fine di ridurre la durata eccessiva delle procedure di insolvenza, è inoltre necessario utilizzare in tali procedure mezzi di comunicazione digitali. Infine, dati i meccanismi di cooperazione rafforzata tra giudici e i professionisti del settore nei casi transfrontalieri istituiti dal regolamento (UE) 2015/848, occorre che la professionalità e la specializzazione di tutti i soggetti coinvolti sia portata a livelli elevati comparabili in tutta l'Unione. Per raggiungere tali obiettivi gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché i membri degli organi giudiziari e amministrativi siano adeguatamente formati e possiedano conoscenze specialistiche ed esperienza in materia di insolvenza. Tale specializzazione dei magistrati dovrebbe consentire un'adozione rapida delle decisioni aventi potenziali ripercussioni economiche e sociali significative e non dovrebbe significare che tali magistrati debbano occuparsi esclusivamente di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità. Un modo efficace per raggiungere questi obiettivi potrebbe essere, ad esempio, la creazione di tribunali o sezioni specializzati conformemente alla legislazione nazionale sull'organizzazione del sistema giudiziario.

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Considerando 40

Testo della Commissione

Emendamento

40.  Gli Stati membri dovrebbero inoltre provvedere a che i professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità siano nominati dall'autorità giudiziaria o amministrativa in modo trasparente tenendo debitamente conto della necessità di garantire l'efficacia delle procedure, ricevano una formazione adeguata, siano sottoposti a vigilanza nell'esercizio dei loro compiti e li svolgano con integrità. Tali professionisti dovrebbero inoltre sottoscrivere i codici volontari di condotta volti ad assicurare un livello adeguato di qualifiche e formazione, la trasparenza degli obblighi professionali e delle regole per la determinazione della remunerazione, la sottoscrizione di una copertura assicurativa per la responsabilità professionale e l'istituzione di meccanismi di vigilanza e di regolamentazione che comprendano un regime adeguato ed efficace per sanzionare chi non adempie i propri obblighi. Tali criteri possono essere soddisfatti senza la necessità, in linea di principio, di creare nuove professioni o qualifiche.

40.  Gli Stati membri dovrebbero inoltre provvedere a che i professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità siano nominati dall'autorità giudiziaria o amministrativa in modo trasparente tenendo debitamente conto della necessità di garantire l'efficacia delle procedure, ricevano una formazione adeguata, siano sottoposti a vigilanza nell'esercizio dei loro compiti e li svolgano con integrità, al fine di raggiungere l'obiettivo principale che è ripristinare la sostenibilità economica dell'impresa. Tali professionisti dovrebbero operare per riscattare l'impresa e non per liquidarla e dovrebbero inoltre sottoscrivere un codice di condotta professionale allo scopo di assicurare un livello adeguato di qualifiche e formazione, e garantire la trasparenza degli obblighi professionali e delle regole per la determinazione della remunerazione, la sottoscrizione di una copertura assicurativa per la responsabilità professionale e l'istituzione di meccanismi di vigilanza e di regolamentazione che comprendano un regime adeguato ed efficace per sanzionare chi non adempie i propri obblighi. Tali criteri possono essere soddisfatti senza la necessità, in linea di principio, di creare nuove professioni o qualifiche. Gli Stati membri dovrebbero garantire che siano rese pubbliche le informazioni riguardanti le autorità amministrative che esercitano la vigilanza o il controllo sui professionisti nel settore della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda possibilità.

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Considerando 42

Testo della Commissione

Emendamento

42.  È importante raccogliere dati affidabili sui risultati delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti al fine di monitorare l'attuazione e l'applicazione della presente direttiva. Gli Stati membri dovrebbero pertanto raccogliere e aggregare dati sufficientemente granulari da consentire una valutazione accurata del funzionamento pratico della direttiva.

42.  È importante raccogliere dati affidabili sui risultati delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti al fine di monitorare l'attuazione e l'applicazione della presente direttiva. Gli Stati membri dovrebbero pertanto adoperarsi maggiormente per raccogliere, aggregare e fornire tali dati alla Commissione. I dati dovrebbero essere sufficientemente granulari da consentire una valutazione accurata del funzionamento pratico della direttiva.

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Considerando 46 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(46 bis)  I lavoratori non dovrebbero sostenere l'onere delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti, e i debiti nei loro confronti, come i salari non corrisposti, dovrebbero sempre essere saldati in primo luogo. Al fine di garantire la continuità della produzione e dell'occupazione e di contrastare meglio le pratiche tattiche o fraudolente della dirigenza, i lavoratori dovrebbero inoltre essere informati e consultati nella fase iniziale delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti.

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Considerando 47 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(47 bis)  È opportuno procedere a un ulteriore esame al fine di valutare la necessità di presentare proposte legislative che trattino l'insolvenza che colpisce persone che non esercitano un'attività commerciale, industriale, artigianale o professionale comparabile a quella di un datore di lavoro e che, in quanto consumatori o utenti di beni o di servizi pubblici o privati, sono, in buona fede, temporaneamente o permanentemente incapaci di pagare i debiti in scadenza. Dette proposte legislative dovrebbero prevedere che l'accesso ai beni e servizi di base sia garantito a queste persone onde assicurare loro condizioni di vita dignitose.

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  procedure di ristrutturazione preventiva per il debitore che versa in difficoltà finanziarie e per il quale sussiste una probabilità di insolvenza;

(a)  procedure rapide di ristrutturazione preventiva per il debitore che versa in difficoltà finanziarie e per il quale sussistono una probabilità di insolvenza e un'effettiva possibilità di evitare che l'impresa sia sottoposta a procedure di insolvenza;

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  procedure che conducono alla liberazione dai debiti contratti dall'imprenditore sovraindebitato e che consentono a quest'ultimo di accedere a una nuova attività;

(b)  procedure che conducono alla liberazione dai debiti contratti dall'imprenditore sovraindebitato dopo che è stato sottoposto a una procedura di insolvenza, e che consentono a quest'ultimo di accedere a una nuova attività;

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  "procedura di insolvenza": una procedura concorsuale per insolvenza che comporta lo spossessamento parziale o totale del debitore e la nomina di un curatore;

(1)  "procedura di insolvenza": una procedura concorsuale per insolvenza che comporta lo spossessamento parziale o totale del debitore e la nomina di un amministratore delle procedure di insolvenza;

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis)  "probabilità di insolvenza": una situazione in cui il debitore non è insolvente in base al diritto nazionale, ma in cui pesa una reale e seria minaccia sulla sua capacità futura di pagare i debiti in scadenza;

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  "contratto ineseguito": un contratto tra il debitore e uno o più creditori ai sensi del quale entrambe le parti hanno ancora obblighi da adempiere nel momento in cui è ordinata la sospensione delle azioni esecutive individuali;

(5)  "contratto ineseguito essenziale": un contratto tra il debitore e uno o più creditori ai sensi del quale entrambe le parti hanno ancora obblighi da adempiere nel momento in cui è ordinata la sospensione delle azioni esecutive individuali e che risulta necessario per il proseguimento della gestione corrente dell'impresa, incluse le forniture per le quali una sospensione delle consegne comporterebbe la paralisi dell'impresa stessa;

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  "formazione delle classi": il raggruppamento all'interno del piano di ristrutturazione dei creditori e dei detentori di strumenti di capitale interessati in funzione dei diritti e del rango dei crediti e degli interessi, tenuto conto degli eventuali diritti, pegni o accordi tra creditori preesistenti, e il loro trattamento nell'ambito del piano di ristrutturazione;

(6)  "formazione delle classi": il raggruppamento all'interno del piano di ristrutturazione dei creditori e dei detentori di strumenti di capitale interessati in funzione dei diritti e del rango dei crediti e degli interessi, tenuto conto degli eventuali diritti, pegni o accordi tra creditori preesistenti, e il loro trattamento nell'ambito del piano di ristrutturazione; ai fini dell'adozione del piano di ristrutturazione, i creditori sono suddivisi in classi di creditori diverse, conformemente alle disposizioni degli Stati membri, nelle quali, come minimo, i crediti garantiti e quelli chirografari sono trattati in classi distinte;

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  "ristrutturazione trasversale dei debiti": l'omologazione da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa del piano di ristrutturazione nonostante il dissenso di una o più classi interessate di creditori;

(8)  "ristrutturazione trasversale dei debiti": l'omologazione da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa del piano di ristrutturazione nonostante il dissenso di più classi interessate di creditori;

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  "nuovo finanziamento": qualsiasi nuovo finanziamento, fornito da un creditore esistente o da un nuovo creditore, necessario per attuare il piano di ristrutturazione, ivi concordato e successivamente approvato dall'autorità giudiziaria o amministrativa;

(11)  "nuovo finanziamento": qualsiasi nuovo finanziamento, compresa la concessione di credito, fornito da un creditore esistente o da un nuovo creditore, necessario per attuare il piano di ristrutturazione, ivi concordato e successivamente approvato dall'autorità giudiziaria o amministrativa;

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  "finanziamento temporaneo": qualsiasi finanziamento, fornito da un creditore esistente o da un nuovo creditore, ragionevolmente e immediatamente necessario affinché l'impresa del debitore continui a operare o sopravviva o mantenga o aumenti il suo valore in attesa dell'omologazione del piano di ristrutturazione;

(12)  "finanziamento temporaneo": qualsiasi finanziamento, compresa la concessione di credito, fornito da un creditore esistente o da un nuovo creditore, ragionevolmente e immediatamente necessario affinché l'impresa del debitore continui a operare o sopravviva o mantenga o aumenti il suo valore in attesa dell'omologazione del piano di ristrutturazione;

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  "imprenditore sovraindebitato": la persona fisica che esercita un'attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale, incapace per un periodo di tempo non temporaneo di pagare i debiti in scadenza;

(13)  "imprenditore sovraindebitato": la persona fisica che esercita un'attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale, incapace per un periodo di tempo non temporaneo di pagare i debiti in scadenza; vi rientra anche l'imprenditore che non è grado di pagare i debiti contratti come persona fisica ma collegati al finanziamento dell'avvio della sua attività imprenditoriale, nonché la persona la cui attività imprenditoriale è esclusivamente un'attività collaterale e i cui debiti professionali non possono essere ragionevolmente distinti dai debiti personali;

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  "liberazione integrale dai debiti": la cancellazione dei debiti insoluti in seguito a una procedura che prevede la realizzazione dell'attivo e/o un piano di rimborso/regolamento;

(14)  "liberazione integrale dai debiti": la cancellazione dei debiti insoluti in seguito a una procedura di insolvenza;

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 15 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  "professionista nel campo della ristrutturazione": la persona o l'organo nominato dall'autorità giudiziaria o amministrativa per svolgere uno o più dei seguenti compiti:

(15)  "professionista nel campo della ristrutturazione": la persona o l'organo che in base al diritto nazionale è in possesso delle qualifiche per svolgere uno o più dei seguenti compiti:

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 15 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  assistere il debitore o i creditori nel redigere o negoziare il piano di ristrutturazione;

(a)  assistere il debitore o i creditori nel redigere o negoziare il piano di ristrutturazione o il piano di trasferimento delle parti dell'impresa che sono economicamente sostenibili;

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis)  "piano di rimborso": un programma di pagamenti di importi determinati, effettuati a scadenze specifiche da un debitore a favore dei creditori nel quadro di un piano di ristrutturazione;

Emendamento    55

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 15 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 ter)  "economicamente sostenibile": in grado di fornire un adeguato rendimento del capitale investito dopo avere coperto la totalità dei costi, compresi l'ammortamento e gli oneri finanziari.

Emendamento    56

Proposta di direttiva

Articolo 3

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 3

Articolo 3

Allerta

Allerta e accesso alle informazioni

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i debitori e gli imprenditori abbiano accesso a strumenti di allerta in grado di individuare un andamento degenerativo dell'impresa e segnalare al debitore o all'imprenditore la necessità di agire con urgenza.

1.  Gli Stati membri predispongono strumenti di allerta chiari e trasparenti in grado di individuare un andamento degenerativo dell'impresa e di segnalare al debitore, all'imprenditore o al rappresentante dei lavoratori la necessità di agire con urgenza, e provvedono a garantirvi l'accesso. A tale proposito gli Stati membri possono avvalersi delle nuove tecnologie informatiche per le notifiche e le comunicazioni online.

 

1 bis. Gli strumenti di allerta possono includere quanto segue:

 

(a) obblighi di contabilità e monitoraggio in capo al debitore o ai dirigenti del debitore;

 

(b) obblighi di segnalazione nell'ambito dei contratti di prestito; e

 

(c) obblighi di segnalazione o informazione periodica in capo a terzi quali i contabili, le autorità fiscali e di sicurezza sociale o taluni tipi di creditori, come le banche.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché i debitori e gli imprenditori abbiano accesso a informazioni pertinenti, aggiornate, chiare, concise e di facile consultazione sulla disponibilità di strumenti di allerta e di qualsiasi mezzo per ristrutturarsi in una fase precoce o ottenere la liberazione dai debiti personali.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché i debitori, gli imprenditori e i rappresentanti dei lavoratori abbiano accesso a informazioni pertinenti, aggiornate, chiare, concise e di facile consultazione sulla disponibilità di strumenti di allerta e di qualsiasi mezzo per ristrutturarsi in una fase precoce o ottenere la liberazione dai debiti personali.

 

2 bis. Gli Stati membri rendono pubblicamente disponibili su un apposito sito web di facile consultazione le modalità in base alle quali debitori e imprenditori possono accedere agli strumenti di allerta nel loro Stato membro. Gli Stati membri provvedono affinché a tali informazioni abbiano accesso, in particolare, le piccole e medie imprese.

 

2 ter. Gli Stati membri provvedono affinché i rappresentanti dei lavoratori abbiano accesso a informazioni pertinenti e aggiornate sulla situazione dell'impresa e possano comunicare ai debitori e agli imprenditori i propri timori circa la situazione dell'impresa e la necessità di valutare il ricorso a meccanismi di ristrutturazione.

3.  Gli Stati membri possono limitare l'accesso di cui ai paragrafi 1 e 2 alle piccole e medie imprese o agli imprenditori.

 

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Articolo 4

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 4

Articolo 4

Disponibilità di quadri di ristrutturazione preventiva

Disponibilità di quadri di ristrutturazione preventiva

1.  Gli Stati membri provvedono affinché, qualora sussista una probabilità di insolvenza, il debitore in difficoltà finanziarie abbia accesso a un efficace quadro di ristrutturazione preventiva che gli consenta di ristrutturare i debiti o l'impresa, ripristinare la sostenibilità economica ed evitare l'insolvenza.

1. Gli Stati membri provvedono affinché, qualora sussista una probabilità di insolvenza, il debitore in difficoltà finanziarie abbia accesso a un efficace quadro di ristrutturazione preventiva che gli consenta di ristrutturare i debiti o l'impresa, ripristinare la sostenibilità economica ed evitare l'insolvenza o trovare altre soluzioni per evitare l'insolvenza, salvaguardando in questo modo i posti di lavoro e preservando l'attività imprenditoriale.

 

1 bis. Gli Stati membri possono prevedere che l'accesso alle procedure di ristrutturazione sia limitato alle imprese non ancora condannate in via definitiva per gravi violazioni degli obblighi di contabilità e tenuta dei libri a norma del diritto nazionale.

2.  Il quadro di ristrutturazione preventiva può consistere in una o più procedure o misure.

2.  Il quadro di ristrutturazione preventiva può consistere in una o più procedure o misure stragiudiziali o disposte dall'autorità amministrativa o giudiziaria.

3.  Gli Stati membri limitano la partecipazione dell'autorità giudiziaria o amministrativa ai casi in cui è necessaria e proporzionata alla salvaguardia dei diritti delle parti interessate.

3. Gli Stati membri possono limitare la partecipazione dell'autorità giudiziaria o amministrativa ai casi in cui è necessaria e proporzionata, garantendo nel contempo la salvaguardia dei diritti delle parti interessate.

4.  Il quadro di ristrutturazione preventiva è disponibile su richiesta del debitore o dei creditori con l'accordo del debitore.

4. Il quadro di ristrutturazione preventiva è disponibile su richiesta del debitore.

 

4 bis. Gli Stati membri possono altresì prevedere che il quadro di ristrutturazione sia disponibile su richiesta dei creditori e dei rappresentanti dei lavoratori, con l'accordo del debitore.

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Articolo 5

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 5

Articolo 5

Debitore non spossessato

Debitore non spossessato

1.   Gli Stati membri provvedono affinché il debitore che accede alle procedure di ristrutturazione preventiva mantenga il controllo totale o almeno parziale dei suoi attivi e della gestione corrente dell'impresa.

1  Gli Stati membri provvedono affinché il debitore che accede alle procedure di ristrutturazione preventiva mantenga il controllo totale o almeno parziale dei suoi attivi e della gestione corrente dell'impresa.

2.  La nomina da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa di un professionista nel campo della ristrutturazione non è sempre obbligatoria.

2.  A prescindere dalla sua obbligatorietà o meno, la vigilanza sulla procedura di ristrutturazione da parte di un professionista nel campo della ristrutturazione è comunque soggetta al diritto nazionale al fine di salvaguardare gli interessi di tutte le parti interessate.

3.  Gli Stati membri possono imporre la nomina di un professionista nel campo della ristrutturazione nei seguenti casi:

3.  Gli Stati membri impongono la nomina di un professionista nel campo della ristrutturazione quanto meno nei seguenti casi:

(a)  quando al debitore è concessa la sospensione generale delle azioni esecutive individuali in conformità dell'articolo 6;

(a)  quando al debitore è concessa la sospensione delle azioni esecutive in conformità dell'articolo 6;

(b)  quando il piano di ristrutturazione deve essere omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa mediante ristrutturazione trasversale dei debiti conformemente all'articolo 11.

(b)  quando il piano di ristrutturazione deve essere omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa mediante ristrutturazione trasversale dei debiti conformemente all'articolo 11.

 

(b bis)  quando è richiesta dal debitore o dalla maggioranza dei creditori.

 

3 bis.  Gli Stati membri provvedono affinché i rappresentanti dei dipendenti del debitore ricevano informazioni chiare e trasparenti sulla procedura di ristrutturazione e siano periodicamente informati in merito a qualsiasi evoluzione al riguardo.

Emendamento    59

Proposta di direttiva

Articolo 6

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 6

Articolo 6

Sospensione delle azioni esecutive individuali

Sospensione delle azioni esecutive individuali

1.  Gli Stati membri provvedono affinché il debitore che sta negoziando un piano di ristrutturazione con i creditori possa beneficiare della sospensione delle azioni esecutive individuali se e nella misura in cui è necessario per agevolare le trattative sul piano di ristrutturazione.

1.  Ove non sia ancora sorto l'obbligo per il debitore di presentare istanza di insolvenza, gli Stati membri provvedono affinché il debitore che sta negoziando un piano di ristrutturazione con i creditori possa beneficiare della sospensione delle azioni esecutive individuali se e nella misura in cui è necessario per agevolare le trattative sul piano di ristrutturazione, a condizione che sussista una probabilità di evitare che l'impresa sia sottoposta a procedure di insolvenza.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché la sospensione delle azioni esecutive individuali possa essere ordinata per tutti i tipi di creditori, compresi i titolari di garanzia o privilegio. La sospensione può essere generale, ossia riguardare tutti i creditori, o limitata, ossia riguardare uno o più singoli creditori, conformemente alla legislazione nazionale.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché la sospensione delle azioni esecutive individuali possa essere ordinata per tutti i tipi di creditori, compresi i titolari di garanzia o privilegio, a condizione che il debitore includa tali creditori nelle trattative sul piano di ristrutturazione. La sospensione può essere generale, ossia riguardare tutti i creditori, o limitata, ossia riguardare uno o più singoli creditori, conformemente alla legislazione nazionale.

3.  Il paragrafo 2 non si applica ai diritti non pagati dei lavoratori, tranne se e nella misura in cui gli Stati membri assicurano con altri mezzi che il pagamento di tali diritti sia garantito con un livello di tutela almeno equivalente a quella prevista dalla normativa nazionale di attuazione della direttiva 2008/94/CE.

3.  Il paragrafo 2 non si applica ai diritti non pagati dei lavoratori, tranne se e nella misura in cui gli Stati membri assicurano con altri mezzi che il pagamento di tali diritti sia garantito con un livello di tutela analogo. .

4.  Gli Stati membri limitano la durata della sospensione delle azioni esecutive individuali a un massimo di quattro mesi.

4.  La durata della sospensione delle azioni esecutive individuali è limitata a un massimo di quattro mesi.

5.  Gli Stati membri possono nondimeno autorizzare l'autorità giudiziaria o amministrativa a prorogare la durata iniziale della sospensione delle azioni esecutive individuali o a concedere una nuova sospensione delle medesime su richiesta del debitore o dei creditori. La proroga o il rinnovo della sospensione delle azioni esecutive individuali è concesso solo se risulta chiaramente che:

5.  Gli Stati membri possono nondimeno autorizzare l'autorità giudiziaria o amministrativa a prorogare la durata iniziale della sospensione delle azioni esecutive individuali o a concedere una nuova sospensione delle medesime su richiesta del debitore o dei creditori. Gli Stati membri stabiliscono le condizioni per la proroga o il rinnovo della sospensione. La proroga o il rinnovo della sospensione delle azioni esecutive individuali sono concessi solo se risulta chiaramente che:

 

(-a)  i creditori garantiti interessati dal piano hanno accettato la proroga o il rinnovo della sospensione, e

(a)  sono stati compiuti progressi significativi nelle trattative sul piano di ristrutturazione, e

(a)  sono stati compiuti progressi significativi nelle trattative sul piano di ristrutturazione, e

(b)  la continuazione della sospensione delle azioni esecutive individuali non pregiudica ingiustamente i diritti o gli interessi delle parti interessate.

(b)  la continuazione della sospensione delle azioni esecutive individuali non pregiudica ingiustamente i diritti o gli interessi delle parti interessate, e

 

(b bis)  non è ancora sorto l'obbligo per il debitore di presentare istanza di insolvenza ai sensi del diritto nazionale.

6.  L'ulteriore proroga è concessa solo se sussistono le condizioni di cui al paragrafo 5, lettere a) e b), e le circostanze del caso indicano che con molta probabilità il piano di ristrutturazione sarà adottato.

6.  L'ulteriore proroga è concessa solo se sussistono le condizioni di cui al paragrafo 5, lettere a), b) e b bis), e le circostanze del caso indicano che con molta probabilità il piano di ristrutturazione sarà adottato.

7.  La durata totale della sospensione delle azioni esecutive individuali, incluse le proroghe e i rinnovi, non supera i dodici mesi.

7.  La durata totale della sospensione delle azioni esecutive individuali, incluse le proroghe e i rinnovi, non supera i dieci mesi. La durata totale della sospensione è limitata a due mesi se la sede sociale dell'impresa è stata trasferita in un altro Stato membro nei tre mesi precedenti la presentazione della domanda di apertura della procedura di ristrutturazione.

8.  Gli Stati membri provvedono affinché l'autorità giudiziaria o amministrativa possa revocare la sospensione delle azioni esecutive individuali, in tutto o in parte:

8.  Gli Stati membri provvedono affinché l'autorità giudiziaria o amministrativa possa decidere di non concedere la sospensione delle azioni esecutive individuali o possa revocare la sospensione delle azioni esecutive individuali, in tutto o in parte:

(a)  se risulta evidente che una parte di creditori che ai sensi del diritto nazionale può bloccare l'adozione del piano di ristrutturazione non appoggia la continuazione delle trattative, o

(a)  se risulta evidente che una parte di creditori che ai sensi del diritto nazionale può bloccare l'adozione del piano di ristrutturazione non appoggia la continuazione delle trattative, o

(b)  su richiesta del debitore o del professionista nel campo della ristrutturazione.

(b)  su richiesta del debitore o del professionista nel campo della ristrutturazione, oppure della maggioranza dei creditori interessati, o

 

(b bis)  se un singolo creditore o una singola classe di creditori è o sarebbe ingiustamente pregiudicato dalla sospensione delle azioni esecutive individuali, o

 

(b ter) se un creditore vulnerabile incontrerebbe difficoltà economiche considerevoli.

9.  Gli Stati membri provvedono affinché, quando un singolo creditore o una singola classe di creditori è o sarebbe ingiustamente pregiudicato dalla sospensione delle azioni esecutive individuali, l'autorità giudiziaria o amministrativa possa decidere, su richiesta dei creditori in questione e nei loro confronti, di non concedere la sospensione delle azioni esecutive individuali o di revocare la sospensione già concessa.

 

Emendamento    60

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La sospensione generale impedisce l'apertura delle procedure di insolvenza su richiesta di uno o più creditori.

soppresso

Emendamento    61

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri possono derogare al paragrafo 1 qualora durante il periodo di sospensione il debitore entri in crisi di liquidità e sia pertanto incapace di pagare i debiti in scadenza. In tal caso, gli Stati membri provvedono a che le procedure di ristrutturazione non si estinguano automaticamente e che, previo esame delle prospettive di raggiungimento di un accordo sul piano di ristrutturazione durante il periodo di sospensione, l'autorità giudiziaria o amministrativa possa decidere di differire l'apertura della procedura di insolvenza e di mantenere il beneficio della sospensione delle azioni esecutive individuali.

3.  Gli Stati membri possono derogare al paragrafo 1 qualora durante il periodo di sospensione il debitore entri in crisi di liquidità e sia pertanto incapace di pagare i debiti in scadenza. In tal caso, gli Stati membri provvedono a che le procedure di ristrutturazione non si estinguano automaticamente e che, previo esame delle prospettive di raggiungimento di un accordo sul piano di ristrutturazione o su un trasferimento delle attività economicamente sostenibili durante il periodo di sospensione, l'autorità giudiziaria o amministrativa possa decidere di differire l'apertura della procedura di insolvenza e di mantenere il beneficio della sospensione delle azioni esecutive individuali.

Emendamento    62

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri garantiscono che, durante il periodo di sospensione, i creditori cui si applica la sospensione non possano rifiutare l'adempimento dei contratti ineseguiti né risolverli, anticiparne la scadenza o modificarli in altro modo a danno del debitore in relazione ai crediti sorti prima della sospensione. Gli Stati membri possono limitare l'applicazione di tale disposizione ai contratti essenziali che sono necessari per continuare la gestione corrente dell'impresa.

4.  Gli Stati membri garantiscono che, durante il periodo di sospensione, i creditori cui si applica la sospensione non possano rifiutare l'adempimento dei contratti essenziali ineseguiti né risolverli, anticiparne la scadenza o modificarli in altro modo a danno del debitore in relazione ai crediti sorti prima della sospensione, a condizione che ciò non comporti gravi difficoltà finanziarie per i creditori. Ai fini del presente paragrafo, un contratto ineseguito è essenziale quando è necessario per continuare la gestione corrente dell'impresa, incluse tutte le forniture la cui interruzione comporterebbe la paralisi dell'attività dell'impresa.

Emendamento    63

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Gli Stati membri provvedono affinché i creditori non possano rifiutare l'adempimento dei contratti ineseguiti risolverli, anticiparne la scadenza o modificarli in altro modo a danno del debitore in forza di una clausola contrattuale che prevede tali misure, in ragione esclusivamente dell'avvio delle trattative di ristrutturazione da parte del debitore, di una richiesta di sospensione delle azioni esecutive individuali, dell'ordine di sospensione in quanto tale o di qualsiasi analoga circostanza connessa alla sospensione.

(5)  Gli Stati membri possono disporre che ai creditori sia vietato rifiutare l'adempimento dei contratti ineseguiti o risolverli, anticiparne la scadenza o modificarli in altro modo a danno del debitore in forza di una clausola contrattuale che prevede tali misure, in ragione esclusivamente dell'avvio delle trattative di ristrutturazione da parte del debitore, di una richiesta di sospensione delle azioni esecutive individuali, dell'ordine di sospensione in quanto tale o di qualsiasi analoga circostanza connessa alla sospensione, salvo il caso in cui siano interessati dalla sospensione e possano dimostrare che essa arrecherebbe loro svantaggi considerevoli.

Emendamento    64

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Gli Stati membri provvedono affinché nulla impedisca al debitore di pagare nell'ambito dell'attività ordinaria i crediti eseguibili o esigibili dei creditori non interessati e dei creditori interessati che sorgono dopo la concessione della sospensione e che continuano a sorgere durante il periodo di sospensione.

soppresso

Emendamento    65

Proposta di direttiva

Articolo 8

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 8

Articolo 8

Contenuto del piano di ristrutturazione

Contenuto del piano di ristrutturazione

1.  Gli Stati membri dispongono che il piano di ristrutturazione presentato per l'omologazione dell'autorità giudiziaria o amministrativa contenga almeno le seguenti informazioni:

1.  Gli Stati membri dispongono che il piano di ristrutturazione sia omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa e provvedono affinché sia sottoposto per informazione e consultazione ai rappresentanti dei lavoratori. Il piano contiene almeno le seguenti informazioni:

(a)  l'identità del debitore o dell'impresa del debitore per cui si propone il piano di ristrutturazione;

(a)  l'identità del debitore o dell'impresa del debitore per cui si propone il piano di ristrutturazione;

(b)  una valutazione del valore corrente del debitore o dell'impresa del debitore e una dichiarazione motivata sulle cause e sull'entità delle difficoltà finanziarie del debitore;

(b)  una valutazione, al momento della presentazione del piano ai fini della sua omologazione, del valore di mercato del debitore o dell'impresa del debitore, comprensiva di una valutazione degli obblighi finanziari e dei flussi finanziari nel periodo corrispondente alla durata del piano di ristrutturazione, nonché una valutazione del valore di liquidazione atteso del debitore o dell'impresa del debitore, il tutto elaborato da un esperto giudiziario, e una dichiarazione motivata sulle cause e sull'entità delle difficoltà finanziarie del debitore, ivi compresa una descrizione dell'attivo e dei debiti;

(c)  l'identità delle parti interessate, denominate individualmente o descritte facendo riferimento a una o più categorie di debiti, e i relativi crediti o interessi coperti dal piano di ristrutturazione;

(c)  l'identità delle parti interessate, denominate individualmente o descritte facendo riferimento a una o più categorie di debiti, e i relativi crediti o interessi coperti dal piano di ristrutturazione;

(d)  le classi in cui le parti interessate sono state suddivise ai fini dell'adozione del piano, la logica della suddivisione e informazioni sui valori rispettivi dei creditori e dei membri di ciascuna classe;

(d)  le classi in cui le parti interessate sono state suddivise sulla base di criteri oggettivi ai fini dell'adozione del piano, la logica della suddivisione e informazioni sui valori rispettivi dei creditori e dei membri di ciascuna classe;

(e)  l'identità delle parti non interessate, denominate individualmente o descritte facendo riferimento a una o più categorie di debiti, e una dichiarazione dei motivi per cui non si propone di includerle nel piano;

(e)  l'identità delle parti non interessate, denominate individualmente o descritte facendo riferimento a una o più categorie di debiti, e una dichiarazione dei motivi per cui non si propone di includerle nel piano;

 

(e bis)  l'identità del professionista nel campo della ristrutturazione, se del caso;

(f)  i termini del piano, tra cui, non esaustivamente:

(f)  i termini del piano, tra cui, non esaustivamente:

i)  la durata proposta,

i)  la durata proposta,

ii)  qualsiasi proposta di rinuncia dei crediti o rinegoziazione dei debiti o loro conversione in altre forme di obblighi;

ii)  qualsiasi proposta di rinuncia dei crediti o rinegoziazione dei debiti o loro conversione in altre forme di obblighi;

 

ii bis)  qualsiasi proposta di sospensione di azioni esecutive individuali nel quadro del piano di ristrutturazione;

 

ii ter)  le modalità di informazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori in conformità del diritto unionale e nazionale;

 

ii quater)  gli aspetti organizzativi inerenti alle conseguenze per l'occupazione, come licenziamenti, disoccupazione parziale e simili;

(g)  un parere o una dichiarazione motivata della persona competente a proporre il piano di ristrutturazione indicante il motivo per cui l'impresa è economicamente sostenibile, il modo in cui l'attuazione del piano dovrebbe consentire al debitore di evitare l'insolvenza e di ripristinarne la sostenibilità economica a lungo termine e le necessarie condizioni preliminari previste per il successo del piano.

(g)  un parere o una dichiarazione motivata della persona competente a proporre il piano di ristrutturazione indicante il motivo per cui l'impresa è economicamente sostenibile, il modo in cui l'attuazione del piano dovrebbe consentire al debitore di evitare l'insolvenza e di ripristinarne la sostenibilità economica a lungo termine e le necessarie condizioni preliminari previste per il successo del piano. Gli Stati membri possono prevedere che il parare o la dichiarazioni motivata siano convalidati da un esperto esterno, quale un professionista nel campo della ristrutturazione.

 

1 bis.  Gli Stati membri possono stabilire se i creditori siano abilitati a proporre un piano di ristrutturazione alternativo. Lo Stato membro che decida in tal senso definisce le condizioni alle quali i creditori sono abilitati a proporre un piano di ristrutturazione alternativo.

2.  Gli Stati membri mettono a disposizione un modello online di piano di ristrutturazione. Tale modello contiene almeno le informazioni richieste dalla normativa nazionale e informazioni generali pratiche sulle modalità d'uso. Il modello è messo a disposizione nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro. Gli Stati membri si adoperano per rendere disponibile il modello anche in altre lingue, in particolare quelle utilizzate nel mondo degli affari a livello internazionale. Il modello è elaborato in modo tale da poter essere adattato alle esigenze e alle circostanze di ciascun caso.

2.  Gli Stati membri forniscono una lista di controllo per i piani di ristrutturazione che è disponibile online. Tale lista di controllo contiene almeno le informazioni richieste dalla normativa nazionale e informazioni generali pratiche sulle procedure di ristrutturazione disponibili nello Stato membro. La lista è messa a disposizione nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro. Gli Stati membri si adoperano per renderla disponibile anche in altre lingue, in particolare quelle utilizzate nel mondo degli affari a livello internazionale. La lista è elaborata in modo tale da poter essere adattata alle esigenze e alle circostanze di ciascun caso.

3.  Le parti possono scegliere se usare il modello di piano di ristrutturazione.

 

 

3 bis.  Gli Stati membri provvedono affinché i piani di ristrutturazione non incidano sui diritti e sui crediti dei lavoratori, fatto salvo l'articolo 6, paragrafo 3, della presente direttiva. Gli Stati membri provvedono altresì affinché i piani di ristrutturazione non abbiano alcun impatto sui fondi o i regimi pensionistici professionali.

Emendamento    66

Proposta di direttiva

Articolo 9

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 9

Articolo 9

Adozione del piano di ristrutturazione

Adozione del piano di ristrutturazione

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i creditori interessati abbiano diritto di voto sull'adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri possono concedere tali diritti di voto anche ai detentori di strumenti di capitale interessati, conformemente all'articolo 12, paragrafo 2.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i creditori interessati, inclusi i lavoratori, abbiano diritto di voto sull'adozione del piano di ristrutturazione dopo essere stati debitamente informati circa la procedura e le sue potenziali conseguenze. Gli Stati membri possono concedere tali diritti di voto anche ai detentori di strumenti di capitale interessati, conformemente all'articolo 12, paragrafo 2. I creditori che non sono interessati dal piano di ristrutturazione non hanno diritto di volo sull'adozione del piano.

 

1 bis.  Gli Stati membri provvedono affinché, qualora il piano comprenda misure che determinano modifiche nell'organizzazione del lavoro o dei contratti di lavoro, tali modifiche siano avallate dai lavoratori, se il diritto e la prassi nazionale lo prevedono.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché le parti interessate siano trattate in classi distinte che rispecchiano i criteri di formazione delle classi. Le classi sono formate in modo tale che ciascuna comprenda crediti o interessi con diritti sufficientemente simili da considerarne i membri un gruppo omogeneo con comunanza di interessi. Come minimo, i crediti garantiti e quelli chirografari sono trattati in classi distinte ai fini dell'adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri possono prevedere che i lavoratori siano trattati in una specifica classe distinta.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché le parti interessate siano trattate in classi distinte che rispecchiano i criteri di formazione delle classi a norma del diritto nazionale. Le classi sono formate in modo tale che ciascuna comprenda crediti o interessi con diritti sufficientemente simili da considerarne i membri un gruppo omogeneo con comunanza di interessi. Come minimo, i crediti garantiti e quelli chirografari sono trattati in classi distinte ai fini dell'adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri prevedono altresì che i lavoratori, se interessati dal piano, siano trattati in una specifica classe distinta. Gli Stati membri possono inoltre prevedere che i detentori di strumenti di capitale siano trattati in una specifica classe distinta.

3.  La formazione delle classi è esaminata dall'autorità giudiziaria o amministrativa quando è presentata la domanda di omologazione del piano di ristrutturazione.

3.  I diritti di voto e la formazione delle classi sono esaminati dall'autorità giudiziaria o amministrativa quando è presentata la domanda di omologazione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri possono prevedere che i diritti di voto e la formazione delle classi siano esaminati dall'autorità giudiziaria o amministrativa in una fase anteriore.

4.  Il piano di ristrutturazione si considera adottato dalle parti interessate purché in ciascuna classe sia ottenuta la maggioranza dell'importo dei crediti o degli interessi. Le maggioranze richieste per l'adozione del piano di ristrutturazione sono stabilite dagli Stati membri e in ogni caso non sono superiori al 75% dell'importo dei crediti o degli interessi di ciascuna classe.

4.  Il piano di ristrutturazione si considera adottato dalle parti interessate purché in ciascuna classe sia ottenuta la maggioranza dell'importo dei crediti o degli interessi e sia raggiunta la maggioranza dei creditori. Le maggioranze richieste per l'adozione del piano di ristrutturazione sono stabilite dagli Stati membri.

5.  Gli Stati membri possono stabilire che la votazione per l'adozione del piano di ristrutturazione assuma la forma di una consultazione e accordo della maggioranza richiesta di parti interessate di ciascuna classe.

5.  Gli Stati membri possono stabilire che la votazione per l'adozione del piano di ristrutturazione assuma la forma di una consultazione e accordo della maggioranza richiesta di parti interessate di ciascuna classe.

6.  Qualora in una o più classi di voto dissenzienti non sia raggiunta la maggioranza necessaria, il piano può comunque essere omologato se rispetta i requisiti per la ristrutturazione trasversale dei debiti di cui all'articolo 11.

6.  Qualora in una o più classi di voto dissenzienti non sia raggiunta la maggioranza necessaria, il piano può comunque essere omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa se rispetta i requisiti per la ristrutturazione trasversale dei debiti di cui all'articolo 11.

Emendamento    67

Proposta di direttiva

Articolo 10

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 10

Articolo 10

Omologazione del piano di ristrutturazione

Omologazione del piano di ristrutturazione

1.  Gli Stati membri dispongono affinché i seguenti piani di ristrutturazione possano vincolare le parti solo se sono omologati dall'autorità giudiziaria o amministrativa:

1.  Gli Stati membri dispongono affinché i seguenti piani di ristrutturazione possano vincolare le parti solo se sono omologati dall'autorità giudiziaria o amministrativa:

(a)  piano di ristrutturazione che incide sugli interessi delle parti interessate dissenzienti;

(a)  piano di ristrutturazione che incide sugli interessi delle parti interessate dissenzienti;

(b)  piano di ristrutturazione che prevede nuovi finanziamenti.

(b)  piano di ristrutturazione che prevede nuovi finanziamenti;

 

(b bis)  piano di ristrutturazione che comporta la perdita di più del 25 % della forza lavoro.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché le condizioni per l'omologazione del piano di ristrutturazione da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa siano specificate chiaramente e prevedano almeno che:

2.  Gli Stati membri provvedono affinché le condizioni per l'omologazione del piano di ristrutturazione da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa siano specificate chiaramente nel diritto nazionale e prevedano almeno che:

(a)  il piano di ristrutturazione sia stato adottato in conformità dell'articolo 9 e sia stato notificato a tutti i creditori noti su cui potrebbe incidere;

(a)  il piano di ristrutturazione sia stato adottato nel rispetto dei requisiti di cui all'articolo 9 e sia stato notificato a tutti i creditori noti su cui potrebbe incidere;

(b)  il piano di ristrutturazione superi la prova dell'interesse superiore del creditore;

(b)  il piano di ristrutturazione superi la prova dell'interesse superiore del creditore;

(c)  qualsiasi nuovo finanziamento sia necessario per attuare il piano di ristrutturazione e non pregiudichi ingiustamente gli interessi dei creditori.

(c)  qualsiasi nuovo finanziamento sia necessario e proporzionato per attuare il piano di ristrutturazione;

 

(c bis)  i rappresentanti dei lavoratori siano stati informati e consultati.

3.  Gli Stati membri assicurano che l'autorità giudiziaria o amministrativa possa rifiutare l'omologazione del piano di ristrutturazione che non ha prospettive ragionevoli di impedire l'insolvenza del debitore e di garantire la sostenibilità economica dell'impresa.

3.  Gli Stati membri assicurano che l'autorità giudiziaria o amministrativa rifiuti l'omologazione del piano di ristrutturazione che non ha prospettive ragionevoli di impedire l'insolvenza del debitore e di garantire la sostenibilità economica dell'impresa.

4.  Gli Stati membri provvedono a che, nei casi in cui l'autorità giudiziaria o amministrativa è tenuta a omologare il piano di ristrutturazione per renderlo vincolante, la decisione sia adottata senza indugio dopo la presentazione della domanda di omologazione e in ogni caso non oltre 30 giorni da tale presentazione.

4.  Gli Stati membri provvedono a che, nei casi in cui l'autorità giudiziaria o amministrativa è tenuta a omologare il piano di ristrutturazione per renderlo vincolante, la decisione sia adottata in tempi ragionevoli e senza indebiti ritardi dopo la presentazione della domanda di omologazione.

Emendamento    68

Proposta di direttiva

Articolo 11

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 11

Articolo 11

Ristrutturazione trasversale dei debiti

Ristrutturazione trasversale dei debiti

1.  Gli Stati membri provvedono affinché il piano di ristrutturazione che non è approvato da tutte le classi di parti interessate possa essere omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa, su proposta del debitore o di un creditore con l'accordo del debitore, e diventare vincolante per una o più classi dissenzienti se:

1.  Gli Stati membri provvedono affinché il piano di ristrutturazione che non è approvato da tutte le classi di parti interessate possa essere omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa, su proposta del debitore o, se contemplato dal diritto nazionale, di un creditore con l'accordo del debitore, e diventare vincolante per una o più classi dissenzienti se:

(a)  soddisfa le condizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 2;

(a)  soddisfa le condizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 2, garantendo, nel contempo, il rispetto di tutti i requisiti previsti dal diritto nazionale;

(b)  è stato approvato da almeno una classe di creditori interessati diversa da una classe di detentori di strumenti di capitale o altra classe che, in base a una valutazione dell'impresa, non riceverebbe alcun pagamento o altro corrispettivo se fosse applicato il normale grado di priorità di liquidazione;

(b)  è stato approvato dalla maggioranza delle classi di creditori interessati, fra le quali non rientra alcuna classe di detentori di strumenti di capitale o altra classe che, in base a una valutazione dell'impresa, non riceverebbe alcun pagamento o altro corrispettivo se fosse applicato il normale grado di priorità di liquidazione;

(c)  rispetta la regola della priorità assoluta.

(c)  rispetta la regola della priorità assoluta.

2.  Gli Stati membri possono cambiare il numero minimo di classi interessate necessario per l'approvazione del piano ai sensi del paragrafo 1, lettera b).

2.  Gli Stati membri possono aumentare il numero minimo di classi interessate necessario per l'approvazione del piano ai sensi del paragrafo 1, lettera b), a condizione che detto numero minimo rappresenti comunque la maggioranza della classi.

Emendamento    69

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché, qualora sussista una probabilità di insolvenza, gli azionisti e gli altri detentori di strumenti di capitale aventi interessi nel debitore non possano impedire irragionevolmente l'adozione o l'attuazione di un piano di ristrutturazione che ripristinerebbe la sostenibilità economica dell'impresa.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché, qualora sussista una probabilità di insolvenza, gli azionisti e gli altri detentori di strumenti di capitale aventi interessi nel debitore non possano impedire irragionevolmente o ostacolare l'adozione o l'attuazione di un piano di ristrutturazione che ripristinerebbe la sostenibilità economica dell'impresa.

Emendamento    70

Proposta di direttiva

Articolo 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 12 bis

 

Lavoratori

 

Gli Stati membri provvedono affinché i diritti dei lavoratori, ivi compresi i diritti enunciati nella presente direttiva, non siano compromessi dal processo di ristrutturazione, e garantiscono una vigilanza indipendente sulla conformità alla pertinente legislazione unionale e nazionale. Tali diritti comprendono in particolare:

 

(1)  il diritto alla negoziazione collettiva e all'azione industriale; e

 

(2)  il diritto all'informazione e alla consultazione, compreso in particolare il diritto di accesso alle informazioni relative a qualsiasi procedura che potrebbe avere ripercussioni sull'occupazione e/o sulla capacità dei lavoratori di recuperare i loro salari e qualsiasi pagamento futuro, incluse le pensioni professionali.

 

Gli Stati membri provvedono inoltre affinché i lavoratori siano sempre trattati come una classe privilegiata e garantita di creditori.

Emendamento    71

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Qualora il piano di ristrutturazione sia contestato per presunta violazione della prova dell'interesse superiore del creditore, l'autorità giudiziaria o amministrativa determina il valore di liquidazione.

1.  Qualora il piano di ristrutturazione o di cessione sia contestato per presunta violazione della prova dell'interesse superiore del creditore, l'autorità giudiziaria o amministrativa determina il valore di liquidazione.

Emendamento    72

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché il piano di ristrutturazione omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa sia vincolante per le parti ivi identificate.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché il piano di ristrutturazione omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa sia vincolante per tutte le parti ivi identificate.

Emendamento    73

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 4 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  omologare il piano e concedere un risarcimento pecuniario ai creditori dissenzienti, pagabile dal debitore o dai creditori che hanno votato a favore del piano.

(b)  omologare il piano e valutare la possibilità di concedere un risarcimento pecuniario ai creditori dissenzienti che subiscono un danno ingiustificato a causa del piano e, se del caso, disporre che tale risarcimento sia pagato dal debitore.

Emendamento    74

Proposta di direttiva

Articolo 17 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri possono esigere che per beneficiare della tutela di cui al paragrafo 1 le operazioni di cui al paragrafo 2, lettera e), siano approvate da un professionista nel campo della ristrutturazione o dall'autorità giudiziaria o amministrativa.

3.  Gli Stati membri esigono che per beneficiare della tutela di cui al paragrafo 1 le operazioni di cui al paragrafo 2, lettera e), siano approvate da un professionista nel campo della ristrutturazione o dall'autorità giudiziaria o amministrativa.

Emendamento    75

Proposta di direttiva

Articolo 18

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 18

Articolo 18

Obblighi dei dirigenti

Obblighi e doveri dei dirigenti

Gli Stati membri fissano disposizioni per garantire che, qualora sussista una probabilità di insolvenza, i dirigenti abbiano i seguenti obblighi:

1. Gli Stati membri fissano disposizioni per garantire che, qualora sussista una probabilità di insolvenza, i dirigenti e gli imprenditori abbiano i seguenti obblighi:

(a)  prendere misure immediate per ridurre al minimo le perdite per i creditori, i lavoratori, gli azionisti e le altre parti interessate;

(a)  prendere misure immediate per ridurre al minimo le perdite per i creditori, i lavoratori, gli azionisti e le altre parti interessate;

(b)  tenere debitamente conto degli interessi dei creditori e delle altre parti interessate;

(b)  tenere debitamente conto degli interessi dei creditori, dei lavoratori e delle altre parti interessate;

 

(b bis)  ottemperare a tutti i loro obblighi nei confronti dei creditori, dei lavoratori, delle altre parti interessate, dello Stato e delle sue emanazioni;

(c)  prendere misure ragionevoli per evitare l'insolvenza;

(c)  prendere misure ragionevoli per evitare l'insolvenza;

(d)  evitare condotte che, deliberatamente o per grave negligenza, mettono in pericolo la sostenibilità economica dell'impresa.

(d)  evitare condotte che, deliberatamente o per grave negligenza, mettono in pericolo la sostenibilità economica dell'impresa;

 

(d bis)  non ridurre intenzionalmente il valore dell'attivo netto della società.

 

2.  La mancata osservanza degli obblighi di cui sopra viene presa in considerazione nel determinare i termini e le condizioni per la liberazione dai debiti in conformità dell'articolo 22.

Emendamento    76

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché l'imprenditore sovraindebitato possa essere liberato integralmente dai debiti in conformità della presente direttiva.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché l'imprenditore sovraindebitato in buona fede possa essere liberato integralmente dai debiti in conformità della presente direttiva.

Emendamento    77

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  La liberazione integrale dai debiti si applica solo nel caso in cui l'imprenditore indebitato abbia ottemperato ai requisiti di cui all'articolo 18 della presente direttiva. Gli imprenditori che violano il diritto del lavoro o della concorrenza sono esclusi dalla liberazione integrale dai debiti.

Emendamento    78

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri offrono agli imprenditori che ottengono una seconda opportunità azioni di sostegno imprenditoriale e rigenerazione che contribuiranno al rilancio delle loro capacità imprenditoriali.

Emendamento    79

Proposta di direttiva

Articolo 20

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 20

Articolo 20

Termini per la liberazione dai debiti

Termini per la liberazione dai debiti

1.  Il periodo di tempo trascorso il quale l'imprenditore sovraindebitato può essere liberato integralmente dai debiti non può essere superiore a tre anni a decorrere:

1.  Il periodo di tempo trascorso il quale l'imprenditore sovraindebitato può essere per la prima volta liberato integralmente dai debiti non può essere superiore a cinque anni a decorrere:

(a)  nel caso di una procedura che si conclude con la liquidazione delle attività dell'imprenditore sovraindebitato, dalla data in cui l'autorità giudiziaria o amministrativa ha deciso sulla domanda di apertura di tale procedura; oppure

(a)  nel caso di una procedura che si conclude con la liquidazione delle attività dell'imprenditore sovraindebitato, dalla data in cui l'autorità giudiziaria o amministrativa ha deciso sulla domanda di apertura di tale procedura; oppure

(b)  nel caso di una procedura che comprende un piano di rimborso, dalla data in cui è iniziata l'attuazione del piano di rimborso.

(b)  nel caso di una procedura che comprende un piano di rimborso, dalla data in cui è iniziata l'attuazione del piano di rimborso.

2.  Gli Stati membri dispongono che alla scadenza dei termini per la liberazione dai debiti l'imprenditore sovraindebitato sia liberato dai debiti senza necessità di rivolgersi nuovamente all'autorità giudiziaria o amministrativa.

2.  Gli Stati membri dispongono che alla scadenza dei termini per la liberazione dai debiti l'imprenditore sovraindebitato sia liberato dai debiti.

 

2 bis.  Gli Stati membri possono prevedere termini più lunghi per la liberazione dai debiti nel caso di una seconda domanda di accesso alla procedura di liberazione dei debiti da parte di un imprenditore o di domande successive.

Emendamento    80

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  In deroga agli articoli 19, 20 e 21, gli Stati membri possono mantenere o introdurre disposizioni che limitano l'accesso alla liberazione dai debiti o che stabiliscono termini più lunghi per la liberazione integrale dai debiti o periodi di interdizione più lunghi in determinate circostanze ben definite e nei casi in cui tali limitazioni siano giustificate da un interesse generale, in particolare quando:

1.  In deroga agli articoli 19, 20 e 21, gli Stati membri mantengono o introducono disposizioni che limitano l'accesso alla liberazione dai debiti o che stabiliscono termini più lunghi per la liberazione integrale dai debiti o periodi di interdizione più lunghi in determinate circostanze ben definite e nei casi in cui tali limitazioni siano giustificate da un interesse generale, in particolare quando:

Emendamento    81

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  nell'indebitarsi o durante il recupero dei crediti l'imprenditore sovraindebitato ha agito in modo disonesto o in malafede nei confronti dei creditori;

(a)  nell'indebitarsi o durante il recupero dei crediti l'imprenditore sovraindebitato ha agito in modo disonesto o in malafede nei confronti dei creditori. La Commissione fornisce orientamenti affinché gli Stati membri stabiliscano una serie di criteri che definiscono cosa si debba intendere per azione disonesta o in malafede;

Emendamento    82

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  l'imprenditore sovraindebitato non ha aderito al piano di rimborso o ad altro obbligo giuridico a tutela degli interessi dei creditori;

(b)  l'imprenditore sovraindebitato non ha sostanzialmente aderito al piano di rimborso o ad altro obbligo giuridico a tutela degli interessi dei creditori, tenendo conto delle difficoltà che incontrano le microimprese e le piccole imprese in termini di adesione alle procedure di insolvenza e ristrutturazione;

Emendamento    83

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera d bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(d bis)  gli imprenditori e/o i loro dirigenti hanno agito in violazione degli obblighi che incombono loro a norma dell'articolo 18 della presente direttiva, oppure gli imprenditori o i loro dirigenti hanno violato il diritto del lavoro o della concorrenza.

Emendamento    84

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri possono prevedere termini più lunghi per la liberazione dai debiti qualora l'abitazione principale dell'imprenditore sovraindebitato sia esclusa dalla possibilità di realizzazione dell'attivo al fine di tutelare i mezzi di sostentamento dell'imprenditore sovraindebitato e della sua famiglia.

2.  Gli Stati membri possono prevedere termini più lunghi per la liberazione dai debiti al fine di tutelare i mezzi di sostentamento dell'imprenditore sovraindebitato e della sua famiglia, qualora l'abitazione principale dell'imprenditore sia esclusa dalla possibilità di realizzazione dell'attivo.

Emendamento    85

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Qualora lo giustifichi un interesse generale, gli Stati membri possono escludere dalla liberazione dai debiti alcune categorie specifiche di debiti, quali i debiti garantiti o i debiti derivanti da sanzioni penali o da responsabilità extracontrattuale, o stabilire termini più lunghi per la liberazione dai debiti.

3.  Qualora lo giustifichi un interesse generale, gli Stati membri possono escludere dalla liberazione dai debiti alcune categorie specifiche di debiti, quali i debiti garantiti o i debiti derivanti da sanzioni penali o da responsabilità extracontrattuale, o stabilire termini più lunghi per la liberazione da tali debiti.

Emendamento    86

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  In deroga all'articolo 21 gli Stati membri possono prevedere periodi di interdizione più lunghi o indeterminati qualora l'imprenditore sovraindebitato svolga una professione cui si applicano norme etiche specifiche o se l'interdizione è stata ordinata dall'autorità giudiziaria nell'ambito di un procedimento penale.

4.  In deroga all'articolo 21 gli Stati membri possono prevedere periodi di interdizione più lunghi o indeterminati qualora l'imprenditore sovraindebitato svolga una professione cui si applicano norme etiche specifiche e l'imprenditore le abbia violate, o se l'interdizione è stata ordinata dall'autorità giudiziaria nell'ambito di un procedimento penale.

Emendamento    87

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Con riferimento al paragrafo 1, lettera a), la Commissione fornisce orientamenti affinché gli Stati membri stabiliscano una serie di criteri che definiscono cosa si deve intende, in questo contesto, per azione disonesta o in malafede.

Emendamento    88

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché, ai fini della liberazione dai debiti, i debiti professionali contratti dall'imprenditore sovraindebitato nel corso della sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale e i debiti personali contratti dal medesimo al di fuori di tale attività siano trattati in un'unica procedura.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché, ai fini della liberazione dai debiti, i debiti professionali contratti dall'imprenditore sovraindebitato nel corso della sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale siano trattati in modo distinto dai debiti personali contratti dal medesimo al di fuori di tale attività. Laddove esistano procedure per ottenere la liberazione dai debiti sia professionali che personali, tali procedure possono essere coordinate ai fini della liberazione dai debiti conformemente alla presente direttiva.

Emendamento    89

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri possono derogare al paragrafo 1 e stabilire che i debiti professionali e personali siano trattati in procedure distinte purché, ai fini della liberazione dai debiti conformemente alla presente direttiva, tali procedure possano essere coordinate.

soppresso

Emendamento    90

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri assicurano che i mediatori, gli amministratori delle procedure di insolvenza e gli altri professionisti nominati per occuparsi di questioni in materia di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità ricevano la necessaria formazione iniziale e successiva al fine di garantire che i loro servizi siano forniti in modo efficace, imparziale, indipendente e competente in relazione alle parti.

1.  Gli Stati membri assicurano che i mediatori, gli amministratori delle procedure di insolvenza e gli altri professionisti nominati per occuparsi di questioni in materia di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità ricevano una formazione iniziale e successiva e conseguano le qualifiche necessarie al fine di garantire che i loro servizi siano forniti in modo efficace, imparziale, indipendente e competente in relazione alle parti.

Emendamento    91

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  La Commissione agevola la condivisione delle migliori pratiche tra gli Stati membri al fine di migliorare la qualità della formazione in tutta l'Unione, anche attraverso la creazione di reti e lo scambio di esperienze e di strumenti di sviluppo delle capacità e, ove necessario, organizza formazioni destinate ai membri delle autorità giudiziarie e amministrative che si occupano di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità.

Emendamento    92

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri incoraggiano in qualsiasi modo ritengano appropriato l'elaborazione di codici volontari di condotta da parte dei professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità nonché la sottoscrizione dei medesimi, così come qualunque altro efficace meccanismo di vigilanza riguardante la fornitura di tali servizi.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché i professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità, così come qualunque altro efficace meccanismo di vigilanza riguardante la fornitura di tali servizi, rispettino i codici di condotta statutari, che comprendono quantomeno disposizioni in materia di formazione, qualifiche, autorizzazione, registrazione, responsabilità personale, assicurazione e onorabilità.

Emendamento    93

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri stabiliscono sanzioni efficaci per il mancato rispetto degli obblighi che incombono ai professionisti in virtù del presente articolo e di altre normative unionali o nazionali pertinenti.

Emendamento    94

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Gli Stati membri provvedono affinché le informazioni relative alle autorità amministrative che esercitano la vigilanza e il controllo sui professionisti nel campo della ristrutturazione siano pubblicamente accessibili.

Emendamento    95

Proposta di direttiva

Articolo 27 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 27 bis

 

Informazioni a disposizione degli imprenditori ai quali è stata concessa una seconda opportunità

 

1.  Gli Stati membri provvedono affinché gli imprenditori ai quali è stata concessa una seconda opportunità abbiano accesso a informazioni pertinenti aggiornate, chiare, concise e di facile consultazione in merito alla disponibilità di un supporto amministrativo, legale, commerciale o finanziario personalizzato e a qualsiasi strumento a loro disposizione per agevolare la creazione di una nuova impresa.

 

2.  Gli Stati membri comunicano annualmente alla Commissione le informazioni da fornire a norma del paragrafo 1.

 

3.  La Commissione pubblica sul suo sito web, in un formato di facile consultazione, le informazioni da fornire a norma del paragrafo 1 e ricevute in conformità del paragrafo 2.

Emendamento    96

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Durante la procedura di ristrutturazione non è consentito lo spostamento del centro degli interessi principali del debitore quale definito nel regolamento (UE) 2015/848.

Emendamento    97

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  notifiche ai creditori;

(c)  notifiche ai creditori, inclusi i rappresentanti dei lavoratori;

Emendamento    98

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g bis)  il numero di posti di lavoro persi, il trasferimento parziale o totale dell'impresa, gli esuberi parziali, l'impatto degli accordi di ristrutturazione sull'occupazione, le violazioni degli obblighi dei dirigenti, nonché il livello dei finanziamenti pubblici;

Emendamento    99

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g ter)  il numero di debitori che, dopo essere stati sottoposti a una procedura di cui alla lettera a), punto iii), abbiano avviato una nuova attività imprenditoriale;

Emendamento    100

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g quater (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g quater)  per i debitori che hanno avviato una nuova attività dopo essere stati sottoposti a una procedura di cui alla lettera a), punti ii) e iii), il periodo medio tra la fine della procedura e l'avvio della nuova attività;

Emendamento    101

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g quinquies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g quinquies)  il numero di posti di lavoro persi, il trasferimento parziale o totale dell'impresa, gli esuberi parziali e l'impatto degli accordi di ristrutturazione sull'occupazione, nonché il livello dei finanziamenti pubblici;

Emendamento    102

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g sexies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g sexies)  il numero di posti di lavoro persi, il trasferimento parziale o totale dell'impresa e l'impatto degli accordi di ristrutturazione sulla situazione occupazionale;

Emendamento    103

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g septies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g septies)  il numero di procedure di ristrutturazione e di insolvenza fraudolente e il funzionamento dei meccanismi di esecuzione esistenti.

Emendamento    104

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri compilano statistiche a partire dai dati aggregati di cui ai paragrafi 1 e 2 per anni di calendario completi che finiscono il 31 dicembre di ogni anno, iniziando dai dati raccolti per il primo anno di calendario completo successivo al [data di inizio dell'applicazione delle misure di attuazione]. Tali statistiche sono comunicate alla Commissione annualmente, entro il 31 marzo dell'anno di calendario successivo a quello per cui i dati sono raccolti, mediante il modulo per la comunicazione dei dati.

3.  Gli Stati membri compilano statistiche a partire dai dati aggregati di cui ai paragrafi 1 e 2 per anni di calendario completi che finiscono il 31 dicembre di ogni anno, iniziando dai dati raccolti per il primo anno di calendario completo successivo al [data di inizio dell'applicazione delle misure di attuazione]. Tali statistiche sono comunicate alla Commissione annualmente, entro il 31 marzo dell'anno di calendario successivo a quello per cui i dati sono raccolti, mediante il modulo per la comunicazione dei dati. Gli Stati membri presentano le statistiche tramite un sito web di facile consultazione.

Emendamento    105

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  La Commissione centralizza sul suo sito web le informazioni di cui ai paragrafi da 1 a 3 rendendole pubblicamente accessibili e di facile e gratuita consultazione.

Emendamento    106

Proposta di direttiva

Articolo 30 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 30 bis

 

Obbligo di informazione

 

1.  Qualsiasi debitore coinvolto in una procedura di ristrutturazione, insolvenza o liberazione dai debiti in uno Stato membro e che opera anche in un altro Stato membro informa l'autorità, l'amministrazione o il tribunale competente di entrambi gli Stati membri in merito all'avvio di una qualsiasi di tali procedure.

 

2.  Il debitore è tenuto a comunicare all'amministrazione del tribunale coinvolto nella procedura di ristrutturazione, insolvenza o liberazione dai debiti l'attività, il volume e la struttura della propria impresa in un altro Stato membro o in paesi terzi.

Emendamento    107

Proposta di direttiva

Articolo 31 – paragrafo 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(a bis)  direttiva 2008/94/CE

Emendamento    108

Proposta di direttiva

Articolo 33

Testo della Commissione

Emendamento

Entro il [5 anni a decorrere dalla data di inizio dell'applicazione delle misure di attuazione], e successivamente ogni 7 anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo una relazione sull'applicazione della presente direttiva, anche per quanto riguarda l'opportunità di ulteriori misure per consolidare e rafforzare il quadro giuridico in materia di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità.

Entro il [3 anni a decorrere dalla data di inizio dell'applicazione delle misure di attuazione], e successivamente ogni cinque anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo una relazione sull'applicazione e sull'impatto della presente direttiva. Sulla base di tale valutazione, la Commissione presenta, se del caso, una proposta legislativa a seguito del riesame della presente direttiva, valutando l'opportunità di ulteriori misure per consolidare e armonizzare il quadro giuridico in materia di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità, in particolare in ambiti quali condizioni per l'avvio della procedura di insolvenza, la definizione comune di insolvenza, il grado dei crediti e le azioni revocatorie.


PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (7.12.2017)

destinato alla commissione giuridica

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, la seconda opportunità e misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti, e che modifica la direttiva 2012/30/UE

(COM(2016)0723 – C8-0475/2016 – 2016/0359(COD))

Relatore per parere: Enrique Calvet Chambon

EMENDAMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione giuridica, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  L'obiettivo della presente direttiva è eliminare gli ostacoli all'esercizio delle libertà fondamentali, quali la libera circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento, derivanti dalle differenze tra le legislazioni e procedure nazionali in materia di ristrutturazione preventiva, insolvenza e seconda opportunità. La presente direttiva mira a rimuovere tali ostacoli garantendo alle imprese economicamente sostenibili in difficoltà finanziarie la possibilità di accedere a quadri nazionali efficaci in materia di ristrutturazione preventiva che consentano loro di continuare a operare, agli imprenditori onesti sovraindebitati una seconda opportunità dopo la liberazione integrale dai debiti e dopo un periodo di tempo ragionevole, e una maggiore efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti, in particolare una minore durata.

(1)  L'obiettivo della presente direttiva è contribuire al buon funzionamento del mercato interno eliminando gli ostacoli all'esercizio delle libertà fondamentali, quali la libera circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento, derivanti dalle differenze tra le legislazioni e procedure nazionali in materia di ristrutturazione preventiva, insolvenza e seconda opportunità, contribuendo in tal modo all'istituzione di un'autentica Unione dei mercati dei capitali. La presente direttiva mira a rimuovere tali ostacoli garantendo alle imprese economicamente sostenibili in difficoltà finanziarie la possibilità di accedere a quadri nazionali efficaci in materia di ristrutturazione preventiva che consentano loro di continuare a operare, agli imprenditori onesti sovraindebitati una seconda opportunità dopo la liberazione integrale dai debiti e dopo un periodo di tempo ragionevole, e una maggiore efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti, in particolare una minore durata. Le soluzioni preventive, talvolta indicate con il termine "pre-pack", rientrano in una tendenza, crescente nel moderno diritto dell'insolvenza, a privilegiare metodi che, a differenza di quello classico che prevede la liquidazione dell'impresa in stato di crisi, hanno come obiettivo il risanamento finanziario di quest'ultima o, almeno, il salvataggio delle sue unità ancora economicamente valide, contribuendo in tal modo a mantenere i posti di lavoro.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  La ristrutturazione dovrebbe consentire alle imprese in difficoltà finanziarie di continuare a operare, in tutto o in parte, modificando la composizione, le condizioni o la struttura delle attività e delle passività o della loro struttura del capitale, anche mediante la vendita di attività o parti dell'impresa. I quadri di ristrutturazione preventiva dovrebbero innanzitutto permettere alle imprese di ristrutturarsi in una fase precoce e di evitare l'insolvenza. Tali quadri dovrebbero massimizzare il valore totale per i creditori, i proprietari e l'economia in generale e impedire inutili perdite di posti di lavoro e perdite di conoscenze e competenze. Dovrebbero inoltre prevenire l'accumulo di crediti deteriorati. Durante il processo di ristrutturazione dovrebbero essere tutelati i diritti di tutte le parti coinvolte. Nel contempo, le imprese non economicamente sostenibili che non hanno prospettive di sopravvivenza dovrebbero essere liquidate il più presto possibile.

(2)  La ristrutturazione dovrebbe consentire alle imprese in difficoltà finanziarie di continuare a operare, in tutto o in parte, modificando la composizione, le condizioni o la struttura delle attività e delle passività o della loro struttura del capitale, anche mediante la vendita di attività o parti dell'impresa, o dell'impresa stessa, a patto che tali operazioni contribuiscano a soddisfare i creditori in modo analogo alla liquidazione dell'attivo. I quadri di ristrutturazione preventiva dovrebbero innanzitutto permettere alle imprese di ristrutturarsi in una fase precoce e di evitare l'insolvenza. Tali quadri dovrebbero massimizzare il valore totale per i creditori, rispetto a quanto riceverebbero in caso di liquidazione dell'attivo, i proprietari e l'economia in generale e impedire inutili perdite di posti di lavoro e perdite di conoscenze e competenze. Dovrebbero inoltre prevenire l'accumulo di crediti deteriorati, per i quali la soluzione più efficace è un approccio globale e coordinato, in grado di riunire una combinazione di azioni politiche complementari, a livello nazionale e se del caso a livello europeo. Durante il processo di ristrutturazione dovrebbero essere tutelati i diritti di tutte le parti coinvolte. Nel contempo, le imprese non economicamente sostenibili che non hanno prospettive di sopravvivenza dovrebbero essere liquidate il più presto possibile.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  La durata eccessiva delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti in vari Stati membri è un fattore determinante dei bassi tassi di recupero e dissuade gli investitori dall'operare nelle giurisdizioni in cui le procedure rischiano di durare troppo.

(5)  La durata eccessiva delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti in vari Stati membri è un fattore determinante dei bassi tassi di recupero e dissuade gli investitori dall'operare nelle giurisdizioni in cui le procedure rischiano di durare troppo e di essere indebitamente costose.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Tutte queste differenze si traducono in costi aggiuntivi per gli investitori che devono valutare il rischio che i debitori incorrano in difficoltà finanziarie in uno o più Stati membri e in costi per la ristrutturazione delle imprese che hanno stabilimenti, creditori o attivi in altri Stati membri, quale il caso emblematico della ristrutturazione di gruppi imprenditoriali internazionali. Molti investitori menzionano l'incertezza sulle norme straniere in materia di insolvenza o il rischio di incorrere in lunghe e complesse procedure di insolvenza in un altro paese come motivo principale per non investire o non avviare rapporti d'affari con una controparte all'estero.

(6)  Tutte queste differenze si traducono in costi aggiuntivi per gli investitori che devono valutare il rischio che i debitori incorrano in difficoltà finanziarie in uno o più Stati membri o il rischio legato alla ripresa delle attività redditizie detenute dalle imprese in difficoltà, e in costi per la ristrutturazione delle imprese che hanno stabilimenti, creditori o attivi in altri Stati membri, quale il caso emblematico della ristrutturazione di gruppi imprenditoriali internazionali. Molti investitori menzionano l'incertezza sulle norme straniere in materia di insolvenza o il rischio di incorrere in lunghe e complesse procedure di insolvenza in un altro paese come motivo principale per non investire o non avviare rapporti d'affari con una controparte all'estero. Questa incertezza ha pertanto un effetto dissuasivo che ostacola la libertà di stabilimento delle imprese e l'iniziativa imprenditoriale e mette a repentaglio il corretto funzionamento del mercato interno. La maggior parte delle piccole e medie imprese, in particolare, non dispone delle risorse necessarie per valutare i rischi legati alle attività transfrontaliere.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Dette differenze creano condizioni di disparità di accesso al credito e tassi di recupero non uniformi negli Stati membri. Un maggior grado di armonizzazione nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità è quindi fondamentale per il buon funzionamento del mercato unico in generale e per un'efficiente Unione dei mercati dei capitali in particolare.

(7)  Dette differenze creano condizioni di disparità di accesso al credito e tassi di recupero non uniformi negli Stati membri e ostacolano la libera circolazione del capitale nel mercato interno. Le analisi suggeriscono che quadri efficienti di ristrutturazione preventiva influiscono positivamente sui livelli di imprenditorialità in tutti gli Stati membri e potrebbero altresì portare a risultati meno negativi in termini di stabilità finanziaria e di attività economica in caso di riduzione dell'indebitamento. Un maggior grado di armonizzazione nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità è quindi fondamentale per il buon funzionamento del mercato unico in generale e per un'efficiente Unione dei mercati dei capitali in particolare, nonché per la sostenibilità delle attività economiche.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis)  L'armonizzazione della legislazione in materia di insolvenza costituisce un passo necessario verso un diritto commerciale comune europeo. Tuttavia, l'acquis dell'Unione nel settore del diritto commerciale è eterogeneo e incompleto. Per il buon funzionamento del mercato unico europeo è essenziale un'ulteriore convergenza.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  Gli ostacoli all'esercizio di libertà fondamentali non si limitano alle situazioni puramente transfrontaliere. In un mercato unico sempre più interconnesso - in cui merci, servizi, capitali e lavoratori circolano liberamente - con una dimensione digitale sempre più grande, le imprese puramente nazionali sono pochissime se si considerano tutti gli elementi rilevanti, quali la clientela, la catena di approvvigionamento, la portata delle attività, gli investitori e la base di capitale. Anche le situazioni di insolvenza puramente nazionali possono avere ripercussioni sul funzionamento del mercato unico attraverso il cosiddetto effetto domino dell'insolvenza, per cui l'insolvenza di un'impresa può provocare l'insolvenza di altri soggetti della catena di approvvigionamento.

(9)  Gli ostacoli all'esercizio di libertà fondamentali non si limitano alle situazioni puramente transfrontaliere. In un mercato unico sempre più interconnesso - in cui merci, servizi, capitali e lavoratori circolano liberamente - con una dimensione digitale sempre più grande, le imprese puramente nazionali sono pochissime se si considerano tutti gli elementi rilevanti, quali la clientela, la catena di approvvigionamento, la portata delle attività, gli investitori e la base di capitale. Anche le situazioni di insolvenza puramente nazionali possono avere ripercussioni sul funzionamento del mercato unico attraverso il cosiddetto effetto domino dell'insolvenza, per cui l'insolvenza di un'impresa può provocare l'insolvenza di altri soggetti della catena di approvvigionamento, alla quale le piccole e medie imprese sono particolarmente vulnerabili.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  Il regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio62 disciplina la competenza, il riconoscimento, l'esecuzione, la legge applicabile e la cooperazione nelle procedure d'insolvenza transfrontaliere nonché l'interconnessione dei registri fallimentari. Il suo ambito di applicazione comprende le procedure di prevenzione che promuovono il salvataggio del debitore economicamente sostenibile e le procedure che danno una seconda opportunità agli imprenditori. Tuttavia, tale regolamento non affronta il problema delle disparità esistenti tra le procedure nazionali. Inoltre, uno strumento limitato alle sole situazioni d'insolvenza transfrontaliere non eliminerebbe tutti gli ostacoli alla libera circolazione, né sarebbe possibile per gli investitori determinare in anticipo la natura transfrontaliera o nazionale delle potenziali difficoltà finanziarie future del debitore. Occorre pertanto andare al di là della cooperazione giudiziaria e stabilire norme sostanziali minime.

(10)  Il regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio62 disciplina la competenza, il riconoscimento, l'esecuzione, la legge applicabile e la cooperazione nelle procedure d'insolvenza transfrontaliere nonché l'interconnessione dei registri fallimentari. Il suo ambito di applicazione comprende le procedure di prevenzione aperte tramite una decisione pubblica che promuovono il salvataggio del debitore economicamente sostenibile e le procedure che danno una seconda opportunità agli imprenditori. Tuttavia, tale regolamento non affronta il problema delle disparità esistenti tra le procedure nazionali e non riguarda le procedure riservate. Inoltre, uno strumento limitato alle sole situazioni d'insolvenza transfrontaliere non eliminerebbe tutti gli ostacoli alla libera circolazione, né sarebbe possibile per gli investitori determinare in anticipo la natura transfrontaliera o nazionale delle potenziali difficoltà finanziarie future del debitore. Occorre pertanto andare al di là della cooperazione giudiziaria e stabilire norme sostanziali minime.

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62 Regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativo alle procedure di insolvenza (GU L 141 del 5.6.2015, pag. 19).

62 Regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativo alle procedure di insolvenza (GU L 141 del 5.6.2015, pag. 19).

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  È necessario ridurre i costi di ristrutturazione a carico di debitori e creditori. Pertanto si dovrebbero attenuare le differenze che ostacolano la ristrutturazione precoce delle imprese economicamente sostenibili in difficoltà finanziarie e la possibilità di una seconda opportunità per gli imprenditori onesti. Ne conseguirebbe un aumento della trasparenza, della certezza giuridica e della prevedibilità nell'Unione. Verrebbero inoltre massimizzati i ritorni per tutti i tipi di creditori e investitori e sarebbero incoraggiati gli investimenti transfrontalieri. Una maggiore coerenza faciliterebbe anche la ristrutturazione dei gruppi di imprese, a prescindere dal luogo dell'Unione in cui sono situate le imprese del gruppo.

(11)  È necessario ridurre i costi di ristrutturazione a carico di debitori e creditori, che spesso sostengono in modo indiretto tramite la riduzione dei loro rimborsi. Pertanto si dovrebbero attenuare le differenze che ostacolano la ristrutturazione precoce delle imprese economicamente sostenibili in difficoltà finanziarie e la possibilità di una seconda opportunità per gli imprenditori onesti. Ne conseguirebbe un aumento della trasparenza e una maggiore certezza giuridica e prevedibilità, sia per i debitori che per i creditori, nell'Unione. Verrebbero inoltre massimizzati i ritorni per tutti i tipi di creditori e investitori e sarebbero incoraggiati gli investimenti transfrontalieri. Una maggiore coerenza faciliterebbe anche la ristrutturazione dei gruppi di imprese, a prescindere dal luogo dell'Unione in cui sono situate le imprese del gruppo.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  La rimozione degli ostacoli alla ristrutturazione efficace delle imprese economicamente sostenibili in difficoltà finanziarie contribuisce a ridurre al minimo le perdite di posti di lavoro e le perdite per i creditori nella catena di approvvigionamento, preserva il know-how e le competenze; di conseguenza giova all'economia in generale. La possibilità per gli imprenditori di ottenere più facilmente una seconda opportunità consente loro di evitare l'esclusione dal mercato del lavoro e di ricominciare l'attività imprenditoriale traendo insegnamenti dall'esperienza. Inoltre, la riduzione della durata delle procedure di ristrutturazione determinerebbe un aumento dei tassi di recupero per i creditori, in quanto generalmente il passare del tempo porta solo a un'ulteriore perdita di valore dell'impresa. Infine, la presenza di quadri efficaci in materia di insolvenza permetterebbe di valutare meglio i rischi connessi alle decisioni di concessione e assunzione di prestiti e favorirebbe l'adeguamento delle imprese sovraindebitate, minimizzando i costi economici e sociali insiti nel processo di riduzione dell'indebitamento.

(12)  La rimozione degli ostacoli alla ristrutturazione efficace delle imprese economicamente sostenibili in difficoltà finanziarie contribuisce a ridurre al minimo le perdite di posti di lavoro e le perdite per i creditori nella catena di approvvigionamento, preserva il know-how e le competenze; di conseguenza giova all'economia in generale. Per conseguire tale obiettivo e mantenere i posti di lavoro e l'attività, è necessario consentire che tali procedure possano svolgersi in tutto o in parte in via riservata, il che implica in particolare di specificare meglio i diritti dei lavoratori. La possibilità per gli imprenditori di ottenere più facilmente una seconda opportunità consente loro di evitare l'esclusione dal mercato del lavoro e di ricominciare l'attività imprenditoriale traendo insegnamenti dall'esperienza. Inoltre, la riduzione della durata delle procedure di ristrutturazione determinerebbe un aumento dei tassi di recupero per i creditori, in quanto generalmente il passare del tempo porta solo a un'ulteriore perdita di valore dell'impresa. Infine, la presenza di quadri efficaci in materia di insolvenza permetterebbe di valutare meglio i rischi connessi alle decisioni di concessione e assunzione di prestiti e favorirebbe l'adeguamento delle imprese sovraindebitate, minimizzando i costi economici e sociali insiti nel processo di riduzione dell'indebitamento.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  A trarre vantaggio da un approccio più coerente a livello dell'Unione dovrebbero essere in particolare le piccole e medie imprese, che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere gli alti costi di ristrutturazione e per beneficiare delle procedure di ristrutturazione più efficienti di alcuni Stati membri. Poiché le piccole e medie imprese spesso non hanno, soprattutto in caso di difficoltà finanziarie, le risorse per pagare una consulenza professionale, è opportuno predisporre strumenti di allerta che segnalino ai debitori l'urgenza di agire. Al fine di aiutare tali imprese a ristrutturarsi a basso costo, dovrebbero essere elaborati a livello nazionale modelli di piani di ristrutturazione disponibili online. I debitori dovrebbero poterli usare e adattare alle loro esigenze e alle specificità della loro impresa.

(13)  A trarre vantaggio da un approccio più coerente a livello dell'Unione dovrebbero essere in particolare le piccole e medie imprese, che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere gli alti costi di ristrutturazione e per beneficiare delle procedure di ristrutturazione più efficienti di alcuni Stati membri. Poiché le piccole e medie imprese spesso non hanno, soprattutto in caso di difficoltà finanziarie, le risorse per pagare una consulenza professionale, è opportuno predisporre strumenti di allerta che segnalino ai debitori l'urgenza di agire. Al fine di aiutare tali imprese a ristrutturarsi a basso costo, dovrebbero essere elaborati a livello nazionale modelli di piani di ristrutturazione disponibili online. I debitori dovrebbero poterli usare e adattare alle loro esigenze e alle specificità della loro impresa. I debitori devono essere messi in condizione di trovare soluzioni specifiche e particolari con terze parti o con i creditori, riducendo il debito nei confronti di tutti i creditori o della maggior parte di essi oppure cedendo una o più attività redditizie, contribuendo meglio al soddisfacimento dei creditori rispetto alla liquidazione dell'attivo. Infine, una consulenza professionale da parte di esperti nel campo della ristrutturazione dovrebbe essere resa disponibile con il sostegno delle associazioni delle imprese e altre parti interessate, tenendo conto della specificità delle PMI.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  Il sovraindebitamento del consumatore è un problema di grande rilevanza economica e sociale ed è strettamente correlato alla riduzione dell'eccesso di debito. Inoltre, spesso non è possibile distinguere chiaramente tra debiti di consumo e debiti d'impresa dell'imprenditore. Un regime sulla seconda opportunità per gli imprenditori è inefficace se l'imprenditore, per liberarsi dai debiti personali legati all'impresa e da quelli personali non legati all'impresa, deve sottoporsi a procedure distinte con condizioni di accesso e termini per la liberazione dai debiti diversi. Pertanto, sebbene la presente direttiva non contenga norme vincolanti in materia di sovraindebitamento del consumatore, gli Stati membri dovrebbero poter applicare le disposizioni sulla liberazione dai debiti anche al consumatore.

(15)  Il sovraindebitamento del consumatore è un problema di grande rilevanza economica e sociale ed è strettamente correlato alla riduzione dell'eccesso di debito. Inoltre, mentre in alcune giurisdizioni si distingue chiaramente tra debiti di consumo e debiti d'impresa dell'imprenditore, in altre giurisdizioni risulta più difficile operare questa distinzione e non è prassi comune. In queste giurisdizioni, un regime sulla seconda opportunità per gli imprenditori potrebbe essere inefficace se l'imprenditore, per liberarsi dai debiti personali legati all'impresa e da quelli personali non legati all'impresa, deve sottoporsi a procedure distinte con condizioni di accesso e termini per la liberazione dai debiti diversi. Pertanto, sebbene la presente direttiva non contenga norme vincolanti in materia di sovraindebitamento del consumatore, gli Stati membri dovrebbero poter applicare le disposizioni sulla liberazione dai debiti anche al consumatore.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  Quanto prima il debitore è in grado di individuare le proprie difficoltà finanziarie e prendere le misure opportune, tanto maggiore è la probabilità che eviti un'insolvenza imminente o, nel caso di un'impresa la cui sostenibilità economica è definitivamente compromessa, tanto più ordinato ed efficace sarà il processo di liquidazione. È opportuno pertanto dare informazioni chiare sulle procedure di ristrutturazione preventiva disponibili e predisporre strumenti di allerta per spingere i debitori che cominciano ad avere problemi finanziari ad agire in una fase precoce. Tra i possibili meccanismi di allerta dovrebbero figurare obblighi di contabilità e monitoraggio in capo al debitore o ai dirigenti del debitore e obblighi di segnalazione nell'ambito dei contratti di prestito. Si potrebbero inoltre incoraggiare od obbligare, a norma del diritto nazionale, i terzi in possesso di informazioni rilevanti, come i contabili e le autorità fiscali e di sicurezza sociale, a segnalare gli andamenti negativi.

(16)  Quanto prima il debitore è in grado di individuare le proprie difficoltà finanziarie e prendere le misure opportune, tanto maggiore è la probabilità che eviti un'insolvenza imminente o, nel caso di un'impresa la cui sostenibilità economica è definitivamente compromessa, tanto più ordinato ed efficace sarà il processo di liquidazione. È opportuno pertanto dare informazioni chiare sulle procedure di ristrutturazione preventiva disponibili e predisporre strumenti di allerta per spingere i debitori che cominciano ad avere problemi finanziari ad agire in una fase precoce. Tra i possibili meccanismi di allerta dovrebbero figurare obblighi di contabilità e monitoraggio in capo al debitore o ai dirigenti del debitore, tenendo in considerazione la mancanza di risorse finanziarie delle piccole e medie imprese, e obblighi di segnalazione nell'ambito dei contratti di prestito. Inoltre, a norma del diritto nazionale, le autorità fiscali, di audit e di sicurezza sociale dovrebbero mirare a disporre di adeguati canali per segnalare quanto prima eventuali andamenti pericolosi relativi ai debiti d'impresa. L'accesso a informazioni pubbliche, gratuite e di facile consultazione sulle procedure giuridiche in materia di insolvenza e di ristrutturazione rappresenta un primo passo per sensibilizzare i debitori e gli imprenditori ed evitare casi di insolvenza. La Commissione dovrebbe altresì promuovere, in linea con la sua strategia per il mercato unico digitale, l'uso e lo sviluppo di nuove tecnologie dell'informazione per le notifiche e le comunicazioni online, al fine di garantire procedure più efficaci di allerta.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 bis)  La fase di allerta, volta ad anticipare l'emersione della crisi, è intesa come strumento di sostegno, diretto a segnalare la difficoltà al debitore e a fornire allo stesso la possibilità di una rapida analisi e soluzione delle cause del malessere economico e finanziario dell'impresa, con la previsione di strumenti, di varia natura, ma ad accesso volontario, senza al contempo imporre determinati comportamenti o necessariamente rivelare la crisi a terzi. Pertanto, è importante lasciare agli Stati membri la decisione circa la limitazione alle PMI della previsione obbligatoria dell'allerta: proprio le PMI infatti sono spesso difficilmente in grado di promuovere autonomamente processi di ristrutturazione precoce per una serie di fattori che ne riducono la competitività, ad esempio sottodimensionamento, debolezza degli assetti di corporate governance, carenze nei sistemi operativi, assenza di monitoraggio e di pianificazione, e sono meno in grado di sopportarne i costi.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  Per promuovere l'efficienza e ridurre ritardi e costi, i quadri nazionali di ristrutturazione preventiva dovrebbero contemplare procedure flessibili che limitino l'intervento delle autorità giudiziarie o amministrative ai casi in cui è necessario e proporzionato per tutelare gli interessi dei creditori e terzi eventuali. Al fine di evitare costi inutili e rispecchiare l'intervento precoce della procedura, il debitore dovrebbe, in linea di principio, mantenere il controllo dei suoi attivi e della gestione corrente dell'impresa. La nomina di un professionista nel campo della ristrutturazione, sia esso un mediatore che aiuta nelle trattative sul piano di ristrutturazione o un amministratore delle procedure di insolvenza che vigila sull'operato del debitore, non dovrebbe essere sempre obbligatoria, bensì decisa caso per caso in funzione delle circostanze o delle esigenze specifiche del debitore. Inoltre, non dovrebbe necessariamente occorrere un provvedimento giudiziario per avviare il processo di ristrutturazione, che purché non incida sui diritti dei terzi può essere informale. Tuttavia, è opportuno garantire un certo grado di vigilanza laddove sia necessario per tutelare i legittimi interessi di uno o più creditori o di terzi. Questo vale, in particolare, quando l'autorità giudiziaria o amministrativa concede la sospensione generale delle azioni di esecuzione individuali o se risulta necessario imporre un piano di ristrutturazione per classi dissenzienti di creditori.

(18)  Per promuovere l'efficienza e ridurre ritardi e costi, i quadri nazionali di ristrutturazione preventiva dovrebbero contemplare procedure flessibili e tempestive che limitino l'intervento delle autorità giudiziarie o amministrative ai casi in cui è necessario e proporzionato per tutelare gli interessi dei creditori e terzi eventuali. Al fine di evitare costi inutili e rispecchiare l'intervento precoce della procedura, il debitore dovrebbe, in linea di principio, mantenere il controllo dei suoi attivi e della gestione corrente dell'impresa. La nomina di un professionista nel campo della ristrutturazione, sia esso un mediatore che aiuta nelle trattative sul piano di ristrutturazione o un amministratore delle procedure di insolvenza che vigila sull'operato del debitore, non dovrebbe essere sempre obbligatoria, poiché tale requisito non sempre è rilevante, necessario, utile o nell'interesse del debitore, in special modo nei casi semplici, con pochi creditori coinvolti, e potrebbe comportare un onere amministrativo particolarmente sproporzionato per alcune giurisdizioni. Al contrario, dovrebbe essere decisa caso per caso in funzione delle circostanze o delle esigenze specifiche del debitore. Inoltre, non dovrebbe necessariamente occorrere un provvedimento giudiziario per avviare il processo di ristrutturazione, che purché non incida sui diritti dei terzi può essere informale. Tuttavia, è opportuno garantire un certo grado di vigilanza laddove sia necessario per tutelare i legittimi interessi di uno o più creditori o di terzi. Questo vale, in particolare, quando l'autorità giudiziaria o amministrativa concede la sospensione generale delle azioni di esecuzione individuali, se risulta necessario imporre un piano di ristrutturazione per classi dissenzienti di creditori, o laddove si applica l'obbligo di presentare istanza di insolvenza o in caso di cessione parziale o totale dell'attività a un'altra impresa.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Il debitore dovrebbe poter chiedere all'autorità giudiziaria o amministrativa la sospensione temporanea delle azioni esecutive individuali, che dovrebbe parimenti sospendere l'obbligo di chiedere l'apertura di una procedura di insolvenza, nei casi in cui tali azioni possano ripercuotersi negativamente sulle trattative e ostacolare le prospettive di ristrutturazione della sua impresa. La sospensione dell'esecuzione può essere generale, ossia riguardare tutti i creditori, o interessare solo singoli creditori. Al fine di garantire il giusto equilibrio tra i diritti del debitore e quelli dei creditori, la sospensione dovrebbe essere concessa per un periodo non superiore a quattro mesi. Le ristrutturazioni complesse, tuttavia, potrebbero richiedere più tempo. Gli Stati membri possono decidere che in questi casi l'autorità giudiziaria o amministrativa possa concedere una proroga di tale periodo, purché risulti chiaramente che le trattative sul piano di ristrutturazione avanzano e che i creditori non sono ingiustamente pregiudicati. Se sono concesse ulteriori proroghe, l'autorità giudiziaria o amministrativa dovrebbe accertarsi della sussistenza di un'alta probabilità di adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri dovrebbero provvedere a che l'eventuale richiesta di proroga del periodo iniziale di sospensione sia presentata entro un termine ragionevole in modo da consentire all'autorità giudiziaria o amministrativa di emettere una decisione entro i termini. Qualora l'autorità giudiziaria o amministrativa non decida sulla proroga della sospensione dell'esecuzione prima della scadenza della sospensione, questa dovrebbe cessare di produrre effetti il giorno della scadenza del termine di sospensione. Nell'interesse della certezza del diritto, la durata totale della sospensione dovrebbe essere limitata a dodici mesi.

(19)  Il debitore dovrebbe poter chiedere all'autorità giudiziaria o amministrativa la sospensione temporanea delle azioni esecutive individuali, che dovrebbe parimenti sospendere l'obbligo di chiedere l'apertura di una procedura di insolvenza, nei casi in cui tali azioni possano ripercuotersi negativamente sulle trattative e ostacolare le prospettive di ristrutturazione della sua impresa. La sospensione dell'esecuzione può essere generale, ossia riguardare tutti i creditori, o interessare solo singoli creditori. Tale limitazione non dovrebbe compromettere l'efficacia e il successo del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri dovrebbero trovare un equilibrio tra l'obiettivo principale della continuità dell'impresa e l'interesse pubblico generale per quanto riguarda i creditori pubblici. Al fine di garantire il giusto equilibrio tra i diritti del debitore e quelli dei creditori, gli Stati membri dovrebbero limitare la durata della sospensione a un periodo massimo non inferiore a tre mesi e non superiore a sei mesi. Le ristrutturazioni complesse, tuttavia, potrebbero richiedere più tempo. Gli Stati membri possono decidere che in questi casi l'autorità giudiziaria o amministrativa possa concedere una proroga di tale periodo, purché risulti chiaramente che le trattative sul piano di ristrutturazione avanzano e che i creditori non sono ingiustamente pregiudicati. Se sono concesse ulteriori proroghe, l'autorità giudiziaria o amministrativa dovrebbe accertarsi della sussistenza di un'alta probabilità di adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri dovrebbero provvedere a che l'eventuale richiesta di proroga del periodo iniziale di sospensione sia presentata entro un termine ragionevole in modo da consentire all'autorità giudiziaria o amministrativa di emettere una decisione entro i termini. Qualora l'autorità giudiziaria o amministrativa non decida sulla proroga della sospensione dell'esecuzione prima della scadenza della sospensione, questa dovrebbe cessare di produrre effetti il giorno della scadenza del termine di sospensione. Nell'interesse della certezza del diritto, la durata totale della sospensione dovrebbe essere limitata a nove mesi.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  Affinché i diritti che sono sostanzialmente simili ricevano pari trattamento e i piani di ristrutturazione possano essere adottati senza pregiudicare ingiustamente i diritti delle parti interessate, le parti interessate dovrebbero essere trattate in classi distinte in funzione dei criteri di formazione delle classi previsti dal diritto nazionale. Come minimo, i creditori garantiti e quelli chirografari dovrebbero essere sempre trattati in classi distinte. Il diritto nazionale può stabilire che i crediti garantiti possano essere suddivisi in crediti garantiti e crediti chirografari in base alla valutazione della garanzia reale. Il diritto nazionale può altresì contemplare norme specifiche che promuovono la formazione delle classi qualora tale formazione possa giovare ai creditori non differenziati o altrimenti particolarmente vulnerabili come i lavoratori o i piccoli fornitori. Il diritto nazionale dovrebbe in ogni caso assicurare che gli aspetti di particolare importanza per la formazione delle classi, come i crediti di parti collegate, ricevano un trattamento adeguato e dovrebbe contemplare norme sui crediti potenziali e sui crediti contestati. L'autorità giudiziaria o amministrativa dovrebbe esaminare la formazione delle classi quando il piano di ristrutturazione è presentato per omologazione, ma gli Stati membri potrebbero prevedere che tale esame sia effettuato in una fase anteriore se il proponente il piano chiede prima la convalida o orientamenti.

(25)  Affinché i diritti che sono sostanzialmente simili ricevano pari trattamento e i piani di ristrutturazione possano essere adottati senza pregiudicare ingiustamente i diritti delle parti interessate, le parti interessate dovrebbero essere trattate in classi distinte in funzione dei criteri di formazione delle classi previsti dal diritto nazionale. Come minimo, i creditori garantiti e quelli chirografari dovrebbero essere sempre trattati in classi distinte. Il diritto nazionale può stabilire che i crediti garantiti possano essere suddivisi in crediti garantiti e crediti chirografari in base alla valutazione della garanzia reale. Il diritto nazionale dovrebbe altresì contemplare norme specifiche che promuovono la formazione delle classi qualora tale formazione possa giovare ai creditori non differenziati o altrimenti particolarmente vulnerabili come i lavoratori o i piccoli fornitori. Il diritto nazionale dovrebbe in ogni caso assicurare che gli aspetti di particolare importanza per la formazione delle classi, come i crediti di parti collegate, ricevano un trattamento adeguato e dovrebbe contemplare norme sui crediti potenziali e sui crediti contestati. L'autorità giudiziaria o amministrativa dovrebbe esaminare la formazione delle classi quando il piano di ristrutturazione è presentato per omologazione, ma gli Stati membri potrebbero prevedere che tale esame sia effettuato in una fase anteriore se il proponente il piano chiede prima la convalida o orientamenti.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28)  Il piano di ristrutturazione dovrebbe sempre considerarsi adottato se la maggioranza richiesta in ciascuna classe interessata lo sostiene; in caso contrario, può nondimeno essere omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa a condizione che almeno una classe interessata di creditori lo sostenga e che le classi dissenzienti non siano ingiustamente pregiudicate dal piano proposto (meccanismo di ristrutturazione trasversale dei debiti). In particolare, il piano dovrebbe rispettare la regola della priorità assoluta, che garantisce che una classe dissenziente di creditori sia pagata integralmente prima che una classe inferiore possa ricevere qualsiasi distribuzione o mantenere un qualsiasi interesse ai sensi del piano di ristrutturazione. La regola della priorità assoluta serve come base del valore da ripartire tra i creditori durante la ristrutturazione. A suo corollario, nessuna classe di creditori può ricevere o conservare in base al piano di ristrutturazione valori o benefici economici che superano l'importo integrale dei crediti o degli interessi che rappresenta. La regola della priorità assoluta permette di stabilire, rispetto alla struttura del capitale dell'impresa in corso di ristrutturazione, la quota di valore che le parti devono ricevere ai sensi del piano di ristrutturazione sulla base del valore dell'impresa in situazione di continuità aziendale.

(28)  Il piano di ristrutturazione dovrebbe sempre considerarsi adottato se la maggioranza richiesta in ciascuna classe interessata lo sostiene; in caso contrario, può nondimeno essere omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa a condizione che almeno una classe interessata di creditori lo sostenga e che le classi dissenzienti, che rappresentano la maggior parte dei crediti, non siano ingiustamente pregiudicate dal piano proposto (meccanismo di ristrutturazione trasversale dei debiti). In particolare, il piano dovrebbe rispettare la regola della priorità assoluta, che garantisce che una classe dissenziente di creditori sia pagata integralmente prima che una classe inferiore possa ricevere qualsiasi distribuzione o mantenere un qualsiasi interesse ai sensi del piano di ristrutturazione. La regola della priorità assoluta serve come base del valore da ripartire tra i creditori durante la ristrutturazione. A suo corollario, nessuna classe di creditori può ricevere o conservare in base al piano di ristrutturazione valori o benefici economici che superano l'importo integrale dei crediti o degli interessi che rappresenta. La regola della priorità assoluta permette di stabilire, rispetto alla struttura del capitale dell'impresa in corso di ristrutturazione, la quota di valore che le parti devono ricevere ai sensi del piano di ristrutturazione sulla base del valore dell'impresa in situazione di continuità aziendale.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 29 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(29 bis)  Nel quadro delle procedure riguardanti il piano di ristrutturazione, il piano dovrebbe contemplare la possibilità per il detentore di strumenti di capitale delle piccole e medie imprese di fornire un contributo per la ristrutturazione in forma non monetaria, ad esempio l'esperienza, la reputazione o i contatti commerciali.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34)  Durante le procedure di ristrutturazione preventiva i lavoratori dovrebbero godere di tutte le tutele previste dal diritto del lavoro. In particolare, la presente direttiva non pregiudica i diritti dei lavoratori garantiti dalla direttiva 98/59/CE del Consiglio68, dalla direttiva 2001/23/CE del Consiglio69, dalla direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio70, dalla direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio71 e dalla direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio72. Gli obblighi in materia di informazione e consultazione dei lavoratori previsti dalle normative nazionali di attuazione di dette direttive restano salvi. Fra di essi è compreso l'obbligo di informare e consultare i rappresentanti dei lavoratori in merito alla decisione di ricorrere a un quadro di ristrutturazione preventiva conformemente alla direttiva 2002/14/CE. Data la necessità di garantire un livello adeguato di tutela dei lavoratori, gli Stati membri dovrebbero, in linea di principio, escludere i diritti non pagati dei lavoratori, di cui alla direttiva 2008/94/CE, da qualsiasi sospensione dell'esecuzione a prescindere che tali diritti siano sorti prima o dopo la concessione della sospensione. La sospensione dovrebbe essere ammissibile solo per gli importi e per il periodo in relazione ai quali il pagamento dei diritti è efficacemente garantito da altri mezzi a norma del diritto nazionale. Qualora gli Stati membri estendano la copertura della garanzia del pagamento dei diritti non pagati dei lavoratori di cui alla direttiva 2008/94/CE alle procedure di ristrutturazione preventiva istituite dalla presente direttiva, l'esclusione dei diritti dei lavoratori dalla sospensione dell'esecuzione non è più giustificata nella misura in cui il pagamento è coperto da tale garanzia. Laddove la legislazione nazionale limiti la responsabilità degli organismi di garanzia in termini di durata della garanzia o di importo da pagare ai lavoratori, questi dovrebbero poter far valere i propri diritti per le eventuali eccedenze nei confronti del datore di lavoro anche durante la sospensione dell'esecuzione.

(34)  Durante le procedure di ristrutturazione preventiva i lavoratori dovrebbero godere di tutte le tutele previste dal diritto del lavoro. Se la presente direttiva non deve pregiudicare i diritti dei lavoratori garantiti dalla direttiva 98/59/CE del Consiglio68, dalla direttiva 2001/23/CE del Consiglio69, dalla direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio70, dalla direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio71 e dalla direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio72, essa dovrebbe prevedere modalità di esercizio di tali diritti che rendono possibile il mantenimento dei posti di lavoro e dell'attività, con particolare riferimento alla riservatezza necessaria a tale mantenimento, garantendo al contempo un effettivo esercizio di tali diritti. Gli obblighi in materia di informazione e consultazione dei lavoratori previsti dalle normative nazionali di attuazione di dette direttive restano salvi. Fra di essi è compreso l'obbligo di informare e consultare i rappresentanti dei lavoratori in merito alla decisione di ricorrere a un quadro di ristrutturazione preventiva conformemente alla direttiva 2002/14/CE. Data la necessità di garantire un livello adeguato di tutela dei lavoratori, gli Stati membri dovrebbero, in linea di principio, escludere i diritti non pagati dei lavoratori, di cui alla direttiva 2008/94/CE, da qualsiasi sospensione dell'esecuzione a prescindere che tali diritti siano sorti prima o dopo la concessione della sospensione. La sospensione dovrebbe essere ammissibile solo per gli importi e per il periodo in relazione ai quali il pagamento dei diritti è efficacemente garantito da altri mezzi a norma del diritto nazionale. Qualora gli Stati membri estendano la copertura della garanzia del pagamento dei diritti non pagati dei lavoratori di cui alla direttiva 2008/94/CE alle procedure di ristrutturazione preventiva istituite dalla presente direttiva, l'esclusione dei diritti dei lavoratori dalla sospensione dell'esecuzione non è più giustificata nella misura in cui il pagamento è coperto da tale garanzia. Laddove la legislazione nazionale limiti la responsabilità degli organismi di garanzia in termini di durata della garanzia o di importo da pagare ai lavoratori, questi dovrebbero poter far valere i propri diritti per le eventuali eccedenze nei confronti del datore di lavoro anche durante la sospensione dell'esecuzione.

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68 Direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi (GU L 225 del 12.08.1998, pag. 16).

68 Direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi (GU L 225 del 12.08.1998, pag. 16).

69 Direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti (GU L 82 del 22.3.2001, pag. 16).

69 Direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti (GU L 82 del 22.3.2001, pag. 16).

70 Direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2002, che istituisce un quadro generale relativo all'informazione e alla consultazione dei lavoratori (GU L 80 del 23.3.2002, pag. 29).

70 Direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2002, che istituisce un quadro generale relativo all'informazione e alla consultazione dei lavoratori (GU L 80 del 23.3.2002, pag. 29).

71 Direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, relativa alla tutela dei lavoratori subordinati in caso d'insolvenza del datore di lavoro (GU L 283 del 28.10.2008, pag. 36).

71 Direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, relativa alla tutela dei lavoratori subordinati in caso d'insolvenza del datore di lavoro (GU L 283 del 28.10.2008, pag. 36).

72 Direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie (GU L 122 del 16.5.2009, pag. 28).

72 Direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie (GU L 122 del 16.5.2009, pag. 28).

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Considerando 37

Testo della Commissione

Emendamento

(37)  Le diversità tra le disposizioni sulla seconda opportunità esistenti negli Stati membri possono incentivare gli imprenditori sovraindebitati a trasferirsi in Stati membri dove i tempi di liberazione dai debiti sono più brevi o le relative condizioni più interessanti, con un conseguente aumento dell'incertezza giuridica e dei costi di recupero crediti per i creditori. Inoltre, gli effetti del fallimento, in particolare la stigmatizzazione sociale, le conseguenze giuridiche, quali l'interdizione dell'imprenditore dall'accesso all'attività imprenditoriale e dal suo esercizio, e l'incapacità di far fronte ai propri debiti sono un forte deterrente per gli imprenditori che intendono avviare un'attività o ottenere una seconda opportunità, anche se è dimostrato che gli imprenditori dichiarati falliti hanno maggiori probabilità di riuscire la seconda volta. È pertanto opportuno adoperarsi per ridurre gli effetti negativi del sovraindebitamento e del fallimento sugli imprenditori, in particolare consentendo la liberazione integrale dai debiti dopo un certo periodo di tempo e limitando la durata dei provvedimenti di interdizione emessi per sovraindebitamento del debitore.

(37)  Le diversità tra le disposizioni sulla seconda opportunità esistenti negli Stati membri possono incentivare gli imprenditori sovraindebitati a trasferirsi in Stati membri dove i tempi di liberazione dai debiti sono più brevi o le relative condizioni più interessanti, con un conseguente aumento dell'incertezza giuridica e dei costi di recupero crediti per i creditori. Inoltre, gli effetti del fallimento, in particolare la stigmatizzazione sociale, le conseguenze giuridiche, quali l'interdizione dell'imprenditore dall'accesso all'attività imprenditoriale e dal suo esercizio, e l'incapacità di far fronte ai propri debiti sono un forte deterrente per gli imprenditori che intendono avviare un'attività o ottenere una seconda opportunità, anche se è dimostrato che gli imprenditori dichiarati falliti hanno maggiori probabilità di riuscire la seconda volta. È pertanto opportuno adoperarsi per ridurre gli effetti negativi del sovraindebitamento e del fallimento sugli imprenditori, in particolare consentendo la liberazione integrale dai debiti dopo un certo periodo di tempo pianificando un regime di responsabilità che promuova tale intervento e limitando la durata dei provvedimenti di interdizione emessi per sovraindebitamento del debitore. Nel rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato, gli Stati membri dovrebbero fornire agli imprenditori della seconda opportunità servizi di supporto alle imprese, azioni volte a rilanciare l'attività, un accesso a informazioni aggiornate in merito alla disponibilità di un supporto amministrativo, legale, commerciale o finanziario personalizzato e a qualsiasi mezzo disponibile per semplificare la creazione di una nuova impresa e che possa aiutarli a rilanciare le proprie capacità imprenditoriali.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38)  La liberazione integrale dai debiti o la cessazione dell'interdizione dopo un breve periodo di tempo non sempre sono appropriate, ad esempio quando il debitore è disonesto o ha agito in malafede. Gli Stati membri dovrebbero impartire alle autorità giudiziarie o amministrative orientamenti precisi sul modo in cui valutare l'onestà dell'imprenditore. Ad esempio, per stabilire se il debitore sia stato disonesto, l'autorità giudiziaria o amministrativa può tener conto di circostanze come la natura e l'entità dei debiti, il momento in cui questi sono sorti, gli sforzi compiuti dal debitore per estinguerli e ottemperare agli obblighi giuridici, comprese le autorizzazioni e la corretta contabilità, e le azioni intraprese dal debitore per vanificare le azioni di rivalsa dei creditori. I provvedimenti di interdizione possono avere una durata più lunga o indeterminata se l'imprenditore esercita una professione considerata sensibile negli Stati membri o se è stato condannato per attività criminali. In tali casi l'imprenditore potrebbe beneficiare della liberazione dai debiti, ma sarebbe comunque interdetto per un periodo più lungo o indeterminato dall'esercizio di una specifica professione.

(38)  La liberazione integrale dai debiti o la cessazione dell'interdizione dopo un breve periodo di tempo non sempre sono appropriate, ad esempio quando il debitore è disonesto o ha agito in malafede. Gli Stati membri dovrebbero impartire alle autorità giudiziarie o amministrative orientamenti precisi sul modo in cui valutare l'onestà dell'imprenditore. Ad esempio, per stabilire se il debitore sia stato disonesto, l'autorità giudiziaria o amministrativa può tener conto di circostanze come la natura e l'entità dei debiti, il momento in cui questi sono sorti, gli sforzi compiuti dal debitore per estinguerli e ottemperare agli obblighi giuridici, comprese le autorizzazioni e la corretta contabilità, e le azioni intraprese dal debitore per vanificare le azioni di rivalsa dei creditori. Gli Stati membri dovrebbero poter escludere categorie specifiche di debiti. Quando tali esclusioni riguardano i creditori pubblici, gli Stati membri dovrebbero tener conto dell'equilibrio necessario tra l'interesse pubblico generale e la promozione dell'imprenditorialità. I provvedimenti di interdizione possono avere una durata più lunga o indeterminata se l'imprenditore esercita una professione considerata sensibile negli Stati membri o se è stato condannato per attività criminali. In tali casi l'imprenditore potrebbe beneficiare della liberazione dai debiti, ma sarebbe comunque interdetto per un periodo più lungo o indeterminato dall'esercizio di una specifica professione.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Considerando 39

Testo della Commissione

Emendamento

(39)  È necessario mantenere e migliorare la trasparenza e la prevedibilità con cui le procedure permettono di conseguire risultati che sono favorevoli alla preservazione dell'impresa e all'offerta di una seconda opportunità agli imprenditori o che permettono la liquidazione efficace delle imprese non economicamente sostenibili. È altresì necessario ridurre la durata eccessiva delle procedure di insolvenza in molti Stati membri, che determina incertezza giuridica per i creditori e gli investitori e bassi tassi di recupero. Infine, dati i meccanismi di cooperazione rafforzata tra giudici e i professionisti del settore nei casi transfrontalieri istituiti dal regolamento (UE) 2015/848, occorre che la professionalità di tutti i soggetti coinvolti sia portata a livelli elevati comparabili in tutta l'Unione. Per raggiungere tali obiettivi gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché i membri degli organi giudiziari e amministrativi siano adeguatamente formati e possiedano conoscenze specialistiche ed esperienza in materia di insolvenza. Tale specializzazione dei magistrati dovrebbe consentire un'adozione rapida delle decisioni aventi potenziali ripercussioni economiche e sociali significative e non dovrebbe significare che tali magistrati debbano occuparsi esclusivamente di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità. Un modo efficace per raggiungere questi obiettivi potrebbe essere, ad esempio, la creazione di tribunali o sezioni specializzati conformemente alla legislazione nazionale sull'organizzazione del sistema giudiziario.

(39)  È necessario mantenere e migliorare la trasparenza e la prevedibilità con cui le procedure permettono di conseguire risultati che sono favorevoli alla preservazione dell'impresa e all'offerta di una seconda opportunità agli imprenditori o che permettono la liquidazione efficace delle imprese non economicamente sostenibili. Una migliore trasparenza e prevedibilità garantirebbero anche una maggiore certezza giuridica per gli investitori e per i creditori coinvolti nelle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti. È altresì necessario ridurre la durata eccessiva delle procedure di insolvenza in molti Stati membri, che determina incertezza giuridica per i creditori e gli investitori e bassi tassi di recupero. Dovrebbe essere possibile che tale riduzione sia ottenuta in particolare attuando procedure in un primo tempo riservate che consentano, segnatamente grazie alla riservatezza, di preparare il piano o la cessione senza subire la distruzione di valore legata alla pubblicità della procedura. Infine, dati i meccanismi di cooperazione rafforzata tra giudici e i professionisti del settore nei casi transfrontalieri istituiti dal regolamento (UE) 2015/848 applicabile alle procedure aperte pubblicamente, occorre che la professionalità di tutti i soggetti coinvolti sia portata a livelli elevati comparabili in tutta l'Unione. Per raggiungere tali obiettivi gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché i membri degli organi giudiziari e amministrativi siano adeguatamente formati e possiedano conoscenze specialistiche ed esperienza in materia di insolvenza. Tale specializzazione dei magistrati dovrebbe consentire un'adozione rapida delle decisioni aventi potenziali ripercussioni economiche e sociali significative e non dovrebbe significare che tali magistrati debbano occuparsi esclusivamente di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità. Un modo efficace per raggiungere questi obiettivi potrebbe essere, ad esempio, la creazione di tribunali o sezioni con magistrati specializzati conformemente alla legislazione nazionale sull'organizzazione del sistema giudiziario.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Considerando 40

Testo della Commissione

Emendamento

(40)  Gli Stati membri dovrebbero inoltre provvedere a che i professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità siano nominati dall'autorità giudiziaria o amministrativa in modo trasparente tenendo debitamente conto della necessità di garantire l'efficacia delle procedure, ricevano una formazione adeguata, siano sottoposti a vigilanza nell'esercizio dei loro compiti e li svolgano con integrità. Tali professionisti dovrebbero inoltre sottoscrivere i codici volontari di condotta volti ad assicurare un livello adeguato di qualifiche e formazione, la trasparenza degli obblighi professionali e delle regole per la determinazione della remunerazione, la sottoscrizione di una copertura assicurativa per la responsabilità professionale e l'istituzione di meccanismi di vigilanza e di regolamentazione che comprendano un regime adeguato ed efficace per sanzionare chi non adempie i propri obblighi. Tali criteri possono essere soddisfatti senza la necessità, in linea di principio, di creare nuove professioni o qualifiche.

(40)  Gli Stati membri dovrebbero inoltre provvedere a che i professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità siano nominati dall'autorità giudiziaria o amministrativa in modo trasparente tenendo debitamente conto della necessità di garantire l'efficacia delle procedure, abbiano un'esperienza adeguata, siano sottoposti a vigilanza nell'esercizio dei loro compiti e li svolgano con integrità, tenendo presente l'obiettivo principale del ripristino della sostenibilità economica dell'azienda. Tali professionisti dovrebbero essere soccorritori e non curatori ed è essenziale che sottoscrivano un codice di condotta professionale volto ad assicurare un livello adeguato di qualifiche e formazione, la trasparenza degli obblighi professionali e delle regole per la determinazione della remunerazione, la sottoscrizione di una copertura assicurativa per la responsabilità professionale e l'istituzione di meccanismi di vigilanza e di regolamentazione che comprendano un regime adeguato ed efficace per sanzionare chi non adempie i propri obblighi. Tali criteri possono essere soddisfatti senza la necessità, in linea di principio, di creare nuove professioni o qualifiche.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Considerando 42

Testo della Commissione

Emendamento

(42)  È importante raccogliere dati affidabili sui risultati delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti al fine di monitorare l'attuazione e l'applicazione della presente direttiva. Gli Stati membri dovrebbero pertanto raccogliere e aggregare dati sufficientemente granulari da consentire una valutazione accurata del funzionamento pratico della direttiva.

(42)  È importante raccogliere dati affidabili sui risultati delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti al fine di monitorare l'attuazione e l'applicazione della presente direttiva. Gli Stati membri dovrebbero pertanto raccogliere e aggregare dati sufficientemente granulari da consentire una valutazione accurata del funzionamento pratico della direttiva, al fine di procedere a ulteriori riforme, se necessarie. Pertanto, gli Stati dovrebbero procedere a una raccolta analitica di dati, ripartiti per tipologie di procedure, in modo da poter disporre di statistiche attendibili e utilizzabili a fini di comparazione.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Considerando 43

Testo della Commissione

Emendamento

(43)  La stabilità dei mercati finanziari dipende fortemente dai contratti di garanzia finanziaria, in particolare quando la garanzia è fornita in relazione alla partecipazione a sistemi designati o a operazioni della banca centrale e quando i margini sono forniti alle controparti centrali. Poiché il valore degli strumenti finanziari prestati in garanzia può essere molto volatile, è essenziale realizzarlo rapidamente prima che diminuisca. Pertanto la presente direttiva dovrebbe lasciare impregiudicate la direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio74, la direttiva 2002/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio75 e il regolamento (UE) n. 648/201276.

(43)  La stabilità dei mercati finanziari dipende fortemente dai contratti di garanzia finanziaria, in particolare quando la garanzia è fornita in relazione alla partecipazione a sistemi designati o a operazioni della banca centrale e quando i margini sono forniti alle controparti centrali. Poiché il valore degli strumenti finanziari prestati in garanzia può essere molto volatile, è essenziale realizzarlo rapidamente prima che diminuisca. Le disposizioni della direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 199874, della direttiva 2002/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio75 e del regolamento (UE) n. 648/201276 dovrebbero prevalere sulla presente direttiva.

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74 Direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 1998, concernente il carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli (GU L 166 dell'11.6.1998, pag. 45).

74 Direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 1998, concernente il carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli (GU L 166 dell'11.6.1998, pag. 45).

75 Direttiva 2002/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 giugno 2012, relativa ai contratti di garanzia finanziaria (GU L 168 del 27.6.2002, pag. 43).

75 Direttiva 2002/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 giugno 2012, relativa ai contratti di garanzia finanziaria (GU L 168 del 27.6.2002, pag. 43).

76 Regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1).

76 Regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1).

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  procedure di ristrutturazione preventiva per il debitore che versa in difficoltà finanziarie e per il quale sussiste una probabilità di insolvenza;

(a)  procedure di ristrutturazione preventiva per il debitore che versa in difficoltà finanziarie e per il quale sussiste una probabilità di insolvenza e possibilità di sopravvivenza. La Commissione specifica inoltre, mediante atti delegati, cosa costituisce una "probabilità di insolvenza";

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  "procedura di insolvenza": una procedura concorsuale per insolvenza che comporta lo spossessamento parziale o totale del debitore e la nomina di un curatore;

(1)  "procedura di insolvenza": una procedura concorsuale per insolvenza che comporta lo spossessamento parziale o totale del debitore e la nomina di un professionista in materia d'insolvenza;

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  "ristrutturazione",: la modifica della composizione, delle condizioni o della struttura delle attività e delle passività del debitore o di qualsiasi altra parte della struttura del capitale del debitore, tra cui il capitale azionario, o una combinazione di questi elementi, compresa la vendita di attività o parti dell'impresa, con l'obiettivo di consentire la continuazione, in tutto o in parte, dell'impresa;

(2)  "ristrutturazione": una procedura o misura, pubblica o riservata, che consente la modifica della composizione, delle condizioni o della struttura delle attività e delle passività del debitore o di qualsiasi altra parte della struttura del capitale del debitore, tra cui il capitale azionario, o una combinazione di questi elementi, compresa la vendita di attività o parti dell'impresa, o dell'intera impresa, con l'obiettivo di consentire la continuazione, in tutto o in parte, dell'impresa;

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  "parti interessate": i creditori o le classi di creditori e, se applicabile ai sensi del diritto nazionale, i detentori di strumenti di capitale sui cui crediti o interessi incide il piano di ristrutturazione;

(3)  "parti interessate": i creditori o le classi di creditori, tra cui i creditori pubblici e i partner contraenti dei contratti d'esecuzione e, se applicabile ai sensi del diritto nazionale, i detentori di strumenti di capitale e i lavoratori sui cui crediti o interessi incide il piano di ristrutturazione;

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  "sospensione delle azioni esecutive individuali": la sospensione temporanea del diritto di un creditore di far valere un credito nei confronti del debitore, ordinata dall'autorità giudiziaria o amministrativa;

(4)  "sospensione delle azioni esecutive individuali": la sospensione temporanea del diritto di un creditore o di un gruppo di creditori di far valere un credito nei confronti del debitore o di un gruppo di debitori, ordinata dall'autorità giudiziaria o amministrativa;

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  "formazione delle classi": il raggruppamento all'interno del piano di ristrutturazione dei creditori e dei detentori di strumenti di capitale interessati in funzione dei diritti e del rango dei crediti e degli interessi, tenuto conto degli eventuali diritti, pegni o accordi tra creditori preesistenti, e il loro trattamento nell'ambito del piano di ristrutturazione;

(6)  "formazione delle classi": il raggruppamento all'interno del piano di ristrutturazione dei creditori e dei detentori di strumenti di capitale interessati in funzione dei diritti e del rango dei crediti e degli interessi, tenuto conto degli eventuali diritti, pegni o accordi tra creditori preesistenti, e il loro trattamento nell'ambito del piano di ristrutturazione. Ai fini dell'adozione del piano di ristrutturazione, i creditori sono suddivisi in diverse classi di creditori nelle quali, come minimo, i crediti garantiti e quelli chirografari sono trattati in classi distinte, mentre i lavoratori rappresentano una classe separata;

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  "nuovo finanziamento": qualsiasi nuovo finanziamento, fornito da un creditore esistente o da un nuovo creditore, necessario per attuare il piano di ristrutturazione, ivi concordato e successivamente approvato dall'autorità giudiziaria o amministrativa;

(11)  "nuovo finanziamento": qualsiasi nuovo finanziamento o qualsiasi nuova erogazione di credito, forniti da un creditore esistente o da un nuovo creditore, necessari per attuare il piano di ristrutturazione, ivi concordati e successivamente approvati dall'autorità giudiziaria o amministrativa;

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  "finanziamento temporaneo": qualsiasi finanziamento, fornito da un creditore esistente o da un nuovo creditore, ragionevolmente e immediatamente necessario affinché l'impresa del debitore continui a operare o sopravviva o mantenga o aumenti il suo valore in attesa dell'omologazione del piano di ristrutturazione;

(12)  "finanziamento temporaneo": qualsiasi finanziamento o qualsiasi erogazione di credito, forniti da un creditore esistente o da un nuovo creditore, ragionevolmente e immediatamente necessari affinché l'impresa del debitore continui a operare o sopravviva o mantenga o aumenti il suo valore in attesa dell'omologazione del piano di ristrutturazione;

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 15 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  "professionista nel campo della ristrutturazione": la persona o l'organo nominato dall'autorità giudiziaria o amministrativa per svolgere uno o più dei seguenti compiti:

(15)  "professionista nel campo della ristrutturazione": la persona o l'organo che svolge uno o più dei seguenti compiti:

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis)  "piano di rimborso": un programma di pagamento di importi specifici a determinate date da parte di un debitore ai creditori nell'ambito di un piano di ristrutturazione;

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 15 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 ter)  "sostenibile economicamente": in grado di fornire un adeguato rendimento del capitale investito dopo avere coperto la totalità dei suoi costi, compresi l'ammortamento e gli oneri finanziari.

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i debitori e gli imprenditori abbiano accesso a strumenti di allerta in grado di individuare un andamento degenerativo dell'impresa e segnalare al debitore o all'imprenditore la necessità di agire con urgenza.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i debitori e gli imprenditori abbiano accesso a strumenti di allerta in grado di individuare un andamento degenerativo dell'impresa e segnalare al debitore o all'imprenditore la necessità di agire con urgenza. A tale proposito, la Commissione promuove, in linea con la sua strategia per il mercato unico digitale, l'uso e lo sviluppo di nuove tecnologie dell'informazione per le notifiche e le comunicazioni online, al fine di garantire procedure più efficaci di allerta.

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri provvedono affinché i debitori e gli imprenditori abbiano accesso a informazioni pertinenti, aggiornate, chiare, concise e di facile consultazione sulla disponibilità di strumenti di allerta e di qualsiasi mezzo per ristrutturarsi in una fase precoce o ottenere la liberazione dai debiti personali.

2.  Gli Stati membri garantiscono informazioni pubbliche, gratuite, pertinenti, aggiornate, chiare, concise e di facile consultazione sulla disponibilità di strumenti di allerta e di qualsiasi mezzo a disposizione dei debitori e degli imprenditori per ristrutturarsi in una fase precoce o ottenere la liberazione dai debiti personali.

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  La Commissione:

 

(a)  pubblica un elenco di indicatori di allerta, unitamente a una serie di azioni che debitori e imprenditori devono intraprendere nel caso in cui tali indicatori siano soddisfatti;

 

(b)  centralizza sul suo sito web le informazioni di cui al paragrafo 2 in modo da garantirne una facile consultazione. Gli Stati membri comunicano annualmente alla Commissione le informazioni aggiornate.

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri possono limitare l'accesso di cui ai paragrafi 1 e 2 alle piccole e medie imprese o agli imprenditori.

3.  Per le piccole e medie imprese o per gli imprenditori, gli Stati membri provvedono a fornire in tutte le fasi un accesso alla consulenza professionale di un professionista della ristrutturazione, ad esempio attraverso le camere di commercio o le associazioni di imprese e di notai, tenendo conto del fatto che tali misure devono essere accessibili alle PMI.

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Gli Stati membri provvedono affinché le autorità fiscali, di audit e di sicurezza sociale dispongano di adeguati canali, a norma del diritto nazionale, per segnalare quanto prima eventuali andamenti preoccupanti.

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Gli Stati membri incentivano i debitori che versano in difficoltà finanziarie ad agire in una fase precoce, fornendo informazioni chiare sulle procedure di ristrutturazione preventiva disponibili e sugli strumenti di allerta.

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il quadro di ristrutturazione preventiva può consistere in una o più procedure o misure.

2.  Il quadro di ristrutturazione preventiva può consistere in una o più procedure o misure stragiudiziali od ordinate dall'autorità giudiziaria o amministrativa.

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri possono prevedere altri mezzi per tutelare i debitori oltre a quelli prescritti dalla presente direttiva, ivi inclusi strumenti contrattuali.

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri limitano la partecipazione dell'autorità giudiziaria o amministrativa ai casi in cui è necessaria e proporzionata alla salvaguardia dei diritti delle parti interessate.

3.  Gli Stati membri possono limitare la partecipazione dell'autorità giudiziaria o amministrativa ai casi in cui è necessaria e proporzionata garantendo al contempo la salvaguardia dei diritti delle parti interessate.

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La nomina da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa di un professionista nel campo della ristrutturazione non è sempre obbligatoria.

2.  Gli Stati membri possono esigere la nomina da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa di un professionista nel campo della ristrutturazione, se necessario e opportuno per salvaguardare i diritti delle parti interessate, tenendo conto che dette misure dovrebbero essere economicamente accessibili alle PMI.

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri possono imporre la nomina di un professionista nel campo della ristrutturazione nei seguenti casi:

3.  Gli Stati membri garantiscono la nomina da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa di un professionista nel campo della ristrutturazione almeno nei seguenti casi:

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b bis)  quando l'obbligo del debitore di presentare istanza di insolvenza ai sensi del diritto nazionale sorge durante il periodo di sospensione delle azioni esecutive individuali;

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3 – lettera b ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b ter)  quando il piano prevede la cessione, totale o parziale, dell'impresa a un'altra impresa senza pagare integralmente i creditori né rilevare la totalità dei lavoratori.

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché il debitore che sta negoziando un piano di ristrutturazione con i creditori possa beneficiare della sospensione delle azioni esecutive individuali se e nella misura in cui è necessario per agevolare le trattative sul piano di ristrutturazione.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché il debitore che sta negoziando un piano di ristrutturazione con i creditori possa beneficiare della sospensione delle azioni esecutive individuali. Sono precisate condizioni specifiche al fine di garantire che tale sospensione sia necessaria per consentire le trattative sul piano di ristrutturazione. Gli Stati membri esigono almeno che le attività commerciali dei debitori che beneficiano di una sospensione delle azioni esecutive individuali siano economicamente sostenibili.

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri provvedono affinché la sospensione delle azioni esecutive individuali possa essere ordinata per tutti i tipi di creditori, compresi i titolari di garanzia o privilegio. La sospensione può essere generale, ossia riguardare tutti i creditori, o limitata, ossia riguardare uno o più singoli creditori, conformemente alla legislazione nazionale.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché la sospensione delle azioni esecutive individuali possa essere ordinata per tutti i tipi di creditori, compresi i creditori pubblici e commerciali e i titolari di garanzia o privilegio. La sospensione può essere generale, ossia riguardare tutti i creditori, o limitata, ossia riguardare uno o più singoli creditori, conformemente alla legislazione nazionale. Tale limitazione non compromette l'efficacia e il successo del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri si adoperano per trovare un equilibrio tra l'obiettivo principale della continuità dell'impresa e l'interesse pubblico generale per quanto riguarda i creditori pubblici.

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Il paragrafo 2 non si applica ai diritti non pagati dei lavoratori, tranne se e nella misura in cui gli Stati membri assicurano con altri mezzi che il pagamento di tali diritti sia garantito con un livello di tutela almeno equivalente a quella prevista dalla normativa nazionale di attuazione della direttiva 2008/94/CE.

3.  Il paragrafo 2 non si applica ai diritti delle microimprese e delle piccole imprese e ai diritti non pagati dei lavoratori, tranne se e nella misura in cui gli Stati membri assicurano con altri mezzi che il pagamento di tali diritti sia garantito con un livello di tutela almeno equivalente a quella prevista dalla normativa nazionale di attuazione della direttiva 2008/94/CE.

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri limitano la durata della sospensione delle azioni esecutive individuali a un massimo di quattro mesi.

4.  Gli Stati membri stabiliscono la durata massima della sospensione delle azioni esecutive individuali. Tale periodo massimo non è inferiore a tre mesi né superiore a sei mesi.

Emendamento    55

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  La durata totale della sospensione delle azioni esecutive individuali, incluse le proroghe e i rinnovi, non supera i dodici mesi.

7.  La durata totale della sospensione delle azioni esecutive individuali, incluse le proroghe e i rinnovi, non supera i nove mesi.

Emendamento    56

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 9

Testo della Commissione

Emendamento

9.  Gli Stati membri provvedono affinché, quando un singolo creditore o una singola classe di creditori è o sarebbe ingiustamente pregiudicato dalla sospensione delle azioni esecutive individuali, l'autorità giudiziaria o amministrativa possa decidere, su richiesta dei creditori in questione e nei loro confronti, di non concedere la sospensione delle azioni esecutive individuali o di revocare la sospensione già concessa.

9.  Gli Stati membri provvedono affinché, quando un singolo creditore o una singola classe di creditori è o sarebbe ingiustamente pregiudicato dalla sospensione delle azioni esecutive individuali, o un creditore vulnerabile si troverebbe ad affrontare difficoltà finanziarie, l'autorità giudiziaria o amministrativa possa decidere, su richiesta dei creditori in questione e nei loro confronti, di non concedere la sospensione delle azioni esecutive individuali o di revocare la sospensione già concessa. Si ritiene che sussista un pregiudizio ingiusto almeno quando un creditore o una classe di creditori si trova ad affrontare notevoli difficoltà economiche.

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La sospensione generale impedisce l'apertura delle procedure di insolvenza su richiesta di uno o più creditori.

2.  La sospensione generale applicabile a tutti i creditori coinvolti nelle trattative sul piano di ristrutturazione impedisce l'apertura delle procedure di insolvenza su richiesta di uno o più creditori, ad eccezione dei lavoratori, in conformità dell'articolo 6, paragrafo 3.

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri possono derogare al paragrafo 1 qualora durante il periodo di sospensione il debitore entri in crisi di liquidità e sia pertanto incapace di pagare i debiti in scadenza. In tal caso, gli Stati membri provvedono a che le procedure di ristrutturazione non si estinguano automaticamente e che, previo esame delle prospettive di raggiungimento di un accordo sul piano di ristrutturazione durante il periodo di sospensione, l'autorità giudiziaria o amministrativa possa decidere di differire l'apertura della procedura di insolvenza e di mantenere il beneficio della sospensione delle azioni esecutive individuali.

3.  Gli Stati membri possono derogare al paragrafo 1 qualora durante il periodo di sospensione il debitore entri in crisi di liquidità e sia pertanto incapace di pagare i debiti in scadenza. In tal caso, l'autorità giudiziaria o amministrativa ha la facoltà di deferire l'apertura della procedura di insolvenza e di mantenere il beneficio della sospensione delle azioni esecutive individuali, a condizione che ciò non comporti difficoltà finanziare significative per i creditori, al fine di esaminare le prospettive di raggiungimento di un accordo su un piano di ristrutturazione efficace o su un trasferimento d'impresa economicamente sostenibile durante il periodo di sospensione.

Emendamento    59

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri garantiscono che, durante il periodo di sospensione, i creditori cui si applica la sospensione non possano rifiutare l'adempimento dei contratti ineseguiti né risolverli, anticiparne la scadenza o modificarli in altro modo a danno del debitore in relazione ai crediti sorti prima della sospensione. Gli Stati membri possono limitare l'applicazione di tale disposizione ai contratti essenziali che sono necessari per continuare la gestione corrente dell'impresa.

4.  Gli Stati membri garantiscono che, durante il periodo di sospensione, i creditori cui si applica la sospensione non possano rifiutare l'adempimento dei contratti ineseguiti essenziali né risolverli, anticiparne la scadenza o modificarli in altro modo a danno del debitore in relazione ai crediti sorti prima della sospensione, a condizione che ciò non comporti gravi difficoltà finanziarie per i creditori. Ai fini del presente paragrafo, un contratto ineseguito è essenziale quando è necessario per continuare la gestione corrente dell'impresa, incluse tutte le forniture la cui interruzione comporterebbe la paralisi dell'attività dell'impresa.

Emendamento    60

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Gli Stati membri provvedono affinché i creditori non possano rifiutare l'adempimento dei contratti ineseguiti né risolverli, anticiparne la scadenza o modificarli in altro modo a danno del debitore in forza di una clausola contrattuale che prevede tali misure, in ragione esclusivamente dell'avvio delle trattative di ristrutturazione da parte del debitore, di una richiesta di sospensione delle azioni esecutive individuali, dell'ordine di sospensione in quanto tale o di qualsiasi analoga circostanza connessa alla sospensione.

5.  Gli Stati membri possono esigere che i creditori non possano rifiutare l'adempimento dei contratti ineseguiti né risolverli, anticiparne la scadenza o modificarli in altro modo a danno del debitore in forza di una clausola contrattuale che prevede tali misure, in ragione esclusivamente dell'avvio delle trattative di ristrutturazione da parte del debitore, di una richiesta di sospensione delle azioni esecutive individuali, dell'ordine di sospensione in quanto tale o di qualsiasi analoga circostanza connessa alla sospensione.

Emendamento    61

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Gli Stati membri provvedono affinché nulla impedisca al debitore di pagare nell'ambito dell'attività ordinaria i crediti eseguibili o esigibili dei creditori non interessati e dei creditori interessati che sorgono dopo la concessione della sospensione e che continuano a sorgere durante il periodo di sospensione.

6.  Gli Stati membri provvedono affinché nulla impedisca al debitore di pagare nell'ambito dell'attività ordinaria i crediti eseguibili o esigibili dei creditori non interessati e dei creditori interessati che sorgano in qualsiasi momento durante il periodo di sospensione. Durante tale periodo, i debitori devono essere in grado di eseguire operazioni che siano nell'interesse della continuità dell'attività.

Emendamento    62

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

(g)  un parere o una dichiarazione motivata della persona competente a proporre il piano di ristrutturazione indicante il motivo per cui l'impresa è economicamente sostenibile, il modo in cui l'attuazione del piano dovrebbe consentire al debitore di evitare l'insolvenza e di ripristinarne la sostenibilità economica a lungo termine e le necessarie condizioni preliminari previste per il successo del piano.

(g)  un parere o una dichiarazione motivata della persona competente a proporre il piano di ristrutturazione indicante il motivo per cui l'impresa è economicamente sostenibile, il modo in cui l'attuazione del piano dovrebbe consentire al debitore di evitare l'insolvenza e/o di ripristinarne la sostenibilità economica a lungo termine e le necessarie condizioni preliminari previste per il successo del piano.

Emendamento    63

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera g bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g bis)  i crediti o altri diritti dei lavoratori sono trattati tenendo conto della priorità assoluta di eventuali crediti finanziari dei lavoratori.

Emendamento    64

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Gli Stati membri provvedono affinché la loro legislazione nazionale garantisca effettivamente la riservatezza delle discussioni, degli scambi, delle trattative o delle sessioni di informazione con persone che abbiano sottoscritto un impegno di riservatezza.

Emendamento    65

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 ter.  Gli Stati membri possono prevedere il diritto di uno o più creditori di presentare un piano alternativo al piano presentato dal debitore o da un creditore con l'accordo del debitore.

Emendamento    66

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 3 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 quater.  Le procedure intese ad attuare i piani di ristrutturazione che attribuiscono ai creditori un dividendo almeno pari a quello che avrebbero ottenuto in caso di vendita dell'attivo e di collocazione del prezzo a seguito di una procedura d'insolvenza sono procedure di fallimento ai sensi delle direttive di cui sopra.

Emendamento    67

Proposta di direttiva

Articolo 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 8 bis

 

I crediti o altri diritti dei lavoratori non sono interessati dai piani di ristrutturazione.

Emendamento    68

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i creditori interessati abbiano diritto di voto sull'adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri possono concedere tali diritti di voto anche ai detentori di strumenti di capitale interessati, conformemente all'articolo 12, paragrafo 2.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i creditori interessati, inclusi i creditori pubblici e i lavoratori, abbiano diritto di voto sull'adozione del piano di ristrutturazione con piena cognizione delle conseguenze che esso implica per ciascuno di essi. Gli Stati membri possono concedere tali diritti di voto anche ai detentori di strumenti di capitale interessati, conformemente all'articolo 12, paragrafo 2.

Emendamento    69

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri provvedono affinché le parti interessate siano trattate in classi distinte che rispecchiano i criteri di formazione delle classi. Le classi sono formate in modo tale che ciascuna comprenda crediti o interessi con diritti sufficientemente simili da considerarne i membri un gruppo omogeneo con comunanza di interessi. Come minimo, i crediti garantiti e quelli chirografari sono trattati in classi distinte ai fini dell'adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri possono prevedere che i lavoratori siano trattati in una specifica classe distinta.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché le parti interessate siano trattate in classi distinte che rispecchiano i criteri di formazione delle classi. Le classi sono formate in modo tale che ciascuna comprenda crediti o interessi con diritti sufficientemente simili da considerarne i membri un gruppo omogeneo con comunanza di interessi. Come minimo, i crediti garantiti e quelli chirografari sono trattati in classi distinte ai fini dell'adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri prevedono che i lavoratori siano trattati in una specifica classe distinta. Gli Stati membri possono altresì stabilire norme specifiche che promuovano la formazione di classi distinte per i creditori vulnerabili, come i piccoli fornitori, le microimprese e le piccole imprese.

Emendamento    70

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Il piano di ristrutturazione si considera adottato dalle parti interessate purché in ciascuna classe sia ottenuta la maggioranza dell'importo dei crediti o degli interessi. Le maggioranze richieste per l'adozione del piano di ristrutturazione sono stabilite dagli Stati membri e in ogni caso non sono superiori al 75% dell'importo dei crediti o degli interessi di ciascuna classe.

4.  Il piano di ristrutturazione si considera adottato dalle parti interessate purché in ciascuna classe sia ottenuta la maggioranza dell'importo dei crediti o degli interessi. Le maggioranze richieste per l'adozione del piano di ristrutturazione sono stabilite dagli Stati membri e in ogni caso non sono superiori al 75% dell'importo dei crediti o degli interessi di ciascuna classe. Il piano di cessione è autorizzato dalla giurisdizione competente secondo la procedura nazionale che consente di autorizzare e di realizzare detta cessione.

Emendamento    71

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Qualora in una o più classi di voto dissenzienti non sia raggiunta la maggioranza necessaria, il piano può comunque essere omologato se rispetta i requisiti per la ristrutturazione trasversale dei debiti di cui all'articolo 11.

6.  Qualora in una o più classi di voto dissenzienti non sia raggiunta la maggioranza necessaria, il piano può comunque essere omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa se rispetta i requisiti per la ristrutturazione trasversale dei debiti di cui all'articolo 11.

Emendamento    72

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

6 bis.  Gli Stati membri garantiscono che, in caso di mancata collaborazione da parte di altri creditori, il piano di ristrutturazione dei lavoratori possa essere presentato all'autorità amministrativa o giudiziaria competente e adottato senza il consenso dei creditori non cooperativi.

Emendamento    73

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri dispongono affinché i seguenti piani di ristrutturazione possano vincolare le parti solo se sono omologati dall'autorità giudiziaria o amministrativa:

1.  Gli Stati membri dispongono affinché i piani di ristrutturazione concernenti gli interessi delle parti interessate dissenzienti possano vincolare le parti solo se sono omologati dall'autorità giudiziaria o amministrativa.

Emendamento    74

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  il piano di ristrutturazione superi la prova dell'interesse superiore del creditore;

(b)  il piano di ristrutturazione superi la prova dell'interesse superiore del creditore, in caso di contestazione da parte dei creditori;

Emendamento    75

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  qualsiasi nuovo finanziamento sia necessario per attuare il piano di ristrutturazione e non pregiudichi ingiustamente gli interessi dei creditori.

(c)  qualsiasi nuovo finanziamento sia necessario per attuare il piano di ristrutturazione e non pregiudichi ingiustamente gli interessi dei creditori esistenti.

Emendamento    76

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri provvedono a che, nei casi in cui l'autorità giudiziaria o amministrativa è tenuta a omologare il piano di ristrutturazione per renderlo vincolante, la decisione sia adottata senza indugio dopo la presentazione della domanda di omologazione e in ogni caso non oltre 30 giorni da tale presentazione.

4.  Gli Stati membri provvedono a che, nei casi in cui l'autorità giudiziaria o amministrativa è tenuta a omologare il piano di ristrutturazione o ad autorizzare un piano di cessione per renderlo vincolante, la decisione sia adottata senza indugio dopo la presentazione della domanda di omologazione e in ogni caso non oltre 30 giorni da tale presentazione.

Emendamento    77

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  soddisfa le condizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 2;

(a)  soddisfa le condizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 2, e non è in contrasto con l'articolo 10, paragrafo 3, nell'adempimento delle condizioni ivi stabilite;

Emendamento    78

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri possono provvedere affinché nel piano sia contemplata la possibilità per il detentore di strumenti di capitale di una piccola e media impresa di fornire un contributo non monetario alla ristrutturazione.

Emendamento    79

Proposta di direttiva

Articolo 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 12 bis

 

Lavoratori

 

Gli Stati membri provvedono affinché i diritti dei lavoratori non siano pregiudicati dal processo di ristrutturazione e vi sia un controllo indipendente della conformità della normativa nazionale e dell'Unione in materia, compresi i diritti previsti dalla presente direttiva. Tali diritti comprendono in particolare:

 

(i)  il diritto alla negoziazione collettiva e all'azione sindacale;

 

(ii)  il diritto all'informazione e alla consultazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori, compreso in particolare l'accesso alle informazioni relative a qualsiasi procedura che potrebbe avere un impatto sull'occupazione e/o sulla capacità dei lavoratori di recuperare i loro salari e qualsiasi pagamento futuro, incluse le pensioni professionali.

 

Gli Stati membri provvedono inoltre affinché i lavoratori siano trattati ovunque come una classe di creditori preferenziale e sicura.

Emendamento    80

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Qualora il piano di ristrutturazione sia contestato per presunta violazione della prova dell'interesse superiore del creditore, l'autorità giudiziaria o amministrativa determina il valore di liquidazione.

1.  Qualora il piano di ristrutturazione o di cessione sia contestato per presunta violazione della prova dell'interesse superiore del creditore, l'autorità giudiziaria o amministrativa determina il valore di liquidazione.

Emendamento    81

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Nei seguenti casi l'autorità giudiziaria o amministrativa determina il valore dell'impresa sulla base del valore dell'impresa in continuità aziendale:

2.  Nei seguenti casi l'autorità giudiziaria o amministrativa determina il valore dell'impresa sulla base del valore dell'impresa in continuità aziendale e in valore dei proventi derivanti dalla vendita degli attivi da parte dell'amministratore delle procedure di insolvenza:

Emendamento    82

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  I creditori che non sono coinvolti nell'adozione del piano di ristrutturazione non sono interessati dal piano.

2.  I creditori che non sono indicati in un piano di ristrutturazione omologato dall'autorità giudiziaria o amministrativa non sono interessati dal piano.

Emendamento    83

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 4 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  omologare il piano e concedere un risarcimento pecuniario ai creditori dissenzienti, pagabile dal debitore o dai creditori che hanno votato a favore del piano.

(b)  omologare il piano e valutare la possibilità di concedere un risarcimento pecuniario ai creditori dissenzienti che subiscono un danno ingiustificato nell'ambito del piano e, se del caso, concedere tale risarcimento, pagabile dal debitore.

Emendamento    84

Proposta di direttiva

Articolo 17 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri possono esigere che per beneficiare della tutela di cui al paragrafo 1 le operazioni di cui al paragrafo 2, lettera e), siano approvate da un professionista nel campo della ristrutturazione o dall'autorità giudiziaria o amministrativa.

3.  Gli Stati membri esigono che per beneficiare della tutela di cui al paragrafo 1 le operazioni di cui al paragrafo 2, lettera e), siano approvate da un professionista nel campo della ristrutturazione o dall'autorità giudiziaria o amministrativa.

Emendamento    85

Proposta di direttiva

Articolo 18 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  tenere debitamente conto degli interessi dei creditori e delle altre parti interessate;

(b)  tenere debitamente conto degli interessi dei creditori e delle altre parti interessate, ivi compreso per quanto concerne l'occupazione;

Emendamento    86

Proposta di direttiva

Articolo 18 – lettera d bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(d bis)  attuare, nel modo più compatibile con la riservatezza, gli obblighi derivanti dagli atti legislativi dell'Unione che conferiscono diritti ai lavoratori.

Emendamento    87

Proposta di direttiva

Articolo 18 – lettera d ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(d ter)  non ridurre intenzionalmente il valore dell'attivo netto della società al di sotto del livello necessario per adempiere gli obblighi maturati nei confronti dei lavoratori;

Emendamento    88

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri offrono agli imprenditori che necessitano di una seconda opportunità azioni di sostegno alle imprese e di rigenerazione che contribuiranno a rilanciare le loro capacità imprenditoriali.

Emendamento    89

Proposta di direttiva

Articolo 20 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri dispongono che alla scadenza dei termini per la liberazione dai debiti l'imprenditore sovraindebitato sia liberato dai debiti senza necessità di rivolgersi nuovamente all'autorità giudiziaria o amministrativa.

2.  Gli Stati membri dispongono che alla scadenza dei termini per la liberazione dai debiti l'imprenditore sovraindebitato sia liberato dai debiti dopo conferma ufficiale.

Emendamento    90

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  nell'indebitarsi o durante il recupero dei crediti l'imprenditore sovraindebitato ha agito in modo disonesto o in malafede nei confronti dei creditori;

(a)  nell'indebitarsi o durante il recupero dei crediti l'imprenditore sovraindebitato ha agito in modo disonesto o in malafede nei confronti dei creditori. La Commissione fornisce agli Stati membri orientamenti volti a definire una serie di criteri per stabilire cosa costituisca un'azione disonesta o in malafede;

Emendamento    91

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  l'imprenditore sovraindebitato non ha aderito al piano di rimborso o ad altro obbligo giuridico a tutela degli interessi dei creditori;

(b)  l'imprenditore sovraindebitato non ha aderito sostanzialmente al piano di rimborso o ad altro obbligo giuridico a tutela degli interessi dei creditori, tenendo conto delle difficoltà affrontate dalle microimprese e dalle piccole imprese in termini di adesione alle procedure di insolvenza e ristrutturazione.

Emendamento    92

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  in caso di accesso abusivo alle procedure di liberazione dai debiti;

soppresso

Emendamento    93

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  in caso di accesso ripetuto a procedure di liberazione dai debiti entro un certo periodo di tempo.

(d)  in caso di accesso ripetuto e abusivo a procedure di liberazione dai debiti entro un certo periodo di tempo.

Emendamento    94

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Qualora lo giustifichi un interesse generale, gli Stati membri possono escludere dalla liberazione dai debiti alcune categorie specifiche di debiti, quali i debiti garantiti o i debiti derivanti da sanzioni penali o da responsabilità extracontrattuale, o stabilire termini più lunghi per la liberazione dai debiti.

3.  Qualora lo giustifichi un interesse generale, gli Stati membri possono escludere dalla liberazione dai debiti alcune categorie specifiche di debiti, quali i debiti garantiti o i debiti derivanti dal diritto di mantenimento, da sanzioni penali o da responsabilità extracontrattuale, o stabilire termini più lunghi per la liberazione dai debiti. Quando l'esclusione riguarda i creditori pubblici, gli Stati membri tengono conto dell'equilibrio necessario tra l'interesse pubblico generale e la promozione dell'imprenditorialità.

Emendamento    95

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché, ai fini della liberazione dai debiti, i debiti professionali contratti dall'imprenditore sovraindebitato nel corso della sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale e i debiti personali contratti dal medesimo al di fuori di tale attività siano trattati in un'unica procedura.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché, ai fini della liberazione dai debiti, i debiti professionali contratti dall'imprenditore sovraindebitato nel corso della sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale siano trattati in maniera distinta dai debiti personali contratti dal medesimo al di fuori di tale attività. Laddove esistano procedure per ottenere la liberazione dai debiti sia professionali che personali, tali procedure possono essere coordinate ai fini della liberazione dai debiti conformemente alla presente direttiva.

Emendamento    96

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri possono derogare al paragrafo 1 e stabilire che i debiti professionali e personali siano trattati in procedure distinte purché, ai fini della liberazione dai debiti conformemente alla presente direttiva, tali procedure possano essere coordinate.

soppresso

Emendamento    97

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i magistrati e il personale delle autorità amministrative che si occupano di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità ricevano una formazione iniziale e successiva di livello consono alle loro responsabilità.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i magistrati e il personale delle autorità amministrative che si occupano di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità abbiano esperienza e competenze di livello consono alle loro responsabilità.

Emendamento    98

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri assicurano che i mediatori, gli amministratori delle procedure di insolvenza e gli altri professionisti nominati per occuparsi di questioni in materia di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità ricevano la necessaria formazione iniziale e successiva al fine di garantire che i loro servizi siano forniti in modo efficace, imparziale, indipendente e competente in relazione alle parti.

1.  Gli Stati membri assicurano che i mediatori, gli amministratori delle procedure di insolvenza e gli altri professionisti nominati per occuparsi di questioni in materia di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità abbiano vaste competenze ed esperienza al fine di garantire che i loro servizi siano forniti in modo efficace, imparziale, indipendente e competente in relazione alle parti. Gli Stati membri provvedono inoltre a rendere disponibile un elenco pubblico di professionisti e mediatori registrati affinché i debitori siano più facilmente incoraggiati a tutelarsi mediante strumenti contrattuali, oltre ai mezzi prescritti dalla presente direttiva.

Emendamento    99

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  La Commissione agevola la condivisione delle migliori pratiche tra gli Stati membri al fine di migliorare la qualità della formazione in tutta l'Unione, anche attraverso la creazione di reti e lo scambio di esperienze e di strumenti di sviluppo delle capacità e, ove necessario, organizza formazioni destinate ai membri delle autorità giudiziarie e amministrative su temi quali la ristrutturazione, l'insolvenza e la seconda opportunità.

Emendamento    100

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri incoraggiano in qualsiasi modo ritengano appropriato l'elaborazione di codici volontari di condotta da parte dei professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità nonché la sottoscrizione dei medesimi, così come qualunque altro efficace meccanismo di vigilanza riguardante la fornitura di tali servizi.

2.  La Commissione incoraggia gli Stati membri a definire norme minime per i professionisti, in particolare in materia di formazione e qualifiche professionali, di obbligo di essere registrati come professionisti, di ottenimento della licenza, di responsabilità personale, di codice etico professionale, di assicurazione e di onorabilità.

Emendamento    101

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Se il professionista nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità è nominato dall'autorità giudiziaria o amministrativa, gli Stati membri assicurano che i criteri relativi alle modalità di scelta del professionista da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa siano chiari e trasparenti. Ai fini della scelta di un professionista nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità in un caso specifico, occorre tenere debito conto delle esperienze e competenze del professionista. Se del caso, il debitore e i creditori sono consultati ai fini della scelta del professionista.

3.  Se il professionista nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità è nominato dall'autorità giudiziaria o amministrativa, gli Stati membri assicurano che i criteri relativi alle modalità di scelta del professionista da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa siano chiari e trasparenti. Ai fini della scelta di un professionista nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità in un caso specifico, occorre tenere debito conto delle esperienze e competenze del professionista, non solo in campo giuridico ma anche commerciale. Se del caso, il debitore e i creditori sono consultati ai fini della scelta del professionista.

Emendamento    102

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri provvedono affinché gli onorari addebitati dai professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità siano regolamentati da norme atte a incentivare la risoluzione tempestiva ed efficace delle procedure, tenendo debitamente conto della complessità del caso. Gli Stati membri provvedono affinché siano disponibili procedure adeguate dotate di misure interne di salvaguardia al fine di garantire la risoluzione tempestiva delle controversie in materia di remunerazione.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché gli onorari addebitati dai professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità siano regolamentati da norme atte a incentivare la risoluzione tempestiva ed efficace delle procedure, tenendo debitamente conto della complessità del caso. L'efficienza della procedura è misurata non solo in termini di tassi di recupero per i creditori, ma anche in termini dell'impresa o dell'imprenditore e di ripristino della sostenibilità economica dell'azienda, sotto la responsabilità di un'autorità amministrativa o giudiziaria. Gli Stati membri provvedono affinché siano disponibili procedure adeguate dotate di misure interne di salvaguardia al fine di garantire la risoluzione tempestiva delle controversie in materia di remunerazione.

Emendamento    103

Proposta di direttiva

Articolo 27 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 27 bis

 

Informazioni disponibili per gli imprenditori ai quali è stata concessa una seconda opportunità

 

1.  Gli Stati membri garantiscono che gli imprenditori ai quali è stata concessa una seconda opportunità abbiano accesso a informazioni pertinenti, aggiornate, chiare, concise e di facile consultazione in merito alla disponibilità di supporto amministrativo, legale, commerciale o finanziario personalizzato e a tutti gli strumenti messi a loro disposizione per agevolare l'avvio di una nuova attività.

 

2.  Gli Stati membri comunicano annualmente alla Commissione le informazioni da fornire di cui al paragrafo 1.

 

3.  La Commissione pubblica sul suo sito web, in un formato di facile consultazione, le informazioni da fornire a norma del paragrafo 1 e ottenute conformemente al paragrafo 2.

Emendamento    104

Proposta di direttiva

Articolo 28 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  notifiche ai creditori;

(c)  notifiche ai creditori e ai rappresentanti dei lavoratori;

Emendamento    105

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

(g)  il numero di debitori che, dopo essere stati sottoposti a una procedura di cui alla lettera a), punto iii), sono sottoposti a un'altra di tali procedure o a un'altra procedura di cui alla lettera a).

(g)  il numero di debitori che, dopo essere stati sottoposti a una procedura di cui alla lettera a), punti ii) e iii), sono sottoposti a un'altra di tali procedure o a un'altra procedura di cui alla lettera a).

Emendamento    106

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g bis)  per i debitori che hanno avviato una nuova attività dopo aver subito una procedura di cui alla lettera a), punti ii) e iii), il periodo medio tra la fine della procedura e l'avvio della nuova attività;

Emendamento    107

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g ter)  il numero dei posti di lavoro persi, il trasferimento parziale o totale delle attività, gli esuberi parziali e l'impatto degli accordi di ristrutturazione sull'occupazione, nonché il livello dei finanziamenti pubblici;

Emendamento    108

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g quater (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g quater)  il lavoro svolto da ciascun professionista nonché i rispettivi risultati concernenti i dati di cui alle lettere da a) a e) del presente paragrafo;

Emendamento    109

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g quinquies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g quinquies)  il numero di procedure di ristrutturazione e di insolvenza fraudolente e il funzionamento dei meccanismi di esecuzione in atto.

Emendamento    110

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri compilano statistiche a partire dai dati aggregati di cui ai paragrafi 1 e 2 per anni di calendario completi che finiscono il 31 dicembre di ogni anno, iniziando dai dati raccolti per il primo anno di calendario completo successivo al [data di inizio dell'applicazione delle misure di attuazione]. Tali statistiche sono comunicate alla Commissione annualmente, entro il 31 marzo dell'anno di calendario successivo a quello per cui i dati sono raccolti, mediante il modulo per la comunicazione dei dati.

3.  Gli Stati membri compilano statistiche a partire dai dati aggregati di cui ai paragrafi 1 e 2 per anni di calendario completi che finiscono il 31 dicembre di ogni anno, iniziando dai dati raccolti per il primo anno di calendario completo successivo al [data di inizio dell'applicazione delle misure di attuazione]. Tali statistiche sono comunicate alla Commissione annualmente, entro il 31 marzo dell'anno di calendario successivo a quello per cui i dati sono raccolti, mediante il modulo per la comunicazione dei dati. Gli Stati membri presentano le statistiche avvalendosi di un sito web di facile consultazione.

Emendamento    111

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  La Commissione centralizza sul suo sito web le informazioni di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 in modo da garantirne una facile consultazione.

Emendamento    112

Proposta di direttiva

Articolo 31 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La presente direttiva lascia impregiudicati i seguenti atti:

1.  Gli Stati membri assicurano che nelle proprie disposizioni legislative, regolamentari e amministrative:

Emendamento    113

Proposta di direttiva

Articolo 31 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli80;

(a)  la direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli80, in particolare la protezione dei diritti e gli obblighi di cui agli articoli da 3 a 9 di tale direttiva;

__________________

__________________

80 Direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 1998, concernente il carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli (GU L 166 dell'11.6.1998, pag. 45).

80 Direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 1998, concernente il carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli (GU L 166 dell'11.6.1998, pag. 45).

Emendamento    114

Proposta di direttiva

Articolo 31 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  direttiva 2002/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai contratti di garanzia finanziaria81;

(b)  la direttiva 2002/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai contratti di garanzia finanziaria81, in particolare la protezione dei diritti e gli obblighi di cui agli articoli da 4 a 8 di tale direttiva; e

__________________

__________________

81 Direttiva 2002/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 giugno 2012, relativa ai contratti di garanzia finanziaria (GU L 168 del 27.6.2002, pag. 43).

81 Direttiva 2002/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 giugno 2012, relativa ai contratti di garanzia finanziaria (GU L 168 del 27.6.2002, pag. 43).

Emendamento    115

Proposta di direttiva

Articolo 31 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni82.

(c)  il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni82, in particolare l'obbligo di fornire garanzie o margini di cui agli articoli 11, 41 e 46 di tale regolamento,

__________________

__________________

82 Regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1).

82 Regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1).

Emendamento    116

Proposta di direttiva

Articolo 31 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

prevalgano sulle disposizioni della presente direttiva e in particolare sui diritti dei debitori nell'ambito di qualsiasi sospensione delle azioni esecutive, in conformità dell'articolo 6.

Emendamento    117

Proposta di direttiva

Articolo 33

Testo della Commissione

Emendamento

Entro il [5 anni a decorrere dalla data di inizio dell'applicazione delle misure di attuazione], e successivamente ogni 7 anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo una relazione sull'applicazione della presente direttiva, anche per quanto riguarda l'opportunità di ulteriori misure per consolidare e rafforzare il quadro giuridico in materia di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità.

Entro il [3 anni a decorrere dalla data di inizio dell'applicazione delle misure di attuazione], e successivamente ogni 5 anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo una relazione sull'applicazione della presente direttiva, anche per quanto riguarda l'opportunità di ulteriori misure per consolidare e rafforzare il quadro giuridico in materia di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità, ivi compresa la disponibilità di risorse e di tribunali specializzati.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Quadri di ristrutturazione preventiva, seconda opportunità e misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti

Riferimenti

COM(2016)0723 – C8-0475/2016 – 2016/0359(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

JURI

16.1.2017

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

ECON

16.1.2017

Relatore per parere

       Nomina

Enrique Calvet Chambon

24.11.2016

Esame in commissione

30.8.2017

 

 

 

Approvazione

4.12.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

2

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Hugues Bayet, Pervenche Berès, Jonás Fernández, Sven Giegold, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Petr Ježek, Philippe Lamberts, Werner Langen, Sander Loones, Olle Ludvigsson, Caroline Nagtegaal, Luděk Niedermayer, Anne Sander, Alfred Sant, Martin Schirdewan, Molly Scott Cato, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Paul Tang, Ramon Tremosa i Balcells, Tom Vandenkendelaere, Miguel Viegas, Jakob von Weizsäcker

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Enrique Calvet Chambon, Ashley Fox, Marian Harkin, Alain Lamassoure, Verónica Lope Fontagné, Paloma López Bermejo, Tibor Szanyi

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Eleonora Evi, Sylvie Goddyn, Carlos Iturgaiz, Claudia Schmidt, Sven Schulze, Bogdan Brunon Wenta

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

33

+

ALDE

Enrique Calvet Chambon, Marian Harkin, Petr Ježek, Caroline Nagtegaal, Ramon Tremosa i Balcells

ECR

Ashley Fox, Sander Loones

PPE

Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Carlos Iturgaiz, Alain Lamassoure, Werner Langen, Verónica Lope Fontagné, Luděk Niedermayer, Anne Sander, Claudia Schmidt, Sven Schulze, Tom Vandenkendelaere, Bogdan Brunon Wenta

S&D

Hugues Bayet, Pervenche Berès, Jonás Fernández, Roberto Gualtieri, Olle Ludvigsson, Alfred Sant, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Tibor Szanyi, Paul Tang, Jakob von Weizsäcker

VERTS/ALE

Sven Giegold, Philippe Lamberts, Molly Scott Cato

2

-

ENF

Gerolf Annemans, Sylvie Goddyn

4

0

EFDD

Eleonora Evi

GUE/NGL

Paloma López Bermejo, Martin Schirdewan, Miguel Viegas

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (5.12.2017)

destinato alla commissione giuridica

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, la seconda opportunità e misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti, e che modifica la direttiva 2012/30/UE

(COM(2016)0723 – C8-0475/2016 – 2016/0359(COD))

Relatore per parere: David Martin

BREVE MOTIVAZIONE

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali intende richiamare l'attenzione sul fatto che, nella proposta legislativa in esame, i lavoratori di un'impresa sono considerati creditori allo stesso titolo di una banca o di qualsiasi altro detentore di capitale.

Tale visione dell'impresa, da una parte, relega la proposta ad un ambito finanziario e, dall'altra, definisce il risanamento di un'impresa unicamente come una riorganizzazione finanziaria delle parti interessate ai fini di una "seconda opportunità", senza prendere realmente in considerazione i lavoratori.

Del resto, tale visione conduce quasi a identificare il creditore con il consumatore, come sottolineato nella parte introduttiva, in cui, seppure in modo non esplicito, viene delineata la possibilità di un'applicazione della proposta al settore del consumo. Gli emendamenti proposti si articolano lungo più assi:

  far riconoscere la responsabilità sociale dell'impresa, la quale non è riducibile ad una rete organizzata di contratti tra imprenditore, detentori di capitale, creditori finanziari, fornitori, clienti e lavoratori, ma è un'organizzazione sociale che produce valore attraverso il lavoro individuale e collettivo dei suoi collaboratori e che, a tale titolo, i lavoratori non costituiscono una classe identica alle altre;

  dare la possibilità ai lavoratori e ai loro rappresentanti, forti della loro conoscenza degli strumenti di lavoro, di fare uso di un diritto di allerta su una situazione economica che potrebbero giudicare preoccupante; nel quadro di una ristrutturazione anticipata, agire ad armi pari con le altre parti interessate o i creditori (quali definiti nel testo) dando ai lavoratori e ai loro rappresentanti diritto e accesso a strumenti di analisi e di consulenza di cui sono sprovvisti;

  tenere conto dei casi in cui il personale in pensione di un'impresa a rischio di fallimento potrebbe subirne le conseguenze (piani di risparmio aziendali, fondi pensione) e considerarlo in tali casi come una "classe" nel senso della direttiva.

La Commissione europea si compiace, nel testo introduttivo, dell'incidenza positiva del diritto all'informazione e alla consultazione, che può essere tale soltanto se tali diritti sono effettivi, cosa che fino ad ora non si è verificata. È opportuno ricordare che l'articolo 27 della Carta dei diritti fondamentali sancisce il diritto dei lavoratori all'informazione e alla consultazione nell'ambito dell'impresa. È essenziale che le ristrutturazioni anticipate non solo non deroghino a tali principi, ma soprattutto che diano al dialogo sociale tutto lo spazio necessario. Le misure proposte nel presente parere avranno un effetto positivo su tale diritto, dato che lasciano impregiudicata la normativa vigente dell'Unione in tale settore e prevedono, inoltre, il diritto dei lavoratori interessati di votare sui piani di ristrutturazione.

Infine, gli emendamenti proposti rafforzano quattro degli otto "vantaggi" identificati nello studio di impatto (1-3-5-8): "possibilità efficaci di ristrutturazione precoce", la facilitazione della "continuazione dell'impresa del debitore durante la ristrutturazione", "l'aumento delle possibilità di successo dei piani di ristrutturazione" e una maggiore "efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità".

EMENDAMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione giuridica, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando -1 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(-1) Tutti i lavoratori dovrebbero avere diritto alla protezione dei propri crediti in caso di insolvenza del datore di lavoro, come stabilito nella Carta sociale europea.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  L'obiettivo della presente direttiva è eliminare gli ostacoli all'esercizio delle libertà fondamentali, quali la libera circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento, derivanti dalle differenze tra le legislazioni e procedure nazionali in materia di ristrutturazione preventiva, insolvenza e seconda opportunità. La presente direttiva mira a rimuovere tali ostacoli garantendo alle imprese economicamente sostenibili in difficoltà finanziarie la possibilità di accedere a quadri nazionali efficaci in materia di ristrutturazione preventiva che consentano loro di continuare a operare, agli imprenditori onesti sovraindebitati una seconda opportunità dopo la liberazione integrale dai debiti e dopo un periodo di tempo ragionevole, e una maggiore efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti, in particolare una minore durata.

(1)  L'obiettivo della presente direttiva è contribuire al buon funzionamento del mercato interno eliminando gli ostacoli all'esercizio delle libertà fondamentali, quali la libera circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento, derivanti dalle differenze tra le legislazioni e procedure nazionali in materia di ristrutturazione preventiva, insolvenza e seconda opportunità. Fatti salvi i diritti e le libertà fondamentali dei lavoratori, la presente direttiva mira a rimuovere tali ostacoli garantendo alle imprese economicamente sostenibili in difficoltà finanziarie la possibilità di accedere a quadri nazionali efficaci in materia di ristrutturazione preventiva che consentano loro di continuare a operare, riducendo le perdite di posti di lavoro evitabili e contribuendo al contempo al soddisfacimento dei creditori in modo equivalente a quanto avverrebbe in caso di liquidazione; agli imprenditori onesti sovraindebitati una seconda opportunità dopo la liberazione integrale dai debiti e dopo un periodo di tempo ragionevole, e una maggiore efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti, in particolare una minore durata.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  La ristrutturazione dovrebbe consentire alle imprese in difficoltà finanziarie di continuare a operare, in tutto o in parte, modificando la composizione, le condizioni o la struttura delle attività e delle passività o della loro struttura del capitale, anche mediante la vendita di attività o parti dell'impresa. I quadri di ristrutturazione preventiva dovrebbero innanzitutto permettere alle imprese di ristrutturarsi in una fase precoce e di evitare l'insolvenza. Tali quadri dovrebbero massimizzare il valore totale per i creditori, i proprietari e l'economia in generale e impedire inutili perdite di posti di lavoro e perdite di conoscenze e competenze. Dovrebbero inoltre prevenire l'accumulo di crediti deteriorati. Durante il processo di ristrutturazione dovrebbero essere tutelati i diritti di tutte le parti coinvolte. Nel contempo, le imprese non economicamente sostenibili che non hanno prospettive di sopravvivenza dovrebbero essere liquidate il più presto possibile.

(2)  La ristrutturazione e le risultanze di relazioni di esperti appropriate e sostenibili dovrebbero consentire alle imprese in difficoltà finanziarie di continuare a operare, in tutto o in parte, modificando la composizione, le condizioni o la struttura delle attività e delle passività o della loro struttura del capitale, anche mediante la vendita di attività o parti dell'impresa. I quadri di ristrutturazione preventiva dovrebbero innanzitutto permettere alle imprese di ristrutturarsi in una fase precoce e di evitare l'insolvenza e la liquidazione delle imprese sostenibili. Tali quadri dovrebbero impedire la perdita di posti di lavoro e di conoscenze e competenze, e massimizzare il valore totale per i creditori, rispetto a quanto riceverebbero in caso di liquidazione dell'attivo, per i proprietari e l'economia in generale. Dovrebbero inoltre prevenire l'accumulo di crediti deteriorati. Durante il processo di ristrutturazione dovrebbero essere tutelati i diritti di tutte le parti coinvolte, tra cui quelli dei lavoratori. Nel contempo, le imprese non economicamente sostenibili che non hanno prospettive di sopravvivenza dovrebbero essere liquidate il più presto possibile.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  Gli Stati membri dovrebbero esaminare la possibilità di proporre meccanismi volti a impedire un ricorso eccessivo o abusivo a professionisti finanziati dall'impresa da parte dei dipendenti, poiché tale ricorso avrebbe, in ultima analisi, ripercussioni negative sulla situazione finanziaria dell'impresa stessa.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 ter)  Un quadro legislativo comune sarebbe positivo per gli interessi delle imprese e degli imprenditori che intendano ampliare la loro attività in altri Stati membri nonché per gli investitori transnazionali, dal momento che si riduce l'incertezza giuridica.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 3 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 quater)  È opportuno prevedere un trattamento specifico per quanto riguarda i lavoratori in pensione le cui pensioni dipendono, del tutto o in parte, da piani pensionistici aziendali e che potrebbero essere penalizzati da ristrutturazioni preventive.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  In molti Stati membri l'imprenditore onesto che fallisce deve aspettare più di tre anni per liberarsi dai debiti e ripartire. L'inefficacia dei quadri in materia di seconda opportunità induce gli imprenditori a trasferirsi in altre giurisdizioni per poter ripartire in tempi ragionevoli, con considerevoli costi aggiuntivi sia per i creditori sia per gli stessi debitori. La lunga durata dei provvedimenti di interdizione che spesso accompagnano una procedura che porta alla liberazione dai debiti creano ostacoli alla libertà di accedere a un'attività imprenditoriale autonoma e di esercitarla.

(4)  In molti Stati membri l'imprenditore onesto che fallisce deve aspettare più di tre anni per liberarsi dai debiti e ripartire. L'inefficacia dei quadri in materia di seconda opportunità induce gli imprenditori a trasferirsi in altre giurisdizioni per poter ripartire in tempi ragionevoli, con considerevoli costi aggiuntivi sia per i creditori sia per gli stessi debitori. La lunga durata dei provvedimenti di interdizione che spesso accompagnano una procedura che porta alla liberazione dai debiti crea ostacoli alla libertà d'impresa.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  La seconda opportunità deve essere intesa come passo in avanti e non come sinonimo di insuccesso. I meccanismi per una seconda opportunità che consentano l'esonero di responsabilità per le passività insoddisfatte per i debitori considerati in buona fede disincentivano l'economia sommersa e favoriscono la cultura imprenditoriale, il che comporterebbe in ogni caso benefici per l'occupazione. Gli Stati membri potrebbero estendere la seconda opportunità a tutte le persone fisiche.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  La durata eccessiva delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti in vari Stati membri è un fattore determinante dei bassi tassi di recupero e dissuade gli investitori dall'operare nelle giurisdizioni in cui le procedure rischiano di durare troppo.

(5)  La durata eccessiva delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti in vari Stati membri, o la totale assenza di dette procedure in alcuni casi, è un fattore determinante che comporta conseguenze negative a lungo termine per i lavoratori interessati, bassi tassi di recupero imprenditoriale, dissuade gli investitori dall'operare nelle giurisdizioni interessate e aumenta drasticamente il rischio di povertà o esclusione sociale e lavorativa tra i cittadini, compromettendo la capacità di recupero sociale ed economico della società nel suo complesso.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Tutte queste differenze si traducono in costi aggiuntivi per gli investitori che devono valutare il rischio che i debitori incorrano in difficoltà finanziarie in uno o più Stati membri e in costi per la ristrutturazione delle imprese che hanno stabilimenti, creditori o attivi in altri Stati membri, quale il caso emblematico della ristrutturazione di gruppi imprenditoriali internazionali. Molti investitori menzionano l'incertezza sulle norme straniere in materia di insolvenza o il rischio di incorrere in lunghe e complesse procedure di insolvenza in un altro paese come motivo principale per non investire o non avviare rapporti d'affari con una controparte all'estero.

(6)  Tutte queste differenze si traducono in costi aggiuntivi per gli investitori o le banche che devono valutare il rischio che i debitori incorrano in difficoltà finanziarie in uno o più Stati membri o il rischio legato alla ripresa delle attività redditizie detenute dalle imprese in difficoltà, e in costi per la ristrutturazione delle imprese che hanno stabilimenti, creditori o attivi in altri Stati membri, quale il caso emblematico della ristrutturazione di gruppi imprenditoriali internazionali. Molti investitori menzionano l'incertezza sulle norme straniere in materia di insolvenza o il rischio di incorrere in lunghe e complesse procedure di insolvenza in un altro paese come motivo principale per non investire o non avviare rapporti d'affari con una controparte all'estero. Tale incertezza ha pertanto un effetto dissuasivo per gli investimenti, ostacola la libertà di stabilimento delle imprese e mette a repentaglio il corretto funzionamento del mercato interno.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Dette differenze creano condizioni di disparità di accesso al credito e tassi di recupero non uniformi negli Stati membri. Un maggior grado di armonizzazione nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità è quindi fondamentale per il buon funzionamento del mercato unico in generale e per un'efficiente Unione dei mercati dei capitali in particolare.

(7)  Dette differenze creano condizioni di disparità di accesso al credito e tassi di recupero non uniformi negli Stati membri. Un maggior grado di armonizzazione nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità è quindi fondamentale per il buon funzionamento del mercato unico in generale e per un'efficiente Unione dei mercati dei capitali in particolare, nonché per la sostenibilità delle attività economiche e di conseguenza per il mantenimento e la creazione di posti di lavoro.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  È opportuno eliminare i costi aggiuntivi di valutazione del rischio e di recupero transfrontaliero per i creditori di imprenditori sovraindebitati che si trasferiscono in un altro Stato membro per ottenere una seconda opportunità in tempi molto più brevi. Parimenti, dovrebbero essere ridotti i costi aggiuntivi per gli imprenditori conseguenti alla necessità di trasferirsi in un altro Stato membro per poter beneficiare di una seconda opportunità. Inoltre, gli ostacoli derivanti dalla lunga durata dei provvedimenti di interdizione connessi al sovraindebitamento di un imprenditore soffocano l'imprenditorialità.

(Non concerne la versione italiana)

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(8 bis)  È ampiamente riconosciuto che le operazioni di ristrutturazione, in particolare quelle di ampia portata e che potrebbero avere ripercussioni significative, dovrebbero essere accompagnate da una spiegazione e una giustificazione destinate alle parti interessate, che riguardino la scelta delle misure previste in relazione agli obiettivi e alle opzioni alternative e che rispettino l'adeguato e pieno coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori a tutti i livelli, e che dovrebbero essere predisposte in tempo utile per consentire alle parti interessate di prepararsi per le consultazioni, prima che l'impresa prenda una decisione1 bis.

 

__________________

 

1 bis (P7_TA(2013)0005 Informazione e consultazione dei lavoratori, anticipazione e gestione delle ristrutturazioni)

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  A trarre vantaggio da un approccio più coerente a livello dell'Unione dovrebbero essere in particolare le piccole e medie imprese, che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere gli alti costi di ristrutturazione e per beneficiare delle procedure di ristrutturazione più efficienti di alcuni Stati membri. Poiché le piccole e medie imprese spesso non hanno, soprattutto in caso di difficoltà finanziarie, le risorse per pagare una consulenza professionale, è opportuno predisporre strumenti di allerta che segnalino ai debitori l'urgenza di agire. Al fine di aiutare tali imprese a ristrutturarsi a basso costo, dovrebbero essere elaborati a livello nazionale modelli di piani di ristrutturazione disponibili online. I debitori dovrebbero poterli usare e adattare alle loro esigenze e alle specificità della loro impresa.

(13)  A trarre vantaggio da un approccio coerente a livello dell'Unione dovrebbero essere in particolare le piccole e medie imprese, che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere gli alti costi di ristrutturazione e per beneficiare delle procedure di ristrutturazione di alcuni Stati membri, che si sono dimostrate efficienti. Poiché le piccole e medie imprese, così come i rappresentanti dei lavoratori, spesso non hanno, soprattutto in caso di difficoltà finanziarie, le risorse per pagare una consulenza professionale, è opportuno predisporre strumenti di allerta che segnalino ai debitori l'urgenza di agire. Al fine di aiutare tali imprese a ristrutturarsi a basso costo, dovrebbero essere elaborati a livello nazionale modelli di piani di ristrutturazione disponibili online. I debitori dovrebbero poterli usare e adattare alle loro esigenze e alle specificità della loro impresa.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)  Per un approccio più coerente, la Commissione dovrebbe prendere in considerazione l'istituzione di una gazzetta unica europea delle procedure di insolvenza, che assicurerebbe una maggiore trasparenza della situazione a beneficio di tutti i creditori e agevolerebbe il recupero delle informazioni, in particolare per le piccole e medie imprese e per i dipendenti.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  Quanto prima il debitore è in grado di individuare le proprie difficoltà finanziarie e prendere le misure opportune, tanto maggiore è la probabilità che eviti un'insolvenza imminente o, nel caso di un'impresa la cui sostenibilità economica è definitivamente compromessa, tanto più ordinato ed efficace sarà il processo di liquidazione. È opportuno pertanto dare informazioni chiare sulle procedure di ristrutturazione preventiva disponibili e predisporre strumenti di allerta per spingere i debitori che cominciano ad avere problemi finanziari ad agire in una fase precoce. Tra i possibili meccanismi di allerta dovrebbero figurare obblighi di contabilità e monitoraggio in capo al debitore o ai dirigenti del debitore e obblighi di segnalazione nell'ambito dei contratti di prestito. Si potrebbero inoltre incoraggiare od obbligare, a norma del diritto nazionale, i terzi in possesso di informazioni rilevanti, come i contabili e le autorità fiscali e di sicurezza sociale, a segnalare gli andamenti negativi.

(16)  Quanto prima il debitore o il rappresentante dei lavoratori è in grado di comunicare i timori in merito alla situazione preoccupante o alle difficoltà finanziarie di un'impresa e prendere le misure opportune, tanto maggiore è la probabilità che eviti un'insolvenza imminente o, nel caso di un'impresa la cui sostenibilità economica è definitivamente compromessa, tanto più ordinato ed efficace sarà il processo di liquidazione. È opportuno pertanto dare informazioni chiare sulle procedure di ristrutturazione preventiva disponibili e predisporre strumenti di allerta per spingere i debitori che cominciano ad avere problemi finanziari ad agire in una fase precoce e rafforzare la posizione dei lavoratori interessati affinché questi ultimi possano assumere un ruolo attivo nel processo di ristrutturazione. Tra i possibili meccanismi di allerta dovrebbero figurare obblighi di contabilità e monitoraggio in capo al debitore o ai dirigenti del debitore e obblighi di segnalazione nell'ambito dei contratti di prestito. Inoltre, a norma del diritto nazionale, le autorità fiscali e di sicurezza sociale, le autorità garanti della concorrenza e gli audit dovrebbero disporre di adeguati canali per segnalare quanto prima qualsiasi evoluzione pericolosa.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  Per promuovere l'efficienza e ridurre ritardi e costi, i quadri nazionali di ristrutturazione preventiva dovrebbero contemplare procedure flessibili che limitino l'intervento delle autorità giudiziarie o amministrative ai casi in cui è necessario e proporzionato per tutelare gli interessi dei creditori e terzi eventuali. Al fine di evitare costi inutili e rispecchiare l'intervento precoce della procedura, il debitore dovrebbe, in linea di principio, mantenere il controllo dei suoi attivi e della gestione corrente dell'impresa. La nomina di un professionista nel campo della ristrutturazione, sia esso un mediatore che aiuta nelle trattative sul piano di ristrutturazione o un amministratore delle procedure di insolvenza che vigila sull'operato del debitore, non dovrebbe essere sempre obbligatoria, bensì decisa caso per caso in funzione delle circostanze o delle esigenze specifiche del debitore. Inoltre, non dovrebbe necessariamente occorrere un provvedimento giudiziario per avviare il processo di ristrutturazione, che purché non incida sui diritti dei terzi può essere informale. Tuttavia, è opportuno garantire un certo grado di vigilanza laddove sia necessario per tutelare i legittimi interessi di uno o più creditori o di terzi. Questo vale, in particolare, quando l'autorità giudiziaria o amministrativa concede la sospensione generale delle azioni di esecuzione individuali o se risulta necessario imporre un piano di ristrutturazione per classi dissenzienti di creditori.

(18)  Per promuovere l'efficienza e ridurre ritardi e costi, i quadri nazionali di ristrutturazione preventiva dovrebbero contemplare procedure flessibili che limitino l'intervento delle autorità giudiziarie o amministrative ai casi in cui è necessario e proporzionato per tutelare gli interessi dei creditori e terzi eventuali. Al fine di evitare costi inutili e rispecchiare l'intervento precoce della procedura, il debitore dovrebbe, in linea di principio, mantenere il controllo dei suoi attivi e della gestione corrente dell'impresa. La nomina di un professionista nel campo della ristrutturazione, sia esso un mediatore che aiuta nelle trattative sul piano di ristrutturazione o un amministratore delle procedure di insolvenza che vigila sull'operato del debitore, non dovrebbe essere sempre obbligatoria, bensì decisa caso per caso in funzione delle circostanze o delle esigenze specifiche del debitore. Inoltre, non dovrebbe necessariamente occorrere un provvedimento giudiziario per avviare il processo di ristrutturazione, che purché non incida sui diritti dei terzi può essere informale. Tuttavia, è opportuno garantire un certo grado di vigilanza laddove sia necessario per tutelare i legittimi interessi di uno o più creditori o di terzi. Questo vale, in particolare, quando l'autorità giudiziaria o amministrativa concede la sospensione generale delle azioni di esecuzione individuali, se risulta necessario imporre un piano di ristrutturazione per classi dissenzienti di creditori o in caso di cessione parziale o totale dell'attività a un'altra impresa.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32)  Le parti interessate dovrebbero poter impugnare la decisione di omologazione del piano di ristrutturazione. Tuttavia, per assicurare l'efficacia del piano, ridurre l'incertezza ed evitare ritardi ingiustificati, le impugnazioni non dovrebbero sospendere l'attuazione del piano di ristrutturazione. Qualora si accerti che i creditori di minoranza hanno subito un pregiudizio ingiustificato dal piano, gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione, in alternativa all'annullamento del piano, la corresponsione di un risarcimento pecuniario ai creditori dissenzienti da parte del debitore o dei creditori che hanno votato a favore del piano.

(32)  Le parti interessate dovrebbero poter impugnare la decisione di omologazione del piano di ristrutturazione. Tuttavia, per assicurare l'efficacia del piano di ristrutturazione, ridurre l'incertezza ed evitare ritardi ingiustificati, le impugnazioni non dovrebbero sospendere l'attuazione del piano di ristrutturazione. Qualora si accerti che i creditori di minoranza hanno subito un pregiudizio ingiustificato dal piano, gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione, in alternativa all'annullamento del piano di ristrutturazione, la corresponsione di un risarcimento pecuniario ai creditori dissenzienti da parte del debitore o dei creditori che hanno votato a favore del piano.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34)  Durante le procedure di ristrutturazione preventiva i lavoratori dovrebbero godere di tutte le tutele previste dal diritto del lavoro. In particolare, la presente direttiva non pregiudica i diritti dei lavoratori garantiti dalla direttiva 98/59/CE del Consiglio68, dalla direttiva 2001/23/CE del Consiglio69, dalla direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio70, dalla direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio71 e dalla direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio72. Gli obblighi in materia di informazione e consultazione dei lavoratori previsti dalle normative nazionali di attuazione di dette direttive restano salvi. Fra di essi è compreso l'obbligo di informare e consultare i rappresentanti dei lavoratori in merito alla decisione di ricorrere a un quadro di ristrutturazione preventiva conformemente alla direttiva 2002/14/CE. Data la necessità di garantire un livello adeguato di tutela dei lavoratori, gli Stati membri dovrebbero, in linea di principio, escludere i diritti non pagati dei lavoratori, di cui alla direttiva 2008/94/CE, da qualsiasi sospensione dell'esecuzione a prescindere che tali diritti siano sorti prima o dopo la concessione della sospensione. La sospensione dovrebbe essere ammissibile solo per gli importi e per il periodo in relazione ai quali il pagamento dei diritti è efficacemente garantito da altri mezzi a norma del diritto nazionale. Qualora gli Stati membri estendano la copertura della garanzia del pagamento dei diritti non pagati dei lavoratori di cui alla direttiva 2008/94/CE alle procedure di ristrutturazione preventiva istituite dalla presente direttiva, l'esclusione dei diritti dei lavoratori dalla sospensione dell'esecuzione non è più giustificata nella misura in cui il pagamento è coperto da tale garanzia. Laddove la legislazione nazionale limiti la responsabilità degli organismi di garanzia in termini di durata della garanzia o di importo da pagare ai lavoratori, questi dovrebbero poter far valere i propri diritti per le eventuali eccedenze nei confronti del datore di lavoro anche durante la sospensione dell'esecuzione.

(34)  Durante le procedure di ristrutturazione preventiva i lavoratori dovrebbero godere di tutte le tutele previste dal diritto del lavoro. In particolare, la presente direttiva non pregiudica i diritti dei lavoratori garantiti dalla direttiva 98/59/CE del Consiglio68, dalla direttiva 2001/23/CE del Consiglio69, dalla direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio70, dalla direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio71 e dalla direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio72. Gli obblighi in materia di informazione e consultazione dei lavoratori previsti dalle normative nazionali di attuazione di dette direttive restano salvi. Fra di essi è compreso l'obbligo di informare e consultare i rappresentanti dei lavoratori in merito alla decisione di ricorrere a un quadro di ristrutturazione preventiva conformemente alla direttiva 2002/14/CE. Data la necessità di garantire un livello adeguato di tutela dei lavoratori, gli Stati membri dovrebbero escludere i diritti non pagati dei lavoratori, di cui alla direttiva 2008/94/CE, da qualsiasi sospensione dell'esecuzione a prescindere che tali diritti siano sorti prima o dopo la concessione della sospensione. La sospensione dovrebbe essere ammissibile solo per gli importi e per il periodo in relazione ai quali il pagamento dei diritti è efficacemente garantito da altri mezzi a norma del diritto nazionale. Qualora gli Stati membri estendano la copertura della garanzia del pagamento dei diritti non pagati dei lavoratori di cui alla direttiva 2008/94/CE alle procedure di ristrutturazione preventiva istituite dalla presente direttiva, l'esclusione dei diritti dei lavoratori dalla sospensione dell'esecuzione non è più giustificata nella misura in cui il pagamento è coperto da tale garanzia. Laddove la legislazione nazionale limiti la responsabilità degli organismi di garanzia in termini di durata della garanzia o di importo da pagare ai lavoratori, questi dovrebbero poter far valere i propri diritti per le eventuali eccedenze nei confronti del datore di lavoro anche durante la sospensione dell'esecuzione.

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68 Direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi (GU L 225 del 12.08.1998, pag. 16).

68 Direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi (GU L 225 del 12.08.1998, pag. 16).

69 Direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti (GU L 82 del 22.3.2001, pag. 16).

69 Direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti (GU L 82 del 22.3.2001, pag. 16).

70 Direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2002, che istituisce un quadro generale relativo all'informazione e alla consultazione dei lavoratori (GU L 80 del 23.3.2002, pag. 29).

70 Direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2002, che istituisce un quadro generale relativo all'informazione e alla consultazione dei lavoratori (GU L 80 del 23.3.2002, pag. 29).

71 Direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, relativa alla tutela dei lavoratori subordinati in caso d'insolvenza del datore di lavoro (GU L 283 del 28.10.2008, pag. 36).

71 Direttiva 2008/94/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, relativa alla tutela dei lavoratori subordinati in caso d'insolvenza del datore di lavoro (GU L 283 del 28.10.2008, pag. 36).

72 Direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie (GU L 122 del 16.5.2009, pag. 28).

72 Direttiva 2009/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie (GU L 122 del 16.5.2009, pag. 28).

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 35

Testo della Commissione

Emendamento

(35)  Qualora il piano di ristrutturazione comporti il trasferimento di una parte di impresa o di stabilimento, i diritti dei lavoratori derivanti da un contratto di lavoro o da un rapporto di lavoro, in particolare il diritto alla retribuzione, dovrebbero essere salvaguardati a norma degli articoli 3 e 4 della direttiva 2001/23/CE, fatte salve le norme specifiche applicabili in caso di procedura d'insolvenza ai sensi dell'articolo 5 di detta direttiva, in particolare le possibilità previste dall'articolo 5, paragrafo 2. Inoltre, in aggiunta e fatti salvi i diritti all'informazione e alla consultazione garantiti dalla direttiva 2002/14/CE, anche sulle decisioni suscettibili di comportare cambiamenti di rilievo in materia di organizzazione del lavoro o di contratti di lavoro al fine di ricercare un accordo su tali decisioni, a norma della presente direttiva i lavoratori interessati dal piano di ristrutturazione dovrebbero avere diritto di voto in merito al piano. Ai fini del voto sul piano di ristrutturazione, gli Stati membri possono decidere di raggruppare i lavoratori in una classe distinta dalle altre classi di creditori.

(35)  Qualora il piano di ristrutturazione comporti il trasferimento di una parte di impresa o di stabilimento, i diritti dei lavoratori derivanti da un contratto di lavoro o da un rapporto di lavoro, in particolare il diritto alla retribuzione, dovrebbero essere salvaguardati a norma degli articoli 3 e 4 della direttiva 2001/23/CE, fatte salve le norme specifiche applicabili in caso di procedura d'insolvenza ai sensi dell'articolo 5 di detta direttiva, in particolare le possibilità previste dall'articolo 5, paragrafo 2. Inoltre, in aggiunta e fatti salvi i diritti all'informazione e alla consultazione garantiti dalla direttiva 2002/14/CE, anche sulle decisioni suscettibili di comportare cambiamenti di rilievo in materia di organizzazione del lavoro o di contratti di lavoro al fine di ricercare un accordo su tali decisioni, a norma della presente direttiva i lavoratori interessati dal piano di ristrutturazione dovrebbero avere diritto di voto in merito al piano. Ai fini del voto sul piano di ristrutturazione, gli Stati membri possono decidere di raggruppare i lavoratori in una classe distinta dalle altre classi di creditori. Come recentemente ricordato nelle conclusioni dell'Avvocato generale Mengozzi nella causa C-126/16, è opportuno tenere conto delle decisioni della Corte di giustizia.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38)  La liberazione integrale dai debiti o la cessazione dell'interdizione dopo un breve periodo di tempo non sempre sono appropriate, ad esempio quando il debitore è disonesto o ha agito in malafede. Gli Stati membri dovrebbero impartire alle autorità giudiziarie o amministrative orientamenti precisi sul modo in cui valutare l'onestà dell'imprenditore. Ad esempio, per stabilire se il debitore sia stato disonesto, l'autorità giudiziaria o amministrativa può tener conto di circostanze come la natura e l'entità dei debiti, il momento in cui questi sono sorti, gli sforzi compiuti dal debitore per estinguerli e ottemperare agli obblighi giuridici, comprese le autorizzazioni e la corretta contabilità, e le azioni intraprese dal debitore per vanificare le azioni di rivalsa dei creditori. I provvedimenti di interdizione possono avere una durata più lunga o indeterminata se l'imprenditore esercita una professione considerata sensibile negli Stati membri o se è stato condannato per attività criminali. In tali casi l'imprenditore potrebbe beneficiare della liberazione dai debiti, ma sarebbe comunque interdetto per un periodo più lungo o indeterminato dall'esercizio di una specifica professione.

(38)  La liberazione integrale dai debiti o la cessazione dell'interdizione dopo un breve periodo di tempo non sempre sono appropriate, ad esempio quando il debitore è disonesto o ha agito in malafede. Gli Stati membri dovrebbero impartire alle autorità giudiziarie o amministrative orientamenti e criteri precisi sul metodo con cui valutare l'onestà dell'imprenditore. Ad esempio, per stabilire se il debitore sia stato disonesto, l'autorità giudiziaria o amministrativa può tener conto di circostanze come la natura e l'entità dei debiti, il momento in cui questi sono sorti, gli sforzi compiuti dal debitore per estinguerli e ottemperare agli obblighi giuridici, comprese le autorizzazioni e la corretta contabilità, e le azioni intraprese dal debitore per vanificare le azioni di rivalsa dei creditori. I provvedimenti di interdizione possono avere una durata più lunga o indeterminata se l'imprenditore esercita una professione considerata sensibile negli Stati membri o se è stato condannato per attività criminali. In tali casi l'imprenditore potrebbe beneficiare della liberazione dai debiti, ma sarebbe comunque interdetto per un periodo più lungo o indeterminato dall'esercizio di una specifica professione.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Considerando 39

Testo della Commissione

Emendamento

(39)  È necessario mantenere e migliorare la trasparenza e la prevedibilità con cui le procedure permettono di conseguire risultati che sono favorevoli alla preservazione dell'impresa e all'offerta di una seconda opportunità agli imprenditori o che permettono la liquidazione efficace delle imprese non economicamente sostenibili. È altresì necessario ridurre la durata eccessiva delle procedure di insolvenza in molti Stati membri, che determina incertezza giuridica per i creditori e gli investitori e bassi tassi di recupero. Infine, dati i meccanismi di cooperazione rafforzata tra giudici e i professionisti del settore nei casi transfrontalieri istituiti dal regolamento (UE) 2015/848, occorre che la professionalità di tutti i soggetti coinvolti sia portata a livelli elevati comparabili in tutta l'Unione. Per raggiungere tali obiettivi gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché i membri degli organi giudiziari e amministrativi siano adeguatamente formati e possiedano conoscenze specialistiche ed esperienza in materia di insolvenza. Tale specializzazione dei magistrati dovrebbe consentire un'adozione rapida delle decisioni aventi potenziali ripercussioni economiche e sociali significative e non dovrebbe significare che tali magistrati debbano occuparsi esclusivamente di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità. Un modo efficace per raggiungere questi obiettivi potrebbe essere, ad esempio, la creazione di tribunali o sezioni specializzati conformemente alla legislazione nazionale sull'organizzazione del sistema giudiziario.

(39)  È necessario mantenere e migliorare la trasparenza e la prevedibilità con cui le procedure permettono di conseguire risultati che sono favorevoli alla preservazione dell'impresa e all'offerta di una seconda opportunità agli imprenditori o che permettono la liquidazione efficace delle imprese non economicamente sostenibili. È altresì necessario ridurre la durata eccessiva delle procedure di insolvenza in molti Stati membri, che determina incertezza giuridica per i creditori e gli investitori e bassi tassi di recupero. Infine, dati i meccanismi di cooperazione rafforzata tra giudici e i professionisti del settore nei casi transfrontalieri istituiti dal regolamento (UE) 2015/848, occorre che la professionalità di tutti i soggetti coinvolti sia portata a livelli elevati comparabili in tutta l'Unione. Per raggiungere tali obiettivi gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché i membri degli organi giudiziari e amministrativi siano adeguatamente formati e possiedano conoscenze specialistiche ed esperienza in materia di insolvenza. Tale specializzazione dei magistrati dovrebbe consentire un'adozione rapida delle decisioni aventi potenziali ripercussioni economiche e sociali significative e non dovrebbe significare che tali magistrati debbano occuparsi esclusivamente di ristrutturazione, insolvenza e seconda opportunità. Un modo efficace per raggiungere questi obiettivi potrebbe essere, ad esempio, la creazione di tribunali o sezioni con magistrati specializzati conformemente alla legislazione nazionale sull'organizzazione del sistema giudiziario.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Considerando 40

Testo della Commissione

Emendamento

(40)  Gli Stati membri dovrebbero inoltre provvedere a che i professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità siano nominati dall'autorità giudiziaria o amministrativa in modo trasparente tenendo debitamente conto della necessità di garantire l'efficacia delle procedure, ricevano una formazione adeguata, siano sottoposti a vigilanza nell'esercizio dei loro compiti e li svolgano con integrità. Tali professionisti dovrebbero inoltre sottoscrivere i codici volontari di condotta volti ad assicurare un livello adeguato di qualifiche e formazione, la trasparenza degli obblighi professionali e delle regole per la determinazione della remunerazione, la sottoscrizione di una copertura assicurativa per la responsabilità professionale e l'istituzione di meccanismi di vigilanza e di regolamentazione che comprendano un regime adeguato ed efficace per sanzionare chi non adempie i propri obblighi. Tali criteri possono essere soddisfatti senza la necessità, in linea di principio, di creare nuove professioni o qualifiche.

(40)  Gli Stati membri dovrebbero inoltre provvedere a che i professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità siano nominati dall'autorità giudiziaria o amministrativa in modo trasparente tenendo debitamente conto della necessità di garantire l'efficacia delle procedure, ricevano una formazione adeguata, siano sottoposti a vigilanza nell'esercizio dei loro compiti e li svolgano con integrità, tenendo presente l'obiettivo del ripristino della sostenibilità economica dell'azienda. Tali professionisti dovrebbero essere soccorritori e non curatori e dovrebbero sottoscrivere un codice di condotta volto ad assicurare un livello adeguato di qualifiche e formazione, la trasparenza degli obblighi professionali e delle regole per la determinazione della remunerazione, la sottoscrizione di una copertura assicurativa per la responsabilità professionale e l'istituzione di meccanismi di vigilanza e di regolamentazione che comprendano un regime adeguato ed efficace per sanzionare chi non adempie i propri obblighi. Tali criteri possono essere soddisfatti senza la necessità, in linea di principio, di creare nuove professioni o qualifiche.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Considerando 47 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(47 bis)  È opportuno effettuare un'ulteriore valutazione al fine di valutare la necessità e, di conseguenza, presentare proposte legislative in materia di insolvenza per le persone che non esercitano un'attività commerciale, industriale, artigianale o professionale paragonabile alle attività di un datore di lavoro, le quali, in qualità di consumatori o utenti di beni o di servizi pubblici o privati sono incapaci, in buona fede, di pagare i debiti in scadenza per un periodo di tempo temporaneo o permanente. Tali proposte legislative dovrebbero stabilire che l'accesso ai beni e servizi di base è tutelato per queste persone al fine di garantire loro condizioni di vita dignitose.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  procedure di ristrutturazione preventiva per il debitore che versa in difficoltà finanziarie e per il quale sussiste una probabilità di insolvenza;

(a)  procedure di ristrutturazione preventiva per il debitore che versa in difficoltà finanziarie e per il quale sussiste una probabilità di insolvenza; o procedure utilizzate per ridurre le passività di tutti o parte dei creditori o per trasferire, in tutto o in parte, le attività economicamente sostenibili a un'altra impresa nell'ambito di una strategia a lungo termine;

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  "formazione delle classi": il raggruppamento all'interno del piano di ristrutturazione dei creditori e dei detentori di strumenti di capitale interessati in funzione dei diritti e del rango dei crediti e degli interessi, tenuto conto degli eventuali diritti, pegni o accordi tra creditori preesistenti, e il loro trattamento nell'ambito del piano di ristrutturazione;

(6)  "formazione delle classi": il raggruppamento all'interno del piano di ristrutturazione dei creditori e dei detentori di strumenti di capitale interessati in funzione dei diritti e del rango dei crediti e degli interessi, tenuto conto degli eventuali diritti, pegni o accordi tra creditori preesistenti, e il loro trattamento nell'ambito del piano di ristrutturazione; gli Stati membri sono responsabili della definizione di tali raggruppamenti, tenendo conto del fatto che i lavoratori costituiscono una classe di creditori privilegiati; qualsiasi modifica giuridica alla definizione di tali categorie non incide su un piano di ristrutturazione in corso al fine di garantire la certezza del diritto;

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  "ristrutturazione dei debiti verso i creditori dissenzienti": l'omologazione da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa di un piano di ristrutturazione che ha il sostegno della maggioranza in valore dei creditori o della maggioranza in valore di ciascuna classe di creditori rispetto al dissenso della minoranza dei creditori o al dissenso della minoranza dei creditori di ciascuna classe;

(7)  "ristrutturazione dei debiti verso i creditori dissenzienti": l'omologazione da parte dell'autorità giudiziaria o amministrativa di un piano di ristrutturazione che ha il sostegno della maggioranza in valore dei creditori o della maggioranza in valore di ciascuna classe di creditori, o un piano di ristrutturazione il cui prezzo di cessione non è sufficiente per pagare integralmente tutti i creditori, rispetto al dissenso della minoranza dei creditori o al dissenso della minoranza dei creditori di ciascuna classe o al dissenso dei creditori che non ricevono un pagamento integrale dei propri crediti;

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 15 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  assistere il debitore o i creditori nel redigere o negoziare il piano di ristrutturazione;

(a)  assistere il debitore o i creditori nel redigere o negoziare un piano di ristrutturazione o di cessione sostenibile;

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 15 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  vigilare sull'attività del debitore durante le trattative sul piano di ristrutturazione e riferire all'autorità giudiziaria o amministrativa;

(b)  vigilare sull'attività del debitore durante le trattative sul piano di ristrutturazione o di cessione e riferire all'autorità giudiziaria o amministrativa;

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i debitori e gli imprenditori abbiano accesso a strumenti di allerta in grado di individuare un andamento degenerativo dell'impresa e segnalare al debitore o all'imprenditore la necessità di agire con urgenza.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i debitori, gli imprenditori nonché i lavoratori e i loro rappresentanti abbiano accesso a strumenti di allerta in grado di individuare un andamento degenerativo dell'impresa e segnalare al debitore o all'imprenditore la necessità di agire con urgenza.

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri provvedono affinché i debitori e gli imprenditori abbiano accesso a informazioni pertinenti, aggiornate, chiare, concise e di facile consultazione sulla disponibilità di strumenti di allerta e di qualsiasi mezzo per ristrutturarsi in una fase precoce o ottenere la liberazione dai debiti personali.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché i debitori, gli imprenditori nonché i lavoratori e i loro rappresentanti abbiano accesso a informazioni pertinenti, aggiornate, chiare, concise e di facile consultazione sulla disponibilità di strumenti di allerta e di qualsiasi mezzo per ristrutturarsi in una fase precoce o ottenere la liberazione dai debiti personali.

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri garantiscono che i rappresentanti dei lavoratori abbiano pieno accesso all'informazione e alla consultazione nel caso in cui si renda necessario agire.

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Gli Stati membri provvedono affinché i rappresentanti dei lavoratori siano in grado di comunicare le preoccupazioni a debitori e imprenditori in merito alle difficoltà di un'impresa e al carattere urgente di tali difficoltà.

 

Gli Stati membri provvedono affinché i rappresentanti dei lavoratori siano in una posizione tale da poter ricorrere a un esperto indipendente di loro scelta, in linea con il diritto e le prassi nazionali, e abbiano accesso a informazioni pertinenti, aggiornate, chiare e facilmente consultabili riguardo alla situazione finanziaria dell'impresa e alle diverse strategie di ristrutturazione prese in considerazione, compresa la rilevazione dell'impresa da parte dei lavoratori.

 

Gli Stati membri provvedono inoltre affinché le autorità fiscali, di sicurezza sociale, di concorrenza e di audit siano in grado, a norma del diritto nazionale, di segnalare quanto prima eventuali andamenti finanziari preoccupanti.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Articolo 4

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 4

Articolo 4

Disponibilità di quadri di ristrutturazione preventiva

Disponibilità di quadri di ristrutturazione preventiva

1.  Gli Stati membri provvedono affinché, qualora sussista una probabilità di insolvenza, il debitore in difficoltà finanziarie abbia accesso a un efficace quadro di ristrutturazione preventiva che gli consenta di ristrutturare i debiti o l'impresa, ripristinare la sostenibilità economica ed evitare l'insolvenza.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché, qualora sussista una probabilità di insolvenza, il debitore in difficoltà finanziarie abbia accesso a un efficace quadro di ristrutturazione preventiva che gli consenta di ristrutturare i debiti o l'impresa, ripristinare la sostenibilità economica o garantirne la gestione economicamente sostenibile attraverso un'altra impresa ed evitare l'insolvenza o contribuire meglio, rispetto alla liquidazione dell'attivo, al soddisfacimento dei creditori e alla salvaguardia dei posti di lavoro e dell'attività.

2.  Il quadro di ristrutturazione preventiva può consistere in una o più procedure o misure.

2.  Il quadro di ristrutturazione preventiva può consistere in una o più procedure o misure debitamente negoziate e concordate con i rappresentanti dei lavoratori, se ve ne sono, che mantengono tutti i diritti di negoziazione collettiva e azione industriale. I quadri di ristrutturazione preventiva forniscono inoltre le procedure o le misure destinate al recupero dell'impresa indebitata da parte dei lavoratori, in conformità del diritto nazionale pertinente.

3.  Gli Stati membri limitano la partecipazione dell'autorità giudiziaria o amministrativa ai casi in cui è necessaria e proporzionata alla salvaguardia dei diritti delle parti interessate.

3.  Gli Stati membri limitano la partecipazione dell'autorità giudiziaria o amministrativa ai casi in cui è necessaria e proporzionata garantendo al contempo la salvaguardia dei diritti delle parti interessate.

4.  Il quadro di ristrutturazione preventiva è disponibile su richiesta del debitore o dei creditori con l'accordo del debitore.

4.  Il quadro di ristrutturazione preventiva è disponibile su richiesta del debitore, dei lavoratori o altri creditori con l'accordo del debitore.

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri possono imporre la nomina di un professionista nel campo della ristrutturazione nei seguenti casi:

3.  Gli Stati membri provvedono a nominare un professionista almeno nel campo della ristrutturazione nei seguenti casi:

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b bis)  quando il piano prevede la cessione, totale o parziale, dell'impresa a un'altra impresa senza che sia rilevata la totalità dei lavoratori.

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché il debitore che sta negoziando un piano di ristrutturazione con i creditori possa beneficiare della sospensione delle azioni esecutive individuali se e nella misura in cui è necessario per agevolare le trattative sul piano di ristrutturazione.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché il debitore che sta negoziando un piano di ristrutturazione o di cessione con i creditori possa beneficiare della sospensione delle azioni esecutive individuali se e nella misura in cui è necessario per agevolare le trattative sul piano di ristrutturazione.

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri provvedono affinché la sospensione delle azioni esecutive individuali possa essere ordinata per tutti i tipi di creditori, compresi i titolari di garanzia o privilegio. La sospensione può essere generale, ossia riguardare tutti i creditori, o limitata, ossia riguardare uno o più singoli creditori, conformemente alla legislazione nazionale.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché la sospensione delle azioni esecutive individuali possa essere ordinata per tutti i tipi di creditori, compresi i titolari di garanzia o privilegio ma esclusi i lavoratori. La sospensione può essere generale, ossia riguardare tutti i creditori, o limitata, ossia riguardare uno o più singoli creditori, conformemente alla legislazione nazionale.

Motivazione

Mentre la tutela di cui all'articolo 6, paragrafo 3, è positiva, occorre specificare nel testo dell'articolo 6, paragrafo 1, che la classe dei lavoratori gode di uno statuto speciale.

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 5 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  sono stati compiuti progressi significativi nelle trattative sul piano di ristrutturazione, e

(a)  sono stati compiuti progressi significativi nelle trattative sul piano di ristrutturazione o nel trasferimento dell'attività economicamente sostenibile dell'impresa a un'altra impresa in conformità delle condizioni previste dalla presente direttiva; e

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri possono derogare al paragrafo 1 qualora durante il periodo di sospensione il debitore entri in crisi di liquidità e sia pertanto incapace di pagare i debiti in scadenza. In tal caso, gli Stati membri provvedono a che le procedure di ristrutturazione non si estinguano automaticamente e che, previo esame delle prospettive di raggiungimento di un accordo sul piano di ristrutturazione durante il periodo di sospensione, l'autorità giudiziaria o amministrativa possa decidere di differire l'apertura della procedura di insolvenza e di mantenere il beneficio della sospensione delle azioni esecutive individuali.

3.  Gli Stati membri possono derogare al paragrafo 1 qualora durante il periodo di sospensione il debitore entri in crisi di liquidità e sia pertanto incapace di pagare i debiti in scadenza. In tal caso, gli Stati membri provvedono a che le procedure di ristrutturazione non si estinguano automaticamente e che, previo esame delle prospettive di raggiungimento di un accordo sul piano di ristrutturazione o di un piano di trasferimento dell'attività economicamente sostenibile durante il periodo di sospensione, l'autorità giudiziaria o amministrativa possa decidere di differire l'apertura della procedura di insolvenza e di mantenere il beneficio della sospensione delle azioni esecutive individuali.

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  una valutazione del valore corrente del debitore o dell'impresa del debitore e una dichiarazione motivata sulle cause e sull'entità delle difficoltà finanziarie del debitore;

(b)  una valutazione del valore corrente del debitore, qualora le difficoltà siano state risolte o siano state applicate le procedure di liquidazione dei beni, o dell'impresa del debitore e una dichiarazione motivata sulle cause e sull'entità delle difficoltà finanziarie del debitore; fatte salve le norme di riservatezza dell'Unione e nazionali, essa include una descrizione dettagliata dell'attivo, dei debiti e della loro posizione nonché della relazione tra le obbligazioni e i flussi finanziari con le società madri e le società controllate.

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

(f)  i termini del piano, tra cui, non esaustivamente:

(f)  i termini del piano, tra cui, non esaustivamente:

(i)  la durata proposta,

(i)  la durata proposta,

(ii)  qualsiasi proposta di rinuncia dei crediti o rinegoziazione dei debiti o loro conversione in altre forme di obblighi;

(ii)  qualsiasi proposta di rinuncia dei crediti o rinegoziazione dei debiti o loro conversione in altre forme di obblighi;

(iii)  qualsiasi nuovo finanziamento anticipato nell'ambito del piano di ristrutturazione;

(iii)  qualsiasi nuovo finanziamento anticipato nell'ambito del piano di ristrutturazione;

 

(iii bis)  il suo impatto su tutti i tipi di pensioni dei lavoratori in pensione e in attività;

 

(iii ter)  il suo impatto sulle condizioni di lavoro e la retribuzione dei lavoratori;

 

(iii quater)  il suo impatto sulle società controllate e i subappaltatori.

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera g bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g bis)  una valutazione dell'occupabilità e delle competenze individuali e collettive dei dipendenti che sono interessati dal piano.

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  I crediti e gli altri diritti dei lavoratori non sono interessati dai piani di ristrutturazione e la classe dei lavoratori ha la priorità.

In via eccezionale, le condizioni contrattuali possono essere rinegoziate nelle prime fasi dei processi di ristrutturazione a livello di società tra la dirigenza e i rappresentanti dei lavoratori, qualora ciò giovi al normale proseguimento dell'attività commerciale e alla salvaguardia dei posti di lavoro.

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i creditori interessati abbiano diritto di voto sull'adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri possono concedere tali diritti di voto anche ai detentori di strumenti di capitale interessati, conformemente all'articolo 12, paragrafo 2.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché le procedure previste dal diritto nazionale consentano ai creditori, inclusi i lavoratori, interessati da un piano di abbattimento dei crediti di avere diritto di voto sull'adozione del piano di ristrutturazione, dopo essere stati debitamente informati in merito alla procedura e alle sue possibili conseguenze per l'impresa. Gli Stati membri possono concedere tali diritti di voto anche ai detentori di strumenti di capitale interessati, conformemente all'articolo 12, paragrafo 2.

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2  Gli Stati membri provvedono affinché le parti interessate siano trattate in classi distinte che rispecchiano i criteri di formazione delle classi. Le classi sono formate in modo tale che ciascuna comprenda crediti o interessi con diritti sufficientemente simili da considerarne i membri un gruppo omogeneo con comunanza di interessi. Come minimo, i crediti garantiti e quelli chirografari sono trattati in classi distinte ai fini dell'adozione del piano di ristrutturazione. Gli Stati membri possono prevedere che i lavoratori siano trattati in una specifica classe distinta.

2  Gli Stati membri provvedono affinché le parti interessate da un piano di abbattimento dei crediti siano trattate in classi distinte che rispecchiano i criteri di formazione delle classi. Le classi sono formate in modo tale che ciascuna comprenda crediti o interessi con diritti sufficientemente simili da considerarne i membri un gruppo omogeneo con comunanza di interessi. Come minimo, i crediti garantiti e quelli chirografari sono trattati in classi distinte ai fini dell'adozione del piano di ristrutturazione. Tenendo conto del fatto che i lavoratori costituiscono una classe di creditori privilegiati, tranne che in circostanze debitamente giustificate, gli Stati membri provvedono altresì affinché i diritti non pagati dei lavoratori attivi e i diritti pensionistici dei lavoratori in pensione siano trattati in una specifica classe distinta preferenziale e garantiscono la priorità di tali diritti.

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Il piano di ristrutturazione si considera adottato dalle parti interessate purché in ciascuna classe sia ottenuta la maggioranza dell'importo dei crediti o degli interessi. Le maggioranze richieste per l'adozione del piano di ristrutturazione sono stabilite dagli Stati membri e in ogni caso non sono superiori al 75% dell'importo dei crediti o degli interessi di ciascuna classe.

4.  Il piano di ristrutturazione si considera adottato dalle parti interessate purché in ciascuna classe, inclusa la classe dei lavoratori, sia ottenuta la maggioranza dell'importo dei crediti o degli interessi e in termini di numero di soci con diritto di voto. Le maggioranze richieste per l'adozione del piano di ristrutturazione sono stabilite dagli Stati membri e in ogni caso non sono superiori al 75% dell'importo dei crediti o degli interessi di ciascuna classe. Il piano di cessione è autorizzato dalla giurisdizione competente a norma della legislazione nazionale che consente di autorizzare e di realizzare la cessione.

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Gli Stati membri possono stabilire che la votazione per l'adozione del piano di ristrutturazione assuma la forma di una consultazione e accordo della maggioranza richiesta di parti interessate di ciascuna classe.

5.  Gli Stati membri possono stabilire che la votazione per l'adozione del piano di ristrutturazione assuma la forma di una consultazione e accordo della maggioranza richiesta di parti interessate di ciascuna classe. Nella classe dei lavoratori tale votazione si svolge in conformità delle leggi nazionali.

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 1 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b bis)  piano di ristrutturazione che sopprima più di 10 posti di lavoro entro un mese nell'ambito dell'impresa;

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 1 – lettera b ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b ter)  piano di ristrutturazione che sia oggetto di controproposte da parte dei lavoratori, in particolare per favorire quelle che includono un cambiamento di azionista sostenuto dai lavoratori, o un piano di ristrutturazione che faccia dei lavoratori i futuri acquirenti, che sia stato approvato dalla classe dei lavoratori in seguito ad una procedura di informazione e consultazione.

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri provvedono affinché i piani di cessione dell'attività economicamente sostenibile possano vincolare le parti solo se avallati dall'autorità giudiziaria o amministrativa prevista dal diritto nazionale.

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri assicurano che l'autorità giudiziaria o amministrativa possa rifiutare l'omologazione del piano di ristrutturazione che non ha prospettive ragionevoli di impedire l'insolvenza del debitore e di garantire la sostenibilità economica dell'impresa.

3.  Gli Stati membri assicurano che l'autorità giudiziaria o amministrativa possa rifiutare l'omologazione del piano di ristrutturazione che comporti l'abbattimento dei crediti nel caso in cui tale piano non abbia prospettive ragionevoli di impedire l'insolvenza del debitore e di garantire la sostenibilità economica dell'impresa o nel caso in cui non siano stati attuati gli obblighi del debitore nei confronti dei lavoratori previsti dalle direttive vigenti. Gli Stati membri provvedono affinché l'autorità giudiziaria o amministrativa possa rifiutare l'autorizzazione del piano di cessione, nel caso in cui tale piano non abbia prospettive ragionevoli di garantire il versamento ai creditori di un dividendo almeno equivalente a quello che avrebbero ricevuto in caso di liquidazione del prezzo di cessione degli attivi dopo un procedimento fallimentare e nel caso in cui l'impresa operante non presenti garanzie di sostenibilità economica dell'attività trasferita.

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri provvedono a che, nei casi in cui l'autorità giudiziaria o amministrativa è tenuta a omologare il piano di ristrutturazione per renderlo vincolante, la decisione sia adottata senza indugio dopo la presentazione della domanda di omologazione e in ogni caso non oltre 30 giorni da tale presentazione.

4.  Gli Stati membri provvedono a che, nei casi in cui l'autorità giudiziaria o amministrativa è tenuta a omologare il piano di ristrutturazione o ad autorizzare un piano di cessione per renderlo vincolante, la decisione sia adottata senza indugio dopo la presentazione della domanda di omologazione e in ogni caso non oltre 30 giorni da tale presentazione.

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Qualora il piano di ristrutturazione sia contestato per presunta violazione della prova dell'interesse superiore del creditore, l'autorità giudiziaria o amministrativa determina il valore di liquidazione.

1.  Qualora il piano di ristrutturazione o di cessione sia contestato per presunta violazione della prova dell'interesse superiore del creditore, l'autorità giudiziaria o amministrativa determina il valore di liquidazione.

Emendamento    55

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Nei seguenti casi l'autorità giudiziaria o amministrativa determina il valore dell'impresa sulla base del valore dell'impresa in continuità aziendale:

2.  Nei seguenti casi l'autorità giudiziaria o amministrativa determina il valore dell'impresa sulla base del valore dell'impresa in continuità aziendale e in valore di realizzo a seguito della vendita degli attivi da parte dell'amministratore delle procedure di insolvenza:

Emendamento    56

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 2 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b bis)  quando il piano comporta il trasferimento, in tutto o in parte, dell'attività.

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri possono accordare ai concessori di nuovi finanziamenti o di finanziamenti temporanei il diritto di ottenere il pagamento in via prioritaria, nell'ambito di successive procedure di liquidazione, rispetto agli altri creditori che altrimenti avrebbero crediti monetari o su attività di grado superiore o uguale. In tali casi, gli Stati membri attribuiscono ai nuovi finanziamenti e ai finanziamenti temporanei un rango almeno superiore a quello dei creditori chirografari.

soppresso

Motivazione

Tale disposizione costituisce un enorme privilegio per coloro che forniscono nuovi finanziamenti e finanziamenti temporanei e può comportare una retrocessione di altri creditori, inclusi i lavoratori, nonché ridurre i beni restanti dell'impresa interessata, mettendo così ulteriormente in pericolo i lavoratori.

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Articolo 18 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  prendere misure immediate per ridurre al minimo le perdite per i creditori, i lavoratori, gli azionisti e le altre parti interessate;

(a)  prendere misure immediate per ridurre al minimo le perdite per i creditori, i lavoratori, gli azionisti e le altre parti interessate, inclusa l'occupazione e gli interessi e i diritti dei lavoratori;

Emendamento    59

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri possono estendere l'ambito di applicazione del meccanismo della seconda opportunità per gli imprenditori al fine di includere le persone fisiche, le persone che non esercitano un'attività commerciale, industriale, artigianale o professionale paragonabile alle attività di un datore di lavoro. L'estensione dell'ambito di applicazione è inteso ad evitare il sovraindebitamento in buona fede delle persone fisiche, mediante una procedura di condono per continuare a mantenere i debiti una volta effettuato un parziale pagamento, onde consentire loro di accedere nuovamente al credito. La Commissione fornisce una valutazione di impatto intesa a valutare in che modo l'ampliamento dell'ambito di applicazione del meccanismo della seconda opportunità per gli imprenditori potrebbe aiutare gli Stati membri a ridurre la povertà e l'esclusione sociale e a promuovere le attività economiche.

Emendamento    60

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri incoraggiano in qualsiasi modo ritengano appropriato l'elaborazione di codici volontari di condotta da parte dei professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità nonché la sottoscrizione dei medesimi, così come qualunque altro efficace meccanismo di vigilanza riguardante la fornitura di tali servizi.

2.  Gli Stati membri incoraggiano in qualsiasi modo ritengano appropriato l'elaborazione di un codice di condotta da parte dei professionisti nel campo della ristrutturazione, dell'insolvenza e della seconda opportunità nonché la sottoscrizione dei medesimi, così come qualunque altro efficace meccanismo di vigilanza riguardante la fornitura di tali servizi, come la licenza e la registrazione.

Emendamento    61

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  notifiche ai creditori;

(c)  notifiche ai creditori, inclusi i rappresentanti dei lavoratori;

Emendamento    62

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – lettera g bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g bis)  il numero dei posti di lavoro persi, i trasferimenti parziali o totali di un'attività, gli esuberi parziali e l'impatto degli accordi di ristrutturazione sull'occupazione e i finanziamenti pubblici;

Emendamento    63

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 1 – lettera g ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g ter)  una valutazione del lavoro svolto dai professionisti e i relativi risultati;

Emendamento    64

Proposta di direttiva

Articolo 29 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  La Commissione stabilisce il modulo per la comunicazione dei dati di cui al paragrafo 3 mediante atto di esecuzione. Tale atto di esecuzione è adottato secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 30, paragrafo 2.

4.  La Commissione stabilisce il modulo per la comunicazione dei dati di cui al paragrafo 3 mediante atto delegato.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Quadri di ristrutturazione preventiva, seconda opportunità e misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti

Riferimenti

COM(2016)0723 – C8-0475/2016 – 2016/0359(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

JURI

16.1.2017

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

EMPL

16.1.2017

Relatore per parere

       Nomina

Edouard Martin

17.1.2017

Esame in commissione

3.5.2017

 

 

 

Approvazione

10.10.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

39

1

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Guillaume Balas, Brando Benifei, Vilija Blinkevičiūtė, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Martina Dlabajová, Lampros Fountoulis, Arne Gericke, Agnes Jongerius, Rina Ronja Kari, Jan Keller, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Thomas Mann, Dominique Martin, Emilian Pavel, João Pimenta Lopes, Georgi Pirinski, Marek Plura, Dennis Radtke, Terry Reintke, Maria João Rodrigues, Claude Rolin, Siôn Simon, Ulrike Trebesius, Marita Ulvskog, Renate Weber, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Georges Bach, Amjad Bashir, Heinz K. Becker, Dieter-Lebrecht Koch, Paloma López Bermejo, Edouard Martin, Anne Sander, Sven Schulze, Jasenko Selimovic, Theodoros Zagorakis, Flavio Zanonato, Kosma Złotowski

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

39

+

ALDE

EFDD

GUE/NGL

NI

PPE

 

 

S&D

 

VERTS/ALE

Enrique Calvet Chambon, Martina Dlabajová, Jasenko Selimovic, Renate Weber

Laura Agea

Rina Ronja Kari, Paloma López Bermejo, João Pimenta Lopes

Lampros Fountoulis

Georges Bach, Heinz K. Becker, David Casa, Dieter-Lebrecht Koch, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Ádám Kósa, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Thomas Mann, Marek Plura, Dennis Radtke, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Theodoros Zagorakis

Guillaume Balas, Brando Benifei, Vilija Blinkevičiūtė, Ole Christensen, Agnes Jongerius, Jan Keller, Edouard Martin, Emilian Pavel, Georgi Pirinski, Maria João Rodrigues, Siôn Simon, Marita Ulvskog, Flavio Zanonato

Terry Reintke, Tatjana Ždanoka

1

-

ENF

Dominique Martin

5

0

ECR

Amjad Bashir, Arne Gericke, Ulrike Trebesius, Jana Žitňanská, Kosma Złotowski

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Quadri di ristrutturazione preventiva, seconda opportunità e misure volte ad aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti

Riferimenti

COM(2016)0723 – C8-0475/2016 – 2016/0359(COD)

Presentazione della proposta al PE

22.11.2016

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

JURI

16.1.2017

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

ECON

16.1.2017

EMPL

16.1.2017

 

 

Relatori

       Nomina

Angelika Niebler

28.11.2016

 

 

 

Esame in commissione

12.7.2017

10.10.2017

7.12.2017

 

Approvazione

2.7.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

14

7

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Jean-Marie Cavada, Mady Delvaux, Rosa Estaràs Ferragut, Laura Ferrara, Mary Honeyball, Emil Radev, Julia Reda, Pavel Svoboda, Axel Voss, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sergio Gaetano Cofferati, Geoffroy Didier, Pascal Durand, Angel Dzhambazki, Jytte Guteland, Angelika Niebler, Virginie Rozière, Viktor Uspaskich, Tiemo Wölken, Kosma Złotowski

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Nicola Danti, Kateřina Konečná, Nils Torvalds

Deposito

21.8.2018


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

14

+

ALDE

Jean-Marie Cavada, Viktor Uspaskich

ECR

Angel Dzhambazki, Kosma Złotowski

EFDD

Joëlle Bergeron

PPE

Rosa Estaràs Ferragut, Angelika Niebler, Emil Radev, Pavel Svoboda, Axel Voss, Tadeusz Zwiefka

VERTS/ALE

Max Andersson, Pascal Durand, Julia Reda

7

-

ENF

Marie-Christine Boutonnet

S&D

Sergio Gaetano Cofferati, Nicola Danti, Mady Delvaux, Mary Honeyball, Virginie Rozière, Tiemo Wölken

1

0

EFDD

Laura Ferrara

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2018Avviso legale