Procedura : 2018/0012(COD)
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Ciclo del documento : A8-0326/2018

Testi presentati :

A8-0326/2018

Discussioni :

Votazioni :

PV 13/03/2019 - 19.4
CRE 13/03/2019 - 19.4

Testi approvati :

P8_TA(2019)0192

RELAZIONE     ***I
PDF 1017kWORD 149k
15.10.2018
PE 620.820v02-00 A8-0326/2018

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che abroga la direttiva 2000/59/CE e modifica la direttiva 2009/16/CE e la direttiva 2010/65/UE

(COM(2018)0033 – C8-0014/2018 – 2018/0012(COD))

Commissione per i trasporti e il turismo

Relatore: Gesine Meissner

Relatore per parere (*):

Bas Eickhout, commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONEDA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per la pesca
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che abroga la direttiva 2000/59/CE e modifica la direttiva 2009/16/CE e la direttiva 2010/65/UE

(COM(2018)0033 – C8-0014/2018 – 2018/0012(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0033),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 100, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0014/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 23 maggio 20181,

–  previa consultazione del Comitato europeo delle regioni,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per la pesca (A8-0326/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Titolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Proposta di

Proposta di

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che abroga la direttiva 2000/59/CE e modifica la direttiva 2009/16/CE e la direttiva 2010/65/UE

relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che abroga la direttiva 2000/59/CE e modifica la direttiva 2005/35/CE, la direttiva 2009/16/CE e la direttiva 2010/65/UE

(Connesso all'articolo 20 bis (nuovo), in cui si propone di modificare la definizione di sostanze inquinanti nella direttiva relativa all'inquinamento provocato dalle navi.)

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(1 bis)   L'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 14 delle Nazioni Unite richiama l'attenzione sulle minacce rappresentate dall'inquinamento marino e da sostanze eutrofizzanti, dall'esaurimento delle risorse e dai cambiamenti climatici, tutte principalmente dovute all'azione umana. Tali minacce esercitano un'ulteriore pressione sui sistemi ambientali, quali la biodiversità e l'infrastruttura naturale, creando nel contempo problemi socioeconomici globali, tra cui rischi per la salute e la sicurezza e rischi finanziari. L'Unione europea deve adoperarsi per proteggere le specie marine e sostenere le persone che dipendono dagli oceani, che sia per l'occupazione, per le risorse o per finalità ricreative.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  Negli ultimi vent'anni, la convenzione MARPOL e i relativi allegati hanno subito importanti modifiche che hanno posto in essere norme e divieti più severi per gli scarichi in mare dei rifiuti delle navi.

(4)  Negli ultimi vent'anni, la convenzione MARPOL e i relativi allegati hanno subito importanti modifiche che hanno posto in essere norme più severe per il conferimento dei rifiuti e divieti per gli scarichi in mare dei rifiuti delle navi.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis)  Tuttavia, l'Unione dovrebbe continuare ad adoperarsi a livello dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO) in merito ai divieti di scarico delle acque reflue degli scrubber a circuito aperto e di taluni residui del carico, al fine di disporre di norme altrettanto rigorose per le navi marittime e per le navi destinate alla navigazione interna nell'Unione.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 5 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 ter)  Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad adottare divieti di scarico delle acque reflue degli scrubber a circuito aperto e di taluni residui del carico nelle rispettive acque territoriali.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 5 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 quater)  La finalità generale della direttiva è impedire gli scarichi dei rifiuti delle navi in mare. Pertanto, i rifiuti prodotti durante le operazioni di riparazione e i sedimenti prodotti a seguito delle operazioni di pulizia o riparazione delle cisterne di zavorra non dovrebbero rientrare nell'ambito di applicazione della direttiva, in quanto essi sono sempre scaricati a terra quando una nave è ormeggiata o si trova in un bacino di carenaggio. I rifiuti prodotti durante le operazioni di riparazione e i sedimenti prodotti a seguito delle operazioni di pulizia o riparazione delle cisterne di zavorra sono disciplinati, rispettivamente, dalla legislazione dell'UE sui rifiuti e dalla convenzione dell'IMO sul controllo e la gestione delle acque di zavorra.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Nonostante questi sviluppi normativi gli scarichi dei rifiuti in mare continuano a verificarsi. Ciò è dovuto a una combinazione di fattori, quali l'assenza in alcuni porti di impianti portuali di raccolta adeguati, un'applicazione spesso insufficiente della normativa e la mancanza di incentivi al conferimento dei rifiuti a terra.

(7)  Nonostante questi sviluppi normativi gli scarichi dei rifiuti in mare continuano a verificarsi con ingenti costi ambientali, sociali ed economici. Ciò è dovuto a una combinazione di fattori, quali l'assenza in alcuni porti di impianti portuali di raccolta adeguati, un'applicazione spesso insufficiente della normativa e la mancanza di incentivi al conferimento dei rifiuti a terra.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis)  Nonostante i miglioramenti conseguiti, i rifiuti alimentari sono ancora elevati, in particolare sulle navi da crociera. Le pratiche di gestione dei rifiuti alimentari restano un settore per il quale è richiesto lo sviluppo di pratiche di raccolta differenziata e riutilizzo.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 7 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 ter) Le iniziative del settore della pesca volte a ridurre i rifiuti derivanti dalla pesca o a recuperare i rifiuti in plastica, compresi gli attrezzi da pesca persi, dovrebbero essere accolte con favore.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Dalla sua entrata in vigore la direttiva 2000/59/CE ha contribuito ad aumentare il volume dei rifiuti conferiti agli impianti portuali di raccolta, svolgendo in tal modo un ruolo determinante nella riduzione degli scarichi in mare, come evidenziato nella valutazione REFIT della direttiva.

(8)  In virtù della direttiva 2000/59/CE, tutte le navi che approdano nei porti dell'Unione europea già sono tenute a contribuire ai costi degli impianti portuali di raccolta, a prescindere dall'effettivo uso degli impianti. In tal modo, dalla sua entrata in vigore la direttiva 2000/59/CE ha contribuito ad aumentare il volume dei rifiuti conferiti agli impianti portuali di raccolta, svolgendo in tal modo un ruolo determinante nella riduzione degli scarichi in mare, come evidenziato nella valutazione REFIT della direttiva.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  La valutazione REFIT ha dimostrato inoltre che la direttiva 2000/59/CE non è stata pienamente efficace a causa di incoerenze con il quadro MARPOL. Gli Stati membri hanno altresì elaborato interpretazioni diverse dei concetti essenziali della direttiva, quali l'adeguatezza degli impianti, la notifica anticipata dei rifiuti e l'obbligo di conferimento dei rifiuti agli impianti portuali di raccolta, e delle esenzioni per le navi in servizio di linea. La valutazione ha evidenziato la necessità di una maggiore armonizzazione di tali concetti e di un ulteriore allineamento con la convenzione MARPOL, al fine di evitare inutili oneri amministrativi sia per i porti sia per gli utenti degli stessi.

(9)  La valutazione REFIT ha dimostrato inoltre che la direttiva 2000/59/CE non è stata pienamente efficace a causa di incoerenze con il quadro MARPOL. Gli Stati membri hanno altresì elaborato interpretazioni diverse dei concetti essenziali della direttiva, quali l'adeguatezza degli impianti, la notifica anticipata dei rifiuti e l'obbligo di conferimento dei rifiuti agli impianti portuali di raccolta, e delle esenzioni per le navi in servizio di linea. La valutazione ha evidenziato la necessità di una maggiore armonizzazione di tali concetti e di un ulteriore allineamento con la convenzione MARPOL, al fine di evitare inutili oneri amministrativi sia per i porti sia per gli utenti degli stessi. Pertanto, è necessario assicurare il completo allineamento dell'obbligo di conferimento alle norme sugli scarichi sancite dalla convenzione MARPOL.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) La direttiva 2008/98/CE stabilisce i principi più importanti per la gestione dei rifiuti, compreso il principio "chi inquina paga", e la gerarchia dei rifiuti che privilegia il riutilizzo e il riciclaggio rispetto ad altre forme di recupero e smaltimento e impone la creazione di sistemi per la raccolta differenziata dei rifiuti. Tali obblighi si applicano anche alla gestione dei rifiuti delle navi.

(11) La direttiva 2008/98/CE stabilisce i principi più importanti per la gestione dei rifiuti, compreso il principio "chi inquina paga", e la gerarchia dei rifiuti che privilegia il riutilizzo e il riciclaggio rispetto ad altre forme di recupero e smaltimento e impone la creazione di sistemi per la raccolta differenziata dei rifiuti. Inoltre, il concetto di responsabilità estesa del produttore è un principio guida del diritto dell'Unione in materia di rifiuti, in base al quale i produttori rispondono dell'impatto ambientale dei loro prodotti per tutto il loro ciclo di vita. Tali obblighi si applicano anche alla gestione dei rifiuti delle navi.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  La raccolta differenziata dei rifiuti delle navi, compresi gli attrezzi da pesca in disuso, è necessaria per garantirne un ulteriore recupero nella successiva catena di gestione dei rifiuti. I rifiuti solidi spesso sono separati a bordo delle navi in conformità alle norme e alla legislazione internazionale e la normativa dell'Unione dovrebbe garantire che gli sforzi per separare i rifiuti a bordo non vadano sprecati perché mancano le disposizioni per la raccolta differenziata a terra.

(12)  La raccolta differenziata dei rifiuti delle navi, compresi gli attrezzi da pesca in disuso, è necessaria per garantirne un ulteriore recupero ai fini del riutilizzo o del riciclaggio nella successiva catena di gestione dei rifiuti e per evitare che provochino danni agli animali e agli ambienti marini. I rifiuti solidi spesso sono separati a bordo delle navi in conformità alle norme e alla legislazione internazionale e la normativa dell'Unione dovrebbe garantire che gli sforzi per separare i rifiuti a bordo non vadano sprecati perché mancano le disposizioni per la raccolta differenziata a terra. Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare l'applicazione dei sistemi di raccolta differenziata ottimali in funzione delle caratteristiche di ciascun porto.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis)  La raccolta differenziata dei rifiuti quali i rifiuti alimentari, i lubrificanti e l'olio combustibile dovrebbe essere ulteriormente sviluppata con l'obiettivo specifico di consentire il loro riutilizzo in conformità dei principi dell'economia circolare.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Sebbene la maggior parte dei rifiuti marini sia generata da attività a terra, anche il trasporto marittimo, compresi i settori della pesca e della navigazione da diporto, contribuisce in misura importante, scaricando rifiuti solidi, tra cui plastiche e attrezzi da pesca in disuso, che finiscono direttamente in mare.

(13)  Soltanto nell'Unione ogni anno sono riversate negli oceani tra le 150 000 e le 500 000 tonnellate di plastica. Sebbene la maggior parte dei rifiuti marini sia generata da attività a terra, anche il trasporto marittimo, compresi i settori della pesca e della navigazione da diporto, contribuisce in misura importante, scaricando rifiuti solidi, tra cui plastiche e attrezzi da pesca in disuso, che finiscono direttamente in mare. Secondo le stime della Commissione, la plastica costituisce oltre l'80 % dei rifiuti marini, mentre gli attrezzi da pesca contenenti plastica rappresentano il 27 % dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge europee, il che equivale a 11 000 tonnellate l'anno.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)  La direttiva 2008/98/CE stabilisce le misure di prevenzione dei rifiuti che gli Stati membri dovrebbero adottare al fine di evitare la produzione di rifiuti. Tali misure dovrebbero mirare, tra l'altro, a porre fine alla produzione di rifiuti marini per contribuire all'obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite di prevenire e ridurre in modo significativo l'inquinamento marino di ogni tipo.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis)  La convenzione internazionale dell'IMO del 13 febbraio 2004 per il controllo e la gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi è entrata in vigore l'8 settembre 2017. Detta convenzione obbliga tutte le navi a eseguire le procedure di gestione delle acque di zavorra conformemente alle norme dell'IMO e impone ai porti e ai terminali designati per la pulizia e la riparazione delle cisterne di zavorra di disporre di impianti adeguati per la raccolta dei sedimenti.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 15 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 ter)  Nel caso in cui gli Stati membri si avvalgano dei servizi dell'EMSA per indagare sui casi segnalati di presunta inadeguatezza degli impianti portuali di raccolta, l'EMSA dovrebbe tenere traccia di tali richieste e fornire tali dati alla Commissione affinché possa valutare l'eventuale esigenza di un ulteriore sostegno per l'EMSA nella successiva dotazione finanziaria.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  Al fine di garantire l'adeguatezza degli impianti portuali di raccolta, è essenziale sviluppare e rivalutare il piano di raccolta e di gestione dei rifiuti, in base alla consultazione degli utenti dei porti. Per motivi pratici e organizzativi i porti limitrofi nella stessa regione potrebbero sviluppare un piano comune, che comprenda la disponibilità di impianti portuali di raccolta in ciascuno dei porti interessati dal piano, fornendo nel contempo un quadro amministrativo comune.

(17)  Al fine di garantire l'adeguatezza degli impianti portuali di raccolta, è essenziale sviluppare e rivalutare il piano di raccolta e di gestione dei rifiuti, in base alla consultazione degli utenti dei porti. Per motivi pratici e organizzativi i porti limitrofi nella stessa regione geografica potrebbero sviluppare un piano comune, che comprenda la disponibilità di impianti portuali di raccolta in ciascuno dei porti interessati dal piano, fornendo nel contempo un quadro amministrativo comune.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis)  Può essere difficile adottare e monitorare i piani di raccolta e di gestione dei rifiuti per i piccoli porti, ad esempio le aree di ormeggio e i porti turistici, che sono interessati da un traffico poco frequente, per lo più di imbarcazioni da diporto, o che sono utilizzati solo per una parte dell'anno. I rifiuti prodotti da questi piccoli porti sono normalmente gestiti dai sistemi di gestione dei rifiuti urbani in conformità dei principi della direttiva 2008/98/CE, come modificata dalla direttiva (UE) 2018/851. Al fine di non sovraccaricare gli enti locali e agevolare la gestione dei rifiuti in questi piccoli porti, dovrebbe essere sufficiente includere i rifiuti prodotti dalle aree di ormeggio e dai porti turistici locali nel flusso di rifiuti urbani e gestirli di conseguenza, richiedendo altresì che i porti mettano a disposizione dei loro utenti informazioni relative alla raccolta dei rifiuti.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  Per affrontare il problema dei rifiuti marini in modo efficace, è fondamentale fornire il giusto livello di incentivi per il conferimento dei rifiuti, in particolare i rifiuti solidi, agli impianti portuali di raccolta. Ciò può essere conseguito attraverso un sistema di recupero dei costi che comporti l'applicazione di una tariffa indiretta, che sarà dovuta indipendentemente dal conferimento dei rifiuti e che dovrebbe autorizzare il conferimento dei rifiuti senza aggiungere ulteriori oneri diretti. In tale sistema dovrebbero essere inclusi anche i settori della pesca e della navigazione da diporto, dato il loro contributo alla produzione di rifiuti marini.

(18)  Per affrontare il problema dei rifiuti marini in modo efficace, è fondamentale fornire il giusto livello di incentivi per il conferimento dei rifiuti, in particolare i rifiuti solidi, agli impianti portuali di raccolta. Ciò può essere conseguito attraverso un sistema di recupero dei costi che comporti l'applicazione di una tariffa indiretta, che sarà dovuta indipendentemente dal conferimento dei rifiuti e che dovrebbe autorizzare il conferimento dei rifiuti senza aggiungere ulteriori oneri diretti. Tuttavia, anche i gestori delle navi dovrebbero adoperarsi per la riduzione dei rifiuti prodotti a bordo. In tale sistema dovrebbe essere incluso il settore della navigazione da diporto, dato il suo contributo alla produzione di rifiuti marini. Il conferimento dei rifiuti pescati non dovrebbe comportare costi aggiuntivi a carico dei pescherecci.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Considerando 18 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 bis)  In taluni Stati membri sono stati istituiti sistemi di finanziamento a favore dei pescatori a copertura dei costi in cui potrebbero incorrere a causa del conferimento a terra dei rifiuti degli attrezzi da pesca o dei rifiuti pescati attivamente e passivamente. Tali sistemi potrebbero essere sostenuti dai regimi di responsabilità estesa del produttore, che potrebbero integrare i sistemi di recupero dei costi istituiti a norma della presente direttiva. In tal modo detti sistemi di recupero dei costi non dovrebbero creare un disincentivo per i pescherecci e le comunità portuali a partecipare ai sistemi esistenti di conferimento dei rifiuti pescati attivamente e passivamente.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Considerando 18 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 ter)  Al fine di promuovere il conferimento dei rifiuti pescati "passivamente" raccolti dalle reti durante le normali operazioni di pesca, gli Stati membri dovrebbero coprire i costi della raccolta negli impianti portuali di raccolta e della successiva gestione con entrate provenienti da fonti alternative.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Il concetto di "nave verde" dovrebbe essere ulteriormente sviluppato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, in modo da attuare un efficace sistema di ricompensa per quelle navi che riducono i rifiuti a bordo.

(19)  Il concetto di "nave verde" dovrebbe essere ulteriormente sviluppato e pienamente attuato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. È opportuno stabilire requisiti minimi a livello dell'Unione europea e concretizzarli in maniera quanto più armonizzata possibile, in modo da attuare un efficace sistema di ricompensa per quelle navi che riducono i rifiuti a bordo attraverso una prevenzione e una gestione dei rifiuti sostenibili sotto il profilo ambientale, in linea con le migliori prassi. Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare le pratiche che vanno oltre le norme richieste. Inoltre, la riduzione dei rifiuti si consegue principalmente mediante l'efficace separazione dei rifiuti a bordo, in linea con gli orientamenti dell'IMO per l'allegato V della convenzione MARPOL e con le norme elaborate dall'Organizzazione internazionale per la standardizzazione. La Commissione dovrebbe designare un gruppo di esperti al fine di stabilire i criteri che una nave deve rispettare per poter essere dichiarata "verde", e dovrebbe altresì incoraggiare lo scambio di buone pratiche sullo sviluppo di regimi dal basso.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  I residui del carico restano di proprietà del proprietario delle merci anche successivamente al loro scarico presso il terminal e spesso hanno un valore economico. Per questo motivo i residui del carico non dovrebbero essere inclusi nei sistemi di recupero dei costi e nell'applicazione della tariffa indiretta; la tariffa per il conferimento dei residui del carico dovrebbe essere pagata dall'utente dell'impianto di raccolta, che è di norma indicato nelle convenzioni contrattuali tra le parti interessate o in altre convenzioni locali.

(20)  I residui del carico restano di proprietà del proprietario delle merci anche successivamente al loro scarico presso il terminal e spesso hanno un valore economico. Per questo motivo i residui del carico non dovrebbero essere inclusi nei sistemi di recupero dei costi e nell'applicazione della tariffa indiretta; la tariffa per il conferimento dei residui del carico dovrebbe essere pagata dall'utente dell'impianto di raccolta, che è di norma indicato nelle convenzioni contrattuali tra le parti interessate o in altre convenzioni locali. Al fine di promuovere un'attuazione armonizzata della presente direttiva, occorrerebbe elaborare orientamenti tecnici sulla gestione dei residui del carico in conformità degli allegati I e II della convenzione MARPOL. Tuttavia, ciò non dovrebbe applicarsi ai residui del carico che non vengono facilmente recuperati, come le sostanze galleggianti persistenti a viscosità elevata, ad esempio la paraffina. Tali sostanze possono avere un esiguo valore economico e rischiano pertanto di essere disperse in mare, se non adeguatamente trattate presso gli impianti portuali di raccolta.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Considerando 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 bis)  Gli attrezzi da pesca di plastica hanno elevate potenzialità di riciclaggio, soprattutto se progettati correttamente. Di conseguenza, in linea con il principio "chi inquina paga", sarebbe opportuno istituire regimi di responsabilità estesa del produttore per finanziare una sana gestione dei rifiuti prodotti dagli attrezzi da pesca e dai relativi componenti e raggiungere elevati livelli di raccolta.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Considerando 21 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 ter)  I regimi di recupero dei rifiuti dovrebbero essere sostenuti finanziariamente dagli Stati membri, così che i rifiuti che già si trovano in mare possano essere riciclati o smaltiti adeguatamente senza oneri per i pescatori.

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Considerando 22 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(22 bis)  Al fine di migliorare la sicurezza marittima e di rafforzare la tutela dell'ambiente marino, la direttiva 2005/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis dovrebbe essere modificata per includere anche l'inquinamento da rifiuti provocato dalle navi di cui agli allegati da IV a VI della convenzione MARPOL nel diritto dell'Unione e per garantire che alle persone responsabili degli scarichi illeciti siano comminate sanzioni adeguate.

 

_________________

 

1 bis Direttiva 2005/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni, anche penali, per i reati di inquinamento (GU L 255 del 30.9.2005, pag. 11).

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Considerando 23 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(23 bis)  L'obbligo di conferimento dovrebbe essere integrato da disposizioni che vietino lo scarico dei rifiuti, al fine di inviare segnali chiari circa gli obblighi di conformità e garantire l'esistenza di una base chiara per quanto riguarda le violazioni civili o penali.

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  Il monitoraggio e l'applicazione dovrebbero essere facilitati mediante un sistema basato sulla comunicazione e sullo scambio di informazioni per via elettronica. A tal fine il sistema informativo e di monitoraggio esistente, istituito a norma della direttiva 2000/59/CE, dovrebbe essere ulteriormente sviluppato e utilizzato sulla base di sistemi di dati elettronici esistenti, in particolare il sistema dell'Unione per lo scambio di dati marittimi (SafeSeaNet) e la banca dati sulle ispezioni (THETIS). Il sistema dovrebbe altresì includere le informazioni sugli impianti portuali di raccolta disponibili nei diversi porti.

(24)  Il monitoraggio e l'applicazione dovrebbero essere facilitati mediante un sistema basato sulla comunicazione e sullo scambio di informazioni per via elettronica. A tal fine il sistema informativo e di monitoraggio esistente, istituito a norma della direttiva 2000/59/CE, dovrebbe essere ulteriormente sviluppato e utilizzato sulla base di sistemi di dati elettronici esistenti, in particolare il sistema dell'Unione per lo scambio di dati marittimi (SafeSeaNet) e la banca dati sulle ispezioni (THETIS). Il sistema dovrebbe altresì includere le informazioni sugli impianti portuali di raccolta disponibili nei diversi porti e sulle perdite degli attrezzi da pesca.

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Considerando 24 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(24 bis)  In conformità dell'articolo 48 del regolamento (CE) n. 1224/2009, la perdita degli attrezzi da pesca deve essere notificata.

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Considerando 24 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(24 ter)  La direttiva 2010/65/UE, attualmente oggetto di revisione, semplifica e armonizza le procedure amministrative applicate ai trasporti marittimi attraverso una standardizzazione della trasmissione elettronica delle informazioni e una razionalizzazione delle formalità di dichiarazione. Al fine di evitare sviluppi informatici inutili e contraddittori, è opportuno applicare le nuove formalità di dichiarazione per quanto riguarda i rifiuti prodotti dalle navi conformemente alla direttiva 2010/65/UE rivista.

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30)  Al fine di tener conto degli sviluppi a livello internazionale e di promuovere pratiche efficaci di gestione dei rifiuti a bordo, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del TFUE riguardo alla modifica della presente direttiva per aggiornare i riferimenti agli strumenti internazionali e gli allegati e per modificare i riferimenti agli strumenti internazionali, allo scopo di evitare, se necessario, che si applichino modifiche di tali strumenti internazionali ai fini della presente direttiva, e di sviluppare criteri comuni per il riconoscimento delle "navi verdi", al fine di concedere una tariffa ridotta sui rifiuti di tali navi. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

(30)  Al fine di tener conto degli sviluppi a livello internazionale e di promuovere pratiche efficaci di gestione dei rifiuti a bordo, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del TFUE riguardo alla modifica della presente direttiva per aggiornare i riferimenti agli strumenti internazionali e gli allegati e per modificare i riferimenti agli strumenti internazionali, allo scopo di evitare, se necessario, che si applichino modifiche di tali strumenti internazionali ai fini della presente direttiva, e di modificare, applicare e perfezionare criteri comuni per il riconoscimento delle "navi verdi", tenendo conto delle buone prassi esistenti e dei regimi dal basso, al fine di concedere una tariffa ridotta sui rifiuti di tali navi. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Considerando 31 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(31 bis)  Le buone condizioni di lavoro per il personale portuale che lavora negli impianti portuali di raccolta sono di fondamentale importanza per rendere il settore marittimo sicuro, efficiente e socialmente responsabile, in grado di attirare lavoratori qualificati e garantire condizioni paritarie in tutta Europa. La formazione iniziale e periodica del personale è essenziale per garantire la qualità dei servizi e la protezione dei lavoratori. Le autorità portuali e degli impianti di raccolta dovrebbero provvedere affinché tutto il personale riceva la formazione necessaria ad acquisire le conoscenze essenziali per lo svolgimento delle proprie funzioni, con particolare attenzione per gli aspetti di salute e di sicurezza connessi alle attività che prevedono l'utilizzo di materiali pericolosi, e affinché i requisiti di formazione siano regolarmente aggiornati per rispondere alle sfide dell'innovazione tecnologica.

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Considerando 32 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(32 bis)  È opportuno tener conto delle caratteristiche specifiche delle regioni ultraperiferiche, riconosciute all'articolo 349 TFUE, dando la possibilità agli Stati membri di adottare specifiche misure nazionali di finanziamento per tali regioni in modo che possano garantire l'adeguatezza e la disponibilità degli impianti portuali di raccolta.

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva ha l'obiettivo di proteggere l'ambiente marino dagli effetti negativi degli scarichi dei rifiuti delle navi che utilizzano porti situati nel territorio dell'Unione e di garantire nel contempo il buon funzionamento del traffico marittimo migliorando la disponibilità di impianti portuali di raccolta adeguati e il conferimento dei rifiuti presso tali impianti.

La presente direttiva ha l'obiettivo di proteggere l'ambiente marino dagli effetti negativi degli scarichi dei rifiuti delle navi che utilizzano porti situati nel territorio dell'Unione e di garantire nel contempo il buon funzionamento del traffico marittimo migliorando la disponibilità e l'uso di impianti portuali di raccolta adeguati e il conferimento dei rifiuti presso tali impianti.

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis)  "piattaforma fissa o galleggiante": una piattaforma fissa o galleggiante, compresi gli impianti di trivellazione, i sistemi galleggianti di produzione, stoccaggio e trasbordo utilizzati per la produzione e lo stoccaggio offshore di petrolio, e le reti galleggianti utilizzate per lo stoccaggio offshore del petrolio prodotto;

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  "rifiuti delle navi": tutti i rifiuti, compresi i residui del carico, prodotti durante il servizio di una nave e durante le operazioni di carico, scarico e pulizia, o i rifiuti raccolti dalle reti durante le operazioni di pesca, e che rientrano nell'ambito di applicazione degli allegati I, II, IV, V e VI della convenzione MARPOL;

c)  "rifiuti delle navi": tutti i rifiuti, compresi i residui del carico, prodotti durante il servizio di una nave o di una piattaforma fissa o galleggiante, o durante le operazioni di carico, scarico e pulizia e riparazione navale, compresi i sedimenti prodotti a seguito delle operazioni di pulizia o riparazione delle cisterne di zavorra, e che rientrano nell'ambito di applicazione degli allegati I, II, IV, V e VI della convenzione MARPOL;

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  "rifiuti dei pescherecci": tutti i rifiuti prodotti durante il servizio di un peschereccio o durante le operazioni di carico, scarico e pulizia, e che rientrano direttamente e individualmente nell'ambito di applicazione degli allegati I, II, IV, V e VI della convenzione MARPOL, escludendo però il pesce intero fresco o il pesce non fresco ottenuto dalle attività di pesca svolte durante il viaggio o dalle attività di acquacoltura;

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera c ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c ter)  "rifiuti pescati passivamente: i rifiuti raccolti involontariamente nelle reti durante le operazioni di pesca;

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera c quater (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c quater)  "rifiuti raccolti attivamente": i rifiuti raccolti durante i viaggi compiuti non a fini di pesca in zone critiche per i rifiuti, sulla base di una valutazione ambientale, e con l'unico scopo di rimuovere rifiuti marini dal mare;

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera c quinquies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c quinquies)  "bordata di pesca": qualsiasi viaggio di un peschereccio durante il quale si svolgono attività di pesca, a partire dal momento in cui il peschereccio lascia il porto e fino all'arrivo nel porto di partenza o in un altro porto in cui si effettua lo scarico;

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  "residui del carico": i resti di qualsiasi materiale che costituisce il carico contenuto a bordo, che rimangono sul ponte o nella stiva dopo le operazioni di carico e scarico, comprese le eccedenze di carico e scarico e le fuoriuscite, siano essi umidi, secchi o trascinati dalle acque di lavaggio, a eccezione della polvere del carico che rimane sul ponte dopo che questo è stato spazzato o della polvere sulle superfici esterne della nave;

d)  "residui del carico": i resti di qualsiasi materiale che costituisce il carico contenuto a bordo, che rimangono sul ponte o nella stiva o nelle cisterne dopo le operazioni di carico e scarico, comprese le eccedenze di carico e scarico e le fuoriuscite, siano essi umidi, secchi o trascinati dalle acque di lavaggio, a eccezione della polvere del carico che rimane sul ponte dopo che questo è stato spazzato o della polvere sulle superfici esterne della nave;

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera f bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

f bis)  "attrezzo da pesca": l'articolo o l'attrezzatura usati nella pesca e nell'acquacoltura per prendere o catturare risorse biologiche marine o che galleggiano sulla superficie del mare allo scopo di attirare e catturare risorse biologiche marine;

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

g)  "imbarcazione da diporto": una nave di qualsiasi tipo, con scafo di lunghezza pari o superiore a 2,5 metri, indipendentemente dal mezzo di propulsione, destinata ad essere usata con finalità sportive o ricreative e non impegnata in attività commerciali;

g)  "imbarcazione da diporto": una nave di qualsiasi tipo, con scafo di lunghezza compresa tra 2,5 metri e 24 metri, indipendentemente dal mezzo di propulsione, destinata ad essere usata con finalità sportive o ricreative e non impegnata in attività commerciali;

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera g bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

g bis)  "nave verde": una nave progettata, utilizzata e infine riciclata in una modalità sostenibile dal punto di vista ambientale grazie alla quale, in maniera integrata, sono eliminati gli scarichi operativi dannosi e le emissioni; la progettazione, le attrezzature, il funzionamento e le politiche di approvvigionamento favoriscono sinergie che consentono di ridurre la quantità della tipologia di rifiuto alla quale si applica la tariffa; detta nave gestisce i propri rifiuti in modo sostenibile e compatibile con l'ambiente;

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera i bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

i bis)  "viaggio internazionale": un viaggio effettuato in tratti di mare da un porto situato al di fuori dell'Unione a un porto di uno Stato membro;

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera j

Testo della Commissione

Emendamento

j)  "porto": un luogo o un'area geografica cui siano state apportate migliorie e aggiunte attrezzature tali da consentire l'attracco di navi, compresa la zona di ancoraggio all'interno della giurisdizione del porto;

j)  "porto": un luogo o un'area geografica cui siano state apportate migliorie e aggiunte attrezzature tali da consentire in via principale l'attracco di navi, compresa la zona di ancoraggio all'interno della giurisdizione del porto;

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera k

Testo della Commissione

Emendamento

k)  "rifiuti di cucina e ristorazione": tutti i tipi di rifiuti alimentari, compreso l'olio da cucina usato, prodotti da ristoranti, strutture di ristorazione e cucine;

k)  "rifiuti di cucina e ristorazione": tutti i tipi di rifiuti alimentari, compreso l'olio da cucina usato, prodotti da ristoranti, strutture di ristorazione e cucine, nonché vetro e plastica;

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera k bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

k bis)  "rifiuti internazionali di cucina e ristorazione": tutti i tipi di rifiuti alimentari prodotti durante i viaggi internazionali, compreso l'olio da cucina usato, prodotti da ristoranti, strutture di ristorazione e cucine, nonché vetro e plastica;

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera l

Testo della Commissione

Emendamento

l)  "capacità di stoccaggio sufficiente": la capacità sufficiente di stoccare i rifiuti a bordo dal momento della partenza fino al successivo porto di scalo, compresi i rifiuti che saranno probabilmente prodotti nel corso del viaggio;

l)  "capacità di stoccaggio sufficiente": la capacità sufficiente designata per ciascun tipo di rifiuto da stoccare a bordo, secondo i certificati delle navi o i piani di gestione dei rifiuti, dal momento della partenza fino al successivo porto di scalo, compresi i rifiuti che saranno probabilmente prodotti nel corso del viaggio;

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera m

Testo della Commissione

Emendamento

m)  "traffico di linea": traffico generato in base a un elenco pubblicato o pianificato degli orari di partenza e di arrivo tra porti individuati o in occasione di traversate ricorrenti, secondo un orario riconoscibile;

m)  "traffico di linea": traffico generato in base a un elenco pubblicato o pianificato degli orari di partenza e di arrivo tra due porti individuati o in occasione di traversate ricorrenti, secondo un orario riconoscibile; l'orario della nave deve essere fissato in anticipo e rimanere invariato per almeno 4 mesi;

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera p bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

p bis)  "trattamento": operazioni di recupero o smaltimento, inclusa la preparazione prima del recupero o dello smaltimento;

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Articolo 3 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  tutte le navi, indipendentemente dalla loro bandiera, che fanno scalo o che operano in un porto di uno Stato membro, ad esclusione delle navi militari da guerra, delle navi ausiliarie o di altre navi possedute o gestite da uno Stato e impiegate, al momento, solo per servizi statali a fini non commerciali;

a)  tutte le navi, indipendentemente dalla loro bandiera, che fanno scalo o che operano in un porto di uno Stato membro, ad esclusione delle navi adibite a servizi portuali ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2017/352, delle navi militari da guerra, delle navi ausiliarie o di altre navi possedute o gestite da uno Stato e impiegate, al momento, solo per servizi statali a fini non commerciali;

Emendamento    55

Proposta di direttiva

Articolo 3 – comma 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  tutti i porti degli Stati membri ove fanno abitualmente scalo le navi cui si applica la lettera a).

b)  tutti i porti degli Stati membri ove fanno abitualmente scalo le navi cui si applica la lettera a). Ai fini della presente direttiva e per evitare ingiustificati ritardi per le navi, gli Stati membri possono decidere di escludere dai loro porti la zona di ancoraggio ai fini dell'applicazione degli articoli 6, 7 e 8.

 

 

Emendamento    56

Proposta di direttiva

Articolo 3 – comma 1 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b bis)  qualsiasi imbarcazione che naviga sulle vie navigabili interne nell'Unione.

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Articolo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri adottano misure per garantire che, ove possibile, le navi escluse dall'ambito di applicazione della presente direttiva conferiscano i loro rifiuti in modo compatibile con la presente direttiva.

Gli Stati membri adottano misure per garantire che, ove ragionevole e fattibile, le navi escluse dall'ambito di applicazione della presente direttiva conferiscano i loro rifiuti in modo compatibile con la presente direttiva.

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  gli impianti portuali di raccolta consentano la gestione dei rifiuti delle navi in modo appropriato dal punto di vista ambientale, conformemente alle prescrizioni della direttiva 2008/98/CE e ad altre norme pertinenti dell'Unione. A tal fine gli Stati membri provvedono alla raccolta differenziata nei porti dei rifiuti delle navi, come previsto nella legislazione dell'Unione sui rifiuti, in particolare la direttiva 2008/98/CE, la direttiva 2012/19/UE e la direttiva 2006/66/CE. La lettera c) si applica fatte salve le prescrizioni più rigorose imposte dal regolamento (CE) n. 1069/2009 per la gestione dei rifiuti di cucina e ristorazione derivanti da trasporti internazionali.

c)  gli impianti portuali di raccolta consentano la gestione dei rifiuti delle navi in modo appropriato dal punto di vista ambientale, conformemente alle prescrizioni della direttiva 2008/98/CE e ad altre norme pertinenti nazionali e dell'Unione. Ai fini della lettera c) gli Stati membri provvedono alla raccolta differenziata per agevolare il riutilizzo e il riciclaggio nei porti dei rifiuti delle navi, come previsto nella legislazione dell'Unione sui rifiuti, in particolare la direttiva 2008/98/CE, la direttiva 2012/19/UE e la direttiva 2006/66/CE. La presente lettera si applica fatte salve le prescrizioni più rigorose imposte dal regolamento (CE) n. 1069/2009 per la gestione dei rifiuti di cucina e ristorazione derivanti da trasporti internazionali.

Emendamento    59

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri indagano su tutti i casi di presunta inadeguatezza segnalati e garantiscono che tutte le parti coinvolte nel conferimento o nella raccolta dei rifiuti delle navi abbiano diritto al risarcimento del danno causato da ritardi ingiustificati.

4.  Gli Stati membri, se necessario in consultazione con l'EMSA, indagano su tutti i casi di presunta inadeguatezza segnalati e garantiscono che tutte le parti coinvolte nel conferimento o nella raccolta dei rifiuti delle navi abbiano diritto al risarcimento del danno causato da ritardi ingiustificati connessi alla non conformità ai piani di raccolta e di gestione dei rifiuti.

Emendamento    60

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Le autorità portuali interessate o, in mancanza di queste, le autorità competenti provvedono affinché le operazioni di conferimento o raccolta dei rifiuti siano realizzate con misure di sicurezza sufficienti per evitare rischi sia per le persone che per l'ambiente nei porti coperti dalla presente direttiva.

Emendamento    61

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 ter.  Data la situazione delle regioni ultraperiferiche, riconosciuta all'articolo 349 TFUE, gli Stati membri possono adottare misure nazionali di finanziamento specifiche al fine di garantire l'adeguatezza e la disponibilità degli impianti portuali di raccolta.

Emendamento    62

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Per ciascun porto viene posto in essere e attuato un piano adeguato di raccolta e di gestione dei rifiuti, previa consultazione delle parti interessate, in particolare gli utenti del porto o i loro rappresentanti. Tale consultazione dovrebbe avvenire sia durante la stesura iniziale dei piani sia dopo la loro adozione, in particolare qualora siano stati attuati cambiamenti significativi per quanto riguarda le prescrizioni di cui agli articoli 4, 6 e 7. Nell'allegato 1 figurano le prescrizioni dettagliate per l'elaborazione dei piani in questione.

1.  Per ciascun porto viene posto in essere e attuato un piano adeguato di raccolta e di gestione dei rifiuti, previa consultazione delle parti interessate, ivi compresi gli utenti del porto o i loro rappresentanti e la società civile. Tale consultazione dovrebbe avvenire sia durante la stesura iniziale dei piani sia dopo la loro adozione, in particolare qualora siano stati attuati cambiamenti significativi per quanto riguarda le prescrizioni di cui agli articoli 4, 6 e 7. Nell'allegato 1 figurano le prescrizioni dettagliate per l'elaborazione dei piani in questione.

Emendamento    63

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri provvedono a che le seguenti informazioni riportate nei piani di raccolta e di gestione dei rifiuti in merito alla disponibilità di impianti di raccolta adeguati nei loro porti e ai costi associati siano comunicate agli operatori delle navi e rese accessibili al pubblico mediante i siti web dei porti o in forma stampata:

Gli Stati membri provvedono a che le seguenti informazioni riportate nei piani di raccolta e di gestione dei rifiuti in merito alla disponibilità di impianti di raccolta adeguati nei loro porti e alla struttura dei costi siano comunicate agli operatori delle navi e rese facilmente accessibili al pubblico, sia in inglese che nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui è ubicato il porto:

Emendamento    64

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  ubicazione degli impianti portuali di raccolta per ogni banchina di ormeggio;

a)  ubicazione degli impianti portuali di raccolta per ogni banchina di ormeggio, compreso l'orario di lavoro;

Emendamento    65

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

e)  descrizione del sistema di recupero dei costi; e

e)  descrizione del sistema di recupero dei costi, incluse le tariffe e la base su cui sono state calcolate; e

Emendamento    66

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  I piani di raccolta e di gestione dei rifiuti di cui al paragrafo 1 possono, se è necessario per motivi di efficienza, essere elaborati in collaborazione da due o più porti limitrofi nella stessa regione con l'opportuna partecipazione di ciascun porto, purché l'esigenza e la disponibilità degli impianti di raccolta siano specificate per ogni singolo porto.

3.  I piani di raccolta e di gestione dei rifiuti di cui al paragrafo 1 possono, se è necessario per motivi di efficienza, essere elaborati in collaborazione da due o più porti limitrofi nella stessa regione geografica con l'opportuna partecipazione di ciascun porto, purché l'esigenza e la disponibilità degli impianti di raccolta siano specificate per ogni singolo porto.

Emendamento    67

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri valutano e approvano il piano di raccolta e di gestione dei rifiuti, ne controllano l'attuazione e garantiscono che si procederà ad una nuova approvazione al termine di almeno tre anni dalla precedente approvazione o nuova approvazione, o dopo che si siano verificati significativi cambiamenti operativi nella gestione del porto. Tali cambiamenti comprendono in particolare, tra l'altro, modifiche strutturali del traffico diretto al porto, sviluppo di nuove infrastrutture, modifiche della domanda e della fornitura di impianti portuali di raccolta e nuove tecniche di trattamento a bordo.

4.  Gli Stati membri valutano e approvano il piano di raccolta e di gestione dei rifiuti, ne controllano l'attuazione e garantiscono che si procederà ad una nuova approvazione al termine di almeno quattro anni dalla precedente approvazione o nuova approvazione, o dopo che si siano verificati significativi cambiamenti operativi nella gestione del porto. Tali cambiamenti comprendono in particolare, tra l'altro, modifiche strutturali del traffico diretto al porto, sviluppo di nuove infrastrutture, modifiche della domanda e della fornitura di impianti portuali di raccolta e nuove tecniche di trattamento a bordo.

Emendamento    68

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  I piccoli porti non commerciali, che sono caratterizzati soltanto da un traffico sporadico o scarso di imbarcazioni da diporto, possono essere esentati dalle disposizioni del presente articolo se i loro impianti portuali di raccolta sono integrati nel sistema di gestione dei rifiuti amministrato dal comune o per conto dello stesso, e se gli Stati membri in cui tali porti sono ubicati garantiscono che le informazioni relative al sistema di gestione dei rifiuti siano messe a disposizione degli utenti dei porti stessi.

 

Gli Stati membri in cui tali porti sono situati comunicano l'ubicazione e il nome di tali porti per via elettronica nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14.

Emendamento    69

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono riportate per via elettronica nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14 della presente direttiva, in conformità alla direttiva 2010/65/UE e alla direttiva 2002/59/CE.

2.  Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono riportate per via elettronica nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14 della presente direttiva, in conformità alla direttiva 2010/65/UE e alla direttiva 2002/59/CE, e sono messe a disposizione dei pertinenti portatori di interessi, compresi gli operatori degli impianti portuali di raccolta.

Emendamento    70

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il comandante di una nave che approda in un porto dell'Unione, prima di lasciare tale porto, conferisce tutti i rifiuti presenti a bordo della nave a un impianto portuale di raccolta in conformità alle pertinenti norme in materia di scarico previste dalla convenzione MARPOL.

1.  Il comandante di una nave che approda in un porto dell'Unione, prima di lasciare tale porto, conferisce tutti i rifiuti presenti a bordo della nave a un impianto portuale di raccolta e, dopo aver lasciato il porto, non scarica rifiuti in mare, in conformità alle norme e ai regolamenti pertinenti in materia di conferimento e di scarico previsti dalla convenzione MARPOL.

Emendamento    71

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  In conformità della convenzione MARPOL e della normativa dell'Unione in vigore, in particolare la direttiva 2005/35/CE, è vietato lo scarico di plastica, compresi funi sintetiche, reti da pesca sintetiche, rifiuti di plastica e ceneri prodotte dagli inceneritori a partire da prodotti di plastica, fatta eccezione per:

 

a)  lo scarico di plastica da una nave necessario per garantire la sicurezza della nave e di chi si trova a bordo della stessa o per salvare vite in mare;

 

b)  la perdita accidentale di plastica a seguito di danni a una nave o alle sue attrezzature, purché siano state adottate tutte le ragionevoli precauzioni, prima e dopo il verificarsi del danno, per prevenire o minimizzare la perdita accidentale;

 

c)  la perdita accidentale di attrezzi da pesca da una nave, purché siano state adottate tutte le ragionevoli precauzioni per prevenire tale perdita;

 

d)  lo scarico di attrezzi da pesca da una nave per la protezione dell'ambiente marino o per la sicurezza di tale nave o del suo equipaggio.

 

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 19 riguardo alla definizione di tutte le ragionevoli precauzioni volte a prevenire perdite accidentali di attrezzi da pesca.

Emendamento    72

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Al conferimento il gestore dei rifiuti o l'autorità del porto cui i rifiuti sono stati conferiti compila in modo accurato il modulo di cui all'allegato 3 e rilascia la ricevuta alla nave.

Al conferimento il gestore dei rifiuti o l'autorità del porto cui i rifiuti sono stati conferiti compila in modo accurato il modulo di cui all'allegato 3 e rilascia la ricevuta di conferimento dei rifiuti alla nave senza indebiti ritardi.

Emendamento    73

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Tale prescrizione non si applica ai porti piccoli e senza personale o ai porti ubicati in località remote, a condizione che lo Stato membro in cui è situato il porto non abbia riportato per via elettronica tali informazioni nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14 della presente direttiva.

Tale prescrizione non si applica ai porti piccoli dotati di impianti senza personale o ai porti ubicati in località remote, a condizione che lo Stato membro in cui è situato il porto non abbia riportato per via elettronica tali informazioni nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14 della presente direttiva.

Emendamento    74

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  L'operatore, l'agente o il comandante di una nave che rientra nell'ambito di applicazione della direttiva 2002/59/CE comunica per via elettronica, prima della partenza, le informazioni riportate sulla ricevuta di conferimento dei rifiuti nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14 della presente direttiva, in conformità alla direttiva 2010/65/UE e alla direttiva 2002/59/CE.

3.  L'operatore, l'agente o il comandante di una nave che rientra nell'ambito di applicazione della direttiva 2002/59/CE comunica per via elettronica, prima della partenza o il prima possibile dopo averle ricevute, le informazioni riportate sulla ricevuta di conferimento dei rifiuti nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14 della presente direttiva, in conformità alla direttiva 2010/65/UE e alla direttiva 2002/59/CE.

Emendamento    75

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Il comandante di un peschereccio che fa scalo in un porto dell'Unione segnala all'autorità competente del proprio Stato membro di bandiera, entro 24 ore, ogni eventuale perdita di attrezzi da pesca conformemente all'articolo 48 del regolamento (CE) n. 1224/2009.

 

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 19 al fine di determinare il formato di tali segnalazioni da parte dei pescherecci.

Emendamento    76

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 ter.   Se un attrezzo da pesca perso non può essere recuperato, il comandante della nave inserisce i relativi dati nel giornale di bordo. L'autorità competente dello Stato membro di bandiera informa l'autorità competente dello Stato membro costiero.

 

I dati relativi agli attrezzi da pesca persi sono raccolti e registrati dagli Stati membri e trasmessi annualmente alla Commissione.

Emendamento    77

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 5 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  la nave fa scalo nell'ancoraggio solo per meno di 24 ore o in condizioni meteorologiche avverse;

a)  la nave fa scalo nell'ancoraggio solo per meno di 24 ore, o in attesa di essere noleggiata o in condizioni meteorologiche avverse;

Emendamento    78

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Se il successivo porto di scalo è situato al di fuori dell'Unione, o se vi sono buone ragioni per ritenere che nel successivo porto di scalo non siano disponibili impianti adeguati, oppure se tale porto non è noto, lo Stato membro richiede alla nave di conferire tutti i propri rifiuti prima della partenza.

7.  Se sulla base delle informazioni disponibili, comprese le informazioni messe a disposizione per via elettronica nel sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14 della presente direttiva o nel GISIS, non può essere accertato che nel successivo porto di scalo sono disponibili impianti adeguati, oppure se tale porto non è noto, lo Stato membro richiede alla nave di conferire, prima della partenza, tutti i propri rifiuti che non possono essere raccolti e trattati adeguatamente nel successivo porto di scalo.

Emendamento    79

Proposta di direttiva

Articolo 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 7 bis

 

Il comandante di una nave che approda in un porto dell'Unione, prima di lasciare tale porto, applica le procedure di prelavaggio per le sostanze galleggianti persistenti a viscosità elevata, ivi compresa la paraffina, in conformità dell'allegato II della convenzione MARPOL e scarica eventuali residui o miscele di acqua al porto di scarico fino a che la cisterna risulti vuota e le tubazioni di svuotamento siano prive di residui.

Emendamento    80

Proposta di direttiva

Articolo 7 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 7 ter

 

Prevenzione degli attrezzi da pesca persi

 

1.  Il comandante di una nave impegnata in operazioni di pesca che approda in un porto di uno Stato membro provvede affinché siano adottate tutte le precauzioni necessarie per prevenire la perdita di attrezzi da pesca.

 

2.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 19 al fine di definire tutte le precauzioni ragionevoli da adottare per impedire la perdita di attrezzi da pesca.

Emendamento    81

Proposta di direttiva

Articolo 7 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 7 quater

 

Circolarità degli attrezzi da pesca

 

La Commissione richiede alle organizzazioni di normazione europee di elaborare norme armonizzate per garantire la progettazione circolare degli attrezzi da pesca, in particolare per quanto riguarda la preparazione al riutilizzo e la riciclabilità, lasciando impregiudicato il regolamento (CE) n. 850/98.

Emendamento    82

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono a che i costi degli impianti portuali per la raccolta e il trattamento dei rifiuti delle navi, diversi dai residui del carico, siano recuperati mediante la riscossione di tariffe a carico delle navi. Tali costi comprendono gli elementi di cui all'allegato 4.

1.  Gli Stati membri provvedono a che i costi degli impianti portuali per la raccolta e il trattamento dei rifiuti delle navi, compresi i residui del carico di sostanze galleggianti persistenti a viscosità elevata, ma escludendo altri residui del carico, siano recuperati mediante la riscossione di tariffe a carico delle navi, nel rispetto del principio "chi inquina paga". Tali costi comprendono gli elementi di cui all'allegato 4.

Emendamento    83

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  la tariffa indiretta copre i costi amministrativi indiretti, così come una parte significativa dei costi operativi diretti, come determinato nell'allegato 4. Tale parte significativa dei costi operativi diretti rappresenta almeno il 30 % del totale dei costi diretti annui per l'effettivo conferimento dei rifiuti;

b)  la tariffa indiretta copre i costi amministrativi indiretti, così come una parte significativa dei costi operativi diretti, come determinato nell'allegato 4, che rappresenta almeno il 30 % del totale dei costi diretti per l'effettivo conferimento dei rifiuti nell'anno precedente. È possibile tenere conto anche dei costi relativi al volume di traffico previsto per l'anno successivo;

Emendamento    84

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  al fine di prevedere l'incentivo massimo per il conferimento dei rifiuti come definito all'allegato V della convenzione MARPOL, compresi i rifiuti raccolti dalle reti durante le operazioni di pesca, la tariffa indiretta da imporre copre tutti i costi degli impianti portuali di raccolta per tali rifiuti, allo scopo di garantire un diritto di conferimento senza ulteriori oneri diretti;

c)  al fine di prevedere l'incentivo massimo per il conferimento dei rifiuti come definito all'allegato V della convenzione MARPOL, diversi dai residui del carico di sostanze galleggianti persistenti a viscosità elevata, per tali rifiuti non si impone nessuna tariffa, allo scopo di garantire un diritto di conferimento senza ulteriori oneri basati sul volume dei rifiuti conferiti, eccetto quando tale volume di rifiuti conferito supera la massima capacità di stoccaggio dedicata menzionata nel modulo di cui all'allegato 2 della presente direttiva. I rifiuti pescati "passivamente" rientrano in tale regime, incluso il diritto di conferimento. La tariffa indiretta copre le quantità normalmente conferite in base alla categoria, alla tipologia e alle dimensioni della nave;

Emendamento    85

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 2 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  al fine di incoraggiare i regimi di recupero dei rifiuti e di evitare che i costi della raccolta negli impianti portuali di raccolta e i costi del successivo trattamento di rifiuti pescati siano a carico degli utenti dei porti, tali costi sono interamente coperti dalle entrate create dai sistemi alternativi di finanziamento, compresi i regimi di responsabilità estesa del produttore e di riciclaggio. I finanziamenti regionali, nazionali ed europei disponibili sono anch'essi usati per coprire tali costi;

Emendamento    86

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  la tariffa indiretta non copre i costi dei rifiuti dei sistemi di depurazione dei gas di scarico, che sono recuperati in base ai tipi e ai quantitativi di rifiuti conferiti.

(Non concerne la versione italiana)  

Emendamento    87

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  L'eventuale parte dei costi non coperta dalla tariffa di cui alla lettera b) è recuperata in base ai tipi e ai quantitativi di rifiuti effettivamente conferiti dalla nave.

3.  L'eventuale parte dei costi non coperta dalla tariffa di cui al paragrafo 2, lettera b) è recuperata in base ai tipi e ai quantitativi di rifiuti effettivamente conferiti dalla nave.

Emendamento    88

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Le tariffe possono essere differenziate in funzione, tra l'altro, della categoria, del tipo e delle dimensioni della nave e del tipo di traffico cui è adibita, e in funzione dei servizi prestati al di fuori del normale orario di lavoro nel porto.

4.  Le tariffe possono essere differenziate in funzione, tra l'altro, della categoria, del tipo e delle dimensioni della nave e del tipo di attività commerciale cui è adibita, della pericolosità dei rifiuti e in funzione dei servizi prestati al di fuori del normale orario di lavoro nel porto.

Emendamento    89

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Le tariffe sono ridotte se la progettazione, le attrezzature e il funzionamento della nave sono tali da poter dimostrare che la nave produce minori quantità di rifiuti e li gestisce in modo sostenibile e compatibile con l'ambiente. Alla Commissione è conferito il potere di definire, mediante atti delegati adottati in conformità all'articolo 19, i criteri per stabilire che una nave osserva le prescrizioni di cui al presente paragrafo in merito alla gestione dei rifiuti a bordo della nave.

5.  Le tariffe sono ridotte se la progettazione, le attrezzature, le politiche in materia di appalti e il funzionamento della nave sono tali da poter dimostrare che la nave produce minori quantità di rifiuti e li gestisce in modo sostenibile e compatibile con l'ambiente. La Commissione adotta atti delegati in conformità all'articolo 19, al fine di integrare la presente direttiva definendo i criteri per stabilire che una nave osserva le prescrizioni di cui al presente paragrafo in merito alla gestione dei rifiuti a bordo della nave. Tali criteri sono in linea con le migliori pratiche e con gli orientamenti dell'IMO.

Emendamento    90

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Al fine di garantire che le tariffe siano eque, trasparenti, non discriminatorie e rispecchino i costi degli impianti e dei servizi forniti e, se del caso, utilizzati, l'importo delle tariffe e la base sulla quale sono state calcolate sono messi a disposizione degli utenti dei porti.

6.  Al fine di garantire che le tariffe siano eque, trasparenti, facilmente identificabili e non discriminatorie e rispecchino i costi degli impianti e dei servizi forniti e, se del caso, utilizzati, l'importo delle tariffe e la base sulla quale sono state calcolate sono messi a disposizione degli utenti dei porti in inglese nei piani di raccolta e di gestione dei rifiuti.

Emendamento    91

Proposta di direttiva

Articolo 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 8 bis

 

Iniziative di recupero dei rifiuti e attività di pulizia delle spiagge

 

1.  Gli Stati membri istituiscono e mantengono un fondo nazionale per sostenere le attività e i progetti dedicati alla raccolta di rifiuti pescati "passivamente" dai pescherecci e di rifiuti ritrovati sulle coste in prossimità dei porti e lungo le rotte marittime.

 

2.  Gli Stati membri garantiscono la raccolta dei dati di monitoraggio riguardanti il volume, la quantità e le tipologie di rifiuti pescati "passivamente" e dei rifiuti ritrovati sulle coste in prossimità dei porti e lungo le rotte marittime, e assicurano che tali dati siano trasmessi a una banca dati elettronica istituita e mantenuta dalla Commissione.

 

3.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione la creazione del fondo nazionale istituito a norma del paragrafo 1 entro il 31 dicembre [due anni dopo l'adozione] e, successivamente ogni due anni, presentano relazioni sulle attività e i progetti che beneficiano dei finanziamenti. Tali relazioni sono messe a disposizione del pubblico.

 

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 19 per definire le metodologie sui dati di monitoraggio e il formato di tali relazioni.

Emendamento    92

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b bis)  l'esenzione non incide negativamente sulla sicurezza marittima, sulla salute, sulle condizioni di vita e di lavoro a bordo o sull'ambiente marino;

Emendamento    93

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  gli accordi di cui al punto b) sono comprovati da un contratto firmato con un porto o con un'impresa di gestione dei rifiuti, da ricevute di conferimento dei rifiuti e dalla conferma che tali accordi sono stati accettati da tutti i porti lungo la rotta della nave. Per essere considerati come prove sufficienti in conformità al presente paragrafo, gli accordi per il conferimento dei rifiuti e il pagamento delle tariffe sono conclusi in un porto dell'Unione.

c)  gli accordi di cui al punto b) sono comprovati da un contratto firmato con un porto o con un'impresa di gestione dei rifiuti, da ricevute di conferimento dei rifiuti e dalla conferma che tali accordi sono stati notificati a tutti i porti lungo la rotta della nave. Per essere considerati come prove sufficienti in conformità al presente paragrafo, gli accordi per il conferimento dei rifiuti e il pagamento delle tariffe sono conclusi in un porto o in un altro porto laddove si possa accertare, sulla base delle informazioni comunicate per via elettronica al sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14 o nel GISIS, che nel porto con il quale è stato concluso un accordo a norma della lettera b) sono disponibili impianti adeguati.

Emendamento    94

Proposta di direttiva

Articolo 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 9 bis

 

Responsabilità estesa del produttore

 

Gli Stati membri istituiscono regimi di responsabilità estesa del produttore per gli attrezzi da pesca e per i relativi componenti. Oltre ai requisiti minimi di cui all'articolo 8 bis della direttiva 2008/98/CE, tali regimi includono i seguenti elementi:

 

a)  una tariffa modulata che promuove l'immissione sul mercato di attrezzi da pesca progettati per essere riutilizzati e riciclati;

 

b)  sistemi di cauzione-rimborso che garantiscono la restituzione e la raccolta degli attrezzi da pesca vecchi, in disuso o inutilizzabili.

Emendamento    95

Proposta di direttiva

Articolo 10 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri provvedono a che qualsiasi nave possa essere soggetta a ispezione per verificarne la conformità alle prescrizioni della presente direttiva.

Gli Stati membri provvedono a che qualsiasi nave possa essere soggetta a ispezioni, anche casuali, per verificarne la conformità alle prescrizioni della presente direttiva.

Emendamento    96

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Per quanto riguarda le ispezioni delle navi che non rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2009/16/CE, gli Stati membri provvedono a che le ispezioni siano effettuate su almeno il 20 % del numero totale di singole navi per ciascuna delle categorie elencate di seguito:

1.  Per quanto riguarda le ispezioni delle navi che non rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2009/16/CE, gli Stati membri provvedono a che le ispezioni siano effettuate su almeno il 25 % del numero totale annuo di singole navi per ciascuna delle categorie elencate di seguito:

Emendamento    97

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Gli Stati membri fissano le procedure per le ispezioni di pescherecci di stazza lorda inferiore a 100 tonnellate e di imbarcazioni da diporto di stazza lorda inferiore a 100 tonnellate, al fine di garantire la conformità alle prescrizioni applicabili della presente direttiva, assicurando che le ispezioni siano effettuate su almeno il 20 % del numero totale di singoli pescherecci e imbarcazioni da diporto che fanno scalo ogni anno nello Stato membro in questione.

Emendamento    98

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  I risultati delle ispezioni di cui al paragrafo 1 sono registrate nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 15 della presente direttiva.

2.  I risultati delle ispezioni di cui ai paragrafi 1 e 1 bis sono registrate nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 15 della presente direttiva.

Emendamento    99

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri fissano le procedure per le ispezioni di pescherecci di stazza lorda inferiore a 100 tonnellate e di imbarcazioni da diporto di stazza lorda inferiore a 100 tonnellate, al fine di garantire la conformità alle prescrizioni applicabili della presente direttiva.

soppresso

Emendamento    100

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 2 – lettera d bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

d bis)  in caso di perdita degli attrezzi da pesca, le informazioni dovute a norma dell'articolo 48 del regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio1 bis;

 

______________

 

1 bis Regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006 (GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1).

Emendamento    101

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Le informazioni comunicate ai fini dell'articolo 4 e dell'articolo 5, paragrafo 2, sono successivamente trasmesse dalla Commissione alla banca dati sugli impianti portuali di raccolta nell'IMO, nell'ambito di GISIS.

4.  Le informazioni comunicate ai fini dell'articolo 4 e dell'articolo 5, paragrafo 2, sono successivamente trasmesse dalla Commissione alla banca dati sugli impianti portuali di raccolta nell'IMO, nell'ambito di GISIS, che richiederà un aggiornamento periodico.

Emendamento    102

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Sulla base delle informazioni che le sono trasmesse conformemente al paragrafo 2, lettera d bis), la Commissione pubblica, entro il 31 dicembre 2022 e successivamente ogni due anni, una relazione di sintesi sulla perdita degli attrezzi da pesca.

Emendamento    103

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  La Commissione provvede a che la banca dati sulle ispezioni consenta di reperire qualsiasi dato pertinente comunicato dagli Stati membri ai fini del monitoraggio dell'attuazione della direttiva.

4.  La Commissione provvede a che la banca dati sulle ispezioni consenta di reperire qualsiasi dato pertinente comunicato dagli Stati membri ai fini del monitoraggio dell'attuazione della direttiva. La Commissione riesamina periodicamente la banca dati per monitorare l'attuazione della direttiva e richiama l'attenzione su eventuali dubbi in merito all'attuazione globale al fine di incentivare un'azione correttiva.

Emendamento    104

Proposta di direttiva

Articolo 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 15 bis

 

Formazione del personale

 

Le autorità portuali e degli impianti portuali di raccolta provvedono affinché tutto il personale riceva la formazione necessaria ad acquisire le conoscenze essenziali per lo svolgimento del loro lavoro sul trattamento dei rifiuti, con particolare attenzione agli aspetti relativi a salute e sicurezza connessi alle attività che prevedono l'utilizzo di materiali pericolosi. Tali autorità garantiscono altresì che i requisiti di formazione siano regolarmente aggiornati per rispondere alle sfide dell'innovazione tecnologica.

Emendamento    105

Proposta di direttiva

Articolo 16 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate a norma della presente direttiva e adottano tutte le misure necessarie per garantirne l'attuazione. Le sanzioni previste sono efficaci, proporzionate e dissuasive.

Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate a norma della presente direttiva e adottano tutte le misure necessarie per garantirne l'attuazione. Le sanzioni previste sono efficaci, proporzionate e dissuasive e tengono conto della gravità delle violazioni e dell'eventualità che una simile violazione sia già stata commessa dall'autorità, dall'operatore, dall'agente, dal comandante o da un altro portatore di interesse coinvolto.

Emendamento    106

Proposta di direttiva

Articolo 17 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione provvede all'organizzazione di uno scambio di esperienze tra le autorità nazionali e gli esperti degli Stati membri, compresi quelli del settore privato, in merito all'applicazione della presente direttiva nei porti dell'Unione.

La Commissione provvede all'organizzazione di uno scambio di esperienze tra le autorità nazionali e gli esperti degli Stati membri, compresi quelli del settore privato, della società civile e dei sindacati, in merito all'applicazione della presente direttiva nei porti dell'Unione.

Emendamento    107

Proposta di direttiva

Articolo 17 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Entro ... [12 mesi dalla data di adozione della presente direttiva] e successivamente ogni due anni, gli Stati membri comunicano alla Commissione le loro migliori pratiche di gestione sostenibile dei rifiuti a bordo delle navi e nei loro porti. Sei mesi dopo ciascun termine di comunicazione, la Commissione elabora una relazione sulle migliori prassi per fornire orientamenti che consentano di compiere progressi per la realizzazione degli obiettivi della presente direttiva.

Emendamento    108

Proposta di direttiva

Articolo 20 bis – punto 1 (nuovo)

Direttiva 2005/35/CE

Articolo 2 – punto 2

 

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 20 bis

 

Modifiche della direttiva 2005/35/CE

 

La direttiva 2005/35/CE è così modificata:

 

(1)  all'articolo 2, il punto 2 è sostituito dal seguente:

2. "Sostanze inquinanti": le sostanze inserite nell'allegato I (idrocarburi) e nell'allegato II (sostanze liquide nocive trasportate alla rinfusa) della convenzione Marpol 73/78.

"2.  "Sostanze inquinanti": le sostanze inserite nell'allegato I (idrocarburi), nell'allegato II (sostanze liquide nocive trasportate alla rinfusa), nell'allegato IV (acque reflue), nell'allegato V (rifiuti solidi) e nell'allegato VI (residui relativi all'inquinamento atmosferico) della convenzione Marpol 73/78, nella versione aggiornata.".

((https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:02005L0035-20091116) (L'emendamento è legato all'emendamento relativo all'articolo 20 bis (nuovo), in cui si propone di modificare la definizione di sostanze inquinanti nella direttiva relativa all'inquinamento provocato dalle navi).

Emendamento    109

Proposta di direttiva

Articolo 20 bis – punto 2 (nuovo)

Direttiva 2005/35/CE

Articolo 5 – paragrafo 1

 

Testo in vigore

Emendamento

 

(2)   all'articolo 5, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

1.   Lo scarico di sostanze inquinanti in una delle aree di cui all'articolo 3, paragrafo 1, non è considerato una violazione se soddisfa le condizioni di cui all'allegato I, norme 15, 34, 4.1 o 4.3, o all'allegato II, norme 13, 3.1.1 o 3.1.3, della convenzione Marpol 73/78.

"1.   Lo scarico di sostanze inquinanti in una delle aree di cui all'articolo 3, paragrafo 1, non è considerato una violazione se soddisfa le condizioni di cui all'allegato I, norme 15, 34, 4.1 o 4.3, all'allegato II, norme 13, 3.1.1 o 3.1.3, all'allegato IV, norme 3 e 11, all'allegato V, norme 4, 5, 6 o 7, o all'allegato VI, norma 3, della convenzione Marpol 73/78, nella versione aggiornata."

((https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:02005L0035-20091116) (L'emendamento è legato all'emendamento relativo all'articolo 20 bis (nuovo), in cui si propone di modificare la definizione di sostanze inquinanti nella direttiva relativa all'inquinamento provocato dalle navi).

Emendamento    110

Proposta di direttiva

Articolo 20 bis – punto 3 (nuovo)

Direttiva 2005/35/CE

Articolo 5 – paragrafo 2

 

Testo in vigore

Emendamento

 

(3)   all'articolo 5, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

2.   Lo scarico di sostanze inquinanti nelle aree di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettere c), d) ed e), non è considerato una violazione da parte del proprietario, del comandante o dell'equipaggio se soddisfa le condizioni di cui all'allegato I, norma 4.2, o all'allegato II, norma 3.1.2, della convenzione Marpol 73/78.

"2.   Lo scarico di sostanze inquinanti nelle aree di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettere c), d) ed e), non è considerato una violazione da parte del proprietario, del comandante o dell'equipaggio se soddisfa le condizioni di cui all'allegato I, norma 4.2, all'allegato II, norma 3.1.2, all'allegato IV, norme 3 e 11, all'allegato V, norme 4, 5, 6 o 7, o all'allegato VI, norma 3, della convenzione Marpol 73/78, nella versione aggiornata."

((https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:02005L0035-20091116) (L'emendamento è legato all'emendamento relativo all'articolo 20 bis (nuovo), in cui si propone di modificare la definizione di sostanze inquinanti nella direttiva relativa all'inquinamento provocato dalle navi).

Emendamento    111

Proposta di direttiva

Articolo 24

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione procede a una valutazione della presente direttiva e presenta i risultati della valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio entro sette anni dalla sua entrata in vigore.

La Commissione procede a una valutazione della presente direttiva e presenta i risultati della valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio entro quattro anni dalla sua entrata in vigore. La Commissione valuta altresì l'opportunità di attribuire maggiori competenze all'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) per l'applicazione della presente direttiva. Tali competenze potrebbero includere la facoltà di riesaminare le presunte inadeguatezze degli impianti portuali di raccolta di cui all'articolo 4 e di effettuare indagini sulle stesse.

Emendamento    112

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 dicembre 2020, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 dicembre 2020, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni. Gli obblighi sanciti dall'articolo 4, paragrafo 3, dall'articolo 5, paragrafo 2, ultimo comma, dall'articolo 6, paragrafo 2, dall'articolo 7, paragrafo 3, e dall'articolo 9, paragrafo 3, sono applicati conformemente alla direttiva 2010/65/UE.

Emendamento    113

Proposta di direttiva

Allegato 4 – sottotitolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Categorie di costi per il funzionamento e la gestione degli impianti portuali di raccolta

Categorie di costi e di entrate nette connesse al funzionamento e alla gestione degli impianti portuali di raccolta

Emendamento    114

Proposta di direttiva

Allegato 4 – tabella – colonna 2 bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

Entrate

 

Proventi derivanti dal regime di responsabilità estesa del produttore e dalle dotazioni finanziarie nazionali e regionali disponibili, comprese le voci di entrata elencate di seguito:

 

- Raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti raccolti in maniera indifferenziata (rifiuti rientranti nella responsabilità estesa del produttore, ma che non rientrano nel canale della raccolta differenziata, ad esempio i rifiuti raccolti insieme ai rifiuti urbani misti);

 

- Informazione e sensibilizzazione del pubblico;

 

- Azioni di prevenzione dei rifiuti;

 

- Prevenzione e gestione dei rifiuti;

 

- Attuazione e controllo del sistema di responsabilità estesa del produttore (comprese le revisioni e le misure contro comportamenti opportunistici, ecc.);

 

- Amministrazione, informazione e gestione e comunicazione dei dati relativi al funzionamento dei sistemi collettivi;

 

- Finanziamenti nel quadro del FEAMP;

 

- Altri finanziamenti o sussidi disponibili per i porti per la gestione dei rifiuti e la pesca.

Emendamento    115

Proposta di direttiva

Allegato 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Entrate nette

 

Proventi netti derivanti dai sistemi di gestione dei rifiuti e dai finanziamenti nazionali e regionali, comprese le entrate di cui sotto:

 

- Benefici finanziari netti ottenuti da regimi di responsabilità estesa del produttore;

 

- Altre entrate nette derivanti dalla gestione dei rifiuti, quali i sistemi di riciclaggio;

 

- Finanziamenti nell'ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca;

 

- Altri finanziamenti o sussidi disponibili per i porti per la gestione dei rifiuti e la pesca.

Emendamento    116

Proposta di direttiva

Allegato 5– comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

[inserire il nome della nave] [inserire il numero IMO]

[inserire il nome della nave] [inserire il numero IMO]

effettua traffico di linea con scali frequenti e regolari presso i seguenti porti ubicati in [inserire nome dello Stato membro] secondo una rotta o un calendario prestabilito:

effettua traffico di linea o bordate di pesca con scali frequenti e regolari presso i seguenti porti ubicati in [inserire nome dello Stato membro] secondo una rotta o un calendario prestabilito:


MOTIVAZIONE

Introduzione

La riduzione dei rifiuti e dell'inquinamento nei mari è diventata una delle maggiori sfide ambientali. Ogni anno si riversa negli oceani una quantità compresa tra i 4,8 e i 12,7 milioni di tonnellate di plastica. Praticamente negli oceani, dalle loro profondità più remote fino al lontano oceano artico, è possibile trovare qualsiasi tipo di materiale o oggetto in plastica. A causa dell'ampio utilizzo e dello smaltimento inadeguato, tale materiale leggero e durevole è diventato, sotto forma di macro e microplastiche, una minaccia per l'ecosistema marino. Benché un'alta percentuale di rifiuti marini abbia origine da fonti terrestri, tale sfida può essere vinta solo applicando un approccio globale. Di conseguenza, è estremamente importante contrastare lo sversamento, accidentale o deliberato, delle acque reflue e dei rifiuti prodotti dalle navi per riuscire ad avere oceani in salute e privi di inquinamento da plastica e, in tal modo, preservare per il futuro il loro ruolo essenziale per il benessere umano.

La direttiva 2000/59/CE disciplina la dimensione "terrestre" del problema mediante disposizioni volte a garantire la disponibilità di impianti portuali di raccolta (IPR) e il conferimento dei rifiuti ai suddetti impianti. Attua le norme internazionali pertinenti, ossia le norme contenute nella convenzione MARPOL (convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi). Diciassette anni dopo la sua entrata in vigore, la direttiva necessita di un'attenta revisione, poiché il suo ambito di applicazione e le definizioni non sono più coerenti con il quadro internazionale e gli Stati membri danno interpretazioni diverse dei suoi concetti chiave, situazione che crea confusione tra le parti interessate (navi, porti e operatori).

Studio di valutazione d'impatto della Commissione

Lo studio di valutazione d'impatto della Commissione ha identificato due problemi principali e cinque cause soggiacenti a tali problemi. I due problemi principali sono rappresentati dai rifiuti prodotti dalle navi e dai residui del carico scaricati in mare nonché dagli oneri amministrativi collegati all'attuazione della direttiva sugli IPR. Le cinque cause soggiacenti sono la raccolta e la gestione inadeguate dei rifiuti da parte degli impianti portuali di raccolta, gli incentivi insufficienti in termini di costi per quanto riguarda il conferimento dei rifiuti prodotti dalle navi, l'applicazione inefficace e insufficiente dell'obbligo di conferimento, l'impiego di definizioni e di moduli incoerenti e obsoleti e l'applicazione incoerente del regime di esenzione per le navi in servizio di linea.

Proposta della Commissione

I due obiettivi generali della proposta della Commissione, che modifica la direttiva 2000/59/CE, sono definiti come segue: la riduzione degli scarichi in mare di rifiuti prodotti dalle navi e la riduzione degli oneri amministrativi per i porti, i loro utenti e le autorità competenti. Al fine di realizzare tali obiettivi generali, sono stati elaborati cinque obiettivi specifici, ossia garantire la disponibilità di impianti adeguati, fornire incentivi efficaci in termini di costi per il conferimento dei rifiuti agli impianti portuali di raccolta introducendo una tariffa indiretta del 100% per i rifiuti solidi e per i rifiuti pescati passivamente, rimuovere gli ostacoli all'attuazione, armonizzare e aggiornare le definizioni e le norme nonché le regole relative alle esenzioni.

Posizione del relatore

•  Il relatore accoglie con favore la proposta della Commissione come parte della strategia verso un'economia circolare.

•  Il relatore è a favore della definizione più generica di "rifiuti delle navi", in relazione ai pertinenti allegati della convenzione MARPOL, che comprende i residui del carico, i residui dai sistemi di depurazione dei gas di scarico (compresi i fanghi e le acque di scarico generati da questi sistemi), e che garantisce la piena conformità con le definizioni MARPOL e un ulteriore allineamento con i moduli e i certificati standard dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO). Tuttavia ritiene che siano necessari ulteriori divieti di scarico di taluni residui del carico e delle acque reflue dagli scrubber a circuito aperto, incoraggia gli Stati membri a intervenire nelle loro acque territoriali ed esorta l'UE a lavorare su tali questioni a livello dell'IMO.

•  Il relatore propone anche l'inclusione, nell'ambito della direttiva, dei rifiuti provenienti dalle attività di riparazione navale e dalla gestione delle acque di zavorra conformemente alla convenzione per la gestione delle acque di zavorra dell'IMO entrata in vigore nel settembre 2017.

•  Il relatore pone l'accento sull'importanza di produrre meno rifiuti a bordo e sottolinea la necessità di attività di sensibilizzazione e di incentivi positivi in questo ambito, ad esempio l'adattamento del concetto di "nave verde" alla gestione dei rifiuti a bordo.

•  Dal momento che sono pochi i dati disponibili sugli attrezzi da pesca perduti, che rappresentano un pericolo per l'ambiente marino e per la sicurezza delle navi, il relatore precisa l'obbligo di segnalazione degli attrezzi da pesca perduti al rientro della nave in porto.

•  Il relatore richiama l'attenzione sui rifiuti pescati passivamente e la necessità di promuovere progetti intesi a raccogliere i rifiuti marini. Pertanto i costi derivanti dalla gestione dei rifiuti pescati passivamente non dovrebbero essere a carico degli utenti dei porti o dei pescatori, ma coperti da sistemi di finanziamento alternativi, ad esempio sistemi di gestione dei rifiuti o fondi pubblici.

•  Il relatore esprime preoccupazione per la situazione dei piccoli porti che rischiano di dover far fronte a considerevoli difficoltà a causa delle limitate risorse disponibili in termini di organico, struttura, organizzazione ecc. Al fine di non imporre un onere amministrativo sproporzionato, i porti molto piccoli dovrebbero essere esentati dall'attuazione di un piano di gestione dei rifiuti e dall'emissione di ricevute di conferimento dei rifiuti.

•  Il relatore osserva che le navi impegnate nel trasporto marittimo a corto raggio dovrebbero far fronte a notevoli oneri amministrativi se non venisse tenuto in considerazione il loro status speciale. Dovrebbe essere prevista la possibilità di una tariffa ridotta da applicare a questo particolare tipo di nave.

•  Il relatore limita l'obbligo di scaricare rifiuti nei porti dell'UE prima della partenza per paesi terzi ai casi in cui non sono disponibili impianti adeguati nel porto di scalo successivo.

•  Poiché controllare il rispetto del divieto di scarico in mare è un serio problema, il relatore suggerisce che, nell'ambito dell'esame della direttiva da parte della Commissione, sia analizzato il ruolo dell'EMSA nell'applicazione della direttiva.


ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONEDA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

L'elenco in appresso è compilato su base puramente volontaria, sotto l'esclusiva responsabilità del relatore. Nel corso dell'elaborazione del progetto di relazione, il relatore ha ricevuto contributi dalle seguenti entità o persone.

Entità e/o persona

Hazardous Waste Europe

EUROSHORE

Seas at Risk

European Sea Ports Organisation (Organizzazione dei porti marittimi europei - ESPO)

Union des Ports de France

Porto di Rotterdam

Hanse-Office, Vertretung der Hansestadt Hamburg und Schleswig-Holsteins bei der EU

European Community Shipowners' Association (Associazione degli armatori della Comunità europea - ECSA)

Verband Deutscher Reeder (VdR)

Unione degli armatori greci

Cruise Lines International Association (Associazione internazionale dei crocieristi - CLIA)

Associazione delle organizzazioni nazionali delle imprese di pesca dell'UE (Europêche)

Rappresentanti di vari governi degli Stati membri

Rappresentanti della Commissione europea


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (18.9.2018)

destinato alla commissione per i trasporti e il turismo

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che abroga la direttiva 2000/59/CE e modifica la direttiva 2009/16/CE e la direttiva 2010/65/UE

(COM(2018)0033 – C8-0014/2018 – 2018/0012(COD))

Relatore per parere (*): Bas Eickhout

(*)  Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

BREVE MOTIVAZIONE

Gli scarichi dei rifiuti delle navi rappresentano una grave minaccia per l'ambiente marino, con ripercussioni sulla salute umana e conseguenze economiche rilevanti. Sebbene le fonti terrestri siano le principali responsabili dei rifiuti marini, anche le fonti marine sono responsabili di una percentuale significativa, con una media UE stimata del 32 % e valori fino al 50 % per alcuni bacini marini dell'Unione. Per far fronte al problema dei rifiuti marini prodotti dalle navi, la Commissione ha presentato una proposta di revisione della direttiva sugli impianti portuali di raccolta (IPR).

La proposta della Commissione impone a tutti i porti dell'Unione di istituire un sistema che non preveda alcuna tariffa speciale per i rifiuti al fine di eliminare l'incentivo economico per le navi a scaricare i loro rifiuti in mare. Il relatore per parere accoglie con favore questo importante cambiamento proposto dalla Commissione. Le navi non dovrebbero avere incentivi economici a scaricare i rifiuti in mare.

Il relatore per parere accoglie altresì con favore l'inclusione dei pescherecci nei sistemi di recupero dei costi. Tuttavia, non sono state proposte misure specifiche per gli attrezzi da pesca, sebbene gran parte delle reti da pesca (33 %) venga persa, determinando la cosiddetta "pesca fantasma", che colpisce gli stock ittici, danneggia la fauna marina e provoca una significativa perdita economica, visto che le reti spesso causano danni ad altre navi. Il relatore per parere attribuisce un ruolo importante ai regimi obbligatori di responsabilità estesa del produttore (EPR) per far fronte a questo problema. Gli Stati membri dovrebbero utilizzare tariffe modulate per incoraggiare una progettazione degli attrezzi che ne agevoli il riciclaggio e una tariffa cauzione-rimborso sulle vendite degli attrezzi nuovi che incoraggi la restituzione degli attrezzi al termine del ciclo di vita.

Inoltre, il relatore per parere ritiene che i pescherecci che perdono attrezzi da pesca dovrebbero essere tenuti a fornire tutte le informazioni pertinenti all'autorità competente del loro Stato membro di bandiera. Tali informazioni dovrebbero essere raccolte sistematicamente in una banca dati centrale (SafeSeaNet) al fine di monitorare la situazione, individuare problemi specifici e agevolare il recupero. Ciò contribuirebbe anche a far rispettare il divieto di scarico degli attrezzi da pesca vecchi. Questi dati costituiscono la base della comunicazione periodica da parte della Commissione, che consentirebbe di mappare gli attrezzi da pesca persi per agevolare i programmi di recupero e altre misure.

I pescherecci catturano molto spesso rifiuti nelle loro reti. Secondo il relatore per parere, non dovrebbe sussistere alcun disincentivo economico in caso di conferimento di questi rifiuti al porto. La Commissione intende incoraggiare il conferimento dei rifiuti pescati "passivamente" includendoli nel sistema delle tariffe indirette al 100 %. Il relatore per parere ritiene che si tratti di un'aggiunta da accogliere favorevolmente, che tuttavia potrebbe generare una tariffa trasversale più elevata per i pescherecci. Egli introduce, pertanto, l'obbligo di finanziare i costi della raccolta e del successivo trattamento dei rifiuti pescati "passivamente" negli impianti portuali di raccolta attraverso regimi di finanziamento alternativi derivanti dalla direttiva rivista sugli IPR, ad esempio attraverso i nuovi regimi EPR o attraverso sussidi.

La Commissione introduce il concetto di "nave verde", in base al quale le navi che riducono i rifiuti a bordo possono beneficiare di una tariffa ridotta. Secondo il relatore per parere, è necessario chiarire e armonizzare i requisiti minimi. Egli introduce in un nuovo allegato una serie di misure, in linea con i principi dell'economia circolare e con gli orientamenti MARPOL sui rifiuti. Tali misure vanno dalla separazione e dalla raccolta alla fonte alla formazione e al non utilizzo di materiali monouso.

Il relatore per parere propone, inoltre, di garantire che gli scarichi di rifiuti e di residui connessi all'inquinamento atmosferico, se effettuati intenzionalmente, per imprudenza o per negligenza grave, siano considerati un reato penale ai sensi della legislazione dell'UE e prevedano, quindi, che gli Stati membri comminino sanzioni adeguate. Le eccezioni a questa aggiunta dovrebbero rispecchiare quelle stabilite nella convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi (MARPOL).

Infine, le piattaforme offshore utilizzate per la produzione e lo stoccaggio di idrocarburi, fisse o galleggianti, non sono attualmente contemplate dalla proposta della Commissione di revisione della direttiva sugli IPR. Nel 2015 l'UE aveva 232 piattaforme offshore che occupavano ciascuna circa 100-200 persone. Secondo la conclusione degli analisti, esse costituiscono una percentuale significativa di fonti di rifiuti marini. Il relatore propone di garantire che anche i rifiuti da esse prodotti siano conferiti negli impianti portuali di raccolta.

EMENDAMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per i trasporti e il turismo, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Titolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Proposta di

Proposta di

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che abroga la direttiva 2000/59/CE e modifica la direttiva 2009/16/CE e la direttiva 2010/65/UE

relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che abroga la direttiva 2000/59/CE e modifica la direttiva 2005/35/CE, la direttiva 2009/16/CE e la direttiva 2010/65/UE

(L'emendamento è legato all'emendamento relativo all'articolo 20 bis (nuovo), che propone di modificare la definizione di sostanze inquinanti nella direttiva relativa all'inquinamento provocato dalle navi).

Motivazione

La direttiva 2005/35/CE stabilisce norme sull'imposizione di sanzioni applicabili allo scarico di sostanze inquinanti effettuato dalle navi. Attualmente detta direttiva riguarda soltanto i rifiuti di cui agli allegati I (idrocarburi) e II (sostanze liquide nocive trasportate alla rinfusa) della convenzione MARPOL. Essa dovrebbe essere modificata per includere gli scarichi di cui agli allegati V (rifiuti) e VI (residui relativi all'inquinamento atmosferico).

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  La convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi ("convenzione MARPOL") stabilisce i divieti generali relativi agli scarichi delle navi in mare, ma disciplina altresì la condizioni alle quali alcuni tipi di rifiuti possono essere scaricati nell'ambiente marino. La convenzione MARPOL prescrive che gli Stati membri garantiscano la fornitura di adeguati impianti portuali di raccolta.

(2)  La convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi ("convenzione MARPOL") stabilisce i divieti generali relativi agli scarichi delle navi e delle piattaforme fisse o galleggianti in mare, ma disciplina altresì le condizioni alle quali alcuni tipi di rifiuti possono essere scaricati nell'ambiente marino. La convenzione MARPOL prescrive che gli Stati membri garantiscano la fornitura di adeguati impianti portuali di raccolta.

Motivazione

La convenzione MARPOL disciplina anche gli scarichi delle piattaforme fisse o galleggianti, che dovrebbero essere anch'esse contemplate in questa sede.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  Negli ultimi vent'anni, la convenzione MARPOL e i relativi allegati hanno subito importanti modifiche che hanno posto in essere norme e divieti più severi per gli scarichi in mare dei rifiuti delle navi.

(4)  Negli ultimi vent'anni, la convenzione MARPOL e i relativi allegati hanno subito importanti modifiche che hanno posto in essere norme più severe per il conferimento dei rifiuti e divieti riguardanti lo scarico in mare dei rifiuti delle navi.

Motivazione

La convenzione MARPOL disciplina anche il conferimento dei rifiuti negli impianti portuali di raccolta.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Nonostante questi sviluppi normativi gli scarichi dei rifiuti in mare continuano a verificarsi. Ciò è dovuto a una combinazione di fattori, quali l'assenza in alcuni porti di impianti portuali di raccolta adeguati, un'applicazione spesso insufficiente della normativa e la mancanza di incentivi al conferimento dei rifiuti a terra.

(7)  Nonostante questi sviluppi normativi gli scarichi dei rifiuti in mare continuano a verificarsi con elevati costi ambientali, sociali ed economici. Ciò è dovuto a una combinazione di fattori, quali l'assenza in alcuni porti di impianti portuali di raccolta adeguati, un'applicazione spesso insufficiente della normativa e la mancanza di incentivi al conferimento dei rifiuti a terra.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis)  Nonostante alcuni miglioramenti, i rifiuti alimentari, in particolare sulle navi da crociera, possono ancora essere considerevoli. La gestione dei rifiuti alimentari resta un settore nel quale è richiesto lo sviluppo di pratiche di raccolta differenziata e riutilizzo.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  La raccolta differenziata dei rifiuti delle navi, compresi gli attrezzi da pesca in disuso, è necessaria per garantirne un ulteriore recupero nella successiva catena di gestione dei rifiuti. I rifiuti solidi spesso sono separati a bordo delle navi in conformità alle norme e alla legislazione internazionale e la normativa dell'Unione dovrebbe garantire che gli sforzi per separare i rifiuti a bordo non vadano sprecati perché mancano le disposizioni per la raccolta differenziata a terra.

(12)  La raccolta differenziata dei rifiuti delle navi, compresi gli attrezzi da pesca in disuso, è necessaria per garantire il loro ulteriore recupero ai fini del riutilizzo o del riciclaggio nella successiva catena di gestione dei rifiuti e per evitare che provochino danni agli animali e agli ambienti marini. I rifiuti solidi spesso sono separati a bordo delle navi in conformità alle norme e alla legislazione internazionale e la normativa dell'Unione dovrebbe garantire che gli sforzi per separare i rifiuti a bordo non vadano sprecati perché mancano le disposizioni per la raccolta differenziata a terra. Gli Stati membri dovrebbero promuovere i sistemi di raccolta differenziata che meglio si adattano alle caratteristiche di ciascun porto.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis)  La raccolta differenziata di rifiuti quali i rifiuti alimentari, i lubrificanti e l'olio combustibile dovrebbe essere ulteriormente sviluppata con l'obiettivo specifico di consentire il loro riutilizzo in conformità dei principi dell'economia circolare.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Sebbene la maggior parte dei rifiuti marini sia generata da attività a terra, anche il trasporto marittimo, compresi i settori della pesca e della navigazione da diporto, contribuisce in misura importante, scaricando rifiuti solidi, tra cui plastiche e attrezzi da pesca in disuso, che finiscono direttamente in mare.

(13)  Sebbene la maggior parte dei rifiuti marini sia generata da attività a terra, anche il trasporto marittimo, compresi i settori della pesca e della navigazione da diporto, contribuisce in misura importante, scaricando rifiuti solidi, tra cui plastiche e attrezzi da pesca in disuso, che finiscono direttamente in mare. Secondo le stime della Commissione europea, la plastica costituirebbe oltre l'80 % dei rifiuti marini, mentre gli attrezzi da pesca contenenti plastica rappresenterebbero il 27 % dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge europee, il che equivale a 11 000 tonnellate l'anno.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)  La direttiva 2008/98/CE stabilisce le misure in materia di prevenzione dei rifiuti che gli Stati membri dovrebbero adottare al fine di evitare la produzione di rifiuti. Tali misure dovrebbero mirare, tra l'altro, a porre fine alla produzione di rifiuti marini per contribuire all'obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite di prevenire e ridurre in misura significativa l'inquinamento marino di ogni tipo.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 13 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 ter)  Le piattaforme fisse o galleggianti contribuiscono anch'esse a produrre rifiuti marini e dovrebbero essere tenute a disporre di un piano di gestione dei rifiuti, a raccogliere i loro rifiuti separatamente e a conferirli nei porti dell'Unione a intervalli regolari.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis)  La convenzione internazionale dell'IMO del 13 febbraio 2004 per il controllo e la gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi è entrata in vigore l'8 settembre 2017. Detta convenzione obbliga tutte le navi a eseguire le procedure di gestione delle acque di zavorra conformemente alle norme dell'IMO e impone ai porti e ai terminali designati per la pulizia e la riparazione delle cisterne di zavorra di disporre di impianti adeguati per la raccolta dei sedimenti.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  Per affrontare il problema dei rifiuti marini in modo efficace, è fondamentale fornire il giusto livello di incentivi per il conferimento dei rifiuti, in particolare i rifiuti solidi, agli impianti portuali di raccolta. Ciò può essere conseguito attraverso un sistema di recupero dei costi che comporti l'applicazione di una tariffa indiretta, che sarà dovuta indipendentemente dal conferimento dei rifiuti e che dovrebbe autorizzare il conferimento dei rifiuti senza aggiungere ulteriori oneri diretti. In tale sistema dovrebbero essere inclusi anche i settori della pesca e della navigazione da diporto, dato il loro contributo alla produzione di rifiuti marini.

(18)  Per affrontare il problema dei rifiuti marini in modo efficace, è fondamentale fornire il giusto livello di incentivi per il conferimento dei rifiuti, in particolare i rifiuti solidi, agli impianti portuali di raccolta. Ciò può essere conseguito attraverso un sistema di recupero dei costi che comporti l'applicazione di una tariffa indiretta, che sarà dovuta indipendentemente dal conferimento dei rifiuti e che dovrebbe autorizzare il conferimento dei rifiuti senza aggiungere ulteriori oneri diretti. In tale sistema dovrebbero essere inclusi anche i settori della pesca e della navigazione da diporto, dato il loro contributo alla produzione di rifiuti marini. Il conferimento dei rifiuti pescati "passivamente" non dovrebbe comportare costi aggiuntivi per i pescherecci.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 18 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 bis)  I pescatori possono svolgere un ruolo fondamentale nella bonifica dei rifiuti marini riportando in porto i rifiuti pescati "passivamente", di modo che possano essere adeguatamente gestiti. Per promuovere il conferimento dei rifiuti pescati "passivamente", vale a dire raccolti dalle reti durante le normali operazioni di pesca, gli Stati membri dovrebbero coprire i costi associati alla raccolta negli impianti portuali di raccolta e alla successiva gestione con entrate generate da fonti di reddito alternative.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 18 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 ter)  Per affrontare il problema dei rifiuti marini in modo efficace, gli Stati membri dovrebbero altresì adoperarsi per mettere a punto strategie e piani volti a ridurre la dispersione in mare dell'attrezzatura da pesca, anche attraverso le sovvenzioni del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), oltre che con il supporto dei Fondi strutturali e della Cooperazione territoriale europea (CTE), e con il necessario coinvolgimento attivo delle regioni. È altresì opportuno incoraggiare nuovi strumenti di governance e buone pratiche, come ad esempio quelli allo studio nel Mare Adriatico, nell'ambito dei progetti cofinanziati da fondi della CTE, anche riconoscendo alle flotte pescherecce un nuovo ruolo di "sentinelle del mare".

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Il concetto di "nave verde" dovrebbe essere ulteriormente sviluppato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, in modo da attuare un efficace sistema di ricompensa per quelle navi che riducono i rifiuti a bordo.

(19)  Il concetto di "nave verde" dovrebbe essere attuato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. Sarebbe opportuno stabilire prescrizioni minime in tutta l'Unione e applicarle nel modo più armonizzato possibile, così da attuare un efficace sistema di ricompensa per quelle navi che riducono i rifiuti a bordo attraverso una prevenzione e una gestione dei rifiuti sostenibili sotto il profilo ambientale, in linea con le migliori prassi e con gli orientamenti IMO del 2017 per l'attuazione dell'allegato V della convenzione MARPOL. Gli Stati membri dovrebbero promuovere pratiche che vadano al di là degli standard richiesti.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  I residui del carico restano di proprietà del proprietario delle merci anche successivamente al loro scarico presso il terminal e spesso hanno un valore economico. Per questo motivo i residui del carico non dovrebbero essere inclusi nei sistemi di recupero dei costi e nell'applicazione della tariffa indiretta; la tariffa per il conferimento dei residui del carico dovrebbe essere pagata dall'utente dell'impianto di raccolta, che è di norma indicato nelle convenzioni contrattuali tra le parti interessate o in altre convenzioni locali.

(20)  I residui del carico restano di proprietà del proprietario delle merci anche successivamente al loro scarico presso il terminal e spesso hanno un valore economico. Per questo motivo i residui del carico non dovrebbero essere inclusi nei sistemi di recupero dei costi e nell'applicazione della tariffa indiretta; la tariffa per il conferimento dei residui del carico dovrebbe essere pagata dall'utente dell'impianto di raccolta, che è di norma indicato nelle convenzioni contrattuali tra le parti interessate o in altre convenzioni locali. Tuttavia, ciò non dovrebbe applicarsi ai residui del carico che non si recuperano facilmente, come le sostanze galleggianti persistenti a viscosità elevata, ad esempio la paraffina. Dette sostanze possono avere uno scarso valore economico e vi è quindi il rischio che vengano disperse in mare se non adeguatamente lavate presso gli impianti portuali di raccolta.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 22 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(22 bis)  Al fine di migliorare la sicurezza marittima e rafforzare la tutela dell'ambiente marino, la direttiva 2005/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis dovrebbe essere modificata per includere nel diritto dell'Unione anche l'inquinamento da rifiuti provocato dalle navi, quale definito negli allegati da IV a VI della convenzione MARPOL e per garantire che ai responsabili di scarichi illeciti siano comminate sanzioni adeguate.

 

_________________

 

1 bis Direttiva 2005/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni, anche penali, per i reati di inquinamento (GU L 255 del 30.9.2005, pag. 11).

Motivazione

La direttiva 2005/35/CE stabilisce norme sull'imposizione di sanzioni applicabili allo scarico di sostanze inquinanti da parte delle navi. Attualmente la direttiva riguarda soltanto i rifiuti di cui all'allegato I (idrocarburi) e II (sostanze liquide nocive trasportate alla rinfusa) della convenzione MARPOL. Essa dovrebbe essere modificata per coprire anche gli scarichi di acque reflue (allegato IV), di rifiuti solidi (allegato V) e di rifiuti relativi all'inquinamento atmosferico (allegato VI).

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  Il monitoraggio e l'applicazione dovrebbero essere facilitati mediante un sistema basato sulla comunicazione e sullo scambio di informazioni per via elettronica. A tal fine il sistema informativo e di monitoraggio esistente, istituito a norma della direttiva 2000/59/CE, dovrebbe essere ulteriormente sviluppato e utilizzato sulla base di sistemi di dati elettronici esistenti, in particolare il sistema dell'Unione per lo scambio di dati marittimi (SafeSeaNet) e la banca dati sulle ispezioni (THETIS). Il sistema dovrebbe altresì includere le informazioni sugli impianti portuali di raccolta disponibili nei diversi porti.

(24)  Il monitoraggio e l'applicazione dovrebbero essere facilitati mediante un sistema basato sulla comunicazione e sullo scambio di informazioni per via elettronica. A tal fine il sistema informativo e di monitoraggio esistente, istituito a norma della direttiva 2000/59/CE, dovrebbe essere ulteriormente sviluppato e utilizzato sulla base di sistemi di dati elettronici esistenti, in particolare il sistema dell'Unione per lo scambio di dati marittimi (SafeSeaNet) e la banca dati sulle ispezioni (THETIS). Il sistema dovrebbe altresì includere le informazioni sugli impianti portuali di raccolta disponibili nei diversi porti e sulle perdite di attrezzi da pesca.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30)  Al fine di tener conto degli sviluppi a livello internazionale e di promuovere pratiche efficaci di gestione dei rifiuti a bordo, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del TFUE riguardo alla modifica della presente direttiva per aggiornare i riferimenti agli strumenti internazionali e gli allegati e per modificare i riferimenti agli strumenti internazionali, allo scopo di evitare, se necessario, che si applichino modifiche di tali strumenti internazionali ai fini della presente direttiva, e di sviluppare criteri comuni per il riconoscimento delle "navi verdi", al fine di concedere una tariffa ridotta sui rifiuti di tali navi. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

(30)  Al fine di tener conto degli sviluppi a livello internazionale e di promuovere pratiche efficaci di gestione dei rifiuti a bordo, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 TFUE riguardo alla modifica della presente direttiva per aggiornare i riferimenti agli strumenti internazionali e gli allegati e per modificare i riferimenti agli strumenti internazionali, allo scopo di evitare, se necessario, che si applichino modifiche di tali strumenti internazionali ai fini della presente direttiva, e di modificare criteri comuni per il riconoscimento delle "navi verdi" tenendo conto delle buone prassi esistenti e dei sistemi bottom-up, al fine di concedere una tariffa ridotta sui rifiuti di tali navi. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Articolo 2 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis)  "piattaforma fissa o galleggiante": una piattaforma fissa o galleggiante situata offshore, compresi gli impianti di trivellazione, i sistemi galleggianti di produzione, stoccaggio, carico e scarico utilizzati per la produzione e lo stoccaggio di qualsiasi sostanza o materiale, allo stato solido, liquido o gassoso;

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Articolo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  "rifiuti delle navi": tutti i rifiuti, compresi i residui del carico, prodotti durante il servizio di una nave e durante le operazioni di carico, scarico e pulizia, o i rifiuti raccolti dalle reti durante le operazioni di pesca, e che rientrano nell'ambito di applicazione degli allegati I, II, IV, V e VI della convenzione MARPOL;

c)  "rifiuti delle navi": tutti i rifiuti, compresi i residui del carico, prodotti durante il servizio di una nave o di una piattaforma fissa o galleggiante e durante le operazioni di carico, scarico, pulizia e riparazione, compresi i sedimenti risultanti dalla pulizia o dalla riparazione delle cisterne di zavorra, o i rifiuti raccolti dalle reti durante le operazioni di pesca, e che rientrano nell'ambito di applicazione degli allegati I, II, IV, V e VI della convenzione MARPOL;

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Articolo 2 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  "rifiuto pescato passivamente": un rifiuto raccolto accidentalmente dalle reti durante le operazioni di pesca;

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Articolo 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  "residui del carico": i resti di qualsiasi materiale che costituisce il carico contenuto a bordo, che rimangono sul ponte o nella stiva dopo le operazioni di carico e scarico, comprese le eccedenze di carico e scarico e le fuoriuscite, siano essi umidi, secchi o trascinati dalle acque di lavaggio, a eccezione della polvere del carico che rimane sul ponte dopo che questo è stato spazzato o della polvere sulle superfici esterne della nave;

d)  "residui del carico": i resti di qualsiasi materiale che costituisce il carico contenuto a bordo, che rimangono sul ponte, nella stiva o nelle cisterne dopo le operazioni di carico e scarico, comprese le eccedenze di carico e scarico e le fuoriuscite, siano essi umidi, secchi o trascinati dalle acque di lavaggio, a eccezione della polvere del carico che rimane sul ponte dopo che questo è stato spazzato o della polvere sulle superfici esterne della nave;

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Articolo 2 – lettera f bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

f bis)  "attrezzo da pesca": l'articolo o la parte di attrezzatura che sono usati nella pesca e nell'acquacoltura per prendere di mira o catturare risorse biologiche marine o che galleggiano sulla superficie del mare allo scopo di attirare e catturare risorse biologiche marine;

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Articolo 2 – lettera l

Testo della Commissione

Emendamento

l)  "capacità di stoccaggio sufficiente": la capacità sufficiente di stoccare i rifiuti a bordo dal momento della partenza fino al successivo porto di scalo, compresi i rifiuti che saranno probabilmente prodotti nel corso del viaggio;

l)  "capacità di stoccaggio sufficiente": la capacità dedicata sufficiente per stoccare ciascun tipo di rifiuto a bordo dal momento della partenza fino al successivo porto di scalo, compresi i rifiuti che saranno probabilmente prodotti nel corso del viaggio;

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis)  i porti e i terminali in cui avvengono la pulizia o la riparazione delle cisterne di zavorra dispongano di impianti portuali di raccolta adeguati per la raccolta dei sedimenti;

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  gli impianti portuali di raccolta consentano la gestione dei rifiuti delle navi in modo appropriato dal punto di vista ambientale, conformemente alle prescrizioni della direttiva 2008/98/CE e ad altre norme pertinenti dell'Unione. A tal fine gli Stati membri provvedono alla raccolta differenziata nei porti dei rifiuti delle navi, come previsto nella legislazione dell'Unione sui rifiuti, in particolare la direttiva 2008/98/CE, la direttiva 2012/19/UE e la direttiva 2006/66/CE. La lettera c) si applica fatte salve le prescrizioni più rigorose imposte dal regolamento (CE) n. 1069/2009 per la gestione dei rifiuti di cucina e ristorazione derivanti da trasporti internazionali.

c)  gli impianti portuali di raccolta consentano la gestione dei rifiuti delle navi in modo appropriato dal punto di vista ambientale, conformemente alle prescrizioni della direttiva 2008/98/CE e ad altre norme pertinenti dell'Unione. A tal fine gli Stati membri provvedono alla raccolta differenziata per facilitare il riutilizzo e il riciclaggio nei porti dei rifiuti delle navi, come previsto nella legislazione dell'Unione sui rifiuti, in particolare la direttiva 2008/98/CE, la direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis, la direttiva 2012/19/UE e la direttiva 2006/66/CE. La lettera c) si applica fatte salve le prescrizioni più rigorose imposte dal regolamento (CE) n. 1069/2009 per la gestione dei rifiuti di cucina e ristorazione derivanti da trasporti internazionali.

 

_________________

 

1 bis Direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 10).

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Le autorità portuali interessate o, in mancanza di queste, le autorità competenti provvedono affinché le operazioni di conferimento o raccolta dei rifiuti siano realizzate con misure di sicurezza sufficienti per evitare rischi sia per le persone che per l'ambiente nei porti coperti dalla presente direttiva.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Per ciascun porto viene posto in essere e attuato un piano adeguato di raccolta e di gestione dei rifiuti, previa consultazione delle parti interessate, in particolare gli utenti del porto o i loro rappresentanti. Tale consultazione dovrebbe avvenire sia durante la stesura iniziale dei piani sia dopo la loro adozione, in particolare qualora siano stati attuati cambiamenti significativi per quanto riguarda le prescrizioni di cui agli articoli 4, 6 e 7. Nell'allegato 1 figurano le prescrizioni dettagliate per l'elaborazione dei piani in questione.

1.  Per ciascun porto viene posto in essere e attuato un piano adeguato di raccolta e di gestione dei rifiuti, previa consultazione delle parti interessate, ivi compresi gli utenti del porto o i loro rappresentanti e la società civile. Tale consultazione dovrebbe avvenire sia durante la stesura iniziale dei piani sia dopo la loro adozione, in particolare qualora siano stati attuati cambiamenti significativi per quanto riguarda le prescrizioni di cui agli articoli 4, 6 e 7. Nell'allegato 1 figurano le prescrizioni dettagliate per l'elaborazione dei piani in questione.

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  I porti molto piccoli, che sono caratterizzati da un traffico scarso o raro di imbarcazioni da diporto, possono essere esentati dalle disposizioni del presente articolo se i loro impianti portuali di raccolta sono integrati nel sistema di gestione dei rifiuti amministrato dal comune o per conto dello stesso, e se gli Stati membri in cui tali porti sono ubicati garantiscono che le informazioni relative al sistema di gestione dei rifiuti siano messe a disposizione degli utenti dei porti stessi.

 

Gli Stati membri in cui tali porti sono situati comunicano con gli stessi per via elettronica attraverso la parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14.

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Sezione 3 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Conferimento dei rifiuti delle navi

Scarico e conferimento dei rifiuti delle navi

(L'emendamento è legato all'emendamento relativo all'articolo 7, paragrafo 1.)

Motivazione

La sezione dovrebbe trattare anche dei divieti di scarico applicabili conformemente alla convenzione MARPOL.

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Articolo 7 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Conferimento dei rifiuti delle navi

Scarico e conferimento dei rifiuti delle navi

(L'emendamento è legato all'emendamento relativo all'articolo 7, paragrafo 1.)

Motivazione

L'articolo dovrebbe trattare anche dei divieti di scarico applicabili conformemente alla convenzione MARPOL.

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il comandante di una nave che approda in un porto dell'Unione, prima di lasciare tale porto, conferisce tutti i rifiuti presenti a bordo della nave a un impianto portuale di raccolta in conformità alle pertinenti norme in materia di scarico previste dalla convenzione MARPOL.

1.  Il comandante di una nave che approda in un porto dell'Unione, prima di lasciare tale porto, conferisce tutti i rifiuti presenti a bordo della nave a un impianto portuale di raccolta e, dopo aver lasciato il porto, non scarica rifiuti in mare, in conformità alle norme e ai regolamenti pertinenti in materia di conferimento e di scarico previsti dalla convenzione MARPOL. Tale prescrizione si applica anche ai sedimenti risultanti dalla pulizia e dalla riparazione delle cisterne di zavorra, conformemente alla convenzione per il controllo e la gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Se il successivo porto di scalo è situato al di fuori dell'Unione, o se vi sono buone ragioni per ritenere che nel successivo porto di scalo non siano disponibili impianti adeguati, oppure se tale porto non è noto, lo Stato membro richiede alla nave di conferire tutti i propri rifiuti prima della partenza.

7.  Se sulla base delle informazioni disponibili, comprese le informazioni messe a disposizione per via elettronica nel sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14 della presente direttiva o nel GISIS, non può essere accertato che nel successivo porto di scalo sono disponibili impianti adeguati, oppure se tale porto non è noto, lo Stato membro richiede alla nave di conferire tutti i propri rifiuti prima della partenza.

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

8 bis.  Il comandante di una piattaforma fissa o galleggiante provvede a che i suoi rifiuti siano conferiti a un impianto portuale di raccolta a intervalli regolari, conformemente alla convenzione MARPOL.

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Articolo 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 7 bis

 

Il comandante di una nave che fa scalo in un porto dell'Unione applica, prima di lasciare tale porto, le procedure di prelavaggio per le sostanze galleggianti persistenti a viscosità elevata, ivi compresa la paraffina, conformemente all'allegato II della convenzione MARPOL e scarica i residui o le miscele di acqua al porto di sbarco fino a che la cisterna non risulti vuota e le tubazioni di scarico non siano prive di residui.

Motivazione

Considerata l'adozione, da parte del PPR, nel febbraio del 2018, di progetti di emendamento che impongono il prelavaggio delle cisterne contenenti prodotti galleggianti persistenti a viscosità elevata, il cui esame è previsto in occasione della 73a sessione del Comitato per la protezione dell'ambiente marino (MEPC 73) in vista del loro inserimento nell'allegato II, l'UE dovrebbe inserire dette prescrizioni nella direttiva rivista sugli IPR, trasformandole così in diritto dell'Unione e aggiungendo l'obbligo di garantire che le tubazioni di scarico siano prive di residui. In particolare, la paraffina riversata in mare arriva sulle spiagge europee causando problemi, tra l'altro, per la flora e la fauna selvatiche.

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono a che i costi degli impianti portuali per la raccolta e il trattamento dei rifiuti delle navi, diversi dai residui del carico, siano recuperati mediante la riscossione di tariffe a carico delle navi. Tali costi comprendono gli elementi di cui all'allegato 4.

1.  Gli Stati membri provvedono a che i costi degli impianti portuali per la raccolta e il trattamento dei rifiuti delle navi, compresi i residui del carico di sostanze galleggianti persistenti a viscosità elevata, ma escludendo altri residui del carico, siano recuperati mediante la riscossione di tariffe a carico delle navi. Tali costi comprendono gli elementi di cui all'allegato 4.

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  al fine di prevedere l'incentivo massimo per il conferimento dei rifiuti come definito all'allegato V della convenzione MARPOL, compresi i rifiuti raccolti dalle reti durante le operazioni di pesca, la tariffa indiretta da imporre copre tutti i costi degli impianti portuali di raccolta per tali rifiuti, allo scopo di garantire un diritto di conferimento senza ulteriori oneri diretti;

c)  al fine di prevedere l'incentivo massimo per il conferimento dei rifiuti come definito all'allegato V della convenzione MARPOL, compresi i rifiuti raccolti dalle reti durante le operazioni di pesca e i residui del carico di sostanze galleggianti persistenti a viscosità elevata, la tariffa indiretta da imporre copre tutti i costi degli impianti portuali di raccolta per tali rifiuti, allo scopo di garantire un diritto di conferimento senza ulteriori oneri diretti;

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 2 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  per evitare che i costi della raccolta negli impianti portuali di raccolta e i costi del successivo trattamento di rifiuti pescati "passivamente" siano a carico degli utenti dei porti, gli Stati membri coprono tali costi interamente con le entrate provenienti dalle fonti alternative di cui nell'allegato 4;

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Le tariffe sono ridotte se la progettazione, le attrezzature e il funzionamento della nave sono tali da poter dimostrare che la nave produce minori quantità di rifiuti e li gestisce in modo sostenibile e compatibile con l'ambiente. Alla Commissione è conferito il potere di definire, mediante atti delegati adottati in conformità all'articolo 19, i criteri per stabilire che una nave osserva le prescrizioni di cui al presente paragrafo in merito alla gestione dei rifiuti a bordo della nave.

5.  Le tariffe sono ridotte se la progettazione, le attrezzature, le politiche in materia di appalti e il funzionamento della nave sono tali da poter dimostrare che la nave produce quantità limitate della categoria di rifiuti cui si applica la tariffa e gestisce i propri rifiuti in modo sostenibile e compatibile con l'ambiente, conformemente all'allegato 4 bis per le navi diverse dai pescherecci e dell'allegato 4 ter per i pescherecci. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 19 riguardo alla modifica degli allegati 4 bis e 4 ter per modificare le prescrizioni minime armonizzate.

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b bis)  l'esenzione non incide negativamente sulla sicurezza marittima, sulla salute, sulle condizioni di vita e di lavoro a bordo o sull'ambiente marino;

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Per quanto riguarda le ispezioni delle navi che non rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2009/16/CE, gli Stati membri provvedono a che le ispezioni siano effettuate su almeno il 20 % del numero totale di singole navi per ciascuna delle categorie elencate di seguito:

1.  Per quanto riguarda le ispezioni delle navi che non rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2009/16/CE, gli Stati membri provvedono a che le ispezioni siano effettuate su almeno il 20 % del numero totale annuo di singole navi per ciascuna delle categorie elencate di seguito:

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Gli Stati membri stabiliscono le procedure per le ispezioni dei pescherecci di stazza lorda inferiore a 100 tonnellate e delle imbarcazioni da diporto di stazza lorda inferiore a 100 tonnellate, al fine di garantire la conformità alle prescrizioni applicabili della presente direttiva, assicurando che le ispezioni siano effettuate come minimo sul 20 % del numero totale di singoli pescherecci e di singole imbarcazioni da diporto che fanno scalo nello Stato membro in questione ogni anno.

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  I risultati delle ispezioni di cui al paragrafo 1 sono registrate nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 15 della presente direttiva.

2.  I risultati delle ispezioni di cui ai paragrafi 1 e 2 sono registrati nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 15 della presente direttiva.

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri fissano le procedure per le ispezioni di pescherecci di stazza lorda inferiore a 100 tonnellate e di imbarcazioni da diporto di stazza lorda inferiore a 100 tonnellate, al fine di garantire la conformità alle prescrizioni applicabili della presente direttiva.

soppresso

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 2 – lettera d bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

d bis)  in caso di perdita degli attrezzi da pesca, le informazioni dovute a norma dell'articolo 48 del regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio1 bis.

 

______________

 

1 bis Regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006 (GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1).

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Al fine di garantire condizioni uniformi per quanto riguarda la comunicazione della perdita di attrezzi da pesca, è opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione per definire il formato di tali segnalazioni. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 20, paragrafo 2.

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Sulla base delle informazioni che le sono trasmesse conformemente al paragrafo 2, lettera d bis), la Commissione pubblica, entro il 31 dicembre 2022 e successivamente ogni due anni, una relazione di sintesi sulla perdita di attrezzi da pesca.

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  La Commissione provvede a che la banca dati sulle ispezioni consenta di reperire qualsiasi dato pertinente comunicato dagli Stati membri ai fini del monitoraggio dell'attuazione della direttiva.

4.  La Commissione provvede a che la banca dati sulle ispezioni consenta di reperire qualsiasi dato pertinente comunicato dagli Stati membri ai fini del monitoraggio dell'attuazione della direttiva. La Commissione riesamina periodicamente la banca dati per monitorare l'attuazione della direttiva e richiamare l'attenzione su eventuali dubbi riguardanti l'attuazione globale con lo scopo di suscitare misure correttive.

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Articolo 17

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione provvede all'organizzazione di uno scambio di esperienze tra le autorità nazionali e gli esperti degli Stati membri, compresi quelli del settore privato, in merito all'applicazione della presente direttiva nei porti dell'Unione.

La Commissione provvede all'organizzazione di uno scambio di esperienze tra le autorità nazionali e gli esperti degli Stati membri, compresi quelli del settore privato e della società civile, in merito all'applicazione della presente direttiva nei porti dell'Unione.

Motivazione

Lo scambio di esperienze non dovrebbe avvenire soltanto tra autorità nazionali ed esperti del settore privato, ma dovrebbe includere anche esperti della società civile.

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Articolo 17 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri, entro ... [12 mesi dalla data di adozione della presente direttiva] e successivamente ogni due anni, comunicano alla Commissione le loro migliori pratiche di gestione sostenibile dei rifiuti a bordo delle navi e nei loro porti. Sei mesi dopo ciascun termine di comunicazione, la Commissione elabora una relazione sulle migliori prassi per fornire orientamenti che consentano di progredire nella realizzazione degli obiettivi della presente direttiva.

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Articolo 20 bis – punto 1 (nuovo)

Direttiva 2005/35/CE

Articolo 2 – punto 2

 

Testo in vigore

Emendamento

 

Articolo 20 bis

 

Modifiche della direttiva 2005/35/CE

 

La direttiva 2005/35/CE è così modificata:

 

1)  all'articolo 2 il punto 2 è sostituito dal seguente:

"2. "Sostanze inquinanti": le sostanze inserite nell'allegato I (idrocarburi) e nell'allegato II (sostanze liquide nocive trasportate alla rinfusa) della convenzione Marpol 73/78."

"2.  "Sostanze inquinanti": le sostanze inserite nell'allegato I (idrocarburi), nell'allegato II (sostanze liquide nocive trasportate alla rinfusa), nell'allegato IV (acque reflue), nell'allegato V (rifiuti solidi) e nell'allegato VI (residui relativi all'inquinamento atmosferico) della convenzione Marpol 73/78, nella versione aggiornata."

((https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:02005L0035-20091116) (L'emendamento è legato all'emendamento relativo all'articolo 20 bis (nuovo), in cui si propone di modificare la definizione di sostanze inquinanti nella direttiva relativa all'inquinamento provocato dalle navi).

Motivazione

La direttiva 2005/35/CE stabilisce norme sull'imposizione di sanzioni applicabili allo scarico di sostanze inquinanti effettuato dalle navi. Attualmente la direttiva riguarda soltanto i rifiuti di cui agli allegati I (idrocarburi) e II (sostanze liquide nocive trasportate alla rinfusa) della convenzione MARPOL. Essa dovrebbe essere modificata per includere gli scarichi di cui agli allegati IV (acque reflue), V (rifiuti solidi) e VI (relativi all'inquinamento atmosferico). Tali scarichi, se effettuati intenzionalmente, per imprudenza o per negligenza grave, dovrebbero essere considerati un reato penale.

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Articolo 20 bis – punto 2 (nuovo)

Direttiva 2005/35/CE

Articolo 5 – paragrafo 1

 

Testo in vigore

Emendamento

 

2)   all'articolo 5 il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1.   Lo scarico di sostanze inquinanti in una delle aree di cui all'articolo 3, paragrafo 1, non è considerato una violazione se soddisfa le condizioni di cui all'allegato I, norme 15, 34, 4.1 o 4.3, o all'allegato II, norme 13, 3.1.1 o 3.1.3, della convenzione Marpol 73/78."

"1.   Lo scarico di sostanze inquinanti in una delle aree di cui all'articolo 3, paragrafo 1, non è considerato una violazione se soddisfa le condizioni di cui all'allegato I, norme 15, 34, 4.1 o 4.3, all'allegato II, norme 13, 3.1.1 o 3.1.3, all'allegato IV, norme 3 e 11, all'allegato V, norme 4, 5, 6 o 7, o all'allegato VI, norma 3, della convenzione Marpol 73/78, nella versione aggiornata."

((https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:02005L0035-20091116) (L'emendamento è legato all'emendamento relativo all'articolo 20 bis (nuovo), in cui si propone di modificare la definizione di sostanze inquinanti nella direttiva relativa all'inquinamento provocato dalle navi).

Motivazione

Alla luce della modifica della definizione di sostanze inquinanti, le eccezioni devono essere modificate di conseguenza. Le eccezioni dovrebbero rispecchiare quelle contenute nella convenzione MARPOL.

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Articolo 20 bis – punto 3 (nuovo)

Direttiva 2005/35/CE

Articolo 5 – paragrafo 2

 

Testo in vigore

Emendamento

 

3)   all'articolo 5 il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2.   Lo scarico di sostanze inquinanti nelle aree di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettere c), d) ed e), non è considerato una violazione da parte del proprietario, del comandante o dell'equipaggio se soddisfa le condizioni di cui all'allegato I, norma 4.2, o all'allegato II, norma 3.1.2, della convenzione Marpol 73/78."

"2.   Lo scarico di sostanze inquinanti nelle aree di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettere c), d) ed e), non è considerato una violazione da parte del proprietario, del comandante o dell'equipaggio se soddisfa le condizioni di cui all'allegato I, norma 4.2, all'allegato II, norma 3.1.2, all'allegato IV, norme 3 e 11, all'allegato V, norme 4, 5, 6 o 7, o all'allegato VI, norma 3, della convenzione Marpol 73/78, nella versione aggiornata."

((https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:02005L0035-20091116) (L'emendamento è legato all'emendamento relativo all'articolo 20 bis (nuovo), in cui si propone di modificare la definizione di sostanze inquinanti nella direttiva relativa all'inquinamento provocato dalle navi).

Motivazione

Alla luce della modifica della definizione di sostanze inquinanti, le eccezioni devono essere modificate di conseguenza. Le eccezioni dovrebbero rispecchiare quelle contenute nella convenzione MARPOL. Per le sostanze inquinanti che rientrano negli allegati IV, V o VI, non vi è motivo di applicare eccezioni diverse per gli stretti, la zona economica esclusiva o l'alto mare.

Emendamento    55

Proposta di direttiva

Allegato 4 – sottotitolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Categorie di costi per il funzionamento e la gestione degli impianti portuali di raccolta

Categorie di costi e di entrate nette connesse al funzionamento e alla gestione degli impianti portuali di raccolta

Motivazione

Sarebbe opportuno indicare anche le entrate nette, che dovrebbero essere utilizzate, tra l'altro, per coprire i costi dei rifiuti pescati "passivamente".

Emendamento    56

Proposta di direttiva

Allegato 4 – colonna 2 bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Entrate nette

 

Proventi netti derivanti dai sistemi di gestione dei rifiuti e dai finanziamenti nazionali/regionali, comprese le entrate elencate di seguito

 

-  Benefici finanziari netti ottenuti da regimi di responsabilità estesa dei produttori.

 

-  Altre entrate nette derivanti dalla gestione dei rifiuti, segnatamente i sistemi di riciclaggio.

 

-  Finanziamenti a titolo del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

 

-  Altri finanziamenti o sussidi a disposizione dei porti per la gestione dei rifiuti e la pesca.

Motivazione

Dovrebbero essere stabilite le entrate nette, da utilizzare per coprire i costi dei rifiuti pescati "passivamente".

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Allegato 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

ALLEGATO 4 bis

 

PRESCRIZIONI CHE LE NAVI DIVERSE DAI PESCHERECCI DEVONO RISPETTARE PER BENEFICIARE DELLA RIDUZIONE DELLE TARIFFE DI CUI ALL'ARTICOLO 8, PARAGRAFO 5

 

Per beneficiare della riduzione delle tariffe le navi diverse dai pescherecci devono rispettare le seguenti prescrizioni:

 

a)  adozione di un piano di gestione della riduzione dei rifiuti con misure e procedure volte a ridurre al minimo l'imbarco di materiali che potrebbero trasformarsi in rifiuti;

 

b)  definizione di misure e di procedure volte a ridurre i rifiuti prodotti in occasione dell'acquisto di scorte e forniture, tra cui:

 

-  utilizzare scorte in imballaggi sfusi e riciclati o in imballaggi e contenitori riutilizzabili;

 

-  evitare, ove possibile, tazze, utensili, piatti, asciugamani, stracci e altri articoli di convenienza monouso;

 

-  evitare le scorte fatte di plastica o con un imballaggio in plastica, a meno che non sia specificamente progettato per il riutilizzo;

 

c)  definizione di misure e di procedure volte a ridurre i rifiuti prodotti durante la selezione dei materiali per lo stivaggio, la fissazione del carico o la protezione di quest'ultimo dalle condizioni atmosferiche, tra cui:

 

-  utilizzare coperture permanenti e riutilizzabili per la protezione del carico anziché teli di plastica monouso o riciclabili;

 

-  utilizzare sistemi e metodi di stivaggio che riutilizzano materiali di fardage, puntellamento, rivestimento e imballaggio;

 

d)  attuazione della separazione e della raccolta alla fonte, compresa la fornitura di recipienti per i rifiuti chiaramente contrassegnati a bordo della nave per raccogliere e separare i rifiuti non appena vengono prodotti;

 

e)  formazione dell'equipaggio e attuazione di procedure operative volte a limitare lo scarico accidentale o intenzionale di qualsiasi rifiuto;

 

f)  attuazione di provvedimenti disciplinari e applicazione di sanzioni in caso di comportamenti scorretti dei dipendenti che causano lo scarico di rifiuti in mare.

Motivazione

Le prescrizioni per poter beneficiare della riduzione delle tariffe dovrebbero essere stabilite in un allegato. Tali prescrizioni si basano sugli orientamenti MARPOL. Le disposizioni concernenti la formazione dell'equipaggio e i provvedimenti disciplinari sono un'aggiunta del relatore.

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Allegato 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

ALLEGATO 4 ter

 

PRESCRIZIONI CHE I PESCHERECCI DEVONO RISPETTARE PER BENEFICIARE DELLA RIDUZIONE DELLE TARIFFE DI CUI ALL'ARTICOLO 8, PARAGRAFO 5

 

Per beneficiare della riduzione delle tariffe i pescherecci devono rispettare le seguenti prescrizioni:

 

1.  Per tutti i pescherecci:

 

-  acquisto di attrezzi da pesca e relativi componenti progettati per promuovere il riutilizzo e il riciclaggio al termine del ciclo di vita;

 

-  formazione per prevenire e recuperare le perdite;

 

-  conferimento negli impianti portuali di raccolta dei rifiuti pescati "passivamente", vale a dire raccolti dalle reti durante le operazioni di pesca.

 

2.  In aggiunta al disposto del punto 1, per i pescherecci di lunghezza superiore a 12 metri:

 

a)  adozione di un piano di gestione della riduzione dei rifiuti con misure e procedure volte a ridurre al minimo l'imbarco di materiali che potrebbero trasformarsi in rifiuti;

 

b)  definizione di misure e di procedure volte a ridurre i rifiuti prodotti durante l'acquisto di scorte e forniture, tra cui:

 

-  utilizzare scorte in imballaggi sfusi e riciclati o in imballaggi e contenitori riutilizzabili;

 

-  evitare, ove possibile, bicchieri, utensili, piatti, asciugamani, stracci e altri articoli di convenienza monouso;

 

-  evitare le scorte fatte di plastica o con un imballaggio in plastica, a meno che non sia specificamente progettato per il riutilizzo;

 

c)  definizione di misure e di procedure volte a ridurre i rifiuti prodotti durante la selezione dei materiali per lo stivaggio, la fissazione del carico o la protezione di quest'ultimo dalle condizioni atmosferiche, tra cui:

 

-  utilizzare coperture permanenti riutilizzabili per la protezione del carico anziché teli di plastica monouso o riciclabili;

 

-  utilizzare sistemi e metodi di stivaggio che riutilizzano materiali di fardage, puntellamento, rivestimento e imballaggio;

 

d)  attuazione della separazione e della raccolta alla fonte, compresa la fornitura di recipienti per i rifiuti chiaramente contrassegnati a bordo della nave per raccogliere e separare i rifiuti non appena vengono prodotti;

 

e)  formazione dell'equipaggio e attuazione di procedure operative volte a limitare lo scarico accidentale o intenzionale di qualsiasi rifiuto;

 

f)  attuazione di provvedimenti disciplinari e applicazione di sanzioni in caso di comportamenti scorretti dei dipendenti che causano lo scarico di rifiuti in mare.

 

3.  In aggiunta al disposto del punto 1, per i pescherecci di lunghezza inferiore a 12 metri che operano esclusivamente nelle proprie acque territoriali o che non trascorrono mai più di 24 ore in mare:

 

-  disponibilità a bordo di attrezzature per il recupero gli attrezzi persi.

Motivazione

I criteri in base ai quali i pescherecci possono beneficiare della riduzione delle tariffe dovrebbero essere definiti in un allegato. Alcune prescrizioni dovrebbero applicarsi a tutti i pescherecci, altre solo a quelli di medie/grandi dimensioni o di piccole dimensioni. Per beneficiare della riduzione delle tariffe, tutti i pescherecci dovrebbero procurarsi reti riutilizzabili e riciclabili. I pescherecci di medie/grandi dimensioni dovrebbero adottare misure di riduzione dei rifiuti basate sugli orientamenti MARPOL. I pescherecci di piccole dimensioni dovrebbero essere incentivati a disporre a bordo di attrezzature per il recupero degli attrezzi persi.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi

Riferimenti

COM(2018)0033 – C8-0014/2018 – 2018/0012(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

TRAN

5.2.2018

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

ENVI

5.2.2018

Commissioni associate - annuncio in aula

31.5.2018

Relatore per parere

       Nomina

Bas Eickhout

7.3.2018

Esame in commissione

20.6.2018

 

 

 

Approvazione

13.9.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

1

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Catherine Bearder, Simona Bonafè, Paul Brannen, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Birgit Collin-Langen, Miriam Dalli, Seb Dance, José Inácio Faria, Elisabetta Gardini, Arne Gericke, Jens Gieseke, Sylvie Goddyn, Françoise Grossetête, Jytte Guteland, Jean-François Jalkh, Urszula Krupa, Giovanni La Via, Jo Leinen, Peter Liese, Jiří Maštálka, Rory Palmer, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Bolesław G. Piecha, John Procter, Annie Schreijer-Pierik, Davor Škrlec, Renate Sommer, Adina-Ioana Vălean, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Linnéa Engström, Elena Gentile, Carolina Punset, Bart Staes, Tiemo Wölken

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

José Blanco López, Santiago Fisas Ayxelà, Tonino Picula, Lieve Wierinck

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

35

+

ALDE

Catherine Bearder, Carolina Punset, Lieve Wierinck

GUE/NGL

Jiří Maštálka

PPE

Birgit Collin-Langen, José Inácio Faria, Santiago Fisas Ayxelà, Jens Gieseke, Françoise Grossetête, Giovanni La Via, Peter Liese, Annie Schreijer-Pierik, Renate Sommer, Adina-Ioana Vălean

S&D

José Blanco López, Simona Bonafè, Paul Brannen, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Miriam Dalli, Seb Dance, Elena Gentile, Jytte Guteland, Jo Leinen, Rory Palmer, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Tonino Picula, Tiemo Wölken, Damiano Zoffoli

Verts/ALE

Marco Affronte, Margrete Auken, Linnéa Engström, Davor Škrlec, Bart Staes

1

-

ECR

John Procter

6

0

ECR

Arne Gericke, Urszula Krupa, Bolesław G. Piecha

ENF

Sylvie Goddyn, Jean-François Jalkh

PPE

Elisabetta Gardini

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per la pesca (13.7.2018)

destinato alla commissione per i trasporti e il turismo

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che abroga la direttiva 2000/59/CE e modifica la direttiva 2009/16/CE e la direttiva 2010/65/UE

(COM(2018)0033 – C8-0014/2018 – 2018/0012(COD))

Relatore per parere: Cláudia Monteiro de Aguiar

EMENDAMENTI

La commissione per la pesca invita la commissione per i trasporti e il turismo, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(1 bis) L'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 14 delle Nazioni Unite richiama l'attenzione sulle minacce rappresentate dall'inquinamento marino e da nutrienti, dall'esaurimento delle risorse e dal cambiamento climatico, tutte principalmente dovute alle azioni umane. Tali minacce esercitano un'ulteriore pressione sui sistemi ambientali, quali la biodiversità e l'infrastruttura naturale, creando nel contempo problemi socioeconomici globali, tra cui rischi per la salute e la sicurezza e rischi finanziari. L'Unione europea deve operare per proteggere le specie marine e sostenere le persone che dipendono dagli oceani, sia che si tratti di occupazione, risorse o tempo libero.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis) Le iniziative del settore della pesca volte a ridurre i rifiuti derivanti dalla pesca o a recuperare i rifiuti in plastica, compresi gli attrezzi da pesca persi, dovrebbero essere accolte con favore.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) La direttiva 2008/98/CE stabilisce i principi più importanti per la gestione dei rifiuti, compreso il principio "chi inquina paga", e la gerarchia dei rifiuti che privilegia il riutilizzo e il riciclaggio rispetto ad altre forme di recupero e smaltimento e impone la creazione di sistemi per la raccolta differenziata dei rifiuti. Tali obblighi si applicano anche alla gestione dei rifiuti delle navi.

(11) La direttiva 2008/98/CE stabilisce i principi più importanti per la gestione dei rifiuti, compreso il principio "chi inquina paga", e la gerarchia dei rifiuti che privilegia il riutilizzo e il riciclaggio rispetto ad altre forme di recupero e smaltimento e impone la creazione di sistemi per la raccolta differenziata dei rifiuti. Inoltre, il concetto di responsabilità estesa del produttore è un principio guida del diritto dell'Unione in materia di rifiuti, in base al quale i produttori sono responsabili per l'impatto ambientale dei loro prodotti per tutto il loro ciclo di vita. Tali obblighi si applicano anche alla gestione dei rifiuti delle navi.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 18 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

(18 bis) In taluni Stati membri sono stati istituiti sistemi di finanziamento a favore dei pescatori a copertura dei costi in cui potrebbero incorrere a causa del conferimento a terra dei rifiuti degli attrezzi da pesca o dei rifiuti pescati attivamente o passivamente. Tali sistemi potrebbero essere sostenuti dai regimi di responsabilità estesa del produttore, che potrebbero integrare i sistemi di recupero dei costi istituiti a norma della presente direttiva. In tal modo detti sistemi di recupero dei costi non creerebbero un disincentivo per i pescherecci e le comunità portuali a partecipare agli esistenti sistemi di conferimento dei rifiuti pescati attivamente e passivamente.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 18 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 ter) Al fine di promuovere il conferimento dei rifiuti pescati "passivamente" raccolti dalle reti durante le normali operazioni di pesca, gli Stati membri dovrebbero coprire i costi della raccolta negli impianti portuali di raccolta e della successiva gestione con entrate provenienti da fonti alternative.

Motivazione

È importante che la presente direttiva contempli anche i rifiuti pescati "passivamente". Il conferimento dei rifiuti pescati "passivamente" non dovrebbe comportare costi aggiuntivi a carico dei pescherecci. I costi della raccolta dei rifiuti pescati "passivamente" negli impianti portuali di raccolta e della successiva gestione dovrebbero essere finanziati da fonti di entrate alternative.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19) Il concetto di "nave verde" dovrebbe essere ulteriormente sviluppato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, in modo da attuare un efficace sistema di ricompensa per quelle navi che riducono i rifiuti a bordo.

(19) Il concetto di "nave verde" dovrebbe essere attuato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. Sarebbe opportuno fissare requisiti minimi in tutta l'Unione, in modo da attuare un efficace sistema di ricompensa per quelle navi che riducono i rifiuti a bordo, in linea con le migliori prassi e con gli orientamenti IMO del 2017 per l'attuazione dell'allegato V della convenzione MARPOL. Inoltre, la riduzione dei rifiuti si consegue principalmente mediante l'efficace separazione dei rifiuti a bordo, in linea con gli orientamenti dell'IMO per l'allegato V della convenzione MARPOL e con le norme elaborate dall'Organizzazione internazionale per la standardizzazione.

Motivazione

Il concetto di "nave verde" dovrebbe essere attuato fin da subito, tanto più che già esistono orientamenti chiari in tal senso.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 bis) Gli attrezzi da pesca di plastica hanno elevate potenzialità di riciclaggio, soprattutto se progettati correttamente. Di conseguenza, in linea con il principio "chi inquina paga", sarebbe opportuno istituire regimi di responsabilità estesa del produttore per finanziare una sana gestione dei rifiuti prodotti dagli attrezzi da pesca e dai relativi componenti e raggiungere elevati livelli di raccolta.

Motivazione

I requisiti relativi alla "responsabilità estesa del produttore" (EPR) dovrebbero essere fissati anche per gli attrezzi da pesca.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 32 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

(32 bis) Le caratteristiche specifiche delle regioni ultraperiferiche, riconosciute all'articolo 349 TFUE, devono essere tenute in considerazione al momento di garantire l'adeguatezza degli impianti portuali di raccolta in regioni che potrebbero non essere in grado di conformarsi. Occorre pertanto tenere conto del loro status speciale. Per tale motivo, gli Stati membri devono essere in grado di adottare misure di finanziamento specifiche affinché tali regioni possano assicurare la disponibilità di strutture di raccolta adeguate.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  "rifiuti delle navi": tutti i rifiuti, compresi i residui del carico, prodotti durante il servizio di una nave e durante le operazioni di carico, scarico e pulizia, o i rifiuti raccolti dalle reti durante le operazioni di pesca, e che rientrano nell'ambito di applicazione degli allegati I, II, IV, V e VI della convenzione MARPOL;

c)  "rifiuti delle navi": tutti i rifiuti, compresi i residui del carico, prodotti durante il servizio di una nave e durante le operazioni di carico, scarico e pulizia, e che rientrano nell'ambito di applicazione degli allegati I, II, IV, V e VI della convenzione MARPOL;

Motivazione

Per garantire che siano esclusi obblighi iniqui, dovrebbero essere definiti tutti i tipi di rifiuti riguardanti la pesca, quali cascami di pesce relativi a operazioni di bordo.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  "rifiuti dei pescherecci": tutti i rifiuti prodotti durante il servizio di un peschereccio e durante le operazioni di carico, scarico e pulizia, e che rientrano direttamente e individualmente nell'ambito di applicazione degli allegati I, II, IV, V e VI della convenzione MARPOL, escludendo però il pesce fresco intero o il pesce non fresco ottenuto dalle attività di pesca svolte durante il viaggio o dalle attività di acquacoltura;

Motivazione

Per garantire che siano esclusi obblighi iniqui, dovrebbero essere definiti tutti i tipi di rifiuti riguardanti la pesca, quali cascami di pesce relativi a operazioni di bordo.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera c ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c ter)  "rifiuti raccolti passivamente": i rifiuti raccolti nelle reti durante le operazioni di pesca;

Motivazione

Per garantire che siano esclusi obblighi iniqui, dovrebbero essere definiti tutti i tipi di rifiuti riguardanti la pesca, quali cascami di pesce relativi a operazioni di bordo.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera c quater (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c quater)  "rifiuti raccolti attivamente": i rifiuti raccolti durante i viaggi non a fini di pesca con l'unico scopo di rimuovere rifiuti marini dal mare;

Motivazione

Per garantire che siano esclusi obblighi iniqui, dovrebbero essere definiti tutti i tipi di rifiuti riguardanti la pesca, quali cascami di pesce relativi a operazioni di bordo.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – lettera f bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

f bis)  "bordata di pesca": qualsiasi viaggio di un peschereccio durante il quale si svolgono attività di pesca che inizia nel momento in cui il peschereccio lascia il porto e termina all'arrivo al porto di partenza o in un altro porto in cui si effettua lo scarico;

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Gli Stati membri istituiscono regimi di responsabilità estesa del produttore per gli attrezzi da pesca e i relativi componenti conformi ai requisiti minimi di cui all'articolo 8 bis della direttiva 2008/98/CE e introducono contributi finanziari modulati che incoraggiano l'immissione sul mercato di attrezzi da pesca volti a promuovere il riciclaggio.

Motivazione

Gli Stati membri dovrebbero adottare e attuare regimi obbligatori di responsabilità estesa del produttore nei porti di pesca conformemente alle condizioni operative minime di cui alla direttiva quadro sui rifiuti rivista, ponendo l'accento sulle tariffe modulate per incoraggiare una progettazione degli attrezzi che ne agevoli il riciclaggio.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

4 bis.  Date le caratteristiche specifiche delle regioni ultraperiferiche, riconosciute all'articolo 349 TFUE, gli Stati membri possono adottare misure di finanziamento specifiche affinché tali regioni possano assicurare la disponibilità di strutture ricettive adeguate. Inoltre, è possibile concedere agli Stati membri una deroga di due anni agli obblighi di cui sopra per le loro regioni ultraperiferiche qualora tali regioni non siano ritenute in grado di garantire l'adeguatezza degli impianti portuali di raccolta.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Tale prescrizione non si applica ai porti piccoli e senza personale o ai porti ubicati in località remote, a condizione che lo Stato membro in cui è situato il porto non abbia riportato per via elettronica tali informazioni nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14 della presente direttiva.

Tale prescrizione non si applica ai porti senza personale, ai piccoli porti o ai porti ubicati in località remote, a condizione che lo Stato membro in cui è situato il porto non abbia riportato per via elettronica tali informazioni nella parte del sistema informativo, di monitoraggio e di applicazione di cui all'articolo 14 della presente direttiva.

Motivazione

Quando una nave conferisce i propri rifiuti in porti di piccole dimensioni in giorni non lavorativi o al di fuori del loro normale orario di lavoro, è probabile che tali porti siano sotto organico e la nave potrebbe non ottenere la ricevuta di conferimento dei rifiuti.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. Se un attrezzo da pesca perso non può essere recuperato, il comandante dell'imbarcazione inserisce i relativi dati nel giornale di bordo. L'autorità competente dello Stato membro di bandiera informa l'autorità competente dello Stato membro costiero.

 

I dati relativi agli attrezzi da pesca persi sono raccolti e registrati dagli Stati membri e trasmessi annualmente alla Commissione.

Motivazione

Il progetto di relazione della commissione TRAN, la commissione competente, contiene requisiti simili ma prevede una delega di autorità alla Commissione per quanto concerne il formato della comunicazione di tali informazioni. L'adeguamento dei requisiti alla formulazione dell'articolo 1, paragrafo 42, della proposta di regolamento per quanto riguarda i controlli della pesca (COM(2018)368 final) evita pertanto la creazione di requisiti potenzialmente divergenti.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7. Se il successivo porto di scalo è situato al di fuori dell'Unione, o se vi sono buone ragioni per ritenere che nel successivo porto di scalo non siano disponibili impianti adeguati, oppure se tale porto non è noto, lo Stato membro richiede alla nave di conferire tutti i propri rifiuti prima della partenza.

7. Se il successivo porto di scalo è situato al di fuori dell'Unione, e se vi sono buone ragioni per ritenere che nel successivo porto di scalo non siano disponibili impianti adeguati, oppure se tale porto non è noto, lo Stato membro richiede alla nave di conferire tutti i propri rifiuti prima della partenza.

Motivazione

Non solo quando le navi hanno ancora sufficienti capacità di stoccaggio per continuare ad operare senza dover conferire parzialmente i rifiuti, ma in particolare alla luce della Brexit, risulta troppo severo chiedere alle navi di conferire tutti i rifiuti in un porto dell'Unione europea prima della partenza. Ad esempio, l'esenzione non sarebbe applicabile a un peschereccio in partenza dalla Francia che sbarca il pesce in un porto del Regno Unito e che rientra. Lo stesso vale per le regioni ultraperiferiche.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono a che i costi degli impianti portuali per la raccolta e il trattamento dei rifiuti delle navi, diversi dai residui del carico, siano recuperati mediante la riscossione di tariffe a carico delle navi. Tali costi comprendono gli elementi di cui all'allegato 4.

1. Gli Stati membri provvedono a che i costi degli impianti portuali per la raccolta e il trattamento dei rifiuti delle navi, diversi dai residui del carico, siano recuperati mediante la riscossione di una combinazione di tariffe a carico delle navi, le entrate provenienti dai sistemi di gestione dei rifiuti e altri fondi. Tali costi ed entrate sono elencati all'allegato 4.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  al fine di prevedere l'incentivo massimo per il conferimento dei rifiuti come definito all'allegato V della convenzione MARPOL, compresi i rifiuti raccolti dalle reti durante le operazioni di pesca, la tariffa indiretta da imporre copre tutti i costi degli impianti portuali di raccolta per tali rifiuti, allo scopo di garantire un diritto di conferimento senza ulteriori oneri diretti;

c)  al fine di prevedere l'incentivo massimo per il conferimento dei rifiuti come definito all'allegato V della convenzione MARPOL, i rifiuti raccolti attivamente e passivamente dai pescherecci sono esentati dall'applicazione del sistema di tariffa diretta previsto dalla direttiva in esame, allo scopo di garantire un diritto di conferimento senza ulteriori oneri diretti. La tariffa indiretta da imporre copre tutti i costi degli impianti portuali di raccolta per tali rifiuti, allo scopo di garantire un diritto di conferimento senza ulteriori oneri diretti.

 

A livello nazionale e regionale possono essere istituite e finanziate ulteriori misure per ridurre i costi e fornire incentivi ai pescatori affinché raccolgano attivamente e passivamente i rifiuti.

 

Per evitare che i costi della raccolta negli impianti portuali di raccolta e del successivo trattamento dei rifiuti pescati "passivamente" siano a carico degli utenti dei porti, gli Stati membri coprono tali costi interamente con le entrate provenienti dalle fonti alternative di cui all'allegato 4;

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Le tariffe possono essere differenziate in funzione, tra l'altro, della categoria, del tipo e delle dimensioni della nave e del tipo di traffico cui è adibita, e in funzione dei servizi prestati al di fuori del normale orario di lavoro nel porto.

4. Le tariffe possono essere differenziate in funzione, tra l'altro, della categoria, del tipo e delle dimensioni della nave, del riconoscimento di "nave verde" e del tipo di traffico cui è adibita, dei differenti tipi e categorie di rifiuti definiti all'allegato 3, dei differenti tipi di raccolta secondo il tipo di porto, e in funzione dei servizi prestati al di fuori del normale orario di lavoro nel porto.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Le tariffe sono ridotte se la progettazione, le attrezzature e il funzionamento della nave sono tali da poter dimostrare che la nave produce minori quantità di rifiuti e li gestisce in modo sostenibile e compatibile con l'ambiente. Alla Commissione è conferito il potere di definire, mediante atti delegati adottati in conformità all'articolo 19, i criteri per stabilire che una nave osserva le prescrizioni di cui al presente paragrafo in merito alla gestione dei rifiuti a bordo della nave.

5. Le tariffe sono ridotte se la progettazione, le attrezzature e il funzionamento della nave sono tali da poter dimostrare che la nave produce minori quantità di rifiuti o li gestisce in modo sostenibile e compatibile con l'ambiente mediante un sistema di separazione dei rifiuti a bordo conformemente ai piani di gestione stabiliti dalle autorità nazionali o regionali. Alla Commissione è conferito il potere di definire, mediante atti delegati adottati in conformità all'articolo 19, i criteri per stabilire che una nave osserva le prescrizioni di cui al presente paragrafo in merito alla gestione dei rifiuti a bordo della nave.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  gli accordi di cui al punto b) sono comprovati da un contratto firmato con un porto o con un'impresa di gestione dei rifiuti, da ricevute di conferimento dei rifiuti e dalla conferma che tali accordi sono stati accettati da tutti i porti lungo la rotta della nave. Per essere considerati come prove sufficienti in conformità al presente paragrafo, gli accordi per il conferimento dei rifiuti e il pagamento delle tariffe sono conclusi in un porto dell'Unione.

c)  gli accordi di cui al punto b) sono comprovati da un contratto firmato con un porto o con un'impresa di gestione dei rifiuti e da ricevute di conferimento dei rifiuti. Per essere considerati come prove sufficienti in conformità al presente paragrafo, gli accordi per il conferimento dei rifiuti e il pagamento delle tariffe sono conclusi in un porto dell'Unione.

Motivazione

L'obbligo che tutti i porti situati sulla rotta della nave debbano espressamente accettare e confermare che una nave ha deciso di conferire i propri rifiuti, secondo un sistema per i rifiuti, in un determinato porto, aggiunge inutili oneri burocratici e carico di lavoro sia per i pescherecci che per le autorità portuali e non contribuisce al conseguimento degli obiettivi enunciati nella presente direttiva.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Articolo 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 9 bis

 

Disposizioni degli Stati membri

 

1. Gli Stati membri assicurano che tutti i porti dove possono attraccare i pescherecci, ad eccezione dei porti periferici o di quelli con soltanto un numero limitato di pescherecci, istituiscano iniziative di recupero dei rifiuti al fine di incoraggiare la raccolta e la misurazione dei rifiuti pescati passivamente tramite le normali attività di pesca. 

 

2. Tali regimi dovrebbero essere istituiti conformemente agli orientamenti stabiliti nella raccomandazione OSPAR 2016/1 sulla riduzione dei rifiuti marittimi tramite l'attuazione delle iniziative di recupero dei rifiuti. 

 

3. Gli Stati membri possono istituire e mantenere un fondo nazionale per sostenere la raccolta di rifiuti pescati passivamente dai pescherecci. Il fondo può essere usato per assicurare il funzionamento delle iniziative di recupero dei rifiuti, compresa la messa a disposizione di strutture di stoccaggio dei rifiuti a bordo, il monitoraggio dei rifiuti pescati passivamente, la formazione, la promozione della partecipazione volontaria all'iniziativa e i costi del trattamento dei rifiuti, nonché per coprire i costi del personale necessario per il funzionamento di tali regimi. 

 

4. Gli Stati membri devono assicurare che i dati sulle quantità di rifiuti pescati passivamente siano aggregati e conservati in una banca dati regionale o nazionale ai fini del monitoraggio e della valutazione. Gli Stati membri informano la Commissione dell'istituzione dei loro fondi nazionali entro il 31 dicembre [due anni dopo l'adozione] e presentano in seguito relazioni semestrali ogni due anni in merito alle attività finanziate a titolo del presente articolo.

Motivazione

Fishing for litter initiatives were first launched in 2002 in Sweden. Quantities of waste collected by such schemes can be substantial. The OSPAR Convention adopted guidelines on how to develop a fishing for litter project (OSPAR Agreement 2017-08). Such schemes are voluntary but require significant engagement to ensure that vessel crew participate in the scheme. Fishing vessels must be provided with a large, sturdy bag to separately collect waste that has been passively fished, and once back at port the waste should be weighed and the data collected before disposal. Due to the monetary cost involved in the establishment and running of such schemes, it is possible that the 100% indirect fee for garbage delivery fees in ports could be increased substantially to cover these costs. As most of the passively fished waste would not have originated from fishing activities, there is an argument that fishing vessels should not be obliged to pay for it. Indeed if they were this would provide an incentive to not participate in such activities. A national fund would spread the costs for fishing for litter across all maritime users in that area.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Articolo 9 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 9 ter

 

Responsabilità estesa del produttore

 

Gli Stati membri istituiscono regimi di responsabilità estesa del produttore per gli attrezzi da pesca e per i relativi componenti. Oltre ai requisiti minimi di cui all'articolo 8 bis della direttiva 2008/98/CE, tali regimi includono una tariffa modulata che promuove l'immissione sul mercato di attrezzi da pesca progettati per la preparazione al riutilizzo e al riciclaggio.

Motivazione

Gli Stati membri dovrebbero adottare e attuare regimi obbligatori di responsabilità estesa del produttore (EPR) conformemente ai requisiti minimi di cui alla direttiva quadro sui rifiuti rivista, ponendo l'accento sulle tariffe modulate per incoraggiare una progettazione degli attrezzi che ne agevoli il riciclaggio.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Allegato 4 – tabella – colonna 2 bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

Entrate

 

Proventi derivanti dal regime di responsabilità estesa del produttore e dalle dotazioni finanziarie nazionali e regionali disponibili, comprese le voci di entrata elencate di seguito

 

– Raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti raccolti in maniera indifferenziata (rifiuti rientranti nella responsabilità estesa del produttore, ma che non rientrano nel canale della raccolta differenziata, ad esempio i rifiuti raccolti insieme ai rifiuti urbani misti).

 

– Informazione e sensibilizzazione del pubblico.

 

– Azioni di prevenzione dei rifiuti.

 

– Prevenzione e gestione dei rifiuti.

 

– Attuazione e controllo del sistema di responsabilità estesa del produttore (comprese le revisioni e le misure contro comportamenti opportunistici, ecc.).

 

– Amministrazione, informazione e gestione e comunicazione dei dati relativi al funzionamento dei sistemi collettivi.

 

– Finanziamenti nel quadro del FEAMP.

 

– Altri finanziamenti o sussidi disponibili per i porti per la gestione dei rifiuti e la pesca.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Allegato 4 – sottotitolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Categorie di costi per il funzionamento e la gestione degli impianti portuali di raccolta

Categorie di costi e di entrate nette connessi al funzionamento e alla gestione degli impianti portuali di raccolta

Motivazione

Sarebbe opportuno indicare anche le entrate nette, che dovrebbero essere utilizzate, tra l'altro, per coprire i costi dei rifiuti pescati "passivamente".

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Allegato 4 – tabella – colonna 2 ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Entrate nette

 

Proventi netti derivanti dai sistemi di gestione dei rifiuti e dai finanziamenti nazionali e regionali, comprese le entrate elencate di seguito

 

– Benefici finanziari netti ottenuti da regimi di responsabilità estesa del produttore.

 

– Altre entrate nette derivanti dalla gestione dei rifiuti, quali i sistemi di riciclaggio.

 

– Finanziamenti nell'ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

 

– Altri finanziamenti o sussidi disponibili per i porti per la gestione dei rifiuti e la pesca.

Motivazione

Sarebbe opportuno indicare anche le entrate nette, che dovrebbero essere utilizzate, tra l'altro, per coprire i costi dei rifiuti pescati "passivamente".

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Allegato 5 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

[inserire il nome della nave] [inserire il numero IMO] [inserire il nome dello Stato di bandiera]

[inserire il nome della nave] [inserire il numero IMO] [inserire il nome dello Stato di bandiera]

effettua traffico di linea con scali frequenti e regolari presso i seguenti porti ubicati in [inserire nome dello Stato membro] secondo una rotta o un calendario prestabilito:

effettua traffico di linea o bordate di pesca con scali frequenti e regolari presso i seguenti porti ubicati in [inserire nome dello Stato membro] secondo una rotta o un calendario prestabilito:

Motivazione

È evidente che la direttiva si concentra principalmente sul trasporto marittimo, tuttavia anche i pescherecci e le imbarcazioni per la pesca sportiva realizzano viaggi programmati con scali frequenti e regolari, i quali dovrebbero poter essere esentati dalle prescrizioni in materia di obbligo di conferimento dei rifiuti delle navi, notifica anticipata dei rifiuti e pagamento della tariffa obbligatoria in alcuni porti lungo la rotta.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi

Riferimenti

COM(2018)0033 – C8-0014/2018 – 2018/0012(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

TRAN

5.2.2018

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

PECH

19.4.2018

Relatore per parere

       Nomina

Cláudia Monteiro de Aguiar

20.3.2018

Esame in commissione

21.3.2018

20.6.2018

 

 

Approvazione

11.7.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

1

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Clara Eugenia Aguilera García, Alain Cadec, Richard Corbett, Linnéa Engström, João Ferreira, Sylvie Goddyn, Mike Hookem, Ian Hudghton, Werner Kuhn, António Marinho e Pinto, Norica Nicolai, Liadh Ní Riada, Ulrike Rodust, Annie Schreijer-Pierik, Remo Sernagiotto, Ricardo Serrão Santos, Isabelle Thomas, Ruža Tomašić, Peter van Dalen

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Izaskun Bilbao Barandica, Giuseppe Ferrandino, Francisco José Millán Mon

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Deirdre Clune, Dieter-Lebrecht Koch, Fernando Ruas, Wim van de Camp

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

22

+

ALDE

António Marinho e Pinto, Norica Nicolai

ECR

Peter van Dalen, Remo Sernagiotto, Ruža Tomašić

PPE

Alain Cadec, Wim van de Camp, Deirdre Clune, Dieter-Lebrecht Koch, Werner Kuhn, Francisco José Millán Mon, Fernando Ruas, Annie Schreijer-Pierik

S&D

Clara Eugenia Aguilera García, Nicola Caputo, Giuseppe Ferrandino, Ulrike Rodust, Ricardo Serrão Santos, Isabelle Thomas

Verts/ALE

Marco Affronte, Linnéa Engström, Ian Hudghton

1

-

EFDD

Mike Hookem

3

0

ENF

Sylvie Goddyn

GUE/NGL

João Ferreira, Liadh Ní Riada

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi

Riferimenti

COM(2018)0033 – C8-0014/2018 – 2018/0012(COD)

Presentazione della proposta al PE

16.1.2018

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

TRAN

5.2.2018

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

ENVI

5.2.2018

PECH

19.4.2018

 

 

Commissioni associate

       Annuncio in Aula

ENVI

31.5.2018

 

 

 

Relatori

       Nomina

Gesine Meissner

19.2.2018

 

 

 

Esame in commissione

10.7.2018

 

 

 

Approvazione

9.10.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

46

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Marie-Christine Arnautu, Inés Ayala Sender, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Deirdre Clune, Michael Cramer, Luis de Grandes Pascual, Andor Deli, Isabella De Monte, Ismail Ertug, Jacqueline Foster, Tania González Peñas, Dieter-Lebrecht Koch, Merja Kyllönen, Innocenzo Leontini, Bogusław Liberadzki, Peter Lundgren, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Marian-Jean Marinescu, Georg Mayer, Gesine Meissner, Renaud Muselier, Markus Pieper, Gabriele Preuß, Christine Revault d'Allonnes Bonnefoy, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, Claudia Schmidt, Jill Seymour, Claudia Țapardel, Keith Taylor, Pavel Telička, Peter van Dalen, Wim van de Camp, Marie-Pierre Vieu, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Janusz Zemke, Kosma Złotowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Francisco Assis, Jakop Dalunde, Michael Detjen, Maria Grapini, Ryszard Antoni Legutko, Marek Plura

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Angel Dzhambazki, John Howarth, Clare Moody

Deposito

15.10.2018


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

46

+

ALDE

Izaskun Bilbao Barandica, Gesine Meissner, Dominique Riquet, Pavel Telička

ECR

Angel Dzhambazki, Ryszard Antoni Legutko, Peter Lundgren, Kosma Złotowski, Peter van Dalen

EFDD

Daniela Aiuto

ENF

Marie-Christine Arnautu, Georg Mayer

GUE/NGL

Tania González Peñas, Merja Kyllönen, Marie-Pierre Vieu

PPE

Georges Bach, Deirdre Clune, Andor Deli, Dieter-Lebrecht Koch, Innocenzo Leontini, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Marian-Jean Marinescu, Renaud Muselier, Markus Pieper, Marek Plura, Massimiliano Salini, Claudia Schmidt, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Luis de Grandes Pascual, Wim van de Camp

S&D

Francisco Assis, Inés Ayala Sender, Isabella De Monte, Michael Detjen, Ismail Ertug, Maria Grapini, John Howarth, Bogusław Liberadzki, Clare Moody, Gabriele Preuß, Christine Revault d'Allonnes Bonnefoy, Claudia Țapardel, Janusz Zemke

Verts/ALE

Michael Cramer, Jakop Dalunde, Keith Taylor

2

-

ECR

Jacqueline Foster

EFDD

Jill Seymour

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2018Avviso legale