Procedura : 2018/2084(INI)
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A8-0379/2018

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PV 28/11/2018 - 20
CRE 28/11/2018 - 20

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PV 29/11/2018 - 8.12
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P8_TA(2018)0477

RELAZIONE     
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22.11.2018
PE 626.768v02-00 A8-0379/2018

sull'OMC: la via da seguire

(2018/2084(INI))

Commissione per il commercio internazionale

Relatori: Bernd Lange, Paul Rübig

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'OMC: la via da seguire

(2018/2084(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC),

–  vista la dichiarazione ministeriale di Doha dell'OMC del 14 novembre 2001(1),

–  viste le sue precedenti risoluzioni sull'OMC, segnatamente la risoluzione del 24 aprile 2008 intitolata "Verso una riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio"(2) e la risoluzione del 15 novembre 2017 sui negoziati multilaterali in vista dell'undicesima conferenza ministeriale dell'OMC(3),

–  visto il documento finale adottato per consenso il 10 dicembre 2017 in occasione della sessione annuale della Conferenza parlamentare sull'OMC a Buenos Aires(4),

–  visti i risultati dell'undicesima conferenza ministeriale tenutasi a Buenos Aires nel dicembre 2017, tra cui figurano una serie di decisioni ministeriali, in cui non è stato tuttavia possibile adottare una dichiarazione ministeriale(5),

–  visto il sesto riesame globale dell'aiuto per il commercio, tenutosi a Ginevra dall'11 al 13 luglio 2017(6),

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite(7),

–  visto l'accordo di Parigi nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in vigore dal novembre 2016,

–  vista l'ultima relazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, pubblicata l'8 ottobre 2018, che mostra che è ancora possibile limitare il riscaldamento globale a 1,5°C se i paesi aumentano i loro contributi determinati a livello nazionale entro il 2020,

–  visto il paragrafo 16 delle conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno 2018(8),

–  vista la dichiarazione congiunta, del 31 maggio 2018, sull'incontro trilaterale dei ministri del Commercio degli Stati Uniti, del Giappone e dell'Unione europea(9),

–  vista la dichiarazione congiunta del 20° vertice UE-Cina, che istituisce un gruppo di lavoro congiunto sulla riforma dell'OMC presieduto a livello di viceministri(10),

–  visto il documento di riflessione della Commissione, del 18 settembre 2018, sulla modernizzazione dell'OMC(11),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0379/2018),

A.  considerando che, fin dalla sua creazione, l'OMC ha svolto un ruolo fondamentale nel rafforzare il multilateralismo e nel promuovere un ordine economico globale inclusivo e un sistema commerciale multilaterale aperto, basato su regole e non discriminatorio; che i paesi in via di sviluppo oggi rappresentano circa la metà del commercio mondiale, contro il 33 % nel 2000, e che dal 1990 il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema si è dimezzato, attestandosi a poco meno di un miliardo; che l'OMC si fonda su un sistema di diritti e obblighi, che impone ai membri di aprire i rispettivi mercati e di non operare discriminazioni;

B.  considerando che l'OMC dovrebbe rimanere il principale punto di riferimento per i governi e le imprese nella definizione delle regole e nella soluzione delle controversie commerciali;

C.  considerando che l'UE ha da sempre sostenuto un approccio forte, multilaterale e basato su regole agli scambi commerciali, in quanto l'economia dell'Unione, i suoi lavoratori e consumatori, nonché i suoi partner, sono sempre più integrati nelle catene globali del valore e dipendono da un andamento prevedibile del commercio internazionale, sia per le importazioni che per le esportazioni, e delle condizioni sociali e ambientali;

D.  considerando che i risultati dell'undicesima conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio, tenutasi a Buenos Aires nel dicembre 2017, sono stati deludenti e hanno dimostrato chiaramente che la funzione negoziale dell'OMC è paralizzata;

E.  considerando che il sistema commerciale multilaterale basato su regole si trova ad affrontare la sua crisi più grave dall'istituzione dell'OMC, che minaccia le funzioni fondamentali esercitate dall'organizzazione, ovvero fissare regole e strutture essenziali per il commercio internazionale e fornire il meccanismo di risoluzione delle controversie più efficace e sviluppato di qualsiasi organizzazione multilaterale;

F.  considerando che, nonostante eccezioni importanti come l'accordo sull'agevolazione degli scambi, la riforma commerciale dell'OMC subisce ritardi sin dagli anni 2000;

G.  considerando che l'organo d'appello è il "fiore all'occhiello" dell'OMC, in ragione del carattere vincolante delle sue decisioni e della sua natura di organismo di ricorso indipendente e imparziale; che la composizione dell'organo d'appello è scesa al numero minimo di giudici necessario per il suo funzionamento dopo la fine del mandato del giudice Shree Baboo Chekitan Servansing, con soli tre giudici nominati rimasti; che questo stallo, provocato dall'amministrazione statunitense, potrebbe portare al collasso di un sistema che è essenziale per la gestione delle controversie tra tutti i membri dell'OMC;

1.  ribadisce la sua piena adesione al duraturo valore del multilateralismo e chiede un'agenda commerciale fondata su scambi equi e basati su regole a beneficio di tutti, che contribuisca alla pace, alla sicurezza e all'agenda per lo sviluppo sostenibile, includendo e rafforzando i diritti umani, sociali e ambientali, nonché garantendo che le norme armonizzate e concordate a livello multilaterale siano applicate uniformemente nei confronti di tutti e sostenute efficacemente; sottolinea che l'OMC deve anche contribuire a promuovere un commercio giusto e a contrastare le pratiche sleali; sottolinea che il commercio non è fine a se stesso, ma costituisce uno strumento per raggiungere obiettivi di sviluppo definiti a livello globale;

2.  ritiene che sia ormai urgente procedere alla modernizzazione dell'OMC alla luce degli ultimi sviluppi, ma anche a causa della protratta mancanza di progressi nel quadro dell'agenda di Doha per lo sviluppo (ADS), e rivedere a fondo svariati aspetti del funzionamento dell'OMC per accrescerne sia l'efficacia che la legittimità; considera essenziale, in quest'ottica, che il segretariato dell'OMC crei opportunità per coinvolgere tutti i membri dell'OMC nel dibattito sin dall'inizio; invita la Commissione e gli Stati membri dell'UE in seno all'OMC a rivolgersi agli altri membri dell'Organizzazione, segnatamente i principali partner commerciali dell'UE quali Stati Uniti, Giappone, Cina, Canada, Brasile e India, per concordare posizioni comuni; reputa incoraggianti le dichiarazioni iniziali del vertice UE-Cina sulla riforma dell'OMC;

3.  accoglie con favore, a tale proposito, il mandato conferito dal Consiglio europeo alla Commissione il 28 e 29 giugno 2018 e prende nota dell'approccio definito nelle conclusioni, nonché del documento di riflessione della Commissione, del 18 settembre 2018, sulla modernizzazione dell'OMC e le proposte canadesi per la riforma dell'OMC del 25 settembre 2018; attende con interesse la pubblicazione di ulteriori proposte, in particolare da parte dei paesi in via di sviluppo, nonché dei gruppi di lavoro già istituiti tra gli Stati membri dell'OMC;

4.  esprime la massima preoccupazione per il fatto che solo tre posti in seno all'organo d'appello sono assegnati, il che mette gravemente a repentaglio l'attuale e corretto funzionamento del processo di risoluzione delle controversie, e invita fermamente gli Stati Uniti a risolvere la situazione in modo da consentire la rapida assegnazione dei seggi vacanti dell'organo d'appello; accoglie con favore le proposte iniziali avanzate dalla Commissione nel suo documento di riflessione sulla modernizzazione dell'OMC per risolvere lo stallo affrontando alcune delle preoccupazioni sollevate, anche con norme transitorie per i membri uscenti e modifiche alla durata dei mandati nell'organo d'appello o al termine massimo consentito prima della pubblicazione di una relazione, nonché all'elaborazione di nuove pronunce giurisprudenziali da parte dell'organo d'appello; osserva che le preoccupazioni espresse dagli Stati Uniti riguardo all'organo d'appello vanno al di là delle modifiche procedurali e comportano riforme significative delle decisioni dei giudici dell'organo;

5.  ritiene che la decisione degli Stati Uniti, del 31 maggio 2018, di imporre dazi sui prodotti di acciaio e alluminio per motivi di "sicurezza nazionale", a norma della sezione 232 del Trade Expansion Act (legge per l'espansione degli scambi) del 1962, sia ingiustificata, non affronti il problema dell'eccesso di acciaio sui mercati globali e non sia conforme alle norme dell'OMC; incoraggia vivamente la Commissione a collaborare con gli Stati Uniti per risolvere le controversie commerciali e rimuovere gli ostacoli al commercio nel quadro di risoluzione delle controversie basato sulle norme dell'OMC;

6.  è del parere che, per affrontare le cause profonde della crisi attuale, l'OMC debba adattarsi a un mondo in evoluzione, occupandosi al contempo di alcune delle questioni in sospeso dell'agenda di Doha per lo sviluppo, segnatamente in materia di sicurezza alimentare; ritiene pertanto necessario:

a)  colmare le attuali lacune del corpus normativo, al fine di garantire parità di condizioni rispetto alle sovvenzioni che creano distorsioni del mercato e alle imprese statali nonché di mantenere aggiornati la protezione della proprietà intellettuale e l'accesso al mercato degli investimenti; affrontare altresì le questioni concernenti la protezione e la divulgazione obbligatoria del codice sorgente e altre attività statali che generano un eccesso di capacità, nonché ostacoli normativi ai servizi e agli investimenti, compresi i trasferimenti di tecnologie, i requisiti delle joint venture e i requisiti di contenuto locale; sorvegliare l'attuazione, l'amministrazione e il funzionamento degli accordi in vigore;

b)  istituire il quadro normativo necessario per far fronte agli sviluppi tecnologici, includendo il commercio elettronico, le catene globali del valore, gli appalti pubblici, la regolamentazione interna nel settore dei servizi, le piccole e medie imprese e le microimprese (MPMI);

c)  affrontare le sfide ambientali e sociali più pressanti a livello mondiale, garantendo una coerenza sistemica delle politiche tra i programmi in materia di commercio, lavoro e ambiente;

d)  accoglie con favore, a tale proposito, le dichiarazioni congiunte adottate a Buenos Aires in materia di commercio elettronico, regolamentazione interna, agevolazione degli investimenti ed emancipazione economica delle donne, nonché il lavoro svolto da allora su tali questioni;

7.  sottolinea che l'UE dovrebbe porre l'accento sulle proprie norme in materia di tutela della privacy e di protezione dei dati, affinché esse siano promosse a livello internazionale e diventino un punto di riferimento per l'elaborazione di norme internazionali e multilaterali;

8.  ricorda che l'accesso agli appalti pubblici è una delle priorità dell'Unione europea nel quadro dei suoi negoziati commerciali e che, in tal senso, ci si attende il rispetto dell'impegno, da parte dei membri dell'OMC, di aderire all'accordo sugli appalti pubblici, miglioramenti nel funzionamento delle disposizioni di tale accordo nonché il rispetto delle stesse, in uno spirito di reciprocità e di vantaggi reciproci; osserva che la piena efficacia dei potenziali miglioramenti nell'ambito della struttura di aiuti statali e del ruolo delle imprese pubbliche dipende in parte dai progressi in tale settore; invita la Commissione a collaborare con i membri prossimi ad aderire all'accordo sugli appalti pubblici per accelerare i loro sforzi al fine di estendere i vantaggi della liberalizzazione degli appalti tra i membri dell'OMC;

9.  è convinto che l'attuale distinzione operata tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo non rifletta la realtà economica e la situazione effettiva in seno all'OMC e che ciò abbia rappresentato un ostacolo all'avanzamento del ciclo di Doha, a scapito dei paesi più bisognosi; esorta i paesi in via di sviluppo avanzati ad assumersi la loro parte di responsabilità e ad apportare un contributo commisurato al loro livello di sviluppo e di competitività (settoriale); osserva che il documento di riflessione della Commissione chiede norme in base alle quali i paesi in via di sviluppo si affrancheranno dal loro status a basso reddito con il crescere della loro ricchezza; ritiene che il meccanismo del trattamento speciale e differenziato (SDT) dovrebbe essere nuovamente analizzato al fine di rispecchiare meglio gli indici di sviluppo umano, in quanto strumento politico che consente ai paesi in via di sviluppo di collegare l'attuazione degli accordi multilaterali al ricevimento di assistenza dai paesi più ricchi e dalle organizzazioni dei donatori;

10.  accoglie con grande favore la ratifica da parte di due terzi dei membri dell'OMC, nel febbraio 2017, dell'accordo sull'agevolazione degli scambi; è convinto che tale accordo sull'agevolazione degli scambi costituisca un esempio importante e possa fornire un modello per i futuri accordi dell'OMC, affinché tengano conto delle differenze in termini di status di sviluppo e delle esigenze dei membri dell'Organizzazione; incoraggia i membri dell'OMC a farsi attori responsabili e a mantenere gli impegni conformemente al loro potere economico effettivo e alle loro capacità; ritiene che le sfide future siano la ratifica completa dell'accordo, in particolare da parte dei membri africani che dovrebbero trarre maggiori benefici dall'accordo, l'efficace attuazione dell'accordo sull'agevolazione degli scambi e la notifica dell'aiuto allo sviluppo a norma dell'accordo;

11.  riconosce che, nel complesso, l'adesione della Cina all'OMC nel 2001 ha aumentato l'accesso al mercato nazionale cinese, con conseguente beneficio per l'economia globale; è preoccupato che la Cina non applichi lo spirito e i principi dell'OMC in materia di trattamento nazionale;

12.  ritiene che sia necessario rivedere il funzionamento del processo negoziale, introducendo una maggiore flessibilità rispetto a quanto previsto attualmente dalla regola del consenso, riconoscendo nel contempo che l'approccio dell'impegno unico ha limitato l'efficacia della governance del commercio multilaterale; esprime il suo sostegno al concetto di multilateralismo flessibile, in base al quale i membri dell'OMC interessati a perseguire una data questione in cui il pieno consenso non è ancora possibile dovrebbero poter compiere progressi in materia e concludere accordi plurilaterali, mediante i cosiddetti accordi di cui all'allegato 4 dell'OMC, conformemente agli articoli II:3, III:1 e X:9 dell'accordo di Marrakech, o mediante accordi di "massa critica" che estendono le concessioni negoziate ai membri dell'OMC sulla base del principio della nazione più favorita (NPF); incoraggia la Commissione a non utilizzare tali articoli come alternativa al dialogo costruttivo con i membri dell'OMC, per affrontare gli ostacoli al commercio e la riforma dell'OMC e delle sue funzioni; ritiene, in tal senso, che i suoi membri dovrebbero dare impulso alla creazione di capacità dell'OMC al fine di garantire che l'Organizzazione sia dotata di risorse finanziarie e umane conformemente alle sue maggiori esigenze affinché venga mantenuta la stessa qualità di lavoro; ritiene che, in generale, i contributi monetari dei nuovi membri dovrebbero incrementare il bilancio dell'OMC e non portare a una riduzione delle quote di adesione dei membri esistenti;

13.  riconosce che, benché il multilateralismo basato su regole rimanga l'elemento fondamentale della struttura dell'OMC, esistono possibilità di instaurare una cooperazione plurilaterale più approfondita e più flessibile tra Stati interessati nei settori in cui è risultato difficile raggiungere un consenso; osserva che tali accordi devono integrare e non compromettere l'agenda multilaterale e non dovrebbero essere utilizzati come consessi alternativi per far fronte agli ostacoli agli scambi, ma piuttosto come trampolino per realizzare progressi a livello multilaterale; chiede la ripresa dei negoziati plurilaterali relativi all'accordo sui beni ambientali (EGA) e all'accordo sugli scambi di servizi (TiSA), nonché regole specifiche per le PMI nel quadro degli accordi plurilaterali e multilaterali; sottolinea l'importanza per l'OMC di proseguire e approfondire il suo lavoro di cooperazione internazionale con altre organizzazioni internazionali quali, a titolo di esempio, le Nazioni Unite, l'OCSE, l'Organizzazione mondiale delle dogane e l'OIL;

14.  sottolinea il ruolo che gli scambi commerciali possono e devono svolgere per contribuire allo sviluppo e al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) del 2030 e degli impegni dell'accordo di Parigi nella lotta ai cambiamenti climatici; deplora che l'EGA sia stato bloccato nel 2016 e ricorda il suo potenziale per fornire un accesso maggiore alle tecnologie verdi e contribuire a rispettare gli impegni summenzionati; sottolinea che, oltre ai negoziati sulle sovvenzioni alla pesca, l'OMC deve ora definire le azioni più concrete da adottare al riguardo a tutela della vita marina; ricorda che il concetto dei processi e metodi di produzione dell'OMC offre la possibilità di differenziare tra i cosiddetti "prodotti simili" in termini di impatto ambientale; suggerisce di dare nuovo impulso al comitato sul commercio e l'ambiente dell'OMC (CTE), attribuendogli il mandato di elaborare criteri per contrastare il parassitismo ambientale e stabilire legami più stretti con il segretariato dell'UNFCCC;

15.  ribadisce i collegamenti tra la parità di genere e lo sviluppo inclusivo, come espresso anche nell'OSS n. 5, sottolineando che l'emancipazione femminile è fondamentale per l'eradicazione della povertà e che la rimozione degli ostacoli alla partecipazione delle donne al commercio è essenziale per lo sviluppo economico; accoglie con favore la maggiore attenzione posta dall'OMC alle questioni relative al commercio e al genere e incoraggia tutti i 121 firmatari della dichiarazione di Buenos Aires del 2017 sul commercio e sull'emancipazione economica delle donne a onorare i loro impegni; evidenzia la necessità di un approccio sistemico basato sul genere riguardo a tutti gli ambiti della produzione normativa dell'OMC, sotto forma di valutazioni di impatto che tengono conto delle specificità di genere; rileva l'importanza di iniziative come SheTrades per sottolineare il ruolo positivo delle donne nel commercio e incoraggiare una maggiore partecipazione delle donne al commercio internazionale in tutto il mondo;

16.  richiama l'attenzione sulle conclusioni del sesto riesame globale dell'aiuto per il commercio, tenutosi a Ginevra nel luglio 2017, intitolato "Promuovere il commercio, l'inclusione e la connettività per lo sviluppo sostenibile"; è del parere che ciò dovrebbe tradursi in azioni concrete volte ad agevolare il commercio elettronico e trasformare le opportunità digitali, come la blockchain, in realtà commerciali, anche per i paesi in via di sviluppo; rileva, a tale proposito, che gli investimenti nelle infrastrutture fisiche e digitali, che sono essenziali per realizzare progressi in tale settore, rimangono una delle sfide principali; invita pertanto i membri dell'OMC a promuovere gli investimenti nelle infrastrutture fisiche e digitali, incoraggiando, tra le altre iniziative, i partenariati pubblico-privato;

17.  ribadisce il suo invito all'UE a garantire che le sue attività con i paesi in via di sviluppo, sia nel settore del commercio che in quello dello sviluppo, siano basate su un quadro equilibrato tra partner paritari, siano allineate al principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo, di cui all'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), e siano volte alla promozione e al rispetto dei diritti umani;

18.  deplora che l'11a conferenza ministeriale dell'OMC non abbia permesso di compiere progressi su questioni di vitale importanza per i paesi in via di sviluppo; si compiace, tuttavia, del rafforzamento del trattamento preferenziale precedentemente accordato dall'OMC ai paesi meno sviluppati, compresi un trattamento e norme di origine preferenziali per i prestatori di servizi, e sottolinea la necessità di adottare misure di sviluppo delle capacità che consentirebbero ai fornitori dei paesi meno sviluppati di beneficiare della deroga nel settore dei servizi prevista per tali paesi;

19.  sottolinea che la trasparenza è un elemento chiave per garantire un contesto stabile e prevedibile per gli scambi e gli investimenti; ritiene importante migliorare la trasparenza delle procedure di monitoraggio aumentando gli incentivi per i membri dell'OMC a ottemperare agli obblighi di notifica, riducendo la loro complessità e gli oneri, e fornendo, se del caso, lo sviluppo delle capacità, mentre è opportuno scoraggiare e contrastare la deliberata mancanza di conformità;

20.  sottolinea che il ruolo del segretariato dell'OMC, nell'agevolare e tutelare un approccio dal basso per la partecipazione attiva di tutti i membri, è fondamentale e che dovrebbe essere ulteriormente rafforzato e reso più flessibile per sostenere i diversi processi negoziali, nonché le funzioni di attuazione e monitoraggio; ritiene necessario rafforzare i mezzi e le risorse finanziari e umani a disposizione del segretariato dell'OMC ed esorta i membri dell'Organizzazione ad adempiere reciprocamente alle proprie responsabilità in tal senso; è del parere che si dovrebbe anche dare nuovo impulso al lavoro regolare dei comitati dell'OMC, attribuendo ai presidenti un ruolo più attivo nello sviluppo e nella proposta di soluzioni e compromessi, andando pertanto al di là della semplice moderazione dei contributi dei membri, e che tale compito ampliato dovrebbe essere sostenuto dal segretariato;

21.  esorta i membri dell'OMC a garantire la legittimità democratica e la trasparenza rafforzando la dimensione parlamentare dell'OMC, nonché a sostenere un memorandum d'intesa che istituisca un rapporto di lavoro formale con la conferenza parlamentare sull'OMC; sottolinea, al riguardo, la necessità di garantire che i deputati abbiano pieno accesso ai negoziati commerciali e siano coinvolti nell'elaborazione e nell'attuazione delle decisioni dell'OMC e che le politiche commerciali siano adeguatamente esaminate nell'interesse dei cittadini;

22.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al Direttore generale dell'OMC.

(1)

Dichiarazione ministeriale di Doha (WT/MIN(01)/DEC) del 14 novembre 2001 – https://www.wto.org/english/thewto_e/minist_e/mc10_e/nairobipackage_e.htm

(2)

GU C 259E del 29.10.2009, pag. 77.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2017)0439.

(4)

http://www.europarl.europa.eu/pcwto/en/sessions/2017.html

(5)

https://www.wto.org/english/news_e/news17_e/mc11_10dec17_e.htm

(6)

https://www.wto.org/english/tratop_e/devel_e/a4t_e/gr17_e/gr17programme_e.htm

(7)

http://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/

(8)

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2018/06/29/20180628-euco-conclusions-final/

(9)

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2018/may/tradoc_156906.pdf

(10)

https://www.consilium.europa.eu/media/36165/final-eu-cn-joint-statement-consolidated-text-with-climate-change-clean-energy-annex.pdf

(11)

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2018/september/tradoc_157331.pdf


MOTIVAZIONE

Il Parlamento europeo ha sempre difeso con convinzione il sistema commerciale multilaterale, al cui centro, dall'anno della sua creazione nel 1994, si trova l'Organizzazione mondiale del commercio. Il Parlamento europeo ha seguito attentamente il lavoro realizzato in seno all'OMC e ha attivamente sostenuto lo sviluppo di una dimensione parlamentare insieme all'Unione interparlamentare, tramite l'iniziativa congiunta della Conferenza parlamentare sull'OMC. I deputati al Parlamento europeo hanno partecipato alle conferenze ministeriali dell'OMC, su mandato di risoluzioni che stabiliscono la posizione del Parlamento per tali delegazioni.

Già nel 2008 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione auspicando una revisione del funzionamento dell'OMC, poiché i negoziati sull'agenda di Doha per lo sviluppo si sono trovati in una fase di stallo. A seguito dell'ultima conferenza ministeriale dell'OMC tenutasi a Buenos Aires nel dicembre 2017, durante la quale è risultata chiara la paralisi della funzione negoziale dell'organizzazione, tale revisione ha assunto un carattere di ancora maggiore urgenza.

Infatti il sistema commerciale multilaterale basato su regole sta affrontando una delle sue più profonde crisi, in cui sono minacciati sia la sua funzione negoziale che il meccanismo di risoluzione delle controversie.

La crisi potrebbe peggiorare ulteriormente nel corso dei prossimi mesi se vengono minacciate, e poi imposte, ulteriori misure unilaterali e nel contempo vengono bloccate le nomine di nuovi membri all'organo d'appello, il che può mettere a rischio l'intero sistema di risoluzione delle controversie.

L'OMC, nella situazione attuale, necessita di essere modernizzata per far fronte alle sfide cui deve confrontarsi il sistema commerciale globale e per garantire che essa rimanga vitale, pertinente ed efficace. Ciò significa riesaminare sia le regole che i processi dell'OMC, allo scopo di assicurare che essa affronti le sfide delle realtà commerciali del XXI secolo. Il sistema deve essere sufficientemente flessibile per accogliere le diverse tipologie di ambizione dei membri, le regole devono essere applicate in modo efficace ed efficiente ed è opportuno realizzare un sistema di controlli ed equilibri che garantisca che i suoi membri perseguano gli obiettivi dell'apertura di mercato e della non discriminazione.

Rendere l'OMC più pertinente e adattabile a un mondo in continuo mutamento

Con l'eccezione dell'accordo sull'agevolazione degli scambi e delle sovvenzioni alle esportazioni agricole, per alcuni anni non è stato possibile realizzare passi avanti nei negoziati in sede di OMC. Ciò è stato in parte dovuto alla mancanza di flessibilità all'interno del sistema, il che può frustrare i membri che, condividendo idee simili, desiderano procedere, come gruppo, nella produzione normativa in seno all'OMC.

Le iniziative lanciate a Buenos Aires con le dichiarazioni congiunte di ampi gruppi di membri disposti a esplorare negoziati in alcune aree specifiche, ad esempio le dichiarazioni sul commercio elettronico, sulla normativa nazionale e sull'agevolazione degli investimenti, rappresentano un passo significativo nella direzione di una maggiore flessibilità dei negoziati.

È opportuno incoraggiare i processi multilaterali, ma tale processo deve essere aperto tutti i membri dell'OMC.

Riteniamo anche che sia giunto il momento che l'Organizzazione mondiale del commercio venga coinvolta in modo più attivo nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile tramite l'apporto del commercio, oltre ai negoziati sulle sovvenzioni per la pesca, il che rappresenta un contributo significativo. Accogliamo con favore i passi avanti positivi compiuti in merito al commercio e al genere e vogliamo assicurarci che tali sforzi continuino.

Un altro fattore alla base dello stallo della funzione negoziale dell'Organizzazione mondiale del commercio è la questione dello sviluppo e del trattamento speciale e differenziato. Dalla fondazione dell'OMC la rapida crescita economica che ha coinvolto i paesi in via di sviluppo ha portato all'emergere di significative differenze in termini di sviluppo economico. L'Unione europea riconosce che possono essere necessarie regole speciali per far fronte ai fabbisogni di sviluppo specifici e, nel contempo, viene garantito il riesame del modo in cui operano le flessibilità dello sviluppo e di chi può beneficiare di esse al fine di assicurare un'assistenza adeguata e mirata e discipline ambiziose.

Allo stesso tempo, le cause primarie dell'attuale crisi sono da ricercarsi nelle carenze del corpus normativo che provocano distorsioni, molte delle quali correlate a politiche e pratiche non di mercato delle maggiori nazioni commerciali, che l'OMC non sembra essere in grado di affrontare adeguatamente.

Rafforzare l'efficacia dell'OMC

La funzione di risoluzione delle controversie dell'OMC si trova in grave pericolo ed è necessaria un'azione rapida da parte dell'Unione per salvaguardarla. Pertanto è opportuna una proposta globale che affronti le preoccupazioni sollevate dal membro dell'OMC che sta bloccando le nomine all'organo di appello, nella misura del merito delle stesse, nel contempo salvaguardando e rafforzando ulteriormente le principali caratteristiche e principi del sistema di risoluzione delle controversie dell'Organizzazione mondiale del commercio.

Per garantire un contesto stabile e prevedibile per gli investimenti e per gli scambi commerciali, così come per l'applicazione delle regole, la trasparenza rappresenta un elemento chiave. Tuttavia la conformità con gli obblighi di notifica è spesso scarsa, mentre le attività di monitoraggio delle commissioni ordinarie dell'OMC non sono ottimali. L'UE dovrebbe adoperarsi per:

•  aumentare la trasparenza incrementando gli incentivi per i membri a ottemperare agli obblighi di notifica e contrastando la deliberata mancanza di conformità; e

•  impiegare in modo migliore le commissioni ordinarie al fine di affrontare le questioni commerciali dotando il segretariato dell'OMC dei poteri necessari.


PARERE della commissione per lo sviluppo (11.10.2018)

destinato alla commissione per il commercio internazionale

sull'OMC: la via da seguire

(2018/2084(INI))

Relatore per parere: Lola Sánchez Caldentey

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che la liberalizzazione degli scambi, se accompagnata da politiche e istituzioni adeguate volte a massimizzare e a distribuire meglio i vantaggi degli scambi, può svolgere un ruolo positivo ai fini della riduzione della povertà e delle disuguaglianze, ma non è di per sé sufficiente a promuovere lo sviluppo sostenibile; ricorda che la competitività e la crescita economica non rappresentano dei fini in sé ma dei mezzi al servizio degli esseri umani; sottolinea, in tale contesto, che il commercio dovrebbe rimanere uno strumento di sviluppo sostenibile; si compiace del fatto che i paesi in via di sviluppo oggi rappresentino circa la metà del commercio mondiale, contro il 33 % nel 2000, e che dal 1990 il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema si sia dimezzato, attestandosi a poco meno di un miliardo;

2.  ribadisce l'importanza di promuovere riforme strategiche del sistema commerciale multilaterale a sostegno degli obiettivi di sviluppo, in particolare attraverso l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite; sottolinea il potenziale dell'OMC quale sede negoziale multilaterale efficiente disciplinata da regole che offre una piattaforma di discussione aperta su questioni relative al commercio internazionale; insiste sul fatto che l'UE dovrebbe continuare a promuovere l'ulteriore modernizzazione e la democratizzazione dell'OMC, al fine di garantire che tutti gli Stati siano rappresentati in condizioni di parità;

3.  ricorda che la mancata integrazione delle norme e degli standard sui diritti umani nelle norme globali che disciplinano il commercio e gli investimenti rende difficile responsabilizzare le imprese; sottolinea la necessità di riequilibrare la legislazione in materia di commercio e investimenti con la legislazione in materia di diritti umani, in particolare nelle catene di approvvigionamento globali; invita l'UE, a tal fine, a promuovere iniziative in seno all'OMC per la regolamentazione di catene di approvvigionamento globali specifiche, in particolare e come primo passo nel settore dell'abbigliamento; ribadisce inoltre l'importanza che l'UE si impegni attivamente nel processo del gruppo di lavoro intergovernativo aperto sulle imprese transnazionali e altre imprese commerciali in materia di rispetto dei diritti umani (OEIGWG) e sostenga il primato dei diritti umani rispetto agli interessi commerciali;

4.  chiede un'agenda mondiale per gli scambi basata sul principio del commercio equo a beneficio di tutti, che ponga lo sviluppo, i diritti umani e i diritti sociali e ambientali al centro del processo e che dedichi un'attenzione particolare alle esigenze dei paesi in via di sviluppo a basso reddito e dei paesi meno sviluppati (PMS); sottolinea in tal senso la necessità di promuovere disposizioni globali, vincolanti e applicabili in materia di norme sociali, ambientali e del lavoro negli accordi commerciali;

5.  sottolinea con forza la necessità di una tutela effettiva dei diritti umani e dell'istituzione di meccanismi di risoluzione delle controversie in materia di violazione dei diritti umani, efficaci ed accessibili dagli individui; ricorda l'importanza di integrare la parità di genere e l'emancipazione femminile in tutte le politiche commerciali, comprese le norme dell'OMC;

6.  è del parere che, dall'avvio del ciclo di Doha nel 2001, il mondo sia cambiato radicalmente sotto il profilo economico, politico e tecnologico; incoraggia pertanto l'OMC a tenere maggiormente conto degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) nell'Agenda di Doha per lo sviluppo al fine di affrontare adeguatamente nuove sfide quali il commercio elettronico, il commercio digitale, la trasparenza degli investimenti, le sovvenzioni e la sovraccapacità, le catene globali del valore, gli appalti pubblici, la regolamentazione interna nel settore dei servizi, le piccole e medie imprese e le microimprese; sottolinea la necessità di riformare l'OMC, compreso il suo meccanismo di risoluzione delle controversie, in modo da garantire un sistema commerciale multilaterale equo ed equilibrato; sottolinea l'importanza che i paesi in via di sviluppo membri dell'OMC adempiano ai loro obblighi e decidano a quale ritmo e con quali tappe debba procedere la liberalizzazione degli scambi, in funzione del loro livello di sviluppo;

7.  sollecita un maggiore sostegno ai progetti che prevedono la concessione di aiuti al commercio nel quadro dell'assistenza allo sviluppo, al fine di trasformare le opportunità digitali in realtà commerciali per i paesi in via di sviluppo;

8.  esorta l'UE e gli Stati membri a tenere adeguatamente conto delle difficoltà riscontrate dai paesi in via di sviluppo nell'attuazione degli obblighi previsti dagli accordi dell'OMC; osserva che tali difficoltà comprendono, tra l'altro, a) il divieto di misure d'investimento e sovvenzioni, il che rende difficile stimolare l'industria nazionale; b) la liberalizzazione delle importazioni in agricoltura, che mette a repentaglio la sopravvivenza e i mezzi di sostentamento dei piccoli agricoltori, i cui prodotti subiscono la concorrenza di prodotti alimentari d'importazione più economici; c) l'impatto negativo di un regime di diritti di proprietà intellettuale di alto livello sull'accesso ai farmaci e al trasferimento di tecnologie; e d) le crescenti pressioni esercitate sui paesi in via di sviluppo affinché aprano i loro settori dei servizi, mettendo potenzialmente a rischio la sopravvivenza dei prestatori di servizi locali;

9.  ribadisce il suo invito all'UE a garantire che le sue attività con i paesi in via di sviluppo, sia nel settore del commercio che in quello dello sviluppo, siano basate su un quadro equilibrato tra partner paritari, siano allineate al principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo, di cui all'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), e siano volte alla promozione e al rispetto dei diritti umani;

10.  si compiace dell'entrata in vigore, il 22 febbraio 2017, dell'accordo sull'agevolazione degli scambi dell'OMC e osserva che tale accordo dovrebbe apportare benefici significativi soprattutto ai paesi in via di sviluppo; ricorda l'importanza di fornire un'assistenza tecnica, finanziaria e allo sviluppo di capacità mirata e sostenibile, al fine di aiutare i paesi in via di sviluppo che fanno parte dell'OMC, in particolare i paesi meno avanzati, ad attuare l'accordo e ad adeguarsi al processo di riforma;

11.  è del parere che le norme dell'OMC e altri accordi commerciali multilaterali dovrebbero ampliare la portata del trattamento speciale e differenziato (TSD) per consentire un utilizzo più attivo degli strumenti di promozione delle industrie nascenti; esorta l'UE e gli Stati membri a garantire il rispetto del principio del TSD per tutti i membri dell'OMC classificati dalla Banca mondiale come paesi in via di sviluppo;

12.  pone l'accento sul fatto che gli accordi commerciali possono avere un impatto negativo sulla sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo; deplora che non siano stati istituiti i due strumenti proposti dai paesi in via di sviluppo nell'ambito dei negoziati in seno all'OMC allo scopo di promuovere i mezzi di sostentamento dei piccoli agricoltori, la sicurezza alimentare e lo sviluppo rurale, ovvero i prodotti speciali (PS) e il meccanismo di salvaguardia speciale (MSS); invita l'UE a sostenere le richieste avanzate dai paesi in via di sviluppo di proteggere i loro sistemi di produzione alimentare e le loro popolazioni dagli effetti potenzialmente distruttivi delle importazioni a basso costo, anche nell'ambito degli accordi di partenariato economico;

13.  deplora che l'11a conferenza ministeriale dell'OMC non abbia permesso di compiere progressi su questioni di vitale importanza per i paesi in via di sviluppo; si compiace, tuttavia, del rafforzamento del trattamento preferenziale precedentemente accordato dall'OMC ai paesi meno sviluppati, compresi un trattamento e norme di origine preferenziali per i prestatori di servizi, e sottolinea la necessità di adottare misure di sviluppo delle capacità che consentirebbero ai fornitori dei paesi meno sviluppati di beneficiare della deroga nel settore dei servizi prevista per tali paesi;

14.  sottolinea che l'obiettivo dello sviluppo sostenibile dovrebbe diventare il principio guida dei lavori dell'OMC, le cui regole e attività dovrebbero essere elaborate di conseguenza e allineate all'Agenda 2030 e all'accordo di Parigi, che devono essere assunti come parametro di riferimento per ulteriori impegni; sottolinea altresì l'importanza di garantire la sostenibilità delle catene globali del valore e la loro conformità ai diritti umani e alle norme sociali e ambientali;

15.  sottolinea l'importanza della messa a disposizione di alimenti sufficienti e di buona qualità e di acqua pulita, nonché della costruzione di impianti supplementari di smaltimento delle acque reflue al fine di conseguire gli OSS nn. 2 e 6; richiama inoltre l'attenzione sulla portata e sulle implicazioni della povertà energetica nei paesi in via di sviluppo e chiede un'azione supplementare per ridurre la povertà energetica conformemente all'OSS n. 7, in particolare nelle zone rurali remote e nelle regioni non collegate alla rete energetica;

16.  ribadisce che l'accordo dell'OMC sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPS) dovrebbe essere maggiormente incentrato sullo sviluppo; ricorda l'importanza cruciale di garantire l'accesso ai farmaci per tutti e, a tal fine, sollecita un utilizzo più globale delle flessibilità del TRIPS, come sancito dalla dichiarazione di Doha; esprime preoccupazione per le attuali tendenze relative alla privatizzazione delle sementi, che mettono a repentaglio il diritto delle persone al cibo; invita la Commissione ad esaminare ulteriormente e ad adottare misure contro la biopirateria;

17.  sostiene il meccanismo alla base degli adeguamenti della tassa sul carbonio alle frontiere, quale strumento importante per garantire una concorrenza equa per le aziende che adottano misure volte a ridurre il loro impatto sul clima;

18.  deplora che gli obblighi sanciti dall'accordo dell'OMC sull'applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie (accordo SPS) non riconoscano il diritto degli Stati di adottare normative basate sul principio di precauzione; esorta l'UE e gli Stati membri a difendere il pieno riconoscimento di questo principio negli obblighi dell'OMC;

19.  teme, a tale riguardo, che la proliferazione di accordi commerciali bilaterali e plurilaterali possa provocare la frammentazione della politica commerciale internazionale e compromettere in tal modo il ruolo dell'OMC; ricorda che i paesi in via di sviluppo sono quelli che più necessitano di un sistema multilaterale che difenda i loro interessi; invita pertanto l'UE e i suoi Stati membri a compiere sforzi supplementari per porre nuovamente l'OMC al centro della governance del commercio globale e ad astenersi dal richiedere ai paesi in via di sviluppo di includere disposizioni di tipo "OMC plus" nei trattati bilaterali o plurilaterali, compromettendo in tal modo i meccanismi di flessibilità dell'OMC che sono invece concepiti proprio per proteggere i loro interessi;

20.  esprime la massima preoccupazione per il fatto che diversi posti vacanti in seno all'organo d'appello dell'OMC non siano stati ancora assegnati e che tale circostanza ostacoli l'adeguato funzionamento del meccanismo di risoluzione delle controversie; invita, pertanto, la Commissione a presentare proposte concrete per risolvere questo stallo increscioso;

21.  invita l'UE a continuare a sostenere la necessità di conferire maggiore importanza alla dimensione parlamentare dell'OMC, in particolare fornendo un maggior sostegno finanziario e in termini di organico al segretariato responsabile; invita i membri dell'OMC a garantire la legittimità democratica e la trasparenza rafforzando la dimensione parlamentare dell'OMC; sottolinea, al riguardo, la necessità di garantire che i deputati godano di un accesso migliore ai negoziati commerciali e siano coinvolti nell'elaborazione e nell'attuazione delle decisioni dell'OMC e che le politiche commerciali siano adeguatamente esaminate nell'interesse dei cittadini.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

9.10.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

14

2

10

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Ignazio Corrao, Nirj Deva, Mireille D’Ornano, Enrique Guerrero Salom, Maria Heubuch, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Stelios Kouloglou, Linda McAvan, Norbert Neuser, Vincent Peillon, Lola Sánchez Caldentey, Eleni Theocharous, Mirja Vehkaperä, Bogdan Brunon Wenta, Anna Záborská, Joachim Zeller, Željana Zovko

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Thierry Cornillet, Ádám Kósa, Cécile Kashetu Kyenge, Florent Marcellesi, Paul Rübig, Kathleen Van Brempt

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Krzysztof Hetman, Kati Piri

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

14

+

ALDE

Mirja Vehkaperä

EFDD

Ignazio Corrao, Mireille D’Ornano

GUE/NGL

Stelios Kouloglou, Lola Sánchez Caldentey

S&D

Enrique Guerrero Salom, Cécile Kashetu Kyenge, Linda McAvan, Norbert Neuser, Vincent Peillon, Kati Piri, Kathleen Van Brempt

VERTS/ALE

Maria Heubuch, Florent Marcellesi

2

-

PPE

Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Paul Rübig

10

0

ALDE

Beatriz Becerra Basterrechea, Thierry Cornillet

ECR

Nirj Deva, Eleni Theocharous

PPE

Krzysztof Hetman, Ádám Kósa, Bogdan Brunon Wenta, Joachim Zeller, Željana Zovko, Anna Záborská

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

20.11.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

3

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laima Liucija Andrikienė, Maria Arena, Tiziana Beghin, David Borrelli, David Campbell Bannerman, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Santiago Fisas Ayxelà, Christofer Fjellner, Eleonora Forenza, Christophe Hansen, Nadja Hirsch, Yannick Jadot, France Jamet, Elsi Katainen, Jude Kirton-Darling, Danilo Oscar Lancini, Bernd Lange, David Martin, Emma McClarkin, Anne-Marie Mineur, Sorin Moisă, Alessia Maria Mosca, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Joachim Schuster, Joachim Starbatty, Adam Szejnfeld, William (The Earl of) Dartmouth, Iuliu Winkler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Nicola Danti, Paul Rübig, Jarosław Wałęsa

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Karin Kadenbach, Rupert Matthews


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

31

+

ALDE

Nadja Hirsch, Elsi Katainen, Marietje Schaake

ECR

David Campbell Bannerman, Emma McClarkin, Rupert Matthews, Joachim Starbatty

EFDD

William (The Earl of) Dartmouth

GUE/NGL

Helmut Scholz

NI

David Borrelli

PPE

Laima Liucija Andrikienė, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Santiago Fisas Ayxelà, Christofer Fjellner, Christophe Hansen, Sorin Moisă, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Paul Rübig, Adam Szejnfeld, Jarosław Wałęsa, Iuliu Winkler

S&D

Maria Arena, Nicola Danti, Karin Kadenbach, Jude Kirton-Darling, Bernd Lange, David Martin, Alessia Maria Mosca, Joachim Schuster

3

-

ENF

France Jamet, Danilo Oscar Lancini

GUE/NGL

Anne-Marie Mineur

3

0

EFDD

Tiziana Beghin

GUE/NGL

Eleonora Forenza

VERTS/ALE

Yannick Jadot

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2018Avviso legale