Procedura : 2018/0165(COD)
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Ciclo del documento : A8-0437/2018

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A8-0437/2018

Discussioni :

Votazioni :

PV 18/04/2019 - 10.19

Testi approvati :

P8_TA(2019)0439

RELAZIONE     ***I
PDF 448kWORD 73k
6.12.2018
PE 627.044v02-00 A8-0437/2018

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 596/2014 e (UE) 2017/1129 per quanto riguarda la promozione dell'uso dei mercati di crescita per le PMI

(COM(2018)0331 – C8-0212/2018 – 2018/0165(COD))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Anne Sander

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 596/2014 e (UE) 2017/1129 per quanto riguarda la promozione dell'uso dei mercati di crescita per le PMI

(COM(2018)0331 – C8-0212/2018 – 2018/0165(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0331),

–  visti l'articolo 249, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0212/2018),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 settembre 2018(1),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A8-0000/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il Suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO EUROPEO(2)*

alla proposta della Commissione

---------------------------------------------------------

2018/0165 (COD)

Proposta di

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

che modifica i regolamenti (UE) n. 596/2014 e (UE) 2017/1129 per quanto riguarda la promozione dell'uso dei mercati di crescita per le PMI

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere della Banca centrale europea(3),

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(4),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(5),

considerando quanto segue:

(1)  L'iniziativa dell'Unione dei mercati dei capitali è intesa a ridurre la dipendenza dai prestiti bancari, a diversificare le fonti di finanziamento basate sul mercato per le piccole e medie imprese ("PMI") e a promuovere l'emissione di obbligazioni e di azioni da parte delle PMI sui mercati pubblici. Le imprese stabilite nell'Unione che intendono raccogliere capitali nelle sedi di negoziazione si trovano a sostenere costi di informativa una tantum e continua e di conformità elevati che possono dissuaderle fin dall'inizio dal chiedere l'ammissione alla negoziazione nelle sedi di negoziazione dell'Unione. Inoltre, le azioni emesse dalle PMI nelle sedi di negoziazione dell'Unione tendono a presentare livelli di liquidità più bassi e una maggiore volatilità, il che aumenta il costo del capitale, rendendo troppo onerosa questa fonte di finanziamento. È pertanto indispensabile disporre di una politica europea orizzontale per le PMI che sia inclusiva, coerente ed efficace e che tenga conto dei diversi sottogruppi di PMI e delle loro diverse necessità. In tal senso è opportuno introdurre ulteriori normative che favoriscano l'avvicinamento delle PMI a formule quali i business angel, il capitale di avviamento, il capitale di rischio, ecc. La diversificazione creditizia delle PMI costituisce una garanzia per la salute economica dell'Unione.

(1 bis)  Le "piccole e medie imprese", o "PMI", sono società che in base al loro più recente bilancio annuale o consolidato soddisfano almeno due dei tre criteri seguenti: numero medio di dipendenti nel corso dell'esercizio inferiore a 250, totale dello stato patrimoniale non superiore a 43 000 000 EUR e fatturato netto annuale non superiore a 50 000 000 EUR;

(2)  La direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(6) ha creato un nuovo tipo di sedi di negoziazione, i mercati di crescita per le PMI, sottogruppo dei sistemi multilaterali di negoziazione (“MTF”), al fine di facilitare l'accesso delle PMI ai capitali per consentire loro di crescere e agevolare l'ulteriore sviluppo di mercati specializzati volti a soddisfare le esigenze degli emittenti che sono PMI e che hanno un reale potenziale di crescita. La direttiva 2014/65/UE precisa inoltre: "È opportuno prestare attenzione alle modalità con cui la regolamentazione futura dovrà favorire e promuovere ulteriormente l'utilizzo di tale mercato in modo da renderlo attraente agli occhi degli investitori, ridurre gli oneri amministrativi e fornire ulteriori incentivi per l'accesso da parte delle PMI ai mercati dei capitali attraverso i mercati di crescita per le PMI". Nel suo parere sulla proposta della Commissione, il comitato economico e sociale europeo evidenzia che: "le carenze di comunicazione e l'approccio burocratico costituiscono barriere significative e (...) occorre un maggiore impegno per superare questi ostacoli. La comunicazione (...) dev'essere sempre destinata ai livelli più bassi della catena, (...) coinvolgendo le associazioni di PMI, le parti sociali, le camere di commercio ecc."

(3)  È stato tuttavia constatato che gli emittenti ammessi alla negoziazione su un mercato di crescita per le PMI beneficiano di un numero relativamente ridotto di semplificazioni normative rispetto agli emittenti ammessi alla negoziazione negli MTF o nei mercati regolamentati. La maggior parte degli obblighi stabiliti nel regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio(7) si applica allo stesso modo a tutti gli emittenti, a prescindere dalle loro dimensioni o dalla sede di negoziazione in cui i loro strumenti finanziari sono ammessi alla negoziazione. Questo basso livello di differenziazione tra emittenti dei mercati di crescita per le PMI ed emittenti degli MTF dissuade gli MTF dal richiedere la registrazione come mercato di crescita per le PMI, come attestato dallo scarso interesse suscitato finora da tale status. È pertanto necessario introdurre ulteriori semplificazioni proporzionate per promuovere in modo adeguato l'uso dei mercati di crescita per le PMI.

(4)  L'attrattiva dei mercati di crescita per le PMI dovrebbe essere rafforzata riducendo ulteriormente i costi di conformità e gli oneri amministrativi che gravano sugli emittenti di tali mercati. Per mantenere i massimi livelli di conformità sui mercati regolamentati, le semplificazioni previste dal presente regolamento dovrebbero essere limitate alle imprese quotate sui mercati di crescita per le PMI, indipendentemente dal fatto che non tutte le PMI sono quotate sui mercati di crescita per le PMI e non tutte le imprese quotate sui mercati di crescita per le PMI sono PMI. A norma della direttiva 2014/65/UE, fino a un massimo del 50% di imprese che non sono PMI può essere ammesso alla negoziazione sui mercati di crescita per le PMI per preservare la redditività del modello di business di tali mercati mediante, tra l'altro, la liquidità dei titoli delle imprese che non sono PMI. In considerazione dei rischi connessi all'applicazione di norme differenti agli emittenti quotati in sedi appartenenti alla stessa categoria, ossia i mercati di crescita per le PMI, le modifiche previste dal presente regolamento non dovrebbero essere limitate agli emittenti che sono PMI. Al fine di garantire coerenza per gli emittenti e chiarezza per gli investitori, la riduzione dei costi di conformità e degli oneri amministrativi dovrebbe applicarsi a tutti gli emittenti sui mercati di crescita per le PMI, a prescindere dalla loro capitalizzazione di mercato. L'applicazione delle stesse norme agli emittenti evita inoltre di penalizzare le imprese in crescita che cessano di essere PMI. È opportuno focalizzare maggiormente l'attenzione sull'oggetto del presente regolamento, ossia le PMI, e sulle loro necessità. Da questo punto di vista la semplificazione amministrativa è un passo fondamentale da compiere, ma non è il solo. Occorre promuovere il miglioramento delle informazioni direttamente accessibili alle PMI in merito alle loro opzioni di finanziamento. I dati evidenziano che la carenza di informazioni costituisce uno dei principali problemi delle PMI per quanto concerne la possibilità di accedere a fonti di finanziamento alternative a quelle bancarie.

(4 bis)  È importante riconoscere l'inclusione nel regolamento (UE) 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio(8) del prospetto UE della crescita, che si applica alle PMI che emettono capitale sui mercati. Il prospetto UE della crescita è una versione condensata del prospetto che deve essere pubblicato integralmente per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato; esso include le informazioni e la documentazione essenziali. Il prospetto UE della crescita è più breve e quindi più economico da produrre, il che riduce i costi per le PMI. Le PMI dovrebbero poter scegliere di utilizzare il prospetto UE della crescita. Inoltre, per le offerte di titoli fino a 20 milioni di EUR, un emittente dovrebbe altresì poter scegliere di utilizzare il prospetto UE della crescita, a meno che non intenda chiedere l'ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato. Ciò copre gli emittenti la cui offerta pubblica potrebbe essere ammessa alla negoziazione su un mercato di crescita per le PMI, nonché gli emittenti la cui offerta pubblica non sia negoziata in borsa. In alternativa, gli emittenti dovrebbero poter scegliere di redigere un prospetto completo a norma del regolamento (UE) 2017/1129.

(4 ter)  Il successo di un mercato di crescita per le PMI non dovrebbe essere misurato semplicemente in base al numero delle società quotate, bensì in base al tasso di crescita conseguito dalle società quotate. La semplificazione normativa dovrebbe andare a beneficio delle società più piccole che hanno un reale potenziale di crescita.

(5)  Ai sensi dell'articolo 11 del regolamento (UE) n. 596/2014, per "sondaggio di mercato" si intende la comunicazione di informazioni a uno o più potenziali investitori, anteriormente all'annuncio di un'operazione, al fine di valutare l'interesse dei potenziali investitori per una possibile operazione e le relative condizioni, come le dimensioni potenziali o il prezzo. Durante la fase di negoziazione di un collocamento privato di obbligazioni, gli emittenti ▌avviano discussioni con un numero limitato di potenziali investitori qualificati (come definiti nel regolamento (UE) 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio(9), con i quali negoziano tutti i termini e le condizioni contrattuali dell'operazione. La comunicazione delle informazioni in tale fase di negoziazione di un collocamento privato di obbligazioni è volta a strutturare e completare l'intera operazione, e non a sondare l'interesse dei potenziali investitori in relazione a un'operazione predefinita. L'imposizione dell'obbligo di effettuare un sondaggio di mercato per il collocamento privato di obbligazioni può talvolta risultare onerosa e dissuadere sia gli emittenti che gli investitori dall'avviare discussioni per tali operazioni. Al fine di aumentare l'attrattiva del collocamento privato di obbligazioni ▌, tali operazioni dovrebbero essere escluse dall'ambito di applicazione del regime dei sondaggi di mercato, purché sia in vigore un adeguato accordo di non divulgazione.

(6)  Una certa liquidità delle azioni degli emittenti può essere ottenuta attraverso meccanismi di liquidità, come i dispositivi di market-making o i contratti di liquidità. I dispositivi di market-making prevedono la sottoscrizione di un contratto tra il gestore del mercato e un terzo che si impegna a preservare la liquidità di talune azioni ottenendo in cambio sconti sulle commissioni di negoziazione. Un contratto di liquidità è un contratto tra un emittente e un terzo che si impegna ad assicurare la liquidità delle azioni dell'emittente, e per suo conto. Per preservare pienamente l'integrità del mercato, i contratti di liquidità dovrebbero essere disponibili per tutti gli emittenti dei mercati di crescita per le PMI in tutta l'Unione, subordinatamente a una serie di condizioni. Non tutte le autorità competenti hanno stabilito prassi di mercato ammesse in relazione ai contratti di liquidità conformemente all'articolo 13 del regolamento (UE) n. 596/2014, il che significa che non tutti gli emittenti sui mercati di crescita per le PMI hanno attualmente accesso a regimi di liquidità in tutta l'Unione. Tale assenza di regimi di liquidità può ostacolare l'efficace sviluppo dei mercati di crescita per le PMI. È pertanto necessario creare un quadro dell'Unione che, in assenza di una prassi di mercato ammessa a livello nazionale, consenta agli emittenti dei mercati di crescita per le PMI di stipulare un contratto di liquidità con un fornitore di liquidità in un altro Stato membro. È tuttavia essenziale che il quadro dell'Unione in materia di contratti di liquidità per i mercati di crescita per le PMI integri, anziché sostituire, le prassi di mercato nazionali ammesse esistenti o future. È essenziale che le autorità competenti mantengano la possibilità di istituire prassi di mercato ammesse per i contratti di liquidità, così da adattarne le condizioni alle peculiarità locali o estendere tali contratti ai titoli illiquidi diversi dalle azioni negoziate nelle sedi di negoziazione.

(7)  Al fine di assicurare l'applicazione uniforme del quadro dell'Unione per i contratti di liquidità di cui al considerando (6), è opportuno modificare il regolamento (UE) n. 596/2014 per conferire alla Commissione il potere di adottare le norme tecniche di attuazione, sviluppate dall'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, che stabiliscono il modello da utilizzare per tali contratti. La Commissione dovrebbe adottare tali norme tecniche di attuazione mediante atti delegati a norma dell'articolo 291 del trattato e conformemente all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio.(10)

(7 bis)  Il ricorso ai mercati di crescita per le PMI dovrebbe essere promosso attivamente. Molte PMI non sono ancora consapevoli di esistere in quanto nuova categoria delle sedi di negoziazione. Per risolvere tale situazione, la Commissione, in stretta cooperazione con le autorità nazionali competenti e le organizzazioni che rappresentano le PMI, dovrebbe condurre campagne di sensibilizzazione per informare le PMI in merito alle possibilità offerte dai mercati di crescita per le PMI.

(8)  Conformemente all'articolo 17, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 596/2014, gli emittenti possono decidere di ritardare la comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate se la comunicazione immediata rischia di pregiudicare i loro legittimi interessi. Gli emittenti sono tuttavia tenuti a comunicare la decisione all'autorità competente e a spiegarne i motivi. L'obbligo per gli emittenti dei mercati di crescita per le PMI di motivare per iscritto la decisione di ritardare la comunicazione può essere oneroso. Si ritiene che un obbligo meno oneroso per tali emittenti, consistente nel dover spiegare i motivi del ritardo soltanto su richiesta dell'autorità competente, non abbia un impatto significativo sulla capacità dell'autorità competente di monitorare la comunicazione delle informazioni privilegiate, ma riduca in misura considerevole l'onere amministrativo per gli emittenti dei mercati di crescita delle PMI, purché le autorità competenti siano in ogni caso informate della decisione di ritardare la comunicazione e abbiano la possibilità di avviare un'indagine in caso di dubbi riguardo alla decisione.

(9)  La prescrizione meno severa, che si applica attualmente agli emittenti dei mercati di crescita per le PMI, di produrre, in conformità dell'articolo 18, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 596/2014, un elenco delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate solo su richiesta dell'autorità competente ha un effetto pratico limitato, in quanto tali emittenti sono comunque tenuti a monitorare costantemente, nell'ambito dei progetti in corso, coloro che si configurano come persone aventi accesso a informazioni privilegiate. La semplificazione esistente dovrebbe pertanto essere sostituita dalla possibilità per gli emittenti dei mercati di crescita per le PMI di mantenere soltanto un elenco delle persone aventi accesso permanente a informazioni privilegiate, che dovrebbe includere le persone e i diretti familiari delle persone che hanno regolarmente accesso a informazioni privilegiate in ragione della loro funzione o posizione presso l'emittente. Tale elenco dovrebbe essere aggiornato su base annua ed essere comunicato all'autorità competente. L'autorità competente dovrebbe garantire che tale semplificazione amministrativa non dia luogo a pratiche illecite a danno delle PMI. Gli elenchi delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate sono un importante strumento di indagine per le autorità competenti.

(9 bis)  Gli elenchi di persone aventi accesso a informazioni privilegiate costituiscono uno strumento importante per le autorità di regolamentazione nel valutare i possibili abusi di mercato. Essi consentono di preservare l'integrità dei mercati. È essenziale chiarire che l'obbligo di compilare un elenco delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate incombe sia agli emittenti che ai soggetti che agiscono a loro nome o per loro conto. È opportuno chiarire le responsabilità delle persone che agiscono in nome o per conto dell'emittente riguardo alla compilazione degli elenchi di persone aventi accesso a informazioni privilegiate, al fine di evitare interpretazioni e pratiche divergenti attraverso l'Unione.

Le pertinenti disposizioni del regolamento (CE) n. 596/2014 dovrebbero essere modificate di conseguenza.

(9 ter)  Oltre ad alleggerire le prescrizioni, le sanzioni punitive applicate dovrebbero tenere conto della realtà economica delle piccole imprese.

(10)  A norma dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 596/2014, gli emittenti devono rendere pubbliche, entro tre giorni dall'operazione, le operazioni effettuate dalle persone che esercitano funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione e dalle persone a loro strettamente legate. Lo stesso termine si applica alle persone che esercitano funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione e alle persone a loro strettamente legate per quanto riguarda l'obbligo di riferire le proprie operazioni all'emittente. Se le persone che esercitano funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione e le persone a loro strettamente legate comunicano in ritardo le loro operazioni agli emittenti dei mercati di crescita per le PMI, questi ultimi hanno difficoltà da un punto di vista tecnico a rispettare il termine dei tre giorni, il che potrebbe dar luogo a problemi di responsabilità. Gli emittenti dei mercati di crescita per le PMI dovrebbero pertanto essere autorizzati a comunicare le operazioni entro due giorni dalla notifica delle stesse da parte delle persone che esercitano funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione oppure delle persone a loro strettamente legate.

(11)  I mercati di crescita per le PMI non dovrebbero essere percepiti come l'ultima fase dello sviluppo degli emittenti e dovrebbero consentire alle imprese di successo di crescere e di passare un giorno ai mercati regolamentati per beneficiare di una maggiore liquidità e avere accesso a un maggior numero di investitori. Per agevolare la transizione da un mercato di crescita per le PMI a un mercato regolamentato, le imprese in crescita dovrebbero potersi avvalere del regime di informativa semplificato per l'ammissione a un mercato regolamentato, come stabilito all'articolo 14 del regolamento (UE) 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio, a condizione che siano ammesse alla negoziazione su un mercato di crescita per le PMI da almeno tre anni. Tale periodo dovrebbe consentire agli emittenti di disporre di un riscontro sufficiente e di fornire al mercato informazioni sul loro rendimento finanziario e sugli obblighi di segnalazione secondo il disposto della direttiva 2014/65/UE.

(12)  A norma del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio(11), gli emittenti dei mercati di crescita per le PMI non sono tenuti a pubblicare il bilancio secondo gli International Financial Reporting Standards. Tuttavia, per evitare di discostarsi dalle norme in vigore sui mercati regolamentati, gli emittenti dei mercati di crescita per le PMI che desiderano utilizzare il regime di informativa semplificato per il trasferimento a un mercato regolamentato dovrebbero preparare il bilancio più recente, comprese informazioni comparative per l'anno precedente, conformemente a detto regolamento.

(12 bis)  Si dovrebbe seguire un approccio orizzontale per migliorare il finanziamento e gli investimenti destinati alle PMI dell'Unione. Tale approccio orizzontale dovrebbe concentrarsi sulle due facce del finanziamento, vale a dire le imprese, ma anche gli investitori. Attualmente, gli investitori istituzionali si confrontano a norme, requisiti prudenziali o coefficienti potenzialmente troppo conservatori, che impediscono loro di investire nelle PMI. In questo senso, la Commissione dovrebbe considerare, nelle diverse normative settoriali che disciplinano i fondi pensione, le imprese di assicurazione e di riassicurazione, i gestori di attivi e le imprese di investimento, come agevolare gli investimenti per le PMI quotate sui mercati in crescita e, più in generale, gli investimenti per tutte le PMI dell'Unione.

(13)  È pertanto opportuno modificare di conseguenza i regolamenti (UE) n. 596/2014 e (UE) 2017/1129.

(14)  Le modifiche di cui al presente regolamento si dovrebbero applicare sei mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento per lasciare ai gestori storici del mercato di crescita per le PMI tempo sufficiente per adeguare le loro regole e procedure,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Modifiche del regolamento (UE) n. 596/2014

Il regolamento (CE) n. 596/2014 è così modificato:

1.  all'articolo 11 è inserito il paragrafo 1 bis seguente:

"1 bis. Se l'offerta di titoli è rivolta unicamente a investitori qualificati ai sensi dell'articolo 2, lettera e, del regolamento (UE) 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio*, la comunicazione delle informazioni a tali investitori qualificati ai fini della negoziazione dei termini e delle condizioni contrattuali della loro partecipazione a un'emissione di obbligazioni da parte di un emittente i cui strumenti finanziari sono ammessi alla negoziazione su una sede di negoziazione non costituisce un sondaggio di mercato né una divulgazione illecita di informazioni riservate. Detto emittente assicura che gli investitori qualificati che ricevono le informazioni conoscano, e riconoscano per iscritto, gli obblighi giuridici e regolamentari connessi e siano a conoscenza delle sanzioni applicabili in caso di abuso di informazioni privilegiate e di comunicazione illecita di informazioni privilegiate.

________________________

*  Regolamento (UE) 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2017, relativo al prospetto da pubblicare per l'offerta o l'ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato, e che abroga la direttiva 2003/71/CE (GU L 168 del 30.6.2017, pag. 12).";

2.  all'articolo 13 sono aggiunti i paragrafi 12 e 13 seguenti:

"12. Senza pregiudizio della facoltà degli Stati membri di utilizzare prassi di mercato ammesse, o di sviluppare tali prassi, gli emittenti i cui strumenti finanziari sono ammessi alla negoziazione su un mercato di crescita per le PMI sono autorizzati a sottoscrivere un contratto di liquidità dell'Unione per le loro azioni se sono soddisfatte le condizioni seguenti:

(a)  i termini e le condizioni del contratto di liquidità sono conformi ai criteri stabiliti all'articolo 13, paragrafo 2, del presente regolamento e nel regolamento delegato (UE) 2016/908 della Commissione**;

(b)  il contratto di liquidità è redatto conformemente al modello di cui al paragrafo 13;

(c)  il fornitore di liquidità è debitamente autorizzato dall'autorità competente in conformità della direttiva 2014/65/UE ed è registrato come membro del mercato dal gestore del mercato o dall'impresa di investimento che gestisce il mercato di crescita per le PMI;

(d)  il gestore del mercato o l'impresa di investimento che gestisce il mercato di crescita per le PMI conferma per iscritto all'emittente di aver ricevuto una copia del contratto di liquidità e che ne accetta i termini e le condizioni.

L'emittente di cui al primo comma è in grado di dimostrare, in qualsiasi momento, che le condizioni in base alle quali il contratto è stato stipulato sono soddisfatte su base continuativa. Detto emittente e l'impresa di investimento che gestisce il mercato di crescita per le PMI trasmettono alle pertinenti autorità competenti una copia del contratto di liquidità ▌.

13. Al fine di garantire condizioni uniformi di applicazione del paragrafo 12, alla Commissione, in stretta collaborazione con l'ESMA e sulla base del parere tecnico di quest'ultima, è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 35 al fine di integrare il presente regolamento precisando le norme che stabiliscono il modello contrattuale da utilizzare ai fini della stipula del contratto di liquidità dell'Unione per garantire il rispetto delle condizioni di cui all'articolo 13. ▌

_________________________

**  Regolamento delegato (UE) 2016/908 della Commissione, del 26 febbraio 2016, che integra il regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio con norme tecniche di regolamentazione sui criteri, la procedura e i requisiti relativi all'istituzione di una prassi di mercato ammessa nonché i requisiti per il mantenimento, la cessazione o la modifica delle relative condizioni di accettazione (GU L 153 del 10.6.2016, pag. 3). ";

3.  all'articolo 17, il paragrafo 4 è così modificato:

  (a) il terzo comma è sostituito dal seguente:

  "Quando ha ritardato la comunicazione di informazioni privilegiate a norma del presente paragrafo, l'emittente o il partecipante al mercato delle quote di emissioni notifica sempre tale ritardo all'autorità competente specificata per iscritto, a norma del paragrafo 3, immediatamente dopo che le informazioni sono state comunicate al pubblico. In tale notifica, l'emittente o il partecipante al mercato delle quote di emissioni fornisce per iscritto una spiegazione delle modalità con cui sono state soddisfatte le condizioni di cui al presente paragrafo. In alternativa, gli Stati membri possono disporre che una registrazione di tale spiegazione debba essere presentata solo su richiesta dell'autorità competente specificata a norma del paragrafo 3."

  (b) è aggiunto il comma seguente:

"In deroga al terzo comma, quando l'emittente ha titoli ammessi su un mercato di crescita per le PMI, la spiegazione per iscritto è fornita dall'emittente all'autorità competente ▌solo su richiesta .";

4.  all'articolo 18, i paragrafi da 1 a 6 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Gli emittenti e le persone che agiscono a nome o per conto loro:

a)  redigono un elenco di tutti coloro che hanno accesso a informazioni privilegiate e con i quali esiste un rapporto di collaborazione professionale, si tratti di un contratto di lavoro dipendente o altro, e che, nello svolgimento di determinati compiti, hanno accesso alle informazioni privilegiate, quali a esempio consulenti, contabili o agenzie di rating del credito (elenco delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate);

b)  aggiornano tempestivamente l'elenco delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate ai sensi del paragrafo 4; e

c)  trasmettono l'elenco delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate all'autorità competente il prima possibile dietro sua richiesta.

2.  Gli emittenti e le persone che agiscono in nome o per conto loro adottano ogni misura ragionevole per assicurare che tutte le persone figuranti nell'elenco delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate prendano atto, per iscritto, degli obblighi giuridici e regolamentari connessi e siano a conoscenza delle sanzioni applicabili in caso di abuso di informazioni privilegiate e di comunicazione illecita di informazioni privilegiate. Qualora un'altra persona sia incaricata dall'emittente di redigere e aggiornare il suo elenco di quanti hanno accesso a informazioni privilegiate, l'emittente rimane pienamente responsabile del rispetto dell'obbligo previsto dal presente articolo. L'emittente conserva sempre il diritto di accesso all'elenco di persone aventi accesso a informazioni privilegiate che l'altra persona redige.

3.  Gli elenchi delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate includono almeno:

  a)  l'identità di tutte le persone aventi accesso a informazioni privilegiate;

b)  il motivo per cui tali persone sono incluse nell'elenco delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate;

c)  la data e l'ora in cui tali persone hanno avuto accesso a informazioni privilegiate; e

d)  la data di redazione dell'elenco.

4.  Gli emittenti e ogni altro soggetto che agisce a loro nome o per loro conto aggiornano i loro elenchi delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate tempestivamente, aggiungendo la data dell'aggiornamento, nelle circostanze seguenti:

a)  se interviene una variazione quanto al motivo dell'inclusione di una persona già figurante nell'elenco delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate;

b)  se vi è una nuova persona che ha accesso a informazioni privilegiate e deve quindi essere aggiunta all'elenco delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate; e

c)  se una persona non ha più accesso a informazioni privilegiate.

Ciascun aggiornamento indica la data e l'ora in cui si è verificato il cambiamento che ha reso necessario l'aggiornamento.

5.  Gli emittenti e ogni altra persona che agisce in loro nome o per loro conto conservano i loro elenchi delle persone che hanno accesso a informazioni privilegiate per un periodo di almeno cinque anni dopo l'elaborazione o l'aggiornamento.

6.  Gli emittenti i cui strumenti finanziari sono ammessi alla negoziazione su un mercato di crescita per le PMI sono autorizzati a inserire nei loro elenchi di persone aventi accesso a informazioni privilegiate soltanto le persone che, in virtù della funzione che svolgono o della posizione che occupano presso l'emittente, hanno accesso in permanenza a informazioni privilegiate presso l'emittente.

Gli elenchi delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate sono comunicati all'autorità competente su sua richiesta. In assenza di tale richiesta, gli elenchi sono forniti con una frequenza minima determinata dall'autorità competente."

5.  all'articolo 19, paragrafo 3, primo comma, è aggiunta la frase seguente:

"Gli emittenti i cui strumenti finanziari sono ammessi alla negoziazione su un mercato di crescita per le PMI dispongono di due giorni lavorativi dal ricevimento della notifica di cui al paragrafo 1 per rendere pubbliche le informazioni in essa contenute.".

5 bis.  L'articolo 35 è così modificato:

(a) il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 6, paragrafi 5 e 6, all'articolo 12, paragrafo 5, all'articolo 13, paragrafo 13, all'articolo 17, paragrafo 2, terzo comma, all'articolo 17, paragrafo 3, e all'articolo 19, paragrafi 13 e 14, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal [data di entrata in vigore del presente regolamento]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.";

(b) il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. La delega di potere di cui all'articolo 6, paragrafi 5 e 6, all'articolo 12, paragrafo 5, all'articolo 13, paragrafo 13, all'articolo 17, paragrafo 2, terzo comma, all'articolo 17, paragrafo 3 e all'articolo 19, paragrafi 13 e 14, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.";

(c) è inserito il seguente paragrafo:

"3 bis. Prima di adottare un atto delegato, la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti dall'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.";

(d) il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 6, paragrafi 5 e 6, dell'articolo 12, paragrafo 5, dell'articolo 13, paragrafo 13, dell'articolo 17, paragrafo 2, terzo comma, dell'articolo 17, paragrafo 3, o dell'articolo 19, paragrafo 13 e 14, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di tre mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.";

Articolo 2

Modifiche del regolamento (UE) 2017/1129

-1.  l'articolo 1 è così modificato:

  a)  la lettera f) è sostituita dalla seguente:

"f) i titoli offerti in occasione di un'acquisizione mediante offerta pubblica di scambio, a condizione che sia reso disponibile al pubblico un documento secondo le modalità di cui all'articolo 21, paragrafo 2, ▌che descrivono l'operazione e il suo impatto sull'emittente e assicurano maggiore trasparenza affinché un investitore possa procedere a una valutazione con cognizione di causa, in conformità dell'articolo 6, paragrafo 1, primo comma;";

b)  è inserito il paragrafo seguente:

"6 bis. Le esenzioni di cui al paragrafo 4, lettera f), e al paragrafo 5, primo comma, lettera e), si applicano solamente se i titoli dell'ente aggiudicatore sono già stati ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato prima dell'assunzione del controllo.

Le esenzioni di cui al paragrafo 4, lettera g), e al paragrafo 5, primo comma, lettera f), si applicano solamente se:

a)  i titoli di capitale dell'offerente sono già stati ammessi alla negoziazione su un mercato regolamentato prima dell'operazione;

b)  i titoli di capitale oggetto di divisione societaria sono già stati ammessi alla negoziazione su un mercato regolamentato prima dell'operazione;

c)  la fusione non è considerata un'acquisizione inversa ai sensi del paragrafo B19 del Principio internazionale d'informativa finanziaria (IFRS) 3, Aggregazioni aziendali, quale approvato dall'Unione europea.";

1.  l'articolo 14 del regolamento (UE) 2017/1129 è così modificato:

a)  il paragrafo 1, primo comma, è così modificato:

  i)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) gli emittenti i cui titoli di capitale siano ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato o in un mercato di crescita per le PMI continuativamente per almeno gli ultimi 18 mesi e che emettano titoli diversi dai titoli di capitale o da titoli che diano accesso al capitale;";

ii)  è aggiunta la seguente lettera:

"d) gli emittenti ammessi alla negoziazione su un mercato di crescita per le PMI da almeno due anni che chiedono l'ammissione alla negoziazione di titoli esistenti o nuovi in un mercato regolamentato.";

b)  il paragrafo 3 è così modificato:

i)  al paragrafo 3, secondo comma, la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e)  per i titoli di capitale o titoli che diano accesso al capitale, la dichiarazione relativa al capitale circolante, la dichiarazione di mezzi propri e indebitamento, un'informativa su pertinenti conflitti d'interesse e operazioni con parti collegate, principali azionisti e, ove applicabile, informazioni finanziarie proforma.";

ii)  è aggiunto il comma seguente:

" Entro il 21 gennaio 2021 la Commissione riesamina l'atto delegato o gli atti delegati di cui al presente paragrafo, in particolare quelli che stabiliscono gli elenchi che specificano le informazioni ridotte sui titoli di capitale di cui al presente paragrafo, secondo comma, lettera e)."

2 bis.  all'articolo 15, paragrafo 1, primo comma, è inserita la lettera seguente:

"c bis) emittenti, diversi dalle PMI, che presentano un'offerta di azioni al pubblico contemporaneamente a una domanda di ammissione di tali azioni su un mercato di crescita per le PMI, a condizione che non abbiano azioni già ammesse alla negoziazione su un mercato di crescita per le PMI e che il prodotto dei due elementi seguenti sia inferiore a 200 000 000 EUR:

i) il prezzo dell'offerta finale o il prezzo massimo nel caso di cui all'articolo 17, paragrafo 1, lettera b), punto i), del prospetto;

ii) il numero totale delle azioni in circolazione immediatamente dopo l'offerta pubblica al pubblico, calcolate sulla base delle quote offerte al pubblico o sul volume massimo di azioni offerto al pubblico, nel caso di cui all'articolo 17, paragrafo 1, lettera b), punto i).";

2 ter.  nell'allegato V, il punto II è sostituito dal seguente:

  "II. Dichiarazione relativa al capitale circolante e dichiarazione di capitalizzazione e indebitamento (solo per titoli di capitale emessi da società con capitalizzazione di mercato superiore a 200 000 EUR) e dichiarazione relativa al capitale circolante (solo per titoli di capitale) .

  L'obiettivo è fornire informazioni sulla capitalizzazione e l'indebitamento dell'emittente e informazioni quanto al fatto se il capitale circolante sia sufficiente per rispondere ai requisiti attuali dell'emittente o, in caso contrario, sulle modalità proposte dall'emittente per fornire il capitale circolante aggiuntivo necessario.".

Articolo 2 bis

Modifiche del regolamento (UE) 600/2014 e della direttiva 2014/65/CE

1.  Entro e non oltre il 31 dicembre 2020, la Commissione redige, in cooperazione con l'ESMA, una relazione sull'impatto dei requisiti del regolamento (UE) 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio(12) e della direttiva 2014/65/UE sul finanziamento e l'accesso ai mercati finanziari delle PMI, e sul successo dei mercati di crescita per le PMI. Ai fini della relazione, l'ESMA raccoglie dati sulle IPO e le cancellazioni sui mercati di crescita per le PMI, altri sistemi multilaterali di negoziazione (MTF) e mercati regolamentati, e monitora il trasferimento di società tra le diverse sedi di negoziazione. L'ESMA valuta, tra l'altro, se la proprietà di obbligazioni e di azioni di PMI sul mercato secondario costituisca o meno un ostacolo all'acceso dei mercati pubblici da parte delle PMI. Essa è viene presentata al Parlamento europeo e al Consiglio, insieme, se del caso, ad una proposta legislativa.

2.  Entro il 31 dicembre 2019, la Commissione istituisce un gruppo di esperti per monitorare il successo dei mercati di crescita per le PMI. La sezione della relazione sui mercati di crescita delle PMI di cui al paragrafo 1 è redatta in cooperazione con il gruppo di esperti.

Articolo 2 ter

Modifiche del regolamento delegato (UE) 2017/593

Entro il 31 dicembre 2019, la Commissione valuta gli effetti delle disposizioni dell'articolo 13 della direttiva delegata 2017/593/UE(13) sulla copertura della ricerca delle PMI nell'Unione.

L'articolo 13 della direttiva delegata (UE) 2017/593 fissa i requisiti per la prestazione di servizi di ricerca da parte di terzi a imprese di investimento che prestano servizi di gestione del portafoglio o altri servizi accessori o ausiliari ai clienti e, in particolare, le condizioni da soddisfare per far sì che tali ricerche non siano considerate incentivi vietati a norma dell'articolo 24, paragrafi 7 e 8 della direttiva 2014/65/UE.

Articolo 2 quater

Modifiche della direttiva 2009/138/CE

1.   Entro e non oltre il 31 dicembre 2020, la Commissione redige una relazione sull'impatto dei requisiti di fondi propri, dei coefficienti di investimento e di ogni altra misura che possa avere un impatto limitativo sulle imprese di assicurazione e di riassicurazione che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(14) per il finanziamento delle PMI quotate e non quotate, e presenta tale relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredata se del caso di una proposta legislativa.

2.  Ai fini del paragrafo 1, l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, EIOPA) riferisce alla Commissione in merito a quanto segue:

a)  un'analisi dell'andamento degli investimenti delle imprese di assicurazione e di riassicurazione delle PMI quotate e non quotate;

b)  un'analisi degli ostacoli normativi e amministrativi che limitano o impediscono il finanziamento e gli investimenti nelle PMI quotate e non quotate, quali i requisiti o i coefficienti prudenziali, o qualsiasi altra disposizione;

c)  la coerenza dei requisiti di fondi propri stabiliti nella direttiva 2009/138/CE associati alle esposizioni verso le PMI, nonché le conclusioni delle analisi di cui alle lettere a) e b).

Articolo 2 quinquies

Modifiche della direttiva (UE) 2016/2341

1.  Entro e non oltre il 31 dicembre 2020, la Commissione redige una relazione sull'impatto dei requisiti di fondi propri, dei coefficienti di investimento e di ogni altra misura che possa avere un impatto limitativo sugli enti pensionistici aziendali o professionali che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2016/2341/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(15) per il finanziamento delle PMI quotate e non quotate, e presenta tale relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredata se del caso di una proposta legislativa.

2.  Ai fini del paragrafo 1, l'EIOPA riferisce alla Commissione su quanto segue:

a)  un'analisi dell'andamento degli investimenti degli enti pensionistici aziendali o professionali nelle PMI quotate e non quotate;

b)  un'analisi degli ostacoli normativi e amministrativi che limitano o impediscono il finanziamento e gli investimenti nelle PMI quotate e non quotate, quali i requisiti o i coefficienti prudenziali, o qualsiasi altra disposizione;

c)  la coerenza dei requisiti di fondi propri stabiliti nella direttiva 2009/138/CE associati alle esposizioni verso le PMI, nonché le conclusioni delle analisi di cui alle lettere a) e b).

Articolo 2 sexies

Clausola di revisione dei quadri che disciplinano le attività delle imprese di investimento e dei gestori di attivi

1.  Entro e non oltre il 31 dicembre 2020, la Commissione redige una relazione sull'impatto dei requisiti di fondi propri, dei coefficienti di investimento e di ogni altra misura che rientri nel campo di applicazione della direttiva 2014/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(16) (OICVM) e della direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(17) (GEFIA), IFD e IFR. [GU: inserire riferimento] che possa avere un impatto limitativo sui gestori di attivi e le imprese di investimento per il finanziamento delle PMI quotate e non quotate, e presenta tale relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredata se del caso di una proposta legislativa.

2.  Ai fini del paragrafo 1, l'ESMA e l'EBA riferiscono alla Commissione su quanto segue:

a)  un'analisi dell'andamento degli investimenti di tali istituzioni finanziarie nelle PMI quotate e non quotate;

b)  un'analisi degli ostacoli normativi e amministrativi che limitano o impediscono il finanziamento e gli investimenti nelle PMI quotate e non quotate, quali i requisiti o i coefficienti prudenziali, o qualsiasi altra disposizione;

c)  un'analisi del rischio effettivo cui sono confrontati gli investimenti nelle PMI quotate nell'Unione, o causato da tali investimenti, per un periodo di almeno 10 anni, o di 5 anni in caso di recessione, che rappresenta un ciclo economico completo considerando il carattere ciclico dei principali fattori economici;

d)  la coerenza dei requisiti di fondi propri stabiliti in tale contesto associati alle esposizioni verso le PMI, nonché le conclusioni delle analisi di cui alle lettere a), b) e c).

________________________________

***  Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, relativo all'applicazione di principi contabili internazionali (GU L 243 dell'11.9.2002, pag. 1). ”.

Articolo 3

Entrata in vigore e applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica sei mesi dopo l'entrata in vigore.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il

Per il Parlamento europeo        Per il Consiglio

Il presidente        Il presidente

(1)

GU C 440 del 6.12.2018, p. 79.

(2)

* Emendamenti: il testo nuovo o modificato è evidenziato in grassetto corsivo e le soppressioni sono segnalate con il simbolo ▌.

(3)

  GU C […], […], p. […].

(4)

  GU C 440 del 6.12.2018, pag. 79.

(5)

  Posizione del Parlamento europeo del ... (GU ...) e decisione del Consiglio del ...

(6)

  Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 349).

(7)

  Regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e le direttive 2003/124/CE, 2003/125/CE e 2004/72/CE della Commissione (GU L 173 del 12.6.2014, pagg. 1-61).

(8)

  Regolamento (UE) 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2017, relativo al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato, e che abroga la direttiva 2003/71/CE (Testo rilevante ai fini del SEE.)

(9)

  Regolamento (UE) 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2017, relativo al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato, e che abroga la direttiva 2003/71/CE (GU L 168 del 30.6.2017, pag. 12).

(10)

  Regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione (GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84).

(11)

  Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, relativo all'applicazione di principi contabili internazionali (GU L 243 dell'11.9.2002, pag. 1).

(12)

  Regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, sui mercati degli strumenti finanziari e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 84).

(13)

Direttiva delegata (UE) 2017/593 della Commissione, del 7 aprile 2016, che integra la direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la salvaguardia degli strumenti finanziari e dei fondi dei clienti, gli obblighi di governance dei prodotti e le regole applicabili per la fornitura o ricezione di onorari, commissioni o benefici monetari o non monetari (GU L 87 del 31.3.2017, pag. 500).

(14)

Direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (GU L 335 del 17.12.2009, pag. 1).

(15)

Direttiva (UE) 2016/2341 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (GU L 354 del 23.12.2016, pag. 37).

(16)

Direttiva 2014/91/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, recante modifica della direttiva 2009/65/CE concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in materia di taluni organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), per quanto riguarda le funzioni di depositario, le politiche retributive e le sanzioni (GU L 257 del 28.8.2014, pag. 186).

(17)

Direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2011, sui gestori di fondi di investimento alternativi, che modifica le direttive 2003/41/CE e 2009/65/CE e i regolamenti (CE) n. 1060/2009 e (UE) n. 1095/2010 (GU L 174 del 1.7.2011, pag. 1).


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Promozione dell'uso dei mercati di crescita per le PMI

Riferimenti

COM(2018)0331 – C8-0212/2018 – 2018/0165(COD)

Presentazione della proposta al PE

24.5.2018

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

11.6.2018

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

ENVI

11.6.2018

IMCO

11.6.2018

JURI

11.6.2018

 

Pareri non espressi

       Decisione

ENVI

21.6.2018

IMCO

19.6.2018

JURI

9.7.2018

 

Relatori

       Nomina

Anne Sander

31.5.2018

 

 

 

Esame in commissione

24.9.2018

19.11.2018

 

 

Approvazione

3.12.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

0

5

Membri titolari presenti al momento della votazione

Pervenche Berès, Esther de Lange, Markus Ferber, Jonás Fernández, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Petr Ježek, Wolf Klinz, Georgios Kyrtsos, Philippe Lamberts, Werner Langen, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Marisa Matias, Gabriel Mato, Alex Mayer, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Ralph Packet, Sirpa Pietikäinen, Anne Sander, Martin Schirdewan, Molly Scott Cato, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Paul Tang, Marco Valli, Miguel Viegas, Jakob von Weizsäcker

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Mady Delvaux, Syed Kamall, Alain Lamassoure, Luigi Morgano, Michel Reimon, Lieve Wierinck

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Barbara Lochbihler, Jarosław Wałęsa

Deposito

7.12.2018


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

33

+

ALDE

Petr Ježek, Wolf Klinz, Lieve Wierinck

ECR

Syed Kamall, Bernd Lucke, Ralph Packet

PPE

Markus Ferber, Brian Hayes, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Werner Langen, Ivana Maletić, Gabriel Mato, Luděk Niedermayer, Sirpa Pietikäinen, Anne Sander, Jarosław Wałęsa, Esther de Lange

S&D

Pervenche Berès, Mady Delvaux, Jonás Fernández, Roberto Gualtieri, Olle Ludvigsson, Alex Mayer, Luigi Morgano, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Paul Tang, Jakob von Weizsäcker

VERTS/ALE

Philippe Lamberts, Barbara Lochbihler, Michel Reimon, Molly Scott Cato

0

-

 

 

5

0

EFDD

Bernard Monot, Marco Valli

GUE/NGL

Marisa Matias, Martin Schirdewan, Miguel Viegas

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2019Avviso legale