Procedura : 2018/0112(COD)
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Ciclo del documento : A8-0444/2018

Testi presentati :

A8-0444/2018

Discussioni :

PV 16/04/2019 - 22
CRE 16/04/2019 - 22

Votazioni :

PV 17/04/2019 - 8.6

Testi approvati :

P8_TA(2019)0398

RELAZIONE     ***I
PDF 1701kWORD 234k
7.12.2018
PE 627.635v02-00 A8-0444/2018

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online

(COM(2018)0238 – C8-0165/2018 – 2018/0112(COD))

Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

Relatore: Christel Schaldemose

Relatore per parere (*):Francis Zammit Dimech, commissione giuridica

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione giuridica
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per i trasporti e il turismo
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online

(COM(2018)0238 – C8-0165/2018 – 2018/0112(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0238),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0165/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 settembre 2018(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e i pareri della commissione giuridica, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0444/2016),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  I servizi di intermediazione online, che possono contribuire a migliorare il benessere dei consumatori e sono sempre più utilizzati nei settori sia privato che pubblico, sono elementi determinanti per l'imprenditorialità, il commercio e l'innovazione. Offrono accesso a nuovi mercati e opportunità commerciali permettendo alle imprese di esplorare i vantaggi del mercato interno. Inoltre, permettono ai consumatori dell'Unione di sfruttare tali vantaggi, in particolare grazie alla maggiore possibilità di scelta di prodotti e servizi offerti online.

(1)  I servizi di intermediazione online, che possono contribuire a migliorare il benessere dei consumatori e sono sempre più utilizzati nei settori sia privato che pubblico, sono elementi determinanti per l'imprenditorialità e per nuovi modelli di business, il commercio e l'innovazione. Offrono accesso a nuovi mercati e opportunità commerciali permettendo alle imprese di esplorare i vantaggi del mercato interno. Inoltre, permettono ai consumatori dell'Unione di sfruttare tali vantaggi, in particolare grazie alla maggiore possibilità di scelta di prodotti e servizi e all'offerta di prezzi competitivi online. È tuttavia opportuno affrontare la potenziale incertezza giuridica che potrebbe derivare dall'emergere di nuove tecnologie.

Emendamento    2

Proposta di regolamento

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  I servizi di intermediazione online possono essere cruciali per il successo commerciale delle imprese che utilizzano tali servizi per raggiungere i consumatori. L'incremento delle intermediazioni delle transazioni attraverso i servizi di intermediazione online, alimentati da forti effetti indiretti di rete basati su dati, conduce a un aumento della dipendenza da tali servizi degli utenti commerciali, comprese le microimprese, piccole e medie imprese, per raggiungere i consumatori. Dato l'aumento della dipendenza, i fornitori di tali servizi spesso hanno un potere contrattuale superiore, che consente loro effettivamente di agire unilateralmente in un modo che può essere iniquo e quindi dannoso per gli interessi legittimi dei loro utenti commerciali e, indirettamente, anche dei consumatori dell'Unione.

(2)  I servizi di intermediazione online possono essere cruciali per il successo commerciale delle imprese che utilizzano tali servizi per raggiungere i consumatori. L'incremento delle intermediazioni delle transazioni attraverso i servizi di intermediazione online, alimentati da forti effetti indiretti di rete basati su dati, conduce a un aumento della dipendenza da tali servizi degli utenti commerciali, compresi i lavoratori autonomi e le microimprese e le piccole e medie imprese, per raggiungere i consumatori. Dato l'aumento della dipendenza, che oltre alle microimprese e alle piccole e medie imprese potrebbe riguardare anche le grandi imprese, i fornitori di tali servizi spesso hanno un potere contrattuale superiore. Se utilizzato impropriamente, tale potere contrattuale superiore può consentire loro effettivamente di agire unilateralmente in un modo che può essere iniquo e quindi dannoso per gli interessi legittimi dei loro utenti commerciali e, indirettamente, ma in modo significativo, anche per quelli dei consumatori dell'Unione. I consumatori hanno accolto favorevolmente l'economia delle piattaforme online e per il loro benessere è essenziale anche un ecosistema online competitivo, equo e trasparente, in cui le imprese agiscono in modo responsabile. Quando i servizi di intermediazione online dominanti assumono il ruolo di "filtri" delle informazioni, delle possibilità di scelta e dei prezzi, anche i consumatori ne risentono. Inoltre, la mancanza di trasparenza e l'incertezza giuridica nell'economia delle piattaforme online, anche per quanto riguarda i rapporti tra imprese, potrebbero affievolire la fiducia dei consumatori nell'economia online. Il presente regolamento dovrebbe migliorare l'equità e la trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online, il che in ultima analisi torna a vantaggio dei consumatori. Le conseguenze dirette che i nuovi modelli di business e i nuovi sviluppi tecnologici hanno per i consumatori sono tuttavia oggetto della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, presentata dalla Commissione, che modifica la direttiva 93/13/CEE del Consiglio del 5 aprile 1993, la direttiva 98/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, la direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per una migliore applicazione e una modernizzazione delle norme dell'UE relative alla protezione dei consumatori1 bis.

 

__________________

 

1bis COD(2018)0090.

Emendamento    3

Proposta di regolamento

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  In modo analogo, i motori di ricerca online possono essere importanti fonti di traffico Internet per le imprese che offrono prodotti o servizi ai consumatori mediante i siti web e possono pertanto influire in modo significativo sul successo commerciale degli utenti titolari di siti web aziendali che offrono i loro prodotti o servizi online sul mercato interno. A tale riguardo, il posizionamento dei siti web controllato dai fornitori dei motori di ricerca online, compresi quei siti web mediante i quali gli utenti titolari dei siti web aziendali offrono i propri prodotti e servizi ai consumatori, ha un impatto notevole sulla scelta del consumatore e sul successo commerciale di tali utenti titolari di siti web aziendali. Anche in assenza di una relazione contrattuale con gli utenti titolari di siti web aziendali, i fornitori dei motori di ricerca online possono pertanto effettivamente agire unilateralmente in un modo che può essere iniquo e quindi dannoso per gli interessi legittimi dei loro utenti titolari di siti web aziendali e, indirettamente, anche dei consumatori dell'Unione.

(3)  In modo analogo, i motori di ricerca online possono essere importanti fonti di traffico Internet per le imprese che offrono prodotti o servizi ai consumatori mediante i siti web e possono pertanto influire in modo significativo sul successo commerciale degli utenti titolari di siti web aziendali che offrono i loro prodotti o servizi online sul mercato interno. A tale riguardo, il posizionamento dei siti web controllato dai fornitori dei motori di ricerca online, compresi quei siti web mediante i quali gli utenti titolari dei siti web aziendali offrono i propri prodotti e servizi ai consumatori, ha un impatto notevole sulla scelta del consumatore e sul successo commerciale di tali utenti titolari di siti web aziendali. Anche in assenza di una relazione contrattuale con gli utenti titolari di siti web aziendali, i fornitori dei motori di ricerca online possono pertanto effettivamente agire unilateralmente in un modo che può essere iniquo, può falsare la normale concorrenza sul mercato e quindi essere dannoso per gli interessi legittimi dei loro utenti titolari di siti web aziendali e, indirettamente ma in modo significativo, anche per quelli dei consumatori dell'Unione.

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  In alcuni casi i sistemi operativi possono svolgere un ruolo di intermediari tra gli utenti commerciali e i consumatori. Poiché la definizione di servizi di intermediazione online di cui al presente regolamento dovrebbe essere intesa come neutra, sotto il profilo tecnologico, e comprendente i servizi indipendentemente dal loro grado di interazione con il software e l'hardware utilizzati per fornirli, quando i sistemi operativi fungono da servizi di intermediazione online ai sensi del presente regolamento, anche i fornitori di detti sistemi operativi dovrebbero essere soggetti agli obblighi stabiliti nel presente regolamento per i fornitori di servizi di intermediazione online.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  La dipendenza degli utenti commerciali dai servizi di intermediazione online può anche portare a una situazione in cui essi abbiano spesso possibilità limitate di presentare ricorso laddove le azioni unilaterali dei fornitori di tali servizi diano origine a una controversia. In molti casi, tali fornitori non offrono un sistema di gestione dei ricorsi accessibile ed efficace. I meccanismi alternativi di risoluzione extragiudiziale delle controversie esistenti possono anch'essi essere inefficaci per una serie di motivi, tra cui la mancanza di mediatori specializzati e il timore di ritorsioni degli utenti commerciali.

(4)  La natura del rapporto tra gli utenti commerciali e i servizi di intermediazione online può anche portare a situazioni in cui gli utenti commerciali hanno spesso possibilità limitate di presentare ricorso laddove le azioni unilaterali dei fornitori di tali servizi diano origine a una controversia. In molti casi, tali fornitori non offrono un sistema di gestione dei ricorsi accessibile ed efficace. I meccanismi alternativi di risoluzione extragiudiziale delle controversie esistenti possono anch'essi essere inefficaci per una serie di motivi, tra cui la mancanza di mediatori specializzati e il timore di ritorsioni degli utenti commerciali.

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  I servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online, come pure le transazioni commerciali agevolate da tali servizi, hanno un potenziale transfrontaliero intrinseco e, nell'economia attuale, sono particolarmente importanti per il corretto funzionamento del mercato interno dell'Unione. Le pratiche commerciali potenzialmente sleali e dannose di alcuni fornitori di tali servizi nei confronti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali ostacolano la piena realizzazione di tale potenziale e influiscono negativamente sul corretto funzionamento del mercato interno. La piena realizzazione di tale potenziale è inoltre ostacolata dalle legislazioni divergenti di alcuni Stati membri che prevedono un grado diverso di efficacia nel disciplinare tali servizi, mentre in altri Stati membri si sta ancora considerando l'adozione di simili legislazioni; tutto ciò influenza negativamente il corretto funzionamento del mercato interno.

(5)  I servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online, come pure le transazioni agevolate da tali servizi, hanno un potenziale transfrontaliero intrinseco e, nell'economia attuale, sono particolarmente importanti per il corretto funzionamento del mercato interno dell'Unione. Le pratiche commerciali potenzialmente sleali e dannose di alcuni fornitori di tali servizi, che abusano della propria posizione nei confronti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali, e la mancanza di meccanismi di ricorso adeguati ostacolano la piena realizzazione di tale potenziale e influiscono negativamente sul corretto funzionamento del mercato interno e sull'emergere di nuovi operatori di mercato. La piena realizzazione di tale potenziale è inoltre ostacolata dalle legislazioni divergenti di alcuni Stati membri che prevedono un grado diverso di efficacia nel disciplinare tali servizi, mentre in altri Stati membri si sta ancora considerando l'adozione di simili legislazioni; tutto ciò influenza negativamente il corretto funzionamento del mercato interno.

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Una serie uniforme e mirata di norme vincolanti dovrebbe essere pertanto fissata a livello dell'Unione per garantire un contesto commerciale online equo, prevedibile, sostenibile e sicuro nell'ambito del mercato interno assicurando, in particolare, che gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online possano beneficiare di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso in tutta l'Unione. Tali norme dovrebbero anche fornire un'adeguata trasparenza riguardo il posizionamento degli utenti titolari di siti web aziendali nei risultati di ricerca generati dai motori di ricerca online. Come pure dovrebbero essere tali da salvaguardare il notevole potenziale di innovazione dell'intera economia delle piattaforme online.

(6)  Una serie uniforme e mirata di norme vincolanti dovrebbe essere pertanto fissata a livello dell'Unione per garantire un contesto commerciale online equo, prevedibile, sostenibile e sicuro nell'ambito del mercato interno assicurando, in particolare, che gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online possano beneficiare di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso in tutta l'Unione. Tali norme dovrebbero anche fornire adeguati incentivi per promuovere una condotta commerciale equa e proporzionata nonché la trasparenza, in particolare riguardo al posizionamento degli utenti titolari di siti web aziendali nei risultati di ricerca generati dai motori di ricerca online, inclusi i servizi di assistenza vocale. Allo stesso tempo, dovrebbero essere tali da riconoscere e salvaguardare il notevole potenziale di innovazione dell'intera economia delle piattaforme online e consentire una sana concorrenza che assicuri ai consumatori una maggiore scelta.

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Poiché i servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online in genere hanno dimensione globale, il presente regolamento dovrebbe applicarsi ai fornitori di tali servizi indipendentemente dal fatto che siano stabiliti in uno Stato membro o fuori dall'Unione, purché siano soddisfatte due condizioni cumulative. In primo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero essere stabiliti nell'Unione. In secondo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero, attraverso la fornitura di tali servizi, offrire i loro prodotti o servizi a consumatori situati nell'Unione almeno per parte della transazione. Tali consumatori dovrebbero essere situati nell'Unione, ma non è necessario che il loro luogo di residenza si trovi nell'Unione né che abbiano la cittadinanza di uno degli Stati membri. Di conseguenza, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi se gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali non sono stabiliti nell'Unione o se, pur essendo stabiliti nell'Unione, utilizzano i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online per offrire prodotti o servizi esclusivamente a consumatori stabiliti al di fuori dell'Unione o a soggetti che non sono consumatori.

(7)  Poiché i servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online in genere hanno dimensione globale, il presente regolamento dovrebbe applicarsi ai fornitori di tali servizi indipendentemente dal fatto che siano stabiliti in uno Stato membro o fuori dall'Unione, purché siano soddisfatte due condizioni cumulative. In primo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero essere stabiliti nell'Unione. In secondo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero, attraverso la fornitura di tali servizi, offrire i loro prodotti o servizi a consumatori situati nell'Unione almeno per parte della transazione. Ai sensi del regolamento (CE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e al regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, ciò significherebbe che i servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online realizzano attività dirette a consumatori situati in uno o più Stati membri, a prescindere da dove i consumatori si trovino all'interno dell'Unione. Tali consumatori dovrebbero essere situati nell'Unione, ma non è necessario che il loro luogo di residenza si trovi nell'Unione né che abbiano la cittadinanza di uno degli Stati membri. Di conseguenza, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi se gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali non sono stabiliti nell'Unione o se, pur essendo stabiliti nell'Unione, utilizzano i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online per offrire prodotti o servizi esclusivamente a consumatori stabiliti al di fuori dell'Unione o a soggetti che non sono consumatori. Le norme del diritto internazionale e del diritto dell'Unione relative alla scelta della legge e alla scelta del foro competente in materia contrattuale sono state concepite in relazione ai tipici contratti commerciali negoziati fin nei minimi dettagli tra le parti e i loro rappresentanti legali. È lecito chiedersi in che misura tali norme siano appropriate nella situazione specifica degli accordi relativi alle piattaforme e, in generale, degli accordi nell'era digitale. Si tratta di una questione che dovrebbe essere ulteriormente esaminata.

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Un'ampia gamma di relazioni commerciali fra impresa e consumatore è intermediata online da fornitori che effettuano servizi multilaterali, essenzialmente basati sullo stesso modello organizzativo e strategico che crea l'ecosistema. Al fine di cogliere i servizi pertinenti, i servizi di intermediazione online dovrebbero essere definiti in modo preciso e tecnologicamente neutrale. In particolare, i servizi dovrebbero consistere in servizi delle società dell'informazione caratterizzati dall'obiettivo di facilitare l'avvio di transazioni dirette tra utenti commerciali e consumatori, indipendentemente dal fatto che le transazioni siano sostanzialmente concluse online, sul portale online del fornitore dei servizi di intermediazione online in questione o su quello dell'utente commerciale o offline. I servizi dovrebbero inoltre essere forniti sulla base di una relazione contrattuale tra i fornitori e gli utenti commerciali come pure tra i fornitori e i consumatori. Tale relazione contrattuale dovrebbe essere considerata in essere qualora entrambe le parti interessate esprimano l'intenzione di essere vincolate in modo verificabile e inequivocabile, senza che sia necessariamente richiesto un esplicito accordo scritto.

(8)  Un'ampia gamma di relazioni fra impresa e consumatore è intermediata online da fornitori che effettuano servizi multilaterali, essenzialmente basati sullo stesso modello organizzativo e strategico che crea l'ecosistema. Al fine di cogliere i servizi pertinenti, i servizi di intermediazione online dovrebbero essere definiti in modo preciso e tecnologicamente neutrale. In particolare, i servizi dovrebbero consistere in servizi della società dell'informazione caratterizzati dall'obiettivo di facilitare l'avvio di transazioni dirette tra utenti commerciali e consumatori, indipendentemente dal fatto che le transazioni siano sostanzialmente concluse online, sul portale online del fornitore dei servizi di intermediazione online in questione o su quello dell'utente commerciale o offline, il che significa che non è necessario alcun rapporto contrattuale tra gli utenti commerciali e i consumatori quale presupposto perché un servizio di intermediazione online rientri nell'ambito di applicazione del presente regolamento. Non dovrebbero essere inclusi i servizi nei quali la facilitazione dell'avvio di transazioni dirette tra detti utenti commerciali e i consumatori ha solo carattere marginale, ossia quei servizi in cui questo non sarebbe l'obiettivo del servizio, anche qualora in un numero limitato di casi si potrebbe interpretare il servizio come una facilitazione dell'avvio di una transazione diretta tra determinati utenti commerciali e i consumatori. Quando i servizi facilitano abitualmente tali transazioni, la facilitazione dell'avvio di transazioni dirette potrebbe non essere considerata solo di carattere marginale. I servizi dovrebbero inoltre essere forniti sulla base di un rapporto contrattuale tra i fornitori e gli utenti commerciali come pure tra i fornitori e i consumatori. Tale rapporto contrattuale dovrebbe essere considerato in essere qualora entrambe le parti interessate esprimano l'intenzione di essere vincolate in modo verificabile e inequivocabile, senza che sia necessariamente richiesto un esplicito accordo scritto. Il rapporto contrattuale tra i fornitori di servizi di intermediazione online e i consumatori dovrebbe essere considerato in essere anche quando i servizi sono forniti al consumatore a fronte della comunicazione, da parte di quest'ultimo, di dati personali o di altra natura.

Emendamento    10

Proposta di regolamento

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  Gli esempi dei servizi di intermediazione online considerati nel presente regolamento dovrebbero di conseguenza includere i mercati online del commercio elettronico, compresi quelli collaborativi in cui gli utenti commerciali sono attivi, i servizi delle applicazioni online dei software e i servizi online dei social media. Tuttavia, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi agli strumenti dedicati alla pubblicità online né agli scambi pubblicitari online che non sono forniti con l'obiettivo di agevolare l'avvio di transazioni dirette e che non implicano una relazione contrattuale con i consumatori. Il presente regolamento non dovrebbe, inoltre, applicarsi ai servizi di pagamento online, poiché questi di per se stessi non soddisfano i requisisti applicabili, ma sono, anzi, ausiliari per loro natura alla transazione per la fornitura di prodotti e servizi ai consumatori interessati.

(9)  Gli esempi dei servizi di intermediazione online considerati nel presente regolamento dovrebbero di conseguenza includere i mercati online del commercio elettronico, compresi quelli collaborativi in cui gli utenti commerciali sono attivi, i servizi delle applicazioni online dei software, come ad esempio gli store di applicazioni, i servizi di assistenza vocale e i servizi online dei social media. Il regolamento dovrebbe applicarsi a tali servizi a prescindere da sviluppi emergenti o futuri che ne modifichino il profilo tecnologico o commerciale, compresa, ad esempio, la loro interazione con sistemi operativi software. Tuttavia, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi agli strumenti dedicati alla pubblicità online né agli scambi pubblicitari online che non sono forniti con l'obiettivo di agevolare l'avvio di transazioni dirette e che non implicano un rapporto contrattuale con i consumatori. Il presente regolamento non dovrebbe, inoltre, applicarsi ai servizi di pagamento online, poiché questi di per se stessi non soddisfano i requisisti applicabili, ma sono, anzi, ausiliari per loro natura alla transazione per la fornitura di prodotti e servizi ai consumatori interessati.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Considerando 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 bis)  In alcuni casi potrebbe essere difficile distinguere gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online dagli utenti non commerciali. Si tratta di una distinzione importante, poiché gli utenti commerciali che offrono beni o servizi ai consumatori dovrebbero essere sottoposti anche a obblighi più rigorosi nei confronti dei consumatori. In linea con la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, presentata dalla Commissione, che modifica la direttiva 93/13/CEE del Consiglio del 5 aprile 1993, la direttiva 98/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, la direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per una migliore applicazione e una modernizzazione delle norme dell'UE relative alla protezione dei consumatori1 bis, non dovrebbe essere il fornitore di un servizio di intermediazione online a decidere, a sua discrezione, se un utente sia un utente commerciale o meno. Al contrario, gli utenti dei servizi di intermediazione online dovrebbero avere la possibilità di indicare se sono utenti commerciali o meno e, nel caso degli utenti commerciali, ottemperare ai propri obblighi più rigorosi nei confronti dei consumatori.

 

__________________

 

1 bis COM(2018) 0185 final.

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Considerando 9 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 ter)  La definizione di sistemi operativi complementari dovrebbe comprendere i sistemi operativi che sono essenziali per il controllo di un dispositivo mobile e che sono strettamente collegati a un servizio di intermediazione online, laddove detto servizio di intermediazione online controlla il canale principale attraverso il quale può essere installata l'applicazione, e lo sviluppo e l'aggiornamento del sistema operativo sono forniti o controllati, indirettamente o direttamente, dal fornitore del servizio di intermediazione online collegato. Questa definizione di sistemi operativi complementari dovrebbe applicarsi ai servizi a prescindere da sviluppi emergenti o futuri che ne modifichino il profilo tecnologico o commerciale, tra cui, ad esempio, l'uso del controllo vocale.

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  In linea con la pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea e alla luce del fatto che la posizione di dipendenza degli utenti commerciali è stata osservata principalmente rispetto ai servizi di intermediazione online che servono da accesso ai consumatori, intesi come persone fisiche, la nozione di consumatore utilizzata per delineare l'obiettivo del presente regolamento è da intendersi riferita unicamente a persone fisiche che agiscono per fini che esulano dalla loro attività commerciale, industriale, artigianale o professionale.

(10)  In linea con la pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea e alla luce del fatto che la posizione di dipendenza degli utenti commerciali è stata osservata principalmente rispetto ai servizi di intermediazione online che servono da accesso ai consumatori, intesi come persone fisiche, la nozione di consumatore utilizzata per delineare l'obiettivo del presente regolamento è da intendersi riferita unicamente a persone fisiche che agiscono per fini che esulano dalla loro attività commerciale, industriale, artigianale o professionale. Pertanto, ai fini del presente regolamento i servizi di intermediazione online che si limitano esclusivamente a dirigere od orientare offerte di beni e servizi di imprese verso altre imprese non sono inclusi nell'ambito di applicazione, in quanto non vi sono conseguenze dirette per i consumatori.

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Per ragioni di coerenza, la definizione di motore di ricerca online utilizzata nel presente regolamento dovrebbe essere allineata alla definizione utilizzata nella direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento e del Consiglio3.

(11)  La definizione di motore di ricerca online utilizzata nel presente regolamento dovrebbe essere più ampia della definizione utilizzata nella direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento e del Consiglio3. Considerando la rapidità dell'innovazione, la definizione dovrebbe essere neutra sotto il profilo tecnologico. In particolare, la definizione dovrebbe essere intesa nel senso che comprende anche le richieste vocali.

__________________

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3 Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione (GU L 194 del 19.7.2016, pag. 1).

3 Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione (GU L 194 del 19.7.2016, pag. 1).

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Allo scopo di proteggere in modo efficace gli utenti commerciali ove necessario, il presente regolamento dovrebbe applicarsi quando i termini e le condizioni di una relazione contrattuale, indipendentemente dal loro titolo o dalla loro forma, non sono negoziati individualmente dalle parti. Il fatto che i termini e le condizioni siano o meno stati negoziati individualmente dovrebbe essere determinato in base a una valutazione complessiva, per la quale il fatto che alcune disposizioni possono essere state negoziate individualmente non è di per sé decisivo.

(12)  Allo scopo di proteggere in modo efficace gli utenti commerciali, il presente regolamento dovrebbe applicarsi ai termini e alle condizioni di un rapporto contrattuale tra fornitori di servizi di intermediazione online e utenti commerciali, indipendentemente dal loro titolo o dalla loro forma.

Emendamento    16

Proposta di regolamento

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis)  I fornitori di servizi di intermediazione online possono fornire o controllare altri servizi o software, il che in alcuni casi potrebbe offrire la possibilità di utilizzare tali software o servizi per eludere gli obblighi imposti dal presente regolamenti ai fornitori di servizi di intermediazione online. Senza estendere a tali software o servizi l'ambito di applicazione del presente regolamento e le prescrizioni in esso stabilite, è opportuno che i fornitori di servizi di intermediazione online non utilizzino tali software o servizi per eludere gli obblighi fissati per i servizi di intermediazione online. Nell'ambito del presente regolamento il controllo va inteso ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio, ossia si ha controllo in presenza di diritti, contratti o altri mezzi che conferiscono, da soli o congiuntamente, e tenuto conto delle circostanze di fatto o di diritto, la possibilità di esercitare un'influenza determinante sull'attività di un'impresa. Tale influenza determinante potrebbe essere esercitata in particolare tramite diritti di proprietà o di godimento sulla totalità o su parti del patrimonio di un'impresa, o tramite diritti o contratti che conferiscono un'influenza determinante sulla composizione, sulle deliberazioni o sulle decisioni degli organi di un'impresa.

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Per assicurare che i termini e le condizioni generali di una relazione contrattuale consentano agli utenti commerciali di determinare le condizioni commerciali per l'utilizzo, la cessazione e la sospensione dei servizi di intermediazioni online, e di ottenere la prevedibilità riguardo alla loro relazione commerciale, tali termini e condizioni dovrebbero essere redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità che sia facilmente comprensibile da un utente commerciale medio. I termini e le condizioni non si dovrebbero considerare redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità quando sono vaghi, non specifici o non dettagliati su questioni commerciali importanti e quindi che non danno agli utenti commerciali un ragionevole grado di prevedibilità sugli aspetti più importanti della relazione contrattuale.

(13)  Per assicurare che i termini e le condizioni generali di una relazione contrattuale consentano agli utenti commerciali di determinare le condizioni commerciali per l'utilizzo, la cessazione e la sospensione dei servizi di intermediazioni online, e di ottenere la prevedibilità riguardo al loro rapporto commerciale, tali termini e condizioni dovrebbero essere redatti in un linguaggio chiaro e intelligibile che sia facilmente comprensibile da un utente commerciale medio. I termini e le condizioni non si dovrebbero considerare redatti in un linguaggio chiaro e intelligibile quando sono vaghi, non specifici o non dettagliati su questioni commerciali importanti e quindi non danno agli utenti commerciali un ragionevole grado di prevedibilità sugli aspetti più importanti della relazione contrattuale. Inoltre, un linguaggio fuorviante a causa delle formulazioni scelte non dovrebbe essere considerato chiaro e intelligibile.

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)  Al fine di garantire non solo la trasparenza, ma anche l'equità nei rapporti tra i fornitori di servizi di intermediazione online e i loro utenti commerciali, anche i termini e le condizioni generali dovrebbero essere equi e proporzionati, tenendo conto della natura delle attività del fornitore del servizio di intermediazione online e dell'utente commerciale. I termini e le condizioni non dovrebbero essere considerati equi e proporzionati se, ad esempio, si discostano nettamente dalle buone pratiche commerciali nello specifico comparto economico in cui opera il servizio di intermediazione online o se contravvengono ai principi di buona fede e correttezza. Nel valutare questi requisiti generali, è opportuno che le autorità incaricate dell'applicazione della legge tengano conto anche della natura e della finalità del contratto, delle circostanze del caso e degli usi e delle pratiche dell'attività commerciale.

Emendamento    19

Proposta di regolamento

Considerando 13 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 ter)  Per garantire che agli utenti commerciali risulti sufficientemente chiaro dove sono commercializzati i loro beni o servizi e chi ne sono i destinatari, i fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero garantire trasparenza ai loro utenti commerciali per quanto riguarda gli eventuali canali aggiuntivi e i potenziali programmi affiliati che il servizio di intermediazione online può utilizzare per commercializzare beni o servizi.

Emendamento    20

Proposta di regolamento

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  La garanzia della trasparenza dei termini e delle condizioni generali può esser essenziale per promuovere relazioni commerciali sostenibili e per prevenire comportamenti sleali a detrimento degli utenti commerciali I fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto anche assicurare che i termini e le condizioni siano facilmente reperibili a tutti i livelli della relazione contrattuale, anche dagli utenti commerciali potenziali nella fase precontrattuale, e che qualsiasi modifica a tali termini e condizioni sia notificata agli utenti commerciali entro un termine di preavviso stabilito che sia ragionevole e proporzionato alla luce delle specifiche circostanze e che sia almeno di 15 giorni. Tale termine di preavviso non dovrebbe applicarsi quando, e nella misura in cui, l'utente commerciale in questione vi rinunci in modo esplicito o quando, e nella misura in cui, la necessità di attuare immediatamente la modifica, senza rispettare i suddetti termini, derivi da un obbligo legale a cui il fornitore del servizio è soggetto in forza della legislazione nazionale o dell'Unione.

(14)  La garanzia della trasparenza dei termini e delle condizioni generali può essere essenziale per promuovere rapporti commerciali sostenibili e per prevenire comportamenti sleali a detrimento degli utenti commerciali I fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto anche assicurare che i termini e le condizioni siano facilmente reperibili a tutti i livelli del rapporto contrattuale, anche dagli utenti commerciali potenziali nella fase precontrattuale, e che qualsiasi modifica a tali termini e condizioni sia notificata agli utenti commerciali entro un termine di preavviso stabilito che sia ragionevole e proporzionato alla luce delle specifiche circostanze e che sia almeno di 15 giorni, ovvero di almeno 30 giorni, se la modifica impone all'utente commerciale di effettuare adeguamenti tecnici significativi dei suoi beni o servizi per tenerne conto. La nozione di modifica non dovrebbe essere intesa in modo da comprendere le modifiche a termini e condizioni di natura puramente amministrativa, come la modifica di un numero di telefono o di un indirizzo del fornitore. In via eccezionale, i termini di preavviso non dovrebbero applicarsi quando, e nella misura in cui, l'utente commerciale in questione vi rinunci in modo esplicito o quando, e nella misura in cui, la necessità di attuare immediatamente la modifica, senza rispettare i suddetti termini, derivi da un obbligo legale a cui il fornitore del servizio è soggetto in forza della legislazione nazionale o dell'Unione; parimenti, non dovrebbero applicarsi quando il fornitore agisca per far fronte a rischi che potrebbero danneggiare il servizio, i consumatori o altri utenti o porre loro problemi di sicurezza, dal momento che, data la diversità di contenuti che gli utenti commerciali distribuiscono attraverso i servizi di intermediazione online, potrebbero presentarsi rischi e pratiche imprevisti che richiedono un'azione immediata. Gli utenti commerciali dovrebbero avere il diritto di risolvere il contratto entro 15 giorni dalla ricezione della notifica di una modifica che ritengono rechi loro pregiudizio.

Emendamento    21

Proposta di regolamento

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 bis)  In generale, la presentazione di nuovi beni o servizi ai servizi di intermediazione online da parte dell'utente commerciale dovrebbe essere considerata un'azione chiara e affermativa. Tuttavia, poiché in alcuni casi le modifiche dei termini e delle condizioni potrebbero richiedere cambiamenti significativi da parte dell'utente commerciale per conformarsi ai nuovi termini e condizioni, l'utente commerciale non dovrebbe essere obbligato a non aggiornare i propri beni e servizi, ad esempio per quanto riguarda il contenuto dei servizi, mentre si prepara a conformarsi ai nuovi termini e condizioni. Pertanto, nei casi in cui il termine di preavviso è di 30 giorni perché le modifiche ai termini e alle condizioni generali di contratto impongono all'utente commerciale di apportare adeguamenti tecnici significativi ai propri beni o servizi, il fatto che l'utente commerciale presenti nuovi beni e servizi o li aggiorni non dovrebbe essere considerato una rinuncia automatica al termine di preavviso. Il fornitore di servizi di intermediazione online dovrebbe aspettarsi che le modifiche ai termini e alle condizioni impongano all'utente commerciale di effettuare adeguamenti tecnici significativi quando, ad esempio, vengono rimosse o aggiunte intere caratteristiche del servizio di intermediazione online cui gli utenti commerciali avevano accesso, o quando gli utenti commerciali potrebbero essere costretti a riprogrammare i loro beni e servizi per poter continuare a operare sulla piattaforma. Nei casi in cui agli utenti commerciali vengono notificate contemporaneamente più modifiche dei termini e delle condizioni, solo la modifica che si prevede ragionevolmente richiederà adeguamenti tecnici significativi da parte dell'utente commerciale dovrebbe essere soggetta al periodo di preavviso di 30 giorni e alla deroga dalla rinuncia automatica al periodo di preavviso.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  Allo scopo di proteggere gli utenti commerciali un tribunale competente dovrebbe avere la possibilità di stabilire che i termini e le condizioni non conformi non sono vincolanti per l'utente commerciale interessato, con effetti ex nunc. Qualsiasi conclusione in tal senso da parte di un tribunale dovrebbe tuttavia interessare solo le specifiche disposizioni dei termini e delle condizioni non conformi. Le disposizioni rimanenti dovrebbero restare valide e applicabili, nella misura in cui possono essere dissociate da quelle non conformi. Modifiche improvvise ai termini e alle condizioni esistenti possono perturbare in modo significativo le operazioni dell'utente commerciale. Al fine di limitare tali effetti negativi sugli utenti commerciali, e per scoraggiare tale comportamento, le modifiche effettuate in violazione dell'obbligo di fornire un preavviso stabilito andrebbero pertanto considerate nulle o prive di effetto, cioè, come se non fossero mai esistite con effetti erga omnes ed ex tunc.

(15)  Allo scopo di proteggere gli utenti commerciali e di garantire la certezza del diritto a entrambe le parti, un tribunale competente dovrebbe avere la possibilità di stabilire che i termini e le condizioni non conformi sono nulli e privi di validità, con effetti ex nunc. Qualsiasi conclusione in tal senso da parte di un tribunale dovrebbe tuttavia interessare solo le specifiche disposizioni dei termini e delle condizioni non conformi. Le disposizioni rimanenti dovrebbero restare valide e applicabili, nella misura in cui possono essere dissociate da quelle non conformi. Modifiche improvvise ai termini e alle condizioni esistenti possono perturbare in modo significativo le operazioni dell'utente commerciale. Al fine di limitare tali effetti negativi sugli utenti commerciali, e per scoraggiare tale comportamento, le modifiche effettuate in violazione dell'obbligo di fornire un preavviso stabilito andrebbero pertanto considerate nulle o prive di effetto, cioè, come se non fossero mai esistite con effetti erga omnes ed ex tunc.

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  Un fornitore di servizi di intermediazione online può avere motivazioni legittime per decidere di sospendere o cessare la fornitura dei suoi servizi, in tutto o in parte, a un determinato utente commerciale, anche rimuovendo dalla piattaforma singoli prodotti o servizi di un determinato utente commerciale o eliminando di fatto i risultati della ricerca. Considerato tuttavia che tali decisioni possono influire notevolmente sugli interessi dell'utente commerciale interessato, quest'ultimo dovrebbe essere opportunamente informato delle relative motivazioni. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe permettere agli utenti commerciali di accertare se vi siano margini per contestare la decisione e, di conseguenza, aumentare le loro possibilità di un efficace ricorso ove necessario. Richiedere l'esposizione delle motivazioni dovrebbe inoltre contribuire a prevenire o rimediare qualsiasi involontaria rimozione di contenuti online forniti dagli utenti commerciali che il fornitore erroneamente considera illegali, in linea con la raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione4. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe identificare la ragione o le ragioni oggettive della decisione, in base alle indicazioni enunciate in precedenza dal fornitore nei termini e nelle condizioni, e fare riferimento in modo proporzionato alle relative circostanze che hanno condotto a tale decisione.

(16)  Un fornitore di servizi di intermediazione online può avere motivazioni legittime per decidere di sospendere, limitare o cessare la fornitura dei suoi servizi, in tutto o in parte, a un determinato utente commerciale, anche rimuovendo dalla piattaforma singoli prodotti o servizi di un determinato utente commerciale o eliminando di fatto i risultati della ricerca. Può altresì essere soggetto all'obbligo giuridico di rimuovere taluni contenuti o di sospendere, limitare o cessare la fornitura dei suoi servizi, in tutto o in parte. Considerato tuttavia che tali decisioni possono influire notevolmente sugli interessi dell'utente commerciale interessato, quest'ultimo dovrebbe essere opportunamente informato in anticipo della cessazione, limitazione o sospensione, salvo nei casi in cui un fornitore di servizi di intermediazione online sia soggetto all'obbligo giuridico di sospendere, limitare o cessare immediatamente i suoi servizi. È anche possibile che si verifichino situazioni in cui il fornitore dei servizi di intermediazione online non abbia l'obbligo giuridico, come nel caso del richiamo di un prodotto disposto dalle autorità di vigilanza del mercato, di cessare i suoi servizi, ma nutra comunque dubbi ragionevoli circa la sicurezza di un bene o servizio o circa l'idoneità dello stesso per i minori, oppure sospetti una contraffazione o una frode. In simili eventualità, è opportuno che il fornitore dei servizi di intermediazione online possa agire immediatamente per tutelare i consumatori. Tuttavia, in tali casi eccezionali in cui la fornitura di servizi potrebbe essere sospesa, limitata o cessata immediatamente, all'utente commerciale dovrebbero comunque essere esposte le motivazioni della sospensione, limitazione o cessazione dei servizi. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe permettere agli utenti commerciali di accertare se vi siano margini per contestare la decisione e, di conseguenza, aumentare le loro possibilità di un efficace ricorso ove necessario. Richiedere l'esposizione delle motivazioni dovrebbe inoltre contribuire a prevenire o rimediare qualsiasi involontaria rimozione di contenuti online forniti dagli utenti commerciali che il fornitore erroneamente considera illegali, in linea con la raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione. In alcuni casi, la decisione del fornitore di servizi di intermediazione online si basa su segnalazioni effettuate da terzi. Tali segnalazioni possono essere usate impropriamente dai concorrenti. La raccomandazione (UE) 2018/3344 della Commissione dispone che le segnalazioni siano adeguatamente motivate e sufficientemente precise da consentire al prestatore di servizi di hosting interessato di prendere una decisione coscienziosa e informata riguardo ai contenuti cui si riferisce la segnalazione. I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto essere tenuti a trasmettere all'utente commerciale le informazioni relative al contenuto della segnalazione quando la decisione di sospendere, limitare o cessare la fornitura dei servizi fa seguito a una segnalazione da parte di un terzo, affinché l'utente commerciale possa agevolmente confutare segnalazioni palesemente infondate. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe identificare la ragione o le ragioni oggettive della decisione, in base alle indicazioni enunciate in precedenza dal fornitore nei termini e nelle condizioni, e fare riferimento in modo proporzionato alle relative circostanze che hanno condotto a tale decisione, salvo nel caso in cui un fornitore di servizi di intermediazione online abbia l'obbligo giuridico di non divulgarle o possa dimostrare che l'utente commerciale interessato ha ripetutamente violato i termini e le condizioni applicabili, determinando la sospensione, limitazione o cessazione.

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4 Raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione, dell'1 marzo 2018, sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali online (GU L 63, del 6.3.2018, pag. 50).

4 Raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione, dell'1 marzo 2018, sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali online (GU L 63, del 6.3.2018, pag. 50).

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  Il posizionamento dei prodotti e dei servizi da parte del fornitore dei servizi di intermediazione online ha un impatto importante sulla scelta del consumatore e, di conseguenza, sul successo commerciale degli utenti commerciali che offrono tali prodotti e servizi ai consumatori. I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto delineare preventivamente i principali parametri che determinano il posizionamento, al fine di migliorare la prevedibilità per gli utenti commerciali, per consentire loro di comprendere meglio il funzionamento del meccanismo di posizionamento e di confrontare le pratiche di posizionamento dei vari fornitori. La nozione di parametro principale dovrebbe intendersi riferita a qualunque criterio generale, processo, segnale specifico integrato negli algoritmi o ogni altro meccanismo di aggiustamento o di retrocessione utilizzato in connessione con il posizionamento. La descrizione dei parametri principali che determinano il posizionamento dovrebbe includere anche la spiegazione di un'eventuale possibilità per gli utenti commerciali di influenzare attivamente il posizionamento a fronte di un corrispettivo, come pure i relativi effetti. Tale descrizione dovrebbe fornire agli utenti commerciali un'adeguata comprensione di come il meccanismo di posizionamento tiene conto delle caratteristiche dell'effettiva offerta di prodotti o servizi da parte dell'utente commerciale, e la loro rilevanza per i consumatori degli specifici servizi di intermediazione online.

(17)  Il posizionamento dei beni e dei servizi da parte del fornitore dei servizi di intermediazione online ha un impatto importante sulla scelta del consumatore e, di conseguenza, sul successo commerciale degli utenti commerciali che offrono tali beni e servizi ai consumatori. I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto delineare preventivamente i parametri che determinano il posizionamento, al fine di migliorare la prevedibilità per gli utenti commerciali, per consentire loro di comprendere meglio il funzionamento del meccanismo di posizionamento e di confrontare le pratiche di posizionamento dei vari fornitori. Ove la divulgazione di tutti i parametri contenuti nei termini e nelle condizioni non sia tecnologicamente possibile o comporti la divulgazione della ponderazione di tutti i parametri individuali, dovrebbero essere presentati solo i parametri principali e le ragioni della loro importanza relativa. La nozione di parametro principale dovrebbe intendersi riferita a qualunque criterio generale, processo, segnale specifico integrato negli algoritmi o ogni altro meccanismo di aggiustamento o di retrocessione utilizzato in connessione con il posizionamento. La descrizione dei parametri principali che determinano il posizionamento dovrebbe includere anche la spiegazione di un'eventuale possibilità per gli utenti commerciali di influenzare attivamente il posizionamento a fronte di un corrispettivo, come pure i relativi effetti. Nel presentare i risultati, il servizio di intermediazione online dovrebbe indicare altresì accanto a ciascuna posizione se essa è stata influenzata da un trattamento differenziato, da un corrispettivo diretto o indiretto o da un rapporto contrattuale o di proprietà diretta. Tale descrizione dovrebbe fornire agli utenti commerciali un'adeguata comprensione di come il meccanismo di posizionamento tiene conto delle caratteristiche dell'effettiva offerta di beni o servizi da parte dell'utente commerciale, e la loro rilevanza per i consumatori degli specifici servizi di intermediazione online. In base alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio per una migliore applicazione e una modernizzazione delle norme dell'UE relative alla protezione dei consumatori, presentata dalla Commissione, i fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero essere tenuti a fornire ai consumatori informazioni sui parametri che incidono sul posizionamento. Fermo restando che le informazioni fornite al consumatore dovrebbero essere presentate in modo chiaro e comprensibile, adeguato alle esigenze del consumatore, le informazioni fornite all'utente commerciale e al consumatore dovrebbero in ogni caso essere sufficientemente simili, per garantire che entrambe le parti, ossia quanti offrono un bene o servizio e quanti lo stanno cercando, siano in grado di prendere decisioni con cognizione di causa sulla base di ricerche trasparenti.

 

__________________

 

 

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  In modo analogo, il posizionamento dei siti web da parte dei fornitori dei motori di ricerca online, soprattutto di quei siti web mediante i quali le imprese offrono i loro prodotti e servizi ai consumatori, ha un impatto notevole sulla scelta del consumatore e sul successo commerciale degli utenti titolari di siti web aziendali. I fornitori di motori di ricerca online dovrebbero pertanto fornire una descrizione dei principali parametri che determinano il posizionamento di tutti i siti web indicizzati, compresi quelli degli utenti titolari di siti web aziendali come pure degli altri siti web. Oltre alle caratteristiche dei prodotti e dei servizi e la loro rilevanza per i consumatori, nel caso dei motori di ricerca online, questa descrizione dovrebbe anche consentire agli utenti titolari di siti web aziendali di ottenere una sufficiente comprensione in merito a all'effettiva considerazione, delle modalità e della misura di tale considerazione, di determinate caratteristiche grafiche del sito web utilizzato dagli utenti titolari di siti web aziendali, per esempio la loro ottimizzazione per la visualizzazione sui dispositivi di telecomunicazione mobile. In mancanza di una relazione contrattuale tra i fornitori di motori di ricerca online e gli utenti titolari di siti web aziendali, tale descrizione dovrebbe essere a disposizione del pubblico in una posizione evidente e facilmente accessibile sul motore di ricerca pertinente. Per assicurare la prevedibilità per gli utenti titolari di siti web aziendali, la descrizione dovrebbe anche essere tenuta aggiornata, e qualsiasi modifica ai parametri principali dovrebbe essere resa facilmente identificabile. Sebbene, come definito nella direttiva (UE) 206/943 del Parlamento europeo e del Consiglio5, ai fornitori sia richiesto di non divulgare i segreti commerciali in nessuna circostanza, nel conformarsi a questo requisito di divulgazione dei principali parametri di posizionamento, la descrizione data dovrebbe perlomeno essere basata sui dati effettivi della rilevanza dei parametri di posizionamento utilizzati.

(18)  In modo analogo, il posizionamento dei siti web da parte dei fornitori dei motori di ricerca online, soprattutto di quei siti web mediante i quali le imprese offrono i loro beni e servizi ai consumatori, ha un impatto notevole sulla scelta del consumatore e sul successo commerciale degli utenti titolari di siti web aziendali. I fornitori di motori di ricerca online dovrebbero pertanto fornire una descrizione dei parametri che determinano il posizionamento di tutti i siti web indicizzati, compresi quelli degli utenti titolari di siti web aziendali come pure degli altri siti web. Nei casi in cui la divulgazione di tutti i parametri contenuti nei termini e nelle condizioni non sia tecnologicamente possibile o comporti la divulgazione della ponderazione di tutti i parametri individuali, dovrebbero essere presentati solo i parametri principali e le ragioni della loro importanza relativa. Oltre alle caratteristiche dei beni e dei servizi e alla loro rilevanza per i consumatori, nel caso dei motori di ricerca online, questa descrizione dovrebbe anche consentire agli utenti titolari di siti web aziendali di ottenere una sufficiente comprensione in merito all'effettiva considerazione, delle modalità e della misura di tale considerazione, di determinate caratteristiche grafiche del sito web utilizzato dagli utenti titolari di siti web aziendali, per esempio la loro ottimizzazione per la visualizzazione sui dispositivi di telecomunicazione mobile. In mancanza di un rapporto contrattuale tra i fornitori di motori di ricerca online e gli utenti titolari di siti web aziendali, tale descrizione dovrebbe essere a disposizione del pubblico in una posizione evidente e facilmente accessibile sul motore di ricerca pertinente. Per assicurare la prevedibilità per gli utenti titolari di siti web aziendali, la descrizione dovrebbe anche essere tenuta aggiornata, e qualsiasi modifica ai parametri dovrebbe essere resa facilmente identificabile. Sebbene l'obbligo di divulgare i parametri di posizionamento non dovrebbe pregiudicare la direttiva (UE) 2016/943 del Parlamento europeo e del Consiglio5, nel conformarsi a questo requisito di divulgazione dei principali parametri di posizionamento la descrizione data dovrebbe perlomeno essere basata sui dati effettivi della rilevanza dei parametri di posizionamento utilizzati. L'esistenza di una descrizione aggiornata dei principali parametri andrebbe anche a vantaggio degli utenti del motore di ricerca online che non sono utenti titolari di siti web aziendali. A volte i fornitori di motori di ricerca online possono decidere di influenzare il posizionamento in un caso specifico o di rimuovere la posizione di un sito web sulla base delle segnalazioni di terzi. Diversamente dai fornitori di servizi di intermediazione online, stante l'assenza di un rapporto contrattuale tra le parti, non ci si può attendere che i fornitori di motori di ricerca online notifichino direttamente a un utente titolare di un sito web aziendale la rimozione o la modifica del posizionamento a causa di una segnalazione. Ciononostante, un utente commerciale aziendale dovrebbe avere la possibilità di verificare la segnalazione che, nel caso specifico, ha determinato la modifica del posizionamento o la rimozione, analizzando il contenuto della segnalazione in una banca dati online pubblicamente accessibile. Ciò contribuirebbe a limitare il potenziale abuso delle segnalazioni di rimozione da parte dei concorrenti.

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5 Direttiva (UE) 2016/943 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione illeciti (GU L 157 del 15.6.2016, pag. 1).

5 Direttiva (UE) 2016/943 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione illeciti (GU L 157 del 15.6.2016, pag. 1).

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Considerando 18 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 bis)  Affinché gli utenti commerciali beneficino delle informazioni relative ai parametri di posizionamento, i risultati del posizionamento dovrebbero rispecchiare l'applicazione reale e non arbitraria di tali parametri e l'importanza relativa dei parametri divulgati dai fornitori di servizi di intermediazione online e di motori di ricerca online. Ad esempio, se più utenti commerciali si trovassero in una situazione comparabile per quanto riguarda i parametri che il fornitore ha divulgato in quanto parametri che determinano il posizionamento, essi dovrebbero potersi attendere che il posizionamento rispecchi tale situazione comparabile rispetto ai suddetti parametri.

Emendamento    27

Proposta di regolamento

Considerando 18 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 ter)  I fornitori di motori di ricerca online spesso permettono agli utenti titolari di siti web aziendali di influenzare il posizionamento dei risultati di ricerca a fronte del pagamento di un corrispettivo. È opportuno che siano rese pubblicamente disponibili informazioni chiare e dettagliate su tale pratica, affinché gli utenti titolari di siti web aziendali e i consumatori comprendano gli effetti che il pagamento di corrispettivi produce sul posizionamento. Ciononostante, i risultati di ricerca il cui posizionamento è stato influenzato da forme di pagamento dovrebbero essere chiaramente contrassegnati, per renderli facilmente distinguibili dagli altri risultati di ricerca per i quali non è stato pagato alcun corrispettivo.

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Quando è lo stesso fornitore di servizi di intermediazione online a offrire determinati prodotti o servizi ai consumatori attraverso i suoi stessi servizi di intermediazione online, o mediante un utente commerciale che controlla, tale fornitore potrebbe entrare in concorrenza diretta con altri utenti commerciali dei suoi servizi di intermediazione online che non sono da lui controllati. In tale situazione, in particolare, è importante che il fornitore dei servizi di intermediazione online agisca in maniera trasparente e fornisca una descrizione di eventuali trattamenti differenziati, attraverso mezzi legali, commerciali o tecnici, che possa applicare ai prodotti o servizi che offre direttamente rispetto a quelli offerti dagli utenti commerciali. Per assicurare la proporzionalità, tale obbligo dovrebbe applicarsi a livello della totalità dei servizi di intermediazione online, e non a livello dei singoli prodotti o servizi offerti mediante tali servizi.

(19)  Quando è lo stesso fornitore di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online a offrire determinati beni o servizi ai consumatori attraverso i suoi stessi servizi, o mediante un utente commerciale che controlla, tale fornitore potrebbe entrare in concorrenza diretta con altri utenti commerciali dei suoi servizi online che non sono da lui controllati; ciò può rappresentare un incentivo economico per il fornitore e può porlo nelle condizioni di utilizzare il proprio controllo sul servizio di intermediazione online o sul motore di ricerca online per garantire alle proprie offerte, o a quelle di un utente commerciale da esso controllato, vantaggi tecnici o economici che potrebbe negare agli utenti commerciali concorrenti. Una condotta simile potrebbe compromettere la concorrenza leale e limitare le possibilità di scelta dei consumatori. In tale situazione, in particolare, è importante che il fornitore dei servizi di intermediazione online o del motore di ricerca online agisca in maniera trasparente e fornisca una descrizione di eventuali trattamenti differenziati, attraverso mezzi legali, commerciali o tecnici, ad esempio impostazioni predefinite, in relazione ai beni o servizi che offre direttamente rispetto a quelli offerti dagli utenti commerciali. I beni o servizi di un fornitore di servizi di intermediazione online o del motore di ricerca online dovrebbero essere considerati in concorrenza con quelli dei suoi utenti commerciali se i consumatori che utilizzano il servizio di intermediazione online possono ritenerli intercambiabili o sostituibili.

Emendamento    29

Proposta di regolamento

Considerando 19 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 bis)  Tuttavia, è opportuno consentire eventuali trattamenti differenziati di questo tipo sui servizi di intermediazione online solo se il fornitore di servizi di intermediazione online può oggettivamente giustificare tale trattamento conformemente ai principi generali del diritto dell'Unione, quali la proporzionalità, la certezza giuridica e i principi generali desunti dalla Carta dei diritti fondamentali. Inoltre, il trattamento differenziato non deve comportare discriminazioni nei confronti di tutti gli altri utenti commerciali che offrono beni o servizi attraverso i servizi di intermediazione online; tale trattamento non dovrebbe inoltre impedire ai consumatori di continuare a scegliere e utilizzare i beni e i servizi di loro preferenza tra i beni e i servizi concorrenti offerti tramite il servizio di intermediazione online.

Emendamento    30

Proposta di regolamento

Considerando 19 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 ter)  Talune pratiche possono essere definitivamente considerate come sleali in qualsiasi circostanza. Tali pratiche sono elencate nell'allegato I della presente proposta. L'osservatorio UE delle piattaforme dovrebbe costantemente controllare l'applicazione e gli effetti di tale elenco di pratiche sul mercato nonché raccomandare aggiornamenti alla Commissione.

Emendamento    31

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  La capacità di accedere e utilizzare i dati, compresi quelli personali, può consentire la creazione di valore rilevante nell'economia delle piattaforme online. Di conseguenza, è importante che i fornitori di servizi di intermediazione online forniscano agli utenti commerciali una chiara descrizione di portata, natura e condizioni del loro accesso a determinate categorie di dati e del loro utilizzo. La descrizione dovrebbe essere proporzionata e dovrebbe riferirsi alle condizioni di accesso generali, e non comportare la necessità di identificare esaustivamente i dati effettivi, o le categorie dei dati, al fine di consentire agli utenti commerciali di comprendere se possono utilizzare i dati per migliorare la loro creazione di valore, eventualmente anche ricorrendo ai servizi di dati di terze parti. Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere conforme al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio6.

(20)  La capacità di accedere e utilizzare i dati, compresi quelli personali, può consentire la creazione di valore rilevante nell'economia delle piattaforme online. Di conseguenza, è importante che i fornitori di servizi di intermediazione online forniscano agli utenti commerciali una chiara descrizione di portata, natura e condizioni del loro accesso a determinate categorie di dati e del loro utilizzo. La descrizione dovrebbe essere proporzionata e dovrebbe riferirsi alle condizioni di accesso generali, e non comportare la necessità di identificare esaustivamente i dati effettivi, o le categorie dei dati, al fine di consentire agli utenti commerciali di comprendere se possono utilizzare i dati per migliorare la loro creazione di valore, eventualmente anche ricorrendo ai servizi di dati di terze parti. Il presente regolamento prevede che i fornitori di servizi di intermediazione online siano trasparenti in merito a quali dati forniscono ai loro utenti commerciali, ma non impone l'obbligo di divulgare dati personali o non personali agli utenti commerciali, ad eccezione di taluni dati connessi a valutazioni e recensioni degli utenti commerciali, che possono essere ricevuti dai suddetti utenti in forma aggregata e anonima. In tutti i casi, il trattamento dei dati personali dovrebbe essere conforme al quadro giuridico dell'Unione relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento di dati personali, al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali nelle comunicazioni elettroniche, segnatamente il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio6, la direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

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6 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

6 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

Emendamento    32

Proposta di regolamento

Considerando 20 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(20 bis)  Conformemente al regolamento (CE) n. 2016/679, il consumatore ha il diritto di ricevere i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento, ad esempio un fornitore di servizi di intermediazione online, in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico, e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento, come ad esempio un utente commerciale di un fornitore di servizi di intermediazione online.

Emendamento    33

Proposta di regolamento

Considerando 20 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(20 ter)  Gli utenti commerciali dovrebbero essere in grado di ricevere informazioni rese anonime in merito alla loro reputazione online, ossia le valutazioni e le recensioni accumulate presso un fornitore di servizi di intermediazione online, al fine di consentire agli utenti commerciali di avere una comprensione più chiara del valore del loro marchio e consentire loro di migliorare le proprie prestazioni sulla piattaforma online. È opportuno predisporre strumenti per favorire la comprensione da parte degli utenti commerciali della loro reputazione; ciò costituirebbe il primo passo atto a consentire una maggiore concorrenza tra gli utenti commerciali, dando accesso a una scelta più ampia e informata per i consumatori.

Emendamento    34

Proposta di regolamento

Considerando 20 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(20 quater)  Diverse autorità garanti della concorrenza sia all'interno che all'esterno dell'Unione hanno avviato indagini o hanno dichiarato l'intenzione di procedere in tal senso in relazione ai casi in cui fornitori di servizi di intermediazione online hanno sfruttato la loro duplice posizione di mercato e di impresa che offrono beni e servizi sul medesimo mercato per dotarsi o abusare di una posizione dominante. L'accesso del fornitore di servizi di intermediazione online a dati generati dalle operazioni di un utente commerciale può consentire al fornitore di servizi di intermediazione online di competere con tale utente sulla base di detti dati. Per garantire equità, il fornitore del servizio di intermediazione online non dovrebbe essere autorizzato a comunicare a terzi, anche all'interno della propria struttura aziendale, per fini commerciali i dati generati dalle operazioni di un utente commerciale senza il consenso dell'utente, salvo nel caso in cui un fornitore di servizi di intermediazione online abbia l'obbligo giuridico di divulgare i dati generati dalle transazioni di un utente commerciale.

Emendamento    35

Proposta di regolamento

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  I fornitori di servizi di intermediazione online possono in determinati casi limitare nei termini e nelle condizioni la capacità degli utenti commerciali di offrire prodotti o servizi ai consumatori in condizioni più favorevoli mediante mezzi diversi da tali servizi di intermediazione online. In tali casi, i fornitori interessati dovrebbero enunciarne le ragioni, in particolare in riferimento alle principali valutazioni di ordine economico, commerciale o giuridico relative alle limitazioni. Questo obbligo di trasparenza non dovrebbe tuttavia essere inteso come alterazione della valutazione della legalità di tali limitazioni ai sensi di altri atti del diritto dell'Unione o del diritto degli Stati membri conformemente alla normativa dell'Unione, anche nei settori della concorrenza e delle pratiche commerciali sleali, e nell'applicazione di tali ordinamenti.

(21)  I fornitori di servizi di intermediazione online non dovrebbero limitare la capacità degli utenti commerciali di offrire gli stessi beni e servizi ai consumatori a condizioni diverse o uguali tramite altri servizi di intermediazione. In determinati casi, i fornitori di servizi di intermediazione online possono limitare la capacità degli utenti commerciali di offrire prodotti o servizi ai consumatori a condizioni diverse mediante mezzi diversi da tali servizi. In tali casi, i fornitori interessati dovrebbero enunciarne le ragioni, in particolare in riferimento alle principali valutazioni di ordine economico, commerciale o giuridico relative alle limitazioni e assicurare che la limitazione sia proporzionata. Tuttavia, la limitazione della capacità degli utenti commerciali di offrire beni o servizi ai consumatori a condizioni diverse tramite mezzi che non siano i servizi di intermediazione online potrebbe essere vietata o ristretta dagli Stati membri nelle loro norme nazionali adottate in conformità del diritto dell'Unione.

Emendamento    36

Proposta di regolamento

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22)  Al fine di consentire agli utenti commerciali, compresi quelli il cui utilizzo dei relativi servizi di intermediazione online possa essere stato sospeso o cessato, di avere accesso a possibilità di ricorso immediate, idonee ed efficaci, i fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero fornire un sistema interno di gestione dei reclami. Il sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe essere volto ad assicurare che una quota significativa di reclami possa essere risolta bilateralmente dal fornitore dei servizi di intermediazione online e l'utente commerciale pertinente. Inoltre, garantire che i fornitori di servizi di intermediazione online pubblichino le informazioni sul funzionamento e l'efficacia del proprio sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe aiutare gli utenti commerciali a comprendere i tipi di problemi che possono insorgere nel contesto della fornitura dei differenti servizi di intermediazione online e la possibilità di raggiungere una veloce ed effettiva risoluzione bilaterale.

(22)  Al fine di consentire agli utenti commerciali, compresi quelli il cui utilizzo dei relativi servizi di intermediazione online possa essere stato sospeso o cessato, di avere accesso a possibilità di ricorso immediate, idonee ed efficaci, i fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero fornire un sistema interno di gestione dei reclami. Il sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe essere trasparente, basato sui principi della parità di trattamento, non discriminatorio e volto ad assicurare che una quota significativa di reclami possa essere risolta bilateralmente dal fornitore dei servizi di intermediazione online e l'utente commerciale pertinente entro un lasso di tempo ragionevole. Nel corso della durata del reclamo, i fornitori di servizi di intermediazione online possono mantenere in vigore la decisione da essi adottata. Il tentativo di raggiungere un accordo ricorrendo al meccanismo interno di gestione dei reclami non pregiudica il diritto dei fornitori di servizi di intermediazione online o degli utenti commerciali di promuovere un'azione giudiziaria in qualsiasi momento durante o dopo il processo di gestione dei reclami. Inoltre, i fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero pubblicare periodicamente le informazioni sul funzionamento e l'efficacia del proprio sistema interno di gestione dei reclami al fine di aiutare gli utenti commerciali a comprendere i principali tipi di problemi che possono insorgere nel contesto della fornitura dei differenti servizi di intermediazione online e la possibilità di raggiungere una veloce ed effettiva risoluzione bilaterale.

Emendamento    37

Proposta di regolamento

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23)  Allo scopo di minimizzare eventuali oneri amministrativi, le prescrizioni del presente regolamento relative ai sistemi interni di gestione dei reclami sono volte a consentire ai fornitori di servizi di intermediazione online un ragionevole grado di flessibilità nell'esercizio di tali sistemi e nell'affrontare i singoli reclami. I sistemi interni di gestione dei reclami dovrebbero inoltre permettere ai fornitori di servizi di intermediazione online di risolvere, ove necessario, in maniera proporzionata, qualsiasi tentativo di usare in mala fede tali sistemi da parte di alcuni utenti commerciali. Nei casi diversi dalla presunta inadempienza degli obblighi giuridici previsti dal presente regolamento, i sistemi interni di gestione dei reclami non dovrebbero inoltre essere aperti ai reclami riguardanti solo effetti negativi trascurabili sugli utenti professionali interessati . Alla luce dei costi per la predisposizione e l'esercizio di tali sistemi, è opportuno esentare da tali obblighi tutti i fornitori di servizi di intermediazione online che sono piccole imprese, in linea con le pertinenti disposizioni della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione7.

(23)  Allo scopo di minimizzare eventuali oneri amministrativi, le prescrizioni del presente regolamento relative ai sistemi interni di gestione dei reclami sono volte a consentire ai fornitori di servizi di intermediazione online un ragionevole grado di flessibilità nell'esercizio di tali sistemi e nell'affrontare i singoli reclami. I sistemi interni di gestione dei reclami dovrebbero inoltre permettere ai fornitori di servizi di intermediazione online di risolvere, ove necessario, in maniera proporzionata, qualsiasi tentativo di usare in mala fede tali sistemi da parte di alcuni utenti commerciali. Nei casi diversi dalla presunta inadempienza degli obblighi giuridici previsti dal presente regolamento, i sistemi interni di gestione dei reclami non dovrebbero inoltre essere aperti ai reclami riguardanti solo effetti trascurabili sugli utenti professionali interessati . Alla luce dei costi per la predisposizione e l'esercizio di tali sistemi, è opportuno esentare da tali obblighi tutti i fornitori di servizi di intermediazione online che sono piccole imprese, in linea con le pertinenti disposizioni della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione7.

__________________

__________________

7 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

7 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

Emendamento    38

Proposta di regolamento

Considerando 23 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(23 bis)  L'uso della parola "interno" non dovrebbe essere inteso come un impedimento a delegare il sistema interno di gestione dei reclami a un fornitore di servizi esterno o a un'altra struttura aziendale, a condizione che l'operatore disponga della piena autorità e capacità di garantire la conformità del sistema interno di gestione dei reclami ai requisiti del presente regolamento.

Emendamento    39

Proposta di regolamento

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  La mediazione può offrire ai fornitori di servizi di intermediazione online e ai loro utenti commerciali un mezzo per risolvere le controversie in modo soddisfacente, senza dover fare adire i tribunali che potrebbero risultare lungo e costoso. I fornitori di servizi di intermediazione online pertanto dovrebbero agevolare la mediazione tramite, in particolare, l'identificazione dei mediatori con i quali sono disposti a impegnarsi. I mediatori che prestano i loro servizi da sedi al di fuori dall'Unione dovrebbero essere indicati unicamente se si garantisce che il ricorso ai loro servirsi non priva in alcun modo gli utenti commerciali interessati di nessuna tutela legale offerta loro dal diritto dell'Unione o degli Stati membri, comprese le prescrizioni del presente regolamento e la normativa applicabile relativa alla protezione dei dati personali e dei segreti commerciali. Per essere raggiungibili, equi e più rapidi, efficaci ed efficienti possibile, tali mediatori dovrebbero soddisfare determinate serie di criteri.

(24)  La mediazione può offrire ai fornitori di servizi di intermediazione online e ai loro utenti commerciali un mezzo per risolvere le controversie in modo soddisfacente, senza dover fare adire i tribunali che potrebbero risultare lungo e costoso. I fornitori di servizi di intermediazione online pertanto dovrebbero agevolare la mediazione tramite, in particolare, l'identificazione dei mediatori con i quali sono disposti a impegnarsi. I mediatori che prestano i loro servizi da sedi al di fuori dall'Unione dovrebbero essere indicati unicamente se si garantisce che il ricorso ai loro servirsi non priva in alcun modo gli utenti commerciali interessati di nessuna tutela legale offerta loro dal diritto dell'Unione o degli Stati membri, comprese le prescrizioni del presente regolamento e la normativa applicabile relativa alla protezione dei dati personali e dei segreti commerciali. Per essere raggiungibili, equi e più rapidi, efficaci ed efficienti possibile, tutti i mediatori individuati dovrebbero soddisfare determinate serie di criteri. I mediatori dovrebbero essere incoraggiati a risolvere le controversie non appena ciò sia ragionevolmente possibile.

Emendamento    40

Proposta di regolamento

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero sostenere una parte ragionevole dei costi totali della mediazione, tenendo in considerazione tutti gli elementi pertinenti del caso in questione. A tale scopo, il mediatore dovrebbe proporre quale sia la parte ragionevole nel singolo caso. Tuttavia, tale parte non dovrebbe mai essere inferiore alla metà di tali costi.

(25)  I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero sostenere una parte ragionevole dei costi totali della mediazione, tenendo in considerazione tutti gli elementi pertinenti del caso in questione. A tale scopo, il mediatore dovrebbe proporre quale sia la parte ragionevole nel singolo caso. Tuttavia, per quanto riguarda il fornitore di servizi di intermediazione online, tale parte non dovrebbe mai essere inferiore alla metà di tali costi, tranne nel caso in cui il mediatore stabilisca che l'utente commerciale che ha sottoposto a mediazione il caso non ha agito in buona fede.

Emendamento    41

Proposta di regolamento

Considerando 25 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(25 bis)  Poiché i fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero essere sempre tenuti a individuare i mediatori con cui sono disposti a impegnarsi e poiché dovrebbero essere tenuti a svolgere un servizio di mediazione in buona fede, l'obbligo di mediazione dovrebbe essere stabilito in modo da prevenire l'abuso del sistema di mediazione da parte degli utenti commerciali. In quanto tali, gli utenti commerciali dovrebbero essere tenuti a intraprendere una mediazione in buona fede. Inoltre, laddove un utente commerciale abbia ripetutamente sottoposto a mediazione casi in cui non è stata raggiunta una soluzione della controversia, o qualora un utente commerciale sottoponga a mediazione un caso su un argomento sul quale abbia precedentemente agito in malafede nel processo di mediazione, il fornitore del servizio di intermediazione online non dovrebbe, in tali casi eccezionali, essere tenuto ad avviare una mediazione con tale utente commerciale. Questa situazione eccezionale non dovrebbe limitare la possibilità dell'utente commerciale di sottoporre un caso a mediazione se, come stabilito dal mediatore, l'oggetto della mediazione non è collegato ai casi precedenti.

Emendamento    42

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Allo scopo di agevolare la risoluzione delle controversie relative alla fornitura dei servizi di intermediazione online utilizzando la mediazione nell'Unione, la Commissione dovrebbe incoraggiare la costituzione di organismi di mediazione specializzati, che attualmente non sono sufficienti. Il coinvolgimento dei mediatori con conoscenze specializzate dei servizi di intermediazione online, dei motori di ricerca online, come pure dei settori industriali specifici entro i quali tali servizi sono forniti, dovrebbe accrescere la fiducia di entrambe le parti nel processo di mediazione e dovrebbe incrementare la probabilità che tale processo conduca a un risultato rapido, giusto e soddisfacente.

(26)  Allo scopo di agevolare la risoluzione delle controversie relative alla fornitura dei servizi di intermediazione online utilizzando la mediazione nell'Unione, la Commissione, di concerto con gli Stati membri, dovrebbe incoraggiare la costituzione di organismi di mediazione specializzati, che attualmente non sono sufficienti. Il coinvolgimento dei mediatori con conoscenze specializzate dei servizi di intermediazione online, dei motori di ricerca online, come pure dei settori industriali specifici entro i quali tali servizi sono forniti, dovrebbe accrescere la fiducia di entrambe le parti nel processo di mediazione e dovrebbe incrementare la probabilità che tale processo conduca a un risultato rapido, giusto e soddisfacente.

Emendamento    43

Proposta di regolamento

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27)  Vari fattori, come i mezzi finanziari limitati, il timore di ritorsioni e la scelta esclusiva del diritto e del foro imposta nei termini e nelle condizioni, possono limitare l'efficacia delle possibilità di ricorso giudiziale esistenti, particolarmente quelle che richiedono agli utenti commerciali o agli utenti titolari di siti web aziendali di agire individualmente e palesando la propria identità. Per garantire l'efficace applicazione del presente regolamento, si dovrebbe accordare alle organizzazioni e alle associazioni che rappresentano gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali come pure determinati organismi pubblici istituiti negli Stati membri, la possibilità di adire i giudici nazionali. Tali azioni giudiziarie nazionali dovrebbero mirare a bloccare o proibire le violazioni delle norme stabilite nel presente regolamento e a prevenire futuri danni che potrebbero compromettere le relazioni commerciali sostenibili nell'economia delle piattaforme online. Al fine di garantire che tali organizzazioni o associazioni esercitino effettivamente e in modo appropriato tale diritto essi dovrebbero soddisfare determinati criteri. Tenuto conto della situazione particolare degli organismi pubblici in questione negli Stati membri in cui tali organismi sono stati creati dovrebbe essere imposto che essi siano specificatamente incaricati, in conformità delle pertinenti disposizioni del diritto nazionale, di promuovere tali azioni nell'interesse collettivo delle parti interessate o nell'interesse generale, senza che sia necessario applicare loro i summenzionati criteri. Azioni simili non dovrebbero in alcun modo influenzare i diritti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali di intraprendere azioni legali su base individuale.

(27)  Vari fattori, come i mezzi finanziari limitati, il timore di ritorsioni e la scelta esclusiva del diritto e del foro imposta nei termini e nelle condizioni, possono limitare l'efficacia delle possibilità di ricorso giudiziale esistenti, particolarmente quelle che richiedono agli utenti commerciali o agli utenti titolari di siti web aziendali di agire individualmente e palesando la propria identità. Per garantire l'efficace applicazione del presente regolamento, si dovrebbe accordare alle organizzazioni e alle associazioni che rappresentano gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali come pure determinati organismi pubblici istituiti negli Stati membri, la possibilità di adire i giudici nazionali. Tali azioni giudiziarie nazionali dovrebbero mirare a bloccare o proibire le violazioni delle norme stabilite nel presente regolamento e a prevenire futuri danni che potrebbero compromettere la relazione commerciale sostenibile nell'economia delle piattaforme online, comprese quelle riguardanti le PMI e le microimprese. Al fine di garantire che tali organizzazioni o associazioni esercitino effettivamente e in modo appropriato tale diritto essi dovrebbero soddisfare determinati criteri, in particolare in materia di trasparenza dei finanziamenti. Gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a istituire o nominare i suddetti organismi pubblici. Per gli organismi pubblici in questione, dovrebbe essere imposto che essi siano specificatamente incaricati, in conformità delle pertinenti disposizioni del diritto nazionale, di promuovere tali azioni nell'interesse collettivo delle parti interessate o nell'interesse generale, senza che sia necessario applicare loro i summenzionati criteri. Azioni simili non dovrebbero in alcun modo influenzare i diritti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali di intraprendere azioni legali su base individuale.

Emendamento    44

Proposta di regolamento

Considerando 27 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(27 bis)  Le violazioni delle disposizioni del presente regolamento richiederanno in talune circostanze un'applicazione delle norme rapida e flessibile. Gli organismi preposti all'applicazione delle norme, costituiti o nominati dagli Stati membri, dovrebbero essere responsabili di far rispettare il presente regolamento in maniera adeguata ed efficace. Gli organismi preposti all'applicazione delle norme dovrebbero essere istituiti in aggiunta alla procedura per la promozione di un'azione giudiziaria da parte di organizzazioni rappresentative, associazioni od organismi pubblici di cui al presente regolamento. Le decisioni prese dagli organismi preposti all'applicazione delle norme possono essere impugnate con ricorso giurisdizionale, in conformità della pertinente legislazione nazionale.

Emendamento    45

Proposta di regolamento

Considerando 27 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(27 ter)  È necessario un attento monitoraggio dell'applicazione del presente regolamento. Gli Stati membri dovrebbero designare le autorità nazionali affinché richiedano le informazioni pertinenti, necessarie per il monitoraggio e l'applicazione del presente regolamento, ai fornitori di servizi di intermediazione online e ai motori di ricerca online. Le informazioni raccolte da tali autorità dovrebbero essere fornite alla Commissione e all'osservatorio UE delle piattaforme, su richiesta.

Emendamento    46

Proposta di regolamento

Considerando 28 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(28 bis)  Per motivi di trasparenza e responsabilità e in ragione del ruolo e dei compiti previsti, è opportuno attribuire all'osservatorio UE delle piattaforme un ruolo ai sensi del presente regolamento che vada al di là di quello di gruppo di esperti istituito in virtù della decisione C(2018)2393 della Commissione. L'osservatorio dovrebbe svolgere i compiti che gli sono conferiti dal presente regolamento in modo indipendente e nell'interesse pubblico e, a tal fine, dovrebbe essere composto da un'ampia gamma di esperti indipendenti dotati di competenza ed esperienza comprovate nell'economia delle piattaforme online.

Emendamento    47

Proposta di regolamento

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29)  La Commissione dovrebbe valutare periodicamente il presente regolamento, in particolare per stabilire la necessità di modificarlo alla luce degli sviluppi tecnologici o commerciali pertinenti.

(29)  La Commissione dovrebbe valutare periodicamente il presente regolamento e monitorarne attentamente gli effetti sull'economia delle piattaforme online, in particolare per stabilire la necessità di modificarlo alla luce degli sviluppi tecnologici o commerciali pertinenti, e, a seguito della valutazione, adottare le misure opportune. Dato il rapido sviluppo che interesserà il settore nei prossimi anni, potrebbe risultare opportuno dare seguito al presente regolamento con un ulteriore atto legislativo più prescrittivo qualora le disposizioni in materia di trasparenza ed equità stabilite nel presente regolamento si rivelino insufficienti a gestire le pratiche commerciali sleali e gli squilibri futuri.

Emendamento    48

Proposta di regolamento

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, vale a dire garantire un contesto commerciale online equo, prevedibile, sostenibile e sicuro nell'ambito del mercato interno, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della sua portata e dei suoi effetti, può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,.

(31)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, vale a dire garantire un contesto commerciale online chiaro, equo, prevedibile, sostenibile e sicuro nell'ambito del mercato interno, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della sua portata e dei suoi effetti, può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

Emendamento    49

Proposta di regolamento

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32)  È opportuno chiarire che il presente regolamento non deve influire sull'applicazione delle norme pertinenti del diritto dell'Unione applicabile nei settori della cooperazione giudiziaria in materia civile, della concorrenza, della protezione dei consumatori, del commercio elettronico e dei servizi finanziari.

(32)  È opportuno chiarire che il presente regolamento non deve influire sull'applicazione delle norme pertinenti del diritto dell'Unione applicabile in settori quali la cooperazione giudiziaria in materia civile, la concorrenza, la protezione dei consumatori, il commercio elettronico e i servizi finanziari, e non pregiudica le disposizioni nazionali che, conformemente al diritto dell'Unione, disciplinano le pratiche commerciali sleali.

Emendamento    50

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il presente regolamento stabilisce norme intese a garantire che gli utenti commerciali di servizi di intermediazione online e gli utenti titolari di siti web aziendali che siano in relazione con motori di ricerca online dispongano di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso.

1.  Il presente regolamento stabilisce norme intese a garantire che gli utenti commerciali di servizi di intermediazione online e gli utenti titolari di siti web aziendali che siano in relazione con motori di ricerca online dispongano di un'adeguata trasparenza, equità e di efficaci possibilità di ricorso.

Emendamento    51

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il presente regolamento si applica ai servizi di intermediazione online e ai motori di ricerca online, a prescindere dal luogo di stabilimento o di residenza del fornitore di tali servizi, forniti o proposti per essere forniti, rispettivamente, agli utenti commerciali e agli utenti titolari di siti web aziendali, che hanno il luogo di stabilimento o di residenza nell'Unione e che, tramite i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online, offrono beni o servizi a consumatori nell'Unione.

2.  Il presente regolamento si applica ai servizi di intermediazione online e ai motori di ricerca online, a prescindere dal luogo di stabilimento o di residenza del fornitore di tali servizi e dal diritto altrimenti applicabile, forniti o proposti per essere forniti, rispettivamente, agli utenti commerciali e agli utenti titolari di siti web aziendali, che hanno il luogo di stabilimento o di residenza nell'Unione e che, tramite i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online, offrono beni o servizi a consumatori nell'Unione.

Emendamento    52

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli obblighi in capo ai fornitori di servizi di intermediazione online definiti nel presente regolamento si applicano ai fornitori di sistemi operativi complementari laddove un sistema operativo agisca di per sé come servizio di intermediazione online ai sensi dell'articolo 2, punto 2.

Emendamento    53

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter.  Il presente regolamento non si applica ai servizi di pagamento online o agli strumenti dedicati alla pubblicità online né agli scambi pubblicitari online che non sono forniti con l'obiettivo di agevolare l'avvio di transazioni dirette e che non implicano una relazione contrattuale con i consumatori.

Emendamento    54

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 quater.  Il presente regolamento non pregiudica il diritto dell'Unione e le norme nazionali che, conformemente al diritto dell'Unione, disciplinano le pratiche commerciali sleali.

Emendamento    55

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – punto 1

Testo della Commissione

Emendamento

1)  "utente commerciale", persona fisica o giuridica che offre beni o servizi ai consumatori tramite servizi di intermediazione online per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale;

1)  "utente commerciale", persona fisica o giuridica che offre beni o servizi ai consumatori tramite servizi di intermediazione online per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale, compresi i soggetti che operano personalmente come professionisti tramite servizi di intermediazione online;

Emendamento    56

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – punto 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  consentono agli utenti commerciali di offrire beni o servizi ai consumatori, con l'obiettivo di facilitare l'avvio di transazioni dirette tra tali utenti commerciali e i consumatori, a prescindere da dove sono concluse dette transazioni;

b)  consentono agli utenti commerciali di offrire beni o servizi ai consumatori, con l'obiettivo di facilitare l'avvio di transazioni dirette tra tali utenti commerciali e i consumatori, a prescindere da dove sono concluse dette transazioni, a meno che la facilitazione dell'avvio di transazioni dirette tra detti utenti commerciali e i consumatori abbia solo carattere marginale;

Emendamento    57

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – punto 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis)  "sistemi operativi complementari", software che soddisfano tutti i seguenti requisiti:

 

a)  il sistema operativo complementare garantisce il funzionamento di base essenziale di un dispositivo mobile o di un altoparlante collegato;

 

b)  è strettamente collegato a un servizio di intermediazione online che controlla il canale principale attraverso il quale le applicazioni possono essere installate sul sistema operativo;

 

c)  lo sviluppo e l'aggiornamento del sistema operativo sono forniti o controllati, indirettamente o direttamente, dal fornitore del servizio di intermediazione online collegato;

Emendamento    58

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – punto 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 ter)  "fornitori di sistemi operativi complementari", qualsiasi persona fisica o giuridica che fornisce, od offre di fornire, sistemi operativi complementari;

Emendamento    59

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – punto 5

Testo della Commissione

Emendamento

5)  "motore di ricerca online", un servizio digitale che consente all'utente di effettuare ricerche, in linea di principio, su tutti i siti web o su siti web in una lingua particolare sulla base di un'interrogazione su qualsiasi tema sotto forma di parola chiave, frase o di altro input, e che restituisce i link in cui possono essere trovate le informazioni relative al contenuto richiesto;

5)  "motore di ricerca online", un servizio digitale che consente all'utente di eseguire interrogazioni ed effettuare ricerche, in linea di principio, su tutti i siti web o su siti web in una lingua particolare sulla base di un'interrogazione su qualsiasi tema sotto forma di parola chiave, richiesta vocale, frase o di altro input, e che restituisce i risultati in cui possono essere trovate le informazioni relative al contenuto richiesto;

Emendamento    60

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – punto 7

Testo della Commissione

Emendamento

7)  "utente titolare di sito web aziendale", persona fisica o giuridica che usa i siti web per offrire beni o servizi ai consumatori per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale;

7)  "utente titolare di sito web aziendale", persona fisica o giuridica che usa un'interfaccia online, vale a dire qualunque software, incluso un sito web e le sue applicazioni mobili, per offrire beni o servizi ai consumatori per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale;

Emendamento    61

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – punto 8

Testo della Commissione

Emendamento

8)  "posizionamento", rilevanza relativa attribuita dagli utenti commerciali ai beni o ai servizi offerti ai consumatori, mediante i servizi di intermediazione online, o ai siti web indicizzati da motori di ricerca online per i consumatori, come illustrato, organizzato o comunicato a tali consumatori, rispettivamente, dai fornitori di servizi di intermediazione online o dai fornitori di motori di ricerca online a prescindere dai mezzi tecnologici usati per tale presentazione, organizzazione o comunicazione;

8)  "posizionamento", rilevanza relativa attribuita dagli utenti commerciali ai beni o ai servizi offerti ai consumatori, mediante i servizi di intermediazione online, o ai siti web indicizzati da motori di ricerca online, come illustrato, organizzato o comunicato, rispettivamente, dai fornitori di servizi di intermediazione online o dai fornitori di motori di ricerca online a prescindere dai mezzi tecnologici usati per tale presentazione, organizzazione o comunicazione;

Emendamento    62

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – punto 10

Testo della Commissione

Emendamento

10)  "termini e condizioni", i termini, le condizioni, le clausole e le altre informazioni, indipendentemente dal loro titolo o dalla loro forma, stabiliti unilateralmente dal fornitore di servizi di intermediazione online, che disciplinano il rapporto contrattuale tra il fornitore di servizi di intermediazione online e gli utenti commerciali di tali servizi.

10)  "termini e condizioni", i termini, le condizioni, le clausole e le altre informazioni, indipendentemente dal loro titolo o dalla loro forma, che disciplinano il rapporto contrattuale tra il fornitore di servizi di intermediazione online e gli utenti commerciali di tali servizi;

Emendamento    63

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – punto 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

10 bis)  "prodotti e servizi accessori", prodotti e servizi offerti al consumatore prima del completamento di una transazione avviata sul servizio di intermediazione online, in aggiunta e in modo complementare rispetto al prodotto o servizio principale offerto dall'utente commerciale attraverso il servizio di intermediazione online;

Emendamento    64

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – punto 10 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

10 ter)  "mediazione", qualsiasi processo strutturato ai sensi dell'articolo 3, lettera a), della direttiva (UE) 2008/52 del Parlamento europeo e del Consiglio;

Emendamento    65

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – punto 10 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

10 quater)  "osservatorio UE delle piattaforme", l'osservatorio dell'UE sull'economia delle piattaforme online stabilito in conformità alla decisione C(2018)2393 della Commissione.

Emendamento    66

Proposta di regolamento

Articolo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 2 bis

 

Obblighi in materia di prevenzione delle elusioni

 

I fornitori di servizi di intermediazione online non utilizzano i software o servizi, compresi i sistemi operativi complementari, da essi forniti o controllati per eludere gli obblighi ad essi incombenti in virtù del presente regolamento.

Emendamento    67

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera -a (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

-a)  includano soltanto clausole eque e proporzionate;

Emendamento    68

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  siano redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità;

a)  siano redatti in un linguaggio chiaro e comprensibile;

Emendamento    69

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  enuncino le ragioni oggettive che giustificano le decisioni di sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei servizi di intermediazione online agli utenti commerciali.

c)  enuncino le ragioni non discriminatorie che giustificano le decisioni di sospendere, cessare o limitare in altro modo, in tutto o in parte, la fornitura dei servizi di intermediazione online agli utenti commerciali.

Emendamento    70

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  comprendano informazioni su eventuali canali di distribuzione aggiuntivi e potenziali programmi affiliati attraverso i quali i fornitori di servizi di intermediazione online possano distribuire i prodotti e i servizi offerti dall'utente commerciale;

Emendamento    71

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera c ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c ter)  contengano informazioni generali sugli effetti dei termini e delle condizioni sulla proprietà e il controllo dei diritti di proprietà intellettuale.

Emendamento    72

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  I termini e le condizioni, o le loro disposizioni specifiche, che non sono conformi alle prescrizioni di cui al paragrafo 1 non sono vincolanti per gli utenti commerciali interessati, qualora la non conformità sia stabilita da un tribunale competente.

2.  I termini e le condizioni, o le loro disposizioni specifiche, che non sono conformi alle prescrizioni di cui al paragrafo 1 sono nulli e privi di validità, qualora la non conformità sia stabilita da un tribunale competente.

Emendamento    73

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

I fornitori di servizi di intermediazione online comunicano agli utenti commerciali interessati qualunque modifica prevista dei loro termini e delle loro condizioni.

I fornitori di servizi di intermediazione online comunicano su supporto durevole agli utenti commerciali interessati qualunque modifica dei loro termini e delle loro condizioni.

Emendamento    74

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Le modifiche previste non devono essere applicate prima della scadenza di un termine di preavviso ragionevole e proporzionato alla natura e alla portata di tali modifiche e alle loro conseguenze per gli utenti commerciali interessati. Detto termine di preavviso deve essere di almeno 15 giorni dalla data in cui il fornitore di servizi di intermediazione online informa gli utenti commerciali delle modifiche previste.

Le modifiche non devono essere applicate prima della scadenza di un termine di preavviso ragionevole e proporzionato alla natura e alla portata di tali modifiche e alle loro conseguenze per gli utenti commerciali interessati. Detto termine di preavviso deve essere di almeno 15 giorni dalla data in cui il fornitore di servizi di intermediazione online informa gli utenti commerciali delle modifiche. Laddove le modifiche impongano all'utente commerciale di effettuare adeguamenti tecnici significativi dei suoi beni o servizi, tale periodo è di almeno 30 giorni. L'utente commerciale può porre fine all'accordo entro 15 giorni dalla ricezione del preavviso, qualora tali modifiche siano dannose per l'utente stesso.

Emendamento    75

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 3 – comma 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Durante il periodo di preavviso di 15 giorni, la presentazione di nuovi beni o servizi sui servizi di intermediazione online è considerata un'azione chiara e affermativa di rinuncia al termine di preavviso.

 

Nei casi in cui il termine di preavviso è di 30 giorni perché le modifiche ai termini e alle condizioni generali di contratto impongono all'utente commerciale di apportare adeguamenti tecnici significativi ai propri beni o servizi, il fatto che l'utente commerciale presenti nuovi beni e servizi o li aggiorni non è considerato una rinuncia automatica al termine di preavviso.

Emendamento    76

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il paragrafo 3 non si applica quando un fornitore di servizi di intermediazione online è tenuto ad adempiere a un obbligo giuridico che gli impone di modificare i suoi termini e le sue condizioni in un modo che non consente di rispettare il periodo di preavviso di cui al paragrafo 3, secondo comma.

5.  I termini di preavviso di cui al paragrafo 3 non si applicano quando un fornitore di servizi di intermediazione online:

 

a)  è tenuto ad adempiere a un obbligo giuridico che gli impone di modificare i suoi termini e le sue condizioni in un modo che non consente di rispettare i periodi di preavviso di cui al paragrafo 3, secondo comma;

 

b)  fa fronte a un rischio imprevisto e imminente che potrebbe danneggiare o porre problemi di sicurezza per i servizi di intermediazione online, i loro consumatori o altri utenti, anche in relazione a frodi, malware, spam, violazioni dei dati o altri rischi di cibersicurezza.

Emendamento    77

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis.  I fornitori di servizi di intermediazione online garantiscono che il marchio attribuito all'utente commerciale e ai suoi beni e servizi sia riconoscibile in tutte le fasi del processo di intermediazione.

Emendamento    78

Proposta di regolamento

Articolo 4 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Sospensione e cessazione

Sospensione, limitazioni e cessazione

Emendamento    79

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Un fornitore di servizi di intermediazione online che decida di sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei suoi servizi di intermediazione online a un determinato utente commerciale, comunica a quest'ultimo le motivazioni di tale decisione senza indebito ritardo.

1.  Un fornitore di servizi di intermediazione online che decida di sospendere, limitare o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei suoi servizi di intermediazione online a un determinato utente commerciale, lo informa almeno 15 giorni prima dell'attuazione di tale decisione e gli comunica le motivazioni di tale decisione.

Emendamento    80

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Il paragrafo 1 non si applica se:

 

a)  un fornitore di servizi di intermediazione online è soggetto all'obbligo giuridico di sospendere, limitare o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei suoi servizi di intermediazione online a un determinato utente commerciale;

 

b)  un fornitore di servizi di intermediazione online agisce per proteggere i consumatori sulla base di un ragionevole dubbio relativo al contenuto illecito, alla sicurezza di un prodotto o servizio, alla contraffazione, frode o idoneità per i minori del prodotto o servizio in questione;

 

c)  un fornitore di servizi di intermediazione online può dimostrare che l'utente commerciale interessato ha ripetutamente violato i termini e le condizioni applicabili, determinando la sospensione, limitazione o cessazione.

 

In tali casi, all'utente commerciale sono immediatamente comunicate le motivazioni.

Emendamento    81

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Le motivazioni di cui al paragrafo 1 devono riferirsi sia ai fatti o alle circostanze specifici che hanno portato alla decisione del fornitore di servizi di intermediazione online sia alle pertinenti ragioni oggettive di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c).

2.  Le motivazioni di cui al paragrafo 1 o 1 bis devono riferirsi sia ai fatti o alle circostanze specifici che hanno portato alla decisione del fornitore di servizi di intermediazione online sia alle pertinenti ragioni non discriminatorie di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c). Laddove la sospensione, la limitazione o la cessazione sia dovuta alla segnalazione di un terzo, il contenuto di detta segnalazione è incluso nella dichiarazione recante le motivazioni.

Emendamento    82

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Il paragrafo 2 non si applica se un fornitore di servizi online ha l'obbligo giuridico di non divulgare i fatti o le circostanze specifici ovvero il riferimento alle pertinenti ragioni o se può dimostrare che l'utente commerciale interessato ha ripetutamente violato i termini e le condizioni applicabili, determinando la sospensione, limitazione o cessazione.

Emendamento    83

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter.  La cessazione, la limitazione e la sospensione sono, ove possibile e proporzionato, precedute da una notifica e dalla possibilità di chiarire o ripristinare la conformità. Laddove una sospensione, una limitazione o una cessazione siano basate su una violazione correggibile dei termini e delle condizioni e non siano commesse in malafede, il fornitore di servizi di intermediazione online cerca di reintegrare l'utente commerciale non appena la non conformità sia corretta. Laddove una sospensione o una cessazione risulti errata, l'utente commerciale è reintegrato senza indugio e alle stesse condizioni precedenti alla sospensione, alla limitazione o alla cessazione.

Emendamento    84

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

I fornitori di servizi di intermediazione online stabiliscono nei loro termini e nelle loro condizioni i principali parametri che determinano il posizionamento e i motivi dell'importanza relativa di tali parametri principali rispetto ad altri parametri.

Fatto salvo il paragrafo 4, i fornitori di servizi di intermediazione online stabiliscono nei loro termini e nelle loro condizioni i parametri che determinano il posizionamento e i motivi dell'importanza relativa di tali parametri. Ove la divulgazione di tutti i parametri contenuti nei termini e nelle condizioni non sia tecnologicamente possibile o comporti la divulgazione della ponderazione di tutti i parametri individuali, sono presentati solo i parametri principali e le ragioni della loro importanza relativa.

Emendamento    85

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

I fornitori di servizi di intermediazione online garantiscono che il posizionamento rifletta l'applicazione non arbitraria dei parametri di posizionamento comunicati e la loro importanza relativa.

Emendamento    86

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Qualora tra i parametri principali suddetti figuri la possibilità di influire sul posizionamento a fronte di un corrispettivo versato direttamente o indirettamente dall'utente commerciale al fornitore di servizi di intermediazione online in questione, quest'ultimo inserisce nei propri termini e condizioni anche una descrizione di tali possibilità e degli effetti di detto corrispettivo sul posizionamento.

Qualora tra i parametri suddetti figuri la possibilità di influire sul posizionamento a fronte di un corrispettivo versato direttamente o indirettamente dall'utente commerciale al fornitore di servizi di intermediazione online in questione, quest'ultimo inserisce nei propri termini e condizioni anche una descrizione di tali possibilità e degli effetti di detto corrispettivo sul posizionamento.

Emendamento    87

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Nel presentare i risultati, il fornitore del servizio di intermediazione online indica accanto a ciascuna posizione se e in quale misura questa è influenzata da un trattamento differenziato o da un corrispettivo diretto o indiretto, da rapporti contrattuali o di proprietà diretta.

Emendamento    88

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  I fornitori di motori di ricerca online indicano agli utenti titolari di siti web aziendali i principali parametri che determinano il posizionamento fornendo una descrizione del motore di ricerca redatta in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità e in modo che sia facilmente e pubblicamente accessibile. Essi tengono aggiornata tale descrizione.

2.  Fatto salvo il paragrafo 4, i fornitori di motori di ricerca online indicano i parametri che determinano il posizionamento e i motivi dell'importanza relativa di tali parametri, fornendo una descrizione del motore di ricerca redatta in un linguaggio chiaro e intellegibile e in modo che sia facilmente e pubblicamente accessibile. Essi tengono aggiornata tale descrizione. Ove la divulgazione di tutti i parametri contenuti nei termini e nelle condizioni non sia tecnologicamente possibile o comporti la divulgazione della ponderazione di tutti i parametri individuali, sono presentati solo i parametri principali e le ragioni della loro importanza relativa.

 

I fornitori di motori di ricerca online garantiscono che il posizionamento rifletta l'applicazione non arbitraria dei parametri di posizionamento comunicati e la loro importanza relativa.

 

Qualora tra i parametri principali figuri la possibilità di influire sul posizionamento a fronte di un corrispettivo versato direttamente o indirettamente dall'utente commerciale o dall'utente titolare di un sito web aziendale al pertinente fornitore, quest'ultimo inserisce nei propri termini e condizioni anche una descrizione di tale possibilità e degli effetti di detto corrispettivo sul posizionamento.

 

Nel presentare i risultati, il fornitore di motori di ricerca online indica accanto a ciascuna posizione se e in quale misura questa è influenzata da un trattamento differenziato, incluso un posizionamento o una visualizzazione differenziati, o da un corrispettivo diretto o indiretto, da rapporti contrattuali o di proprietà diretta.

Emendamento    89

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Qualora un fornitore di un motore di ricerca online abbia modificato l'ordine di posizionamento in un caso specifico o abbia rimosso un particolare sito web a seguito di una segnalazione da parte di terzi, tale fornitore offre all'utente del sito web aziendale la possibilità di prendere visione del contenuto della segnalazione tramite una banca dati accessibile al pubblico.

Emendamento    90

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  I fornitori di servizi di intermediazione online e i fornitori di motori di ricerca online, nell'adempiere alle prescrizioni del presente articolo, non sono tenuti a rivelare segreti commerciali, quali definiti all'articolo 2, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/943.

4.  I fornitori di servizi di intermediazione online e i fornitori di motori di ricerca online, nell'adempiere alle prescrizioni del presente articolo, non sono tenuti a rivelare informazioni che potrebbero con ragionevole certezza ingannare i consumatori attraverso la manipolazione dei risultati di ricerca. Il presente articolo lascia impregiudicata la direttiva (UE) 2016/943.

Emendamento    91

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Per aiutare i fornitori di servizi di intermediazione online e i fornitori di motori di ricerca online a conformarsi con i requisiti del presente articolo e con l'applicazione di questi ultimi, la Commissione accompagna i requisiti in materia di trasparenza di cui al presente articolo con appositi orientamenti.

Emendamento    92

Proposta di regolamento

Articolo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 5 bis

 

Prodotti e servizi accessori

 

1.  Se ai consumatori sono offerti prodotti e servizi accessori, inclusi prodotti finanziari, tramite un servizio di intermediazione online, da parte del fornitore del servizio di intermediazione online o da parte di terzi, i fornitori del servizio di intermediazione online stabiliscono, nei loro termini e condizioni, una descrizione del tipo di prodotti e servizi accessori offerti e una descrizione che indichi se e in quali condizioni l'utente commerciale sia anch'egli autorizzato a offrire i loro prodotti e servizi accessori attraverso il servizio di intermediazione online.

 

2.  Il fornitore del servizio di intermediazione online, su richiesta dell'utente commerciale, fornisce un elenco dei prodotti o servizi accessori offerti a complemento e in aggiunta ai prodotti o servizi accessori offerti dall'utente commerciale. Al momento dell'offerta dei prodotti e servizi accessori, i fornitori di servizi di intermediazione online indicano in modo chiaro e visibile chi fornisce i prodotti e servizi accessori.

Emendamento    93

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  I fornitori di servizi di ricerca online predispongono una descrizione di qualunque trattamento differenziato che riservino o possano riservare ai prodotti o ai servizi offerti ai consumatori attraverso i motori di ricerca online dal fornitore di servizi stesso o da utenti titolari di siti web aziendali controllati da detto fornitore, da un lato, e ad altri titolari di siti web aziendali, dall'altro.

Emendamento    94

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La descrizione di cui al paragrafo 1 riguarda come minimo, se del caso, qualsiasi trattamento differenziato derivante da misure specifiche adottate dal fornitore di servizi di intermediazione online, o da un suo comportamento, relativamente ai seguenti elementi:

2.  La descrizione di cui ai paragrafi 1 e 1 bis riguarda come minimo, se del caso, qualsiasi trattamento differenziato derivante da misure specifiche adottate dal fornitore di servizi di intermediazione online o dal fornitore di motori di ricerca online, o da un suo comportamento, relativamente ai seguenti elementi:

Emendamento    95

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  accesso che il fornitore, o gli utenti commerciali controllati da tale fornitore, possono avere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, forniti dagli utenti commerciali o dai consumatori per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi;

a)  accesso che il fornitore, o gli utenti commerciali controllati da tale fornitore, possono avere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, forniti dagli utenti commerciali, dagli utenti di siti web aziendali o dai consumatori per l'uso dei servizi di intermediazione online o dei motori di ricerca online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi;

Emendamento    96

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  posizionamento;

b)  posizionamento e impostazioni preconfigurate relativi ai beni o servizi offerti ai consumatori attraverso i servizi di intermediazione online dal fornitore di servizi stesso o da utenti commerciali controllati da detto fornitore, da un lato, e da altri utenti commerciali, dall'altro;

Emendamento    97

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  qualunque corrispettivo diretto o indiretto addebitato per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione;

c)  qualunque corrispettivo diretto o indiretto addebitato per l'uso dei servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online in questione o qualunque servizio accessorio, e qualunque vantaggio tecnico o economico che non si estende agli altri utenti commerciali o utenti di siti web aziendali;

Emendamento    98

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  accesso a servizi direttamente connessi o complementari al servizio di intermediazione online in questione o condizioni per il loro uso.

d)  accesso a servizi o funzionalità direttamente connessi o complementari al servizio di intermediazione online o al motore di ricerca online in questione o condizioni per il loro uso.

 

__________________

 

 

Emendamento    99

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  I fornitori di servizi di intermediazione online trattano i beni o servizi offerti ai consumatori tramite detti servizi di intermediazione online offerti dal fornitore stesso o da qualsiasi utente commerciale controllato da detto fornitore, da un lato, e i beni o servizi concorrenti offerti tramite i servizi di intermediazione online da altri utenti commerciali, dall'altro, a parità di condizioni, senza discriminazioni, a meno che tale trattamento differenziato non sia applicato in modo non discriminatorio tra tutti gli altri utenti commerciali e possa essere oggettivamente giustificato ai sensi dei principi generali del diritto dell'UE. Qualsiasi trattamento differenziato non pregiudica la possibilità per il consumatore di accedere e utilizzare i beni e servizi di sua preferenza tra quelli offerti tramite il servizio di intermediazione online.

Emendamento    100

Proposta di regolamento

Articolo 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 6 bis

 

Pratiche commerciali sleali

 

I fornitori di servizi di intermediazione online non intraprendono pratiche commerciali sleali quali elencate all'allegato I. Tale elenco non pregiudica altri atti normativi unionali o nazionali che gli Stati membri applicano in conformità del diritto dell'Unione né gli obblighi dei fornitori di servizi di intermediazione online che derivano da tale diritto.

Emendamento    101

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  I fornitori di motori di ricerca online forniscono una descrizione, disponibile sui motori di ricerca online di detti fornitori, relativa all'accesso tecnico, o alla mancanza di accesso, degli utenti commerciali ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, forniti dagli utenti di siti web aziendali o dai consumatori per l'uso dei motori di ricerca online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi.

Emendamento    102

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Mediante la descrizione di cui al paragrafo 1, i fornitori di servizi di intermediazione online informano adeguatamente gli utenti commerciali come minimo dei seguenti aspetti:

2.  La descrizione di cui al paragrafo 1 o 1 bis offerta dai fornitori di servizi di intermediazione online o dai fornitori di motori di ricerca online informa adeguatamente gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali come minimo dei seguenti aspetti:

Emendamento    103

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  la possibilità o meno del fornitore di servizi di intermediazione online di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, che gli utenti commerciali o consumatori forniscono per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

a)  la possibilità o meno del fornitore di servizi di intermediazione online o del fornitore di motori di ricerca online di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, che gli utenti commerciali o utenti titolari di un sito web aziendale o consumatori forniscono per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

Emendamento    104

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  la possibilità o meno di un utente commerciale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, da lui forniti in relazione al suo uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi o forniti dai consumatori dei suoi beni e servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

b)  la possibilità o meno di un utente commerciale o di un utente titolare di un sito web aziendale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, da lui forniti in relazione al suo uso dei servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi o forniti dai consumatori dei suoi beni e servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

Emendamento    105

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  ad integrazione della lettera b), la possibilità o meno di un utente commerciale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, anche in forma aggregata, forniti o generati mediante la fornitura di servizi di intermediazione online a tutti gli utenti commerciali e ai relativi consumatori e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni.

c)  ad integrazione della lettera b), la possibilità o meno di un utente commerciale o di un utente titolare di un sito web aziendale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, anche in forma aggregata, forniti o generati mediante la fornitura di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online a tutti gli utenti commerciali o utenti titolari di siti web aziendali e ai relativi consumatori e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni.

Emendamento    106

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli utenti commerciali hanno il diritto di ricevere valutazioni e recensioni in forma anonima o altri dati in forma aggregata e anonima relativi alle valutazioni e recensioni sui servizi di intermediazione online, indipendentemente dal fatto che abbiano fornito tali dati al fornitore di servizi di intermediazione online, in un formato strutturato comunemente utilizzato e leggibile da computer.

Emendamento    107

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter.  Il fornitore di servizi di intermediazione online non rivela a terzi per ragioni commerciali, anche all'interno della propria struttura aziendale, i dati generati dalle operazioni degli utenti commerciali, senza il loro esplicito consenso. Il presente paragrafo non si applica quando un fornitore di servizi di intermediazione online è tenuto ad adempiere a un obbligo giuridico che gli impone di comunicare i dati generati dalle operazioni di un utente commerciale.

Emendamento    108

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 quater.  Il presente regolamento non pregiudica l'applicazione del regolamento (UE) 2016/679.

Emendamento    109

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Qualora, nell'ambito della fornitura dei loro servizi, i fornitori di servizi di intermediazione online limitino la capacità degli utenti commerciali di offrire gli stessi beni e servizi ai consumatori a condizioni diverse tramite mezzi che non siano i suddetti servizi, essi includono nei loro termini e nelle loro condizioni le ragioni di tale limitazione e le rendono facilmente accessibili al pubblico. Tra tali ragioni figurano le principali valutazioni di ordine economico, commerciale o giuridico.

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online non limitano la capacità degli utenti commerciali di offrire gli stessi beni e servizi ai consumatori a condizioni diverse o uguali tramite altri servizi di intermediazione online.

Emendamento    110

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Per eventuali altre limitazioni ai fini di offrire condizioni differenti attraverso strumenti diversi da quelli vietati al paragrafo 1, i fornitori di servizi di intermediazione online che limitano la capacità degli utenti commerciali di offrire gli stessi beni e servizi ai consumatori a condizioni diverse tramite mezzi che non siano i suddetti servizi, includono nei loro termini e nelle loro condizioni le ragioni di tale limitazione e le rendono facilmente accessibili al pubblico. Tra tali ragioni figurano le principali valutazioni di ordine economico, commerciale o giuridico. Tali limitazioni sono proporzionate e sono giustificate da un interesse legittimo del fornitore.

Emendamento    111

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  L'obbligo di cui al paragrafo 1 non pregiudica eventuali divieti o limitazioni per quanto riguarda l'imposizione di simili restrizioni derivanti dall'applicazione di altre norme dell'Unione o da norme nazionali conformi al diritto dell'Unione e alle quali sono soggetti i fornitori di servizi di intermediazione online.

2.  Gli Stati membri possono proibire o circoscrivere le limitazioni di cui al paragrafo 1 bis o altre limitazioni, fatta eccezione per quelle di cui al paragrafo 1, nelle loro norme nazionali adottate in conformità del diritto dell'Unione.

Emendamento    112

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1 – comma 2 –parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Il sistema interno di gestione dei reclami deve essere facilmente accessibile agli utenti commerciali. Permette di presentare reclami direttamente al fornitore in questione in merito alle seguenti questioni:

Il sistema interno di gestione dei reclami deve essere facilmente accessibile e gratuito per gli utenti commerciali e garantire tale gestione in un lasso di tempo ragionevole. Esso si basa sui principi della trasparenza e della parità di trattamento. Permette di presentare reclami direttamente al fornitore in questione in merito alle seguenti questioni:

Emendamento    113

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  presunta inadempienza, da parte del fornitore, degli obblighi giuridici stabiliti dal presente regolamento con conseguente pregiudizio del reclamante;

a)  presunta inadempienza, da parte del fornitore, degli obblighi giuridici stabiliti dal presente regolamento con conseguenze per il reclamante;

Emendamento    114

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  problemi tecnologici che si ricollegano direttamente alla fornitura dei servizi di intermediazione online e che pregiudicano il reclamante in modo non trascurabile;

b)  problemi tecnologici che si ricollegano direttamente alla fornitura dei servizi di intermediazione online e che si ripercuotono sul reclamante in modo non trascurabile;

Emendamento    115

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  misure o comportamenti adottati dal fornitore direttamente connessi alla fornitura dei servizi di intermediazione online e che pregiudicano il reclamante in modo non trascurabile.

c)  misure o comportamenti adottati dal fornitore direttamente connessi alla fornitura dei servizi di intermediazione online e che si ripercuotono sul reclamante in modo non trascurabile.

Emendamento    116

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  trattano i reclami in modo rapido ed efficace, tenendo conto dell'importanza e della complessità dei problemi sollevati;

b)  trattano i reclami in modo rapido ed efficace, tenendo conto dell'importanza e della complessità dei problemi sollevati, fornendo comunque una prima risposta entro 15 giorni;

Emendamento    117

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  comunicano individualmente al reclamante l'esito del processo interno di gestione dei reclami, utilizzando un linguaggio chiaro e privo di ambiguità.

c)  comunicano individualmente al reclamante l'esito del processo interno di gestione dei reclami, utilizzando un linguaggio chiaro e intellegibile.

Emendamento    118

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 4 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

I fornitori di servizi di intermediazione online forniscono annualmente informazioni sul funzionamento e l'efficacia del loro sistema interno di gestione dei reclami e le mettono a disposizione del pubblico.

I fornitori di servizi di intermediazione online forniscono informazioni sul funzionamento e l'efficacia del loro sistema interno di gestione dei reclami e le mettono a disposizione del pubblico. Essi tengono aggiornate tali informazioni.

Emendamento    119

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 4 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Tra tali informazioni figurano il numero totale di reclami presentati, l'oggetto dei reclami, il tempo necessario a trattarli e le decisioni prese in merito.

Tra tali informazioni figurano il numero totale di reclami presentati, i tipi principali di reclami, il tempo medio necessario a trattarli e informazioni aggregate relative all'esito dei reclami.

Emendamento    120

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  I fornitori di servizi di intermediazione online s'impegnano in buona fede in ogni tentativo di raggiungere un accordo con la mediazione di uno dei mediatori che hanno indicato in conformità del paragrafo 1, al fine di raggiungere un accordo sulla risoluzione della controversia.

3.  I fornitori di servizi di intermediazione online e gli utenti commerciali s'impegnano in buona fede in ogni tentativo di raggiungere un accordo con la mediazione di uno dei mediatori che hanno indicato in conformità del paragrafo 1, al fine di raggiungere un accordo sulla risoluzione della controversia.

Emendamento    121

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  I fornitori di servizi di intermediazione online sostengono una parte ragionevole dei costi totali della mediazione in ogni singolo caso. La parte ragionevole dei costi totali della mediazione è determinata in base alla proposta del mediatore, tenendo conto di tutti gli elementi pertinenti del caso di specie, in particolare la fondatezza delle affermazioni delle parti della controversia, il comportamento delle parti, nonché le dimensioni e la capacità finanziaria di una parte rispetto all'altra. I fornitori di servizi di intermediazione online, tuttavia, sostengono in ogni caso almeno la metà del costo totale.

4.  I fornitori di servizi di intermediazione online sostengono una parte ragionevole dei costi totali della mediazione in ogni singolo caso. La parte ragionevole dei costi totali della mediazione è determinata in base alla proposta del mediatore, tenendo conto di tutti gli elementi pertinenti del caso di specie, in particolare la fondatezza delle affermazioni delle parti della controversia, il comportamento delle parti, nonché le dimensioni e la capacità finanziaria di una parte rispetto all'altra. I fornitori di servizi di intermediazione online, tuttavia, sostengono almeno la metà del costo totale, tranne ove il mediatore stabilisca che l'utente commerciale non ha agito in buona fede o cerca di abusare del procedimento di mediazione.

Emendamento    122

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  I fornitori di servizi di intermediazione online non sono tenuti a impegnarsi in una mediazione, se l'utente commerciale avvia un procedimento su un argomento in relazione al quale l'utente commerciale ha precedentemente avviato un procedimento chiedendo una mediazione, e il mediatore ha accertato che in quel caso l'utente commerciale non ha agito in buona fede. I fornitori di servizi di intermediazione online non sono altresì tenuti a impegnarsi in una mediazione con utenti commerciali che hanno ripetutamente sottoposto a mediazione casi in cui il tentativo di mediazione non ha avuto successo.

Emendamento    123

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il tentativo di raggiungere un accordo ricorrendo alla mediazione per risolvere una controversia a norma del presente articolo non pregiudica il diritto dei fornitori di servizi di intermediazione online e degli utenti commerciali interessati di promuovere un'azione giudiziaria in qualsiasi momento durante o dopo il processo di mediazione.

5.  Il tentativo di raggiungere un accordo ricorrendo alla mediazione per risolvere una controversia a norma del presente articolo non pregiudica il diritto dei fornitori di servizi di intermediazione online e degli utenti commerciali interessati di promuovere un'azione giudiziaria in qualsiasi momento prima, durante o dopo il processo di mediazione.

Emendamento    124

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis.  I fornitori di servizi di intermediazione online stabiliscono e rendono facilmente accessibili al pubblico informazioni sul funzionamento e l'efficacia della mediazione in relazione alle loro attività. Essi tengono aggiornate tali informazioni.

 

Tra tali informazioni figurano il numero totale di casi di mediazione, i tipi principali di casi di mediazione, il tempo medio necessario per trattarli e informazioni aggregate relative all'esito di tali casi.

Emendamento    125

Proposta di regolamento

Articolo 11 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione incoraggia i fornitori di servizi di intermediazione online, le organizzazioni e le associazioni che li rappresentano a istituire, individualmente o congiuntamente, una o più organizzazioni di servizi di mediazione che soddisfino i requisiti di cui all'articolo 10, paragrafo 2, al fine specifico di agevolare la risoluzione extragiudiziale delle controversie con gli utenti commerciali, che insorgano nell'ambito della fornitura di servizi di intermediazione online, tenendo conto in particolare della natura transfrontaliera dei servizi di intermediazione online.

La Commissione e gli Stati membri incoraggiano i fornitori di servizi di intermediazione online, le organizzazioni e le associazioni che li rappresentano a istituire, individualmente o congiuntamente, una o più organizzazioni di servizi di mediazione che soddisfino i requisiti di cui all'articolo 10, paragrafo 2, al fine specifico di agevolare la risoluzione extragiudiziale delle controversie con gli utenti commerciali, che insorgano nell'ambito della fornitura di servizi di intermediazione online, tenendo conto in particolare della natura transfrontaliera dei servizi di intermediazione online.

Emendamento    126

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Gli Stati membri provvedono a che i rispettivi organismi pubblici competenti istituiscano un registro degli atti illeciti che sono stati oggetto di ordini di ingiunzione dinanzi agli organi giurisdizionali nazionali, al fine di creare una base di migliori pratiche e informazioni per gli organismi pubblici di altri Stati membri o altre autorità.

Emendamento    127

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2 – comma 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Le organizzazioni o le associazioni hanno il diritto di cui al paragrafo 1 soltanto se, al momento di promuovere l'azione, soddisfano tutti i seguenti requisiti:

Le organizzazioni o le associazioni hanno il diritto di cui al paragrafo 1 soltanto se, al momento di promuovere l'azione e per la durata della stessa, continuano a soddisfare tutti i seguenti requisiti:

Emendamento    128

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  perseguono obiettivi nell'interesse collettivo di un gruppo di utenti commerciali o di utenti titolari di siti web aziendali che rappresentano;

b)  perseguono obiettivi, pubblicamente dichiarati nel loro statuto o in un altro pertinente documento relativo alla governance, nell'interesse collettivo di un gruppo di utenti commerciali o di utenti titolari di siti web aziendali che rappresentano;

Emendamento    129

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  non hanno scopo di lucro.

c)  non hanno scopo di lucro e sono trasparenti in merito alla propria fonte di finanziamento.

Emendamento    130

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Negli Stati membri in cui sono istituiti organismi pubblici, questi ultimi hanno il diritto di cui al paragrafo 1 qualora siano incaricati di difendere gli interessi collettivi di utenti commerciali o utenti titolari di siti web aziendali o di garantire il rispetto delle prescrizioni di cui al presente regolamento, in conformità del diritto nazionale dello Stato membro interessato.

Gli Stati membri istituiscono o nominano organismi pubblici per le finalità di cui al presente articolo. Detti organismi hanno il diritto di cui al paragrafo 1 qualora siano incaricati di difendere gli interessi collettivi di utenti commerciali o utenti titolari di siti web aziendali o di garantire il rispetto delle prescrizioni di cui al presente regolamento, in conformità del diritto nazionale dello Stato membro interessato.

Emendamento    131

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Il diritto di cui al paragrafo 1 non pregiudica i diritti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali di adire individualmente i giudici nazionali competenti, in conformità del diritto dello Stato membro in cui l'azione è promossa, per risolvere eventuali inadempienze delle prescrizioni pertinenti del presente regolamento da parte dei fornitori di servizi di intermediazione online.

3.  Il diritto di cui al paragrafo 1 non pregiudica i diritti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali di adire individualmente i giudici nazionali competenti, in conformità del diritto dello Stato membro in cui l'azione è promossa, per risolvere eventuali inadempienze delle prescrizioni pertinenti del presente regolamento da parte dei fornitori di servizi di intermediazione online o dei fornitori di motori di ricerca online.

Emendamento    132

Proposta di regolamento

Articolo 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 12 bis

 

Autorità responsabili dell'applicazione

 

1.  Ogni Stato membro designa uno o più organismi responsabili dell'adeguata ed efficace applicazione del presente regolamento. L'organismo responsabile dell'efficace applicazione del presente regolamento può essere lo stesso organismo di cui all'articolo 12.

 

2.  Gli Stati membri stabiliscono le norme che prevedono le misure applicabili alle violazioni delle disposizioni del presente regolamento e ne garantiscono l'attuazione. Le misure previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.

 

3.  Le misure di cui al paragrafo 2 sono comunicate alla Commissione e pubblicate sul sito internet di quest'ultima.

Emendamento    133

Proposta di regolamento

Articolo 12 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 12 ter

 

Sorveglianza

 

Gli Stati membri monitorano attentamente l'attuazione del presente regolamento e designano le autorità nazionali per richiedere ai fornitori di servizi di intermediazione online e di motori di ricerca online di presentare le informazioni pertinenti, necessarie per il monitoraggio e l'applicazione del presente regolamento da parte dell'organismo o degli organismi di cui all'articolo 12 bis. Le informazioni raccolte da tali autorità sono fornite alla Commissione e all'osservatorio UE delle piattaforme, su richiesta.

Emendamento    134

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione incoraggia i fornitori di servizi di intermediazione online e le organizzazioni e associazioni che li rappresentano a elaborare codici di condotta intesi a contribuire alla corretta applicazione del presente regolamento, tenendo conto delle specificità dei diversi settori in cui sono forniti i servizi di intermediazione online e delle caratteristiche specifiche delle microimprese e delle piccole e medie imprese.

1.  La Commissione incoraggia i fornitori di servizi di intermediazione online e le organizzazioni e associazioni che li rappresentano, assieme agli utenti commerciali, incluse le PMI e le microimprese e le organizzazioni che le rappresentano, a elaborare codici di condotta intesi a contribuire alla corretta applicazione del presente regolamento, tenendo conto delle specificità dei diversi settori in cui sono forniti i servizi di intermediazione online e delle caratteristiche specifiche delle microimprese e delle piccole e medie imprese.

Emendamento    135

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Qualora un servizio di intermediazione online operi principalmente in un unico settore in cui esiste ed è ampiamente utilizzato un codice di condotta settoriale, la Commissione incoraggia il fornitore del servizio di intermediazione online ad adottare e applicare il codice di condotta settoriale.

Emendamento    136

Proposta di regolamento

Articolo 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 13 bis

 

Osservatorio UE delle piattaforme

 

Oltre a quelli previsti all'articolo 2 della decisione della Commissione C(2018) 2393, l'osservatorio UE delle piattaforme svolge i compiti seguenti:

 

a) monitoraggio e valutazione dell'attuazione del presente regolamento e in particolare analisi degli effetti dell'allegato I sul mercato, tenendo conto della giurisprudenza dell'Unione e dei tribunali nazionali; nonché

 

b) formulare raccomandazioni ai sensi dell'articolo 14 rivolte alla Commissione europea per la revisione del presente regolamento.

Emendamento    137

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Entro il [date: three years after the date of entry into force] e successivamente ogni tre anni, la Commissione procede a una valutazione del presente regolamento e presenta una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo.

1.  Entro il [date: 18 months after the date of application] e successivamente ogni tre anni, la Commissione procede a una valutazione del presente regolamento e presenta una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo.

Emendamento    138

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La prima valutazione del presente regolamento è svolta, in particolare, allo scopo di stabilire se gli obblighi di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 siano stati rispettati, quali ripercussioni abbiano avuto sull'economia delle piattaforme online e se sia necessario aggiungere altre norme, anche riguardanti l'applicazione, per garantire che il contesto dell'attività commerciale online nel mercato interno sia equo, prevedibile, sostenibile e sicuro.

2.  La prima valutazione del presente regolamento è svolta, in particolare, allo scopo di:

 

a)  stabilire se gli obblighi di cui agli articoli da 3 a 8 siano stati rispettati e quali ripercussioni abbiano avuto sull'economia delle piattaforme online;

 

b)  valutare le ripercussioni e l'efficacia degli eventuali codici di condotta stabiliti per migliorare l'equità e la trasparenza;

 

c)  analizzare ulteriormente i problemi causati dalla dipendenza degli utenti commerciali dai servizi di intermediazione online, nonché i problemi causati dalle pratiche commerciali sleali adottate dai fornitori di servizi di intermediazione online, e determinare inoltre in che misura tali pratiche siano ancora diffuse;

 

d)  esaminare se la concorrenza tra i beni o servizi offerti da un utente commerciale e i beni o servizi offerti o controllati da un fornitore di servizi di intermediazione online costituisca concorrenza leale, e se i fornitori di servizi di intermediazione online utilizzino impropriamente informazioni privilegiate al riguardo;

 

e)  valutare gli effetti del presente regolamento su eventuali squilibri a livello delle relazioni tra i fornitori di sistemi operativi e i loro utenti commerciali;

 

f)  valutare se l'ambito di applicazione del regolamento, in particolare per quanto riguarda la definizione di "utente commerciale", sia adeguato, nel senso che non incoraggia il falso lavoro autonomo;

 

g)  rivedere, a seguito delle raccomandazioni dell'osservatorio delle piattaforme ai sensi dell'articolo 13 bis, l'elenco delle pratiche commerciali sleali di cui all'allegato I;

 

La valutazione stabilisce se siano necessarie disposizioni supplementari, incluse disposizioni di attuazione, per garantire che il contesto dell'attività commerciale online nel mercato interno sia equo, prevedibile, sostenibile e sicuro. Ultimata la valutazione, la Commissione adotta misure adeguate, che possono includere proposte legislative.

Emendamento    139

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Nell'eseguire la valutazione del presente regolamento, la Commissione tiene conto dei pareri e delle relazioni presentate dal gruppo di esperti dell'osservatorio dell'economia delle piattaforme online, istituito in conformità della decisione C(2018)2393 della Commissione. La Commissione tiene inoltre conto, se del caso, del contenuto e del funzionamento degli eventuali codici di condotta di cui all'articolo 13.

4.  Nell'eseguire la valutazione del presente regolamento, la Commissione tiene conto dei pareri e delle relazioni presentate dal gruppo di esperti dell'osservatorio UE delle piattaforme, istituito in conformità della decisione C(2018)2393 della Commissione e tenendo nella dovuta considerazione i compiti aggiuntivi dell'osservatorio UE delle piattaforme quali stabiliti all'articolo 13 bis.

Emendamento    140

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Esso si applica a decorrere dal [date: six months following the day of its publication].

2.  Esso si applica a decorrere dal [date: nine months following the day of its publication].

Emendamento    141

Proposta di regolamento

Allegato I (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Allegato I

 

Pratiche commerciali che possono essere considerate sleali in qualsiasi circostanza

 

a)  imporre clausole in modo unilaterale agli utenti commerciali, al fine di trasferire loro la responsabilità, in modo tale da contravvenire agli obblighi dei servizi di intermediazione online, quali stabiliti agli articoli da 12 a 15 della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;

 

b)  proporre clausole contrattuali retroattive che sono dannose per le imprese;

 

c)  conservare il diritto legale di usare le informazioni dell'utente commerciale oltre quanto specificato nel contratto dopo la scadenza del contratto tra il fornitore di servizi di intermediazione online e tale utente;

 

d)  mantenere qualsiasi clausola o perseguire qualsiasi pratica che renda eccessivamente difficile per un utente commerciale ricorrere al suo diritto contrattuale di interrompere il rapporto con un fornitore di servizi di intermediazione online o che scoraggi in modo indebito un utente commerciale dall'interrompere un contratto;

 

e)  interferire nella relazione commerciale tra utenti commerciali concorrenti e consumatori al di fuori di tali attività che sono avviate sul servizio di intermediazione online.

(1)

GU C 440 del 6.12.2018, pag. 177.


MOTIVAZIONE

Introduzione

Il relatore accoglie con favore la proposta della Commissione che promuove equità e trasparenza nell'economia delle piattaforme online. Vi è una chiara esigenza di fissare una serie uniforme e mirata di norme vincolanti al fine di garantire, in futuro, un contesto imprenditoriale sostenibile. L'attuale contesto delle piattaforme online presenta diversi squilibri critici tra le piattaforme, da un lato, e gli utenti commerciali, dall'altro. Tali squilibri vanno, in ultima analisi, a scapito del consumatore, in quanto possono determinare una riduzione della concorrenza che si traduce, a sua volta, in una minore varietà dei beni e servizi offerti e in un aumento dei prezzi al consumo.

Il relatore riconosce la natura fortemente orizzontale del regolamento in oggetto e, di conseguenza, dell'approccio adottato dalla Commissione. Il regolamento non rappresenta uno strumento specifico per settore o per problema, ma dovrebbe essere idoneo ad affrontare le questioni legate all'economia delle piattaforme online nel suo complesso. Sotto molti aspetti, la proposta della Commissione affronta in modo adeguato la mancanza di trasparenza insita in numerose piattaforme online, tuttavia fa troppo poco per risolvere il problema della mancanza di equità nello stesso contesto. Il relatore ritiene fondamentale trattare l'attuale deficit di equità in modo più approfondito rispetto a quanto previsto dalla proposta della Commissione, nonché adottare ulteriori misure per rispondere meglio al problema.

Per quanto riguarda la questione dell'esecuzione, la proposta della Commissione fa riferimento alle possibilità di ricorso e a un'opzione di mediazione. Il relatore ritiene tuttavia necessario coinvolgere più attivamente gli Stati membri nel sistema di ricorso e suggerisce, in concreto, di istituire o nominare enti pubblici in tutti gli Stati membri, al fine di garantire l'applicazione in tutta l'Unione delle disposizioni contenute nel presente regolamento.

Infine, il relatore ritiene essenziale precisare che il regolamento non pregiudica la possibilità che una piattaforma sia considerata un datore di lavoro ai sensi del diritto del lavoro, laddove si comporti in quanto tale nei confronti dei suoi utenti commerciali. Per stabilire se una piattaforma è semplicemente un fornitore di un servizio di intermediazione per gli utenti commerciali, o piuttosto un datore di lavoro, sarebbe opportuno basarsi sempre sulla natura stessa dell'attività economica svolta dalla piattaforma online e non su apparenti disposizioni per il suo esercizio.

L'impatto della proposta sui consumatori

Il relatore ritiene che, laddove la posizione dominante delle piattaforme conferisca loro il ruolo di "filtri" delle informazioni, della scelta e dei prezzi e non siano garantiti determinati requisiti minimi in materia di equità e di trasparenza, il benessere dei consumatori ne risenta. Inoltre, la mancanza di trasparenza e l'incertezza giuridica nell'economia delle piattaforme online, anche nei rapporti tra imprese, potrebbe affievolire la fiducia dei consumatori nell'economia online. Il regolamento in oggetto dovrebbe pertanto migliorare l'equità e la trasparenza per gli utenti commerciali delle piattaforme, ma dovrebbe anche tenere presente che le misure devono garantire ai consumatori l'accesso a un ecosistema online competitivo, equo e trasparente. In particolare, uno dei problemi individuati è la prevalenza di discriminazione nei confronti degli utenti commerciali che si trovano a concorrere sulle piattaforme online con taluni prodotti che appaiono al consumatore come opzione predefinita. Ciò vale in particolare quando la stessa piattaforma online fornisce un servizio e non informa i consumatori dell'esistenza di valide alternative presenti sulla stessa. Pertanto, conformemente all'articolo 6, le piattaforme che forniscono beni o servizi che fanno concorrenza a quelli offerti dagli utenti commerciali dovrebbero consentire ai consumatori di scegliere, quando utilizzano la piattaforma per la prima volta, quale bene o servizio impostare come opzione predefinita. Al consumatore dovrebbe essere inoltre data la facoltà di non scegliere un'opzione predefinita.

Ambito di applicazione della proposta e definizioni

Il relatore si compiace in larga misura dell'ambito di applicazione e delle definizioni della proposta della Commissione contenuti negli articoli 1 e 2 e ritiene che siano adeguati e idonei allo scopo, ai traguardi e agli obiettivi del regolamento. Sono state apportate tuttavia alcune modifiche a detti articoli per conferire maggiore chiarezza alla proposta. In primo luogo, si è ritenuto necessario includere l'"equità" come parte dell'oggetto e dell'ambito di applicazione della proposta, facendo seguito al titolo della stessa. In secondo luogo, il progetto di relazione sottolinea la difficoltà, in alcuni casi, di distinguere tra utenti commerciali e non commerciali dei servizi di intermediazione online. Si tratta di una distinzione importante poiché anche gli utenti commerciali che offrono beni o servizi ai consumatori dovrebbero essere sottoposti a obblighi più rigorosi nei confronti dei consumatori. A tal fine è stato introdotto un considerando per sottolineare che, in linea con la proposta della Commissione che modifica la direttiva 2011/83/UE nell'ambito della "direttiva per una migliore applicazione e una modernizzazione delle norme dell'UE relative alla protezione dei consumatori" (2018/0090 (COD)), distinguere se un utente è un utente commerciale o meno non dovrebbe essere a discrezione della piattaforma.

Il relatore ritiene inoltre che la definizione di "termini e condizioni" debba essere modificata in modo da renderla applicabile a tutti i casi e contratti, a prescindere dal fatto che i termini e le condizioni siano o meno "stabiliti unilateralmente dal fornitore di servizi di intermediazione online", al fine di evitare casi di possibili pratiche abusive, indirette o nascoste, provenienti da potenti piattaforme online. Poiché alcune piattaforme detengono una posizione forte o addirittura dominante sul mercato, il potere contrattuale degli utenti commerciali potrebbe in molti casi essere insufficiente per negoziare termini e condizioni equi, anche nei casi in cui tali termini e condizioni siano stati apparentemente negoziati a livello bilaterale. Il relatore ritiene opportuno garantire in tutti i contratti l'equità e la trasparenza. È pertanto necessario introdurre una modifica per chiarire che i requisiti del regolamento dovrebbero applicarsi a tutti i contratti.

Termini e condizioni equi e proporzionati

Il relatore accoglie con favore anche il progetto di proposta per l'articolo 3, ma introduce alcune modifiche volte a integrare la proposta della Commissione. A suo parere, oltre ai requisiti di trasparenza, è necessario un requisito aggiuntivo che imponga che i termini e le condizioni siano "equi e proporzionati". Il relatore suggerisce che i termini e le condizioni non dovrebbero essere considerati equi e proporzionati se, ad esempio, deviano considerevolmente da un comportamento commerciale corretto nella particolare attività economica in cui opera la piattaforma o se contravvengono ai principi della buona fede e della correttezza. L'introduzione di tale requisito costituisce un importante passo in avanti nella lotta alle pratiche abusive nell'economia delle piattaforme online.

Prodotti e servizi accessori

Viene introdotto un nuovo articolo, e la definizione corrispondente, riguardante "prodotti e servizi accessori", intesi come prodotti e servizi offerti al consumatore in aggiunta e in modo complementare rispetto al prodotto o servizio principale offerto dall'utente commerciale attraverso la piattaforma. Lo scopo è assicurare che ovunque siano offerti ai consumatori prodotti e servizi attraverso le piattaforme, le stesse siano tenute a illustrare al consumatore, in modo chiaro e visibile nei loro termini e condizioni, una descrizione dei servizi, chi li eroga e a quali termini e condizioni. Ciò si applicherà indipendentemente dalla modalità con cui tali prodotti e servizi accessori verranno offerti dalla piattaforma, direttamente da quest'ultima oppure attraverso terzi.

Maggiore trasparenza per i canali aggiuntivi

Al fine di garantire che agli utenti commerciali risulti sufficientemente chiaro dove, e a chi, sono commercializzati i loro prodotti o servizi, il relatore ritiene che le piattaforme dovrebbero garantire ai loro utenti commerciali informazioni trasparenti riguardo a eventuali canali o programmi affiliati aggiuntivi che la piattaforma utilizza per commercializzare tali prodotti o servizi. In linea di principio, gli utenti commerciali dovrebbero avere il diritto di sapere dove e a quali condizioni verranno utilizzati il loro nome e il loro marchio.

Maggiore trasparenza nei parametri di posizionamento

Il relatore accoglie inoltre con favore la formulazione proposta per l'articolo 5 in quanto punto di partenza bilanciato. Tuttavia, analogamente al requisito di cui all'articolo 3, è altresì opportuno garantire che le informazioni relative al posizionamento vengano fornite in maniera chiara e senza ambiguità. Inoltre, il relatore ritiene che i parametri che determinano il posizionamento dovrebbero essere applicati agli utenti commerciali in modo non discriminatorio, il che significa che gli utenti commerciali che si trovano nella stessa situazione dovrebbero essere trattati allo stesso modo per quanto riguarda il posizionamento. Il relatore ritiene anche che, al fine di garantire la fiducia nell'economia delle piattaforme online, la trasparenza nei confronti degli utenti commerciali è solo uno degli elementi dell'equazione. I consumatori dovrebbero anche avere la possibilità di accedere alle informazioni relative ai parametri che influenzano il posizionamento dei servizi d'intermediazione online. È pertanto opportuno introdurre un obbligo giuridico nel diritto dell'Unione per garantire che tali informazioni vengano anche fornite ai consumatori. Il relatore è dell'avviso che, anche se le informazioni fornite al consumatore devono essere presentate in modo chiaro e comprensibile e adeguato alle esigenze del consumatore, entrambe le parti che offrono e coloro che cercano un bene o un servizio dovrebbero ricevere informazioni simili in modo tale da essere in grado di prendere decisioni con cognizione di causa sulla base della trasparenza della ricerca.

Accesso ai dati

Il relatore ritiene che le piattaforme non dovrebbero rivelare a terzi, a fini commerciali, i dati generati dalle transazioni di un utente commerciale senza il consenso di tale utente. Il relatore introduce un emendamento per affrontare le situazioni in cui le piattaforme potrebbero abusare dei dati generati dalle transazioni dei loro utenti commerciali, il che potrebbe portare a posizioni di concorrenza sleale. Il relatore desidera anche precisare che il presente regolamento non influenza o pregiudica l'applicazione del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

Mediazione

Poiché è opportuno che alle piattaforme venga sempre richiesto di identificare i mediatori con i quali sono disposte a impegnarsi e poiché dovrebbero essere tenute a intraprendere una mediazione in buona fede, l'obbligo di mediazione dovrebbe essere previsto in modo tale da prevenire l'abuso del sistema di mediazione da parte degli utenti commerciali. In quanto tali, gli utenti commerciali dovrebbero essere tenuti a intraprendere una mediazione in buona fede. Inoltre, il presente regolamento dovrebbe affrontare la questione del possibile abuso, da parte di un utente commerciale, dell'obbligo di mediazione tramite casi ripetuti o fasulli. Pertanto, in alcuni casi eccezionali chiaramente definiti, la piattaforma non dovrebbe essere tenuta a intraprendere la mediazione con un utente commerciale.

Osservatorio delle piattaforme e revisione del regolamento

Il relatore accoglie con favore l'istituzione dell'osservatorio delle piattaforme da parte della Commissione europea, ritiene tuttavia che, poiché l'osservatorio delle piattaforme svolgerà l'importante compito di monitorare gli sviluppi dell'economia delle piattaforme online e l'applicazione del presente regolamento, tale osservatorio dovrebbe essere istituito in quanto organismo a norma del presente regolamento, piuttosto che come gruppo di esperti istituito da una decisione della Commissione, come avviene per diversi altri osservatori simili od organismi simili in altri atti legislativi.

Inoltre, il relatore desidera sottolineare che il presente regolamento dovrebbe essere integrato da un ulteriore atto legislativo più prescrittivo qualora le disposizioni in materia di trasparenza stabilite nel presente regolamento si rivelino insufficienti a gestire le pratiche commerciali sleali e gli squilibri futuri. La rapidità degli sviluppi del mercato in questo settore potrebbe evidenziare la necessità di tali interventi, specialmente quando si affrontano problemi specifici di settore.


PARERE della commissione giuridica (26.11.2018)

destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online

(COM(2018)0238 – C8-0165/2018 – 2018/0112(COD))

Relatore per parere (*): Francis Zammit Dimech

(*) Procedura con le commissioni associate – Articolo 54 del regolamento

BREVE MOTIVAZIONE

La proposta di regolamento che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online (il regolamento "P2B") è stata elaborata come risposta diretta agli inviti formulati dal Parlamento nella sua risoluzione del 15 giugno 2017 sulle piattaforme online e il mercato unico digitale(1).

Nel suo parare allegato a tale relazione, la commissione giuridica aveva chiesto un quadro normativo appropriato e proporzionato che garantisse la responsabilità, la correttezza, la fiducia e la trasparenza dei processi delle piattaforme al fine di evitare discriminazioni e arbitrarietà nei confronti dei partner commerciali anche per quanto riguarda l'accesso ai servizi, l'adeguatezza e l'equità del processo di referenziazione, i risultati di ricerca o il funzionamento delle pertinenti interfacce per programmi applicativi, sulla base dei principi di interoperabilità e di conformità applicabili alle piattaforme.

Il relatore accoglie con favore la proposta di un regolamento P2B come primo tentativo da parte di un legislatore di disciplinare questo settore e propone di rendere questo strumento più equilibrato sotto taluni aspetti.

Per quanto riguarda la trasparenza in materia di posizionamento, il relatore ritiene che sia necessario trovare un equilibrio rispetto alle norme sulla concorrenza. Dovrebbero quindi essere necessarie piattaforme per divulgare i principi alla base dei parametri che determinano il posizionamento, ma non gli algoritmi stessi, che dovrebbero essere considerati segreti commerciali.

Analogamente, è molto importante distinguere tra una transazione e l'avvio di una transazione. Una semplice ricerca di un prodotto o di un servizio su un motore di ricerca non dovrebbe essere considerata l'avvio di una transazione, bensì semplicemente una richiesta di informazioni che potrebbe portare all'avvio di una transazione.

Sebbene il relatore accolga con favore l'obbligo per i servizi di intermediazione online d adottare misure correttive istituendo meccanismi di ricorso interno, la mediazione non dovrebbe costituire un passaggio obbligatorio prima che un utente commerciale possa ricorrere alle procedure giudiziarie.

Il relatore ritiene che questo strumento mirato rappresenti un primo passo positivo verso la regolamentazione di tale settore, tuttavia bisogna ricordare che molti altri aspetti dovranno essere regolamentati in futuro. È pertanto importante prevedere un processo di riesame approfondito già nell'ambito di questo strumento.

EMENDAMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  I servizi di intermediazione online, che possono contribuire a migliorare il benessere dei consumatori e sono sempre più utilizzati nei settori sia privato che pubblico, sono elementi determinanti per l'imprenditorialità, il commercio e l'innovazione. Offrono accesso a nuovi mercati e opportunità commerciali permettendo alle imprese di esplorare i vantaggi del mercato interno. Inoltre, permettono ai consumatori dell'Unione di sfruttare tali vantaggi, in particolare grazie alla maggiore possibilità di scelta di prodotti e servizi offerti online.

(1)  I servizi di intermediazione online, che possono contribuire a migliorare il commercio digitale, in particolare il benessere dei consumatori e sono sempre più utilizzati nei settori sia privato che pubblico, sono elementi determinanti per l'imprenditorialità, il commercio e l'innovazione. Offrono accesso a nuovi mercati e opportunità commerciali permettendo alle imprese di esplorare i vantaggi del mercato interno. Inoltre, permettono ai consumatori dell'Unione di sfruttare tali vantaggi, in particolare grazie alla maggiore possibilità di scelta di prodotti e servizi e all'offerta di prezzi competitivi online.

Emendamento    2

Proposta di regolamento

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  I servizi di intermediazione online possono essere cruciali per il successo commerciale delle imprese che utilizzano tali servizi per raggiungere i consumatori. L'incremento delle intermediazioni delle transazioni attraverso i servizi di intermediazione online, alimentati da forti effetti indiretti di rete basati su dati, conduce a un aumento della dipendenza da tali servizi degli utenti commerciali, comprese le microimprese, piccole e medie imprese, per raggiungere i consumatori. Dato l'aumento della dipendenza, i fornitori di tali servizi spesso hanno un potere contrattuale superiore, che consente loro effettivamente di agire unilateralmente in un modo che può essere iniquo e quindi dannoso per gli interessi legittimi dei loro utenti commerciali e, indirettamente, anche dei consumatori dell'Unione.

(2)  I servizi di intermediazione online possono essere cruciali per il successo commerciale delle imprese che utilizzano tali servizi per raggiungere i consumatori. L'incremento delle intermediazioni delle transazioni attraverso i servizi di intermediazione online, alimentati da forti effetti indiretti di rete basati su dati, conduce a un aumento della dipendenza da tali servizi degli utenti commerciali, comprese le microimprese, piccole e medie imprese, per raggiungere i consumatori. Dato l'aumento della dipendenza, i fornitori di tali servizi spesso hanno un potere contrattuale superiore, che consente loro effettivamente di agire unilateralmente in un modo che può essere iniquo e quindi dannoso per gli interessi legittimi dei loro utenti commerciali e, indirettamente, anche dei consumatori dell'Unione. Pertanto, è opportuno evitare che i servizi di intermediazione online acquisiscano una posizione di mercato dominante e compromettano la concorrenza sfruttando il potere degli effetti di rete. Si dovrebbe inoltre evitare che, classificando i lavoratori come appaltatori indipendenti, le piattaforme possano eludere gli obblighi previsti dal diritto del lavoro.

Emendamento    3

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  I servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online, come pure le transazioni commerciali agevolate da tali servizi, hanno un potenziale transfrontaliero intrinseco e, nell'economia attuale, sono particolarmente importanti per il corretto funzionamento del mercato interno dell'Unione. Le pratiche commerciali potenzialmente sleali e dannose di alcuni fornitori di tali servizi nei confronti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali ostacolano la piena realizzazione di tale potenziale e influiscono negativamente sul corretto funzionamento del mercato interno. La piena realizzazione di tale potenziale è inoltre ostacolata dalle legislazioni divergenti di alcuni Stati membri che prevedono un grado diverso di efficacia nel disciplinare tali servizi, mentre in altri Stati membri si sta ancora considerando l'adozione di simili legislazioni; tutto ciò influenza negativamente il corretto funzionamento del mercato interno.

(5)  I servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online, come pure le transazioni agevolate da tali servizi, hanno un potenziale transfrontaliero intrinseco e, nell'economia attuale, sono particolarmente importanti per il corretto funzionamento del mercato interno dell'Unione. Le pratiche commerciali potenzialmente sleali e dannose di alcuni fornitori di tali servizi nei confronti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali ostacolano la piena realizzazione di tale potenziale e influiscono negativamente sul corretto funzionamento del mercato interno. La piena realizzazione di tale potenziale è inoltre ostacolata dalle legislazioni divergenti di alcuni Stati membri che prevedono un grado diverso di efficacia nel disciplinare tali servizi, mentre in altri Stati membri si sta ancora considerando l'adozione di simili legislazioni; tutto ciò influenza negativamente il corretto funzionamento del mercato interno.

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Una serie uniforme e mirata di norme vincolanti dovrebbe essere pertanto fissata a livello dell'Unione per garantire un contesto commerciale online equo, prevedibile, sostenibile e sicuro nell'ambito del mercato interno assicurando, in particolare, che gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online possano beneficiare di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso in tutta l'Unione. Tali norme dovrebbero anche fornire un'adeguata trasparenza riguardo il posizionamento degli utenti titolari di siti web aziendali nei risultati di ricerca generati dai motori di ricerca online. Come pure dovrebbero essere tali da salvaguardare il notevole potenziale di innovazione dell'intera economia delle piattaforme online.

(6)  Una serie uniforme e mirata di norme vincolanti dovrebbe essere pertanto fissata a livello dell'Unione per garantire un contesto commerciale online equo, prevedibile, sostenibile e sicuro nell'ambito del mercato interno assicurando, in particolare, che gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online possano beneficiare di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso in tutta l'Unione. Tali norme dovrebbero anche fornire adeguati incentivi per promuovere una condotta commerciale equa e proporzionata e la trasparenza, in particolare riguardo al posizionamento degli utenti titolari di siti web aziendali nei risultati di ricerca generati dai motori di ricerca online, inclusi i servizi di assistenza vocale. Come pure dovrebbero essere tali da salvaguardare il notevole potenziale di innovazione dell'intera economia delle piattaforme online e consentire una sana concorrenza che assicuri ai consumatori una maggiore scelta.

Motivazione

Una delle caratteristiche del mercato online è la rapida comparsa e scomparsa delle imprese a causa dell'influenza delle piattaforme che possono fungere da filtri. Tale ruolo dovrebbe essere ridotto quanto più possibile a un ruolo di intermediazione neutrale, a beneficio delle imprese e dei consumatori.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Poiché i servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online in genere hanno dimensione globale, il presente regolamento dovrebbe applicarsi ai fornitori di tali servizi indipendentemente dal fatto che siano stabiliti in uno Stato membro o fuori dall'Unione, purché siano soddisfatte due condizioni cumulative. In primo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero essere stabiliti nell'Unione. In secondo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero, attraverso la fornitura di tali servizi, offrire i loro prodotti o servizi a consumatori situati nell'Unione almeno per parte della transazione. Tali consumatori dovrebbero essere situati nell'Unione, ma non è necessario che il loro luogo di residenza si trovi nell'Unione né che abbiano la cittadinanza di uno degli Stati membri. Di conseguenza, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi se gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali non sono stabiliti nell'Unione o se, pur essendo stabiliti nell'Unione, utilizzano i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online per offrire prodotti o servizi esclusivamente a consumatori stabiliti al di fuori dell'Unione o a soggetti che non sono consumatori.

(7)  Poiché i servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online in genere hanno dimensione globale, il presente regolamento dovrebbe applicarsi ai fornitori di tali servizi indipendentemente dal fatto che siano stabiliti in uno Stato membro o fuori dall'Unione, purché siano soddisfatte due condizioni cumulative. In primo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero essere stabiliti nell'Unione. In secondo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero, attraverso la fornitura di tali servizi, offrire i loro prodotti o servizi a consumatori o imprese situati nell'Unione almeno per parte della transazione. Tali consumatori dovrebbero essere situati nell'Unione, ma non è necessario che il loro luogo di residenza si trovi nell'Unione né che abbiano la cittadinanza di uno degli Stati membri. Di conseguenza, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi se gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali non sono stabiliti nell'Unione o se, pur essendo stabiliti nell'Unione, utilizzano i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online per offrire prodotti o servizi esclusivamente a consumatori stabiliti al di fuori dell'Unione o esclusivamente a soggetti che non sono consumatori.

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Un'ampia gamma di relazioni commerciali fra impresa e consumatore è intermediata online da fornitori che effettuano servizi multilaterali, essenzialmente basati sullo stesso modello organizzativo e strategico che crea l'ecosistema . Al fine di cogliere i servizi pertinenti, i servizi di intermediazione online dovrebbero essere definiti in modo preciso e tecnologicamente neutrale. In particolare, i servizi dovrebbero consistere in servizi delle società dell'informazione caratterizzati dall'obiettivo di facilitare l'avvio di transazioni dirette tra utenti commerciali e consumatori, indipendentemente dal fatto che le transazioni siano sostanzialmente concluse online, sul portale online del fornitore dei servizi di intermediazione online in questione o su quello dell'utente commerciale o offline. I servizi dovrebbero inoltre essere forniti sulla base di una relazione contrattuale tra i fornitori e gli utenti commerciali come pure tra i fornitori e i consumatori. Tale relazione contrattuale dovrebbe essere considerata in essere qualora entrambe le parti interessate esprimano l'intenzione di essere vincolate in modo verificabile e inequivocabile, senza che sia necessariamente richiesto un esplicito accordo scritto.

(8)  Un'ampia gamma di relazioni commerciali fra impresa e consumatore è intermediata online da fornitori che effettuano servizi multilaterali, essenzialmente basati sullo stesso modello organizzativo e strategico che crea l'ecosistema . Al fine di cogliere i servizi pertinenti, i servizi di intermediazione online dovrebbero essere definiti in modo preciso e tecnologicamente neutrale. In particolare, i servizi dovrebbero consistere in servizi delle società dell'informazione caratterizzati dal fatto che essi avviano di transazioni tra utenti commerciali e consumatori, indipendentemente dal fatto che le transazioni siano sostanzialmente concluse sul portale online del fornitore dei servizi di intermediazione online in questione o su quello dell'utente commerciale. I servizi dovrebbero inoltre essere forniti sulla base di una relazione contrattuale tra i fornitori di servizi di intermediazione online o tra gli utenti commerciali e i consumatori dove i fornitori agiscono da intermediari nei confronti dei consumatori. Tale relazione contrattuale dovrebbe essere considerata in essere qualora entrambe le parti interessate esprimano l'intenzione di essere vincolate in modo verificabile e inequivocabile, senza che sia necessariamente richiesto un esplicito accordo scritto. Lo scopo del presente regolamento è quello di stabilire disposizioni relative ai servizi della società dell'informazione che, in aggiunta ai requisiti di cui sopra, svolgono una funzione di "intermediazione" in un mercato online. La semplice presenza di pubblicità su una pagina web non dovrebbe di per sé implicare che la pagina web rientri nel campo di applicazione del presente regolamento.

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Per ragioni di coerenza, la definizione di motore di ricerca online utilizzata nel presente regolamento dovrebbe essere allineata alla definizione utilizzata nella direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento e del Consiglio21.

(11)  Per ragioni di coerenza, la definizione di motore di ricerca online utilizzata nel presente regolamento dovrebbe essere allineata alla definizione utilizzata nella direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento e del Consiglio21. Tuttavia, viene chiarito che tale definizione riguarda la ricerca vocale nonché i motori di ricerca online che restituiscono direttamente le informazioni relative al contenuto richiesto. Il presente regolamento non si applica alle funzionalità di ricerca che non comprendono, almeno in linea di principio, tutti i siti web, come ad esempio le funzioni di ricerca all'interno di un servizio di intermediazione online o che costituiscono una funzione di un software di un sistema operativo.

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21 Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione (GU L 194 del 19.7.2016, pag. 1).

21 Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione (GU L 194 del 19.7.2016, pag. 1).

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Allo scopo di proteggere in modo efficace gli utenti commerciali ove necessario, il presente regolamento dovrebbe applicarsi quando i termini e le condizioni di una relazione contrattuale, indipendentemente dal loro titolo o dalla loro forma, non sono negoziati individualmente dalle parti. Il fatto che i termini e le condizioni siano o meno stati negoziati individualmente dovrebbe essere determinato in base a una valutazione complessiva, per la quale il fatto che alcune disposizioni possono essere state negoziate individualmente non è di per sé decisivo.

(12)  Allo scopo di proteggere in modo efficace gli utenti commerciali ove necessario, il presente regolamento dovrebbe applicarsi indipendentemente dal fatto che il fornitore di un servizio di intermediazione online e un utente commerciale siano o meno parti di un accordo che essi hanno negoziato individualmente.

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Per assicurare che i termini e le condizioni generali di una relazione contrattuale consentano agli utenti commerciali di determinare le condizioni commerciali per l'utilizzo, la cessazione e la sospensione dei servizi di intermediazioni online, e di ottenere la prevedibilità riguardo alla loro relazione commerciale, tali termini e condizioni dovrebbero essere redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità che sia facilmente comprensibile da un utente commerciale medio. I termini e le condizioni non si dovrebbero considerare redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità quando sono vaghi, non specifici o non dettagliati su questioni commerciali importanti e quindi che non danno agli utenti commerciali un ragionevole grado di prevedibilità sugli aspetti più importanti della relazione contrattuale.

(13)  Per assicurare che i termini e le condizioni generali di una relazione contrattuale consentano agli utenti commerciali di determinare le condizioni commerciali per l'utilizzo, la cessazione e la sospensione dei servizi di intermediazioni online, e di ottenere la prevedibilità riguardo alla loro relazione commerciale, tali termini e condizioni dovrebbero essere redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità che sia facilmente comprensibile da un utente commerciale medio. Termini e le condizioni non si dovrebbero considerare redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità quando sono vaghi, non specifici o non dettagliati su questioni commerciali importanti o quando consentono un potere decisionale sproporzionato della parte dominante e quindi che non danno agli utenti commerciali un ragionevole grado di prevedibilità sugli aspetti più importanti della relazione contrattuale, come ad esempio l'enunciazione di ragioni per la sospensione o la cessazione della fornitura dei servizi agli utenti commerciali.

Emendamento    10

Proposta di regolamento

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  La garanzia della trasparenza dei termini e delle condizioni generali può esser essenziale per promuovere relazioni commerciali sostenibili e per prevenire comportamenti sleali a detrimento degli utenti commerciali I fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto anche assicurare che i termini e le condizioni siano facilmente reperibili a tutti i livelli della relazione contrattuale, anche dagli utenti commerciali potenziali nella fase precontrattuale, e che qualsiasi modifica a tali termini e condizioni sia notificata agli utenti commerciali entro un termine di preavviso stabilito che sia ragionevole e proporzionato alla luce delle specifiche circostanze e che sia almeno di 15 giorni. Tale termine di preavviso non dovrebbe applicarsi quando, e nella misura in cui, l'utente commerciale in questione vi rinunci in modo esplicito o quando, e nella misura in cui, la necessità di attuare immediatamente la modifica, senza rispettare i suddetti termini, derivi da un obbligo legale a cui il fornitore del servizio è soggetto in forza della legislazione nazionale o dell'Unione.

(14)  La garanzia della trasparenza dei termini e delle condizioni generali può esser essenziale per promuovere relazioni commerciali sostenibili e per prevenire comportamenti sleali a detrimento degli utenti commerciali I fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto anche assicurare che i termini e le condizioni siano facilmente reperibili a tutti i livelli della relazione contrattuale, anche dagli utenti commerciali potenziali nella fase precontrattuale, e che qualsiasi modifica a tali termini e condizioni sia notificata agli utenti commerciali entro un termine di preavviso stabilito che sia ragionevole e proporzionato alla luce delle specifiche circostanze e che sia almeno di 15 giorni. In deroga a ciò e fatta salva la chiarezza dei termini e delle condizioni, tale termine di preavviso non dovrebbe applicarsi quando, e nella misura in cui, l'utente commerciale in questione vi rinunci in modo esplicito o quando, e nella misura in cui, la necessità di attuare immediatamente la modifica, senza rispettare i suddetti termini, derivi da un obbligo legale a cui il fornitore del servizio è soggetto in forza della legislazione nazionale o dell'Unione.

Motivazione

Sebbene sia necessario un certo grado di flessibilità nel trattamento delle pratiche commerciali che potrebbero danneggiare i consumatori, la chiarezza circa gli obblighi e le misure rappresenta un primo passo per prevenire tali pratiche.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Allo scopo di proteggere in modo efficace gli utenti commerciali ove necessario, il presente regolamento dovrebbe applicarsi quando i termini e le condizioni di una relazione contrattuale, indipendentemente dal loro titolo o dalla loro forma, non sono negoziati individualmente dalle parti. Il fatto che i termini e le condizioni siano o meno stati negoziati individualmente dovrebbe essere determinato in base a una valutazione complessiva, per la quale il fatto che alcune disposizioni possono essere state negoziate individualmente non è di per sé decisivo.

(12)  Allo scopo di proteggere in modo efficace gli utenti commerciali ove necessario, il presente regolamento dovrebbe applicarsi indipendentemente dal fatto che il fornitore di un servizio di intermediazione online e un utente commerciale siano o meno parti di un accordo che essi hanno negoziato individualmente.

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 bis)  I fornitori di servizi di intermediazione possono modificare i loro termini e le loro condizioni in risposta a pratiche che possono arrecare un danno immediato ai consumatori. Tali pratiche dannose possono includere la frodi, lo spam, problemi relativi alla sicurezza, il phishing, l'utilizzo improprio dei dati o della posizione finanziaria del consumatore, etc. Data la diversità degli intermediari e i contenuti che gli utenti commerciali distribuiscono mediante tali figure, tali pratiche dannose non possono essere sempre previste in termini specifici dal fornitore di servizi di intermediazione. In tali casi, i fornitori di servizi di intermediazione sono esentati dall'obbligo di preavviso di 10 giorni per l'applicazione dei nuovi termini e delle nuove condizioni.

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  Allo scopo di proteggere gli utenti commerciali un tribunale competente dovrebbe avere la possibilità di stabilire che i termini e le condizioni non conformi non sono vincolanti per l'utente commerciale interessato, con effetti ex nunc. Qualsiasi conclusione in tal senso da parte di un tribunale dovrebbe tuttavia interessare solo le specifiche disposizioni dei termini e delle condizioni non conformi. Le disposizioni rimanenti dovrebbero restare valide e applicabili, nella misura in cui possono essere dissociate da quelle non conformi. Modifiche improvvise ai termini e alle condizioni esistenti possono perturbare in modo significativo le operazioni dell'utente commerciale. Al fine di limitare tali effetti negativi sugli utenti commerciali, e per scoraggiare tale comportamento, le modifiche effettuate in violazione dell'obbligo di fornire un preavviso stabilito andrebbero pertanto considerate nulle o prive di effetto, cioè, come se non fossero mai esistite con effetti erga omnes ed ex tunc.

(15)  Allo scopo di proteggere gli utenti commerciali un tribunale competente dovrebbe avere la possibilità di stabilire che i termini e le condizioni non conformi non sono vincolanti per l'utente commerciale interessato, con effetti ex nunc. Qualsiasi conclusione in tal senso da parte di un tribunale dovrebbe tuttavia interessare solo le specifiche disposizioni dei termini e delle condizioni non conformi. Le disposizioni rimanenti dovrebbero restare valide e applicabili, nella misura in cui possono essere dissociate da quelle non conformi. Modifiche improvvise ai termini e alle condizioni esistenti possono perturbare in modo significativo le operazioni dell'utente commerciale. Al fine di limitare tali effetti negativi sugli utenti commerciali, e per scoraggiare tale comportamento, le modifiche effettuate in violazione dell'obbligo di fornire un preavviso stabilito dovrebbero pertanto entrare in vigore soltanto al termine del periodo di preavviso legale e le parti inadempienti dovrebbero essere ritenute responsabili di eventuali danni.

Motivazione

La normale sanzione per azioni adottate senza fornire l'opportuno preavviso è la sospensione del termine per l'applicazione delle stesse fino a quando non sono rispettati i requisiti normativi. L'annullamento del contenuto delle modifiche delle condizioni di servizio sulla base dei termini di preavviso non è una misura che tiene conto del merito di tali modifiche e appare pertanto sproporzionata.

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  Un fornitore di servizi di intermediazione online può avere motivazioni legittime per decidere di sospendere o cessare la fornitura dei suoi servizi, in tutto o in parte, a un determinato utente commerciale, anche rimuovendo dalla piattaforma singoli prodotti o servizi di un determinato utente commerciale o eliminando di fatto i risultati della ricerca. Considerato tuttavia che tali decisioni possono influire notevolmente sugli interessi dell'utente commerciale interessato, quest'ultimo dovrebbe essere opportunamente informato delle relative motivazioni. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe permettere agli utenti commerciali di accertare se vi siano margini per contestare la decisione e, di conseguenza, aumentare le loro possibilità di un efficace ricorso ove necessario. Richiedere l'esposizione delle motivazioni dovrebbe inoltre contribuire a prevenire o rimediare qualsiasi involontaria rimozione di contenuti online forniti dagli utenti commerciali che il fornitore erroneamente considera illegali, in linea con la raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione22. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe identificare la ragione o le ragioni oggettive della decisione, in base alle indicazioni enunciate in precedenza dal fornitore nei termini e nelle condizioni, e fare riferimento in modo proporzionato alle relative circostanze che hanno condotto a tale decisione.

(16)  Un fornitore di servizi di intermediazione online può avere motivazioni legittime per decidere di applicare restrizioni o sanzioni agli utenti commerciali, sospendere o cessare la fornitura dei suoi servizi, in tutto o in parte, a un determinato utente commerciale, anche rimuovendo dalla piattaforma singoli prodotti o servizi di un determinato utente commerciale o eliminando di fatto i risultati della ricerca. Ciò potrebbe includere la violazione dei termini e delle condizioni, nonché la violazione dell'utente commerciale che potrebbe arrecare danno al consumatore o alle piattaforme (a titolo di esempio, problemi di sicurezza, frode, phishing, contenuti illegali e nocivi). Considerato che tali decisioni possono influire notevolmente sugli interessi dell'utente commerciale interessato, come pure sull'esercizio dei diritti fondamentali di cui godono gli utenti commerciali, come la libertà d'impresa e la libertà di espressione, quest'ultimo dovrebbe essere opportunamente informato delle relative motivazioni. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe permettere agli utenti commerciali di accertare se vi siano margini per contestare la decisione e, di conseguenza, aumentare le loro possibilità di un efficace ricorso ove necessario. Richiedere l'esposizione delle motivazioni dovrebbe inoltre contribuire a prevenire o rimediare qualsiasi involontaria rimozione di contenuti online forniti dagli utenti commerciali che il fornitore erroneamente considera illegali, in linea con la raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione22. In alcuni casi, la decisione del fornitore di servizi di intermediazione online si basa su segnalazioni effettuate da terzi. Tali segnalazioni possono essere usate impropriamente dai concorrenti. La raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione dispone che le segnalazioni debbano essere adeguatamente motivate e sufficientemente precise da consentire al prestatore di servizi di hosting interessato di prendere una decisione coscienziosa e informata riguardo ai contenuti cui si riferisce la segnalazione. I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto essere tenuti a trasmettere il contenuto della segnalazione all'utente commerciale nei casi in cui la decisione di sospendere o cessare la fornitura dei servizi faccio seguito a una segnalazione da parte di un terzo, affinché l'utente commerciale possa agevolmente confutare segnalazioni palesemente ingiuste. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe identificare la ragione o le ragioni oggettive della decisione, in base alle indicazioni enunciate in precedenza dal fornitore nei termini e nelle condizioni, e fare riferimento in modo proporzionato alle relative circostanze che hanno condotto a tale decisione. Ove possibile, dovrebbe essere introdotto un sistema proporzionato e graduale, che preveda tra l'altro il previo e tempestivo invio di una comunicazione prima che siano adottare misure che determineranno l'interruzione dell'accesso dell'impresa ai suoi clienti.

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22 Raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione, dell'1 marzo 2018, sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali online (GU L 63, del 6.2.2018, pag. 50).

22 Raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione, dell'1 marzo 2018, sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali online (GU L 63, del 6.2.2018, pag. 50).

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Considerando 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 bis)  Visto che i fornitori di servizi di intermediazione online spesso utilizzano canali di distribuzione aggiuntivi o programmi affiliati, dovrebbe essere garantita la trasparenza nei confronti degli utenti commerciali a tale riguardo. Tutti gli utenti commerciali dovrebbero avere il diritto di apportare adeguamenti ai canali su cui sono commercializzate le loro offerte.

Emendamento    16

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  Il posizionamento dei prodotti e dei servizi da parte del fornitore dei servizi di intermediazione online ha un impatto importante sulla scelta del consumatore e, di conseguenza, sul successo commerciale degli utenti commerciali che offrono tali prodotti e servizi ai consumatori. I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto delineare preventivamente i principali parametri che determinano il posizionamento, al fine di migliorare la prevedibilità per gli utenti commerciali, per consentire loro di comprendere meglio il funzionamento del meccanismo di posizionamento e di confrontare le pratiche di posizionamento dei vari fornitori. La nozione di parametro principale dovrebbe intendersi riferita a qualunque criterio generale, processo, segnale specifico integrato negli algoritmi o ogni altro meccanismo di aggiustamento o di retrocessione utilizzato in connessione con il posizionamento. La descrizione dei parametri principali che determinano il posizionamento dovrebbe includere anche la spiegazione di un'eventuale possibilità per gli utenti commerciali di influenzare attivamente il posizionamento a fronte di un corrispettivo, come pure i relativi effetti. Tale descrizione dovrebbe fornire agli utenti commerciali un'adeguata comprensione di come il meccanismo di posizionamento tiene conto delle caratteristiche dell'effettiva offerta di prodotti o servizi da parte dell'utente commerciale, e la loro rilevanza per i consumatori degli specifici servizi di intermediazione online.

(17)  Il posizionamento dei prodotti e dei servizi da parte del fornitore dei servizi di intermediazione online ha un impatto importante in termini di competitività nell'economia digitale, ma anche sulla scelta del consumatore e, di conseguenza, sul successo commerciale degli utenti commerciali che offrono tali prodotti e servizi ai consumatori. I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto delineare preventivamente i principali parametri che determinano il posizionamento, al fine di migliorare la prevedibilità per gli utenti commerciali, per consentire loro di comprendere meglio il funzionamento del meccanismo di posizionamento e di confrontare le pratiche di posizionamento dei vari fornitori. La nozione di parametro principale dovrebbe intendersi riferita a qualunque criterio generale utilizzato in connessione con il posizionamento. La descrizione dei parametri principali che determinano il posizionamento dovrebbe includere anche la spiegazione di un'eventuale possibilità per gli utenti commerciali di influenzare attivamente il posizionamento a fronte di un corrispettivo, come pure i relativi effetti. Tale descrizione dovrebbe fornire agli utenti commerciali un'adeguata comprensione di come il meccanismo di posizionamento tiene conto delle caratteristiche dell'effettiva offerta di prodotti o servizi da parte dell'utente commerciale, e la loro rilevanza per i consumatori degli specifici servizi di intermediazione online.

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  In modo analogo, il posizionamento dei siti web da parte dei fornitori dei motori di ricerca online, soprattutto di quei siti web mediante i quali le imprese offrono i loro prodotti e servizi ai consumatori, ha un impatto notevole sulla scelta del consumatore e sul successo commerciale degli utenti titolari di siti web aziendali. I fornitori di motori di ricerca online dovrebbero pertanto fornire una descrizione dei principali parametri che determinano il posizionamento di tutti i siti web indicizzati, compresi quelli degli utenti titolari di siti web aziendali come pure degli altri siti web. Oltre alle caratteristiche dei prodotti e dei servizi e la loro rilevanza per i consumatori, nel caso dei motori di ricerca online, questa descrizione dovrebbe anche consentire agli utenti titolari di siti web aziendali di ottenere una sufficiente comprensione in merito a all'effettiva considerazione, delle modalità e della misura di tale considerazione, di determinate caratteristiche grafiche del sito web utilizzato dagli utenti titolari di siti web aziendali, per esempio la loro ottimizzazione per la visualizzazione sui dispositivi di telecomunicazione mobile. In mancanza di una relazione contrattuale tra i fornitori di motori di ricerca online e gli utenti titolari di siti web aziendali, tale descrizione dovrebbe essere a disposizione del pubblico in una posizione evidente e facilmente accessibile sul motore di ricerca pertinente. Per assicurare la prevedibilità per gli utenti titolari di siti web aziendali, la descrizione dovrebbe anche essere tenuta aggiornata, e qualsiasi modifica ai parametri principali dovrebbe essere resa facilmente identificabile. Sebbene, come definito nella direttiva (UE) 206/943 del Parlamento europeo e del Consiglio23, ai fornitori sia richiesto di non divulgare i segreti commerciali in nessuna circostanza, nel conformarsi a questo requisito di divulgazione dei principali parametri di posizionamento, la descrizione data dovrebbe perlomeno essere basata sui dati effettivi della rilevanza dei parametri di posizionamento utilizzati.

(18)  In modo analogo, il posizionamento dei siti web da parte dei fornitori dei motori di ricerca online, soprattutto di quei siti web mediante i quali le imprese offrono i loro prodotti e servizi ai consumatori, ha un impatto notevole sulla scelta del consumatore e sul successo commerciale degli utenti titolari di siti web aziendali. I fornitori di motori di ricerca online dovrebbero pertanto fornire una descrizione dei principali parametri che determinano il posizionamento di tutti i siti web indicizzati, compresi quelli degli utenti titolari di siti web aziendali come pure degli altri siti web. Oltre alle caratteristiche dei prodotti e dei servizi e la loro rilevanza per i consumatori, nel caso dei motori di ricerca online, questa descrizione dovrebbe anche consentire agli utenti titolari di siti web aziendali di ottenere una sufficiente comprensione in merito a all'effettiva considerazione, delle modalità e della misura di tale considerazione, di determinate caratteristiche grafiche del sito web utilizzato dagli utenti titolari di siti web aziendali, per esempio la loro ottimizzazione per la visualizzazione sui dispositivi di telecomunicazione mobile. In mancanza di una relazione contrattuale tra i fornitori di motori di ricerca online e gli utenti titolari di siti web aziendali, tale descrizione dovrebbe essere a disposizione del pubblico in una posizione evidente e facilmente accessibile sul motore di ricerca pertinente. Per assicurare la prevedibilità per gli utenti titolari di siti web aziendali, la descrizione dovrebbe anche essere tenuta aggiornata, e qualsiasi modifica ai parametri principali dovrebbe essere resa facilmente identificabile. Sebbene l'obbligo di divulgare i parametri per il posizionamento non dovrebbe pregiudicare la direttiva (UE) 2016/943 del Parlamento europeo e del Consiglio23 pur tenendo conto delle disposizioni sull'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione leciti, nel conformarsi a questo requisito di divulgazione dei principali parametri di posizionamento la descrizione data dovrebbe perlomeno essere basata sui dati effettivi della rilevanza dei parametri di posizionamento utilizzati. Onde evitare dubbi, qualsiasi obbligo dei motori di ricerca online di garantire che la descrizione dei parametri principali che determinano il posizionamento sia tenuta aggiornata non dovrebbe richiedere ai motori di ricerca online di rivelare segreti commerciali ai sensi dell'articolo 2, punto 1, della direttiva (UE) 2016/943.

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23Direttiva (UE) 2016/943 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione illeciti (GU L 157 del 15.6.2016, pag. 1).

23 Direttiva (UE) 2016/943 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione illeciti (GU L 157 del 15.6.2016, pag. 1).

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Quando è lo stesso fornitore di servizi di intermediazione online a offrire determinati prodotti o servizi ai consumatori attraverso i suoi stessi servizi di intermediazione online, o mediante un utente commerciale che controlla, tale fornitore potrebbe entrare in concorrenza diretta con altri utenti commerciali dei suoi servizi di intermediazione online che non sono da lui controllati. In tale situazione, in particolare, è importante che il fornitore dei servizi di intermediazione online agisca in maniera trasparente e fornisca una descrizione di eventuali trattamenti differenziati, attraverso mezzi legali, commerciali o tecnici, che possa applicare ai prodotti o servizi che offre direttamente rispetto a quelli offerti dagli utenti commerciali. Per assicurare la proporzionalità, tale obbligo dovrebbe applicarsi a livello della totalità dei servizi di intermediazione online, e non a livello dei singoli prodotti o servizi offerti mediante tali servizi.

(19)  Quando è lo stesso fornitore di servizi di intermediazione online a offrire determinati prodotti o servizi ai consumatori attraverso i suoi stessi servizi di intermediazione online, o mediante un utente commerciale che controlla, tale fornitore potrebbe entrare in concorrenza diretta con altri utenti commerciali dei suoi servizi di intermediazione online che non sono da lui controllati. In tale situazione, in particolare, è importante che il fornitore dei servizi di intermediazione online agisca in maniera trasparente e fornisca una descrizione di eventuali trattamenti differenziati, attraverso mezzi legali, commerciali o tecnici, ad esempio impostazioni predefinite, che possa applicare ai prodotti o servizi che offre direttamente rispetto a quelli offerti dagli utenti commerciali. Per assicurare la proporzionalità, tale obbligo dovrebbe applicarsi a livello della totalità dei servizi di intermediazione online, e non a livello dei singoli prodotti o servizi offerti mediante tali servizi. Inoltre, i consumatori si affidano spesso a servizi configurati per impostazioni predefinite senza essere informati su prodotti e servizi concorrenti e potrebbero incontrare ostacoli tecnici o economici se vogliono scegliere un servizio concorrente. I fornitori di servizi di intermediazione online non dovrebbero pertanto essere autorizzati a fornire un prodotto o servizio sotto il loro controllo diretto o indiretto come opzione predefinita senza prima dare al consumatore la possibilità di scegliere tra diverse opzioni concorrenti disponibili quando utilizzano il servizio di intermediazione online per la prima volta. Il consumatore non dovrebbe essere obbligato a scegliere un'opzione predefinita. Si dovrebbe ritenere che i prodotti o servizi di un fornitore di servizi di intermediazione online siano in concorrenza con quelli dei suoi utenti commerciali se il prodotto o servizio può essere considerato intercambiabile o sostituibile dai consumatori che utilizzano il servizio di intermediazione online.

Emendamento    19

Proposta di regolamento

Considerando 19 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 bis)  È altrettanto importante che i fornitori di servizi di intermediazione online non adottino pratiche commerciali sleali (comprese condotte commerciali o clausole contrattuali inique) con conseguenze sostanzialmente dannose per la concorrenza o la scelta dei consumatori. Al fine di determinare se una pratica commerciale sia sleale, è opportuno tenere conto del potere contrattuale relativo dell'intermediario online e dell'utente commerciale, oltre che di altri eventuali fattori pertinenti.

Emendamento    20

Proposta di regolamento

Considerando 19 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 ter)  Ai fini del presente regolamento, i servizi di un fornitore competono con i servizi dei suoi altri utenti commerciali, se tale servizio è considerato intercambiabile o sostituibile dai consumatori del servizio di intermediazione online, anche per motivi di caratteristiche, prezzi, o utilizzi previsti dei servizi.

Emendamento    21

Proposta di regolamento

Considerando 19 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 quater)  In alcuni casi, l'asimmetria di potere contrattuale tra i servizi di intermediazione online e altri utenti commerciali comporta un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi delle parti nel contratto applicabile, danneggiando l'utente commerciale. In tali casi, il fornitore di servizi di intermediazione online dovrebbe applicare un trattamento equo all'utente commerciale, in maniera tale da non limitare sostanzialmente la capacità e la libertà degli altri utenti commerciali di svolgere l'attività economica. Date le elevate probabilità di danneggiare i consumatori, riducendo la scelta a loro disposizione, aumentando i costi a loro carico e celando loro informazioni essenziali, insite in situazioni in cui un fornitore di servizi di intermediazione online è in competizione con altri utenti commerciali, l'obbligo di applicare un trattamento equo comprende la garanzia che i consumatori che accedono a servizi online attraverso il servizio di intermediazione online abbiano il diritto e la capacità di selezionare e utilizzare i servizi di loro scelta senza dover sostenere oneri indebiti, ad esempio nel caso in cui il fornitore ignori o eluda le scelte relative alle impostazioni predefinite operate dai consumatori. Un fornitore di servizi di intermediazione online non applica inoltre un trattamento equo se non fornisce agli utenti commerciali concorrenti tutte le informazioni necessarie affinché essi conseguano un livello e una qualità di interoperabilità con il servizio di intermediazione online e con gli eventuali servizi accessori pari a quelli a disposizione del fornitore stesso, e se adotta pratiche che forniscono direttamente o indirettamente alle proprie offerte vantaggi tecnici o economici che sono negati agli utenti commerciali concorrenti. Un trattamento equo richiede inoltre l'astensione dall'interferire nel rapporto commerciale tra gli utenti commerciali concorrenti e i consumatori dei loro servizi, anche bloccando o limitando in altro modo il flusso di informazioni e di comunicazione tra loro, compresa la pubblicità e il marketing.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Considerando 19 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 quinquies)  Talune pratiche possono essere definitivamente considerate come sleali in qualsiasi circostanza. L'osservatorio delle piattaforme dovrebbe costantemente riesaminare l'elenco di pratiche e raccomandare aggiornamenti alla Commissione. Man mano che il mercato dei servizi di intermediazione online si evolve, la Commissione dovrebbe fornire orientamenti sulle pratiche che possono costituire pratiche commerciali sleali, comprese le circostanze in cui le pratiche specificate possono considerarsi sleali.

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  La capacità di accedere e utilizzare i dati, compresi quelli personali, può consentire la creazione di valore rilevante nell'economia delle piattaforme online. Di conseguenza, è importante che i fornitori di servizi di intermediazione online forniscano agli utenti commerciali una chiara descrizione di portata, natura e condizioni del loro accesso a determinate categorie di dati e del loro utilizzo. La descrizione dovrebbe essere proporzionata e dovrebbe riferirsi alle condizioni di accesso generali, e non comportare la necessità di identificare esaustivamente i dati effettivi, o le categorie dei dati, al fine di consentire agli utenti commerciali di comprendere se possono utilizzare i dati per migliorare la loro creazione di valore, eventualmente anche ricorrendo ai servizi di dati di terze parti. Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere conforme al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio.24

(20)  La capacità di accedere e utilizzare i dati, compresi quelli personali, può consentire la creazione di valore rilevante nell'economia delle piattaforme online. Di conseguenza, è importante che i fornitori di servizi di intermediazione online forniscano agli utenti commerciali una chiara descrizione di portata, natura e condizioni del loro accesso a determinate categorie di dati e del loro utilizzo. La descrizione dovrebbe essere proporzionata e dovrebbe riferirsi alle condizioni di accesso generali, e non comportare la necessità di identificare esaustivamente i dati effettivi, o le categorie dei dati, al fine di consentire agli utenti commerciali di comprendere se possono utilizzare i dati per migliorare la loro creazione di valore, eventualmente anche ricorrendo ai servizi di dati di terze parti. Il presente regolamento prevede che i fornitori di servizi di intermediazione online siano trasparenti in merito a quali dati forniscono ai loro utenti commerciali, ma non impone l'obbligo di divulgare dati personali o non personali agli utenti commerciali. In tutti i casi, il trattamento dei dati personali dovrebbe essere conforme al quadro giuridico dell'Unione sulla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e sul rispetto della vita privata e la tutela dei dati personali nelle comunicazioni elettroniche, in particolare al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio24, alla direttiva (UE) 2016/68024 bis e alla direttiva 2002/58/CE24 ter. Il presente regolamento non dovrebbe imporre ai fornitori di servizi di intermediazione online di condividere dati personali con terzi oltre quanto è stabilito nelle loro politiche in materia di privacy .

__________________

__________________

24 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

24 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

 

24bis Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 89).

 

24ter Direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche (direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche) (GU L 201 del 31.7.2002, pag. 37).

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  I fornitori di servizi di intermediazione online possono in determinati casi limitare nei termini e nelle condizioni la capacità degli utenti commerciali di offrire prodotti o servizi ai consumatori in condizioni più favorevoli mediante mezzi diversi da tali servizi di intermediazione online. In tali casi, i fornitori interessati dovrebbero enunciarne le ragioni, in particolare in riferimento alle principali valutazioni di ordine economico, commerciale o giuridico relative alle limitazioni. Questo obbligo di trasparenza non dovrebbe tuttavia essere inteso come alterazione della valutazione della legalità di tali limitazioni ai sensi di altri atti del diritto dell'Unione o del diritto degli Stati membri conformemente alla normativa dell'Unione, anche nei settori della concorrenza e delle pratiche commerciali sleali, e nell'applicazione di tali ordinamenti.

(21)  I fornitori di servizi di intermediazione online possono in determinati casi limitare nei termini e nelle condizioni la capacità degli utenti commerciali di offrire prodotti o servizi ai consumatori in condizioni più favorevoli mediante mezzi diversi da tali servizi di intermediazione online. In tali casi, i fornitori interessati dovrebbero enunciarne le ragioni, in particolare in riferimento alle principali valutazioni di ordine economico, commerciale o giuridico relative alle limitazioni e assicurare che tali limitazioni siano proporzionate.

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Considerando 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 bis)  Il presente regolamento non dovrebbe pregiudicare i diritti di proprietà intellettuale detenuti dagli utenti commerciali. I fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero fare uso di tali diritti solo con il consenso esplicito dell'utente commerciale, dopo aver ottenuto una licenza dall'utente commerciale o dal rispettivo licenziatario, ovvero nel rispetto delle eccezioni e limitazioni applicabili. Le condizioni di utilizzo di tali diritti dovrebbero essere rispettate. È opportuno rispettare anche i diritti di proprietà intellettuale di terzi.

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22)  Al fine di consentire agli utenti commerciali, compresi quelli il cui utilizzo dei relativi servizi di intermediazione online possa essere stato sospeso o cessato, di avere accesso a possibilità di ricorso immediate, idonee ed efficaci, i fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero fornire un sistema interno di gestione dei reclami. Il sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe essere volto ad assicurare che una quota significativa di reclami possa essere risolta bilateralmente dal fornitore dei servizi di intermediazione online e l'utente commerciale pertinente. Inoltre, garantire che i fornitori di servizi di intermediazione online pubblichino le informazioni sul funzionamento e l'efficacia del proprio sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe aiutare gli utenti commerciali a comprendere i tipi di problemi che possono insorgere nel contesto della fornitura dei differenti servizi di intermediazione online e la possibilità di raggiungere una veloce ed effettiva risoluzione bilaterale.

(22)  Al fine di consentire agli utenti commerciali, compresi quelli il cui utilizzo dei relativi servizi di intermediazione online possa essere stato limitato, sospeso o cessato, di avere accesso a possibilità di ricorso immediate, proporzionate, idonee ed efficaci, i fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero fornire un sistema interno di gestione dei reclami efficiente e rapido. Il sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe essere trasparente, semplificato e non discriminatorio ed essere volto ad assicurare che una quota significativa di reclami possa essere risolta bilateralmente dal fornitore dei servizi di intermediazione online e l'utente commerciale pertinente. Inoltre, garantire che i fornitori di servizi di intermediazione online pubblichino le informazioni sul funzionamento e l'efficacia del proprio sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe aiutare gli utenti commerciali a comprendere i tipi di problemi che possono insorgere nel contesto della fornitura dei differenti servizi di intermediazione online e la possibilità di raggiungere una veloce, effettiva e non discriminatoria risoluzione bilaterale.

Emendamento    27

Proposta di regolamento

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23)  Allo scopo di minimizzare eventuali oneri amministrativi, le prescrizioni del presente regolamento relative ai sistemi interni di gestione dei reclami sono volte a consentire ai fornitori di servizi di intermediazione online un ragionevole grado di flessibilità nell'esercizio di tali sistemi e nell'affrontare i singoli reclami. I sistemi interni di gestione dei reclami dovrebbero inoltre permettere ai fornitori di servizi di intermediazione online di risolvere, ove necessario, in maniera proporzionata, qualsiasi tentativo di usare in mala fede tali sistemi da parte di alcuni utenti commerciali . Nei casi diversi dalla presunta inadempienza degli obblighi giuridici previsti dal presente regolamento, i sistemi interni di gestione dei reclami non dovrebbero inoltre essere aperti ai reclami riguardanti solo effetti negativi trascurabili sugli utenti professionali interessati . Alla luce dei costi per la predisposizione e l'esercizio di tali sistemi, è opportuno esentare da tali obblighi tutti i fornitori di servizi di intermediazione online che sono piccole imprese, in linea con le pertinenti disposizioni della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione25.

(23)  Allo scopo di minimizzare eventuali oneri amministrativi, le prescrizioni del presente regolamento relative ai sistemi interni di gestione dei reclami sono volte a consentire ai fornitori di servizi di intermediazione online un ragionevole grado di flessibilità nell'esercizio di tali sistemi e nell'affrontare i singoli reclami. I sistemi interni di gestione dei reclami dovrebbero inoltre permettere ai fornitori di servizi di intermediazione online di risolvere, ove necessario, in maniera proporzionata, qualsiasi tentativo di usare in mala fede tali sistemi da parte di alcuni utenti commerciali . Nei casi diversi dalla presunta inadempienza degli obblighi giuridici previsti dal presente regolamento, i sistemi interni di gestione dei reclami non dovrebbero inoltre essere aperti ai reclami riguardanti solo effetti negativi trascurabili sugli utenti professionali interessati . Alla luce dei costi per la predisposizione e l'esercizio di tali sistemi, è opportuno esentare da tali obblighi tutti i fornitori di servizi di intermediazione online che sono piccole imprese, in linea con le pertinenti disposizioni della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione25. Il sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe basarsi sui principi della parità di trattamento e il suo utilizzo non dovrebbe implicare un trattamento lesivo dell'utente commerciale.

_________________

_________________

25 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

25 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero sostenere una parte ragionevole dei costi totali della mediazione, tenendo in considerazione tutti gli elementi pertinenti del caso in questione. A tale scopo, il mediatore dovrebbe proporre quale sia la parte ragionevole nel singolo caso. Tuttavia, tale parte non dovrebbe mai essere inferiore alla metà di tali costi.

(25)  I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero sostenere una parte ragionevole dei costi totali della mediazione, tenendo in considerazione tutti gli elementi pertinenti del caso in questione. A tale scopo, il mediatore dovrebbe proporre quale sia la parte ragionevole nel singolo caso.

Emendamento    29

Proposta di regolamento

Articolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 1

Articolo 1

Oggetto e ambito di applicazione

Oggetto e ambito di applicazione

1.  Il presente regolamento stabilisce norme intese a garantire che gli utenti commerciali di servizi di intermediazione online e gli utenti titolari di siti web aziendali che siano in relazione con motori di ricerca online dispongano di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso.

1.  Il presente regolamento stabilisce norme intese a garantire che gli utenti commerciali di servizi di intermediazione online e gli utenti titolari di siti web aziendali che siano in relazione con motori di ricerca online e connessi dispongano di un'adeguata equità, trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso.

2.  Il presente regolamento si applica ai servizi di intermediazione online e ai motori di ricerca online, a prescindere dal luogo di stabilimento o di residenza del fornitore di tali servizi, forniti o proposti per essere forniti, rispettivamente, agli utenti commerciali e agli utenti titolari di siti web aziendali, che hanno il luogo di stabilimento o di residenza nell'Unione e che, tramite i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online, offrono beni o servizi a consumatori nell'Unione.

2.  Il presente regolamento si applica ai servizi di intermediazione online e ai motori di ricerca online, a prescindere dal luogo di stabilimento o in cui viene svolta l'attività d'impresa del fornitore di tali servizi, forniti o proposti per essere forniti, rispettivamente, agli utenti commerciali e agli utenti titolari di siti web aziendali, che hanno il luogo di stabilimento o di residenza nell'Unione e che, tramite i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online, offrono beni o servizi a consumatori nell'Unione. Il presente regolamento non pregiudica le misure settoriali adottate a livello dell'Unione o a livello nazionale, in conformità del diritto dell'Unione.

Emendamento    30

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  "utente commerciale", persona fisica o giuridica che offre beni o servizi ai consumatori tramite servizi di intermediazione online per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale;

(1)  "utente commerciale", persona fisica o giuridica che offre o cerca di offrire beni o servizi ai consumatori tramite servizi di intermediazione online per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale;

Emendamento    31

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  sono servizi della società dell'informazione ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), della direttiva (UE) 2015/1535 del Parlamento europeo e del Consiglio27;

a)  sono servizi della società dell'informazione ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), della direttiva (UE) 2015/1535 del Parlamento europeo e del Consiglio27 o costituiscono sistemi operativi per dispositivi e in quanto tali fungono da intermediari tra gli sviluppatori di applicazioni online e i consumatori;

_________________

_________________

27Direttiva (UE) 2015/1535 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 settembre 2015, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione (GU L 241 del 17.9.2015, pag. 1).

27 Direttiva (UE) 2015/1535 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 settembre 2015, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione (GU L 241 del 17.9.2015, pag. 1).

Emendamento    32

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 2 – lettere b e c

Testo della Commissione

Emendamento

b)  consentono agli utenti commerciali di offrire beni o servizi ai consumatori, con l'obiettivo di facilitare l'avvio di transazioni dirette tra tali utenti commerciali e i consumatori, a prescindere da dove sono concluse dette transazioni;

b)  il loro obiettivo primario è consentire agli utenti commerciali di offrire beni o servizi ai consumatori, avviando transazioni online dirette tra tali utenti commerciali e i consumatori sul portale online del fornitore dei servizi di intermediazione online in questione o tramite collegamento diretto a quello dell'utente commerciale;

c)  sono forniti agli utenti commerciali in base a rapporti contrattuali tra il fornitore di tali servizi, da un lato, e gli utenti commerciali e i consumatori a cui gli utenti commerciali offrono beni o servizi, dall'altro;

c)  sono forniti agli utenti commerciali in base a rapporti contrattuali tra il fornitore di tali servizi e gli utenti commerciali che offrono beni e servizi ai consumatori; Ai fini del presente regolamento, tale relazione contrattuale è considerata in essere qualora i dati personali o di altra natura siano forniti;

_________________

_________________

9Direttiva (UE) 2015/1535 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 settembre 2015, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione (GU L 241 del 17.9.2015, pag. 1).

Direttiva (UE) 2015/1535 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 settembre 2015, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione (GU L 241 del 17.9.2015, pag. 1).

Emendamento    33

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  "sistema operativo", il software che, tra l'altro, gestisce l'interfaccia con l'hardware periferico, programma le operazioni, assegna la memoria e presenta all'utente un'interfaccia di default quando non vi sono applicazioni in esecuzione, compresa un'interfaccia grafica utente, indipendentemente dal fatto che tale software costituisca una parte integrante dell'hardware informatico generico per consumatori o sia un software a sé stante destinato a essere utilizzato per mezzo di un hardware informatico generico per consumatori; in questa definizione, tuttavia, non rientrano il boot loader, il basic input-output system o altri firmware necessari nella fase di avvio o al momento dell'installazione del sistema operativo;

Motivazione

I sistemi operativi per dispositivi mobili, come iOS o Android, sono costituiti da software che consentono alle applicazioni di funzionare su dispositivi specifici (ad esempio applicazioni per uno smartphone). Le restrizioni o modifiche imposte deliberatamente dai produttori di dispositivi o dai fornitori di sistemi operativi possono limitare la distribuzione e l'accesso a determinati contenuti e servizi online – spesso senza una giustificazione oggettiva o attraverso metodi sproporzionati – e potrebbero andare a scapito degli utenti. La definizione di intermediari online dovrebbe pertanto essere rivista in modo da includere esplicitamente i sistemi operativi per dispositivi.

Emendamento    34

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  "motore di ricerca online", un servizio digitale che consente all'utente di effettuare ricerche, in linea di principio, su tutti i siti web o su siti web in una lingua particolare sulla base di un'interrogazione su qualsiasi tema sotto forma di parola chiave, frase o di altro input, e che restituisce i link in cui possono essere trovate le informazioni relative al contenuto richiesto;

(5)  "motore di ricerca online", un servizio digitale, incluse tra l'altro interfacce digitali e applicazioni, comprese le applicazioni per dispositivi mobili con funzioni di ricerca, che consente all'utente di eseguire interrogazioni ed effettuare ricerche su vari siti web o su siti web e applicazioni mobili in una lingua particolare sulla base di un'interrogazione su qualsiasi tema sotto forma di parola chiave, frase o di altro input (mediante testo, ricerca vocale o altro imput), e che restituisce contenuti quali brevi testi, immagini, link, video, audio, in cui possono essere trovate le informazioni relative alla ricerca;

Emendamento    35

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  "utente titolare di sito web aziendale", persona fisica o giuridica che usa i siti web per offrire beni o servizi ai consumatori per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale;

(7)  "utente titolare di sito web aziendale", persona fisica o giuridica che usa i siti web o mezzi connessi in altro modo per offrire beni o servizi;

Motivazione

Sebbene i siti web costituiscano ancora lo strumento principale, le applicazioni e altri mezzi potrebbero presto confrontarsi con le stesse sfide. Per tale motivo, è preferibile includerli fin da ora. L'ultima parte della definizione è stata eliminata poiché la natura dei clienti o l'intento dell'utente non sono rilevanti per i diritti e gli obblighi definiti nel presente testo.

Emendamento    36

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  "posizionamento", rilevanza relativa attribuita dagli utenti commerciali ai beni o ai servizi offerti ai consumatori, mediante i servizi di intermediazione online, o ai siti web indicizzati da motori di ricerca online per i consumatori, come illustrato, organizzato o comunicato a tali consumatori, rispettivamente, dai fornitori di servizi di intermediazione online o dai fornitori di motori di ricerca online a prescindere dai mezzi tecnologici usati per tale presentazione, organizzazione o comunicazione;

(8)  "posizionamento", rilevanza relativa nei risultati di ricerca attribuita dagli utenti commerciali ai beni o ai servizi offerti ai consumatori, mediante i servizi di intermediazione online, o ai siti web indicizzati da motori di ricerca online, come illustrato, organizzato o comunicato, rispettivamente, dai fornitori di servizi di intermediazione online o dai fornitori di motori di ricerca online a prescindere dai mezzi tecnologici usati per tale presentazione, organizzazione o comunicazione;

Emendamento    37

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  "termini e condizioni", i termini, le condizioni, le clausole e le altre informazioni, indipendentemente dal loro titolo o dalla loro forma, stabiliti unilateralmente dal fornitore di servizi di intermediazione online, che disciplinano il rapporto contrattuale tra il fornitore di servizi di intermediazione online e gli utenti commerciali di tali servizi.

(10)  "termini e condizioni", i termini, le condizioni e le clausole, che disciplinano il rapporto contrattuale tra il fornitore di servizi di intermediazione online e gli utenti commerciali di tali servizi.

Emendamento    38

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis)  "sistema operativo per dispositivi", software che permette a smartphone, computer e altri dispositivi di eseguire applicazioni e programmi.

Emendamento    39

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online garantiscono che i loro termini e le loro condizioni:

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online garantiscono che i loro termini e le loro condizioni:

a)   siano redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità;

a)   siano equi e proporzionati e redatti in un linguaggio semplice e comprensibile;

b)   siano facilmente reperibili dagli utenti commerciali in tutte le fasi del loro rapporto commerciale con il fornitore di servizi di intermediazione online, anche in fase precontrattuale;

b)   siano facilmente reperibili dagli utenti commerciali in tutte le fasi del loro rapporto commerciale con il fornitore di servizi di intermediazione online, anche in fase precontrattuale;

c)  enuncino le ragioni oggettive che giustificano le decisioni di sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei servizi di intermediazione online agli utenti commerciali.

c)  enuncino le ragioni coerenti con detti termini e condizioni, che giustificano le decisioni di sanzionare, limitare, sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei servizi di intermediazione online agli utenti commerciali. Nell'adottare tali decisioni, i fornitori di servizi di intermediazione online devono rispettare i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'UE e rispettare il principio di proporzionalità.

 

c bis)  informino gli utenti commerciali in merito ai loro canali di distribuzione aggiuntivi e ai potenziali programmi affiliati che utilizzeranno con le offerte degli utenti commerciali. Gli utenti commerciali hanno il diritto di chiedere la loro rimozione da tali canali di distribuzione aggiuntivi.

Emendamento    40

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  I fornitori di servizi di intermediazione online comunicano agli utenti commerciali interessati qualunque modifica prevista dei loro termini e delle loro condizioni.

3.  I fornitori di servizi di intermediazione online comunicano agli utenti commerciali interessati, senza indugio e su supporto durevole, qualunque modifica sostanziale dei loro termini e delle loro condizioni o della funzionalità, dell'interoperabilità o di altre caratteristiche principali delle prestazioni della piattaforma, quali la sua accessibilità, continuità e sicurezza, che si ripercuotono negativamente sull'utente commerciale o hanno conseguenze non trascurabili nei loro confronti.

Le modifiche previste non devono essere applicate prima della scadenza di un termine di preavviso ragionevole e proporzionato alla natura e alla portata di tali modifiche e alle loro conseguenze per gli utenti commerciali interessati. Detto termine di preavviso deve essere di almeno 15 giorni dalla data in cui il fornitore di servizi di intermediazione online informa gli utenti commerciali delle modifiche previste.

Le modifiche previste non devono essere applicate prima della scadenza di un termine di preavviso ragionevole e proporzionato alla natura e alla portata di tali modifiche e alle loro conseguenze per gli utenti commerciali interessati. Detto termine di preavviso deve essere di almeno 10 giorni dalla data in cui il fornitore di servizi di intermediazione online informa gli utenti commerciali delle modifiche previste.

L'utente commerciale interessato può rinunciare al termine di preavviso di cui al secondo comma per mezzo di una dichiarazione scritta o di un'azione chiara e affermativa.

L'utente commerciale interessato può rinunciare al termine di preavviso di cui al secondo comma per mezzo di una dichiarazione scritta. L'utente commerciale ha il diritto di recedere dall'accordo senza addebiti entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione, qualora tali modifiche siano sostanzialmente dannose per l'utente stesso.

Emendamento    41

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Le modifiche dei termini e delle condizioni, applicate da un fornitore di servizi di intermediazione online in violazione delle disposizioni di cui al paragrafo 3, sono nulle e prive di validità.

4.  Le modifiche dei termini e delle condizioni, applicate da un fornitore di servizi di intermediazione online in violazione delle disposizioni di cui al paragrafo 3, sono nulle e prive di validità, come stabilito dalla corte competente per la parte restante del periodo di preavviso, senza che ciò pregiudichi la validità delle restanti disposizioni, che rimangono valide nella misura in cui possano essere dissociate dalle disposizioni non conformi.

Emendamento    42

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il paragrafo 3 non si applica quando un fornitore di servizi di intermediazione online è tenuto ad adempiere a un obbligo giuridico che gli impone di modificare i suoi termini e le sue condizioni in un modo che non consente di rispettare il periodo di preavviso di cui al paragrafo 3, secondo comma.

5.  Il periodo di preavviso definito al paragrafo 3 non si applica:

 

a)  quando un fornitore di servizi di intermediazione online è tenuto ad adempiere a un obbligo giuridico che gli impone di modificare i suoi termini e le sue condizioni in un modo che non consente di rispettare il periodo di preavviso di cui al paragrafo 3, secondo comma;

 

b)  se i termini e le condizioni sono stati modificati al fine di tutelare l'interesse legittimo degli utenti e dei consumatori o il funzionamento del servizio di intermediazione online in quanto tale; o

 

c)  se la modifica della funzionalità, dell'interoperabilità o di altre caratteristiche principali delle prestazioni della piattaforma è necessaria per tutelare l'interesse legittimo degli utenti e dei consumatori o il funzionamento del servizio di intermediazione online in quanto tale.

Emendamento    43

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis.  Il fornitore di servizi di intermediazione online garantisce che gli utenti commerciali mantengano il pieno controllo sui loro marchi. Il consumatore deve poter riconoscere l'attribuzione del marchio all'utente commerciale in tutte le fasi del processo di intermediazione.

Emendamento    44

Proposta di regolamento

Articolo 4

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 4

Articolo 4

Sospensione e cessazione

Limitazione, sospensione e cessazione

1.  Un fornitore di servizi di intermediazione online che decida di sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei suoi servizi di intermediazione online a un determinato utente commerciale, comunica a quest'ultimo le motivazioni di tale decisione senza indebito ritardo.

1.  Un fornitore di servizi di intermediazione online che decida di sanzionare un comportamento scorretto di cui sia venuto a conoscenza o di sospendere, cessare o limitare in altro modo, in tutto o in parte, la fornitura dei suoi servizi di intermediazione online a un determinato utente commerciale, comunica a quest'ultimo le motivazioni dettagliate di tale decisione senza indebito ritardo. Tale decisione deve essere proporzionata.

2.  Le motivazioni di cui al paragrafo 1 devono riferirsi sia ai fatti o alle circostanze specifici che hanno portato alla decisione del fornitore di servizi di intermediazione online sia alle pertinenti ragioni oggettive di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c).

2.  Le motivazioni di cui al paragrafo 1 devono riferirsi sia ai fatti o alle circostanze specifici che hanno portato alla decisione del fornitore di servizi di intermediazione online sia alle pertinenti ragioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c). Nel caso in cui la limitazione, la sospensione o la cessazione sia dovuta alla segnalazione di un terzo, il contenuto di detta segnalazione è incluso nella dichiarazione recante le motivazioni.

 

2 bis.  I fornitori di servizi di intermediazione online e i fornitori di motori di ricerca non sono autorizzati a sospendere, cessare o limitare in altro modo la fornitura dei propri servizi di intermediazione online a un utente commerciale che fornisce servizi in concorrenza con quelli dei fornitori di servizi di intermediazione online, salvo il caso in cui ciò sia necessario per i seguenti motivi:

 

a)  per evitare qualsiasi onere irragionevole per il fornitore di servizi di intermediazione online causato dall'utente commerciale;

 

b)  per reagire a qualsiasi non conformità dell'utente commerciale alle leggi applicabili o affinché il fornitore di servizi di intermediazione online si conformi alle leggi applicabili;

 

c)  per motivi legati alla privacy o alla sicurezza.

 

2 ter.  La limitazione, la cessazione e la sospensione sono, ove possibile e proporzionato, precedute da una notifica e dalla possibilità di chiarire o ripristinare la conformità.

Emendamento    45

Proposta di regolamento

Articolo 5

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 5

Articolo 5

Posizionamento

Posizionamento

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online stabiliscono nei loro termini e nelle loro condizioni i principali parametri che determinano il posizionamento e i motivi dell'importanza relativa di tali parametri principali rispetto ad altri parametri.

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online stabiliscono nei loro termini e nelle loro condizioni i parametri che determinano il posizionamento e i motivi dell'importanza relativa di tali parametri.

Qualora tra i parametri principali suddetti figuri la possibilità di influire sul posizionamento a fronte di un corrispettivo versato direttamente o indirettamente dall'utente commerciale al fornitore di servizi di intermediazione online in questione, quest'ultimo inserisce nei propri termini e condizioni anche una descrizione di tali possibilità e degli effetti di detto corrispettivo sul posizionamento.

Qualora tra i parametri suddetti figuri la possibilità di influire sul posizionamento a fronte di un corrispettivo versato direttamente o indirettamente dall'utente commerciale al fornitore di servizi di intermediazione online in questione, quest'ultimo inserisce nei propri termini e condizioni anche una descrizione di tali possibilità e degli effetti di detto corrispettivo sul posizionamento.

 

Nel presentare i risultati, il servizio di intermediazione online indica accanto a ciascuna posizione se e in quale misura questa è influenzata a fronte di un corrispettivo diretto o indiretto, da rapporti contrattuali o di proprietà diretta.

 

1 bis.  Qualora un fornitore di un servizio di intermediazione online abbia modificato l'ordine di posizionamento in un caso specifico o abbia rimosso un particolare prodotto o servizio offerto da un utente commerciale a seguito di una segnalazione da parte di terzi, tale fornitore fornisce all'utente commerciale interessato, senza indebito ritardo, le motivazioni di tale decisione. Tali motivazioni includono un riferimento ai fatti e alle circostanze specifici che hanno portato alla decisione del fornitore di servizi di intermediazione online, nonché il contenuto della segnalazione.

2.  I fornitori di motori di ricerca online indicano agli utenti titolari di siti web aziendali i principali parametri che determinano il posizionamento fornendo una descrizione del motore di ricerca redatta in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità e in modo che sia facilmente e pubblicamente accessibile. Essi tengono aggiornata tale descrizione.

2.  I fornitori di motori di ricerca online indicano i parametri che determinano il posizionamento di tutti i siti web indicizzati e i motivi dell'importanza relativa di tali parametri, fornendo una descrizione del motore di ricerca redatta in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità e in modo che sia facilmente e pubblicamente accessibile. Essi tengono aggiornata tale descrizione in relazione alle modifiche sostanziali che, secondo quanto ragionevolmente prevedibile, potrebbero ripercuotersi sugli utenti titolari di siti web aziendali in modo non trascurabile. In deroga a ciò, nei casi in cui la divulgazione di tutti i parametri sia in contrasto con pratiche eque, ragionevoli e proporzionate, soltanto i parametri principali sono sempre presentati nel dettaglio. I parametri che determinano il posizionamento non sono applicati in modo discriminatorio.

 

2 bis.  Qualora un fornitore di un motore di ricerca online abbia modificato l'ordine di posizionamento in un caso specifico o abbia rimosso un particolare sito web a seguito di una segnalazione da parte di terzi, tale fornitore offre all'utente commerciale la possibilità di prendere visione del contenuto della segnalazione tramite una banca dati accessibile al pubblico. Il fornitore di un motore di ricerca online offre agli utenti titolari di un sito web aziendale un meccanismo di reclamo e ricorso per correggere la rimozione o la modifica dell'ordine di posizionamento a seguito di una segnalazione ingiusta.

3.  Le descrizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 devono essere tali da consentire agli utenti commerciali o agli utenti titolari di un sito web aziendale di comprendere chiaramente se, come e in quale misura il meccanismo di posizionamento tiene conto dei seguenti elementi:

3.  Le descrizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 devono essere tali da consentire agli utenti commerciali o agli utenti titolari di un sito web aziendale di comprendere chiaramente se, come e in quale misura il meccanismo di posizionamento tiene conto dei seguenti elementi:

a)  le caratteristiche dei beni e dei servizi offerti ai consumatori tramite i servizi di intermediazione online o il motore di ricerca online;

a)  le caratteristiche dei beni e dei servizi offerti ai consumatori tramite i servizi di intermediazione online o il motore di ricerca online;

b)  la pertinenza di tali caratteristiche per i suddetti consumatori;

b)  la pertinenza di tali caratteristiche per i suddetti consumatori;

c)  per quanto riguarda i motori di ricerca online, le caratteristiche grafiche del sito web utilizzato da utenti titolari di un sito web aziendale.

c)  per quanto riguarda i motori di ricerca online, le caratteristiche grafiche del sito web indicizzato.

4.  I fornitori di servizi di intermediazione online e i fornitori di motori di ricerca online, nell'adempiere alle prescrizioni del presente articolo, non sono tenuti a rivelare segreti commerciali, quali definiti all'articolo 2, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/943.

4.  Il presente articolo lascia impregiudicata la direttiva (UE) 2016/943.

 

4 bis.  I fornitori di servizi di intermediazione online e i fornitori di motori di ricerca online assicurano che il rispetto degli obblighi di trasparenza a norma del presente articolo non arrechi danno ai consumatori a causa della manipolazione del posizionamento ad opera degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali.

 

4 ter.  I requisiti di trasparenza di cui al presente articolo sono accompagnati da orientamenti emanati dalla Commissione in merito alle condizioni alle quali un servizio di intermediazione online è conforme al presente articolo. La Commissione garantisce il rispetto di tali requisiti.

Emendamento    46

Proposta di regolamento

Articolo 6

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 6

Articolo 6

Trattamento differenziato

Trattamento differenziato

1.   I fornitori di servizi di intermediazione online inseriscono nei loro termini e nelle loro condizioni una descrizione di qualunque trattamento differenziato che riservino o possano riservare ai prodotti o ai servizi offerti ai consumatori attraverso i servizi di intermediazione online dal fornitore di servizi stesso o da utenti commerciali controllati da detto fornitore, da un lato, e ad altri utenti commerciali, dall'altro.

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online inseriscono nei loro termini e nelle loro condizioni una descrizione di qualunque trattamento differenziato che riservino o possano riservare ai prodotti o ai servizi offerti ai consumatori attraverso i servizi di intermediazione online dal fornitore di servizi stesso o da utenti commerciali controllati da detto fornitore, da un lato, e ad altri utenti commerciali, dall'altro.

 

1 bis.  I fornitori di servizi di ricerca online dovrebbero predisporre per gli utenti titolari di siti web aziendali una descrizione di qualunque trattamento differenziato che riservino o possano riservare ai prodotti o ai servizi offerti ai consumatori attraverso i servizi dei motori di ricerca online dal fornitore di servizi stesso o da utenti titolari di siti web aziendali controllati da detto fornitore, da un lato, e ad altri titolari di siti web aziendali, dall'altro.

 

1 ter.  Per quanto riguarda i beni o servizi offerti ai consumatori attraverso i servizi di intermediazione online dal fornitore di servizi stesso o da utenti commerciali controllati da detto fornitore, da un lato, e da altri utenti commerciali, dall'altro, i fornitori di servizi di intermediazione online utilizzano pratiche proporzionate, eque e trasparenti.

2.  La descrizione di cui al paragrafo 1 riguarda come minimo, se del caso, qualsiasi trattamento differenziato derivante da misure specifiche adottate dal fornitore di servizi di intermediazione online, o da un suo comportamento, relativamente ai seguenti elementi:

2.  La descrizione di cui ai paragrafi 1 e 2 riguarda come minimo, se del caso, qualsiasi trattamento differenziato derivante da misure specifiche adottate dal fornitore di servizi di intermediazione online o dal fornitore di motori di ricerca online, o da un suo comportamento, relativamente ai seguenti elementi:

a)  accesso che il fornitore, o gli utenti commerciali controllati da tale fornitore, possono avere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, forniti dagli utenti commerciali o dai consumatori per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi;

a)  accesso che il fornitore, o gli utenti commerciali controllati da tale fornitore, possono avere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, forniti dagli utenti commerciali o dai consumatori per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi;

b)  posizionamento;

b)  posizionamento e impostazioni predefinite;

c)  qualunque corrispettivo diretto o indiretto addebitato per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione;

c)  qualunque corrispettivo diretto o indiretto addebitato per l'uso dei servizi di intermediazione online o dei servizi di motore di ricerca online in questione;

d)  accesso a servizi direttamente connessi o complementari al servizio di intermediazione online in questione o condizioni per il loro uso.

d)  accesso a servizi direttamente connessi o complementari al servizio di intermediazione online o ai servizi di motori di ricerca online in questione o condizioni per il loro uso.

 

2 bis.  I fornitori di servizi di intermediazione online che forniscono, direttamente o indirettamente tramite imprese da loro controllate, ai consumatori prodotti o servizi concorrenti con quelli forniti dai loro utenti commerciali consentono ai consumatori di scegliere liberamente quale prodotto o servizio utilizzare come impostazione predefinita quando utilizzano il servizio di intermediazione online.

 

2 ter.  Nel presentare i risultati, il servizio di intermediazione online indica accanto a ciascun prodotto o servizio al quale è stato riservato un trattamento differenziato, in modo facilmente riconoscibile, se ciò avviene a fronte di un corrispettivo diretto o indiretto, per rapporti contrattuali o di proprietà diretta.

Emendamento    47

Proposta di regolamento

Articolo 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 6 bis

 

Pratiche commerciali sleali

 

1.  Il fornitore di servizi di intermediazione online non intraprende pratiche commerciali sleali. Costituisce una pratica commerciale sleale la pratica che conduce a situazioni che si ripercuotono in maniera sostanzialmente negativa sulla concorrenza e sulla scelta del consumatore. Nel valutare se una pratica commerciale è sleale, si tiene conto dei seguenti fattori:

 

a)  la posizione di mercato del fornitore di servizi di intermediazione online e dell'utente commerciale; e

 

b)  se esiste uno squilibrio significativo nelle capacità di negoziazione delle parti che si traduce nell'imposizione da parte dei servizi di intermediazione online di un onere irragionevole all'utente commerciale nei suoi termini e condizioni o nelle sue pratiche commerciali.

 

2.  La direttiva 2005/29/CE si applica mutatis mutandis.

 

3.  L'allegato I riporta un elenco non esaustivo delle pratiche commerciali che sono considerate sleali nell'ambito del presente regolamento. Tale allegato si applica in tutti gli Stati membri ed è periodicamente riesaminato dal gruppo di esperti della Commissione per l'osservatorio dell'UE sull'economia delle piattaforme online. Il gruppo di esperti può fornire raccomandazioni su ulteriori pratiche commerciali che dovrebbero essere considerate sleali ai sensi del presente regolamento.

Emendamento    48

Proposta di regolamento

Articolo 7

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 7

Articolo 7

Accesso ai dati

Accesso ai dati

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online inseriscono nei loro termini e nelle loro condizioni una descrizione di carattere tecnico e contrattuale relativa all'accesso, o alla mancanza di accesso, degli utenti commerciali ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, forniti dagli utenti commerciali o dai consumatori per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi.

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online inseriscono nei loro termini e nelle loro condizioni una descrizione di carattere tecnico e contrattuale relativa all'accesso, o alla mancanza di accesso, degli utenti commerciali ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, forniti dagli utenti commerciali, dagli utenti titolari di siti web aziendali o dai consumatori per l'uso dei servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi.

2.  Mediante la descrizione di cui al paragrafo 1, i fornitori di servizi di intermediazione online informano adeguatamente gli utenti commerciali come minimo dei seguenti aspetti:

2.  Mediante la descrizione di cui al paragrafo 1, i fornitori di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online informano adeguatamente il pubblico come minimo dei seguenti aspetti:

a)  la possibilità o meno del fornitore di servizi di intermediazione online di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, che gli utenti commerciali o consumatori forniscono per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

a)  la possibilità o meno del fornitore di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, che gli utenti commerciali, gli utenti titolari di un sito web aziendale o consumatori forniscono per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

b)  la possibilità o meno di un utente commerciale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, da lui forniti in relazione al suo uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi o forniti dai consumatori dei suoi beni e servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

b)  la possibilità o meno di un utente commerciale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, da lui forniti in relazione al suo uso dei servizi di intermediazione online o dei motori di ricerca online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi o forniti dai consumatori dei suoi beni e servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

c)  ad integrazione della lettera b), la possibilità o meno di un utente commerciale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, anche in forma aggregata, forniti o generati mediante la fornitura di servizi di intermediazione online a tutti gli utenti commerciali e ai relativi consumatori e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni.

c)  ad integrazione della lettera b), la possibilità o meno di un utente commerciale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, anche in forma aggregata, forniti o generati mediante la fornitura di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online a tutti gli utenti commerciali e ai relativi consumatori e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

 

c bis)  se, in caso di violazione degli obblighi contrattuali o di fallimento del mercato causato dal fornitore di servizi di intermediazione online, gli utenti commerciali hanno o meno diritto di accesso e reperimento dei dati, o di alcune categorie di dati, che essi hanno trasmesso al fornitore.

 

2 bis.  Gli utenti commerciali garantiscono che i dati relativi ai loro beni e servizi, in particolare tutti gli elementi costitutivi del prezzo, che essi presentano ai fornitori di servizi di intermediazione online, siano esatti e che tali dati siano adeguati per consentire loro di rispettare i loro obblighi giuridici, in particolare nei confronti dei consumatori.

 

2 ter.  I fornitori di servizi di intermediazione online permettono a ciascun utente commerciale di accedere ai dati dei consumatori, resi anonimi e in un formato standardizzato, leggibile meccanicamente e di uso comune, che sono generati agevolando una transazione tra i consumatori e gli utenti commerciali in questione. Tale obbligo non pregiudica gli obblighi cui devono ottemperare i servizi di intermediazione online ai sensi delle norme applicabili in materia di protezione dei dati e della vita privata.

 

2 quater.  Fatto salvo il pertinente diritto dell'Unione applicabile alla protezione dei dati personali e della vita privata, i fornitori di servizi di intermediazione online concedono agli utenti commerciali l'accesso a tutti i dati che hanno acquisito a seguito dell'attività commerciale del rispettivo utente commerciale.

 

2 quinquies.  Fatto salvo il pertinente diritto dell'Unione applicabile alla protezione dei dati personali e della vita privata, i fornitori di motori di ricerca online concedono agli utenti titolari di siti web aziendali l'accesso a tutti i dati che hanno acquisito a seguito dell'attività commerciale del rispettivo sito web aziendale.

 

2 sexies.  I dati di cui ai paragrafi 2 quater e 2 quinquies sono forniti in un formato standardizzato, leggibile meccanicamente e di uso comune.

 

2 septies.  I fornitori di servizi di intermediazione online, su richiesta di un consumatore dei loro servizi, concedono l'accesso ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, generati direttamente o indirettamente dall'attività del consumatore, a una terza parte designata dal consumatore. Tale accesso è concesso a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie.

Emendamento    49

Proposta di regolamento

Articolo 8

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 8

Articolo 8

Limitazioni all'offerta di condizioni diverse mediante altri mezzi

Limitazioni all'offerta di condizioni diverse mediante altri mezzi

1.  Qualora, nell'ambito della fornitura dei loro servizi, i fornitori di servizi di intermediazione online limitino la capacità degli utenti commerciali di offrire gli stessi beni e servizi ai consumatori a condizioni diverse tramite mezzi che non siano i suddetti servizi, essi includono nei loro termini e nelle loro condizioni le ragioni di tale limitazione e le rendono facilmente accessibili al pubblico. Tra tali ragioni figurano le principali valutazioni di ordine economico, commerciale o giuridico.

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online non limitano la capacità degli utenti commerciali di offrire gli stessi beni e servizi ai consumatori a condizioni diverse o uguali tramite altri servizi di intermediazione online. Qualora, nell'ambito della fornitura dei loro servizi, i fornitori di servizi di intermediazione online limitino la capacità degli utenti commerciali di offrire gli stessi beni e servizi ai consumatori a condizioni diverse tramite mezzi che non siano i suddetti servizi, essi includono nei loro termini e nelle loro condizioni le ragioni di tale limitazione e le rendono facilmente accessibili al pubblico. Tra tali ragioni figurano le principali valutazioni di ordine economico, commerciale o giuridico. Le limitazioni sono proporzionate, temporanee e rappresentano un interesse legittimo del fornitore.

2.  L'obbligo di cui al paragrafo 1 non pregiudica eventuali divieti o limitazioni per quanto riguarda l'imposizione di simili restrizioni derivanti dall'applicazione di altre norme dell'Unione o da norme nazionali conformi al diritto dell'Unione e alle quali sono soggetti i fornitori di servizi di intermediazione online.

2.  Il presente regolamento non pregiudica eventuali divieti o limitazioni per quanto riguarda l'imposizione di simili restrizioni derivanti dall'applicazione di altre norme dell'Unione o da norme nazionali conformi al diritto dell'Unione e alle quali sono soggetti i fornitori di servizi di intermediazione online. In particolare, sono attentamente monitorati i rischi collegati alle pratiche di cui al paragrafo 1 atte a generare collusione in materia di prezzi tra i fornitori di servizi di intermediazione online.

 

2 bis.  L'obbligo di cui al paragrafo 1 non deve comportare una limitazione dei diritti di proprietà intellettuale di cui godono i relativi titolari.

Emendamento    50

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Il sistema interno di gestione dei reclami si basa sui principi della parità di trattamento e il suo utilizzo non implica un trattamento pregiudizievole dell'utente commerciale.

Motivazione

Poiché le controversie possono portare a misure sanzionatorie, è auspicabile che siano introdotti mezzi di tutela volti a impedire che ciò avvenga.

Emendamento    51

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  comunicano individualmente al reclamante l'esito del processo interno di gestione dei reclami, utilizzando un linguaggio chiaro e privo di ambiguità.

c)  comunicano individualmente e tempestivamente al reclamante l'esito del processo interno di gestione dei reclami, motivandolo adeguatamente e utilizzando un linguaggio chiaro e privo di ambiguità.

Emendamento    52

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 4 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

I fornitori di servizi di intermediazione online forniscono annualmente informazioni sul funzionamento e l'efficacia del loro sistema interno di gestione dei reclami e le mettono a disposizione del pubblico.

I fornitori di servizi di intermediazione online forniscono una relazione annuale sull'utilizzo dei loro sistemi interni di gestione dei reclami, descrivendo i principali tipi di problemi che le aziende possono incontrare quando utilizzano il servizio di intermediazione online.

Emendamento    53

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 4 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Tra tali informazioni figurano il numero totale di reclami presentati, l'oggetto dei reclami, il tempo necessario a trattarli e le decisioni prese in merito.

Tra tali informazioni figurano il numero totale di reclami presentati, le principali tipologie di reclami e il tempo medio necessario a trattarli.

Emendamento    54

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai fornitori di servizi di intermediazione online che sono piccole imprese ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, dell'allegato della raccomandazione 2003/361/CE29.

5.  Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai fornitori di servizi di intermediazione online che sono piccole imprese ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, dell'allegato della raccomandazione 2003/361/CE29 nell'arco dei primi tre anni o in fase di avviamento delle loro attività commerciali.

_________________

_________________

29 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

29 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

Motivazione

È più opportuno prevedere una deroga fintanto che le piccole imprese sono in fase di costituzione. Dopodiché, è probabile che il mercato e i consumatori si aspettino che esse si conformino alle norme in ogni caso applicabili alle imprese più grandi.

Emendamento    55

Proposta di regolamento

Articolo 10

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 10

Articolo 10

Mediazione

Mediazione

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online indicano nei loro termini e nelle loro condizioni uno o più mediatori disposti ad impegnarsi nel tentativo di raggiungere un accordo con gli utenti commerciali sulla risoluzione extragiudiziale di controversie che insorgano tra il fornitore e gli utenti commerciali nell'ambito della fornitura dei servizi di intermediazione online in questione, compresi i reclami che non è stato possibile risolvere mediante il sistema interno di gestione dei reclami di cui all'articolo 9.

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online mirano a indicare nei loro termini e nelle loro condizioni uno o più mediatori disposti ad impegnarsi nel tentativo di raggiungere un accordo con gli utenti commerciali sulla risoluzione extragiudiziale di controversie che insorgano tra il fornitore e gli utenti commerciali nell'ambito della fornitura dei servizi di intermediazione online in questione e che non è stato possibile risolvere mediante il sistema interno di gestione dei reclami di cui all'articolo 9.

I fornitori di servizi di intermediazione online possono indicare mediatori che forniscono servizi di mediazione da un luogo al di fuori dell'Unione solo se vi è la certezza che gli utenti commerciali interessati non sono di fatto privati dei benefici delle garanzie giuridiche previste dal diritto dell'Unione o dalla legislazione degli Stati membri per il fatto che i mediatori prestano i loro servizi al di fuori dell'Unione.

I fornitori di servizi di intermediazione online possono indicare mediatori che forniscono servizi di mediazione da un luogo al di fuori dell'Unione solo se vi è la certezza che gli utenti commerciali interessati non sono di fatto privati dei benefici delle garanzie giuridiche previste dal diritto dell'Unione o dalla legislazione degli Stati membri per il fatto che i mediatori prestano i loro servizi al di fuori dell'Unione.

2.  I mediatori di cui al paragrafo 1 posseggono i seguenti requisiti:

2.  I mediatori di cui al paragrafo 1 posseggono i seguenti requisiti:

a) sono imparziali e indipendenti;

a) sono imparziali e indipendenti;

b) prestano i servizi di mediazione a prezzi sostenibili da un utente commerciale medio dei servizi di intermediazione online in questione;

b) prestano i servizi di mediazione a prezzi sostenibili da un utente commerciale medio dei servizi di intermediazione online in questione;

c) sono in grado di fornire servizi di mediazione nella lingua in cui sono redatti i termini e le condizioni che regolano il rapporto contrattuale tra il fornitore di servizi di intermediazione online e gli utenti commerciali in questione;

c) sono in grado di fornire servizi di mediazione nella lingua in cui sono redatti i termini e le condizioni che regolano il rapporto contrattuale tra il fornitore di servizi di intermediazione online e gli utenti commerciali in questione;

d) sono facilmente raggiungibili, fisicamente nel luogo di stabilimento o di residenza dell'utente commerciale oppure virtualmente mediante le tecnologie di comunicazione a distanza;

d) sono facilmente raggiungibili, fisicamente nel luogo di stabilimento o di residenza dell'utente commerciale oppure virtualmente mediante le tecnologie di comunicazione a distanza;

e) sono in grado di fornire servizi di mediazione senza indebito ritardo;

e) sono in grado di fornire servizi di mediazione senza indebito ritardo;

f) hanno una conoscenza sufficiente dei rapporti commerciali tra imprese che consente loro di contribuire efficacemente al tentativo di dirimere le controversie.

f) hanno una conoscenza sufficiente dei rapporti commerciali tra imprese che consente loro di contribuire efficacemente al tentativo di dirimere le controversie.

3.  I fornitori di servizi di intermediazione online s'impegnano in buona fede in ogni tentativo di raggiungere un accordo con la mediazione di uno dei mediatori che hanno indicato in conformità del paragrafo 1, al fine di raggiungere un accordo sulla risoluzione della controversia.

3.  Le parti coinvolte nella mediazione s'impegnano in buona fede in ogni tentativo di raggiungere un accordo con la mediazione volontaria di uno dei mediatori che hanno indicato in conformità del paragrafo 1, al fine di raggiungere un accordo sulla risoluzione della controversia entro un lasso di tempo non superiore ai 25 giorni dall'inizio della mediazione, fatto salvo il caso in cui il rispetto di tale termine costituirebbe un onere irragionevole in considerazione della complessità della controversia. In tal caso, un accordo dovrebbe essere raggiunto entro un lasso di tempo non superiore a 90 giorni.

4.  I fornitori di servizi di intermediazione online sostengono una parte ragionevole dei costi totali della mediazione in ogni singolo caso. La parte ragionevole dei costi totali della mediazione è determinata in base alla proposta del mediatore, tenendo conto di tutti gli elementi pertinenti del caso di specie, in particolare la fondatezza delle affermazioni delle parti della controversia, il comportamento delle parti, nonché le dimensioni e la capacità finanziaria di una parte rispetto all'altra. I fornitori di servizi di intermediazione online, tuttavia, sostengono in ogni caso almeno la metà del costo totale.

4.  I fornitori di servizi di intermediazione online e gli utenti commerciali sostengono una parte ragionevole dei costi totali della mediazione in ogni singolo caso. La parte ragionevole dei costi totali della mediazione è determinata in base alla proposta del mediatore, tenendo conto di tutti gli elementi pertinenti del caso di specie, in particolare la fondatezza delle affermazioni delle parti della controversia, il comportamento delle parti, nonché le dimensioni e la capacità finanziaria di una parte rispetto all'altra. Tuttavia, se il mediatore ritiene che l'utente abbia agito in malafede o stia cercando di abusare del procedimento di mediazione, può decidere di far sostenere all'utente commerciale più della metà del costo totale.

5.  Il tentativo di raggiungere un accordo ricorrendo alla mediazione per risolvere una controversia a norma del presente articolo non pregiudica il diritto dei fornitori di servizi di intermediazione online e degli utenti commerciali interessati di promuovere un'azione giudiziaria in qualsiasi momento durante o dopo il processo di mediazione.

5.  Il tentativo di raggiungere un accordo ricorrendo alla mediazione per risolvere una controversia a norma del presente articolo non pregiudica il diritto dei fornitori di servizi di intermediazione online e degli utenti commerciali interessati di promuovere un'azione giudiziaria in qualsiasi momento prima, durante o dopo il processo di mediazione. L'avvio del procedimento giudiziario non è subordinato all'avvio del procedimento di mediazione.

 

5 bis.  I fornitori di servizi di intermediazione online forniscono annualmente informazioni sul funzionamento e l'efficacia del loro sistema di mediazione relativo alle attività e le rendono facilmente accessibili al pubblico. Tali segnalazioni includono come minimo il numero totale di casi di mediazione, l'oggetto dei reclami, il tempo necessario a trattarli e le decisioni prese in merito.

Emendamento    56

Proposta di regolamento

Articolo 12

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 12

Articolo 12

Procedimenti giudiziari da parte di organizzazioni rappresentative o di associazioni e da parte degli organismi pubblici

Procedimenti giudiziari da parte di organizzazioni rappresentative o di associazioni e da parte degli organismi pubblici

1.  Le organizzazioni e le associazioni che hanno un legittimo interesse a rappresentare gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali, come pure gli organismi pubblici istituiti negli Stati membri, hanno il diritto di adire i giudici nazionali nell'Unione, in conformità del diritto dello Stato membro in cui l'azione è promossa, per far cessare o vietare qualsiasi caso d'inadempienza delle pertinenti prescrizioni del presente regolamento da parte dei fornitori di servizi di intermediazione online o di fornitori di motori di ricerca online.

1.  Fatto salvo l'articolo 80 del regolamento (UE) 2016/679 e dopo che siano state esaurite tutte le altre opzioni per risolvere una controversia tra una piattaforma e un utente commerciale previste dall'articolo 10 e dall'articolo 10 del presente regolamento, le organizzazioni e le associazioni che hanno un sincero e legittimo interesse di lungo corso a rappresentare gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali e che sono autorizzate e controllate dai competenti organismi pubblici di uno Stato membro, come pure gli organismi pubblici istituiti negli Stati membri, hanno il diritto di adire i giudici nazionali nell'Unione, in conformità del diritto dello Stato membro in cui l'azione è promossa, per far cessare o vietare qualsiasi caso d'inadempienza delle pertinenti prescrizioni del presente regolamento in materia di informazione, non discriminazione e accesso ai dati da parte dei fornitori di servizi di intermediazione online o di fornitori di motori di ricerca online.

2.  Le organizzazioni o le associazioni hanno il diritto di cui al paragrafo 1 soltanto se, al momento di promuovere l'azione, soddisfano tutti i seguenti requisiti:

2.  Le organizzazioni o le associazioni hanno il diritto di cui al paragrafo 1 soltanto se, al momento di promuovere l'azione e per la durata della stessa, continuano a soddisfare tutti i seguenti requisiti:

a)  sono debitamente costituite secondo il diritto di uno Stato membro;

a)  sono debitamente costituite secondo il diritto di uno Stato membro e sono in possesso di una licenza valida di ente qualificato rilasciata dal competente organismo pubblico di tale Stato membro;

b)  perseguono obiettivi nell'interesse collettivo di un gruppo di utenti commerciali o di utenti titolari di siti web aziendali che rappresentano;

b)  perseguono obiettivi, definiti pubblicamente nel loro statuto o in altri documenti di governance pertinenti, nell'interesse collettivo del gruppo della maggioranza di utenti commerciali o di utenti titolari di siti web aziendali che rappresentano, gruppo che deve consistere di almeno 10 utenti commerciali o utenti titolari di siti web aziendali indipendenti;

c)  non hanno scopo di lucro.

c)  non hanno scopo di lucro e sono trasparenti sulla fonte di finanziamento che consente di avviare e continuare l'azione e possono dimostrare di disporre di risorse finanziarie sufficienti per rappresentare al meglio gli interessi dei propri utenti commerciali o utenti titolari di siti web aziendali e per far fronte a eventuali costi a loro carico se l'azione fallisce;

 

c bis)  hanno una struttura di governance che assicura l'indipendenza da terzi e una procedura interna intesa a prevenire un conflitto d'interessi, in caso di finanziamenti ricevuti da terzi;

 

c ter)  sono trasparenti in merito alla fonte di finanziamento;

 

c quater)  dispongono di sufficienti risorse umane e finanziarie e delle competenze giuridiche per rappresentare al meglio gli interessi dei loro utenti commerciali o utenti titolari di siti web aziendali.

Negli Stati membri in cui sono istituiti organismi pubblici, questi ultimi hanno il diritto di cui al paragrafo 1 qualora siano incaricati di difendere gli interessi collettivi di utenti commerciali o utenti titolari di siti web aziendali o di garantire il rispetto delle prescrizioni di cui al presente regolamento, in conformità del diritto nazionale dello Stato membro interessato.

Negli Stati membri in cui sono istituiti organismi pubblici, questi ultimi hanno il diritto di cui al paragrafo 1 e il diritto di rilasciare la licenza richiesta a un'organizzazione o a un'associazione, qualora siano incaricati di difendere gli interessi collettivi di utenti commerciali o utenti titolari di siti web aziendali o di garantire il rispetto delle prescrizioni di cui al presente regolamento, in conformità del diritto nazionale dello Stato membro interessato.

 

Gli Stati membri provvedono affinché le organizzazioni rappresentative o le associazioni mettano a disposizione del pubblico relazioni di attività annuali. Tali relazioni contengono almeno le seguenti informazioni relative alle azioni rappresentative nazionali e transfrontaliere:

 

a)  il numero di azioni avviate e i principali tipi di reclami presentati;

 

b)  il numero (il tasso o la percentuale) delle decisioni giudiziarie a favore di utenti commerciali o utenti titolari di siti web aziendali;

 

c)  il numero (il tasso o la percentuale) di azioni rappresentative interrotte e, se noti, i motivi della loro interruzione;

 

d)  il tempo medio impiegato per portare a compimento un'azione rappresentativa.

 

Se un organismo pubblico di uno Stato membro rilascia una licenza di ente qualificato a un'organizzazione o a un'associazione, tale organismo pubblico è responsabile del riesame periodico dello stato e della condotta di tale organizzazione o associazione per garantire che sia conforme ai requisiti di cui al presente articolo. L'organismo pubblico dello Stato membro revoca immediatamente la licenza di ente qualificato a qualsiasi organizzazione o associazione che risulti non conforme ai requisiti di cui al presente articolo.

 

La conformità di un'organizzazione o associazione ai criteri di cui al presente paragrafo non pregiudica il diritto dell'organo giurisdizionale o amministrativo di esaminare se la finalità dell'organizzazione o dell'associazione giustifica il suo intervento in un caso specifico in conformità del paragrafo 1.

 

2 bis.  Il diritto di cui al paragrafo 1 lascia impregiudicati i diritti di cui alla direttiva XXXX/XX/UE [riferimento alla direttiva relativa alle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e che abroga la direttiva 2009/22/CE (COM(2018)184)].

3.  Il diritto di cui al paragrafo 1 non pregiudica i diritti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali di adire individualmente i giudici nazionali competenti, in conformità del diritto dello Stato membro in cui l'azione è promossa, per risolvere eventuali inadempienze delle prescrizioni pertinenti del presente regolamento da parte dei fornitori di servizi di intermediazione online.

3.  Il diritto di cui al paragrafo 1 non pregiudica i diritti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali di adire individualmente i giudici nazionali competenti, in conformità del diritto dello Stato membro in cui l'azione è promossa, per risolvere eventuali inadempienze delle prescrizioni pertinenti del presente regolamento da parte dei fornitori di servizi di intermediazione online.

 

3 bis.  Gli Stati membri possono vietare che terze parti che sono finanziatori privati ricevano qualsiasi beneficio finanziario diretto o indiretto attraverso il procedimento relativo alla controversia o la decisione correlata;

Emendamento    57

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione incoraggia i fornitori di servizi di intermediazione online e le organizzazioni e associazioni che li rappresentano a elaborare codici di condotta intesi a contribuire alla corretta applicazione del presente regolamento, tenendo conto delle specificità dei diversi settori in cui sono forniti i servizi di intermediazione online e delle caratteristiche specifiche delle microimprese e delle piccole e medie imprese.

1.  La Commissione incoraggia i fornitori di servizi di intermediazione online e le organizzazioni e associazioni che li rappresentano, unitamente agli utenti commerciali e alle organizzazioni e associazioni che li rappresentano, a elaborare codici di condotta intesi a contribuire alla corretta applicazione del presente regolamento, tenendo conto delle specificità dei diversi settori in cui sono forniti i servizi di intermediazione online e delle caratteristiche specifiche delle microimprese e delle piccole e medie imprese. In particolare, i codici di condotta devono trattare l'interoperabilità, gli ostacoli al passaggio da un fornitore a un altro e la portabilità dei dati.

Emendamento    58

Proposta di regolamento

Articolo 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 13 bis

 

Autorità competenti e applicazione

 

1.  Ciascuno Stato membro designa un'autorità competente a livello nazionale che sia responsabile del controllo e dell'attuazione del rispetto del presente regolamento e abbia i seguenti poteri:

 

a)  avviare e condurre indagini di propria iniziativa o a seguito di un reclamo;

 

b)  richiedere agli intermediari online e ai fornitori di motori di ricerca online di fornire tutte le informazioni necessarie per svolgere tali indagini;

 

c)  adottare una decisione che sancisca una violazione dei divieti stabiliti dal presente regolamento e imponga al fornitore di servizi di intermediazione online o al fornitore di motori di ricerca online di porre fine alla violazione;

 

d)  irrogare una sanzione pecuniaria al fornitore. La sanzione è efficace, proporzionata e dissuasiva e tiene conto della natura, della durata e della gravità della violazione; e

 

e)  pubblicare le sue decisioni e riferire annualmente sulle sue attività ai sensi del presente regolamento.

 

2.  Un utente commerciale, un utente titolare di un sito web aziendale o un'organizzazione o associazione che soddisfi i primi tre requisiti di cui all'articolo 12, paragrafo 2, può presentare un reclamo all'autorità competente dello Stato membro interessato. L'autorità competente garantisce la riservatezza dell'identità del reclamante, se da lui appositamente richiesto, e di qualunque altra informazione la cui divulgazione sia da lui ritenuta lesiva dei suoi interessi. Il reclamante specifica le informazioni in questione in un'eventuale richiesta di trattamento riservato.

 

3.  Gli Stati membri provvedono affinché le autorità competenti cooperino efficacemente tra loro e si prestino reciprocamente assistenza nelle indagini che presentano una dimensione transfrontaliera.

 

4.  Le autorità competenti e le autorità nazionali garanti della concorrenza, qualora queste non coincidono, comunicano le une alle altre le informazioni necessarie per l'applicazione delle disposizioni del presente regolamento. Per quanto riguarda le informazioni scambiate, l'autorità che le riceve è tenuta a rispettare lo stesso livello di riservatezza cui è vincolata l'autorità che le trasmette.

Emendamento    59

Proposta di regolamento

Articolo 13 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 13 ter

 

Diritto applicabile e foro competente

 

Nei contratti stipulati da utenti commerciali aventi la loro residenza abituale in uno Stato membro o nei casi in cui l'adempimento del contratto avrà luogo in uno o più Stati membri, si applicano le seguenti disposizioni:

 

a)  la protezione offerta agli utenti commerciali dal presente regolamento si applica a prescindere dal diritto applicabile ad altri aspetti del contratto per scelta delle parti o per diversa circostanza; e

 

b)  salvo il caso in cui il contratto comprenda le norme del presente regolamento, la scelta del foro competente è valida solo se designa un organo giurisdizionale:

 

i)  nello Stato membro in cui l'utente commerciale ha la sua residenza abituale; o

 

ii)  in uno Stato membro in cui ha luogo l'adempimento del contratto.

Emendamento    60

Proposta di regolamento

Articolo 13 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 13 quater

 

Informazione richieste ai fornitori di servizi di intermediazione online

 

1.  Gli Stati membri assicurano che i fornitori di servizi di intermediazione online forniscano alle autorità competenti tutte le informazioni necessarie per controllare e applicare le disposizioni del presente regolamento, per assistere la Commissione nella stesura degli orientamenti di cui all'articolo 6 e sostenere il ruolo dell'osservatorio nello svolgimento dei suoi compiti, stabiliti all'articolo 2 della decisione della Commissione del 26 aprile 2018 che istituisce un gruppo di esperti per l'osservatorio dell'economia delle piattaforme online.

 

2.  Tali obblighi di informazione riguardano:

 

a)  i principali parametri che determinano il posizionamento delle offerte e i motivi dell'importanza relativa di tali parametri per il consumatore in relazione alla sua interrogazione di ricerca;

 

b)  se il terzo che offre beni, servizi o contenuto digitale è un professionista o meno, sulla base della dichiarazione del terzo stesso al fornitore di servizi di intermediazione online;

 

c)  se i diritti dei consumatori derivanti dalla legislazione dell'Unione sulla tutela dei consumatori si applicano o meno al contratto stipulato;

 

d)  nel caso il contratto sia concluso con un professionista, a quale professionista spetta la responsabilità di garantire, in relazione al contratto, l'applicazione dei diritti dei consumatori derivanti dalla legislazione dell'Unione sulla tutela dei consumatori. Quest'obbligo lascia impregiudicata la responsabilità che il fornitore di servizi di intermediazione online può avere o può assumersi rispetto a specifici elementi del contratto; e

 

e)  se e in che modo sono stati utilizzati algoritmi o processi decisionali automatizzati per presentare offerte o determinare prezzi, incluse le tecniche personalizzate di determinazione dei prezzi. Gli Stati membri possono mantenere o introdurre nel rispettivo diritto nazionale obblighi supplementari in materia di informazioni e norme sulla responsabilità per i contratti conclusi sui mercati online.

 

3.  Su richiesta, le imprese forniscono sollecitamente tali informazioni, osservando i tempi e il livello di dettaglio richiesti. Le informazioni richieste sono proporzionate rispetto all'assolvimento di tale compito. L'autorità competente motiva adeguatamente la richiesta di informazioni.

 

4.  Qualora le informazioni siano considerate riservate da un'autorità competente in conformità della normativa dell'Unione e nazionale sulla riservatezza commerciale o in materia di protezione dei dati personali, l'autorità competente interessata ne garantisce la riservatezza.

Emendamento    61

Proposta di regolamento

Articolo 13 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 13 quinquies

 

Norme in materia di responsabilità

 

I servizi di intermediazione online, e non gli utenti commerciali, dovrebbero essere ritenuti responsabili di informazioni fuorvianti fornite dagli utenti commerciali ai servizi di intermediazione online, se gli utenti commerciali hanno notificato al servizio di intermediazione online la natura fuorviante delle informazioni fornite. I servizi di intermediazione online dovrebbero inoltre essere ritenuti responsabili se sono autori di dichiarazioni fuorvianti riguardanti gli utenti commerciali o i prodotti e i servizi offerti dagli utenti commerciali.

Emendamento    62

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafi 1 e 2

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Entro il [date: three years after the date of entry into force] e successivamente ogni tre anni, la Commissione procede a una valutazione del presente regolamento e presenta una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo.

1.  Entro il [date: two years after the date of entry into force] e successivamente ogni due anni, la Commissione procede a una valutazione del presente regolamento e presenta una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Ove opportuno, la Commissione presenta una proposta legislativa al fine di modificare il presente regolamento, in particolare al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi di cui al paragrafo 2.

2.  La prima valutazione del presente regolamento è svolta, in particolare, allo scopo di stabilire se gli obblighi di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 siano stati rispettati, quali ripercussioni abbiano avuto sull'economia delle piattaforme online e se sia necessario aggiungere altre norme, anche riguardanti l'applicazione, per garantire che il contesto dell'attività commerciale online nel mercato interno sia equo, prevedibile, sostenibile e sicuro.

2.  L'esame dovrebbe includere come minimo la valutazione dei seguenti aspetti:

 

a) l'efficacia del presente regolamento, comprese le soglie definite all'articolo 1, paragrafi da 4 a 6;

 

b) l'efficacia dei codici di condotta stabiliti per migliorare l'equità e la trasparenza;

 

c) la necessità di affrontare più efficacemente le pratiche potenzialmente pericolose nelle transazioni commerciali tra i motori di ricerca online e i loro utenti commerciali, in particolare per quanto riguarda le questioni individuate all'articolo 2, lettera b), della decisione della Commissione C (2018) 2393 che istituisce il gruppo di esperti per l'osservatorio dell'economia delle piattaforme online

 

d) le ripercussioni che le pratiche potenzialmente dannose possono avere sui consumatori;

 

e) la necessità di includere i sistemi operativi nell'ambito di applicazione del presente regolamento;

 

f) la necessità di aggiornare l'elenco di pratiche sleali.

Emendamento    63

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Esso si applica a decorrere dal [date: six months following the day of its publication].

2.  Esso si applica a decorrere dal [date: twelve months following the day of its publication].

Emendamento    64

Proposta di regolamento

Allegato I (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Allegato I

 

Pratiche commerciali sleali

 

Si è in presenza di una pratica commerciale sleale ai sensi del presente regolamento se i termini e le condizioni:

 

  richiedono all'utente commerciale di utilizzare i servizi ausiliari del fornitore di servizi di intermediazione online, compresi i servizi di pagamento, senza la possibilità di utilizzare metodi alternativi in circostanze in cui ciò comporta un pregiudizio sostanziale per l'utente commerciale;

 

  impongono all'utente commerciale una clausola di responsabilità unilaterale che causa un trasferimento sleale del rischio;

 

  impongono clausole contrattuali retroattive che sono dannose per l'utente commerciale;

 

  conservano il diritto legale di usare le informazioni riservate dell'utente commerciale dopo la scadenza del contratto tra il fornitore di servizi di intermediazione online e tale utente;

 

  richiedono agli utenti commerciali di accettare clausole di esclusività per quanto riguarda la scelta di un diritto applicabile che esula dalla giurisdizione dell'Unione;

 

  vietano all'utente commerciale di utilizzare anche un servizio di intermediazione online concorrente.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Promuovere l’equità e la trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online

Riferimenti

COM(2018)0238 – C8-0165/2018 – 2018/0112(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

IMCO

28.5.2018

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

JURI

28.5.2018

Commissioni associate - annuncio in aula

13.9.2018

Relatore per parere

       Nomina

Francis Zammit Dimech

9.7.2018

Esame in commissione

24.9.2018

11.10.2018

 

 

Approvazione

20.11.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Joëlle Bergeron, Jean-Marie Cavada, Kostas Chrysogonos, Mady Delvaux, Laura Ferrara, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sajjad Karim, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Gilles Lebreton, António Marinho e Pinto, Emil Radev, Julia Reda, Evelyn Regner, Pavel Svoboda, József Szájer, Axel Voss, Francis Zammit Dimech, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Geoffroy Didier, Pascal Durand, Jytte Guteland, Virginie Rozière, Kosma Złotowski

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

24

+

ALDE

Jean-Marie Cavada, António Marinho e Pinto

ECR

Sajjad Karim, Kosma Złotowski

EFDD

Joëlle Bergeron, Laura Ferrara

ENF

Gilles Lebreton

GUE/NGL

Kostas Chrysogonos

PPE

Geoffroy Didier, Emil Radev, Pavel Svoboda, József Szájer, Axel Voss, Francis Zammit Dimech, Tadeusz Zwiefka

S&D

Mady Delvaux, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Jytte Guteland, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Evelyn Regner, Virginie Rozière

VERTS/ALE

Max Andersson, Pascal Durand, Julia Reda

0

-

 

 

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

P8_TA(2017)0272.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (23.11.2018)

destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online

(COM(2018)0238 – C8-0165/2018 – 2018/0112(COD))

Relatore per parere: Anna Záborská

BREVE MOTIVAZIONE

I servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online svolgono un ruolo cruciale nell'abilitazione e nella promozione del commercio digitale. Per rafforzare la fiducia degli utenti commerciali e dei consumatori e incoraggiarli a partecipare ai vasti ecosistemi digitali creati dalle piattaforme online, è necessario stabilire norme minime per i loro servizi.

La proposta di regolamento della Commissione rappresenta un primo tentativo di esplorare un nuovo territorio. Essa promuove un insieme equilibrato di norme per i servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online per quanto riguarda le relazioni con gli utenti commerciali, basate sull'equità e la trasparenza. Tali norme forniscono inoltre una risposta alle principali preoccupazioni di tutti i portatori di interessi e, allo stesso tempo, tutelano la libertà d'impresa lasciando anche un sufficiente margine per l'innovazione.

In tale contesto, il relatore ritiene tuttavia che un approccio più ambizioso potrebbe consentire di ottenere risultati migliori.

Il relatore propone di rafforzare il principio di equità. Gli utenti commerciali hanno il diritto di accedere ai dati generati dalle reciproche transazioni. Allo stesso tempo, non dovrebbero essere consentite le restrizioni imposte agli utenti commerciali da alcuni servizi di intermediazione online allo scopo di offrire condizioni diverse attraverso altri mezzi.

Le piattaforme, inoltre, dovrebbero poter agire prontamente in caso di abusi o frodi: la loro capacità di gestire le denunce non dovrebbe essere soffocata da gravosi requisiti amministrativi. Infine, la mediazione promossa dalla presente proposta legislativa può funzionare solo se i suoi costi sono equamente ripartiti tra entrambi i soggetti partecipanti.

Il relatore desidera altresì rafforzare il principio di trasparenza in caso di trattamento differenziato, chiarendo anche i requisiti che riguardano i principali parametri di posizionamento.

Una proposta ambiziosa dovrebbe altresì essere coerente nell'imporre le stesse regole alle piattaforme online e ai motori di ricerca laddove si comportino nello stesso modo.

Il relatore ritiene che la prima revisione del presente regolamento dovrebbe riflettere la rapidissima evoluzione dell'economia digitale ed essere pronta due anni dopo la data di entrata in vigore.

EMENDAMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  I servizi di intermediazione online possono essere cruciali per il successo commerciale delle imprese che utilizzano tali servizi per raggiungere i consumatori. L'incremento delle intermediazioni delle transazioni attraverso i servizi di intermediazione online, alimentati da forti effetti indiretti di rete basati su dati, conduce a un aumento della dipendenza da tali servizi degli utenti commerciali, comprese le microimprese, piccole e medie imprese, per raggiungere i consumatori. Dato l'aumento della dipendenza, i fornitori di tali servizi spesso hanno un potere contrattuale superiore, che consente loro effettivamente di agire unilateralmente in un modo che può essere iniquo e quindi dannoso per gli interessi legittimi dei loro utenti commerciali e, indirettamente, anche dei consumatori dell'Unione.

(2)  I servizi di intermediazione online possono essere cruciali per il successo commerciale delle imprese che utilizzano tali servizi per raggiungere i consumatori. Tale funzione positiva può essere utilizzata a patto che il funzionamento sia trasparente, affidabile e soggetto a norme prestabilite chiare per tutti gli attori e che garantiscono condizioni di equità per tutti i soggetti coinvolti nelle transazioni. L'incremento delle intermediazioni delle transazioni attraverso i servizi di intermediazione online, alimentati da forti effetti indiretti di rete basati su dati, conduce a un aumento della dipendenza da tali servizi degli utenti commerciali, compresi i lavoratori autonomi, le microimprese, piccole e medie imprese, per raggiungere i consumatori. Dato l'aumento della dipendenza, che potrebbe riguardare le grandi imprese oltre ai lavoratori autonomi, alle microimprese e alle piccole e medie imprese, i fornitori di tali servizi spesso hanno un potere contrattuale superiore, che consente loro effettivamente di agire unilateralmente in un modo che può essere iniquo e quindi dannoso per gli interessi legittimi dei loro utenti commerciali e, indirettamente, anche dei consumatori dell'Unione.

Emendamento    2

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  I servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online, come pure le transazioni commerciali agevolate da tali servizi, hanno un potenziale transfrontaliero intrinseco e, nell'economia attuale, sono particolarmente importanti per il corretto funzionamento del mercato interno dell'Unione. Le pratiche commerciali potenzialmente sleali e dannose di alcuni fornitori di tali servizi nei confronti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali ostacolano la piena realizzazione di tale potenziale e influiscono negativamente sul corretto funzionamento del mercato interno. La piena realizzazione di tale potenziale è inoltre ostacolata dalle legislazioni divergenti di alcuni Stati membri che prevedono un grado diverso di efficacia nel disciplinare tali servizi, mentre in altri Stati membri si sta ancora considerando l'adozione di simili legislazioni; tutto ciò influenza negativamente il corretto funzionamento del mercato interno.

(5)  I servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online, come pure le transazioni agevolate da tali servizi, hanno un potenziale transfrontaliero intrinseco e, nell'economia attuale, sono particolarmente importanti per il corretto funzionamento del mercato interno dell'Unione. Le pratiche commerciali potenzialmente sleali e dannose di alcuni fornitori di tali servizi nei confronti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali ostacolano la piena realizzazione di tale potenziale e influiscono negativamente sul corretto funzionamento del mercato interno. La piena realizzazione di tale potenziale è inoltre ostacolata dalle legislazioni divergenti di alcuni Stati membri che prevedono un grado diverso di efficacia nel disciplinare tali servizi, mentre in altri Stati membri si sta ancora considerando l'adozione di simili legislazioni; tutto ciò influenza negativamente il corretto funzionamento del mercato interno.

Motivazione

In linea di principio tutte le transazioni hanno detto carattere e importanza. Una più ampia comprensione delle transazioni agevolate dai servizi di intermediazione online o dai motori di ricerca online si traduce in una migliore comprensione della complessità dei temi trattati.

Emendamento    3

Proposta di regolamento

Considerando 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis)  La legislazione dell'UE dovrebbe essere improntata al concetto "il meno possibile ma quanto necessario", che si traduce nella necessità di norme consone all'era digitale, aperte e con un livello di neutralità tecnologica sufficiente per tenere conto degli sviluppi futuri. L'iniziativa della Commissione di analizzare il ruolo delle piattaforme nell'economia digitale garantisce un approccio globale e analogo per il quadro normativo in tutto il mercato digitale, mentre un'unica soluzione valida per tutti potrebbe avere un effetto dissuasivo sull'innovazione e comportare uno svantaggio concorrenziale per le imprese europee nell'economia mondiale.

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Una serie uniforme e mirata di norme vincolanti dovrebbe essere pertanto fissata a livello dell'Unione per garantire un contesto commerciale online equo, prevedibile, sostenibile e sicuro nell'ambito del mercato interno assicurando, in particolare, che gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online possano beneficiare di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso in tutta l'Unione. Tali norme dovrebbero anche fornire un'adeguata trasparenza riguardo il posizionamento degli utenti titolari di siti web aziendali nei risultati di ricerca generati dai motori di ricerca online. Come pure dovrebbero essere tali da salvaguardare il notevole potenziale di innovazione dell'intera economia delle piattaforme online.

(6)  Una serie uniforme e mirata di norme vincolanti dovrebbe essere pertanto fissata a livello dell'Unione per garantire un contesto commerciale online equo, prevedibile, sostenibile e sicuro. Esse dovrebbero promuovere una condotta commerciale equa e proporzionata assicurando, in particolare, che gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online possano beneficiare di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso in tutta l'Unione. Tali norme dovrebbero anche fornire trasparenza riguardo il posizionamento degli utenti titolari di siti web aziendali, specialmente nei risultati di ricerca generati dai motori di ricerca online, compresi gli assistenti vocali. Al contempo, dovrebbero essere tali da salvaguardare il notevole potenziale di innovazione dell'intera economia delle piattaforme online e consentire una sana concorrenza. In linea con l'evoluzione del settore, la Commissione europea dovrebbe valutare il rafforzamento delle disposizioni in materia di trasparenza ed equità di cui al presente regolamento attraverso una normativa settoriale o il riesame del regolamento stesso.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Poiché i servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online in genere hanno dimensione globale, il presente regolamento dovrebbe applicarsi ai fornitori di tali servizi indipendentemente dal fatto che siano stabiliti in uno Stato membro o fuori dall'Unione, purché siano soddisfatte due condizioni cumulative. In primo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero essere stabiliti nell'Unione. In secondo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero, attraverso la fornitura di tali servizi, offrire i loro prodotti o servizi a consumatori situati nell'Unione almeno per parte della transazione. Tali consumatori dovrebbero essere situati nell'Unione, ma non è necessario che il loro luogo di residenza si trovi nell'Unione né che abbiano la cittadinanza di uno degli Stati membri. Di conseguenza, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi se gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali non sono stabiliti nell'Unione o se, pur essendo stabiliti nell'Unione, utilizzano i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online per offrire prodotti o servizi esclusivamente a consumatori stabiliti al di fuori dell'Unione o a soggetti che non sono consumatori.

(7)  Poiché i servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online in genere hanno dimensione globale, il presente regolamento dovrebbe applicarsi ai fornitori di tali servizi indipendentemente dal fatto che siano stabiliti in uno Stato membro o fuori dall'Unione, purché siano soddisfatte due condizioni cumulative. In primo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero essere stabiliti nell'Unione. In secondo luogo, gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali dovrebbero, attraverso la fornitura di tali servizi, offrire i loro prodotti o servizi a consumatori o imprese situati nell'Unione almeno per parte della transazione. Ai sensi del diritto dell'Unione1 bis, ciò significherebbe che i servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online hanno indirizzato o rivolto vendite ai consumatori situati in uno o più Stati membri. Tali consumatori dovrebbero essere situati nell'Unione, ma non è necessario che il loro luogo di residenza si trovi nell'Unione né che abbiano la cittadinanza di uno degli Stati membri. Di conseguenza, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi se gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali non sono stabiliti nell'Unione o se, pur essendo stabiliti nell'Unione, utilizzano i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online per offrire prodotti o servizi esclusivamente a consumatori stabiliti al di fuori dell'Unione o a soggetti che non sono consumatori.

 

__________________

 

1 bis Regolamento (CE) n. 44/2001 (Bruxelles I) e regolamento (CE) n. 593/2008 (Roma I).

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  Gli esempi dei servizi di intermediazione online considerati nel presente regolamento dovrebbero di conseguenza includere i mercati online del commercio elettronico, compresi quelli collaborativi in cui gli utenti commerciali sono attivi, i servizi delle applicazioni online dei software e i servizi online dei social media. Tuttavia, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi agli strumenti dedicati alla pubblicità online né agli scambi pubblicitari online che non sono forniti con l'obiettivo di agevolare l'avvio di transazioni dirette e che non implicano una relazione contrattuale con i consumatori. Il presente regolamento non dovrebbe, inoltre, applicarsi ai servizi di pagamento online, poiché questi di per se stessi non soddisfano i requisisti applicabili, ma sono, anzi, ausiliari per loro natura alla transazione per la fornitura di prodotti e servizi ai consumatori interessati.

(9)  Gli esempi dei servizi di intermediazione online considerati nel presente regolamento dovrebbero di conseguenza includere i mercati online del commercio elettronico, compresi quelli collaborativi in cui gli utenti commerciali sono attivi, i servizi delle applicazioni online dei software e i servizi online dei social media. Tuttavia, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi agli strumenti dedicati alla pubblicità online né agli scambi pubblicitari online che non sono forniti con l'obiettivo di agevolare l'avvio di transazioni dirette e che non implicano una relazione contrattuale con i consumatori. Il presente regolamento non dovrebbe, inoltre, applicarsi ai servizi di pagamento online, poiché questi di per se stessi non soddisfano i requisisti applicabili, ma sono, anzi, ausiliari per loro natura alla transazione per la fornitura di prodotti e servizi ai consumatori interessati. Inoltre, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi alle reti o ai servizi di comunicazione elettronica o ai servizi di media audiovisivi, che sono soggetti a una normativa settoriale per quanto riguarda la trasparenza, il ricorso e la non discriminazione.

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Per ragioni di coerenza, la definizione di motore di ricerca online utilizzata nel presente regolamento dovrebbe essere allineata alla definizione utilizzata nella direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento e del Consiglio21.

(11)  Per ragioni di coerenza, la definizione di motore di ricerca online utilizzata nel presente regolamento dovrebbe essere allineata alla definizione utilizzata nella direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento e del Consiglio21. La definizione di motore di ricerca online dovrebbe essere intesa come tecnologicamente neutra e riconoscere la varietà di servizi di ricerca e degli input e output di dati.

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__________________

21 Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione (GU L 194 del 19.7.2016, pag. 1).

21 Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione (GU L 194 del 19.7.2016, pag. 1).

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Allo scopo di proteggere in modo efficace gli utenti commerciali ove necessario, il presente regolamento dovrebbe applicarsi quando i termini e le condizioni di una relazione contrattuale, indipendentemente dal loro titolo o dalla loro forma, non sono negoziati individualmente dalle parti. Il fatto che i termini e le condizioni siano o meno stati negoziati individualmente dovrebbe essere determinato in base a una valutazione complessiva, per la quale il fatto che alcune disposizioni possono essere state negoziate individualmente non è di per sé decisivo.

(12)  Allo scopo di proteggere in modo efficace gli utenti commerciali ove necessario, il presente regolamento dovrebbe applicarsi ai termini e alle condizioni di una relazione contrattuale o alle sue disposizioni, indipendentemente dal loro titolo o dalla loro forma, che non sono stati negoziati individualmente dalle parti.

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Per assicurare che i termini e le condizioni generali di una relazione contrattuale consentano agli utenti commerciali di determinare le condizioni commerciali per l'utilizzo, la cessazione e la sospensione dei servizi di intermediazioni online, e di ottenere la prevedibilità riguardo alla loro relazione commerciale, tali termini e condizioni dovrebbero essere redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità che sia facilmente comprensibile da un utente commerciale medio. I termini e le condizioni non si dovrebbero considerare redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità quando sono vaghi, non specifici o non dettagliati su questioni commerciali importanti e quindi che non danno agli utenti commerciali un ragionevole grado di prevedibilità sugli aspetti più importanti della relazione contrattuale.

(13)  Per assicurare che i termini e le condizioni generali di una relazione contrattuale consentano agli utenti commerciali di determinare le condizioni commerciali per l'utilizzo, la restrizione, la cessazione e la sospensione dei servizi di intermediazioni online, e di ottenere la prevedibilità riguardo alla loro relazione commerciale, tali termini e condizioni dovrebbero essere redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità che sia facilmente comprensibile da un utente commerciale medio. I termini e le condizioni non si dovrebbero considerare redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità quando sono non specifici o non dettagliati su questioni commerciali importanti e quindi che non danno agli utenti commerciali un ragionevole grado di prevedibilità sugli aspetti più importanti della relazione contrattuale. I termini e le condizioni non dovrebbero operare discriminazioni ingiustificabili tra utenti commerciali.

Emendamento    10

Proposta di regolamento

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)  I termini e le condizioni generali possono, in particolare, prevedere che le pratiche o le minacce per la sicurezza che rischiano di causare danni immediati al fornitore, agli utenti commerciali o ai consumatori, a causa di una violazione della sicurezza, una frode, un utilizzo improprio dei dati o altro, costituiscano motivi che giustificano le decisioni di limitare, sospendere o cessare la fornitura di servizi di intermediazione online. Una decisione di limitare, sospendere o cessare il servizio a causa del rischio di danno imminente dovrebbe essere proporzionata al rischio che la misura intende prevenire, e la cessazione del servizio dovrebbe essere attuata solo qualora una limitazione o sospensione temporanea non siano sufficienti per affrontare efficacemente il rischio.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  La garanzia della trasparenza dei termini e delle condizioni generali può esser essenziale per promuovere relazioni commerciali sostenibili e per prevenire comportamenti sleali a detrimento degli utenti commerciali I fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto anche assicurare che i termini e le condizioni siano facilmente reperibili a tutti i livelli della relazione contrattuale, anche dagli utenti commerciali potenziali nella fase precontrattuale, e che qualsiasi modifica a tali termini e condizioni sia notificata agli utenti commerciali entro un termine di preavviso stabilito che sia ragionevole e proporzionato alla luce delle specifiche circostanze e che sia almeno di 15 giorni. Tale termine di preavviso non dovrebbe applicarsi quando, e nella misura in cui, l'utente commerciale in questione vi rinunci in modo esplicito o quando, e nella misura in cui, la necessità di attuare immediatamente la modifica, senza rispettare i suddetti termini, derivi da un obbligo legale a cui il fornitore del servizio è soggetto in forza della legislazione nazionale o dell'Unione.

(14)  La garanzia della trasparenza dei termini e delle condizioni generali può esser essenziale per promuovere relazioni commerciali sostenibili e per prevenire comportamenti sleali a detrimento degli utenti commerciali I fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto anche assicurare che i termini e le condizioni siano facilmente reperibili a tutti i livelli della relazione contrattuale, anche dagli utenti commerciali potenziali nella fase precontrattuale, e che qualsiasi modifica a tali termini e condizioni sia notificata agli utenti commerciali entro un termine di preavviso stabilito che sia ragionevole e proporzionato alla luce delle specifiche circostanze e che sia almeno di 15 giorni precedente alla sua applicazione. In via eccezionale, tale termine di preavviso non dovrebbe applicarsi quando, e nella misura in cui, l'utente commerciale in questione vi rinunci in modo esplicito. Esso non dovrebbe applicarsi neanche quando, e nella misura in cui, la necessità di attuare immediatamente la modifica, senza rispettare i suddetti termini, derivi da un obbligo legale a cui il fornitore del servizio è soggetto in forza della legislazione nazionale o dell'Unione.

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  Allo scopo di proteggere gli utenti commerciali un tribunale competente dovrebbe avere la possibilità di stabilire che i termini e le condizioni non conformi non sono vincolanti per l'utente commerciale interessato, con effetti ex nunc. Qualsiasi conclusione in tal senso da parte di un tribunale dovrebbe tuttavia interessare solo le specifiche disposizioni dei termini e delle condizioni non conformi. Le disposizioni rimanenti dovrebbero restare valide e applicabili, nella misura in cui possono essere dissociate da quelle non conformi. Modifiche improvvise ai termini e alle condizioni esistenti possono perturbare in modo significativo le operazioni dell'utente commerciale. Al fine di limitare tali effetti negativi sugli utenti commerciali, e per scoraggiare tale comportamento, le modifiche effettuate in violazione dell'obbligo di fornire un preavviso stabilito andrebbero pertanto considerate nulle o prive di effetto, cioè, come se non fossero mai esistite con effetti erga omnes ed ex tunc.

(15)  Allo scopo di proteggere gli utenti commerciali un tribunale competente dovrebbe avere la possibilità di stabilire che i termini e le condizioni non conformi non sono vincolanti per l'utente commerciale interessato, con effetti ex nunc. Qualsiasi conclusione in tal senso da parte di un tribunale dovrebbe tuttavia interessare solo le specifiche disposizioni dei termini e delle condizioni non conformi. Le disposizioni rimanenti dovrebbero restare valide e applicabili, nella misura in cui possono essere dissociate da quelle non conformi.

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Considerando 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis)  Modifiche improvvise ai termini e alle condizioni esistenti possono perturbare in modo significativo le operazioni dell'utente commerciale. Al fine di limitare tali effetti negativi sugli utenti commerciali, e per scoraggiare tale comportamento, le modifiche effettuate in violazione dell'obbligo di fornire un preavviso stabilito andrebbero pertanto considerate nulle o prive di effetto, cioè, come se non fossero mai esistite con effetti erga omnes ed ex tunc.

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  Un fornitore di servizi di intermediazione online può avere motivazioni legittime per decidere di sospendere o cessare la fornitura dei suoi servizi, in tutto o in parte, a un determinato utente commerciale, anche rimuovendo dalla piattaforma singoli prodotti o servizi di un determinato utente commerciale o eliminando di fatto i risultati della ricerca. Considerato tuttavia che tali decisioni possono influire notevolmente sugli interessi dell'utente commerciale interessato, quest'ultimo dovrebbe essere opportunamente informato delle relative motivazioni. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe permettere agli utenti commerciali di accertare se vi siano margini per contestare la decisione e, di conseguenza, aumentare le loro possibilità di un efficace ricorso ove necessario. Richiedere l'esposizione delle motivazioni dovrebbe inoltre contribuire a prevenire o rimediare qualsiasi involontaria rimozione di contenuti online forniti dagli utenti commerciali che il fornitore erroneamente considera illegali, in linea con la raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione22. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe identificare la ragione o le ragioni oggettive della decisione, in base alle indicazioni enunciate in precedenza dal fornitore nei termini e nelle condizioni, e fare riferimento in modo proporzionato alle relative circostanze che hanno condotto a tale decisione.

(16)  Un fornitore di servizi di intermediazione online può avere motivazioni legittime per decidere di sanzionare un determinato utente commerciale, per esempio sospendendo, rimuovendo dalla piattaforma o cessando la fornitura dei suoi servizi, in tutto o in parte, o eliminando di fatto i risultati della ricerca. Considerato tuttavia che tali decisioni possono influire notevolmente sugli interessi dell'utente commerciale interessato, quest'ultimo dovrebbe essere opportunamente informato delle relative motivazioni. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe permettere agli utenti commerciali di accertare se vi siano margini per contestare la decisione e, di conseguenza, aumentare le loro possibilità di un efficace ricorso ove necessario. Richiedere l'esposizione delle motivazioni dovrebbe inoltre contribuire a prevenire o rimediare qualsiasi involontaria rimozione di contenuti online forniti dagli utenti commerciali che il fornitore erroneamente considera illegali, in linea con la raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione22. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe identificare la ragione o le ragioni oggettive della decisione, in base alle indicazioni enunciate in precedenza dal fornitore nei termini e nelle condizioni, e fare riferimento in modo proporzionato alle relative circostanze che hanno condotto a tale decisione. Qualora vi sia il sospetto che il comportamento o le pratiche di un utente commerciale possano arrecare danno ai consumatori o alla piattaforma, dovrebbe essere indicato un riferimento alle pertinenti disposizioni dei termini e delle condizioni. Ove possibile, dovrebbe essere introdotto un sistema proporzionato e graduale, che preveda tra l'altro il previo e tempestivo invio di una comunicazione prima che siano adottate misure che determineranno l'interruzione dell'accesso dei consumatori all'impresa.

__________________

__________________

22 Raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione, dell'1 marzo 2018, sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali online (GU L 63, del 6.2.2018, pag. 50).

22 Raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione, del 1o marzo 2018, sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali online (GU L 63, del 6.3.2018, pag. 50).

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  Il posizionamento dei prodotti e dei servizi da parte del fornitore dei servizi di intermediazione online ha un impatto importante sulla scelta del consumatore e, di conseguenza, sul successo commerciale degli utenti commerciali che offrono tali prodotti e servizi ai consumatori. I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto delineare preventivamente i principali parametri che determinano il posizionamento, al fine di migliorare la prevedibilità per gli utenti commerciali, per consentire loro di comprendere meglio il funzionamento del meccanismo di posizionamento e di confrontare le pratiche di posizionamento dei vari fornitori. La nozione di parametro principale dovrebbe intendersi riferita a qualunque criterio generale, processo, segnale specifico integrato negli algoritmi o ogni altro meccanismo di aggiustamento o di retrocessione utilizzato in connessione con il posizionamento. La descrizione dei parametri principali che determinano il posizionamento dovrebbe includere anche la spiegazione di un'eventuale possibilità per gli utenti commerciali di influenzare attivamente il posizionamento a fronte di un corrispettivo, come pure i relativi effetti. Tale descrizione dovrebbe fornire agli utenti commerciali un'adeguata comprensione di come il meccanismo di posizionamento tiene conto delle caratteristiche dell'effettiva offerta di prodotti o servizi da parte dell'utente commerciale, e la loro rilevanza per i consumatori degli specifici servizi di intermediazione online.

(17)  Il posizionamento dei prodotti e dei servizi da parte del fornitore dei servizi di intermediazione online ha un impatto importante sulla scelta del consumatore e, di conseguenza, sul successo commerciale degli utenti commerciali che offrono tali prodotti e servizi ai consumatori. I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto delineare preventivamente i principali parametri che determinano il posizionamento, al fine di migliorare la prevedibilità per gli utenti commerciali, per consentire loro di comprendere meglio il funzionamento del meccanismo di posizionamento e di confrontare le pratiche di posizionamento dei vari fornitori. La nozione di parametro principale dovrebbe intendersi riferita ai criteri, ai processi, ai segnali specifici integrati negli algoritmi o a ogni altro meccanismo di aggiustamento o di retrocessione utilizzato in connessione con il posizionamento che siano di importanza fondamentale per un'adeguata comprensione del funzionamento del sistema di posizionamento. La descrizione dei parametri principali che determinano il posizionamento dovrebbe includere anche la spiegazione di un'eventuale possibilità per gli utenti commerciali di influenzare attivamente il posizionamento a fronte di un corrispettivo, come pure i relativi effetti. Tale descrizione dovrebbe fornire agli utenti commerciali un'adeguata comprensione di come il meccanismo di posizionamento tiene conto delle caratteristiche dell'effettiva offerta di prodotti o servizi da parte dell'utente commerciale, e la loro rilevanza per i consumatori degli specifici servizi di intermediazione online. All'atto di offrire beni e servizi in conseguenza di un posizionamento influenzato a fronte di un corrispettivo o a causa del controllo da parte del fornitore, il fornitore di servizi di intermediazione online dovrebbe darne informazione includendo la dicitura "SPONSORIZZATO" o "ANNUNCIO" nell'offerta.

Emendamento    16

Proposta di regolamento

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  In modo analogo, il posizionamento dei siti web da parte dei fornitori dei motori di ricerca online, soprattutto di quei siti web mediante i quali le imprese offrono i loro prodotti e servizi ai consumatori, ha un impatto notevole sulla scelta del consumatore e sul successo commerciale degli utenti titolari di siti web aziendali. I fornitori di motori di ricerca online dovrebbero pertanto fornire una descrizione dei principali parametri che determinano il posizionamento di tutti i siti web indicizzati, compresi quelli degli utenti titolari di siti web aziendali come pure degli altri siti web. Oltre alle caratteristiche dei prodotti e dei servizi e la loro rilevanza per i consumatori, nel caso dei motori di ricerca online, questa descrizione dovrebbe anche consentire agli utenti titolari di siti web aziendali di ottenere una sufficiente comprensione in merito a all'effettiva considerazione, delle modalità e della misura di tale considerazione, di determinate caratteristiche grafiche del sito web utilizzato dagli utenti titolari di siti web aziendali, per esempio la loro ottimizzazione per la visualizzazione sui dispositivi di telecomunicazione mobile. In mancanza di una relazione contrattuale tra i fornitori di motori di ricerca online e gli utenti titolari di siti web aziendali, tale descrizione dovrebbe essere a disposizione del pubblico in una posizione evidente e facilmente accessibile sul motore di ricerca pertinente. Per assicurare la prevedibilità per gli utenti titolari di siti web aziendali, la descrizione dovrebbe anche essere tenuta aggiornata, e qualsiasi modifica ai parametri principali dovrebbe essere resa facilmente identificabile. Sebbene, come definito nella direttiva (UE) 206/943 del Parlamento europeo e del Consiglio23, ai fornitori sia richiesto di non divulgare i segreti commerciali in nessuna circostanza, nel conformarsi a questo requisito di divulgazione dei principali parametri di posizionamento, la descrizione data dovrebbe perlomeno essere basata sui dati effettivi della rilevanza dei parametri di posizionamento utilizzati.

(18)  In modo analogo, il posizionamento dei siti web da parte dei fornitori dei motori di ricerca online, soprattutto di quei siti web mediante i quali le imprese offrono i loro prodotti e servizi ai consumatori, ha un impatto notevole sulla scelta del consumatore e sul successo commerciale degli utenti titolari di siti web aziendali. I fornitori di motori di ricerca online dovrebbero pertanto fornire una descrizione pubblicamente accessibile dei parametri di importanza fondamentale per un'adeguata comprensione del modo in cui è determinato il posizionamento di tutti i siti web indicizzati, compresi quelli degli utenti titolari di siti web aziendali come pure degli altri siti web. Oltre alle caratteristiche dei prodotti e dei servizi e la loro rilevanza per i consumatori, nel caso dei motori di ricerca online, questa descrizione dovrebbe anche consentire agli utenti titolari di siti web aziendali di ottenere una sufficiente comprensione in merito a all'effettiva considerazione delle modalità e della misura di tale considerazione, di determinate caratteristiche grafiche del sito web utilizzato dagli utenti titolari di siti web aziendali, per esempio la loro ottimizzazione per la visualizzazione sui dispositivi mobili. In mancanza di una relazione contrattuale tra i fornitori di motori di ricerca online e gli utenti titolari di siti web aziendali, tale descrizione dovrebbe essere a disposizione del pubblico in una posizione evidente e facilmente accessibile sul motore di ricerca pertinente. Per assicurare la prevedibilità per gli utenti titolari di siti web aziendali, la descrizione dovrebbe anche essere tenuta aggiornata, e qualsiasi modifica ai parametri principali dovrebbe essere resa facilmente identificabile. L'obbligo di divulgare i parametri per il posizionamento dovrebbe lasciare impregiudicata la direttiva (UE) 2016/943 del Parlamento europeo e del Consiglio pur tenendo conto delle disposizioni sull'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione leciti. Nel conformarsi a questo requisito di divulgazione dei principali parametri di posizionamento, la descrizione data dovrebbe perlomeno essere basata sui dati effettivi della rilevanza dei parametri di posizionamento utilizzati.

__________________

 

23 Direttiva (UE) 2016/943 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione illeciti (GU L 157 del 15.6.2016, pag. 1).

 

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Considerando 18 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 bis)  Data l'importanza dei commenti e delle recensioni per gli utenti commerciali, la loro trasparenza e affidabilità dovrebbero essere rafforzate. I fornitori di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online dovrebbero proteggere gli utenti commerciali e se stessi dalla manipolazione del posizionamento mediante recensioni e commenti falsi. Dovrebbero impiegare soluzioni per la verifica dei commenti e delle recensioni e per la loro portabilità da un servizio di intermediazione e motore di ricerca a un altro. I fornitori dovrebbero mettere pubblicamente a disposizione le informazioni relative alle condizioni per cui un commento o una recensione possono essere rimossi.

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Quando è lo stesso fornitore di servizi di intermediazione online a offrire determinati prodotti o servizi ai consumatori attraverso i suoi stessi servizi di intermediazione online, o mediante un utente commerciale che controlla, tale fornitore potrebbe entrare in concorrenza diretta con altri utenti commerciali dei suoi servizi di intermediazione online che non sono da lui controllati. In tale situazione, in particolare, è importante che il fornitore dei servizi di intermediazione online agisca in maniera trasparente e fornisca una descrizione di eventuali trattamenti differenziati, attraverso mezzi legali, commerciali o tecnici, che possa applicare ai prodotti o servizi che offre direttamente rispetto a quelli offerti dagli utenti commerciali. Per assicurare la proporzionalità, tale obbligo dovrebbe applicarsi a livello della totalità dei servizi di intermediazione online, e non a livello dei singoli prodotti o servizi offerti mediante tali servizi.

(19)  Quando è lo stesso fornitore di servizi di intermediazione online o del motore di ricerca online a offrire determinati prodotti o servizi ai consumatori attraverso i suoi stessi servizi di intermediazione online o il motore di ricerca online, o mediante un utente commerciale che controlla, tale fornitore potrebbe entrare in concorrenza diretta con altri utenti commerciali o titolari di siti web aziendali dei suoi servizi che non sono da lui controllati. In tale situazione, in particolare, è importante stabilire una regola generale in base alla quale il fornitore dei servizi di intermediazione online o del motore di ricerca online agisce in maniera proporzionata, trasparente e non dannosa per la concorrenza. I fornitori di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online dovrebbero mettere a disposizione una descrizione di eventuali trattamenti differenziati, attraverso mezzi legali, commerciali o tecnici, compresa a titolo esemplificativo la definizione di un'opzione predefinita che favorisca il fornitore o il motore di ricerca online o qualsiasi entità da esso controllata, che possa applicare ai prodotti o servizi che offre direttamente rispetto a quelli offerti dagli utenti commerciali o titolari di siti web aziendali. Per assicurare la proporzionalità, tale obbligo dovrebbe applicarsi a livello della totalità dei servizi di intermediazione online, e non a livello dei singoli prodotti o servizi offerti mediante tali servizi.

Emendamento    19

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  La capacità di accedere e utilizzare i dati, compresi quelli personali, può consentire la creazione di valore rilevante nell'economia delle piattaforme online. Di conseguenza, è importante che i fornitori di servizi di intermediazione online forniscano agli utenti commerciali una chiara descrizione di portata, natura e condizioni del loro accesso a determinate categorie di dati e del loro utilizzo. La descrizione dovrebbe essere proporzionata e dovrebbe riferirsi alle condizioni di accesso generali, e non comportare la necessità di identificare esaustivamente i dati effettivi, o le categorie dei dati, al fine di consentire agli utenti commerciali di comprendere se possono utilizzare i dati per migliorare la loro creazione di valore, eventualmente anche ricorrendo ai servizi di dati di terze parti. Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere conforme al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio24.

(20)  La capacità di accedere e utilizzare i dati, compresi quelli personali, può consentire la creazione di valore rilevante nell'economia delle piattaforme online. Di conseguenza, è importante che i fornitori di servizi di intermediazione online forniscano agli utenti commerciali una chiara descrizione di portata, natura e condizioni del loro accesso a determinate categorie di dati e del loro utilizzo. La descrizione dovrebbe essere proporzionata e dovrebbe riferirsi alle condizioni di accesso generali, e non comportare la necessità di identificare esaustivamente i dati effettivi, o le categorie dei dati, al fine di consentire agli utenti commerciali di comprendere se possono utilizzare i dati per migliorare la loro creazione di valore, eventualmente anche ricorrendo ai servizi di dati di terze parti. I dati generati nel processo di interazione online tra il servizio di intermediazione online o il motore di ricerca online, da un lato, l'utente commerciale o il sito web aziendale, dall'altro, e i consumatori dovrebbero essere accessibili agli utenti commerciali in forma aggregata così da consentire loro di migliorare la qualità dei loro servizi senza pregiudicare le pertinenti disposizioni del diritto dell'Unione. Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere conforme al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio24.

__________________

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24 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

24 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

Emendamento    20

Proposta di regolamento

Considerando 20 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(20 bis)  Talune pratiche possono essere definitivamente considerate come sleali in qualsiasi circostanza. L'osservatorio delle piattaforme dovrebbe compilare un elenco di tali pratiche, riesaminarlo costantemente e raccomandare aggiornamenti alla Commissione.

Emendamento    21

Proposta di regolamento

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  I fornitori di servizi di intermediazione online possono in determinati casi limitare nei termini e nelle condizioni la capacità degli utenti commerciali di offrire prodotti o servizi ai consumatori in condizioni più favorevoli mediante mezzi diversi da tali servizi di intermediazione online. In tali casi, i fornitori interessati dovrebbero enunciarne le ragioni, in particolare in riferimento alle principali valutazioni di ordine economico, commerciale o giuridico relative alle limitazioni. Questo obbligo di trasparenza non dovrebbe tuttavia essere inteso come alterazione della valutazione della legalità di tali limitazioni ai sensi di altri atti del diritto dell'Unione o del diritto degli Stati membri conformemente alla normativa dell'Unione, anche nei settori della concorrenza e delle pratiche commerciali sleali, e nell'applicazione di tali ordinamenti.

(21)  I fornitori di servizi di intermediazione online non dovrebbero limitare nei termini e nelle condizioni la capacità degli utenti commerciali di offrire prodotti o servizi ai consumatori in condizioni più favorevoli mediante mezzi diversi da tali servizi di intermediazione online. Tali limitazioni derivano da uno specifico modello organizzativo e sono state una causa di frammentazione del mercato unico digitale europeo.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22)  Al fine di consentire agli utenti commerciali, compresi quelli il cui utilizzo dei relativi servizi di intermediazione online possa essere stato sospeso o cessato, di avere accesso a possibilità di ricorso immediate, idonee ed efficaci, i fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero fornire un sistema interno di gestione dei reclami. Il sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe essere volto ad assicurare che una quota significativa di reclami possa essere risolta bilateralmente dal fornitore dei servizi di intermediazione online e l'utente commerciale pertinente. Inoltre, garantire che i fornitori di servizi di intermediazione online pubblichino le informazioni sul funzionamento e l'efficacia del proprio sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe aiutare gli utenti commerciali a comprendere i tipi di problemi che possono insorgere nel contesto della fornitura dei differenti servizi di intermediazione online e la possibilità di raggiungere una veloce ed effettiva risoluzione bilaterale.

(22)  Al fine di consentire agli utenti commerciali, compresi quelli il cui utilizzo dei relativi servizi di intermediazione online possa essere stato sospeso o cessato, di avere accesso a possibilità di ricorso immediate, idonee ed efficaci, i fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero fornire un sistema interno di gestione dei reclami. Il sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe essere volto ad assicurare che una quota significativa di reclami possa essere risolta bilateralmente dal fornitore dei servizi di intermediazione online e l'utente commerciale pertinente. Inoltre, garantire che i fornitori di servizi di intermediazione online riesaminino periodicamente il funzionamento e l'efficacia del proprio sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe aiutare gli utenti commerciali a comprendere i tipi di problemi che possono insorgere nel contesto della fornitura dei differenti servizi di intermediazione online e la possibilità di raggiungere una veloce ed effettiva risoluzione bilaterale.

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23)  Allo scopo di minimizzare eventuali oneri amministrativi, le prescrizioni del presente regolamento relative ai sistemi interni di gestione dei reclami sono volte a consentire ai fornitori di servizi di intermediazione online un ragionevole grado di flessibilità nell'esercizio di tali sistemi e nell'affrontare i singoli reclami. I sistemi interni di gestione dei reclami dovrebbero inoltre permettere ai fornitori di servizi di intermediazione online di risolvere, ove necessario, in maniera proporzionata, qualsiasi tentativo di usare in mala fede tali sistemi da parte di alcuni utenti commerciali. Nei casi diversi dalla presunta inadempienza degli obblighi giuridici previsti dal presente regolamento, i sistemi interni di gestione dei reclami non dovrebbero inoltre essere aperti ai reclami riguardanti solo effetti negativi trascurabili sugli utenti professionali interessati. Alla luce dei costi per la predisposizione e l'esercizio di tali sistemi, è opportuno esentare da tali obblighi tutti i fornitori di servizi di intermediazione online che sono piccole imprese, in linea con le pertinenti disposizioni della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione25.

(23)  Allo scopo di minimizzare eventuali oneri amministrativi, le prescrizioni del presente regolamento relative ai sistemi interni di gestione dei reclami sono volte a consentire ai fornitori di servizi di intermediazione online un ragionevole grado di flessibilità nell'esercizio di tali sistemi e nell'affrontare i singoli reclami. In questo modo, tali sistemi possono essere facilmente utilizzati anche dai fornitori di servizi di intermediazione online che sono piccole imprese, in conformità delle pertinenti disposizioni della raccomandazione della Commissione 2003/361/CE25. I sistemi interni di gestione dei reclami dovrebbero inoltre permettere ai fornitori di servizi di intermediazione online di risolvere, ove necessario, in maniera proporzionata, qualsiasi tentativo di usare in mala fede tali sistemi da parte di alcuni utenti commerciali. Nei casi diversi dalla presunta inadempienza degli obblighi giuridici previsti dal presente regolamento, i sistemi interni di gestione dei reclami non dovrebbero inoltre essere aperti ai reclami riguardanti solo effetti negativi trascurabili sugli utenti professionali interessati.

__________________

__________________

25 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

25 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  La mediazione può offrire ai fornitori di servizi di intermediazione online e ai loro utenti commerciali un mezzo per risolvere le controversie in modo soddisfacente, senza dover fare adire i tribunali che potrebbero risultare lungo e costoso. I fornitori di servizi di intermediazione online pertanto dovrebbero agevolare la mediazione tramite, in particolare, l'identificazione dei mediatori con i quali sono disposti a impegnarsi. I mediatori che prestano i loro servizi da sedi al di fuori dall'Unione dovrebbero essere indicati unicamente se si garantisce che il ricorso ai loro servirsi non priva in alcun modo gli utenti commerciali interessati di nessuna tutela legale offerta loro dal diritto dell'Unione o degli Stati membri, comprese le prescrizioni del presente regolamento e la normativa applicabile relativa alla protezione dei dati personali e dei segreti commerciali. Per essere raggiungibili, equi e più rapidi, efficaci ed efficienti possibile, tali mediatori dovrebbero soddisfare determinate serie di criteri.

(24)  La mediazione può offrire ai fornitori di servizi di intermediazione online e ai loro utenti commerciali un mezzo per risolvere le controversie in modo soddisfacente, senza dover fare adire i tribunali che potrebbero risultare lungo e costoso. I fornitori di servizi di intermediazione online pertanto dovrebbero agevolare la mediazione tramite, in particolare, l'identificazione dei mediatori con i quali sono disposti a impegnarsi. I mediatori che prestano i loro servizi da sedi al di fuori dall'Unione dovrebbero essere indicati unicamente se si garantisce che il ricorso ai loro servirsi non priva in alcun modo gli utenti commerciali interessati di nessuna tutela legale offerta loro dal diritto dell'Unione o degli Stati membri, comprese le prescrizioni del presente regolamento e la normativa applicabile relativa alla protezione dei dati personali e dei segreti commerciali. Per essere raggiungibili, equi e più rapidi, efficaci ed efficienti possibile, tali mediatori dovrebbero soddisfare determinate serie di criteri. La Commissione europea dovrebbe pubblicare orientamenti intesi ad aiutare i fornitori a soddisfare i requisiti necessari per la mediazione.

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero sostenere una parte ragionevole dei costi totali della mediazione, tenendo in considerazione tutti gli elementi pertinenti del caso in questione. A tale scopo, il mediatore dovrebbe proporre quale sia la parte ragionevole nel singolo caso. Tuttavia, tale parte non dovrebbe mai essere inferiore alla metà di tali costi.

(25)  I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero sostenere una parte ragionevole dei costi totali della mediazione, tenendo in considerazione tutti gli elementi pertinenti del caso in questione, ivi compreso se la causa sia stata intentata in buona fede. A tale scopo, il mediatore dovrebbe proporre quale sia la parte ragionevole nel singolo caso.

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Allo scopo di agevolare la risoluzione delle controversie relative alla fornitura dei servizi di intermediazione online utilizzando la mediazione nell'Unione, la Commissione dovrebbe incoraggiare la costituzione di organismi di mediazione specializzati, che attualmente non sono sufficienti. Il coinvolgimento dei mediatori con conoscenze specializzate dei servizi di intermediazione online, dei motori di ricerca online, come pure dei settori industriali specifici entro i quali tali servizi sono forniti, dovrebbe accrescere la fiducia di entrambe le parti nel processo di mediazione e dovrebbe incrementare la probabilità che tale processo conduca a un risultato rapido, giusto e soddisfacente.

(26)  Allo scopo di agevolare la risoluzione delle controversie relative alla fornitura dei servizi di intermediazione online utilizzando la mediazione nell'Unione, la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, dovrebbe incoraggiare la costituzione di organismi di mediazione specializzati, che attualmente non sono sufficienti. Il coinvolgimento dei mediatori con conoscenze specializzate dei servizi di intermediazione online, dei motori di ricerca online, come pure dei settori industriali specifici entro i quali tali servizi sono forniti, dovrebbe accrescere la fiducia di entrambe le parti nel processo di mediazione e dovrebbe incrementare la probabilità che tale processo conduca a un risultato rapido, giusto e soddisfacente.

Emendamento    27

Proposta di regolamento

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27)  Vari fattori, come i mezzi finanziari limitati, il timore di ritorsioni e la scelta esclusiva del diritto e del foro imposta nei termini e nelle condizioni, possono limitare l'efficacia delle possibilità di ricorso giudiziale esistenti, particolarmente quelle che richiedono agli utenti commerciali o agli utenti titolari di siti web aziendali di agire individualmente e palesando la propria identità. Per garantire l'efficace applicazione del presente regolamento, si dovrebbe accordare alle organizzazioni e alle associazioni che rappresentano gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali come pure determinati organismi pubblici istituiti negli Stati membri, la possibilità di adire i giudici nazionali. Tali azioni giudiziarie nazionali dovrebbero mirare a bloccare o proibire le violazioni delle norme stabilite nel presente regolamento e a prevenire futuri danni che potrebbero compromettere le relazioni commerciali sostenibili nell'economia delle piattaforme online. Al fine di garantire che tali organizzazioni o associazioni esercitino effettivamente e in modo appropriato tale diritto essi dovrebbero soddisfare determinati criteri. Tenuto conto della situazione particolare degli organismi pubblici in questione negli Stati membri in cui tali organismi sono stati creati dovrebbe essere imposto che essi siano specificatamente incaricati, in conformità delle pertinenti disposizioni del diritto nazionale, di promuovere tali azioni nell'interesse collettivo delle parti interessate o nell'interesse generale, senza che sia necessario applicare loro i summenzionati criteri. Azioni simili non dovrebbero in alcun modo influenzare i diritti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali di intraprendere azioni legali su base individuale.

(27)  Vari fattori, come i mezzi finanziari limitati, il timore di ritorsioni e la scelta esclusiva del diritto e del foro imposta nei termini e nelle condizioni, possono limitare l'efficacia delle possibilità di ricorso giudiziale esistenti, particolarmente quelle che richiedono agli utenti commerciali o agli utenti titolari di siti web aziendali di agire individualmente e palesando la propria identità. Per garantire l'efficace applicazione del presente regolamento, si dovrebbe accordare alle organizzazioni e alle associazioni che rappresentano gli utenti commerciali o gli utenti titolari di siti web aziendali come pure determinati organismi pubblici istituiti negli Stati membri, la possibilità di adire i giudici nazionali. Tali azioni giudiziarie nazionali dovrebbero mirare a bloccare o proibire le violazioni delle norme stabilite nel presente regolamento e a prevenire futuri danni che potrebbero compromettere le relazioni commerciali sostenibili nell'economia delle piattaforme online. Al fine di garantire che tali organizzazioni o associazioni esercitino effettivamente e in modo appropriato e armonizzato tale diritto esse dovrebbero soddisfare determinati criteri di trasparenza ed essere iscritte nel registro per la trasparenza. Tenuto conto della situazione particolare degli organismi pubblici in questione negli Stati membri in cui tali organismi sono stati creati dovrebbe essere imposto che essi siano specificatamente incaricati, in conformità delle pertinenti disposizioni del diritto nazionale, di promuovere tali azioni nell'interesse collettivo delle parti interessate o nell'interesse generale, senza che sia necessario applicare loro i summenzionati criteri. Azioni simili non dovrebbero in alcun modo influenzare i diritti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali di intraprendere azioni legali su base individuale.

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Considerando 28 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(28 bis)  La legislazione dell'UE dovrebbe essere improntata al concetto "il meno possibile ma quanto necessario", che si traduce nella necessità di norme consone all'era digitale, aperte e con un livello di neutralità tecnologica sufficiente per tenere conto degli sviluppi futuri. È da apprezzare l'iniziativa della Commissione di analizzare il ruolo delle piattaforme nell'economia digitale, che garantisce un approccio globale e analogo per il quadro normativo in tutto il mercato digitale. Un'unica soluzione valida per tutti potrebbe avere un effetto dissuasivo sull'innovazione e comportare una situazione di svantaggio concorrenziale per le imprese europee nell'economia mondiale.

Emendamento    29

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il presente regolamento stabilisce norme intese a garantire che gli utenti commerciali di servizi di intermediazione online e gli utenti titolari di siti web aziendali che siano in relazione con motori di ricerca online dispongano di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso.

1.  Il presente regolamento stabilisce norme intese a garantire che gli utenti commerciali di servizi di intermediazione online e gli utenti titolari di siti web aziendali che siano in relazione con motori di ricerca che effettuano ricerche online dispongano di trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso.

Emendamento    30

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il presente regolamento si applica ai servizi di intermediazione online e ai motori di ricerca online, a prescindere dal luogo di stabilimento o di residenza del fornitore di tali servizi, forniti o proposti per essere forniti, rispettivamente, agli utenti commerciali e agli utenti titolari di siti web aziendali, che hanno il luogo di stabilimento o di residenza nell'Unione e che, tramite i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online, offrono beni o servizi a consumatori nell'Unione.

2.  Il presente regolamento si applica ai servizi di intermediazione online e ai motori di ricerca online, a prescindere dal luogo di stabilimento o di residenza del fornitore di tali servizi, forniti o proposti per essere forniti, rispettivamente, agli utenti commerciali e agli utenti titolari di siti web aziendali, che hanno il luogo di stabilimento o di residenza nell'Unione e che, tramite i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online, hanno indirizzato o rivolto vendite di beni o servizi a consumatori nell'Unione.

Emendamento    31

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Il presente regolamento si applica nella misura in cui non esistano, nel diritto dell'Unione, disposizioni specifiche aventi lo stesso obiettivo e non incida sull'applicazione delle pertinenti norme del diritto dell'Unione applicabili a settori specifici.

Emendamento    32

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  consentono agli utenti commerciali di offrire beni o servizi ai consumatori, con l'obiettivo di facilitare l'avvio di transazioni dirette tra tali utenti commerciali e i consumatori, a prescindere da dove sono concluse dette transazioni;

b)  consentono agli utenti commerciali di offrire beni o servizi ai consumatori facilitando transazioni dirette tra tali utenti commerciali e i consumatori, a prescindere da dove sono concluse dette transazioni;

Emendamento    33

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  sono forniti agli utenti commerciali in base a rapporti contrattuali tra il fornitore di tali servizi, da un lato, e gli utenti commerciali e i consumatori a cui gli utenti commerciali offrono beni o servizi, dall'altro;

c)  sono forniti agli utenti commerciali in base a rapporti contrattuali tra il fornitore di tali servizi, da un lato, e gli utenti commerciali e i consumatori a cui gli utenti commerciali offrono beni o servizi, dall'altro, con l'obiettivo di ricevere un corrispettivo diretto o indiretto;

Emendamento    34

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  "motore di ricerca online", un servizio digitale che consente all'utente di effettuare ricerche, in linea di principio, su tutti i siti web o su siti web in una lingua particolare sulla base di un'interrogazione su qualsiasi tema sotto forma di parola chiave, frase o di altro input, e che restituisce i link in cui possono essere trovate le informazioni relative al contenuto richiesto;

(5)  "motore di ricerca online", un servizio digitale che consente all'utente di effettuare ricerche, in linea di principio, su tutti i siti web o su siti web in una lingua particolare sulla base di un'interrogazione su qualsiasi tema sotto forma di parola chiave, frase o di altro input, e che restituisce le informazioni o i link in cui possono essere trovate le informazioni relative al contenuto richiesto;

Emendamento    35

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  "utente titolare di sito web aziendale", persona fisica o giuridica che usa i siti web per offrire beni o servizi ai consumatori per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale;

(7)  "utente titolare di sito web aziendale", persona fisica o giuridica che usa i siti web o altri strumenti online per offrire beni o servizi ai consumatori per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale;

Emendamento    36

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  "posizionamento", rilevanza relativa attribuita dagli utenti commerciali ai beni o ai servizi offerti ai consumatori, mediante i servizi di intermediazione online, o ai siti web indicizzati da motori di ricerca online per i consumatori, come illustrato, organizzato o comunicato a tali consumatori, rispettivamente, dai fornitori di servizi di intermediazione online o dai fornitori di motori di ricerca online a prescindere dai mezzi tecnologici usati per tale presentazione, organizzazione o comunicazione;

(8)  "posizionamento", rilevanza relativa attribuita dagli utenti commerciali ai beni o ai servizi offerti ai consumatori, mediante i servizi di intermediazione online, o ai siti web indicizzati da motori di ricerca online, come illustrato, organizzato o comunicato, rispettivamente, dai fornitori di servizi di intermediazione online o dai fornitori di motori di ricerca online a prescindere dai mezzi tecnologici usati per tale presentazione, organizzazione o comunicazione;

Emendamento    37

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  siano redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità;

a)  siano equi e proporzionati e redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità;

Emendamento    38

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  enuncino le ragioni oggettive che giustificano le decisioni di sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei servizi di intermediazione online agli utenti commerciali.

c)  enuncino le ragioni non arbitrarie che giustificano le decisioni di limitare, sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei servizi di intermediazione online agli utenti commerciali.

Emendamento    39

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  informino gli utenti commerciali in merito a eventuali canali di distribuzione aggiuntivi e programmi affiliati attraverso i quali i beni e i servizi offerti dagli utenti commerciali possono essere distribuiti.

Emendamento    40

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  I termini e le condizioni, o le loro disposizioni specifiche, che non sono conformi alle prescrizioni di cui al paragrafo 1 non sono vincolanti per gli utenti commerciali interessati, qualora la non conformità sia stabilita da un tribunale competente.

2.  I termini e le condizioni, o le loro disposizioni specifiche, che non sono conformi alle prescrizioni di cui al paragrafo 1 sono considerati annullabili.

Emendamento    41

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il paragrafo 3 non si applica quando un fornitore di servizi di intermediazione online è tenuto ad adempiere a un obbligo giuridico che gli impone di modificare i suoi termini e le sue condizioni in un modo che non consente di rispettare il periodo di preavviso di cui al paragrafo 3, secondo comma.

5.  Il paragrafo 3 non si applica quando un fornitore di servizi di intermediazione online:

Emendamento    42

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5 – lettera a (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a)  è tenuto ad adempiere a un obbligo giuridico che gli impone di modificare i suoi termini e le sue condizioni in un modo che non consente di rispettare il periodo di preavviso di cui al paragrafo 3, secondo comma;

Emendamento    43

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5 – lettera b (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b)  si trova ad affrontare un pericolo imminente che rischia di arrecare danno ai consumatori o agli utenti commerciali o al funzionamento dei servizi di intermediazione online.

Emendamento    44

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Un fornitore di servizi di intermediazione online che decida di sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei suoi servizi di intermediazione online a un determinato utente commerciale, comunica a quest'ultimo le motivazioni di tale decisione senza indebito ritardo.

1.  Un fornitore di servizi di intermediazione online che decida di sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei suoi servizi di intermediazione online a un determinato utente commerciale, comunica a quest'ultimo le motivazioni di tale decisione senza indebito ritardo. La cessazione e la sospensione sono, ove possibile e proporzionato, precedute da una notifica indicante la data di entrata in vigore della sospensione o della cessazione e dalla possibilità di fornire chiarimenti sulla conformità o di ripristinarla.

Emendamento    45

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Le motivazioni di cui al paragrafo 1 devono riferirsi sia ai fatti o alle circostanze specifici che hanno portato alla decisione del fornitore di servizi di intermediazione online sia alle pertinenti ragioni oggettive di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c).

2.  Le motivazioni di cui al paragrafo 1 devono riferirsi sia ai fatti o alle circostanze specifici che hanno portato alla decisione del fornitore di servizi di intermediazione online sia alle pertinenti ragioni oggettive di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c). Qualora la decisione di cui al paragrafo 1 si basi sul sospetto che il comportamento o le pratiche di un utente commerciale possano arrecare danno ai consumatori o alla piattaforma, è indicato un riferimento alle pertinenti disposizioni dei termini e delle condizioni.

Emendamento    46

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

I fornitori di servizi di intermediazione online stabiliscono nei loro termini e nelle loro condizioni i principali parametri che determinano il posizionamento e i motivi dell'importanza relativa di tali parametri principali rispetto ad altri parametri.

I fornitori di servizi di intermediazione online stabiliscono nei loro termini e nelle loro condizioni i principali parametri che determinano il posizionamento e l'importanza relativa di tali parametri principali rispetto ad altri parametri.

Emendamento    47

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Qualora tra i parametri principali suddetti figuri la possibilità di influire sul posizionamento a fronte di un corrispettivo versato direttamente o indirettamente dall'utente commerciale al fornitore di servizi di intermediazione online in questione, quest'ultimo inserisce nei propri termini e condizioni anche una descrizione di tali possibilità e degli effetti di detto corrispettivo sul posizionamento.

Qualora tra i parametri principali suddetti figuri la possibilità di influire sul posizionamento a fronte di un corrispettivo versato direttamente o indirettamente dall'utente commerciale al fornitore di servizi di intermediazione online in questione, quest'ultimo:

Emendamento    48

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera a (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a)  inserisce nei propri termini e condizioni una descrizione di tali possibilità e degli effetti di detto corrispettivo sul posizionamento;

Emendamento    49

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera b (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b)  inserisce la dicitura "SPONSORIZZATO" o "ANNUNCIO" nella fornitura di beni e servizi il cui posizionamento è influenzato da un corrispettivo o dal controllo da parte del fornitore su un utente commerciale.

Emendamento    50

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  I fornitori di motori di ricerca online indicano agli utenti titolari di siti web aziendali i principali parametri che determinano il posizionamento fornendo una descrizione del motore di ricerca redatta in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità e in modo che sia facilmente e pubblicamente accessibile. Essi tengono aggiornata tale descrizione.

2.  I fornitori di motori di ricerca online indicano agli utenti titolari di siti web aziendali i principali parametri che determinano il posizionamento dei siti web indicizzati fornendo una descrizione redatta in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità e in modo che sia facilmente e pubblicamente accessibile. Essi tengono aggiornata tale descrizione.

Emendamento    51

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Le descrizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 devono essere tali da consentire agli utenti commerciali o agli utenti titolari di un sito web aziendale di comprendere chiaramente se, come e in quale misura il meccanismo di posizionamento tiene conto dei seguenti elementi:

3.  Le descrizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 devono essere tali da consentire di comprendere chiaramente se, come e in quale misura il meccanismo di posizionamento tiene conto dei seguenti elementi:

Emendamento    52

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  la pertinenza di tali caratteristiche per i suddetti consumatori;

soppresso

Emendamento    53

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  per quanto riguarda i motori di ricerca online, le caratteristiche grafiche del sito web utilizzato da utenti titolari di un sito web aziendale.

c)  per quanto riguarda i motori di ricerca online, le caratteristiche grafiche del sito web indicizzato.

Emendamento    54

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  I fornitori di servizi di intermediazione online e i fornitori di motori di ricerca online, nell'adempiere alle prescrizioni del presente articolo, non sono tenuti a rivelare segreti commerciali, quali definiti all'articolo 2, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/943.

4.  Nel fornire informazioni sui parametri di posizionamento, i fornitori di servizi di intermediazione online e di motori di ricerca online non rivelano alcuna informazione che potrebbe essere utilizzata per ridurre il livello di protezione degli utenti commerciali e dei consumatori da pratiche commerciali dolose quali la frode. Il presente articolo lascia impregiudicata la direttiva (UE) 2016/943.

Emendamento    55

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo -1 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

-1  Qualora un fornitore di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online operi una distinzione tra i beni e i servizi offerti dal fornitore stesso o da un altro ente sotto il suo controllo, o da altri enti, tale distinzione, se del caso, è proporzionata e trasparente e non pregiudica la concorrenza leale rispetto a una situazione senza tale distinzione.

Emendamento    56

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  I fornitori di motori di ricerca online forniscono sui loro siti web una descrizione di qualunque trattamento differenziato che riservino o possano riservare ai beni o ai servizi offerti ai consumatori attraverso tali motori di ricerca online dal fornitore di servizi stesso o da utenti commerciali controllati da detto fornitore, da un lato, e ad altri utenti commerciali, dall'altro.

 

È proibito riservare un trattamento preferenziale, nel posizionamento dei risultati della ricerca, ai beni e ai servizi offerti dal fornitore stesso del motore di ricerca online o da un utente commerciale controllato dal fornitore, a meno che sia concesso nelle condizioni applicabili a tutti gli utenti commerciali.

Emendamento    57

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La descrizione di cui al paragrafo 1 riguarda come minimo, se del caso, qualsiasi trattamento differenziato derivante da misure specifiche adottate dal fornitore di servizi di intermediazione online, o da un suo comportamento, relativamente ai seguenti elementi:

2.  Le descrizioni di cui ai paragrafi 1 e 1 bis riguardano come minimo, se del caso, qualsiasi trattamento differenziato derivante da misure specifiche adottate dal fornitore di servizi di intermediazione online o dal fornitore di motori di ricerca online, o da un loro comportamento, relativamente ai seguenti elementi:

Emendamento    58

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  accesso che il fornitore, o gli utenti commerciali controllati da tale fornitore, possono avere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, forniti dagli utenti commerciali o dai consumatori per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi;

a)  accesso che il fornitore, o gli utenti commerciali controllati da tale fornitore, possono avere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, forniti dagli utenti commerciali, dai siti web aziendali o dai consumatori per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi;

Emendamento    59

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b bis)  impostazioni predefinite;

Emendamento    60

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  accesso a servizi direttamente connessi o complementari al servizio di intermediazione online in questione o condizioni per il loro uso.

d)  accesso a servizi direttamente connessi o complementari al servizio di intermediazione online o ai servizi di motori di ricerca online in questione o condizioni per il loro uso.

Emendamento    61

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online inseriscono nei loro termini e nelle loro condizioni una descrizione di carattere tecnico e contrattuale relativa all'accesso, o alla mancanza di accesso, degli utenti commerciali ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, forniti dagli utenti commerciali o dai consumatori per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi.

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online inseriscono nei loro termini e nelle loro condizioni una descrizione di carattere tecnico e contrattuale relativa all'accesso, o alla mancanza di accesso, degli utenti commerciali o degli utenti titolari di siti web aziendali ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, forniti dagli utenti commerciali, dagli utenti titolari di siti web aziendali o dai consumatori per l'uso dei servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi.

Emendamento    62

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Mediante la descrizione di cui al paragrafo 1, i fornitori di servizi di intermediazione online informano adeguatamente gli utenti commerciali come minimo dei seguenti aspetti:

2.  Mediante la descrizione di cui al paragrafo 1, i fornitori di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online rendono pubblicamente disponibili le seguenti informazioni:

Emendamento    63

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  la possibilità o meno del fornitore di servizi di intermediazione online di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, che gli utenti commerciali o consumatori forniscono per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

a)  la possibilità o meno del fornitore di servizi di intermediazione online o del fornitore di motori di ricerca online di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, che gli utenti commerciali, i consumatori o i siti web aziendali forniscono per l'uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

Emendamento    64

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  la possibilità o meno di un utente commerciale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, da lui forniti in relazione al suo uso dei servizi di intermediazione online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi o forniti dai consumatori dei suoi beni e servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

b)  la possibilità o meno di un utente commerciale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, da lui forniti in relazione al suo uso dei servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online in questione o generati tramite la fornitura di tali servizi o forniti dai consumatori dei suoi beni e servizi e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni;

Emendamento    65

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  ad integrazione della lettera b), la possibilità o meno di un utente commerciale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, anche in forma aggregata, forniti o generati mediante la fornitura di servizi di intermediazione online a tutti gli utenti commerciali e ai relativi consumatori e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni.

c)  ad integrazione della lettera b), la possibilità o meno di un utente commerciale o di un sito web aziendale di accedere ai dati personali o ad altri dati, o a entrambi, anche in forma aggregata, forniti o generati mediante la fornitura di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online a tutti gli utenti commerciali o siti web aziendali e ai relativi consumatori e, in caso di accesso, a quali categorie di tali dati e a quali condizioni.

Emendamento    66

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Fatte salve le pertinenti disposizioni dell'Unione applicabili alla protezione dei dati personali e della vita privata, i fornitori di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online accordano agli utenti commerciali o ai siti web aziendali l'accesso ai dati acquisiti a seguito dell'attività commerciale del rispettivo utente commerciale o sito web aziendale. I dati sono forniti in forma aggregata e in formato leggibile meccanicamente, standardizzato e di uso comune.

Emendamento    67

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Qualora, nell'ambito della fornitura dei loro servizi, i fornitori di servizi di intermediazione online limitino la capacità degli utenti commerciali di offrire gli stessi beni e servizi ai consumatori a condizioni diverse tramite mezzi che non siano i suddetti servizi, essi includono nei loro termini e nelle loro condizioni le ragioni di tale limitazione e le rendono facilmente accessibili al pubblico. Tra tali ragioni figurano le principali valutazioni di ordine economico, commerciale o giuridico.

1.  I fornitori di servizi di intermediazione online non limitano la capacità degli utenti commerciali di offrire gli stessi beni e servizi ai consumatori a condizioni diverse tramite mezzi che non siano i suddetti servizi.

Emendamento    68

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

I fornitori di servizi di intermediazione online prevedono un sistema interno di gestione dei reclami degli utenti commerciali.

I fornitori di servizi di intermediazione online prevedono un sistema interno di gestione dei reclami degli utenti commerciali e garantiscono che siano evasi in tempi ragionevoli.

Emendamento    69

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  prestano la debita attenzione ai reclami presentati e al necessario seguito da darvi per risolvere in modo adeguato i problemi sollevati, proporzionatamente alla loro importanza e complessità;

a)  prestano la debita attenzione ai reclami presentati;

Emendamento    70

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  trattano i reclami in modo rapido ed efficace, tenendo conto dell'importanza e della complessità dei problemi sollevati;

b)  trattano i reclami in modo rapido ed efficace;

Emendamento    71

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  comunicano individualmente al reclamante l'esito del processo interno di gestione dei reclami, utilizzando un linguaggio chiaro e privo di ambiguità.

c)  comunicano tempestivamente al reclamante l'esito del processo interno di gestione dei reclami in relazione al reclamo specifico, utilizzando un linguaggio chiaro e privo di ambiguità.

Emendamento    72

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  I fornitori di servizi di intermediazione online inseriscono nei loro termini e nelle loro condizioni tutte le informazioni pertinenti relative all'accesso e al funzionamento del loro sistema interno di gestione dei reclami.

3.  Il sistema interno di gestione dei reclami si basa sui principi della parità di trattamento e il suo utilizzo non implica un trattamento pregiudizievole dell'utente commerciale. I fornitori di servizi di intermediazione online inseriscono nei loro termini e nelle loro condizioni tutte le informazioni pertinenti relative all'accesso e al funzionamento del loro sistema interno di gestione dei reclami.

Emendamento    73

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 4 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

I fornitori di servizi di intermediazione online forniscono annualmente informazioni sul funzionamento e l'efficacia del loro sistema interno di gestione dei reclami e le mettono a disposizione del pubblico.

I fornitori di servizi di intermediazione online rivedono regolarmente il funzionamento e l'efficacia del loro sistema interno di gestione dei reclami.

Emendamento    74

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 4 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Tra tali informazioni figurano il numero totale di reclami presentati, l'oggetto dei reclami, il tempo necessario a trattarli e le decisioni prese in merito.

soppresso

Emendamento    75

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai fornitori di servizi di intermediazione online che sono piccole imprese ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, dell'allegato della raccomandazione 2003/361/CE29.

soppresso

__________________

 

29 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

 

Emendamento    76

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

I fornitori di servizi di intermediazione online indicano nei loro termini e nelle loro condizioni uno o più mediatori disposti ad impegnarsi nel tentativo di raggiungere un accordo con gli utenti commerciali sulla risoluzione extragiudiziale di controversie che insorgano tra il fornitore e gli utenti commerciali nell'ambito della fornitura dei servizi di intermediazione online in questione, compresi i reclami che non è stato possibile risolvere mediante il sistema interno di gestione dei reclami di cui all'articolo 9.

I fornitori di servizi di intermediazione online indicano nei loro termini e nelle loro condizioni uno o più mediatori disposti ad impegnarsi nel tentativo di raggiungere un accordo con gli utenti commerciali sulla risoluzione extragiudiziale di controversie che insorgano tra il fornitore e gli utenti commerciali nell'ambito della fornitura dei servizi di intermediazione online in questione e che non è stato possibile risolvere mediante il sistema interno di gestione dei reclami di cui all'articolo 9.

Emendamento    77

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  prestano i servizi di mediazione a prezzi sostenibili da un utente commerciale medio dei servizi di intermediazione online in questione;

b)  prestano i servizi di mediazione a prezzi sostenibili;

Emendamento    78

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  I fornitori di servizi di intermediazione online s'impegnano in buona fede in ogni tentativo di raggiungere un accordo con la mediazione di uno dei mediatori che hanno indicato in conformità del paragrafo 1, al fine di raggiungere un accordo sulla risoluzione della controversia.

3.  La mediazione indipendente è volontaria ed è utilizzata solo dopo che sono state esaurite le possibilità di ricorso nell'ambito del sistema interno di gestione dei reclami. I fornitori di servizi di intermediazione online e gli utenti commerciali s'impegnano in buona fede in ogni tentativo di raggiungere un accordo con la mediazione di uno dei mediatori indicati in conformità del paragrafo 1, al fine di raggiungere un accordo sulla risoluzione della controversia.

Emendamento    79

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  I fornitori di servizi di intermediazione online sostengono una parte ragionevole dei costi totali della mediazione in ogni singolo caso. La parte ragionevole dei costi totali della mediazione è determinata in base alla proposta del mediatore, tenendo conto di tutti gli elementi pertinenti del caso di specie, in particolare la fondatezza delle affermazioni delle parti della controversia, il comportamento delle parti, nonché le dimensioni e la capacità finanziaria di una parte rispetto all'altra. I fornitori di servizi di intermediazione online, tuttavia, sostengono in ogni caso almeno la metà del costo totale.

4.  I fornitori di servizi di intermediazione online sostengono una parte ragionevole dei costi totali della mediazione in ogni singolo caso. La parte ragionevole dei costi totali della mediazione è determinata in base alla proposta del mediatore, tenendo conto di tutti gli elementi pertinenti del caso di specie, in particolare la fondatezza delle affermazioni delle parti della controversia, il comportamento delle parti, nonché le dimensioni e la capacità finanziaria di una parte rispetto all'altra.

Emendamento    80

Proposta di regolamento

Articolo 11

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione incoraggia i fornitori di servizi di intermediazione online, le organizzazioni e le associazioni che li rappresentano a istituire, individualmente o congiuntamente, una o più organizzazioni di servizi di mediazione che soddisfino i requisiti di cui all'articolo 10, paragrafo 2, al fine specifico di agevolare la risoluzione extragiudiziale delle controversie con gli utenti commerciali, che insorgano nell'ambito della fornitura di servizi di intermediazione online, tenendo conto in particolare della natura transfrontaliera dei servizi di intermediazione online.

La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, incoraggia i fornitori di servizi di intermediazione online, le organizzazioni e le associazioni che li rappresentano a istituire, individualmente o congiuntamente, una o più organizzazioni di servizi di mediazione che soddisfino i requisiti di cui all'articolo 10, paragrafo 2, al fine specifico di agevolare la risoluzione extragiudiziale delle controversie con gli utenti commerciali, che insorgano nell'ambito della fornitura di servizi di intermediazione online, tenendo conto in particolare della natura transfrontaliera dei servizi di intermediazione online.

Emendamento    81

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2 – comma 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Le organizzazioni o le associazioni hanno il diritto di cui al paragrafo 1 soltanto se, al momento di promuovere l'azione, soddisfano tutti i seguenti requisiti:

Le organizzazioni o le associazioni hanno il diritto di cui al paragrafo 1 soltanto se, al momento di promuovere l'azione e per l'intera durata della stessa, soddisfano tutti i seguenti requisiti:

Emendamento    82

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis)  sono registrate nel registro per la trasparenza;

Emendamento    83

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera a ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a ter)  pubblicano informazioni sui loro membri, la loro struttura e i loro finanziamenti;

Emendamento    84

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Il diritto di cui al paragrafo 1 non pregiudica i diritti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali di adire individualmente i giudici nazionali competenti, in conformità del diritto dello Stato membro in cui l'azione è promossa, per risolvere eventuali inadempienze delle prescrizioni pertinenti del presente regolamento da parte dei fornitori di servizi di intermediazione online.

3.  Il diritto di cui al paragrafo 1 non pregiudica i diritti degli utenti commerciali e degli utenti titolari di siti web aziendali di adire individualmente i giudici nazionali competenti, in conformità del diritto dello Stato membro in cui l'azione è promossa, per risolvere eventuali inadempienze delle prescrizioni pertinenti del presente regolamento da parte dei fornitori di servizi di intermediazione online o di motori di ricerca online.

Emendamento    85

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Entro il [date: three years after the date of entry into force] e successivamente ogni tre anni, la Commissione procede a una valutazione del presente regolamento e presenta una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo.

1.  Entro il [date: two years after the date of entry into force] e successivamente ogni tre anni, la Commissione procede a una valutazione del presente regolamento e presenta una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo.

Emendamento    86

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri forniscono tutte le informazioni pertinenti che la Commissione può chiedere per elaborare la relazione di cui al paragrafo 1.

3.  Gli Stati membri e i fornitori forniscono tutte le informazioni pertinenti che la Commissione può chiedere per elaborare la relazione di cui al paragrafo 1.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Promuovere l'equità e la trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online

Riferimenti

COM(2018)0238 – C8-0165/2018 – 2018/0112(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

IMCO

28.5.2018

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

ITRE

28.5.2018

Commissioni associate - annuncio in aula

13.9.2018

Relatore per parere

       Nomina

Anna Záborská

30.5.2018

Esame in commissione

24.9.2018

 

 

 

Approvazione

21.11.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

45

7

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zigmantas Balčytis, Xabier Benito Ziluaga, David Borrelli, Jonathan Bullock, Jerzy Buzek, Edward Czesak, Jakop Dalunde, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Fredrick Federley, Adam Gierek, Igor Gräzin, Theresa Griffin, András Gyürk, Eva Kaili, Krišjānis Kariņš, Jeppe Kofod, Jaromír Kohlíček, Peter Kouroumbashev, Zdzisław Krasnodębski, Miapetra Kumpula-Natri, Christelle Lechevalier, Janusz Lewandowski, Paloma López Bermejo, Edouard Martin, Tilly Metz, Nadine Morano, Dan Nica, Angelika Niebler, Morten Helveg Petersen, Carolina Punset, Julia Reda, Massimiliano Salini, Algirdas Saudargas, Sven Schulze, Neoklis Sylikiotis, Dario Tamburrano, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Vladimir Urutchev, Kathleen Van Brempt, Henna Virkkunen, Martina Werner, Lieve Wierinck, Hermann Winkler, Anna Záborská, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pilar Ayuso, Amjad Bashir, Gunnar Hökmark, Luděk Niedermayer, Davor Škrlec, Pavel Telička

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

John Flack

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

45

+

ALDE

Igor Gräzin, Morten Helveg Petersen, Carolina Punset, Pavel Telička, Lieve Wierinck

EFDD

Dario Tamburrano

ENF

Christelle Lechevalier

GUE/NGL

Jaromír Kohlíček

NI

David Borrelli

PPE

Pilar Ayuso, Jerzy Buzek, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, András Gyürk, Gunnar Hökmark, Krišjānis Kariņš, Janusz Lewandowski, Nadine Morano, Angelika Niebler, Luděk Niedermayer, Massimiliano Salini, Algirdas Saudargas, Sven Schulze, Vladimir Urutchev, Henna Virkkunen, Hermann Winkler, Anna Záborská

S&D

Zigmantas Balčytis, Adam Gierek, Theresa Griffin, Eva Kaili, Jeppe Kofod, Peter Kouroumbashev, Miapetra Kumpula-Natri, Edouard Martin, Dan Nica, Patrizia Toia, Kathleen Van Brempt, Martina Werner, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

VERTS/ALE

Jakop Dalunde, Tilly Metz, Julia Reda, Davor Škrlec

7

-

ALDE

Fredrick Federley

ECR

Amjad Bashir, Edward Czesak, John Flack, Zdzisław Krasnodębski, Evžen Tošenovský

EFDD

Jonathan Bullock

3

0

GUE/NGL

Xabier Benito Ziluaga, Paloma López Bermejo, Neoklis Sylikiotis

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per i trasporti e il turismo (23.11.2018)

destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online

(COM(2018)0238 – C8-0165/2018 – 2018/0112(COD))

Relatore per parere: Claudia Țapardel

BREVE MOTIVAZIONE

Il relatore accoglie con favore la proposta della Commissione intesa a promuovere equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online e ritiene che si tratti di una proposta equilibrata che affronta il problema della mancanza di trasparenza nel settore delle piattaforme online. Il relatore prende atto dell'approccio basato sui principi e del carattere orizzontale del regolamento in esame come pure del fatto che, invece di incentrarsi su un settore o su un problema specifico, il regolamento è inteso ad affrontare gli squilibri esistenti tra le piattaforme e gli utenti commerciali nell'attuale economia delle piattaforme online. Il regolamento in esame contribuisce alla creazione di un contesto chiaro e trasparente per i fornitori di servizi online e per gli utenti commerciali e contribuisce al conseguimento degli obiettivi del mercato unico digitale. In considerazione della diversità dei modelli commerciali e della natura transfrontaliera delle piattaforme online, il relatore ritiene che le soluzioni normative dovrebbero essere armonizzate a livello di Unione europea al fine di sostenere il mercato unico digitale e di evitare un'eventuale frammentazione; pertanto, accoglie positivamente la scelta di un regolamento come strumento legislativo.

Sebbene una possibile posizione dominante delle piattaforme potrebbe spingerle ad adottare pratiche potenzialmente dannose, che limiterebbero e pregiudicherebbero la fiducia delle imprese, il relatore vuole chiarire che l'idea secondo cui le piattaforme detengono una posizione più forte sulle loro imprese non è una situazione di fatto. In considerazione del carattere orizzontale del regolamento in esame e della diversità dei modelli commerciali online a cui si riferisce, il relatore ritiene che i servizi di intermediazione online e gli utenti commerciali siano interdipendenti e mira a garantire che il regolamento non comporti oneri superflui per nessuna delle parti. Il relatore cerca di instaurare un equilibrio tra il miglioramento della trasparenza e la garanzia di equità nei confronti degli utenti commerciali, garantendo al contempo un mercato equo, aperto e competitivo nel settore online.

Alla luce delle crescenti preoccupazioni per quanto riguarda l'impatto dannoso delle clausole della nazione più favorita (clausole MFN), il relatore ritiene che, affinché i consumatori possano beneficiare di un mercato più aperto e per allineare gli sforzi in tutta l'Unione europea, gli utenti commerciali dovrebbero poter offrire condizioni diverse attraverso canali di distribuzione alternativi.

Inoltre, il relatore ritiene che, per garantire la trasparenza e l'equità nei confronti degli utenti commerciali, le piattaforme debbano informare questi ultimi se ricorrono ad altri canali e se utilizzano i loro marchi per commercializzare beni e servizi. Il relatore è del parere che gli utenti commerciali dovrebbero esercitare un controllo sui loro marchi e che debbano avere il diritto di essere informati in ogni momento qualora le piattaforme intendano utilizzare detti marchi per commercializzare beni e servizi.

Infine, il relatore ritiene che sia necessario estendere a dodici mesi il tempo a disposizione delle imprese per attuare il regolamento, visto che le piattaforme devono realizzare modifiche considerevoli. Il relatore intende garantire che il periodo di transizione non abbia un impatto negativo sulle piattaforme e sulle imprese.

EMENDAMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  I servizi di intermediazione online possono essere cruciali per il successo commerciale delle imprese che utilizzano tali servizi per raggiungere i consumatori. L'incremento delle intermediazioni delle transazioni attraverso i servizi di intermediazione online, alimentati da forti effetti indiretti di rete basati su dati, conduce a un aumento della dipendenza da tali servizi degli utenti commerciali, comprese le microimprese, piccole e medie imprese, per raggiungere i consumatori. Dato l'aumento della dipendenza, i fornitori di tali servizi spesso hanno un potere contrattuale superiore, che consente loro effettivamente di agire unilateralmente in un modo che può essere iniquo e quindi dannoso per gli interessi legittimi dei loro utenti commerciali e, indirettamente, anche dei consumatori dell'Unione.

(2)  I servizi di intermediazione online possono essere cruciali per il successo commerciale delle imprese che utilizzano tali servizi per raggiungere i consumatori. L'incremento delle intermediazioni delle transazioni attraverso i servizi di intermediazione online, alimentati da forti effetti indiretti di rete basati su dati, conduce a un aumento della dipendenza da tali servizi degli utenti commerciali, comprese le microimprese, piccole e medie imprese, per raggiungere i consumatori. Dato l'aumento della dipendenza, i fornitori di tali servizi spesso possono avere un potere contrattuale superiore, che consente loro effettivamente di agire unilateralmente in un modo che può essere iniquo e quindi dannoso per gli interessi legittimi dei loro utenti commerciali e, indirettamente, anche dei consumatori dell'Unione.

Emendamento    2

Proposta di regolamento

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  È importante osservare che il termine "utenti commerciali" e, per estensione, l'ambito di applicazione del presente regolamento dovrebbero contemplare altresì i soggetti che lavorano o forniscono servizi, anche nel settore dei trasporti, prestando personalmente lavoro attraverso piattaforme online. Ciò non riguarda unicamente le PMI, ma anche le persone che possono essere classificate come soggetti economici indipendenti o lavoratori autonomi. Dato il numero crescente di soggetti con una simile occupazione nell'economia, è essenziale che anch'essi siano contemplati e possano contare sulla possibilità di presentare ricorso. Essi dovrebbero avere il diritto di partecipare al processo di fissazione dei prezzi e delle condizioni di lavoro mediante piattaforme, dato che sono vulnerabili all'arbitraria rimozione dalla piattaforma, all'impossibilità di accedere ai dati personali e alla discriminazione.

Emendamento    3

Proposta di regolamento

Considerando 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter)  Per taluni settori dell'economia che sono stati aperti più recentemente alla concorrenza all'interno dell'Unione, i servizi di intermediazione online e i motori di ricerca contribuiscono considerevolmente al completamento del mercato interno. In tali settori, i servizi di intermediazione online e i motori di ricerca forniscono servizi a imprese che avevano già definito i propri canali commerciali online e non dipendono da servizi di intermediazione online. In tali casi è opportuno prendere in considerazione ulteriori obblighi in materia di trasparenza da parte degli utenti commerciali nei confronti dei servizi di intermediazione online, nell'interesse della concorrenza leale e dei consumatori dell'Unione.

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Una serie uniforme e mirata di norme vincolanti dovrebbe essere pertanto fissata a livello dell'Unione per garantire un contesto commerciale online equo, prevedibile, sostenibile e sicuro nell'ambito del mercato interno assicurando, in particolare, che gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online possano beneficiare di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso in tutta l'Unione. Tali norme dovrebbero anche fornire un'adeguata trasparenza riguardo il posizionamento degli utenti titolari di siti web aziendali nei risultati di ricerca generati dai motori di ricerca online. Come pure dovrebbero essere tali da salvaguardare il notevole potenziale di innovazione dell'intera economia delle piattaforme online.

(6)  Una serie uniforme e mirata di norme vincolanti dovrebbe essere pertanto fissata a livello dell'Unione per garantire un contesto commerciale online equo, prevedibile, sostenibile e sicuro nell'ambito del mercato interno assicurando, in particolare, che gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online possano beneficiare di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso in tutta l'Unione e che i servizi di intermediazione online siano in possesso di informazioni sufficienti per fornire ai consumatori dell'Unione servizi tempestivi, accurati e pertinenti. Tali norme dovrebbero anche fornire un'adeguata trasparenza riguardo il posizionamento degli utenti titolari di siti web aziendali nei risultati di ricerca generati dai motori di ricerca online. Come pure dovrebbero essere tali da salvaguardare e sostenere ulteriormente per il futuro il notevole potenziale di innovazione dell'intera economia delle piattaforme online.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  I doveri di informazione e trasparenza delle parti coinvolte dovrebbero essere applicati rigorosamente affinché i consumatori possano fidarsi delle piattaforme e delle imprese che le utilizzano e non sia compromessa la loro fiducia nel mercato unico. Tutte le iniziative che rafforzano la trasparenza dei meccanismi di valutazione e contribuiscono alla definizione di criteri affidabili sulla reputazione dovrebbero essere incoraggiate.

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 6 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 ter)  Una migliore regolamentazione nell'era digitale richiede una legislazione basata su principi, accompagnata da azioni complementari non normative per un efficace adeguamento alle nuove tecnologie e ai nuovi modelli imprenditoriali, al fine di prevenire la frammentazione del mercato unico.

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Un'ampia gamma di relazioni commerciali fra impresa e consumatore è intermediata online da fornitori che effettuano servizi multilaterali, essenzialmente basati sullo stesso modello organizzativo e strategico che crea l'ecosistema. Al fine di cogliere i servizi pertinenti, i servizi di intermediazione online dovrebbero essere definiti in modo preciso e tecnologicamente neutrale. In particolare, i servizi dovrebbero consistere in servizi delle società dell'informazione caratterizzati dall'obiettivo di facilitare l'avvio di transazioni dirette tra utenti commerciali e consumatori, indipendentemente dal fatto che le transazioni siano sostanzialmente concluse online, sul portale online del fornitore dei servizi di intermediazione online in questione o su quello dell'utente commerciale o offline. I servizi dovrebbero inoltre essere forniti sulla base di una relazione contrattuale tra i fornitori e gli utenti commerciali come pure tra i fornitori e i consumatori. Tale relazione contrattuale dovrebbe essere considerata in essere qualora entrambe le parti interessate esprimano l'intenzione di essere vincolate in modo verificabile e inequivocabile, senza che sia necessariamente richiesto un esplicito accordo scritto.

(8)  Un'ampia gamma di relazioni commerciali fra impresa e consumatore è intermediata online da fornitori che effettuano servizi multilaterali, essenzialmente basati sullo stesso modello organizzativo e strategico che crea l'ecosistema. Al fine di cogliere i servizi pertinenti, i servizi di intermediazione online dovrebbero essere definiti in modo preciso e tecnologicamente neutrale. In particolare, i servizi dovrebbero consistere in servizi delle società dell'informazione caratterizzati dall'avvio di transazioni dirette tra utenti commerciali e consumatori, indipendentemente dal fatto che le transazioni siano sostanzialmente concluse online, sul portale online del fornitore dei servizi di intermediazione online in questione o su quello dell'utente commerciale o offline. I servizi dovrebbero inoltre essere forniti sulla base di una relazione contrattuale tra i fornitori e gli utenti commerciali come pure tra i fornitori e i consumatori. Tale relazione contrattuale dovrebbe essere considerata in essere qualora entrambe le parti interessate esprimano l'intenzione di essere vincolate in modo verificabile e inequivocabile, senza che sia necessariamente richiesto un esplicito accordo scritto.

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  Gli esempi dei servizi di intermediazione online considerati nel presente regolamento dovrebbero di conseguenza includere i mercati online del commercio elettronico, compresi quelli collaborativi in cui gli utenti commerciali sono attivi, i servizi delle applicazioni online dei software e i servizi online dei social media. Tuttavia, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi agli strumenti dedicati alla pubblicità online né agli scambi pubblicitari online che non sono forniti con l'obiettivo di agevolare l'avvio di transazioni dirette e che non implicano una relazione contrattuale con i consumatori. Il presente regolamento non dovrebbe, inoltre, applicarsi ai servizi di pagamento online, poiché questi di per se stessi non soddisfano i requisisti applicabili, ma sono, anzi, ausiliari per loro natura alla transazione per la fornitura di prodotti e servizi ai consumatori interessati.

(9)  Gli esempi dei servizi di intermediazione online considerati nel presente regolamento dovrebbero di conseguenza includere i mercati online del commercio elettronico, compresi quelli collaborativi in cui gli utenti commerciali sono attivi, come i servizi di prenotazione alberghiera online e qualsiasi funzionalità analoga a quella di tali mercati di cui dovessero disporre i servizi delle applicazioni online dei software, i servizi online dei social media e i servizi di assistenza vocale. Tuttavia, il presente regolamento non dovrebbe applicarsi agli strumenti dedicati alla pubblicità online né agli scambi pubblicitari online che non sono forniti con l'obiettivo di agevolare l'avvio di transazioni dirette e che non implicano una relazione contrattuale con i consumatori. Il presente regolamento non dovrebbe, inoltre, applicarsi ai servizi di pagamento online, poiché questi di per se stessi non soddisfano i requisisti applicabili, ma sono, anzi, ausiliari per loro natura alla transazione per la fornitura di prodotti e servizi ai consumatori interessati o di reti o servizi di comunicazione elettronica o di servizi di media audiovisivi, che sono soggetti a una normativa settoriale per quanto riguarda la trasparenza, il ricorso e la non discriminazione.

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Per ragioni di coerenza, la definizione di motore di ricerca online utilizzata nel presente regolamento dovrebbe essere allineata alla definizione utilizzata nella direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento e del Consiglio21.

(11)  La definizione di motore di ricerca online utilizzata nel presente regolamento dovrebbe essere più ampia della definizione utilizzata nella direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento e del Consiglio21 al fine di garantire la neutralità tecnologica e riconoscere la varietà dei servizi di ricerca.

_________________

_________________

21 Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione (GU L 194 del 19.7.2016, pag. 1).

21 Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione (GU L 194 del 19.7.2016, pag. 1).

Emendamento    10

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Allo scopo di proteggere in modo efficace gli utenti commerciali ove necessario, il presente regolamento dovrebbe applicarsi quando i termini e le condizioni di una relazione contrattuale, indipendentemente dal loro titolo o dalla loro forma, non sono negoziati individualmente dalle parti. Il fatto che i termini e le condizioni siano o meno stati negoziati individualmente dovrebbe essere determinato in base a una valutazione complessiva, per la quale il fatto che alcune disposizioni possono essere state negoziate individualmente non è di per sé decisivo.

soppresso

Motivazione

Making coverage under the Regulation dependent on whether a business has "individually negotiated" its terms of service (based on an "overall assessment" of the contract) would expose businesses to substantial uncertainty about when they may be protected, and how much they may be able to negotiate without jeopardising their important rights. The Regulation risks creating a situation whereby the more a business user negotiates with a platform, the more it is deprived of the minimum rights recognised by it. To avoid losing protection by the proposed Regulation, hotels – large or small – would then be faced with an incentive not to seek better contractual terms in negotiations with online platforms.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  Allo scopo di proteggere gli utenti commerciali un tribunale competente dovrebbe avere la possibilità di stabilire che i termini e le condizioni non conformi non sono vincolanti per l'utente commerciale interessato, con effetti ex nunc. Qualsiasi conclusione in tal senso da parte di un tribunale dovrebbe tuttavia interessare solo le specifiche disposizioni dei termini e delle condizioni non conformi. Le disposizioni rimanenti dovrebbero restare valide e applicabili, nella misura in cui possono essere dissociate da quelle non conformi. Modifiche improvvise ai termini e alle condizioni esistenti possono perturbare in modo significativo le operazioni dell'utente commerciale. Al fine di limitare tali effetti negativi sugli utenti commerciali, e per scoraggiare tale comportamento, le modifiche effettuate in violazione dell'obbligo di fornire un preavviso stabilito andrebbero pertanto considerate nulle o prive di effetto, cioè, come se non fossero mai esistite con effetti erga omnes ed ex tunc.

(15)  Allo scopo di proteggere gli utenti commerciali e di garantire la certezza giuridica per tutte le parti, un tribunale competente dovrebbe avere la possibilità di stabilire che i termini e le condizioni non conformi non sono vincolanti per l’utente commerciale interessato, con effetti ex nunc. Qualsiasi conclusione in tal senso da parte di un tribunale dovrebbe tuttavia interessare solo le specifiche disposizioni dei termini e delle condizioni non conformi. Le disposizioni rimanenti dovrebbero restare valide e applicabili, nella misura in cui possono essere dissociate da quelle non conformi. Modifiche improvvise ai termini e alle condizioni esistenti possono perturbare in modo significativo le operazioni dell'utente commerciale. Al fine di limitare tali effetti negativi sugli utenti commerciali, e per scoraggiare tale comportamento, le modifiche effettuate in violazione dell'obbligo di fornire un preavviso stabilito andrebbero pertanto considerate nulle o prive di effetto, cioè, come se non fossero mai esistite con effetti erga omnes ed ex tunc.

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  Un fornitore di servizi di intermediazione online può avere motivazioni legittime per decidere di sospendere o cessare la fornitura dei suoi servizi, in tutto o in parte, a un determinato utente commerciale, anche rimuovendo dalla piattaforma singoli prodotti o servizi di un determinato utente commerciale o eliminando di fatto i risultati della ricerca. Considerato tuttavia che tali decisioni possono influire notevolmente sugli interessi dell'utente commerciale interessato, quest'ultimo dovrebbe essere opportunamente informato delle relative motivazioni. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe permettere agli utenti commerciali di accertare se vi siano margini per contestare la decisione e, di conseguenza, aumentare le loro possibilità di un efficace ricorso ove necessario. Richiedere l'esposizione delle motivazioni dovrebbe inoltre contribuire a prevenire o rimediare qualsiasi involontaria rimozione di contenuti online forniti dagli utenti commerciali che il fornitore erroneamente considera illegali, in linea con la raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione4. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe identificare la ragione o le ragioni oggettive della decisione, in base alle indicazioni enunciate in precedenza dal fornitore nei termini e nelle condizioni, e fare riferimento in modo proporzionato alle relative circostanze che hanno condotto a tale decisione.

(16)  Un fornitore di servizi di intermediazione online può avere motivazioni legittime per applicare restrizioni o sanzioni agli utenti commerciali quali la sospensione o la cessazione della fornitura dei suoi servizi, in tutto o in parte, a un determinato utente commerciale, anche rimuovendo dalla piattaforma singoli prodotti o servizi di un determinato utente commerciale o eliminando di fatto i risultati della ricerca. Considerato tuttavia che tali decisioni possono influire notevolmente sugli interessi dell'utente commerciale e dei consumatori interessati, l'utente commerciale interessato dovrebbe essere immediatamente informato della decisione e delle relative motivazioni. Se la decisione è basata su segnalazioni da parte di terzi, le segnalazioni dovrebbero essere sufficientemente precise e adeguatamente motivate in modo tale da consentire al prestatore di servizi di hosting interessato di prendere una decisione coscienziosa e informata. I fornitori dovrebbero pertanto essere tenuti a trasmettere il contenuto di tali segnalazioni all'utente commerciale per permettergli di confutare segnalazioni palesemente inique. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe permettere agli utenti commerciali di accertare se vi siano margini per contestare la decisione e, di conseguenza, aumentare le loro possibilità di un efficace ricorso ove necessario. Richiedere l'esposizione delle motivazioni dovrebbe inoltre contribuire a prevenire o rimediare qualsiasi involontaria rimozione di contenuti online forniti dagli utenti commerciali che il fornitore erroneamente considera illegali, in linea con la raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione4. L'esposizione delle motivazioni dovrebbe identificare la ragione o le ragioni oggettive della decisione, in base alle indicazioni enunciate in precedenza dal fornitore nei termini e nelle condizioni, e fare riferimento in modo proporzionato alle relative circostanze che hanno condotto a tale decisione. Visto che i fornitori di servizi di intermediazione online possono utilizzare canali di distribuzione aggiuntivi o programmi affiliati, occorre garantire la trasparenza nei confronti degli utenti commerciali a tale riguardo. Gli utenti commerciali dovrebbero avere il diritto di apportare adeguamenti ai canali su cui sono commercializzate le loro offerte.

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22 Raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione, dell'1 marzo 2018, sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali online (GU L 63, del 6.2.2018, pag. 50).

22 Raccomandazione (UE) 2018/334 della Commissione, dell'1 marzo 2018, sulle misure per contrastare efficacemente i contenuti illegali online (GU L 63, del 6.2.2018, pag. 50).

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  Il posizionamento dei prodotti e dei servizi da parte del fornitore dei servizi di intermediazione online ha un impatto importante sulla scelta del consumatore e, di conseguenza, sul successo commerciale degli utenti commerciali che offrono tali prodotti e servizi ai consumatori. I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto delineare preventivamente i principali parametri che determinano il posizionamento, al fine di migliorare la prevedibilità per gli utenti commerciali, per consentire loro di comprendere meglio il funzionamento del meccanismo di posizionamento e di confrontare le pratiche di posizionamento dei vari fornitori. La nozione di parametro principale dovrebbe intendersi riferita a qualunque criterio generale, processo, segnale specifico integrato negli algoritmi o ogni altro meccanismo di aggiustamento o di retrocessione utilizzato in connessione con il posizionamento. La descrizione dei parametri principali che determinano il posizionamento dovrebbe includere anche la spiegazione di un'eventuale possibilità per gli utenti commerciali di influenzare attivamente il posizionamento a fronte di un corrispettivo, come pure i relativi effetti. Tale descrizione dovrebbe fornire agli utenti commerciali un'adeguata comprensione di come il meccanismo di posizionamento tiene conto delle caratteristiche dell'effettiva offerta di prodotti o servizi da parte dell'utente commerciale, e la loro rilevanza per i consumatori degli specifici servizi di intermediazione online.

(17)  Il posizionamento dei prodotti e dei servizi da parte del fornitore dei servizi di intermediazione online ha un impatto importante sulla scelta del consumatore e, di conseguenza, sul successo commerciale degli utenti commerciali che offrono tali prodotti e servizi ai consumatori. I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero pertanto delineare preventivamente i principali parametri che determinano il posizionamento, al fine di migliorare la prevedibilità per gli utenti commerciali, per consentire loro di comprendere meglio il funzionamento del meccanismo di posizionamento e di confrontare le pratiche di posizionamento dei vari fornitori. La nozione di parametro principale dovrebbe intendersi riferita a qualunque criterio generale, processo, segnale specifico integrato negli algoritmi o ogni altro meccanismo di aggiustamento o di retrocessione utilizzato in connessione con il posizionamento. La descrizione dei parametri principali che determinano il posizionamento dovrebbe includere anche la spiegazione di un'eventuale possibilità per gli utenti commerciali di influenzare attivamente il posizionamento a fronte di un corrispettivo, come pure i relativi effetti. Tale descrizione dovrebbe fornire agli utenti commerciali un'adeguata comprensione di come il meccanismo di posizionamento tiene conto delle caratteristiche dell'effettiva offerta di prodotti o servizi da parte dell'utente commerciale, e la loro rilevanza per i consumatori degli specifici servizi di intermediazione online. Il consumatore dovrebbe inoltre essere informato in modo chiaro e inequivocabile, tramite una segnalazione esplicita o scritta, quando un utente commerciale ha influenzato il posizionamento a fronte di un corrispettivo.

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Considerando 18 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 bis)  Ai fini di una maggiore responsabilità per il rispetto delle disposizioni relative al posizionamento, i fornitori di servizi di intermediazione online e i motori di ricerca online dovrebbero designare una persona responsabile degli algoritmi e dei posizionamenti applicati dal fornitore. Ciò dovrebbe facilitare un'agevole attuazione delle disposizioni del regolamento, migliorando la certezza circa i posizionamenti.

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Quando è lo stesso fornitore di servizi di intermediazione online a offrire determinati prodotti o servizi ai consumatori attraverso i suoi stessi servizi di intermediazione online, o mediante un utente commerciale che controlla, tale fornitore potrebbe entrare in concorrenza diretta con altri utenti commerciali dei suoi servizi di intermediazione online che non sono da lui controllati. In tale situazione, in particolare, è importante che il fornitore dei servizi di intermediazione online agisca in maniera trasparente e fornisca una descrizione di eventuali trattamenti differenziati, attraverso mezzi legali, commerciali o tecnici, che possa applicare ai prodotti o servizi che offre direttamente rispetto a quelli offerti dagli utenti commerciali. Per assicurare la proporzionalità, tale obbligo dovrebbe applicarsi a livello della totalità dei servizi di intermediazione online, e non a livello dei singoli prodotti o servizi offerti mediante tali servizi.

(19)  Quando è lo stesso fornitore di servizi di intermediazione online a offrire determinati prodotti o servizi ai consumatori attraverso i suoi stessi servizi di intermediazione online, o mediante un utente commerciale che controlla, tale fornitore potrebbe entrare in concorrenza diretta con altri utenti commerciali dei suoi servizi di intermediazione online che non sono da lui controllati. In tale situazione, in particolare, è importante che il fornitore dei servizi di intermediazione online agisca in maniera trasparente e fornisca una descrizione di eventuali trattamenti differenziati, attraverso mezzi legali, commerciali o tecnici, ad esempio impostazioni predefinite, che possa applicare ai prodotti o servizi che offre direttamente rispetto a quelli offerti dagli utenti commerciali. I fornitori di servizi di intermediazione online non dovrebbero pertanto essere autorizzati a fornire un prodotto o un servizio sotto il loro controllo diretto o indiretto come opzione predefinita senza prima dare al consumatore la possibilità di scegliere tra diverse opzioni concorrenti disponibili quando utilizzano il servizio di intermediazione online per la prima volta. Il trattamento differenziato dovrebbe essere consentito solo nella misura in cui si rispetti pienamente il diritto in materia di concorrenza. Per assicurare la proporzionalità, tale obbligo dovrebbe applicarsi a livello della totalità dei servizi di intermediazione online, e non a livello dei singoli prodotti o servizi offerti mediante tali servizi. Inoltre, gli intermediari online spesso sono proprietari di più di una piattaforma o di un sito web e dovrebbero informare gli utenti commerciali con cui firmano un contratto di quali piattaforme o siti web mostreranno le loro offerte.

Emendamento    16

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  La capacità di accedere e utilizzare i dati, compresi quelli personali, può consentire la creazione di valore rilevante nell'economia delle piattaforme online. Di conseguenza, è importante che i fornitori di servizi di intermediazione online forniscano agli utenti commerciali una chiara descrizione di portata, natura e condizioni del loro accesso a determinate categorie di dati e del loro utilizzo. La descrizione dovrebbe essere proporzionata e dovrebbe riferirsi alle condizioni di accesso generali, e non comportare la necessità di identificare esaustivamente i dati effettivi, o le categorie dei dati, al fine di consentire agli utenti commerciali di comprendere se possono utilizzare i dati per migliorare la loro creazione di valore, eventualmente anche ricorrendo ai servizi di dati di terze parti. Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere conforme al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio6.

(20)  La capacità di accedere e utilizzare dati verificabili, compresi quelli personali, può consentire la creazione di valore rilevante nell'economia delle piattaforme online. Di conseguenza, è importante che i fornitori di servizi di intermediazione online forniscano agli utenti commerciali una chiara descrizione di portata, natura e condizioni del loro accesso a determinate categorie di dati e del loro utilizzo. La descrizione dovrebbe essere proporzionata e dovrebbe riferirsi alle condizioni di accesso generali, e non comportare la necessità di identificare esaustivamente i dati effettivi, o le categorie dei dati, al fine di consentire agli utenti commerciali di comprendere se possono utilizzare o verificare i dati per migliorare la loro creazione di valore, eventualmente anche ricorrendo ai servizi di dati di terze parti. Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere conforme al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio6.

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24 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

24 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  I fornitori di servizi di intermediazione online possono in determinati casi limitare nei termini e nelle condizioni la capacità degli utenti commerciali di offrire prodotti o servizi ai consumatori in condizioni più favorevoli mediante mezzi diversi da tali servizi di intermediazione online. In tali casi, i fornitori interessati dovrebbero enunciarne le ragioni, in particolare in riferimento alle principali valutazioni di ordine economico, commerciale o giuridico relative alle limitazioni. Questo obbligo di trasparenza non dovrebbe tuttavia essere inteso come alterazione della valutazione della legalità di tali limitazioni ai sensi di altri atti del diritto dell'Unione o del diritto degli Stati membri conformemente alla normativa dell'Unione, anche nei settori della concorrenza e delle pratiche commerciali sleali, e nell'applicazione di tali ordinamenti.

(21)  I fornitori di servizi di intermediazione online possono in determinati casi limitare nei termini e nelle condizioni la capacità degli utenti commerciali di offrire prodotti o servizi ai consumatori in condizioni più favorevoli mediante mezzi diversi da tali servizi di intermediazione online. Tali limitazioni dovrebbero essere limitate in quanto privano gli utenti commerciali dell'esercizio della libertà imprenditoriale per fissare le condizioni di vendita dei loro prodotti e servizi, e possono anche nuocere ai consumatori impedendo loro di avere accesso a una scelta più ampia. Su richiesta degli utenti commerciali o di un altro fornitore di servizi di intermediazione online, o di propria iniziativa, la Commissione dovrebbe valutare attivamente e prontamente la legalità di tali restrizioni a norma del diritto dell'Unione. Gli utenti commerciali dovrebbero avere un pieno controllo sui propri diritti di proprietà intellettuale. I fornitori di servizi di intermediazione online dovrebbero utilizzare tali diritti solo con il consenso esplicito dell'utente commerciale. Le condizioni di utilizzo di tali diritti dovrebbero essere rispettate.

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22)  Al fine di consentire agli utenti commerciali, compresi quelli il cui utilizzo dei relativi servizi di intermediazione online possa essere stato sospeso o cessato, di avere accesso a possibilità di ricorso immediate, idonee ed efficaci, i fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero fornire un sistema interno di gestione dei reclami. Il sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe essere volto ad assicurare che una quota significativa di reclami possa essere risolta bilateralmente dal fornitore dei servizi di intermediazione online e l'utente commerciale pertinente. Inoltre, garantire che i fornitori di servizi di intermediazione online pubblichino le informazioni sul funzionamento e l'efficacia del proprio sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe aiutare gli utenti commerciali a comprendere i tipi di problemi che possono insorgere nel contesto della fornitura dei differenti servizi di intermediazione online e la possibilità di raggiungere una veloce ed effettiva risoluzione bilaterale.

(22)  Al fine di consentire agli utenti commerciali, compresi quelli il cui utilizzo dei relativi servizi di intermediazione online possa essere stato sospeso o cessato, di avere accesso a possibilità di ricorso immediate, idonee ed efficaci, i fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero fornire un sistema interno di gestione dei reclami. Il sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe essere volto ad assicurare che una quota significativa di reclami possa essere risolta bilateralmente dal fornitore dei servizi di intermediazione online e l'utente commerciale pertinente. Inoltre, garantire che i fornitori di servizi di intermediazione online pubblichino le informazioni sul funzionamento e l'efficacia del proprio sistema interno di gestione dei reclami dovrebbe aiutare gli utenti commerciali a comprendere i tipi di problemi che possono insorgere nel contesto della fornitura dei differenti servizi di intermediazione online, il grado di difficoltà e la possibilità di raggiungere una veloce ed effettiva risoluzione bilaterale.

Emendamento    19

Proposta di regolamento

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23)  Allo scopo di minimizzare eventuali oneri amministrativi, le prescrizioni del presente regolamento relative ai sistemi interni di gestione dei reclami sono volte a consentire ai fornitori di servizi di intermediazione online un ragionevole grado di flessibilità nell'esercizio di tali sistemi e nell'affrontare i singoli reclami. I sistemi interni di gestione dei reclami dovrebbero inoltre permettere ai fornitori di servizi di intermediazione online di risolvere, ove necessario, in maniera proporzionata, qualsiasi tentativo di usare in mala fede tali sistemi da parte di alcuni utenti commerciali. Nei casi diversi dalla presunta inadempienza degli obblighi giuridici previsti dal presente regolamento, i sistemi interni di gestione dei reclami non dovrebbero inoltre essere aperti ai reclami riguardanti solo effetti negativi trascurabili sugli utenti professionali interessati. Alla luce dei costi per la predisposizione e l'esercizio di tali sistemi, è opportuno esentare da tali obblighi tutti i fornitori di servizi di intermediazione online che sono piccole imprese, in linea con le pertinenti disposizioni della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione7.

(23)  Allo scopo di minimizzare eventuali oneri amministrativi, le prescrizioni del presente regolamento relative ai sistemi interni di gestione dei reclami sono volte a consentire ai fornitori di servizi di intermediazione online un ragionevole grado di flessibilità nell'esercizio di tali sistemi e nell'affrontare i singoli reclami. I sistemi interni di gestione dei reclami dovrebbero inoltre permettere ai fornitori di servizi di intermediazione online di risolvere, ove necessario, in maniera proporzionata, qualsiasi tentativo di usare in mala fede tali sistemi da parte di alcuni utenti commerciali. Alla luce dei costi per la predisposizione e l'esercizio di tali sistemi, è opportuno esentare da tali obblighi tutti i fornitori di servizi di intermediazione online che sono piccole imprese, in linea con le pertinenti disposizioni della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione7.

__________________

__________________

25 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

25 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

Emendamento    20

Proposta di regolamento

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero sostenere una parte ragionevole dei costi totali della mediazione, tenendo in considerazione tutti gli elementi pertinenti del caso in questione. A tale scopo, il mediatore dovrebbe proporre quale sia la parte ragionevole nel singolo caso. Tuttavia, tale parte non dovrebbe mai essere inferiore alla metà di tali costi.

(25)  I fornitori dei servizi di intermediazione online dovrebbero sostenere una parte ragionevole dei costi totali della mediazione, tenendo in considerazione tutti gli elementi pertinenti del caso in questione. A tale scopo, il mediatore dovrebbe proporre quale sia la parte ragionevole nel singolo caso. Tuttavia, tale parte non dovrebbe mai essere inferiore alla metà di tali costi. In casi eccezionali in cui gli utenti commerciali sono grandi imprese che beneficiano di propri canali commerciali online e il mediatore identifica un evidente abuso della procedura di mediazione a danno dei fornitori di servizi di intermediazione online, gli utenti commerciali dovrebbero sostenere una parte più consistente dei costi.

Emendamento    21

Proposta di regolamento

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28)  I codici di condotta redatti sia dai fornitori dei servizi interessati sia dalle organizzazioni o associazioni che li rappresentano, possono contribuire alla applicazione appropriata del presente regolamento e dovrebbero pertanto essere incoraggiati. Nel redigere tali codici di condotta, di concerto con i portatori di interessi in questione, si dovrebbe tenere conto delle caratteristiche specifiche dei settori interessati come pure di quelle delle microimprese, piccole e medie imprese.

(28)  I codici di condotta redatti sia dai fornitori dei servizi interessati sia dalle organizzazioni o associazioni che li rappresentano, possono contribuire alla applicazione appropriata del presente regolamento e dovrebbero pertanto essere incoraggiati. Nel redigere tali codici di condotta, di concerto con i portatori di interessi in questione, si dovrebbe tenere conto delle caratteristiche specifiche dei settori interessati come pure di quelle delle microimprese, piccole e medie imprese. La Commissione dovrebbe valutare la conformità dei codici di condotta al diritto dell'Unione.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Considerando 28 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(28 bis)  La legislazione dell'Unione dovrebbe essere guidata dal concetto del "meno possibile e per quanto necessario", che si traduce nella necessità di norme consone all'era digitale e con un livello di apertura e neutralità tecnologica sufficiente a tenere conto degli sviluppi futuri. È apprezzabile l'iniziativa della Commissione intesa ad analizzare il ruolo delle piattaforme nell'economia digitale, che garantisce un approccio globale e analogo per il quadro normativo in tutto il mercato digitale. Una soluzione unica potrebbe avere un effetto dissuasivo sull'innovazione e mettere le imprese europee in una situazione di svantaggio concorrenziale nell'economia globale.

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, vale a dire garantire un contesto commerciale online equo, prevedibile, sostenibile e sicuro nell'ambito del mercato interno, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della sua portata e dei suoi effetti, può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,.

(31)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, vale a dire garantire un contesto commerciale online chiaro, equo, prevedibile, sostenibile e sicuro nell'ambito del mercato interno, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della sua portata e dei suoi effetti, può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il presente regolamento stabilisce norme intese a garantire che gli utenti commerciali di servizi di intermediazione online e gli utenti titolari di siti web aziendali che siano in relazione con motori di ricerca online dispongano di un'adeguata trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso.

1.  Il presente regolamento stabilisce norme intese a garantire che gli utenti commerciali di servizi di intermediazione online e gli utenti titolari di siti web aziendali che siano in relazione con motori di ricerca online e connessi dispongano di un'adeguata equità, trasparenza e di efficaci possibilità di ricorso.

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.   Gli Stati membri non mantengono o introducono nella loro legislazione nazionale disposizioni sulle materie disciplinate dal presente regolamento e divergenti dalle disposizioni fissate nel presente regolamento.

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il presente regolamento si applica ai servizi di intermediazione online e ai motori di ricerca online, a prescindere dal luogo di stabilimento o di residenza del fornitore di tali servizi, forniti o proposti per essere forniti, rispettivamente, agli utenti commerciali e agli utenti titolari di siti web aziendali, che hanno il luogo di stabilimento o di residenza nell'Unione e che, tramite i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online, offrono beni o servizi a consumatori nell'Unione.

2.  Il presente regolamento si applica ai motori di ricerca online e ai servizi di intermediazione online, a prescindere dal luogo di stabilimento o di residenza del fornitore di tali servizi, forniti o proposti per essere forniti, rispettivamente, agli utenti commerciali e agli utenti titolari di siti web aziendali, che hanno il luogo di stabilimento o che operano attivamente nell'Unione, che si rivolgono a consumatori nell'Unione e che, tramite i servizi di intermediazione online o i motori di ricerca online, offrono beni o servizi a consumatori nell'Unione.

Emendamento    27

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 1

Testo della Commissione

Emendamento

1)  "utente commerciale", persona fisica o giuridica che offre beni o servizi ai consumatori tramite servizi di intermediazione online per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale;

1)  "utente commerciale", persona fisica o giuridica che offre o promuove beni o servizi ai consumatori tramite servizi di intermediazione online per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale, anche nel settore dei trasporti, o soggetto che lavora o fornisce servizi prestando personalmente lavoro attraverso servizi di intermediazione online;

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  consentono agli utenti commerciali di offrire beni o servizi ai consumatori, con l'obiettivo di facilitare l'avvio di transazioni dirette tra tali utenti commerciali e i consumatori, a prescindere da dove sono concluse dette transazioni;

b)  consentono agli utenti commerciali di offrire o promuovere beni o servizi ai consumatori, con l'obiettivo di facilitare l'avvio di transazioni dirette tra tali utenti commerciali e i consumatori, a prescindere da dove sono concluse dette transazioni;

Emendamento    29

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  sono forniti agli utenti commerciali in base a rapporti contrattuali tra il fornitore di tali servizi, da un lato, e gli utenti commerciali e i consumatori a cui gli utenti commerciali offrono beni o servizi, dall'altro;

c)  sono forniti agli utenti commerciali in base a rapporti contrattuali tra il fornitore di tali servizi, da un lato, e gli utenti commerciali e i consumatori a cui gli utenti commerciali offrono o promuovono beni o servizi, dall'altro;

Emendamento    30

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  "motore di ricerca online", un servizio digitale che consente all'utente di effettuare ricerche, in linea di principio, su tutti i siti web o su siti web in una lingua particolare sulla base di un'interrogazione su qualsiasi tema sotto forma di parola chiave, frase o di altro input, e che restituisce i link in cui possono essere trovate le informazioni relative al contenuto richiesto;

(5)  "motore di ricerca online", un servizio digitale o interfaccia o applicazione per dispositivi mobili che consente all'utente di effettuare ricerche di contenuto web in una lingua particolare sulla base di un'interrogazione sotto forma di parola chiave, frase o di altro input in molte opzioni, e che restituisce i risultati in cui possono essere trovate le informazioni relative all'interrogazione;

Emendamento    31

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  "utente titolare di sito web aziendale", persona fisica o giuridica che usa i siti web per offrire beni o servizi ai consumatori per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale;

(7)  "utente titolare di sito web aziendale", persona fisica o giuridica che usa un'interfaccia online, vale a dire un software, inclusi un sito web o una parte di esso e applicazioni, incluse le applicazioni mobili, per offrire o promuovere beni o servizi ai consumatori per fini legati alla sua attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale;

Emendamento    32

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  "posizionamento", rilevanza relativa attribuita dagli utenti commerciali ai beni o ai servizi offerti ai consumatori, mediante i servizi di intermediazione online, o ai siti web indicizzati da motori di ricerca online per i consumatori, come illustrato, organizzato o comunicato a tali consumatori, rispettivamente, dai fornitori di servizi di intermediazione online o dai fornitori di motori di ricerca online a prescindere dai mezzi tecnologici usati per tale presentazione, organizzazione o comunicazione;

(8)  "posizionamento", rilevanza relativa nei risultati di ricerca attribuita dagli utenti commerciali ai beni o ai servizi offerti ai consumatori, mediante i servizi di intermediazione online, o ai siti web indicizzati da motori di ricerca online per i consumatori, come illustrato, organizzato o comunicato a tali consumatori, rispettivamente, dai fornitori di servizi di intermediazione online o dai fornitori di motori di ricerca online a prescindere dai mezzi tecnologici usati per tale presentazione, organizzazione o comunicazione;

Emendamento    33

Proposta di regolamento

Articolo 2 – punto 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis)  "prodotti e servizi accessori", beni o servizi che vengono offerti in maniera complementare rispetto al prodotto principale offerto dall'utente commerciale.

Emendamento    34

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  siano redatti in un linguaggio chiaro e privo di ambiguità;

a)  siano redatti in un linguaggio chiaro;

Emendamento    35

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  enuncino le ragioni oggettive che giustificano le decisioni di sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei servizi di intermediazione online agli utenti commerciali.

c)  enuncino le ragioni oggettive, non discriminatorie, eque e ragionevoli, coerenti con detti termini e condizioni, che giustificano le decisioni di imporre sanzioni come ad esempio limitare, sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei servizi di intermediazione online agli utenti commerciali.

Emendamento    36

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  contengano disposizioni riguardanti l'obbligo degli utenti commerciali di garantire che le informazioni fornite sulla piattaforma siano accurate, consentano ai consumatori una corretta valutazione della qualità, delle prestazioni tecniche, del prezzo e di altre caratteristiche specifiche dei beni o servizi offerti e prevedano termini e condizioni leciti ed equi, in particolare per quanto riguarda il pagamento.

Emendamento    37

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

I fornitori di servizi di intermediazione online comunicano agli utenti commerciali interessati qualunque modifica prevista dei loro termini e delle loro condizioni.

I fornitori di servizi di intermediazione online informano gli utenti commerciali in merito ai canali di distribuzione aggiuntivi e ai possibili programmi affiliati che utilizzeranno con le offerte degli utenti commerciali. Gli utenti commerciali hanno il diritto di chiedere la loro rimozione da tali canali di distribuzione aggiuntivi. I fornitori di servizi di intermediazione online comunicano agli utenti commerciali interessati qualunque modifica prevista dei loro termini e delle loro condizioni.

Emendamento    38

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Le modifiche previste non devono essere applicate prima della scadenza di un termine di preavviso ragionevole e proporzionato alla natura e alla portata di tali modifiche e alle loro conseguenze per gli utenti commerciali interessati. Detto termine di preavviso deve essere di almeno 15 giorni dalla data in cui il fornitore di servizi di intermediazione online informa gli utenti commerciali delle modifiche previste.

Le modifiche previste non devono essere applicate prima della scadenza di un termine di preavviso ragionevole e proporzionato alla natura e alla portata di tali modifiche e alle loro conseguenze per gli utenti commerciali interessati. Detto termine di preavviso deve essere di almeno 15 e non più di 30 giorni dalla data in cui il fornitore di servizi di intermediazione online informa gli utenti commerciali delle modifiche previste.

Emendamento    39

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il paragrafo 3 non si applica quando un fornitore di servizi di intermediazione online è tenuto ad adempiere a un obbligo giuridico che gli impone di modificare i suoi termini e le sue condizioni in un modo che non consente di rispettare il periodo di preavviso di cui al paragrafo 3, secondo comma.

5.  Il paragrafo 3 non si applica quando un fornitore di servizi di intermediazione online ritiene ragionevolmente che il rispetto del pieno periodo di preavviso comporterebbe una violazione della legge o nuocerebbe a un'indagine giudiziaria.

Emendamento    40

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis. Il canone addebitato da un fornitore di servizi di intermediazione online all'utente commerciale per i suoi servizi di intermediazione online è proporzionato e negoziato tra le due parti coinvolte.

Emendamento    41

Proposta di regolamento

Articolo 4 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Sospensione e cessazione

Sospensione, cancellazione dall'elenco e cessazione

Emendamento    42

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Un fornitore di servizi di intermediazione online che decida di sospendere o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei suoi servizi di intermediazione online a un determinato utente commerciale, comunica a quest'ultimo le motivazioni di tale decisione senza indebito ritardo.

1.  Un fornitore di servizi di intermediazione online che decida di applicare sanzioni, ad esempio sospendere, cancellare dall'elenco o cessare, in tutto o in parte, la fornitura dei suoi servizi di intermediazione online a un determinato utente commerciale, informa quest'ultimo comunicandogli in maniera chiara e coerente le motivazioni di tale decisione senza indebito ritardo.

Emendamento    43

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Le motivazioni di cui al paragrafo 1 devono riferirsi sia ai fatti o alle circostanze specifici che hanno portato alla decisione del fornitore di servizi di intermediazione online sia alle pertinenti ragioni oggettive di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c).

2.  Le motivazioni di cui al paragrafo 1 devono riferirsi sia ai fatti o alle circostanze specifici che hanno portato alla decisione del fornitore di servizi di intermediazione online sia alle pertinenti ragioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera c). Su richiesta dell'utente commerciale, il fornitore di servizi di intermediazione online indica le circostanze o i fatti specifici che hanno portato a tale decisione, compresa la segnalazione di un terzo, nel caso in cui la sospensione o la cessazione sia dovuta a una siffatta segnalazione. La cessazione e la sospensione sono precedute da una notifica e dalla possibilità di chiarire o ripristinare la conformità.

Emendamento    44

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 1