Procedura : 2018/2102(INI)
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A8-0474/2018

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PV 30/01/2019 - 25
CRE 30/01/2019 - 25

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PV 31/01/2019 - 9.17
CRE 31/01/2019 - 9.17
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P8_TA(2019)0062

RELAZIONE     
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18.12.2018
PE 628.570v02-00 A8-0474/2018

sulla relazione annuale sulla politica di concorrenza

(2018/2102(INI))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Michel Reimon

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla relazione annuale sulla politica di concorrenza

(2018/2102(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 7, 8, 9, 11, 12, 39, 42, da 101 a 109 e 174,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 35, 37 e 38,

–  visti la relazione della Commissione del 18 giugno 2018 sulla politica di concorrenza 2017 (COM(2018)0482) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione pubblicato come documento giustificativo in pari data,

–  visto il regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato,

–  visto il regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio, del 20 gennaio 2004, relativo al controllo delle concentrazioni tra imprese,

–  visto il Libro bianco del 9 luglio 2014 dal titolo "Verso un controllo più efficace delle concentrazioni nell'UE" (COM(2014)0449),

–  vista la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 marzo 2017, presentata dalla Commissione, che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficaci e assicura il corretto funzionamento del mercato interno (COM(2017)0142) (direttiva REC+),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 19 luglio 2016, sulla nozione di aiuto di Stato di cui all'articolo 107, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C(2016)2946),

–  vista la sua risoluzione del 5 febbraio 2014 sugli accordi di cooperazione dell'UE sull'applicazione della politica di concorrenza: prospettive future(1),

–  viste le pertinenti norme, linee guida, decisioni, risoluzioni, comunicazioni e pubblicazioni della Commissione in materia di concorrenza,

–  viste le sue risoluzioni del 19 aprile 2018(2) e del 14 febbraio 2017(3), relative rispettivamente alle relazioni annuali 2017 e 2016 sulla politica di concorrenza dell'UE,

–  visto il suo studio dal titolo "Competition issues in the Area of Financial Technology (Fin Tech)" [aspetti concorrenziali nell'ambito della tecnologia finanziaria (Fin Tech)] commissionato dal gruppo di lavoro sulla concorrenza della commissione per i problemi economici e monetari,

–  viste le risposte della Commissione europea alle interrogazioni scritte E-000344-16, E-002666-16 e E-002112-16,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 12 dicembre 2018 sulla relazione della Commissione del 18 giugno 2018 sulla politica di concorrenza 2017,

–  vista la relazione finale della Commissione relativa all'indagine settoriale sul commercio elettronico, pubblicata il 10 maggio 2017 (COM(2017)0229),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per il commercio internazionale e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0474/2018),

A.  considerando che la politica della concorrenza è in vigore da oltre sessant'anni e che una solida ed efficace politica dell'UE in materia di concorrenza è da sempre la pietra angolare del progetto europeo;

B.  considerando che l'evasione fiscale e l'elusione fiscale creano concorrenza sleale, ripercotendosi in particolare sulle piccole e medie imprese;

C.  considerando che il riciclaggio di denaro, l'elusione fiscale e l'evasione fiscale pregiudicano l'equanime distribuzione del gettito fiscale negli Stati membri, falsando di conseguenza la concorrenza nel mercato interno;

D.  considerando che la massiccia elusione fiscale da parte di individui e imprese con ampie disponibilità patrimoniali non penalizza soltanto i contribuenti ordinari, le finanze pubbliche e la spesa sociale, ma minaccia anche il buongoverno, la stabilità macroeconomica, la coesione sociale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dell'Unione e degli Stati membri;

E.  considerando che taluni governi e giurisdizioni, anche all'interno dell'UE, si sono specializzati o attivi nella creazione di regimi fiscali preferenziali che falsano la concorrenza a vantaggio di società multinazionali e individui con ampie disponibilità patrimoniali, che di fatto sono privi di una reale sostanza economica all'interno di tali giurisdizioni, ma sono semplicemente rappresentati da società di comodo;

1.  ritiene che una politica della concorrenza intesa ad assicurare condizioni di parità in tutti i settori costituisca una delle pietre miliari dell'economia sociale di mercato dell'UE, nonché un fattore chiave per garantire il corretto funzionamento del mercato interno; plaude alla relazione 2017 sulla politica di concorrenza della Commissione, come pure agli sforzi e alle attività della stessa per garantire l'efficace applicazione delle norme sulla concorrenza nell'Unione a vantaggio di tutti i cittadini dell'UE, in particolare dei consumatori in una posizione vulnerabile; invita inoltre la Commissione a continuare a garantire la piena applicazione delle norme dell'UE in materia di concorrenza, prestando particolare attenzione alle difficoltà incontrate dalle PMI, e ad evitarne un'applicazione disomogenea negli Stati membri;

2.  accoglie con favore e incoraggia ulteriormente il dialogo strutturato con il Commissario alla concorrenza e gli sforzi profusi dalla Commissione per mantenere una stretta cooperazione con i membri della commissione competente del Parlamento e del relativo gruppo di lavoro sulla politica di concorrenza; ritiene che la relazione annuale della Commissione sulla politica di concorrenza rappresenti un esercizio indispensabile in termini di controllo democratico; ricorda di aver partecipato, nel corso degli ultimi anni, attraverso la procedura legislativa ordinaria, alla definizione del quadro per le norme in materia di concorrenza, ad esempio nella proposta di direttiva REC+; rileva che dovrebbero essergli conferiti poteri codecisionali per definire il quadro delle regole di concorrenza e deplora che la dimensione democratica di tale settore della politica dell'Unione non sia stata rafforzata nell'ambito delle recenti modifiche dei trattati; chiede di modificare i trattati di conseguenza;

3.  invita la Commissione ad analizzare attentamente le notevoli ricadute negative che la proposta fusione tra Siemens e Alstom potrebbe avere sulla competitività del mercato ferroviario europeo e le relative incidenze pregiudizievoli per gli utenti ferroviari, che si troverebbero confrontati a prezzi più elevati, minore scelta e livelli più scarsi di servizi, qualità e innovazione; osserva che la proposta fusione danneggerà probabilmente il mercato del materiale rotabile ad alta velocità, dei treni di grande comunicazione e metropolitani, nonché l'intera infrastruttura ferroviaria, creando una posizione dominante nell'ambito della segnaletica all'interno dell'UE, e specificatamente nei seguenti Stati membri: Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Regno Unito;

4.  constata che nel 2018 la Commissione ha presentato una proposta legislativa per la creazione di un prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP), che costituirebbe un fondo pensionistico privato; sottolinea che tale proposta legislativa si è inizialmente ispirata al gigante dei servizi finanziari statunitense, Black Rock, il maggiore gestore mondiale di fondi patrimoniali, che ha costruito un impero di circa 6 000 miliardi di dollari statunitensi sulle pensioni, ed è stata presentata dalla Commissione dopo un'intensa attività lobbistica della stessa Black Rock; constata inoltre la sempre maggiore evidenza del fatto che i giganti della gestione patrimoniale quali Black Rock ostacolano la concorrenza sui mercati reali e tra le imprese; invita la Commissione a essere particolarmente vigile sui rischi di posizione dominante sul mercato dei prodotti pensionistici privati;

5.  sottolinea che i consumatori sono i principali beneficiari di una concorrenza ben funzionante sul mercato unico europeo;

6.  accoglie con favore l'indagine sul cartello dei costruttori di autocarri; si compiace del fatto che la Commissione non si è limitata a esaminare l'impatto del cartello tra grandi costruttori di autocarri sui prezzi di questi ultimi ma li ha anche sanzionati per aver collaborato a ritardare l'introduzione di camion più puliti;

7.  sottolinea il fatto che le norme sulla concorrenza si fondano sui trattati e, come sancito dall'articolo 7 TFUE, dovrebbero essere interpretate nel contesto dei più ampi valori europei su cui poggia la legislazione dell'Unione in materia di questioni sociali, economia sociale di mercato, norme ambientali, politica climatica e tutela dei consumatori; è del parere che l'applicazione del diritto della concorrenza dell'UE dovrebbe ovviare a tutte le distorsioni del mercato, tra cui quelle derivanti da esternalità negative sul piano sociale e ambientale;

8.  ritiene che la politica della concorrenza debba contribuire a favorire la transizione energetica in tutta l'UE, stimolare l'integrazione economica e sociale in Europa, sostenere le attività agricole ecologicamente sostenibili e limitare la possibilità delle grandi imprese energetiche di aumentare i prezzi delle forniture energetiche;

9.  sottolinea che, anche quando i prodotti o i servizi sono forniti gratuitamente, in particolare nell'ambito dell'economia digitale, i consumatori potrebbero comunque continuare ad essere vittime di comportamenti scorretti, come il deterioramento della qualità, della scelta e dell'innovazione, nonché di espisodi di estorsione; ritiene che le norme dell'UE in materia di concorrenza dovrebbero riguardare anche una serie di aspetti che vanno oltre gli approcci incentrati sui prezzi e tener conto di considerazioni più ampie, come la qualità dei prodotti o dei servizi, anche tenendo conto della vita privata dei cittadini;

10.  richiama l'attenzione sui radicali mutamenti intervenuti sui mercati derivanti dal continuo sviluppo della tecnologia, che comportano sia opportunità che sfide; evidenzia, al riguardo, il ruolo cruciale della politica della concorrenza per l'ulteriore sviluppo del mercato unico digitale; insiste sull'urgente necessità di un quadro che, pur promuovendo l'innovazione dei dati e nuovi modelli di business, affronti in modo efficace le sfide rappresentate dall'economia basata sui dati e l'economia degli algoritmi; sottolinea, in particolare, che diverse piattaforme digitali in grado di accedere ai sempre maggiori flussi di dati e di controllarli possono generare economie di scala e notevoli esternalità di rete, oltre a provocare carenze di mercato imputabili a un'eccessiva concentrazione e a rendite ottenute mediante un eccessivo potere di mercato; accoglie con favore, in tale contesto, la nomina di consiglieri speciali per il Commissario, che si concentreranno sulle sfide future della digitalizzazione nell'ambito della politica di concorrenza e attende con interesse le loro constatazioni e raccomandazioni di intervento; sottolinea la necessità di un approccio comune a livello di Unione su tali questioni;

11.  sottolinea che spesso gli utenti non sono consapevoli della misura in cui i loro dati vengono utilizzati e trasferiti a terzi a fini commerciali o di marketing; invita la Commissione, in linea con l'articolo 5, paragrafo 3, della direttiva 2002/58/CE (la direttiva sulla vita privata elettronica) a garantire che le imprese digitali utilizzino i dati personali soltanto previo consenso esplicito dell'abbonato o dell'utente e che in assenza di tale consenso i dati non possano essere trasferiti a terzi con cui l'impresa o la piattaforma ha siglato un accordo; ritiene pertanto che i mercati digitali debbano essere valutati da una prospettiva multidisciplinare, visto che un comportamento anticoncorrenziale può determinare la violazione di altri ambiti del diritto, come ad esempio la normativa sulla protezione dei dati e sui consumatori; sottolinea che una risposta efficace di attuazione richiederebbe che diverse autorità competenti collaborino, in particolare le autorità garanti della concorrenza e quelle competenti per i consumatori e la protezione dei dati, come proposto dall'iniziativa del Garante europeo della protezione dei dati relativa a una struttura di coordinamento (clearing house)(4);

12.  invita la Commissione a organizzare un'audizione con le imprese tecnologiche invitando gli amministratori delegati di Google, Facebook e Apple per discutere in particolare delle modalità di raccolta e di utilizzo dei dati personali dei consumatori da parte di paesi terzi; teme che gli utenti, le autorità di regolamentazione e talvolta persino gli sviluppatori di applicativi e i pubblicitari non siano consapevoli dell'entità del flusso di dati dagli smartphone ai gruppi della pubblicità digitale e ad altri terzi; rileva che tra i dati raccolti da terzi tramite applicativi per smartphone può rientrare qualsiasi dato, dalle informazioni sul profilo dell'utente, quali l'età e il genere, ai dettagli sulla posizione geografica, tra cui i dati relativi a ripetitori per telefoni cellulari o router wifi nelle vicinanze, fino alle informazioni su ogni altro applicativo del telefono; ritiene che l'UE debba permettere ai singoli individui di comprendere i problemi di monopolio e concentrazione che circondano tali imprese di raccolta dati;

13.  invita la Commissione, a tale proposito, ad adeguare il controllo dei dati necessari per la creazione e la fornitura di servizi, come indicatore dell'esistenza di un potere di mercato, anche nel quadro dei suoi orientamenti sull'articolo 102 TFUE, e di esigere l'interoperabilità tra le piattaforme online e i fornitori di reti sociali; richiama l'attenzione altresì sull'evoluzione degli algoritmi di autoapprendimento e all'intelligenza artificiale, in particolare se forniti alle imprese da terzi, e ai loro effetti sulla natura dell'attività dei cartelli; chiede alla Commissione di fornire informazioni dettagliate su tali questioni nella sua prossima relazione annuale sulla politica della concorrenza;

14.  reputa importante garantire il corretto funzionamento dei meccanismi di ricorso collettivo nell'Unione intesi ad assicurare che i consumatori danneggiati da pratiche anticoncorrenziali siano adeguatamente risarciti;

15.  ritiene necessario garantire il diritto di portabilità transfrontaliera affinché le limitazioni esistenti a tale diritto non si affermino come pratiche legittime di mercato; reputa inoltre importante porre fine ai vincoli abusivi e ingiustificati imposti per motivi geografici, la cui presunta tutela dei diritti di proprietà intellettuale è priva di fondamento;

16.  ritiene che le soglie giurisdizionali che determinano l'avviso di una verifica delle concentrazioni da parte dell'UE, basate sul fatturato delle entità destinatarie e di quelle acquirenti, non siano sempre adeguate per l'economia digitale, in cui il valore è spesso, per fini pubblicitari, rappresentato dal numero di visitatori di un sito web; propone che tali soglie siano riviste e adattate in modo da includere anche fattori quali il numero di consumatori interessati dalle fusioni e il valore delle relative operazioni;

17.  sottolinea il fatto che gli ostacoli all'accesso ad alcuni settori dell'economia digitale sono sempre più insormontabili, giacché tanto più si perpetua un comportamento ingiusto quanto più è difficile invertirne gli effetti anticoncorrenziali; ritiene che le misure provvisorie possono costituire un utile strumento per garantire che la concorrenza non sia compromessa nel corso di un'indagine; afferma, a tale proposito, che la Commissione debba fare un uso efficace delle misure provvisorie, garantendo nel contempo un giusto processo e il diritto di difesa delle imprese sotto inchiesta; plaude all'impegno della Commissione a svolgere un'analisi di eventuali strumenti volti a semplificare l'adozione di misure provvisorie entro due anni dalla data di recepimento della direttiva REC+; raccomanda al riguardo che la Commissione apprenda dalle migliori pratiche in altre giurisdizioni;

18.  invita la Commissione ad adottare misure più ambiziose per eliminare gli ostacoli illegittimi alla concorrenza online, onde garantire acquisti online senza barriere all'interno dell'UE, controllare i massimali tariffari in settori quali le piattaforme online per l'alloggio e il turismo e garantire che i consumatori possano accedere, a livello transfrontaliero, a un'ampia gamma di beni e servizi online a prezzi competitivi; chiede alla Commissione di condurre un'indagine settoriale nel mercato pubblicitario ai fini di una migliore comprensione delle dinamiche della pubblicità online e di individuare le pratiche anticoncorrenziali che devono essere affrontate nell'applicazione del diritto della concorrenza, come già effettuato da alcune autorità nazionali;

19.  sottolinea che la digitalizzazione dell'economia moderna comporta cambiamenti nella logica economica tradizionale; insiste, pertanto, sulla necessità che qualsiasi sistema impositivo tenga conto del fatto che la digitalizzazione costituisce la nuova normalità per tutti i settori della nostra economia; prende atto della proposta della Commissione relativa alla fissazione di norme sulla fiscalità dell'economia digitale; evidenzia la necessità che la fiscalità digitale faccia fronte alle asimmetrie tra l'economia tradizionale e le nuove pratiche economiche digitali, evitando di ostacolare la digitalizzazione e l'innovazione o creare frontiere artificiali all'interno dell'economia; sottolinea l'importanza di trovare soluzioni internazionali e approcci comuni alla fiscalità nell'economia digitale; invita la Commissione a proseguire gli sforzi in seno ai consessi internazionali, segnatamente l'OCSE, per trovare un siffatto accordo;

20.  plaude alla proposta della Commissione sull'imposizione dei servizi digitali, quale misura fondamentale per garantire che il settore digitale paghi la sua giusta quota di tasse fintantoché non sarà adottata una soluzione permanente che consentirà di tassare gli utili nel luogo in cui è creato il valore;

21.  ribadisce che la concorrenza nel settore delle telecomunicazioni è essenziale per stimolare l'innovazione e gli investimenti nelle reti e che andrebbero incoraggiati prezzi accessibili e un'ampia scelta di servizi per i consumatori; ritiene che le chiamate intraunionali rappresentino a tutt'oggi un ingente onere per imprese e clienti e che le misure adottate ai fini dell'eliminazione delle tariffe di roaming nell'UE siano insufficienti nella prospettiva di un ulteriore approfondimento del mercato unico; riconosce la necessità di mettere in atto incentivi affinché le chiamate intraunionali siano allo stesso livello delle chiamate locali, agevolando gli investimenti nelle reti integralmente europee o condivise; ritiene che le politiche adottate debbano favorire investimenti efficienti in nuove reti e tenere conto dell'impatto sui consumatori e, così facendo, evitare nel contempo nuovi divari digitali tra le famiglie ad alto e a basso reddito; invita la Commissione a incoraggiare la diffusione della banda larga promuovendo un elevato grado di concorrenza e a garantire un alto livello di connettività e una diffusione rapida della rete 5G nell'intera Unione, onde assicurare la competitività globale della stessa e attirare investimenti; ritiene che, nello svolgimento dei suddetti compiti, sia importante che la politica di concorrenza tenga conto delle specificità della diffusione della banda larga nelle zone rurali, e ciò nell'interesse pubblico e al fine di invertire la tendenza verso una crescente asimmetria delle disponibilità tecnologiche di accesso tra zone rurali e zone urbane;

22.  ritiene che i conti correnti e di risparmio non debbano comportare oneri a carico degli utenti, a meno che non siano legati a servizi specifici;

23.  si compiace della decisione antitrust della Commissione di comminare a Google una sanzione pecuniaria di 4,34 miliardi EUR per pratiche illecite concernenti i dispositivi mobili Android volte a rafforzare il predominio del suo motore di ricerca; invita la Commissione a concludere nel 2019 il procedimento antitrust contro Google Shopping, avviato nel novembre 2010, ovvero otto anni fa; le ricorda di concludere l'indagine relativa al trattamento da parte di Google, nei suoi risultati di ricerca, di altri servizi di ricerca specializzati dell'azienda stessa, comprese le questioni relative alle ricerche locali sollevate da Yelp in una recente denuncia; raccomanda alla Direzione generale della Concorrenza di riflettere sulla durata dei procedimenti di antitrust digitale e sugli strumenti più adatti per trattarli; invita in particolare la Commissione a prendere in considerazione la possibilità di fissare scadenze per i procedimenti antitrust, ad esempio di quelli relativi alle fusioni;

24.  ribadisce l'esigenza che la Commissione esamini altresì la piena separazione strutturale dei monopoli della tecnologia digitale, quale possibile soluzione per consentire il ripristino della concorrenza e di condizioni paritarie all'interno del mercato digitale europeo;

25.  sottolinea che l'efficacia dell'applicazione del diritto della concorrenza dipende dall'ideazione e dalla sperimentazione adeguate dei rimedi; insiste sull'importanza di rimedi mirati ai consumatori per ripristinare la concorrenza in un mercato, aiutando i consumatori ad adottare decisioni informate e far fronte alla tendenza all'inerzia; è del parere che, nel definire rimedi comportamentali, la Commissione debba integrare l'economia comportamentale, quale disciplina di supporto, seguendo l'esempio di alcune autorità nazionali negli ultimi anni;

26.  rileva che il Presidente della Commissione si è impegnato a presentare proposte intese a intensificare la cooperazione fiscale tra gli Stati membri mediante l'obbligo di rispondere alle richieste di gruppo su questioni fiscali, in modo che uno Stato membro possa fornire tutte le informazioni di cui gli altri necessitano per perseguire gli evasori transfrontalieri, nonché a formulare proposte di riforma fiscale, a norma dell'articolo 116 TFUE, che comportino la procedura di codecisione tra il Consiglio e il Parlamento, onde eliminare le distorsioni delle condizioni concorrenziali nel mercato interno;

27.  prende atto della conclusione della Commissione secondo cui il Lussemburgo ha concesso vantaggi fiscali indebiti a Engie per circa 120 milioni di EUR e che la procedura di recupero è ancora in corso; si rammarica del fatto che il governo lussemburghese abbia deciso di impugnare la decisione della Commissione;

28.  prende atto della decisione del Commissario alla concorrenza, Margrethe Vestager, sull'indagine relativa agli aiuti di Stato a favore di McDonald's, in base alla quale la mancata imposizione di determinati utili della società in Lussemburgo non costituisce aiuto di Stato illecito; ritiene che l'attuale regolamentazione dell'UE non sia adatta a contrastare efficacemente la doppia non imposizione e porre fine alla corsa al ribasso per le imposte sulle società;

29.  sottolinea che in due casi recenti, nonostante le conclusioni del Comitato unico di risoluzione secondo cui la risoluzione non poteva essere giustificata da motivi di interesse pubblico, la Commissione ha approvato gli aiuti di Stato, ritenendo che avrebbero alleviato le perturbazioni economiche a livello regionale, dimostrando in tal modo due interpretazioni distinte della nozione di interesse pubblico; invita la Commissione a esaminare le discrepanze tra le norme sugli aiuti di Stato nel settore degli aiuti alla liquidazione e il regime di risoluzione ai sensi della direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD), e a rivedere di conseguenza la propria comunicazione del 2013 sul settore bancario, compreso l'ambito degli aiuti alla liquidazione;

30.  osserva che alcuni studi(5) hanno dimostrato i costi sociali nascosti e la ridotta concorrenza tra prodotti in caso di livelli più alti di concentrazione orizzontale della proprietà; invita pertanto la Commissione a prendere in esame una revisione in tal senso del regolamento sulle concentrazioni e a fornire orientamenti sull'interpretazione degli articoli 101 e 102 del TFUE in tali casi;

31.  constata che gli aiuti di Stato temporanei al settore finanziario destinati alla stabilizzazione del sistema finanziario globale avrebbero potuto essere necessari in assenza di strumenti di risoluzione ma che è ormai necessario verificarli e abolirli; deplora la natura insufficiente di tale verifica ; rinnova pertanto la propria richiesta alla Commissione di esaminare se, dall'inizio della crisi, gli istituti bancari abbiano beneficiato di sovvenzioni implicite e di aiuti di Stato tramite il sostegno alla liquidità fornito dalle banche centrali; ricorda l'impegno assunto dal Commissario Vestager, nell'ambito del dialogo strutturato con la commissione ECON del novembre 2017, di esaminare le eventuali distorsioni della concorrenza imputabili al programma di acquisto per il settore societario della BCE e di riferire in merito con una risposta qualitativa; sottolinea a tal proposito che la nozione di selettività in materia di aiuti di Stato rappresenta un criterio essenziale che va esaminato in modo approfondito e richiama l'attenzione sull'articolo 4, paragrafo 3 TFUE, in cui si fa riferimento al cosiddetto principio di leale cooperazione;

32.  ritiene che sia prioritario assicurare il rigoroso e imparziale rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato nella gestione delle future crisi bancarie, affinché i contribuenti siano protetti dagli oneri dei piani di salvataggio bancari;

33.  si compiace del fatto che la Commissione abbia introdotto uno strumento anonimo per gli informatori, che consente di segnalare cartelli o altri tipi di pratiche anticoncorrenziali illecite, aumentando in tal modo la probabilità della loro individuazione e del loro perseguimento; prende atto delle cifre positive dopo i primi mesi di utilizzo;

34.  esprime preoccupazione per il fatto che la crescente concentrazione nel settore finanziario possa abbassarne il livello di concorrenza, così come per l'assenza di un vero e proprio mercato interno bancario, dal momento che persiste la frammentazione in alcuni mercati nazionali;

35.  insiste sulla necessità per l'Europa di un quadro solido e armonizzato sulla rendicontazione e sull'imposizione societaria delle multinazionali, con relazioni pubbliche paese per paese, e di una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società; ricorda che, oltre a ridurre i costi per le imprese e le amministrazioni tributarie degli Stati membri, l'adozione di tali misure risolverebbe la questione dei prezzi di trasferimento e garantirebbe una concorrenza più leale nel mercato unico;

36.  invita la Commissione a portare avanti la valutazione di misure fiscali dannose negli Stati membri nell'ambito del semestre europeo e a esaminare nel dettaglio le distorsioni della concorrenza e le ricadute su altre giurisdizioni;

37.  invita la Commissione a proseguire e addirittura intensificare gli sforzi riguardo alle indagini sull'abuso di posizioni di mercato dominanti a svantaggio dei consumatori dell'UE; chiede alla Commissione di monitorare i monopoli pubblici esistenti e, contemporaneamente, la legittimità delle gare per le concessioni al fine di prevenire qualsiasi distorsione eccessiva della concorrenza;

38.  sottolinea l'effetto distorsivo che possono avere gli aiuti di Stato sul funzionamento del mercato interno; rammenta i requisiti rigorosi per l'applicazione dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera b) TFUE; rileva che la maggior parte delle decisioni in materia di antitrust e aiuti di Stato sono adottate a livello nazionale; ritiene pertanto che la Commissione debba monitorare e adottare provvedimenti volti a garantire una politica coerente nel mercato interno; invita la Commissione ad avviare una tabella di marcia per aiuti di Stato più mirati; si compiace dell'impegno costante della Commissione per chiarire i diversi aspetti della definizione degli aiuti di Stato, come dimostrato nella sua comunicazione sulla nozione di aiuti di Stato di cui all'articolo 107, paragrafo 1 TFUE; constata in particolare gli sforzi intesi a chiarire le nozioni di "impresa" e "attività economica"; osserva tuttavia che permane difficile operare una distinzione netta tra attività economiche e non economiche; osserva inoltre che compete alla Corte di giustizia dell'Unione europea garantire la corretta interpretazione del trattato; invita la Commissione a continuare a prestare particolare attenzione alla fornitura di servizi d'interesse economico generale, tra cui energia, trasporti e telecomunicazioni, in sede di applicazione delle norme UE in materia di aiuti di Stato, segnatamente nel contesto del sostegno pubblico alle regioni isolate, remote o periferiche dell'Unione; sottolinea che l'applicazione di aiuti di Stato per promuovere servizi di interesse generale dovrebbe perseguire l'obiettivo di apportare benefici a consumatori e cittadini, piuttosto che rafforzare interessi costituiti;

39.  sottolinea che la fiscalità resta per lo più di competenza nazionale data la soglia dell'unanimità in seno al Consiglio e che la scelta di una politica dipende pertanto dalle opinioni e dagli orientamenti politici dei rispettivi governi e parlamenti degli Stati membri; rileva tuttavia che lo strumento fiscale può essere utilizzato per concedere aiuti di Stato impliciti alle imprese, il che può determinare condizioni di disparità sul mercato interno; sottolinea pertanto la necessità di garantire che le politiche fiscali nazionali non falsino la concorrenza leale e che, di conseguenza, la politica fiscale e concorrenziale siano applicate in maniera coerente nel mercato interno; si compiace del fatto che la task force sugli aiuti di Stato sotto forma di vantaggi fiscali sia diventata un organismo permanente; invita a dotarla di risorse umane e strumenti investigativi sufficienti; chiede che si faccia chiarezza sulla situazione delle indagini sugli aiuti di Stato, anche per quanto riguarda il numero di casi indagati;

sottolinea che nel mercato interno sono penalizzati i nuovi operatori e le imprese, tra cui le PMI, che non ricorrono a una pianificazione fiscale aggressiva; plaude alle indagini approfondite condotte dalla Commissione sulle prassi anticoncorrenziali come vantaggi fiscali selettivi o regimi di concordati fiscali preventivi sugli utili in eccesso; si compiace in particolare degli orientamenti forniti nella comunicazione della Commissione sulla nozione di aiuti di Stato che copre in particolare gli accordi fiscali preventivi (tax ruling); invita gli Stati membri ad abbandonare le pratiche concorrenziali sleali basate su incentivi fiscali ingiustificati; invita il Consiglio ad adottare la proposta relativa alla CCCTB; esprime rammarico per il fatto che, ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato, le imposte evase recuperate dai beneficiari di aiuti fiscali illeciti siano restituite al paese che ha concesso gli aiuti, chiede alla Commissione di correggere tale anomalia;

sottolinea che i successivi negoziati con il Regno Unito dovrebbero comprendere il rispetto della concorrenza leale e garantire che il paese non possa concedere aiuti di Stato sotto forma di accordi fiscali favorevoli;

40.  sottolinea la concentrazione di ampia portata della filiera alimentare, in cui un paio di imprese formano un oligopolio sul mercato globale delle sementi e dei pesticidi, a scapito dei consumatori, degli agricoltori, dell'ambiente e della biodiversità; evidenzia che una siffatta struttura renderà gli agricoltori ancora più dipendenti dal punto di vista tecnologico ed economico da alcune piattaforme uniche di vendita integrate a livello globale, causerà una limitata varietà delle sementi, allontanerà le attività di innovazione dall'adozione di un modello di produzione rispettoso dell'ambiente e della biodiversità e infine, in conseguenza di una minore concorrenza, ridurrà l'innovazione e abbasserà la qualità dei prodotti finali; chiede alla Commissione, alla luce della diminuzione dei redditi agricoli in particolare tra i piccoli agricoltori, di orientare i suoi sforzi per assicurare agli agricoltori, specialmente alle attività economiche di piccole e medie dimensioni, entrate dignitose;

41.  ritiene imprescindibile un controllo più esaustivo da parte della Commissione sull'uso dei brevetti nel settore agricolo; osserva che l'abuso dei brevetti impone agli agricoltori di perseguire obiettivi produttivi che limitano le loro scelte di mercato, impoverisce la biodiversità delle coltivazioni, genera distorsioni della concorrenza e limita l'innovazione; rileva che le misure raccomandate incoraggeranno lo sviluppo di un modello agroindustriale che promuove la transizione verso un'agricoltura biologica ed ecologicamente sostenibile;

42.  accoglie con favore iniziative quali il quadro relativo ai piccoli comuni intelligenti che incoraggia gli insediamenti a diventare più agili, a utilizzare meglio le proprie risorse e a partecipare più attivamente alla concorrenza nel mercato unico, nonché a migliorare la loro attrattiva e la qualità di vita dei residenti delle zone rurali;

43.  riconosce il potenziale della tecnologia blockchain per i servizi finanziari; avverte tuttavia che l'utilizzo di tale tecnologia per la raccolta fondi deve essere regolamentato al fine di evitare un dumping eccessivo nei confronti dei mercati finanziari regolamentati, rischi per gli investitori e per quanto concerne il riciclaggio di denaro; invita la Commissione, a tale riguardo, a proporre un quadro normativo per le offerte iniziali di moneta (ICO);

44.  esprime preoccupazione per la recente approvazione della fusione tra Bayer e Monsanto da parte della Commissione, che ha riconosciuto di non avere tenuto conto, nel prendere la propria decisione, di alcuni obiettivi sanciti dal TFUE, segnatamente la sicurezza alimentare, la protezione dei consumatori, l'ambiente e il clima;

45.  ritiene importante l'adozione di misure contro le imprese che intervengono nelle fasi di commercializzazione e di distribuzione della filiera agricola e che creano una distorsione dei mercati agricoli lesiva dei redditi agricoli e dei prezzi al consumo;

46.  accoglie con favore l'approccio adottato dalla Commissione nel valutare le fusioni orizzontali al fine di concentrarsi in misura crescente sulla concorrenza in materia di innovazione, in particolare nelle fusioni che coinvolgono i mercati a forte intensità di R&S, e osserva che le fusioni dovrebbero essere valutate dal punto di vista dell'intero mercato interno; chiede inoltre alla Commissione di presentare un riesame del regolamento dell'UE sulle concentrazioni e ad analizzare in che misura dovrebbe essere investita dei poteri, come lo sono attualmente alcuni Stati membri, di adottare provvedimenti per proteggere l'ordine pubblico europeo e i diritti e i principi sanciti dal TFUE e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'UE, compresa la protezione dell'ambiente;

47.  ribadisce la conclusione preliminare della Commissione in base alla quale Google ha abusato della sua posizione dominante come motore di ricerca dando un vantaggio illecito ai propri prodotti; sottolinea la necessità di una completa separazione strutturale tra i servizi di ricerca generali e specializzati della società per porre fine a tali abusi;

48.  rileva che la Corte di giustizia dell'Unione europea interpreta l'articolo 101 del TFUE tenendo conto dei diversi obiettivi dei trattati; sottolinea, tuttavia, che l'interpretazione restrittiva dell'articolo 101 del TFUE da parte degli orientamenti orizzontali della Commissione è stata sempre più considerata un ostacolo alla collaborazione dei piccoli attori di mercato per l'adozione di standard ambientali e sociali più elevati; ritiene che la Commissione debba creare certezza giuridica in merito alle condizioni in base alle quali gli accordi collettivi delle organizzazioni dei produttori, comprese le cooperative, le loro associazioni e le organizzazioni interprofessionali che sono realizzate lungo tutta la filiera alimentare ai fini della sostenibilità e delle norme eque in materia di lavoro, verrebbero valutati a norma del diritto in materia di concorrenza, e incoraggia tali iniziative nell'ambito della politica di concorrenza; sottolinea che un siffatto approccio non dovrebbe impedire la produzione di beni a prezzi inferiori, segnatamente nei settori i cui i consumatori sono più sensibili ai prezzi; sottolinea anche l'importanza del principio di proporzionalità, nel senso che la limitazione della concorrenza non può spingersi oltre quanto necessario per conseguire l'interesse generale;

49.  sottolinea gli obiettivi e i traguardi concordati congiuntamente nell'ambito dell'Unione dell'energia e fa riferimento nello specifico alla dimensione della sicurezza, della decarbonizzazione dell'economia, della solidarietà e della fiducia; evidenzia l'importanza di garantire che i mercati europei dell'energia si basino su Stato di diritto, concorrenza, diversità delle fonti e dei fornitori di energia, prevedibilità e trasparenza e di impedire a qualsiasi operatore di mercato, stabilito nell'Unione o in un paese terzo, di utilizzare una posizione dominante a scapito dei concorrenti e dei consumatori; invita al riguardo a un maggiore controllo di tali operatori di mercato e, ove necessario, delle misure e degli obblighi imposti nei loro confronti; osserva, in particolare, che è necessario affrontare in modo adeguato la strategia impiegata da alcune società energetiche per suddividere il mercato del gas dell'UE e, per estensione, la potenziale violazione delle norme antitrust dell'UE; riconosce inoltre che gli impegni giuridicamente vincolanti assunti dagli Stati membri nel quadro dell'accordo di Parigi sul clima non saranno realizzati senza misure statali concrete volte a promuovere, a creare incentivi e a consentire la produzione e l'utilizzo dell'energia rinnovabile; prende atto della prossima revisione degli orientamenti in materia di aiuti di Stato e di energia, che non escludono più due dei settori che beneficiano maggiormente delle sovvenzioni statali, ovvero quello dell'energia nucleare e quello dell'estrazione di combustibili fossili, e che prevedono una maggiore flessibilità per l'energia rinnovabile generata dai consumatori; sottolinea l'importanza di completare l'Unione dell'energia tramite l'integrazione dei mercati, in particolare mediante investimenti negli interconnettori, ove necessario e in base alle condizioni di mercato e al potenziale commerciale, e attraverso l'aumento della capacità negoziabile delle attuali interconnessioni; evidenzia, pertanto, che qualsiasi approvazione di un aiuto di Stato per i meccanismi di regolazione della capacità deve essere sottoposta a una rigorosa verifica della necessità, compreso un esame delle misure alternative, in particolare per quanto concerne un uso più efficiente degli interconnettori esistenti; sottolinea che i meccanismi di regolazione della capacità rappresentano spesso costi considerevoli per i consumatori e fungono da "sovvenzioni occulte", sostenendo le centrali elettriche non redditizie e inquinanti, il che rende necessario garantire che tali sistemi non siano aperti alle strutture più inquinanti al momento dell'approvazione degli aiuti di Stato loro concessi;

50.  sottolinea la necessità di una maggiore trasparenza nell'ambito della previsione di partenariati pubblico-privati, al fine di ridurre la possibilità che essi siano utilizzati dai partner del settore privato per assicurarsi vantaggi competitivi sui loro concorrenti;

51.  accoglie con favore l'indagine della Commissione relativa alle pratiche di fissazione dei prezzi dei farmaci salvavita, in particolare nel caso relativo ad Aspen;

52.  sottolinea l'importanza di garantire gli stessi diritti a tutti i vettori aerei che effettuano voli con partenza o destinazione nell'UE; riconosce con rammarico che ciò non sempre avviene per le compagnie aeree dell'UE al di fuori dell'Unione, le quali sono soggette a pratiche sleali che compromettono la concorrenza; invita la Commissione ad affrontare le pratiche anticoncorrenziali che minano anche la legislazione in materia di protezione dei consumatori; ribadisce inoltre l'importanza di garantire una concorrenza leale tra i vettori aerei europei e quelli di paesi terzi;

53.  sottolinea l'importanza di un settore dei trasporti competitivo; rileva che il mercato unico dei trasporti è ancora incompleto e che il settore ferroviario è il più frammentato; si compiace delle misure adottate dalla Commissione per promuovere il completamento e un migliore funzionamento nel mercato interno del trasporto su strada di passeggeri;

54.  ribadisce che i nuovi progetti infrastrutturali, compresi quelli che collegano uno Stato membro a un paese terzo, devono essere oggetto della legislazione dell'Unione, segnatamente per quanto concerne le norme relative alla separazione e alla fissazione dei prezzi di mercato;

55.  sottolinea l'importanza e la necessità di risorse finanziarie e umane adeguate per quanto concerne la direzione generale della Concorrenza della Commissione e le autorità nazionali competenti, nonché delle competenze informatiche e digitali necessarie per affrontare le sfide poste da un'economia basata su dati e algoritmi; sostiene, a questo proposito, la componente di concorrenza proposta nel programma del mercato unico nel quadro finanziario pluriennale 2021-2027 (QFP);

56.  sottolinea che la Commissione, quando adotta decisioni in materia di concorrenza, deve considerare il mercato interno come un unico mercato, non come una serie di mercati locali o nazionali indipendenti;

57.  sottolinea che la cooperazione internazionale è essenziale per un'efficace attuazione dei principi del diritto in materia di concorrenza ed evitare incongruenze nei rimedi e negli esiti delle azioni di attuazione; ritiene a tale proposito che il modo ideale per migliorare le norme e le prassi in materia di concorrenza a livello mondiale sia quello di intraprendere discussioni leali e trasparenti; sostiene una partecipazione attiva della Commissione e delle autorità garanti della concorrenza nazionali, e se del caso regionali, nella rete internazionale della concorrenza;

58.  accoglie con favore la direttiva REC+, che migliorerà significativamente l'efficacia e l'applicazione coerente del diritto UE in materia di concorrenza in tutta l'Unione, assicurando che le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano di strumenti, risorse e garanzie adeguate ai fini dell'indipendenza, ivi incluso un processo trasparente per l'elezione o la nomina della rispettiva dirigenza, consentendo loro di imporre sanzioni dissuasive per le violazioni in materia di concorrenza; apprezza l'assistenza preliminare fornita dalla Commissione agli Stati membri relativamente all'attuazione della direttiva;

59.  invita la Commissione a garantire che tutti gli accordi commerciali futuri assicurino condizioni di parità, in particolare nell'ambito della concorrenza e degli aiuti di Stato; sottolinea che gli aiuti di Stato dovrebbero essere ammissibili solo in casi eccezionali e giustificati, previsti per legge, onde evitare distorsioni della concorrenza sul mercato, e prevedere nel contempo eccezioni e giustificazioni connesse al conseguimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici; ricorda che "se le imprese assumono una dimensione globale, lo devono fare anche le autorità di tutela della concorrenza," non da ultimo perché la diffusione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e lo sviluppo dell'economia digitale hanno causato un'eccessiva concentrazione di mercati e di potere in alcuni settori; ritiene che lo sviluppo di un commercio mondiale equo passi necessariamente da norme globali in materia di concorrenza e dal massimo livello di coordinamento tra le autorità garanti della concorrenza, anche per quanto riguarda lo scambio di informazioni nei procedimenti relativi alla concorrenza;

60.  ricorda che gli accordi sul commercio internazionale e gli investimenti dovrebbero prevedere una sezione specifica e solida sulla concorrenza;

61.  invita la Commissione a intensificare gli sforzi volti a conseguire un'apertura ambiziosa dei mercati internazionali degli appalti pubblici e ad aumentare l'accesso delle imprese europee ai partenariati pubblico-privati nei paesi terzi; ritiene necessario ridurre l'asimmetria nell'accesso agli appalti pubblici tra l'Unione e i paesi terzi, ovvero gli Stati Uniti e la Cina; invita tutti i partner commerciali dell'UE a consentire alle imprese e ai lavoratori europei un accesso non discriminatorio ai loro mercati degli appalti pubblici; accoglie con favore la rinnovata discussione sullo Strumento per gli appalti internazionali che stabilisce la necessaria reciprocità nei casi in cui i partner commerciali limitino l'accesso ai propri mercati degli appalti, e chiede al Consiglio europeo di adottarlo quanto prima; sostiene gli sforzi della Commissione volti ad aprire i mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi per mezzo di partenariati commerciali bilaterali; rammenta che le società che operano a condizioni non di mercato e sono guidate da considerazioni geopolitiche potrebbero battere virtualmente ogni concorrente nelle gare europee di appalti pubblici; invita la Commissione a monitorare i bandi di gara per gli appalti pubblici e a impedire che le imprese e i lavoratori europei paghino le conseguenze della concorrenza sleale da parte di società orchestrate dallo stato;

62.  sottolinea che la lotta contro le pratiche commerciali sleali, anche per mezzo della politica di concorrenza, è necessaria per garantire condizioni di parità a livello mondiale, che apportino benefici ai lavoratori, ai consumatori e alle imprese, oltre ad essere una delle priorità della strategia commerciale dell'UE; evidenzia che il documento di riflessione sulla gestione della globalizzazione indica che l'Unione deve adottare delle misure per ripristinare condizioni di concorrenza eque; accoglie con favore l'inclusione delle disposizioni sulle politiche di concorrenza nell'accordo di partenariato economico con il Giappone e nell'accordo economico e commerciale globale con il Canada; deplora tuttavia che tali disposizioni abbiano un ambito di applicazione limitato e non prevedano meccanismi efficaci di applicazione e di risoluzione delle controversie; richiama l'attenzione sull'importanza di inserire disposizioni ambiziose in materia di concorrenza in tutti gli accordi commerciali e di attuarne l'applicazione nella prospettiva di garantire norme eque;

63.  si compiace della proposta di istituire un quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri diretti; considera tale proposta uno strumento utile per proteggere le imprese europee di interesse strategico da pratiche commerciali sleali che potrebbero danneggiare la sicurezza e l'ordine pubblico, nonché per salvaguardare il rispetto dei principi di concorrenza leale nell'UE;

64.  sottolinea l'importanza dello strumento antisovvenzioni per contrastare la concorrenza globale sleale e creare condizioni di parità attraverso le norme dell'UE in materia di aiuti di Stato; deplora, in tale contesto, il fatto che nel 2017 la Repubblica popolare cinese abbia ancora una volta creato il maggior numero di barriere commerciali di nuova costituzione per le imprese e i lavoratori europei e che sia stata coinvolta nella maggior parte dei procedimenti antisovvenzioni europei;

65.  esprime preoccupazione riguardo alla politica doganale degli Stati Uniti e al suo impatto sulla competitività delle imprese europee; sottolinea che gli sforzi intrapresi dalla Commissione per ristabilire l'equilibrio commerciale con gli Stati Uniti dovrebbero essere incisivi, ma equilibrati, proporzionati e conformi ai principi dell'OMC;

66.  invita la Commissione a intensificare gli sforzi volti a promuovere la concorrenza leale, anche attraverso il contrasto all'uso ingiustificato di barriere tariffarie e sovvenzioni, nel mercato mondiale per mezzo di una cooperazione più solida con gli altri paesi, anche nei consessi dell'OMC, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), del G20 e della Banca mondiale; ricorda i lavori intrapresi all'OMC tra il 1996 e il 2004 sull'interazione fra il commercio e la politica di concorrenza e deplora che da allora la questione non sia più rientrata nel programma di lavoro dell'OMC; sottolinea che le disposizioni contenute negli accordi dell'OMC, come l'articolo IX dell'accordo generale sugli scambi di servizi (GATS), rappresentano una base per un'ulteriore cooperazione tra i membri dell'OMC sulle questioni riguardanti la concorrenza; chiede pertanto che, in occasione della 12a conferenza ministeriale dell'OMC, vengano compiuti nuovi progressi per garantire un'equa concorrenza internazionale;

67.  esprime preoccupazione per la presunta incapacità dell'OMC di affrontare la questione delle economie non di mercato, nonché le distorsioni della concorrenza provocate da sovvenzioni e interventi statali, pur credendo fermamente nel ruolo fondamentale dell'OMC; accoglie con favore l'azione tripartita USA-Giappone-UE per riformarla di conseguenza;

68.  invita la Commissione ad aumentare il sostegno a favore delle piccole e medie imprese (PMI) nell'UE per consentire loro di proteggere ed esercitare i loro diritti in caso di pratiche commerciali sleali, come il dumping e le sovvenzioni, da parte di paesi non UE; riconosce in tale contesto gli sforzi compiuti dalla Commissione per lottare contro la concorrenza sleale in casi di grande risonanza, nei confronti di società molto note, ma sottolinea che anche nel caso delle PMI il rispetto della concorrenza leale è di primaria importanza;

69.  sottolinea che un'efficace attuazione delle disposizioni in materia di sviluppo sostenibile negli accordi commerciali è importante per il miglioramento delle condizioni di vita nei paesi partner e per la tutela delle imprese europee contro la concorrenza sleale; si compiace dell'introduzione di criteri ambientali e sociali nella riforma delle misure antisovvenzioni e antidumping;

70.  rileva che la politica dell'UE in materia di concorrenza non ottiene i risultati auspicati poiché, pur essendo applicata con l'obiettivo di difendere la concorrenza leale tra tutti gli operatori del mercato interno, rivolgendo particolare attenzione agli interessi dei consumatori, in realtà i produttori agricoli affrontano un'inaccettabile pressione dovuta alle disuguaglianze all'interno della filiera alimentare; ritiene che gli interessi dei consumatori e dei produttori agricoli dovrebbero essere messi sullo stesso piano;

71.  ritiene che le caratteristiche specifiche delle attività agricole rendano fondamentali le organizzazioni collettive per rafforzare la posizione dei produttori primari nella filiera alimentare e poter conseguire gli obiettivi della PAC, così come definito all'articolo 39 del TFUE, e che le attività collettive condotte dalle organizzazioni di produttori e dalle relative associazioni, ivi comprese la pianificazione della produzione, la negoziazione delle vendite e le disposizioni contrattuali, debbano essere quindi ritenute compatibili con l'articolo 101 del TFUE; sottolinea che unire gli agricoltori nelle organizzazioni di produttori rafforza la loro posizione all'interno della catena di approvvigionamento;

72.  ritiene che il modello delle organizzazioni interprofessionali rappresenti una forma di gestione settoriale riuscita, poiché fornisce una struttura per tutti gli operatori del settore, equamente rappresentati al suo interno, e organizza scambi tra questi ultimi, consentendo la trasmissione di informazioni economiche e tecniche, una maggiore trasparenza del mercato e una migliore ripartizione dei rischi e dei benefici; ritiene che modelli diversi e adeguatamente strutturati di cooperazione, come quello in esame, dovrebbero essere agevolati dalla PAC al fine di facilitare la creazione di organizzazioni interprofessionali a livello europeo;

73.  ritiene che, in linea con l'attuale tendenza, le competenze del produttore e delle organizzazioni interprofessionali debbano essere ulteriormente rafforzate in modo che il potere contrattuale degli agricoltori possa essere equilibrato rispetto al potere negoziale dei rivenditori nella filiera alimentare; ritiene che sia opportuno aumentare il cofinanziamento dell'UE per l'istituzione e il funzionamento di tali organizzazioni;

74.  chiede alla Commissione di facilitare l'applicazione degli strumenti collettivi di gestione del mercato in caso di crisi, mediante strumenti che non richiedano l'uso di fondi pubblici come il ritiro del prodotto attraverso accordi tra gli operatori della filiera alimentare; nota che le stesse organizzazioni interprofessionali potrebbero applicare una tale misura;

75.  ritiene che l'ingresso sul mercato europeo di prodotti provenienti da paesi terzi che non sono conformi alle medesime norme sociali, sanitarie e ambientali crei una situazione di concorrenza sleale per i produttori europei; chiede pertanto che i settori vulnerabili siano tutelati e che siano applicati in modo sistematico i principi di reciprocità e di conformità per ciò che riguarda i prodotti agricoli nel quadro degli attuali e futuri negoziati commerciali; invita la Commissione a integrare tale aspetto nei negoziati sulla Brexit;

76.  sottolinea che l'accesso al mercato interno dell'UE dovrebbe essere subordinato al rispetto delle norme sanitarie, fitosanitarie e ambientali; chiede alla Commissione, al fine di garantire una concorrenza leale, di promuovere l'equivalenza delle misure e dei controlli tra i paesi terzi e l'UE nell'ambito delle norme in materia di sicurezza alimentare e ambientale; osserva che i più elevati standard in materia di ambiente e di benessere degli animali possono comportare costi più elevati e che di conseguenza l'abbassamento degli standard può condurre a un comportamento anticoncorrenziale; raccomanda alla Commissione di esaminare le possibilità per estendere l'ambito della politica di concorrenza al fine di prevenire un tale dumping all'interno del mercato unico e da importazioni nel mercato unico;

77.  sottolinea che le catastrofi climatiche di cui sono vittime gli agricoltori si ripercuotono sul mercato e indeboliscono la loro posizione nella filiera alimentare; ricorda che secondo le norme antidumping dell'UE(6) che si applicano, tra l'altro, al settore agricolo, il dumping ambientale crea una concorrenza sleale; chiede che gli interessi dei cittadini europei che sollecitano una società sostenibile e rispettosa dell'ambiente siano tenuti in considerazione; invita pertanto la Commissione, tenendo conto del funzionamento del mercato unico e dei benefici per la società nel suo insieme, a consentire deroghe alle regole di concorrenza al fine di facilitare la cooperazione, sia orizzontale che verticale, nell'ambito delle iniziative sostenibili;

78.  sottolinea che la nozione di "prezzo equo" non dovrebbe essere considerata come il prezzo più basso possibile per il consumatore, ma deve invece essere ragionevole e permettere la giusta remunerazione di ciascun attore lungo la filiera alimentare; sottolinea che i consumatori hanno altri interessi oltre ai soli prezzi bassi, tra cui il benessere degli animali, la sostenibilità ambientale, lo sviluppo rurale e le iniziative atte a ridurre l'uso di antibiotici e a prevenire la resistenza antimicrobica, ecc.; incoraggia le autorità garanti della concorrenza degli Stati membri a tenere conto delle richieste dei consumatori in merito a una produzione alimentare sostenibile che tenga in maggior considerazione il valore di "bene pubblico" nella fissazione dei prezzi dei prodotti alimentari; chiede, al riguardo, che la politica di concorrenza dell'UE guardi oltre al minimo comune denominatore dei "prodotti alimentari a basso costo"; ritiene che sia necessario tenere pienamente conto dei costi di produzione al momento della fissazione dei prezzi nei contratti tra i rivenditori/trasformatori e i produttori, con l'intenzione di garantire prezzi che coprano almeno i costi;

79.  si compiace del fatto che il regolamento omnibus istituisce una procedura mediante la quale un gruppo di agricoltori può chiedere un parere non vincolante alla Commissione sulla compatibilità di un'azione collettiva con la deroga generale alle norme in materia di concorrenza di cui all'articolo 209 del regolamento unico OCM; invita la Commissione, alla luce della raccomandazione del gruppo di lavoro sui mercati agricoli, a chiarire l'ambito di applicazione della deroga generale agricola, la sua sovrapposizione con le deroghe di cui agli articoli 149 e 152 e a definire così più precisamente le eccezioni, in modo tale che qualora sia necessaria la sospensione dell'articolo 101 del TFUE, essa sia applicabile e realizzabile;

80.  rileva che il massimale individuale degli aiuti de minimis nel settore agricolo è stato raddoppiato nel 2013 (da 7 500 EUR a 15 000 EUR) per contribuire a far fronte alla recrudescenza di crisi climatiche, sanitarie ed economiche; sottolinea che, al contempo, il massimale nazionale de minimis è stato solo marginalmente adeguato (dallo 0,75 % all'1 % del valore della produzione agricola nazionale), il che ha ridotto il margine di manovra degli Stati per sostenere le imprese agricole in difficoltà; sostiene, pertanto, la proposta della Commissione volta a concedere maggiore flessibilità agli Stati membri e alle regioni nel quadro delle norme de minimis nel settore agricolo;

81.  accoglie con favore gli sviluppi apportati dal regolamento omnibus finalizzati ad agevolare l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 222 del regolamento OCM, il che consente di ottenere una deroga temporanea al diritto della concorrenza; chiede tuttavia alla Commissione di fornire chiarimenti in merito all'applicazione degli articoli 219 e 222 del regolamento (UE) n. 1308/2013 per quanto concerne l'attuazione di misure in caso di turbative del mercato e gravi squilibri sul mercato, poiché l'incertezza giuridica che esiste attualmente riguardo a entrambi gli articoli fa sì che nessuno li applichi per il timore del mancato rispetto delle norme stabilite dalle autorità garanti della concorrenza negli Stati membri;

82.  ricorda che è avvenuta una significativa ristrutturazione orizzontale e verticale che ha condotto a un ulteriore consolidamento nei settori, già concentrati, delle sementi, dell'agrochimica, dei fertilizzanti, della genetica animale e delle macchine agricole, nonché nei settori della trasformazione e del dettaglio; invita la Commissione ad assicurare che in tale contesto, e a seguito dell'acquisizione dell'azienda Monsanto da parte del gruppo Bayer, che insieme controllano approssimativamente il 24 % del mercato mondiale dei pesticidi e il 29 % del mercato mondiale delle sementi, siano protetti gli interessi degli agricoltori dell'UE, dei cittadini e dell'ambiente, valutando l'impatto da una prospettiva globale e olistica, a livello di azienda agricola, delle fusioni e acquisizioni dei fornitori dei fattori di produzione agricola, inclusi i produttori di prodotti fitosanitari, in modo tale che gli agricoltori abbiano accesso a prodotti innovativi di migliore qualità, con un impatto ambientale minore e a prezzi competitivi; sottolinea che tali fusioni e acquisizioni potrebbero danneggiare la concorrenza nel settore dell'accesso ai prodotti essenziali per gli agricoltori; ritiene che le norme di commercializzazione di sementi e di materiale di propagazione vegetativa per uso minore dovrebbero essere attenuate e rese più flessibili;

83.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle autorità garanti della concorrenza nazionali e, ove del caso, regionali degli Stati membri e ai parlamenti nazionali degli Stati membri.

(1)

GU C 93 del 24.3.2017, pag. 71.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2018)0187.

(3)

GU C 252 del 18.7.2018, pag. 78.

(4)

"Privacy and competitiveness in the age of big data: The interplay between data protection, competition law and consumer protection in the Digital Economy" (privacy e competitività nell'era della raccolta dei big data: interazione tra diritto alla protezione dei dati, il diritto della concorrenza e la tutela dei consumatori nell'economia digitale), parere preliminare del Garante europeo della protezione dei dati, marzo 2014, https://edps.europa.eu/sites/edp/files/publication/14-03-26_competitition_law_big_data_en.pdf

(5)

Common Ownership by Institutional Investors and its Impact on Competition (Proprietà comune degli investitori istituzionali e relativo impatto sulla concorrenza), OCSE, 5 e 6 dicembre 2017.

(6)

COM(2013)0192.


PARERE della commissione per il commercio internazionale (11.10.2018)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sulla relazione annuale sulla politica di concorrenza

(2018/2102(INI))

Relatore per parere: Adam Szejnfeld

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  invita la Commissione a garantire che tutti gli accordi commerciali futuri assicurino condizioni di parità, in particolare nell'ambito della concorrenza e degli aiuti di Stato; sottolinea che gli aiuti pubblici dovrebbero essere ammissibili solo in casi eccezionali e giustificati, previsti per legge, onde evitare distorsioni della concorrenza sul mercato, e prevedere nel contempo eccezioni e giustificazioni connesse al conseguimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici; ricorda che "se le imprese assumono una dimensione globale, lo devono fare anche le autorità di tutela della concorrenza," non da ultimo perché la diffusione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e lo sviluppo dell'economia digitale hanno causato un'eccessiva concentrazione di mercati e di potere in alcuni settori; ritiene che lo sviluppo di un commercio mondiale equo passi necessariamente da norme globali in materia di concorrenza e dal massimo livello di coordinamento tra le autorità garanti della concorrenza, anche per quanto riguarda lo scambio di informazioni nei procedimenti relativi alla concorrenza;

2.  ricorda che gli accordi sul commercio internazionale e gli investimenti dovrebbero prevedere una solida sezione sulla concorrenza;

3.  invita la Commissione a intensificare gli sforzi volti a conseguire un'apertura ambiziosa dei mercati internazionali degli appalti pubblici e ad aumentare l'accesso delle imprese europee ai partenariati pubblico-privati nei paesi terzi; ritiene fondamentale limitare l'asimmetria nell'accesso agli appalti pubblici tra l'Unione e i paesi terzi, innanzitutto gli Stati Uniti e la Cina; invita tutti i partner commerciali dell'UE a consentire alle imprese e ai lavoratori europei un accesso non discriminatorio ai loro mercati degli appalti pubblici; accoglie con favore la rinnovata discussione sullo Strumento per gli appalti internazionali che stabilisce la necessaria reciprocità nei casi in cui i partner commerciali limitino l'accesso ai propri mercati degli appalti, e chiede al Consiglio europeo di adottarlo quanto prima; sostiene gli sforzi della Commissione volti ad aprire i mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi per mezzo di partenariati commerciali bilaterali; rammenta che le società che operano in condizioni di economia non di mercato e sono guidate da considerazioni geopolitiche potrebbero battere praticamente ogni concorrente nelle gare europee di appalti pubblici; invita la Commissione a monitorare i bandi di gara per gli appalti pubblici e a impedire che le imprese e i lavoratori europei paghino le conseguenze della concorrenza sleale della società orchestrate dallo stato;

4.  sottolinea che la lotta contro le pratiche commerciali sleali, anche per mezzo della politica di concorrenza, è necessaria per garantire condizioni di parità a livello mondiale, che apportino benefici ai lavoratori, ai consumatori e alle imprese, e rientrino tra le priorità della strategia commerciale dell'Unione; sottolinea che il documento di riflessione sulla gestione della globalizzazione indica che l'Unione deve adottare delle misure per ripristinare condizioni di concorrenza eque; accoglie con favore l'inclusione delle disposizioni sulle politiche di concorrenza nell'accordo di partenariato economico con il Giappone e nell'accordo economico commerciale globale con il Canada; deplora tuttavia che tali disposizioni abbiano un ambito di applicazione limitato e non prevedano meccanismi efficaci di applicazione e di risoluzione delle controversie; richiama l'attenzione sull'importanza di inserire disposizioni ambiziose in materia di concorrenza in tutti gli accordi commerciali e di attuarne l'applicazione nella prospettiva di garantire norme eque;

5.  sottolinea l'importanza di una cooperazione globale riguardo all'applicazione della politica di concorrenza; incoraggia la partecipazione attiva della Commissione e delle autorità nazionali garanti della concorrenza nella rete internazionale della concorrenza;

6.  si compiace della proposta di istituire un quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri diretti; considera tale proposta uno strumento utile per proteggere le imprese europee di interesse strategico da pratiche commerciali sleali che potrebbero danneggiare la sicurezza e l'ordine pubblico, nonché per salvaguardare il rispetto dei principi di concorrenza leale nell'UE;

7.  sottolinea l'importanza dello strumento antisovvenzioni per lottare contro la concorrenza globale sleale e creare condizioni di parità, grazie alle norme dell'UE in materia di aiuti di Stato; deplora, in tale contesto, il fatto che nel 2017 la Repubblica popolare cinese abbia ancora una volta creato il maggior numero di barriere commerciali di nuova costituzione per le imprese e i lavoratori europei e che sia stata coinvolta nella maggior parte dei casi di antisovvenzioni europee;

8.  esprime preoccupazione riguardo alla politica doganale degli Stati Uniti e al suo impatto sulla competitività delle imprese europee; sottolinea che le azioni intraprese dalla Commissione per ristabilire l'equilibrio commerciale con gli Stati Uniti dovrebbero essere incisive, pur restando equilibrate, proporzionate e conformi ai principi dell'OMC;

9.  invita la Commissione a intensificare gli sforzi volti a garantire la concorrenza leale, contrastando anche l'imposizione ingiustificata di barriere tariffarie e sovvenzioni, nel mercato mondiale per mezzo di una cooperazione più forte con gli altri paesi, anche nei consessi dell'OMC, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), del G20 e della Banca mondiale; ricorda i lavori intrapresi all'OMC tra il 1996 e il 2004 sull'interazione fra il commercio e la politica di concorrenza e deplora che da allora la questione non sia più rientrata nel programma di lavoro dell'OMC; sottolinea che le disposizioni contenute negli accordi dell'OMC, come l'articolo IX dell'accordo generale sugli scambi di servizi (GATS), rappresentano una base per un'ulteriore cooperazione tra i membri dell'OMC sulle questioni riguardanti la concorrenza; chiede pertanto che, in occasione della 12a conferenza ministeriale dell'OMC, vengano fatti nuovi progressi per garantire un'equa concorrenza internazionale;

10.  esprime preoccupazione per la presunta incapacità dell'OMC di affrontare la questione delle economie non di mercato, nonché le distorsioni della concorrenza provocate da sussidi e interventi statali, pur credendo fermamente nel ruolo fondamentale dell'OMC; accoglie con favore l'azione tripartita USA-Giappone-UE per riformarla di conseguenza;

11.  invita la Commissione ad aumentare il sostegno a favore delle piccole e medie imprese (PMI) nell'UE per consentire loro di proteggere ed esercitare i loro diritti in caso di pratiche commerciali sleali, come il dumping e le sovvenzioni, da parte di paesi esterni all'UE; riconosce in tale contesto gli sforzi compiuti dalla Commissione per lottare contro la concorrenza sleale in casi di grande risonanza, nei confronti di società molto note, ma sottolinea che anche nel caso delle PMI il rispetto della concorrenza leale è di primaria importanza;

12.  sottolinea che un'efficace attuazione delle disposizioni in materia di sviluppo sostenibile negli accordi commerciali è importante per il miglioramento delle condizioni di vita nei paesi partner e per la tutela delle imprese europee contro la concorrenza sleale; si compiace dell'introduzione di criteri ambientali e sociali nella riforma delle misure antisovvenzioni e anti-dumping.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

11.10.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

5

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laima Liucija Andrikienė, Maria Arena, Tiziana Beghin, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Christofer Fjellner, Eleonora Forenza, Karoline Graswander-Hainz, Christophe Hansen, Heidi Hautala, Yannick Jadot, France Jamet, Elsi Katainen, Jude Kirton-Darling, Danilo Oscar Lancini, Bernd Lange, David Martin, Anne-Marie Mineur, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Tokia Saïfi, Helmut Scholz, Joachim Schuster, Adam Szejnfeld, William (The Earl of) Dartmouth, Jan Zahradil

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sander Loones, Fernando Ruas, Paul Rübig, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Czesław Hoc, Stanisław Ożóg, Jozo Radoš, Anders Sellström

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

28

+

ALDE

Beatriz Becerra Basterrechea, Elsi Katainen, Jozo Radoš

ECR

Czesław Hoc, Sander Loones, Stanisław Ożóg, Jan Zahradil

EFDD

William (The Earl of) Dartmouth

PPE

Laima Liucija Andrikienė, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Christofer Fjellner, Christophe Hansen, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Fernando Ruas, Paul Rübig, Tokia Saïfi, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Anders Sellström, Adam Szejnfeld

S&D

Maria Arena, Karoline Graswander-Hainz, Jude Kirton-Darling, Bernd Lange, David Martin, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Joachim Schuster

5

-

EFDD

Tiziana Beghin

ENF

Danilo Oscar Lancini

GUE/NGL

Eleonora Forenza, Anne-Marie Mineur, Helmut Scholz

3

0

ENF

France Jamet

Verts/ALE

Heidi Hautala, Yannick Jadot

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (23.11.2018)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sulla relazione annuale sulla politica di concorrenza

(2018/2102(INI))

Relatore per parere: Angélique Delahaye

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che il diritto dell'UE in materia di concorrenza è concepito per i settori secondario e terziario;

B.  considerando che l'articolo 42 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) dispone che le regole di concorrenza sono applicabili alla produzione e al commercio dei prodotti agricoli soltanto nella misura determinata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, date l'importanza e le caratteristiche uniche del settore agricolo; che nel gennaio 2016 la Commissione ha istituito un gruppo di esperti (task force per i mercati agricoli o AMTF) al fine di migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare; che, nella sua relazione finale del novembre 2016, l'AMTF ha formulato dei suggerimenti, tra l'altro, su come rafforzare la trasparenza del mercato, migliorare i rapporti contrattuali all'interno della filiera e sviluppare le possibilità giuridiche per l'organizzazione di azioni collettive da parte degli agricoltori; che, tenuto conto delle specificità naturali e strutturali dell'agricoltura, dal 1962 il legislatore europeo ha sempre difeso il principio di riconoscere al settore agricolo uno status speciale quanto all'applicazione del diritto della concorrenza, poiché quest'ultimo non può essere applicato a tale settore economico nello stesso modo in cui si applica ad altri settori;

C.  considerando che il TFUE e la giurisprudenza dell'UE conferiscono alla politica agricola comune (PAC) una preminenza rispetto al diritto della concorrenza;

D.  considerando che l'articolo 39 TFUE attribuisce alla PAC la finalità di assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola e a coloro che vivono nelle zone rurali europee, in particolare aumentando il reddito individuale delle persone che lavorano nell'agricoltura, nonché di stabilizzare i mercati e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti;

E.  considerando che, analogamente, la futura PAC dovrebbe mirare a promuovere un settore agricolo intelligente, resiliente e diversificato che garantisca la sicurezza alimentare, a rafforzare la tutela dell'ambiente e l'azione per il clima e contribuire al raggiungimento degli obiettivi in materia di ambiente e clima dell'Unione nonché a rafforzare il tessuto socioeconomico delle aree rurali;

F.  considerando che la riforma della PAC del 2013, la cosiddetta revisione omnibus e le proposte della Commissione del 2018 mirano a rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena di approvvigionamento alimentare;

G.  considerando che gli obiettivi specifici della direttiva in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare mirano a mantenere la stabilità del mercato, a incrementare i redditi dei produttori agricoli e a migliorare la competitività agricola; che la proposta della Commissione di contrastare le pratiche di mercato sleali nella filiera alimentare tra imprese è un passo fondamentale per riequilibrare il potere all'interno della filiera e portare trasparenza nel rapporto tra acquirente e fornitore nonché per conseguire una filiera alimentare più sostenibile e competitiva a beneficio degli agricoltori, dei consumatori e dell'ambiente;

H.  considerando che negli ultimi decenni si è osservato un costante aumento dei prezzi dei fattori di produzione utilizzati in agricoltura(1), mentre i prezzi franco azienda agricola che gli agricoltori ricevono per i propri prodotti continuano a stagnare;

I.  considerando che, nel quadro di una PAC rivolta al mercato e della crescente globalizzazione dei mercati agricoli, l'"eccezione agricola" ha acquisito maggiore pertinenza e dovrebbe continuare a tradursi concretamente nella concezione e nell'applicazione delle politiche, ma anche nel controllo del loro rispetto da parte della Commissione e delle autorità nazionali della concorrenza;

J.  considerando che la parte agricola del regolamento che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione (regolamento omnibus) rappresenta un importante progresso per la PAC, prevedendo una deroga esplicita all'applicazione dell'articolo 101 TFUE alle organizzazioni di produttori;

K.  considerando che la domanda di pronuncia pregiudiziale presentata alla Corte di giustizia dell'Unione europea nella causa Président de l'Autorité de la concurrence contro Association des producteurs vendeurs d'endives (APVE) e a. (concernente l'indivia) dimostra che i produttori, le loro organizzazioni e le associazioni delle organizzazioni di produttori necessitano di maggiore certezza giuridica nell'esercizio delle loro funzioni(2), soprattutto in un settore caratterizzato da un'offerta molto frammentata, da una domanda concentrata e dalle difficoltà di gestire l'offerta e prevedere la domanda; che la sentenza della Corte di giustizia relativa all'applicazione delle regole di concorrenza ai produttori e alle organizzazioni di produttori riveste un'importanza cruciale per chiarire le deroghe implicite legate alle missioni delle organizzazioni di produttori;

1.  rileva che la politica dell'UE in materia di concorrenza non ottiene i risultati auspicati poiché, pur essendo applicata nella prospettiva di difendere la concorrenza leale tra tutti gli operatori del mercato interno, rivolgendo particolare attenzione agli interessi dei consumatori, la realtà è che i produttori agricoli affrontano un'inaccettabile pressione dovuta alle disuguaglianze all'interno della filiera alimentare; ritiene che gli interessi sia dei consumatori sia dei produttori agricoli dovrebbero essere messi sullo stesso piano;

2.  ritiene che le caratteristiche specifiche delle attività agricole rendano indispensabili le organizzazioni collettive al fine di rafforzare la posizione dei produttori primari nella filiera alimentare e poter conseguire gli obiettivi della PAC, così come definito all'articolo 39 TFUE, e che le attività collettive condotte dalle organizzazioni di produttori e dalle relative associazioni, ivi comprese la pianificazione della produzione, la negoziazione delle vendite e le modalità contrattuali, debbano essere quindi ritenute compatibili con l'articolo 101 TFUE; sottolinea che unire gli agricoltori nelle organizzazioni di produttori rafforzi la loro posizione all'interno della catena di approvvigionamento;

3.  è del parere che il modello delle organizzazioni interprofessionali rappresenti una forma di gestione settoriale particolarmente riuscita, poiché fornisce una struttura per tutti gli operatori del settore, equamente rappresentati al suo interno, e organizza scambi tra questi ultimi, consentendo la trasmissione di informazioni economiche e tecniche, una maggiore trasparenza del mercato e una migliore ripartizione dei rischi e dei benefici; ritiene che modelli diversi e adeguatamente strutturati di cooperazione, come il modello in esame, dovrebbero essere agevolati dalla PAC al fine di facilitare la creazione di organizzazioni interprofessionali a livello europeo;

4.  è del parere che, in linea con l'attuale tendenza, le competenze del produttore e delle organizzazioni interprofessionali debbano essere ulteriormente rafforzate cosicché il potere contrattuale degli agricoltori in caso di negoziati possa essere equilibrato rispetto al potere negoziale dei rivenditori nella filiera alimentare; ritiene che sia opportuno aumentare il cofinanziamento dell'UE per l'istituzione e il funzionamento di tali organizzazioni;

5.  chiede alla Commissione di facilitare l'applicazione degli strumenti collettivi di gestione del mercato in caso di crisi, mediante provvedimenti che non richiedano l'uso di fondi pubblici come il ritiro del prodotto attraverso accordi tra gli operatori della filiera alimentare; nota che le stesse organizzazioni interprofessionali potrebbero applicare una tale misura;

6.  è del parere che l'ingresso sul mercato europeo di prodotti provenienti da paesi terzi che non sono conformi alle medesime norme sociali, sanitarie e ambientali crei una situazione di concorrenza sleale per i produttori europei; chiede pertanto che i settori vulnerabili siano tutelati e che siano applicati in modo sistematico i principi di reciprocità e di conformità per ciò che riguarda i prodotti agricoli nel quadro degli attuali e futuri negoziati commerciali; invita la Commissione a integrare tale aspetto nei negoziati per l'uscita dall'Unione del Regno Unito;

7.  sottolinea che l'accesso al mercato interno dell'UE dovrebbe essere subordinato al rispetto delle norme sanitarie, fitosanitarie e ambientali; chiede alla Commissione di promuovere, al fine di garantire la concorrenza leale, l'equivalenza delle misure e dei controlli tra i paesi terzi e l'UE in merito alle norme di sicurezza alimentare e ambientale; osserva che i più elevati standard in materia di ambiente e di benessere degli animali possono comportare costi più elevati e che di conseguenza l'abbassamento degli standard può portare a un comportamento anticoncorrenziale; raccomanda alla Commissione di esaminare le possibilità per estendere l'ambito della politica di concorrenza al fine di prevenire un tale dumping all'interno del mercato unico e da importazioni nel mercato unico;

8.  invita la Commissione a tenere conto dell'impatto sugli agricoltori delle distorsioni del mercato derivanti dagli accordi commerciali con i paesi terzi, dati la loro delicata situazione finanziaria e il loro ruolo fondamentale nella nostra società, poiché i mercati agricoli sono caratterizzati da una forte volatilità dei prezzi agricoli che aggrava la posizione debole degli agricoltori nella filiera alimentare;

9.  sottolinea che le catastrofi climatiche di cui sono vittime gli agricoltori si ripercuotono sul mercato e indeboliscono la loro posizione nella catena di approvvigionamento alimentare; ricorda che secondo le norme antidumping dell'UE(3) che si applicano, tra l'altro, al settore agricolo, il dumping ambientale crea una concorrenza sleale; chiede che gli interessi dei cittadini europei che sollecitano una società sostenibile e rispettosa dell'ambiente siano tenuti in considerazione; invita pertanto la Commissione, tenendo conto del funzionamento del mercato unico e dei benefici per la società nel suo insieme, a consentire deroghe alle regole di concorrenza al fine di facilitare la cooperazione, sia orizzontale che verticale, nell'ambito delle iniziative sostenibili;

10.  sottolinea che la nozione di "prezzo equo" non dovrebbe essere considerata come il prezzo più basso possibile per il consumatore, ma deve invece essere ragionevole e permettere la giusta remunerazione di ciascun attore lungo la filiera alimentare; sottolinea che i consumatori hanno altri interessi oltre ai soli prezzi bassi, tra cui il benessere degli animali, la sostenibilità ambientale, lo sviluppo rurale e le iniziative atte a ridurre l'uso di antibiotici e a prevenire la resistenza antimicrobica ecc.; incoraggia le autorità garanti della concorrenza degli Stati membri a considerare le richieste dei consumatori in merito a una produzione alimentare sostenibile che tenga in maggior considerazione il valore di "bene pubblico" nella fissazione dei prezzi dei prodotti alimentari; chiede, al riguardo, che la politica di concorrenza dell'UE guardi oltre al minimo comune denominatore del "cibo a basso costo"; è del parere che occorre tenere pienamente conto dei costi di produzione al momento della fissazione dei prezzi nei contratti tra i rivenditori/trasformatori e i produttori, con l'intenzione di garantire prezzi che coprano almeno i costi;

11.  ribadisce la proposta che le disposizioni del regolamento (UE) n. 1308/2013 (regolamento OCM unica) che autorizzano l'introduzione di misure di controllo dell'offerta per i formaggi a denominazione di origine protetta (DOP) o indicazione geografica protetta (IGP) (articolo 150), per il prosciutto DOP o IGP (articolo 172) e i vini (articolo 167) dovrebbero essere estese ad altri prodotti tutelati da marchi di qualità, onde assicurare una maggiore facilità di adattamento dell'offerta alla domanda;

12.  sottolinea che, al fine di evitare interpretazioni restrittive, il concetto di "mercato rilevante" nell'analisi della Commissione deve essere ridefinito e inteso come relativo all'intero settore interessato;

13.  evidenzia che la proposta di prevedere un massimale per i pagamenti diretti può compromettere seriamente la competitività delle aziende agricole di medie dimensioni;

14.  si compiace del fatto che il regolamento omnibus istituisce una procedura mediante la quale un gruppo di agricoltori può chiedere un parere non vincolante alla Commissione sulla compatibilità di un'azione collettiva con la deroga generale alle norme in materia di concorrenza di cui all'articolo 209 del regolamento OCM unica; invita la Commissione, vista la raccomandazione del gruppo di lavoro sui mercati agricoli, a chiarire l'ambito d'applicazione della deroga generale agricola, la sua sovrapposizione alle deroghe di cui agli articoli 149 e 152 e a definire così più precisamente le eccezioni, in modo tale che qualora sia necessaria la sospensione dell'articolo 101 TFUE, essa sia applicabile e realizzabile;

15.  rileva che il massimale individuale degli aiuti de minimis nel settore agricolo è stato raddoppiato nel 2013 (da 7 500 EUR a 15 000 EUR) per far fronte alla recrudescenza di crisi climatiche, sanitarie ed economiche; sottolinea che, al contempo, il massimale nazionale de minimis è stato solo marginalmente adeguato (da 0,75 % a 1 % del valore della produzione agricola nazionale), il che ha ridotto il margine di manovra degli Stati per sostenere le imprese agricole in difficoltà; appoggia, pertanto, la proposta della Commissione volta a concedere maggiore flessibilità agli Stati membri e alle regioni nel quadro delle norme de minimis in ambito agricolo;

16.  appoggia la proposta della Commissione di concedere agli Stati membri maggiore flessibilità nel quadro delle norme in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo in modo da incoraggiare gli agricoltori a costituire volontariamente un risparmio precauzionale inteso ad affrontare meglio la recrudescenza dei rischi sanitari e di natura climatica, nonché economici;

17.  accoglie con favore gli sviluppi apportati dal regolamento omnibus finalizzati ad agevolare l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 222 del regolamento OCM unica, il che consente di ottenere una deroga temporanea al diritto della concorrenza; chiede tuttavia alla Commissione di fornire chiarimenti in merito all'applicazione degli articoli 219 e 222 del regolamento (UE) n. 1308/2013 per l'attuazione di misure in caso di turbative del mercato e grave squilibrio sullo stesso, poiché l'incertezza giuridica che esiste attualmente su entrambe le disposizioni fa sì che nessuno le applichi per timore di possibili inadempienze di fronte alle autorità garanti della concorrenza nei diversi Stati membri;

18.  sottolinea che, nei periodi in cui i mercati soffrono di gravi squilibri, quando il settore agricolo è minacciato e tutti i cittadini sono interessati dai potenziali danni causati all'approvvigionamento alimentare di base, la PAC rivolta al mercato deve sostenere gli agricoltori e concedere deroghe supplementari, limitate nel tempo e pienamente giustificate alle norme in materia di concorrenza per gli accordi e le decisioni tra agricoltori, organizzazioni di produttori, le loro associazioni e le organizzazioni interprofessionali riconosciute; ritiene inoltre fondamentale consentire la possibilità prevista all'articolo 164 del regolamento OCM di estendere le regole di un accordo o di una decisione assunti all'interno di organizzazioni agricole riconosciute in applicazione dell'articolo 222 del regolamento OCM;

19.  ricorda che è avvenuta una significativa ristrutturazione verticale e orizzontale che ha portato a un ulteriore consolidamento nei settori, già concentrati, delle sementi, dell'agrochimica, dei fertilizzanti, della genetica animale e delle macchine agricole, nonché nei settori della trasformazione e del dettaglio; invita la Commissione ad assicurare che in tale contesto, e a seguito dell'acquisizione dell'azienda Monsanto da parte del gruppo Bayer, che insieme controllano approssimativamente il 24 % del mercato mondiale dei pesticidi e il 29 % del mercato mondiale delle sementi, siano protetti gli interessi degli agricoltori dell'UE, dei cittadini e dell'ambiente, valutando l'impatto da una prospettiva globale e olistica, a livello di azienda agricola, delle fusioni e acquisizioni dei fornitori dei fattori di produzione agricola, inclusi i produttori di prodotti fitosanitari, in modo tale che gli agricoltori abbiano accesso a prodotti innovativi di migliore qualità, con un impatto ambientale minore e a prezzi competitivi; sottolinea che tali fusioni e acquisizioni potrebbero danneggiare la concorrenza nel settore dell'accesso ai prodotti essenziali per gli agricoltori; ritiene che le norme di commercializzazione di sementi e di materiale di propagazione vegetativa per uso minore dovrebbero essere attenuate e rese più flessibili.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

22.11.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

0

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Daniel Buda, Nicola Caputo, Jacques Colombier, Michel Dantin, Paolo De Castro, Albert Deß, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Luke Ming Flanagan, Karine Gloanec Maurin, Esther Herranz García, Jan Huitema, Peter Jahr, Jarosław Kalinowski, Norbert Lins, Philippe Loiseau, Mairead McGuinness, Giulia Moi, Ulrike Müller, James Nicholson, Maria Noichl, Maria Lidia Senra Rodríguez, Ricardo Serrão Santos, Marc Tarabella

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Angélique Delahaye, Maria Heubuch, Anthea McIntyre, John Procter, Sofia Ribeiro, Annie Schreijer-Pierik

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Stanisław Ożóg, Monika Vana

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

31

+

ALDE

Jan Huitema, Ulrike Müller

ECR

Anthea McIntyre, James Nicholson, Stanisław Ożóg, John Procter

ENF

Jacques Colombier, Philippe Loiseau

PPE

Daniel Buda, Michel Dantin, Angélique Delahaye, Albert Deß, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Esther Herranz García, Peter Jahr, Jarosław Kalinowski, Norbert Lins, Mairead McGuinness, Sofia Ribeiro, Annie Schreijer-Pierik

S&D

Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Nicola Caputo, Paolo De Castro, Karine Gloanec Maurin, Maria Noichl, Ricardo Serrão Santos, Marc Tarabella

Verts/ALE

Maria Heubuch, Monika Vana

0

-

3

0

EFDD

Giulia Moi

GUE/NGL

Luke Ming Flanagan, Maria Lidia Senra Rodríguez

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

Dati Eurostat sugli indici dei prezzi dei prodotti agricoli (apri_pi); vedere anche il considerando B della risoluzione del Parlamento europeo del 19 gennaio 2012 sulla catena di approvvigionamento dei fattori di produzione agricola: struttura e implicazioni (GU C 227 E del 6.8.2013, pag. 3).

(2)

Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 14 novembre 2017, Président de l'Autorité de la concurrence contro Association des producteurs vendeurs d'endives (APVE) e a., C-671/15, ECLI:EU:C:2017:860.

(3)

COM(2013)0192.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

3.12.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

2

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pervenche Berès, Esther de Lange, Markus Ferber, Brian Hayes, Wolf Klinz, Georgios Kyrtsos, Philippe Lamberts, Werner Langen, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Marisa Matias, Gabriel Mato, Alex Mayer, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Ralph Packet, Sirpa Pietikäinen, Anne Sander, Martin Schirdewan, Molly Scott Cato, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Marco Valli, Miguel Viegas, Jakob von Weizsäcker

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Enrique Calvet Chambon, Mady Delvaux, Syed Kamall, Alain Lamassoure, Luigi Morgano, Michel Reimon, Lieve Wierinck

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Barbara Lochbihler, Jarosław Wałęsa


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

32

+

ALDE

Enrique Calvet Chambon, Wolf Klinz, Lieve Wierinck

ECR

Syed Kamall, Bernd Lucke, Ralph Packet

EFDD

Bernard Monot

GUE/NGL

Marisa Matias, Martin Schirdewan

PPE

Markus Ferber, Brian Hayes, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Esther de Lange, Ivana Maletić, Gabriel Mato, Luděk Niedermayer, Sirpa Pietikäinen, Anne Sander, Jarosław Wałęsa

S&D

Pervenche Berès, Mady Delvaux, Olle Ludvigsson, Alex Mayer, Luigi Morgano, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Jakob von Weizsäcker

VERTS/ALE

Philippe Lamberts, Barbara Lochbihler, Michel Reimon, Molly Scott Cato

2

-

GUE/NGL

Miguel Viegas

PPE

Werner Langen

1

0

EFDD

Marco Valli

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2019Avviso legale