Procedura : 2017/0230(COD)
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Ciclo del documento : A8-0013/2019

Testi presentati :

A8-0013/2019

Discussioni :

PV 15/04/2019 - 19
CRE 15/04/2019 - 19

Votazioni :

PV 16/04/2019 - 8.16
CRE 16/04/2019 - 8.16

Testi approvati :

P8_TA(2019)0374

RELAZIONE     ***I
PDF 1072kWORD 429k
14.1.2019
PE 625.358v02-00 A8-0013/2019

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea), il regolamento (UE) n. 1094/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali), il regolamento (UE) n. 1095/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), il regolamento (UE) n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital, il regolamento (UE) n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale, il regolamento (UE) n. 600/2014 sui mercati degli strumenti finanziari, il regolamento (UE) 2015/760 relativo ai fondi di investimento europei a lungo termine, il regolamento (UE) 2016/1011 sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento, il regolamento (UE) 2017/1129 relativo al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato e la direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo

(COM(2018)0646 – C8-0409/2018 – 2017/0230(COD))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatori: Othmar Karas, Pervenche Berès

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA
 PARERE della commissione per i bilanci
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea), il regolamento (UE) n. 1094/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali), il regolamento (UE) n. 1095/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), il regolamento (UE) n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital, il regolamento (UE) n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale, il regolamento (UE) n. 600/2014 sui mercati degli strumenti finanziari, il regolamento (UE) 2015/760 relativo ai fondi di investimento europei a lungo termine, il regolamento (UE) 2016/1011 sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento, il regolamento (UE) 2017/1129 relativo al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato e la direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo

(COM(2018)0646 – C8-0409/2018 – 2017/0230(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0646),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0409/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 15 febbraio 2018(1),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per i bilanci (A8-0013/2019),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO EUROPEO(2)*

alla proposta della Commissione

---------------------------------------------------------

Proposta modificata di

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea), il regolamento (UE) n. 1094/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali), il regolamento (UE) n. 1095/2010 che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), il regolamento (UE) n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital; il regolamento (UE) n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale; il regolamento (UE) n. 600/2014 sui mercati degli strumenti finanziari, il regolamento (UE) 2015/760 relativo ai fondi di investimento europei a lungo termine, il regolamento (UE) 2016/1011 sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento, il regolamento (UE) 2017/1129 relativo al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato e la direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere della Banca centrale europea(3),

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(4),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(5),

considerando quanto segue:

(8)  È quindi di importanza cruciale che il sistema finanziario svolga pienamente il suo ruolo nell'affrontare con efficacia le sfide critiche connesse alla sostenibilità. Ciò richiederà un contributo attivo delle autorità europee di vigilanza per creare un quadro normativo e di vigilanza adeguato ▌.

(11 bis)  La promozione di modalità coerenti, sistematiche ed efficienti di monitoraggio e valutazione dei rischi relativi al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo nel sistema finanziario dell'Unione assume un'importanza crescente. La lotta contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo è una responsabilità condivisa tra gli Stati membri e le istituzioni e gli organi europei, nell'ambito dei rispettivi mandati. Essi dovrebbero istituire meccanismi per rafforzare la cooperazione, il coordinamento e l'assistenza reciproca, utilizzando appieno tutti gli strumenti e le misure disponibili nell'ambito del quadro normativo e istituzionale esistente. Al contempo, tutti i soggetti coinvolti dovrebbero consentire un controllo e una sorveglianza adeguati delle loro azioni.

(11 bis bis)  Date le conseguenze in termini di stabilità finanziaria che potrebbero derivare da abusi del settore finanziario a fini di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, in considerazione del fatto che il settore bancario è quello in cui i rischi connessi al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo hanno le maggiori probabilità di produrre effetti a livello sistemico, e alla luce dell'esperienza già acquisita dall'ABE nella tutela del settore bancario da tali abusi nella sua veste di autorità responsabile della sorveglianza per tutti gli Stati membri, l'ABE dovrebbe assumere un ruolo guida di coordinamento e monitoraggio a livello di Unione per proteggere efficacemente il sistema finanziario dai rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. È pertanto necessario affidare all'ABE, in aggiunta alle sue attuali competenze, l'autorità di agire nell'ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 1094/2010 e del regolamento (UE) n. 1095/2010, nella misura in cui tale autorità sia finalizzata alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo e riguardi gli operatori del settore finanziario e le relative autorità di vigilanza competenti di cui ai predetti regolamenti. Inoltre, la centralizzazione del mandato per l'intero settore finanziario presso l'ABE permetterebbe di ottimizzare l'uso delle sue competenze e risorse e non pregiudica gli obblighi sostanziali previsti dalla direttiva (UE) 2015/849.

(11 ter)  Per poter esercitare il proprio mandato in modo efficace, l'ABE dovrebbe avvalersi pienamente di tutti i poteri e gli strumenti che il regolamento le attribuisce, rispettando nel contempo il principio di proporzionalità. Le misure adottate dall'ABE per promuovere l'integrità, la trasparenza e la sicurezza nel sistema finanziario e per prevenire e combattere il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo dovrebbero limitarsi a quanto necessario per conseguire gli obiettivi del presente regolamento o degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e dovrebbero tenere debitamente conto della natura, della portata e della complessità dei rischi, delle prassi e dei modelli aziendali come pure delle dimensioni degli operatori del settore finanziario e dei mercati. È importante che l'ABE, in linea con il suo nuovo ruolo, raccolga tutte le informazioni pertinenti in relazione alle attività di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo individuate dalle autorità nazionali e dell'Unione competenti, fatti salvi i compiti assegnati alle autorità a norma della direttiva (UE) 2015/849 e senza creare inutili doppioni. Nel pieno rispetto delle norme in materia di protezione dei dati, l'ABE dovrebbe conservare tali informazioni in una banca dati centralizzata e promuovere la cooperazione tra le autorità garantendo un'adeguata diffusione delle informazioni pertinenti. Ove opportuno, l'ABE può inoltre trasmettere alle autorità giudiziarie nazionali dello Stato membro interessato e, se del caso, al procuratore europeo le informazioni in suo possesso che potrebbero dar luogo a un procedimento penale.

(11 ter bis)  Su richiesta delle autorità competenti nell'esercizio delle loro funzioni di vigilanza prudenziale, l'ABE dovrebbe fornire assistenza. L'ABE dovrebbe inoltre assicurare lo stretto coordinamento e, se del caso, lo scambio di informazioni con le autorità competenti, compresa la Banca centrale europea, nelle sue funzioni di vigilanza, e con le autorità investite della funzione pubblica di vigilanza dei soggetti obbligati di cui all'articolo 2, paragrafo 1, punti 1) e 2), della direttiva (UE) 2015/849, nonché con le Unità di informazione finanziaria, tenendo al contempo debito conto dei canali esistenti per lo scambio di informazioni quali la piattaforma FIU dell'UE e FIU.net, per assicurare l'efficienza ed evitare qualsiasi forma di azione ridondante o incoerente nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

(11 ter ter)  L'ABE dovrebbe inoltre procedere a verifiche delle autorità competenti e a valutazioni dei rischi connessi al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. L'ABE dovrebbe assumere un ruolo nell'individuare negli Stati membri le pratiche e i processi di vigilanza e prudenziali che danneggiano la coerenza e la forza del quadro dell'Unione per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. L'ABE dovrebbe avviare un procedimento per correggere tali debolezze e, se necessario, proporre nuove norme tecniche di regolamentazione.

(11 ter quater)  Inoltre, è opportuno che l'ABE assuma un ruolo guida nel contribuire a facilitare la cooperazione tra le autorità competenti nell'Unione e le pertinenti autorità nei paesi terzi in questo ambito al fine di garantire un migliore coordinamento dell'azione a livello di Unione nei casi concreti di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo che hanno una dimensione transfrontaliera riguardante paesi terzi.

(11 quater)  Per migliorare l'efficacia del controllo della vigilanza sull'osservanza della normativa per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e garantire un maggiore coordinamento tra le autorità nazionali competenti in materia di contrasto delle violazioni del diritto dell'Unione direttamente applicabile o dei relativi atti di recepimento, l'ABE dovrebbe avere il potere di effettuare analisi delle informazioni raccolte e, se necessario, di condurre indagini su accuse portate alla sua attenzione riguardanti violazioni concrete o la mancata applicazione del diritto dell'Unione nonché, in presenza di prove o di sostanziali indizi di violazioni concrete, di chiedere alle autorità competenti di indagare in merito a possibili violazioni delle norme pertinenti e di considerare l'adozione di decisioni e l'imposizione di sanzioni nei confronti degli istituti finanziari affinché rispettino i loro obblighi giuridici. Tale potere dovrebbe essere utilizzato solo in presenza di indizi di violazioni concrete. Qualora l'ABE disponga di sostanziali indizi di violazioni concrete, le azioni di cui sopra dovrebbero essere avviate senza indebito ritardo. Le richieste di cui alla presente disposizione non dovrebbero pregiudicare le misure di vigilanza in corso da parte dell'autorità competente destinataria della richiesta.

(15 bis)  Le verifiche indipendenti volte a garantire un quadro obiettivo e trasparente delle prassi di vigilanza sono fondamentali alla luce dell'importanza di garantire che il quadro di vigilanza dell'Unione sulla lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo sia applicato in modo efficace. Attraverso tali verifiche l'ABE dovrebbe valutare le strategie, le capacità e le risorse utilizzate dalle autorità competenti per far fronte ai rischi emergenti inerenti al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Se da tali verifiche emergono serie preoccupazioni cui l'autorità competente non pone rimedio come opportuno e necessario, l'ABE dovrebbe pubblicare una relazione di follow-up riguardante l'osservanza delle misure di follow-up richieste e informare senza indebito ritardo il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione.

(15 ter) Ai fini dell'espletamento dei suoi compiti e dell'esercizio delle sue competenze, l'ABE, dopo aver preso una decisione indirizzata all'autorità competente, dovrebbe avere la facoltà di prendere decisioni individuali nei confronti degli operatori del settore finanziario nel contesto della procedura per le violazioni del diritto dell'Unione e della procedura per la mediazione vincolante anche quando le norme sostanziali non sono direttamente applicabili a tali operatori. Qualora le norme sostanziali siano stabilite da direttive, l'ABE dovrebbe applicare la legislazione nazionale che le recepisce, a meno che l'ABE, dopo aver consultato la Commissione, ritenga che la legislazione nazionale non recepisca adeguatamente tali direttive. Qualora il pertinente diritto dell'Unione sia composto di regolamenti che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, attribuiscono espressamente agli Stati membri la possibilità di scegliere tra diverse opzioni, l'ABE dovrebbe applicare la legislazione nazionale derivante dalla scelta tra tali opzioni.

(15 ter bis)    Al fine di potenziare il ruolo dell'ABE nel garantire l'efficacia del controllo della vigilanza sull'osservanza della normativa per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e nell'affrontare le violazioni o la mancata applicazione del diritto dell'Unione o dei relativi atti di recepimento, l'ABE dovrebbe mettere a disposizione canali per la segnalazione delle violazioni o della mancata applicazione del diritto dell'Unione. L'ABE dovrebbe garantire che le informazioni possano essere trasmesse in modo anonimo e sicuro. Se ritiene che le informazioni trasmesse contengano prove o sostanziali indizi di violazioni concrete, l'ABE dovrebbe fornire un riscontro alla persona che effettua la segnalazione.

(24 bis)  Per garantire che le decisioni relative alle misure contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo si fondino sul necessario livello di conoscenze, è necessario istituire un comitato interno permanente composto dai capi delle autorità e degli organismi responsabili del controllo dell'osservanza della normativa in materia di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, delle cui competenze riguardo ai diversi modelli aziendali e alle diverse specificità dei settori di attività si tiene pienamente conto. Tale comitato esaminerà e preparerà le decisioni spettanti all'ABE. Per evitare duplicazioni, questo nuovo comitato sostituirà l'attuale sottocomitato antiriciclaggio istituito nell'ambito del comitato congiunto delle AEV.

(24 bis bis)  Per quanto riguarda i compiti dell'ABE in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, il comitato congiunto dovrebbe fungere da forum in cui l'ABE coopera regolarmente e strettamente con l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e con l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati su questioni relative all'interazione tra i compiti specifici dell'ABE di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettera l), e i compiti conferiti all'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, per garantire che si tenga pienamente conto dei diversi modelli aziendali e delle specificità dei diversi settori.

(24 bis ter)  L'ABE dovrebbe essere dotata di risorse e personale adeguati e sufficienti per contribuire efficacemente alla prevenzione coerente, efficiente ed efficace dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, nei limiti delle proprie competenze a norma del presente regolamento. Alle competenze e ai compiti aggiuntivi conferiti all'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati dovrebbero corrispondere sufficienti risorse umane e finanziarie.

(24 bis quater)  In linea con l'obiettivo di conseguire un sistema di vigilanza più coerente e praticabile nell'Unione per prevenire e combattere il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, la Commissione, previa consultazione di tutte le autorità e di tutti i portatori di interessi pertinenti, dovrebbe effettuare una valutazione globale dell'attuazione, del funzionamento e dell'efficacia dei compiti specifici conferiti all'ABE a norma dell'articolo 8, paragrafo 1, punto 1), del presente regolamento. Nell'ambito della sua valutazione, la Commissione dovrebbe analizzare l'interazione tra tali compiti e quelli conferiti all'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. Poiché molte delle attività di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo avvengono al di fuori del settore dei servizi finanziari, la Commissione, sulla base di un'analisi completa dei costi e benefici e al fine di garantire la coerenza, l'efficienza e l'efficacia, dovrebbe anche esaminare in modo approfondito la possibilità di conferire compiti specifici in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo a un'agenzia dedicata a livello dell'UE, esistente o nuova. La Commissione dovrebbe presentare al Parlamento europeo e al Consiglio entro l'11 gennaio 2022 tale valutazione come parte della relazione di cui all'articolo 65 della direttiva (UE) 2018/843, se del caso unitamente a proposte legislative,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1Modifiche del regolamento (UE) n. 1093/2010

Il regolamento (UE) 1093/2010 è così modificato:

(1)  l'articolo 1 è così modificato:

a)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. L'Autorità opera nel quadro dei poteri conferiti dal presente regolamento e nell'ambito di applicazione della direttiva 2002/87/CE, della direttiva 2009/110/CE e della direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio*, del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, della direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, della direttiva 2014/49/UE del Parlamento europeo e del Consiglio**, della direttiva 2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio***, del regolamento (UE) 2015/847**** del Parlamento europeo e del Consiglio*****, della direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio******, della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio********* e, nella misura in cui tali atti si applicano agli enti creditizi e agli istituti finanziari e alle relative autorità di vigilanza competenti, delle parti pertinenti della direttiva 2002/65/CE, comprese le direttive, i regolamenti e le decisioni basati sui predetti atti, e di ogni altro atto giuridicamente vincolante dell'Unione che attribuisca compiti all'Autorità. L'Autorità opera altresì in conformità del regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio********.

L'Autorità opera altresì nel quadro dei poteri conferiti dal presente regolamento e nell'ambito di applicazione della direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio(*****), nella misura in cui tale direttiva si applica agli operatori del settore finanziario e alle relative autorità di vigilanza competenti. Esclusivamente a tal fine, l'ABE svolge i compiti conferiti da qualsiasi atto dell'Unione giuridicamente vincolante all'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali istituita dal regolamento (UE) n. 1094/2010 o all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati istituita dal regolamento (UE) n. 1095/2010. Quando svolge tali compiti, l'Autorità consulta tali autorità e le tiene informate delle sue attività nei confronti di soggetti che sono "istituti finanziari" ai sensi dell'articolo 4, punto 1, del regolamento (UE) n. 1094/2010 o "partecipanti ai mercati finanziari" ai sensi dell'articolo 4, punto 1, del regolamento (UE) n. 1095/2010.

*Direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE (GU L 133 del 22.5.2008, pag. 66).

**Direttiva 2014/49/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativa ai sistemi di garanzia dei depositi ) (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 149).

***Direttiva 2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull'accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 257 del 28.8.2014, pag. 214).

****Regolamento (UE) 2015/847 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006 (GU L 141 del 5.6.2015, pag. 1).

****Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE (GU L 337 del 23.12.2015, pag. 35).

*****Regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio, del 15 ottobre 2013, che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi (GU L 287 del 29.10.2013, pag. 63).

********* Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio (GU L 182 del 29.6.2013, pag. 19).";

a bis)    il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. L'Autorità opera altresì nel settore di attività degli enti creditizi, dei conglomerati finanziari, delle imprese di investimento, degli istituti di pagamento e degli istituti di moneta elettronica, in relazione a questioni non direttamente contemplate negli atti di cui al paragrafo 2, incluse le questioni relative alla governance, alla revisione contabile e all'informativa finanziaria, tenendo conto di modelli aziendali sostenibili e dell'integrazione di fattori di carattere ambientale e sociale e di governance, purché tali azioni dell'Autorità siano necessarie per assicurare l'applicazione effettiva e coerente di tali atti.";

a ter)    il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. L'obiettivo dell'Autorità è proteggere l'interesse pubblico contribuendo alla stabilità e all'efficacia a breve, medio e lungo termine del sistema finanziario a beneficio dell'economia dell'Unione, dei suoi cittadini e delle sue imprese. Nell'ambito delle proprie competenze, l'Autorità contribuisce a:

a) migliorare il funzionamento del mercato interno, con particolare riguardo a un livello di regolamentazione e di vigilanza valido, efficace e uniforme;

b) garantire l'integrità, la trasparenza, l'efficienza e il regolare funzionamento dei mercati finanziari;

c) rafforzare il coordinamento internazionale in materia di vigilanza;

d) impedire l'arbitraggio regolamentare e promuovere pari condizioni di concorrenza;

e) assicurare che l'assunzione di crediti e altri rischi siano adeguatamente regolamentati e oggetto dell'opportuna vigilanza; ▐

f) aumentare la protezione dei clienti e dei consumatori;

f bis) rafforzare la convergenza in materia di vigilanza nel mercato interno, anche promuovendo un approccio alla vigilanza della condotta professionale basato sul rischio;

f ter) prevenire l'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

A tali fini, l'Autorità contribuisce ad assicurare l'applicazione uniforme, efficiente ed efficace degli atti di cui al paragrafo 2, favorisce la convergenza in materia di vigilanza e fornisce pareri al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione in conformità dell'articolo 16 bis.

Nell'esecuzione dei compiti conferitile dal presente regolamento, l'Autorità presta una speciale attenzione a qualsiasi rischio sistemico posto dagli istituti finanziari il cui fallimento è suscettibile di pregiudicare il funzionamento del sistema finanziario o dell'economia reale.

Nello svolgimento dei suoi compiti l'Autorità agisce in modo indipendente, obiettivo, non discriminatorio e trasparente, nell'interesse di tutta l'Unione, e rispetta il principio di proporzionalità. L'Autorità applica i principi di responsabilità e integrità e assicura che tutte le parti interessate siano trattate equamente a tale riguardo.

Il contenuto e la forma delle azioni e delle misure dell'Autorità si limitano a quanto necessario a conseguire gli obiettivi del presente regolamento o degli atti di cui al paragrafo 2 e sono proporzionati alla natura, alla portata e alla complessità dei rischi insiti nell'attività di un'istituzione o dei mercati interessati dall'azione dell'Autorità.";

b)  all'articolo 1, paragrafo 2, è aggiunto il comma seguente:

"L'Autorità opera altresì nel quadro dei poteri conferiti dal presente regolamento e nell'ambito di applicazione della direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio(*), nella misura in cui tale direttiva si applica agli operatori del settore finanziario e alle relative autorità di vigilanza competenti. Esclusivamente a tal fine, l'ABE svolge i compiti conferiti da qualsiasi atto dell'Unione giuridicamente vincolante all'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali istituita dal regolamento (UE) n. 1094/2010 o all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati istituita dal regolamento (UE) n. 1095/2010. Quando svolge tali compiti, l'Autorità consulta tali autorità e le tiene informate delle sue attività nei confronti di soggetti che sono "istituti finanziari" ai sensi dell'articolo 4, punto 1, del regolamento (UE) n. 1094/2010 o "partecipanti ai mercati finanziari" ai sensi dell'articolo 4, punto 1, del regolamento (UE) n. 1095/2010.

(*) Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE della Commissione (GU L 141 del 5.6.2015, pag. 73).";

(2)  l'articolo 2 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. L'Autorità fa parte del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (SEVIF). Lo scopo principale del SEVIF è garantire che le norme applicabili al settore finanziario siano attuate in modo adeguato per preservare la stabilità finanziaria, creare fiducia nell'intero sistema finanziario e assicurare un'efficace e sufficiente protezione dei consumatori di servizi finanziari.";

b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. In virtù del principio di leale cooperazione di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea, le parti del SEVIF cooperano con fiducia e pieno rispetto reciproco, in particolare garantendo lo scambio ▌di informazioni utili e attendibili tra di esse e in relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.";

c)  al ▌paragrafo 5 è inserito il seguente comma:

"I riferimenti alla vigilanza contenuti nel presente regolamento comprendono tutte le attività pertinenti, fatte salve le competenze nazionali, di tutte le autorità competenti che devono essere effettuate conformemente agli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.";

(2 bis)  l'articolo 3 è sostituito dal seguente:

"Articolo 3

Responsabilità del Sistema europeo di vigilanza finanziaria

1. Le Autorità di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettere da a) a e), sono responsabili dinanzi al Parlamento europeo e al Consiglio. La Banca centrale europea è responsabile dinanzi al Parlamento europeo e al Consiglio relativamente all'esercizio dei poteri di vigilanza ad essa attribuiti dal regolamento (UE) n. 1024/2013 in conformità del regolamento stesso.

2. Nel corso di indagini condotte dal Parlamento europeo a norma dell'articolo 226 TFUE, l'Autorità collabora pienamente con il Parlamento europeo.

3. Il consiglio delle autorità di vigilanza adotta una relazione annuale sulle attività dell'Autorità, compresa l'esecuzione dei compiti del presidente, e la trasmette, entro il 15 giugno di ogni anno, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e al Comitato economico e sociale europeo. La relazione è resa pubblica.

Nella relazione annuale di cui al primo comma, l'Autorità include informazioni sugli accordi amministrativi concordati con le autorità di vigilanza, sulle organizzazioni internazionali o sulle amministrazioni di paesi terzi, sull'assistenza fornita dall'Autorità alla Commissione nell'elaborazione delle decisioni di equivalenza e sull'attività di monitoraggio svolta dall'Autorità a norma dell'articolo 33.

4. Su richiesta del Parlamento europeo, il presidente partecipa a un'audizione dinanzi al Parlamento europeo dedicata alle prestazioni dell'Autorità. Un'audizione ha luogo almeno una volta ogni anno. Il presidente fa una dichiarazione dinanzi al Parlamento europeo e risponde a eventuali domande poste dai suoi membri ogni volta che ne sia richiesto.

5. Qualora richiesto, il presidente trasmette al Parlamento europeo una relazione scritta sulle attività dell'Autorità almeno quindici giorni prima della dichiarazione di cui al paragrafo 1 quater.

6. Oltre alle informazioni di cui agli articoli da 11 a 18 e agli articoli 20 e 33, la relazione include anche le eventuali informazioni pertinenti richieste dal Parlamento europeo su una base puntuale.

7. L'Autorità risponde oralmente o per iscritto alle interrogazioni rivoltele dal Parlamento europeo o dal Consiglio entro cinque settimane dal ricevimento dell'interrogazione.

8. Su richiesta, il presidente tiene discussioni orali riservate a porte chiuse con il presidente, i vicepresidenti e i coordinatori della commissione competente del Parlamento europeo quando tali discussioni sono necessarie all'esercizio dei poteri del Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 226 TFUE. Tutti i partecipanti rispettano l'obbligo del segreto professionale.

9. L'Autorità istituisce un registro dei documenti e del relativo stato di accessibilità.

10. L'Autorità fornisce al Parlamento europeo un resoconto puntuale dei lavori delle riunioni del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, del Consiglio per la stabilità finanziaria e dell'Organismo internazionale di normalizzazione contabile, nonché di qualsiasi altro organismo o istituzione internazionale competente o con influenza in materia di vigilanza bancaria.";

(3)  l'articolo 4 è così modificato:

a)  il punto 1) è sostituito dal seguente:

"1) "istituti finanziari": qualsiasi impresa soggetta a regolamentazione e a vigilanza a norma degli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2;";

a bis)  è inserito il seguente punto 1 bis):

"1 bis) "operatori del settore finanziario": i soggetti cui si applica l'articolo 2 della direttiva (UE) 2015/849 che sono anche "istituti finanziari" ai sensi dell'articolo 4, punto 1, del presente regolamento e dell'articolo 4, punto 1, del regolamento (UE) n. 1094/2010, o "partecipanti ai mercati finanziari" ai sensi dell'articolo 4, punto 1, del regolamento (UE) n. 1095/2010;";

b)  al punto 2), il punto i) è sostituito dal seguente:

"i) le autorità competenti quali definite all'articolo 4, paragrafo 1, punto 40, del regolamento (UE) n. 575/2013, compresa la Banca centrale europea relativamente ai compiti ad essa attribuiti dal regolamento (UE) n. 1024/2013;";

c)  al punto 2), il punto ii) è sostituito dal seguente:

"ii) in relazione alla direttiva 2002/65/CE, le autorità e gli organismi competenti ad assicurare l'osservanza dei requisiti di detta direttiva da parte degli istituti finanziari;

ii bis) in relazione alla direttiva (UE) 2015/849, le autorità e gli organismi che esercitano la vigilanza sugli istituti finanziari e sono competenti ad assicurare l'osservanza dei requisiti di cui all'articolo 48 di detta direttiva;";

d)  al punto 2), il punto iii) è sostituito dal seguente:

"iii) in relazione ai sistemi di garanzia dei depositi, gli organismi incaricati della gestione di tali sistemi conformemente alla direttiva 2014/49/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, o, qualora il funzionamento del sistema di garanzia dei depositi sia gestito da una società privata, l'autorità pubblica che vigila su tali sistemi, a norma di tale direttiva, e le pertinenti autorità amministrative di cui alla stessa direttiva; e";

e)  al punto 2), sono aggiunti i seguenti punti v) e vi):

"v) le autorità competenti di cui alla direttiva 2014/17/UE, al regolamento 2015/751, alla direttiva (UE) 2015/2366, alla direttiva 2009/110/CE, al regolamento (CE) n. 924/2009 e al regolamento (UE) n. 260/2012;

(vi) gli organismi e le autorità di cui all'articolo 20 della direttiva 2008/48/CE.";

(4)  l'articolo 6 è così modificato:

a)  il punto 2) è sostituito dal seguente:

"2) un comitato esecutivo, che svolge i compiti di cui all'articolo 47;";

b)  il punto 4) è soppresso;

(4 bis)  l'articolo 7 è così modificato:

"Articolo 7Sede

L'Autorità ha sede a Parigi (Francia).

L'ubicazione della sede dell'Autorità non influisce sull'esercizio dei suoi compiti e dei suoi poteri, sull'organizzazione della sua struttura di governance, sul funzionamento della sua organizzazione principale o sul finanziamento principale delle sue attività, mentre consente, se del caso, la condivisione con agenzie dell'Unione dei servizi di supporto amministrativo e di gestione delle infrastrutture che non sono connessi alle attività principali dell'Autorità. Entro … [data di applicazione del presente regolamento modificativo], e successivamente ogni 12 mesi, la Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito al rispetto di tale requisito da parte delle autorità europee di vigilanza.";

(5)  l'articolo 8 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è così modificato:

-i)  la lettera a) è così modificata:

"a) contribuisce, sulla base degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, all'elaborazione di norme e prassi comuni di regolamentazione e vigilanza di elevata qualità, in particolare ▌ elaborando ▌progetti di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione, orientamenti, raccomandazioni e altre atte misure, tra cui pareri, in conformità dell'articolo 16 bis;";

i)  è sostituita la seguente lettera a bis):

"a bis) elabora e mantiene aggiornato un manuale di vigilanza dell'Unione sulla vigilanza degli istituti finanziari nell'Unione che definisce le migliori prassi in materia di vigilanza e metodologie e processi di elevata qualità e tiene conto, tra l'altro, dell'evoluzione delle prassi e dei modelli aziendali e delle dimensioni degli istituti e dei mercati finanziari;";

ii)  è inserita la seguente lettera a ter):

"a ter) elabora e mantiene aggiornato un manuale di risoluzione dell'Unione sulla risoluzione degli istituti finanziari nell'Unione che definisce le migliori prassi in materia di vigilanza e metodologie e processi di risoluzione di elevata qualità e tiene conto, tra l'altro, dell'evoluzione delle prassi e dei modelli aziendali e delle dimensioni degli istituti e dei mercati finanziari;";

ii bis)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) contribuisce all'applicazione uniforme degli atti giuridicamente vincolanti dell'Unione, in particolare contribuendo a una cultura comune della vigilanza, assicurando l'applicazione uniforme, efficiente ed efficace degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, impedendo l'arbitraggio regolamentare, promuovendo e monitorando l'indipendenza della vigilanza, mediando e risolvendo controversie tra autorità competenti, assicurando una vigilanza efficace e coerente sugli istituti finanziari, garantendo il funzionamento uniforme dei collegi delle autorità di vigilanza e prendendo provvedimenti, anche in situazioni di emergenza;";

iii)  le lettere e) e f) sono sostituite dalle seguenti:

"e) organizza ed effettua verifiche delle autorità competenti, con il sostegno delle autorità nazionali competenti, e, in tale contesto, formula ▌raccomandazioni destinate a dette autorità e individua le migliori prassi, e formula in tale contesto orientamenti al fine di rafforzare l'uniformità dei risultati di vigilanza;

f) sorveglia e valuta gli sviluppi di mercato nel suo settore di competenza, inclusi, se del caso, gli sviluppi inerenti all'andamento del credito, in particolare, alle famiglie e alle PMI e ai servizi finanziari innovativi e gli sviluppi inerenti all'andamento dei fattori di carattere ambientale e sociale e di governance;

f bis) conduce, insieme alle autorità competenti, analisi comparative sui risultati dei modelli interni, al fine di analizzare la portata della variabilità dei parametri di rischio nonché la loro capacità predittiva e, in tale contesto, elabora norme tecniche di regolamentazione, orientamenti e relazioni;";

iii bis)  la lettera g) è sostituita dalla seguente:

"g) svolge analisi ▌dei mercati per coadiuvare l'Autorità nell'espletamento dei propri compiti;";

iv)  la lettera h) è sostituita dalla seguente:

"h) promuove, se del caso, la tutela dei depositanti, dei consumatori e degli investitori, in particolare per quanto riguarda le carenze in un contesto transfrontaliero e tenendo conto dei relativi rischi;";

iv bis)  è inserita la seguente lettera i bis):

"i bis) contribuisce alla definizione di una strategia comune dell'Unione in materia di dati finanziari;";

iv ter)  è inserita la seguente lettera k bis):

"k bis) pubblica sul suo sito web, e aggiorna regolarmente, tutte le norme tecniche di regolamentazione, le norme tecniche di attuazione, gli orientamenti, le raccomandazioni e le domande e risposte per ciascun atto legislativo di cui all'articolo 1, paragrafo 2, comprese panoramiche dello stato di avanzamento delle attività in corso e della tempistica prevista per l'adozione dei progetti di norme tecniche di regolamentazione, dei progetti di norme tecniche di attuazione, degli orientamenti, delle raccomandazioni e delle domande e risposte. Tali informazioni sono rese disponibili in tutte le lingue di lavoro dell'Unione europea;";

v)  è aggiunta la seguente lettera l):

"l) contribuisce alla prevenzione coerente, efficiente ed efficace dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.";

b)  il paragrafo 1 bis è così modificato:

i)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) tenendo in debita considerazione l'obiettivo primario di assicurare la sicurezza e la solidità degli istituti finanziari, tiene pienamente conto delle loro diverse tipologie, dimensioni e modelli di business.";

ii)  è inserita la seguente lettera c):

"c) tiene conto dell'innovazione tecnologica, di modelli aziendali innovativi e sostenibili e dell'integrazione di fattori di carattere ambientale e sociale e di governance.";

c)  al paragrafo 2 è modificato quanto segue:

i) è inserita la lettera c bis) seguente:

"c bis) formulare le raccomandazioni di cui agli articoli 29 bis e 31 bis;";

i bis) è inserita la lettera d bis) seguente:

"d bis) emettere segnalazioni conformemente all'articolo 9, paragrafo 3;";

i ter) sono inserite le lettere g bis), g ter) e g quater) seguenti:

"g bis) emanare pareri rivolti al Parlamento europeo, al Consiglio o alla Commissione, come previsto all'articolo 16 bis;

g ter) rispondere alle domande, conformemente all'articolo 16 ter;

g quater) emanare lettere di non intervento limitato nel tempo, conformemente all'articolo 9 quater;";

    ii) la lettera h) è sostituita dalla seguente:

"h) raccogliere le informazioni necessarie relative agli istituti finanziari, come previsto agli articoli 35 e 35 ter;";

c bis)  il paragrafo 2 bis è sostituito dal seguente:

"2 bis. Nello svolgimento dei compiti di cui al presente articolo, l'Autorità rispetta rigorosamente le leggi di livello 1 e le misure di livello 2 e applica i principi di proporzionalità e del "legiferare meglio", comprese le valutazioni d'impatto, le analisi dei costi e benefici e le consultazioni pubbliche aperte.

Le consultazioni pubbliche aperte di cui agli articoli 10, 15, 16 e 16 bis sono condotte nel modo più ampio possibile per garantire un approccio inclusivo nei confronti di tutte le parti interessate e concedono alle stesse un tempo ragionevole per rispondere. L'Autorità fornisce e pubblica riscontri in merito a come le informazioni e le opinioni raccolte nella consultazione sono state utilizzate in un progetto di norme tecniche di regolamentazione, un progetto di norme tecniche di attuazione, orientamenti, raccomandazioni e pareri.

L'Autorità sintetizza il contributo ricevuto dalle parti interessate in maniera tale da consentire la comparabilità dei risultati delle consultazioni pubbliche su questioni simili.";

(6)  l'articolo 9 è così modificato:

-a)  al paragrafo 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a) la raccolta, l'analisi e l'informativa sulle tendenze dei consumatori, quali ad esempio l'andamento dei costi e delle tariffe dei servizi e dei prodotti finanziari al dettaglio negli Stati membri;";

-a bis)  al paragrafo 1, sono aggiunte le seguenti lettere d bis), d ter) e d quater):

"d bis)  il contributo a favore di condizioni di parità nel mercato unico, in cui consumatori e altri utenti di servizi finanziari abbiano un accesso equo a servizi e prodotti finanziari nonché mezzi di ricorso comparabili;

d ter)  la promozione di ulteriori sviluppi in termini di regolamentazione e vigilanza che potrebbero facilitare una più profonda armonizzazione e integrazione a livello di Unione; a tal fine l'Autorità, nel suo settore di competenza, monitora gli ostacoli o l'incidenza sul consolidamento transfrontaliero e può fornire un parere o raccomandazioni al fine di identificare modi adeguati per rimuoverli;

d quater)  il coordinamento delle attività di "mistery shopping" delle autorità competenti.";

a)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. L'Autorità esegue il monitoraggio delle attività finanziarie nuove ed esistenti e può adottare orientamenti e raccomandazioni in conformità dell'articolo 16 volti a promuovere la sicurezza e la solidità dei mercati e la convergenza e l'efficacia delle prassi di regolamentazione e di vigilanza.

2 bis. Nell'ambito delle proprie competenze, l'Autorità elabora norme sulla condotta delle attività di vigilanza sulle imprese all'intenzione delle autorità nazionali competenti, ad esempio sui poteri e sui compiti minimi.";

b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. L'Autorità istituisce, come parte integrante dell'Autorità stessa, un comitato sulla proporzionalità, per assicurare che le differenze relative alla natura, all'entità e alla complessità dei rischi, dell'evoluzione delle prassi e dei modelli aziendali e delle dimensioni degli istituti e dei mercati finanziari si riflettano nel lavoro dell'Autorità, come pure un comitato sulla tutela dei consumatori e sull'innovazione finanziaria, che riunisce tutte le autorità competenti pertinenti e le autorità responsabili della tutela dei consumatori al fine di rafforzare tale tutela e conseguire un approccio coordinato nella regolamentazione e nella vigilanza delle attività finanziarie nuove o innovative e di fornire all'Autorità le consulenze da sottoporre al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione. L'Autorità collabora strettamente con il Comitato europeo per la protezione dei dati per evitare duplicazioni, incoerenze e incertezza del diritto nel settore della protezione dei dati. L'Autorità può anche includere le autorità nazionali di protezione dei dati nel quadro del comitato.";

b bis)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. L'Autorità può proibire o limitare temporaneamente la commercializzazione, la distribuzione o la vendita di taluni prodotti, strumenti o attività finanziari che sono potenzialmente in grado di provocare ingenti danni finanziari ai consumatori o che mettono a repentaglio il corretto funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità generale o parziale del sistema finanziario dell'Unione nei casi e alle condizioni specificati negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, oppure, se così richiesto, in caso di necessità dovuta a situazioni di emergenza in conformità e a norma delle condizioni di cui all'articolo 18.

L'Autorità riesamina la decisione di cui al primo comma a intervalli adeguati, non appena possibile e almeno una volta ogni sei mesi. L'Autorità può rinnovare due volte il divieto o la limitazione, i quali, trascorso il periodo, diventano permanenti, salvo diversa decisione dell'Autorità.

Uno Stato membro può chiedere all'Autorità di riconsiderare la decisione. In tal caso, l'Autorità decide, secondo la procedura di cui all'articolo 44, paragrafo 1, secondo comma, se mantenere la decisione.

L'Autorità può altresì valutare la necessità di vietare o limitare determinati tipi di attività o pratica finanziaria e, qualora si presenti tale necessità, informarne la Commissione e le autorità competenti per facilitare l'adozione di un tale divieto o una tale limitazione.";

(6 bis)  sono inseriti i seguenti articoli 9 bis e 9 ter:

"Articolo 9 bisCompiti specifici relativi alla lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo

1.  Nell'ambito delle proprie competenze, l'Autorità assume un ruolo guida di coordinamento e monitoraggio nel promuovere l'integrità, la trasparenza e la sicurezza nel sistema finanziario mediante l'adozione di misure volte a prevenire e combattere il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. In linea con il principio di proporzionalità, tali misure si limitano a quanto necessario per conseguire gli obiettivi del presente regolamento o degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e tengono debitamente conto della natura, della portata e della complessità dei rischi, delle prassi e dei modelli aziendali e delle dimensioni degli operatori del settore finanziario e dei mercati. Le misure intese a prevenire e combattere il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo includono:

a)  la raccolta e l'analisi di informazioni pertinenti provenienti dalle autorità competenti e da altre fonti in merito alle carenze individuate per quanto riguarda i processi e le procedure, i dispositivi di governo societario, le verifiche dei requisiti di professionalità e onorabilità, i modelli di business e le attività degli operatori del settore finanziario per prevenire e combattere il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, nonché alle misure adottate dalle autorità competenti, fatti salvi i compiti affidati alle autorità a norma della direttiva (UE) 2015/849. Le autorità competenti trasmettono tali informazioni all'Autorità, in aggiunta alle informazioni di cui all'articolo 35. L'Autorità opera in stretto coordinamento con le Unità di informazione finanziaria, senza creare inutili doppioni;

a bis)  lo stretto coordinamento e, se del caso, lo scambio di informazioni con le autorità competenti, compresa la Banca centrale europea, nelle sue funzioni di vigilanza, e con le autorità investite della funzione pubblica di vigilanza dei soggetti obbligati di cui all'articolo 2, paragrafo 1, punti 1) e 2), della direttiva (UE) 2015/849, nonché con le Unità di informazione finanziaria, tenendo al contempo debito conto dei canali esistenti per lo scambio di informazioni quali la piattaforma FIU dell'UE e FIU.net, per assicurare l'efficienza ed evitare qualsiasi forma di azione ridondante o incoerente nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo;

b)  l'elaborazione di orientamenti e norme comuni per prevenire e combattere il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo nel settore finanziario e promuovere la loro applicazione uniforme, in particolare tramite l'elaborazione di progetti di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione, orientamenti, raccomandazioni e altre misure, compresi pareri in conformità dell'articolo 16 bis, basati sugli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2;

b bis)  la fornitura di assistenza alle autorità competenti, su richiesta specifica delle stesse;

c)  il monitoraggio degli sviluppi del mercato e la valutazione degli elementi di vulnerabilità e dei rischi in relazione al riciclaggio, al finanziamento del terrorismo nonché, ove applicabile, alla buona governance fiscale nel settore finanziario.

1 bis.  Ai fini del paragrafo 1, lettera a), l'Autorità elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare le modalità pratiche per la raccolta delle informazioni pertinenti, compreso il tipo di informazioni che le autorità competenti presentano in merito alle carenze individuate per quanto riguarda i processi e le procedure, i dispositivi di governo societario, le verifiche dei requisiti di professionalità e onorabilità, i modelli di business e le attività degli operatori del settore finanziario per prevenire e combattere il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, nonché alle misure adottate dalle autorità competenti, senza creare inutili doppioni.

L'Autorità presenta detti progetti di norme tecniche di regolamentazione alla Commissione entro [sei mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento].

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al paragrafo 1 bis a norma dell'articolo 290 TFUE.

2.  In conformità delle norme relative alla protezione dei dati, l'Autorità crea e aggiorna una banca dati centrale contenente le informazioni raccolte ai sensi del paragrafo 1, lettera a). Essa assicura che le informazioni siano analizzate e messe a disposizione delle autorità competenti in base al principio della necessità di conoscere e in via riservata. Ove opportuno, l'Autorità può inoltre trasmettere alle autorità giudiziarie nazionali e alle autorità nazionali competenti dello Stato membro interessato e, se del caso, al procuratore europeo le informazioni in suo possesso che potrebbero dar luogo a un procedimento penale.

3.  L'Autorità promuove la convergenza dei processi di vigilanza di cui alla direttiva (UE) 2015/849 e valuta le strategie, le capacità e le risorse utilizzate dalle autorità competenti per far fronte ai rischi emergenti inerenti al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, anche mediante verifiche▐ a norma dell'articolo 30.

Qualora tali verifiche rivelino gravi carenze nell'individuazione, nella valutazione o nell'eliminazione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, e l'autorità competente non intervenga per dare seguito alle misure di follow-up che si ritengono appropriate e necessarie quali indicate nella relazione di cui all'articolo 30, paragrafo 3, l'Autorità pubblica una relazione di follow-up riguardante l'osservanza delle misure di follow-up richieste e informa il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione.

4.  L'Autorità svolge, ove opportuno con il sostegno del comitato interno permanente per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, valutazioni dei rischi riguardanti le autorità competenti, con particolare attenzione alle autorità competenti di cui all'articolo 4, punto 2, punto ii bis), al fine di testarne le strategie e le risorse volte ad affrontare e monitorare i rischi emergenti più importanti inerenti al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. L'Autorità informa la Commissione dei risultati di tali valutazioni del rischio riguardanti i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo che interessano il settore finanziario dell'Unione, anche incorporando l'analisi dei risultati nel parere che è tenuta ad emanare a norma dell'articolo 6, paragrafo 5, della direttiva (UE) 2015/849.

5.  Nei casi concreti di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo che presentano aspetti transfrontalieri riguardanti paesi terzi, l'Autorità svolge un ruolo guida nel contribuire a facilitare la cooperazione tra le autorità competenti dell'Unione e le autorità competenti dei paesi terzi.

6.  L'Autorità istituisce un comitato interno permanente per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, che ha il compito di coordinare le misure di contrasto in questo settore e preparare le decisioni che saranno adottate dall'Autorità a norma dell'articolo 44.

7.  Il comitato è presieduto dal presidente del consiglio delle autorità di vigilanza ed è composto dai capi delle autorità e degli organismi competenti ad assicurare l'osservanza dei requisiti della direttiva (UE) 2015/849 da parte degli istituti finanziari. Inoltre la Commissione, il CERS, il consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati possono designare ciascuno un rappresentante di alto livello che partecipi alle riunioni del comitato in qualità di osservatore, delle cui competenze riguardo ai diversi modelli aziendali e alle diverse specificità dei settori di attività si tiene pienamente conto. Il comitato può delegare parte dei suoi lavori a un gruppo di lavoro interno che prepara le decisioni del comitato.

Articolo 9 terRichiesta di indagine relativa alla prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo

1.  In materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo ai sensi della direttiva (UE) 2015/849, il consiglio delle autorità di vigilanza o il comitato esecutivo, in presenza di prove o di sostanziali indizi di violazioni concrete, può chiedere ad un'autorità competente di cui all'articolo 4, punto 2, punto ii bis), di indagare su eventuali violazioni da parte di un operatore del settore finanziario del diritto dell'Unione e, se tale diritto è composto da direttive o attribuisce espressamente agli Stati membri la possibilità di scegliere tra diverse opzioni, delle leggi nazionali che recepiscono le direttive in questione o derivano dalla scelta tra le predette opzioni, e di considerare l'imposizione di sanzioni a tale operatore in relazione a dette violazioni. Se necessario, l'Autorità può anche chiedere ad un'autorità competente di cui all'articolo 4, punto 2, punto ii bis), di considerare l'adozione di una decisione individuale che imponga a tale operatore del settore finanziario di prendere tutte le misure necessarie per osservare gli obblighi derivanti dal diritto dell'Unione direttamente applicabile o dalle leggi nazionali che recepiscono le direttive o risultano dalla scelta tra le diverse opzioni attribuite agli Stati membri dal diritto dell'Unione, tra cui la cessazione di ogni eventuale pratica. Qualora l'Autorità disponga di sostanziali indizi di violazioni concrete, le azioni di cui sopra sono avviate senza indebito ritardo. Le richieste di cui al presente paragrafo non ostacolano le misure di vigilanza in corso da parte dell'autorità competente destinataria della richiesta.

2.  L'autorità competente si conforma alle richieste ad essa rivolte in conformità del paragrafo 1 e informa l'Autorità il più presto possibile, e al più tardi entro 10 giorni lavorativi, delle misure adottate o che intende adottare per conformarsi a tale richiesta.

3.  Fatti salvi i poteri e gli obblighi della Commissione ai sensi dell'articolo 258 TFUE, se un'autorità competente non rispetta le disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo, si applica l'articolo 17.";

(6 bis bis)  è inserito il seguente articolo 9 quater:

"Articolo 9 quater

Lettere di non intervento limitato nel tempo

1.  In circostanze eccezionali e ove siano soddisfatte le condizioni di cui al presente paragrafo, l'Autorità può, in coordinamento con tutte le pertinenti autorità competenti, emanare lettere di non intervento limitato nel tempo in relazione a specifiche disposizioni del diritto dell'Unione che si basano sugli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2. Tali lettere costituiscono un impegno temporaneo dell'Autorità e di tutte le pertinenti autorità competenti a non intervenire per la mancata osservanza, da parte di istituti finanziari, di specifiche disposizioni del diritto dell'Unione, qualora gli istituti finanziari non possano conformarsi a tali disposizioni specifiche per almeno uno dei seguenti motivi:

a)   osservando le disposizioni in oggetto gli istituti finanziari non adempirebbero ad altri obblighi giuridici e normativi del diritto dell'Unione;

b)  l'osservanza senza ulteriori misure di livello 2 o un orientamento di livello 3 non è ritenuta fattibile dall'Autorità;

c)  l'osservanza pregiudicherebbe gravemente o minaccerebbe la fiducia dei mercati, la tutela dei consumatori o degli investitori, il corretto funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o dei mercati delle merci, la stabilità dell'insieme o di una parte del sistema finanziario dell'Unione.

L'Autorità non emana lettere di non intervento se ritiene che esse avrebbero un'incidenza negativa sproporzionata rispetto ai vantaggi offerti in termini di efficienza dei mercati finanziari o tutela dei consumatori o degli investitori.

2.  Nella sua lettera di non intervento l'Autorità precisa quali disposizioni specifiche del diritto dell'Unione sono soggette alla sospensione dell'applicazione, le ragioni per cui ritiene che le condizioni di cui al paragrafo 1 siano soddisfatte e a quale data tale sospensione decade. La sospensione non può avere una durata superiore a sei mesi.

3.  Ove l'Autorità decida di emanare una lettera di non intervento, ne informa immediatamente la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio. Entro due settimane da tale notifica, la Commissione, il Parlamento europeo o il Consiglio possono chiedere all'Autorità di riconsiderare la decisione. Su iniziativa della Commissione, del Parlamento europeo o del Consiglio, detto termine è prorogato di due settimane. Qualora la Commissione, il Parlamento europeo o il Consiglio chiedano all'Autorità di riconsiderare la decisione, l'Autorità decide, secondo la procedura di cui all'articolo 44, paragrafo 1, secondo comma, se mantenere la decisione.

4.  Qualora l'Autorità abbia emanato una lettera di non intervento a norma dei paragrafi da 1 a 3, essa provvede immediatamente a pubblicarla sul suo sito web. L'Autorità riesamina la propria decisione di emanare una lettera di non intervento a intervalli adeguati e può rinnovarla soltanto per un periodo di sei mesi. Se non è rinnovata decorso un termine di sei mesi o un anno, la decisione di emanare una lettera di non intervento decade automaticamente.";

(6 bis ter)  l'articolo 10 è sostituito dal seguente:

"Articolo 10Norme tecniche di regolamentazione

1. Se il Parlamento europeo e il Consiglio delegano alla Commissione il potere di adottare norme tecniche di regolamentazione mediante atti delegati, a norma dell'articolo 290 TFUE, al fine di garantire un'armonizzazione coerente nei settori specificati negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può elaborare progetti di norme tecniche di regolamentazione. L'Autorità sottopone i suoi progetti di norme tecniche di regolamentazione all'approvazione della Commissione. Allo stesso tempo l'Autorità trasmette tali norme tecniche per conoscenza al Parlamento europeo e al Consiglio.

Le norme tecniche di regolamentazione sono di carattere tecnico, non implicano decisioni strategiche o scelte politiche e il loro contenuto è limitato dagli atti legislativi su cui si basano. L'Autorità informa il Parlamento europeo e il Consiglio quanto prima e in maniera esaustiva dei progressi compiuti nell'elaborazione dei progetti di norme tecniche di regolamentazione.

Prima di presentarli alla Commissione, l'Autorità effettua consultazioni pubbliche sui progetti di norme tecniche di regolamentazione e analizza i potenziali costi e benefici conformemente all'articolo 8, paragrafo 2 bis. L'Autorità chiede altresì la consulenza del gruppo delle parti interessate nel settore bancario di cui all'articolo 37.

Entro tre mesi dal ricevimento del progetto di norma tecnica di regolamentazione, la Commissione decide se approvarlo. La Commissione può approvare i progetti di norme tecniche di regolamentazione solo in parte o con modifiche, se necessario per tutelare gli interessi dell'Unione.

Nel caso in cui non adotti una decisione entro tre mesi dal ricevimento della norma tecnica di regolamentazione, la Commissione ne informa immediatamente, e comunque prima della scadenza del termine di tre mesi, il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è stata in grado di adottare una decisione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2. Un eventuale ritardo nell'adozione del progetto di norma di regolamentazione non impedisce al Parlamento europeo e al Consiglio di esercitare i loro poteri di controllo in conformità dell'articolo 13.

Ove non intenda approvare il progetto di norma tecnica di regolamentazione o intenda approvarlo in parte o con modifiche, la Commissione lo rinvia all'Autorità, fornendo le ragioni della sua mancata approvazione o, a seconda dei casi, delle modifiche apportate, e invia una copia della sua lettera al Parlamento europeo e al Consiglio. Entro un termine di sei settimane, l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di regolamentazione sulla base delle modifiche proposte dalla Commissione e ripresentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza di tale termine di sei settimane, l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di regolamentazione o ha presentato un progetto di norma tecnica di regolamentazione modificato in modo non coerente con le modifiche proposte dalla Commissione, questa può adottare la norma tecnica di regolamentazione con le modifiche che ritiene pertinenti o respingerla.

La Commissione può modificare il contenuto di un progetto di norma tecnica di regolamentazione elaborato dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

2. Ove l'Autorità non abbia presentato un progetto di norma tecnica di regolamentazione entro il termine fissato negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, ne informa immediatamente il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è stata in grado di presentare il progetto di norma di regolamentazione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2. La Commissione può richiedere il progetto in questione entro un nuovo termine. La Commissione comunica senza indugio il nuovo termine al Parlamento europeo e al Consiglio. Il Parlamento europeo può invitare il presidente dell'Autorità a spiegare i motivi per cui quest'ultima non è stata in grado di presentare il progetto di norma tecnica di regolamentazione.

3. Solo ove l'Autorità non presenti alla Commissione un progetto entro i termini conformemente al paragrafo 2, la Commissione può adottare una norma tecnica di regolamentazione mediante un atto delegato senza un progetto dell'Autorità.

La Commissione effettua consultazioni pubbliche sui progetti di norme tecniche di regolamentazione e analizza i potenziali costi e benefici, a meno che dette consultazioni e analisi siano sproporzionate in relazione alla portata e all'impatto dei progetti di norme tecniche di regolamentazione interessati o in relazione alla particolare urgenza della questione. La Commissione chiede altresì ▌la consulenza del gruppo delle parti interessate nel settore bancario di cui all'articolo 37.

La Commissione trasmette senza indugio il progetto di norma tecnica di regolamentazione al Parlamento europeo, al Consiglio e all'Autorità.

▌Entro un termine di sei settimane, l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di regolamentazione e presentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza del termine di sei settimane di cui al quarto comma, l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di regolamentazione, la Commissione può adottare la norma tecnica di regolamentazione.

Se l'Autorità ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di regolamentazione entro il termine di sei settimane, la Commissione può modificare il progetto di norma tecnica di regolamentazione in base alle modifiche proposte dall'Autorità o adottare la norma tecnica di regolamentazione con le modifiche che ritiene pertinenti. La Commissione modifica il contenuto del progetto di norma tecnica di regolamentazione elaborato dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

4. Le norme tecniche di regolamentazione sono adottate tramite regolamento o decisione. I termini "norma tecnica di regolamentazione" figurano nel titolo. Sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ed entrano in vigore alla data indicata nel relativo atto.";

(6 ter)  all'articolo 13, paragrafo 1, il secondo comma è soppresso;

(6 quater)  l'articolo 15 è sostituito dal seguente:

"Articolo 15Norme tecniche di attuazione

1. Se il Parlamento europeo e il Consiglio conferiscono alla Commissione competenze di esecuzione per adottare norme tecniche di attuazione mediante atti di esecuzione a norma dell'articolo 291 TFUE e al fine di garantire condizioni uniformi per l'attuazione degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può elaborare progetti di norme tecniche di attuazione. Le norme tecniche di attuazione sono di carattere tecnico, non implicano decisioni strategiche o scelte politiche e lo scopo del loro contenuto è quello di determinare le condizioni di applicazione di tali atti. L'Autorità sottopone i suoi progetti di norme tecniche di attuazione all'approvazione della Commissione. Allo stesso tempo l'Autorità trasmette tali norme tecniche per conoscenza al Parlamento europeo e al Consiglio.

Prima di presentare i progetti di norme tecniche di attuazione alla Commissione, l'Autorità effettua consultazioni pubbliche e analizza i relativi costi e benefici potenziali conformemente all'articolo 8, paragrafo 2 bis. L'Autorità chiede altresì la consulenza del gruppo delle parti interessate nel settore bancario di cui all'articolo 37.

Entro tre mesi dal ricevimento di un progetto di norma tecnica di attuazione, la Commissione decide se approvarlo. La Commissione può approvare il progetto di norma tecnica di attuazione solo in parte o con modifiche, se necessario per tutelare gli interessi dell'Unione. Se la Commissione non si oppone, in tutto o in parte, alla norma tecnica di attuazione proposta entro il periodo di valutazione, essa si considera approvata.

Nel caso in cui non adotti una decisione entro tre mesi dal ricevimento della norma tecnica di attuazione, la Commissione ne informa immediatamente, e comunque prima della scadenza del termine di tre mesi, il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è stata in grado di adottare una decisione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Ove non intenda approvare un progetto di norma tecnica di attuazione o intenda approvarlo in parte o con modifiche, la Commissione lo rinvia all'Autorità, fornendo le ragioni della sua mancata approvazione o, a seconda dei casi, delle modifiche apportate, e invia una copia della sua lettera al Parlamento europeo e al Consiglio. Entro un termine di sei settimane, l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di attuazione sulla base delle modifiche proposte dalla Commissione e ripresentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza del termine di sei settimane di cui al quinto comma, l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di attuazione o ha presentato un progetto di norma tecnica di attuazione modificato in modo non coerente con le modifiche proposte dalla Commissione, questa può adottare la norma tecnica di attuazione con le modifiche che ritiene pertinenti o respingerla.

La Commissione modifica il contenuto di un progetto di norma tecnica di attuazione elaborato dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

2. Nei casi in cui l'Autorità non abbia presentato un progetto di norma tecnica di attuazione entro il termine fissato negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, ne informa immediatamente il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è stata in grado di presentare il progetto di norma tecnica di attuazione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2. La Commissione può richiedere il progetto in questione entro un nuovo termine. La Commissione comunica senza indugio il nuovo termine al Parlamento europeo e al Consiglio. Il Parlamento europeo può invitare il presidente dell'Autorità a spiegare i motivi per cui quest'ultima non è stata in grado di presentare il progetto di norma tecnica di attuazione.

3. Solo ove l'Autorità non presenti alla Commissione un progetto di norma tecnica di attuazione entro i termini conformemente al paragrafo 2, la Commissione può adottare una norma tecnica di attuazione mediante un atto di esecuzione senza un progetto dell'Autorità.

La Commissione effettua consultazioni pubbliche sui progetti di norme tecniche di attuazione e analizza i potenziali costi e benefici, a meno che dette consultazioni e analisi siano sproporzionate in relazione alla portata e all'impatto dei progetti di norme tecniche di attuazione interessati o in relazione alla particolare urgenza della questione. La Commissione chiede altresì la consulenza del gruppo delle parti interessate nel settore bancario di cui all'articolo 37.

La Commissione trasmette senza indugio il progetto di norma tecnica di attuazione al Parlamento europeo, al Consiglio e all'Autorità.

▌Entro un termine di sei settimane l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di attuazione e presentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza del termine di sei settimane di cui al quarto comma, l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di attuazione, la Commissione può adottare la norma tecnica di attuazione.

Se l'Autorità ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di attuazione entro tale termine di sei settimane, la Commissione può modificare il progetto di norma tecnica di attuazione in base alle modifiche proposte dall'Autorità o adottare la norma tecnica di attuazione con le modifiche che ritiene pertinenti.

La Commissione modifica il contenuto dei progetti di norme tecniche di attuazione elaborati dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

4. Le norme tecniche di attuazione sono adottate tramite regolamento o decisione. I termini "norma tecnica di attuazione" figurano nel titolo. Sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ed entrano in vigore alla data indicata nel relativo atto.";

(7)  l'articolo 16 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Al fine di istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell'ambito del SEVIF e per assicurare l'applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell'Unione, l'Autorità emana orientamenti o formula raccomandazioni indirizzate alle autorità competenti o agli istituti finanziari.

L'Autorità può inoltre formulare orientamenti e rivolgere raccomandazioni alle autorità degli Stati membri che non sono definite come autorità competenti a norma del presente regolamento ma che hanno il potere di garantire l'applicazione degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Gli orientamenti e le raccomandazioni sono conformi al mandato degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e tengono conto del principio di proporzionalità. L'Autorità non emana orientamenti e non formula raccomandazioni su questioni oggetto di competenze di livello 1 per quanto concerne le norme tecniche di regolamentazione o le norme tecniche di attuazione.

1 bis. Al fine di istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell'ambito del SEVIF, l'Autorità può emanare orientamenti rivolti a tutte le autorità competenti o istituti finanziari ai fini degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, sulla base della procedura di attuazione "conformità o spiegazione" di cui al paragrafo 3 del presente articolo. Tali orientamenti sono considerati idonei ai fini dell'adempimento degli obblighi previsti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2. In linea con quanto precede, le autorità competenti e gli istituti finanziari possono istituire altre prassi concernenti il metodo di conformità agli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.";

b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. L'Autorità, salvo in circostanze eccezionali, effettua consultazioni pubbliche aperte sugli orientamenti e sulle raccomandazioni formulati, nonché, se del caso, sulle domande e risposte, e analizza i potenziali costi e benefici della formulazione di tali orientamenti e raccomandazioni. Dette consultazioni e analisi sono proporzionate rispetto alla sfera d'applicazione, alla natura e all'impatto degli orientamenti o delle raccomandazioni. L'Autorità, salvo in circostanze eccezionali, chiede altresì ▌consulenza al gruppo delle parti interessate nel settore bancario di cui all'articolo 37. Ove non effettui consultazioni pubbliche aperte o non chieda consulenza al gruppo delle parti interessate nel settore bancario, l'Autorità ne specifica i motivi.";

b bis)  sono inseriti i seguenti paragrafi 2 bis, 2 ter, 2 quater e 2 quinquies:

"2 bis. Ai fini degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può rivolgere raccomandazioni a una o più autorità competenti o a uno o più istituti finanziari.

2 ter. Nei suoi orientamenti e raccomandazioni, l'Autorità indica il modo in cui contribuisce all'istituzione di prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell'ambito del SEVIF, il modo in cui garantisce l'applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell'Unione e il modo in cui rispetta le disposizioni di cui ai paragrafi 1, 1 bis e 2 bis.

2 quater. Gli orientamenti e le raccomandazioni non fanno semplicemente riferimento a elementi degli atti legislativi né li riproducono. Prima di formulare nuovi orientamenti o raccomandazioni, l'Autorità riesamina innanzitutto quelli esistenti, al fine di evitare duplicazioni.

2 quinquies. Tre mesi prima della formulazione di eventuali orientamenti e raccomandazioni di cui ai paragrafi 1 bis e 2 bis, l'Autorità informa il Parlamento europeo e il Consiglio in merito al contenuto previsto di tali orientamenti e raccomandazioni.";

c)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. Nella relazione di cui all'articolo 43, paragrafo 5, l'Autorità informa il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione in merito agli orientamenti e alle raccomandazioni che sono stati emessi, illustra il modo in cui l'Autorità ha giustificato la formulazione di orientamenti a norma del paragrafo 1 bis e di raccomandazioni a norma del paragrafo 2 bis e sintetizza i riscontri ricevuti nelle consultazioni pubbliche sugli orientamenti a norma dell'articolo 8, paragrafo 2 bis. La relazione indica altresì quale autorità competente non ▌abbia ottemperato agli orientamenti e alle raccomandazioni e illustra il modo in cui l'Autorità intende garantire che l'autorità competente interessata si conformi in futuro ai suoi orientamenti e raccomandazioni.";

d)  sono aggiunti i seguenti paragrafi 5, 5 bis e 5 ter:

"5. Nel caso in cui due terzi dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore bancario ritengano che l'Autorità abbia travalicato le sue competenze formulando un orientamento a norma del paragrafo 1 bis, essi possono inviare una consulenza motivata in materia al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

5 bis. Nel caso in cui almeno la metà dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore bancario ritengano che l'Autorità abbia travalicato le sue competenze formulando una raccomandazione a norma del paragrafo 2 bis, essi possono inviare una consulenza motivata in materia al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

5 ter. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione possono chiedere una spiegazione che giustifichi la formulazione degli orientamenti o delle raccomandazioni in questione da parte dell'Autorità. La Commissione, dopo aver ricevuto la spiegazione da parte dell'Autorità, valuta la portata degli orientamenti o delle raccomandazioni in considerazione delle competenze dell'Autorità e invia la sua valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Se il Parlamento europeo, il Consiglio o la Commissione ritengono che l'Autorità abbia travalicato le sue competenze, e dopo aver dato all'Autorità la possibilità di esprimere osservazioni, la Commissione può adottare una decisione ▌che richiede all'Autorità di ritirare o modificare gli orientamenti o le raccomandazioni in questione. Prima di adottare la decisione e ogniqualvolta sia richiesto dal Parlamento europeo, la Commissione fa una dichiarazione dinanzi al Parlamento europeo e risponde a eventuali domande poste dai suoi membri. Il Parlamento europeo può chiedere alla Commissione di adottare una decisione che richiede all'Autorità di ritirare o modificare gli orientamenti o le raccomandazioni in questione. La decisione della Commissione è resa pubblica.";

(7 bis)  sono inseriti i seguenti articoli 16 bis e 16 ter:

"Articolo 16 bisPareri

1. Su tutte le questioni connesse con la sua area di competenza e su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione, o di propria iniziativa, l'Autorità fornisce pareri al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione. Tali pareri sono resi pubblici solo se così specificato nella richiesta.

2. La richiesta di cui al paragrafo 1 può includere una consultazione pubblica o un'analisi tecnica.

3. Per quanto riguarda le valutazioni di cui all'articolo 22 della direttiva 2013/36/CE, le quali, secondo la stessa direttiva, richiedono consultazioni tra autorità competenti di due o più Stati membri, l'Autorità può, su richiesta di una delle autorità competenti interessate, formulare e pubblicare un parere su tale valutazione. Il parere è emanato senza indugio e in ogni caso prima della scadenza del termine per la valutazione previsto da tale direttiva.

4. L'Autorità può, su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione, o di propria iniziativa, fornire consulenza tecnica al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione durante la procedura legislativa ordinaria e in relazione ad atti delegati riguardo a qualsiasi proposta legislativa della Commissione nei settori specificati negli atti legislativi di cui all'articolo 1 paragrafo 2.

Articolo 16 terDomande e risposte

1. Per l'interpretazione, l'applicazione pratica o l'attuazione delle disposizioni degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, o dei relativi atti delegati e di esecuzione, orientamenti e raccomandazioni adottati a norma di detti atti legislativi, qualsiasi persona fisica o giuridica, incluse le autorità competenti e le istituzioni dell'Unione, può inviare una domanda all'Autorità in qualsiasi lingua ufficiale dell'Unione.

Prima di rivolgere una domanda all'Autorità, gli istituti finanziari valutano se rivolgerla prima alla propria autorità competente.

L'Autorità pubblica sul proprio sito web tutte le domande ammissibili a norma del paragrafo 1, per ciascun atto legislativo, dopo averle raccolte e prima di darvi risposta.

Tale processo non impedisce ad alcuna persona fisica o giuridica, incluse le autorità competenti e le istituzioni dell'Unione, di chiedere all'Autorità consulenza tecnica o chiarimenti in via riservata.

2. L'Autorità pubblica sul proprio sito web risposte non vincolanti a tutte le domande ammissibili a norma del paragrafo 1 per ciascun atto legislativo, salvo se tale pubblicazione è in conflitto con l'interesse legittimo della persona fisica o giuridica che ha rivolto la domanda o comporta rischi per la stabilità del sistema finanziario.

3. Prima di pubblicare le risposte alle domande ammissibili, l'Autorità può consultare le parti interessate in conformità dell'articolo 16, paragrafo 2.

4. Le risposte dell'Autorità sono ritenute idonee ad assolvere gli obblighi degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e a conformarsi ai relativi atti delegati e di esecuzione, orientamenti e raccomandazioni adottati a norma di tali atti legislativi. Le autorità competenti e gli istituti finanziari possono istituire altre prassi ai fini della conformità a tutti gli obblighi giuridici applicabili.

5. L'Autorità riesamina le risposte alle domande non appena lo ritenga necessario e opportuno, o al più tardi 24 mesi dopo la loro pubblicazione, al fine di procedere, ove necessario, alla revisione, all'aggiornamento o al ritiro delle stesse.

6. Se del caso, l'Autorità tiene in considerazione le risposte pubblicate in sede di elaborazione o aggiornamento degli orientamenti e delle raccomandazioni in conformità dell'articolo 16.";

(8)  l'articolo 17 è sostituito dal seguente:

"1. Se un'autorità competente non ha applicato gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, comprese le norme tecniche di regolamentazione e le norme tecniche di attuazione adottate ai sensi degli articoli da 10 a 15, o li ha applicati in un modo che sembra costituire una violazione del diritto dell'Unione, in particolare in quanto ha omesso di assicurare che un istituto finanziario rispetti gli obblighi stabiliti in tali atti, l'Autorità agisce in conformità dei poteri di cui ai paragrafi 2, 3 e 6 del presente articolo.

2. Su richiesta di una o più autorità competenti, del Parlamento europeo, del Consiglio, della Commissione o del gruppo delle parti interessate nel settore bancario, oppure sulla base di informazioni concrete e debitamente motivate fornite da organizzazioni o istituzioni pertinenti o di propria iniziativa, e dopo averne informato l'autorità competente interessata, l'Autorità risponde alla richiesta e, ove opportuno, effettua indagini sull'asserita violazione o mancata applicazione del diritto dell'Unione.

Fatti salvi i poteri di cui all'articolo 35, l'autorità competente fornisce senza indugio all'Autorità tutte le informazioni che l'Autorità considera necessarie per le sue indagini, incluse le modalità di applicazione degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, in conformità al diritto dell'Unione.

Fatti salvi i poteri di cui all'articolo 35, l'Autorità può presentare una richiesta di informazioni debitamente giustificata e motivata direttamente ad altre autorità competenti o agli istituti finanziari interessati, ogniqualvolta la richiesta di informazioni presentata all'autorità competente interessata si dimostri o sia ritenuta insufficiente per ottenere le informazioni necessarie per indagare su una presunta violazione o mancata applicazione del diritto dell'Unione. La richiesta motivata, se è destinata a istituti finanziari, indica perché le informazioni sono necessarie a fini dell'indagine su una presunta violazione o mancata applicazione del diritto dell'Unione.

Il destinatario di tale richiesta trasmette all'Autorità informazioni chiare, precise e complete senza indebito ritardo.

Se è stata presentata una richiesta di informazioni a un istituto finanziario, l'Autorità ne informa le autorità competenti pertinenti. Le autorità competenti assistono l'Autorità nella raccolta delle informazioni, se richiesto dall'Autorità.

3. L'Autorità può avviare un procedimento di arbitrato con l'autorità competente interessata al fine di discutere l'azione necessaria per conformarsi al diritto dell'Unione. L'Autorità competente interessata coopera lealmente in tale arbitrato.

Quanto prima, ma non oltre quattro mesi dall'avvio dell'indagine, l'Autorità può trasmettere all'autorità competente interessata una raccomandazione in cui illustra l'azione necessaria per conformarsi al diritto dell'Unione.

Entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento della raccomandazione, l'autorità competente informa l'Autorità delle misure adottate o che intende adottare per conformarsi al diritto dell'Unione.

4. Se l'autorità competente non si conforma al diritto dell'Unione entro il termine di un mese dal ricevimento della raccomandazione dell'Autorità, la Commissione, dopo essere stata informata dall'Autorità, o di propria iniziativa, può esprimere un parere formale per chiedere all'autorità competente di prendere le misure necessarie per rispettare il diritto dell'Unione. Il parere formale della Commissione tiene conto della raccomandazione dell'Autorità.

La Commissione esprime il parere formale entro tre mesi dall'adozione della raccomandazione. La Commissione può prorogare tale termine di un mese.

L'Autorità e le autorità competenti forniscono alla Commissione tutte le informazioni necessarie.

5. Entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento del parere formale di cui al paragrafo 4, l'autorità competente informa la Commissione e l'Autorità delle misure adottate o che intende adottare per conformarsi a tale parere formale.

6.  Fatti salvi i poteri e gli obblighi della Commissione ai sensi dell'articolo 258 TFUE, se un'autorità competente non si conforma al parere formale di cui al paragrafo 4 entro il termine ivi specificato e se è necessario rimediare tempestivamente a tale inosservanza al fine di mantenere o di ripristinare condizioni neutre di concorrenza sul mercato o per assicurare il regolare funzionamento e l'integrità del sistema finanziario, l'Autorità può, se i pertinenti obblighi degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, sono direttamente applicabili agli istituti finanziari o, nel contesto di questioni relative alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, agli operatori del settore finanziario, adottare una decisione nei confronti di un singolo istituto finanziario o operatore del settore finanziario, imponendogli di prendere tutte le misure necessarie per rispettare gli obblighi imposti dal diritto dell'Unione, tra cui la cessazione di ogni eventuale pratica.

In materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, se i requisiti pertinenti degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, non sono direttamente applicabili agli operatori del settore finanziario, l'Autorità può adottare una decisione che impone all'autorità competente di conformarsi al parere formale di cui al paragrafo 4 entro il termine ivi specificato. Se l'autorità non rispetta tale decisione, l'Autorità può anche adottare una decisione conformemente al primo comma. A tal fine l'Autorità applica tutta la pertinente normativa dell'Unione e, se tale normativa è composta di direttive, la legislazione nazionale che recepisce tali direttive. Qualora il pertinente diritto dell'Unione sia composto di regolamenti e qualora allo stato attuale tali regolamenti attribuiscano espressamente agli Stati membri la possibilità di scegliere tra diverse opzioni, l'Autorità applica anche la legislazione nazionale derivante dalla scelta tra tali opzioni.

La decisione dell'Autorità è conforme al parere formale espresso dalla Commissione ai sensi del paragrafo 4 del presente articolo.

7.  Le decisioni adottate ai sensi del paragrafo 6 prevalgono su ogni decisione adottata in precedenza dalle autorità competenti sulla stessa materia.

In fase di adozione di misure in relazione a questioni che sono oggetto di un parere formale a norma del paragrafo 4 o di una decisione a norma del paragrafo 6, le autorità competenti si conformano al parere formale o alla decisione, secondo i casi.

8. Nella relazione di cui all'articolo 43, paragrafo 5, l'Autorità indica le autorità competenti e gli istituti finanziari che non hanno rispettato i pareri formali o le decisioni di cui ai paragrafi 4 e 6 del presente articolo.";

(8 bis)  è inserito il seguente articolo 17 bis:

"Articolo 17 bis

L'Autorità dispone di canali di segnalazione dedicati per ricevere e gestire le informazioni fornite da un soggetto segnalante in merito alle violazioni o alla mancata applicazione del diritto dell'Unione. L'Autorità garantisce che le informazioni possano essere trasmesse in modo anonimo e sicuro. Se ritiene che le informazioni trasmesse contengano prove o indicazioni significative di violazioni rilevanti, l'Autorità fornisce un riscontro alla persona che effettua la segnalazione.";

(8 ter)  All'articolo 18, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Se il Consiglio ha adottato una decisione ai sensi del paragrafo 2 e in casi eccezionali se è necessaria un'azione coordinata delle autorità competenti per rispondere a sviluppi negativi che possano seriamente compromettere il regolare funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità generale o parziale del sistema finanziario dell'Unione o la protezione dei clienti e dei consumatori, l'Autorità può adottare decisioni individuali per chiedere alle autorità competenti di prendere le misure necessarie conformemente alla normativa di cui all'articolo 1, paragrafo 2, per affrontare tali sviluppi, assicurando che gli istituti finanziari e le autorità competenti rispettino gli obblighi fissati in tale normativa.";

(9)  l'articolo 19 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Nei casi specificati negli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, come anche nei casi di controversie significative tra due o più autorità nazionali competenti in merito all'applicazione di tali atti, e fatti salvi i poteri di cui all'articolo 17, l'Autorità può prestare assistenza alle autorità competenti per trovare un accordo conformemente alla procedura di cui ai paragrafi da 2 a 4 in una delle seguenti circostanze:

a)  su richiesta di una o più autorità competenti interessate, se un'autorità competente è in disaccordo con la procedura seguita o il contenuto di una misura adottata da un'altra autorità competente, con la misura da essa proposta o con la sua assenza di intervento;

b)  di propria iniziativa ove, in base a motivi obiettivi, anche partendo dalle informazioni ricevute dai partecipanti al mercato o dalle organizzazioni di consumatori, sia possibile constatare una controversia tra autorità competenti.

Nei casi in cui gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, richiedono l'adozione di una decisione congiunta da parte delle autorità competenti, si presume l'esistenza di una controversia in assenza di una decisione congiunta da parte di dette autorità entro i termini fissati in tali atti.";

(b)  sono inseriti i seguenti paragrafi 1 bis e 1 ter:

"1 bis. Le autorità competenti interessate informano senza indugio l'Autorità del mancato raggiungimento di un accordo nei seguenti casi:

a)  se il termine per il raggiungimento di un accordo tra le autorità competenti è stabilito dagli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e si verifica il primo, in ordine temporale, dei seguenti eventi:

i) il termine è scaduto;

ii) una o più autorità competenti interessate stabiliscono l'esistenza di una controversia sulla base di motivi oggettivi;

b)  se il termine per il raggiungimento di un accordo tra le autorità competenti non è stabilito dagli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e si verifica il primo, in ordine temporale, dei seguenti eventi:

i) una o più autorità competenti interessate stabiliscono l'esistenza di una controversia sulla base di motivi oggettivi; oppure

ii) sono trascorsi due mesi dalla data di ricevimento da parte di un'autorità competente di una richiesta da parte di un'altra autorità competente di adottare determinate misure per conformarsi a tali atti dell'Unione e l'autorità interpellata non ha ancora adottato una decisione che soddisfi la richiesta.

1 ter. Il presidente valuta se l'Autorità debba agire in conformità del paragrafo 1. Quando l'intervento è su iniziativa dell'Autorità, essa trasmette alle autorità competenti interessate la sua decisione relativa all'intervento.

In attesa della decisione dell'Autorità conformemente alla procedura di cui all'articolo 47, paragrafo 3 bis, nel caso in cui gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, richiedano una decisione congiunta, tutte le autorità competenti coinvolte nella decisione congiunta rinviano le loro decisioni individuali. Qualora l'Autorità decida di intervenire, tutte le autorità competenti coinvolte nella decisione congiunta rinviano le loro decisioni fino alla conclusione della procedura di cui ai paragrafi 2 e 3.";

(c)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Quando le autorità competenti interessate non riescono a trovare un accordo entro la fase di conciliazione di cui al paragrafo 2, l'Autorità può adottare una decisione per imporre a tali autorità di adottare misure specifiche o di astenersi dall'adottare determinate misure al fine di risolvere la questione e assicurare il rispetto del diritto dell'Unione. La decisione dell'Autorità è vincolante per le autorità competenti interessate. La decisione dell'Autorità può imporre alle autorità competenti di revocare o di modificare una decisione da esse adottata o di fare uso dei poteri di cui dispongono a norma del pertinente diritto dell'Unione.";

(d)  è inserito il seguente paragrafo 3 bis:

"3 bis. L'Autorità informa le autorità competenti interessate della conclusione delle procedure di cui ai paragrafi 2 e 3, e, se del caso, della decisione presa a norma del paragrafo 3.";

(e)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4.  Fatti salvi i poteri e gli obblighi attribuiti alla Commissione dall'articolo 258 TFUE, se un'autorità competente non si conforma alla decisione dell'Autorità e pertanto omette di assicurare che un istituto finanziario o, nel contesto di questioni relative alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, un operatore del settore finanziario rispetti gli obblighi che gli sono direttamente applicabili ai sensi degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può adottare nei confronti del singolo istituto finanziario o operatore del settore finanziario una decisione individuale che gli impone di adottare le misure necessarie per rispettare gli obblighi che gli incombono a norma del diritto dell'Unione, tra cui la cessazione di ogni eventuale pratica.

In materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, l'Autorità può adottare una decisione a norma del primo comma anche se i pertinenti requisiti degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, non sono direttamente applicabili agli operatori del settore finanziario. A tal fine l'Autorità applica tutta la pertinente normativa dell'Unione e, se tale normativa è composta di direttive, la legislazione nazionale che recepisce tali direttive. Qualora il pertinente diritto dell'Unione sia composto di regolamenti che allo stato attuale attribuiscono espressamente agli Stati membri la possibilità di scegliere tra diverse opzioni, l'Autorità applica anche la legislazione nazionale derivante dalla scelta tra tali opzioni.";

(9 bis)  l'articolo 21 è sostituito dal seguente:

"Articolo 21Collegi delle autorità di vigilanza

1. L'Autorità promuove e monitora, nell'ambito dei suoi poteri, il funzionamento efficiente, efficace e uniforme dei collegi delle autorità di vigilanza se istituiti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e favorisce l'applicazione uniforme del diritto dell'Unione in tutti i collegi delle autorità di vigilanza. Con l'obiettivo di far convergere le migliori prassi in materia di vigilanza, l'Autorità promuove piani di vigilanza comuni e indagini congiunte e il personale dell'Autorità ha pieno diritto di prendere parte ai collegi delle autorità di vigilanza e, a questo titolo, può partecipare alle attività dei collegi delle autorità di vigilanza, comprese le indagini in loco, effettuate congiuntamente da due o più autorità competenti, e, se debitamente giustificato, guidare tali attività.

2. L'Autorità guida le attività volte ad assicurare un funzionamento coerente dei collegi delle autorità di vigilanza per gli istituti transfrontalieri a livello dell'Unione, tenendo conto del rischio sistemico costituito dagli istituti finanziari di cui all'articolo 23, e convoca all'occorrenza una riunione di collegio.

Ai fini del presente paragrafo e del paragrafo 1 del presente articolo, l'Autorità è considerata un'"autorità competente" ai sensi della normativa applicabile.

L'Autorità può:

a) raccogliere e condividere tutte le informazioni pertinenti in collaborazione con le autorità competenti, in modo da facilitare i lavori del collegio e istituire e gestire un sistema centrale per rendere queste informazioni accessibili alle autorità competenti nel collegio;

b) avviare e coordinare le prove di stress a livello dell'Unione conformemente all'articolo 32 per valutare la resilienza degli istituti finanziari, in particolare il rischio sistemico costituito dagli istituti finanziari di cui all'articolo 23, ad andamenti negativi dei mercati, e valutare il potenziale aumento del rischio sistemico in situazioni di stress, assicurando che a livello nazionale sia applicata una metodologia uniforme per tali prove; può anche, se necessario, formulare una raccomandazione all'autorità competente per risolvere problemi rilevati nelle prove di stress, ivi compreso per effettuare valutazioni specifiche. L'Autorità può prescrivere alle autorità competenti di condurre ispezioni in loco, eventualmente con la sua partecipazione, al fine di assicurare la comparabilità e l'affidabilità di metodi, prassi e risultati delle valutazioni a livello dell'Unione;

c) promuovere attività di vigilanza effettive ed efficaci, ivi compresa la valutazione dei rischi ai quali gli istituti finanziari sono o potrebbero essere esposti quali determinati secondo la procedura di valutazione della vigilanza o in situazioni di stress;

d) supervisionare, conformemente ai compiti e ai poteri specificati nel presente regolamento, i compiti svolti dalle autorità competenti, e

e) chiedere ulteriori deliberazioni di un collegio in tutti i casi in cui ritenga che la decisione dia luogo a un'applicazione errata del diritto dell'Unione o non contribuisca all'obiettivo della convergenza delle prassi di vigilanza. Può altresì chiedere all'autorità di vigilanza su base consolidata di programmare una riunione del collegio o di aggiungere un punto all'ordine del giorno di una riunione.

3. L'autorità può elaborare progetti di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione, come specificato negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e in conformità della procedura di cui agli articoli da 10 a 15, per assicurare condizioni di applicazione uniformi riguardo alle disposizioni relative al funzionamento operativo dei collegi delle autorità di vigilanza e formulare orientamenti e raccomandazioni adottati ai sensi dell'articolo 16 per promuovere la convergenza del funzionamento della vigilanza e delle migliori prassi adottate dai collegi delle autorità di vigilanza.

4. L'Autorità svolge un ruolo di mediazione giuridicamente vincolante al fine di risolvere le controversie fra autorità competenti secondo la procedura di cui all'articolo 19. L'Autorità può adottare decisioni di vigilanza direttamente applicabili all'istituto interessato conformemente all'articolo 19.";

(10)  l'articolo 22 è sostituito dal seguente:

"Articolo 22Disposizioni generali

sui rischi sistemici

1. L'Autorità prende debitamente in considerazione il rischio sistemico definito dal regolamento (UE) n. 1092/2010. Essa affronta qualsivoglia rischio di perturbazione dei servizi finanziari che:

a) sia imputabile a un deterioramento totale o parziale del sistema finanziario; e

b) sia potenzialmente in grado di produrre effetti negativi gravi per il mercato interno e l'economia reale.

L'Autorità prende in considerazione, ove opportuno, il monitoraggio e la valutazione del rischio sistemico, quale elaborato dal CERS e dall'Autorità stessa, e reagisce a segnalazioni e raccomandazioni del CERS conformemente all'articolo 17 del regolamento (UE) n. 1092/2010.

2. L'Autorità, in collaborazione con il CERS e in conformità dell'articolo 23, elabora un insieme comune di indicatori quantitativi e qualitativi (quadro operativo dei rischi) al fine di individuare e misurare il rischio sistemico.

L'Autorità elabora inoltre un sistema adeguato di prove di stress per contribuire ad individuare gli istituti che potrebbero comportare un rischio sistemico. Tali istituti sono soggetti ad una vigilanza rafforzata e, ove necessario, alle procedure di risanamento e risoluzione delle crisi di cui all'articolo 25.

3. Fatti salvi gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità elabora, ove necessario, orientamenti e raccomandazioni supplementari per gli istituti finanziari, allo scopo di tener conto del rischio sistemico da essi costituito.

L'Autorità assicura che il rischio sistemico costituito dagli istituti finanziari sia preso in considerazione nell'elaborazione dei progetti di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione nei settori previsti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

4. Su richiesta di una o più autorità competenti, del Parlamento europeo, del Consiglio, degli Stati membri o della Commissione, o di propria iniziativa, l'Autorità può condurre un'indagine su un tipo particolare di istituto finanziario, su un tipo di prodotto o su un tipo di condotta allo scopo di valutare le potenziali minacce per la stabilità del sistema finanziario o per la protezione dei clienti o dei consumatori e raccomandare interventi appropriati alle autorità competenti interessate.

In questi casi l'Autorità può esercitare i poteri che le sono conferiti dal presente regolamento, in particolare dagli articoli 35 e 35 ter.

5. Il comitato congiunto assicura il coordinamento intersettoriale generale delle attività svolte ai sensi del presente articolo.";

(10 bis)  all'articolo 23, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Di concerto con il CERS, l'Autorità elabora criteri per l'individuazione e la misurazione del rischio sistemico e un sistema adeguato di prove di stress che prevede una valutazione del potenziale rischio sistemico che potrebbero comportare o subire gli istituti finanziari in situazioni di stress, compreso un rischio sistemico potenziale legato all'ambiente. Gli istituti finanziari che potrebbero comportare un rischio sistemico sono soggetti a una vigilanza rafforzata e, ove necessario, alle procedure di risanamento e di risoluzione delle crisi di cui all'articolo 25.";

(10 ter)  all'articolo 27, paragrafo 2, il terzo comma è soppresso;

(11)  l'articolo 29 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è così modificato:

i)  è inserita la seguente lettera a bis):

"a bis) la formulazione del piano strategico di vigilanza dell'Unione in conformità dell'articolo 29 bis;";

ii)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) promuovere lo scambio efficace di informazioni, sia bilaterale sia multilaterale, tra le autorità competenti relativamente a tutte le materie pertinenti, compresi, ▌la cibersicurezza e i ciberattacchi, nel pieno rispetto delle disposizioni applicabili in materia di riservatezza e di protezione dei dati, quali stabilite dalla pertinente normativa dell'Unione;";

iii) la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e) stabilire programmi di formazione settoriale e intersettoriale, anche per quanto concerne l'innovazione tecnologica, agevolare gli scambi di personale e incoraggiare le autorità competenti a intensificare il ricorso a regimi di distacco e ad altri strumenti;";

iii bis)  è inserita la seguente lettera e bis):

"e bis) predisporre un sistema di monitoraggio per valutare i rischi ambientali, sociali e di governance rilevanti, tenendo conto dell'accordo di Parigi (COP 21).";

(b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. L'Autorità può sviluppare, se del caso, nuovi strumenti pratici e di convergenza per promuovere approcci e prassi comuni in materia di vigilanza.

Allo scopo di istituire una cultura comune della vigilanza, l'Autorità elabora e mantiene aggiornato un manuale di vigilanza dell'Unione sulla vigilanza degli istituti finanziari nell'Unione, tenendo debitamente conto della natura, della portata e della complessità dei rischi, delle prassi e dei modelli aziendali e della dimensione degli istituti e dei mercati finanziari. L'Autorità inoltre elabora e mantiene aggiornato un manuale di risoluzione dell'Unione sulla risoluzione degli istituti finanziari nell'Unione, tenendo debitamente conto della natura, della portata e della complessità dei rischi, delle prassi e dei modelli aziendali e della dimensione degli istituti e dei mercati finanziari. Sia il manuale di vigilanza dell'Unione che il manuale di risoluzione dell'Unione definiscono le migliori prassi in materia di vigilanza e stabiliscono metodologie e processi di elevata qualità.

L'Autorità tiene debitamente conto del manuale di vigilanza nello svolgimento dei propri compiti, anche in relazione alla valutazione di potenziali violazioni del diritto dell'Unione a norma dell'articolo 17, della risoluzione delle controversie a norma dell'articolo 19, della fissazione e della valutazione di obiettivi strategici di vigilanza a livello dell'Unione in conformità dell'articolo 29 bis e dell'esecuzione delle verifiche delle autorità competenti a norma dell'articolo 30.

L'Autorità effettua, se del caso, consultazioni pubbliche aperte sui pareri di cui al paragrafo 1, lettera a), nonché sugli strumenti pratici e di convergenza di cui al paragrafo 2, e ne analizza i costi e i benefici potenziali. Dette consultazioni e analisi sono proporzionate rispetto all'ambito di applicazione, alla natura e all'impatto dei pareri o degli strumenti. Ove opportuno, l'Autorità richiede altresì pareri o consulenza al gruppo delle parti interessate nel settore bancario.";

(12)  è inserito il seguente articolo 29 bis:

"Articolo 29 bisPiano strategico di vigilanza

dell'Unione

1. L'Autorità, almeno ogni tre anni ed entro il 31 marzo, a seguito di un dibattito in seno al consiglio delle autorità di vigilanza e tenendo conto dei contributi ricevuti dalle autorità competenti, dei lavori in corso in seno alle istituzioni europee e delle analisi, delle segnalazioni e delle raccomandazioni pubblicate dal CERS, formula una raccomandazione indirizzata alle autorità competenti, che stabilisce le priorità e gli obiettivi strategici di vigilanza a livello di Unione ("piano strategico di vigilanza dell'Unione"), fatti salvi gli obiettivi nazionali specifici e le priorità delle autorità competenti. Le autorità competenti individuano nei loro contributi le attività di vigilanza che, a loro avviso, devono essere considerate prioritarie dall'Autorità. L'Autorità trasmette il piano strategico di vigilanza dell'Unione per informazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione e lo rende pubblico sul suo sito web.

Il piano strategico di vigilanza dell'Unione stabilisce le priorità specifiche per le attività di vigilanza al fine di promuovere prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci e l'applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell'Unione e di gestire le pertinenti tendenze microprudenziali, i rischi potenziali e le vulnerabilità, anticipando gli sviluppi, compresi i nuovi modelli aziendali, individuati conformemente all'articolo 32. Il piano strategico di vigilanza dell'Unione non impedisce alle autorità nazionali competenti di applicare le migliori prassi nazionali, intervenendo su ulteriori priorità e sviluppi nazionali, e prende in considerazione le specificità nazionali.

2. ▌Ciascuna autorità competente indica specificamente in che modo il suo programma di lavoro annuale è in linea con il piano strategico di vigilanza dell'Unione.

4. ▌Ciascuna autorità competente dedica un capitolo della sua relazione annuale all'attuazione del programma di lavoro annuale.

Il capitolo comprende quantomeno le seguenti informazioni:

a)  la descrizione delle attività di vigilanza e delle indagini sugli istituti finanziari, sulle pratiche e i comportamenti del mercato e sui mercati finanziari, e delle misure e sanzioni amministrative applicate nei confronti degli istituti finanziari responsabili di violazioni del diritto nazionale e dell'Unione;

b)  la descrizione delle attività effettuate che non erano previste dal programma di lavoro annuale;

c)  il resoconto delle attività previste dal programma di lavoro annuale che non sono state effettuate e degli obiettivi del programma che non sono stati raggiunti, e i motivi per cui dette attività non sono state effettuate e detti obbiettivi non sono stati raggiunti.

5. L'Autorità valuta le informazioni contenute nel capitolo specifico di cui al paragrafo 4. Se vi sono rischi rilevanti di non raggiungere le priorità contenute nel piano strategico di vigilanza dell'Unione, l'Autorità formula una raccomandazione per ciascuna autorità competente interessata su come può essere posto rimedio alle pertinenti carenze nelle sue attività.

Sulla base delle relazioni e della propria valutazione dei rischi, l'Autorità individua le attività dell'autorità competente che sono fondamentali per rispettare il piano strategico di vigilanza dell'Unione e, se del caso, effettua verifiche su tali attività a norma dell'articolo 30.

6. L'Autorità rende pubbliche le migliori prassi individuate nel corso della valutazione dei programmi di lavoro annuali.";

(13)  l'articolo 30 è così modificato:

(a)  il titolo dell'articolo è sostituito dal seguente:

"Verifiche delle autorità competenti";

(b)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Di propria iniziativa o su richiesta del Parlamento europeo o del Consiglio, l'Autorità effettua regolarmente verifiche di tutte le attività delle autorità competenti o di parte di esse in modo da rafforzare l'uniformità e l'efficacia dei risultati in materia di vigilanza. A tale scopo elabora metodi che consentano una valutazione ed un raffronto oggettivi delle autorità competenti verificate. In sede di individuazione delle autorità competenti da verificare e di svolgimento delle verifiche si tiene conto delle informazioni esistenti e delle valutazioni già realizzate riguardo all'autorità competente in questione, comprese tutte le pertinenti informazioni fornite all'Autorità in conformità dell'articolo 35 e tutte le pertinenti informazioni provenienti dalle parti interessate, in particolare le eventuali carenze e colpe dell'autorità competente.";

(c)  è inserito il seguente paragrafo 1 bis:

"1 bis. Ai fini del presente articolo, l'Autorità istituisce un comitato di verifica ad hoc presieduto dall'Autorità e formato dal suo personale, accompagnato e sostenuto, su base volontaria e a rotazione, da un massimo di cinque rappresentanti di diverse autorità competenti ad esclusione dell'autorità soggetta a verifica.";

(d)  il paragrafo 2 è così modificato:

i)  la frase introduttiva è sostituita dalla seguente:

"La verifica include una valutazione dei seguenti elementi, ma non è limitata ad essi:";

ii)  la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a) l'adeguatezza delle risorse, il grado di indipendenza e le disposizioni di governance dell'autorità competente, in particolare dal punto di vista dell'applicazione efficace degli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e la capacità di reagire agli sviluppi del mercato;";

ii bis)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) l'efficacia e il grado di convergenza raggiunto per quanto riguarda l'applicazione del diritto dell'Unione e le pratiche di vigilanza, tra cui le norme tecniche di regolamentazione e le norme tecniche di attuazione, gli orientamenti e le raccomandazioni adottati ai sensi degli articoli da 10 a 16, e il contributo delle pratiche di vigilanza al conseguimento degli obiettivi definiti dal diritto dell'Unione, inclusi gli obiettivi della cultura comune della vigilanza di cui all'articolo 29 e il piano strategico di vigilanza dell'Unione di cui all'articolo 29 bis;";

ii ter)  la lettera c) è sostituita dalla seguente:

"c) l'applicazione delle migliori prassi sviluppate da alcune autorità competenti;";

(e)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. L'Autorità elabora una relazione che illustra i risultati della verifica. La relazione indica e illustra le misure di follow-up che sono ritenute appropriate e necessarie a seguito della verifica. Tali misure di follow-up possono essere adottate sotto forma di orientamenti e raccomandazioni a norma dell'articolo 16 e di pareri a norma dell'articolo 29, paragrafo 1, lettera a), indirizzati alle pertinenti autorità competenti.

▌L'Autorità formula una relazione di follow-up riguardante la conformità alle misure di follow-up richieste.

Nell'elaborare i progetti di norme tecniche di regolamentazione o di attuazione in conformità degli articoli da 10 a 15, oppure gli orientamenti e le raccomandazioni in conformità dell'articolo 16, l'Autorità tiene conto dei risultati della verifica e di ogni altra informazione acquisita dall'Autorità nello svolgimento dei propri compiti, al fine di assicurare la convergenza delle prassi di vigilanza della qualità più elevata.";

(f)  è inserito il seguente paragrafo 3 bis:

"3 bis. L'Autorità presenta un parere alla Commissione se, visto l'esito della verifica o qualsiasi altra informazione acquisita dall'Autorità nello svolgimento dei propri compiti, essa ritiene che sia necessaria un'ulteriore armonizzazione delle norme dell'Unione applicabili agli istituti finanziari o alle autorità competenti da una prospettiva unionale, o se ritiene che un'autorità competente non abbia applicato gli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, o li abbia applicati in un modo che sembra costituire una violazione del diritto dell'Unione.";

(g)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. L'Autorità provvede alla pubblicazione delle relazioni di cui al paragrafo 3, incluse eventuali relazioni di follow-up, tranne qualora la pubblicazione possa comportare rischi per la stabilità del sistema finanziario. L'autorità competente che è oggetto della verifica è invitata a formulare osservazioni prima della pubblicazione delle relazioni. Prima della pubblicazione, l'Autorità, se del caso, tiene conto di tali osservazioni. L'Autorità può pubblicare tali osservazioni come allegato alla relazione, tranne qualora la pubblicazione possa comportare rischi per la stabilità del sistema finanziario o qualora l'autorità competente si opponga alla pubblicazione. La relazione elaborata dall'Autorità di cui al paragrafo 3 e gli orientamenti, le raccomandazioni e i pareri da essa adottati di cui al paragrafo 3 bis sono pubblicati contemporaneamente.";

(14)  l'articolo 31 è così modificato:

(a)  al paragrafo 1, primo comma, la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e) adottando ▌le misure opportune in caso di sviluppi che possano compromettere il funzionamento dei mercati finanziari, al fine di coordinare le misure adottate dalle pertinenti autorità competenti;";

(b)  al paragrafo 1, primo comma, è aggiunta la seguente lettera e bis):

"e bis) adottando le misure opportune per agevolare la diffusione dell'innovazione tecnologica, al fine di coordinare le misure adottate dalle pertinenti autorità competenti;";

(c)  è aggiunto il paragrafo 1 bis:

"1 bis. L'Autorità adotta le misure opportune per facilitare l'ingresso sul mercato di operatori o prodotti basati sull'innovazione tecnologica. Per contribuire alla definizione di un approccio europeo comune in materia di innovazione tecnologica, l'Autorità promuove la convergenza in materia di vigilanza, con il sostegno, se del caso, del comitato sull'innovazione finanziaria, e in particolare mediante lo scambio di informazioni e delle migliori prassi. Se del caso, l'Autorità può adottare orientamenti o raccomandazioni in conformità dell'articolo 16.";

(15)  è inserito il seguente articolo 31 bis:

"Articolo 31 bisCoordinamento in materia di delega ed esternalizzazione delle attività e di trasferimento dei rischi

1.  L'Autorità coordina su base continuativa le azioni di vigilanza delle autorità competenti al fine di promuovere la convergenza in materia di vigilanza nell'ambito della delega e dell'esternalizzazione delle attività da parte degli istituti finanziari e in relazione ai trasferimenti di rischi da essi effettuati in paesi terzi, per beneficiare del passaporto UE mentre sostanzialmente svolgono attività o funzioni essenziali al di fuori dell'Unione, a norma dei paragrafi 2 e 3▐. Nell'ambito delle rispettive competenze, le autorità competenti sono responsabili in ultima istanza delle decisioni di autorizzazione, vigilanza e applicazione per quanto riguarda la delega e l'esternalizzazione delle attività come anche il trasferimento del rischio.

2. Le autorità competenti notificano all'Autorità qualora intendano procedere all'autorizzazione o alla registrazione di un istituto finanziario che sarebbe soggetto alla vigilanza dell'autorità competente interessata in conformità degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e qualora il piano aziendale dell'istituto finanziario preveda l'esternalizzazione o la delega di una parte rilevante delle sue attività o di una delle funzioni fondamentali o il trasferimento del rischio di una parte rilevante delle sue attività in paesi terzi, per beneficiare del passaporto UE mentre sostanzialmente svolgono attività o funzioni essenziali al di fuori dell'Unione. Le notifiche da parte delle autorità competenti all'Autorità sono sufficientemente dettagliate ▌.

3. Laddove la legislazione dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, si applichi e non imponga requisiti specifici alla notifica dell'esternalizzazione, della delega o del trasferimento del rischio, un istituto finanziario notifica all'autorità competente l'esternalizzazione o la delega di una parte rilevante delle sue attività o di una delle sue funzioni fondamentali e del trasferimento del rischio di una parte rilevante delle sue attività a un'altra entità o a una sua succursale stabilita in un paese terzo L'autorità competente interessata informa l'Autorità di dette notifiche su base semestrale.

Fatte salve le disposizioni dell'articolo 35, su richiesta dell'Autorità le autorità competenti forniscono informazioni in relazione agli accordi di esternalizzazione, delega o trasferimento del rischio da parte degli istituti finanziari.

L'Autorità controlla che le autorità competenti interessate verifichino che gli accordi di esternalizzazione, delega o trasferimento del rischio di cui al primo comma siano conclusi in conformità con il diritto dell'Unione, siano conformi agli orientamenti, alle raccomandazioni o ai pareri dell'Autorità e non impediscano un'efficace vigilanza da parte delle autorità competenti e l'applicazione in un paese terzo.

3 bis. Se i meccanismi di verifica di un'autorità competente impediscono una vigilanza o un'applicazione efficace e comportano rischi di arbitraggio regolamentare in tutti gli Stati membri, l'Autorità può formulare raccomandazioni all'autorità competente interessata su come migliorare i propri meccanismi di verifica, comprensive di un termine entro il quale l'autorità competente dovrebbe attuare le modifiche raccomandate. Se non si attiene alle raccomandazioni, l'autorità competente interessata ne comunica i motivi e l'Autorità rende pubbliche le proprie raccomandazioni corredate di tali motivazioni.

3 ter. Entro [un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento modificativo] la Commissione elabora una relazione che fa il punto dei diversi approcci della legislazione settoriale per quanto riguarda la valutazione e la rilevanza dell'attività da esternalizzare o da delegare e che esamina la possibilità di un approccio più armonizzato a tale riguardo attraverso la potenziale specificazione di criteri e metodologie comuni. La Commissione presenta tale relazione al Parlamento europeo e al Consiglio.

Nel fare ciò, la Commissione tiene conto di quanto segue:

a) la continuità dell'attività,

b) la capacità di gestione effettiva,

c) la capacità effettiva di verificare attività delegate ed esternalizzate nonché i trasferimenti del rischio.";

(15 bis)  è inserito il seguente articolo 31 ter:

"Articolo 31 ter

Scambio di informazioni su professionalità e onorabilità

L'Autorità, insieme all'EIOPA e all'ESMA, istituisce un sistema per lo scambio di informazioni pertinenti alla valutazione, da parte delle autorità competenti, della professionalità e dell'onorabilità dei titolari di partecipazioni qualificate, dei direttori e dei titolari di funzioni chiave negli istituti finanziari, in conformità degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.";

(16)  l'articolo 32 è sostituito dal seguente:

"Articolo 32Valutazione degli sviluppi del mercato,

comprese le prove di stress

1.  L'Autorità sorveglia e valuta gli sviluppi di mercato nella sua area di competenza e, se necessario, informa le altre due AEV, il CERS, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulle pertinenti tendenze microprudenziali, sui rischi potenziali e sulle vulnerabilità. L'Autorità include nelle sue valutazioni un'analisi ▌dei mercati in cui operano gli istituti finanziari nonché una valutazione dell'impatto che il potenziale andamento del mercato può esercitare su tali istituti.

2.  ▌ L'Autorità avvia e coordina le valutazioni a livello dell'Unione sulla resilienza degli istituti finanziari agli sviluppi negativi dei mercati in maniera realistica. A tale scopo elabora:

a)  metodologie comuni per valutare l'effetto di scenari economici sulla situazione finanziaria di un istituto;

a bis)  metodologie comuni per individuare gli istituti finanziari da ricomprendere nelle valutazioni a livello dell'Unione;

b)  strategie comuni di comunicazione dei risultati di tali valutazioni sulla resilienza degli istituti finanziari;

c)  metodologie comuni per valutare gli effetti di particolari prodotti o processi di distribuzione su un istituto; ▐

d)  metodologie comuni di valutazione degli attivi, ove necessario, ai fini delle prove di stress; e

d bis)  metodologie comuni per valutare l'effetto dei rischi ambientali sulla stabilità finanziaria degli istituti.

Ai fini del presente paragrafo, l'Autorità coopera con il CERS, che evita ogni conflitto di interessi in merito alla conduzione delle politiche monetarie.

2 bis.  Almeno una volta all'anno l'Autorità esamina, in cooperazione con il meccanismo di vigilanza unico, l'opportunità di condurre le valutazioni a livello dell'Unione di cui al paragrafo 2 e informa il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione delle sue motivazioni. Se tali valutazioni a livello dell'Unione sono effettuate l'Autorità ▌ne rende noti i risultati per ognuno degli istituti finanziari partecipanti, a meno che ritenga che tale divulgazione sia inappropriata dal punto di vista della stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più Stati membri, dell'integrità del mercato o del funzionamento del mercato interno.

L'obbligo del segreto professionale delle autorità competenti non osta a che le autorità competenti pubblichino i risultati delle valutazioni a livello dell'Unione di cui al paragrafo 2 o trasmettano i risultati di tali valutazioni all'Autorità ai fini della pubblicazione da parte dell'Autorità dei risultati delle valutazioni a livello dell'Unione sulla resilienza degli istituti finanziari.

3.  Fatti salvi i compiti del CERS definiti nel regolamento (UE) n. 1092/2010, l'Autorità fornisce, una volta all'anno e se necessario con maggiore frequenza, valutazioni al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e al CERS in merito alle tendenze, ai rischi potenziali e alle vulnerabilità nel settore di competenza, unitamente al quadro operativo dei rischi di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

Tali valutazioni dell'Autorità comprendono una classificazione dei principali rischi e vulnerabilità e raccomandano, ove necessario, misure preventive o correttive.

3 bis.  Per condurre le valutazioni a livello dell'Unione della resilienza degli istituti finanziari ai sensi del presente articolo, l'Autorità può richiedere, in conformità dell'articolo 35 e alle condizioni ivi fissate, informazioni direttamente a tali istituti finanziari. Essa può anche prescrivere alle autorità competenti lo svolgimento di accertamenti specifici e può chiedere loro di condurre ispezioni in loco, eventualmente con la propria partecipazione in conformità dell'articolo 21 e alle condizioni ivi fissate, al fine di assicurare comparabilità e affidabilità di metodi, prassi e risultati.

3 ter.  L'Autorità può prescrivere alle autorità competenti di imporre agli istituti finanziari di sottoporre a una revisione indipendente le informazioni che devono fornire ai sensi del paragrafo 3 bis.

4.  L'Autorità assicura una copertura adeguata degli sviluppi, dei rischi e delle vulnerabilità intersettoriali, cooperando strettamente con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali) e l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea) tramite il comitato congiunto.";

(17)  l'articolo 33 è sostituito dal seguente:

"Articolo 33Relazioni internazionali

compresa l'equivalenza

1. Fatte salve le rispettive competenze degli Stati membri e delle istituzioni dell'Unione, l'Autorità può stabilire contatti e concludere accordi amministrativi con le autorità di regolamentazione, vigilanza e, se del caso, risoluzione, le organizzazioni internazionali e le amministrazioni di paesi terzi. Tali accordi non creano obblighi giuridici per l'Unione e gli Stati membri, né impediscono agli Stati membri e alle loro autorità competenti di concludere accordi bilaterali o multilaterali con tali paesi terzi.

Qualora un paese terzo, in conformità di un atto delegato vigente adottato dalla Commissione a norma dell'articolo 9 della direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, sia sull'elenco delle giurisdizioni dei paesi terzi con carenze strategiche nei rispettivi regimi nazionali di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo che presentano minacce significative per il sistema finanziario dell'Unione, l'Autorità non conclude accordi di cooperazione con le autorità di regolamentazione, di vigilanza e, se del caso, di risoluzione di tale paese terzo.

2. L'Autorità assiste la Commissione nella preparazione delle decisioni di equivalenza inerenti ai regimi di regolamentazione e di vigilanza nei paesi terzi a seguito di una richiesta specifica di consulenza della Commissione, di propria iniziativa o se richiesto dagli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

2 bis. L'Autorità monitora su base continuativa gli sviluppi regolamentari, di vigilanza e, se del caso, di risoluzione e le prassi attuative e i pertinenti sviluppi del mercato nei paesi terzi per i quali la Commissione ha adottato decisioni di equivalenza conformemente agli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, per verificare se continuino a sussistere i criteri sulla base dei quali tali decisioni sono state adottate e le eventuali condizioni ivi stabilite. L'Autorità presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alle altre due AEV, ogni tre anni o se del caso con maggiore frequenza, o laddove richiesto dal Parlamento europeo, dal Consiglio o dalla Commissione, una relazione riservata sulle sue conclusioni. La relazione si incentra, in particolare, sulle implicazioni per la stabilità finanziaria, l'integrità del mercato, la tutela degli investitori o il funzionamento del mercato interno.

Fatti salvi gli specifici requisiti previsti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e fatte salve le condizioni di cui al paragrafo 1, seconda frase, l'Autorità collabora con le autorità competenti pertinenti e, se del caso, anche con le autorità di risoluzione, dei paesi terzi i cui regimi di regolamentazione e di vigilanza sono stati riconosciuti equivalenti. La collaborazione è realizzata sulla base di accordi amministrativi conclusi con le autorità pertinenti di tali paesi terzi. Durante la negoziazione degli accordi amministrativi, l'Autorità include disposizioni riguardanti:

a)  i meccanismi che consentono all'Autorità di ottenere informazioni pertinenti, incluse informazioni sul regime normativo, sull'approccio di vigilanza, sui pertinenti sviluppi del mercato e su qualsiasi cambiamento che possa influire sulla decisione di equivalenza;

b)  per quanto necessario per il follow-up di tali decisioni di equivalenza, le procedure relative al coordinamento delle attività di vigilanza, comprese le ispezioni in loco svolte sotto la responsabilità dell'Autorità, ove opportuno, accompagnata e sostenuta da un massimo di cinque rappresentanti di diverse autorità competenti, su base volontaria e a rotazione, e dall'autorità competente del paese terzo.

L'Autorità informa il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione e le altre AEV nel caso in cui un'autorità competente di un paese terzo rifiuti di concludere tali accordi amministrativi o qualora rifiuti di cooperare efficacemente. La Commissione tiene conto di tali informazioni al momento di riesaminare le decisioni di equivalenza pertinenti.

2 ter. Laddove l'Autorità individui sviluppi per quanto riguarda la legislazione, la vigilanza o, se del caso, la risoluzione o le prassi attuative nei paesi terzi di cui al paragrafo 2 bis che possono incidere sulla stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più Stati membri, sull'integrità del mercato o sulla tutela degli investitori o sul funzionamento del mercato interno, ne informa il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione in via riservata e senza indugio.

2 quater. Le autorità competenti informano l'Autorità in anticipo dell'intenzione di concludere accordi amministrativi con le autorità di vigilanza di paesi terzi in uno dei settori disciplinati dagli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, anche per quanto riguarda le succursali di soggetti di paesi terzi. Esse comunicano quanto prima all'Autorità un progetto degli accordi previsti.

L'Autorità può cooperare con le autorità competenti per elaborare un modello di accordi amministrativi per istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci all'interno dell'Unione e per rafforzare il coordinamento internazionale in materia di vigilanza. ▌Le autorità competenti seguono il più possibile tale modello di accordi amministrativi.

Se l'Autorità, in cooperazione con le autorità competenti, elabora tali modelli di accordi amministrativi, le autorità competenti non concludono accordi amministrativi con le autorità di paesi terzi prima che il modello di accordo sia completato.

Nella relazione di cui all'articolo 43, paragrafo 5, l'Autorità include informazioni sugli accordi amministrativi concordati con le autorità di vigilanza, le organizzazioni internazionali o le amministrazioni di paesi terzi, sull'assistenza fornita dall'Autorità alla Commissione nell'elaborazione delle decisioni di equivalenza e sull'attività di monitoraggio svolta dall'Autorità a norma del paragrafo 2 bis.

3 bis. L'Autorità chiede la piena adesione al Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria e al Consiglio per la stabilità finanziaria e chiede lo status di osservatore in seno all'Organismo internazionale di normalizzazione contabile.

Qualsiasi posizione assunta dall'Autorità nei consessi internazionali viene prima discussa e approvata dal consiglio delle autorità di vigilanza.

3 ter. L'Autorità monitora, ove opportuno, gli sviluppi regolamentari, di vigilanza e, se del caso, di risoluzione e le prassi attuative e i pertinenti sviluppi del mercato nei paesi terzi per i quali sono stati conclusi accordi internazionali.

Fatti salvi gli specifici requisiti previsti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e fatte salve le condizioni di cui al paragrafo 1, seconda frase, del presente articolo, l'Autorità coopera con le pertinenti autorità competenti e, se del caso, anche con le autorità di risoluzione dei paesi terzi di cui al primo comma del presente paragrafo.";

(18)  l'articolo 34 è soppresso;

(19)  l'articolo 35 è così modificato:

(a)  i paragrafi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Su richiesta dell'Autorità, le autorità competenti forniscono all'Autorità tutte le informazioni necessarie per consentirle di svolgere i compiti che le sono attribuiti dal presente regolamento, a condizione che tali autorità abbiano accesso legale alle informazioni in questione.

Le informazioni fornite sono esatte e complete e sono trasmesse entro il termine stabilito dall'Autorità.

2. L'Autorità può anche chiedere che le informazioni le siano fornite con periodicità regolare, in modelli specificati o mediante modelli comparabili approvati dall'Autorità. Tali richieste sono sempre presentate, ove possibile, usando i modelli comuni di informativa esistenti e rispettano il principio di proporzionalità previsto dal diritto nazionale e dell'Unione, anche dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

3. Su richiesta ▌di un'autorità competente, l'Autorità fornisce qualsiasi informazione in suo possesso necessaria per consentire all'autorità competente di svolgere i propri compiti ▌.";

(b)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Qualora le informazioni richieste conformemente al paragrafo 1 non siano disponibili o non siano rese disponibili dalle autorità competenti entro il termine stabilito dall'Autorità, l'Autorità può presentare una richiesta debitamente giustificata e motivata:

a) ad altre autorità con funzioni di vigilanza;

b) al ministero responsabile delle finanze dello Stato membro interessato ove questo disponga di informazioni prudenziali;

c) alla banca centrale nazionale dello Stato membro interessato;

d) all'istituto statistico dello Stato membro interessato.

Su richiesta dell'Autorità, le autorità competenti assistono l'Autorità nella raccolta delle informazioni.";

(c)  i paragrafi 6 e 7 bis sono soppressi:

(20)  sono inseriti i seguenti articoli da 35 bis a 35 quinquies:

"Articolo 35 bisEsercizio dei poteri di cui all'articolo 35 ter

I poteri conferiti all'Autorità, o ad un suo funzionario, o ad altra persona autorizzata dall'Autorità in conformità dell'articolo 35 non possono essere usati per esigere la divulgazione di informazioni o documenti coperti da segreto professionale.

Gli articoli 35 bis e 35 ter lasciano impregiudicata la legislazione nazionale.

Articolo 35 terRichiesta di informazioni agli istituti finanziari, alle società di partecipazione o alle succursali degli istituti finanziari pertinenti e alle entità operative non regolamentate all'interno di un gruppo o conglomerato finanziario

1. Qualora le informazioni richieste conformemente all'articolo 35, paragrafo 1 o 5, non siano disponibili o non siano rese disponibili entro il termine stabilito dall'Autorità, essa può, senza creare duplicati di dati, chiedere ai seguenti istituti e soggetti di fornire ▌le informazioni necessarie per consentire all'Autorità di adempiere alle funzioni attribuitele a norma del presente regolamento:

a) agli istituti finanziari pertinenti;

b) alle società di partecipazione o alle succursali dell'istituto finanziario pertinente;

c) alle entità operative non regolamentate all'interno di un gruppo o conglomerato finanziario che rivestano rilevanza per le attività finanziarie degli istituti finanziari pertinenti.

4. Entro un termine ragionevole fissato dall'Autorità, i pertinenti istituti e soggetti elencati al paragrafo 1 o i loro rappresentanti legali forniscono le informazioni richieste. ▌

5. L'Autorità trasmette senza indugio copia della richiesta ▌all'autorità competente dello Stato membro in cui è domiciliato o stabilito il soggetto pertinente di cui al paragrafo 1 interessato dalla richiesta di informazioni.

6. L'Autorità può utilizzare informazioni riservate ottenute a norma del presente articolo unicamente ai fini dello svolgimento dei compiti che le sono attribuiti dal presente regolamento.

Articolo 35 quaterNorme procedurali per l'imposizione di sanzioni amministrative pecuniarie

1. Se, nello svolgimento delle proprie funzioni a norma del presente regolamento, constata gravi indizi dell'eventualità di fatti che possono costituire una violazione di cui all'articolo 35 quinquies, paragrafo 1, l'Autorità chiede alla Commissione di indagare sulla questione. ▌

Articolo 35 quinquiesSanzioni amministrative pecuniarie

e sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento

-1. Prima di adottare la decisione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento, la Commissione offre all'istituto o al soggetto cui è stata rivolta la richiesta di informazioni l'opportunità di essere ascoltato.

La Commissione basa la sua decisione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento solo sulle conclusioni in merito alle quali gli istituti o i soggetti interessati hanno avuto la possibilità di esprimersi.

1. La Commissione adotta la decisione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria qualora constati che un istituto o un soggetto di cui all'articolo 35 ter, paragrafo 1, ha, intenzionalmente o per negligenza, omesso di fornire le informazioni richieste o ha fornito informazioni incomplete, inesatte o fuorvianti ▌a norma dell'articolo 35 ter, paragrafo 1.

2. La sanzione amministrativa pecuniaria di cui al paragrafo 1 è pari ad almeno [X EUR; inferiore a 50 000 EUR] e non superiore a [Y EUR; inferiore a 200 000 EUR] ed è dissuasiva, effettiva e proporzionata alle dimensioni dell'istituto o del soggetto e alla natura e alla gravità della violazione.

L'Autorità elabora, insieme all'ESMA e all'EIOPA, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare la metodologia per la fissazione delle sanzioni amministrative pecuniarie conformemente al presente paragrafo.

▌5. ▌La sanzione amministrativa pecuniaria complessiva non supera il [X %; inferiore al 20 % del fatturato annuo del soggetto interessato nell'esercizio precedente, a meno che il soggetto non abbia tratto, direttamente o indirettamente, un vantaggio finanziario dall'infrazione. In tal caso, l'importo della sanzione amministrativa pecuniaria complessiva è pari almeno a tale vantaggio finanziario.

5 bis. La Commissione può irrogare una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento fino alla rettifica della violazione. La sanzione per la reiterazione dell'inadempimento è proporzionata alle dimensioni dell'istituto o del soggetto e alla natura e alla gravità della violazione.

5 ter. Nel corso del procedimento è pienamente garantito il diritto alla difesa dell'istituto o del soggetto. L'istituto o il soggetto ha diritto di accesso ai fascicoli dell'Autorità e della Commissione, fermo restando il legittimo interesse di altre persone alla tutela dei propri segreti aziendali. Il diritto di accesso al fascicolo non si estende alle informazioni riservate né ai documenti interni preparatori dell'Autorità o della Commissione.

5 quater. L'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria o della sanzione per la reiterazione dell'inadempimento può essere sospesa solo in virtù di una decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea. Gli istituti o i soggetti cui è irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento possono intentare un'azione giudiziaria dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea avverso una decisione della Commissione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento. La Corte può, tra l'altro, annullare, ridurre o aumentare la sanzione amministrativa pecuniaria o la sanzione per la reiterazione dell'inadempimento irrogata dalla Commissione.

5 quinquies. La Commissione comunica al pubblico tutte le sanzioni amministrative pecuniarie e le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento irrogate, salvo il caso in cui tale comunicazione possa mettere gravemente a rischio i mercati finanziari o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte.

5 sexies. Gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie e delle sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento sono assegnati al bilancio generale dell'Unione.";

▌(21)  l'articolo 36 è così modificato:

(a)  il paragrafo 3 è soppresso;

(b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. Quando riceve una segnalazione o una raccomandazione inviatale dal CERS, l'Autorità discute tale segnalazione o raccomandazione durante la successiva riunione del consiglio delle autorità di vigilanza o, se del caso, in precedenza, al fine di esaminare le implicazioni della segnalazione o della raccomandazione per l'esecuzione dei suoi compiti, e l'eventuale follow-up.

Decide, secondo la procedura di decisione pertinente, se debbano essere adottate misure conformemente alle competenze che le sono conferite dal presente regolamento per risolvere i problemi rilevati nelle segnalazioni e nelle raccomandazioni e il contenuto di tali misure.

Se non dà seguito a una segnalazione o a una raccomandazione, l'Autorità comunica le sue ragioni al CERS. Il CERS informa il Parlamento europeo al riguardo a norma dell'articolo 19, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1092/2010. Il CERS informa altresì al riguardo il Consiglio e la Commissione.";

(c)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Quando riceve una segnalazione o una raccomandazione inviata dal CERS ad un'autorità competente, l'Autorità può esercitare, se necessario, i poteri che le sono conferiti dal presente regolamento per assicurare un seguito tempestivo.

Quando non intende seguire la raccomandazione del CERS, il destinatario comunica e ne discute le ragioni con il consiglio delle autorità di vigilanza.";

(d)  il paragrafo 6 è soppresso;

(22)  l'articolo 37 è sostituito dal seguente:

"Articolo 37Gruppo delle parti interessate nel settore bancario

1. Per facilitare la consultazione delle parti interessate nei settori pertinenti per i compiti dell'Autorità, è istituito un gruppo delle parti interessate nel settore bancario. Il gruppo delle parti interessate nel settore bancario è consultato sulle misure adottate ai sensi degli articoli da 10 a 15 riguardo alle norme tecniche di regolamentazione e alle norme tecniche di attuazione e, ove queste non riguardino i singoli istituti finanziari, ai sensi dell'articolo 16 sugli orientamenti e sulle raccomandazioni, dell'articolo 16 bis sui pareri e dell'articolo 16 ter su domande e risposte. Quando occorre agire con urgenza e la consultazione risulta impossibile, il gruppo delle parti interessate nel settore bancario è informato quanto prima possibile.

Il gruppo delle parti interessate nel settore bancario si riunisce di propria iniziativa ogni volta che ne ravvisa la necessità, e comunque almeno quattro volte all'anno.

2. Il gruppo delle parti interessate nel settore bancario si compone di trenta membri: tredici rappresentano in modo proporzionato gli enti creditizi e le imprese di investimento operanti nell'Unione, di cui tre rappresentano le banche cooperative e di risparmio, e tredici rappresentano i loro dipendenti, i consumatori, gli utenti dei servizi bancari e i rappresentanti delle PMI, mentre quattro dei suoi membri sono esponenti del mondo accademico indipendenti e di altissimo livello.

3. I membri del gruppo delle parti interessate nel settore bancario sono nominati dal consiglio delle autorità di vigilanza mediante una procedura di selezione aperta e trasparente. Nella sua decisione, il consiglio delle autorità di vigilanza provvede, per quanto possibile, a garantire una rappresentazione della diversità del settore bancario, un equilibrio geografico e di genere ed una rappresentanza adeguati delle parti interessate di tutta l'Unione. I membri del gruppo delle parti interessate nel settore bancario sono selezionati in base alle loro qualifiche, abilità, conoscenze pertinenti e comprovata esperienza.

3 bis. I membri del gruppo delle parti interessate nel settore bancario eleggono il presidente di tale gruppo tra i suoi membri. La presidenza è esercitata per un periodo di due anni.

Il Parlamento europeo può invitare il presidente del gruppo delle parti interessate nel settore bancario a fare una dichiarazione dinanzi ad esso e a rispondere a qualsiasi domanda posta dai suoi membri ogniqualvolta richiesto.

4. L'Autorità fornisce tutte le informazioni necessarie nel rispetto del segreto professionale di cui all'articolo 70 e assicura un adeguato supporto di segreteria al gruppo delle parti interessate nel settore bancario. Ai membri del gruppo delle parti interessate nel settore bancario che rappresentano organizzazioni senza scopo di lucro è garantito un adeguato rimborso, ad esclusione dei rappresentanti delle imprese del settore. Tale rimborso tiene conto del lavoro preparatorio e di follow-up dei membri e corrisponde almeno alle tariffe di rimborso per i funzionari di cui al titolo V, capo 1, sezione 2, dello statuto dei funzionari dell'Unione europea e del regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea definito dal regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 (statuto dei funzionari). Il gruppo delle parti interessate nel settore bancario può istituire gruppi di lavoro su questioni tecniche. La durata del mandato dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore bancario è di quattro anni, al termine dei quali ha luogo una nuova procedura di selezione.

I membri del gruppo delle parti interessate nel settore bancario possono essere nominati per due mandati consecutivi.

5. Il gruppo delle parti interessate nel settore bancario può emanare pareri e fornire consulenze all'Autorità su qualsiasi questione in relazione ai compiti dell'Autorità, concentrandosi in particolare sui compiti di cui agli articoli da 10 a 16 ter e agli articoli 29, 30, 32 e 35.

Se i membri del gruppo delle parti interessate nel settore bancario non riescono ad accordarsi su una consulenza, un terzo dei membri del gruppo o i membri che rappresentano un gruppo di parti interessate sono autorizzati a elaborare ▌una consulenza distinta.

Il gruppo delle parti interessate nel settore bancario, il gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati, il gruppo delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione e il gruppo delle parti interessate nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali possono elaborare consulenze congiunte in merito a questioni attinenti al lavoro delle autorità europee di vigilanza in conformità dell'articolo 56 del presente regolamento su posizioni comuni e atti comuni.

6. Il gruppo delle parti interessate nel settore bancario adotta il proprio regolamento interno a maggioranza dei due terzi dei suoi membri.

7. L'Autorità pubblica le consulenze del gruppo delle parti interessate nel settore bancario, le consulenze distinte dei suoi membri e i risultati delle sue consultazioni, come anche il modo in cui si è tenuto conto delle consulenze e dei risultati delle consultazioni.";

(b)    al paragrafo 5 sono aggiunti i commi seguenti:

"Se i membri del gruppo delle parti interessate nel settore bancario non riescono ad adottare un parere o una consulenza comuni, i membri che rappresentano un gruppo di parti interessate sono autorizzati a elaborare un parere distinto o una consulenza distinta.

Il gruppo delle parti interessate nel settore bancario, il gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati, il gruppo delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione e il gruppo delle parti interessate nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali possono elaborare pareri e consulenze congiunti in merito a questioni attinenti al lavoro delle autorità europee di vigilanza in conformità dell'articolo 56 del presente regolamento su posizioni comuni e atti comuni.";

(22 bis)  all'articolo 38, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. L'Autorità assicura che nessuna decisione adottata ai sensi degli articoli 18, 19 o 20 incida in alcun modo sulle competenze degli Stati membri in materia di bilancio.";

(23)  l'articolo 39 è sostituito dal seguente:

"Articolo 39Procedure decisionali

1. L'Autorità agisce in conformità dei paragrafi da 2 a 6 in sede di adozione delle decisioni ▌a norma degli articoli 17, 18 e 19.

2. L'Autorità informa ogni destinatario di una decisione della sua intenzione di adottare la decisione nella lingua ufficiale del destinatario stesso, precisando il termine assegnatogli per esprimere il suo parere sull'oggetto della decisione, tenuto debitamente conto dell'urgenza, della complessità e delle potenziali conseguenze della questione. Il destinatario può esprimere il proprio parere nella sua lingua ufficiale. La disposizione di cui alla prima frase si applica, mutatis mutandis, anche alle raccomandazioni di cui all'articolo 17, paragrafo 3.

3. Le decisioni dell'Autorità indicano le ragioni sulle quali si basano.

4. I destinatari delle decisioni dell'Autorità sono informati dei mezzi di ricorso disponibili a norma del presente regolamento.

5. Qualora abbia adottato una decisione a norma dell'articolo 18, paragrafo 3 o 4, l'Autorità la riesamina a intervalli opportuni.

6. L'adozione delle decisioni prese dall'Autorità a norma degli articoli ▌18 o 19 è resa pubblica. L'adozione delle decisioni prese dall'Autorità a norma dell'articolo 17 può essere resa pubblica. Nella pubblicazione sono menzionati l'autorità competente o l'istituto finanziario interessati e i principali elementi della decisione, a meno che la pubblicazione non sia in conflitto con l'interesse legittimo di tali istituti finanziari o con la protezione dei loro segreti commerciali o possa compromettere gravemente il regolare funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità del sistema finanziario dell'Unione o di una sua parte.";

(24)  l'articolo 40 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è così modificato:

i)  sono inserite le seguenti lettere a bis) e a ter):

"a bis) i membri a tempo pieno del comitato esecutivo di cui all'articolo 45, paragrafo 1, senza diritto di voto;";

a ter) il capo dell'amministrazione dello Stato membro incaricato di negoziare e adottare gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, al fine di agire nell'ambito di applicazione degli articoli da 10 a 15;";

i bis)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) il capo dell'autorità pubblica nazionale competente per la vigilanza degli enti creditizi in ogni Stato membro, al fine di agire nell'ambito di qualsiasi competenza, ad eccezione di quelle di cui agli articoli da 10 a 15, che partecipa di persona almeno due volte all'anno;";

i ter)  la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e) un rappresentante del CERS, senza diritto di voto che si astiene dall'assumere posizioni indotte dalla conduzione delle politiche monetarie;";

i quater)  è inserita la seguente lettera f bis):

"f bis) un rappresentante dell'SRB, senza diritto di voto;";

(a bis)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Ogni autorità ▌è responsabile della nomina di un supplente di alto livello scelto nell'ambito della propria autorità, il quale può sostituire il membro del consiglio delle autorità di vigilanza di cui al paragrafo 1, lettere a ter) e b), nel caso in cui questi non possa partecipare.";

(a ter)  il paragrafo 4 bis è soppresso;

(a quater)  il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:

"6. Ai fini della direttiva 94/19/CE, il membro del consiglio delle autorità di vigilanza di cui al paragrafo 1, lettera b), può essere accompagnato, se necessario, da un rappresentante, senza diritto di voto, dei pertinenti organismi incaricati della gestione dei sistemi di garanzia dei depositi in ogni Stato membro.

Qualora l'autorità pubblica nazionale di cui al paragrafo 1, lettera b), non sia responsabile della risoluzione, il membro del consiglio delle autorità di vigilanza può decidere di invitare un rappresentante senza diritto di voto, dell'autorità di risoluzione.";

(a quinquies)  è inserito il seguente paragrafo 6 bis:

"6 bis. Ai fini delle azioni da intraprendere nell'ambito di applicazione degli articoli da 10 a 15, un rappresentante della Commissione è un membro senza diritto di voto del consiglio delle autorità di vigilanza, mentre un rappresentante del Parlamento europeo è un osservatore e un rappresentante delle amministrazioni di ciascuno Stato membro può essere un osservatore in suddetto consiglio.";

(b)  il paragrafo 7 ▌è sostituito dal seguente:

"7. Il consiglio delle autorità di vigilanza può invitare osservatori.";

(c)  è aggiunto il seguente paragrafo 8:

"8. Quando l'autorità pubblica nazionale di cui al paragrafo 1, lettera b), non è responsabile dell'applicazione delle norme a tutela dei consumatori, il membro del consiglio delle autorità di vigilanza di cui alla predetta lettera può decidere di invitare un rappresentante, senza diritto di voto, dell'autorità per la tutela dei consumatori dello Stato membro. Nel caso in cui la responsabilità della tutela dei consumatori sia condivisa da varie autorità di uno Stato membro, tali autorità concordano un rappresentante comune.";

(25)  l'articolo 41 è sostituito dal seguente:

"Articolo 41Comitati interni

Il consiglio delle autorità di vigilanza può istituire comitati interni per compiti specifici che gli sono attribuiti. Il consiglio delle autorità di vigilanza può prevedere la delega di taluni compiti e decisioni ben definiti ai comitati interni, al comitato esecutivo o al presidente.";

(26)  l'articolo 42 ▌è sostituito dal seguente:

"Articolo 42Indipendenza

del consiglio delle autorità di vigilanza

Nello svolgimento dei compiti che sono loro assegnati dal presente regolamento, il presidente e i membri ▌del consiglio delle autorità di vigilanza agiscono in piena indipendenza e obiettività nell'interesse esclusivo dell'Unione nel suo insieme, senza chiedere né ricevere istruzioni da parte di istituzioni o organi dell'Unione, dai governi ▌o da altri soggetti pubblici o privati.

Né gli Stati membri, né le istituzioni o gli organi dell'Unione, né altri soggetti pubblici o privati cercano di influenzare i membri del consiglio delle autorità di vigilanza nello svolgimento dei loro compiti.

Qualora il grado di indipendenza di cui all'articolo 30, paragrafo 2, lettera a), sia stato ritenuto insufficiente in conformità di detto articolo, il consiglio delle autorità di vigilanza può decidere di sospendere temporaneamente il diritto di voto del singolo membro o di sospendere temporaneamente la sua appartenenza all'Autorità fino a quando non siano state sanate le irregolarità.";

(27)  l'articolo 43 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Il consiglio delle autorità di vigilanza fornisce orientamenti per il lavoro dell'Autorità ed è il principale organo decisionale per le decisioni strategiche e le principali decisioni politiche.

Salvo se altrimenti disposto nel presente regolamento, il consiglio delle autorità di vigilanza adotta ▌le raccomandazioni, gli orientamenti, i pareri e le decisioni dell'Autorità ed emana le consulenze di cui al capo II ▌.";

(b)  i paragrafi 2 e 3 sono soppressi;

(c)  il paragrafo 4 ▌è sostituito dal seguente:

"Entro il 30 settembre di ogni anno il consiglio delle autorità di vigilanza adotta, su proposta del comitato esecutivo, il programma di lavoro dell'Autorità per l'anno successivo e lo trasmette per informazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

L'Autorità stabilisce le sue priorità in merito alle verifiche individuando, se del caso, le autorità competenti e le attività oggetto di verifiche conformemente all'articolo 30. Se debitamente giustificato, l'Autorità può individuare altre autorità competenti da sottoporre a verifica.

Il programma di lavoro è adottato fatta salva la procedura di bilancio annuale ed è reso pubblico.";

(d)    il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Il consiglio delle autorità di vigilanza, su proposta del comitato esecutivo, adotta la relazione annuale sulle attività dell'Autorità, compresa l'esecuzione dei compiti del presidente, sulla base del progetto di relazione di cui all'articolo 47, paragrafo 9, lettera f), e la trasmette, entro il 15 giugno di ogni anno, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e al Comitato economico e sociale europeo. La relazione è resa pubblica.";

(e)  il paragrafo 8 è soppresso;

(27 bis)  è inserito il seguente articolo 43 bis:

"Articolo 43 bis

Trasparenza delle decisioni adottate dal consiglio delle autorità di vigilanza

Fatto salvo l'articolo 70, entro un termine massimo di sei settimane dalla data di una riunione del consiglio delle autorità di vigilanza, l'Autorità fornisce al Parlamento europeo, come minimo, un resoconto completo e significativo dei lavori di tale riunione del consiglio delle autorità di vigilanza che consenta una piena comprensione delle discussioni, compreso un elenco commentato delle decisioni.";

(28)  l'articolo 44 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 ▌è sostituito dal seguente:

"1. Le decisioni del consiglio delle autorità di vigilanza sono adottate a maggioranza semplice dei suoi membri. Ogni membro dispone di un solo voto. In caso di parità di voti, prevale il voto del presidente.

Per le decisioni sullo sviluppo e l'adozione degli atti, dei progetti e degli strumenti di cui agli articoli da 10 a 16 e per le misure e decisioni adottate a norma dell'articolo 9, paragrafo 5, terzo comma, dell'articolo 9 bis e del capo VI e in deroga al primo comma del presente paragrafo, il consiglio delle autorità di vigilanza delibera a maggioranza qualificata dei suoi membri, quale definita all'articolo 16, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea, che comprende almeno la maggioranza semplice dei membri, presenti al voto, delle autorità competenti degli Stati membri che sono Stati membri partecipanti quali definiti all'articolo 2, punto 1, del regolamento (UE) n. 1024/2013 (Stati membri partecipanti) e la maggioranza semplice dei membri, presenti al voto, delle autorità competenti degli Stati membri che non sono Stati membri partecipanti quali definiti all'articolo 2, punto 1, del regolamento (UE) n. 1024/2013 (Stati membri non partecipanti). I membri a tempo pieno del comitato esecutivo e il presidente non partecipano al voto su tali decisioni.

Per quanto riguarda le decisioni adottate ai sensi dell'articolo 18, paragrafi 3 e 4, e in deroga al primo comma del presente paragrafo, il consiglio delle autorità di vigilanza delibera a maggioranza semplice dei suoi membri votanti, che comprende la maggioranza semplice dei suoi membri rappresentanti le autorità competenti degli Stati membri partecipanti e la maggioranza semplice dei suoi membri rappresentanti le autorità competenti degli Stati membri non partecipanti.";

(a)   è inserito il seguente paragrafo 1 bis:

"1 bis. In deroga al paragrafo 1, il consiglio delle autorità di vigilanza è competente ad adottare a maggioranza semplice dei suoi membri le decisioni preparate dal comitato esecutivo ai fini dell'articolo 22, paragrafi 1, 2, 3 e 5, e degli articoli 29 bis, 31 bis, 32 e da 35 ter a 35 quinquies a norma dell'articolo 47, paragrafo 3.

Qualora non adotti le decisioni preparate dal comitato esecutivo ai fini dell'articolo 22, paragrafi 1, 2, 3 e 5, e degli articoli 29 bis, 31 bis, 32 e da 35 ter a 35 nonies, il consiglio delle autorità di vigilanza può modificare tali decisioni. Il consiglio delle autorità di vigilanza è competente ad adottare le decisioni modificate a maggioranza dei tre quarti dei suoi membri.

Nel caso in cui il consiglio delle autorità di vigilanza non adotti le decisioni modificate di cui al secondo comma il prima possibile e al più tardi entro quattro mesi, il comitato esecutivo adotta la decisione.";

(b)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3.  Il consiglio delle autorità di vigilanza adotta e pubblica il proprio regolamento interno. Il regolamento interno stabilisce nel dettaglio le modalità di voto.";

(c)    il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. I membri senza diritto di voto e gli osservatori non partecipano alle discussioni del consiglio delle autorità di vigilanza relative a singoli istituti finanziari, salvo se diversamente disposto all'articolo 75, paragrafo 3, o negli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Il primo comma non si applica al presidente, ai membri che sono anche membri del comitato esecutivo e al rappresentante della Banca centrale europea nominato dal suo consiglio di vigilanza.";

(29)  al capo III, sezione 2, il titolo è sostituito dal seguente:

"Sezione 2

Comitato esecutivo"

(30)  l'articolo 45 è sostituito dal seguente:

"Articolo 45Composizione

1. Il comitato esecutivo comprende il presidente e tre membri a tempo pieno, che sono cittadini di uno Stato membro. Il presidente assegna compiti di carattere politico e manageriale chiaramente definiti a ciascuno dei membri a tempo pieno, in particolare competenze in materia di bilancio e per quanto concerne il programma di lavoro dell'Autorità e la convergenza. Uno dei membri a tempo pieno agisce in qualità di vicepresidente e svolge le funzioni del presidente in caso di assenza o di ragionevole impedimento di quest'ultimo, conformemente al presente regolamento.

2. I membri a tempo pieno sono selezionati in base al merito, alle competenze, alla conoscenza e all'esperienza pratica degli istituti ▌finanziari nell'ambito dei rispettivi modelli di business e dei mercati, in particolare nel settore bancario, compresi gli interessi dei consumatori, nonché all'esperienza in materia di vigilanza e regolamentazione finanziaria. I membri a tempo pieno hanno una vasta esperienza manageriale. Almeno uno dei membri a tempo pieno dovrebbe non essere stato assunto da un'autorità nazionale competente nell'anno precedente la nomina. La selezione si basa su un invito generale a presentare candidature pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, a seguito del quale la Commissione redige un elenco ristretto di candidati qualificati consultando il consiglio delle autorità di vigilanza.

La Commissione presenta l'elenco ristretto di candidati al Parlamento europeo per la sua approvazione. A seguito dell'approvazione dell'elenco ristretto di candidati, il Consiglio adotta una decisione di nomina dei membri a tempo pieno del comitato esecutivo ▌. La composizione del comitato esecutivo è equilibrata e proporzionata e riflette l'insieme dell'Unione.

3. Qualora un membro a tempo pieno del comitato esecutivo non sia più in possesso dei requisiti di cui all'articolo 46 o abbia commesso una colpa grave, il Parlamento europeo e il Consiglio possono, di propria iniziativa o a seguito di una proposta della Commissione approvata dal Parlamento europeo, adottare una decisione per rimuovere detto membro dal suo incarico.

4. La durata del mandato dei membri a tempo pieno è di 5 anni ed è rinnovabile una sola volta. Nel corso dei nove mesi che precedono la scadenza del mandato di cinque anni del membro a tempo pieno, il consiglio delle autorità di vigilanza valuta:

a) i risultati conseguiti nel corso del primo mandato e il modo in cui sono stati raggiunti;

b) i doveri e le esigenze dell'Autorità per gli anni successivi.

Tenuto conto di questa valutazione, la Commissione presenta al Consiglio l'elenco dei membri a tempo pieno il cui mandato deve essere rinnovato. Sulla base di tale elenco e tenendo conto della valutazione, il Consiglio può prorogare il mandato dei membri a tempo pieno.";

(31)  è inserito il seguente articolo 45 bis:

"Articolo 45 bisProcesso decisionale

1. Le decisioni del comitato esecutivo sono adottate a maggioranza semplice dei suoi membri. Ogni membro dispone di un voto. In caso di parità, prevale il voto del presidente. Su richiesta del presidente o di almeno tre membri del comitato esecutivo, le decisioni sono deferite al consiglio delle autorità di vigilanza.

2. Il rappresentante della Commissione partecipa alle riunioni del comitato esecutivo senza diritto di voto, tranne per quanto riguarda le questioni di cui all'articolo 63.

3. Il comitato esecutivo adotta e pubblica il proprio regolamento interno.

4. Le riunioni del comitato esecutivo sono convocate dal presidente di propria iniziativa o su richiesta di uno dei membri, e sono presiedute dal presidente.

Il comitato esecutivo si riunisce prima di ogni riunione del consiglio delle autorità di vigilanza e ogni qual volta il comitato esecutivo lo ritenga necessario. Esso riferisce regolarmente al consiglio delle autorità di vigilanza e si riunisce almeno undici volte all'anno.

5. ▌I partecipanti senza diritto di voto non assistono alle discussioni del comitato esecutivo che riguardano singoli istituti finanziari.

5 bis. Il consiglio delle autorità di vigilanza ha il diritto di trasmettere richieste specifiche di informazioni al comitato esecutivo.";

(32)  è inserito il seguente articolo 45 ter:

"Articolo 45 terComitati interni

Il comitato esecutivo può istituire comitati interni per compiti specifici che gli sono attribuiti.";

(33)  l'articolo 46 è sostituito dal seguente:

"Articolo 46Indipendenza

del comitato esecutivo

I membri del comitato esecutivo agiscono in piena indipendenza e obiettività nell'interesse esclusivo dell'Unione nel suo insieme, senza chiedere né ricevere istruzioni da parte di istituzioni o organi dell'Unione, dai governi ▌o da altri soggetti pubblici o privati.

I membri del comitato esecutivo non detengono cariche a livello nazionale, dell'Unione o internazionale.

Né gli Stati membri, né le istituzioni o gli organi dell'Unione né altri soggetti pubblici o privati cercano di influenzare i membri del comitato esecutivo nell'assolvimento dei loro compiti.";

(34)  l'articolo 47 è sostituito dal seguente:

"Articolo 47Compiti

1. Il comitato esecutivo assicura che l'Autorità assolva la sua missione ed esegua i compiti che le sono affidati a norma del presente regolamento. Esso prende tutte le misure necessarie, in particolare adottando istruzioni amministrative interne e pubblicando avvisi, per assicurare il funzionamento dell'Autorità a norma del presente regolamento.

2. Il comitato esecutivo propone all'adozione del consiglio delle autorità di vigilanza il programma di lavoro annuale e pluriennale.

3. Il comitato esecutivo esercita le sue competenze di bilancio conformemente agli articoli 63 e 64.

Ai fini degli articoli 17 e 19, dell'articolo 22, paragrafo 4, e dell'articolo 30 ▌, il comitato esecutivo è competente ad agire e a prendere le decisioni. Ai fini dell'articolo 22, paragrafi 1, 2, 3 e 5, e degli articoli 29 bis, 31 bis, 32 e da 35 ter a 35 quinquies, il comitato esecutivo è competente a preparare decisioni che sono soggette alla procedura decisionale di cui all'articolo 44, paragrafo 1 bis. Il comitato esecutivo informa il consiglio delle autorità di vigilanza di tutte le decisioni che prepara e adotta.

3 bis. Il comitato esecutivo esamina tutte le questioni che devono essere decise dal consiglio delle autorità di vigilanza ed emette un parere su di esse ▌.

4. Il comitato esecutivo adotta il piano dell'Autorità in materia di politica del personale e, ai sensi dell'articolo 68, paragrafo 2, stabilisce le necessarie modalità di applicazione dello statuto dei funzionari delle Comunità europee ("lo statuto dei funzionari").

5. Il comitato esecutivo adotta le disposizioni particolari relative al diritto di accesso ai documenti dell'Autorità, conformemente all'articolo 72.

6. Il comitato esecutivo sottopone all'approvazione del consiglio delle autorità di vigilanza una relazione annuale sulle attività dell'Autorità, tra cui i compiti del presidente, sulla base del progetto di cui al paragrafo 9, lettera f).

7. Il comitato esecutivo nomina e revoca i membri della commissione di ricorso a norma dell'articolo 58, paragrafi 3 e 5, tenendo debitamente conto di una proposta del consiglio delle autorità di vigilanza.

8. I membri del comitato esecutivo rendono pubbliche tutte le riunioni tenute e l'ospitalità ricevuta. Le spese sono registrate pubblicamente secondo quanto disposto dallo statuto dei funzionari.

9. Il membro incaricato svolge i seguenti compiti specifici:

a) esecuzione del programma di lavoro annuale dell'Autorità sotto la guida del consiglio delle autorità di vigilanza e sotto il controllo del comitato esecutivo;

b) adozione di tutte le misure necessarie, in particolare mediante l'adozione di istruzioni amministrative interne e la pubblicazione di avvisi, per assicurare il funzionamento dell'Autorità a norma del presente regolamento;

c) preparazione del programma di lavoro pluriennale di cui all'articolo 47, paragrafo 2;

d) preparazione, entro il 30 giugno di ogni anno, del programma di lavoro per l'anno successivo di cui all'articolo 47, paragrafo 2;

e) redazione di un progetto preliminare di bilancio dell'Autorità a norma dell'articolo 63 ed esecuzione del bilancio dell'Autorità a norma dell'articolo 64;

f) preparazione di un progetto di relazione annuale che comprenda una sezione sulle attività di regolamentazione e di vigilanza dell'Autorità e una sezione sulle questioni finanziarie e amministrative;

g) esercizio, nei confronti del personale dell'Autorità, delle competenze di cui all'articolo 68 e gestione delle questioni relative al personale.";

(35)  l'articolo 48 è così modificato:

(a)  al paragrafo 1, il secondo comma è sostituito dal seguente:

"Il presidente è cittadino di uno Stato membro ed è incaricato di preparare i lavori delle riunioni del consiglio delle autorità di vigilanza e del comitato esecutivo e di presiedere tali riunioni.";

(b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Ai fini della selezione del presidente, la Commissione istituisce un comitato di selezione composto da sei personalità indipendenti di alto livello. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione nominano ciascuno due membri del comitato di selezione. Il comitato di selezione nomina il suo presidente tra i suoi membri. Il comitato di selezione decide a maggioranza semplice in merito alla pubblicazione dell'avviso di posto vacante, ai criteri di selezione e al profilo professionale specifico, alla composizione del gruppo di candidati, nonché al metodo utilizzato per valutare detto gruppo al fine di stilare un elenco ristretto, equilibrato dal punto di vista del genere, di almeno due candidati. In caso di parità, prevale il voto del presidente del comitato di selezione.

Il presidente è scelto in base ai meriti, alle competenze e alla conoscenza degli istituti e dei mercati finanziari, in particolare nel settore bancario, tramite un invito generale a presentare candidature pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Il presidente ha un considerevole numero di anni di esperienza riconosciuta in materia di vigilanza e regolamentazione finanziarie nonché di esperienza nell'alta dirigenza, è in grado di dimostrare competenze dirigenziali ed elevati livelli di efficienza, abilità e integrità, oltre a possedere una comprovata conoscenza di almeno due lingue ufficiali dell'Unione.

Il comitato di selezione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio l'elenco ristretto di candidati per la posizione di presidente. Il Parlamento europeo può invitare i candidati selezionati ad audizioni a porte chiuse o pubbliche, rivolgere interrogazioni scritte ai candidati, opporsi alla designazione di un candidato e raccomandare il candidato che preferisce. Il Parlamento europeo e il Consiglio adottano una decisione congiunta di nomina del presidente a partire dall'elenco ristretto di candidati.

2 bis. Qualora il presidente non sia più in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento dei suoi compiti, compresi quelli di cui all'articolo 49, o abbia commesso una colpa grave, il Parlamento europeo e il Consiglio possono, a seguito di una proposta della Commissione o di propria iniziativa, adottare una decisione congiunta per rimuoverlo dal suo incarico. Quando elabora la sua proposta, la Commissione consulta le autorità nazionali competenti.";

(b bis)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Il mandato del presidente è di otto anni e non è rinnovabile ▌.

(c)  il paragrafo 4 ▌è sostituito dal seguente:

"4. Nel corso dei nove mesi che precedono la scadenza del mandato di otto anni del presidente, il consiglio delle autorità di vigilanza valuta:

a) i risultati conseguiti nel corso del primo mandato e il modo in cui sono stati raggiunti;

b) i doveri e le esigenze dell'Autorità per gli anni successivi.

Ai fini della valutazione di cui al primo comma, il consiglio delle autorità di vigilanza nomina un presidente supplente temporaneo scegliendolo tra i suoi membri.";

(d)  il paragrafo 5 è soppresso;

(35 bis)  l'articolo 49 è sostituito dal seguente:

"Articolo 49Indipendenza

del presidente

Fatto salvo il ruolo del consiglio delle autorità di vigilanza in relazione ai compiti del presidente, il presidente non chiede né riceve istruzioni da parte di istituzioni o organi dell'Unione, dai governi▐ o da altri soggetti pubblici o privati.

Né gli Stati membri, né le istituzioni o gli organi dell'Unione, né altri soggetti pubblici o privati cercano di influenzare il presidente nell'assolvimento dei suoi compiti.

Conformemente allo statuto dei funzionari di cui all'articolo 68, il presidente, terminato l'incarico, è tenuto ad osservare i doveri di onestà e delicatezza nell'accettare determinate funzioni o determinati vantaggi.";

(36)  l'articolo 49 bis è sostituito dal seguente:

"Articolo 49 bisSpese

Il presidente rende pubbliche tutte le riunioni tenute con le parti interessate esterne entro un periodo di due settimane successivamente alla riunione e l'ospitalità ricevuta. Le spese sono registrate pubblicamente secondo quanto disposto dallo statuto dei funzionari.";

(37)  gli articoli 50, 51, 52, 52 bis e 53 sono soppressi;

(38)  l'articolo 54 ▌ è così modificato:

(a)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Il comitato congiunto funge da forum in cui l'Autorità coopera regolarmente e strettamente con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali) e l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) per assicurare l'uniformità intersettoriale, tenendo pienamente conto nel contempo delle specificità settoriali, in particolare, se richiesto dal diritto dell'Unione, per quanto concerne:

– i conglomerati finanziari e il consolidamento transfrontaliero,

– la contabilità e la revisione dei conti,

– le analisi microprudenziali degli sviluppi intersettoriali, dei rischi e delle vulnerabilità in termini di stabilità finanziaria,

– i prodotti di investimento al dettaglio,

– la cibersicurezza,

– lo scambio di informazioni e di migliori prassi con il CERS e ▌le AEV,

i servizi finanziari al dettaglio e le tematiche inerenti alla tutela ▌dei consumatori e degli investitori,

l'applicazione del principio di proporzionalità.";

(c)  è inserito il seguente paragrafo 2 bis:

"2 bis. Per quanto riguarda i compiti dell'Autorità in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, il comitato congiunto funge da forum in cui l'Autorità coopera regolarmente e strettamente con l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e con l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati su questioni relative all'interazione tra i compiti specifici dell'Autorità di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettera l), e i compiti conferiti all'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati.

Il comitato congiunto può assistere la Commissione nella valutazione delle condizioni, delle specifiche e delle procedure per garantire un'interconnessione sicura ed efficace dei meccanismi centralizzati automatici ai sensi della relazione di cui all'articolo 32 bis, paragrafo 5, della direttiva (UE) 2018/843, nonché nell'efficace interconnessione dei registri nazionali nel quadro della direttiva (UE) 2018/843.";

(39)  l'articolo 55 ▌è sostituito dal seguente:

"Articolo 55Composizione

1. Il comitato congiunto è composto dai presidenti delle AEV ▌.

2. Un membro del comitato esecutivo, un rappresentante della Commissione e il secondo presidente del CERS nonché, se del caso, il presidente di ogni sottocomitato del comitato congiunto sono invitati alle riunioni del comitato congiunto, come anche, se del caso, di ogni sottocomitato di cui all'articolo 57, in qualità di osservatori.

3. Il presidente del comitato congiunto è nominato in base a un sistema di rotazione annuale fra i presidenti delle AEV. Il presidente del comitato congiunto è il secondo vicepresidente del CERS.

4. Il comitato congiunto adotta e pubblica il suo regolamento interno. Il comitato congiunto può invitare osservatori. Il comitato congiunto adotta posizioni comuni per consenso.

Il comitato congiunto si riunisce almeno una volta ogni tre mesi.

4 bis. Il presidente dell'Autorità consulta e informa regolarmente il consiglio delle autorità di vigilanza riguardo alle posizioni assunte nel corso delle riunioni del comitato congiunto e dei suoi sottocomitati.";

(39 bis)  l'articolo 56 è sostituito dal seguente:

"Articolo 56Posizioni congiunte e atti comuni

Nel quadro dei compiti che le sono attribuiti ai sensi del capo II, in particolare in relazione all'attuazione della direttiva 2002/87/CE, ove opportuno, l'Autorità si adopera per adottare posizioni comuni con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali) e con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), a seconda dei casi.

Se richiesto dal diritto dell'Unione, gli atti di cui agli articoli da 10 a 19 del presente regolamento per quanto riguarda l'applicazione della direttiva 2002/87/CE e di qualsiasi altro atto dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, che rientri anche nel settore di competenza dell'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali) o dell'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) sono adottati, in parallelo, dall'Autorità, dall'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali) e dall'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati).

Qualora la decisione dell'Autorità si discosti dalla posizione congiunta di cui al primo comma o non sia possibile adottare alcuna decisione, l'Autorità informa senza indugio il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione delle sue motivazioni.";

(39 bis)  l'articolo 57 è sostituito dal seguente:

"Articolo 57Sottocomitati

1. Il comitato congiunto può istituire sottocomitati affinché elaborino progetti di posizioni congiunte e di atti comuni per il comitato congiunto.

2. Il sottocomitato si compone dei presidenti delle AEV e di un rappresentante ad alto livello nominato tra il personale in servizio della corrispondente autorità competente di ogni Stato membro.

3. Il sottocomitato elegge tra i rappresentanti delle autorità competenti il presidente, che è altresì osservatore nel comitato congiunto.

3 bis. Ai fini dell'articolo 56, è istituito un sottocomitato per i conglomerati finanziari del comitato congiunto.

4. Il comitato congiunto rende pubblici sul suo sito web tutti i sottocomitati istituti, compresi i loro mandati e un elenco dei loro membri con le rispettive funzioni in seno al sottocomitato.";

(40)  l'articolo 58 è così modificato:

(-a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. È istituita la commissione di ricorso delle autorità europee di vigilanza.";

(-a bis)  al paragrafo 2, il primo comma è sostituito dal seguente:

2. La commissione di ricorso è composta di sei membri e sei supplenti, persone di indubbio prestigio che abbiano dato prova delle conoscenze pertinenti in materia di diritto dell'Unione e di un'esperienza professionale internazionale, a livello sufficientemente elevato in campo bancario, assicurativo, delle pensioni aziendali e professionali, dei mercati azionari o altri servizi finanziari, ad eccezione del personale in servizio delle autorità competenti o di altre istituzioni nazionali o dell'Unione coinvolte nelle attività dell'Autorità e dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore bancario. I membri sono cittadini di uno Stato membro e hanno una conoscenza approfondita di almeno due lingue ufficiali dell'Unione. La commissione di ricorso è in possesso delle sufficienti competenze giuridiche necessarie a fornire consulenza giuridica sulla legittimità e sulla proporzionalità dell'esercizio dei poteri dell'Autorità.";

(a)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Due membri della commissione di ricorso e due supplenti sono nominati dal comitato esecutivo dell'Autorità da un elenco ristretto di candidati proposto dalla Commissione a seguito di un invito a manifestare interesse pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e previa consultazione del consiglio delle autorità di vigilanza.

Dopo aver ricevuto l'elenco ristretto, il Parlamento europeo può invitare i candidati a membri e supplenti a rilasciare una dichiarazione dinanzi ad esso e a rispondere alle domande poste dai suoi deputati prima della nomina.

Il Parlamento europeo può invitare i membri della commissione di ricorso a rilasciare una dichiarazione dinanzi ad esso e a rispondere alle domande poste dai suoi deputati ogniqualvolta sia richiesto.";

(b)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Il membro della commissione di ricorso nominato dal comitato esecutivo dell'Autorità è rimosso durante il suo mandato solo per colpa grave e se il comitato esecutivo decide in tal senso, previa consultazione del consiglio delle autorità di vigilanza.";

(b bis)  il paragrafo 8 è sostituito dal seguente:

"8. Le AEV assicurano un adeguato sostegno operativo e amministrativo permanente alla commissione di ricorso tramite il comitato congiunto.";

(41)  all'articolo 59, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dal seguente:

"1. I membri della commissione di ricorso sono indipendenti nelle loro decisioni. Essi non sono vincolati da alcuna istruzione. Essi non esercitano altre funzioni in relazione all'Autorità, al suo comitato esecutivo o al suo consiglio delle autorità di vigilanza.

2. I membri della commissione di ricorso e il personale dell'Autorità che fornisce sostegno operativo e amministrativo non prendono parte a un procedimento di ricorso in cui abbiano un conflitto di interessi, se vi hanno precedentemente preso parte come rappresentanti di una delle parti o se sono intervenuti nell'adozione della decisione oggetto del ricorso.";

(42)  all'articolo 60, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Qualsiasi persona fisica o giuridica, incluse le autorità competenti, può proporre ricorso contro una decisione dell'Autorità di cui agli articoli 16, 16 bis, 17, 18, 19 e 35, anche in merito alla sua proporzionalità, e contro ogni altra decisione adottata dall'Autorità in conformità degli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, avente come destinatario la predetta persona, o contro una decisione che, pur apparendo come una decisione presa nei confronti di un'altra persona, riguardi detta persona direttamente e individualmente.

2. Il ricorso, insieme a una memoria che ne espone i motivi, è presentato per iscritto all'Autorità entro tre mesi dalla data della notifica della decisione alla persona interessata o, in assenza di notifica, dal giorno in cui l'Autorità ha pubblicato la sua decisione.

La commissione di ricorso decide in merito al ricorso nei tre mesi dalla presentazione del ricorso.";

(43)  l'articolo 62 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Le entrate dell'Autorità sono costituite, fatte salve altre entrate, da una combinazione di:

a) un contributo integrativo dell'Unione, iscritto nel bilancio generale dell'Unione europea (sezione "Commissione"), che è almeno pari al 35 % delle entrate stimate dell'Autorità;

a bis) i contributi obbligatori delle autorità pubbliche nazionali competenti per la vigilanza degli istituti finanziari fino al 65% delle entrate stimate dell'Autorità;

b) a seconda dell'evoluzione dell'ambito di applicazione della vigilanza specifica degli istituti, i contributi annuali degli istituti finanziari, basati sulle previsioni di spesa annuali relative alle attività previste dal presente regolamento e dagli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, per ogni categoria di partecipanti nell'ambito di competenza dell'Autorità;

c) le commissioni pagate all'Autorità nei casi previsti dai pertinenti strumenti del diritto dell'Unione;

d) i contributi ▌ degli Stati membri o degli osservatori;

e) gli oneri per le pubblicazioni, la formazione e gli altri servizi richiesti dalle autorità competenti.

1 bis. Le entrate dell'Autorità non ne compromettono né l'indipendenza né l'obiettività."

(a bis)  al paragrafo 4, è inserito il comma seguente:

"Le stime si basano sugli obiettivi e sui risultati previsti del programma di lavoro annuale di cui all'articolo 47, paragrafo 2, e tengono conto delle risorse finanziarie necessarie per conseguire tali obiettivi e risultati previsti."

(b)  è aggiunto il seguente paragrafo:

5. I contributi volontari degli Stati membri e degli osservatori di cui al paragrafo 1, lettera d), non sono accettati se la loro accettazione mette in dubbio l'indipendenza e l'imparzialità dell'Autorità.";

(45)  l'articolo 63 è sostituito dal seguente:

"Articolo 63Formazione del bilancio

1.  Ogni anno il membro incaricato elabora un progetto di documento unico di programmazione provvisorio dell'Autorità per i tre esercizi finanziari successivi, che indica le entrate e le spese stimate e informazioni sul personale, sulla base della sua programmazione annuale e pluriennale, e lo trasmette al comitato esecutivo e al consiglio delle autorità di vigilanza, assieme alla tabella dell'organico.

1 bis.  Il presidente presenta il progetto di documento unico di programmazione al Parlamento europeo e al Consiglio e, successivamente, il consiglio delle autorità di vigilanza, sulla base del progetto che è stato approvato dal comitato esecutivo, adotta il progetto di documento unico di programmazione per i tre esercizi finanziari successivi.

1 ter.  Il ▌ documento unico di programmazione è trasmesso dal comitato esecutivo alla Commissione, al Parlamento europeo e al Consiglio, nonché alla Corte dei conti europea, entro il 31 gennaio. Fatta salva l'adozione del bilancio annuale, il Parlamento europeo approva il documento unico di programmazione.

2.  Tenendo conto del ▌ documento unico di programmazione, la Commissione inserisce nel progetto di bilancio dell'Unione le previsioni che ritiene necessarie relativamente all'organico e all'importo del contributo integrativo a carico del bilancio generale dell'Unione conformemente agli articoli 313 e 314 del trattato.

3.  L'autorità di bilancio adotta la tabella dell'organico dell'Autorità. L'autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti a titolo del contributo integrativo destinato all'Autorità e approva il limite delle spese totali dell'Autorità.

4.  Il bilancio dell'Autorità è adottato dal consiglio delle autorità di vigilanza. Esso diventa definitivo dopo l'adozione definitiva del bilancio generale dell'Unione. Se del caso, si procede agli opportuni adeguamenti.

5.  Il comitato esecutivo notifica senza indugio all'autorità di bilancio che intende attuare un progetto che può avere implicazioni finanziarie significative per il finanziamento del suo bilancio, in particolare per quanto riguarda i progetti in campo immobiliare, quali la locazione o l'acquisto di edifici.

5 bis.  L'autorità di bilancio autorizza qualsiasi progetto che possa avere implicazioni finanziarie significative o a lungo termine per il finanziamento del bilancio dell'Autorità, in particolare per quanto riguarda i progetti in campo immobiliare, quali la locazione o l'acquisto di edifici, comprese le clausole di rescissione anticipata.";

(46)  l'articolo 64 è sostituito dal seguente:

"Articolo 64Esecuzione e controllo del bilancio

"1. Il membro incaricato esercita le funzioni di ordinatore e dà esecuzione al bilancio annuale dell'Autorità.

2. Il contabile dell'Autorità, che è indipendente, trasmette i conti provvisori al contabile della Commissione e alla Corte dei conti entro il 1º marzo dell'esercizio successivo. L'articolo 70 non osta a che l'Autorità fornisca alla Corte dei conti europea ogni eventuale informazione richiesta dalla Corte che rientri nelle competenze di quest'ultima.

3. Il contabile dell'Autorità trasmette entro il 1º marzo dell'esercizio successivo le informazioni contabili necessarie ai fini del consolidamento al contabile della Commissione, secondo le modalità e il formato stabiliti dal contabile.

4. Il contabile dell'Autorità trasmette anche la relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio ai membri del consiglio delle autorità di vigilanza, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti entro il 31 marzo dell'esercizio successivo.

5. Dopo aver preso nota delle osservazioni della Corte dei conti sui conti provvisori dell'Autorità, conformemente alle disposizioni dell'articolo 148 del regolamento finanziario, il contabile dell'Autorità, agendo sotto la propria responsabilità, redige i conti definitivi dell'Autorità. Il membro incaricato li trasmette al consiglio delle autorità di vigilanza, che formula un parere su tali conti.

6. Il contabile dell'Autorità trasmette i conti definitivi, accompagnati dal parere del consiglio delle autorità di vigilanza, entro il 1º luglio dell'esercizio successivo al contabile della Commissione, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti.

Il contabile dell'Autorità trasmette inoltre al contabile della Commissione, entro il 1º luglio, una rendicontazione in un formato standard stabilito dal contabile della Commissione ai fini del consolidamento.

7. I conti definitivi sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 15 novembre dell'esercizio successivo.

8. Entro il 30 settembre il membro incaricato invia alla Corte dei conti una risposta alle osservazioni di quest'ultima. Invia tale risposta anche al comitato esecutivo e alla Commissione.

9. Il membro incaricato presenta al Parlamento europeo, su richiesta di quest'ultimo, come previsto all'articolo 165, paragrafo 3, del regolamento finanziario, ogni informazione necessaria per la corretta applicazione della procedura di discarico per l'esercizio finanziario in questione.

10. Il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, dà discarico, entro il 15 maggio dell'anno N+2, all'Autorità sull'esecuzione del bilancio dell'esercizio finanziario N.

10 bis. L'Autorità formula un parere motivato sulla posizione del Parlamento europeo e su qualsiasi altra osservazione formulata dallo stesso nell'ambito della procedura di discarico.";

(46 bis)  è inserito il seguente articolo 64 bis:

"Articolo 64 bisAudit interno dell'Autorità

L'Autorità istituisce un comitato di audit interno che presenta al Parlamento europeo e al Consiglio un parere sul discarico relativo alla parte del bilancio che non è a carico del bilancio dell'Unione.";

(47)  l'articolo 65 è sostituito dal seguente:

"Articolo 65Disposizioni finanziarie

Le disposizioni finanziarie applicabili all'Autorità sono adottate dal comitato esecutivo previa consultazione della Commissione. Tali disposizioni possono discostarsi dal regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione*, per gli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 solo se lo richiedono le esigenze operative specifiche dell'Autorità e unicamente previo accordo della Commissione.

*  Regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42).";

(48)  all'articolo 66, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Al fine di lottare contro la frode, la corruzione ed altre attività illegali si applica all'Autorità senza limitazioni il regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio**.

** Regolamento (UE) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1).";

(49)  l'articolo 68 è così modificato:

(a)    i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Al personale dell'Autorità, compresi i membri a tempo pieno del comitato esecutivo e il presidente, si applicano lo statuto dei funzionari e il regime applicabile agli altri agenti nonché le regole adottate congiuntamente dalle istituzioni dell'Unione ai fini della loro applicazione.

2. Il comitato esecutivo, in accordo con la Commissione, adotta le misure di applicazione necessarie a norma delle disposizioni dell'articolo 110 dello statuto dei funzionari.";

(b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. Il comitato esecutivo adotta disposizioni che consentano di ricorrere a esperti nazionali distaccati dagli Stati membri presso l'Autorità.";

(50)  l'articolo 70 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. I membri del consiglio delle autorità di vigilanza e tutto il personale dell'Autorità, ivi compresi i funzionari temporaneamente distaccati dagli Stati membri e tutte le altre persone che svolgono compiti per l'Autorità su base contrattuale, sono soggetti all'obbligo del segreto professionale conformemente all'articolo 339 TFUE e alle disposizioni della pertinente normativa dell'Unione, anche dopo la cessazione dalle loro funzioni.

L'articolo 16 dello statuto dei funzionari si applica a tutto il personale dell'Autorità, tra cui i funzionari temporaneamente distaccati dagli Stati membri e tutte le altre persone che svolgono compiti per l'Autorità su base contrattuale.";

(b)  al paragrafo 2, il secondo comma è sostituito dal seguente:

"L'obbligo di cui al paragrafo 1 e al primo comma del presente paragrafo non impedisce all'Autorità e alle autorità competenti di utilizzare le informazioni per garantire l'osservanza degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, in particolare nelle procedure di adozione delle decisioni.";

(c)  è inserito il seguente paragrafo 2 bis:

"2 bis. Il comitato esecutivo e il consiglio delle autorità di vigilanza garantiscono che le persone che forniscono servizi, direttamente o indirettamente, in modo permanente o occasionale, connessi ai compiti dell'Autorità, compresi i funzionari e le altre persone autorizzate dal comitato esecutivo e dal consiglio delle autorità di vigilanza o designate dalle autorità competenti a tal fine, siano soggette all'obbligo del segreto professionale in maniera equivalente a quanto previsto ai precedenti paragrafi.

Lo stesso obbligo del segreto professionale si applica anche agli osservatori che partecipano alle riunioni del comitato esecutivo e del consiglio delle autorità di vigilanza e che partecipano alle attività dell'Autorità.";

(d)  i paragrafi 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:

"3. I paragrafi 1 e 2 non ostano a che l'Autorità proceda allo scambio di informazioni con le autorità competenti previsto dal presente regolamento e da altra normativa dell'Unione ▌.

I paragrafi 1 e 2 non si applicano alle persone che segnalano o comunicano informazioni in relazione a una minaccia o a un pregiudizio al pubblico interesse nel contesto del loro rapporto di lavoro.

Le informazioni di cui al paragrafo 2 sono coperte dal segreto professionale di cui ai paragrafi 1 e 2. L'Autorità inserisce nel proprio regolamento interno le disposizioni pratiche per l'attuazione delle norme di riservatezza di cui ai paragrafi 1 e 2.

4. L'Autorità applica la decisione (UE, Euratom) 2015/444 della Commissione.

4 bis. L'Autorità dispone di canali di segnalazione dedicati per ricevere e gestire informazioni fornite da un soggetto segnalante in merito a violazioni effettive o potenziali degli atti dell'Unione, abusi del diritto o casi di malamministrazione.";

(51)  l'articolo 71 è sostituito dal seguente:

"Il presente regolamento fa salvi gli obblighi a carico degli Stati membri in relazione al trattamento dei dati personali di cui al regolamento (UE) 2016/679 o gli obblighi a carico dell'Autorità in relazione al trattamento dei dati personali di cui al regolamento (UE) n. 2018/XXX (regolamento sulla protezione dei dati per le istituzioni e gli organismi dell'UE) nell'esercizio delle sue competenze.";

(52)  all'articolo 72, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Il comitato esecutivo adotta le disposizioni pratiche per l'attuazione del regolamento (CE) n. 1049/2001.";

(53)  all'articolo 73, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Il comitato esecutivo decide riguardo al regime linguistico interno dell'Autorità.";

(54)  all'articolo 74, il primo comma è sostituito dal seguente:

"Le necessarie disposizioni relative all'ubicazione dell'Autorità nello Stato membro in cui si trova la sede e alle strutture messe a disposizione dal predetto Stato membro, nonché le norme specifiche applicabili in tale Stato membro al personale dell'Autorità e ai loro familiari, sono fissate in un accordo sulla sede concluso, previa approvazione del comitato esecutivo, fra l'Autorità e il predetto Stato membro.";

(54 bis)  all'articolo 75, i paragrafi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

"2. L'Autorità coopera con i paesi terzi di cui al paragrafo 1 che applichino una normativa riconosciuta come equivalente nei settori di competenza dell'Autorità di cui all'articolo 1, paragrafo 2, come previsto negli accordi internazionali conclusi dall'Unione conformemente all'articolo 218 TFUE.

3. Conformemente alle pertinenti disposizioni degli accordi di cui ai paragrafi 1 e 2, sono elaborate disposizioni dirette a precisare, in particolare, la natura, la portata e le modalità della partecipazione dei paesi di cui al paragrafo 1, in particolare per quanto riguarda i paesi che sono membri dello Spazio economico europeo, ai lavori dell'Autorità, comprese le disposizioni relative ai contributi finanziari e al personale. Esse possono prevedere una rappresentanza nella governance dell'Autorità in qualità di osservatore, ma assicurano che detti paesi non partecipino alle discussioni relative a singoli istituti finanziari, tranne qualora esista un interesse diretto.";

(55)  è inserito il seguente articolo 75 bis:

"Articolo 75 bisEsercizio della delega

1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

3. La delega di potere di cui all'articolo 35 quinquies, paragrafo 2, secondo comma, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4. Prima di adottare un atto delegato, la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro conformemente ai principi stabiliti dall'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.

5. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

6. L'atto delegato adottato a norma dell'articolo 35 quinquies, paragrafo 2, secondo comma, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.";

(56)  l'articolo 76 è sostituito dal seguente:

"Articolo 76Rapporti con il CEBS

L'Autorità succede giuridicamente al CEBS. Entro la data d'istituzione dell'Autorità, tutto l'attivo e il passivo e tutte le operazioni del CEBS rimaste in sospeso sono trasferiti automaticamente all'Autorità. Il CEBS redige un documento attestante lo stato patrimoniale alla data del trasferimento. Tale documento è sottoposto a revisione contabile e approvato dal CEBS e dalla Commissione.";

(57)  è inserito un nuovo articolo 77 bis:

Articolo 77 bisDisposizioni transitorie

I compiti e la posizione del direttore esecutivo nominato in conformità del presente regolamento ▌ modificato da ultimo dalla direttiva (UE) 2015/2366 e in carica il [UP: inserire la data corrispondente a 3 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], continuano fino alla scadenza.

I compiti e la posizione del presidente, nominato in conformità del presente regolamento ▌ modificato da ultimo dalla direttiva (UE) 2015/2366 e in carica il [UP: inserire la data corrispondente a 3 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], continuano fino alla scadenza.

I compiti e la posizione dei membri del consiglio di amministrazione, nominati in conformità del presente regolamento ▌ modificato da ultimo dalla direttiva (UE) 2015/2366 e in carica il [UP: inserire la data corrispondente a 3 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], terminano in tale data.";

(57 bis)  l'articolo 79 è soppresso;

(57 ter)  l'articolo 80 è soppresso;

(57 quater)  l'articolo 81 è sostituito dal seguente:

"Articolo 81Clausola di revisione

1. Entro … [18 mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento] e, in seguito, ogni tre anni, la Commissione pubblica una relazione generale sull'esperienza acquisita grazie all'operato dell'Autorità e alle procedure di cui al presente regolamento. La relazione valuta tra l'altro:

a) l'efficacia e la convergenza nelle prassi di vigilanza raggiunta dalle autorità competenti;

i) ▐ l'indipendenza delle autorità competenti e la convergenza negli standard equivalenti alla governance;

ii) l'imparzialità, l'obiettività e l'autonomia dell'Autorità;

b) il funzionamento dei collegi delle autorità di vigilanza;

c) i progressi compiuti verso la convergenza nei settori della prevenzione, della gestione e della risoluzione delle crisi, inclusi i meccanismi di finanziamento dell'Unione;

d) il ruolo dell'Autorità riguardo al rischio sistemico;

e) l'applicazione della clausola di salvaguardia di cui all'articolo 38;

f) l'applicazione del ruolo di mediazione vincolante di cui all'articolo 19;

f bis) il funzionamento del processo decisionale del comitato congiunto;

f ter) gli ostacoli o l'incidenza sul consolidamento transfrontaliero ai sensi dell'articolo 8 del presente regolamento.

2. La relazione di cui al paragrafo 1 valuta inoltre:

a) se sia opportuno continuare una vigilanza separata di banche, assicurazioni, pensioni aziendali e professionali, strumenti e mercati finanziari;

b) se sia opportuno iniziare la vigilanza prudenziale e supervisionare l'esercizio dell'attività in modo distinto o tramite un'unica autorità di vigilanza;

c) se sia opportuno semplificare e rafforzare la struttura del SEVIF onde aumentare la coerenza tra i livelli macro e micro e tra le AEV;

d) se l'evoluzione del SEVIF sia coerente con l'evoluzione globale;

e) se la composizione del SEVIF presenti sufficiente diversificazione ed eccellenza;

f) se siano adeguate la responsabilità e la trasparenza per quanto riguarda gli obblighi di pubblicazione;

g) se le risorse dell'Autorità siano adeguate per consentirle di adempiere alle sue responsabilità;

h) se sia opportuno mantenere la sede dell'Autorità ovvero riunire le AEV in un'unica sede al fine di migliorarne il coordinamento.

2 bis. Nell'ambito della relazione generale di cui al paragrafo 1, la Commissione, previa consultazione di tutte le pertinenti autorità e parti interessate, effettua una valutazione esaustiva dell'attuazione, del funzionamento e dell'efficacia dell'emanazione di lettere di non intervento a norma dell'articolo 8, paragrafo 1, lettera l), del presente regolamento.

2 ter. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio entro [18 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento] le valutazioni di cui al paragrafo 2 bis, corredate, se del caso, di proposte legislative.

3. Riguardo alla questione della vigilanza diretta di istituzioni o infrastrutture di portata paneuropea, la Commissione, tenuto conto degli sviluppi del mercato, della stabilità del mercato interno e della coesione dell'Unione nel suo complesso, elabora una relazione annuale sull'opportunità di attribuire all'Autorità ulteriori competenze di vigilanza in questo settore.

4. La relazione e le eventuali proposte di accompagnamento sono trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio.";

(57 quinquies)  è inserito il seguente articolo 81 bis:

"Articolo 81 bisValutazione dei compiti specifici conferiti all'Autorità in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo

1. La Commissione, previa consultazione di tutte le pertinenti autorità e parti interessate, effettua una valutazione globale dell'attuazione, del funzionamento e dell'efficacia dei compiti specifici conferiti all'Autorità a norma dell'articolo 8, paragrafo 1, lettera l), del presente regolamento. Nell'ambito della sua valutazione, la Commissione analizza l'interazione tra tali compiti e quelli conferiti all'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. Inoltre, la Commissione, sulla base di un'analisi esaustiva dei costi e benefici e al fine di garantire la coerenza, l'efficienza e l'efficacia, esamina in modo approfondito la possibilità di conferire compiti specifici in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo a un'agenzia dedicata a livello dell'UE, esistente o nuova.

2. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio entro l'11 gennaio 2022 la valutazione di cui al paragrafo 1 nell'ambito della relazione di cui all'articolo 65 della direttiva (UE) 2018/843, corredata, se del caso, di proposte legislative."

Articolo 2Modifiche del regolamento (UE) n. 1094/2010

Il regolamento (UE) 1094/2010 è così modificato:

(1)  l'articolo 1 è così modificato:

(a bis)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. L'Autorità opera nel quadro dei poteri conferiti dal presente regolamento e nell'ambito di applicazione della direttiva 2009/138/CE, ad eccezione del titolo IV, delle direttive 2002/92/CE, 2003/41/CE, 2002/87/CE, 2009/103/CE* e della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio** e, nella misura in cui tali atti si applicano alle imprese di assicurazione, alle imprese di riassicurazione, agli enti pensionistici aziendali e professionali e agli intermediari assicurativi, delle parti pertinenti della direttiva 2002/65/CE, comprese le direttive, i regolamenti e le decisioni basati sui predetti atti, e di ogni altro atto giuridicamente vincolante dell'Unione che attribuisca compiti all'Autorità.

*   Direttiva 2009/103/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente l'assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell'obbligo di assicurare tale responsabilità (GU L 263 del 7.10.2009, pag. 11).

**  Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio (GU L 182 del 29.6.2013, pag. 19)";

(a ter)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. L'Autorità opera altresì nel settore di attività delle imprese di assicurazione, delle imprese di riassicurazione, dei conglomerati finanziari, degli enti pensionistici aziendali e professionali e degli intermediari assicurativi, in relazione a questioni non direttamente contemplate negli atti di cui al paragrafo 2, incluse le questioni relative alla governance, alla revisione contabile e all'informativa finanziaria, tenendo conto dei modelli aziendali sostenibili e dell'integrazione di fattori ambientali, sociali e legati alla governance, purché tali azioni dell'Autorità siano necessarie per assicurare l'applicazione efficace e coerente di tali atti."

(a quater)  il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:

"6. L'obiettivo dell'Autorità è proteggere l'interesse pubblico contribuendo alla stabilità e all'efficacia a breve, medio e lungo termine del sistema finanziario a beneficio dell'economia dell'Unione, dei suoi cittadini e delle sue imprese. Nell'ambito delle proprie competenze, l'Autorità contribuisce a:

a) migliorare il funzionamento del mercato interno, con particolare riguardo a un livello di regolamentazione e di vigilanza valido, efficace e uniforme;

b) garantire l'integrità, la trasparenza, l'efficienza e il regolare funzionamento dei mercati finanziari;

c) rafforzare il coordinamento internazionale in materia di vigilanza;

d) impedire l'arbitraggio regolamentare e promuovere pari condizioni di concorrenza;

e) assicurare che l'assunzione di rischi in relazione ad attività nel settore delle assicurazioni, riassicurazioni e pensioni aziendali e professionali sia adeguatamente regolamentata e oggetto di opportuna vigilanza; ▐

f) aumentare la protezione dei clienti e dei consumatori;

f bis) rafforzare la convergenza in materia di vigilanza nel mercato interno, anche promuovendo un approccio alla vigilanza della condotta professionale basato sul rischio.

A tali fini, l'Autorità contribuisce ad assicurare l'applicazione uniforme, efficiente ed efficace degli atti di cui al paragrafo 2, favorisce la convergenza in materia di vigilanza e fornisce pareri al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione in conformità dell'articolo 16 bis.

Nell'esecuzione dei compiti conferitile dal presente regolamento, l'Autorità presta una speciale attenzione a qualsiasi rischio sistemico posto dagli istituti finanziari il cui fallimento è suscettibile di pregiudicare il funzionamento del sistema finanziario o dell'economia reale.

Nello svolgimento dei suoi compiti l'Autorità agisce in maniera indipendente, obiettiva, non discriminatoria e trasparente, nell'interesse di tutta l'Unione e rispetta il principio di proporzionalità. L'Autorità applica i principi di rendicontabilità e integrità e si adopera affinché tutte le parti interessate siano trattate equamente al riguardo.

Il contenuto e la forma delle azioni e delle misure dell'Autorità si limitano a quanto necessario a conseguire gli obiettivi del presente regolamento o agli atti legislativi di cui al paragrafo 2 e sono proporzionali alla natura, alla portata e alla complessità dei rischi insiti nell'attività di un istituto o dei mercati interessati dall'azione dell'Autorità.";

(2)  L'articolo 2 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. L'Autorità fa parte del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (SEVIF). Lo scopo principale del SEVIF è garantire che le norme applicabili al settore finanziario siano attuate in modo adeguato per preservare la stabilità finanziaria, creare fiducia nell'intero sistema finanziario e assicurare un'efficace e sufficiente protezione dei consumatori di servizi finanziari."

(b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. In virtù del principio di leale cooperazione di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea, le parti del SEVIF cooperano con fiducia e nel pieno rispetto reciproco, in particolare garantendo lo scambio ▌ di informazioni utili e attendibili tra di esse e in relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione."

(c)  al paragrafo 5 è inserito il comma seguente:

I riferimenti alla vigilanza contenuti nel presente regolamento comprendono tutte le pertinenti attività, fatte salve le competenze nazionali, di tutte le autorità competenti che devono essere effettuate conformemente agli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.";

(2 bis)  L'articolo 3 è sostituito dal seguente:

"Articolo 3Responsabilità

del Sistema europeo di vigilanza finanziaria

1. Le Autorità di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettere da a) a e), sono responsabili dinanzi al Parlamento europeo e al Consiglio.

2. Nel corso di indagini condotte dal Parlamento europeo a norma dell'articolo 226 TFUE, l'Autorità collabora pienamente con il Parlamento europeo.

3. Il consiglio delle autorità di vigilanza adotta una relazione annuale sulle attività dell'Autorità, compresa l'esecuzione dei compiti del presidente, e la trasmette, entro il 15 giugno di ogni anno, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e al Comitato economico e sociale europeo. La relazione è resa pubblica.

Nella relazione annuale di cui al primo comma, l'Autorità include informazioni sugli accordi amministrativi concordati con le autorità di vigilanza, sulle organizzazioni internazionali o sulle amministrazioni di paesi terzi, sull'assistenza fornita dall'Autorità alla Commissione nell'elaborazione delle decisioni di equivalenza e sull'attività di monitoraggio svolta dall'Autorità a norma dell'articolo 33.

4. Su richiesta del Parlamento europeo, il presidente partecipa a un'audizione dinanzi al Parlamento europeo dedicata alle prestazioni dell'Autorità. Un'audizione ha luogo almeno una volta all'anno. Il presidente rende una dichiarazione dinanzi al Parlamento europeo e risponde a eventuali domande rivoltegli dai suoi membri ogniqualvolta sia richiesto.

5. Qualora richiesto, il presidente trasmette al Parlamento europeo una relazione scritta sulle attività dell'Autorità almeno quindici giorni prima della dichiarazione di cui al paragrafo 1 quater.

6. Oltre alle informazioni di cui agli articoli da 11 a 18 e agli articoli 20 e 33, la relazione include anche le eventuali informazioni pertinenti richieste dal Parlamento europeo su base puntuale.

7. L'Autorità risponde oralmente o per iscritto alle interrogazioni rivoltele dal Parlamento europeo o dal Consiglio entro cinque settimane dal ricevimento dell'interrogazione.

8. Su richiesta, il presidente dell'Autorità tiene discussioni orali riservate a porte chiuse con il presidente, i vicepresidenti e i coordinatori della commissione competente del Parlamento europeo ove tali discussioni siano necessarie all'esercizio dei poteri del Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 226 TFUE. Tutti i partecipanti rispettano l'obbligo del segreto professionale.

9. L'Autorità istituisce un registro dei documenti e del relativo stato di accessibilità.

10. L'Autorità fornisce al Parlamento europeo una sintesi dei verbali di eventuali riunioni dell'Associazione internazionale delle autorità di vigilanza assicurativa, dell'Organizzazione internazionale delle autorità di vigilanza delle pensioni, del Consiglio per la stabilità finanziaria, dell'Organismo internazionale di normalizzazione contabile e di qualsiasi altro organismo o istituzione internazionale competente o che abbia influenza in materia di vigilanza sulle assicurazioni, riassicurazioni e sulle pensioni.";

(3)  all'articolo 4, punto 2, il punto ii) è sostituito dal seguente:

"ii) in relazione alle direttive 2002/65/CE e (UE) 2015/849, le autorità e gli organismi competenti ad assicurare l'osservanza dei requisiti di dette direttive da parte degli istituti finanziari ▌;";

(4)  l'articolo 6 è così modificato:

a)    il punto 2) è sostituito dal seguente:

un comitato esecutivo, che svolge i compiti di cui all'articolo 47;";

b)    il punto 4) è soppresso;

(4 bis)  all'articolo 7 bis è aggiunto un nuovo comma:

"L'ubicazione della sede dell'Autorità non influisce sull'esercizio dei suoi compiti e dei suoi poteri, sull'organizzazione della sua struttura di governance, sul funzionamento della sua organizzazione principale o sul finanziamento principale delle sue attività, mentre consente, se del caso, la condivisione con agenzie dell'Unione dei servizi di supporto amministrativo e di gestione delle infrastrutture che non sono connessi alle attività principali dell'Autorità. Entro … [data di applicazione del presente regolamento], e successivamente ogni 12 mesi, la Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito al rispetto di tale requisito da parte delle Autorità in questione.";

(5)  l'articolo 8 è così modificato:

(a)    il paragrafo 1 è così modificato:

-i)  la lettera a) è così modificata:

"contribuisce, sulla base degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, all'elaborazione di norme e prassi comuni di regolamentazione e vigilanza di elevata qualità, in particolare ▌ elaborando progetti di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione, orientamenti, raccomandazioni e altre atte misure, tra cui pareri, in conformità dell'articolo 16 bis;";

i)  è inserita la seguente lettera a bis):

"a bis) elabora e mantiene aggiornato un manuale di vigilanza dell'Unione sulla vigilanza degli istituti finanziari nell'Unione che definisce le migliori prassi in materia di vigilanza e metodologie e processi di elevata qualità e tiene conto, tra l'altro, dell'evoluzione delle prassi e dei modelli aziendali e delle dimensioni degli istituti e dei mercati finanziari;";

ii bis)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) contribuisce all'applicazione uniforme degli atti giuridicamente vincolanti dell'Unione, in particolare contribuendo a una cultura comune della vigilanza, assicurando l'applicazione uniforme, efficiente ed efficace degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, impedendo l'arbitraggio regolamentare, promuovendo e monitorando l'indipendenza della vigilanza, mediando e risolvendo controversie tra autorità competenti, assicurando una vigilanza efficace e coerente sugli istituti finanziari, garantendo il funzionamento uniforme dei collegi delle autorità di vigilanza e prendendo provvedimenti, anche in situazioni di emergenza;"

ii)  le lettere e) e f) sono sostituite dalle seguenti:

"e) organizza ed effettua verifiche delle autorità competenti, con il sostegno delle autorità nazionali competenti, e, in tale contesto, formula ▐ raccomandazioni destinate a dette autorità e individua le migliori prassi, e formula in tale contesto orientamenti, al fine di rafforzare l'uniformità dei risultati di vigilanza;

f) sorveglia e valuta gli sviluppi di mercato nel suo settore di competenza, inclusi, se del caso, gli sviluppi inerenti all'andamento dei servizi finanziari innovativi e gli sviluppi inerenti ai fattori di carattere ambientale, sociale e di governance;";

ii bis)  la lettera g) è sostituita dalla seguente:

"g) svolge analisi di mercato per coadiuvare l'Autorità nell'espletamento dei propri compiti;"

iii)  la lettera h) è sostituita dalla seguente:

"h) promuovere, se del caso, la tutela dei titolari di polizze assicurative, degli aderenti e di schemi pensionistici, dei consumatori e degli investitori, in particolare per quanto riguarda le carenze in un contesto transfrontaliero e i relativi rischi";

iii bis)  sono inserite le lettere i bis), i ter) e i quater) seguenti:

"i bis) coordina le attività di contrasto tra le autorità competenti;";

"i ter) contribuisce alla definizione di una strategia comune dell'Unione in materia di dati finanziari;"

iii ter)  è inserita la seguente lettera k bis):

"k bis) pubblica sul proprio sito internet, e aggiorna regolarmente, tutte le norme tecniche di regolamentazione, le norme tecniche di attuazione, gli orientamenti, le raccomandazioni e domande e risposte per ciascun atto legislativo di cui all'articolo 1, paragrafo 2, comprese panoramiche dello stato di avanzamento delle attività in corso e della tempistica prevista dell'adozione dei progetti di norme tecniche di regolamentazione, dei progetti di norme tecniche di attuazione, degli orientamenti, delle raccomandazioni e delle domande e risposte. Tali informazioni sono rese disponibili in tutte le lingue di lavoro dell'Unione europea."

iv)  la lettera l) è soppressa;

v)  è inserita la seguente la lettera m):

"m) formula consigli in relazione alle domande relative ai modelli interni, facilita il processo decisionale e fornisce assistenza, come previsto all'articolo 21 bis;";

(b)  è inserito un nuovo paragrafo 1 bis:

"1 bis. Nello svolgimento dei suoi compiti in conformità del presente regolamento l'Autorità:

a) fa uso di tutti i poteri di cui dispone e,

b) tenendo in debita considerazione l'obiettivo primario di garantire la sicurezza e la solidità degli istituti finanziari, tiene pienamente conto delle loro diverse tipologie, dimensioni e modelli aziendali;

c) tiene conto dell'innovazione tecnologica, di modelli aziendali innovativi e sostenibili, quali cooperative e mutue, e dell'integrazione di fattori di carattere ambientale e sociale e di governance";

(c)  al paragrafo 2 è modificato quanto segue:

i) è inserita la lettera c bis) seguente:

"c bis) formulare le raccomandazioni di cui agli articoli 29 bis e 31 bis;";

i bis) è inserita la lettera d bis) seguente:

"d bis) emettere segnalazioni conformemente all'articolo 9, paragrafo 3;";

i ter) sono aggiunte le lettere g bis), g ter) e g quater) seguenti:

"g bis) emanare pareri rivolti al Parlamento europeo, al Consiglio o alla Commissione, come previsto all'articolo 16 bis;

g ter) rispondere alle domande, conformemente all'articolo 16 ter;

g quater) "emanare lettere di non intervento, conformemente all'articolo 9 bis;"

ii) la lettera h) è sostituita dalla seguente:

"h) raccogliere le informazioni necessarie relative agli istituti finanziari, come previsto agli articoli 35 e 35 ter;";

(d)  è aggiunto il seguente paragrafo 3:

"3. Nello svolgimento dei compiti di cui al presente articolo, l'Autorità rispetta rigorosamente le leggi di livello 1 e le misure di livello 2 e applica i principi di proporzionalità e del "legiferare meglio", comprese le valutazioni d'impatto, le analisi dei costi e benefici e le consultazioni pubbliche aperte.

Le consultazioni pubbliche aperte di cui agli articoli 10, 15, 16 e 16 bis sono condotte nel modo più ampio possibile per garantire un approccio inclusivo nei confronti di tutte le parti interessate e concedono alle stesse un tempo ragionevole per rispondere. L'Autorità fornisce e pubblica riscontri in merito a come le informazioni e le opinioni raccolte nella consultazione sono state utilizzate in un progetto di norme tecniche di regolamentazione, un progetto di norme tecniche di attuazione, orientamenti, raccomandazioni e pareri.

L'Autorità sintetizza il contributo ricevuto dalle parti interessate in maniera tale da consentire la comparabilità dei risultati delle consultazioni pubbliche su questioni analoghe.";

(6)  l'articolo 9 è così modificato:

(-a bis)  al paragrafo 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a) la raccolta, l'analisi e l'informativa sulle tendenze dei consumatori, quali ad esempio l'andamento dei costi e delle tariffe dei servizi e dei prodotti finanziari al dettaglio negli Stati membri;"

(a)  al paragrafo 1 è aggiunta la seguente lettera a ter):

a ter) lo sviluppo di indicatori del rischio al dettaglio per la tempestiva individuazione di potenziali cause di pregiudizio dei consumatori e degli investitori;";

(b bis)  al paragrafo 1, sono aggiunte le lettere d bis) e d ter) seguenti:

"d bis) il contributo a condizioni di parità nel mercato unico, in cui consumatori e titolari di polizze hanno un accesso equo ad servizi e prodotti finanziari nonché mezzi di ricorso analoghi;

(d ter) il coordinamento delle attività di acquisti anonimi (mistery shopping) delle autorità competenti;"

(c)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. L'Autorità esegue il monitoraggio delle attività finanziarie nuove ed esistenti e può adottare orientamenti e raccomandazioni in conformità dell'articolo 16 volti a promuovere la sicurezza e la solidità dei mercati e la convergenza e l'efficacia delle prassi di regolamentazione e di vigilanza.

2 bis. Nell'ambito delle proprie competenze, l'Autorità elabora norme sulla condotta delle attività di vigilanza sulle imprese all'intenzione delle autorità nazionali competenti, ad esempio sui poteri e sui compiti minimi.";

(d)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. L'Autorità istituisce, come parte integrante dell'Autorità stessa, un comitato sulla proporzionalità, per assicurare che le differenze relative alla natura, all'entità e alla complessità dei rischi, dell'evoluzione delle prassi e dei modelli aziendali e delle dimensioni degli istituti e dei mercati finanziari si riflettano nel lavoro dell'Autorità, come pure un comitato sulla tutela dei consumatori e sull'innovazione finanziaria, che riunisce tutte le autorità competenti pertinenti e le pertinenti autorità ▌ competenti ▌ e le autorità responsabili della tutela dei consumatori al fine di rafforzare tale tutela e conseguire un approccio coordinato nella regolamentazione e nella vigilanza delle attività finanziarie nuove o innovative e di fornire all'Autorità le consulenze da sottoporre al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione. L'Autorità collabora strettamente con il Comitato europeo per la protezione dei dati per evitare duplicazioni, incoerenze e incertezza del diritto nel settore della protezione dei dati. L'Autorità può anche includere le autorità nazionali di protezione dei dati nel quadro del comitato.";

(b bis)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. L'Autorità può proibire o limitare temporaneamente la commercializzazione, la distribuzione o la vendita di taluni prodotti, strumenti o attività finanziari che sono potenzialmente in grado di provocare ingenti danni finanziari ai clienti o che mettono a repentaglio il corretto funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità generale o parziale del sistema finanziario dell'Unione nei casi e alle condizioni specificati negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, oppure, se le è così richiesto, in caso di necessità dovuta a situazioni di emergenza in conformità e a norma delle condizioni di cui all'articolo 18.

L'Autorità riesamina la decisione di cui al primo comma a intervalli adeguati, non appena possibile e almeno una volta ogni sei mesi. L'Autorità può rinnovare due volte l'interdizione o la limitazione, la quale, trascorso il periodo, diventa permanente, salvo diversa decisione dell'Autorità.

Uno Stato membro può chiedere all'Autorità di riconsiderare la decisione. In tal caso, l'Autorità decide, secondo la procedura di cui all'articolo 44, paragrafo 1, secondo comma, se mantenere la decisione.

L'Autorità può altresì valutare la necessità di vietare o limitare determinati tipi di attività o pratica finanziaria e, qualora si presenti tale necessità, informarne la Commissione e le autorità competenti per facilitare l'adozione di un tale divieto o una tale limitazione."

(6 bis)  è inserito il seguente articolo 9 bis:

Articolo 9 bis

Lettere di non intervento limitato nel tempo

1.  In circostanze eccezionali e ove siano soddisfatte le condizioni di cui al presente paragrafo, l'Autorità può, in coordinamento con tutte le autorità competenti interessate, emanare lettere di non intervento limitato nel tempo in relazione a specifiche disposizioni del diritto dell'Unione che si basano sugli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2. Tali lettere costituiscono un impegno temporaneo dell'Autorità e di tutte le autorità competenti interessate a non intervenire per la mancata osservanza, da parte di un istituto finanziario, di specifiche disposizioni del diritto dell'Unione, qualora il predetto istituto non possa conformarsi a tali disposizioni del diritto dell'Unione per i seguenti motivi:

a)  osservando le disposizioni in oggetto l'istituto finanziario non adempirebbe ad altri obblighi giuridici e normativi del diritto dell'Unione;

b)  l'Autorità non considera fattibile l'osservanza di tali disposizioni senza ulteriori misure di livello 2 o senza un orientamento di livello 3;

c)  l'osservanza delle disposizioni in oggetto comporterebbe un grave pregiudizio o rischio per uno dei seguenti aspetti: la fiducia dei mercati, la tutela di consumatori e investitori, il funzionamento corretto e l'integrità dei mercati finanziari o dei mercati delle merci, la stabilità dell'insieme o di una parte del sistema finanziario dell'Unione.

L'Autorità non emette lettere di non intervento se ritiene che abbiano un'incidenza negativa sproporzionata rispetto ai vantaggi che offre sull'efficienza dei mercati finanziari o sulla tutela dei consumatori o investitori.

2.  Nella sua lettera di non intervento l'Autorità precisa quali disposizioni specifiche del diritto dell'Unione sono soggette alla sospensione dell'applicazione, le ragioni per cui ritiene che le condizioni di cui al paragrafo 1 siano soddisfatte e a quale data giunga a scadenza tale sospensione. La sospensione non può avere una durata superiore a sei mesi.

3.  Ove l'Autorità decida di emanare una lettera di non intervento, ne informa immediatamente la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio. Entro due settimane da tale notifica, la Commissione, il Parlamento europeo o il Consiglio possono chiedere all'Autorità di riconsiderare la decisione. Su iniziativa della Commissione, del Parlamento europeo o del Consiglio, detto termine è prorogato di due settimane. Qualora la Commissione, il Parlamento europeo o il Consiglio invitino l'Autorità a riconsiderare la propria decisione, l'Autorità decide, secondo la procedura di cui all'articolo 44, paragrafo 1, secondo comma, se mantenere la decisione in oggetto.

4.  Ove l'Autorità abbia emesso una lettera di non intervento a norma dei paragrafi da 1 a 3, ne provvede immediatamente alla pubblicazione sul proprio sito internet. L'Autorità riesamina la propria decisione di emanare una lettera di non intervento a intervalli opportuni e può prorogarla soltanto per un periodo di sei mesi. Se non è prorogata entro un termine di sei mesi o un anno, la decisione di emanare una lettera di non intervento decade automaticamente.

(6 bis)  l'articolo 10 è sostituito dal seguente:

"Articolo 10Norme tecniche di regolamentazione

1. Se il Parlamento europeo e il Consiglio delegano alla Commissione il potere di adottare norme tecniche di regolamentazione mediante atti delegati, a norma dell'articolo 290 TFUE, al fine di garantire un'armonizzazione coerente nei settori specificati negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può elaborare progetti di norme tecniche di regolamentazione. L'Autorità sottopone i suoi progetti di norme tecniche di regolamentazione all'approvazione della Commissione. Allo stesso tempo l'Autorità trasmette tali norme tecniche al Parlamento europeo e al Consiglio per conoscenza.

Le norme tecniche di regolamentazione sono di carattere tecnico, non implicano decisioni strategiche o scelte politiche e il loro contenuto è limitato dagli atti legislativi su cui si basano. L'Autorità informa il Parlamento europeo e il Consiglio quanto prima e in maniera esaustiva dei progressi compiuti nell'elaborazione dei progetti di norme tecniche di regolamentazione.

Prima di presentarli alla Commissione, l'Autorità effettua consultazioni pubbliche sui progetti di norme tecniche di regolamentazione e analizza i potenziali costi e benefici conformemente all'articolo 8, paragrafo 2 bis. L'Autorità chiede altresì la consulenza del gruppo delle parti interessate nel settore bancario di cui all'articolo 37.

Entro tre mesi dal ricevimento del progetto di norma tecnica di regolamentazione, la Commissione decide se approvarlo. La Commissione può approvare i progetti di norme tecniche di regolamentazione solo in parte o con modifiche, se necessario per tutelare gli interessi dell'Unione.

Nel caso in cui entro tre mesi dal ricevimento della norma tecnica di regolamentazione non riesca a decidere se adottarla o meno, la Commissione ne informa immediatamente, e comunque prima della scadenza del termine dei tre mesi, il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è in grado di adottare una decisione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2. Un eventuale ritardo nell'adozione del progetto di norma tecnica di regolamentazione non impedisce al Parlamento europeo e al Consiglio di esercitare i loro poteri di controllo in conformità dell'articolo 13.

Ove non intenda approvare il progetto di norma tecnica di regolamentazione o intenda approvarlo in parte o con modifiche, la Commissione lo rinvia all'Autorità, fornendo le ragioni della sua mancata approvazione o, a seconda dei casi, delle modifiche apportate, e invia una copia della sua lettera al Parlamento europeo e al Consiglio. Entro un termine di sei settimane, l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di regolamentazione sulla base delle modifiche proposte dalla Commissione e ripresentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza di tale termine di sei settimane, l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di regolamentazione o ha presentato un progetto di norma tecnica di regolamentazione modificato in modo non coerente con le modifiche proposte dalla Commissione, questa può adottare la norma tecnica di regolamentazione con le modifiche che ritiene pertinenti o respingerla.

La Commissione può modificare il contenuto di un progetto di norma tecnica di regolamentazione elaborato dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

2. Ove l'Autorità non abbia presentato un progetto di norma tecnica di regolamentazione entro il termine fissato negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, ne informa immediatamente il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è in grado di presentare la norma tecnica di regolamentazione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2. La Commissione può richiedere il progetto in questione entro un nuovo termine. La Commissione notifica senza indugio al Parlamento europeo e al Consiglio il nuovo termine. Il Parlamento europeo può invitare il presidente dell'Autorità a spiegare le ragioni per cui non è stato in grado di presentare il progetto di norma tecnica di regolamentazione.

3. Solo ove l'Autorità non presenti alla Commissione un progetto di norma tecnica di regolamentazione entro i termini di cui al paragrafo 2, la Commissione può adottare una norma tecnica di regolamentazione mediante un atto delegato senza un progetto dell'Autorità.

La Commissione effettua consultazioni pubbliche sui progetti di norme tecniche di regolamentazione e analizza i potenziali costi e benefici, a meno che dette consultazioni e analisi siano sproporzionate in relazione alla portata e all'impatto dei progetti di norme tecniche di regolamentazione interessati o in relazione alla particolare urgenza della questione. La Commissione chiede altresì ▌ la consulenza del pertinente gruppo delle parti interessate di cui all'articolo 37.

La Commissione trasmette senza indugio il progetto di norma tecnica di regolamentazione al Parlamento europeo, al Consiglio e all'Autorità.

▌ Entro un termine di sei settimane, l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di regolamentazione e presentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza del termine di sei settimane di cui al quarto comma, l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di regolamentazione, la Commissione può adottare la norma tecnica di regolamentazione.

Se l'Autorità ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di regolamentazione entro il termine di sei settimane, la Commissione può modificare il progetto di norma tecnica di regolamentazione in base alle modifiche proposte dall'Autorità o adottare la norma tecnica di regolamentazione con le modifiche che ritiene pertinenti. La Commissione modifica il contenuto del progetto di norma tecnica di regolamentazione elaborato dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

4. Le norme tecniche di regolamentazione sono adottate tramite regolamento o decisione. I termini "norma tecnica di attuazione" figurano nel loro titolo. Sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ed entrano in vigore alla data indicata nel relativo atto."

(6 ter)  all'articolo 13, paragrafo 1, il secondo comma è soppresso;

(6 quater)  l'articolo 15 è sostituito dal seguente:

"Articolo 15Norme tecniche di attuazione

1. Se il Parlamento europeo e il Consiglio conferiscono alla Commissione competenze di esecuzione per adottare norme tecniche di attuazione mediante atti di esecuzione a norma dell'articolo 291 TFUE e al fine di garantire condizioni uniformi per l'attuazione degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può elaborare progetti di norme tecniche di attuazione. Le norme tecniche di attuazione sono di carattere tecnico, non implicano decisioni strategiche o scelte politiche e lo scopo del loro contenuto è quello di determinare le condizioni di applicazione di tali atti. L'Autorità sottopone i suoi progetti di norme tecniche di attuazione all'approvazione della Commissione. Allo stesso tempo l'Autorità trasmette tali norme tecniche al Parlamento europeo e al Consiglio per conoscenza.

Prima di presentare i progetti di norme tecniche di attuazione alla Commissione, l'Autorità effettua consultazioni pubbliche e analizza i relativi costi e benefici potenziali conformemente all'articolo 8, paragrafo 2 bis. L'Autorità chiede altresì la consulenza del gruppo delle parti interessate nel settore bancario di cui all'articolo 37.

Entro tre mesi dal ricevimento di un progetto di norma tecnica di attuazione, la Commissione decide se approvarlo. La Commissione può approvare il progetto di norma tecnica di attuazione solo in parte o con modifiche, se necessario per tutelare gli interessi dell'Unione. Se la Commissione non si oppone, in toto o in parte, alla norma tecnica di attuazione proposta entro il periodo di valutazione, essa si considera approvata

Nel caso in cui non adotti una decisione entro tre mesi dal ricevimento di un progetto di norma tecnica di attuazione, la Commissione ne informa immediatamente, e comunque prima della scadenza del termine di tre mesi, il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è in grado di adottare una decisione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Ove non intenda approvare un progetto di norma tecnica di attuazione o intenda approvarlo in parte o con modifiche, la Commissione lo rinvia all'Autorità, fornendo le ragioni della sua mancata approvazione o, a seconda dei casi, delle modifiche apportate, e invia una copia della sua lettera al Parlamento europeo e al Consiglio. Entro un termine di sei settimane, l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di attuazione sulla base delle modifiche proposte dalla Commissione e ripresentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza del termine di sei settimane di cui al quinto comma, l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di attuazione o ha presentato un progetto di norma tecnica di attuazione modificato in modo non coerente con le modifiche proposte dalla Commissione, questa può adottare la norma tecnica di attuazione con le modifiche che ritiene pertinenti o respingerla.

La Commissione modifica il contenuto di un progetto di norma tecnica di attuazione elaborato dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

2. Ove l'Autorità non abbia presentato un progetto di norma tecnica di attuazione entro il termine fissato negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, ne informa immediatamente il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è in grado di presentare il progetto di norma di regolamentazione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2. La Commissione può richiedere il progetto in questione entro un nuovo termine. La Commissione notifica senza indugio al Parlamento europeo e al Consiglio il nuovo termine. Il Parlamento europeo può invitare il presidente dell'Autorità a spiegare i motivi per cui quest'ultima non è in grado di presentare il progetto di norma tecnica di attuazione.

3. Solo ove l'Autorità non presenti alla Commissione un progetto di norma tecnica di attuazione entro i termini conformemente al paragrafo 2, la Commissione può adottare una norma tecnica di attuazione mediante un atto di esecuzione senza un progetto dell'Autorità.

La Commissione effettua consultazioni pubbliche sui progetti di norme tecniche di attuazione e analizza i potenziali costi e benefici, a meno che dette consultazioni e analisi siano sproporzionate in relazione alla portata e all'impatto dei progetti di norme tecniche di attuazione interessati o in relazione alla particolare urgenza della questione. La Commissione chiede altresì ▌ la consulenza del pertinente gruppo delle parti interessate di cui all'articolo 37.

La Commissione trasmette senza indugio il progetto di norma tecnica di attuazione al Parlamento europeo, al Consiglio e all'Autorità.

▌ Entro un termine di sei settimane l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di attuazione e presentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza del termine di sei settimane di cui al quarto comma, l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di attuazione, la Commissione può adottare la norma tecnica di attuazione.

Se l'Autorità ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di attuazione entro tale termine di sei settimane, la Commissione può modificare il progetto di norma tecnica di attuazione in base alle modifiche proposte dall'Autorità o adottare la norma tecnica di attuazione con le modifiche che ritiene pertinenti.

La Commissione modifica il contenuto dei progetti di norme tecniche di attuazione elaborati dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

4. Le norme tecniche di attuazione sono adottate tramite regolamento o decisione. Il termine "norma tecnica di attuazione" figura nel loro titolo. Sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ed entrano in vigore alla data indicata nel relativo atto."

(7)  l'articolo 16 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente ▌:

"1. Al fine di istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell'ambito del SEVIF, e per assicurare l'applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell'Unione, l'Autorità emana orientamenti o formula raccomandazioni indirizzate alle autorità competenti o agli istituti finanziari.

L'Autorità può inoltre formulare orientamenti e rivolgere raccomandazioni alle autorità degli Stati membri che non sono definite come autorità competenti a norma del presente regolamento ma che hanno il potere di garantire l'applicazione degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Gli orientamenti e le raccomandazioni sono conformi al mandato degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e tengono conto del principio di proporzionalità. L'Autorità non emana orientamenti e raccomandazioni su questioni rientranti nell'attribuzione di competenze di livello 1 per quanto concerne le norme tecniche di regolamentazione o le norme tecniche di attuazione.

1 bis. Al fine di istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell'ambito del SEVIF, l'Autorità può emanare orientamenti rivolti a tutte le autorità competenti o istituti finanziari ai fini degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, sulla base della procedura di attuazione "conformità o spiegazione" di cui al paragrafo 3 del presente articolo. Tali orientamenti sono considerati idonei ai fini dell'adempimento degli obblighi previsti dagli legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2. In linea con quanto precede, le autorità competenti e gli istituti finanziari possono istituire altre prassi concernenti il metodo di conformità agli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.";

(b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. L'Autorità, salvo in circostanze eccezionali, effettua consultazioni pubbliche aperte sugli orientamenti e sulle raccomandazioni formulati, nonché, se del caso, sulle domande e risposte, e analizza i potenziali costi e benefici della formulazione di tali orientamenti e raccomandazioni. Dette consultazioni e analisi sono proporzionate rispetto alla sfera d'applicazione, alla natura e all'impatto degli orientamenti o delle raccomandazioni. L'Autorità, salvo in circostanze eccezionali, chiede altresì ▌ consulenza al gruppo delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione e al gruppo delle parti interessate nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali di cui all'articolo 37. L'Autorità indica le ragioni per cui non procede a consultazioni pubbliche aperte o non si avvale della consulenza del gruppo delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione e del gruppo delle parti interessate nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali."

(b bis)  sono inseriti i seguenti paragrafi 2 bis, 2 ter, 2 quater e 2 quinquies:

"2 bis. Ai fini degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può formulare raccomandazioni a una o più autorità competenti o a uno o più istituti finanziari.

2 ter. Nei suoi orientamenti e raccomandazioni, l'Autorità indica il modo in cui contribuisce all'istituzione di prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell'ambito del SEVIF, il modo in cui garantisce l'applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell'Unione e il modo in cui rispetta le disposizioni di cui ai paragrafi 1, 1 bis e 2 bis.

2 quater. Gli orientamenti e le raccomandazioni non fanno semplicemente riferimento a elementi degli atti legislativi né li riproducono. Prima di formulare nuovi orientamenti o raccomandazioni, l'Autorità riesamina innanzitutto quelli esistenti, al fine di evitare duplicazioni.

2 quinquies. Tre mesi prima della formulazione di eventuali orientamenti e raccomandazioni di cui ai paragrafi 1 bis e 2 bis, l'Autorità informa il Parlamento europeo e il Consiglio in merito al contenuto previsto di tali orientamenti e raccomandazioni.";

(c)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. Nella relazione di cui all'articolo 43, paragrafo 5, l'Autorità informa il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione in merito agli orientamenti e alle raccomandazioni che sono stati emessi, illustra il modo in cui l'Autorità ha giustificato la formulazione di orientamenti a norma del paragrafo 1 bis e di raccomandazioni a norma del paragrafo 2 bis e sintetizza i riscontri ricevuti nelle consultazioni pubbliche sugli orientamenti a norma dell'articolo 8, paragrafo 2 bis. La relazione indica altresì quale autorità competente non ▌abbia ottemperato agli orientamenti e alle raccomandazioni e illustra il modo in cui l'Autorità intende garantire che l'autorità competente interessata si conformi in futuro ai suoi orientamenti e raccomandazioni.";

(d)  sono aggiunti i seguenti paragrafi 5, 5 bis e 5 ter:

"5. Nel caso in cui due terzi dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati ritengano che l'Autorità abbia travalicato le sue competenze formulando un orientamento a norma del paragrafo 1 bis, essi possono inviare una consulenza motivata in materia al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

5 bis. Qualora almeno la metà dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione o del gruppo delle parti interessate nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali ritenga che l'Autorità abbia travalicato le sue competenze formulando un orientamento a norma del paragrafo 2 bis, essi possono inviare una consulenza motivata in materia al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

5 ter. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione possono chiedere una spiegazione che giustifichi la formulazione degli orientamenti o delle raccomandazioni in questione da parte dell'Autorità. La Commissione, dopo aver ricevuto la spiegazione da parte dell'Autorità, valuta la portata degli orientamenti o delle raccomandazioni in considerazione delle competenze dell'Autorità e invia la sua valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Se il Parlamento europeo, il Consiglio o la Commissione ritengono che l'Autorità abbia travalicato le sue competenze, e dopo aver dato all'Autorità la possibilità di esprimere osservazioni, la Commissione può adottare una decisione ▌che richiede all'Autorità di ritirare o modificare gli orientamenti o le raccomandazioni in questione. Prima di adottare una decisione e ogniqualvolta sia richiesto dal Parlamento europeo, la Commissione rende una dichiarazione dinanzi al Parlamento europeo e risponde a eventuali domande rivoltele dai suoi membri. Il Parlamento europeo può chiedere alla Commissione di adottare una decisione che richiede all'Autorità di ritirare o modificare gli orientamenti o le raccomandazioni in questione. La decisione della Commissione è resa pubblica.";

(7 bis)  sono inseriti gli articoli 16 bis e 16 ter:

"Articolo 16 bisPareri

1. Su tutte le questioni connesse con il suo ambito di competenza e su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione, o di propria iniziativa, l'Autorità fornisce pareri al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione. Tali pareri sono resi pubblici solo se così specificato nella richiesta.

2. La richiesta di cui al paragrafo 1 può includere una consultazione pubblica o un'analisi tecnica.

3. Per quanto riguarda la valutazione prudenziale di fusioni e acquisizioni che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2009/138/CE e che, secondo la stessa, richiedono consultazioni tra autorità competenti di due o più Stati membri, l'Autorità può, su richiesta di una delle autorità competenti interessate, emanare e pubblicare un parere su una valutazione prudenziale, tranne in relazione ai criteri di cui all'articolo 59, paragrafo 1, lettera e), della direttiva 2009/138/CE. Il parere è emanato senza indugio e in ogni caso prima della scadenza del termine per la valutazione in conformità della direttiva 2009/138/CE. Gli articoli 35 e 35 ter si applicano ai settori in relazione ai quali l'Autorità può formulare un parere.

4. L'Autorità può, su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione, o di propria iniziativa, fornire consulenza tecnica al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione durante la procedura legislativa ordinaria e in relazione ad atti delegati riguardo a qualsiasi proposta legislativa della Commissione nei settori specificati negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Articolo 16 terDomande e risposte

1. Per l'interpretazione, l'applicazione pratica o l'attuazione delle disposizioni degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, o dei relativi atti delegati e di esecuzione, orientamenti e raccomandazioni adottati a norma di detti atti legislativi, qualsiasi persona fisica o giuridica, comprese le autorità e istituzioni competenti dell'Unione, può inviare una domanda all'Autorità in qualsiasi lingua ufficiale dell'Unione.

Prima di rivolgere una domanda all'Autorità, gli istituti finanziari valutano se rivolgerla prima alla propria autorità competente.

L'Autorità pubblica sul proprio sito Internet tutte le domande ammissibili a norma del paragrafo 1, per ciascun atto legislativo, dopo averle raccolte e prima di darne risposta.

Tale processo non impedisce ad alcuna persona fisica o giuridica, incluse le autorità competenti e le istituzioni dell'Unione, di chiedere all'Autorità consulenza tecnica o chiarimenti in via confidenziale.

2. L'Autorità pubblica sul proprio sito internet risposte non vincolanti a tutte le domande ammissibili a norma del paragrafo 1 per ciascun atto legislativo, salvo se tale pubblicazione è in conflitto con l'interesse legittimo della persona fisica o giuridica che ha rivolto la domanda o comporta rischi per la stabilità del sistema finanziario.

3. Prima di pubblicare le risposte alle domande ammissibili, l'Autorità può consultare le parti interessate in conformità dell'articolo 16, paragrafo 2.

4. Le risposte dell'Autorità sono ritenute idonee ad assolvere gli obblighi degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e a conformarsi ai relativi atti delegati e di esecuzione, nonché agli orientamenti e alle raccomandazioni adottati a norma di tali atti legislativi. Le autorità competenti e gli istituti finanziari possono istituire altre prassi ai fini della conformità a tutti gli obblighi giuridici applicabili.

5. L'Autorità riesamina le risposte alle domande non appena lo ritenga necessario e opportuno, o al più tardi 24 mesi dopo la loro pubblicazione, al fine di procedere, ove necessario, alla revisione, all'aggiornamento o al ritiro delle stesse.

6. Se del caso, l'Autorità tiene in considerazione le risposte pubblicate in sede di elaborazione o aggiornamento degli orientamenti e delle raccomandazioni in conformità dell'articolo 16.";

(8)  l'articolo 17 è sostituito dal seguente:

"1. Se un'autorità competente non ha applicato gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, comprese le norme tecniche di regolamentazione e le norme tecniche di attuazione adottate ai sensi degli articoli da 10 a 15, o li ha applicati in un modo che sembra costituire una violazione del diritto dell'Unione, in particolare in quanto ha omesso di assicurare che un istituto finanziario rispetti gli obblighi stabiliti in tali atti, l'Autorità agisce in conformità dei poteri di cui ai paragrafi 2, 3 e 6 del presente articolo.

2. Su richiesta di una o più autorità competenti, del Parlamento europeo, del Consiglio, della Commissione, del pertinente gruppo delle parti interessate o, sulla base di informazioni concrete e debitamente motivate fornite da organizzazioni o istituzioni pertinenti, o di propria iniziativa, e dopo averne informato l'autorità competente interessata, l'Autorità risponde alla richiesta e, ove opportuno, effettua indagini sull'asserita violazione o mancata applicazione del diritto dell'Unione.

Fatti salvi i poteri di cui all'articolo 35, l'autorità competente fornisce senza indugio all'Autorità tutte le informazioni che l'Autorità considera necessarie per le sue indagini, incluse le modalità di applicazione degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, in conformità al diritto dell'Unione.

Fatti salvi i poteri di cui all'articolo 35, l'Autorità può presentare una richiesta di informazioni debitamente giustificata e motivata direttamente ad altre autorità competenti o ai partecipanti ai mercati finanziari interessati, ogniqualvolta la richiesta di informazioni presentata all'autorità competente interessata si dimostri o sia ritenuta insufficiente per ottenere le informazioni necessarie per indagare su una presunta violazione o mancata applicazione del diritto dell'Unione. La richiesta motivata, se è destinata a istituti finanziari, indica perché le informazioni sono necessarie a fini dell'indagine su una presunta violazione o mancata applicazione del diritto dell'Unione.

Il destinatario di tale richiesta trasmette all'Autorità informazioni chiare, precise e complete senza indebito ritardo.

Se è stata presentata una richiesta di informazioni a un istituto finanziario, l'Autorità ne informa le autorità competenti pertinenti. Le autorità competenti assistono l'Autorità nella raccolta delle informazioni, se richiesto dall'Autorità.

3. L'Autorità può formulare una procedura di arbitrato con l'autorità competente interessata al fine di discutere l'azione necessaria all'adempimento del diritto dell'Unione. L'Autorità competente interessata coopera lealmente in tale arbitrato.

Quanto prima, ma non oltre quattro mesi dall'avvio dell'indagine, l'Autorità può trasmettere all'autorità competente interessata una raccomandazione in cui illustra l'azione necessaria per conformarsi al diritto dell'Unione.

Entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento della raccomandazione, l'autorità competente informa l'Autorità delle misure adottate o che intende adottare per conformarsi al diritto dell'Unione.

4. Se l'autorità competente non si conforma al diritto dell'Unione entro il termine di un mese dal ricevimento della raccomandazione dell'Autorità, la Commissione, dopo essere stata informata dall'Autorità, o di propria iniziativa, può esprimere un parere formale per chiedere all'autorità competente di prendere le misure necessarie per rispettare il diritto dell'Unione. Il parere formale della Commissione tiene conto della raccomandazione dell'Autorità.

La Commissione esprime il parere formale entro tre mesi dall'adozione della raccomandazione. La Commissione può prorogare tale termine di un mese.

L'Autorità e le autorità competenti forniscono alla Commissione tutte le informazioni necessarie.

5. Entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento del parere formale di cui al paragrafo 4, l'autorità competente informa la Commissione e l'Autorità delle misure adottate o che intende adottare per conformarsi a tale parere formale.

6. Fatti salvi i poteri e gli obblighi della Commissione ai sensi dell'articolo 258 TFUE, se un'autorità competente non si conforma al parere formale di cui al paragrafo 4 entro il termine ivi specificato e se è necessario rimediare tempestivamente a tale inosservanza al fine di mantenere o di ripristinare condizioni neutre di concorrenza sul mercato o per assicurare il regolare funzionamento e l'integrità del sistema finanziario, l'Autorità può, se i pertinenti obblighi degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, sono direttamente applicabili agli istituti finanziari, adottare una decisione nei confronti di un singolo istituto finanziario, imponendogli di prendere misure per rispettare gli obblighi imposti dal diritto dell'Unione, tra cui la cessazione di ogni eventuale pratica.

La decisione dell'Autorità è conforme al parere formale espresso dalla Commissione ai sensi del paragrafo 4.

7. Le decisioni adottate ai sensi del paragrafo 6 prevalgono su ogni decisione adottata in precedenza dalle autorità competenti sulla stessa materia.

In fase di adozione di misure in relazione a questioni che sono oggetto di un parere formale a norma del paragrafo 4 o di una decisione a norma del paragrafo 6, le autorità competenti si conformano al parere formale o alla decisione, secondo i casi.

8. Nella relazione di cui all'articolo 43, paragrafo 5, l'Autorità indica le autorità competenti e gli istituti finanziari che non hanno rispettato i pareri formali o le decisioni di cui ai paragrafi 4 e 6 del presente articolo.";

(8 bis)  All'articolo 18, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Se il Consiglio ha adottato una decisione ai sensi del paragrafo 2 e in casi eccezionali se è necessaria un'azione coordinata delle autorità competenti per rispondere a sviluppi negativi che possano seriamente compromettere il regolare funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità generale o parziale del sistema finanziario dell'Unione o i consumatori e la loro tutela, l'Autorità può adottare decisioni individuali per chiedere alle autorità competenti di prendere le misure necessarie conformemente alla normativa di cui all'articolo 1, paragrafo 2, per affrontare tali sviluppi, assicurando che gli istituti finanziari e le autorità competenti rispettino gli obblighi fissati in tale normativa."

(9)  l'articolo 19 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Nei casi specificati negli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, come anche nei casi di controversie sostanziali tra due o più autorità nazionali competenti in merito all'applicazione di tali atti, e fatti salvi i poteri di cui all'articolo 17, l'Autorità può prestare assistenza alle autorità competenti per trovare un accordo conformemente alla procedura di cui ai paragrafi da 2 a 4 in una delle seguenti circostanze:

a)  su richiesta di una o più autorità competenti interessate, se un'autorità competente è in disaccordo con la procedura seguita o il contenuto di una misura adottata da un'altra autorità competente, con la misura da essa proposta o con la sua assenza di intervento;

b)  di propria iniziativa ove, in base a motivi obiettivi, anche sulla base delle informazioni ricevute dai partecipanti al mercato o dalle organizzazioni di consumatori, sia possibile constatare una controversia tra autorità competenti.

Nei casi in cui gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, richiedono l'adozione di una decisione congiunta da parte delle autorità competenti, si presume l'esistenza di una controversia in assenza di una decisione congiunta da parte di dette autorità entro i termini fissati in tali atti.";

(b)  sono inseriti i seguenti paragrafi 1 bis e 1 ter:

"1 bis. Le autorità competenti interessate informano senza indugio l'Autorità del mancato raggiungimento di un accordo nei seguenti casi:

a)  se il termine per il raggiungimento di un accordo tra le autorità competenti è stabilito dagli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e si verifica il primo, in ordine temporale, dei seguenti eventi:

i) il termine è scaduto;

ii) una o più autorità competenti interessate stabiliscono l'esistenza di una controversia sulla base di motivi oggettivi;

b)  se il termine per il raggiungimento di un accordo tra le autorità competenti non è stabilito dagli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e si verifica il primo, in ordine temporale, dei seguenti eventi:

i.  una o più autorità competenti interessate stabiliscono l'esistenza di una controversia sulla base di motivi oggettivi; oppure

ii.  sono trascorsi due mesi dalla data di ricevimento da parte di un'autorità competente di una richiesta da parte di un'altra autorità competente di adottare determinate misure per conformarsi alla normativa dell'Unione e l'autorità interpellata non ha ancora adottato una decisione che soddisfi la richiesta.";

1 ter. Il presidente valuta se l'Autorità debba agire in conformità del paragrafo 1. Quando l'intervento è su iniziativa dell'Autorità, essa trasmette alle autorità competenti interessate la sua decisione relativa all'intervento.

In attesa della decisione dell'Autorità conformemente alla procedura di cui all'articolo 47, paragrafo 3 bis, nel caso in cui gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, richiedano una decisione congiunta, tutte le autorità competenti coinvolte nella decisione congiunta rinviano le loro decisioni individuali. Qualora l'Autorità decida di intervenire, tutte le autorità competenti coinvolte nella decisione congiunta rinviano le loro decisioni fino alla conclusione della procedura di cui ai paragrafi 2 e 3.";

(d)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

Quando le autorità competenti interessate non riescono a trovare un accordo entro la fase di conciliazione di cui al paragrafo 2, l'Autorità può adottare una decisione per imporre a tali autorità di adottare misure specifiche o di astenersi dall'adottare determinate misure al fine di risolvere la questione e assicurare il rispetto del diritto dell'Unione. La decisione dell'Autorità è vincolante per le autorità competenti interessate. La decisione dell'Autorità può imporre alle autorità competenti di revocare o di modificare una decisione da esse adottata o di fare uso dei poteri di cui dispongono a norma del pertinente diritto dell'Unione.";

(e)  è inserito il seguente paragrafo 3 bis:

"3 bis. L'Autorità informa le autorità competenti interessate della conclusione delle procedure di cui ai paragrafi 2 e 3, e, se del caso, della decisione presa a norma del paragrafo 3.";

(f)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. Fatti salvi i poteri attribuiti alla Commissione dall'articolo 258 TFUE, se un'autorità competente non si conforma alla decisione dell'Autorità e pertanto omette di assicurare che un istituto finanziario rispetti gli obblighi che gli sono direttamente applicabili ai sensi degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può adottare nei confronti del singolo istituto finanziario una decisione individuale che gli impone di adottare le misure necessarie per rispettare gli obblighi che gli incombono ai sensi del diritto dell'Unione, tra cui la cessazione di ogni eventuale pratica.";

(10)  l'articolo 21 è sostituito dal seguente:

"Articolo 21Collegi delle autorità di vigilanza

1. L'Autorità promuove e monitora, nell'ambito dei suoi poteri, il funzionamento efficiente, efficace e uniforme dei collegi delle autorità di vigilanza se istituiti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e promuove l'applicazione coerente e uniforme del diritto dell'Unione in tutti i collegi delle autorità di vigilanza. Con l'obiettivo di far convergere le migliori prassi in materia di vigilanza, l'Autorità promuove piani di vigilanza comuni e indagini congiunte e il personale dell'Autorità gode di pieni diritti di partecipazione ai collegi delle autorità di vigilanza e, in quanto tale, ha la facoltà di partecipare e, se debitamente giustificato, guidare le attività dei collegi delle autorità di vigilanza, comprese le indagini in loco, effettuate congiuntamente da due o più autorità competenti.

2. L'Autorità guida le attività volte ad assicurare un funzionamento uniforme e coerente dei collegi delle autorità di vigilanza per gli istituti transfrontalieri in tutto il territorio dell'Unione, tenendo conto del rischio sistemico costituito dagli istituti finanziari di cui all'articolo 23, e convoca all'occorrenza una riunione di collegio.

Ai fini del presente paragrafo e del paragrafo 1 del presente articolo, l'Autorità è considerata un'"autorità competente" o un'"autorità di vigilanza" ai sensi della normativa applicabile.

L'Autorità può:

a) raccogliere e condividere tutte le informazioni pertinenti in collaborazione con le autorità competenti, in modo da facilitare i lavori del collegio e istituire e gestire un sistema centrale per rendere queste informazioni accessibili alle autorità competenti nel collegio;

b) avviare e coordinare le prove di stress a livello dell'Unione conformemente all'articolo 32 per valutare la resilienza degli istituti finanziari, in particolare il rischio sistemico costituito dagli istituti finanziari di cui all'articolo 23, ad andamenti negativi dei mercati, e valutare il potenziale aumento del rischio sistemico in situazioni di stress, assicurando che a livello nazionale sia applicata una metodologia uniforme per tali prove; può anche, se necessario, formulare una raccomandazione all'autorità competente per risolvere problemi rilevati nelle prove di stress, anche per effettuare valutazioni specifiche. L'Autorità può prescrivere alle autorità competenti di condurre ispezioni in loco, eventualmente con la sua partecipazione, al fine di assicurare la comparabilità e l'affidabilità di metodi, prassi e risultati delle valutazioni a livello dell'Unione;

c) promuovere attività di vigilanza effettive ed efficaci, ivi compresa la valutazione dei rischi ai quali gli istituti finanziari sono o potrebbero essere esposti quali determinati secondo la procedura di valutazione della vigilanza o in situazioni di stress;

d) supervisionare, conformemente ai compiti e ai poteri specificati nel presente regolamento, i compiti svolti dalle autorità competenti; e

e) chiedere ulteriori deliberazioni di un collegio in tutti i casi in cui ritenga che la decisione dia luogo a un'applicazione errata del diritto dell'Unione o non contribuisca all'obiettivo della convergenza delle prassi di vigilanza. Può altresì chiedere all'autorità di vigilanza del gruppo di programmare una riunione del collegio o di aggiungere un punto all'ordine del giorno di una riunione.

3. L'autorità può elaborare progetti di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione come specificato negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e in conformità della procedura di cui agli articoli da 10 a 15 per assicurare condizioni di applicazione uniformi riguardo alle disposizioni relative al funzionamento operativo dei collegi delle autorità di vigilanza e formulare orientamenti e raccomandazioni adottati ai sensi dell'articolo 16 per promuovere la convergenza del funzionamento della vigilanza e delle migliori prassi adottate dai collegi delle autorità di vigilanza.

4. L'Autorità svolge un ruolo di mediazione giuridicamente vincolante al fine di risolvere le controversie fra autorità competenti secondo la procedura di cui all'articolo 19. L'Autorità può adottare decisioni di vigilanza direttamente applicabili all'istituto interessato conformemente all'articolo 19.";

(11)  è inserito il seguente articolo 21 bis:

"Articolo 21 bisModelli interni

1. Fatto salvo l'articolo 112 della direttiva 2009/138/CE, l'Autorità, ▌su richiesta di una o più autorità di vigilanza:

a) formula consulenze destinate alle autorità di vigilanza interessate in merito alla domanda di utilizzo o di modifica di un modello interno. A tal fine l'EIOPA può chiedere tutte le informazioni necessarie alle autorità di vigilanza interessate; e altresì";

b) in caso di controversia sull'approvazione dei modelli interni, assiste le autorità di vigilanza interessate affinché venga raggiunto un accordo in conformità della procedura di cui all'articolo 19.

2. Nelle circostanze di cui all'articolo 231, paragrafo 6 bis, della direttiva 2009/138/CE, le imprese possono chiedere all'EIOPA di assistere le autorità competenti affinché venga raggiunto un accordo in conformità della procedura di cui all'articolo 19.";

(12)  l'articolo 22 ▌ è sostituito dal seguente:

"Articolo 22Disposizioni generali

sui rischi sistemici

1. L'Autorità prende debitamente in considerazione il rischio sistemico definito dal regolamento (UE) n. 1092/2010. Essa affronta qualsivoglia rischio di perturbazione dei servizi finanziari che:

a) sia imputabile a un deterioramento totale o parziale del sistema finanziario; e

b) sia potenzialmente in grado di produrre effetti negativi gravi per il mercato interno e l'economia reale.

L'Autorità prende in considerazione, ove opportuno, il monitoraggio e la valutazione del rischio sistemico, quale elaborato dal CERS e dall'Autorità stessa, e reagisce a segnalazioni e raccomandazioni del CERS conformemente all'articolo 17 del regolamento (UE) n. 1092/2010.

2. L'Autorità, in collaborazione con il CERS e in conformità dell'articolo 23, ▌ elabora un approccio comune all'individuazione e alla misurazione dell'importanza sistemica, ivi inclusi eventualmente gli indicatori quantitativi e qualitativi.

Detti indicatori costituiscono un elemento cruciale nel definire le opportune azioni di vigilanza. L'Autorità sorveglia il grado di convergenza delle decisioni prese, al fine di promuovere un approccio comune.

3. Fatti salvi gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità elabora, ove necessario, orientamenti e raccomandazioni supplementari per gli istituti finanziari, allo scopo di tener conto del rischio sistemico da essi costituito.

L'Autorità assicura che il rischio sistemico costituito dagli istituti finanziari sia preso in considerazione nell'elaborazione dei progetti di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione nei settori previsti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

4. Su richiesta di una o più autorità competenti, del Parlamento europeo, del Consiglio, degli Stati membri o della Commissione, o di propria iniziativa, l'Autorità può condurre un'indagine su un tipo particolare di istituto finanziario, su un tipo di prodotto o su un tipo di condotta allo scopo di valutare le potenziali minacce per la stabilità del sistema finanziario o per la tutela dei titolari di polizze e degli aderenti e dei beneficiari di schemi pensionistici e raccomandare interventi appropriati alle autorità competenti interessate.

In questi casi l'Autorità può esercitare i poteri che le sono conferiti dal presente regolamento, in particolare dagli articoli 35 e 35 ter.

5. Il comitato congiunto assicura il coordinamento intersettoriale generale delle attività svolte ai sensi del presente articolo.";

(12 bis)  all'articolo 23, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Di concerto con il CERS, l'Autorità elabora criteri per l'individuazione e la misurazione del rischio sistemico e un sistema adeguato di prove di stress che prevede una valutazione del potenziale rischio sistemico che potrebbero comportare o subire gli istituti finanziari in situazioni di stress, compreso un potenziale rischio sistemico legato all'ambiente. Gli istituti finanziari che potrebbero comportare un rischio sistemico sono soggetti a una vigilanza rafforzata e, ove necessario, alle procedure di risanamento e di risoluzione delle crisi di cui all'articolo 25.

L'Autorità elabora inoltre un sistema adeguato di prove di stress per contribuire ad individuare gli istituti finanziari che potrebbero comportare un rischio sistemico. Tali istituti sono soggetti ad una vigilanza rafforzata e, ove necessario, alle procedure di risanamento e risoluzione delle crisi di cui all'articolo 25.";

(12 ter)  l'articolo 27 è così modificato:

(a)  al paragrafo 1, la lettera g) è soppressa;

(b)  al paragrafo 1, il terzo comma è soppresso;

(13)  l'articolo 29 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è così modificato:

i)  è inserita la seguente lettera a bis):

"a bis) la formulazione del piano strategico di vigilanza dell'Unione in conformità dell'articolo 29 bis;";

ii)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) promuovere lo scambio efficace di informazioni, sia bilaterale sia multilaterale, tra le autorità competenti relativamente a tutte le materie pertinenti, compresi, ▌ la cibersicurezza e i ciberattacchi, nel pieno rispetto delle disposizioni applicabili in materia di riservatezza e di protezione dei dati, quali stabilite dalla pertinente normativa dell'Unione;";

iii) la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e) stabilire programmi di formazione settoriale e intersettoriale, anche per quanto concerne l'innovazione tecnologica, le diverse forme di governance come le cooperative e le mutue, agevolare gli scambi di personale e incoraggiare le autorità competenti a intensificare il ricorso a regimi di distacco e ad altri strumenti;";

iii bis) è inserita la seguente lettera e bis):

"e bis) porre in essere un sistema di monitoraggio per valutare i rischi ambientali, sociali e di governance rilevanti, tenendo conto dell'accordo di Parigi (COP 21).";

(b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. L'Autorità può sviluppare, se del caso, nuovi strumenti pratici di convergenza per promuovere approcci e prassi comuni in materia di vigilanza.

Allo scopo di istituire una cultura comune della vigilanza, l'Autorità elabora e mantiene aggiornato un manuale di vigilanza dell'Unione sulla vigilanza degli istituti finanziari nell'Unione, tenendo debitamente conto della natura, della portata e della complessità dei rischi, delle prassi e dei modelli aziendali e delle dimensioni degli istituti finanziari. Il manuale di vigilanza dell'Unione definisce le migliori prassi ▌ e stabilisce metodologie e processi di elevata qualità.

L'Autorità tiene debitamente conto del manuale di vigilanza nello svolgimento dei propri compiti, anche in relazione alla valutazione di potenziali violazioni del diritto dell'Unione a norma dell'articolo 17, della risoluzione delle controversie a norma dell'articolo 19, della fissazione e della valutazione di obiettivi strategici di vigilanza a livello dell'Unione in conformità dell'articolo 29 bis e dell'esecuzione delle verifiche delle autorità competenti a norma dell'articolo 30.

L'Autorità effettua, se del caso, consultazioni pubbliche aperte sui pareri di cui al paragrafo 1, lettera a), nonché sugli strumenti pratici e di convergenza di cui al paragrafo 2, e ne analizza i costi e i benefici potenziali. Dette consultazioni e analisi sono proporzionate rispetto all'ambito di applicazione, alla natura e all'impatto dei pareri o degli strumenti. Ove opportuno, l'Autorità richiede altresì una consulenza al pertinente gruppo delle parti interessate.";

(14)  è inserito il seguente articolo 29 bis:

"Articolo 29 bisPiano strategico di vigilanza

dell'Unione

1. L'Autorità, almeno ogni tre anni ed entro il 31 marzo, a seguito di un dibattito in seno al consiglio delle autorità di vigilanza e tenendo conto dei contributi ricevuti dalle autorità competenti, dei lavori in corso in seno alle istituzioni europee e delle analisi, delle segnalazioni e delle raccomandazioni pubblicate dal CERS, formula una raccomandazione indirizzata alle autorità competenti, che stabilisce le priorità e gli obiettivi strategici di vigilanza a livello di Unione ("piano strategico di vigilanza dell'Unione"), fatti salvi gli obiettivi nazionali specifici e le priorità delle autorità competenti. Le autorità competenti individuano nei loro contributi le attività di vigilanza che, a loro avviso, devono essere considerate prioritarie dall'Autorità. L'Autorità trasmette il piano strategico di vigilanza dell'Unione per informazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione e lo rende pubblico sul suo sito web.

Il piano strategico di vigilanza dell'Unione stabilisce le priorità specifiche per le attività di vigilanza al fine di promuovere prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci e l'applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell'Unione e di gestire le pertinenti tendenze microprudenziali, i rischi potenziali e le vulnerabilità, anticipando gli sviluppi, compresi i nuovi modelli aziendali, individuati conformemente all'articolo 32. Il piano strategico di vigilanza dell'Unione non impedisce alle autorità nazionali competenti di applicare le migliori prassi nazionali, intervenendo su ulteriori priorità e sviluppi nazionali, e prende in considerazione le specificità nazionali.

2. ▌Ciascuna autorità competente indica specificamente in che modo il suo programma di lavoro annuale è in linea con il piano strategico di vigilanza dell'Unione.

4. ▌Ciascuna autorità competente dedica un capitolo della sua relazione annuale all'attuazione del programma di lavoro annuale.

Il capitolo comprende quantomeno le seguenti informazioni:

a)  la descrizione delle attività di vigilanza e delle indagini sugli istituti finanziari, sulle pratiche e i comportamenti del mercato e sui mercati finanziari, e delle misure e sanzioni amministrative applicate nei confronti degli istituti finanziari responsabili di violazioni del diritto nazionale e dell'Unione;

b)  la descrizione delle attività effettuate che non erano previste dal programma di lavoro annuale;

c)  il resoconto delle attività previste dal programma di lavoro annuale che non sono state effettuate e degli obiettivi del programma che non sono stati raggiunti, e i motivi per cui dette attività non sono state effettuate e detti obbiettivi non sono stati raggiunti.

5. L'Autorità valuta le informazioni contenute nel capitolo specifico di cui al paragrafo 4. Se vi sono rischi rilevanti di non raggiungere le priorità contenute nel piano strategico di vigilanza dell'Unione, l'Autorità formula una raccomandazione per ciascuna autorità competente interessata su come può essere posto rimedio alle pertinenti carenze nelle sue attività.

Sulla base delle relazioni e della propria valutazione dei rischi, l'Autorità individua le attività dell'autorità competente che sono fondamentali per rispettare il piano strategico di vigilanza e, se del caso, effettua verifiche su tali attività a norma dell'articolo 30.

6. L'Autorità rende pubbliche le migliori prassi individuate nel corso della valutazione dei programmi di lavoro annuali.»;

(15)  l'articolo 30 è così modificato:

a)  il titolo dell'articolo è sostituito dal seguente:

"Verifiche delle autorità competenti";

b)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Di propria iniziativa o su richiesta del Parlamento europeo o del Consiglio, l'Autorità effettua regolarmente verifiche di tutte le attività delle autorità competenti o di parte di esse in modo da rafforzare l'uniformità e l'efficacia dei risultati in materia di vigilanza. A tale scopo elabora metodi che consentano una valutazione ed un raffronto oggettivi delle autorità competenti verificate. In sede di individuazione delle autorità competenti da verificare e di svolgimento delle verifiche si tiene conto delle informazioni esistenti e delle valutazioni già realizzate riguardo all'autorità competente in questione, comprese ▌le pertinenti informazioni fornite all'Autorità in conformità dell'articolo 35 e tutte le pertinenti informazioni provenienti dalle parti interessate, in particolare le eventuali carenze e colpe dell'autorità competente.";

c)  è inserito il seguente paragrafo 1 bis:

"1 bis. Ai fini del presente articolo, l'Autorità istituisce un comitato di verifica ad hoc presieduto dall'Autorità e formato dal suo personale, accompagnato e sostenuto, su base volontaria e a rotazione, da un massimo di cinque rappresentanti di diverse autorità competenti ad esclusione dell'autorità soggetta a verifica.";

d)  il paragrafo 2 è così modificato:

i)  la frase introduttiva è sostituita dalla seguente:

"La verifica include una valutazione dei seguenti elementi, ma non è limitata ad essi:";

ii)  la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a)  l'adeguatezza delle risorse, il grado di indipendenza e le disposizioni di governance dell'autorità competente, in particolare dal punto di vista dell'applicazione efficace degli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e la capacità di reagire agli sviluppi del mercato;";

ii bis)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b)  l'efficacia e il grado di convergenza raggiunto per quanto riguarda l'applicazione del diritto dell'Unione e le pratiche di vigilanza, tra cui le norme tecniche di regolamentazione e le norme tecniche di attuazione, gli orientamenti e le raccomandazioni adottati ai sensi degli articoli da 10 a 16, e il contributo delle pratiche di vigilanza al conseguimento degli obiettivi definiti dal diritto dell'Unione, inclusi gli obiettivi della cultura comune della vigilanza di cui all'articolo 29 e il piano strategico di vigilanza dell'Unione di cui all'articolo 29 bis;";

ii ter)  la lettera c) è sostituita dalla seguente:

"c)  l'applicazione delle migliori prassi sviluppate da alcune autorità competenti;";

e)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. L'Autorità elabora una relazione che illustra i risultati della verifica. La relazione indica e illustra le misure di follow-up che sono ritenute appropriate e necessarie a seguito della verifica. Tali misure di follow-up possono essere adottate sotto forma di orientamenti e raccomandazioni a norma dell'articolo 16 e di pareri a norma dell'articolo 29, paragrafo 1, lettera a), indirizzati alle pertinenti autorità competenti.

▌L'Autorità formula una relazione di follow-up riguardante la conformità alle misure di follow-up richieste. ▌

Nell'elaborare i progetti di norme tecniche di regolamentazione o di attuazione in conformità degli articoli da 10 a 15, oppure gli orientamenti e le raccomandazioni in conformità dell'articolo 16, l'Autorità tiene conto dei risultati della verifica e di ogni altra informazione acquisita nello svolgimento dei propri compiti, al fine di assicurare la convergenza delle prassi di vigilanza della qualità più elevata.»;

f)  è inserito il seguente paragrafo 3 bis:

"3 bis. L'Autorità presenta un parere alla Commissione se, visto l'esito della verifica o qualsiasi altra informazione acquisita dall'Autorità nello svolgimento dei propri compiti, essa ritiene che sia necessaria un'ulteriore armonizzazione delle norme dell'Unione applicabili agli istituti finanziari o alle autorità competenti da una prospettiva unionale, o se ritiene che un'autorità competente non abbia applicato gli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, o li abbia applicati in un modo che sembra costituire una violazione del diritto dell'Unione.";

g)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. L'Autorità provvede alla pubblicazione delle relazioni di cui al paragrafo 3, incluse eventuali relazioni di follow-up, tranne qualora la pubblicazione possa comportare rischi per la stabilità del sistema finanziario. L'autorità competente che è oggetto della verifica è invitata a formulare osservazioni prima della pubblicazione delle relazioni. Prima della pubblicazione, l'Autorità, se del caso, tiene conto di tali osservazioni. L'Autorità può pubblicare tali osservazioni come allegato alla relazione, tranne qualora la pubblicazione possa comportare rischi per la stabilità del sistema finanziario o qualora l'autorità competente si opponga alla pubblicazione. La relazione elaborata dall'Autorità di cui al paragrafo 3 e gli orientamenti, le raccomandazioni e i pareri da essa adottati di cui al paragrafo 3 bis sono pubblicati contemporaneamente.";

(16)  l'articolo 31 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. L'Autorità esercita una funzione di coordinamento generale tra le autorità competenti, in particolare nei casi in cui gli sviluppi negativi potrebbero compromettere il regolare funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità del sistema finanziario o nei casi in cui attività con una considerevole dimensione transfrontaliera potrebbero incidere sulla tutela dei titolari di polizze assicurative e degli aderenti e dei beneficiari di schemi pensionistici nell'Unione.

b)  al paragrafo 2, la lettera e) è sostituita dal testo seguente:

"e) adottando tutte le misure opportune, tra cui la creazione e la gestione di piattaforme di collaborazione di cui al paragrafo 3 ter, in caso di sviluppi che possano compromettere il funzionamento dei mercati finanziari o in caso di attività con una considerevole dimensione transfrontaliera che possano incidere sulla tutela dei titolari di polizze assicurative, al fine di facilitare e coordinare le misure adottate dalle pertinenti autorità competenti;";

c)  al paragrafo 2, è aggiunta la seguente lettera e bis):

"e bis) adottando le misure opportune per agevolare la diffusione dell'innovazione tecnologica, al fine di coordinare le misure adottate dalle pertinenti autorità competenti;";

c)  sono inseriti i seguenti nuovi paragrafi 3, 3 bis, 3 ter e 3 quater:

"3. L'Autorità adotta le misure opportune per facilitare l'ingresso sul mercato di operatori o prodotti basati sull'innovazione tecnologica. Per contribuire alla definizione di un approccio europeo comune in materia di innovazione tecnologica, l'Autorità promuove la convergenza in materia di vigilanza, con il sostegno, se del caso, del comitato sull'innovazione finanziaria, e in particolare mediante lo scambio di informazioni e delle migliori prassi. Se del caso, l'Autorità può adottare orientamenti o raccomandazioni in conformità dell'articolo 16.

3 bis. L'autorità di vigilanza dello Stato membro di origine notifica all'Autorità e alle autorità di vigilanza degli Stati membri ospitanti se intende procedere all'autorizzazione relativamente a un'impresa di assicurazione o di riassicurazione soggetta alla sua vigilanza in conformità degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e il cui piano aziendale prevede che una parte delle sue attività sarà effettuata sulla base della libertà di erogare servizi o della libertà di stabilimento.

L'autorità di vigilanza competente dello Stato membro di origine informa inoltre senza indugio l'Autorità e le autorità di vigilanza degli Stati membri ospitanti laddove individui un deterioramento delle condizioni di finanziamento o altri rischi emergenti posti dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione nel quadro della sua attività in corso, in particolare qualora l'attività sia svolta, per una parte significativa, sulla base della libera prestazione dei servizi o della libertà di stabilimento, suscettibili di avere un notevole effetto transfrontaliero.

Tali notifiche all'Autorità e alle autorità di vigilanza degli Stati membri ospitanti sono sufficientemente dettagliate da consentire una corretta valutazione.

3 ter. Nei casi menzionati nei commi 1 e 2 del paragrafo 3 bis, l'Autorità può, su richiesta di una o più pertinenti autorità competenti ovvero di propria iniziativa, predisporre e coordinare una piattaforma di collaborazione di cui alla lettera e) del paragrafo 1, al fine di promuovere lo scambio di informazioni e migliorare la collaborazione tra pertinenti autorità competenti e, ove del caso, giungere a una visione comune sui casi di cui al secondo comma del paragrafo 3 bis.

Se, sulla base di informazioni di cui alla lettera f) del paragrafo 1, l'Autorità accerta che un istituto finanziario svolge la propria attività prevalentemente o interamente in un altro Stato membro, essa informa le autorità interessate e può predisporre, di propria iniziativa e in coordinamento con le pertinenti autorità competenti, una piattaforma di collaborazione al fine di facilitare lo scambio di informazioni tra le suddette autorità.

Fatto salvo l'articolo 35, le pertinenti autorità competenti forniscono, su richiesta dell'Autorità, tutte le informazioni necessarie per consentire il regolare funzionamento della piattaforma di collaborazione.

3 quater. Nel caso in cui le autorità competenti interessate non giungano a una visione comune nell'ambito della piattaforma di collaborazione, l'Autorità può emettere una raccomandazione all'autorità competente interessata, comprendente il termine entro il quale l'autorità competente dovrebbe attuare le modifiche raccomandate. Se non segue la raccomandazione dell'Autorità, l'autorità competente ne illustra i motivi. Qualora l'Autorità non reputi adeguati tali motivi, essa pubblica senza indugio la propria raccomandazione unitamente ai motivi di cui sopra.";

(17)  è inserito il seguente articolo 31 bis:

Articolo 31 bisCoordinamento in materia di delega ed esternalizzazione delle attività e di trasferimento dei rischi

1. L'Autorità coordina su base continuativa le azioni di vigilanza delle autorità competenti al fine di promuovere la convergenza in materia di vigilanza nell'ambito della delega e dell'esternalizzazione delle attività da parte degli istituti finanziari e in relazione ai trasferimenti di rischi da essi effettuati in paesi terzi, per beneficiare del passaporto UE mentre sostanzialmente svolgono attività o funzioni essenziali al di fuori dell'Unione, a norma dei paragrafi 2 e 3▐. Nell'ambito delle rispettive competenze, le autorità competenti sono responsabili in ultima istanza delle decisioni di autorizzazione, supervisione e applicazione per quanto riguarda la delega e l'esternalizzazione delle attività come anche il trasferimento del rischio.

2. Le autorità competenti notificano all'Autorità qualora intendano procedere all'autorizzazione o alla registrazione di un istituto finanziario che sarebbe soggetto alla vigilanza dell'autorità competente interessata in conformità degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e qualora il piano aziendale dell'istituto finanziario preveda l'esternalizzazione o la delega di una parte rilevante delle sue attività o di una delle funzioni fondamentali o il trasferimento del rischio di una parte rilevante delle sue attività in paesi terzi, per beneficiare del passaporto UE mentre sostanzialmente svolgono attività o funzioni essenziali al di fuori dell'Unione. Le notifiche delle autorità competenti all'Autorità sono sufficientemente dettagliate.

3. Laddove la legislazione dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, si applichi e non imponga requisiti specifici alla notifica dell'esternalizzazione, della delega o del trasferimento del rischio, un istituto finanziario notifica all'autorità competente l'esternalizzazione o la delega di una parte rilevante delle sue attività o di una delle sue funzioni fondamentali e del trasferimento del rischio di una parte rilevante delle sue attività a un'altra entità o a una sua succursale stabilita in un paese terzo L'autorità competente interessata informa l'Autorità di dette notifiche su base semestrale.

Fatte salve le disposizioni dell'articolo 35, su richiesta dell'Autorità le autorità competenti forniscono informazioni in relazione agli accordi di esternalizzazione, delega o trasferimento del rischio da parte degli istituti finanziari.

L'Autorità controlla che le autorità competenti interessate verifichino che gli accordi di esternalizzazione, delega o trasferimento del rischio di cui al primo comma siano conclusi in conformità con il diritto dell'Unione, siano conformi agli orientamenti, alle raccomandazioni o ai pareri dell'Autorità e non impediscano un'efficace vigilanza da parte delle autorità competenti [e l'applicazione] in un paese terzo.

3 bis. Se i meccanismi di verifica di un'autorità competente impediscono una vigilanza o un'applicazione efficace e comportano rischi di arbitraggio regolamentare in tutti gli Stati membri, l'Autorità può formulare raccomandazioni all'autorità competente interessata su come migliorare i propri meccanismi di verifica, comprensive di un termine entro il quale l'autorità competente dovrebbe attuare le modifiche raccomandate. Se non si attiene alle raccomandazioni, l'autorità competente interessata ne comunica i motivi e l'Autorità rende pubbliche le proprie raccomandazioni corredate di tali motivazioni.

3 ter. Entro [un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento modificativo] la Commissione elabora una relazione che fa il punto dei diversi approcci della legislazione settoriale per quanto riguarda la valutazione e la rilevanza dell'attività da esternalizzare o da delegare e che esamina la possibilità di un approccio più armonizzato a tale riguardo attraverso la potenziale specificazione di criteri e metodologie comuni. La Commissione presenta tale relazione al Parlamento europeo e al Consiglio.

Nel fare ciò, la Commissione tiene conto di quanto segue:

a) la continuità dell'attività,

b) la capacità di gestione effettiva,

c) la capacità effettiva di verificare attività delegate ed esternalizzate nonché i trasferimenti del rischio.";

(18)  l'articolo 32 è sostituito dal seguente:

"Articolo 32"Valutazione degli sviluppi del mercato,

comprese le prove di stress"

1.  L'Autorità sorveglia e valuta gli sviluppi di mercato nella sua area di competenza e, se necessario, informa le altre due AEV, il CERS, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulle pertinenti tendenze microprudenziali, sui rischi potenziali e sulle vulnerabilità. L'Autorità include nelle sue valutazioni un'analisi ▌dei mercati in cui operano gli istituti finanziari nonché una valutazione dell'impatto che il potenziale andamento del mercato può esercitare su tali istituti.

2.  ▌ L'Autorità avvia e coordina le valutazioni a livello dell'Unione sulla resilienza degli istituti finanziari agli sviluppi negativi dei mercati in maniera realistica. A tale scopo, elabora gli elementi seguenti, che dovranno essere applicati dalle autorità competenti:

a)  metodologie comuni per valutare l'effetto di scenari economici sulla situazione finanziaria di un istituto;

a bis)  metodologie comuni per individuare gli istituti finanziari da ricomprendere nelle valutazioni a livello dell'Unione;

b)  strategie comuni di comunicazione dei risultati di tali valutazioni sulla resilienza degli istituti finanziari;

c)  metodologie comuni per valutare gli effetti di particolari prodotti o processi di distribuzione sulla situazione finanziaria di un istituto e sui titolari di polizze assicurative, sugli aderenti e sui beneficiari di schemi pensionistici e sull'informazione dei clienti; e

c bis)  metodologie comuni per valutare l'effetto dei rischi ambientali sulla stabilità finanziaria degli istituti.

Ai fini del presente paragrafo, l'Autorità coopera con il CERS, che evita ogni conflitto di interessi in merito alla conduzione delle politiche monetarie.

2 bis.  Almeno una volta all'anno l'Autorità esamina l'opportunità di condurre le valutazioni a livello dell'Unione di cui al paragrafo 2 e informa il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione delle sue motivazioni. Se tali valutazioni a livello dell'Unione sono effettuate l'Autorità ▌ne rende noti i risultati per ognuno degli istituti finanziari partecipanti, a meno che ritenga che tale divulgazione sia inappropriata dal punto di vista della stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più Stati membri, dell'integrità del mercato o del funzionamento del mercato interno.

L'obbligo del segreto professionale delle autorità competenti non osta a che le autorità competenti pubblichino i risultati delle valutazioni a livello dell'Unione di cui al paragrafo 2 o trasmettano i risultati di tali valutazioni all'Autorità ai fini della pubblicazione da parte dell'Autorità dei risultati delle valutazioni a livello dell'Unione sulla resilienza degli istituti finanziari.

3.  Fatti salvi i compiti del CERS definiti nel regolamento (UE) n. 1092/2010, l'Autorità fornisce, una volta all'anno e se necessario con maggiore frequenza, valutazioni al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e al CERS in merito alle tendenze, ai rischi potenziali e alle vulnerabilità nel settore di competenza, unitamente agli indicatori di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

Tali valutazioni dell'Autorità comprendono una classificazione dei principali rischi e vulnerabilità e raccomandano, ove necessario, misure preventive o correttive.

4.  L'Autorità assicura una copertura adeguata degli sviluppi, dei rischi e delle vulnerabilità intersettoriali, cooperando strettamente con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea) e con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) tramite il comitato congiunto.";

(20)  l'articolo 33 è sostituito dal seguente:

"Articolo 33Relazioni internazionali

compresa l'equivalenza

1. Fatte salve le rispettive competenze degli Stati membri e delle istituzioni dell'Unione, l'Autorità può stabilire contatti e concludere accordi amministrativi con le autorità di regolamentazione e vigilanza, le organizzazioni internazionali e le amministrazioni di paesi terzi. Tali accordi non creano obblighi giuridici per l'Unione e gli Stati membri, né impediscono agli Stati membri e alle loro autorità competenti di concludere accordi bilaterali o multilaterali con tali paesi terzi.

Qualora un paese terzo, in conformità di un atto delegato vigente adottato dalla Commissione a norma dell'articolo 9 della direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, sia sull'elenco delle giurisdizioni dei paesi terzi con carenze strategiche nei rispettivi regimi nazionali di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo che presentano minacce significative per il sistema finanziario dell'Unione, l'Autorità non conclude accordi di cooperazione con le autorità di regolamentazione e di vigilanza di tale paese terzo.

2. L'Autorità assiste la Commissione nella preparazione delle decisioni di equivalenza inerenti ai regimi di regolamentazione e di vigilanza nei paesi terzi a seguito di una richiesta specifica di consulenza della Commissione, di propria iniziativa, o se richiesto dagli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

2 bis. L'Autorità monitora su base continuativa gli sviluppi regolamentari e di vigilanza e le prassi attuative e i pertinenti sviluppi del mercato nei paesi terzi per i quali la Commissione ha adottato decisioni di equivalenza conformemente agli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, per verificare se continuino a sussistere i criteri sulla base dei quali tali decisioni sono state adottate e le eventuali condizioni ivi stabilite. L'Autorità presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alle altre due AEV, ogni tre anni o se del caso con maggiore frequenza, o laddove richiesto dal Parlamento europeo, dal Consiglio o dalla Commissione, una relazione riservata sulle sue conclusioni. La relazione si incentra, in particolare, sulle implicazioni per la stabilità finanziaria, l'integrità del mercato, la tutela degli investitori o il funzionamento del mercato interno.

Fatti salvi gli specifici requisiti previsti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e fatte salve le condizioni di cui al paragrafo 1, seconda frase, l'Autorità collabora con le autorità competenti pertinenti ▌dei paesi terzi i cui regimi di regolamentazione e di vigilanza sono stati riconosciuti equivalenti. La collaborazione è realizzata sulla base di accordi amministrativi conclusi con le autorità pertinenti di tali paesi terzi. Durante la negoziazione degli accordi amministrativi, l'Autorità include disposizioni riguardanti:

a)  i meccanismi che consentono all'Autorità di ottenere informazioni pertinenti, incluse informazioni sul regime normativo, sull'approccio di vigilanza, sui pertinenti sviluppi del mercato e su qualsiasi cambiamento che possa influire sulla decisione di equivalenza;

b)  nella misura in cui ciò è necessario per il follow up di tali decisioni di equivalenza, le procedure relative al coordinamento delle attività di vigilanza, comprese le ispezioni in loco svolte sotto la responsabilità dell'Autorità, ove opportuno, accompagnata e sostenuta da un massimo di cinque rappresentanti di diverse autorità competenti, su base volontaria e a rotazione, e dall'autorità competente del paese terzo.

L'Autorità informa il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione e le altre AEV nel caso in cui un'autorità competente di un paese terzo rifiuti di concludere tali accordi amministrativi o qualora rifiuti di cooperare efficacemente. La Commissione tiene conto di tali informazioni al momento di riesaminare le decisioni di equivalenza pertinenti.

2 ter. Laddove l'Autorità individui sviluppi per quanto riguarda la legislazione, la vigilanza o le prassi attuative nei paesi terzi di cui al paragrafo 2 bis che possono incidere sulla stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più Stati membri, sull'integrità del mercato o sulla tutela degli investitori o sul funzionamento del mercato interno, ne informa il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione in via riservata e senza indugio.

2 quater. Le autorità competenti informano l'Autorità in anticipo dell'intenzione di concludere accordi amministrativi con le autorità di vigilanza di paesi terzi in uno dei settori disciplinati dagli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, anche per quanto riguarda le succursali di soggetti di paesi terzi. Esse comunicano quanto prima all'Autorità un progetto degli accordi previsti.

L'Autorità può cooperare con le autorità competenti per elaborare un modello di accordi amministrativi per istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci all'interno dell'Unione e per rafforzare il coordinamento internazionale in materia di vigilanza. ▌Le autorità competenti seguono il più possibile tale modello di accordi amministrativi.

Se l'Autorità, in cooperazione con le autorità competenti, elabora tali modelli di accordi amministrativi, le autorità competenti non concludono accordi amministrativi con le autorità di paesi terzi prima che il modello di accordo sia completato.

Nella relazione di cui all'articolo 43, paragrafo 5, l'Autorità include informazioni sugli accordi amministrativi concordati con le autorità di vigilanza, le organizzazioni internazionali o le amministrazioni di paesi terzi, sull'assistenza fornita dall'Autorità alla Commissione nell'elaborazione delle decisioni di equivalenza e sull'attività di monitoraggio svolta dall'Autorità a norma del paragrafo 2 bis.

3 bis. L'Autorità persegue la piena adesione all'Associazione internazionale delle autorità di vigilanza assicurativa, all'Organizzazione internazionale delle autorità di vigilanza delle pensioni e al Consiglio per la stabilità finanziaria, e chiede lo status di osservatore in seno all'Organismo internazionale di normalizzazione contabile.

Qualsiasi posizione assunta dall'Autorità nei consessi internazionali viene prima discussa e approvata dal consiglio delle autorità di vigilanza.

3 ter. L'Autorità monitora, ove opportuno, gli sviluppi regolamentari, di vigilanza e, se del caso, di risoluzione nonché le prassi attuative e i pertinenti sviluppi del mercato nei paesi terzi per i quali sono stati conclusi accordi internazionali.

Fatti salvi gli specifici requisiti previsti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e fatte salve le condizioni di cui al paragrafo 1, seconda frase, del presente articolo, l'Autorità coopera con le pertinenti autorità competenti e, se del caso, anche con le autorità di risoluzione dei paesi terzi di cui al primo comma del presente paragrafo.";

(21)  l'articolo 34 è soppresso;

(22)  l'articolo 35 è così modificato:

a)  i paragrafi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Su richiesta dell'Autorità, le autorità competenti forniscono all'Autorità tutte le informazioni necessarie per consentirle di svolgere i compiti che le sono attribuiti dal presente regolamento, a condizione che tali autorità abbiano accesso legale alle informazioni in questione.

Le informazioni fornite sono esatte e complete e sono trasmesse entro il termine stabilito dall'Autorità.

2. L'Autorità può anche chiedere che le informazioni le siano fornite con periodicità regolare, in modelli specificati o mediante modelli comparabili approvati dall'Autorità. Tali richieste sono sempre presentate, ove possibile, usando i modelli comuni di informativa esistenti e rispettano il principio di proporzionalità previsto dal diritto nazionale e dell'Unione, anche dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

3. Su richiesta ▌di un'autorità competente, l'Autorità fornisce qualsiasi informazione in suo possesso necessaria per consentire all'autorità competente di svolgere i propri compiti ▌.";

b)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Qualora le informazioni richieste conformemente al paragrafo 1 non siano disponibili o non siano rese disponibili dalle autorità competenti entro il termine stabilito dall'Autorità, l'Autorità può presentare una richiesta debitamente giustificata e motivata:

a) ad altre autorità con funzioni di vigilanza;

b) al ministero responsabile delle finanze dello Stato membro interessato ove questo disponga di informazioni prudenziali;

c) alla banca centrale nazionale dello Stato membro interessato;

d) all'istituto statistico dello Stato membro interessato.

Su richiesta dell'Autorità, le autorità competenti assistono l'Autorità nella raccolta delle informazioni.";

c)   i paragrafi 6 e 7 sono soppressi;

(23)  sono inseriti i seguenti articoli da 35 bis a 35 quinquies:

"Articolo 35 bisEsercizio dei poteri di cui all'articolo 35 ter

I poteri conferiti all'Autorità, o ad un suo funzionario, o ad altra persona autorizzata dall'Autorità in conformità dell'articolo 35 non possono essere usati per esigere la divulgazione di informazioni o documenti coperti da segreto professionale.

Gli articoli 35 bis e 35 ter lasciano impregiudicata la legislazione nazionale.

Articolo 35 terRichiesta di informazioni agli istituti finanziari

1. Qualora le informazioni richieste conformemente all'articolo 35, paragrafo 1 o 5, non siano disponibili o non siano rese disponibili entro il termine stabilito dall'Autorità, essa può, senza creare duplicati di dati, chiedere ai pertinenti istituti finanziari di fornire ▌le informazioni necessarie per consentire all'Autorità di adempiere alle funzioni attribuitele a norma del presente regolamento:

4. Entro un termine ragionevole fissato dall'Autorità, gli istituti finanziari o i loro rappresentanti legali forniscono le informazioni richieste. ▌

5. L'Autorità trasmette senza indugio copia della richiesta ▌all'autorità competente dello Stato membro in cui è domiciliato o stabilito il soggetto pertinente di cui al paragrafo 1 interessato dalla richiesta di informazioni.

6. L'Autorità può utilizzare informazioni riservate ottenute a norma del presente articolo unicamente ai fini dello svolgimento dei compiti che le sono attribuiti dal presente regolamento.

Articolo 35 quaterNorme procedurali per l'imposizione di sanzioni amministrative pecuniarie

1. Se, nello svolgimento delle proprie funzioni a norma del presente regolamento, constata gravi indizi dell'eventualità di fatti che possono costituire una violazione di cui all'articolo 35 quinquies, paragrafo 1, l'Autorità chiede alla Commissione di indagare sulla questione. ▌

Articolo 35 quinquiesSanzioni amministrative pecuniarie

e sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento

-1. Prima di adottare la decisione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento, la Commissione offre all'istituto o al soggetto cui è stata rivolta la richiesta di informazioni l'opportunità di essere ascoltato.

La Commissione basa la sua decisione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento solo sulle conclusioni in merito alle quali gli istituti o i soggetti interessati hanno avuto la possibilità di esprimersi.

1. La Commissione adotta la decisione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria qualora constati che un istituto finanziario di cui all'articolo 35 ter ha, intenzionalmente o per negligenza, omesso di fornire le informazioni richieste o ha fornito informazioni incomplete, inesatte o fuorvianti ▌a norma dell'articolo 35 ter, paragrafo 1.

2. La sanzione amministrativa pecuniaria di base di cui al paragrafo 1 è pari ad almeno [X EUR; inferiore a 50 000 EUR] e non superiore a [Y EUR; inferiore a 200 000 EUR] ed è dissuasiva, effettiva e proporzionata alle dimensioni dell'istituto o del soggetto e alla natura e alla gravità della violazione.

L'Autorità elabora, insieme all'ABE e all'ESMA, progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare la metodologia per la fissazione delle sanzioni amministrative pecuniarie conformemente al presente paragrafo.

5. ▌La sanzione amministrativa pecuniaria complessiva non supera il [X %; inferiore al 20 % del fatturato annuo del soggetto interessato nell'esercizio precedente, a meno che il soggetto non abbia tratto, direttamente o indirettamente, un vantaggio finanziario dall'infrazione. In tal caso, l'importo della sanzione amministrativa pecuniaria complessiva è pari almeno a tale vantaggio finanziario.

5 bis. La Commissione può irrogare una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento fino alla rettifica della violazione. La sanzione per la reiterazione dell'inadempimento è proporzionata alle dimensioni dell'istituto o del soggetto e alla natura e alla gravità della violazione.

5 ter. Nel corso del procedimento è pienamente garantito il diritto alla difesa dell'istituto o del soggetto. L'istituto o il soggetto ha diritto di accesso ai fascicoli dell'Autorità e della Commissione, fermo restando il legittimo interesse di altre persone alla tutela dei propri segreti aziendali. Il diritto di accesso al fascicolo non si estende alle informazioni riservate né ai documenti interni preparatori dell'Autorità o della Commissione.

5 quater. L'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria o della sanzione per la reiterazione dell'inadempimento può essere sospesa solo in virtù di una decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea. Gli istituti o i soggetti cui è irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento possono intentare un'azione giudiziaria dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea avverso una decisione della Commissione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento. La Corte può, tra l'altro, annullare, ridurre o aumentare la sanzione amministrativa pecuniaria o la sanzione per la reiterazione dell'inadempimento irrogata dalla Commissione.

5 quinquies. La Commissione comunica al pubblico tutte le sanzioni amministrative pecuniarie e le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento irrogate, salvo il caso in cui tale comunicazione possa mettere gravemente a rischio i mercati finanziari o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte.

5 sexies. Gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie e delle sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento sono assegnati al bilancio generale dell'Unione. ";

▌(24)  l'articolo 36 è così modificato:

a)  il paragrafo 3 è soppresso;

b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. Quando riceve una segnalazione o una raccomandazione inviatale dal CERS, l'Autorità discute tale segnalazione o raccomandazione durante la successiva riunione del consiglio delle autorità di vigilanza o, se del caso, in precedenza, al fine di esaminare le implicazioni della segnalazione o della raccomandazione per l'esecuzione dei suoi compiti, e l'eventuale follow-up.

Decide, secondo la procedura di decisione pertinente, se debbano essere adottate misure conformemente alle competenze che le sono conferite dal presente regolamento per risolvere i problemi rilevati nelle segnalazioni e nelle raccomandazioni e il contenuto di tali misure.

Se non dà seguito a una segnalazione o a una raccomandazione, l'Autorità comunica le sue ragioni al CERS. Il CERS informa il Parlamento europeo al riguardo a norma dell'articolo 19, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1092/2010. Il CERS informa altresì al riguardo il Consiglio e la Commissione."

c)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Quando riceve una segnalazione o una raccomandazione inviata dal CERS ad un'autorità competente, l'Autorità può esercitare, se necessario, i poteri che le sono conferiti dal presente regolamento per assicurare un seguito tempestivo.

Quando non intende seguire la raccomandazione del CERS, il destinatario comunica e ne discute le ragioni con il consiglio delle autorità di vigilanza."

d)  il paragrafo 6 è soppresso;

(25)  l'articolo 37 è sostituito dal seguente:

"Articolo 37Gruppi delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione e nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali

1. Per facilitare la consultazione delle parti interessate nei settori pertinenti per i compiti dell'Autorità, sono istituti un gruppo delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione e un gruppo delle parti interessate nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali (in prosieguo, collettivamente: i gruppi delle parti interessate). I gruppi delle parti interessate sono consultati sulle misure adottate ai sensi degli articoli da 10 a 15 riguardo alle norme tecniche di regolamentazione e di attuazione e, ove queste non riguardino i singoli istituti finanziari, ai sensi dell'articolo 16 riguardo agli orientamenti e alle raccomandazioni, dell'articolo 16 bis riguardo ai pareri e dell'articolo 16 ter riguardo alle domande e risposte. Quando occorre agire con urgenza e la consultazione risulta impossibile, i gruppi delle parti interessate sono informati il prima possibile.

I gruppi delle parti interessate si riuniscono almeno quattro volte all'anno. Possono discutere insieme di settori di reciproco interesse e si informano reciprocamente delle altre questioni in esame.

I membri di un gruppo delle parti interessate possono far parte anche dell'altro gruppo.

2. Il gruppo delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione si compone di trenta membri, di cui tredici membri rappresentano in modo proporzionato le imprese di assicurazione e di riassicurazione e gli intermediari assicurativi che operano nell'Unione, tre dei quali rappresentano le compagnie di assicurazione e riassicurazione cooperative e mutualistiche, mentre tredici membri rappresentano i rappresentanti dei loro lavoratori, nonché i consumatori, gli utenti dei servizi assicurativi e riassicurativi, i rappresentanti delle PMI e i rappresentanti delle pertinenti associazioni professionali e quattro membri sono esponenti del mondo accademico indipendenti e di altissimo livello. ▐

3. Il gruppo delle parti interessate nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali si compone di trenta membri, di cui tredici membri rappresentano in modo proporzionato gli enti pensionistici aziendali e professionali che operano nell'Unione, tredici membri rappresentano i rappresentanti dei lavoratori, i rappresentanti dei beneficiari, i rappresentanti delle PMI e i rappresentanti delle pertinenti associazioni professionali e quattro membri sono esponenti del mondo accademico indipendenti e di altissimo livello. ▐

4. I membri dei gruppi delle parti interessate sono nominati dal consiglio delle autorità di vigilanza mediante una procedura di selezione aperta e trasparente. Nella sua decisione, il consiglio delle autorità di vigilanza provvede, per quanto possibile, a garantire una rappresentazione della diversità dei settori delle assicurazioni, delle riassicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, un equilibrio geografico e di genere ed una rappresentanza adeguati delle parti interessate di tutta l'Unione. I membri dei gruppi delle parti interessate sono selezionati in base alle loro qualifiche, abilità, conoscenze pertinenti e comprovata esperienza.

4 bis. I membri del pertinente gruppo delle parti interessate eleggono il presidente di tale gruppo tra i suoi membri. La presidenza è esercitata per un periodo di due anni.

Il Parlamento europeo può invitare il presidente di qualsiasi gruppo delle parti interessate a rilasciare una dichiarazione dinanzi ad esso e a rispondere a qualsiasi domanda posta dai suoi membri ogniqualvolta richiesto.

5. L'Autorità fornisce tutte le informazioni necessarie nel rispetto del segreto professionale di cui all'articolo 70 e assicura un adeguato supporto di segreteria ai gruppi delle parti interessate. Ai membri dei gruppi delle parti interessate che rappresentano organizzazioni senza scopo di lucro è garantito un adeguato rimborso, ad esclusione dei rappresentanti delle imprese del settore. Tale rimborso tiene conto del lavoro preparatorio e di follow-up dei membri e corrisponde almeno alle tariffe di rimborso per i funzionari di cui al titolo V, capo 1, sezione 2, dello statuto dei funzionari dell'Unione europea e del regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea definito dal regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio (statuto dei funzionari). I gruppi delle parti interessate possono istituire gruppi di lavoro su questioni tecniche. La durata del mandato dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione e del gruppo delle parti interessate nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali è di quattro anni, al termine dei quali ha luogo una nuova procedura di selezione.

I membri dei gruppi delle parti interessate possono essere nominati per due mandati consecutivi.

6. I gruppi delle parti interessate possono emanare pareri e fornire consulenze all'Autorità su qualsiasi questione in relazione ai compiti dell'Autorità, concentrandosi in particolare sui compiti di cui agli articoli da 10 a 16 ter e agli articoli 29, 30, 32 e 35.

Se i membri dei gruppi delle parti interessate non riescono ad accordarsi su una consulenza, un terzo dei membri del gruppo o i membri che rappresentano un gruppo di parti interessate sono autorizzati a elaborare ▌una consulenza distinta.

Il gruppo delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione, il gruppo delle parti interessate nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali, il gruppo delle parti interessate nel settore bancario e il gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati possono elaborare pareri e consulenze congiunti in merito a questioni attinenti al lavoro delle autorità europee di vigilanza in conformità dell'articolo 56 del presente regolamento su posizioni comuni e atti comuni.

7. I gruppi delle parti interessate adottano il proprio regolamento interno a maggioranza dei due terzi dei loro rispettivi membri.

8. L'Autorità pubblica▐ le consulenze dei gruppi delle parti interessate, le consulenze distinte dei suoi membri e i risultati delle loro consultazioni, come anche il modo in cui si è tenuto conto delle consulenze e dei risultati delle consultazioni.";

(25 bis)  all'articolo 38, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. L'Autorità assicura che nessuna decisione adottata ai sensi degli articoli 18, 19 o 20 incida in alcun modo sulle competenze degli Stati membri in materia di bilancio.";

(26)  l'articolo 39 è sostituito dal seguente:

"Articolo 39Procedure decisionali

1. L'Autorità agisce in conformità dei paragrafi da 2 a 6 in sede di adozione delle decisioni ▌a norma degli articoli 17, 18 e 19.

2. L'Autorità informa ogni destinatario di una decisione della sua intenzione di adottare la decisione nella lingua ufficiale del destinatario stesso, precisando il termine assegnatogli per esprimere il suo parere sull'o19cfgetto della decisione, tenuto debitamente conto dell'urgenza, della complessità e delle potenziali conseguenze della questione. Il destinatario può esprimere il proprio parere nella sua lingua ufficiale. La disposizione di cui alla prima frase si applica, mutatis mutandis, anche alle raccomandazioni di cui all'articolo 17, paragrafo 3.

3. Le decisioni dell'Autorità indicano le ragioni sulle quali si basano.

4. I destinatari delle decisioni dell'Autorità sono informati dei mezzi di ricorso disponibili a norma del presente regolamento.

5. Qualora abbia adottato una decisione a norma dell'articolo 18, paragrafo 3 o 4, l'Autorità la riesamina a intervalli opportuni.

6. L'adozione delle decisioni prese dall'Autorità a norma degli articoli ▌ 18 o 19 è resa pubblica. L'adozione delle decisioni prese dall'Autorità a norma dell'articolo 17 può essere resa pubblica. Nella pubblicazione sono menzionati l'autorità competente o l'istituto finanziario interessati e i principali elementi della decisione, a meno che la pubblicazione non sia in conflitto con l'interesse legittimo di tali istituti finanziari o con la protezione dei loro segreti commerciali o possa compromettere gravemente il regolare funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità del sistema finanziario dell'Unione o di una sua parte.";

(27)  l'articolo 40 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è così modificato:

i)  sono inserite le seguenti lettere a bis) e a ter):

"a bis) i membri a tempo pieno del comitato esecutivo di cui all'articolo 45, paragrafo 1, senza diritto di voto;";

a ter) il capo dell'amministrazione dello Stato membro incaricato di negoziare e adottare gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, al fine di agire nell'ambito di applicazione degli articoli da 10 a 15;";

i bis)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) il capo dell'autorità pubblica nazionale competente per la vigilanza degli istituti finanziari in ogni Stato membro, al fine di agire nell'ambito di qualsiasi competenza, ad eccezione di quelle di cui agli articoli da 10 a 15, che partecipa di persona almeno due volte all'anno";

i ter)  la lettera d) è sostituita dalla seguente:

"d) un rappresentante del CERS, senza diritto di voto e che si astiene dall'assumere posizioni indotte dalla conduzione delle politiche monetarie;";

a bis)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Ogni autorità ▌è responsabile della nomina di un supplente di alto livello scelto nell'ambito della propria autorità, il quale può sostituire il membro del consiglio delle autorità di vigilanza di cui al paragrafo 1, lettere a ter) e b), nel caso in cui questi non possa partecipare.";

a ter)  è inserito il seguente paragrafo:

"4 bis. Ai fini delle azioni da intraprendere nell'ambito di applicazione degli articoli da 10 a 15, un rappresentante della Commissione è un membro senza diritto di voto del consiglio delle autorità di vigilanza, mentre un rappresentante del Parlamento europeo è un osservatore e un rappresentante delle amministrazioni di ciascuno Stato membro può essere un osservatore in suddetto consiglio.";

a quater)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Il consiglio delle autorità di vigilanza può invitare osservatori.

▌c)  è aggiunto il seguente paragrafo 5 bis:

"5 bis. Quando l'autorità pubblica nazionale di cui al paragrafo 1, lettera b), non è responsabile dell'applicazione delle norme a tutela dei consumatori, il membro del consiglio delle autorità di vigilanza di cui alla predetta lettera può decidere di invitare un rappresentante, senza diritto di voto, dell'autorità per la tutela dei consumatori dello Stato membro. Nel caso in cui la responsabilità della tutela dei consumatori sia condivisa da varie autorità di uno Stato membro, tali autorità concordano un rappresentante comune.";

(28)  l'articolo 41 è sostituito dal seguente:

"Articolo 41Comitati interni

Il consiglio delle autorità di vigilanza può istituire comitati interni per compiti specifici che gli sono attribuiti. Il consiglio delle autorità di vigilanza può prevedere la delega di taluni compiti e decisioni ben definiti ai comitati interni, al comitato esecutivo o al presidente.";

(29)  l'articolo 42 ▌è sostituito dal seguente:

"Articolo 42Indipendenza

del consiglio delle autorità di vigilanza

Nello svolgimento dei compiti che sono loro assegnati dal presente regolamento, il presidente e i membri ▌del consiglio delle autorità di vigilanza agiscono in piena indipendenza e obiettività nell'interesse esclusivo dell'Unione nel suo insieme, senza chiedere né ricevere istruzioni da parte di istituzioni o organi dell'Unione, dai governi ▌o da altri soggetti pubblici o privati.

Né gli Stati membri, né le istituzioni o gli organi dell'Unione, né altri soggetti pubblici o privati cercano di influenzare i membri del consiglio delle autorità di vigilanza nello svolgimento dei loro compiti.

Qualora il grado di indipendenza di cui all'articolo 30, paragrafo 2, lettera a), sia stato ritenuto insufficiente in conformità di detto articolo, il consiglio delle autorità di vigilanza può decidere di sospendere temporaneamente i diritti di voto del singolo membro o di sospendere temporaneamente la sua appartenenza all'Autorità fino a quando non siano state sanate le irregolarità.";

(30)  l'articolo 43 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Il consiglio delle autorità di vigilanza fornisce orientamenti per il lavoro dell'Autorità ed è il principale organo decisionale per le decisioni strategiche e le principali decisioni politiche.

Salvo se altrimenti disposto nel presente regolamento, il consiglio delle autorità di vigilanza adotta ▌le raccomandazioni, gli orientamenti, i pareri e le decisioni dell'Autorità ed emana le consulenze di cui al capo II ▌.";

b)  i paragrafi 2 e 3 sono soppressi;

c)  il paragrafo 4 ▌ è sostituito dal seguente:

"Entro il 30 settembre di ogni anno il consiglio delle autorità di vigilanza adotta, su proposta del comitato esecutivo, il programma di lavoro dell'Autorità per l'anno successivo e lo trasmette per informazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

L'Autorità stabilisce le sue priorità in merito alle verifiche individuando, se del caso, le autorità competenti e le attività oggetto di verifiche conformemente all'articolo 30. Se debitamente giustificato, l'Autorità può individuare altre autorità competenti da sottoporre a verifica.

Il programma di lavoro è adottato fatta salva la procedura di bilancio annuale ed è reso pubblico.";

d)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Il consiglio delle autorità di vigilanza, su proposta del comitato esecutivo, adotta la relazione annuale sulle attività dell'Autorità, compresa l'esecuzione dei compiti del presidente, sulla base del progetto di relazione di cui all'articolo 47, paragrafo 9, lettera f), e la trasmette, entro il 15 giugno di ogni anno, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e al Comitato economico e sociale europeo. La relazione è resa pubblica.";

e)  il paragrafo 8 è soppresso;

(30 bis)  è inserito il seguente articolo 43 bis:

"Articolo 43 bis

Trasparenza delle decisioni adottate dal consiglio delle autorità di vigilanza

Fatto salvo l'articolo 70, entro un termine massimo di sei settimane dalla data di una riunione del consiglio delle autorità di vigilanza, l'Autorità fornisce al Parlamento europeo, come minimo, un resoconto completo e significativo dei lavori di tale riunione del consiglio delle autorità di vigilanza che consenta una piena comprensione delle discussioni, compreso un elenco commentato delle decisioni. "

(31)  l'articolo 44 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 ▌è sostituito dal seguente:

"1. Le decisioni del consiglio delle autorità di vigilanza sono adottate a maggioranza semplice dei suoi membri. Ogni membro dispone di un voto. In caso di parità, prevale il voto del presidente.

Per le decisioni sullo sviluppo e l'adozione degli atti, dei progetti e degli strumenti di cui agli articoli da 10 a 16 e le misure e decisioni adottate in base all'articolo 9, paragrafo 5, terzo comma, all'articolo 9 bis e al capo VI e in deroga al primo comma del presente paragrafo, il consiglio delle autorità di vigilanza delibera a maggioranza qualificata dei membri, quale definita all'articolo 16, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea e all'articolo 3 del protocollo (n. 36) sulle disposizioni transitorie. I membri a tempo pieno del comitato esecutivo e il presidente non partecipano al voto su tali decisioni.";

1 bis. In deroga al paragrafo 1, il consiglio delle autorità di vigilanza è competente ad adottare a maggioranza semplice dei suoi membri le decisioni preparate dal comitato esecutivo ai fini dell'articolo 22, paragrafi 1, 2, 3 e 5, e degli articoli 29 bis, 31 bis, 32 e da 35 ter a 35 nonies a norma dell'articolo 47, paragrafo 3.

Qualora non adotti le decisioni preparate dal comitato esecutivo ai fini dell'articolo 22, paragrafi 1, 2, 3 e 5, e degli articoli 29 bis, 31 bis, 32 e da 35 ter a 35 nonies, il consiglio delle autorità di vigilanza può modificare tali decisioni. Il consiglio delle autorità di vigilanza è competente ad adottare le decisioni modificate a maggioranza dei tre quarti dei suoi membri.

Nel caso in cui il consiglio delle autorità di vigilanza non adotti le decisioni modificate di cui al secondo comma il prima possibile e al più tardi entro quattro mesi, il comitato esecutivo adotta la decisione.";

a bis)  è inserito il seguente paragrafo 1 bis:

1 bis. In deroga al paragrafo 1, il consiglio delle autorità di vigilanza è competente ad adottare a maggioranza semplice dei suoi membri le decisioni preparate dal comitato esecutivo ai fini dell'articolo 22, paragrafi 1, 2, 3 e 5, e degli articoli 29 bis, 31 bis, 32 e da 35 ter a 35 nonies a norma dell'articolo 47, paragrafo 3.

Qualora non adotti le decisioni preparate dal comitato esecutivo ai fini dell'articolo 22, paragrafi 1, 2, 3 e 5, e degli articoli 29 bis, 31 bis, 32 e da 35 ter a 35 nonies, il consiglio delle autorità di vigilanza può modificare tali decisioni. Il consiglio delle autorità di vigilanza è competente ad adottare le decisioni modificate a maggioranza dei tre quarti dei suoi membri.

Nel caso in cui il consiglio delle autorità di vigilanza non adotti le decisioni modificate di cui al secondo comma il prima possibile e al più tardi entro quattro mesi, il comitato esecutivo adotta la decisione.";

b)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Il consiglio delle autorità di vigilanza adotta e pubblica il proprio regolamento interno. Il regolamento interno stabilisce nel dettaglio le modalità di voto.";

c)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. I membri senza diritto di voto e gli osservatori non partecipano alle discussioni del consiglio delle autorità di vigilanza relative a singoli istituti finanziari, salvo se diversamente disposto all'articolo 75, paragrafo 3, o negli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.";

Il primo comma non si applica al presidente e ai membri che sono anche membri del comitato esecutivo ▌.";

(32)  al capo III, sezione 2, il titolo è sostituito dal seguente:

"Sezione 2

Comitato esecutivo";

(33)  l'articolo 45 è sostituito dal seguente:

"Articolo 45Composizione

"1. Il comitato esecutivo comprende il presidente e tre membri a tempo pieno, che sono cittadini di uno Stato membro. Il presidente assegna compiti di carattere politico e manageriale chiaramente definiti a ciascuno dei membri a tempo pieno, in particolare competenze in materia di bilancio e per quanto concerne il programma di lavoro dell'Autorità e la convergenza. Uno dei membri a tempo pieno agisce in qualità di vicepresidente e svolge le funzioni del presidente in caso di assenza o di ragionevole impedimento di quest'ultimo, conformemente al presente regolamento.

2. I membri a tempo pieno sono selezionati in base al merito, alle competenze, alla conoscenza e all'esperienza pratica degli istituti ▌finanziari nell'ambito dei rispettivi modelli di business e dei mercati, in particolare nel settore delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, compresi gli interessi dei consumatori, nonché all'esperienza in materia di vigilanza e regolamentazione finanziaria. I membri a tempo pieno hanno una vasta esperienza manageriale. Almeno uno dei membri a tempo pieno dovrebbe non essere stato assunto da un'autorità nazionale competente nell'anno precedente la nomina. La selezione si basa su un invito generale a presentare candidature pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, a seguito del quale la Commissione redige un elenco ristretto di candidati qualificati consultando il consiglio delle autorità di vigilanza.

La Commissione presenta l'elenco ristretto di candidati al Parlamento europeo per la sua approvazione. A seguito dell'approvazione dell'elenco ristretto di candidati, il Consiglio adotta una decisione di nomina dei membri a tempo pieno del comitato esecutivo ▌. La composizione del comitato esecutivo è equilibrata e proporzionata e riflette l'insieme dell'Unione.

3. Qualora un membro a tempo pieno del comitato esecutivo non sia più in possesso dei requisiti di cui all'articolo 46 o abbia commesso una colpa grave, il Parlamento europeo e il Consiglio possono, di propria iniziativa o a seguito di una proposta della Commissione approvata dal Parlamento europeo, adottare una decisione per rimuovere detto membro dal suo incarico.

4. La durata del mandato dei membri a tempo pieno è di 5 anni ed è rinnovabile una sola volta. Nel corso dei nove mesi che precedono la scadenza del mandato di cinque anni del membro a tempo pieno, il consiglio delle autorità di vigilanza valuta:

a) i risultati conseguiti nel corso del primo mandato e il modo in cui sono stati raggiunti;

b) i doveri e le esigenze dell'Autorità per gli anni successivi.

Tenuto conto di questa valutazione, la Commissione presenta al Consiglio l'elenco dei membri a tempo pieno il cui mandato deve essere rinnovato. Sulla base di tale elenco e tenendo conto della valutazione, il Consiglio può prorogare il mandato dei membri a tempo pieno.";

(34)  è inserito il seguente articolo 45 bis:

"Articolo 45 bisProcesso decisionale

1. Le decisioni del comitato esecutivo sono adottate a maggioranza semplice dei suoi membri. Ogni membro dispone di un voto. In caso di parità, prevale il voto del presidente. Su richiesta del presidente o di almeno tre membri del comitato esecutivo, le decisioni sono deferite al consiglio delle autorità di vigilanza.

2. Il rappresentante della Commissione partecipa alle riunioni del comitato esecutivo senza diritto di voto, tranne per quanto riguarda le questioni di cui all'articolo 63.

3. Il comitato esecutivo adotta e pubblica il proprio regolamento interno.

4. Le riunioni del comitato esecutivo sono convocate dal presidente di propria iniziativa o su richiesta di uno dei membri, e sono presiedute dal presidente.

Il comitato esecutivo si riunisce prima di ogni riunione del consiglio delle autorità di vigilanza e ogni qual volta il comitato esecutivo lo ritenga necessario. Esso riferisce regolarmente al consiglio delle autorità di vigilanza e si riunisce almeno undici volte all'anno.

5. ▌I partecipanti senza diritto di voto non assistono alle discussioni del comitato esecutivo che riguardano singoli istituti finanziari.

5 bis. Il consiglio delle autorità di vigilanza ha il diritto di trasmettere richieste specifiche di informazioni al comitato esecutivo.";

(35)  è inserito il seguente articolo 45 ter:

"Articolo 45 terComitati interni

Il comitato esecutivo può istituire comitati interni per compiti specifici che gli sono attribuiti.»;

(36)  l'articolo 46 è sostituito dal seguente:

"Articolo 46Indipendenza

del comitato esecutivo

I membri del comitato esecutivo agiscono in piena indipendenza e obiettività nell'interesse esclusivo dell'Unione nel suo insieme, senza chiedere né ricevere istruzioni da parte di istituzioni o organi dell'Unione, dai governi ▌o da altri soggetti pubblici o privati.

I membri del comitato esecutivo non detengono cariche a livello nazionale, dell'Unione o internazionale.

Né gli Stati membri, né le istituzioni o gli organi dell'Unione né altri soggetti pubblici o privati cercano di influenzare i membri del comitato esecutivo nell'assolvimento dei loro compiti.";

(37)  l'articolo 47 è sostituito dal seguente:

"Articolo 47Compiti

1. Il comitato esecutivo assicura che l'Autorità assolva la sua missione ed esegua i compiti che le sono affidati a norma del presente regolamento. Esso prende tutte le misure necessarie, in particolare adottando istruzioni amministrative interne e pubblicando avvisi, per assicurare il funzionamento dell'Autorità a norma del presente regolamento.

2. Il comitato esecutivo propone all'adozione del consiglio delle autorità di vigilanza il programma di lavoro annuale e pluriennale.

3. Il comitato esecutivo esercita le sue competenze di bilancio conformemente agli articoli 63 e 64.

Ai fini degli articoli 17 e 19, dell'articolo 22, paragrafo 4, e dell'articolo 30 ▌, il comitato esecutivo è competente ad agire e a prendere le decisioni. Ai fini dell'articolo 22, paragrafi 1, 2, 3 e 5, e degli articoli 29 bis, 31 bis, 32 e da 35 ter a 35 quinquies, il comitato esecutivo è competente a preparare decisioni che sono soggette alla procedura decisionale di cui all'articolo 44, paragrafo 1 bis. Il comitato esecutivo informa il consiglio delle autorità di vigilanza di tutte le decisioni che prepara e adotta.

3 bis. Il comitato esecutivo esamina tutte le questioni che devono essere decise dal consiglio delle autorità di vigilanza ed emette un parere su di esse ▌.

4. Il comitato esecutivo adotta il piano dell'Autorità in materia di politica del personale e, ai sensi dell'articolo 68, paragrafo 2, stabilisce le necessarie modalità di applicazione dello statuto dei funzionari delle Comunità europee ("lo statuto dei funzionari").

5. Il comitato esecutivo adotta le disposizioni particolari relative al diritto di accesso ai documenti dell'Autorità, conformemente all'articolo 72.

6. Il comitato esecutivo sottopone all'approvazione del consiglio delle autorità di vigilanza una relazione annuale sulle attività dell'Autorità, tra cui i compiti del presidente, sulla base del progetto di cui al paragrafo 9 , lettera f).

7. Il comitato esecutivo nomina e revoca i membri della commissione di ricorso a norma dell'articolo 58, paragrafi 3 e 5, tenendo debitamente conto di una proposta del consiglio delle autorità di vigilanza.

I membri del comitato esecutivo rendono pubbliche tutte le riunioni tenute e l'ospitalità ricevuta. Le spese sono registrate pubblicamente secondo quanto disposto dallo statuto dei funzionari.

9. Il membro incaricato svolge i seguenti compiti specifici:

a) esecuzione del programma di lavoro annuale dell'Autorità sotto la guida del consiglio delle autorità di vigilanza e sotto il controllo del comitato esecutivo;

b) adozione di tutte le misure necessarie, in particolare mediante l'adozione di istruzioni amministrative interne e la pubblicazione di avvisi, per assicurare il funzionamento dell'Autorità a norma del presente regolamento;

c) preparazione del programma di lavoro pluriennale di cui all'articolo 47, paragrafo 2;

d) preparazione, entro il 30 giugno di ogni anno, del programma di lavoro per l'anno successivo di cui all'articolo 47, paragrafo 2;

e) redazione di un progetto preliminare di bilancio dell'Autorità a norma dell'articolo 63 ed esecuzione del bilancio dell'Autorità a norma dell'articolo 64;

f) preparazione di un progetto di relazione annuale che comprenda una sezione sulle attività di regolamentazione e di vigilanza dell'Autorità e una sezione sulle questioni finanziarie e amministrative;

g) esercizio, nei confronti del personale dell'Autorità, delle competenze di cui all'articolo 68 e gestione delle questioni relative al personale.»;

(38)  l'articolo 48 è così modificato:

a)    al paragrafo 1, il secondo comma è sostituito dal seguente:

"Il presidente è cittadino di uno Stato membro ed è incaricato di preparare i lavori delle riunioni del consiglio delle autorità di vigilanza e del comitato esecutivo e di presiedere tali riunioni.";

b)    il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Ai fini della selezione del presidente, la Commissione istituisce un comitato di selezione composto da sei personalità indipendenti di alto livello. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione nominano ciascuno due membri del comitato di selezione. Il comitato di selezione nomina il suo presidente tra i suoi membri. Il comitato di selezione decide a maggioranza semplice in merito alla pubblicazione dell'avviso di posto vacante, ai criteri di selezione e al profilo professionale specifico, alla composizione del gruppo di candidati, nonché al metodo utilizzato per valutare detto gruppo al fine di stilare un elenco ristretto, equilibrato dal punto di vista del genere, di almeno due candidati. In caso di parità, prevale il voto del presidente del comitato di selezione.

Il presidente è scelto in base ai meriti, alle competenze e alla conoscenza degli istituti e dei mercati finanziari, in particolare nel settore delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, tramite un invito generale a presentare candidature pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Il presidente ha un considerevole numero di anni di esperienza riconosciuta in materia di vigilanza e regolamentazione finanziarie nonché di esperienza nell'alta dirigenza, è in grado di dimostrare competenze dirigenziali ed elevati livelli di efficienza, abilità e integrità, oltre a possedere una comprovata conoscenza di almeno due lingue ufficiali dell'Unione.

Il comitato di selezione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio l'elenco ristretto di candidati per la posizione di presidente. Il Parlamento europeo può invitare i candidati selezionati ad audizioni a porte chiuse o pubbliche, rivolgere interrogazioni scritte ai candidati, opporsi alla designazione di un candidato e raccomandare il candidato che preferisce. Il Parlamento europeo e il Consiglio adottano una decisione congiunta di nomina del presidente a partire dall'elenco ristretto di candidati.

2 bis. Qualora il presidente non sia più in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento dei suoi compiti, compresi quelli di cui all'articolo 49, o abbia commesso una colpa grave, il Parlamento europeo e il Consiglio possono, a seguito di una proposta della Commissione o di propria iniziativa, adottare una decisione congiunta per rimuoverlo dal suo incarico. Quando elabora la sua proposta, la Commissione consulta le autorità nazionali competenti.";

b bis)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Il mandato del presidente è di otto anni e non è rinnovabile ▌.

c)    il paragrafo 4 ▌ è sostituito dal seguente:

"4. Nel corso dei nove mesi che precedono la scadenza del mandato di otto anni del presidente, il consiglio delle autorità di vigilanza valuta:

a) i risultati conseguiti nel corso del primo mandato e il modo in cui sono stati raggiunti;

b) i doveri e le esigenze dell'Autorità per gli anni successivi.

Ai fini della valutazione di cui al primo comma, il consiglio delle autorità di vigilanza nomina un presidente supplente temporaneo scegliendolo tra i suoi membri.";

d)    il paragrafo 5 è soppresso;

(38 bis)  l'articolo 49 è sostituito dal seguente:

"Articolo 49Indipendenza

del presidente

Fatto salvo il ruolo del consiglio delle autorità di vigilanza in relazione ai compiti del presidente, il presidente non chiede né riceve istruzioni da parte di istituzioni o organi dell'Unione, dai governi ▐ o da altri soggetti pubblici o privati.

Né gli Stati membri, né le istituzioni o gli organi dell'Unione, né altri soggetti pubblici o privati cercano di influenzare il presidente nell'assolvimento dei suoi compiti.

Conformemente allo statuto dei funzionari di cui all'articolo 68, il presidente, terminato l'incarico, è tenuto ad osservare i doveri di onestà e delicatezza nell'accettare determinate funzioni o determinati vantaggi.";

(39)  è inserito il seguente articolo 49 bis:

"Articolo 49 bisSpese

Il presidente rende pubbliche tutte le riunioni tenute con le parti interessate esterne entro un periodo di due settimane successivamente alla riunione e l'ospitalità ricevuta. Le spese sono registrate pubblicamente secondo quanto disposto dallo statuto dei funzionari.»;

(40)  gli articoli 50, 51, 52 e 53 sono soppressi;

(41)  l'articolo 54 è così modificato:

a)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Il comitato congiunto funge da forum in cui l'Autorità coopera regolarmente e strettamente con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea) e l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) per assicurare l'uniformità intersettoriale, tenendo pienamente conto nel contempo delle specificità settoriali, in particolare, se richiesto dal diritto dell'Unione, per quanto concerne:

– i conglomerati finanziari e il consolidamento transfrontaliero,

– la contabilità e la revisione dei conti,

– le analisi microprudenziali degli sviluppi intersettoriali, dei rischi e delle vulnerabilità in termini di stabilità finanziaria,

– i prodotti di investimento al dettaglio,

– la cibersicurezza,

– lo scambio di informazioni e di migliori prassi con il CERS e ▌le AEV,

i servizi finanziari al dettaglio e le tematiche inerenti alla tutela dei consumatori e degli investitori,

l'applicazione del principio di proporzionalità.";

c)  è inserito il seguente paragrafo 2 bis:

"2 bis.   Il comitato congiunto funge da forum in cui l'Autorità coopera regolarmente e strettamente con l'Autorità bancaria europea e con l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati su questioni relative all'interazione tra i compiti dell'Autorità e dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati e i compiti specifici di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettera l), del regolamento (UE) n. 1093/2010 conferiti all'Autorità bancaria europea.";

(42)  l'articolo 55 ▌è sostituito dal seguente:

"Articolo 55Composizione

1. Il comitato congiunto è composto dai presidenti delle AEV ▌.

2. Un membro del comitato esecutivo, un rappresentante della Commissione e il secondo presidente del CERS nonché, se del caso, il presidente di ogni sottocomitato del comitato congiunto sono invitati alle riunioni del comitato congiunto, come anche, se del caso, di ogni sottocomitato di cui all'articolo 57, in qualità di osservatori.

3. Il presidente del comitato congiunto è nominato in base a un sistema di rotazione annuale fra i presidenti delle AEV. Il presidente del comitato congiunto è il secondo vicepresidente del CERS.

4. Il comitato congiunto adotta e pubblica il suo regolamento interno. Il comitato congiunto può invitare osservatori. Il comitato congiunto adotta posizioni comuni per consenso. Il regolamento interno può specificare gli altri partecipanti alle riunioni del comitato congiunto.

Il comitato congiunto si riunisce almeno una volta ogni tre mesi.

4 bis. Il presidente dell'Autorità consulta e informa regolarmente il consiglio delle autorità di vigilanza riguardo alle posizioni assunte nel corso delle riunioni del comitato congiunto e dei suoi sottocomitati.";

(42 bis)  l'articolo 56 è sostituito dal seguente:

"Articolo 56Posizioni congiunte e atti comuni

Nel quadro dei compiti che le sono attribuiti ai sensi del capo II, in particolare in relazione all'attuazione della direttiva 2002/87/CE, ove opportuno, l'Autorità si adopera per adottare posizioni comuni con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea) e l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), a seconda dei casi.

Se richiesto dal diritto dell'Unione, gli atti di cui agli articoli da 10 a 19 del presente regolamento per quanto riguarda l'applicazione della direttiva 2002/87/CE e di qualsiasi altro atto dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, che rientri anche nel settore di competenza dell'Autorità bancaria europea o dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati sono adottati, in parallelo, dall'Autorità, dall'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea) e dall'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), a seconda dei casi.

Qualora la decisione dell'Autorità si discosti dalla posizione congiunta di cui al primo comma o non sia possibile adottare alcuna decisione, l'Autorità informa senza indugio il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione delle sue motivazioni.";

(42 ter)  l'articolo 57 è sostituito dal seguente:

"Articolo 57Sottocomitati

1. Il comitato congiunto può istituire sottocomitati affinché elaborino progetti di posizioni congiunte e di atti comuni per il comitato congiunto.

2. Il sottocomitato è composto dai presidenti delle AEV e da un rappresentante ad alto livello nominato tra il personale in servizio della corrispondente autorità competente di ogni Stato membro.

3. Il sottocomitato elegge tra i rappresentanti delle autorità competenti il presidente, che è altresì osservatore nel comitato congiunto.

3 bis. Ai fini dell'articolo 56, è istituito un sottocomitato per i conglomerati finanziari del comitato congiunto.

4. Il comitato congiunto rende pubblici sul suo sito web tutti i sottocomitati istituti, compresi i loro mandati e un elenco dei loro membri con le rispettive funzioni in seno al sottocomitato.";

(43)  l'articolo 58 è così modificato:

-a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. È istituita la commissione di ricorso delle autorità europee di vigilanza.";

-a bis)  al paragrafo 2, il primo comma è sostituito dal seguente:

2. La commissione di ricorso è composta di sei membri e sei supplenti, persone di indubbio prestigio, che abbiano dato prova delle conoscenze pertinenti in materia di diritto dell'Unione e di esperienza professionale internazionale, a livello sufficientemente elevato in campo bancario, assicurativo, delle pensioni aziendali e professionali, dei mercati azionari o altri servizi finanziari, ad eccezione del personale in servizio delle autorità competenti o di altre istituzioni nazionali o dell'Unione coinvolte nelle attività dell'Autorità e dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione e del gruppo delle parti interessate nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali. I membri sono cittadini di uno Stato membro e hanno una conoscenza approfondita di almeno due lingue ufficiali dell'Unione. La commissione di ricorso è in possesso delle sufficienti competenze giuridiche necessarie a fornire consulenza giuridica sulla legittimità e sulla proporzionalità dell'esercizio dei poteri dell'Autorità.";

a)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Due membri della commissione di ricorso e due supplenti sono nominati dal comitato esecutivo dell'Autorità da un elenco ristretto di candidati proposto dalla Commissione a seguito di un invito a manifestare interesse pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e previa consultazione del consiglio delle autorità di vigilanza.

Dopo aver ricevuto l'elenco ristretto, il Parlamento europeo può invitare i candidati a membri e supplenti a rilasciare una dichiarazione dinanzi allo stesso e a rispondere alle domande poste dai suoi membri prima che siano nominati.

Il Parlamento europeo può invitare i membri della commissione di ricorso a rilasciare una dichiarazione dinanzi allo stesso e a rispondere alle domande poste dai suoi membri ogniqualvolta sia richiesto.";

b)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Il membro della commissione di ricorso nominato dal comitato esecutivo dell'Autorità è rimosso durante il suo mandato solo per colpa grave e se il comitato esecutivo decide in tal senso, previa consultazione del consiglio delle autorità di vigilanza.»;

b bis)  il paragrafo 8 è sostituito dal seguente:

"8. Le AEV assicurano un adeguato sostegno operativo e amministrativo permanente alla commissione di ricorso tramite il comitato congiunto.";

(44)  all'articolo 59, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dal seguente:

"1. I membri della commissione di ricorso sono indipendenti nelle loro decisioni. Essi non sono vincolati da alcuna istruzione. Essi non esercitano altre funzioni in relazione all'Autorità, al suo comitato esecutivo o al suo consiglio delle autorità di vigilanza.";

2. I membri della commissione di ricorso e il personale dell'Autorità che fornisce sostegno operativo e amministrativo non prendono parte a un procedimento di ricorso in cui abbiano un conflitto di interessi, se vi hanno precedentemente preso parte come rappresentanti di una delle parti o se sono intervenuti nell'adozione della decisione oggetto del ricorso.";

(45)  all'articolo 60, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Qualsiasi persona fisica o giuridica, incluse le autorità competenti, può proporre ricorso contro una decisione dell'Autorità di cui agli articoli 16, 16 bis, 17, 18, 19 e 35, anche in merito alla sua proporzionalità, e contro ogni altra decisione adottata dall'Autorità in conformità degli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, avente come destinatario la predetta persona, o contro una decisione che, pur apparendo come una decisione presa nei confronti di un'altra persona, riguardi detta persona direttamente e individualmente.

2. Il ricorso, insieme a una memoria che ne espone i motivi, è presentato per iscritto all'Autorità entro tre mesi dalla data della notifica della decisione alla persona interessata o, in assenza di notifica, dal giorno in cui l'Autorità ha pubblicato la sua decisione.

La commissione di ricorso decide in merito al ricorso nei tre mesi dalla presentazione del ricorso."

(46)  l'articolo 62 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Le entrate dell'Autorità sono costituite, fatte salve altre entrate, da una combinazione di:

a) un contributo integrativo dell'Unione, iscritto nel bilancio generale dell'Unione europea (sezione "Commissione"), che è almeno pari al 35 % delle entrate stimate dell'Autorità;

a bis) i contributi obbligatori delle autorità pubbliche nazionali competenti per la vigilanza degli istituti finanziari fino al 65% delle entrate stimate dell'Autorità;

b) a seconda dell'evoluzione dell'ambito di applicazione della vigilanza specifica degli istituti, i contributi annuali degli istituti finanziari, basati sulle previsioni di spesa annuali relative alle attività previste dal presente regolamento e dagli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, per ogni categoria di partecipanti nell'ambito di competenza dell'Autorità;

c) le commissioni pagate all'Autorità nei casi previsti dai pertinenti strumenti del diritto dell'Unione;

d) i contributi▐ degli Stati membri o degli osservatori;

e) gli oneri per le pubblicazioni, la formazione e gli altri servizi richiesti dalle autorità competenti.

1 bis. Le entrate dell'Autorità non ne compromettono né l'indipendenza né l'obiettività.";

a bis)  al paragrafo 4, è inserito il comma seguente:

"Le stime si basano sugli obiettivi e sui risultati previsti del programma di lavoro annuale di cui all'articolo 47, paragrafo 2, e tengono conto delle risorse finanziarie necessarie per conseguire tali obiettivi e risultati previsti."

b)  è aggiunto il seguente paragrafo:

5. I contributi volontari degli Stati membri e degli osservatori di cui al paragrafo 1, lettera d), non sono accettati se la loro accettazione mette in dubbio l'indipendenza e l'imparzialità dell'Autorità."';

(48)  l'articolo 63 è sostituito dal seguente:

"Articolo 63Formazione del bilancio

1. Ogni anno il membro incaricato elabora un progetto di documento unico di programmazione provvisorio dell'Autorità per i tre esercizi finanziari successivi, che indica le entrate e le spese stimate e informazioni sul personale, sulla base della sua programmazione annuale e pluriennale, e lo trasmette al comitato esecutivo e al consiglio delle autorità di vigilanza, assieme alla tabella dell'organico.

1 bis. Il presidente presenta il progetto di documento unico di programmazione al Parlamento europeo e al Consiglio e, successivamente, il consiglio delle autorità di vigilanza, sulla base del progetto che è stato approvato dal comitato esecutivo, adotta il progetto di documento unico di programmazione per i tre esercizi finanziari successivi.

1 ter. Il ▌ documento unico di programmazione è trasmesso dal comitato esecutivo alla Commissione, al Parlamento europeo e al Consiglio, nonché alla Corte dei conti europea, entro il 31 gennaio. Fatta salva l'adozione del bilancio annuale, il Parlamento europeo approva il documento unico di programmazione.

2. Tenendo conto del ▌ documento unico di programmazione, la Commissione inserisce nel progetto di bilancio dell'Unione le previsioni che ritiene necessarie relativamente all'organico e all'importo del contributo integrativo a carico del bilancio generale dell'Unione conformemente agli articoli 313 e 314 del trattato.

3. L'autorità di bilancio adotta la tabella dell'organico dell'Autorità. L'autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti a titolo del contributo integrativo destinato all'Autorità e approva il limite delle spese totali dell'Autorità.

4. Il bilancio dell'Autorità è adottato dal consiglio delle autorità di vigilanza. Esso diventa definitivo dopo l'adozione definitiva del bilancio generale dell'Unione. Se del caso, si procede agli opportuni adeguamenti.

5. Il comitato esecutivo notifica senza indugio all'autorità di bilancio che intende attuare un progetto che può avere implicazioni finanziarie significative per il finanziamento del suo bilancio, in particolare per quanto riguarda i progetti in campo immobiliare, quali la locazione o l'acquisto di edifici.

5 bis.  L'autorità di bilancio autorizza qualsiasi progetto che possa avere implicazioni finanziarie significative o a lungo termine per il finanziamento del bilancio dell'Autorità, in particolare per quanto riguarda i progetti in campo immobiliare, quali la locazione o l'acquisto di edifici, comprese le clausole di rescissione anticipata.";

(49)  l'articolo 64 è sostituito dal seguente:

Articolo 64Esecuzione e controllo del bilancio

"1. Il membro incaricato esercita le funzioni di ordinatore e dà esecuzione al bilancio annuale dell'Autorità.

2. Il contabile dell'Autorità, che è indipendente, trasmette i conti provvisori al contabile della Commissione e alla Corte dei conti entro il 1º marzo dell'esercizio successivo. L'articolo 70 non osta a che l'Autorità fornisca alla Corte dei conti europea ogni eventuale informazione richiesta dalla Corte che rientri nelle competenze di quest'ultima.

3. Il contabile dell'Autorità trasmette entro il 1º marzo dell'esercizio successivo le informazioni contabili necessarie ai fini del consolidamento al contabile della Commissione, secondo le modalità e il formato stabiliti dal contabile.

4. Il contabile dell'Autorità trasmette la relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio ai membri del consiglio delle autorità di vigilanza, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti entro il 31 marzo dell'esercizio successivo.

5. Dopo aver tenuto conto delle osservazioni della Corte dei conti sui conti provvisori dell'Autorità, conformemente alle disposizioni dell'articolo 148 del regolamento finanziario, il contabile dell'Autorità, agendo sotto la propria responsabilità, redige i conti definitivi dell'Autorità. Il membro incaricato li trasmette al consiglio delle autorità di vigilanza, che formula un parere su tali conti.

6. Il contabile dell'Autorità trasmette i conti definitivi, accompagnati dal parere del consiglio delle autorità di vigilanza, entro il 1º luglio dell'esercizio successivo al contabile della Commissione, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti.

Il contabile dell'Autorità trasmette inoltre al contabile della Commissione, entro il 1º luglio, una rendicontazione in un formato standard stabilito dal contabile della Commissione ai fini del consolidamento.

7. I conti definitivi sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 15 novembre dell'esercizio successivo.

8. Entro il 30 settembre il membro incaricato invia alla Corte dei conti una risposta alle osservazioni di quest'ultima. Invia tale risposta anche al comitato esecutivo e alla Commissione.

9. Il membro incaricato presenta al Parlamento europeo, su richiesta di quest'ultimo, come previsto all'articolo 165, paragrafo 3, del regolamento finanziario, ogni informazione necessaria per la corretta applicazione della procedura di discarico per l'esercizio finanziario in questione.

10. Il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, dà discarico, entro il 15 maggio dell'anno N+2, all'Autorità sull'esecuzione del bilancio dell'esercizio finanziario N.

10 bis. L'Autorità formula un parere motivato sulla posizione del Parlamento europeo e su qualsiasi altra osservazione formulata dallo stesso nell'ambito della procedura di discarico.";

(49 bis)  è inserito il seguente articolo 64 bis:

"Articolo 64 bisAudit interno dell'Autorità

L'Autorità istituisce un comitato di audit interno che presenta al Parlamento europeo e al Consiglio un parere sul discarico relativo alla parte del bilancio che non è a carico del bilancio dell'Unione.";

(50)  l'articolo 65 è sostituito dal seguente:

"Articolo 65Disposizioni finanziarie

Le disposizioni finanziarie applicabili all'Autorità sono adottate dal comitato esecutivo previa consultazione della Commissione. Tali disposizioni possono discostarsi dal regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione*, per gli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 solo se lo richiedono le esigenze operative specifiche dell'Autorità e unicamente previo accordo della Commissione.

*Regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42).";

(51)  all'articolo 66, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Al fine di lottare contro la frode, la corruzione ed altre attività illegali si applica all'Autorità senza limitazioni il regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio*.

*Regolamento (UE) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1).";

(52)  l'articolo 68 è così modificato:

a)  i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Al personale dell'Autorità, compresi i membri a tempo pieno del comitato esecutivo e il presidente, si applicano lo statuto dei funzionari e il regime applicabile agli altri agenti nonché le regole adottate congiuntamente dalle istituzioni dell'Unione ai fini della loro applicazione.  

2. Il comitato esecutivo, in accordo con la Commissione, adotta le misure di applicazione necessarie a norma delle disposizioni dell'articolo 110 dello statuto dei funzionari.»;

b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. Il comitato esecutivo adotta disposizioni che consentano di ricorrere a esperti nazionali distaccati dagli Stati membri presso l'Autorità.";

(53)  l'articolo 70 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. I membri del consiglio delle autorità di vigilanza e tutto il personale dell'Autorità, ivi compresi i funzionari temporaneamente distaccati dagli Stati membri e tutte le altre persone che svolgono compiti per l'Autorità su base contrattuale, sono soggetti all'obbligo del segreto professionale conformemente all'articolo 339 TFUE e alle disposizioni della pertinente normativa dell'Unione, anche dopo la cessazione dalle loro funzioni.

L'articolo 16 dello statuto dei funzionari si applica a tutto il personale dell'Autorità, tra cui i funzionari temporaneamente distaccati dagli Stati membri e tutte le altre persone che svolgono compiti per l'Autorità su base contrattuale.";

b)  al paragrafo 2, il secondo comma è sostituito dal seguente:

"L'obbligo di cui al paragrafo 1 e al primo comma del presente paragrafo non impedisce all'Autorità e alle autorità competenti di utilizzare le informazioni per garantire l'osservanza degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, in particolare nelle procedure di adozione delle decisioni.";

c)  è inserito il seguente paragrafo 2 bis:

"2 bis. Il comitato esecutivo e il consiglio delle autorità di vigilanza garantiscono che le persone che forniscono servizi, direttamente o indirettamente, in modo permanente o occasionale, connessi ai compiti dell'Autorità, compresi i funzionari e le altre persone autorizzate dal comitato esecutivo e dal consiglio delle autorità di vigilanza o designate dalle autorità competenti a tal fine, siano soggette all'obbligo del segreto professionale in maniera equivalente a quanto previsto ai precedenti paragrafi.

Lo stesso obbligo del segreto professionale si applica anche agli osservatori che partecipano alle riunioni del comitato esecutivo e del consiglio delle autorità di vigilanza e che partecipano alle attività dell'Autorità.";

d)  i paragrafi 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:

"3. I paragrafi 1 e 2 non ostano a che l'Autorità proceda allo scambio di informazioni con le autorità competenti previsto dal presente regolamento e da altra normativa dell'Unione ▌.

I paragrafi 1 e 2 non si applicano alle persone che segnalano o comunicano informazioni in relazione a una minaccia o a un pregiudizio al pubblico interesse nel contesto del loro rapporto di lavoro..

Le informazioni di cui al paragrafo 2 sono coperte dal segreto professionale di cui ai paragrafi 1 e 2. L'Autorità inserisce nel proprio regolamento interno le disposizioni pratiche per l'attuazione delle norme di riservatezza di cui ai paragrafi 1 e 2.

4. L'Autorità applica la decisione (UE, Euratom) 2015/444 della Commissione.

4 bis. L'Autorità dispone di canali di segnalazione dedicati per ricevere e gestire informazioni fornite da un soggetto segnalante in merito a violazioni effettive o potenziali degli atti dell'Unione, abusi del diritto o casi di malamministrazione.";

(54)  ▌l'articolo 71 è sostituito dal seguente:

"Il presente regolamento fa salvi gli obblighi a carico degli Stati membri in relazione al trattamento dei dati personali di cui al regolamento (UE) 2016/679 o gli obblighi a carico dell'Autorità in relazione al trattamento dei dati personali di cui al regolamento (UE) n. 2018/XXX (regolamento sulla protezione dei dati per le istituzioni e gli organismi dell'UE) nell'esercizio delle sue competenze.";

(55)  all'articolo 72, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Il comitato esecutivo adotta le disposizioni pratiche per l'attuazione del regolamento (CE) n. 1049/2001.";

(56)  all'articolo 73, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Il comitato esecutivo decide riguardo al regime linguistico interno dell'Autorità.";

(57)  all'articolo 74, il primo comma è sostituito dal seguente:

"Le necessarie disposizioni relative all'ubicazione dell'Autorità nello Stato membro in cui si trova la sede e alle strutture messe a disposizione dal predetto Stato membro, nonché le norme specifiche applicabili in tale Stato membro al personale dell'Autorità e ai loro familiari, sono fissate in un accordo sulla sede concluso, previa approvazione del comitato esecutivo, fra l'Autorità e il predetto Stato membro.";

(57 bis)  all'articolo 75, i paragrafi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

"2. L'Autorità coopera con i paesi terzi di cui al paragrafo 1 che applichino una normativa riconosciuta come equivalente nei settori di competenza dell'Autorità di cui all'articolo 1, paragrafo 2, come previsto negli accordi internazionali conclusi dall'Unione conformemente all'articolo 218 TFUE.

3. Conformemente alle pertinenti disposizioni degli accordi di cui ai paragrafi 1 e 2, sono elaborate disposizioni dirette a precisare, in particolare, la natura, la portata e le modalità della partecipazione dei paesi di cui al paragrafo 1, in particolare per quanto riguarda i paesi che sono membri dello Spazio economico europeo, ai lavori dell'Autorità, comprese le disposizioni relative ai contributi finanziari e al personale. Esse possono prevedere una rappresentanza nella governance dell'Autorità in qualità di osservatore, ma assicurano che detti paesi non partecipino alle discussioni relative a singoli istituti finanziari, tranne qualora esista un interesse diretto.";

(58)  è inserito il seguente articolo 75 bis:

"Articolo 75 bisEsercizio della delega

1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

3. La delega di potere di cui all'articolo 35 quinquies, paragrafo 2, secondo comma, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4. Prima di adottare un atto delegato, la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro conformemente ai principi stabiliti dall'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.

5. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

6. L'atto delegato adottato a norma dell'articolo 35 quinquies, paragrafo 2, secondo comma, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di tre mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.";

(59)  l'articolo 76 è sostituito dal seguente:

"Articolo 76Rapporti con il CEIOPS

L'Autorità succede giuridicamente al CEIOPS. Entro la data d'istituzione dell'Autorità, tutto l'attivo e il passivo e tutte le operazioni del CEIOPS rimaste in sospeso sono trasferiti automaticamente all'Autorità. Il CEIOPS redige un documento attestante lo stato patrimoniale alla data del trasferimento. Tale documento è sottoposto a revisione contabile e approvato dal CEIOPS e dalla Commissione.";

(60)  è inserito il seguente articolo 77 bis:

"Articolo 77 bisDisposizioni transitorie

I compiti e la posizione del direttore esecutivo, nominato in conformità del presente regolamento ▌modificato da ultimo dalla direttiva 2014/51/UE e in carica il [UP: inserire la data corrispondente a 3 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], terminano in tale data.

I compiti e la posizione del presidente, nominato in conformità del presente regolamento ▌modificato da ultimo dalla direttiva 2014/51/UE e in carica il [UP: inserire la data corrispondente a 3 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], continuano fino alla scadenza.

I compiti e la posizione dei membri del consiglio di amministrazione, nominati in conformità del presente regolamento ▌modificato da ultimo dalla direttiva 2014/51/UE e in carica il [UP: inserire la data corrispondente a 3 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], terminano in tale data.";

(60 bis)  l'articolo 79 è soppresso;

(60 ter)  l'articolo 80 è soppresso;

(60 quater)  l'articolo 81 è sostituito dal seguente:

"Articolo 81

Clausola di revisione

1. Entro il … [18 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento] e, in seguito, ogni tre anni, la Commissione pubblica una relazione generale sull'esperienza acquisita grazie all'operato dell'Autorità e alle procedure di cui al presente regolamento. La relazione valuta tra l'altro:

a) l'efficacia e la convergenza nelle prassi di vigilanza raggiunta dalle autorità competenti;

i) l'indipendenza ▌delle autorità competenti e la convergenza negli standard equivalenti alla governance;

ii) l'imparzialità, l'obiettività e l'autonomia dell'Autorità;

b) il funzionamento dei collegi delle autorità di vigilanza;

c) i progressi compiuti verso la convergenza nei settori della prevenzione, della gestione e della risoluzione delle crisi, inclusi i meccanismi di finanziamento dell'Unione;

d) il ruolo dell'Autorità riguardo al rischio sistemico;

e) l'applicazione della clausola di salvaguardia di cui all'articolo 38;

f) l'applicazione del ruolo di mediazione vincolante di cui all'articolo 19;

f bis) il funzionamento del processo decisionale del comitato congiunto.

2. La relazione di cui al paragrafo 1 valuta inoltre:

a) se sia opportuno continuare una vigilanza separata di banche, assicurazioni, pensioni aziendali e professionali, strumenti e mercati finanziari;

b) se sia opportuno iniziare la vigilanza prudenziale e supervisionare l'esercizio dell'attività in modo distinto o tramite un'unica autorità di vigilanza;

c) se sia opportuno semplificare e rafforzare la struttura del SEVIF onde aumentare la coerenza tra i livelli macro e micro e tra le AEV;

d) se l'evoluzione del SEVIF sia coerente con l'evoluzione globale;

e) se la composizione del SEVIF presenti sufficiente diversificazione ed eccellenza;

f) se siano adeguate la responsabilità e la trasparenza per quanto riguarda gli obblighi di pubblicazione;

g) se le risorse dell'Autorità siano adeguate per consentirle di adempiere alle sue responsabilità;

h) se sia opportuno mantenere la sede dell'Autorità ovvero riunire le AEV in un'unica sede al fine di migliorarne il coordinamento.

2 bis. Nell'ambito della relazione generale di cui al paragrafo 1, la Commissione, previa consultazione di tutte le pertinenti autorità e parti interessate, effettua una valutazione esaustiva dell'attuazione, del funzionamento e dell'efficacia dell'emanazione di lettere di non intervento a norma dell'articolo 9 bis del presente regolamento.

2 ter. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio entro il [18 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento] le valutazioni di cui al paragrafo 2 bis, corredate, se del caso, di proposte legislative.

3. Riguardo alla questione della vigilanza diretta di istituzioni o infrastrutture di portata paneuropea e tenuto conto degli sviluppi del mercato, della stabilità del mercato interno e della coesione dell'Unione nel suo complesso, la Commissione elabora una relazione annuale sull'opportunità di attribuire all'Autorità ulteriori competenze di vigilanza in questo settore.

4. La relazione e le eventuali proposte di accompagnamento sono trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio.".

Articolo 3

Modifiche del regolamento (UE) n. 1095/2010

Il regolamento (UE) 1095/2010 è così modificato:

(1)  l'articolo 1 è così modificato:

a)    il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. L'Autorità opera nel quadro dei poteri conferiti dal presente regolamento e nell'ambito di applicazione delle direttive 97/9/CE, 98/26/CE, 2001/34/CE, 2002/47/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE, 2009/65/UE, 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio*, del regolamento 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio**, della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio***, dei regolamenti (CE) n. 1060/2009, (UE) n. 909/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio****, (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio*****, della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio******, e del regolamento (UE) n. 648/2012, e, nella misura in cui tali atti si applicano alle società che prestano servizi d'investimento o agli organismi d'investimento collettivo che commercializzano le proprie quote o azioni e alle relative autorità di vigilanza competenti, nell'ambito delle parti pertinenti delle direttive 2002/87/CE ▌e 2002/65/CE, nonché delle direttive, dei regolamenti e delle decisioni basati su tali atti, e di ogni altro atto giuridicamente vincolante dell'Unione che attribuisca compiti all'Autorità.

*Direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2011, sui gestori di fondi di investimento alternativi, che modifica le direttive 2003/41/CE e 2009/65/CE e i regolamenti (CE) n. 1060/2009 e (UE) n. 1095/2010 (GU L 174 dell'1.7.2011, pag. 1).

**Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, relativo all'applicazione di principi contabili internazionali (GU L 243 dell'11.9.2002, pag. 1).

***Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio (GU L 182 del 29.6.2013, pag. 19).

****Regolamento (UE) n. 909/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, relativo al miglioramento del regolamento titoli nell'Unione europea e ai depositari centrali di titoli e recante modifica delle direttive 98/26/CE e 2014/65/UE e del regolamento (UE) n. 236/2012 (GU L 257 del 28.8.2014, pagg. 1-72).

*****Regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, sui mercati degli strumenti finanziari e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (GU L 173 del 12.6.2014, pagg. 84-148).

******Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (GU L 173 del 12.6.2014, pagg. 349-496).";

a bis)    il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. L'Autorità opera altresì nel settore di attività dei partecipanti ai mercati, in relazione a questioni non direttamente contemplate negli atti di cui al paragrafo 2, incluse le questioni relative alla governance, alla revisione contabile e all'informativa finanziaria, tenendo conto di modelli aziendali sostenibili e dell'integrazione di fattori di carattere ambientale, sociale e di governance, purché tali azioni dell'Autorità siano necessarie per assicurare l'applicazione effettiva e coerente di tali atti. L'Autorità agisce inoltre, secondo necessità, relativamente alle offerte d'acquisto, alla compensazione e regolamento e ai derivati.";

b)    è inserito il seguente paragrafo 3 bis:

"3 bis. Il presente regolamento si applica fatti salvi gli altri atti dell'Unione che conferiscono all'Autorità le funzioni di autorizzazione o di vigilanza e i poteri corrispondenti.";

b bis)    il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. L'obiettivo dell'Autorità è proteggere l'interesse pubblico contribuendo alla stabilità e all'efficacia a breve, medio e lungo termine del sistema finanziario a beneficio dell'economia dell'Unione, dei suoi cittadini e delle sue imprese. Nell'ambito delle proprie competenze, l'Autorità contribuisce a:

a) migliorare il funzionamento del mercato interno, con particolare riguardo a un livello di regolamentazione e di vigilanza valido, efficace e uniforme;

b) garantire l'integrità, la trasparenza, l'efficienza e il regolare funzionamento dei mercati finanziari;

c) rafforzare il coordinamento internazionale in materia di vigilanza;

d) impedire l'arbitraggio regolamentare e promuovere pari condizioni di concorrenza;

e) assicurare che il rischio di credito e altri rischi siano adeguatamente regolamentati e oggetto di opportuna vigilanza; ▐

f) aumentare la protezione dei consumatori e degli investitori;

f bis) rafforzare la convergenza in materia di vigilanza nel mercato interno, anche promuovendo un approccio alla vigilanza dell'esercizio dell'attività basato sul rischio.

A tali fini, l'Autorità contribuisce ad assicurare l'applicazione uniforme, efficiente ed efficace degli atti di cui al paragrafo 2, favorisce la convergenza in materia di vigilanza e fornisce pareri al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione in conformità dell'articolo 16 bis.

Nell'esecuzione dei compiti conferitile dal presente regolamento, l'Autorità presta una speciale attenzione a qualsiasi rischio sistemico posto dagli istituti finanziari il cui fallimento è suscettibile di pregiudicare il funzionamento del sistema finanziario o dell'economia reale.

Nello svolgimento dei suoi compiti l'Autorità agisce in maniera indipendente, obiettiva, non discriminatoria e trasparente, nell'interesse di tutta l'Unione, e rispetta il principio di proporzionalità. L'Autorità applica i principi di responsabilità e integrità e assicura che tutte le parti interessate siano trattate equamente a tale riguardo.

Il contenuto e la forma delle azioni e delle misure dell'Autorità si limitano a quanto necessario a conseguire gli obiettivi del presente regolamento o degli atti di cui al paragrafo 2 e sono proporzionati alla natura, alla portata e alla complessità dei rischi insiti nell'attività di un'istituzione o dei mercati interessati dall'azione dell'Autorità.";

(2)  l'articolo 2 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. L'Autorità fa parte del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (SEVIF). Lo scopo principale del SEVIF è garantire che le norme applicabili al settore finanziario siano attuate in modo adeguato per preservare la stabilità finanziaria, creare fiducia nell'intero sistema finanziario e assicurare un'efficace e sufficiente protezione dei consumatori di servizi finanziari.";

b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. In virtù del principio di leale cooperazione di cui all'articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea, le parti del SEVIF cooperano con fiducia e nel pieno rispetto reciproco, in particolare garantendo lo scambio ▌di informazioni utili e affidabili tra di esse e in relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.";

c)  al paragrafo 5 è inserito il seguente comma:

"I riferimenti alla vigilanza contenuti nel presente regolamento comprendono tutte le pertinenti attività, fatte salve le competenze nazionali, di tutte le autorità competenti che devono essere effettuate conformemente agli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.";

(2 bis)  l'articolo 3 è sostituito dal seguente:

"Articolo 3Responsabilità

del Sistema europeo di vigilanza finanziaria

1. Le Autorità di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettere da a) a e), sono responsabili dinanzi al Parlamento europeo e al Consiglio.

2. Nel corso di indagini condotte dal Parlamento europeo a norma dell'articolo 226 TFUE, l'Autorità collabora pienamente con il Parlamento europeo.

3. Il consiglio delle autorità di vigilanza adotta una relazione annuale sulle attività dell'Autorità, compresa l'esecuzione dei compiti del presidente, e la trasmette, entro il 15 giugno di ogni anno, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e al Comitato economico e sociale europeo. La relazione è resa pubblica.

Nella relazione annuale di cui al primo comma, l'Autorità include informazioni sugli accordi amministrativi concordati con le autorità di vigilanza, sulle organizzazioni internazionali o sulle amministrazioni di paesi terzi, sull'assistenza fornita dall'Autorità alla Commissione nell'elaborazione delle decisioni di equivalenza e sull'attività di monitoraggio svolta dall'Autorità a norma dell'articolo 33.

4. Su richiesta del Parlamento europeo, il presidente partecipa a un'audizione dinanzi al Parlamento europeo dedicata alle prestazioni dell'Autorità. Un'audizione ha luogo almeno una volta ogni anno. Il presidente fa una dichiarazione dinanzi al Parlamento europeo e risponde a eventuali domande poste dai suoi membri ogni volta che ne sia richiesto.

5. Qualora richiesto, il presidente trasmette al Parlamento europeo una relazione scritta sulle attività dell'Autorità almeno quindici giorni prima della dichiarazione di cui al paragrafo 1 quater.

6. Oltre alle informazioni di cui agli articoli da 11 a 18 e agli articoli 20 e 33, la relazione include anche le eventuali informazioni pertinenti richieste dal Parlamento europeo su una base puntuale.

7. L'Autorità risponde oralmente o per iscritto alle interrogazioni rivoltele dal Parlamento europeo o dal Consiglio entro cinque settimane dal ricevimento dell'interrogazione.

8. Su richiesta, il presidente tiene discussioni orali riservate a porte chiuse con il presidente, i vicepresidenti e i coordinatori della commissione competente del Parlamento europeo quando tali discussioni sono necessarie all'esercizio dei poteri del Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 226 TFUE. Tutti i partecipanti rispettano l'obbligo del segreto professionale.

9. L'Autorità istituisce un registro dei documenti e del relativo stato di accessibilità.

10. L'Autorità fornisce al Parlamento europeo un resoconto puntuale dei lavori delle riunioni dell'Organizzazione internazionale delle commissioni sui valori mobiliari, del Consiglio per la stabilità finanziaria e dell'Organismo internazionale di normalizzazione contabile, nonché di qualsiasi altro organismo o istituzione internazionale competente o con influenza in materia di vigilanza degli strumenti e dei mercati.";

(3)  all'articolo 4, punto 3, il punto ii) è sostituito dal seguente:

"ii) in relazione alle direttive 2002/65/CE e (UE) 2015/849, le autorità competenti ad assicurare l'osservanza dei requisiti di dette direttive da parte delle società che prestano servizi d'investimento o degli organismi d'investimento collettivo che commercializzano le proprie quote o azioni;";

(4)  l'articolo 6 è così modificato:

a)    il punto 2) è sostituito dal seguente:

" 2) un comitato esecutivo, che svolge i compiti di cui all'articolo 47;";

b)    il punto 4) è soppresso;

(4 bis)  l'articolo 7 è sostituito dal seguente:

"Articolo 7Sede

L'Autorità ha sede a Parigi (Francia).

L'ubicazione della sede dell'Autorità non influisce sull'esercizio dei suoi compiti e dei suoi poteri, sull'organizzazione della sua struttura di governance, sul funzionamento della sua organizzazione principale o sul finanziamento principale delle sue attività, mentre consente, se del caso, la condivisione con agenzie dell'Unione dei servizi di supporto amministrativo e di gestione delle infrastrutture che non sono connessi alle attività principali dell'Autorità. Entro il … [data di applicazione del presente regolamento modificativo], e successivamente ogni 12 mesi, la Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito al rispetto di tale requisito da parte delle autorità europee di vigilanza.";

(5)  l'articolo 8 è così modificato:

a)    il paragrafo 1 è così modificato:

-i)  la lettera a) è così modificata:

"a) contribuisce, sulla base degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, all'elaborazione di norme e prassi comuni di regolamentazione e vigilanza di elevata qualità, in particolare ▌elaborando ▌progetti di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione, orientamenti, raccomandazioni e altre atte misure, tra cui pareri, in conformità dell'articolo 16 bis;";

i)  è inserita la seguente lettera a bis):

"a bis) elabora e mantiene aggiornato un manuale di vigilanza dell'Unione sulla vigilanza dei partecipanti ai mercati finanziari nell'Unione che definisce le migliori prassi in materia di vigilanza e metodologie e processi di elevata qualità e tiene conto, tra l'altro, dell'evoluzione delle prassi e dei modelli aziendali e delle dimensioni dei partecipanti ai mercati finanziari e dei mercati finanziari;";

ii bis)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) contribuisce all'applicazione uniforme degli atti giuridicamente vincolanti dell'Unione, in particolare contribuendo a una cultura comune della vigilanza, assicurando l'applicazione uniforme, efficiente ed efficace degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, impedendo l'arbitraggio regolamentare, promuovendo e monitorando l'indipendenza della vigilanza, mediando e risolvendo controversie tra autorità competenti, assicurando una vigilanza efficace e coerente sui partecipanti ai mercati finanziari, garantendo il funzionamento uniforme dei collegi delle autorità di vigilanza e prendendo provvedimenti, anche in situazioni di emergenza;";

ii)  le lettere e) e f) sono sostituite dalle seguenti:

"e) organizza ed effettua verifiche delle autorità competenti, con il sostegno delle autorità nazionali competenti, e, in tale contesto, formula ▌raccomandazioni destinate a dette autorità e individua le migliori prassi, e formula in tale contesto orientamenti al fine di rafforzare l'uniformità dei risultati di vigilanza;

f) sorveglia e valuta gli sviluppi di mercato nel suo settore di competenza, inclusi, se del caso, gli sviluppi inerenti all'andamento dei servizi finanziari innovativi e gli sviluppi inerenti ai fattori di carattere ambientale, sociale e di governance;";

ii bis)  la lettera g) è sostituita dalla seguente:

"g) svolge analisi ▌dei mercati per coadiuvare l'Autorità nell'espletamento dei propri compiti;";

iii)  la lettera h) è sostituita dalla seguente:

"h) promuove, se del caso, la tutela dei consumatori e investitori, in particolare per quanto riguarda le carenze in un contesto transfrontaliero e tenendo conto dei relativi rischi;";

iii bis)  sono inserite le lettere i bis) e i ter) seguenti:

"i bis) coordina le attività di contrasto tra le autorità competenti;

i ter) contribuisce alla definizione di una strategia comune dell'Unione in materia di dati finanziari;";

iii ter)  è inserita la seguente lettera k bis):

"k bis) pubblica sul suo sito web, e aggiorna regolarmente, tutte le norme tecniche di regolamentazione, le norme tecniche di attuazione, gli orientamenti, le raccomandazioni e le domande e risposte per ciascun atto legislativo di cui all'articolo 1, paragrafo 2, comprese panoramiche dello stato di avanzamento delle attività in corso e della tempistica prevista per l'adozione dei progetti di norme tecniche di regolamentazione, dei progetti di norme tecniche di attuazione, degli orientamenti, delle raccomandazioni e delle domande e risposte. Tali informazioni sono rese disponibili in tutte le lingue di lavoro dell'Unione europea.";

iv)  la lettera l) è soppressa;

b)  è inserito un nuovo paragrafo 1 bis:

"1 bis. Nello svolgimento dei suoi compiti in conformità del presente regolamento, l'Autorità:

a) fa uso di tutti i poteri di cui dispone;

b) tenendo in debita considerazione l'obiettivo primario di garantire la sicurezza e la solidità dei partecipanti ai mercati finanziari, tiene pienamente conto delle diverse tipologie, dimensioni e modelli aziendali dei partecipanti ai mercati finanziari;

c) tiene conto dell'innovazione tecnologica, di modelli aziendali innovativi e sostenibili e dell'integrazione di fattori di carattere ambientale e sociale e di governance.";

c)  al paragrafo 2 è modificato quanto segue:

i)  è inserita la lettera c bis) seguente:

"c bis) formulare le raccomandazioni di cui agli articoli 29 bis e 31 bis;";

i bis) è inserita la lettera d bis) seguente:

"d bis) emettere segnalazioni conformemente all'articolo 9, paragrafo 3;";

i ter) sono inserite le lettere g bis), g ter) e g quater) seguenti:

"g bis) emanare pareri rivolti al Parlamento europeo, al Consiglio o alla Commissione, come previsto all'articolo 16 bis;";

g ter) rispondere alle domande, conformemente all'articolo 16 ter;

g quater) emanare lettere di non intervento limitato nel tempo, conformemente all'articolo 9 bis;";

ii)  la lettera h) è sostituita dalla seguente:

"raccogliere le informazioni necessarie relative agli istituti finanziari, come previsto agli articoli 35 e 35 ter;";

d)  è aggiunto il seguente paragrafo 3:

"3. Nello svolgimento dei compiti di cui al presente articolo, l'Autorità rispetta rigorosamente le leggi di livello 1 e le misure di livello 2 e applica i principi di proporzionalità e del "legiferare meglio", comprese le valutazioni d'impatto, le analisi dei costi e benefici e le consultazioni pubbliche aperte.

Le consultazioni pubbliche aperte di cui agli articoli 10, 15, 16 e 16 bis sono condotte nel modo più ampio possibile per garantire un approccio inclusivo nei confronti di tutte le parti interessate e concedono alle stesse un tempo ragionevole per rispondere. L'Autorità fornisce e pubblica riscontri in merito a come le informazioni e le opinioni raccolte nell'ambito della consultazione sono state utilizzate in un progetto di norme tecniche di regolamentazione, un progetto di norme tecniche di attuazione, orientamenti, raccomandazioni e pareri.

L'Autorità sintetizza il contributo ricevuto dalle parti interessate in maniera tale da consentire la comparabilità dei risultati delle consultazioni pubbliche su questioni simili.";

(6)  l'articolo 9 è così modificato:

-a)  al paragrafo 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a) la raccolta, l'analisi e l'informativa sulle tendenze dei consumatori, quali ad esempio l'andamento dei costi e delle tariffe dei servizi e dei prodotti finanziari al dettaglio negli Stati membri;";

-a bis)  al paragrafo 1, sono aggiunte le lettere d bis) e d ter) seguenti:

"d bis)  il contributo a favore di condizioni di parità nel mercato unico, in cui consumatori e altri utenti di servizi finanziari abbiano un accesso equo a servizi e prodotti finanziari nonché mezzi di ricorso comparabili;

d ter)  il coordinamento delle attività di acquisti anonimi (mistery shopping) delle autorità competenti.";

b)    il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. L'Autorità esegue il monitoraggio delle attività finanziarie nuove ed esistenti e può adottare orientamenti e raccomandazioni in conformità dell'articolo 16 volti a promuovere la sicurezza e la solidità dei mercati e la convergenza e l'efficacia delle prassi di regolamentazione e di vigilanza.

2 bis. Nell'ambito delle proprie competenze, l'Autorità elabora norme sulla condotta delle attività di vigilanza sulle imprese all'intenzione delle autorità nazionali competenti, ad esempio sui poteri e sui compiti minimi. ";

c)    il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. L'Autorità istituisce, come parte integrante dell'Autorità stessa, un comitato sulla proporzionalità, per assicurare che le differenze relative alla natura, all'entità e alla complessità dei rischi, dell'evoluzione delle prassi e dei modelli aziendali e delle dimensioni degli istituti e dei mercati finanziari si riflettano nel lavoro dell'Autorità, come pure un comitato sulla tutela dei consumatori e sull'innovazione finanziaria, che riunisce tutte le pertinenti autorità ▌competenti e le autorità responsabili della tutela dei consumatori al fine di rafforzare tale tutela e conseguire un approccio coordinato nella regolamentazione e nella vigilanza delle attività finanziarie nuove o innovative e di fornire all'Autorità le consulenze da sottoporre al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione. L'Autorità collabora strettamente con il Comitato europeo per la protezione dei dati per evitare duplicazioni, incoerenze e incertezza del diritto nel settore della protezione dei dati. L'Autorità può anche includere le autorità nazionali di protezione dei dati nel quadro del comitato.";

b bis)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. L'Autorità può proibire o limitare temporaneamente la commercializzazione, la distribuzione o la vendita di taluni prodotti, strumenti o attività finanziari che sono potenzialmente in grado di provocare ingenti danni finanziari ai consumatori o che mettono a repentaglio il corretto funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità generale o parziale del sistema finanziario dell'Unione nei casi e alle condizioni specificati negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, oppure, se così richiesto, in caso di necessità dovuta a situazioni di emergenza in conformità e a norma delle condizioni di cui all'articolo 18.

L'Autorità riesamina la decisione di cui al primo comma a intervalli adeguati, non appena possibile e almeno una volta ogni sei mesi. L'Autorità può rinnovare due volte il divieto o la limitazione, i quali, trascorso il periodo, diventano permanenti, salvo diversa decisione dell'Autorità.

Uno Stato membro può chiedere all'Autorità di riconsiderare la decisione. In tal caso l'Autorità decide secondo la procedura di cui all'articolo 44, paragrafo 1, secondo comma, se mantenere la decisione.

L'Autorità può altresì valutare la necessità di proibire o limitare determinati tipi di attività o prassi finanziarie e, qualora si presenti tale necessità, informarne la Commissione e le autorità competenti per facilitare l'adozione di tale eventuale divieto o limitazione.";

(6 bis)  è inserito l'articolo 9 bis seguente:

"Articolo 9bis

Lettere di non intervento limitato nel tempo

1.  In circostanze eccezionali e ove siano soddisfatte le condizioni di cui al presente paragrafo, l'Autorità può, in coordinamento con tutte le pertinenti autorità competenti, emanare lettere di non intervento limitato nel tempo in relazione a specifiche disposizioni del diritto dell'Unione che si basano sugli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2. Tali lettere costituiscono un impegno temporaneo dell'Autorità e di tutte le pertinenti autorità competenti a non intervenire per la mancata osservanza, da parte di partecipanti ai mercati finanziari, di specifiche disposizioni del diritto dell'Unione qualora i partecipanti ai mercati finanziari non possano conformarsi a tali disposizioni specifiche per almeno uno dei seguenti motivi:

a)   l'osservanza comporterebbe la violazione, da parte dei partecipanti ai mercati finanziari, di altri obblighi giuridici e normativi del diritto dell'Unione;

b)  l'osservanza senza ulteriori misure di livello 2 o un orientamento di livello 3 non è ritenuta fattibile dall'Autorità;

c)  l'osservanza pregiudicherebbe gravemente o minaccerebbe: la fiducia dei mercati, la tutela dei consumatori o degli investitori, il corretto funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o dei mercati delle merci, la stabilità dell'insieme o di una parte del sistema finanziario dell'Unione.

L'Autorità non emette lettere di non intervento se ritiene che abbiano un'incidenza negativa sproporzionata rispetto ai vantaggi che offre sull'efficienza dei mercati finanziari o sulla tutela dei consumatori o degli investitori.

2.  Nella sua lettera di non intervento l'Autorità precisa quali disposizioni specifiche del diritto dell'Unione sono soggette alla sospensione dell'applicazione, le ragioni per cui ritiene che le condizioni di cui al paragrafo 1 siano soddisfatte e a quale data tale sospensione decade. La sospensione non può avere una durata superiore a sei mesi.

3.  Ove l'Autorità decida di emanare una lettera di non intervento, ne informa immediatamente la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio. Entro due settimane da tale notifica, la Commissione, il Parlamento europeo o il Consiglio possono chiedere all'Autorità di riconsiderare la decisione. Su iniziativa della Commissione, del Parlamento europeo o del Consiglio, detto termine è prorogato di due settimane. Qualora la Commissione, il Parlamento europeo o il Consiglio chiedano all'Autorità di riconsiderare la decisione, l'Autorità decide, secondo la procedura di cui all'articolo 44, paragrafo 1, secondo comma, se mantenere la decisione.

4.  Qualora l'Autorità abbia emesso una lettera di non intervento a norma dei paragrafi da 1 a 3, essa provvede immediatamente a pubblicarla sul suo sito web. L'Autorità riesamina la propria decisione di emanare una lettera di non intervento a intervalli adeguati e può rinnovarla soltanto per un periodo di sei mesi. Se non è rinnovata decorso un termine di sei mesi o un anno, la decisione di emanare una lettera di non intervento decade automaticamente.";

(6 bis)  l'articolo 10 è sostituito dal seguente:

"Articolo 10Norme tecniche di regolamentazione

1. Se il Parlamento europeo e il Consiglio delegano alla Commissione il potere di adottare norme tecniche di regolamentazione mediante atti delegati, a norma dell'articolo 290 TFUE al fine di garantire un'armonizzazione coerente nei settori specificati negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può elaborare progetti di norme tecniche di regolamentazione. L'Autorità sottopone i suoi progetti di norme di regolamentazione all'approvazione della Commissione. Allo stesso tempo l'Autorità trasmette tali norme tecniche per conoscenza al Parlamento europeo e al Consiglio.

Le norme tecniche di regolamentazione sono di carattere tecnico, non implicano decisioni strategiche o scelte politiche e il loro contenuto è limitato dagli atti legislativi su cui si basano. L'Autorità informa il Parlamento europeo e il Consiglio quanto prima e in maniera esaustiva dei progressi compiuti nell'elaborazione dei progetti di norme tecniche di regolamentazione.

Prima di presentarli alla Commissione, l'Autorità effettua consultazioni pubbliche sui progetti di norme tecniche di regolamentazione e analizza i potenziali costi e benefici conformemente all'articolo 8, paragrafo 2 bis. L'Autorità chiede altresì la consulenza del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati di cui all'articolo 37.

Entro tre mesi dal ricevimento del progetto di norma tecnica di regolamentazione, la Commissione decide se approvarlo. La Commissione può approvare i progetti di norme tecniche di regolamentazione solo in parte o con modifiche, se necessario per tutelare gli interessi dell'Unione.

Nel caso in cui entro tre mesi dal ricevimento di un progetto di norma tecnica di regolamentazione non riesca a decidere se adottare o meno tale norma, la Commissione ne informa immediatamente, e comunque prima della scadenza del termine di tre mesi, il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è stata in grado di adottare una decisione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2. Un eventuale ritardo nell'adozione del progetto di norma di regolamentazione non impedisce al Parlamento europeo e al Consiglio di esercitare i loro poteri di controllo in conformità dell'articolo 13.

Ove non intenda approvare un progetto di norma tecnica di regolamentazione o intenda approvarlo in parte o con modifiche, la Commissione lo rinvia all'Autorità, fornendo le ragioni della sua mancata approvazione o, a seconda dei casi, delle modifiche apportate, e invia una copia della sua lettera al Parlamento europeo e al Consiglio. Entro un termine di sei settimane, l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di regolamentazione sulla base delle modifiche proposte dalla Commissione e ripresentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza di tale termine di sei settimane, l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di regolamentazione o ha presentato un progetto di norma tecnica di regolamentazione modificato in modo non coerente con le modifiche proposte dalla Commissione, questa può adottare la norma tecnica di regolamentazione con le modifiche che ritiene pertinenti o respingerla.

La Commissione può modificare il contenuto di un progetto di norma tecnica di regolamentazione elaborato dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

2. Ove l'Autorità non abbia presentato un progetto di norma tecnica di regolamentazione entro il termine fissato negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, ne informa immediatamente il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è stata in grado di presentare il progetto di norma di regolamentazione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2. La Commissione può richiedere il progetto in questione entro un nuovo termine. La Commissione comunica senza indugio il nuovo termine al Parlamento europeo e al Consiglio. Il Parlamento europeo può invitare il presidente dell'Autorità a spiegare i motivi per cui quest'ultima non è stata in grado di presentare il progetto di norma tecnica di regolamentazione.

3. Solo ove l'Autorità non presenti alla Commissione un progetto di norma tecnica di regolamentazione entro i termini conformemente al paragrafo 2, la Commissione può adottare una norma tecnica di regolamentazione mediante un atto delegato senza un progetto dell'Autorità.

La Commissione effettua consultazioni pubbliche sui progetti di norme tecniche di regolamentazione e analizza i potenziali costi e benefici, a meno che dette consultazioni e analisi siano sproporzionate in relazione alla portata e all'impatto dei progetti di norme tecniche di regolamentazione interessati o in relazione alla particolare urgenza della questione. La Commissione chiede altresì ▌la consulenza del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati di cui all'articolo 37.

La Commissione trasmette senza indugio il progetto di norma tecnica di regolamentazione al Parlamento europeo, al Consiglio e all'Autorità.

▌Entro un termine di sei settimane, l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di regolamentazione e presentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza del termine di sei settimane di cui al quarto comma, l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di regolamentazione, la Commissione può adottare la norma tecnica di regolamentazione.

Se l'Autorità ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di regolamentazione entro il termine di sei settimane, la Commissione può modificare il progetto di norma tecnica di regolamentazione in base alle modifiche proposte dall'Autorità o adottare la norma tecnica di regolamentazione con le modifiche che ritiene pertinenti. La Commissione modifica il contenuto del progetto di norma tecnica di regolamentazione elaborato dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

4. Le norme tecniche di regolamentazione sono adottate tramite regolamento o decisione. I termini "norma tecnica di regolamentazione" figurano nel titolo. Sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ed entrano in vigore alla data indicata nel relativo atto.";

(6 ter)  all'articolo 13, paragrafo 1, il secondo comma è soppresso;

(6 quater)  l'articolo 15 è sostituito dal seguente:

"Articolo 15Norme tecniche di attuazione

1. Se il Parlamento europeo e il Consiglio conferiscono alla Commissione competenze di esecuzione per adottare norme tecniche di attuazione mediante atti di esecuzione a norma dell'articolo 291 TFUE e al fine di garantire condizioni uniformi per l'attuazione degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può elaborare progetti di norme tecniche di attuazione. Le norme tecniche di attuazione sono di carattere tecnico, non implicano decisioni strategiche o scelte politiche e lo scopo del loro contenuto è quello di determinare le condizioni di applicazione di tali atti. L'Autorità sottopone i suoi progetti di norme tecniche di attuazione all'approvazione della Commissione. Allo stesso tempo l'Autorità trasmette tali norme tecniche per conoscenza al Parlamento europeo e al Consiglio.

Prima di presentare i progetti di norme tecniche di attuazione alla Commissione, l'Autorità effettua consultazioni pubbliche e analizza i relativi costi e benefici potenziali conformemente all'articolo 8, paragrafo 2 bis. L'Autorità chiede altresì la consulenza del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati di cui all'articolo 37.

Entro tre mesi dal ricevimento di un progetto di norma tecnica di attuazione, la Commissione decide se approvarlo. ▌La Commissione può approvare il progetto di norma tecnica di attuazione solo in parte o con modifiche, se necessario per tutelare gli interessi dell'Unione. Se la Commissione non si oppone, in tutto o in parte, alla norma tecnica di attuazione proposta entro il periodo di valutazione, essa si considera approvata.

Nel caso in cui non adotti una decisione entro tre mesi dal ricevimento della norma tecnica di attuazione, la Commissione ne informa immediatamente, e comunque prima della scadenza del termine di tre mesi, il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è stata in grado di adottare una decisione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Ove non intenda approvare un progetto di norma tecnica di attuazione o intenda approvarlo in parte o con modifiche, la Commissione lo rinvia all'Autorità, fornendo le ragioni della sua mancata approvazione o, a seconda dei casi, delle modifiche apportate, e invia una copia della sua lettera al Parlamento europeo e al Consiglio. Entro un termine di sei settimane, l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di attuazione sulla base delle modifiche proposte dalla Commissione e ripresentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza del termine di sei settimane di cui al quinto comma, l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di attuazione o ha presentato un progetto di norma tecnica di attuazione modificato in modo non coerente con le modifiche proposte dalla Commissione, questa può adottare la norma tecnica di attuazione con le modifiche che ritiene pertinenti o respingerla.

La Commissione modifica il contenuto di un progetto di norma tecnica di attuazione elaborato dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

2. Nei casi in cui l'Autorità non abbia presentato un progetto di norma tecnica di attuazione entro il termine fissato negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, ne informa immediatamente il Parlamento europeo e il Consiglio, indicando i motivi per cui non è stata in grado di presentare il progetto di norma tecnica di attuazione e i tempi previsti per l'approvazione, tenendo debitamente conto della data di attuazione e di applicazione dell'atto legislativo applicabile di cui all'articolo 1, paragrafo 2. La Commissione può richiedere il progetto in questione entro un nuovo termine. La Commissione comunica senza indugio il nuovo termine al Parlamento europeo e al Consiglio. Il Parlamento europeo può invitare il presidente dell'Autorità a spiegare i motivi per cui quest'ultima non è stata in grado di presentare il progetto di norma tecnica di attuazione.

3. Solo ove l'Autorità non presenti alla Commissione un progetto di norma tecnica di attuazione entro i termini conformemente al paragrafo 2, la Commissione può adottare una norma tecnica di attuazione mediante un atto di esecuzione senza un progetto dell'Autorità.

La Commissione effettua consultazioni pubbliche sui progetti di norme tecniche di attuazione e analizza i potenziali costi e benefici, a meno che dette consultazioni e analisi siano sproporzionate in relazione alla portata e all'impatto dei progetti di norme tecniche di attuazione interessati o in relazione alla particolare urgenza della questione. La Commissione chiede altresì ▌la consulenza del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati di cui all'articolo 37.

La Commissione trasmette senza indugio il progetto di norma tecnica di attuazione al Parlamento europeo, al Consiglio e all'Autorità.

▌Entro un termine di sei settimane l'Autorità può modificare il progetto di norma tecnica di attuazione e presentarlo come parere formale alla Commissione. L'Autorità invia copia del parere formale al Parlamento europeo e al Consiglio.

Se, alla scadenza del termine di sei settimane di cui al quarto comma l'Autorità non ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di attuazione, la Commissione può adottare la norma tecnica di attuazione.

Se l'Autorità ha presentato un progetto modificato di norma tecnica di attuazione entro tale termine di sei settimane, la Commissione può modificare il progetto di norma tecnica di attuazione in base alle modifiche proposte dall'Autorità o adottare la norma tecnica di attuazione con le modifiche che ritiene pertinenti.

La Commissione modifica il contenuto dei progetti di norme tecniche di attuazione elaborati dall'Autorità solo previo coordinamento con l'Autorità, come indicato nel presente articolo.

4. Le norme tecniche di attuazione sono adottate tramite regolamento o decisione. I termini "norma tecnica di attuazione" figurano nel titolo. Sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ed entrano in vigore alla data indicata nel relativo atto.";

(7)  l'articolo 16 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente ▌:

"1. Al fine di istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell'ambito del SEVIF e per assicurare l'applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell'Unione, l'Autorità emana orientamenti o formula raccomandazioni indirizzate alle autorità competenti o ai partecipanti ai mercati finanziari.

L'Autorità può inoltre formulare orientamenti e rivolgere raccomandazioni alle autorità degli Stati membri che non sono definite come autorità competenti a norma del presente regolamento ma che hanno il potere di garantire l'applicazione degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Gli orientamenti e le raccomandazioni sono conformi al mandato degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e tengono conto del principio di proporzionalità. L'Autorità non emana orientamenti e raccomandazioni su questioni rientranti nell'attribuzione di competenze di livello 1 per quanto concerne le norme tecniche di regolamentazione o le norme tecniche di attuazione.

1 bis. Al fine di istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell'ambito del SEVIF, l'Autorità può emanare orientamenti rivolti a tutte le autorità competenti o partecipanti ai mercati finanziari ai fini degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, sulla base della procedura di attuazione "conformità o spiegazione" di cui al paragrafo 3 del presente articolo. Tali orientamenti sono considerati idonei ad assolvere gli obblighi degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2. In linea con quanto precede, le autorità competenti e i partecipanti ai mercati finanziari possono istituire altre prassi concernenti il metodo di conformità agli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.";

b)    il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. L'Autorità, salvo in circostanze eccezionali, effettua consultazioni pubbliche aperte sugli orientamenti e sulle raccomandazioni formulati, nonché, se del caso, sulle domande e risposte, e analizza i potenziali costi e benefici della formulazione di tali orientamenti e raccomandazioni. Dette consultazioni e analisi sono proporzionate rispetto alla sfera d'applicazione, alla natura e all'impatto degli orientamenti o delle raccomandazioni. L'Autorità, salvo in circostanze eccezionali, chiede altresì ▌consulenza al gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati di cui all'articolo 37. Ove non effettui consultazioni pubbliche aperte o non chieda consulenza al gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati, l'Autorità ne fornisce i motivi.";

b bis)  sono inseriti i seguenti paragrafi 2 bis, 2 ter, 2 quater e 2 quinquies:

"2 bis. Ai fini degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può formulare raccomandazioni a una o più autorità competenti o a uno o più partecipanti ai mercati finanziari.

2 ter. Nei suoi orientamenti e raccomandazioni, l'Autorità indica in modo in cui contribuisce all'istituzione di prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell'ambito del SEVIF, il modo in cui garantisce l'applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell'Unione e il modo in cui rispetta le disposizioni di cui ai paragrafi 1, 1 bis e 2 bis.

2 quater. Gli orientamenti e le raccomandazioni non fanno semplicemente riferimento a elementi degli atti legislativi né li riproducono. Prima di formulare nuovi orientamenti o raccomandazioni, l'Autorità riesamina innanzitutto quelli esistenti, al fine di evitare duplicazioni.

2 quinquies. Tre mesi prima della formulazione di eventuali orientamenti e raccomandazioni di cui ai paragrafi 1 bis e 2 bis, l'Autorità informa il Parlamento europeo e il Consiglio in merito al contenuto previsto di tali orientamenti e raccomandazioni.";

c)  il paragrafo 4 ▌è sostituito dal seguente ▌:

"4. Nella relazione di cui all'articolo 43, paragrafo 5, l'Autorità informa il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione in merito agli orientamenti e alle raccomandazioni che sono stati emessi, illustra il modo in cui l'Autorità ha giustificato la formulazione di orientamenti a norma del paragrafo 1 bis e di raccomandazioni a norma del paragrafo 2 bis e sintetizza i riscontri ricevuti nelle consultazioni pubbliche su tali orientamenti conformemente all'articolo 8, paragrafo 2 bis. La relazione indica altresì quale autorità competente non ▌abbia ottemperato agli orientamenti e alle raccomandazioni e illustra il modo in cui l'Autorità intende garantire che l'autorità competente interessata si conformi in futuro ai suoi orientamenti e raccomandazioni.";

d)  sono aggiunti i seguenti paragrafi 5, 5 bis e 5 ter:

"5. Nel caso in cui due terzi dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati ritengano che l'Autorità abbia travalicato le sue competenze formulando un orientamento a norma del paragrafo 1 bis, essi possono inviare una consulenza motivata al riguardo al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

5 bis. Nel caso in cui almeno la metà dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati ritengano che l'Autorità abbia travalicato le sue competenze formulando una raccomandazione a norma del paragrafo 2 bis, essi possono inviare una consulenza motivata in materia al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

5 ter. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione possono chiedere una spiegazione che giustifichi la formulazione degli orientamenti o delle raccomandazioni in questione da parte dell'Autorità. La Commissione, dopo aver ricevuto la spiegazione da parte dell'Autorità, valuta la portata degli orientamenti o delle raccomandazioni in considerazione delle competenze dell'Autorità e invia la sua valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Se il Parlamento europeo, il Consiglio o la Commissione ritengono che l'Autorità abbia travalicato le sue competenze, e dopo aver dato all'Autorità la possibilità di esprimere osservazioni, la Commissione può adottare una decisione ▌che richiede all'Autorità di ritirare o modificare gli orientamenti o le raccomandazioni in questione. Prima di adottare una decisione e ogniqualvolta sia richiesto dal Parlamento europeo, la Commissione fa una dichiarazione dinanzi al Parlamento europeo e risponde a eventuali domande poste dai suoi membri. Il Parlamento europeo può chiedere alla Commissione di adottare una decisione che richiede all'Autorità di ritirare o modificare gli orientamenti o le raccomandazioni in questione. La decisione della Commissione è resa pubblica.";

(7 bis)  sono inseriti gli articoli 16 bis e 16 ter:

"Articolo 16 bisPareri

1. Su tutte le questioni connesse con la sua area di competenza e su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione, o di propria iniziativa, l'Autorità fornisce pareri al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione. Tali pareri sono resi pubblici solo se così specificato nella richiesta.

2. La richiesta di cui al paragrafo 1 può includere una consultazione pubblica o un'analisi tecnica.

3. Per quanto riguarda la valutazione prudenziale di fusioni e acquisizioni che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2009/138/CE, e che, secondo la stessa, richiedono consultazioni tra autorità competenti di due o più Stati membri, l'Autorità può, su richiesta di una delle autorità competenti interessate, emanare e pubblicare un parere su una valutazione prudenziale, tranne in relazione ai criteri di cui all'articolo 59, paragrafo 1, lettera e), della direttiva 2009/138/CE. Il parere è emanato senza indugio e in ogni caso prima della scadenza del termine per la valutazione in conformità della direttiva 2009/138/CE. Gli articoli 35 e 35 ter si applicano ai settori in relazione ai quali l'Autorità può formulare un parere.

4. L'Autorità può, su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione, o di propria iniziativa, fornire consulenza tecnica al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione durante la procedura legislativa ordinaria e in relazione ad atti delegati riguardo a qualsiasi proposta legislativa della Commissione nei settori specificati negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Articolo 16 terDomande e risposte

1. Per l'interpretazione, l'applicazione pratica o l'attuazione delle disposizioni degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, o dei relativi atti delegati e di esecuzione, orientamenti e raccomandazioni adottati a norma di detti atti legislativi, qualsiasi persona fisica o giuridica, comprese le autorità competenti e le istituzioni dell'Unione, può inviare una domanda all'Autorità in qualsiasi lingua ufficiale dell'Unione.

Prima di rivolgere una domanda all'Autorità, i partecipanti ai mercati finanziari valutano se rivolgerla prima alla loro autorità competente.

L'Autorità pubblica sul suo sito web tutte le domande ammissibili a norma del paragrafo 1, per ciascun atto legislativo, dopo averle raccolte e prima di darne risposta.

Tale processo non impedisce ad alcuna persona fisica o giuridica, incluse le autorità competenti e le istituzioni dell'Unione, di chiedere all'Autorità consulenza tecnica o chiarimenti in via confidenziale.

2. L'Autorità pubblica sul suo sito web risposte non vincolanti a tutte le domande ammissibili a norma del paragrafo 1, per ciascun atto legislativo, salvo se tale pubblicazione contrasta con l'interesse legittimo della persona fisica o giuridica che ha rivolto la domanda o comporta rischi per la stabilità del sistema finanziario.

3. Prima di pubblicare le risposte alle domande ammissibili, l'Autorità può consultare le parti interessate in conformità dell'articolo 16, paragrafo 2.

4. Le risposte dell'Autorità sono ritenute idonee ad assolvere gli obblighi degli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e a conformarsi ai relativi atti delegati e di esecuzione, orientamenti e raccomandazioni adottati a norma di tali atti legislativi. Le autorità competenti e i partecipanti ai mercati finanziari possono istituire altre prassi ai fini della conformità a tutti gli obblighi giuridici applicabili.

5. L'Autorità riesamina le risposte alle domande non appena lo ritenga necessario e opportuno, o al più tardi 24 mesi dopo la loro pubblicazione, al fine di procedere, ove necessario, alla revisione, all'aggiornamento o al ritiro delle stesse.

6. Ove necessario, l'Autorità tiene in considerazione le risposte pubblicate all'atto dell'elaborazione o dell'aggiornamento degli orientamenti e raccomandazioni in conformità dell'articolo 16.";

(8)  l'articolo 17 è sostituito dal seguente:

"1. Se un'autorità competente non ha applicato gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, comprese le norme tecniche di regolamentazione e le norme tecniche di attuazione adottate ai sensi degli articoli da 10 a 15, o li ha applicati in un modo che sembra costituire una violazione del diritto dell'Unione, in particolare in quanto ha omesso di assicurare che un partecipante ai mercati finanziari rispetti gli obblighi stabiliti in tali atti, l'Autorità agisce in conformità dei poteri di cui ai paragrafi 2, 3 e 6 del presente articolo.

2. Su richiesta di una o più autorità competenti, del Parlamento europeo, del Consiglio, della Commissione, del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati, sulla base di informazioni concrete e debitamente motivate fornite da organizzazioni o istituzioni pertinenti, o di propria iniziativa, e dopo averne informato l'autorità competente interessata, l'Autorità risponde alla richiesta e, ove opportuno, effettua indagini sull'asserita violazione o mancata applicazione del diritto dell'Unione.

Fatti salvi i poteri di cui all'articolo 35, l'autorità competente fornisce senza indugio all'Autorità tutte le informazioni che l'Autorità considera necessarie per le sue indagini, incluse le modalità di applicazione degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, in conformità del diritto dell'Unione.

Fatti salvi i poteri di cui all'articolo 35, l'Autorità può presentare una richiesta di informazioni debitamente giustificata e motivata direttamente ad altre autorità competenti o ai partecipanti ai mercati finanziari interessati, ogniqualvolta la richiesta di informazioni presentata all'autorità competente interessata si dimostri o sia ritenuta non sufficiente per ottenere le informazioni necessarie per indagare su una presunta violazione o mancata applicazione del diritto dell'Unione. La richiesta motivata, se è destinata a partecipanti ai mercati finanziari, indica perché le informazioni sono necessarie a fini dell'indagine su una presunta violazione o mancata applicazione del diritto dell'Unione.

Il destinatario di tale richiesta trasmette all'Autorità informazioni chiare, precise e complete senza indebito ritardo.

Se è stata presentata una richiesta di informazioni a un partecipante ai mercati finanziari, l'Autorità ne informa le autorità competenti pertinenti. Le autorità competenti assistono l'Autorità nella raccolta delle informazioni, se richiesto dall'Autorità.

3. L'Autorità può avviare un procedimento di arbitrato con l'autorità competente interessata al fine di discutere l'azione necessaria per conformarsi al diritto dell'Unione. L'Autorità competente interessata coopera con lealtà nell'ambito di tale arbitrato.

Quanto prima, ma non oltre quattro mesi dall'avvio dell'indagine, l'Autorità può trasmettere all'autorità competente interessata una raccomandazione in cui illustra l'azione necessaria per conformarsi al diritto dell'Unione.

Entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento della raccomandazione, l'autorità competente informa l'Autorità delle misure adottate o che intende adottare per conformarsi al diritto dell'Unione.

4. Se l'autorità competente non si conforma al diritto dell'Unione entro il termine di un mese dal ricevimento della raccomandazione dell'Autorità, la Commissione, dopo essere stata informata dall'Autorità, o di propria iniziativa, può esprimere un parere formale per chiedere all'autorità competente di prendere le misure necessarie per rispettare il diritto dell'Unione. Il parere formale della Commissione tiene conto della raccomandazione dell'Autorità.

La Commissione esprime il parere formale entro tre mesi dall'adozione della raccomandazione. La Commissione può prorogare tale termine di un mese.

L'Autorità e le autorità competenti forniscono alla Commissione tutte le informazioni necessarie.

5. Entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento del parere formale di cui al paragrafo 4, l'autorità competente informa la Commissione e l'Autorità delle misure adottate o che intende adottare per conformarsi a tale parere formale.

6. Fatti salvi i poteri e gli obblighi della Commissione ai sensi dell'articolo 258 TFUE, se un'autorità competente non si conforma al parere formale di cui al paragrafo 4 entro il termine ivi specificato e se è necessario rimediare tempestivamente a tale inosservanza al fine di mantenere o di ripristinare condizioni neutre di concorrenza sul mercato o per assicurare il regolare funzionamento e l'integrità del sistema finanziario, l'Autorità può, se i pertinenti obblighi degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, sono direttamente applicabili ai partecipanti ai mercati finanziari, adottare una decisione nei confronti di un singolo partecipante ai mercati finanziari, imponendogli di prendere misure per rispettare gli obblighi imposti dal diritto dell'Unione, tra cui la cessazione di ogni eventuale pratica.

La decisione dell'Autorità è conforme al parere formale espresso dalla Commissione ai sensi del paragrafo 4.

7. Le decisioni adottate ai sensi del paragrafo 6 prevalgono su ogni decisione adottata in precedenza dalle autorità competenti sulla stessa materia.

In fase di adozione di misure in relazione a questioni che sono oggetto di un parere formale a norma del paragrafo 4 o di una decisione a norma del paragrafo 6, le autorità competenti si conformano al parere formale o alla decisione, a seconda dei casi.

8. Nella relazione di cui all'articolo 43, paragrafo 5, l'Autorità indica le autorità competenti e i partecipanti ai mercati finanziari che non hanno rispettato i pareri formali o le decisioni di cui ai paragrafi 4 e 6 del presente articolo.";

(8 bis)  all'articolo 18, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Se il Consiglio ha adottato una decisione ai sensi del paragrafo 2, e in casi eccezionali se è necessaria un'azione coordinata delle autorità competenti per rispondere a sviluppi negativi che possano seriamente compromettere il regolare funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità generale o parziale del sistema finanziario dell'Unione o la protezione dei clienti e dei consumatori, l'Autorità può adottare decisioni individuali per chiedere alle autorità competenti di prendere le misure necessarie conformemente alla normativa di cui all'articolo 1, paragrafo 2, per affrontare tali sviluppi, assicurando che i partecipanti ai mercati finanziari e le autorità competenti rispettino gli obblighi fissati in tale normativa.";

(9)  l'articolo 19 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Nei casi specificati negli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, come anche nei casi di controversie significative tra due o più autorità nazionali competenti in merito all'applicazione di tali atti, e fatti salvi i poteri di cui all'articolo 17, l'Autorità può prestare assistenza alle autorità competenti per trovare un accordo conformemente alla procedura di cui ai paragrafi da 2 a 4 in una delle seguenti circostanze:

a)  su richiesta di una o più autorità competenti interessate, se un'autorità competente è in disaccordo con la procedura seguita o il contenuto di una misura adottata da un'altra autorità competente, con la misura da essa proposta o con la sua assenza di intervento;

b)  di propria iniziativa ove, in base a motivi obiettivi, anche partendo dalle informazioni ricevute dai partecipanti al mercato o dalle organizzazioni di consumatori, sia possibile constatare una controversia tra autorità competenti.

Nei casi in cui gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, richiedono l'adozione di una decisione congiunta da parte delle autorità competenti, si presume l'esistenza di una controversia in assenza di una decisione congiunta da parte di dette autorità entro i termini fissati in tali atti.";

b)  sono inseriti i seguenti paragrafi 1 bis e 1 ter:

"1 bis. Le autorità competenti interessate informano senza indugio l'Autorità del mancato raggiungimento di un accordo nei seguenti casi:

a)  se il termine per il raggiungimento di un accordo tra le autorità competenti è stabilito dagli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e si verifica il primo, in ordine temporale, dei seguenti eventi:

i) il termine è scaduto;

ii) una o più autorità competenti stabiliscono l'esistenza di una controversia sulla base di motivi oggettivi;

b)  se il termine per il raggiungimento di un accordo tra le autorità competenti non è stabilito dagli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e si verifica il primo, in ordine temporale, dei seguenti eventi:

i)  una o più autorità competenti interessate stabiliscono l'esistenza di una controversia sulla base di motivi oggettivi; oppure

ii)  sono trascorsi due mesi dalla data di ricevimento da parte di un'autorità competente di una richiesta da parte di un'altra autorità competente di adottare determinate misure per conformarsi alla normativa dell'Unione e l'autorità interpellata non ha ancora adottato una decisione che soddisfi la richiesta.

1 ter. Il presidente valuta se l'Autorità debba agire in conformità del paragrafo 1. Quando l'intervento è su iniziativa dell'Autorità, essa trasmette alle autorità competenti interessate la sua decisione relativa all'intervento.

In attesa della decisione dell'Autorità conformemente alla procedura di cui all'articolo 47, paragrafo 3 bis, nel caso in cui gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, richiedano una decisione congiunta, tutte le autorità competenti coinvolte nella decisione congiunta rinviano le loro decisioni individuali. Qualora l'Autorità decida di intervenire, tutte le autorità competenti coinvolte nella decisione congiunta rinviano le loro decisioni fino alla conclusione della procedura di cui ai paragrafi 2 e 3.";

c)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"Quando le autorità competenti interessate non riescono a trovare un accordo entro la fase di conciliazione di cui al paragrafo 2, l'Autorità può adottare una decisione per imporre a tali autorità di adottare misure specifiche o di astenersi dall'adottare determinate misure al fine di risolvere la questione e assicurare il rispetto del diritto dell'Unione. La decisione dell'Autorità è vincolante per le autorità competenti interessate. La decisione dell'Autorità può imporre alle autorità competenti di revocare o di modificare una decisione da esse adottata o di fare uso dei poteri di cui dispongono a norma del pertinente diritto dell'Unione.";

d)  è inserito il seguente paragrafo 3 bis:

"3 bis. L'Autorità informa le autorità competenti interessate della conclusione delle procedure di cui ai paragrafi 2 e 3, e, se del caso, della decisione presa ai sensi del paragrafo 3.";

e)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. Fatti salvi i poteri attribuiti alla Commissione dall'articolo 258 TFUE, se un'autorità competente non si conforma alla decisione dell'Autorità e pertanto omette di assicurare che un partecipante ai mercati finanziari rispetti gli obblighi che gli sono direttamente applicabili ai sensi degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità può adottare nei confronti del singolo partecipante ai mercati finanziari una decisione individuale che gli impone di adottare le misure necessarie per rispettare gli obblighi che gli incombono ai sensi del diritto dell'Unione, tra cui la cessazione di ogni eventuale pratica.";

(9 bis)  l'articolo 21 è sostituito dal seguente:

"Articolo 21Collegi delle autorità di vigilanza

1. L'Autorità promuove e monitora, nell'ambito dei suoi poteri, il funzionamento efficiente, efficace e uniforme dei collegi delle autorità di vigilanza se istituiti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e promuove l'applicazione uniforme e coerente del diritto dell'Unione in tutti i collegi delle autorità di vigilanza. Con l'obiettivo di far convergere le migliori prassi in materia di vigilanza, l'Autorità promuove piani di vigilanza comuni e indagini congiunte e il personale dell'Autorità ha il diritto di partecipare a pieno titolo ai collegi delle autorità di vigilanza e, in quanto tale, ha la facoltà di partecipare alle attività dei collegi delle autorità di vigilanza, comprese le indagini in loco, effettuate congiuntamente da due o più autorità competenti, e, se debitamente giustificato, di guidare tali attività.

2. L'Autorità guida le attività volte ad assicurare un funzionamento uniforme e coerente dei collegi delle autorità di vigilanza per gli istituti transfrontalieri in tutto il territorio dell'Unione, tenendo conto del rischio sistemico costituito dai partecipanti ai mercati finanziari di cui all'articolo 23, e convoca all'occorrenza una riunione di collegio.

Ai fini del presente paragrafo e del paragrafo 1 del presente articolo, l'Autorità è considerata un'"autorità competente" ai sensi della normativa applicabile.

L'Autorità può:

a) raccogliere e condividere tutte le informazioni pertinenti in collaborazione con le autorità competenti in modo da facilitare i lavori del collegio e istituire e gestire un sistema centrale per rendere queste informazioni accessibili alle autorità competenti nel collegio;

b) avviare e coordinare le prove di stress a livello dell'Unione conformemente all'articolo 32 per valutare la resilienza dei partecipanti ai mercati finanziari, in particolare il rischio sistemico costituito dai partecipanti chiave ai mercati finanziari di cui all'articolo 23, ad andamenti negativi dei mercati, e valutare il potenziale aumento del rischio sistemico rappresentato dai partecipanti chiave ai mercati finanziari in situazioni di stress, assicurando che a livello nazionale sia applicata una metodologia uniforme per tali prove; può anche, se necessario, formulare una raccomandazione all'autorità competente per risolvere problemi rilevati nelle prove di stress, ivi compreso per effettuare valutazioni specifiche. L'Autorità può prescrivere alle autorità competenti di condurre ispezioni in loco, eventualmente con la sua partecipazione, al fine di assicurare la comparabilità e l'affidabilità di metodi, prassi e risultati delle valutazioni a livello dell'Unione;

c) promuovere attività di vigilanza effettive ed efficaci, ivi compresa la valutazione dei rischi ai quali i partecipanti ai mercati finanziari sono o potrebbero essere esposti in situazioni di stress;

d) supervisionare, conformemente ai compiti e ai poteri specificati nel presente regolamento, i compiti svolti dalle autorità competenti, e

e) chiedere ulteriori deliberazioni di un collegio in tutti i casi in cui ritenga che la decisione dia luogo a un'applicazione errata del diritto dell'Unione o non contribuisca all'obiettivo della convergenza delle prassi di vigilanza. Può altresì chiedere all'autorità di vigilanza su base consolidata di programmare una riunione del collegio o di aggiungere un punto all'ordine del giorno di una riunione.

3. L'autorità può elaborare progetti di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione, come specificato negli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e in conformità della procedura di cui agli articoli da 10 a 15, per assicurare condizioni di applicazione uniformi riguardo alle disposizioni relative al funzionamento operativo dei collegi delle autorità di vigilanza e formulare orientamenti e raccomandazioni adottati ai sensi dell'articolo 16 per promuovere la convergenza del funzionamento della vigilanza e delle migliori prassi adottate dai collegi delle autorità di vigilanza.

4. L'Autorità svolge un ruolo di mediazione giuridicamente vincolante al fine di risolvere le controversie fra autorità competenti secondo la procedura di cui all'articolo 19. L'Autorità può adottare decisioni di vigilanza direttamente applicabili al partecipante ai mercati finanziari interessato conformemente all'articolo 19.

(10)  l'articolo 22 ▌è sostituito dal seguente:

"Articolo 22Disposizioni generali

sui rischi sistemici

1. L'Autorità prende debitamente in considerazione il rischio sistemico definito dal regolamento (UE) n. 1092/2010. Essa affronta qualsivoglia rischio di perturbazione dei servizi finanziari che:

a) sia imputabile a un deterioramento totale o parziale del sistema finanziario; e

b) sia potenzialmente in grado di produrre effetti negativi gravi per il mercato interno e l'economia reale.

L'Autorità prende in considerazione, ove opportuno, il monitoraggio e la valutazione del rischio sistemico, quale elaborato dal CERS e dall'Autorità stessa, e reagisce a segnalazioni e raccomandazioni del CERS conformemente all'articolo 17 del regolamento (UE) n. 1092/2010.

2. L'Autorità, in collaborazione con il CERS e in conformità dell'articolo 23 elabora un approccio comune all'individuazione e alla misurazione del rischio sistemico rappresentato dai partecipanti chiave ai mercati finanziari, ivi inclusi eventualmente gli indicatori quantitativi e qualitativi.

Detti indicatori costituiscono un elemento cruciale nel definire le opportune azioni di vigilanza. L'Autorità sorveglia il grado di convergenza delle decisioni prese, al fine di promuovere un approccio comune.

3. Fatti salvi gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, l'Autorità elabora, ove necessario, orientamenti e raccomandazioni supplementari per i partecipanti chiave ai mercati finanziari, allo scopo di tener conto del rischio sistemico da essi costituito.

L'Autorità assicura che il rischio sistemico costituito dai partecipanti chiave ai mercati finanziari sia preso in considerazione nell'elaborazione dei progetti di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione nei settori previsti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

4. Su richiesta di una o più autorità competenti, del Parlamento europeo, del Consiglio, degli Stati membri o della Commissione, o di propria iniziativa, l'Autorità può condurre un'indagine su un tipo particolare di attività finanziaria, su un tipo di prodotto o su un tipo di condotta allo scopo di valutare le potenziali minacce per l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità del sistema finanziario o per la protezione dei clienti o dei consumatori e raccomandare interventi appropriati alle autorità competenti interessate.

In questi casi l'Autorità può esercitare i poteri che le sono conferiti dal presente regolamento, in particolare dagli articoli 35 e 35 ter.

5. Il comitato congiunto assicura il coordinamento intersettoriale generale delle attività svolte ai sensi del presente articolo.";

(10 bis)  all'articolo 23, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Di concerto con il CERS, l'Autorità elabora criteri per l'individuazione e la misurazione del rischio sistemico e un sistema adeguato di prove di stress che prevede una valutazione del potenziale rischio sistemico che potrebbero comportare o subire i partecipanti ai mercati finanziari in situazioni di stress, compreso un rischio sistemico potenziale legato all'ambiente. I partecipanti ai mercati finanziari che potrebbero comportare un rischio sistemico sono soggetti a una vigilanza rafforzata e, ove necessario, alle procedure di risanamento e di risoluzione delle crisi di cui all'articolo 25.";

(10 ter)  all'articolo 26, il paragrafo 4 è soppresso;

(10 quater)  all'articolo 27, paragrafo 2, il secondo e il terzo comma sono soppressi;

(11)  l'articolo 29 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è così modificato:

i)  è inserita la seguente lettera a bis):

"a bis) la formulazione del piano strategico di vigilanza dell'Unione in conformità dell'articolo 29 bis;";

ii)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) promuovere lo scambio efficace di informazioni, sia bilaterale sia multilaterale, tra le autorità competenti relativamente a tutte le materie pertinenti, compresi ▌la cibersicurezza e i ciberattacchi, nel pieno rispetto delle disposizioni applicabili in materia di riservatezza e di protezione dei dati, quali stabilite dalla pertinente normativa dell'Unione;";

iii)  la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e) stabilire programmi di formazione settoriale e intersettoriale, anche per quanto concerne l'innovazione tecnologica, agevolare gli scambi di personale e incoraggiare le autorità competenti a intensificare il ricorso a regimi di distacco e ad altri strumenti;";

iii bis)  è inserita la seguente lettera e bis):

"e bis) predisporre un sistema di monitoraggio per valutare i rischi ambientali, sociali e di governance rilevanti, tenendo conto dell'accordo di Parigi (COP 21).";

b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente ▌:

"2. L'Autorità può sviluppare, se del caso, nuovi strumenti pratici e di convergenza per promuovere approcci e prassi comuni in materia di vigilanza.

Allo scopo di istituire una cultura comune della vigilanza, l'Autorità elabora e mantiene aggiornato un manuale di vigilanza dell'Unione sulla vigilanza dei partecipanti ai mercati finanziari nell'Unione, tenendo debitamente conto della natura, della portata e della complessità dei rischi, ▌delle prassi aziendali, dei modelli aziendali e delle dimensioni, compresi i cambiamenti dovuti all'innovazione tecnologica, dei partecipanti ai mercati finanziari e dei mercati. Il manuale di vigilanza dell'Unione definisce le migliori prassi e metodologie e processi di elevata qualità.

L'Autorità tiene debitamente conto del manuale di vigilanza nello svolgimento dei propri compiti, anche in relazione alla valutazione di potenziali violazioni del diritto dell'Unione a norma dell'articolo 17, della risoluzione delle controversie a norma dell'articolo 19, della fissazione e della valutazione di obiettivi strategici di vigilanza a livello dell'Unione in conformità dell'articolo 29 bis e dell'esecuzione delle verifiche delle autorità competenti a norma dell'articolo 30.

L'Autorità effettua, se del caso, consultazioni pubbliche aperte sui pareri di cui al paragrafo 1, lettera a), nonché sugli strumenti pratici e di convergenza di cui al paragrafo 2, e ne analizza i costi e i benefici potenziali. Dette consultazioni e analisi sono proporzionate rispetto all'ambito di applicazione, alla natura e all'impatto dei pareri o degli strumenti. Ove opportuno, l'Autorità richiede altresì pareri o consulenza al gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati.";

(12)  è inserito il seguente articolo 29 bis:

"Articolo 29 bisPiano ▌di vigilanza

dell'Unione

1. L'Autorità, almeno ogni tre anni ed entro il 31 marzo, a seguito di un dibattito in seno al consiglio delle autorità di vigilanza e tenendo conto dei contributi ricevuti dalle autorità competenti, dei lavori in corso in seno alle istituzioni europee e delle analisi, delle segnalazioni e delle raccomandazioni pubblicate dal CERS, formula una raccomandazione indirizzata alle autorità competenti, che stabilisce le priorità e gli obiettivi strategici di vigilanza a livello di Unione ("piano strategico di vigilanza dell'Unione"), fatti salvi gli obiettivi nazionali specifici e le priorità delle autorità competenti. Le autorità competenti individuano nei loro contributi le attività di vigilanza che, a loro avviso, sono considerate prioritarie dall'Autorità. L'Autorità trasmette il piano strategico di vigilanza dell'Unione per informazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione e lo rende pubblico sul suo sito web.

Il piano strategico di vigilanza dell'Unione stabilisce le priorità specifiche per le attività di vigilanza al fine di promuovere prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci e l'applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell'Unione e di gestire le pertinenti tendenze microprudenziali, i rischi potenziali e le vulnerabilità, anticipando gli sviluppi, compresi i nuovi modelli aziendali, individuati conformemente all'articolo 32. Il piano strategico di vigilanza dell'Unione non impedisce alle autorità nazionali competenti di applicare le migliori prassi nazionali, intervenendo su ulteriori priorità e sviluppi nazionali, e prende in considerazione le specificità nazionali.

2. ▌Ciascuna autorità competente indica specificamente in che modo il suo programma di lavoro annuale è in linea con il piano strategico di vigilanza dell'Unione.

4. ▌Ciascuna autorità competente dedica un capitolo della sua relazione annuale all'attuazione del programma di lavoro annuale.

Il capitolo comprende quantomeno le seguenti informazioni:

a)  la descrizione delle attività di vigilanza e delle indagini sui partecipanti ai mercati finanziari, sulle pratiche e sui comportamenti del mercato e dei partecipanti ai mercati finanziari, e delle misure e sanzioni amministrative applicate nei confronti degli istituti finanziari responsabili di violazioni del diritto nazionale e dell'Unione;

b)  la descrizione delle attività effettuate che non erano previste dal programma di lavoro annuale;

c)  il resoconto delle attività previste dal programma di lavoro annuale che non sono state effettuate e degli obiettivi del programma che non sono stati raggiunti, e i motivi per cui dette attività non sono state effettuate e detti obbiettivi non sono stati raggiunti.

5. L'Autorità valuta le informazioni contenute nel capitolo specifico di cui al paragrafo 4. Se vi sono rischi rilevanti di non raggiungere le priorità contenute nel piano strategico di vigilanza dell'Unione, l'Autorità formula una raccomandazione per ciascuna autorità competente interessata su come può essere posto rimedio alle pertinenti carenze nelle sue attività.

Sulla base delle relazioni e della propria valutazione dei rischi, l'Autorità individua le attività dell'autorità competente che sono fondamentali per rispettare il piano strategico di vigilanza dell'Unione e, se del caso, effettua verifiche su tali attività a norma dell'articolo 30.

6. L'Autorità rende pubbliche le migliori prassi individuate nel corso della valutazione dei programmi di lavoro annuali.";

(13)  l'articolo 30 è così modificato:

a)  il titolo dell'articolo è sostituito dal seguente:

"Verifiche delle autorità competenti";

b)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Di propria iniziativa o su richiesta del Parlamento europeo o del Consiglio, l'Autorità effettua regolarmente verifiche di tutte le attività delle autorità competenti o di parte di esse in modo da rafforzare l'uniformità e l'efficacia dei risultati in materia di vigilanza. A tale scopo elabora metodi che consentano una valutazione ed un raffronto oggettivi delle autorità competenti verificate. In sede di individuazione delle autorità competenti da verificare e di svolgimento delle verifiche si tiene conto delle informazioni esistenti e delle valutazioni già realizzate riguardo all'autorità competente in questione, comprese tutte le pertinenti informazioni fornite all'Autorità in conformità dell'articolo 35 e tutte le pertinenti informazioni provenienti dalle parti interessate, in particolare le eventuali carenze e colpe di un'autorità competente.";

c)  è inserito il seguente paragrafo 1 bis:

"1 bis. Ai fini del presente articolo, l'Autorità istituisce un comitato di verifica ad hoc presieduto dall'Autorità e formato ▌dal suo personale, accompagnato e sostenuto, su base volontaria e a rotazione, da un massimo di cinque rappresentanti di diverse autorità competenti ad esclusione dell'Autorità soggetta a verifica.";

d)  il paragrafo 2 è così modificato:

i)  la frase introduttiva è sostituita dalla seguente:

"La verifica include una valutazione dei seguenti elementi, ma non è limitata ad essi:";

ii)  la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a) l'adeguatezza delle risorse, il grado di indipendenza e le disposizioni di governance dell'autorità competente, in particolare dal punto di vista dell'applicazione efficace degli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e la capacità di reagire agli sviluppi del mercato;";

ii bis)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) l'efficacia e il grado di convergenza raggiunto per quanto riguarda l'applicazione del diritto dell'Unione e le pratiche di vigilanza, tra cui le norme tecniche di regolamentazione e le norme tecniche di attuazione, gli orientamenti e le raccomandazioni adottati ai sensi degli articoli da 10 a 16, e il contributo delle pratiche di vigilanza al conseguimento degli obiettivi definiti dal diritto dell'Unione, inclusi gli obiettivi della cultura comune della vigilanza di cui all'articolo 29 e il piano strategico di vigilanza dell'Unione di cui all'articolo 29 bis;";

ii ter)  la lettera c) è sostituita dalla seguente:

"c) l'applicazione delle migliori prassi sviluppate da alcune autorità competenti ▌;";

e)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. L'Autorità elabora una relazione che illustra i risultati della verifica. La relazione indica e illustra le misure di follow-up che sono ritenute appropriate e necessarie a seguito della verifica. Tali misure di follow-up possono essere adottate sotto forma di orientamenti e raccomandazioni a norma dell'articolo 16 e di pareri a norma dell'articolo 29, paragrafo 1, lettera a), indirizzati alle pertinenti autorità competenti.

▌L'Autorità formula una relazione di follow-up riguardante la conformità alle misure di follow-up richieste. ▌

Nell'elaborare i progetti di norme tecniche di regolamentazione o i progetti di norme di attuazione in conformità degli articoli da 10 a 15, oppure gli orientamenti e le raccomandazioni in conformità dell'articolo 16, l'Autorità tiene conto dei risultati delle verifiche condotte in conformità del presente articolo e di ogni altra informazione acquisita dall'Autorità nello svolgimento dei propri compiti, al fine di assicurare la convergenza delle prassi di vigilanza della qualità più elevata.";

f)  è inserito il seguente paragrafo 3 bis:

"3 bis. L'Autorità presenta un parere alla Commissione se, visto l'esito della verifica o qualsiasi altra informazione acquisita dall'Autorità nello svolgimento dei propri compiti, essa ritiene che sia necessaria un'ulteriore armonizzazione delle norme dell'Unione applicabili ai partecipanti ai mercati finanziari o alle autorità competenti da una prospettiva unionale, o se ritiene che un'autorità competente non abbia applicato gli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, o li abbia applicati in un modo che sembra costituire una violazione del diritto dell'Unione.";

g)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. L'Autorità provvede alla pubblicazione delle relazioni di cui al paragrafo 3, incluse eventuali relazioni di follow-up, tranne qualora la pubblicazione possa comportare rischi per la stabilità del sistema finanziario. L'autorità competente che è oggetto della verifica è invitata a formulare osservazioni prima della pubblicazione delle relazioni. Prima della pubblicazione, l'Autorità, se del caso, tiene conto di tali osservazioni. L'Autorità può pubblicare tali osservazioni come allegato alla relazione, tranne qualora la pubblicazione possa comportare rischi per la stabilità del sistema finanziario o l'autorità competente si opponga alla pubblicazione. La relazione elaborata dall'Autorità di cui al paragrafo 3 e gli orientamenti, le raccomandazioni e i pareri adottati dall'Autorità di cui al paragrafo 3 bis sono pubblicati contemporaneamente.";

(14)  l'articolo 31 è così modificato:

a)  al paragrafo 1, primo comma, la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e) adottando ▌le misure opportune in caso di sviluppi che possano compromettere il funzionamento dei mercati finanziari, al fine di coordinare le misure adottate dalle pertinenti autorità competenti;";

b)  al paragrafo 1, primo comma, è aggiunta la seguente lettera e bis):

"e bis) adottando le misure opportune per agevolare la diffusione dell'innovazione tecnologica, al fine di coordinare le misure adottate dalle pertinenti autorità competenti;";

c)  è aggiunto il paragrafo 1 bis:

"1 bis. L'Autorità adotta le misure opportuno per facilitare l'ingresso sul mercato di operatori o prodotti basati sull'innovazione tecnologica. Per contribuire alla definizione di un approccio europeo comune in materia di innovazione tecnologica, l'Autorità promuove la convergenza in materia di vigilanza, con il sostegno, se del caso, del comitato sull'innovazione finanziaria, e in particolare mediante lo scambio di informazioni e delle migliori prassi. Se del caso, l'Autorità può adottare orientamenti o raccomandazioni in conformità dell'articolo 16.";

(15)  è inserito il seguente articolo 31 bis:

"Articolo 31 bisCoordinamento in materia di delega ed esternalizzazione delle attività e di trasferimento dei rischi

"1. L'Autorità coordina su base continuativa le azioni di vigilanza delle autorità competenti al fine di promuovere la convergenza in materia di vigilanza nell'ambito della delega e dell'esternalizzazione delle attività da parte dei partecipanti ai mercati finanziari e in relazione ai trasferimenti di rischi da essi effettuati in paesi terzi, per beneficiare del passaporto UE mentre sostanzialmente svolgono attività o funzioni essenziali al di fuori dell'Unione, a norma dei paragrafi 2 e3▐. Nell'ambito delle rispettive competenze, le autorità competenti sono responsabili in ultima istanza delle decisioni di autorizzazione, vigilanza e applicazione per quanto riguarda la delega e l'esternalizzazione delle attività come anche il trasferimento del rischio.

2. Le autorità competenti notificano all'Autorità qualora intendano procedere all'autorizzazione o alla registrazione di un partecipante ai mercati finanziari che sarebbe soggetto alla vigilanza dell'autorità competente interessata in conformità degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e qualora il piano aziendale del partecipante ai mercati finanziari preveda l'esternalizzazione o la delega di una parte rilevante delle sue attività o di una delle funzioni fondamentali o il trasferimento del rischio di una parte rilevante delle sue attività in paesi terzi, per beneficiare del passaporto UE mentre sostanzialmente svolgono attività o funzioni essenziali al di fuori dell'Unione. Le notifiche delle autorità competenti all'Autorità sono sufficientemente dettagliate.

3. Laddove la legislazione dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, si applichi e non imponga requisiti specifici alla notifica dell'esternalizzazione, della delega o del trasferimento del rischio, un partecipante ai mercati finanziari notifica all'autorità competente l'esternalizzazione o la delega di una parte rilevante delle sue attività o di una delle sue funzioni fondamentali e del trasferimento del rischio di una parte rilevante delle sue attività a un'altra entità o a una sua succursale stabilita in un paese terzo L'autorità competente interessata informa l'Autorità di dette notifiche su base semestrale.

Fatte salve le disposizioni dell'articolo 35, su richiesta dell'Autorità le autorità competenti forniscono informazioni in relazione agli accordi di esternalizzazione, delega o trasferimento del rischio da parte dei partecipanti ai mercati finanziari.

L'Autorità controlla che le autorità competenti interessate verifichino che gli accordi di esternalizzazione, delega o trasferimento del rischio di cui al primo comma siano conclusi in conformità con il diritto dell'Unione, siano conformi agli orientamenti, alle raccomandazioni o ai pareri dell'Autorità e non impediscano un'efficace vigilanza da parte delle autorità competenti e l'applicazione in un paese terzo.

3 bis. Se i meccanismi di verifica di un'autorità competente impediscono una vigilanza o un'applicazione efficace e comportano rischi di arbitraggio regolamentare in tutti gli Stati membri, l'Autorità può formulare raccomandazioni all'autorità competente interessata su come migliorare i propri meccanismi di verifica, comprensive di un termine entro il quale l'autorità competente dovrebbe attuare le modifiche raccomandate. Se non si attiene alle raccomandazioni, l'autorità competente interessata ne comunica i motivi e l'Autorità rende pubbliche le sue raccomandazioni corredate di tali motivazioni.

3 ter. Entro [un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento modificativo] la Commissione elabora una relazione che fa il punto dei diversi approcci della legislazione settoriale per quanto riguarda la valutazione e la rilevanza dell'attività da esternalizzare o da delegare e che esamina la possibilità di un approccio più armonizzato a tale riguardo attraverso la potenziale specificazione di criteri e metodologie comuni. La Commissione presenta tale relazione al Parlamento europeo e al Consiglio.

Nel fare ciò, la Commissione tiene conto di quanto segue:

a) la continuità dell'attività,

b) la capacità di gestione effettiva,

c) la capacità effettiva di verificare attività delegate ed esternalizzate nonché i trasferimenti del rischio.";

(16)  è inserito il seguente articolo 31 ter:

"Articolo 31 terFunzione di coordinamento in relazione a ordini, operazioni e attività con importanti effetti transfrontalieri

1. Nel caso in cui l'Autorità abbia prove o chiari indizi provenienti da fonti diverse che la inducano a sospettare che gli ordini, le operazioni o qualsiasi altra attività con effetti transfrontalieri significativi mettano a repentaglio il corretto funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità finanziaria nell'Unione, essa raccomanda alle autorità competenti degli Stati membri interessati di avviare un'indagine e fornisce a tali autorità competenti le informazioni pertinenti.

2. Nel caso in cui un'autorità competente abbia prove o chiari indizi provenienti da fonti diverse che la inducano a sospettare che gli ordini, le operazioni o qualsiasi altra attività con effetti transfrontalieri significativi mettano a repentaglio il corretto funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità finanziaria nell'Unione, essa ne informa prontamente l'Autorità e fornisce le informazioni pertinenti. L'Autorità può raccomandare alle autorità competenti degli Stati membri in cui si è verificata l'attività sospetta di intervenire dopo la trasmissione delle informazioni pertinenti a tali autorità competenti.

3. L'Autorità facilita lo scambio elettronico di informazioni tra l'Autorità e le autorità competenti e istituisce e mantiene un centro di archiviazione dati progettato a tal fine, in modo da garantire l'efficienza ed evitare qualsiasi forma di duplicazione per quanto concerne i flussi di dati, gli obblighi di informativa o le notifiche, tenendo conto delle disposizioni vigenti quali l'articolo 26 del regolamento MiFIR e l'articolo 4 del regolamento sull'accesso al mercato.";

(17)  ▌l'articolo 32 è sostituito dal seguente:

"Articolo 32Valutazione degli sviluppi del mercato,

comprese le prove di stress

1.  L'Autorità sorveglia e valuta gli sviluppi di mercato nella sua area di competenza e, se necessario, informa le altre due AEV, il CERS, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulle pertinenti tendenze microprudenziali, sui rischi potenziali e sulle vulnerabilità. L'Autorità include nelle sue valutazioni un'analisi ▌dei mercati in cui operano i partecipanti ai mercati finanziari nonché una valutazione dell'impatto che il potenziale andamento del mercato può esercitare su tali partecipanti ai mercati finanziari.

2.  ▌ L'Autorità avvia e coordina le valutazioni a livello dell'Unione sulla resilienza di partecipanti ai mercati finanziari agli sviluppi negativi dei mercati in maniera realistica. A tale scopo, elabora gli elementi seguenti, che dovranno essere applicati dalle autorità competenti:

a)  metodologie comuni per valutare l'effetto di scenari economici sulla situazione finanziaria di un partecipante ai mercati finanziari;

a bis)  metodologie comuni per individuare gli istituti finanziari da ricomprendere nelle valutazioni a livello dell'Unione;

b)  strategie comuni di comunicazione dei risultati di tali valutazioni sulla resilienza dei partecipanti ai mercati finanziari;

c)  metodologie comuni per valutare gli effetti di particolari prodotti o processi di distribuzione sulla situazione finanziaria di un determinato partecipante ai mercati finanziari e sugli investitori e sull'informazione dei clienti; e

c bis)  metodologie comuni per valutare gli effetti dei rischi ambientali sulla stabilità finanziaria degli istituti.

Ai fini del presente paragrafo, l'Autorità coopera con il CERS, che evita ogni conflitto di interessi in merito alla conduzione delle politiche monetarie.

2 bis.  Almeno una volta all'anno l'Autorità esamina l'opportunità di condurre le valutazioni a livello dell'Unione di cui al paragrafo 2 e informa il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione delle sue motivazioni. Se tali valutazioni a livello dell'Unione sono effettuate ▌l'Autorità ▌ne rende noti i risultati per ognuno dei partecipanti ai mercati finanziari interessati, a meno che ritenga che tale divulgazione sia inappropriata dal punto di vista della stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più Stati membri, dell'integrità del mercato o del funzionamento del mercato interno.

L'obbligo del segreto professionale delle autorità competenti non osta a che le autorità competenti pubblichino i risultati delle valutazioni a livello dell'Unione di cui al paragrafo 2 o trasmettano i risultati di tali valutazioni all'Autorità ai fini della pubblicazione da parte dell'Autorità dei risultati delle valutazioni a livello dell'Unione sulla resilienza dei partecipanti ai mercati finanziari.

3.  Fatti salvi i compiti del CERS definiti nel regolamento (UE) n. 1092/2010, l'Autorità fornisce, una volta all'anno e se necessario con maggiore frequenza, valutazioni al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e al CERS in merito alle tendenze, ai rischi potenziali e alle vulnerabilità nel settore di competenza, unitamente agli indicatori di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

Tali valutazioni dell'Autorità comprendono una classificazione dei principali rischi e vulnerabilità e raccomandano, ove necessario, misure preventive o correttive.

4.  L'Autorità assicura una copertura adeguata degli sviluppi, dei rischi e delle vulnerabilità intersettoriali, cooperando strettamente con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea) e con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali) tramite il comitato congiunto.";

(18)  l'articolo 33 è sostituito dal seguente:

"Articolo 33Relazioni internazionali

compresa l'equivalenza

1. Fatte salve le rispettive competenze degli Stati membri e delle istituzioni dell'Unione, l'Autorità può stabilire contatti e concludere accordi amministrativi con le autorità di regolamentazione e vigilanza, le organizzazioni internazionali e le amministrazioni di paesi terzi. Tali accordi non creano obblighi giuridici per l'Unione e gli Stati membri, né impediscono agli Stati membri e alle loro autorità competenti di concludere accordi bilaterali o multilaterali con tali paesi terzi.

Qualora un paese terzo, in conformità di un atto delegato vigente adottato dalla Commissione a norma dell'articolo 9 della direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, sia sull'elenco delle giurisdizioni dei paesi terzi con carenze strategiche nei rispettivi regimi nazionali di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo che presentano minacce significative per il sistema finanziario dell'Unione, l'Autorità non conclude accordi di cooperazione con le autorità di regolamentazione e di vigilanza e di tale paese terzo.

2. L'Autorità assiste la Commissione nella preparazione delle decisioni di equivalenza inerenti ai regimi di regolamentazione e di vigilanza nei paesi terzi a seguito di una richiesta specifica di consulenza della Commissione, di propria iniziativa, o se richiesto dagli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

2 bis. L'Autorità monitora su base continuativa gli sviluppi regolamentari e di vigilanza e le prassi attuative e i pertinenti sviluppi del mercato nei paesi terzi per i quali la Commissione ha adottato decisioni di equivalenza conformemente agli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, per verificare se continuino a sussistere i criteri sulla base dei quali tali decisioni sono state adottate e le eventuali condizioni ivi stabilite. ▌L'Autorità presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alle altre due AEV, ogni tre anni o se del caso con maggiore frequenza, o laddove richiesto dal Parlamento europeo, dal Consiglio o dalla Commissione, una relazione riservata sulle sue conclusioni. La relazione si incentra, in particolare, sulle implicazioni per la stabilità finanziaria, l'integrità del mercato, la tutela degli investitori o il funzionamento del mercato interno.

Fatti salvi gli specifici requisiti previsti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e fatte salve le condizioni di cui al paragrafo 1, seconda frase, l'Autorità collabora con le autorità competenti pertinenti e, se del caso, anche con le autorità di risoluzione, dei paesi terzi i cui regimi di regolamentazione e di vigilanza sono stati riconosciuti equivalenti. La collaborazione è realizzata sulla base di accordi amministrativi conclusi con le autorità pertinenti di tali paesi terzi. Durante la negoziazione degli accordi amministrativi, l'Autorità include disposizioni riguardanti:

a)  i meccanismi che consentono all'Autorità di ottenere informazioni pertinenti, incluse informazioni sul regime normativo, sull'approccio di vigilanza, sui pertinenti sviluppi del mercato e su qualsiasi cambiamento che possa influire sulla decisione di equivalenza;

b)  nella misura in cui ciò è necessario per il follow up di tali decisioni di equivalenza, le procedure relative al coordinamento delle attività di vigilanza, comprese le ispezioni in loco svolte sotto la responsabilità dell'Autorità, ove opportuno, accompagnata e sostenuta da un massimo di cinque rappresentanti di diverse autorità competenti, su base volontaria e a rotazione, e dall'autorità competente del paese terzo.

L'Autorità informa il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione e le altre AEV nel caso in cui un'autorità competente di un paese terzo rifiuti di concludere tali accordi amministrativi o qualora rifiuti di cooperare efficacemente. La Commissione tiene conto di tali informazioni al momento di riesaminare le decisioni di equivalenza pertinenti.

2 ter. Laddove l'Autorità individui sviluppi per quanto riguarda la legislazione, la vigilanza o, se del caso, la risoluzione o le prassi attuative nei paesi terzi di cui al paragrafo 2 bis che possono incidere sulla stabilità finanziaria dell'Unione o di uno o più Stati membri, sull'integrità del mercato o sulla tutela degli investitori o sul funzionamento del mercato interno, ne informa il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione in via riservata e senza indugio.

2 quater. Le autorità competenti informano l'Autorità in anticipo dell'intenzione di concludere accordi amministrativi con le autorità di vigilanza di paesi terzi in uno dei settori disciplinati dagli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, anche per quanto riguarda le succursali di soggetti di paesi terzi. Esse comunicano quanto prima all'Autorità un progetto degli accordi previsti.

L'Autorità può cooperare con le autorità competenti per elaborare un modello di accordi amministrativi per istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci all'interno dell'Unione e per rafforzare il coordinamento internazionale in materia di vigilanza. ▌Le autorità competenti seguono il più possibile tale modello di accordi amministrativi.

Se l'Autorità, in cooperazione con le autorità competenti, elabora tali modelli di accordi amministrativi, le autorità competenti non concludono accordi amministrativi con le autorità di paesi terzi prima che il modello di accordo sia completato.

Nella relazione di cui all'articolo 43, paragrafo 5, l'Autorità include informazioni sugli accordi amministrativi concordati con le autorità di vigilanza, le organizzazioni internazionali o le amministrazioni di paesi terzi, sull'assistenza fornita dall'Autorità alla Commissione nell'elaborazione delle decisioni di equivalenza e sull'attività di monitoraggio svolta dall'Autorità a norma del paragrafo 2 bis.

3 bis. L'Autorità persegue la piena adesione all'Organizzazione internazionale delle commissioni sui valori mobiliari e al Consiglio per la stabilità finanziaria e persegue lo status di osservatore in seno all'Organismo internazionale di normalizzazione contabile.

Qualsiasi posizione assunta dall'Autorità nei consessi internazionali viene prima discussa e approvata dal consiglio delle autorità di vigilanza.

3 ter. L'Autorità monitora, ove opportuno, gli sviluppi regolamentari, di vigilanza e, se del caso, di risoluzione nonché le prassi attuative e i pertinenti sviluppi del mercato nei paesi terzi per i quali sono stati conclusi accordi internazionali.

Fatti salvi gli specifici requisiti previsti dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e fatte salve le condizioni di cui al paragrafo 1, seconda frase, del presente articolo, l'Autorità coopera con le pertinenti autorità competenti e, se del caso, anche con le autorità di risoluzione dei paesi terzi di cui al primo comma del presente paragrafo.";

(19)  l'articolo 34 è soppresso;

(20)  l'articolo 35 è così modificato:

a)  i paragrafi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Su richiesta dell'Autorità, le autorità competenti forniscono all'Autorità tutte le informazioni necessarie per consentirle di svolgere i compiti che le sono attribuiti dal presente regolamento, a condizione che tali autorità abbiano accesso legale alle informazioni in questione.

Le informazioni fornite sono esatte e complete e sono trasmesse entro il termine stabilito dall'Autorità.

2. L'Autorità può anche chiedere che le informazioni le siano fornite con periodicità regolare, in un modello specificato o mediante modelli comparabili approvati dall'Autorità. Tali richieste sono sempre presentate, ove possibile, usando i modelli comuni di informativa esistenti e rispettano il principio di proporzionalità previsto dal diritto nazionale e dell'Unione, anche dagli atti legislativi di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

3. Su richiesta ▌di un'autorità competente, l'Autorità può fornire qualsiasi informazione in suo possesso per consentire all'autorità competente di svolgere i propri compiti conformemente all'obbligo del segreto professionale previsto dalla normativa settoriale e all'articolo 70.";

b)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Qualora le informazioni richieste conformemente al paragrafo 1 non siano disponibili o non siano rese disponibili dalle autorità competenti entro il termine stabilito dall'Autorità, l'Autorità può presentare una richiesta debitamente giustificata e motivata:

a)  ad altre autorità di vigilanza con funzioni di vigilanza;

b)  al ministero responsabile delle finanze dello Stato membro interessato ove questo disponga di informazioni prudenziali;

c)  alla banca centrale nazionale o all'istituto statistico dello Stato membro interessato;

d)  all'istituto statistico dello Stato membro interessato.

Su richiesta dell'Autorità, le autorità competenti assistono l'Autorità nella raccolta delle informazioni.";

c)  i paragrafi 6 e 7 sono soppressi;

(21)  sono inseriti i seguenti articoli da 35 bis a 35 quinquies bis:

"Articolo 35 bisEsercizio dei poteri di cui all'articolo 35 ter

I poteri conferiti all'Autorità, o ad un suo funzionario, o ad altra persona autorizzata dall'Autorità in conformità dell'articolo 35 non possono essere usati per esigere la divulgazione di informazioni o documenti coperti da segreto professionale.

Gli articoli 35 bis e 35 ter si applicano fatto salvo il diritto nazionale.

Articolo 35 terRichiesta di informazioni ai partecipanti ai mercati finanziari

1. Qualora le informazioni richieste conformemente all'articolo 35, paragrafo 1 o 5, non siano disponibili o non siano rese disponibili entro il termine stabilito dall'Autorità, essa può, senza creare duplicati di dati, chiedere ai partecipanti ai mercati finanziari pertinenti di fornire ▌le informazioni necessarie per consentire all'Autorità di adempiere alle funzioni attribuitele a norma del presente regolamento:

▌4. Entro un termine ragionevole fissato dall'Autorità, i pertinenti partecipanti ai mercati finanziari o i loro rappresentanti legali forniscono le informazioni richieste. ▌

5. L'Autorità trasmette senza indugio copia della richiesta ▌all'autorità competente dello Stato membro in cui è domiciliato o stabilito il partecipante ai mercati finanziari pertinente interessato dalla richiesta di informazioni.

6. L'Autorità può utilizzare informazioni riservate ottenute a norma del presente articolo unicamente ai fini dello svolgimento dei compiti che le sono attribuiti dal presente regolamento.

Articolo 35 quaterNorme procedurali per l'imposizione di sanzioni amministrative pecuniarie

1. Se, nello svolgimento delle proprie funzioni a norma del presente regolamento, constata gravi indizi dell'eventualità di fatti che possono costituire una violazione di cui all'articolo 35 quinquies, paragrafo 1, l'Autorità chiede alla Commissione di indagare sulla questione. ▌

Articolo 35 quinquiesSanzioni amministrative pecuniarie

e sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento

-1. Prima di adottare la decisione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento, la Commissione offre all'istituto o al soggetto cui è stata rivolta la richiesta di informazioni l'opportunità di essere ascoltato.

La Commissione basa la sua decisione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento solo sulle conclusioni in merito alle quali gli istituti o i soggetti interessati hanno avuto la possibilità di esprimersi.

1. La Commissione adotta la decisione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria qualora constati che un partecipante ai mercati finanziari ha, intenzionalmente o per negligenza, omesso di fornire informazioni richieste o ha fornito informazioni incomplete, inesatte o fuorvianti in risposta a una richiesta semplice di informazioni ▌a norma dell'articolo 35 ter, paragrafo 1.

2. La sanzione amministrativa pecuniaria di cui al paragrafo 1 è pari ad almeno [X EUR; inferiore a 50 000 EUR] e non superiore a [Y EUR; inferiore a 200 000 EUR] ed è dissuasiva, effettiva e proporzionata alle dimensioni dell'istituto o del soggetto e alla natura e alla gravità della violazione.

L'Autorità elabora insieme all'ABE e all'EIOPA progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare la metodologia per il calcolo delle sanzioni amministrative pecuniarie conformemente al presente paragrafo.

5. ▌La sanzione amministrativa pecuniaria complessiva non supera il [X %; inferiore al 20 %] del fatturato annuo del partecipante ai mercati finanziari interessato nell'esercizio precedente, a meno che il partecipante ai mercati finanziari non abbia tratto, direttamente o indirettamente, un vantaggio finanziario dall'infrazione. In tal caso, l'importo della sanzione amministrativa pecuniaria complessiva è pari almeno a tale vantaggio finanziario.

5 bis. La Commissione può irrogare una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento fino alla rettifica della violazione. La sanzione per la reiterazione dell'inadempimento è proporzionata alle dimensioni dell'istituto o del soggetto e alla natura e alla gravità della violazione.

5 ter. Nel corso del procedimento è pienamente garantito il diritto alla difesa dell'istituto o del soggetto. L'istituto o il soggetto ha diritto di accesso ai fascicoli dell'Autorità e della Commissione, fermo restando il legittimo interesse di altre persone alla tutela dei propri segreti aziendali. Il diritto di accesso al fascicolo non si estende alle informazioni riservate né ai documenti interni preparatori dell'Autorità o della Commissione.

5 quater. L'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria o della sanzione per la reiterazione dell'inadempimento può essere sospesa solo in virtù di una decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea. Gli istituti o i soggetti cui è irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento possono intentare un'azione giudiziaria dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea avverso una decisione della Commissione di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento. La Corte può, tra l'altro, annullare, ridurre o aumentare la sanzione amministrativa pecuniaria o la sanzione per la reiterazione dell'inadempimento irrogata dalla Commissione.

5 quinquies. La Commissione comunica al pubblico tutte le sanzioni amministrative pecuniarie e le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento imposte, salvo il caso in cui tale comunicazione possa mettere gravemente a rischio i mercati finanziari o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte.

5 sexies. Gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie e delle sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento sono assegnati al bilancio generale dell'Unione.

Articolo 35 quinquies bisSanzioni amministrative pecuniarie specifiche per le CCP

Fatte salve le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 35 quinquies, le CCP possono essere soggette a sanzioni amministrative pecuniarie conformemente al regolamento (UE) n. 648/2012, in particolare a norma degli articoli 25 septies, 25 octies, 25 nonies, 25 decies e 25 undecies e degli allegati III e IV.";

▌(22)  l'articolo 36 è così modificato:

a)  il paragrafo 3 è soppresso;

b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. Quando riceve una segnalazione o una raccomandazione inviatale dal CERS, l'Autorità discute tale segnalazione o raccomandazione durante la successiva riunione del consiglio delle autorità di vigilanza o, se del caso, in precedenza, al fine di esaminare le implicazioni della segnalazione o della raccomandazione per l'esecuzione dei suoi compiti, e l'eventuale follow-up.

Decide, secondo la procedura di decisione pertinente, se debbano essere adottate misure conformemente alle competenze che le sono conferite dal presente regolamento per risolvere i problemi rilevati nelle segnalazioni e nelle raccomandazioni e il contenuto di tali misure.

Se non dà seguito a una segnalazione o a una raccomandazione, l'Autorità comunica le sue ragioni al CERS. Il CERS informa il Parlamento europeo al riguardo a norma dell'articolo 19, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1092/2010. Il CERS informa altresì al riguardo il Consiglio e la Commissione.";

c)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Quando riceve una segnalazione o una raccomandazione inviata dal CERS ad un'autorità competente, l'Autorità può esercitare, se necessario, i poteri che le sono conferiti dal presente regolamento per assicurare un seguito tempestivo.

Quando non intende seguire la raccomandazione del CERS, il destinatario comunica e ne discute le ragioni con il consiglio delle autorità di vigilanza."

d)  il paragrafo 6 è soppresso;

(23)  l'articolo 37 è sostituito dal seguente:

"Articolo 37Gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati

1. Per facilitare la consultazione delle parti interessate nei settori pertinenti per i compiti dell'Autorità, è istituito un gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati. Il gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati è consultato sulle misure adottate ai sensi degli articoli da 10 a 15 riguardo alle norme tecniche di regolamentazione e alle norme tecniche di attuazione e, ove queste non riguardino i singoli partecipanti ai mercati finanziari, ai sensi dell'articolo 16 riguardo agli orientamenti e alle raccomandazioni, dell'articolo 16 bis sui pareri e dell'articolo 16 ter su domande e risposte. Quando occorre agire con urgenza e la consultazione risulta impossibile, il gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati è informato quanto prima possibile.

Il gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati si riunisce almeno quattro volte all'anno.

2. Il gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati si compone di trenta membri: tredici rappresentano in modo proporzionato i partecipanti ai mercati finanziari che operano nell'Unione, tredici rappresentano i loro dipendenti, i consumatori, gli utenti dei servizi bancari e i rappresentanti delle PMI, mentre quattro dei suoi membri sono esponenti del mondo accademico indipendenti e di altissimo livello. ▐

3. I membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati sono nominati dal consiglio delle autorità di vigilanza mediante una procedura di selezione aperta e trasparente. Nella sua decisione, il consiglio delle autorità di vigilanza provvede, per quanto possibile, a garantire una rappresentazione della diversità del settore degli strumenti finanziari e dei mercati, un equilibrio geografico e di genere ed una rappresentanza adeguati delle parti interessate di tutta l'Unione. I membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati sono selezionati in base alle loro qualifiche, abilità, conoscenze pertinenti e comprovata esperienza.

3 bis. I membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati eleggono il presidente di tale gruppo tra i suoi membri. La presidenza è esercitata per un periodo di due anni.

Il Parlamento europeo può invitare il presidente del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati a fare una dichiarazione dinanzi ad esso e a rispondere a qualsiasi domanda posta dai suoi membri ogniqualvolta richiesto.

4. L'Autorità fornisce tutte le informazioni necessarie nel rispetto del segreto professionale di cui all'articolo 70 e assicura un adeguato supporto di segreteria al gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati. Ai membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati che rappresentano organizzazioni senza scopo di lucro è garantito un adeguato rimborso, ad esclusione dei rappresentanti delle imprese del settore. Tale rimborso tiene conto del lavoro preparatorio e di follow-up dei membri e corrisponde almeno alle tariffe di rimborso per i funzionari di cui al titolo V, capo 1, sezione 2, dello statuto dei funzionari dell'Unione europea e del regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea definito dal regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 ( 13 ) (statuto dei funzionari). Il gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati può istituire gruppi di lavoro su questioni tecniche. La durata del mandato dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati è di quattro anni, al termine dei quali ha luogo una nuova procedura di selezione.

I membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati possono essere nominati per due mandati consecutivi.

5. Il gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati può emanare pareri e fornire consulenze all'Autorità su qualsiasi questione in relazione ai compiti dell'Autorità, concentrandosi in particolare sui compiti di cui agli articoli da 10 a 16 ter e agli articoli 29, 30, 32 e 35.

Se i membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati non riescono ad accordarsi su una consulenza, un terzo dei membri del gruppo o i membri che rappresentano un gruppo di parti interessate sono autorizzati a elaborare ▌una consulenza distinta.

Il gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati, il gruppo delle parti interessate nel settore bancario, il gruppo delle parti interessate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione e il gruppo delle parti interessate nel settore dei fondi pensionistici aziendali e professionali possono elaborare pareri e consulenze congiunti in merito a questioni attinenti al lavoro delle autorità europee di vigilanza in conformità dell'articolo 56 del presente regolamento su posizioni comuni e atti comuni.

6. Il gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati adotta il proprio regolamento interno a maggioranza dei due terzi dei suoi membri.

7. L'Autorità pubblica i pareri e le consulenze del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati, le consulenze distinte dei suoi membri e i risultati delle sue consultazioni, come anche il modo in cui si è tenuto conto delle consulenze e dei risultati delle consultazioni."

(23 bis)  all'articolo 38, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. L'Autorità assicura che nessuna decisione adottata ai sensi degli articoli 18, 19 o 20 incida in alcun modo sulle competenze degli Stati membri in materia di bilancio.";

(24)  l'articolo 39 è sostituito dal seguente:

"Articolo 39Procedura decisionale

1. L'Autorità agisce in conformità dei paragrafi da 2 a 6 in sede di adozione delle decisioni ▌a norma degli articoli 17, 18 e 19.

2. L'Autorità informa ogni destinatario di una decisione della sua intenzione di adottare la decisione nella lingua ufficiale del destinatario, precisando il termine assegnatogli per esprimere il suo parere sull'oggetto della decisione, tenuto debitamente conto dell'urgenza, della complessità e delle potenziali conseguenze della questione. Il destinatario può esprimere il proprio parere nella sua lingua ufficiale. La disposizione di cui alla prima frase si applica, mutatis mutandis, anche alle raccomandazioni di cui all'articolo 17, paragrafo 3.

3. Le decisioni dell'Autorità indicano le ragioni sulle quali si basano.

4. I destinatari delle decisioni dell'Autorità sono informati dei mezzi di ricorso disponibili a norma del presente regolamento.

5. Qualora abbia adottato una decisione a norma dell'articolo 18, paragrafo 3 o 4, l'Autorità la riesamina a intervalli opportuni.

6. L'adozione delle decisioni prese dall'Autorità a norma degli articoli ▌18 o 19 è resa pubblica. L'adozione delle decisioni prese dall'Autorità a norma dell'articolo 17 può essere resa pubblica. Nella pubblicazione sono menzionati l'autorità competente o il partecipante ai mercati finanziari interessati e i principali elementi della decisione, a meno che la pubblicazione non sia in conflitto con l'interesse legittimo di tali partecipanti ai mercati finanziari o con la protezione dei loro segreti commerciali o possa compromettere gravemente il regolare funzionamento e l'integrità dei mercati finanziari o la stabilità del sistema finanziario dell'Unione o di una sua parte.";

(25)  l'articolo 40 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è così modificato:

i)  sono inserite le seguenti lettere a bis) e a ter):

"a bis) i membri a tempo pieno del comitato esecutivo di cui all'articolo 45, paragrafo 1, senza diritto di voto;

a ter) il capo dell'amministrazione dello Stato membro incaricato di negoziare e adottare gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, al fine di agire nell'ambito di applicazione degli articoli da 10 a 15;";

i bis)  la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) il capo dell'autorità pubblica nazionale competente per la vigilanza dei partecipanti ai mercati finanziari in ogni Stato membro al fine di agire nell'ambito di qualsiasi competenza, ad eccezione di quelle stabilite agli articoli da 10 a 15, che partecipa di persona almeno due volte all'anno;";

i ter)  la lettera d) è sostituita dalla seguente:

"d) un rappresentante del CERS, senza diritto di voto e che si astiene dall'assumere posizioni indotte dalla conduzione delle politiche monetarie;";

a bis)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Ogni autorità ▌è responsabile della nomina di un supplente di alto livello scelto nell'ambito della propria autorità, il quale può sostituire il membro del consiglio delle autorità di vigilanza di cui al paragrafo 1, lettere a ter) e b), nel caso in cui questi non possa partecipare."

a ter)  è inserito il seguente paragrafo:

"4 bis. Ai fini delle azioni da intraprendere nell'ambito di applicazione degli articoli da 10 a 15, un rappresentante della Commissione è un membro senza diritto di voto del consiglio delle autorità di vigilanza, mentre un rappresentante del Parlamento europeo è un osservatore e un rappresentante delle amministrazioni di ciascuno Stato membro può essere un osservatore in suddetto consiglio."

b)  il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:

"6. Il consiglio delle autorità di vigilanza può invitare osservatori."

c)  è aggiunto il seguente paragrafo 7:

"7. Quando l'autorità pubblica nazionale di cui al paragrafo 1, lettera b), non è responsabile dell'applicazione delle norme a tutela dei consumatori, il membro del consiglio delle autorità di vigilanza di cui alla predetta lettera può decidere di invitare un rappresentante, senza diritto di voto, dell'autorità per la tutela dei consumatori dello Stato membro. Nel caso in cui la responsabilità della tutela dei consumatori sia condivisa da varie autorità di uno Stato membro, tali autorità concordano un rappresentante comune.";

(26)  l'articolo 41 è sostituito dal seguente:

"Articolo 41Comitati interni

(27)  Il consiglio delle autorità di vigilanza può istituire comitati interni per compiti specifici che gli sono attribuiti. Il consiglio delle autorità di vigilanza può prevedere la delega di taluni compiti e decisioni ben definiti ai comitati interni, al comitato esecutivo o al presidente.";

(28)  l'articolo 42 ▌è sostituito dal seguente:

"Articolo 42Indipendenza

del consiglio delle autorità di vigilanza

Nello svolgimento dei compiti che sono loro assegnati dal presente regolamento, il Presidente e i membri ▌ del consiglio delle autorità di vigilanza, così come i membri permanenti e i membri specifici per ciascuna CCP con diritto di voto del comitato di vigilanza delle CCP, agiscono in piena indipendenza e obiettività nell'interesse esclusivo dell'Unione nel suo insieme, senza chiedere né ricevere istruzioni da parte di istituzioni o organi dell'Unione, dai governi ▌o da altri soggetti pubblici o privati.

Né gli Stati membri, né le istituzioni o gli organi dell'Unione, né altri soggetti pubblici o privati cercano di influenzare i membri del consiglio delle autorità di vigilanza nello svolgimento dei loro compiti.

Qualora il grado di indipendenza di cui all'articolo 30, paragrafo 2, lettera a), sia stato ritenuto insufficiente in conformità di detto articolo, il consiglio delle autorità di vigilanza può decidere di sospendere temporaneamente i diritti di voto del singolo membro o di sospendere temporaneamente la sua appartenenza all'Autorità fino a quando non siano state sanate le irregolarità.";

(29)  l'articolo 43 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"Il consiglio delle autorità di vigilanza fornisce orientamenti per il lavoro dell'Autorità ed è il principale organo decisionale per le decisioni strategiche e le principali decisioni politiche.

Esso adotta ▌le raccomandazioni, gli orientamenti, i pareri e le decisioni dell'Autorità ed emana le consulenze di cui al capo II, fatti salvi i compiti e le competenze di cui è responsabile il comitato di vigilanza delle CCP a norma dell'articolo 44 bis. ▌";

b)  i paragrafi 2 e 3 sono soppressi;

c)  il paragrafo 4 ▌ è sostituito dal seguente:

"Entro il 30 settembre di ogni anno il consiglio delle autorità di vigilanza adotta, su proposta del comitato esecutivo, il programma di lavoro dell'Autorità per l'anno successivo e lo trasmette per informazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

L'Autorità stabilisce le sue priorità in merito alle verifiche individuando, se del caso, le autorità competenti e le attività oggetto di verifiche conformemente all'articolo 30. Se debitamente giustificato, l'Autorità può individuare altre autorità competenti da sottoporre a verifica.

Il programma di lavoro è adottato fatta salva la procedura di bilancio annuale ed è reso pubblico.";

d)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Il consiglio delle autorità di vigilanza, su proposta del comitato esecutivo, adotta la relazione annuale sulle attività dell'Autorità, compresa l'esecuzione dei compiti del presidente, sulla base del progetto di relazione di cui all'articolo 47, paragrafo 9, lettera f), e la trasmette, entro il 15 giugno di ogni anno, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e al Comitato economico e sociale europeo. La relazione è resa pubblica.";

e)  il paragrafo 8 è soppresso;

(29 bis)  è inserito il seguente articolo 43 bis:

"Articolo 43 bis

Trasparenza delle decisioni adottate dal consiglio delle autorità di vigilanza

Fatto salvo l'articolo 70, entro un termine massimo di sei settimane dalla data di una riunione del consiglio delle autorità di vigilanza, l'Autorità fornisce al Parlamento europeo, come minimo, un resoconto completo e significativo dei lavori di tale riunione del consiglio delle autorità di vigilanza che consenta una piena comprensione delle discussioni, compreso un elenco commentato delle decisioni. "

(30)  l'articolo 44 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 ▌è sostituito dal seguente:

"1. Le decisioni del consiglio delle autorità di vigilanza sono adottate a maggioranza semplice dei suoi membri. Ogni membro dispone di un voto. In caso di parità, prevale il voto del presidente.

Per le decisioni sullo sviluppo e l'adozione degli atti, dei progetti e degli strumenti di cui agli articoli da 10 a 16 e le misure e decisioni adottate in base all'articolo 9, paragrafo 5, terzo comma e al capo VI e in deroga al primo comma del presente paragrafo, il consiglio delle autorità di vigilanza delibera a maggioranza qualificata dei membri, quale definita all'articolo 16, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea e all'articolo 3 del protocollo (n. 36) sulle disposizioni transitorie. I membri a tempo pieno del comitato esecutivo e il presidente non partecipano al voto su tali decisioni.";

a bis)  è inserito il seguente paragrafo 1 bis:

"1 bis. In deroga al paragrafo 1, il consiglio delle autorità di vigilanza è competente ad adottare a maggioranza semplice dei suoi membri le decisioni preparate dal comitato esecutivo ai fini dell'articolo 22, paragrafi 1, 2, 3 e 5, e degli articoli 29 bis, 31 bis, 32 e da 35 ter a 35 nonies a norma dell'articolo 47, paragrafo 3.

Qualora non adotti le decisioni preparate dal comitato esecutivo ai fini dell'articolo 22, paragrafi 1, 2, 3 e 5, e degli articoli 29 bis, 31 bis, 32 e da 35 ter a 35 nonies, il consiglio delle autorità di vigilanza può modificare tali decisioni. Il consiglio delle autorità di vigilanza è competente ad adottare le decisioni modificate a maggioranza dei tre quarti dei suoi membri.

Nel caso in cui il consiglio delle autorità di vigilanza non adotti le decisioni modificate di cui al secondo comma il prima possibile e al più tardi entro quattro mesi, il comitato esecutivo adotta la decisione.";

b)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Il consiglio delle autorità di vigilanza adotta e pubblica il proprio regolamento interno. Il regolamento interno stabilisce nel dettaglio le modalità di voto.";

c)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. I membri senza diritto di voto e gli osservatori non partecipano alle discussioni del consiglio delle autorità di vigilanza relative a singoli istituti finanziari, salvo se diversamente disposto all'articolo 75, paragrafo 3, o negli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.

Il primo comma non si applica al presidente e ai membri che sono anche membri del comitato esecutivo ▌";

(30 bis)  è inserito il nuovo articolo 44 bis:

"Articolo 44 bis

Comitato di vigilanza delle CCP dell'EMSA

L'ESMA istituisce un comitato interno permanente a norma dell'articolo 41, incaricato di preparare le decisioni ed eseguire i compiti relativi alla vigilanza delle controparti centrali dell'Unione e di paesi terzi (il comitato di vigilanza delle CCP)."

(31)  al capo III, sezione 2, il titolo è sostituito dal seguente:

"Comitato esecutivo";

(32)  l'articolo 45 è sostituito dal seguente:

"Articolo 45Composizione

1. Il comitato esecutivo comprende il presidente e quattro membri a tempo pieno, che sono cittadini di uno Stato membro. Il presidente assegna compiti di carattere politico e manageriale chiaramente definiti a ciascuno dei membri a tempo pieno, in particolare competenze in materia di bilancio e per quanto concerne il programma di lavoro dell'Autorità e la convergenza. Uno dei membri a tempo pieno agisce in qualità di vicepresidente e svolge le funzioni del presidente in caso di assenza o di ragionevole impedimento di quest'ultimo, conformemente al presente regolamento. ▐

2. I membri a tempo pieno sono selezionati in base al merito, alle competenze, alla conoscenza e all'esperienza pratica dei partecipanti ai mercati finanziari e dei mercati finanziari, in particolare nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati, compresi gli interessi dei consumatori, nonché all'esperienza in materia di vigilanza e regolamentazione finanziaria. I membri a tempo pieno hanno una vasta esperienza manageriale. Almeno uno dei membri a tempo pieno dovrebbe non essere stato assunto da un'autorità nazionale competente nell'anno precedente la nomina. La selezione si basa su un invito generale a presentare candidature pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, a seguito del quale la Commissione redige un elenco ristretto di candidati qualificati consultando il consiglio delle autorità di vigilanza.

La Commissione presenta l'elenco ristretto di candidati al Parlamento europeo per la sua approvazione. A seguito dell'approvazione dell'elenco ristretto di candidati, il Consiglio adotta una decisione di nomina dei membri a tempo pieno del comitato esecutivo ▌. La composizione del comitato esecutivo è equilibrata e proporzionata e riflette l'insieme dell'Unione.

3. Qualora un membro a tempo pieno del comitato esecutivo non sia più in possesso dei requisiti di cui all'articolo 46 o abbia commesso una colpa grave, il Parlamento europeo e il Consiglio possono, di propria iniziativa o a seguito di una proposta della Commissione approvata dal Parlamento europeo, adottare una decisione per rimuovere detto membro dal suo incarico.

4. La durata del mandato dei membri a tempo pieno è di 5 anni ed è rinnovabile una sola volta. Nel corso dei nove mesi che precedono la scadenza del mandato di cinque anni del membro a tempo pieno, il consiglio delle autorità di vigilanza valuta:

a)  i risultati conseguiti nel corso del primo mandato e il modo in cui sono stati raggiunti;

b)  i doveri e le esigenze dell'Autorità per gli anni successivi.

Tenuto conto di questa valutazione, la Commissione presenta al Consiglio l'elenco dei membri a tempo pieno il cui mandato deve essere rinnovato. Sulla base di tale elenco e tenendo conto della valutazione, il Consiglio può prorogare il mandato dei membri a tempo pieno.";

(33)  è inserito il seguente articolo 45 bis:

"Articolo 45 bisProcesso decisionale

1. Le decisioni del comitato esecutivo sono adottate a maggioranza semplice dei suoi membri. Ogni membro dispone di un voto. In caso di parità, prevale il voto del presidente. Su richiesta del presidente o di almeno tre membri del comitato esecutivo, le decisioni sono deferite al consiglio delle autorità di vigilanza.

2. Il rappresentante della Commissione partecipa alle riunioni del comitato esecutivo senza diritto di voto, tranne per quanto riguarda le questioni di cui all'articolo 63.

3. Il comitato esecutivo adotta e pubblica il proprio regolamento interno.

4. Le riunioni del comitato esecutivo sono convocate dal presidente di propria iniziativa o su richiesta di uno dei membri, e sono presiedute dal presidente.

Il comitato esecutivo si riunisce prima di ogni riunione del consiglio delle autorità di vigilanza e ogni qual volta il comitato esecutivo lo ritenga necessario. Esso riferisce regolarmente al consiglio delle autorità di vigilanza e si riunisce almeno undici volte all'anno.

5. ▌I partecipanti senza diritto di voto non assistono alle discussioni del comitato esecutivo che riguardano singoli partecipanti ai mercati finanziari.

5 bis. Il consiglio delle autorità di vigilanza ha il diritto di trasmettere richieste specifiche di informazioni al comitato esecutivo.";

(34)  è inserito il seguente articolo 45 ter:

"Articolo 45 terComitati interni

Il comitato esecutivo può istituire comitati interni per compiti specifici che gli sono attribuiti.";

(35)  l'articolo 46 è sostituito dal seguente:

"Articolo 46Indipendenza

del comitato esecutivo

I membri del comitato esecutivo agiscono in piena indipendenza e obiettività nell'interesse esclusivo dell'Unione nel suo insieme, senza chiedere né ricevere istruzioni da parte di istituzioni o organi dell'Unione, dai governi ▌o da altri soggetti pubblici o privati.

I membri del comitato esecutivo non detengono cariche a livello nazionale, dell'Unione o internazionale.

Né gli Stati membri, né le istituzioni o gli organi dell'Unione né altri soggetti pubblici o privati cercano di influenzare i membri del comitato esecutivo nell'assolvimento dei loro compiti.";

(36)  l'articolo 47 è sostituito dal seguente:

"Articolo 47Compiti

1. Il comitato esecutivo assicura che l'Autorità assolva la sua missione ed esegua i compiti che le sono affidati a norma del presente regolamento. Esso prende tutte le misure necessarie, in particolare adottando istruzioni amministrative interne e pubblicando avvisi, per assicurare il funzionamento dell'Autorità a norma del presente regolamento.

2. Il comitato esecutivo propone all'adozione del consiglio delle autorità di vigilanza il programma di lavoro annuale e pluriennale, che comprende una sezione sulle tematiche inerenti alle CCP.

3. Il comitato esecutivo esercita le sue competenze di bilancio conformemente agli articoli 63 e 64.

Ai fini degli articoli 17 e 19, dell'articolo 22, paragrafo 4 e dell'articolo 30, ▌, il comitato esecutivo è competente ad agire e a prendere le decisioni, fatte salve le tematiche inerenti alle CCP, per le quali la competenza spetta al comitato di vigilanza delle CCP. Ai fini dell'articolo 22, paragrafi 1, 2, 3 e 5, e degli articoli 29 bis, 31 bis, 32 e da 35 ter a 35 quinquies bis, il comitato esecutivo è competente a preparare decisioni che sono soggette alla procedura decisionale di cui all'articolo 44, paragrafo 1 bis. Il comitato esecutivo informa il consiglio delle autorità di vigilanza di tutte le decisioni che prepara e adotta.

3 bis. Il comitato esecutivo esamina tutte le questioni che devono essere decise dal consiglio delle autorità di vigilanza ed emette un parere su di esse ▌.

4. Il comitato esecutivo esamina e prepara decisioni, per l'adozione da parte del consiglio delle autorità di vigilanza, su tutte le materie per le quali gli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, hanno conferito all'Autorità funzioni di autorizzazione o di vigilanza e i poteri corrispondenti. Il comitato esecutivo adotta il piano dell'Autorità in materia di politica del personale e, ai sensi dell'articolo 68, paragrafo 2, stabilisce le necessarie modalità di applicazione dello statuto dei funzionari delle Comunità europee ("lo statuto dei funzionari").

5. Il comitato esecutivo adotta le disposizioni particolari relative al diritto di accesso ai documenti dell'Autorità, conformemente all'articolo 72.

6. Il comitato esecutivo sottopone all'approvazione del consiglio delle autorità di vigilanza una relazione annuale sulle attività dell'Autorità, tra cui i compiti del presidente, sulla base del progetto di cui al paragrafo 9, lettera f).

7. Il comitato esecutivo nomina e revoca i membri della commissione di ricorso a norma dell'articolo 58, paragrafi 3 e 5, tenendo debitamente conto di una proposta del consiglio delle autorità di vigilanza.

8. I membri del comitato esecutivo rendono pubbliche tutte le riunioni tenute e l'ospitalità ricevuta. Le spese sono registrate pubblicamente secondo quanto disposto dallo statuto dei funzionari. .

9. Il membro incaricato svolge i seguenti compiti:

a)  esecuzione del programma di lavoro annuale dell'Autorità sotto la guida del consiglio delle autorità di vigilanza e del comitato di vigilanza delle CCP ▌, e sotto il controllo del comitato esecutivo;

b)  adozione di tutte le misure necessarie, in particolare mediante l'adozione di istruzioni amministrative interne e la pubblicazione di avvisi, per assicurare il funzionamento dell'Autorità a norma del presente regolamento;

c)  preparazione del programma di lavoro pluriennale di cui al paragrafo 2;

d)  preparazione, entro il 30 giugno di ogni anno, del programma di lavoro per l'anno successivo di cui all'articolo 47, paragrafo 2;

e)  redazione di un progetto preliminare di bilancio dell'Autorità a norma dell'articolo 63 ed esecuzione del bilancio dell'Autorità a norma dell'articolo 64;

f)  preparazione di un progetto di relazione annuale che comprenda una sezione sulle attività di regolamentazione e di vigilanza dell'Autorità e una sezione sulle questioni finanziarie e amministrative;

g)  esercizio, nei confronti del personale dell'Autorità, delle competenze di cui all'articolo 68 e gestione delle questioni relative al personale.

Tuttavia, per quanto riguarda la sezione sulle tematiche inerenti alle CCP di cui al paragrafo 2, i compiti di cui al primo comma, lettere c) e d), sono svolti dal comitato di vigilanza delle CCP.

Per quanto concerne il progetto di relazione annuale di cui al primo comma, lettera f), per le tematiche inerenti alle CCP i compiti in esso menzionati sono svolti dal comitato di vigilanza delle CCP.";

(37)  al capo III, sezione 3, il titolo è sostituito dal seguente:

"Presidente▐";

(38)  l'articolo 48 è così modificato:

a)  al paragrafo 1, il secondo comma è sostituito dal seguente:

"Il presidente è cittadino di uno Stato membro ed è incaricato di preparare i lavori delle riunioni del consiglio delle autorità di vigilanza e del comitato esecutivo e di presiedere tali riunioni.";

b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Ai fini della selezione del presidente, la Commissione istituisce un comitato di selezione composto da sei personalità indipendenti di alto livello. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione nominano ciascuno due membri del comitato di selezione. Il comitato di selezione nomina il suo presidente tra i suoi membri. Il comitato di selezione decide a maggioranza semplice in merito alla pubblicazione dell'avviso di posto vacante, ai criteri di selezione e al profilo professionale specifico, alla composizione del gruppo di candidati nonché al metodo utilizzato per valutare il gruppo di candidati al fine di stilare un elenco ristretto, equilibrato dal punto di vista del genere, di almeno due candidati. In caso di parità, prevale il voto del presidente del comitato di selezione.

Il presidente è scelto in base ai meriti, alle competenze e alla conoscenza dei partecipanti ai mercati finanziari e dei mercati finanziari, in particolare nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati, tramite un invito generale a presentare candidature pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Il presidente ha un considerevole numero di anni di esperienza riconosciuta in materia di vigilanza e regolamentazione finanziarie nonché di esperienza nell'alta dirigenza, è in grado di dimostrare competenze dirigenziali ed elevati livelli di efficienza, abilità e integrità, oltre a possedere una comprovata conoscenza di almeno due lingue ufficiali dell'Unione.

Il comitato di selezione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio l'elenco ristretto di candidati per la posizione di presidente. Il Parlamento europeo può invitare i candidati selezionati ad audizioni a porte chiuse o pubbliche, rivolgere interrogazioni scritte ai candidati, opporsi alla designazione di un candidato e raccomandare il candidato che preferisce. Il Parlamento europeo e il Consiglio adottano una decisione congiunta di nomina del presidente a partire dall'elenco ristretto di candidati.

2 bis. Qualora il presidente non sia più in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento dei suoi compiti, compresi quelli di cui all'articolo 49, o abbia commesso una colpa grave, il Parlamento europeo e il Consiglio possono, a seguito di una proposta della Commissione o di propria iniziativa, adottare una decisione congiunta per rimuoverlo dal suo incarico. Quando elabora la sua proposta, la Commissione consulta le autorità nazionali competenti.";

b bis)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Il mandato del presidente è di otto anni e non è rinnovabile ▌.";

c)  il paragrafo 4 ▌ è sostituito dal seguente:

"4. Nel corso dei nove mesi che precedono la scadenza del mandato di otto anni del presidente, il consiglio delle autorità di vigilanza valuta:

a) i risultati conseguiti nel corso del primo mandato e il modo in cui sono stati raggiunti;

b) i doveri e le esigenze dell'Autorità per gli anni successivi.

Ai fini della valutazione di cui al primo comma, il consiglio delle autorità di vigilanza nomina un presidente supplente temporaneo scegliendolo tra i suoi membri.";

d)  il paragrafo 5 è soppresso;

(38 bis)  l'articolo 49 è sostituito dal seguente:

"Articolo 49Indipendenza

del presidente

Fatto salvo il ruolo del consiglio delle autorità di vigilanza in relazione ai compiti del presidente, il presidente non chiede né riceve istruzioni da parte di istituzioni o organi dell'Unione, dai governi▐ o da altri soggetti pubblici o privati.

Né gli Stati membri, né le istituzioni o gli organi dell'Unione, né altri soggetti pubblici o privati cercano di influenzare il presidente nell'assolvimento dei suoi compiti.

Conformemente allo statuto dei funzionari di cui all'articolo 68, il presidente, terminato l'incarico, è tenuto ad osservare i doveri di onestà e delicatezza nell'accettare determinate funzioni o determinati vantaggi.";

(39)  è inserito il seguente articolo 49 bis:

"Articolo 49 bisSpese

Il presidente rende pubbliche tutte le riunioni tenute con le parti interessate esterne entro un periodo di due settimane successivamente alla riunione e l'ospitalità ricevuta. Le spese sono registrate pubblicamente secondo quanto disposto dallo statuto dei funzionari.";

(40)  gli articoli 50, 51, 52 e 53 sono soppressi;

(41)  l'articolo 54 è così modificato:

a)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Il comitato congiunto funge da forum in cui l'Autorità coopera regolarmente e strettamente con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea) e l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e pensioni aziendali e professionali) per assicurare l'uniformità intersettoriale, tenendo pienamente conto nel contempo delle specificità settoriali, in particolare, se richiesto dal diritto dell'Unione, per quanto concerne:

– i conglomerati finanziari e il consolidamento transfrontaliero,

– la contabilità e la revisione dei conti,

– le analisi microprudenziali degli sviluppi intersettoriali, dei rischi e delle vulnerabilità in termini di stabilità finanziaria,

– i prodotti di investimento al dettaglio,

– la cibersicurezza,

– lo scambio di informazioni e di migliori prassi con il CERS e ▌le AEV,

i servizi finanziari al dettaglio e le tematiche inerenti alla tutela dei consumatori e degli investitori,

l'applicazione del principio di proporzionalità." ;

c)  è inserito il seguente paragrafo 2 bis:

"2 bis.  Il comitato congiunto funge da forum in cui l'Autorità coopera regolarmente e strettamente con l'Autorità bancaria europea e con l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali su questioni relative all'interazione tra i compiti dell'Autorità e dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e i compiti specifici di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettera l), del regolamento (UE) n. 1093/2010 conferiti all'Autorità bancaria europea.";

(42)  l'articolo 55 ▌è sostituito dal seguente:

"Articolo 55Composizione

1. Il comitato congiunto è composto dai presidenti delle AEV ▌.

2. Un membro del comitato esecutivo, un rappresentante della Commissione e il secondo presidente del CERS nonché, se del caso, il presidente di ogni sottocomitato del comitato congiunto sono invitati alle riunioni del comitato congiunto, come anche, se del caso, di ogni sottocomitato di cui all'articolo 57, in qualità di osservatori.

3. Il presidente del comitato congiunto è nominato in base a un sistema di rotazione annuale fra i presidenti delle AEV. Il presidente del comitato congiunto è il secondo vicepresidente del CERS.

4. Il comitato congiunto adotta e pubblica il suo regolamento interno. Il comitato congiunto può invitare osservatori. Il comitato congiunto adotta posizioni comuni per consenso. Il regolamento interno può specificare gli altri partecipanti alle riunioni del comitato congiunto.

Il comitato congiunto si riunisce almeno una volta ogni tre mesi.

4 bis. Il presidente dell'Autorità consulta e informa regolarmente il consiglio delle autorità di vigilanza riguardo alle posizioni assunte nel corso delle riunioni del comitato congiunto e dei suoi sottocomitati.";

(42 bis)  l'articolo 56 è sostituito dal seguente:

"Articolo 56Posizioni congiunte e atti comuni

Nel quadro dei compiti che le sono attribuiti ai sensi del capo II, in particolare in relazione all'attuazione della direttiva 2002/87/CE, ove opportuno, l'Autorità si adopera per adottare posizioni comuni con l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e pensioni aziendali e professionali) e l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea), a seconda dei casi.

Se richiesto dal diritto dell'Unione, gli atti di cui agli articoli da 10 a▐ 19 del presente regolamento per quanto riguarda l'applicazione della direttiva 2002/87/CE e di qualsiasi altro atto dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, che rientri anche nel settore di competenza dell'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea) o dell'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e pensioni aziendali e professionali) sono adottati in parallelo dall'Autorità, dall'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea) e dall'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e pensioni aziendali e professionali), a seconda dei casi.

Laddove la decisione dell'Autorità si discosti dalla posizione congiunta di cui al comma 1 o non sia possibile adottare alcuna decisione, l'Autorità informa senza indugio il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione delle sue motivazioni.";

(42 ter)  l'articolo 57 è sostituito dal seguente:

"Articolo 57Sottocomitati

1. Il comitato congiunto può istituire sottocomitati affinché elaborino progetti di posizioni congiunte e atti comuni per il comitato congiunto.

2. Il sottocomitato si compone dei presidenti delle AEV e di un rappresentante ad alto livello nominato tra il personale in servizio della corrispondente autorità competente di ogni Stato membro.

3. Il sottocomitato elegge tra i rappresentanti delle autorità competenti il presidente, che è altresì osservatore nel comitato congiunto.

3 bis. Ai fini dell'articolo 56, è istituito un sottocomitato per i conglomerati finanziari del comitato congiunto.

4. Il comitato congiunto rende pubblici sul suo sito web tutti i sottocomitati istituti, compresi i loro mandati e un elenco dei loro membri con le rispettive funzioni in seno al sottocomitato.";

(43)  l'articolo 58 è così modificato:

-a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. È istituita la commissione di ricorso delle autorità europee di vigilanza.";

-a bis)  al paragrafo 2, il comma 1 è sostituito dal seguente:

2. "La commissione di ricorso è composta di sei membri e sei supplenti, persone di indubbio prestigio, che abbiano dato prova delle conoscenze pertinenti in materia di diritto dell'Unione e di un'esperienza professionale internazionale, a livello sufficientemente elevato in campo bancario, assicurativo, delle pensioni aziendali e professionali, dei mercati azionari o altri servizi finanziari, ad eccezione del personale in servizio delle autorità competenti o di altre istituzioni nazionali o dell'Unione coinvolte nelle attività dell'Autorità e dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati. I membri sono cittadini di uno Stato membro e hanno una conoscenza approfondita di almeno due lingue ufficiali dell'Unione. La commissione di ricorso è in possesso delle sufficienti competenze giuridiche necessarie a fornire consulenza giuridica sulla legittimità e sulla proporzionalità dell'esercizio dei poteri dell'Autorità.";

a)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Due membri della commissione di ricorso e due supplenti sono nominati dal comitato esecutivo dell'Autorità da un elenco ristretto di candidati proposto dalla Commissione a seguito di un invito a manifestare interesse pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e previa consultazione del consiglio delle autorità di vigilanza.

Dopo aver ricevuto l'elenco ristretto, il Parlamento europeo può invitare i candidati a membri e supplenti a rilasciare una dichiarazione dinanzi ad esso e a rispondere alle domande poste dai suoi deputati prima della nomina.

Il Parlamento europeo può invitare i membri della commissione di ricorso a rilasciare una dichiarazione dinanzi ad esso e a rispondere alle domande poste dai suoi deputati ogniqualvolta sia richiesto.";

b)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:

"5. Il membro della commissione di ricorso nominato dal comitato esecutivo dell'Autorità è rimosso durante il suo mandato solo per colpa grave e se il comitato esecutivo decide in tal senso, previa consultazione del consiglio delle autorità di vigilanza.";

b bis)  il paragrafo 8 è sostituito dal seguente:

"8. Le AEV assicurano un adeguato sostegno operativo e amministrativo permanente alla commissione di ricorso tramite il comitato congiunto.";

(44)  all'articolo 59, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

"1. I membri della commissione di ricorso sono indipendenti nelle loro decisioni. Essi non sono vincolati da alcuna istruzione. Essi non esercitano altre funzioni in relazione all'Autorità, al suo comitato esecutivo o al suo consiglio delle autorità di vigilanza.

2. I membri della commissione di ricorso e il personale dell'Autorità che fornisce sostegno operativo e amministrativo non prendono parte a un procedimento di ricorso in cui abbiano un conflitto di interessi, se vi hanno precedentemente preso parte come rappresentanti di una delle parti o se sono intervenuti nell'adozione della decisione oggetto del ricorso.";

(45)  all'articolo 60, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Qualsiasi persona fisica o giuridica, incluse le autorità competenti, può proporre ricorso contro una decisione dell'Autorità di cui agli articoli 16, 16 bis, 17, 18, 19 e 35, anche in merito alla sua proporzionalità, e contro ogni altra decisione adottata dall'Autorità in conformità degli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, avente come destinatario la predetta persona, o contro una decisione che, pur apparendo come una decisione presa nei confronti di un'altra persona, riguardi detta persona direttamente e individualmente.

2. Il ricorso, insieme a una memoria che ne espone i motivi, è presentato per iscritto all'Autorità entro tre mesi dalla data della notifica della decisione alla persona interessata o, in assenza di notifica, dal giorno in cui l'Autorità ha pubblicato la sua decisione.

La commissione di ricorso decide in merito al ricorso nei tre mesi dalla presentazione del ricorso."

(46)  l'articolo 62 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Le entrate dell'Autorità sono costituite, fatte salve altre entrate, da una combinazione di:

a)  un contributo integrativo dell'Unione, iscritto nel bilancio generale dell'Unione europea (sezione "Commissione"), che è almeno pari al 35 % delle entrate stimate dell'Autorità;

a bis)  i contributi obbligatori delle autorità pubbliche nazionali competenti per la vigilanza degli istituti finanziari fino al 65% delle entrate stimate dell'Autorità;

b)  a seconda dell'evoluzione dell'ambito di applicazione della vigilanza specifica degli istituti, i contributi annuali degli istituti finanziari, basati sulle previsioni di spesa annuali relative alle attività previste dal presente regolamento e dagli atti dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, per ogni categoria di partecipanti nell'ambito di competenza dell'Autorità;

c)  le commissioni pagate all'Autorità nei casi previsti dai pertinenti strumenti del diritto dell'Unione;

d)  i contributi▐ degli Stati membri o degli osservatori;

e)  gli oneri per le pubblicazioni, la formazione e gli altri servizi richiesti dalle autorità competenti."

1 bis. Le entrate dell'Autorità non ne compromettono né l'indipendenza né l'obiettività.;

a bis)  al paragrafo 4, è inserito il comma seguente:

"Le stime si basano sugli obiettivi e sui risultati previsti del programma di lavoro annuale di cui all'articolo 47, paragrafo 2, e tengono conto delle risorse finanziarie necessarie per conseguire tali obiettivi e risultati previsti."

b)  è aggiunto il seguente paragrafo:

"5. I contributi volontari degli Stati membri e degli osservatori di cui al paragrafo 1, lettera d), non sono accettati se la loro accettazione mette in dubbio l'indipendenza e l'imparzialità dell'Autorità.";

(47 bis)  è inserito il seguente articolo 62 ter:

"Articolo 62 terCommissioni di vigilanza per le CCP

1. L'Autorità impone, in conformità del presente regolamento e degli atti delegati adottati a norma del paragrafo 3, il pagamento delle seguenti commissioni:

a) commissioni associate alla domanda di autorizzazione di cui all'articolo 17 o alla domanda di riconoscimento di cui all'articolo 25; e

b) commissioni annuali associate ai compiti dell'Autorità in conformità al presente regolamento.

2. Le commissioni di cui al paragrafo 1 sono proporzionate al fatturato della CCP interessata e coprono interamente le spese necessarie dell'Autorità relative all'autorizzazione o al riconoscimento della CCP, a seconda dei casi, e all'assolvimento dei suoi compiti in conformità del presente regolamento.

3. La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 82, al fine di precisare ulteriormente quanto segue:

a) i tipi di commissione;

b) le fattispecie per cui esse sono esigibili;

c) l'importo delle commissioni;

d) le modalità di pagamento da parte dei seguenti soggetti:

i) le CCP stabilite nell'Unione che sono autorizzate o che presentano domanda di autorizzazione;

ii) le CCP stabilite nei paesi terzi che sono riconosciute in conformità all'articolo 25, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 648/2012;"

(48)  l'articolo 63 è sostituito dal seguente:

"Articolo 63Formazione del bilancio

1. Ogni anno il membro incaricato elabora un progetto di documento unico di programmazione provvisorio dell'Autorità per i tre esercizi finanziari successivi, che indica le entrate e le spese stimate e informazioni sul personale, sulla base della sua programmazione annuale e pluriennale, e lo trasmette al comitato esecutivo e al consiglio delle autorità di vigilanza, assieme alla tabella dell'organico.

Le spese e le commissioni dell'Autorità per quanto concerne i compiti e i poteri di cui all'articolo 44 ter, paragrafo 1, figurano separati all'interno dello stato di previsione di cui al primo comma. Prima dell'adozione dello stato di previsione, il progetto preparato dal membro incaricato relativamente a tali spese e commissioni è approvato dal comitato di vigilanza delle CCP.

I conti annuali dell'ESMA, redatti e pubblicati conformemente all'articolo 64, paragrafo 6, riportano le entrate e le spese connesse ai compiti di cui all'articolo 44 ter, paragrafo 1.

1 bis. Il presidente presenta il progetto di documento unico di programmazione al Parlamento europeo e al Consiglio, e in seguito il consiglio delle autorità di vigilanza, sulla base del progetto che è stato approvato dal comitato esecutivo e dal comitato di vigilanza delle CCP per le spese e le commissioni per quanto concerne i compiti e i poteri di cui all'articolo 44 ter, paragrafo 1, adotta il progetto di documento unico di programmazione per i tre esercizi finanziari successivi.

1 ter. Il ▌documento unico di programmazione è trasmesso dal comitato esecutivo alla Commissione, al Parlamento europeo e al Consiglio, nonché alla Corte dei conti europea, entro il 31 gennaio. Fatta salva l'adozione del bilancio annuale, il Parlamento europeo approva il documento unico di programmazione.

2. Tenendo conto del ▌documento unico di programmazione, la Commissione inserisce nel progetto di bilancio dell'Unione le previsioni che ritiene necessarie relativamente all'organico e all'importo del contributo integrativo a carico del bilancio generale dell'Unione conformemente agli articoli 313 e 314 del trattato.

3. L'autorità di bilancio adotta la tabella dell'organico dell'Autorità. L'autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti a titolo del contributo integrativo destinato all'Autorità e approva il limite delle spese totali dell'Autorità.

4. Il bilancio dell'Autorità è adottato dal consiglio delle autorità di vigilanza. Esso diventa definitivo dopo l'adozione definitiva del bilancio generale dell'Unione. Se del caso, si procede agli opportuni adeguamenti.

5. Il comitato esecutivo notifica senza indugio all'autorità di bilancio che intende attuare un progetto che può avere implicazioni finanziarie significative per il finanziamento del suo bilancio, in particolare per quanto riguarda i progetti in campo immobiliare, quali la locazione o l'acquisto di edifici.

5 bis.  L'autorità di bilancio autorizza qualsiasi progetto che possa avere implicazioni finanziarie significative o a lungo termine per il finanziamento del bilancio dell'Autorità, in particolare per quanto riguarda i progetti in campo immobiliare, quali la locazione o l'acquisto di edifici, comprese le clausole di rescissione anticipata.";

(49)  l'articolo 64 è sostituito dal seguente:

"Articolo 64Esecuzione e controllo del bilancio

1. Il membro incaricato esercita le funzioni di ordinatore e dà esecuzione al bilancio annuale dell'Autorità.

2. Il contabile dell'Autorità, che è indipendente, trasmette i conti provvisori al contabile della Commissione e alla Corte dei conti entro il 1º marzo dell'esercizio successivo. L'articolo 70 non impedisce all'Autorità di fornire alla Corte dei conti europea ogni eventuale informazione richiesta dalla Corte che rientri nelle competenze di quest'ultima.

3. Il contabile dell'Autorità trasmette entro il 1º marzo dell'esercizio successivo le informazioni contabili necessarie ai fini del consolidamento al contabile della Commissione, secondo le modalità e il formato stabiliti dal contabile.

4. Il contabile dell'Autorità trasmette la relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio ai membri del consiglio delle autorità di vigilanza, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti entro il 31 marzo dell'esercizio successivo.

5. Dopo aver tenuto conto delle osservazioni della Corte dei conti sui conti provvisori dell'Autorità, conformemente alle disposizioni dell'articolo 148 del regolamento finanziario, il contabile dell'Autorità, agendo sotto la propria responsabilità, redige i conti definitivi dell'Autorità. Il membro incaricato li trasmette al consiglio delle autorità di vigilanza, che formula un parere su tali conti.

6. Il contabile dell'Autorità trasmette i conti definitivi, accompagnati dal parere del consiglio delle autorità di vigilanza, entro il 1º luglio dell'esercizio successivo al contabile della Commissione, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti.

Il contabile dell'Autorità trasmette inoltre al contabile della Commissione, entro il 1º luglio, una rendicontazione in un formato standard stabilito dal contabile della Commissione ai fini del consolidamento.

7. I conti definitivi sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 15 novembre dell'esercizio successivo.

8. Entro il 30 settembre il membro incaricato invia alla Corte dei conti una risposta alle osservazioni di quest'ultima. Invia tale risposta anche al comitato esecutivo e alla Commissione.

9. Il membro incaricato presenta al Parlamento europeo, su richiesta di quest'ultimo, come previsto all'articolo 165, paragrafo 3, del regolamento finanziario, ogni informazione necessaria per la corretta applicazione della procedura di discarico per l'esercizio finanziario in questione.

10. Il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, dà discarico, entro il 15 maggio dell'anno N+2, all'Autorità sull'esecuzione del bilancio dell'esercizio finanziario N.

10 bis. L'Autorità formula un parere motivato sulla posizione del Parlamento europeo e su qualsiasi altra osservazione formulata dallo stesso nell'ambito della procedura di discarico.";

(49 bis)  è inserito il seguente articolo 64 bis:

"Articolo 64 bisAudit interno dell'Autorità

L'Autorità istituisce un comitato di audit interno che presenta al Parlamento europeo e al Consiglio un parere sul discarico relativo alla parte del bilancio che non è a carico del bilancio dell'Unione.";

(50)  l'articolo 65 è sostituito dal seguente:

"Articolo 65Disposizioni finanziarie

Le disposizioni finanziarie applicabili all'Autorità sono adottate dal comitato esecutivo previa consultazione della Commissione. Tali disposizioni possono discostarsi dal regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione*, per gli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 solo se lo richiedono le esigenze operative specifiche dell'Autorità e unicamente previo accordo della Commissione.

*Regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42).";

(51)  all'articolo 66, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Al fine di lottare contro la frode, la corruzione ed altre attività illegali si applica all'Autorità senza limitazioni il regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio*.

*Regolamento (UE) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1).";

(52)  l'articolo 68 è così modificato:

a)  i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Al personale dell'Autorità, compresi i membri a tempo pieno del comitato esecutivo, il presidente, il capo del comitato di vigilanza delle CCP e i direttori di cui all'articolo 44 bis, paragrafo 1, lettera a), punto i), si applicano lo statuto dei funzionari e il regime applicabile agli altri agenti nonché le regole adottate congiuntamente dalle istituzioni dell'Unione ai fini della loro applicazione.

2. Il comitato esecutivo, in accordo con la Commissione, adotta le misure di applicazione necessarie a norma delle disposizioni dell'articolo 110 dello statuto dei funzionari.";

b)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4. Il comitato esecutivo adotta disposizioni che consentano di ricorrere a esperti nazionali distaccati dagli Stati membri presso l'Autorità.";

(53)  l'articolo 70 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. I membri del consiglio delle autorità di vigilanza e tutto il personale dell'Autorità, ivi compresi i funzionari temporaneamente distaccati dagli Stati membri e tutte le altre persone che svolgono compiti per l'Autorità su base contrattuale, sono soggetti all'obbligo del segreto professionale conformemente all'articolo 339 TFUE e alle disposizioni della pertinente normativa dell'Unione, anche dopo la cessazione dalle loro funzioni.

L'articolo 16 dello statuto dei funzionari si applica a tutto il personale dell'Autorità, tra cui i funzionari temporaneamente distaccati dagli Stati membri e tutte le altre persone che svolgono compiti per l'Autorità su base contrattuale.";

b)  al paragrafo 2, il secondo comma è sostituito dal seguente:

"L'obbligo di cui al paragrafo 1 e al primo comma del presente paragrafo non impedisce all'Autorità e alle autorità competenti di utilizzare le informazioni per garantire l'osservanza degli atti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, in particolare nelle procedure di adozione delle decisioni.";

c)  è inserito il seguente paragrafo 2 bis:

"2 bis. Il comitato esecutivo, il comitato di vigilanza delle CCP e il consiglio delle autorità di vigilanza garantiscono che le persone che forniscono servizi, direttamente o indirettamente, in modo permanente o occasionale, connessi ai compiti dell'Autorità, compresi i funzionari e le altre persone autorizzate dal comitato esecutivo e dal consiglio delle autorità di vigilanza o designate dalle autorità competenti a tal fine, siano soggette all'obbligo del segreto professionale in maniera equivalente a quanto previsto ai precedenti paragrafi.

Lo stesso obbligo del segreto professionale si applica anche agli osservatori che partecipano alle riunioni del comitato esecutivo, del comitato di vigilanza delle CCP e del consiglio delle autorità di vigilanza e che partecipano alle attività dell'Autorità.";

d)  i paragrafi 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:

"3. I paragrafi 1 e 2 non ostano a che l'Autorità proceda allo scambio di informazioni con le autorità competenti previsto dal presente regolamento e da altra normativa dell'Unione applicabile agli istituti finanziari.

I paragrafi 1 e 2 non si applicano ad alcuna persona che segnala o comunica informazioni in relazione a una minaccia o a un pregiudizio al pubblico interesse nel contesto del suo rapporto di lavoro.

Le informazioni di cui al paragrafo 2 sono coperte dal segreto professionale di cui ai paragrafi 1 e 2. L'Autorità inserisce nel proprio regolamento interno le disposizioni pratiche per l'attuazione delle norme di riservatezza di cui ai paragrafi 1 e 2.

4. L'Autorità applica la decisione (UE, Euratom)2015/444 della Commissione ▌.

4 bis. L'Autorità dispone di canali di segnalazione dedicati per ricevere e gestire informazioni fornite da un soggetto segnalante in merito a violazioni effettive o potenziali degli atti dell'Unione, abusi del diritto o casi di malamministrazione.";

(54)  l'articolo 71 è sostituito dal seguente:

"Il presente regolamento fa salvi gli obblighi a carico degli Stati membri in relazione al trattamento dei dati personali di cui al regolamento (UE) 2016/679 o gli obblighi a carico dell'Autorità in relazione al trattamento dei dati personali di cui al regolamento (UE) n. 2018/XXX (regolamento sulla protezione dei dati per le istituzioni e gli organismi dell'UE) nell'esercizio delle sue competenze.";

(55)  all'articolo 72, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Il comitato esecutivo adotta le disposizioni pratiche per l'attuazione del regolamento (CE) n. 1049/2001.";

(56)  all'articolo 73, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Il comitato esecutivo decide riguardo al regime linguistico interno dell'Autorità.";

(57)  all'articolo 74, il primo comma è sostituito dal seguente:

"Le necessarie disposizioni relative all'ubicazione dell'Autorità nello Stato membro in cui si trova la sede e alle strutture messe a disposizione dal predetto Stato membro, nonché le norme specifiche applicabili in tale Stato membro al personale dell'Autorità e ai loro familiari, sono fissate in un accordo sulla sede concluso, previa approvazione del comitato esecutivo, fra l'Autorità e il predetto Stato membro.";

(57 bis)  all'articolo 75, i paragrafi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

"2. L'Autorità coopera con i paesi terzi di cui al paragrafo 1 che applichino una normativa riconosciuta come equivalente nei settori di competenza dell'Autorità di cui all'articolo 1, paragrafo 2, come previsto negli accordi internazionali conclusi dall'Unione conformemente all'articolo 218 TFUE.

3. Conformemente alle pertinenti disposizioni degli accordi di cui ai paragrafi 1 e 2, sono elaborate disposizioni dirette a precisare, in particolare, la natura, la portata e le modalità della partecipazione dei paesi di cui al paragrafo 1, in particolare per quanto riguarda i paesi che sono membri dello Spazio economico europeo, ai lavori dell'Autorità, comprese le disposizioni relative ai contributi finanziari e al personale. Esse possono prevedere una rappresentanza nella governance dell'Autorità in qualità di osservatore, ma assicurano che detti paesi non partecipino alle discussioni relative a singoli istituti finanziari, tranne qualora esista un interesse diretto.";

(58)  è inserito il seguente articolo 75 bis:

"Articolo 75 bisEsercizio della delega

1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

3. La delega di potere di cui all'articolo 35 quinquies, paragrafo 2, secondo comma, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4. Prima di adottare un atto delegato, la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro conformemente ai principi stabiliti dall'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.

5. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

6. L'atto delegato adottato a norma dell'articolo 35 quinquies, paragrafo 2, secondo comma, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.";

(59)  l'articolo 76 è sostituito dal seguente:

"Articolo 76Rapporti con il CESR

L'Autorità succede giuridicamente al CESR. Entro la data d'istituzione dell'Autorità, tutto l'attivo e il passivo e tutte le operazioni del CESR rimaste in sospeso sono trasferiti automaticamente all'Autorità. Il CESR redige un documento attestante lo stato patrimoniale alla data del trasferimento. Tale documento è sottoposto a revisione contabile e approvato dal CESR e dalla Commissione.";

(60)  è inserito un nuovo articolo 77 bis:

"Articolo 77 bisDisposizioni transitorie

I compiti e la posizione del direttore esecutivo, nominato in conformità del presente regolamento ▌modificato da ultimo dalla direttiva 2014/51/UE e in carica il [UP: inserire la data corrispondente a 3 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], terminano in tale data.

I compiti e la posizione del presidente, nominato in conformità del presente regolamento ▌modificato da ultimo dalla direttiva 2014/51/UE e in carica il [UP: inserire la data corrispondente a 3 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], continuano fino alla scadenza.

I compiti e la posizione dei membri del consiglio di amministrazione, nominati in conformità del presente regolamento ▌modificato da ultimo dalla direttiva 2014/51/UE e in carica il [UP: inserire la data corrispondente a 3 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], terminano in tale data.";

(60 bis)  l'articolo 79 è soppresso.

(60 ter)  l'articolo 80 è soppresso.

(60 quater)  l'articolo 81 è sostituito dal seguente:

"Articolo 81

Clausola di revisione

1. Entro il ... … [18 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento] e, in seguito, ogni tre anni, la Commissione pubblica una relazione generale sull'esperienza acquisita grazie all'operato dell'Autorità e alle procedure di cui al presente regolamento. La relazione valuta tra l'altro:

a) l'efficacia e la convergenza nelle prassi di vigilanza raggiunta dalle autorità competenti;

i) l'indipendenza▐ delle autorità competenti e la convergenza negli standard equivalenti alla governance;

ii) l'imparzialità, l'obiettività e l'autonomia dell'Autorità;

b) il funzionamento dei collegi delle autorità di vigilanza;

c) i progressi compiuti verso la convergenza nei settori della prevenzione, della gestione e della risoluzione delle crisi, inclusi i meccanismi di finanziamento dell'Unione;

d) il ruolo dell'Autorità riguardo al rischio sistemico;

e) l'applicazione della clausola di salvaguardia di cui all'articolo 38;

f) l'applicazione del ruolo di mediazione vincolante di cui all'articolo 19;

f bis) il funzionamento del processo decisionale del comitato congiunto.

2. La relazione di cui al paragrafo 1 valuta inoltre:

a) se sia opportuno continuare una vigilanza separata di banche, assicurazioni, pensioni aziendali e professionali, strumenti e mercati finanziari;

b) se sia opportuno iniziare la vigilanza prudenziale e supervisionare l'esercizio dell'attività in modo distinto o tramite un'unica autorità di vigilanza;

c) se sia opportuno semplificare e rafforzare la struttura del SEVIF onde aumentare la coerenza tra i livelli macro e micro e tra le AEV;

d) se l'evoluzione del SEVIF sia coerente con l'evoluzione globale;

e) se la composizione del SEVIF presenti sufficiente diversificazione ed eccellenza;

f) se siano adeguate la responsabilità e la trasparenza per quanto riguarda gli obblighi di pubblicazione;

g) se le risorse dell'Autorità siano adeguate per consentirle di adempiere alle sue responsabilità;

h) se sia opportuno mantenere la sede dell'Autorità ovvero riunire le AEV in un'unica sede al fine di migliorarne il coordinamento.

2 bis. Nell'ambito della relazione generale di cui al paragrafo 1, la Commissione, previa consultazione di tutte le pertinenti autorità e parti interessate, effettua una valutazione esaustiva dell'attuazione, del funzionamento e dell'efficacia dell'emanazione di lettere di non intervento a norma dell'articolo 9 bis del presente regolamento.

2 ter. Nell'ambito della relazione generale di cui al paragrafo 1, la Commissione, previa consultazione di tutte le pertinenti autorità e parti interessate, effettua una valutazione esaustiva sulla potenziale vigilanza delle sedi di negoziazione di paesi terzi da parte dell'ESMA, esaminando aspetti quali il riconoscimento basato sull'importanza sistemica, i requisiti organizzativi, la conformità su base continuativa, le sanzioni amministrative pecuniarie e le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento, nonché il personale e le risorse. Nella valutazione la Commissione considera gli effetti sulla liquidità, tra cui la disponibilità dei prezzi migliori per gli investitori, l'esecuzione alle condizioni migliori per i clienti dell'UE, gli ostacoli all'accesso e i vantaggi economici per le controparti dell'UE nel commercio mondiale, nonché lo sviluppo dell'Unione dei mercati dei capitali.

2 quater. Nell'ambito della relazione generale di cui al paragrafo 1, la Commissione, previa consultazione di tutte le pertinenti autorità e parti interessate, effettua una valutazione esaustiva sulla potenziale vigilanza dei CSD di paesi terzi da parte dell'ESMA, esaminando aspetti quali il riconoscimento basato sull'importanza sistemica, i requisiti organizzativi, la conformità su base continuativa, le sanzioni amministrative pecuniarie e le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento, nonché il personale e le risorse.

2 quinquies. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio entro il [18 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento] le valutazioni di cui al paragrafo 2 bis, 2 ter e 2 quater, corredate, se del caso, di proposte legislative.

3. Riguardo alla questione della vigilanza diretta di istituzioni o infrastrutture di portata paneuropea, la Commissione, tenuto conto degli sviluppi del mercato, della stabilità del mercato interno e della coesione dell'Unione nel suo complesso, elabora una relazione annuale sull'opportunità di attribuire all'Autorità ulteriori competenze di vigilanza in questo settore.

4. La relazione e le eventuali proposte di accompagnamento sono trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio.".

Articolo 6Modifiche del regolamento (UE) n. 600/2014 sui mercati degli strumenti finanziari

Il regolamento (UE) n. 600/2104 è così modificato:

(25)  l'articolo 1 è così modificato:

a)  al paragrafo 1, è aggiunta la seguente lettera g):

"l'autorizzazione e la vigilanza dei fornitori di servizi di comunicazione dati.";

b)  all'articolo 1, è inserito il seguente paragrafo 5 bis:

"5 bis. 5 bis. Gli articoli 40 e 42 si applicano anche alle società di gestione di organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) e alle società di investimento di OICVM autorizzate a norma della direttiva 2009/65/CE e ai gestori di fondi di investimento alternativi (GEFIA) autorizzati a norma della direttiva 2011/61/UE.";

(26)  l'articolo 2, punto 1, è modificato come segue:

a)  i punti 34, 35 e 36 sono sostituiti dai seguenti:

"(34)  "dispositivo di pubblicazione autorizzato" o "APA": soggetto autorizzato ai sensi delle disposizioni del presente regolamento a pubblicare le segnalazioni delle operazioni concluse per conto di imprese di investimento ai sensi degli articoli 20 e 21;

(35) "fornitore di un sistema consolidato di pubblicazione" o "CTP": soggetto autorizzato ai sensi del presente regolamento a fornire il servizio di raccolta, presso mercati regolamentati, sistemi multilaterali di negoziazione, sistemi organizzati di negoziazione e APA, delle segnalazioni delle operazioni concluse per gli strumenti finanziari di cui agli articoli 6, 7, 10, 12, 13, 20 e 21 e di consolidamento delle suddette informazioni in un flusso elettronico di dati attualizzati in continuo, in grado di fornire informazioni sui prezzi e sul volume per ciascuno strumento finanziario;

(36) "meccanismo di segnalazione autorizzato" o "ARM": soggetto autorizzato ai sensi del presente regolamento a segnalare le informazioni di dettaglio sulle operazioni alle autorità competenti o all'ESMA per conto delle imprese di investimento;";

b)  è inserito il seguente punto 36 bis:

"36 bis) "fornitori di servizi di comunicazione dati": persone di cui ai punti da 34 a 36 e persone di cui all'articolo 38 bis e all'articolo 27 bis, paragrafo 2;";

(27)  l'articolo 22 è sostituito dal seguente:

"Articolo 22Informazioni da fornire a fini della trasparenza e dell'effettuazione degli altri calcoli

1. Per effettuare calcoli al fine di determinare i requisiti di trasparenza pre- e post-negoziazione e i regimi relativi all'obbligo di negoziazione di cui agli articoli da 3 a 11, agli articoli da 14 a 21 e all'articolo 32, che sono applicabili agli strumenti finanziari e per determinare se un'impresa di investimento è un internalizzatore sistematico, l'ESMA e le autorità competenti possono chiedere informazioni:

a)  alle sedi di negoziazione;

b)  agli APA; e

c)  ai fornitori di un sistema consolidato di pubblicazione.

2. Le sedi di negoziazione, i dispositivi di pubblicazione autorizzati e i fornitori di un sistema consolidato di pubblicazione conservano tutti i dati necessari per un periodo sufficiente.

3. L'ESMA elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per individuare il contenuto e la frequenza delle richieste di dati, i formati e i termini entro cui le sedi di negoziazione, i dispositivi di pubblicazione autorizzati e i fornitori di un sistema consolidato di pubblicazione sono tenuti a rispondere alle richieste di dati di cui al paragrafo 1, il tipo di dati che devono essere conservati e il periodo minimo durante il quale le sedi di negoziazione, i dispositivi di pubblicazione autorizzati e i fornitori di un sistema consolidato di pubblicazione sono tenuti a conservare i dati per poter dare seguito a dette richieste, ai sensi del paragrafo 2.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al presente paragrafo conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.";

(28)  l'articolo 26 è sostituito dal seguente:

"Articolo 26Obbligo di segnalare le operazioni

1.  Le imprese di investimento che effettuano operazioni in strumenti finanziari comunicano in modo completo e accurato i dettagli di tali operazioni all'autorità competente il più rapidamente possibile, e al più tardi entro la fine del giorno lavorativo seguente.

Le autorità competenti, a norma dell'articolo 85 della direttiva 2014/65/UE, istituiscono i dispositivi necessari per assicurare che anche l'autorità competente del mercato più rilevante in termini di liquidità per tali strumenti finanziari riceva tali informazioni.

Le autorità competenti rendono accessibili all'ESMA, senza indugio, tutte le informazioni comunicate a norma del presente articolo.

2.  L'obbligo di cui al paragrafo 1 si applica:

a) agli strumenti finanziari ammessi alla negoziazione o negoziati in una sede di negoziazione o per i quali è stata presentata una richiesta di ammissione alla negoziazione;

b) agli strumenti finanziari il cui sottostante è uno strumento finanziario negoziato in una sede di negoziazione; e

c) agli strumenti finanziari il cui sottostante è un indice o un paniere composto da strumenti finanziari negoziati in una sede di negoziazione.

L'obbligo si applica alle operazioni relative agli strumenti finanziari di cui alle lettere da a) a c) indipendentemente dal fatto che tali operazioni siano effettuate in una sede di negoziazione o meno.

3.  Le segnalazioni comprendono in particolare i nomi e gli identificativi degli strumenti acquistati o venduti, il quantitativo, le date e le ore di esecuzione, i prezzi delle operazioni, un elemento di identificazione dei clienti per conto dei quali l'impresa di investimento ha effettuato l'operazione, un elemento di identificazione delle persone e degli algoritmi informatici all'interno dell'impresa di investimento responsabili della decisione di investimento e dell'esecuzione dell'operazione, un elemento di identificazione che permetta di individuare la deroga applicabile in virtù della quale è stata effettuata la transazione, nonché i mezzi per identificare le imprese di investimento interessate, e un elemento di identificazione per individuare vendite allo scoperto quali definite all'articolo 2, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) n. 236/2012 con riferimento a titoli azionari e a strumenti di debito sovrano nell'ambito di applicazione degli articoli 12, 13 e 17 di tale regolamento. Per le operazioni non effettuate in una sede di negoziazione, le segnalazioni includono un elemento di identificazione delle tipologie di operazioni conformemente alle misure da adottare ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 3, lettera a), e dell'articolo 21, paragrafo 5, lettera a). Per gli strumenti derivati su merci, le segnalazioni indicano se l'operazione riduce il rischio in modo oggettivamente misurabile conformemente all'articolo 57 della direttiva 2014/65/UE.

4.  Le imprese di investimento che trasmettono ordini includono nella trasmissione di un determinato ordine le informazioni specificate ai paragrafi 1 e 3. Invece di includere le informazioni di cui sopra al momento di trasmettere gli ordini, un'impresa di investimento può scegliere di segnalare l'ordine trasmesso, se è stato eseguito, come un'operazione, conformemente ai requisiti di cui al paragrafo 1. In tal caso l'impresa di investimento dichiara, nella segnalazione dell'operazione, che questa riguarda un ordine trasmesso.

5.  Il gestore di una sede di negoziazione segnala le informazioni sulle operazioni in strumenti negoziati sulla propria piattaforma che sono stati eseguiti tramite i propri sistemi da un'impresa alla quale non si applica il presente regolamento conformemente ai paragrafi 1 e 3.

6.  Nel segnalare l'elemento di identificazione dei clienti di cui ai paragrafi 3 e 4, le imprese di investimento utilizzano l'identificativo della persona giuridica stabilito al fine di identificare i clienti che sono persone giuridiche.

Entro il [UP: inserire la data corrispondente a 24 mesi dopo la data di entrata in vigore] l'ESMA elabora orientamenti, conformemente all'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1095/2010, atti a garantire che l'applicazione degli identificativi delle persone giuridiche all'interno dell'Unione sia conforme alle norme internazionali, in particolare quelle stabilite dal Consiglio per la stabilità finanziaria.

7.  Le segnalazioni sono effettuate all'autorità competente dalla stessa impresa di investimento, da un meccanismo di segnalazione autorizzato che opera per suo conto o dalla sede di negoziazione tramite il cui sistema viene conclusa l'operazione, conformemente ai paragrafi 1, 3 e 9.

Le imprese di investimento sono responsabili della completezza, dell'esattezza e della tempestiva trasmissione delle segnalazioni all'autorità competente.

In deroga a tale responsabilità, qualora un'impresa di investimento comunichi le informazioni riguardanti tali operazioni mediante un ARM che agisce per suo conto o una sede di negoziazione, l'impresa di investimento non è responsabile per le mancanze, attribuibili all'ARM o alla sede di negoziazione, riguardanti la completezza, l'esattezza e la tempestiva trasmissione delle segnalazioni. In tali casi e a norma dell'articolo 66, paragrafo 4, della direttiva 2014/65/UE, l'ARM o la sede di negoziazione sono responsabili per tali mancanze.

Le imprese di investimento devono comunque adottare misure ragionevoli per verificare la completezza, l'esattezza e la puntualità delle segnalazioni relative alle operazioni che sono state presentate per loro conto.

Lo Stato membro d'origine prescrive che la sede di negoziazione, al momento di effettuare segnalazioni per conto dell'impresa di investimento, adotti efficaci meccanismi di sicurezza finalizzati a garantire la sicurezza e l'autenticazione dei mezzi per il trasferimento delle informazioni, a ridurre al minimo i rischi di corruzione dei dati e accesso non autorizzato e a prevenire la diffusione non autorizzata di informazioni mantenendo in ogni momento la natura confidenziale dei dati. Lo Stato membro d'origine prescrive che la sede di negoziazione mantenga risorse adeguate e si doti di dispositivi di back-up al fine di poter offrire e mantenere i propri servizi in ogni momento.

I sistemi di riscontro o segnalazione delle operazioni, compresi i repertori di dati sulle negoziazioni registrati o riconosciuti a norma del titolo VI del regolamento (UE) n. 648/2012, possono essere approvati dall'autorità competente come ARM, al fine di trasmettere segnalazioni di operazioni all'autorità competente conformemente ai paragrafi 1, 3 e 9.

Se le operazioni sono state segnalate a un repertorio di dati sulle negoziazioni a norma dell'articolo 9 del regolamento (UE) n. 648/2012 che è approvato come un ARM e qualora tali segnalazioni contengano le informazioni richieste a norma dei paragrafi 1, 3 e 9 e siano trasmesse all'autorità competente dal repertorio di dati sulle negoziazioni entro i termini di cui al paragrafo 1, l'obbligo dell'impresa di investimento di cui al paragrafo 1 si ritiene assolto.

Qualora vi siano errori o omissioni nelle comunicazioni delle operazioni, l'ARM, l'impresa di investimento o la sede di negoziazione che comunica l'operazione corregge le informazioni e trasmette all'autorità competente la segnalazione corretta.

8.  Quando, ai sensi dell'articolo 35, paragrafo 8, della direttiva 2014/65/UE, le segnalazioni di cui al presente articolo sono trasmesse all'autorità competente, questa trasmette le informazioni in questione alle autorità competenti dello Stato membro d'origine dell'impresa di investimento, a meno che queste ultime decidano di non voler ricevere tali informazioni.

9.  L'ESMA elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare:

a)  gli standard e i formati relativi ai dati per le informazioni da segnalare ai sensi dei paragrafi 1 e 3, ivi compresi i metodi e i dispositivi volti a segnalare le operazioni finanziarie, nonché la forma e il contenuto di tali segnalazioni;

b)  i criteri per definire un mercato importante conformemente al paragrafo 1;

c)  i riferimenti degli strumenti finanziari acquistati o venduti, il quantitativo, le date e le ore di esecuzione, i prezzi delle operazioni, le informazioni e i dettagli relativi all'identità del cliente, l'elemento di identificazione dei clienti per conto dei quali l'impresa di investimento ha effettuato l'operazione, l'elemento di identificazione delle persone e degli algoritmi informatici in seno all'impresa responsabile della decisione di investimento e dell'esecuzione dell'operazione, un elemento di identificazione che permetta di individuare la deroga applicabile in virtù della quale è stata effettuata la transazione, i mezzi per identificare le imprese di investimento interessate, le modalità di esecuzione dell'operazione, i campi di dati necessari per il trattamento e l'analisi delle segnalazioni delle operazioni ai sensi del paragrafo 3; e

d)  l'elemento di identificazione per individuare vendite allo scoperto di titoli azionari e di debito sovrano di cui al paragrafo 3;

e)  le categorie di strumenti finanziari pertinenti da segnalare ai sensi del paragrafo 2;

f)  le condizioni alle quali gli identificativi delle persone giuridiche sono sviluppati, attribuiti e conservati dagli Stati membri conformemente al paragrafo 6, e le condizioni alle quali tali identificativi delle persone giuridiche sono utilizzati dalle imprese di investimento al fine di fornire, conformemente ai paragrafi 3, 4 e 5, gli elementi di identificazione dei clienti nelle segnalazioni relative alle operazioni che esse sono tenute a stabilire a norma del paragrafo 1;

g)  l'applicazione dell'obbligo di segnalazione delle operazioni a succursali di imprese di investimento;

h)  che cosa costituisce un'operazione e l'esecuzione di un'operazione ai fini del presente articolo;

i)  quando si intende che l'impresa di investimento ha trasmesso un ordine ai fini del paragrafo 4.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

10.  Entro il [UP: inserire la data corrispondente a 24 mesi dopo la data di entrata in vigore] l'ESMA presenta una relazione alla Commissione in merito al funzionamento del presente articolo, indicando in particolare la sua interazione con gli obblighi correlati in materia di segnalazione ai sensi del regolamento (UE) n. 648/2012 e se il contenuto e il formato delle segnalazioni relative alle operazioni, ricevute e scambiate tra le autorità competenti, consentano di monitorare compiutamente le attività delle imprese di investimento a norma dell'articolo 24 del presente regolamento. La Commissione può adottare misure per proporre eventuali modifiche a tale riguardo, compresa la possibilità di segnalare le operazioni solo a un sistema unico. La Commissione trasmette la relazione dell'ESMA al Parlamento europeo e al Consiglio.";

(29)  l'articolo 27 è sostituito dal seguente:

"Articolo 27Obbligo di fornire dati di riferimento relativi agli strumenti finanziari

1.  Per quanto riguarda gli strumenti finanziari ammessi alla negoziazione nei mercati regolamentati o negoziati in un sistema multilaterale di negoziazione o in un sistema organizzato di negoziazione, le sedi di negoziazione trasmettono all'ESMA dati di riferimento per l'identificazione, ai fini della segnalazione delle operazioni di cui all'articolo 26.

Per quanto riguarda gli altri strumenti finanziari disciplinati dall'articolo 26, paragrafo 2, negoziati nel proprio sistema, ciascun internalizzatore sistematico trasmette all'ESMA dati di riferimento relativi a tali strumenti finanziari.

I dati di riferimento per l'identificazione vengono approntati per essere presentati all'ESMA in formato elettronico e standardizzato prima che abbia inizio la negoziazione dello strumento finanziario cui tali dati si riferiscono. I dati di riferimento sugli strumenti finanziari sono aggiornati ogniqualvolta registrino cambiamenti in relazione ad uno strumento finanziario. L'ESMA pubblica immediatamente tali dati di riferimento sul suo sito web. L'ESMA fornisce alle autorità competenti l'accesso immediato a tali dati di riferimento.

2.  Al fine di consentire alle autorità competenti di monitorare, ai sensi dell'articolo 26, le attività delle imprese di investimento, onde garantire che esse agiscano in modo onesto, equo e professionale e atto a promuovere l'integrità del mercato, l'ESMA, dopo aver consultato le autorità competenti, adotta i dispositivi necessari a garantire che:

a)  l'ESMA riceva effettivamente i dati di riferimento relativi agli strumenti finanziari ai sensi del paragrafo 1;

b)  la qualità dei dati ricevuti sia adeguata ai fini della segnalazione delle operazioni ai sensi dell'articolo 26;

c)  i dati di riferimento relativi agli strumenti finanziari ricevuti ai sensi del paragrafo 1 siano trasmessi in modo efficiente e senza indugio alle pertinenti autorità competenti;

d)  tra l'ESMA e le autorità competenti siano posti in essere meccanismi efficaci per risolvere i problemi relativi alla trasmissione o alla qualità dei dati.

3.  L'ESMA elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare:

a)  gli standard e il formato dei dati di riferimento relativi agli strumenti finanziari di cui al paragrafo 1, inclusi i metodi e i dispositivi per la trasmissione dei dati e dei relativi aggiornamenti all'ESMA e la relativa trasmissione alle autorità competenti conformemente al paragrafo 1, nonché la forma e il contenuto di tali dati;

b)  le misure tecniche necessarie in relazione ai dispositivi che l'ESMA e le autorità competenti devono adottare a norma del paragrafo 2.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

3 bis.  L'ESMA può sospendere gli obblighi di segnalazione di cui al paragrafo 1 per alcuni o tutti gli strumenti finanziari se sono soddisfatte tutte le condizioni seguenti:

a)  la sospensione è necessaria per preservare l'integrità e la qualità dei dati di riferimento soggetti all'obbligo di segnalazione di cui all'articolo 27, paragrafo 1, del MiFIR, che potrebbero essere messi a rischio da uno dei fattori seguenti:

i) grave incompletezza, inesattezza o corruzione dei dati presentati, oppure

ii) mancata disponibilità tempestiva, perturbazione o danneggiamento del funzionamento dei sistemi utilizzati per la presentazione, la raccolta, il trattamento o la memorizzazione dei rispettivi dati di riferimento da parte dell'ESMA, delle autorità competenti, delle infrastrutture di mercato, dei sistemi di compensazione e regolamento e di importanti partecipanti al mercato;

b)  i requisiti normativi applicabili conformemente al diritto dell'Unione non sono atti a far fronte alla minaccia;

c)  la sospensione non ha sull'efficienza dei mercati finanziari o sugli investitori effetti negativi sproporzionati rispetto ai suoi benefici;

d)  la sospensione non crea un rischio di arbitraggio normativo.

Nell'adozione della misura di cui al primo comma, l'ESMA tiene conto della misura in cui essa assicura l'esattezza e la completezza dei dati segnalati ai fini del paragrafo 2.

Prima di decidere di adottare la misura di cui al primo comma, l'ESMA informa le autorità competenti.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 50, che specifichino i criteri e i fattori che l'ESMA è tenuta a prendere in esame per accertare in quali casi la misura di cui al primo comma può essere adottata e può cessare di applicarsi.";

(30)  è inserito il seguente titolo IV bis:

"TITOLO IV bis

SERVIZI DI COMUNICAZIONE DATI

CAPO 1

Autorizzazione dei fornitori di servizi di comunicazione dati

Articolo 27 bis Requisiti per l'autorizzazione

1. La gestione di un APA, un CTP o un ARM come occupazione o attività abituale è soggetta ad autorizzazione preventiva dell'ESMA ai sensi del presente titolo.

2. Un'impresa di investimento o un gestore del mercato che gestisce una sede di negoziazione può anche fornire i servizi di un APA, un CTP o un ARM, previa verifica da parte dell'ESMA che l'impresa di investimento o il gestore del mercato ottemperi al presente titolo. La fornitura di tali servizi è inclusa nella loro autorizzazione.

3. L'ESMA istituisce un registro di tutti i fornitori di servizi di comunicazione dati dell'Unione. Il registro è accessibile al pubblico, contiene informazioni sui servizi per i quali il fornitore di servizi di comunicazione dati è autorizzato ed è aggiornato regolarmente.

Qualora l'ESMA abbia revocato un'autorizzazione ai sensi dell'articolo 27 quinquies, la revoca è pubblicata nel registro per un periodo di cinque anni.

4. I fornitori di servizi di comunicazione dati forniscono i loro servizi sotto la vigilanza dell'ESMA. L'ESMA verifica periodicamente che i fornitori di servizi di comunicazione dati ottemperino al presente titolo. L'ESMA controlla che i fornitori di servizi di comunicazione dati ottemperino in ogni momento alle condizioni di rilascio dell'autorizzazione iniziale stabilite nel presente titolo.

Articolo 27 terAutorizzazione dei fornitori di servizi di comunicazione dati

1. Il fornitore di servizi di comunicazione dati è autorizzato dall'ESMA ai fini del titolo IV bis se:

a)  è una persona giuridica stabilita nell'Unione; e

b)  soddisfa i requisiti stabiliti al titolo IV bis.

2. L'autorizzazione di cui al paragrafo 1 specifica i servizi di comunicazione dati che il fornitore di servizi di comunicazione dati è autorizzato a fornire. Se il fornitore di servizi di comunicazione dati autorizzato intende ampliare la propria attività aggiungendovi altri servizi di comunicazione dati, esso presenta all'ESMA una richiesta di estensione di tale autorizzazione.

3. Il fornitore di servizi di comunicazione dati autorizzato soddisfa in ogni momento le condizioni di autorizzazione di cui al titolo IV bis. Il fornitore di servizi di comunicazione dati autorizzato informa immediatamente l'ESMA di ogni modifica importante delle condizioni di autorizzazione.

4. L'autorizzazione di cui al paragrafo 1 è efficace e valida per l'intero territorio dell'Unione e consente al fornitore di servizi di comunicazione dati di fornire i servizi per i quali è stato autorizzato in tutta l'Unione.

Articolo 27 quaterProcedure per la concessione e il rifiuto dell'autorizzazione

1. Il fornitore di servizi di comunicazione dati richiedente presenta una richiesta di autorizzazione, fornendo tutte le informazioni necessarie per consentire all'ESMA di confermare che il fornitore di servizi di comunicazione dati abbia adottato, al momento del rilascio dell'autorizzazione iniziale, tutte le misure necessarie per adempiere agli obblighi derivanti dalle disposizioni del presente titolo, compreso un programma di attività che indichi, in particolare, i tipi di servizi previsti e la struttura organizzativa.

2. Entro 20 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta di autorizzazione, l'ESMA verifica se la richiesta è completa.

Se la richiesta è incompleta, l'ESMA fissa un termine entro il quale il fornitore di servizi di comunicazione dati deve trasmettere informazioni supplementari.

Dopo avere accertato la completezza della richiesta, l'ESMA ne invia notifica al fornitore di servizi di comunicazione dati.

3. Entro sei mesi dal ricevimento di una richiesta completa l'ESMA valuta la conformità del fornitore di servizi di comunicazione dati al presente titolo e adotta una decisione pienamente motivata di concessione o di rifiuto dell'autorizzazione, inviandone notifica al fornitore di servizi di comunicazione dati richiedente entro cinque giorni lavorativi.

4. L'ESMA elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per determinare:

a)  le informazioni che devono essere fornite a norma del paragrafo 6, compreso il programma di attività;

b)  le informazioni da inserire nelle notifiche di cui all'articolo 27 ter, paragrafo 3.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

8. L'ESMA elabora progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati standard, modelli e procedure per la notifica o la trasmissione di informazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo e all'articolo 27 sexies, paragrafo 3.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

Articolo 27 quinquiesRevoca dell'autorizzazione

1. L'ESMA può revocare l'autorizzazione di un fornitore di servizi di comunicazione dati qualora quest'ultimo:

a)  non utilizzi l'autorizzazione entro 12 mesi, rinunci espressamente all'autorizzazione o non abbia prestato alcun servizio nel corso dei sei mesi precedenti;

b)  abbia ottenuto l'autorizzazione tramite false dichiarazioni o con qualsiasi altro mezzo irregolare;

c)  non soddisfi più le condizioni in base alle quali è stato autorizzato;

d)  abbia gravemente e sistematicamente violato le disposizioni del presente regolamento.

2. L'ESMA notifica immediatamente all'autorità competente dello Stato membro in cui il fornitore di servizi di comunicazione dati è stabilito la decisione di revoca dell'autorizzazione del fornitore di servizi di comunicazione dati.

Articolo 27 sexiesRequisiti per l'organo di gestione di un fornitore di servizi di comunicazione dati

1. L'organo di gestione di un fornitore di servizi di comunicazione dati soddisfa in ogni momento i requisiti di onorabilità, possiede sufficienti conoscenze, competenze ed esperienze e dedica tempo sufficiente ai fini dello svolgimento delle sue funzioni.

L'organo di gestione possiede collettivamente conoscenze, competenze ed esperienze adeguate per essere in grado di comprendere le attività del fornitore di servizi di comunicazione dati. Ciascun membro dell'organo di gestione agisce con onestà, integrità e indipendenza di spirito in modo da poter mettere in discussione efficacemente, se necessario, le decisioni dell'alta dirigenza nonché, sempre se necessario, sorvegliare e controllare in modo efficace le decisioni in materia di gestione.

Se un gestore del mercato chiede l'autorizzazione per gestire un APA, un CTP o un ARM in virtù dell'articolo 27 quater e i membri dell'organo di gestione dell'APA, del CTP o dell'ARM sono gli stessi dell'organo di gestione del mercato regolamentato, tali membri sono tenuti al rispetto dei requisiti di cui al primo comma.

2. Il fornitore di servizi di comunicazione dati notifica all'ESMA tutti i membri del proprio organo di gestione e tutte le variazioni della composizione dello stesso, nonché tutte le informazioni necessarie a valutare se l'entità è conforme alle disposizioni del paragrafo 1.

3. L'organo di gestione di un fornitore di servizi di comunicazione dati definisce e sorveglia l'applicazione di dispositivi di governance che garantiscano un'efficace e prudente gestione di un'organizzazione, comprese la separazione delle funzioni nell'organizzazione e la prevenzione dei conflitti di interesse, e in modo tale da promuovere l'integrità del mercato e gli interessi dei suoi clienti.

4. L'ESMA rifiuta l'autorizzazione se non è certa che le persone che dirigeranno effettivamente l'attività del fornitore di servizi di comunicazione dati soddisfino i requisiti di onorabilità o laddove esistano ragioni obiettive e dimostrabili per ritenere che i cambiamenti proposti nella direzione del fornitore di servizi ne mettano a repentaglio la gestione sana e prudente e non consentano di tenere adeguatamente conto degli interessi dei clienti e dell'integrità del mercato.

5. L'ESMA elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione entro il [UP: inserire la data corrispondente a 24 mesi dopo la data di entrata in vigore] per la valutazione dell'idoneità dei membri dell'organo di gestione di cui al paragrafo 1, tenendo conto dei diversi ruoli e funzioni svolti dagli stessi, nonché della necessità di evitare conflitti d'interesse tra i membri dell'organo di gestione e gli utenti dell'APA, del CTP o dell'ARM.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al presente paragrafo conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

Capo 2

CONDIZIONI RELATIVE AD APA, CTP E ARM

Articolo 27 septiesRequisiti organizzativi per gli APA

1. Gli APA adottano politiche e disposizioni adeguate per rendere pubbliche le informazioni di cui agli articoli 20 e 21 quanto più possibile in tempo reale, nella misura in cui ciò sia tecnicamente praticabile, a condizioni commerciali ragionevoli. Le informazioni sono rese disponibili gratuitamente 15 minuti dopo la pubblicazione da parte dell'APA. Gli APA diffondono in maniera efficiente e coerente tali informazioni, in modo tale da garantire un rapido accesso alle stesse, su base non discriminatoria e in un formato tale da facilitare il consolidamento delle informazioni con dati simili provenienti da altre fonti.

2. Le informazioni rese pubbliche dall'APA conformemente al paragrafo 1 indicano quantomeno gli aspetti seguenti:

a)  l'identificativo dello strumento finanziario;

b)  il prezzo al quale è stata conclusa l'operazione;

c)  il volume dell'operazione;

d)  l'ora in cui è avvenuta l'operazione;

e)  l'ora in cui è stata comunicata l'operazione;

f)  la misura del prezzo dell'operazione;

g)  il codice per la sede di negoziazione in cui è stata eseguita l'operazione o, se l'operazione è stata eseguita attraverso un internalizzatore sistematico, il relativo codice "SI" o, altrimenti, il codice "OTC";

h)  se del caso, l'indicazione che l'operazione era soggetta a condizioni specifiche.

3. Gli APA adottano e mantengono disposizioni amministrative efficaci al fine di evitare conflitti di interesse con i clienti. In particolare, un APA che opera anche come gestore del mercato o come impresa di investimento tratta tutte le informazioni raccolte in modo non discriminatorio e applica e mantiene dispositivi adeguati per tenere separate le differenti aree di attività.

4. Gli APA adottano efficaci meccanismi di sicurezza finalizzati a garantire la sicurezza dei mezzi per il trasferimento delle informazioni, a minimizzare i rischi di corruzione dei dati e accesso non autorizzato e a prevenire la fuga di informazioni prima della pubblicazione. Gli APA mantengono risorse adeguate e si dotano di dispositivi di back-up al fine di poter offrire e mantenere i propri servizi in ogni momento.

5. Gli APA si avvalgono di sistemi che permettono di verificare efficacemente la completezza delle segnalazioni delle negoziazioni, identificare omissioni ed errori palesi e richiedere la ritrasmissione di eventuali segnalazioni errate.

6. L'ESMA elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per determinare formati, standard di dati e modalità tecniche comuni per facilitare il consolidamento delle informazioni di cui al paragrafo 1.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

7. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 50 per specificare cosa s'intenda per "condizioni commerciali ragionevoli" alle quali rendere pubbliche le informazioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo.

8. L'ESMA elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare:

a)  i mezzi con i quali l'APA può conformarsi agli obblighi in materia di informazione di cui al paragrafo 1;

b)  il contenuto delle informazioni pubblicate a norma del paragrafo 1, incluse almeno le informazioni di cui al paragrafo 2 al fine di consentire la pubblicazione delle informazioni richieste ai sensi del presente articolo;

c)  i requisiti organizzativi concreti di cui ai paragrafi 3, 4 e 5.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

Articolo 27 octies Requisiti organizzativi per i CTP

1. I CTP adottano politiche e disposizioni adeguate per raccogliere le informazioni rese pubbliche in conformità degli articoli 6 e 20, consolidarle in un flusso continuo di dati elettronici e renderle pubbliche quanto più possibile in tempo reale, nella misura in cui ciò sia tecnicamente praticabile, e a condizioni commerciali ragionevoli.

Tali informazioni indicano quantomeno gli elementi seguenti:

a)  l'identificativo dello strumento finanziario;

b)  il prezzo al quale è stata conclusa l'operazione;

c)  il volume dell'operazione;

d)  l'ora in cui è avvenuta l'operazione;

e)  l'ora in cui è stata comunicata l'operazione;

f)  la misura del prezzo dell'operazione;

g)  il codice per la sede di negoziazione in cui è stata eseguita l'operazione o, se l'operazione è stata eseguita attraverso un internalizzatore sistematico, il relativo codice "SI" o, altrimenti, il codice "OTC";

h)  se applicabile, il fatto che un algoritmo informatico in seno all'impresa di investimento è all'origine della decisione di investimento e dell'esecuzione dell'operazione;

i)  se del caso, l'indicazione che l'operazione era soggetta a condizioni specifiche;

j)  in caso di esenzione, a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera a) o lettera b), dall'obbligo di rendere pubbliche le informazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, un segnale che indichi a quale di tali esenzioni era soggetta l'operazione.

Le informazioni sono comunicate gratuitamente 15 minuti dopo la pubblicazione da parte del CTP. I CTP sono in grado di diffondere in maniera efficiente e coerente tali informazioni, in modo tale da garantire un rapido accesso alle stesse, su base non discriminatoria e in un formato facilmente accessibile e utilizzabile da parte dei partecipanti al mercato.

2. I CTP adottano politiche e disposizioni adeguate per raccogliere le informazioni rese pubbliche in conformità degli articoli 10 e 21, consolidarle in un flusso continuo di dati elettronici e renderle pubbliche quanto più possibile in tempo reale, nella misura in cui ciò sia tecnicamente praticabile, e a condizioni commerciali ragionevoli, indicando quantomeno gli elementi seguenti:

a)  l'identificativo o le caratteristiche identificative dello strumento finanziario;

b)  il prezzo al quale è stata conclusa l'operazione;

c)  il volume dell'operazione;

d)  l'ora in cui è avvenuta l'operazione;

e)  l'ora in cui è stata comunicata l'operazione;

f)  la misura del prezzo dell'operazione;

g)  il codice per la sede di negoziazione in cui è stata eseguita l'operazione o, se l'operazione è stata eseguita attraverso un internalizzatore sistematico, il relativo codice "SI" o, altrimenti, il codice "OTC";

h)  se del caso, l'indicazione che l'operazione era soggetta a condizioni specifiche.

Le informazioni sono comunicate gratuitamente 15 minuti dopo la pubblicazione da parte del CTP. I CTP sono in grado di diffondere in maniera efficiente e coerente tali informazioni, in modo tale da garantire un rapido accesso alle stesse, su base non discriminatoria e in formati generalmente accettati che siano interoperabili e facilmente accessibili e utilizzabili da parte dei partecipanti al mercato.

3. I CTP garantiscono che i dati forniti siano consolidati per tutti i mercati regolamentati, i sistemi multilaterali di negoziazione, i sistemi organizzati di negoziazione e i meccanismi di pubblicazione autorizzati e per gli strumenti finanziari specificati nelle norme tecniche di regolamentazione di cui al paragrafo 8, lettera c).

4. I CTP adottano e mantengono disposizioni amministrative efficaci al fine di evitare conflitti di interesse. In particolare, i gestori del mercato o gli APA che gestiscono anche un sistema consolidato di pubblicazione trattano tutte le informazioni raccolte in modo non discriminatorio e applicano e mantengono dispositivi adeguati per tenere separate differenti aree di attività.

5. I CTP adottano efficaci meccanismi di sicurezza finalizzati a garantire la sicurezza dei mezzi per il trasferimento delle informazioni e a minimizzare i rischi di corruzione dei dati e accesso non autorizzato. I CTP mantengono risorse adeguate e si dotano di dispositivi di back-up al fine di poter offrire e mantenere i propri servizi in ogni momento.

L'ESMA elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per determinare standard e formati dei dati per le informazioni da pubblicare in conformità degli articoli 6, 10, 20 e 21, compresi l'identificativo dello strumento finanziario, il prezzo, la quantità, l'ora, la misura del prezzo, l'identificativo della sede di negoziazione e l'indicazione delle condizioni specifiche cui era soggetta l'operazione, come pure le modalità tecniche per favorire una divulgazione efficiente e coerente delle informazioni così da garantirne la facilità di accesso e di utilizzo per i partecipanti al mercato, come indicato ai paragrafi 1 e 2, compresa l'indicazione dei servizi supplementari che potrebbero essere forniti dai CTP per incrementare l'efficienza del mercato.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

6. La Commissione adotta atti delegati ai sensi dell'articolo 89 al fine di chiarire cosa s'intenda per "condizioni commerciali ragionevoli" alle quali fornire l'accesso ai flussi di dati di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo.

7. L'ESMA elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare:

a)  i mezzi con i quali i CTP possono conformarsi agli obblighi in materia di informazione di cui ai paragrafi 1 e 2;

b)  il contenuto delle informazioni pubblicate a norma dei paragrafi 1 e 2;

c)  gli strumenti finanziari le cui informazioni devono essere pubblicate nel flusso di dati e, per gli strumenti diversi dagli strumenti di capitale, le sedi di negoziazione e gli APA che occorre includere;

d)  altri mezzi per garantire che i dati pubblicati dai differenti CTP siano coerenti e consentano una mappatura organica e riferimenti incrociati con dati analoghi provenienti da altre fonti, e possano essere aggregati a livello di Unione;

e)  i requisiti organizzativi concreti di cui ai paragrafi 4 e 5.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

Articolo 27 noniesRequisiti organizzativi per gli ARM

1. Gli ARM adottano politiche e disposizioni adeguate per segnalare le informazioni di cui all'articolo 26 il più rapidamente possibile e comunque al più tardi entro la fine del giorno lavorativo successivo al giorno in cui ha avuto luogo l'operazione.

2. Gli ARM adottano e mantengono disposizioni amministrative efficaci al fine di evitare conflitti di interesse con i clienti. In particolare, un ARM che opera anche come gestore del mercato o come impresa di investimento tratta tutte le informazioni raccolte in modo non discriminatorio e applica e mantiene dispositivi adeguati per tenere separate le diverse aree di attività.

3. Gli ARM adottano efficaci meccanismi di sicurezza finalizzati a garantire la sicurezza e l'autenticazione dei mezzi per il trasferimento delle informazioni, a minimizzare i rischi di corruzione dei dati e accesso non autorizzato e a prevenire la fuga di informazioni tutelando in ogni momento la riservatezza delle stesse. Gli ARM mantengono risorse adeguate e si dotano di dispositivi di back-up al fine di poter offrire e mantenere i propri servizi in ogni momento.

4. Gli ARM si avvalgono di sistemi che permettono di verificare efficacemente la completezza delle segnalazioni relative alle operazioni, identificare omissioni ed errori palesi causati dall'impresa di investimento e, qualora si verifichino tali errori od omissioni, informarne dettagliatamente l'impresa di investimento e richiedere la ritrasmissione di eventuali segnalazioni errate.

Gli ARM si avvalgono di sistemi che permettano loro di individuare errori od omissioni da essi stessi causati e di correggere e trasmettere o, a seconda dei casi, ritrasmettere all'autorità competente segnalazioni delle operazioni corrette e complete.

5. L'ESMA elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare:

a)  i mezzi con i quali gli ARM possono conformarsi agli obblighi in materia di informazione di cui al paragrafo 1; e

b)  i requisiti organizzativi concreti di cui ai paragrafi 2, 3 e 4.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

(31)  è inserito il seguente titolo VI bis:

"TITOLO VI bis

Poteri e competenze dell'ESMA

CAPO 1

COMPETENZE E PROCEDURE

Articolo 38 bis Esercizio dei poteri dell'ESMA

I poteri conferiti all'ESMA, o ad un suo funzionario, o ad altra persona autorizzata dalla stessa Autorità a norma degli articoli da 38 ter a 38 sexies non sono usati per esigere la divulgazione di informazioni o documenti coperti da segreto professionale.

Articolo 38 terRichiesta di informazioni

1. L'ESMA può, mediante richiesta semplice o decisione, richiedere ai soggetti di seguito elencati di fornire tutte le informazioni per consentirle di svolgere i compiti che le sono attribuiti dal presente regolamento:

a) gli APA, i CTP, gli ARM, le imprese di investimento o i gestori del mercato che gestiscono una sede di negoziazione che forniscono i servizi di comunicazione dati di un APA, un CTP o un ARM, e le persone che li controllano o che sono da essi controllate;

  b) i dirigenti delle persone di cui alla lettera a);

c) i revisori dei conti e i consulenti delle persone di cui alla lettera a).

2. La semplice richiesta di informazioni di cui al paragrafo 1:

a) fa riferimento al presente articolo quale base giuridica della richiesta;

b) indica la finalità della richiesta;

c) specifica le informazioni richieste;

d) stabilisce un termine entro il quale tali informazioni devono esserle trasmesse;

e) specifica che la persona alla quale sono richieste le informazioni non ha l'obbligo di fornirle, ma che, in caso di risposta volontaria alla richiesta, le informazioni non devono essere inesatte o fuorvianti;

f) indica l'importo della sanzione amministrativa pecuniaria che è inflitta conformemente all'articolo 38 sexies laddove le informazioni fornite siano inesatte o fuorvianti.

3. Nel richiedere le informazioni di cui al paragrafo 1 tramite decisione, l'ESMA:

a) fa riferimento al presente articolo quale base giuridica della richiesta;

b) indica la finalità della richiesta;

c) specifica le informazioni richieste;

d) stabilisce un termine entro il quale tali informazioni devono esserle trasmesse;

e) indica le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento previste all'articolo 38 octies laddove le informazioni fornite siano incomplete;

f) indica la sanzione amministrativa pecuniaria prevista all'articolo 38 septies laddove le risposte alle domande sottoposte siano inesatte o fuorvianti;

g) indica il diritto di impugnare la decisione dinanzi alla commissione di ricorso dell'ESMA e di ottenere la revisione della decisione da parte della Corte di giustizia dell'Unione europea ("Corte di giustizia") a norma degli articoli 60 e 61 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

4. Le persone di cui al paragrafo 1 o i loro rappresentanti e, nel caso di persone giuridiche o associazioni sprovviste di personalità giuridica, le persone autorizzate a rappresentarle per legge o in base allo statuto, forniscono le informazioni richieste. Gli avvocati debitamente incaricati possono fornire le informazioni richieste per conto dei loro clienti. Questi ultimi restano pienamente responsabili qualora le informazioni fornite siano incomplete, inesatte o fuorvianti.

5. L'ESMA trasmette senza indugio copia della richiesta semplice o della decisione all'autorità competente dello Stato membro in cui sono domiciliate o stabilite le persone di cui al paragrafo 1 interessate dalla richiesta di informazioni.

Articolo 38 quater Indagini generali

1. Per adempiere alle funzioni attribuitele ai sensi del presente regolamento, l'ESMA ha facoltà di svolgere le indagini necessarie riguardo alle persone di cui all'articolo 38 ter, paragrafo 1. A tal fine, i funzionari e le altre persone autorizzati dall'ESMA sono abilitati a:

a) esaminare registri, dati, procedure e qualsiasi altro materiale pertinente per l'esecuzione dei compiti di loro competenza, su qualsiasi forma di supporto;

b) prendere o ottenere copie certificate o estratti di tali registri, dati, procedure e altro materiale;

c) convocare e chiedere alle persone di cui all'articolo 38 ter, paragrafo 1, ai loro rappresentanti o membri del personale spiegazioni scritte o orali su fatti o documenti relativi alle finalità e all'oggetto dell'indagine e registrarne le risposte;

d) sentire in audizione altre persone fisiche o giuridiche che abbiano dato il loro consenso a essere sentite in audizione al fine di raccogliere informazioni riguardanti l'oggetto dell'indagine;

e) richiedere la documentazione relativa al traffico telefonico e al traffico dati.

2. I funzionari e le altre persone autorizzati dall'ESMA allo svolgimento delle indagini di cui al paragrafo 1 esercitano i loro poteri dietro esibizione di un'autorizzazione scritta che specifichi l'oggetto e le finalità dell'indagine. L'autorizzazione indica inoltre le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento previste dall'articolo 38 decies qualora i registri, i dati, le procedure o altri materiali richiesti o le risposte ai quesiti sottoposti alle persone di cui all'articolo 38 ter, paragrafo 1, non siano stati forniti o siano incompleti, e le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 38 nonies, qualora le risposte ai quesiti sottoposti alle persone di cui all'articolo 38 ter, paragrafo 1, siano inesatte o fuorvianti.

3. Le persone di cui all'articolo 38 ter, paragrafo 1, sono tenute a sottoporsi alle indagini avviate a seguito di una decisione dell'ESMA. La decisione specifica l'oggetto e le finalità dell'indagine nonché le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento previste dall'articolo 38 decies, i mezzi di ricorso disponibili ai sensi del regolamento (UE) n. 1095/2010 e il diritto di chiedere la revisione della decisione alla Corte di giustizia.

4. L'ESMA informa con debito anticipo l'autorità competente dello Stato membro in cui si deve svolgere l'indagine di cui al paragrafo 1 dello svolgimento della stessa e dell'identità delle persone autorizzate. I funzionari dell'autorità competente interessata, su richiesta dell'ESMA, assistono le persone autorizzate nello svolgimento dei loro compiti. I funzionari dell'autorità competente interessata possono altresì presenziare, su richiesta, alle indagini.

5. Se la documentazione del traffico telefonico e del traffico dati prevista dal paragrafo 1, lettera e), richiede l'autorizzazione di un'autorità giudiziaria ai sensi del diritto nazionale applicabile, si procede a richiedere tale autorizzazione. L'autorizzazione può essere chiesta anche in via preventiva.

6. Qualora un'autorità giudiziaria nazionale riceva una domanda di autorizzazione per una richiesta di documentazione relativa al traffico telefonico e al traffico dati di cui al paragrafo 1, lettera e), essa verifica:

a) l'autenticità della decisione adottata dall'ESMA di cui al paragrafo 3;

b) che le eventuali misure da adottare siano proporzionate e non arbitrarie o eccessive.

Ai fini della lettera b), l'autorità giudiziaria nazionale può chiedere all'ESMA di fornire spiegazioni dettagliate, in particolare sui motivi per i quali l'ESMA sospetta una violazione del presente regolamento, sulla gravità della violazione sospettata e sulla natura del coinvolgimento della persona oggetto delle misure coercitive. Tuttavia, l'autorità giudiziaria nazionale non può mettere in discussione la necessità delle indagini né esigere che le siano fornite le informazioni contenute nel fascicolo dell'ESMA. Solo la Corte di giustizia può riesaminare la legittimità della decisione dell'ESMA secondo la procedura di cui al regolamento (UE) n. 1095/2010.

Articolo 38 quinquiesIspezioni in loco

1. Per adempiere alle funzioni attribuitele ai sensi del presente regolamento, l'ESMA ha facoltà di svolgere tutte le necessarie ispezioni in loco presso tutti i locali professionali delle persone di cui all'articolo 38 ter, paragrafo 1.

2. I funzionari e le altre persone autorizzate dall'ESMA a svolgere ispezioni in loco possono accedere a tutti i locali professionali delle persone soggette alla decisione di indagine adottata dall'ESMA e possono esercitare tutti i poteri loro conferiti conformemente all'articolo 38 ter, paragrafo 1. Essi hanno altresì facoltà di apporre sigilli su tutti i locali professionali e ai libri e ai registri contabili per la durata dell'ispezione e nella misura necessaria al suo espletamento.

3. In debito anticipo rispetto agli accertamenti, l'ESMA avvisa dell'ispezione l'autorità competente dello Stato membro in cui essa deve essere svolta. Se necessario ai fini della correttezza e dell'efficacia, dopo avere informato l'autorità competente pertinente, l'ESMA può svolgere le ispezioni in loco senza preavviso. Le ispezioni a norma del presente articolo sono svolte a condizione che l'autorità pertinente abbia confermato di non avere obiezioni alle stesse.

4. I funzionari e le altre persone autorizzate dall'ESMA a svolgere ispezioni in loco esercitano i loro poteri dietro esibizione di un'autorizzazione scritta che specifichi l'oggetto e le finalità dell'ispezione nonché le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento previste dall'articolo 38 octies, qualora le persone interessate non acconsentano a sottoporsi all'ispezione.

5. Le persone di cui all'articolo 38 ter, paragrafo 1, si sottopongono alle ispezioni in loco disposte da una decisione dell'ESMA. La decisione specifica l'oggetto e le finalità dell'indagine, specifica la data d'inizio e indica le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento previste dall'articolo 38 decies, i mezzi di ricorso disponibili a norma del regolamento (UE) n. 1095/2010 e il diritto di chiedere la revisione della decisione alla Corte di giustizia.

6. I funzionari dell'autorità competente dello Stato membro in cui deve essere effettuata l'ispezione o le persone da essa autorizzate o incaricate prestano attivamente assistenza, su domanda dell'ESMA, ai funzionari dell'ESMA e alle altre persone autorizzate da quest'ultima. I funzionari dell'autorità competente dello Stato membro interessato possono altresì presenziare alle ispezioni in loco.

7. L'ESMA può inoltre imporre alle autorità competenti di svolgere per proprio conto compiti d'indagine specifici e ispezioni in loco, come previsto al presente articolo e all'articolo 38 ter, paragrafo 1.

8. Qualora i funzionari e le altre persone che li accompagnano autorizzati dall'ESMA constatino che una persona si oppone ad un'ispezione disposta a norma del presente articolo, l'autorità competente dello Stato membro interessato presta l'assistenza necessaria a consentire loro di svolgere l'ispezione in loco, ricorrendo se del caso alla forza pubblica o a un'autorità equivalente incaricata dell'applicazione della legge.

9. Se il diritto nazionale richiede l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria per consentire l'ispezione in loco prevista dal paragrafo 1 o l'assistenza prevista dal paragrafo 7, si procede a richiedere tale autorizzazione. L'autorizzazione può essere chiesta anche in via preventiva.

10. Qualora un'autorità giudiziaria nazionale riceva una domanda di autorizzazione per un'ispezione in loco prevista dal paragrafo 1 o assistenza prevista al paragrafo 7, essa verifica quanto segue:

a)  l'autenticità della decisione adottata dall'ESMA di cui al paragrafo 5;

b)  che le eventuali misure da adottare siano proporzionate e non arbitrarie o eccessive.

Ai fini della lettera b), l'autorità giudiziaria nazionale può chiedere all'ESMA di fornire spiegazioni dettagliate, in particolare sui motivi per i quali l'ESMA sospetta una violazione del presente regolamento, sulla gravità della violazione sospettata e sulla natura del coinvolgimento della persona oggetto delle misure coercitive. Tuttavia, l'autorità giudiziaria nazionale non può mettere in discussione la necessità delle indagini né esigere che le siano fornite le informazioni contenute nel fascicolo dell'ESMA. Solo la Corte di giustizia può riesaminare la legittimità della decisione dell'ESMA secondo la procedura di cui al regolamento (UE) n. 1095/2010.

Articolo 38 sexies Scambio di informazioni

L'ESMA e le autorità competenti forniscono immediatamente le une alle altre le informazioni richieste ai fini dell'esercizio delle funzioni loro assegnate dal presente regolamento.

Articolo 38 septies Segreto professionale

L'obbligo del segreto professionale di cui all'articolo 76 della direttiva 2014/65/UE si applica all'ESMA e a tutte le persone che lavorano o hanno lavorato per l'ESMA o per qualsiasi persona cui l'ESMA ha delegato compiti, compresi i revisori dei conti e gli esperti assunti a contratto dall'ESMA.

Articolo 38 octiesMisure di vigilanza dell'ESMA

1. Qualora constati che una delle persone di cui all'articolo 38 bis, paragrafo 1, lettera a), ha commesso una delle violazioni di cui al titolo IV bis, l'ESMA adotta una o più delle seguenti misure:

a) adozione di una decisione che imponga all'interessato di porre fine alla violazione;

b) adozione di una decisione che imponga sanzioni amministrative pecuniarie ai sensi degli articoli 38 nonies e 38 decies;

c) emanazione di comunicazioni pubbliche.

2. Nell'adottare le misure di cui al paragrafo 1, l'ESMA tiene conto della natura e della gravità della violazione considerando i criteri seguenti:

a) la durata e la frequenza della violazione;

b) se la violazione abbia favorito o generato un reato finanziario o se tale reato sia in qualche misura attribuibile alla violazione;

c) se la violazione sia stata commessa intenzionalmente o per negligenza;

d) il grado di responsabilità della persona responsabile della violazione;

e) la capacità finanziaria della persona responsabile della violazione, quale risulta dal fatturato totale nel caso di una persona giuridica o dal reddito annuo e dal patrimonio netto nel caso di una persona fisica;

f) le conseguenze della violazione sugli interessi degli investitori;

g) l'ammontare dei profitti realizzati e delle perdite evitate dalla persona responsabile della violazione o l'ammontare delle perdite subite da terzi in conseguenza della violazione, nella misura in cui possano essere determinati;

h) il livello di cooperazione che la persona responsabile della violazione ha dimostrato nei confronti dell'ESMA, ferma restando la necessità di garantire la restituzione dei profitti realizzati o delle perdite evitate da tale persona;

i) le violazioni precedentemente commesse dalla persona responsabile della violazione;

j) le misure adottate dalla persona responsabile della violazione, successivamente alla violazione stessa, per evitare il suo ripetersi.

3. L'ESMA notifica immediatamente le misure adottate ai sensi del paragrafo 1 alla persona responsabile della violazione e le comunica alle autorità competenti degli Stati membri e alla Commissione. Le pubblica altresì sul proprio sito web entro dieci giorni lavorativi a decorrere dal giorno in cui le decisioni sono state adottate.

La divulgazione al pubblico di cui al primo comma comprende i seguenti elementi:

a)   una dichiarazione che affermi il diritto della persona responsabile della violazione di presentare un ricorso contro tale decisione;

b)   se del caso, una dichiarazione che indichi che è stato presentato un ricorso e specifichi che tale ricorso non ha effetto sospensivo;

c)   una dichiarazione che affermi che la commissione di ricorso dell'ESMA può sospendere l'applicazione della decisione impugnata conformemente all'articolo 60, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1095/2010.

CAPO 2

SANZIONI AMMINISTRATIVE E ALTRE MISURE

Articolo 38 noniesSanzioni amministrative pecuniarie

1. Qualora, conformemente all'articolo 38 duodecies, paragrafo 5, constati che una persona ha commesso, intenzionalmente o per negligenza, una delle violazioni di cui al titolo IV bis, l'ESMA adotta una decisione volta a imporre una sanzione amministrativa pecuniaria conformemente al paragrafo 2 del presente articolo.

Si considera che una violazione sia stata commessa intenzionalmente da una persona se l'ESMA sta ha agito deliberatamente per commetterla.

2. L'importo massimo della sanzione amministrativa pecuniaria di cui al paragrafo 1 è pari a 200 000 EUR o, negli Stati membri la cui moneta non è l'euro, al valore corrispondente nella valuta nazionale.

3. Per determinare il livello della sanzione conformemente al paragrafo 1, l'ESMA tiene conto dei criteri di cui all'articolo 38 octies, paragrafo 2.

Articolo 38 deciesSanzioni per la reiterazione dell'inadempimento

1. L'ESMA infligge mediante decisione sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento volte a obbligare:

a) una persona a porre termine a una violazione conformemente a una decisione adottata in applicazione dell'articolo 38 ter, paragrafo 1, lettera a);

b) una persona di cui all'articolo 38 ter, paragrafo 1:

– a fornire in maniera completa le informazioni richieste mediante decisione adottata a norma dell'articolo 38 ter;

– a sottoporsi a un'indagine e, in particolare, a fornire nella loro interezza registri, dati, procedure o altri materiali richiesti nonché a completare e correggere altre informazioni fornite in un'indagine avviata tramite decisione adottata a norma dell'articolo 38 quater;

– a sottoporsi a un'ispezione in loco disposta da una decisione adottata a norma dell'articolo 38 quinquies.

2. La sanzione per la reiterazione dell'inadempimento è effettiva e proporzionata. Essa è applicata per ogni giorno di ritardo.

3. In deroga al paragrafo 2, l'importo delle sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento è pari al 3 % del fatturato giornaliero medio dell'esercizio precedente o, per le persone fisiche, al 2 % del reddito medio giornaliero dell'anno civile precedente. È calcolato a decorrere dalla data stabilita nella decisione che impone la sanzione reiterata.

4. Una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento è imposta per un periodo massimo di sei mesi successivo alla notifica della decisione dell'ESMA. Al termine di tale periodo l'ESMA rivede la misura.

Articolo 38 undecies Divulgazione, natura, applicazione e assegnazione delle sanzioni amministrative pecuniarie e sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento

1. L'ESMA comunica al pubblico le sanzioni amministrative pecuniarie e le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento imposte ai sensi degli articoli 38 nonies e 38 decies, salvo il caso in cui tale comunicazione possa mettere gravemente a rischio i mercati finanziari o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte. Tale comunicazione non contiene dati personali ai sensi del regolamento (CE) n. 45/2001.

2. Le sanzioni amministrative pecuniarie e le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento inflitte ai sensi degli articoli 38 nonies e 38 decies sono di natura amministrativa.

3. Qualora l'ESMA decida di non infliggere sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento, ne informa il Parlamento europeo, il Consiglio, la Commissione e le autorità competenti dello Stato membro interessato, indicando le ragioni della sua decisione.

4. Le sanzioni amministrative pecuniarie e le sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento inflitte ai sensi degli articoli 38 nonies e 38 decies costituiscono titolo esecutivo.

5. L'applicazione è regolata dalle norme di procedura civile vigenti nello Stato nel cui territorio ha luogo.

6. Gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie e delle sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento sono assegnati al bilancio generale dell'Unione europea.

Articolo 38 duodeciesNorme procedurali per adottare le misure di vigilanza e imporre sanzioni amministrative pecuniarie

1. Se, nello svolgimento delle proprie funzioni a norma del presente regolamento, constata gravi indizi della possibile esistenza di fatti che possono costituire una o più violazioni di cui al titolo IV bis, l'ESMA nomina al proprio interno un funzionario indipendente incaricato delle indagini. Il funzionario nominato non può essere, né essere stato, coinvolto direttamente o indirettamente nel processo di vigilanza o autorizzazione del fornitore di servizi di comunicazione dati interessato e svolge i propri compiti indipendentemente dall'ESMA.

2. Il funzionario incaricato di cui al paragrafo 1 indaga sulle presunte violazioni, tenendo conto delle osservazioni trasmesse dalle persone oggetto delle indagini, e invia all'ESMA un fascicolo completo sulle sue conclusioni.

3. Nello svolgimento dei propri compiti, il funzionario incaricato delle indagini può avvalersi del potere di chiedere informazioni in forza dell'articolo 38 ter e di svolgere indagini e ispezioni in loco in forza degli articoli 38 quater e 38 quinquies.

4. Nello svolgimento dei propri compiti, il funzionario incaricato delle indagini ha accesso a tutti i documenti e a tutte le informazioni raccolti dall'ESMA nell'ambito delle attività di vigilanza.

5. Al termine dell'indagine e prima di trasmettere il fascicolo con le sue conclusioni all'ESMA, il funzionario incaricato delle indagini dà alle persone oggetto delle indagini la possibilità di essere sentite relativamente alle questioni in oggetto. Il funzionario incaricato basa i risultati delle indagini solo su fatti in merito ai quali le persone interessate hanno avuto la possibilità di esprimersi.

6. Nel corso delle indagini previste dal presente articolo sono pienamente garantiti i diritti della difesa delle persone interessate.

7. Quando trasmette all'ESMA il fascicolo contenente le sue conclusioni, il funzionario incaricato delle indagini ne informa le persone oggetto delle indagini stesse. Le persone oggetto delle indagini hanno diritto d'accesso al fascicolo, fermo restando il legittimo interesse di altre persone alla tutela dei propri segreti aziendali. Il diritto di accesso al fascicolo non si estende alle informazioni riservate relative a terzi.

8. In base al fascicolo contenente le conclusioni del funzionario incaricato delle indagini e su richiesta delle persone oggetto delle stesse, dopo averle sentite conformemente all'articolo 38 terdecies, l'ESMA decide se le persone oggetto delle indagini abbiano commesso una o più violazioni di cui al titolo IV bis, e in caso affermativo adotta una misura di vigilanza conformemente all'articolo 38 quaterdecies.

9. Il funzionario incaricato delle indagini non partecipa alle deliberazioni dell'ESMA, né interviene altrimenti nel processo decisionale della stessa.

10. La Commissione adotta atti delegati in conformità dell'articolo 50 entro il [UP: inserire la data corrispondente a 24 mesi dopo la data di entrata in vigore] al fine di specificare ulteriormente le norme procedurali per l'esercizio della facoltà di imporre sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento, comprese le disposizioni sui diritti della difesa, le disposizioni temporali, le disposizioni sulla riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie o delle sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento e sui termini di prescrizione per l'imposizione e l'applicazione delle stesse.

11. L'ESMA si rivolge alle autorità nazionali competenti ai fini della promozione dell'azione penale se, nello svolgimento delle proprie funzioni a norma del presente regolamento, constata gravi indizi della possibile esistenza di fatti che possono costituire reato. Inoltre l'ESMA si astiene dall'imporre sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento se una precedente sentenza di assoluzione o condanna, a fronte di fatti identici o sostanzialmente analoghi, sia passata in giudicato in esito a un procedimento penale di diritto interno.

Articolo 38 terdeciesAudizione delle persone interessate

1. Prima di prendere una decisione in forza degli articoli 38 octies, 38 nonies e 38 decies, l'ESMA dà alle persone interessate dal procedimento la possibilità di essere sentite sulle sue conclusioni. L'ESMA basa le sue decisioni solo sulle conclusioni in merito alle quali le persone interessate dal procedimento hanno avuto la possibilità di esprimersi.

Il primo comma non si applica qualora sia necessario intraprendere un'azione urgente al fine di impedire danni ingenti e imminenti al sistema finanziario. In tal caso l'ESMA può adottare una decisione provvisoria e, il prima possibile dopo averla adottata, concede alle persone interessate la possibilità di essere sentite.

2. Nel corso del procedimento sono pienamente garantiti i diritti della difesa delle persone oggetto delle indagini. Esse hanno diritto d'accesso al fascicolo dell'ESMA, fermo restando il legittimo interesse di altre persone alla tutela dei propri segreti aziendali. Il diritto di accesso al fascicolo non si estende alle informazioni riservate o ai documenti preparatori interni dell'ESMA.

Articolo 38 quaterdeciesControllo della Corte di giustizia

La Corte di giustizia ha competenza giurisdizionale anche di merito per decidere sui ricorsi presentati avverso le decisioni con le quali l'ESMA ha irrogato una sanzione amministrativa pecuniaria o una sanzione per la reiterazione dell'inadempimento. Essa può annullare, ridurre o aumentare la sanzione amministrativa pecuniaria o la sanzione reiterata.

Articolo 38 quindeciesCommissioni di autorizzazione e vigilanza

1. L'ESMA impone ai fornitori di servizi di comunicazione dati il pagamento di commissioni in conformità del presente regolamento e degli atti delegati adottati a norma del paragrafo 3. Dette commissioni coprono totalmente i costi sostenuti dall'ESMA per l'autorizzazione e la vigilanza dei fornitori di servizi di comunicazione dati e per il rimborso dei costi eventualmente sostenuti dalle autorità competenti nello svolgere attività a norma del presente regolamento, in particolare a seguito di una delega di compiti conformemente all'articolo 38 sexdecies.

2. L'importo di una commissione individuale imposta a un determinato fornitore di servizi di comunicazione dati copre tutti i costi amministrativi sostenuti dall'ESMA per le sue attività in relazione al prospetto, compresi i suoi supplementi, redatto dall'emittente, dall'offerente o dal soggetto che chiede l'ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato. Esso è proporzionato al fatturato dell'emittente, dell'offerente o del soggetto che chiede l'ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato.

3. La Commissione adotta atti delegati in conformità dell'articolo 50 entro il [UP: inserire la data corrispondente a 24 mesi dopo la data di entrata in vigore] per specificare ulteriormente il tipo di commissioni, gli atti per i quali esse sono esigibili, il loro importo e le modalità di pagamento.

Articolo 38 sexdeciesDelega dei compiti dell'ESMA alle autorità competenti

1. Se necessario ai fini del corretto esercizio di un'attività di vigilanza, l'ESMA può delegare specifici compiti di vigilanza all'autorità competente di uno Stato membro conformemente agli orientamenti emessi dall'ESMA ai sensi dell'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1095/2010. Tali compiti specifici possono includere, in particolare, il potere di chiedere informazioni in forza dell'articolo 38 ter e di condurre indagini e ispezioni in loco in forza dell'articolo 38 quater e 38 quinquies.

2. Prima di delegare compiti, l'ESMA consulta l'autorità competente interessata circa:

a) la portata del compito da delegare;

b) i tempi di esecuzione del compito; e

c) la trasmissione delle informazioni necessarie da parte dell'ESMA e all'ESMA stessa.

3. Conformemente al regolamento relativo alle commissioni adottato dalla Commissione a norma dell'articolo 38 quindecies, paragrafo 3, l'ESMA rimborsa all'autorità competente le spese sostenute nell'eseguire i compiti che le sono stati delegati.

4. L'ESMA riesamina la decisione di cui al paragrafo 1 a intervalli opportuni. Una delega può essere revocata in qualsiasi momento.

(32)  5. La delega di compiti non modifica la responsabilità dell'ESMA e non ne limita la capacità di svolgere e verificare l'attività delegata."; l'articolo 50 è così modificato:

a)    il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 1, paragrafo 9, all'articolo 2, paragrafo 2, all'articolo 13, paragrafo 2, all'articolo 15, paragrafo 5, all'articolo 17, paragrafo 3, all'articolo 19, paragrafi 2 e 3, all'articolo 27, paragrafo 3 bis, all'articolo 27 quater, all'articolo 31, paragrafo 4, all'articolo 40, paragrafo 8, all'articolo 41, paragrafo 8, all'articolo 42, paragrafo 7, all'articolo 45, paragrafo 10, e all'articolo 52, paragrafi 10 e 12, è conferito per un periodo indeterminato a decorrere dal 2 luglio 2014.";

b)    al paragrafo 3, la prima frase è sostituita dalla seguente:

"La delega di potere di cui all'articolo 1, paragrafo 9, all'articolo 2, paragrafo 2, all'articolo 13, paragrafo 2, all'articolo 15, paragrafo 5, all'articolo 17, paragrafo 3, all'articolo 19, paragrafi 2 e 3, all'articolo 27, paragrafo 3 bis, all'articolo 27 quater, all'articolo 31, paragrafo 4, all'articolo 40, paragrafo 8, all'articolo 41, paragrafo 8, all'articolo 42, paragrafo 7, all'articolo 45, paragrafo 10, e all'articolo 52, paragrafi 10 e 12, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio.";

c)  al paragrafo 5, la prima frase è sostituita dalla seguente:

"L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 9, dell'articolo 2, paragrafo 2, dell'articolo 13, paragrafo 2, dell'articolo 15, paragrafo 5, dell'articolo 17, paragrafo 3, dell'articolo 19, paragrafi 2 e 3, dell'articolo 27, paragrafo 3 bis, dell'articolo 27 quater, dell'articolo 31, paragrafo 4, dell'articolo 40, paragrafo 8, dell'articolo 41, paragrafo 8, dell'articolo 42, paragrafo 7, dell'articolo 45, paragrafo 10, e dell'articolo 52, paragrafi 10 o 12, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di tre mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni.";

(32 bis)  all'articolo 39 è inserito un nuovo paragrafo 2 bis:

"2 bis. Conformemente all'articolo 9, lettera d quater), del regolamento (UE) n. 1093/2010 e all'articolo 9, lettera d ter), del regolamento (UE) n. 1095/2010, l'ABE e l'ESMA possono coordinare attività di acquisti anonimi (mistery shopping) delle autorità competenti riguardanti lo svolgimento di indagini su un tipo particolare di istituto finanziario, su un tipo di prodotto o su un tipo di condotta, anche contattando le istituzioni finanziarie in qualità di consumatore potenziale. Le informazioni acquisite attraverso questo tipo di indagine possono essere utilizzate a sostegno di tutti i compiti relativi alla tutela dei consumatori, alle attività finanziarie e all'innovazione finanziaria.";

(32 ter)  all'articolo 40, il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:

"6. L'ESMA riesamina il divieto o la restrizione imposti ai sensi del paragrafo 1 a intervalli appropriati, il prima possibile e almeno ogni sei mesi. L'Autorità può rinnovare due volte il divieto o la limitazione, i quali, trascorso il periodo, diventano permanenti, salvo diversa decisione dell'Autorità.";

(32 quater)  all'articolo 41, il paragrafo 6 è modificato come segue:

"6. L'ABE riesamina il divieto o la restrizione imposti ai sensi del paragrafo 1 a intervalli appropriati, il prima possibile e almeno ogni sei mesi. L'Autorità può rinnovare due volte il divieto o la limitazione, i quali, trascorso il periodo, diventano permanenti, salvo diversa decisione dell'Autorità.";

(33)  all'articolo 52 sono aggiunti i seguenti paragrafi 13 e 14:

"13.   Previa consultazione dell'ESMA, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio relazioni sul funzionamento del sistema consolidato di pubblicazione istituito in conformità con il titolo IV bis. La relazione concernente l'articolo 27 quinquies, paragrafo 1, viene presentata entro il 3 settembre 2019. La relazione concernente l'articolo 27 quinquies, paragrafo 2, viene presentata entro il 3 settembre 2021.

Le relazioni di cui al primo comma valutano il funzionamento del sistema consolidato di pubblicazione sulla base dei seguenti criteri:

a)   disponibilità e tempestività delle informazioni di post-negoziazione in un formato consolidato che riflettano tutte le operazioni indipendentemente dal fatto che avvengano o meno in una sede di negoziazione;

b)   disponibilità e tempestività delle informazioni di post-negoziazione complete e parziali di elevata qualità, in formati facilmente accessibili e utilizzabili da parte dei partecipanti al mercato e disponibili a condizioni commerciali ragionevoli.

Se conclude che i CTP non hanno fornito informazioni secondo modalità rispondenti ai criteri di cui al secondo comma, la Commissione allega alla sua relazione una richiesta all'ESMA di avviare una procedura negoziata per la nomina, mediante procedura di aggiudicazione pubblica gestita dall'ESMA, di un'entità commerciale incaricata della gestione del sistema consolidato di pubblicazione. L'ESMA avvia la procedura dopo aver ricevuto la richiesta della Commissione alle condizioni ivi specificate e in conformità con il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio**.

14.   Se è avviata la procedura di cui al paragrafo 13, la Commissione adotta atti delegati in conformità dell'articolo 50, specificando le misure al fine di:

a)   prevedere la durata del contratto dell'entità commerciale incaricata della gestione del sistema consolidato di pubblicazione, nonché il rinnovo del contratto e l'avvio di una nuova procedura di aggiudicazione pubblica;

b)   provvedere a che l'entità commerciale incaricata della gestione del sistema consolidato di pubblicazione agisca su base esclusiva e nessun'altra entità sia autorizzata in qualità di CTP conformemente all'articolo 27 bis;

c)   conferire all'ESMA il potere di garantire il rispetto del capitolato d'oneri da parte dell'entità commerciale incaricata della gestione del sistema consolidato di pubblicazione nominata mediante procedura di aggiudicazione pubblica;

d)   assicurare che le informazioni di post-negoziazione fornite dall'entità commerciale incaricata della gestione del sistema consolidato di negoziazione siano di qualità elevata, in formati facilmente accessibili e utilizzabili da parte dei partecipanti al mercato e in un formato consolidato che rifletta l'intero mercato;

e)   assicurare che le informazioni di post-negoziazione siano fornite a condizioni commerciali ragionevoli, su base sia consolidata sia non consolidata, e rispondano alle esigenze degli utenti di tali informazioni stesse in tutta l'Unione;

f)   assicurare che le sedi di negoziazione e i dispositivi di pubblicazione autorizzati mettano a disposizione dell'entità commerciale incaricata della gestione del sistema consolidato di pubblicazione e nominata mediante procedura di aggiudicazione pubblica gestita dall'ESMA i propri dati sulle negoziazioni a costi ragionevoli;

g)   specificare i dispositivi applicabili nell'eventualità che l'entità commerciale incaricata della gestione del sistema consolidato di pubblicazione nominata mediante procedura di aggiudicazione pubblica non rispetti il capitolato d'oneri;

h)   specificare le modalità secondo cui i CTP autorizzati ai sensi dell'articolo 27 bis possono continuare a gestire un sistema consolidato di pubblicazione qualora il conferimento di responsabilità di cui alla lettera b) del presente paragrafo non sia utilizzato o qualora non sia nominata un'entità mediante procedura di aggiudicazione pubblica, finché non sia completata una nuova procedura di aggiudicazione pubblica ed un'entità commerciale sia nominata per gestire un sistema consolidato di pubblicazione.

*  Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio (GU L 182 del 29.6.2013, pag. 19).

**  Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 (GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1).";

(34)  sono inseriti i seguenti articoli 54 bis e 54 ter:

"Articolo 54 bisMisure transitorie relative all'ESMA

1. Tutte le competenze e tutti i compiti relativi alle attività di vigilanza e applicazione della normativa nel settore dei fornitori di servizi di comunicazione dati conferiti alle autorità competenti a norma dell'articolo 67 della direttiva 2014/65/UE cessano il [UP: inserire la data corrispondente a 36 mesi dopo la data di entrata in vigore]. Queste stesse competenze e compiti sono assunti dall'ESMA alla stessa data.

2. I fascicoli e i documenti di lavoro relativi alle attività di vigilanza e applicazione della normativa nel settore dei fornitori di servizi di comunicazione dati, compresi eventuali esami e provvedimenti di esecuzione in corso, o copie certificate degli stessi, sono ripresi dall'ESMA alla data di cui al paragrafo 1.

Tuttavia, una richiesta di autorizzazione che è stata ricevuta dalle autorità competenti prima del [UP: inserire la data corrispondente a 30 mesi dopo la data di entrata in vigore] non è trasferita all'ESMA e la decisione di registrare o di rifiutare la registrazione è presa dall'autorità pertinente.

3. Le autorità competenti di cui al paragrafo 1 assicurano che eventuali dati o documenti di lavoro esistenti, o copie certificate degli stessi, siano trasferiti all'ESMA quanto prima e in ogni caso dai fornitori di servizi di comunicazione dati. Le stesse autorità competenti forniscono all'ESMA tutta l'assistenza e i consigli necessari affinché il trasferimento delle competenze riguardo alle attività di vigilanza e applicazione della normativa nel settore dei fornitori di servizi di comunicazione dati possa avvenire in modo efficace ed efficiente.

4. L'ESMA agisce come successore legale delle autorità competenti di cui al paragrafo 1 in eventuali procedimenti amministrativi o giudiziari risultanti da attività di vigilanza e applicazione della normativa svolte dalle autorità competenti di cui sopra in relazione a materie che rientrano nell'ambito del presente regolamento.

5. L'autorizzazione di un fornitore di servizi di comunicazione dati concessa da un'autorità competente di cui al paragrafo 1 resta valida dopo il trasferimento delle competenze all'ESMA.

Articolo 54 terRelazioni con i revisori dei conti

1.   Qualsiasi persona abilitata ai sensi della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio* che svolga in un fornitore di servizi di comunicazione dati la funzione descritta all'articolo 34 della direttiva 2013/34/UE o all'articolo 73 della direttiva 2009/65/CE o qualunque altra funzione stabilita per legge ha il dovere di riferire prontamente all'ESMA qualunque fatto o decisione riguardante la predetta impresa di cui sia venuta a conoscenza nel quadro dello svolgimento di tale funzione e che potrebbe:

a)   costituire una violazione sostanziale delle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative che stabiliscono le condizioni per l'autorizzazione o disciplinano in modo specifico l'esercizio dell'attività del fornitore di servizi di comunicazione dati;

b)   compromettere la continuità dell'attività del fornitore di servizi di comunicazione dati;

c)   comportare il rifiuto della certificazione dei bilanci o l'emissione di riserve.

Tale persona ha anche il dovere di riferire fatti e decisioni, di cui sia venuta a conoscenza nell'esercizio di una delle funzioni di cui al primo comma, riguardanti un'impresa che abbia stretti legami con il fornitore di servizi di comunicazione dati nell'ambito del quale svolge la predetta funzione.

2.    La comunicazione in buona fede alle autorità competenti, da parte di persone autorizzate ai sensi della direttiva 2006/43/CE, di qualunque fatto o decisione di cui al paragrafo 1 non viola alcuna restrizione contrattuale o giuridica in materia di pubblicazione di informazioni e non implica per tali persone alcun tipo di responsabilità.

*   Direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio e abroga la direttiva 84/253/CEE del Consiglio (GU L 157 del 9.6.2006, pag. 87).".

Articolo 8Modifiche del regolamento (UE) 2016/1011 sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento

Il regolamento (UE) 2016/1011 è così modificato:

(-1)  all'articolo 3, paragrafo 1, punto 24, lettera a), la parte introduttiva è così modificata:

  "a) da dati forniti interamente ▌da:";

(-1 bis)  all'articolo 3, paragrafo 1, punto 24, lettera a), il punto vii) è così modificato:

  "vii) un prestatore di servizi a cui l'amministratore dell'indice di riferimento ha esternalizzato la raccolta di dati in conformità dell'articolo 10, ad eccezione dell'articolo 10, paragrafo 3, lettera f), a condizione che il prestatore riceva i dati interamente ▌da un'entità di cui alle lettere da i) a vi);";

(1)  all'articolo 4, è aggiunto il paragrafo seguente:

"9.  La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 49 al fine di specificare i requisiti volti a garanti