Procedura : 2018/2105(INI)
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Ciclo del documento : A8-0411/2018

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A8-0411/2018

Discussioni :

PV 12/12/2018 - 25
CRE 12/12/2018 - 25

Votazioni :

PV 13/12/2018 - 9.14
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Testi approvati :

P8_TA(2018)0531

RELAZIONE     
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28.11.2018
PE 625.381v02-00 A8-0411/2018

sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2017

(2018/2105(INI))

Commissione per le petizioni

Relatore: Eleonora Evi

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2017

(2018/2105(INI))

Il Parlamento europeo,

  vista la relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2017,

  visti gli articoli 9, 11, 15, 24 e 228 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visti gli articoli 11, 35, 37, 41, 42 e 43 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

  visto il protocollo n. 1 allegato ai trattati sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

  visto il protocollo n. 2 allegato ai trattati sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UN CRPD),

–  vista la decisione 94/262/CECA, CE, Euratom del Parlamento europeo, del 9 marzo 1994, sullo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del mediatore(1),

–  visto il codice europeo di buona condotta amministrativa, approvato dal Parlamento europeo il 6 settembre 2001,

–  visto l'accordo quadro di cooperazione concluso tra il Parlamento e il Mediatore europeo il 15 marzo 2006, entrato in vigore il 1° aprile 2006,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulle attività del Mediatore europeo,

–  visti l'articolo 52 e l'articolo 220, paragrafo 1, del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le petizioni (A8-0411/2018),

A.  considerando che la relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2017 è stata ufficialmente trasmessa al Presidente del Parlamento europeo il 22 maggio 2018 e che il Mediatore, Emily O'Reilly, l'ha presentata alla commissione per le petizioni il 16 maggio 2018 a Bruxelles;

B.  considerando che gli articoli 24 e 228 TFUE abilitano il Mediatore europeo a ricevere denunce riguardanti casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni, degli organi o degli organismi dell'Unione, salvo la Corte di giustizia dell'Unione europea nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali;

C.  considerando che l'articolo 10, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea (TUE) stabilisce che "ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione" e che "le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini";

D.  considerando che l'articolo 15 TFUE stabilisce che "al fine di promuovere il buon governo e garantire la partecipazione della società civile, le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione operano nel modo più trasparente possibile" e che "qualsiasi cittadino dell'Unione e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti delle istituzioni, organi e organismi dell'Unione";

E.  considerando che, in virtù dell'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali relativo al diritto ad una buona amministrazione, "ogni persona ha diritto a che le questioni che la riguardano siano trattate in modo imparziale ed equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni, organi e organismi dell'Unione";

F.  considerando che l'articolo 43 della Carta stabilisce che "ogni cittadino dell'Unione nonché ogni persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di sottoporre al mediatore europeo casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni, organi o organismi dell'Unione, salvo la Corte di giustizia dell'Unione europea nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali";

G.  considerando che l'articolo 298, paragrafo 1, TFUE stabilisce che "nell'assolvere i loro compiti le istituzioni, organi e organismi dell'Unione si basano su un'amministrazione europea aperta, efficace ed indipendente";

H.  considerando che nel 2017 il Mediatore ha avviato 447 indagini, di cui 433 basate su denunce e 14 avviate di propria iniziativa, e ha archiviato 363 indagini (348 basate su denunce e 15 avviate di propria iniziativa); che la maggior parte delle indagini riguardava la Commissione (256 indagini, pari al 57,3 %), seguita dalle agenzie dell'UE (35 indagini, pari al 7,8 %), dall'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) (34 indagini, pari al 7,6 %), dal Parlamento (22 indagini, pari al 4,9 %), dal Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) (17 indagini, pari al 3,8 %), dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) (16 indagini, pari al 3,6 %) e da altre istituzioni (67 indagini, pari al 15 %);

I.  considerando che le tre principali questioni su cui vertevano le indagini archiviate dal Mediatore nel 2017 erano la trasparenza, la responsabilità e l'accesso alle informazioni e ai documenti (20,6 %), la cultura del servizio (16,8 %) e il rispetto dei diritti procedurali (16,5 %); che altre questioni includevano problematiche etiche, la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE, il corretto ricorso alla discrezionalità, anche durante le procedure di infrazione, la sana gestione finanziaria degli appalti, delle sovvenzioni e dei contratti dell'UE e la buona gestione delle questioni relative al personale dell'Unione;

J.  considerando che, nella propria attività strategica nel 2017, l'ufficio del Mediatore ha archiviato quattro indagini strategiche e ne ha avviate altre quattro concernenti la trasparenza del Consiglio, casi di "porte girevoli" riguardanti ex commissari europei, l'accessibilità dei siti web della Commissione per le persone con disabilità e le attività preliminari alla presentazione delle domande connesse alle valutazioni dei medicinali da parte dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA); che nel 2017 il Mediatore ha avviato otto iniziative strategiche riguardanti, tra l'altro, la trasparenza delle attività di lobbying in seno al Consiglio europeo, il miglioramento dell'iniziativa dei cittadini europei (ICE) e le norme sulle "porte girevoli" presso varie istituzioni e vari organi dell'UE, mentre ha archiviato sei iniziative strategiche;

K.  considerando che l'Unione europea sta ancora affrontando la peggiore crisi economica, sociale e politica dai tempi della sua fondazione; che l'approccio inefficace adottato dalle istituzioni dell'UE nel rispondere alla mancanza di trasparenza tanto del processo decisionale dell'Unione quanto delle attività di lobbying, unitamente ad altre importanti questioni etiche in seno alle istituzioni, sta contribuendo a compromettere ulteriormente l'immagine dell'UE;

L.  considerando che la maggior parte delle indagini del Mediatore nel 2017 riguardava ancora il rifiuto di accesso ai documenti dell'UE e questioni di trasparenza correlate;

M.  considerando che, in virtù dell'importanza del fattore tempo nelle richieste di accesso ai documenti, il Mediatore ha avviato una fase sperimentale relativa a una procedura accelerata;

N.  considerando che il Mediatore svolge un ruolo cruciale nel garantire la responsabilità delle istituzioni dell'Unione e la massima trasparenza e imparzialità dei processi decisionali e dell'amministrazione dell'UE, con l'obiettivo di tutelare efficacemente i diritti dei cittadini, aumentando così la loro fiducia, il loro impegno e la loro partecipazione alla vita democratica dell'Unione;

O.  considerando che la Corte di giustizia ha stabilito che i principi di pubblicità e trasparenza sono inerenti alle procedure legislative dell'Unione e che l'efficacia e l'integrità del processo legislativo non possono sminuire i principi di pubblicità e di trasparenza soggiacenti a detto processo; che la Corte di giustizia ha fornito orientamenti chiari in materia, ad esempio nella sentenza del 22 marzo 2018 nella causa T-540/15;

P.  considerando che il Mediatore ha condotto per un anno un'indagine basata su una denuncia riguardante l'adesione del Presidente della Banca centrale europea (BCE) al Gruppo dei Trenta (G30), un'organizzazione privata i cui membri includono rappresentanti di banche sottoposte alla vigilanza diretta o indiretta della BCE; che il Mediatore ha raccomandato al Presidente della BCE di sospendere la propria adesione al G30;

Q.  considerando che il Mediatore ha condotto indagini sulle denunce riguardanti la gestione, da parte della Commissione, delle attività post-mandato degli ex commissari; che il Mediatore aveva già stabilito che la mancata adozione, da parte della Commissione, di una decisione specifica sul caso dell'ex Presidente della Commissione Barroso costituisce un caso di cattiva amministrazione; che, in relazione al caso Barroso, il comitato etico ha concluso che non vi sono elementi sufficienti per individuare una violazione degli obblighi giuridici, tenuto conto della dichiarazione scritta in cui l'ex Presidente ha affermato che non era stato ingaggiato per svolgere attività di lobbying per conto di Goldman Sachs e che non intendeva agire in tal senso;

R.  considerando che la crisi finanziaria ha provocato una crisi economica e sociale che ha gettato dubbi sulle istituzioni europee;

S.  considerando che il 25 ottobre 2017 si è svolto un incontro tra l'ex Presidente della Commissione Barroso e uno degli attuali Vicepresidenti della Commissione, che è stato registrato come un incontro ufficiale con Goldman Sachs; che il Mediatore ha rilevato che l'esatta natura dell'incontro non era chiara; che il Mediatore ha sottolineato l'esistenza di comprensibili preoccupazioni circa il fatto che l'ex Presidente utilizzi il suo precedente status e i suoi contatti con gli ex colleghi per esercitare la propria influenza e ottenere informazioni; che questo caso solleva questioni sistematiche sull'approccio generale della Commissione nella gestione di casi analoghi come pure sul grado di indipendenza del comitato etico; che pertanto sono necessarie norme più rigorose a livello dell’UE per prevenire e sanzionare tutti i conflitti di interessi in seno alle istituzioni e alle agenzie dell’Unione;

T.  considerando che nel marzo 2017 il Mediatore ha avviato un'indagine strategica sull'apertura e sulla responsabilità del Consiglio; che il Mediatore considera casi di cattiva amministrazione la mancata registrazione da parte del Consiglio dell'identità degli Stati membri che prendono posizione in una procedura legislativa come pure la mancanza di trasparenza del Consiglio in merito all'accesso del pubblico ai suoi documenti legislativi, ad esempio la pratica di attribuire in modo sproporzionato ai documenti lo status "LIMITE", che individua i documenti non destinati alla divulgazione; che il 17 maggio 2018 il Mediatore ha trasmesso al Parlamento una relazione speciale sull’indagine strategica concernente la responsabilità e la trasparenza dell'attività legislativa del Consiglio;

U.  considerando che una maggiore apertura in relazione alle posizioni assunte dai governi nazionali può contribuire a ridurre il fenomeno di "incolpare Bruxelles", che distorce la realtà di come viene adottata la legislazione dell'UE fomentando l'euroscetticismo e il sentimento antieuropeo;

V.  considerando che il Mediatore ha condotto un'indagine sulla mancata conformità con le norme dell'UE e internazionali della politica di trasparenza della BEI per quanto concerne l'accesso ai documenti;

W.  considerando che l'adeguata prevenzione dei conflitti di interessi all’interno delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell’Unione è essenziale per garantire una buona amministrazione e aumentare la fiducia dei cittadini nel processo decisionale dell’UE; che il Mediatore ha avviato un'indagine strategica sulle modalità con cui la Commissione effettua la valutazione dei conflitti di interessi dei suoi consiglieri speciali, che spesso lavorano simultaneamente per il settore privato;

X.  considerando che il Mediatore ha condotto un'indagine a seguito delle denunce ricevute dai cittadini riguardo all'omissione, da parte della Commissione, di adottare una decisione tempestiva in alcuni casi di infrazione concernenti l'abuso dei contratti a tempo determinato; che, nel corso degli anni, diversi Stati membri hanno registrato un significativo aumento dei contratti di lavoro temporanei e atipici, il che ha sollevato dubbi circa l'applicazione della legislazione europea in materia di occupazione e della giurisprudenza della Corte di giustizia;

Y.  considerando che, ai fini delle decisioni riguardanti la tutela della salute umana e la sicurezza degli esseri umani, degli animali e delle piante, le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'UE dovrebbero adottare un approccio particolarmente orientato ai cittadini e improntato a uno spirito di servizio nonché rispondere in modo adeguato alle preoccupazioni del pubblico relative alla piena trasparenza, indipendenza e precisione della raccolta e della valutazione delle prove scientifiche; che le prove scientifiche e le procedure utilizzate a livello dell'UE per l'autorizzazione, tra l'altro, degli organismi geneticamente modificati, dei pesticidi e del glifosato sono state oggetto di forti critiche e hanno suscitato un ampio dibattito pubblico;

Z.  considerando che la Commissione deve ancora applicare le raccomandazioni del Mediatore relative ai rapporti della Commissione con l'industria del tabacco, omettendo così di garantire la piena trasparenza in conformità dei suoi obblighi a norma della Convenzione quadro dell'OMS per la lotta al tabagismo (FCTC);

AA.  considerando che il Mediatore ha pubblicato raccomandazioni chiare e concrete sul modo in cui i funzionari pubblici dovrebbero interagire con i lobbisti, adoperandosi per sensibilizzare il Consiglio e la Commissione riguardo alle stesse;

AB.  considerando che il Mediatore fa parte del quadro europeo nell'ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, il cui compito è di tutelare, promuovere e monitorare l'attuazione della Convenzione a livello delle istituzioni dell'UE;

AC.  considerando che il Mediatore ha condotto un'indagine sul modo in cui Martin Selmayr, allora capo di gabinetto del Presidente della Commissione, è stato nominato Segretario generale della Commissione; che il Mediatore ha sottolineato che la Commissione, nel coprire il posto di Segretario generale, ha creato un senso artificioso di urgenza per giustificare la mancata pubblicazione di un avviso di posto vacante e ha organizzato una procedura di selezione del Segretario generale aggiunto non per coprire direttamente tale ruolo, ma per nominare rapidamente in due fasi Martin Selmayr a Segretario generale; che nella nomina di Martin Selmayr il Mediatore ha individuato quattro casi di cattiva amministrazione dovuti al fatto che la Commissione non ha rispettato correttamente le norme pertinenti, sia nella lettera che nello spirito;

AD.  considerando che il lavoro del Mediatore europeo completa perfettamente l'attività dei suoi omologhi a livello nazionale e regionale; che gli scambi e il coordinamento nell'ambito della rete europea dei difensori civici, sotto gli auspici del Mediatore europeo, rappresentano un elemento molto positivo per garantire a tutti i cittadini e i residenti dell'Unione il diritto alla buona amministrazione a tutti i livelli;

AE.  considerando che l'attuale statuto del Mediatore europeo è stato da ultimo aggiornato prima dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona; che da allora i cittadini dell’UE hanno maturato nuove aspettative nel campo della buona amministrazione e del ruolo del Mediatore nel garantirla, in particolare per quanto riguarda l’accesso ai documenti, le procedure di denuncia e le molestie, nonché nel garantire che la Commissione determini l'ammissibilità delle iniziative dei cittadini europei in modo equo e imparziale;

1.  approva la relazione annuale per il 2017 presentata dal Mediatore europeo; prende atto della sua presentazione chiara e di facile lettura, che mette in luce i fatti e le cifre più importanti relativi alle attività del Mediatore nel 2017;

2.  si congratula con Emily O'Reilly per l'eccellente lavoro svolto e per gli sforzi costruttivi profusi per migliorare la qualità dell'amministrazione dell'UE come pure l'accessibilità e la qualità dei servizi offerti ai cittadini; ribadisce il suo forte sostegno alle azioni condotte dal Mediatore per i cittadini e la democrazia europea;

3.  valuta positivamente la strategia quinquennale del Mediatore "Verso il 2019", che mira ad aumentare l'impatto e la visibilità delle attività del suo ufficio e a costruire solide relazioni con le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'UE, a tutto vantaggio dei cittadini;

4.  rileva con grande preoccupazione che le indagini riguardanti la trasparenza e la responsabilità, incluso l'accesso alle informazioni e ai documenti, continuano a costituire la maggioranza dei casi gestiti dal Mediatore nel 2017, seguite dalle denunce relative alle agenzie e ad altri organi dell'UE;

5.  plaude agli sforzi profusi dal Mediatore nell'assegnare al personale delle istituzioni dell'UE il Premio per la buona amministrazione 2017, in particolare al personale della DG Salute della Commissione per l'impegno a favore dei pazienti affetti da malattie rare;

6.  pone l'accento sull'importanza di assicurare la massima trasparenza e un migliore accesso del pubblico in relazione ai documenti detenuti dalle istituzioni dell'UE; evidenzia il lavoro strutturale svolto dal Mediatore nel portare alla luce i casi di cattiva amministrazione adottando un approccio caso per caso e avviando un crescente numero di indagini di propria iniziativa;

7.  esprime la propria gratitudine per la buona collaborazione, caratterizzata da stima e attenzione ai dettagli, del Mediatore e della sua équipe con la commissione per le petizioni;

8.  sottolinea che la legislazione dell'UE in materia di accesso ai documenti dovrebbe essere aggiornata; ribadisce l'invito a procedere a una revisione del regolamento (CE) n. 1049/2001, tra l'altro allo scopo di facilitare l'attività del Mediatore nel verificare la concessione dell'accesso ai documenti da parte del Parlamento, del Consiglio e della Commissione; accoglie con favore l'introduzione da parte del Mediatore di una procedura di denuncia rapida per trattare le indagini sull'accesso ai documenti;

9.  evidenzia che i cittadini devono essere in grado di partecipare in modo più diretto alla vita democratica dell'UE e di seguire in dettaglio il processo decisionale all'interno delle istituzioni dell'UE e che devono avere accesso a tutte le informazioni pertinenti per poter esercitare appieno i propri diritti democratici;

10.  sottolinea il ruolo del Mediatore nel lavorare ai fini di una maggiore trasparenza e responsabilità nel processo legislativo dell'UE per accrescere la fiducia dei cittadini nei confronti non solo della legittimità di un singolo atto, ma anche della legittimità del processo decisionale nel suo complesso;

11.  chiede un riesame degli orientamenti interni del Consiglio relativi ai documenti "LIMITE", che non hanno una solida base giuridica, così da garantire il rispetto del principio secondo cui è possibile attribuire il codice "LIMITE" solo a un progetto preliminare che non ha ancora un autore e che non produce alcun effetto nella procedura legislativa;

12.  riconosce la necessità di assicurare la massima trasparenza del processo decisionale dell'UE e plaude all'indagine del Mediatore relativa alla prassi abituale di tenere negoziati informali tra le tre principali istituzioni dell'UE (i cosiddetti "triloghi"); sostiene la pubblicazione di tutti i documenti di trilogo conformemente alle sentenze della Corte di giustizia;

13.  è fermamente dell'avviso che le raccomandazioni del Mediatore sulla politica di trasparenza della BEI debbano essere attuate senza ulteriore ritardo; invita la BEI a iniziare immediatamente a rimuovere la presunzione di non divulgazione in relazione alle informazioni e ai documenti raccolti nel contesto degli audit, delle ispezioni e delle indagini, inclusi quelli avviati durante e dopo i casi di frode e di corruzione;

14.  chiede che la politica di divulgazione del gruppo BEI garantisca un livello di trasparenza sempre più elevato per quanto riguarda i principi che disciplinano la sua politica dei prezzi e gli organi di governance; chiede la pubblicazione dei processi verbali delle riunioni del comitato direttivo del gruppo BEI;

15.  sottolinea che le posizioni degli Stati membri in seno al Consiglio durante il processo legislativo dell'UE devono essere registrate e rese pubbliche in modo tempestivo e accessibile, in quanto in un sistema fondato sul principio della legittimità democratica i colegislatori devono essere responsabili delle proprie azioni nei confronti del pubblico; ritiene che il rafforzamento della rendicontabilità in seno al Consiglio sulle posizioni assunte dai governi nazionali in merito alla legislazione dell'UE, anche rendendo i documenti legislativi accessibili al pubblico in modo proattivo nel corso del processo legislativo, contribuirebbe a ovviare alla mancanza di trasparenza nel processo decisionale e a ridurre la cultura dello "scaricare la colpa su Bruxelles" per le decisioni prese in ultima analisi dagli stessi governi nazionali; esige che il Consiglio, conformemente all'articolo 15, paragrafo 3, TFUE, riveda la propria politica di riservatezza per assicurare il massimo livello di trasparenza nelle proprie attività;

16.  invita la Commissione a garantire la massima trasparenza e il massimo accesso ai documenti e alle informazioni per quanto concerne le procedure di EU Pilot, quantomeno in relazione alle petizioni ricevute, nonché la totale trasparenza e l'accesso integrale alle procedure di EU Pilot e di infrazione già concluse;

17.  esorta il Mediatore a continuare a monitorare l'attuazione, da parte della Commissione, della riforma del sistema dei gruppi di esperti al fine di garantire il pieno rispetto delle norme giuridicamente vincolanti e la massima trasparenza nell'esecuzione di tutte le attività dei gruppi di esperti, nonché a indagare su possibili conflitti di interessi e a riferire al riguardo; ritiene che sia necessario effettuare un'attenta valutazione di tutti i gruppi di esperti e disporre di informazioni al riguardo per comprendere il loro livello di indipendenza, nell'ottica di servire l'interesse pubblico e apportare valore aggiunto nell'ambito del processo di elaborazione delle politiche dell'UE; ritiene che tutti i membri dei gruppi di esperti debbano figurare nel registro per la trasparenza;

18.  ribadisce la sua richiesta di una piattaforma centrale di trasparenza per tutte le istituzioni e le agenzie dell'UE;

19.  sostiene l'impegno del Mediatore a migliorare la trasparenza delle attività di lobbying a livello dell'UE; sottolinea l'importanza di adottare un atto legislativo adeguato che renda il registro della trasparenza obbligatorio e giuridicamente vincolante per tutte le istituzioni e le agenzie dell'UE e i rappresentanti di interessi, garantendo in tal modo la piena trasparenza delle attività di lobbying;

20.  sottolinea l'importanza di aggiornare periodicamente e migliorare sensibilmente la precisione dei dati figuranti nel registro per la trasparenza dell'UE, incluso l'obbligo per gli studi legali che svolgono attività di lobbying di dichiarare tutti i propri clienti; evidenzia la necessità di assicurare che tutte le informazioni sull'influenza dei lobbisti siano gratuitamente disponibili, pienamente comprensibili e di facile accesso per i cittadini; ritiene che debba essere garantita totale trasparenza circa il finanziamento di tutti i rappresentanti di interessi; chiede la sospensione dal registro per la trasparenza di qualsiasi organizzazione che violi le norme in materia di "porte girevoli";

21.  evidenzia le conclusioni del Mediatore secondo cui il mantenimento dell'adesione al G30 deciso dal presidente della BCE costituisce un caso di cattiva amministrazione, in quanto ha dato l'impressione ai cittadini che l'indipendenza della BCE dagli interessi finanziari privati potrebbe essere compromessa; sottolinea che i membri del comitato esecutivo della BCE dovrebbero astenersi dallo svolgere altresì il ruolo di membri di forum o di altre organizzazioni che includano dirigenti di banche controllate dalla BCE; prende atto delle raccomandazioni del Mediatore del 15 gennaio 2018 riguardanti la partecipazione del Presidente della BCE e dei membri dei suoi organi decisionali al G30 ed esorta la BCE a modificare le pertinenti norme per garantire la concreta attuazione delle più rigorose norme etiche e di responsabilità;

22.  ritiene che la Commissione non abbia rispettato i principi di trasparenza ed etica e dello Stato di diritto nella procedura utilizzata per la nomina del sig. Selmayr quale suo nuovo Segretario generale; deplora vivamente la decisione della Commissione di confermare il sig. Selmayr come nuovo Segretario generale, ignorando le ampie e diffuse critiche da parte dei cittadini dell'UE e il danno alla reputazione causato all'UE nel suo complesso; sottolinea che il sig. Selmayr deve dimettersi dalla carica di Segretario generale e invita la Commissione ad adottare una nuova procedura di nomina del Segretario generale che garantisca il rispetto delle più rigorose norme di trasparenza, etica e Stato di diritto;

23.  invita il Mediatore a continuare ad adoperarsi per rafforzare le norme in materia di etica all'interno delle istituzioni dell'UE nell'ottica di risolvere il problema delle "porte girevoli" e ad assicurare la piena trasparenza di tutte le informazioni correlate, anche garantendo la pubblicazione tempestiva dei nomi di tutti gli alti funzionari dell'UE coinvolti; attende con interesse l'analisi del Mediatore riguardo al modo in cui la Commissione sta attuando gli orientamenti e i suggerimenti del Mediatore su come migliorare la gestione dei casi di "porte girevoli", compresa la possibilità di adottare norme legislative per prevenire e sanzionare tali situazioni ed eventuali abusi;

24.  è fermamente dell'avviso che in tutte le istituzioni, agenzie e organismi dell'UE debbano essere applicate tempestivamente norme morali ed etiche più rigorose, chiare e facilmente applicabili, onde garantire il rispetto del dovere di integrità e impedire i conflitti di interessi con il settore privato; ritiene che tali disposizioni e norme debbano basarsi su un atto legislativo; prende atto dell'aggiornamento del codice di condotta per i commissari, che è entrato in vigore nel febbraio 2018 e ha introdotto periodi di incompatibilità più severi; ritiene, tuttavia, che i periodi di notifica successivi al mandato dovrebbero essere aumentati;

25.  sottolinea l'urgente necessità di un efficace rafforzamento del codice di buona condotta amministrativa vigente, attraverso l'adozione di un regolamento vincolante in materia;

26.  reputa che l'incontro tra l'ex Presidente della Commissione Barroso e uno degli attuali Vicepresidenti della Commissione, che è stato registrato come un incontro ufficiale con Goldman Sachs, rappresenti un'ulteriore dimostrazione dell'urgente necessità di rivedere le norme e le prassi in vigore al fine di rafforzare gli obblighi di integrità dei commissari durante e dopo il mandato;

27.  ribadisce l'invito rivolto alla Commissione affinché garantisca la pubblicazione proattiva e la piena trasparenza per quanto concerne le occupazioni post-mandato degli ex commissari; invita la Commissione ad assicurare che il comitato etico sia pienamente indipendente e soggetto all'obbligo di rendiconto e incoraggia il Mediatore a continuare a valutare e a segnalare qualsiasi conflitto di interessi riguardante i membri di tale comitato;

28.  si congratula con il Mediatore per la sua indagine strategica sulla trasparenza del processo legislativo del Consiglio (OI/2/2017/TE), ma si rammarica che il Consiglio non abbia risposto alle conclusioni entro il termine previsto; osserva che si tratta purtroppo di un tema ricorrente che viene costantemente messo in evidenza dalle denunce presentate al Mediatore; ritiene, inoltre, che tale questione dovrebbe essere considerata di grande importanza per la vita democratica dell'Unione e l'effettiva partecipazione dei cittadini di tutto il continente, in quanto è di ostacolo al rispetto dei trattati costituzionali e della Carta dei diritti fondamentali; segnala, a tal proposito, le conclusioni del Mediatore nell'ambito di un caso recente (1272/2017/LP – rifiuto da parte del Consiglio di rendere pubblico l'accesso al parere del suo servizio giuridico in merito a un accordo interistituzionale sul registro per la trasparenza), secondo cui la questione minaccia il principio dell'equilibrio istituzionale e nega la pratica essenziale della leale cooperazione reciproca; segnala che è impossibile effettuare controlli ex post su base puntuale dopo il rifiuto di una richiesta;

29.  pone l'accento sulla necessità di apportare significativi miglioramenti alle norme sui conflitti di interessi applicabili ai consiglieri speciali; invita in particolare la Commissione a dare piena attuazione alle raccomandazioni del Mediatore a tal riguardo, assicurando la massima trasparenza e adottando un approccio proattivo riguardo alla valutazione dei potenziali conflitti di interessi prima e dopo la nomina dei consiglieri speciali nonché garantendo che i cittadini abbiano un accesso completo a tutte le pertinenti informazioni;

30.  plaude all'interesse costante del Mediatore per le questioni relative al personale delle istituzioni e sottolinea l'importanza di ridurre ogni forma di discriminazione che potrebbe derivare da uno status differenziato; ribadisce l'importanza delle conclusioni del Mediatore sui tirocini non retribuiti del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) presso le delegazioni UE (caso 454/2014/PMC) e della raccomandazione al SEAE di versare ai propri tirocinanti un'indennità adeguata in conformità del principio di non discriminazione; deplora il fatto che altre istituzioni dell'Unione europea seguano la stessa pratica scorretta dei tirocini non retribuiti, con il risultato che ai giovani non vengono offerte opportunità eque o posti di lavoro paragonabili a quelli del personale, il che si traduce nell'esclusione dei giovani professionisti, che non hanno fondi sufficienti per mantenersi e non ricevono un'adeguata remunerazione per i loro servizi; rileva che in altri settori si riscontrano carenze nello status dei tirocinanti, come ad esempio la mancanza di meccanismi per segnalare le molestie sessuali nelle agenzie dell'Unione; invita pertanto il Mediatore ad avviare un'indagine strategica generale sullo status dei tirocinanti;

31.  sollecita la Commissione a rendere la sua attività pienamente trasparente pubblicando online i dati concernenti tutte le riunioni con i lobbisti dell'industria del tabacco o i loro rappresentanti legali nonché tutti i processi verbali di tali riunioni, conformemente agli obblighi stabiliti dalla Convenzione quadro dell'OMS per la lotta al tabagismo;

32.  esorta il Mediatore a monitorare l'attuazione delle raccomandazioni destinate ai funzionari pubblici dell'UE circa le loro interazioni con i rappresentanti di interessi nonché a continuare a sensibilizzare il personale dell'UE in forza presso tutte le sue istituzioni in merito a tali raccomandazioni mediante attività di formazione, seminari e relative misure di sostegno;

33.  esprime profondo rammarico per i ritardi accumulati dalla Commissione nelle procedure di infrazione riguardanti l'abuso dei contratti a tempo determinato nei settori sia privato che pubblico, che ha permesso la violazione dei diritti dei lavoratori negli Stati membri; invita il Mediatore a monitorare tale questione allo scopo di tutelare in modo efficace i diritti dei cittadini;

34.  sostiene il ruolo svolto dal Mediatore nell'elaborazione di una politica proattiva e trasparente in tutte le agenzie dell'UE; esorta il Mediatore a continuare a monitorare tutte le agenzie dell'UE per garantire che rispettino le più rigorose norme di trasparenza e forniscano al pubblico accesso ai documenti e alle informazioni, in particolare per quanto concerne le procedure e le attività inerenti alla tutela della salute umana;

35.  invita il Mediatore ad avviare un'indagine strategica per valutare se le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione – tra cui l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) – assicurino che la raccolta, l'esame e la pubblicazione delle prove scientifiche siano pienamente indipendenti, trasparenti, imparziali, accurati e non soggetti a conflitti di interessi e se siano in vigore le opportune politiche e garanzie procedurali, in particolare per quanto concerne gli OGM, il glifosato, i pesticidi, i prodotti fitosanitari, i biocidi e i medicinali; suggerisce a questo proposito un'ulteriore indagine sulla composizione e sulle procedure di selezione dei comitati scientifici e dei gruppi di esperti scientifici di tali agenzie, al fine di garantirne la totale indipendenza e di mettere in atto i più rigorosi meccanismi per evitare ogni possibile conflitto di interessi;

36.  valuta positivamente le indagini strategiche condotte dal Mediatore in relazione al trattamento delle persone con disabilità nel quadro del regime comune di assicurazione malattia della Commissione e all'accessibilità delle pagine web e degli strumenti online della Commissione per le persone con disabilità; sollecita il Mediatore a profondere il massimo impegno per garantire l'attuazione completa e coerente della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità da parte dell'amministrazione dell'UE;

37.  accoglie con favore l'impegno del Mediatore a favore dell'apertura e della trasparenza nel corso dei negoziati sulla Brexit; sottolinea la risposta positiva che il Mediatore ha ricevuto sia dal Consiglio che dalla Commissione, che riconoscono l'importanza della trasparenza; invita il governo del Regno Unito ad assumersi lo stesso impegno;

38.  incoraggia il Mediatore a proseguire la sua collaborazione con i difensori civici nazionali attraverso la rete europea dei difensori civici;

39.  invita la rete europea dei difensori civici a dimostrarsi più vigile nel monitorare che le autorità pubbliche agiscano immediatamente nei casi di brutalità da parte delle forze di polizia, razzismo e antisemitismo, nel rispetto dei diritti umani e della governance democratica;

40.   chiede che vengano assegnate maggiori risorse finanziarie e umane all'ufficio del Mediatore affinché possa far fronte al carico di lavoro attuale e futuro, per adempiere al suo dovere fondamentale di rafforzare le buone prassi amministrative all'interno dell'UE, un servizio di importanza vitale per i cittadini;

41.  accoglie con favore la conferenza annuale della rete europea dei difensori civici, svoltasi nel giugno 2017 e dedicata alle ripercussioni della Brexit e dell'aumento del populismo in Europa sui diritti dei cittadini;

42.  accoglie con favore il premio del Mediatore per la buona amministrazione, che riconosce gli sforzi compiuti dalla funzione pubblica dell'UE nella ricerca di modalità innovative per attuare politiche favorevoli ai cittadini;

43.  ribadisce la sua disponibilità ad aggiornare lo statuto del Mediatore europeo(2) e qualsiasi parte dell'acquis correlata, al fine di adeguare il suo ruolo alle attuali esigenze e aspettative dei cittadini dell'UE in materia di buona amministrazione;

44.  sottolinea la necessità di migliorare il dialogo sociale;

45.  sottolinea che la fiducia tra i cittadini e le istituzioni è essenziale nel contesto delle attuali difficoltà economiche;

46.  sottolinea la necessità che il Mediatore indaghi sul conflitto di interessi della Commissione tra il suo ruolo nella troika e la sua responsabilità di custode dei trattati e dell'acquis;

47.  invita il Mediatore a garantire che la Commissione contribuirà alla creazione di un'infrastruttura relativa alle iniziative dei cittadini europei, che fornisca consulenza giuridica e un quadro giuridico che protegga i membri di tali iniziative;

48.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione della commissione per le petizioni al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e ai loro difensori civici o organi competenti analoghi.

(1)

GU L 113 del 4.5.1994, pag. 15.

(2)

Progetto di decisione del Parlamento europeo adottato il 22 aprile 2008, che modifica la sua decisione 94/262/CECA, CE, Euratom, del 9 marzo 1994, concernente lo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del mediatore (GUC 259 E del 29.10.2009, pag. 116).


MOTIVAZIONE

La relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2017 è stata ufficialmente trasmessa al Presidente del Parlamento europeo il 22 maggio 2018 e il Mediatore, Emily O'Reilly, ha presentato la relazione alla commissione per le petizioni il 16 maggio 2018 a Bruxelles.

Il mandato del Mediatore è disciplinato dagli articoli 24 e 228 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

L'articolo 24 TFUE e l'articolo 43 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea stabiliscono il diritto di rivolgersi al Mediatore europeo.

Conformemente all'articolo 228 TFUE, il Mediatore europeo, eletto dal Parlamento europeo, è abilitato a ricevere le denunce di qualsiasi cittadino dell'Unione o di qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro, e riguardanti casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni, degli organi o degli organismi dell'Unione, salvo la Corte di giustizia dell'Unione europea nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali.

Per cattiva amministrazione si intende una mancanza o carenza a livello amministrativo. Ciò si verifica quando un'istituzione non opera secondo la legge, non rispetta i principi di buona amministrazione o viola i diritti umani.

Un aspetto fondamentale dell'attuale versione dei trattati, strettamente connesso alle attività del Mediatore, è incluso nell'articolo 15 TFUE. Tale articolo stabilisce infatti che le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione devono operare nel modo più trasparente possibile al fine di promuovere il buon governo e garantire la partecipazione della società civile. Esso prevede inoltre che qualsiasi cittadino dell'Unione e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro abbia il diritto di accedere ai documenti delle istituzioni, organi e organismi dell'Unione.

Un'altra pietra angolare, particolarmente legata al ruolo del Mediatore, è l'articolo 41, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in cui si sottolinea che "ogni persona ha diritto a che le questioni che la riguardano siano trattate in modo imparziale ed equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni, organi e organismi dell'Unione".

Nel 2017, 15 837 cittadini hanno chiesto assistenza ai servizi del Mediatore, dei quali 12 521 hanno ottenuto consigli attraverso la guida interattiva presente nel sito web del Mediatore, mentre delle restanti richieste 1 135 sono state trasmesse ad altri servizi per richieste di informazioni e 2 181 sono state trattate in quanto denunce dal Mediatore.

Delle 2 181 denunce complessivamente trattate dal Mediatore nel 2017, 751 rientravano nel mandato del Mediatore e 1 430 esulavano dalle sue competenze.

Nel 2017 il Mediatore ha avviato 447 indagini, di cui 433 basate su denunce e 14 avviate di propria iniziativa, e ha invece archiviato 363 indagini (348 basate su denunce e 15 avviate di propria iniziativa). La maggior parte delle indagini riguardava la Commissione (256 indagini, pari al 57,3 %), seguita dalle agenzie dell'UE (35 indagini, pari al 7,8 %), dall'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) (34 indagini, pari al 7,6 %), dal Parlamento europeo (22 indagini, pari al 4,9 %), dal Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) (17 indagini, pari al 3,8 %), dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) (16 indagini, pari al 3,6 %) e da altre istituzioni (67 indagini, pari al 15 %).

Le tre principali questioni su cui vertevano le indagini del Mediatore archiviate nel 2017 erano la trasparenza, la responsabilità e l'accesso alle informazioni e ai documenti (20,6 %), la cultura del servizio (16,8 %) e il rispetto dei diritti procedurali (16,5 %). Altre questioni includevano problematiche etiche, la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE, il rispetto dei diritti fondamentali, il corretto ricorso alla discrezionalità, anche durante le procedure di infrazione, la sana gestione finanziaria degli appalti, delle sovvenzioni e dei contratti dell'UE e la buona gestione delle questioni relative al personale dell'Unione.

Il relatore apprezza che la strategia attuata dal Mediatore, volta ad aumentare la visibilità del suo ufficio, abbia comportato un aumento del numero complessivo di denunce trattate nel 2017, da 1 880 a 2 184, nonché del numero delle denunce ricevute che rientrano nel mandato del Mediatore, che è passato da 711 a 751.

Nella propria attività strategica nel 2017, il Mediatore ha archiviato quattro indagini strategiche e ne ha avviate altre quattro concernenti la trasparenza del Consiglio, casi di "porte girevoli" riguardanti ex commissari europei, l'accessibilità dei siti web della Commissione per le persone con disabilità e le attività preliminari alla presentazione delle domande connesse alle valutazioni dei medicinali da parte dell'EMA. Il Mediatore ha inoltre avviato otto iniziative strategiche riguardanti, tra l'altro, la trasparenza delle attività di lobbying in seno al Consiglio europeo, il miglioramento dell'iniziativa ICE e le norme sulle "porte girevoli" presso varie istituzioni e organi dell'UE, mentre ha archiviato sei iniziative strategiche.

Il relatore rileva con preoccupazione che le indagini riguardanti la trasparenza e la responsabilità, incluso l'accesso alle informazioni e ai documenti, continuano a costituire la maggioranza dei casi gestiti dal Mediatore nel 2017.

Il relatore sottolinea che l'Unione europea sta ancora affrontando la peggiore crisi economica, sociale e politica dai tempi della sua fondazione. Le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione dovrebbero sentirsi in dovere di garantire la piena trasparenza e le più rigorose norme etiche e di responsabilità.

Secondo il relatore, l'approccio inefficace adottato finora dalle istituzioni dell'UE nel rispondere alla mancanza di trasparenza tanto del processo decisionale dell'Unione quanto delle attività di lobbying, unitamente ad altre importanti questioni etiche in seno alle istituzioni, sta contribuendo, purtroppo, a compromettere ulteriormente l'immagine dell'UE, alimentando la delusione e il malcontento dei cittadini.

A tale proposito, il relatore ricorda che l'Unione non ha ancora adottato un registro per la trasparenza dell'UE obbligatorio e giuridicamente vincolante per garantire la piena trasparenza delle attività di lobbying per tutte le istituzioni e agenzie dell'UE e parti terze. Il relatore sottolinea inoltre che la legislazione dell'UE in materia di accesso ai documenti è nettamente obsoleta. Il regolamento (CE) n. 1049/2001, infatti, non rispecchia più l'attuale situazione giuridica e le prassi istituzionali messe in atto dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi dell'Unione.

Il relatore ritiene inoltre opportuno menzionare due delle questioni etiche più rilevanti emerse nel 2017.

La prima riguarda l'incontro tenutosi il 25 ottobre 2017 tra l'ex Presidente della Commissione Barroso e uno degli attuali Vicepresidenti della Commissione, registrato come un incontro ufficiale con Goldman Sachs; a tale proposito il Mediatore ha sottolineato che la natura esatta dell'incontro non era chiara e che vi sono comprensibili preoccupazioni circa il fatto che l'ex presidente utilizzi il suo precedente status e i suoi contatti con gli ex colleghi per esercitare la propria influenza e ottenere informazioni.

La seconda questione concerne la decisione del Presidente della BCE di mantenere la propria adesione al Gruppo dei Trenta (G30), un'organizzazione privata i cui membri includono rappresentanti di banche sottoposte alla vigilanza diretta o indiretta della BCE, nonostante la raccomandazione del Mediatore di sospendere tale adesione.

Il relatore sottolinea che sia il "caso Barroso" che la permanenza del Presidente della BCE nel G30 hanno dimostrato ulteriormente l'urgente necessità di applicare norme morali ed etiche più rigorose all'interno di tutte le istituzioni dell'UE, nell'ottica di garantire il rispetto del dovere di integrità e discrezione nonché la piena indipendenza dal settore privato.

Il relatore vorrebbe inoltre ricordare che il Mediatore ha classificato come casi di cattiva amministrazione la mancata registrazione da parte del Consiglio dell'identità degli Stati membri che prendono posizione in una procedura legislativa come pure la mancanza di trasparenza del Consiglio sull'accesso del pubblico ai suoi documenti legislativi.

Il relatore ricorda che la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ha stabilito che i principi di pubblicità e di trasparenza sono inerenti alle procedure legislative dell'Unione e che i cittadini devono essere in grado seguire in dettaglio il processo decisionale all'interno delle istituzioni dell'UE e di parteciparvi direttamente e devono avere accesso a tutte le informazioni pertinenti per poter esercitare appieno i propri diritti democratici.

Il relatore mette pertanto l'accento sulla necessità di una piena trasparenza nel processo decisionale dell'UE, in quanto in un sistema basato sul principio della legittimità democratica tutte le istituzioni devono essere pienamente responsabili delle proprie azioni nei confronti del pubblico.

Il relatore ritiene che il Mediatore svolga un ruolo cruciale nel garantire che i processi decisionali e l'amministrazione dell'UE siano pienamente trasparenti e imparziali, allo scopo di tutelare efficacemente i diritti dei cittadini, e plaude all'indagine del Mediatore relativa ai negoziati informali tra le tre principali istituzioni dell'UE (i cosiddetti "triloghi").

In un caso specifico nel corso del 2017, il Mediatore ha sottolineato che potrebbe cercare di valutare se gli organismi scientifici dell'UE dispongano delle necessarie garanzie procedurali per assicurare che i pareri scientifici forniti siano quanto più completi e indipendenti possibile e se tali garanzie siano state correttamente applicate nell'ambito di una determinata procedura.

A tale proposito, il relatore ricorda che le prove scientifiche e le procedure utilizzate a livello dell'UE per l'autorizzazione, tra l'altro, degli organismi geneticamente modificati, dei pesticidi e del glifosato sono state oggetto di forti critiche e hanno suscitato un ampio dibattito pubblico. Invita pertanto il Mediatore ad avviare un'indagine strategica per valutare se le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione – tra cui l'ECHA, l'EFSA e l'EMA – assicurino che la raccolta e l'esame delle prove scientifiche siano pienamente indipendenti, trasparenti, accurati e non soggetti a conflitti di interessi e se siano in vigore le opportune politiche e garanzie procedurali.


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

21.11.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Margrete Auken, Beatriz Becerra Basterrechea, Andrea Cozzolino, Pál Csáky, Miriam Dalli, Rosa Estaràs Ferragut, Eleonora Evi, Takis Hadjigeorgiou, Peter Jahr, Rikke-Louise Karlsson, Svetoslav Hristov Malinov, Lukas Mandl, Notis Marias, Ana Miranda, Miroslavs Mitrofanovs, Gabriele Preuß, Eleni Theocharous, Cecilia Wikström

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Rosa D’Amato, Urszula Krupa, Kostadinka Kuneva, Julia Pitera, Ángela Vallina

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Asim Ademov, Adam Szejnfeld, Mihai Ţurcanu


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

26

+

ALDE

ECR

EFDD

GUE/NGL

NI

PPE

S&D

Verts/ALE

Beatriz Becerra Basterrechea, Cecilia Wikström

Urszula Krupa, Notis Marias, Eleni Theocharous

Rosa D'Amato, Eleonora Evi

Takis Hadjigeorgiou, Kostadinka Kuneva, Ángela Vallina

Rikke-Louise Karlsson

Asim Ademov, Pál Csáky, Rosa Estaràs Ferragut, Peter Jahr, Svetoslav Hristov Malinov, Lukas Mandl, Julia Pitera, Adam Szejnfeld, Mihai Ţurcanu

Andrea Cozzolino, Miriam Dalli, Gabriele Preuß

Margrete Auken, Ana Miranda, Miroslavs Mitrofanovs

0

-

0

0

0

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2018Avviso legale