Procedura : 2018/0043(COD)
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Ciclo del documento : A8-0390/2018

Testi presentati :

A8-0390/2018

Discussioni :

PV 17/04/2019 - 24
CRE 17/04/2019 - 24

Votazioni :

PV 18/04/2019 - 10.12

Testi approvati :

P8_TA(2019)0432

RELAZIONE     ***I
PDF 677kWORD 105k
26.11.2018
PE 626.780v02-00 A8-0390/2018

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'emissione di obbligazioni garantite e alla vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite e che modifica la direttiva 2009/65/CE e la direttiva 2014/59/UE

(COM(2018)0094 – C8-0113/2018 – 2018/0043(COD))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Bernd Lucke

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'emissione di obbligazioni garantite e alla vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite e che modifica la direttiva 2009/65/CE e la direttiva 2014/59/UE

(COM(2018)0094 – C8-0113/2018 – 2018/0043(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0094),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e gli articoli 53 e 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0113/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere della Banca centrale europea del 22 agosto 2018(1),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo dell'11 luglio 2018(2),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0390/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO EUROPEO(3)*

alla proposta della Commissione

---------------------------------------------------------

Proposta di

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa all'emissione di obbligazioni garantite e alla vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite e che modifica la direttiva 2009/65/CE e la direttiva 2014/59/UE

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli 53 e 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere della Banca centrale europea(4),

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(5),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,

considerando quanto segue:

(1)  L'articolo 52, paragrafo 4, della direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(6) stabilisce requisiti molto generali per quanto concerne gli elementi strutturali delle obbligazioni garantite. Tali requisiti sono limitati alle necessità che le obbligazioni garantite siano emesse da enti creditizi aventi la sede legale in uno Stato membro e siano soggette a speciale vigilanza pubblica e a un meccanismo di doppia rivalsa. I quadri nazionali in materia di obbligazioni garantite affrontano tali questioni disciplinandole in modo molto più dettagliato. I quadri nazionali contengono anche altre disposizioni strutturali, in particolare norme relative alla composizione dell'aggregato di copertura, ai criteri di ammissibilità delle attività, alla possibilità di aggregare le attività, agli obblighi in materia di trasparenza e di segnalazione e norme per l'attenuazione del rischio di liquidità. Gli approcci normativi adottati dagli Stati membri differiscono anche nel merito. In diversi Stati membri non esiste alcun quadro nazionale specifico in materia di obbligazioni garantite. Di conseguenza, i principali elementi strutturali che devono rispettare le obbligazioni garantite emesse nell'Unione non sono ancora previsti dal diritto dell'Unione.

(2)  L'articolo 129 del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(7) contiene ulteriori condizioni, rispetto a quelle di cui all'articolo 52, paragrafo 4, della direttiva 2009/65/CE, per l'ottenimento del trattamento prudenziale preferenziale per quanto riguarda i requisiti patrimoniali che consente agli enti creditizi che investono in obbligazioni garantite di detenere meno capitale rispetto a quanto previsto in caso di investimenti in altre attività. Tali requisiti supplementari, pur aumentando il livello di armonizzazione delle obbligazioni garantite all'interno dell'Unione, hanno come finalità specifica la definizione delle condizioni alle quali gli investitori in obbligazioni garantite possono ottenere detto trattamento preferenziale, e non sono applicabili al di fuori dell'ambito del regolamento (UE) n. 575/2013.

(3)  Anche altri atti normativi dell'Unione, tra cui il regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione(8), il regolamento delegato (UE) 2015/35 della Commissione(9) e la direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(10), rinviano alla definizione di cui alla direttiva 2009/65/CE per l'individuazione delle obbligazioni garantite che possono beneficiare del trattamento preferenziale previsto da tali atti per gli investitori in obbligazioni garantite. Tuttavia la formulazione utilizzata in questi atti differisce a seconda del loro oggetto e delle loro finalità e, di conseguenza, non vi è un uso uniforme del termine "obbligazioni garantite".

(4)  Il trattamento delle obbligazioni garantite può essere considerato nel complesso armonizzato per quanto riguarda le condizioni per l'investimento in obbligazioni garantite. Vi è tuttavia una mancanza di armonizzazione nell'Unione per quanto concerne le condizioni per l'emissione di obbligazioni garantite, e ciò ha almeno due conseguenze. In primo luogo, il trattamento preferenziale è concesso alle stesse condizioni a strumenti la cui natura e il cui livello di rischio e di tutela degli investitori possono differire. In secondo luogo, ▌ le differenze tra le salvaguardie previste dalle norme nazionali possono creare un rischio per la stabilità finanziaria quando obbligazioni garantite che presentano livelli diversi di tutela degli investitori possono essere acquistate come tali in tutta l'Unione e possono beneficiare del trattamento prudenziale preferenziale a norma del regolamento (UE) n. 575/2013 e di altri atti normativi dell'Unione.

(5)  L'armonizzazione di taluni aspetti dei regimi nazionali sulla scorta delle migliori pratiche riscontrate assicurerà uno sviluppo organico e continuo di mercati delle obbligazioni garantite ben funzionanti nell'Unione e limiterà i rischi potenziali e le vulnerabilità per la stabilità finanziaria. Questa armonizzazione basata su principi dovrebbe stabilire una base comune per l'emissione di tutte le obbligazioni garantite nell'Unione. L'armonizzazione impone a tutti gli Stati membri di istituire quadri in materia di obbligazioni garantite, il che dovrebbe anche contribuire a facilitare lo sviluppo dei mercati di tali obbligazioni negli Stati membri in cui attualmente non esistono. Detti mercati offrirebbero una fonte di finanziamento stabile agli enti creditizi, che sarebbero quindi maggiormente in grado di offrire mutui a costi accessibili ai consumatori e alle imprese, e metterebbero a disposizione degli investitori investimenti più sicuri.

(6)  Il Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) ha emesso una raccomandazione(11) invitando le autorità nazionali competenti e l'Autorità bancaria europea (ABE) ad individuare le migliori pratiche per quanto riguarda le obbligazioni garantite e a favorire l'armonizzazione dei quadri nazionali. Inoltre ha raccomandato che l'ABE coordini le azioni intraprese dalle autorità nazionali di vigilanza, in particolare per quanto concerne la qualità e la segregazione degli aggregati di copertura, la non aggredibilità delle obbligazioni garantite in caso di procedura concorsuale, i rischi connessi ad attività e passività cui sono soggetti gli aggregati di copertura e l'informativa in materia di composizione degli aggregati di copertura. La raccomandazione invita altresì l'ABE a controllare per un periodo di due anni il funzionamento del mercato delle obbligazioni garantite con riferimento alle migliori pratiche identificate dall'ABE, al fine di valutare la necessità di un intervento normativo e di segnalare tale necessità al CERS e alla Commissione.

(7)  Nel mese di dicembre 2013 la Commissione ha chiesto una consulenza all'ABE in conformità dell'articolo 503, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013.

(8)  In risposta sia alla raccomandazione del CERS del 20 dicembre 2012 che alla richiesta di consulenza della Commissione del dicembre 2013, il 1° luglio 2014 l'ABE ha pubblicato una relazione(12). La relazione raccomanda una maggiore convergenza dei quadri giuridici, normativi e di vigilanza nazionali in materia di obbligazioni garantite, in modo da favorire ulteriormente l'esistenza di un trattamento preferenziale unico per la ponderazione del rischio applicabile alle obbligazioni garantite nell'Unione.

(9)  Come indicato dal CERS, l'ABE ha inoltre controllato per due anni il funzionamento del mercato delle obbligazioni garantite con riferimento alle migliori pratiche illustrate nella raccomandazione. Su tale base, il 20 dicembre 2016 l'ABE ha presentato al CERS, al Consiglio e alla Commissione una seconda relazione sulle obbligazioni garantite(13). Tale relazione concludeva indicando la necessità di un'ulteriore armonizzazione per garantire una maggiore uniformità in materia di definizione e di trattamento regolamentare delle obbligazioni garantite nell'Unione. La relazione stabiliva inoltre che detta armonizzazione avrebbe dovuto essere realizzata sulla base dei mercati ben funzionanti esistenti in alcuni Stati membri.

(10)  Tradizionalmente le obbligazioni garantite sono emesse da enti creditizi. La natura dello strumento è fornire finanziamenti per i prestiti e una delle attività principali degli enti creditizi è concedere prestiti su larga scala. Di conseguenza, la normativa dell'Unione che concede un trattamento preferenziale alle obbligazioni garantite impone che queste siano emesse da enti creditizi.

(11)  Riservando l'emissione delle obbligazioni garantite agli enti creditizi, si assicura che l'emittente disponga delle conoscenze necessarie per gestire il rischio di credito relativo ai prestiti nell'aggregato di copertura. Inoltre si assicura che l'emittente sia soggetto ai requisiti patrimoniali su cui si basa la tutela degli investitori prevista dal meccanismo di doppia rivalsa, che conferisce agli investitori un duplice diritto di credito nei confronti sia dell'emittente delle obbligazioni garantite che delle attività dell'aggregato di copertura. Pertanto, riservando l'emissione delle obbligazioni garantite agli enti creditizi, si assicura che queste ultime rimangano uno strumento di finanziamento sicuro ed efficiente, contribuendo così alla tutela degli investitori e alla stabilità finanziaria,  che sostituiscono importanti obiettivi di politica pubblica nell'interesse generale. Questo sarebbe inoltre in linea con l'approccio adottato dai mercati nazionali ben funzionanti, che consentono solo agli enti creditizi di emettere obbligazioni garantite.

(12)  È pertanto opportuno che solo gli enti creditizi quali definiti all'articolo 4, paragrafo 1, punto 1, del regolamento (UE) n. 575/2013 possano emettere obbligazioni garantite a norma del diritto dell'Unione. Lo scopo principale della presente direttiva è disciplinare le condizioni alle quali gli enti creditizi possono emettere obbligazioni garantite come strumento di finanziamento stabilendo i requisiti dei prodotti e la specifica vigilanza dei prodotti cui sono soggetti, per assicurare un livello elevato di tutela degli investitori.

(13)  Il meccanismo di doppia rivalsa è un concetto fondamentale e una componente essenziale di molti dei quadri nazionali vigenti in materia di obbligazioni garantite, ed è anche un elemento centrale delle obbligazioni garantite come definite all'articolo 52, paragrafo 4, della direttiva 2009/65/CE. È pertanto necessario precisare tale concetto, in modo da assicurare agli investitori nell'Unione, a condizioni armonizzate, un duplice diritto di credito nei confronti sia dell'emittente delle obbligazioni garantite che delle attività dell'aggregato di copertura.

(14)  Anche la non aggredibilità in caso di procedura concorsuale dovrebbe essere un elemento essenziale delle obbligazioni garantite, al fine di assicurare che gli investitori in tali obbligazioni siano rimborsati alla scadenza del titolo. L'accelerazione automatica del rimborso in caso di default dell'emittente può perturbare il rango degli investitori in obbligazioni garantite ed è pertanto importante assicurare che questi ultimi siano rimborsati secondo le scadenze contrattuali e anche in caso di default. Di conseguenza la non aggredibilità in caso di procedura concorsuale è direttamente collegata al meccanismo di doppia rivalsa e dovrebbe quindi essere anche una caratteristica centrale del quadro in materia di obbligazioni garantite.

(15)  Un altro elemento centrale dei quadri nazionali vigenti in materia di obbligazioni garantite è il fatto che le attività che fungono da garanzia reale dovrebbero essere di qualità molto elevata per garantire che il valore dell'aggregato di copertura sia sufficiente a coprire gli obblighi di pagamento delle obbligazioni in essere. Tali aggregati di copertura potrebbero essere costituiti da esposizioni verso autorità dotate di potestà tributaria o crediti garantiti da attività materiali di elevata qualità. Le attività di qualità elevata hanno caratteristiche specifiche relativamente al credito garantito e all'attività utilizzata come garanzia reale. È pertanto opportuno stabilire le caratteristiche generali di qualità degli aggregati di copertura e delle rispettive garanzie reali. In un quadro in materia di obbligazioni garantite, le attività elencate all'articolo 129, paragrafo 1, lettere da a) a g), del regolamento (UE) n. 575/2013 dovrebbero essere considerate ammissibili come garanzie reali nell'aggregato di copertura, al pari dei prestiti a favore delle imprese pubbliche soggette a una vigilanza pubblica o al rating di un'ECAI prescelta. Anche altre attività di copertura aventi un analogo livello di qualità potrebbero essere considerate ammissibili, a condizione che siano conformi ai requisiti delle presente direttiva, tra cui i requisiti applicabili alle garanzie reali che sostengono il diritto di credito. Gli Stati membri dovrebbero essere liberi di escludere attività dai loro quadri nazionali.

(15 bis) Dovrebbero poter essere ammissibili per una nuova classe di strumenti finanziari denominati "titoli garantiti europei" (European secured note, ESN) gli strumenti di debito garantiti da attività strategiche importanti per la crescita, l'innovazione e la sostenibilità che presentano un rischio più elevato rispetto al debito pubblico e alle ipoteche e che non sono contemplati dalla presente direttiva. È inoltre auspicabile creare un siffatto quadro per tenere conto delle specificità della finanza per le PMI nell'economia dell'Unione. Gli ESN potrebbero rivelarsi un utile strumento supplementare a disposizione delle banche per finanziare l'economia reale.

(16)  Le obbligazioni garantite hanno caratteristiche strutturali specifiche che mirano a tutelare gli investitori in ogni momento. Tali caratteristiche includono il requisito che gli investitori in obbligazioni garantite abbiano un diritto di credito nei confronti non solo dell'emittente ma anche sulle attività di uno specifico aggregato di copertura. Per garantire che tali attività siano di elevata qualità, dovrebbero essere stabiliti requisiti specifici per quanto concerne la qualità delle attività che possono essere incluse nell'aggregato. Tali requisiti strutturali relativi ai prodotti si distinguono dai requisiti prudenziali applicabili agli enti creditizi che emettono obbligazioni garantite. I primi non dovrebbe concentrarsi sull'obiettivo di garantire la salute prudenziale dell'ente emittente, bensì mirare a tutelare gli investitori imponendo requisiti specifici per quanto concerne le obbligazioni garantite stesse. Oltre al requisito specifico di utilizzare attività di elevata qualità nell'aggregato di copertura, è anche opportuno disciplinare i requisiti generali per quanto concerne le caratteristiche dell'aggregato di copertura, per rafforzare ulteriormente la tutela degli investitori. Tali requisiti dovrebbero comprendere norme specifiche volte a proteggere l'aggregato di copertura, comprese norme sulla segregazione (anche attraverso una società veicolo, SPV) e sull'ubicazione delle attività dell'aggregato di copertura, al fine di garantire un grado di omogeneità che consenta una sufficiente diversificazione del rischio entro i limiti di tale omogeneità nonché agevolare un'equa valutazione del rischio da parte dell'investitore. A tal fine, gli aggregati di copertura dovrebbero essere semplici e trasparenti. La presente direttiva dovrebbe altresì definire i requisiti in materia di attenuazione del rischio, fatto salvo il diritto degli Stati membri di integrare detti requisiti con diverse modalità ▌. Inoltre dovrebbero essere definiti il calcolo della copertura e le condizioni a cui i contratti derivati possono essere inclusi nell'aggregato di copertura, in modo da garantire che gli aggregati di copertura siano soggetti a elevati standard di qualità comuni in tutta l'Unione.

(17)  Un certo numero di Stati membri impone già che un controllore dell'aggregato di copertura svolga compiti specifici per quanto concerne la qualità delle attività ammissibili e garantisca il rispetto dei requisiti nazionali in materia di copertura. È quindi importante, al fine di armonizzare il trattamento delle obbligazioni garantite nell'Unione, che siano chiaramente definiti i compiti e le responsabilità del controllore dell'aggregato di copertura, quando tale figura è prevista dalla disciplina nazionale. L'esistenza di un controllore dell'aggregato di copertura non esime le autorità nazionali competenti dalle responsabilità loro spettanti per quanto riguarda la speciale vigilanza pubblica.

(18)  Gli enti creditizi di piccole dimensioni hanno difficoltà a emettere obbligazioni garantite, poiché la creazione di programmi di obbligazioni garantite comporta spesso costi iniziali elevati. Anche la liquidità è particolarmente importante sui mercati delle obbligazioni garantite e dipende in larga misura dal volume delle obbligazioni in essere. È pertanto opportuno autorizzare il finanziamento congiunto da parte di due o più enti creditizi per consentire l'emissione di obbligazioni garantite da parte di enti creditizi di minori dimensioni. Questo consentirebbe l'aggregazione di attività da parte di diversi enti creditizi come garanzia reale per le obbligazioni garantite emesse da un singolo ente creditizio e faciliterebbe l'emissione di obbligazioni garantite negli Stati membri in cui attualmente non esistono mercati ben sviluppati. È importante che i requisiti in materia di utilizzo di accordi di finanziamento congiunto garantiscano che le attività vendute o trasferite mediante contratti di garanzia finanziaria a norma della direttiva 2002/47/CE all'ente creditizio emittente soddisfino i requisiti di ammissibilità delle attività e di separazione delle attività di copertura a norma del diritto dell'Unione.

(20)  La trasparenza dell'aggregato di copertura dell'obbligazione garantita è un elemento essenziale di questo tipo di strumento finanziario, poiché migliora la comparabilità e consente agli investitori di effettuare la necessaria valutazione del rischio. La direttiva n. 2003/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(14) contiene norme in materia di redazione, approvazione e diffusione del prospetto da pubblicare per l'offerta al pubblico di titoli o la loro ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato che ha sede o opera in uno Stato membro. Nel corso del tempo i legislatori nazionali e i partecipanti al mercato hanno sviluppato diverse iniziative riguardanti le informazioni da comunicare agli investitori in obbligazioni garantite ad integrazione della direttiva 2003/71/CE. È tuttavia necessario definire, a livello dell'Unione, qual è il livello minimo comune di informazioni a cui gli investitori dovrebbero avere accesso prima o al momento dell'acquisto di obbligazioni garantite. Gli Stati membri dovrebbero poter integrare tali requisiti minimi con disposizioni supplementari.

(21)  Un elemento chiave per garantire la tutela degli investitori in obbligazioni garantite è attenuare il rischio di liquidità dello strumento. Ciò è fondamentale per garantire il tempestivo rimborso delle passività connesse alle obbligazioni garantite. È pertanto opportuno introdurre una riserva di liquidità dell'aggregato di copertura per affrontare i rischi di carenza di liquidità, quali disallineamenti di scadenze e di tassi di interesse, interruzioni dei pagamenti, commistione dei rischi, derivati e altre passività operative in scadenza nell'ambito del programma di obbligazioni garantite. La riserva di liquidità dell'aggregato di copertura è diversa dai requisiti di liquidità generali imposti agli enti creditizi in conformità di altri atti normativi dell'Unione, poiché è direttamente connessa all'aggregato di copertura ed è volta ad attenuare i rischi di liquidità ad esso specificamente inerenti. Per ridurre al minimo gli oneri normativi, gli Stati membri dovrebbero poter consentire un'adeguata interazione con i requisiti di liquidità stabiliti da altri atti normativi dell'Unione o nazionali e aventi finalità diverse rispetto alla riserva di liquidità dell'aggregato di copertura. Dovrebbe pertanto essere possibile per gli Stati membri ▌ decidere che il requisito della riserva di liquidità dell'aggregato di copertura dovrebbe essere applicabile soltanto se all'ente creditizio non è imposto nessun altro requisito di liquidità ai sensi del diritto dell'Unione o nazionale durante il periodo coperto da tali altri requisiti.

(22)  In alcuni Stati membri sono state sviluppate strutture innovative per i profili di scadenza per affrontare i rischi di liquidità potenziali, compresi i disallineamenti di scadenza. Queste strutture prevedono la possibilità di prorogare la scadenza programmata delle obbligazioni garantite per un determinato periodo di tempo o di consentire il trasferimento diretto dei flussi finanziari derivanti dalle attività dell'aggregato di copertura ai possessori di obbligazioni garantite. Nell'offrire un'alternativa all'insolvenza o alla risoluzione, le proroghe delle scadenze consentono all'ente creditizio di attenuare le vendite di emergenza e rafforzare la tutela degli investitori. Tuttavia, è importante che le condizioni alle quali gli Stati membri possono consentire tali strutture siano definite in modo da garantire che non siano troppo complesse ▌. È altresì importante assicurare che l'ente creditizio non possa prorogare la scadenza a sua esclusiva discrezione. La scadenza dovrebbe essere prorogata soltanto allorché si verificano eventi scatenanti oggettivi e chiaramente definiti.

(23)  L'esistenza di un quadro in materia di speciale vigilanza pubblica è un elemento che definisce le obbligazioni garantite ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 4, della direttiva 2009/65/CE. Tale direttiva, tuttavia, non definisce la natura, il contenuto e le autorità che dovrebbero essere incaricate di esercitare detta vigilanza. È pertanto essenziale che siano armonizzati gli elementi costitutivi di tale vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite e che siano chiaramente definiti i compiti e le responsabilità delle autorità nazionali competenti che la esercitano.

(24)  Poiché la vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite è distinta dalla vigilanza sugli enti creditizi nell'Unione, per l'esercizio di questo diverso ruolo di vigilanza, gli Stati membri dovrebbero poter designare autorità nazionali competenti diverse da quelle responsabili della vigilanza generale sull'ente creditizio. Tuttavia, per garantire uniformità di applicazione della vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite in tutta l'Unione è necessario esigere che le autorità competenti che esercitano la vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite operino in stretta collaborazione con l'autorità competente che esercita la vigilanza generale sugli enti creditizi.

(25)  La vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite dovrebbe comportare la concessione agli enti creditizi dell'autorizzazione ad emettere obbligazioni garantite. Poiché solo gli enti creditizi dovrebbe essere autorizzati a emettere obbligazioni garantite, l'autorizzazione come ente creditizio dovrebbe essere una condizione preliminare per tale altra autorizzazione. È opportuno che la presente direttiva contenga disposizioni che disciplinano le condizioni in base alle quali gli enti creditizi autorizzati a norma del diritto dell'Unione possono ottenere l'autorizzazione ad esercitare l'attività di emissione di obbligazioni garantite nell'ambito di un programma di obbligazioni garantite.

(26)  Per quanto riguarda l'ambito di applicazione dell'autorizzazione, un programma di obbligazioni garantite consiste di norma in un aggregato di copertura delle emissioni di obbligazioni garantite. Emissioni diverse (con diverso codice internazionale di identificazione dei titoli, ISIN).

(27)  Per assicurare il rispetto degli obblighi imposti agli enti creditizi che emettono obbligazioni garantite e un trattamento e una conformità analoghi in tutta l'Unione, gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a prevedere sanzioni amministrative e altre misure amministrative che siano effettive, proporzionate e dissuasive.

(30)  Per individuare potenziali violazioni dei requisiti relativi all'emissione e alla commercializzazione delle obbligazioni garantite, le autorità competenti che esercitano la vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite dovrebbero disporre dei necessari poteri di indagine e di meccanismi efficaci per incoraggiare la segnalazione di violazioni potenziali o effettive. Detti meccanismi dovrebbero lasciare impregiudicati i diritti di difesa di ogni persona o entità a cui l'esercizio di tali poteri e meccanismi arrechi pregiudizio.

(31)  Le autorità competenti che esercitano la vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite dovrebbero anche avere il potere di irrogare sanzioni amministrative e di adottare altre misure amministrative, al fine di assicurare un campo di azione il più ampio possibile a seguito di una violazione e di contribuire a prevenire ulteriori violazioni, a prescindere dal fatto che nel diritto nazionale dette misure siano qualificate come sanzione amministrativa o come altra misura amministrativa. Gli Stati membri dovrebbero poter prevedere sanzioni aggiuntive a quelle previste dalla presente direttiva e dovrebbero poter fissare le sanzioni amministrative pecuniarie ad un livello superiore a quanto previsto nella presente direttiva.

(32)  Le normative nazionali vigenti in materia di obbligazioni garantite si caratterizzano per il fatto che dette obbligazioni sono soggette a una regolamentazione dettagliata a livello nazionale e a una vigilanza delle emissioni e dei programmi di obbligazioni garantite intesa ad assicurare che i diritti degli investitori siano costantemente tutelati in relazione all'emissione di obbligazioni garantite. Tale vigilanza comprende il monitoraggio continuo delle caratteristiche del programma, dei requisiti di copertura e della qualità dell'aggregato di copertura. Un adeguato livello di informazione degli investitori circa il quadro normativo che disciplina l'emissione di obbligazioni garantite costituisce un elemento essenziale della loro tutela. È pertanto opportuno garantire che le autorità competenti pubblichino regolarmente informazioni relative alle misure nazionali di recepimento della presente direttiva e al modo in cui esercitano la vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite.

(33)  Attualmente nell'Unione le obbligazioni garantite sono commercializzate utilizzando denominazioni e marchi nazionali, alcuni dei quali sono ben consolidati e altri no. ▌Appare pertanto ragionevole autorizzare gli enti creditizi che emettono obbligazioni garantite nell'Unione a impiegare un marchio specifico "obbligazioni garantite europee" in caso di vendita di obbligazioni garantite a investitori sia dell'Unione che di paesi terzi, a condizione che tali obbligazioni garantite siano conformi ai requisiti fissati dalla presente direttiva. Se le obbligazioni garantite rispettano anche i requisiti di cui all'articolo 129 del regolamento (UE) n. 575/2013, gli enti creditizi dovrebbero essere autorizzati a utilizzare il marchio "obbligazioni garantite europee (premium)". Tale marchio, che indica una qualità particolarmente elevata e facilmente riconoscibile, potrebbe risultare interessante anche negli Stati membri con marchi nazionali ben consolidati. I due marchi "obbligazioni garantite europee" facilitano la valutazione della qualità delle obbligazioni garantite da parte degli investitori e, di conseguenza, le rendono più attraenti come veicolo di investimento sia all'interno che all'esterno dell'Unione. L'uso di tali marchi dovrebbe tuttavia essere facoltativo e gli Stati membri dovrebbero poter mantenere il loro quadro nazionale per quanto concerne le denominazioni e i marchi parallelamente ai marchi "obbligazioni garantite europee".

(34)  Per valutare l'applicazione della presente direttiva, è opportuno che la Commissione, operando in stretta collaborazione con l'ABE, monitori lo sviluppo delle obbligazioni garantite nell'Unione e riferisca al Parlamento europeo e al Consiglio in merito al grado di tutela degli investitori e allo sviluppo dei mercati delle obbligazioni garantite. La relazione dovrebbe inoltre prendere in considerazione l'evoluzione delle attività costituite a garanzia dell'emissione di obbligazioni garantite, compresa la possibilità per gli Stati membri di autorizzare l'emissione di obbligazioni garantite per finanziare prestiti che coinvolgono imprese pubbliche.

(35)  Nella sua risoluzione del 4 luglio 2017 dal titolo "Verso un quadro paneuropeo per le obbligazioni garantite", il Parlamento europeo ha sottolineato che gli ostacoli all'accesso al mercato per gli emittenti su mercati di obbligazioni garantite in via di sviluppo al di fuori del SEE andrebbero eliminati, offrendo un trattamento equo alle obbligazioni garantite di emittenti in paesi terzi, purché il loro contesto giuridico, istituzionale e di vigilanza superi un'approfondita valutazione di equivalenza da parte di un'istituzione competente dell'Unione I principi fondamentali del diritto dell'Unione dovrebbero fungere da potenziale parametro di riferimento per i mercati delle obbligazioni garantite a livello mondiale. Poiché i mercati delle obbligazioni garantite si stanno sviluppando rapidamente in diversi paesi terzi, è indispensabile stabilire un regime di equivalenza per i paesi terzi senza indebiti ritardi. Riducendo gli ostacoli all'accesso al mercato per gli emittenti di obbligazioni garantite di paesi terzi, si amplieranno la scelta e l'accesso degli investitori dell'UE ai finanziamenti a lungo termine e si promuoverà un aumento degli investimenti transfrontalieri. ▌

(36)  Le obbligazioni garantite sono caratterizzate da una scadenza programmata di diversi anni. È pertanto necessario prevedere misure transitorie per assicurare che non vi siano effetti sulle obbligazioni garantite già emesse al [OP: inserire la data di cui all'articolo 32, paragrafo 1, secondo comma, della presente direttiva].

(37)  In conseguenza dell'istituzione di un quadro uniforme per le obbligazioni garantite, la descrizione delle obbligazioni garantite di cui all'articolo 52, paragrafo 4, della direttiva 2009/65/CE dovrebbe essere modificata. La direttiva 2014/59/UE definisce le obbligazioni garantite con riferimento all'articolo 52, paragrafo 4, della direttiva 2009/65/CE; poiché la descrizione contenuta in detto articolo viene modificata, dovrebbe essere modificata anche la direttiva 2014/59/UE. Inoltre, per evitare che vi siano effetti sulle obbligazioni garantite emesse conformemente all'articolo 52, paragrafo 4, della direttiva 2009/65/CE prima del [OP: inserire la data di cui all'articolo 32, paragrafo 1, secondo comma, della presente direttiva], dette obbligazioni garantite dovrebbero continuare ad essere indicate o definite come obbligazioni garantite fino alla scadenza. È pertanto opportuno modificare di conseguenza le direttive 2009/65/CE e 2014/59/UE.

(38)  Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi(15), gli Stati membri si sono impegnati ad accompagnare, in casi giustificati, la notifica delle loro misure di recepimento con uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento. Per quanto riguarda la presente direttiva, il legislatore ritiene che la trasmissione di tali documenti sia giustificata.

(39)  Poiché gli obiettivi della presente direttiva ▌ non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri ma possono piuttosto, a motivo della necessità di sviluppare ulteriormente i mercati delle obbligazioni garantite in tutta l'Unione e di sostenere gli investimenti transfrontalieri, essere conseguiti meglio a livello di Unione, l'Unione può adottare misure in conformità al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(40)  Il garante europeo della protezione dei dati è stato consultato ai sensi dell'articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio(16), e ha formulato un parere il ...(17),

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

TITOLO IOGGETTO, AMBITO D'APPLICAZIONE E DEFINIZIONI

Articolo 1Oggetto

La presente direttiva stabilisce le seguenti norme in materia di tutela degli investitori per quanto riguarda:

(1)  i requisiti per l'emissione di obbligazioni garantite;

(2)  le caratteristiche strutturali delle obbligazioni garantite;

(3)  la vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite;

(4)  gli obblighi di pubblicazione ▌in relazione alle obbligazioni garantite.

Articolo 2Ambito di applicazione

La presente direttiva si applica alle obbligazioni garantite emesse da enti creditizi stabiliti nell'Unione.

Articolo 3Definizioni

Ai fini della presente direttiva si intende per:

(1)  "obbligazione garantita": titolo di debito emesso sotto vigilanza pubblica a norma dell'articolo 18 da un ente creditizio o da un istituto di credito ipotecario specializzato e che costituisce uno strumento di doppia rivalsa a norma dell'articolo 4, non è aggredibile in caso di procedura concorsuale a norma dell'articolo 5, le cui attività dell'aggregato di copertura sono segregate a norma dell'articolo 12 e che è garantito da attività ammissibili, a seconda dei casi, a norma dell'articolo 6 o dell'articolo 6 bis;

(2)  "programma di obbligazioni garantite": le attività e le passività di cui all'articolo 15 nonché l'attività dell'ente finanziario connessa all'emissione di obbligazioni garantite nel quadro dell'autorizzazione concessa conformemente all'articolo 19;

(3)  "aggregato di copertura": insieme chiaramente definito di attività identificabili che sono poste a garanzia degli obblighi di pagamento dell'emittente delle obbligazioni garantite fino alla scadenza di queste ultime e che sono soggette a disposizioni giuridiche volte a garantire che le attività dell'aggregato di copertura saranno segregate dalle altre attività possedute dall'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite al più tardi al momento dell'avvio della procedura di risoluzione o di insolvenza per l'emittente delle obbligazioni garantite;

(4)  "ente creditizio": ente creditizio secondo la definizione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto 1, del regolamento (UE) n. 575/2013;

(5)  "istituto di credito ipotecario specializzato": ente creditizio che:

(a)  finanzia prestiti concessi o crediti commerciali acquistati tramite l'emissione di obbligazioni garantite,

(b)  ai sensi di legge può esercitare unicamente attività di concessione di mutui ipotecari e di prestiti al settore pubblico, e

(c)  ▌non è autorizzato a raccogliere depositi ma può raccogliere altri fondi rimborsabili presso il pubblico,

fatte salve le attività accessorie e aggiuntive limitate e specificate dalla legislazione nazionale degli Stati membri.

(6)  "accelerazione dell'obbligazione garantita": la situazione in cui l'obbligazione garantita, in caso di insolvenza o risoluzione dell'ente creditizio che l'ha emessa, diventa immediatamente esigibile e per la quale gli investitori in obbligazioni garantite hanno un credito esecutivo il cui pagamento deve essere effettuato prima della data di scadenza originaria;

(7)  "valore di mercato": per i beni immobili, il valore di mercato quale definito all'articolo 4, paragrafo 1, punto 76, del regolamento (UE) n. 575/2013;

(8)  "valore del credito ipotecario": per i beni immobili, il valore del credito ipotecario quale definito all'articolo 4, paragrafo 1, punto 74, del regolamento (UE) n. 575/2013;

▌ (10)  "attività primaria": un'attività dominante nell'aggregato di copertura che determina la natura dell'aggregato stesso;

(11)  "attività sostitutiva": un'attività che contribuisce ai requisiti di copertura, diversa dall'attività primaria;

(12)  "eccesso di garanzia": il livello complessivo della garanzia legale, volontaria o contrattuale che eccede il requisito di copertura di cui all'articolo 15, ad esclusione di altre garanzie aggiuntive, attuali o future, che potrebbero essere fornite in conformità della regolamentazione nazionale e che potrebbero variare nel tempo;

(13)  "obbligo di compensazione": norme che prevedono che i flussi finanziari tra le attività e le passività in scadenza si compensino, assicurando che i pagamenti da parte dei debitori siano ricevuti prima di effettuare i pagamenti agli investitori in obbligazioni garantite e che gli importi ricevuti dai debitori siano almeno equivalenti in termini di valore ai pagamenti da effettuare a favore degli investitori in obbligazioni garantite;

(14)  "deflusso netto di liquidità": tutti i pagamenti effettuati in un determinato periodo, inclusi i pagamenti del capitale e degli interessi e i pagamenti nel quadro di contratti derivati del programma di obbligazioni garantite, al netto di tutti i pagamenti ricevuti nello stesso periodo per i crediti connessi alle attività dell'aggregato di copertura;

(15)  "struttura delle scadenze estensibile": meccanismo che prevede la possibilità di estendere la scadenza prevista delle obbligazioni garantite per un certo periodo di tempo e nel caso in cui si verifichi un determinato evento;

(16)  "vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite": la vigilanza dei programmi di obbligazioni garantite volta ad assicurare la conformità ai requisiti applicabili all'emissione di obbligazioni garantite e il controllo del rispetto delle disposizioni in materia;

(17)  "amministratore speciale": la persona o l'entità designata a gestire il programma di obbligazioni garantite in caso di insolvenza dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite nell'ambito del programma.

(17 bis)  "risoluzione": i provvedimenti di risanamento ai sensi dell'articolo 2, settimo trattino, della direttiva 2001/24/CE.

TITOLO IICARATTERISTICHE STRUTTURALI DELLE OBBLIGAZIONI GARANTITE

Capo 1Doppia rivalsa e non aggredibilità in caso di procedura concorsuale

Articolo 4Doppia rivalsa

1.  Gli Stati membri stabiliscono norme che attribuiscono agli investitori in obbligazioni garantite i seguenti diritti di credito:

(a)  il diritto di credito nei confronti dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite;

(b)  in caso di insolvenza o di risoluzione dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite, il diritto di credito prioritario sul capitale e sugli eventuali interessi maturati dalle attività incluse nell'aggregato di copertura;

(c)  in caso di insolvenza dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite e qualora il diritto di credito prioritario di cui alla lettera b) non possa essere pienamente soddisfatto, il diritto di credito sulla massa fallimentare di detto ente creditizio avente rango pari ai diritti di credito dei creditori di rango superiore non garantiti dell'ente creditizio stabilito conformemente alla legislazione nazionale che disciplina il rango nella procedura di insolvenza ordinaria.

2.  I diritti di credito di cui al paragrafo 1 sono limitati al totale degli obblighi di pagamento collegati alle obbligazioni garantite.

3.  Ai fini del paragrafo 1, lettera c), in caso di insolvenza di un istituto di credito ipotecario specializzato gli Stati membri possono stabilire norme che concedono agli investitori in obbligazioni garantite un diritto di credito di rango superiore rispetto ai diritti di credito dei creditori ordinari non garantiti dell'istituto di credito ipotecario specializzato stabilito conformemente alla legislazione nazionale che disciplina il rango dei creditori nella procedure di insolvenza ordinaria, ma inferiore a tutti gli altri creditori privilegiati.

Articolo 5Non aggredibilità delle obbligazioni garantite in caso di procedura concorsuale

Gli Stati membri assicurano che gli obblighi di pagamento collegati alle obbligazioni garantite non siano soggetti ad accelerazione automatica in caso di insolvenza o di risoluzione dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite.

Capo 2Aggregato di copertura e copertura

Sezione IAttività ammissibili

Articolo 6Attività

di copertura per obbligazioni garantite (premium)

Gli Stati membri esigono che le obbligazioni garantite (premium) siano garantite in ogni momento da attività di copertura di qualità elevata. Tali attività comprendono tutte le attività che sono definite ammissibili all'articolo 129, paragrafo 1, lettere da a) a g), del regolamento (UE) n. 575/2013. ▌

Articolo 6 bisAttività di copertura per le obbligazioni garantite ordinarie

1.  Gli Stati membri possono autorizzare l'emissione di obbligazioni garantite da attività di copertura di qualità elevata che non sono definite ammissibili all'articolo 129, paragrafo 1, lettere da a) a g), del regolamento (UE) n. 575/2013. In tal caso, gli Stati membri esigono che le attività di copertura forniscano all'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite diritti di credito di un importo di denaro chiaramente determinato, come previsto al paragrafo 2 del presente articolo, e garantiti da attività utilizzate come garanzia reale come previsto al paragrafo 3. Gli Stati membri prescrivono inoltre che la scelta delle attività di copertura attenui il rischio dell'aggregato di copertura di cui al paragrafo 4.

2.  Gli Stati membri stabiliscono norme volte a garantire che il diritto di credito di cui al paragrafo 1 soddisfi i seguenti requisiti giuridici:

(a)  ciascun diritto è garantito da attività rispetto alle quali un registro pubblico indica la proprietà e i diritti di garanzia o costituisce un prestito ad un'impresa pubblica ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 2006/111/CE della Commissione;

(b)  ciascun diritto che non sia un prestito a un'impresa pubblica ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 2006/111/CE della Commissione, è garantito da un'ipoteca, gravame, diritto di ritenzione o altre garanzie legalmente costituiti, ciascuno dei quali è esecutivo;

(c)  l'ipoteca, il gravame, il diritto di ritenzione o altra garanzia di cui alla lettera b) consente all'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite di ricevere il pagamento del credito a tempo debito e a un costo ragionevole.

Ai fini delle lettere a) e b), gli Stati membri stabiliscono norme volte ad assicurare la tempestiva presentazione o registrazione dell'ipoteca, del gravame, del diritto di ritenzione o di altra garanzia sui crediti nell'aggregato di copertura.

Ai fini delle lettere b) e c), gli Stati membri provvedono affinché gli enti creditizi emittenti delle obbligazioni garantite valutino l'esecutività dei diritti di credito e la durata prevista dei procedimenti giudiziari prima di inserire tali crediti nell'aggregato di copertura.

3.  Gli Stati membri stabiliscono norme volte a garantire che le attività utilizzate come garanzia reale di cui al paragrafo 1 soddisfino uno dei seguenti requisiti:

(a)  per quanto attiene alle attività materiali, si può determinare il valore di mercato o il valore del credito ipotecario o, qualora ciò non sia possibile, si può valutare l'attività secondo le regole stabilite dallo Stato membro;

(b)  per quanto attiene ai prestiti a favore delle imprese pubbliche, l'impresa è soggetta alla vigilanza pubblica o l'esposizione verso una controparte ha ottenuto un rating di qualità elevata (investment grade) da parte di un'ECAI prescelta.

Ai fini delle norme sulla valutazione delle attività di cui alla lettera a), gli Stati membri prescrivono che l'attività materiale in garanzia sia valutata da un perito indipendente in possesso delle qualifiche, delle capacità e dell'esperienza necessarie per effettuare la valutazione. Inoltre, gli Stati membri stabiliscono una metodologia e un processo di valutazione concepiti in modo tale da produrre valori uguali o inferiori al valore sconosciuto di mercato o del credito ipotecario di un'attività al momento dell'inclusione nell'aggregato di copertura.

4.  Gli Stati membri garantiscono l'attenuazione del rischio di cui al paragrafo 1 attraverso i seguenti requisiti:

(a)  tutte le garanzie reali per le attività dell'aggregato di copertura sono adeguatamente assicurate contro il rischio di perdite o danni e il credito non assicurato è parte delle attività sostitutive dell'aggregato di copertura;

(b)  le attività materiali di cui al paragrafo 3, lettera a), fungono da garanzia reale per i crediti degli aggregati di copertura per al massimo il 70 % del loro valore. Per le attività materiali di cui all'articolo 129, paragrafo 1, lettere da d) a g), del regolamento (UE) n. 575/2013, la percentuale del valore può essere più elevata, ma non può superare la percentuale massima applicabile a quel tipo di attività in tale regolamento. Il valore è determinato in conformità delle norme applicabili di cui al paragrafo 3 del presente articolo al momento iniziale del finanziamento dei prestiti con obbligazioni garantite ordinarie;

(c)  i prestiti a favore delle imprese pubbliche di cui al paragrafo 3, lettera b), sono aggregati di copertura ammissibili con un tasso di attualizzazione applicabile al loro importo nominale e non superiore

- all'80 % dell'esposizione qualora la controparte sia soggetta alla vigilanza pubblica,

- al 60 % dell'esposizione qualora la controparte sia soggetta a una valutazione del merito di credito effettuata da un'ECAI che non scenda al di sotto della propria soglia di qualità investment grade;

(d)  le attività dell'aggregato di copertura sono sufficientemente granulari per consentire la diversificazione del rischio;

(e)  l'aggregato di copertura è privo di concentrazioni sostanziali.

L'ABE elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione al fine di determinare per ciascuna classe di attività primarie di un aggregato di copertura:

(a)  il numero minimo di attività distinte dell'aggregato di copertura che garantisce una sufficiente granularità, di cui al primo comma, lettera d);

(b)  l'assenza di concentrazioni sostanziali, di cui al primo comma, lettera e), in percentuale dell'esposizione aggregata che non deve essere superata dall'esposizione verso un unico debitore.

L'ABE presenta i progetti di norme di regolamentazione entro ... [un anno a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva].

Alla Commissione è delegato il potere di integrare la presente direttiva adottando le norme tecniche di regolamentazione di cui al secondo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1093/2010.

Articolo 7Attività ubicate al di fuori dell'Unione

1.  Fatto salvo il disposto del paragrafo 2, gli Stati membri possono consentire agli enti creditizi emittenti di obbligazioni garantite di includere attività ubicate al di fuori dell'Unione nell'aggregato di copertura.

2.  Gli Stati membri, qualora consentano l'inclusione di cui al paragrafo 1, assicurano la tutela degli investitori verificando se le attività ubicate al di fuori dell'Unione siano conformi a tutti i requisiti di cui all'articolo 6 o all'articolo 6 bis. Gli Stati membri assicurano che la garanzia reale offra un livello di sicurezza comparabile alla garanzia reale detenuta nell'Unione e che il realizzo di tali attività sia legalmente esecutivo secondo modalità simili a quelle previste per le attività ubicate all'interno dell'Unione.

2 bis.  Gli Stati membri consentono l'inclusione nell'aggregato di copertura delle attività ubicate al di fuori dell'Unione ma all'interno dello Spazio economico europeo, purché tali attività soddisfino i requisiti di cui all'articolo 6 o all'articolo 6 bis della presente direttiva.

Articolo 8Strutture di obbligazioni garantite aggregate infragruppo

Gli Stati membri possono prevedere norme per quanto riguarda l'uso, mediante un'operazione infragruppo, di obbligazioni garantite emesse da un ente creditizio appartenente a un gruppo ("obbligazioni garantite emesse internamente") come attività di copertura per l'emissione esterna di obbligazioni garantite da parte di un altro ente creditizio appartenente al medesimo gruppo ("obbligazioni garantite emesse esternamente"). Gli Stati membri assicurano la tutela degli investitori includendo in tali norme almeno i seguenti requisiti:

(-a)  le obbligazioni garantite emesse internamente sono conformi alla presente direttiva;

(a)  le obbligazioni garantite emesse internamente sono vendute all'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite emesse esternamente;

(b)  le obbligazioni garantite emesse internamente sono iscritte nel bilancio dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite emesse esternamente; ▌;

(b bis)  l'aggregato di copertura non contiene obbligazioni garantite emesse internamente da emittenti diversi;

(c)  le obbligazioni garantite emesse esternamente sono vendute a investitori in obbligazioni garantite non appartenenti al gruppo;

(c bis)  gli investitori in obbligazioni garantite che intendono acquistare obbligazioni garantite emesse esternamente hanno pieno accesso all'informazione degli investitori di cui all'articolo 14 della presente direttiva per tutte le obbligazioni garantite emesse internamente del gruppo;

(d)  sia le obbligazioni garantite emesse internamente che le obbligazioni garantite emesse esternamente rientrano nella classe di merito di credito 1 di cui alla parte tre, titolo II, capo 2, del regolamento (UE) n. 575/2013 e sono attività ammissibili di cui all'articolo 6 o all'articolo 6 bis.

Articolo 9Finanziamento congiunto

1.  ▌ Gli Stati membri autorizzano il finanziamento congiunto delle obbligazioni garantite da parte di diversi enti creditizi, a condizione che l'obbligazione garantita oggetto del finanziamento congiunto sia emessa da un unico ente creditizio ("ente principale").

Gli Stati membri assicurano la tutela degli investitori fissando norme che disciplinano la vendita o il trasferimento mediante un contratto di garanzia finanziaria in conformità della direttiva 2002/47/CE di prestiti e ipoteche, gravami, diritti di ritenzione o altri diritti di garanzia comparabili dall'ente creditizio che li ha emessi all'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite. ▌

2.  Gli Stati membri stabiliscono norme che limitano il finanziamento congiunto all'utilizzo delle attività di copertura ammissibili di cui all'articolo 6 o all'articolo 6 bis quali attività di copertura dell'aggregato di copertura ai fini dell'emissione di obbligazioni garantite da parte dell'ente principale. Gli Stati membri assicurano che, in caso di insolvenza o risoluzione dell'ente principale, tutti gli investitori in obbligazioni garantite possano rivalersi direttamente su tutte le attività dell'aggregato di copertura come previsto all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), e possano vantare un credito residuale nei confronti dell'ente principale come previsto all'articolo 4, paragrafo 1, lettera c). Gli Stati membri possono fissare norme che disciplinano i crediti restanti degli investitori nei confronti degli enti creditizi che hanno contribuito al finanziamento congiunto dell'aggregato di copertura se la massa fallimentare dell'ente principale non risulta sufficiente.

2 bis.  Gli Stati membri garantiscono che le obbligazioni garantite oggetto di finanziamento congiunto siano soggette a tutte le norme applicabili in materia di obbligazioni garantite e vigilanza pubblica delle stesse.

Articolo 10Composizione dell'aggregato di copertura

1.  Gli Stati membri stabiliscono norme che prevedano un sufficiente livello di omogeneità delle attività dell'aggregato di copertura, in modo tale che queste siano simili in termini di tipo di garanzia reale a sostegno dei crediti nell'aggregato di copertura. Con riferimento alle attività di cui all'articolo 6, un aggregato di copertura è considerato sufficientemente omogeneo a condizione che tutte le sue attività primarie appartengano a uno dei tre gruppi seguenti:

– attività conformi all'articolo 129, paragrafo 1, lettere da a) a c), del regolamento (UE) n. 575/2013;

– attività conformi all'articolo 129, paragrafo 1, lettere da d) a f), del regolamento (UE) n. 575/2013;

– attività conformi all'articolo 129, paragrafo 1, lettera g), del regolamento (UE) n. 575/2013.

Gli Stati membri autorizzano aggregati di copertura multipli separati e omogenei rispetto a una classe di attività primarie. Il presente articolo non si applica ai crediti pubblici, ai contratti derivati o alle attività sostitutive incluse nell'aggregato di copertura.

2.  L'ABE controlla le varie prassi nel settore di cui al paragrafo 1 del presente articolo e, in conformità dell'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1093/2010, emana linee guida sull'applicazione del presente articolo.

Articolo 11Contratti derivati nell'aggregato di copertura

1.  Gli Stati membri assicurano che i contratti derivati possano essere inclusi nell'aggregato di copertura. Essi assicurano altresì che, qualora i derivati siano parte dell'aggregato di copertura, siano soddisfatti almeno i seguenti requisiti:

(a)  i contratti derivati sono inclusi nell'aggregato di copertura unicamente a fini di copertura del rischio, la cui valutazione è calcolata in base ai flussi finanziari netti;

(b)  i contratti derivati sono sufficientemente documentati;

(c)  i contratti derivati sono segregati a norma dell'articolo 12;

(d)  i contratti derivati non possono essere risolti in caso di insolvenza o risoluzione dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite;

(e)  i contratti derivati rispettano le norme stabilite in conformità del paragrafo 2.

2.  Al fine di garantire la conformità con i requisiti di cui al paragrafo 1, gli Stati membri stabiliscono norme in materia di contratti derivati inclusi nell'aggregato di copertura che comprendono come minimo:

(a)  i criteri di ammissibilità per le controparti nell'operazione di copertura;

(c)  la necessaria documentazione da fornire in relazione ai contratti derivati.

Articolo 12Segregazione delle attività dell'aggregato di copertura

Gli Stati membri stabiliscono norme che disciplinano la segregazione delle attività dell'aggregato di copertura. Tali norme includono i seguenti requisiti:

(a)  tutte le attività dell'aggregato di copertura sono sempre identificabili da parte dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite;

(b)  la segregazione di tutte le attività dell'aggregato di copertura è eseguita al più tardi subito dopo l'insolvenza o la risoluzione dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite;

(c)  tutte le attività dell'aggregato di copertura sono protette da eventuali diritti di credito di terzi e non fanno parte della massa fallimentare dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite finché non è soddisfatto il diritto di credito prioritario di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b).

Ai fini del primo comma, le attività dell'aggregato di copertura comprendono le garanzie reali ricevute in relazione alle posizioni su contratti derivati.

Articolo 13Controllore dell'aggregato di copertura

1.  Gli Stati membri possono imporre a un ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite di nominare un controllore dell'aggregato di copertura per esercitare un controllo continuo dell'aggregato di copertura per quanto riguarda i requisiti di cui agli articoli da 6 a 12 e da 14 a 17.

2.  Laddove si avvalgano della facoltà di cui al paragrafo 1, gli Stati membri stabiliscono norme che regolino almeno i seguenti aspetti:

(a)  la nomina e la revoca del controllore dell'aggregato di copertura;

(b)  i criteri di idoneità del controllore dell'aggregato di copertura;

(c)  il ruolo e i compiti del controllore dell'aggregato di copertura, anche in caso di insolvenza o di risoluzione dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite;

(d)  l'obbligo di segnalazione all'autorità competente designata a norma dell'articolo 18, paragrafo 2;

(e)  il diritto di accesso alle informazioni necessarie per lo svolgimento dei compiti del controllore dell'aggregato di copertura.

3.  Il controllore dell'aggregato di copertura è distinto e indipendente dall'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite e dal revisore di tale ente creditizio. Tuttavia, l'autorità competente designata a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, può consentire all'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite, caso per caso, di controllare il proprio aggregato di copertura.

4.  Gli Stati membri informano l'ABE della decisione di avvalersi della facoltà di cui al paragrafo 1.

Articolo 14Informazione degli investitori

1.  Gli Stati membri provvedono affinché gli enti creditizi emittenti delle obbligazioni garantite forniscano informazioni sui programmi di obbligazioni garantite che siano sufficientemente dettagliate da consentire agli investitori di valutare il profilo e i rischi del programma e di eseguire la due diligence.

2.  Ai fini del paragrafo 1, gli Stati membri provvedono affinché tali informazioni siano fornite agli investitori almeno a cadenza semestrale e comprendano le seguenti informazioni minime sul portafoglio:

(a)  il valore dell'aggregato di copertura e delle obbligazioni garantite in essere,

(b)  la distribuzione geografica e il tipo di attività dell'aggregato di copertura, l'entità dei prestiti e il metodo di valutazione;

(c)  informazioni dettagliate sul rischio di tasso di interesse, sul rischio di tasso di cambio, sul rischio di credito, sul rischio di mercato e sul rischio di liquidità;

(d)  la struttura delle scadenze delle attività dell'aggregato di copertura e delle obbligazioni garantite, ivi incluso un quadro generale degli elementi di attivazione dell'estensione delle scadenze, se del caso;

(e)  i livelli di copertura richiesta e disponibile, ivi incluso l'eccesso di garanzia legale, contrattuale e volontario;

(f)  la percentuale di prestiti scaduti da più di novanta giorni.

Gli Stati membri provvedono affinché tali informazioni siano fornite agli investitori su base aggregata. ▌

3.  Gli Stati membri assicurano la tutela degli investitori imponendo agli enti creditizi emittenti delle obbligazioni garantite di pubblicare sul loro sito web le informazioni messe a disposizione degli investitori in conformità dei paragrafi 1 e 2. Gli Stati membri dispongono che l'accesso elettronico a tali informazioni sia sufficiente ai fini del presente articolo.

Sezione IIRequisiti di copertura e liquidità

Articolo 15Requisiti di copertura

1.  Gli Stati membri assicurano la tutela degli investitori imponendo che i programmi di obbligazioni garantite soddisfino in ogni momento almeno i seguenti requisiti di copertura:

(a)  la somma totale dei diritti di credito sulle attività dell'aggregato di copertura deve essere, in qualsiasi momento, almeno pari alla somma totale degli obblighi di pagamento collegati alle corrispondenti obbligazioni garantite, tra cui le obbligazioni di pagamento del capitale e degli eventuali interessi maturati delle obbligazioni garantite in essere e i costi relativi alla manutenzione e alla gestione del programma di obbligazioni garantite;

(b)  il calcolo del livello di copertura richiesto assicura che:

i)  l'importo nominale totale di tutte le attività dell'aggregato di copertura, ad eccezione delle attività che sono derivati, sia almeno di valore pari all'importo nominale totale delle obbligazioni garantite in essere ("principio nominale"); e

ii)  le attività e le passività da derivati siano valutate in base ai flussi finanziari netti;

(c)  le seguenti attività dell'aggregato di copertura contribuiscono a soddisfare il requisito di copertura:

i)  attività primarie;

ii)  attività sostitutive;

iii)  attività liquide detenute in conformità dell'articolo 16;

iv)  pagamenti in contante ricevuti da contratti derivati nell'aggregato di copertura;

v)  eccesso di garanzia legale;

(d)  i crediti non garantiti nel caso in cui si consideri intervenuto un default in conformità dell'articolo 178 del regolamento (UE) n. 575/2013 non contribuiscono alla copertura.

Ai fini del primo comma, lettera a), gli Stati membri possono consentire il calcolo forfettario dei costi relativi alla manutenzione e alla gestione del programma di obbligazioni garantite.

Ai fini del primo comma, lettera b), gli Stati membri possono consentire altri principi di calcolo purché non comportino un livello di calcolo della copertura più elevato rispetto a quello calcolato applicando il principio nominale.

2.  Gli Stati membri provvedono a che il calcolo della copertura e il calcolo delle passività si basi sulla stessa metodologia.

Articolo 16Requisito della riserva di liquidità dell'aggregato di copertura

1.  Gli Stati membri assicurano la tutela degli investitori esigendo che l'aggregato di copertura comprenda in ogni momento una riserva di liquidità costituita da attività liquide disponibili per coprire il deflusso netto di liquidità del programma di obbligazioni garantite.

2.  La riserva di liquidità dell'aggregato di copertura copre il deflusso netto di liquidità per un periodo di 180 giorni di calendario, tranne nei periodi di stress quale definito ai sensi dell'articolo 3, punto 11, del regolamento delegato (UE) 2015/61.

3.  Gli Stati membri assicurano che la riserva di liquidità dell'aggregato di copertura di cui al paragrafo 1 sia composta dai seguenti tipi di attività:

(a)  attività di livello 1, di livello 2A e di livello 2B a norma degli articoli 10, 11 e 12 del regolamento delegato (UE) 2015/61, valutate a norma dell'articolo 9 dello stesso regolamento delegato e segregate a norma dell'articolo 12 della presente direttiva;

(b)  esposizioni verso enti creditizi ▌di cui all'articolo 129, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 575/2013.

Ai fini del primo comma, lettera a), gli Stati membri assicurano che le obbligazioni garantite di propria emissione non possano contribuire alla riserva di liquidità dell'aggregato di copertura.

Ai fini del primo comma, lettera b), gli Stati membri assicurano che i crediti non garantiti da esposizioni in stato di default ai sensi dell'articolo 178 del regolamento (UE) n. 575/2013 non possano contribuire alla riserva di liquidità dell'aggregato di copertura.

3 bis.  Le attività liquide nella riserva di liquidità dell'aggregato di copertura non contribuiscono ai requisiti di liquidità fissati dal regolamento delegato (UE) 2015/61.

4.  In deroga al paragrafo 3 bis, gli Stati membri possono decidere che le attività liquide nella riserva di liquidità dell'aggregato di copertura, di cui al paragrafo 3, lettera a), possono contribuire ai requisiti di liquidità fissati dal regolamento delegato (UE) 2015/61 fino all'importo del deflusso netto di liquidità del programma di obbligazioni garantite. Tuttavia tale possibilità non pregiudica il requisito in base al quale le attività liquide nella riserva di liquidità dell'aggregato di copertura sono mantenute separatamente nell'ambito del programma di obbligazioni garantite e, in caso di risoluzione o di insolvenza dell'emittente, segregate dalle attività liquide detenute ai fini dei requisiti di liquidità stabiliti dal regolamento delegato (UE) 2015/61.

5.  Per quanto concerne le strutture delle scadenze estensibili, gli Stati membri garantiscono che i requisiti di liquidità per il rimborso del capitale siano aggiornati dopo un'eventuale estensione delle scadenze affinché rispondano sempre al fabbisogno di pagamenti fino al momento in cui è dovuto l'ultimo pagamento del capitale.

6.  Gli Stati membri assicurano che i requisiti di cui al paragrafo 1 non si applichino alle obbligazioni garantite che sono soggette a obbligo di compensazione.

Articolo 17Condizioni applicabili alle strutture delle scadenze estensibili

1.  Gli Stati membri possono consentire l'emissione di obbligazioni garantite con strutture delle scadenze estensibili laddove la tutela degli investitori sia assicurata almeno dai seguenti elementi:

(a)  gli elementi di attivazione dell'estensione delle scadenze sono previsti dal contratto o dalla legge;

(b)  le scadenze possono essere estese solo in caso di insolvenza o risoluzione dell'emittente e con l'approvazione dell'autorità di vigilanza competente oppure in presenza di elementi di attivazione finanziari obiettivi definiti dalla legislazione nazionale;

(c)  le informazioni fornite agli investitori circa la struttura delle scadenze sono sufficienti a permettere loro di determinare il rischio delle obbligazioni garantite e contengono una descrizione dettagliata:

i)  degli elementi di attivazione dell'estensione delle scadenze;

ii)  delle conseguenze per quanto concerne l'estensione delle scadenze in caso di insolvenza o di risoluzione dell'ente creditizio emittente delle obbligazioni garantite;

iii)  del ruolo dell'autorità competente designata a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, e dell'amministratore speciale per quanto riguarda l'estensione delle scadenze, se del caso;

(d)  la data di scadenza finale dell'obbligazione garantita può essere determinata in qualsiasi momento;

(e)  l'estensione delle scadenze non pregiudica il rango degli investitori in obbligazioni garantite;

(f)  l'estensione delle scadenze non modifica le caratteristiche strutturali delle obbligazioni garantite per quanto concerne la doppia rivalsa di cui all'articolo 4 e la non aggredibilità in caso di procedura concorsuale di cui all'articolo 5.

1 bis.  L'ABE elabora progetti di norme tecniche che specificano ulteriormente gli elementi di attivazione finanziari obiettivi di cui al paragrafo 1, lettera b), inclusi test obiettivi per tali elementi di attivazione. L’ABE presenta i progetti di norme di regolamentazione entro ... [un anno a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva].

Alla Commissione è delegato il potere di integrare la presente direttiva adottando le norme tecniche di regolamentazione di cui al terzo comma del presente paragrafo conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1093/2010.

2.  Gli Stati membri che consentono l'emissione di obbligazioni garantite con strutture delle scadenze estensibili notificano all'ABE la loro decisione.

TITOLO IIIVIGILANZA PUBBLICA DELLE OBBLIGAZIONI GARANTITE

Articolo 18Vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite

1.  Gli Stati membri assicurano la tutela degli investitori stabilendo che l'emissione di obbligazioni garantite sia soggetta alla vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite.

2.  Ai fini della vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite di cui al paragrafo 1, gli Stati membri designano una o più autorità competenti. Essi comunicano alla Commissione e all'ABE le autorità designate indicandone la ripartizione delle funzioni e dei compiti.

3.  Gli Stati membri provvedono affinché le autorità competenti designate a norma del paragrafo 2 controllino l'emissione di obbligazioni garantite per valutarne la conformità con i requisiti stabiliti nelle disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva.

4.  Gli Stati membri provvedono affinché gli enti creditizi emittenti delle obbligazioni garantite registrino tutte le loro operazioni in relazione al programma di obbligazioni garantite e dispongano di sistemi e processi di documentazione adeguati e appropriati.

5.  Gli Stati membri provvedono inoltre affinché siano adottate opportune misure per permettere alle autorità competenti designate a norma del paragrafo 2 di ottenere le informazioni necessarie per valutare la conformità con i requisiti stabiliti nelle disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva, di indagare su eventuali violazioni di tali requisiti e di imporre sanzioni amministrative e misure correttive in conformità delle disposizioni nazionali di recepimento dell'articolo 23.

6.  Gli Stati membri provvedono affinché le autorità competenti designate a norma del paragrafo 2 dispongano delle competenze, delle risorse, delle capacità operative, dei poteri e dell'indipendenza necessari all'esercizio delle funzioni relative alla vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite.

Articolo 19Autorizzazione dei programmi di obbligazioni garantite

1.  Gli Stati membri assicurano la tutela degli investitori imponendo l'ottenimento di un'autorizzazione per il programma di obbligazioni garantite prima dell'emissione di obbligazioni garantite nell'ambito di tale programma. Gli Stati membri conferiscono il potere di concedere tale autorizzazione alle autorità competenti designate a norma dell'articolo 18, paragrafo 2.

2.  Gli Stati membri stabiliscono i requisiti relativi all'autorizzazione di cui al paragrafo 1, che comprendono almeno i seguenti elementi:

(a)  un adeguato programma delle operazioni che indichi l'emissione di obbligazioni garantite;

(b)  politiche, processi e metodologie adeguati volti a tutelare gli investitori per quanto concerne l'approvazione, la modifica, il rinnovo e il rifinanziamento dei prestiti compresi nell'aggregato di copertura;

(c)  dirigenti e personale dedicati al programma di obbligazioni garantite che dispongano di adeguate qualifiche e conoscenze per quanto riguarda l'emissione di obbligazioni garantite e l'amministrazione del programma di obbligazioni garantite;

(d)  un assetto amministrativo dell'aggregato di copertura che soddisfa i requisiti applicabili di cui alle disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva.

Articolo 20Vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite in caso di insolvenza o di risoluzione

1.  Le autorità competenti designate a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, collaborano con l'autorità di risoluzione in caso di risoluzione di un ente creditizio emittente di obbligazioni garantite al fine di assicurare la tutela dei diritti e degli interessi degli investitori in obbligazioni garantite, procedendo come minimo alla verifica della gestione continua e competente del programma di obbligazioni garantite durante il periodo in cui si svolge la procedura di risoluzione.

2.  Gli Stati membri possono disporre la nomina di un amministratore speciale in caso di insolvenza di un ente creditizio emittente di obbligazioni garantite per assicurare la tutela dei diritti e degli interessi degli investitori in obbligazioni garantite, che proceda come minimo alla verifica della gestione continua e competente del programma di obbligazioni garantite durante il periodo in cui si svolge la procedura di insolvenza.

Nel caso in cui si avvalgano di tale facoltà, gli Stati membri esigono che le autorità competenti designate a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, siano tenute ad approvare la nomina e la revoca dell'amministratore speciale.

3.  Nel caso in cui dispongano la nomina di un amministratore speciale in conformità al paragrafo 2, gli Stati membri adottano norme che fissano i compiti e le responsabilità di tale amministratore speciale almeno per quanto riguarda:

(a)  l'estinzione delle passività connesse alle obbligazioni garantite;

(b)  la gestione e la realizzazione delle attività dell'aggregato di copertura, compreso il loro trasferimento, insieme alle passività connesse alle obbligazioni garantite, ad un altro ente creditizio emittente di obbligazioni garantite;

(c)  l'esecuzione degli atti giuridici necessari per la corretta gestione dell'aggregato di copertura, per il controllo continuo della copertura delle passività connesse alle obbligazioni garantite, per avviare un procedimento per recuperare il valore delle attività dell'aggregato di copertura e trasferire le attività residue, dopo che tutte le passività connesse alle obbligazioni garantite sono state liquidate, alla massa fallimentare dell'ente creditizio che ha emesso le obbligazioni garantite.

4.  Gli Stati membri assicurano il coordinamento e lo scambio di informazioni ai fini della procedura di insolvenza o di risoluzione tra le autorità competenti designate a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, l'amministratore speciale, qualora sia stato nominato, e l'autorità di risoluzione.

Articolo 21Segnalazione alle autorità competenti

1.  Gli Stati membri assicurano la tutela degli investitori imponendo agli enti creditizi emittenti di obbligazioni garantite di segnalare alle autorità competenti designate a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, le informazioni di cui al paragrafo 2 sui programmi di obbligazioni garantite. Le segnalazioni sono presentate a intervalli regolari e su richiesta delle autorità competenti. Gli Stati membri stabiliscono norme relative alla frequenza delle segnalazioni a intervalli regolari.

2.  Gli obblighi di segnalazione da stabilire a norma del paragrafo 1 prescrivono che siano fornite informazioni almeno sui seguenti requisiti del programma di obbligazioni garantite:

(a)  doppia rivalsa in conformità dell'articolo 4;

(b)  non aggredibilità in caso di procedura concorsuale delle obbligazioni garantite in conformità dell'articolo 5;

(c)  ammissibilità delle attività e requisiti dell'aggregato di copertura in conformità degli articoli da 6 a 11;

(d)  segregazione delle attività dell'aggregato di copertura in conformità dell'articolo 12;

(e)  funzionamento del controllore dell'aggregato di copertura in conformità dell'articolo 13;

(f)  requisiti in materia di informazioni agli investitori in conformità dell'articolo 14;

(g)  requisiti di copertura in conformità dell'articolo 15;

(h)  riserva di liquidità dell'aggregato di copertura in conformità dell'articolo 16;

(i)  condizioni applicabili alle strutture delle scadenze estensibili in conformità dell'articolo 17.

3.  Gli Stati membri adottano norme in materia di segnalazione alle autorità competenti designate a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, dei requisiti di cui al paragrafo 2 da parte degli enti creditizi emittenti di obbligazioni garantite in caso di insolvenza o di risoluzione di un ente creditizio emittente di obbligazioni garantite.

Articolo 22Poteri delle autorità competenti ai fini della vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite

1.  Gli Stati membri assicurano la tutela degli investitori conferendo alle autorità competenti designate a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, tutti i poteri di vigilanza, di indagine e di sanzione che sono necessari per svolgere le funzioni di vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite.

2.  I poteri di cui al paragrafo 1 comprendono i seguenti:

(a)  il potere di concedere o rifiutare l'autorizzazione ai sensi dell'articolo 19;

(b)  il potere di rivedere regolarmente il programma di obbligazioni garantite per valutare la conformità alla presente direttiva;

(c)  il potere di effettuare ispezioni in loco ed extra loco;

(d)  il potere di irrogare sanzioni amministrative e misure correttive conformemente alle disposizioni nazionali di recepimento dell'articolo 23;

(e)  il potere di adottare e di attuare orientamenti di vigilanza relativi all'emissione di obbligazioni garantite.

Articolo 23Sanzioni amministrative e

altre misure amministrative

1.  Gli Stati membri prevedono norme che stabiliscono adeguate sanzioni amministrative e altre misure amministrative applicabili almeno nelle seguenti situazioni:

(a)  l'ente creditizio ha ottenuto l'autorizzazione ad emettere obbligazioni garantite mediante false dichiarazioni o altro mezzo irregolare;

(b)  l'ente creditizio non soddisfa più le condizioni in base alle quali è stata concessa l'autorizzazione;

(c)  l'ente creditizio emette obbligazioni garantite senza aver ottenuto l'autorizzazione in conformità delle disposizioni di recepimento dell'articolo 19;

(d)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite non soddisfa i requisiti di cui alle disposizioni di recepimento dell'articolo 4;

(e)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite emette obbligazioni garantite che non soddisfano i requisiti di cui alle disposizioni di recepimento dell'articolo 5;

(f)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite emette obbligazioni garantite che non sono garantite in conformità delle disposizioni di recepimento degli articoli 6 e 6 bis;

(g)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite emette obbligazioni garantite che sono garantite da attività ubicate al di fuori dell'Unione in violazione dei requisiti stabiliti nelle disposizioni di recepimento dell'articolo 7;

(h)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite garantisce le obbligazioni garantite in una struttura di obbligazioni garantite aggregate infragruppo in violazione dei requisiti stabiliti nelle disposizioni di recepimento dell'articolo 8;

(i)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite non rispetta le condizioni per il finanziamento congiunto di cui alle disposizioni di recepimento dell'articolo 9;

(j)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite non soddisfa i requisiti di composizione dell'aggregato di copertura di cui alle disposizioni di recepimento dell'articolo 10;

(k)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite include contratti derivati nell'aggregato di copertura a fini diversi dalla copertura o non soddisfa i requisiti di cui alle disposizioni di recepimento dell'articolo 11;

(l)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite non soddisfa i requisiti di segregazione delle attività dell'aggregato di copertura di cui alle disposizioni di recepimento dell'articolo 12;

(m)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite non segnala informazioni o fornisce informazioni incomplete o inesatte in violazione delle disposizioni di recepimento dell'articolo 14;

(n)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite omette in modo ripetuto o persistente di mantenere una riserva di liquidità dell'aggregato di copertura in violazione delle disposizioni di recepimento dell'articolo 16;

(o)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite con strutture delle scadenze estensibili non rispetta le condizioni applicabili alle strutture delle scadenze estensibili di cui alle disposizioni di recepimento dell'articolo 17;

(p)  l'ente creditizio emittente di obbligazioni garantite non segnala informazioni o fornisce informazioni incomplete o inesatte sugli obblighi in violazione delle disposizioni di recepimento dell'articolo 21, paragrafo 2, lettere da a) a i).

Gli Stati membri possono decidere di non stabilire norme relative alle sanzioni amministrative o altre misure amministrative per le violazioni punibili con sanzioni penali a norma del diritto nazionale. In tali casi, gli Stati membri comunicano alla Commissione le pertinenti norme di diritto penale.

2.  Le sanzioni amministrative e le altre misure amministrative di cui al paragrafo 1 sono effettive, proporzionate e dissuasive ▌.

3.  Gli Stati membri provvedono altresì a che le sanzioni amministrative e le misure correttive siano effettivamente eseguite.

Articolo 25Obblighi di collaborazione

1.  Gli Stati membri assicurano che le autorità competenti designate a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, operino in stretta collaborazione con l'autorità competente che esercita la vigilanza generale degli enti creditizi in conformità con la pertinente normativa dell'Unione applicabile a tali enti.

2.  Gli Stati membri assicurano inoltre che le autorità competenti designate a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, operino in stretta collaborazione tra di loro. Tale collaborazione include lo scambio di tutte le informazioni pertinenti per l'esercizio dei compiti di vigilanza delle altre autorità ai sensi delle disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva.

3.  Ai fini del paragrafo 2, seconda frase, gli Stati membri assicurano che le autorità competenti designate a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, effettuino quanto segue:

(a)  comunichino tutte le informazioni pertinenti su richiesta di un'altra autorità competente;

(b)  comunichino di propria iniziativa tutte le informazioni essenziali alle altre autorità competenti in altri Stati membri.

4.  Gli Stati membri assicurano inoltre che le autorità competenti di cui al paragrafo 1 collaborino con l'ABE ai fini della presente direttiva.

5.  Ai fini del presente articolo, le informazioni sono considerate essenziali se possono influenzare in misura sostanziale la valutazione dell'emissione di obbligazioni garantite in un altro Stato membro.

Articolo 26Obblighi di informativa

1.  Gli Stati membri provvedono a che le autorità competenti designate ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 2, pubblichino sul proprio sito web ufficiale le seguenti informazioni:

(a)  i testi delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali e degli orientamenti generali adottati in relazione all'emissione di obbligazioni garantite;

(b)  l'elenco degli enti creditizi autorizzati a emettere obbligazioni garantite;

(c)  l'elenco delle obbligazioni garantite autorizzate a utilizzare il marchio "obbligazione garantita europea" e l'elenco delle obbligazioni autorizzate a utilizzare il marchio "obbligazione garantita europea (premium)".

2.  Le informazioni pubblicate conformemente al paragrafo 1 sono tali da consentire un raffronto significativo dei metodi adottati dalle autorità competenti dei vari Stati membri. Tali informazioni sono aggiornate per tenere conto di ogni cambiamento.

3.  Ai fini del paragrafo 1, lettere b) e c), le autorità competenti designate a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, notificano all'ABE, a cadenza annuale, gli elenchi degli enti creditizi e delle obbligazioni garantite.

TITOLO IVMarchio

Articolo 27Marchio

Gli Stati membri provvedono affinché il marchio "obbligazione garantita europea" e la relativa traduzione in tutte le lingue ufficiali dell'Unione siano utilizzati solo per le obbligazioni garantite che soddisfano i requisiti stabiliti nelle disposizioni di recepimento della presente direttiva.

Gli Stati membri provvedono affinché il marchio "obbligazione garantita europea (premium)" e la relativa traduzione in tutte le lingue ufficiali dell'Unione siano utilizzati solo per le obbligazioni garantite che soddisfano i requisiti stabiliti nelle disposizioni di recepimento della presente direttiva nonché i requisiti di ammissibilità di cui all'articolo 129 del regolamento (UE) n. 575/2013.

TITOLO VMODIFICHE DI ALTRE DIRETTIVE

Articolo 28 Modifica della direttiva 2009/65/CE

L'articolo 52, paragrafo 4, della direttiva 2009/65/CEE è così modificato:

1)  il primo comma è sostituito dal seguente:

«Gli Stati membri possono elevare il limite del 5 % di cui al primo comma del paragrafo 1 sino a un massimo del 25 % se le obbligazioni sono state emesse prima del [OP: inserire la data di cui all'articolo 32, paragrafo 1, secondo comma, della presente direttiva + 1 giorno] e soddisfano i requisiti di cui al presente paragrafo, nella versione in vigore alla data dell'emissione, o nel caso in cui le obbligazioni rientrino nella definizione di obbligazioni garantite di cui all'articolo 3, punto 1, della direttiva (UE) 20XX/XX del Parlamento europeo e del Consiglio*.

____________________________

*  [OP: inserire il riferimento alla direttiva (UE) .../... del Parlamento europeo e del Consiglio, del..., relativa all'emissione di obbligazioni garantite e alla vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite e che modifica la direttiva 2009/65/CE e la direttiva 2014/59/UE (GU C [...] del [...], pag. [...])].»;

2)  il terzo comma è soppresso.

Articolo 29Modifica della direttiva 2014/59/UE

All'articolo 2, paragrafo 1, della direttiva n. 2014/59/UE, il punto 96 è sostituito dal seguente:

«96)  "obbligazione garantita": uno strumento di cui all'articolo 52, paragrafo 4, della direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio*, nella versione in vigore alla data dell'emissione, ed emesso prima del [OP: inserire la data di cui all'articolo 32, paragrafo 1, secondo comma, della presente direttiva + 1 giorno], oppure un'obbligazione garantita quale definita all'articolo 3, punto 1, della direttiva (UE) 20XX/XX del Parlamento europeo e del Consiglio**;

__________________________________

*  Direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) (GU L 302 del 17.11.2009, pag. 32).

**  [OP: inserire il riferimento alla direttiva (UE) .../... del Parlamento europeo e del Consiglio, del..., relativa all'emissione di obbligazioni garantite e alla vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite e che modifica la direttiva 2009/65/CE e la direttiva 2014/59/UE (GU C [...] del [...], pag. [...])].»

TITOLO VIDISPOSIZIONI FINALI

Articolo 30Misure transitorie

Gli Stati membri provvedono affinché le obbligazioni garantite emesse prima del XX [OP: inserire la data di cui all'articolo 32, paragrafo 1, secondo comma, della presente direttiva + 1 giorno] e che soddisfano i requisiti di cui all'articolo 52, paragrafo 4, della direttiva 2009/65/CE, nella versione in vigore alla data dell'emissione, non siano soggette ai requisiti di cui agli articoli da 5 a 12, 15, 16, 17 e 19, ma possano continuare ad essere definite obbligazioni garantite a norma della presente direttiva fino alla scadenza.

Il primo comma del presente articolo si applica anche alle nuove quote o emissioni continuate di una serie di obbligazioni garantite per le quali la prima data di emissione è antecedente a [OP: inserire la data di cui all'articolo 32, paragrafo 1, secondo comma, della presente direttiva + 1 giorno].

Articolo 31

Equivalenza

1.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati per integrare la presente direttiva stabilendo che le disposizioni legislative, di vigilanza e in materia di attuazione di un paese terzo:

(a)  sono equivalenti ai requisiti fissati al titolo II e ai poteri di vigilanza e alle sanzioni di cui al titolo III; e

(b)  sono applicate in modo efficace, equo e senza distorsioni al fine di garantire una vigilanza e un'applicazione efficaci nel paese terzo in questione.

2.  Laddove la Commissione abbia adottato un atto delegato sull'equivalenza in relazione a un paese terzo, conformemente al paragrafo 1 del presente articolo, si considera che un'obbligazione garantita sia conforme ai requisiti di cui al titolo II, se l'emittente è stabilito nel paese terzo in questione.

3.  La Commissione, in collaborazione con l'ABE, monitora l'efficacia dei requisiti equivalenti a quelli stabiliti al titolo II nei paesi terzi in relazione ai quali è stato adottato un atto delegato e riferisce periodicamente al riguardo al Parlamento europeo e al Consiglio. Qualora la relazione riveli un'applicazione insufficiente o incoerente dei requisiti equivalenti da parte delle autorità del paese terzo, ovvero una sostanziale divergenza normativa del paese terzo, la Commissione valuta se ritirare il riconoscimento dell'equivalenza del quadro normativo del paese terzo in questione. Se la Commissione avvia un'azione intesa a revocare o sospendere le decisioni di equivalenza, essa stabilisce una procedura trasparente per la revoca o la sospensione delle decisioni di equivalenza, al fine di garantire certezza per il mercato e sostenere la stabilità finanziaria.

Articolo 31 bisRiesami e relazioni

1.  Entro ... [OP: inserire la data di cui all'articolo 32, paragrafo 1, secondo comma, della presente direttiva + 3 anni], la Commissione, in stretta collaborazione con l'ABE, presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'attuazione della presente direttiva per quanto riguarda il livello di tutela degli investitori e gli sviluppi in materia di emissione di obbligazioni garantite nell'Unione, tra cui:

(a)  gli sviluppi per quanto concerne il numero di autorizzazioni all'emissione di obbligazioni garantite;

(b)  gli sviluppi per quanto concerne il numero di obbligazioni garantite emesse in conformità delle disposizioni di recepimento della presente direttiva e a norma dell'articolo 129 del regolamento (UE) n. 575/2013;

(c)  gli sviluppi per quanto concerne le attività costituite a garanzia dell'emissione di obbligazioni garantite;

(d)  gli sviluppi per quanto concerne il livello di eccesso di garanzia;

(e)  gli investimenti transfrontalieri in obbligazioni garantite, compresi gli investimenti interni ed esteri da e verso i paesi terzi;

(f)  gli sviluppi per quanto concerne l'emissione di obbligazioni garantite con strutture delle scadenze estensibili;

(g)  una valutazione del funzionamento dei mercati delle obbligazioni garantite e raccomandazioni in merito a ulteriori azioni.

2.  Entro ... [due anni a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva] la Commissione, dopo aver richiesto e ricevuto uno studio in materia e previa consultazione dell'ABE e della BCE, adotta una relazione in cui valuta i rischi derivanti dalle scadenze estensibili delle obbligazioni garantite aventi tali strutture. Viene dato particolare rilievo ai rischi per gli investitori che detengono tali obbligazioni in periodi di crisi. La Commissione presenta lo studio e la relazione in questione al Parlamento europeo e al Consiglio, unitamente a una proposta legislativa, se del caso.

3.  Entro ... [due anni a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva] la Commissione, dopo aver richiesto e ricevuto uno studio in materia e previa consultazione dell'ABE e della BCE, adotta una relazione riguardo alla possibilità di introdurre uno strumento di doppia rivalsa denominato "titoli garantiti europei" (European secured note, ESN). La Commissione presenta lo studio e la relazione in questione al Parlamento europeo e al Consiglio, unitamente a una proposta legislativa, se del caso.

4.  Ai fini del paragrafo 1, entro ... [OP: inserire la data di cui all'articolo 32, paragrafo 1, secondo comma, della presente direttiva + 2 anni] gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni relative alle lettere da a) a f).

Articolo 32Recepimento

1.  Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro ... [due anni a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva], le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere da ... [due anni + un giorno a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva].

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni principali di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 33Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 34Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il

Per il Parlamento europeo  Per il Consiglio

Il presidente  Il presidente

(1)

GU C 382 del 23.10.2018, pag. 2.

(2)

GU C 367 del 10.10.2018, pag. 56.

(3)

* Emendamenti: il testo nuovo o modificato è evidenziato in corsivo grassetto e le soppressioni sono segnalate con il simbolo ▌.

(4)

  GU C 382 del 23.10.2018, pag. 2.

(5)

  GU C 367 del 10.10.2018, pag. 56.

(6)

  Direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) (GU L 302 del 17.11.2009, pag. 32).

(7)

  Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1).

(8)

  Regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione, del 10 ottobre 2014, che integra il regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il requisito di copertura della liquidità per gli enti creditizi (GU L 11 del 17.1.2015, pag. 1).

(9)

  Regolamento delegato (UE) 2015/35 della Commissione, del 10 ottobre 2014, che integra la direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (Solvibilità II) (GU L 12 del 17.1.2015, pag. 1).

(10)

  Direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 190).

(11)

  Raccomandazione del Comitato europeo per il rischio sistemico, del 20 dicembre 2012, relativa al finanziamenti degli enti creditizi (CERS/2012/2) (GU C 119 del 25.4.2013, pag. 1).

(12)

  EBA Report on EU Covered Bond Frameworks and Capital Treatment (relazione dell'ABE sui quadri e sul trattamento patrimoniale in materia di obbligazioni garantite nell'UE), (2014).

(13)

  EBA Report on covered bonds – Recommendations on harmonisation of covered bond frameworks in the EU (relazione dell'ABE sulle obbligazioni garantite – raccomandazioni sull'armonizzazione dei quadri in materia di obbligazioni garantite nell'UE) (2016), EBA-Op-2016-23.

(14)

  Direttiva 2003/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, relativa al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2001/34/CE (GU L 345 del 31.12.2003, pag. 64).

(15)

  GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14.

(16)

  Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).

(17)

  [GU C (...).]


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Obbligazioni garantite e vigilanza pubblica delle obbligazioni garantite

Riferimenti

COM(2018)0094 – C8-0113/2018 – 2018/0043(COD)

Presentazione della proposta al PE

7.3.2018

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

16.4.2018

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

JURI

16.4.2018

 

 

 

Pareri non espressi

       Decisione

JURI

27.3.2018

 

 

 

Relatori

       Nomina

Bernd Lucke

31.5.2018

 

 

 

Esame in commissione

10.9.2018

18.10.2018

 

 

Approvazione

20.11.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

16

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Hugues Bayet, Pervenche Berès, David Coburn, Thierry Cornillet, Esther de Lange, Markus Ferber, Jonás Fernández, Giuseppe Ferrandino, Stefan Gehrold, Sven Giegold, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Petr Ježek, Barbara Kappel, Wolf Klinz, Georgios Kyrtsos, Philippe Lamberts, Werner Langen, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Marisa Matias, Costas Mavrides, Alex Mayer, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Dimitrios Papadimoulis, Sirpa Pietikäinen, Dariusz Rosati, Pirkko Ruohonen-Lerner, Anne Sander, Alfred Sant, Pedro Silva Pereira, Paul Tang, Ramon Tremosa i Balcells, Ernest Urtasun, Marco Valli, Tom Vandenkendelaere, Miguel Viegas, Jakob von Weizsäcker

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Andrea Cozzolino, Ashley Fox, Jeppe Kofod, Paloma López Bermejo, Michel Reimon, Joachim Starbatty, Lieve Wierinck

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Pilar Ayuso, Helga Stevens

Deposito

26.11.2018


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

34

+

ALDE

Thierry Cornillet, Petr Ježek, Wolf Klinz, Ramon Tremosa i Balcells, Lieve Wierinck

ECR

Ashley Fox, Bernd Lucke, Stanisław Ożóg, Pirkko Ruohonen-Lerner, Joachim Starbatty, Helga Stevens

ENF

Barbara Kappel

PPE

Pilar Ayuso, Markus Ferber, Stefan Gehrold, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Georgios Kyrtsos, Esther de Lange, Werner Langen, Ivana Maletić, Luděk Niedermayer, Sirpa Pietikäinen, Dariusz Rosati, Anne Sander, Tom Vandenkendelaere

S&D

Jeppe Kofod, Alex Mayer, Jakob von Weizsäcker

Verts/ALE

Sven Giegold, Philippe Lamberts, Michel Reimon, Ernest Urtasun

16

-

EFDD

David Coburn

GUE/NGL

Paloma López Bermejo, Marisa Matias, Dimitrios Papadimoulis, Miguel Viegas

S&D

Hugues Bayet, Pervenche Berès, Andrea Cozzolino, Jonás Fernández, Giuseppe Ferrandino, Roberto Gualtieri, Olle Ludvigsson, Costas Mavrides, Alfred Sant, Pedro Silva Pereira, Paul Tang

1

0

EFDD

Marco Valli

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2018Avviso legale