Procedura : 2018/2112(INI)
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Ciclo del documento : A8-0038/2019

Testi presentati :

A8-0038/2019

Discussioni :

PV 11/02/2019 - 16
CRE 11/02/2019 - 16

Votazioni :

PV 12/02/2019 - 9.16
CRE 12/02/2019 - 9.16
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2019)0077

RELAZIONE     
PDF 224kWORD 70k
28.1.2019
PE 629.770v02-00 A8-0038/2019

sull'attuazione delle disposizioni del trattato relative alla cooperazione rafforzata

(2018/2112(INI))

Commissione per gli affari costituzionali

Relatore: Alain Lamassoure

EMENDAMENTI
MOTIVAZIONE – SINTESI DEI FATTI E DELLE CONSTATAZIONI
 PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per le libertà civili,la giustizia e gli affari interni
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

MOTIVAZIONE – SINTESI DEI FATTI E DELLE CONSTATAZIONI

Procedura e fonti

In fase di elaborazione della presente relazione di attuazione, il relatore ha raccolto informazioni attingendo, tra l'altro, alle fonti di seguito elencate:

  audizione sul tema "Institutional structure and governance of existing forms of enhanced cooperation" (Struttura istituzionale e governance delle forme esistenti di cooperazione rafforzata), svoltasi dinanzi alla commissione per gli affari costituzionali il 24 settembre 2018;

  studio sul tema "l'attuazione della cooperazione rafforzata nell'UE", commissionato dal dipartimento tematico Diritti dei cittadini e affari costituzionali, presentato alla commissione per gli affari costituzionali il 10 ottobre 2018;

  valutazione d'impatto ex post del Servizio ricerca del Parlamento europeo (EPRS) intitolata "The implementation of the Treaty provisions concerning enhanced cooperation" (L'attuazione delle disposizioni del trattato relative alla cooperazione rafforzata);

  analisi approfondita sulla cooperazione intergovernativa negli Stati federali, elaborata dal Dipartimento tematico EXPO;

  missione di informazione a Washington D.C., USA;

  missione di informazione a Berna, Svizzera.

Risultati principali della ricerca

Dimensione interna

Disposizioni dei trattati relative alla cooperazione rafforzata

Ai sensi dei trattati, la cooperazione rafforzata può essere instaurata da almeno nove Stati membri nell'ambito delle politiche europee, salvo nei settori di esclusiva competenza dell'Unione. Consente agli Stati partecipanti di concertare, nell'ambito della politica interessata, una cooperazione più intensa di quella originariamente prevista dai trattati. La cooperazione rafforzata è realizzata sotto l'egida dell'Unione europea, attraverso le istituzioni e le procedure europee (articolo 20 TUE e articolo 326 TFUE).

Al momento della loro instaurazione le cooperazioni rafforzate sono aperte a tutti gli Stati membri. La partecipazione alle cooperazioni rafforzate dovrebbe restare possibile in qualsiasi altro momento, a condizione che lo Stato membro che desidera aderirvi rispetti le decisioni adottate in tale ambito (articolo 20 TUE e articoli 327, 328 e 331 TFUE).

La procedura di instaurazione di una cooperazione rafforzata è descritta all'articolo 329 TFUE e richiede l'autorizzazione del Consiglio che delibera tramite voto a maggioranza qualificata (di tutti gli Stati membri, anche di quelli che non partecipano alla cooperazione rafforzata) dietro proposta della Commissione e previo ottenimento del consenso del Parlamento europeo.

Gli atti adottati nell'ambito della cooperazione rafforzata non rientrano nell'acquis dell'Unione. Sono applicati esclusivamente dagli Stati membri partecipanti (articolo 20 TUE) e non possono essere imposti a quelli non partecipanti.

Il Consiglio e la Commissione assicurano la coerenza tra le azioni intraprese nel quadro di una cooperazione rafforzata e le altre politiche e attività dell'Unione (articolo 334 TFUE).

In virtù del trattato di Lisbona è possibile applicare le clausole passerella alla cooperazione rafforzata tranne nel caso di decisioni in materia di difesa o aventi implicazioni di carattere militare. Le clausole passerella consentono di passare dal voto all'unanimità al voto a maggioranza qualificata o dalla procedura legislativa speciale alla procedura legislativa ordinaria (articolo 333 TFUE).

Il trattato prevede che si applichino procedure specifiche per le cooperazioni rafforzate nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune (PESC) (articoli 22 e 31 TUE), per la cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa (articolo 42, paragrafo 6, e articolo 46 TUE), la cooperazione nel quadro di missioni europee su questioni di difesa e la cooperazione nel quadro dell'Agenzia europea per la difesa (articoli 44 e 45 TEU) nonché per la cooperazione in materia penale e di polizia (articoli 82, 86 e 87 TFUE).

L'articolo 332 TFUE tratta gli aspetti finanziari della cooperazione rafforzata e stabilisce che i costi relativi a una cooperazione rafforzata, diversi dalle spese amministrative che devono sostenere le istituzioni, sono a carico degli Stati membri partecipanti, salvo che il Consiglio, deliberando all'unanimità dei membri, non disponga altrimenti.

Ai sensi dell'articolo 330 TFUE tutti gli Stati membri possono partecipare alle deliberazioni, ma solo quelli che partecipano a una cooperazione rafforzata sono autorizzati ad esprimere un voto.

Esempi di cooperazione rafforzata

La presenza nel quadro giuridico dell'Unione di disposizioni speciali per particolari Stati membri o gruppi di membri non è recente e risale addirittura al trattato di Roma, in cui figuravano disposizioni speciali che non ostavano all'esistenza di unioni regionali tra i paesi del Benelux. Questa tendenza è stata mantenuta con l'adesione della Svezia, della Finlandia e della Danimarca, che hanno continuato a far parte del Consiglio nordico.

La cooperazione rafforzata, in una forma analoga a quella attuale, è stata resa possibile nell'Unione con l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam nel 1999, ma è stata notevolmente razionalizzata e resa più efficiente dal trattato di Lisbona, grazie al quale è divenuta la "procedura prestabilita" per l'integrazione differenziata.

Finora sono stati approvati solo quattro casi di cooperazione rafforzata: Procura europea, diritto in materia di divorzio, norme sul regime patrimoniale, brevetto europeo. Di questi quattro casi, solo uno è già passato alla fase attuativa (diritto in materia di divorzio).

Un caso speciale di cooperazione rafforzata, la cooperazione strutturata permanente (PESCO), è stato approvato e attuato nel 2017.

Ultima, ma non meno importante, è la cooperazione rafforzata in materia di imposta sulle transazioni finanziarie, che rimane in attesa di ulteriori sviluppi anche se il Consiglio ha già fornito l'autorizzazione affinché un gruppo di Stati membri proceda con la sua attuazione.

Meritano infine di essere ricordate le altre forme di integrazione differenziata esistenti nell'Unione: l'accordo Schengen (Regno Unito, Irlanda e Danimarca beneficiano di una clausola di esenzione, alcuni altri Stati membri sono in attesa di aderirvi), la moneta unica (Regno Unito e Danimarca beneficiano di clausole di esenzione, la Svezia ha scelto finora di non partecipare, mentre alcuni altri Stati membri prevedono di aderire all'euro una volta soddisfatti i necessari criteri), i casi di non partecipazione allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia (Regno Unito, Irlanda, Danimarca) e alla PSDC (astensione costruttiva della Danimarca).

Principali risultati della ricerca sull'attuazione dei casi di cooperazione rafforzata in corso

  gli attuali casi di cooperazione rafforzata sono alquanto dissimili tra loro: si osservano infatti notevoli differenze nel numero degli Stati membri partecipanti, nella tecnica normativa utilizzata, nel tipo di segreteria o altro organo amministrativo prescelto per la fase operativa nonché nelle disposizioni sul finanziamento e sull'organico;

  tutti i casi esistenti di cooperazione rafforzata sono sorti a causa dell'impossibilità di ottenere l'unanimità nel Consiglio;

  tranne nel caso della PESCO, la cooperazione rafforzata interviene come misura "di ultima istanza" in seguito a un fallito tentativo di giungere a un accordo in sede di Consiglio su un progetto di proposta legislativa della Commissione;

  pur rappresentando una misura "di ultima istanza", la cooperazione rafforzata è uno strumento che permette di superare la paralisi legislativa dovuta alla regola dell'unanimità, tranne nel caso dell'imposta sulle transazioni finanziarie, che è ancora in fase di negoziato;

  nella maggior parte dei casi, la base giuridica è costituita da un regolamento del Consiglio, tranne per la PESCO, che è retta invece da una decisione del Consiglio;

•    il numero degli Stati membri partecipanti è in genere ampiamente superiore alla soglia minima necessaria (nove) e varia tra 17 e 26. In termini di partecipazione, è altresì interessante notare che Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo e Slovenia hanno aderito a tutte le cooperazioni rafforzate sin dal principio, che gli Stati membri della zona euro sono generalmente al centro delle cooperazioni rafforzate mentre gli Stati membri orientali e settentrionali e quelli che godono già di una clausola di esenzione hanno una minore tendenza a partecipare a una cooperazione rafforzata;

  anche se votano solo gli Stati membri partecipanti, in generale tutti gli Stati membri sono autorizzati a partecipare alle discussioni sulla cooperazione rafforzata;

  tutti i casi di cooperazione rafforzata contemplano una sorta di clausola di riesame;

  la struttura operativa di gran lunga più complicata è quella dell'Ufficio europeo dei brevetti, che prevede una cooperazione rafforzata per il brevetto unitario nonché un accordo intergovernativo satellite, esterno ai trattati, per il Tribunale unificato dei brevetti;

  sebbene il processo relativo alla cooperazione rafforzata per l'imposta sulle transazioni finanziarie sia ancora in sospeso, le attività al riguardo non sono cessate: gli Stati membri interessati stanno infatti proseguendo le loro discussioni in merito, mentre la Commissione sta cercando di mantenere coinvolti anche gli Stati membri non partecipanti;

  i casi di cooperazione rafforzata che potrebbero in teoria indurre il parassitismo ("free riding") degli Stati membri non partecipanti (come nel caso della Procura europea) sono in realtà quelli a cui aderisce il maggior numero di Stati membri (26);

Ostacoli e sfide alla cooperazione rafforzata

•    con riferimento ai casi in corso, i tempi di instaurazione delle cooperazioni rafforzate sono stati piuttosto lunghi (da quattro a cinque anni in media, fino a 12 anni per il brevetto unitario europeo), salvo nel caso della PESCO, che ha completato l'iter molto più velocemente, nell'arco di circa un anno. La lentezza della procedura dipende, in parte, dall'obbligo di ricorrere alla cooperazione rafforzata in ultima istanza, quando risulta evidente che è impossibile raggiungere l'unanimità in Consiglio, ma potrebbe essere dovuta anche all'assenza di una volontà politica di procedere più speditamente sulle questioni sensibili trattate dalla cooperazione rafforzata. Un esempio eclatante è fornito dalla PESCO, che grazie alla forte volontà politica in gioco è stata adottata e attuata molto più rapidamente degli altri esempi di cooperazione rafforzata;

  la cooperazione rafforzata non può essere creata dal nulla, deve esservi a monte una proposta della Commissione su cui non è stato possibile trovare un accordo attraverso il consueto iter legislativo;

  alcuni dei principali ostacoli alla cooperazione rafforzata sono la regola dell'unanimità e le differenze esistenti tra i vari Stati membri con riguardo alle questioni relative alla sovranità;

•    la cooperazione rafforzata è limitata ai settori di competenza condivisa e non deve compromettere il mercato interno; questo criterio sostanziale è tuttavia soggettivo e spetta alla Commissione decidere, a sua totale discrezione, se tale requisito è rispettato o meno; per gli Stati membri potrebbe essere demotivante perseguire la cooperazione rafforzata in settori connessi al mercato interno, poiché si troverebbero a dover presentare motivazioni spiegando in che modo la loro cooperazione sarebbe priva di effetti pregiudizievoli per il mercato interno;

  avviare una cooperazione rafforzata con il numero minimo richiesto di Stati membri è assai difficoltoso poiché in fase di autorizzazione della cooperazione rafforzata è richiesto il voto a maggioranza qualificata con la partecipazione di tutti gli Stati membri. Ed è ancora più improbabile se la cooperazione riguarda un ambito in cui un precedente voto a maggioranza qualificata non è andato a buon fine;

  è difficile stabilire quale sia il termine ragionevole di cui all'articolo 20, paragrafo 2, TUE trascorso il quale si può concordare che lo stallo causato dalla mancanza di unanimità non può essere risolto e che pertanto è lecito percorrere la via della cooperazione rafforzata;

  il coinvolgimento del Parlamento è alquanto marginale, anche se occorre il suo consenso prima che il Consiglio possa autorizzare gli Stati membri richiedenti a procedere con la cooperazione rafforzata;

  i trattati non stabiliscono come ci si debba comportare con uno Stato membro che desideri uscire da una cooperazione rafforzata esistente o che non ne rispetti più i requisiti, tranne nel caso speciale della PESCO (articolo 46, paragrafi 4 e 5, TUE);

•    nell'organizzazione della cooperazione rafforzata è ravvisabile una possibile scappatoia legata all'obbligo di mantenere la regola dell'unanimità in sede di cooperazione rafforzata a meno che non sia invocata la clausola passerella di cui all'articolo 333 TFUE per approdare al voto a maggioranza qualificata. Sussiste il rischio che uno Stato membro non interessato possa aderire alla cooperazione rafforzata con il solo scopo di sabotarne l'avanzamento per mezzo della regola dell'unanimità e di impedire il passaggio al VMQ attraverso la clausola passerella;

  anche se la cooperazione rafforzata offre soluzioni a problemi comuni, con la comodità di poter usufruire del supporto istituzionale e amministrativo dell'Unione, questo istituto non ha impedito agli Stati membri di ricercare soluzioni al di fuori dei trattati dell'UE;

Dimensione esterna

Forme flessibili di cooperazione a livello sub-federale negli Stati membri dell'UE

In due degli Stati membri dell'UE, in Germania e in Italia, vigono disposizioni giuridiche in virtù delle quali tra i livelli sub-federali è possibile instaurare varie forme di cooperazione flessibile in qualche modo paragonabili alla cooperazione rafforzata. L'articolo 117, penultimo comma, della Costituzione italiana, afferma: "La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni." Tali intese sono spesso adottate per realizzare progetti comuni, in particolare quando la loro dimensione supera i confini regionali (sanità, trasporti, digitalizzazione dei servizi pubblici, ecc.). Sono adottate in settori che esulano dalle competenze esclusive dello Stato e assumono diversi nomi: convenzioni, protocolli, accordi, intese.

I Länder tedeschi si coordinano in senso verticale e orizzontale allo scopo di risolvere problemi pratici che richiedono in genere una cooperazione interregionale temporanea o permanente. Della cooperazione orizzontale tra gli Stati federali si dice che si collochi a una sorta di "terzo livello" extracostituzionale tra quello federale e quello dei Länder. Le conferenze dei presidenti dei Länder sono convocate ogni tre mesi circa per esaminare le istanze comuni nei confronti della federazione, mentre i ministri con portafoglio si incontrano regolarmente per analizzare un ampio ventaglio di questioni, ivi comprese le proposte legislative. La conferenza dei presidenti dei Länder assolve molteplici funzioni: ad esempio, è garanzia di continuità per le azioni dei governi dei Länder a fronte di cambiamenti di maggioranza nel Bundesrat (il consiglio federale), è strumento di controllo rispetto alla federazione nonché organo di sorveglianza degli sviluppi a livello dell'UE, stanza di compensazione per i diversi accordi tra i Länder e mediatore delle riunioni ministeriali dei Länder. La regola dell'unanimità e la rotazione della leadership delle conferenze dei presidenti dei Länder scoraggiano un forte approccio di parte.

Lo strumento giuridico più comune e più noto a disciplina della cooperazione tra gli Stati federali è l'accordo interstatale. Tale strumento non si fonda né sul diritto federale né sul diritto dei Länder, bensì sul "diritto consuetudinario cooperativo" (Kooperationsgewohnheitsrecht) che si colloca a un "terzo livello" tra quello federale e quello dei Länder. Esistono due forme di accordo: l'"accordo amministrativo" e il "contratto statale". La differenza risiede nel fatto che il primo coinvolge le sole autorità esecutive dei Länder, mentre il secondo vincola i Länder in quanto tali e deve essere approvato dai relativi parlamenti. Sono esempi di "contratto statale" gli accordi che istituiscono alcune reti radiotelevisive pubbliche e i relativi canoni di fruizione, oppure l'accordo che disciplina la ripartizione degli studenti tra le varie università. Gli accordi possono coinvolgere tutti i Länder o una parte di essi.

Oltre agli accordi formali giuridicamente vincolanti esiste anche l'"intesa politica" (politische Absprache), che in genere scaturisce da una conferenza dei ministri dei Länder convocata per trattare questioni politiche di importanza sovranazionale. A titolo di esempio, la conferenza permanente dei ministri dell'Istruzione e degli affari culturali dei Länder della Repubblica federale di Germania (KMK) riunisce i ministri e i senatori dei Länder responsabili in materia di istruzione e formazione, istruzione superiore, ricerca e affari culturali. Tale organo adotta risoluzioni aventi valore di raccomandazioni. Queste "intese" non sono giuridicamente vincolanti, ma sono considerate politicamente e moralmente vincolanti.

Fuori dall'Unione

La cooperazione intergovernativa è un concetto che si esplica a diversi livelli e in diverse configurazioni in numerosi Stati federali oltre i confini dell'Unione europea. Il relatore ha esaminato in particolare il caso degli Stati Uniti, della Svizzera, dell'Australia e del Canada.

STATI UNITI

Il sistema politico e giuridico statunitense prevede varie forme di cooperazione flessibile tra gli Stati (patti interstatali, leggi uniformi, protocolli d'intesa), che potrebbero essere considerate in qualche misura simili alla cooperazione rafforzata esistente nell'UE. Tuttavia, a causa della diversa natura del federalismo in territorio statunitense (federalismo competitivo), i settori programmatici regolamentati dagli accordi interstatali differiscono molto da quelli in cui è più probabile che si instauri una cooperazione rafforzata nell'UE. Molti dei patti interstatali negli Stati Uniti vertono su politiche legate al mercato interno, come la tassazione, il riconoscimento reciproco dei titoli di studio e l'accesso alle infrastrutture condivise (vie navigabili, sistemi metropolitani e trasporti). L'obiettivo generale è quello di facilitare la vita dei cittadini e delle imprese senza passare dal livello federale, che impiega troppo tempo per legiferare. Alcuni patti interstatali sono nazionali, vale a dire che vi partecipano tutti gli Stati, senza tuttavia coinvolgere il livello federale. In genere, questi strumenti vengono privilegiati in quanto assicurano una rapidità di realizzazione che non si ha invece con il coinvolgimento del livello federale.

Al contrario, nell'Unione il grado di armonizzazione delle norme per il mercato interno è già notevole e la cooperazione rafforzata emerge negli ambiti politicamente più controversi in cui è impossibile giungere a un consenso unanime tra tutti gli Stati membri. Molti dei settori in cui l'Unione sta avviando la cooperazione rafforzata, per esempio la PESCO e la Procura europea, nel sistema statunitense sono ambiti di competenza federale.

Quanto alla posizione occupata dai patti interstatali e dalla cooperazione rafforzata all'interno dell'ordinamento giuridico, va osservato che i primi configurano accordi tra Stati e non costituiscono leggi federali. Tuttavia, essi assumono valore di legge federale quando il Congresso ritiene opportuno convalidarli, il che accade abbastanza di frequente. Nel caso della cooperazione rafforzata, invece, tutte le normative emanate nell'ambito di tale procedura diventano legge dell'Unione.

I patti interstatali sembrano essere molto flessibili: i membri del patto possono variare e l'aggiunta, la fuoriuscita nonché l'espulsione di Stati è una prassi normale.

Ciò detto, tra i due sistemi è possibile ravvisare alcuni parallelismi. Ad esempio, le cosiddette leggi uniformi sembrano molto simili ai casi di cooperazione rafforzata nell'Unione in materia di diritto del divorzio e di regime patrimoniale, mentre la cooperazione in materia di imposta sulle transazioni finanziarie, se mai sarà avviata, potrebbe essere simile a uno dei patti interstatali in materia di tassazione.

I modelli di cooperazione interstatale statunitensi possono essere utili allo strumento UE della cooperazione rafforzata dal punto di vista della sua organizzazione pratica. Particolarmente vantaggiosa potrebbe essere la creazione di una commissione speciale per il monitoraggio dei settori passibili di divenire oggetto di future cooperazioni rafforzate. Negli Stati Uniti questo compito è assolto dall'associazione nazionale dei governatori, dalla commissione per le leggi uniformi e dal centro nazionale per i patti interstatali, i quali sondano in modo proattivo i settori in cui la cooperazione interstatale potrebbe essere proficua. I patti interstatali sono in genere molto dettagliati a livello di contenuto e adottano statuti che regolamentano l'operatività ordinaria del patto una volta raggiunto l'accordo politico. Potrebbe essere questo un altro elemento utile da recepire nei futuri casi di cooperazione rafforzata, vale a dire l'adozione di un regolamento di procedura che stabilisca precisamente il processo decisionale, il funzionamento, l'amministrazione e il bilancio della cooperazione rafforzata dopo il suo avvio.

Canada

In Canada le relazioni intergovernative sono controllate dall'esecutivo e la costituzione canadese non contiene disposizioni specifiche riguardo alla cooperazione intergovernativa tra le province, i territori e il governo federale. Inoltre, nella cooperazione intergovernativa il ruolo dei parlamenti è quasi assente.

Le relazioni intergovernative sono istituzionalizzate attraverso le riunioni dei primi ministri (con il primo ministro) e il consiglio della federazione (senza il primo ministro). Tuttavia, questi consessi non sembrano produrre alcuna legislazione intergovernativa vincolante. In Canada i concordati formali e informali esistono, ma sono meramente orientativi e non giuridicamente vincolanti per le parti contraenti.

Una peculiarità del sistema canadese è la possibilità di cui dispone ciascuna provincia di non partecipare a programmi di spesa condivisi tra il livello federale e quello provinciale e di rimanere esente da future modifiche costituzionali che possano trasferire poteri legislativi dalle legislature provinciali al Parlamento. A norma dell'atto costituzionale del 1982, alle province che non partecipano a modifiche di tale natura afferenti all'istruzione o ad altre questioni di carattere culturale è garantita una contropartita finanziaria. Il Quebec aveva già ottenuto l'esenzione da programmi di primaria importanza (come quelli riguardanti l'assicurazione ospedaliera, la formazione professionale, la sanità pubblica e gli aiuti agli anziani e alle persone con disabilità) nel 1965, grazie all'Established Programs Act.

Svizzera

L'articolo 48 della Costituzione svizzera riconosce ai cantoni il diritto di stipulare "trattati intercantonali". La forma di cooperazione intercantonale più importante è quella del concordato, che viene utilizzato per attuare una normativa in vigore o per emanare e armonizzare leggi e regolamenti in diversi cantoni. Ciascun concordato è soggetto al processo legislativo del rispettivo cantone e viene trattato alla stregua di una legge interazionale vincolante.

Un'altra forma di cooperazione orizzontale è rappresentata dalle conferenze intercantonali; si tratta di consessi permanenti utilizzati per le relazioni intergovernative in cui i membri del consiglio governativo di ciascun cantone competenti per un determinato settore si incontrano per uno scambio di opinioni. Un particolare esempio di conferenza intercantonale è costituito dalla conferenza dei governi cantonali, nata principalmente per influenzare le politiche concernenti le relazioni internazionali e, in particolare, l'integrazione europea.

Australia

Oltre agli accordi intergovernativi tra province, che rappresentano uno strumento flessibile importante per affrontare materie che rientrano nelle competenze sia del livello federale che di quello sub-federale, le province australiane frequentano ampiamente la cosiddetta "mirroring legislation" (diritto speculare). In parole povere, ciò significa che uno Stato può adottare una normativa seguendo la normale procedura legislativa applicabile a livello statale e, una volta adottata, la normativa è direttamente applicabile a qualsiasi altro Stato che desideri emularla.


PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'attuazione delle disposizioni del trattato relative alla cooperazione rafforzata

(2018/2112(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste le disposizioni dei trattati relative alla cooperazione rafforzata, in particolare l'articolo 20, l'articolo 42, paragrafo 6, gli articoli 44, 45 e 46 del trattato sull'Unione europea (TUE), e gli articoli 82, 83, 86, 87, 187, 188, 326, 327, 328, 329, 330, 331, 332, 333 e 334 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  viste le disposizioni dei trattati relative ad altre forme esistenti di integrazione differenziata, in particolare gli articoli 136, 137 e 138 TFUE riguardanti disposizioni specifiche agli Stati membri la cui moneta è l'euro,

–  visto il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria (TSCG),

–  visti il protocollo n. 10 sulla cooperazione strutturata permanente istituita dall'articolo 42 del trattato sull'Unione europea, il protocollo n. 14 sull'Eurogruppo e il protocollo n. 19 sull'acquis di Schengen integrato nell'ambito dell'Unione europea,

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sul miglioramento del funzionamento dell'Unione europea sfruttando le potenzialità del trattato di Lisbona(1),

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sulle evoluzioni e gli adeguamenti possibili dell'attuale struttura istituzionale dell'Unione europea(2),

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sulla capacità di bilancio della zona euro(3),

–  vista la sua risoluzione del 16 marzo 2017 sulle implicazioni costituzionali, giuridiche e istituzionali di una politica di sicurezza e di difesa comune: possibilità offerte dal trattato di Lisbona(4),

–  vista la sua risoluzione del 17 gennaio 2019 sull'integrazione differenziata(5),

–  visti il Libro bianco della Commissione del 1° marzo 2017 (COM(2017)2025) e i successivi cinque documenti di riflessione (COM(2017)0206), COM(2017)0240, COM(2017)0291, COM(2017)0315, COM(2017)0358),

–  vista la dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017,

–  visti l'articolo 52 del suo regolamento, nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,

–  visti la relazione della commissione per gli affari costituzionali e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8 -0038/2019),

A.  considerando che l'Unione ha un particolare interesse ad attuare la cooperazione rafforzata in certi ambiti di competenza non esclusiva dell'Unione per far progredire il progetto europeo e facilitare la vita dei cittadini;

B.  considerando che, ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 2, TUE, la cooperazione rafforzata è intesa a essere una misura di ultima istanza, da adottare quando gli obiettivi di una cooperazione non possono essere conseguiti entro un termine ragionevole dall'Unione nel suo insieme;

C.  considerando che la cooperazione rafforzata non dovrebbe essere vista come uno strumento di esclusione o di divisione tra gli Stati membri, bensì come una soluzione pragmatica per far avanzare l'integrazione europea;

D.  considerando che la delicata natura di certi settori programmatici rende difficile seguire la procedura legislativa ordinaria, non solo a causa della regola dell'unanimità, bensì anche per la pratica invalsa in seno al Consiglio di cercare sempre il consenso tra gli Stati membri anche quando per adottare una decisione sarebbe sufficiente una maggioranza qualificata;

E.  considerando che, ad eccezione dell'imposta sulle transazioni finanziarie, tutte le iniziative di cooperazione rafforzata avrebbero potuto essere adottate dal Consiglio a maggioranza qualificata, se questa fosse stata la modalità di voto applicabile invece dell'unanimità;

F.  considerando che esistono numerosi casi di sottogruppi di Stati membri che intrattengono tra loro rapporti di cooperazione bilaterale o multilaterale al di fuori dell'ambito dei trattati, ad esempio in settori come quello della difesa; che la pressione esercitata dalla crisi economica e monetaria, che ha spinto ad adottare decisioni rapide e a superare la regola dell'unanimità in determinati settori, ha portato all'adozione di strumenti intergovernativi al di fuori del quadro giuridico dell'Unione, quali il meccanismo europeo di stabilità (MES) e il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria (TSCG o "Fiscal Compact");

G.  considerando che la cooperazione rafforzata è una procedura in virtù della quale un minimo di nove Stati membri possono instaurare una cooperazione avanzata in un settore all'interno delle strutture dell'UE, ma senza il coinvolgimento di altri Stati membri; che la cooperazione rafforzata consente agli Stati membri partecipanti di raggiungere un obiettivo o un'iniziativa comuni e di superare la paralisi nei negoziati o un blocco imposto da uno o più Stati membri quando è richiesta l'unanimità; che, a norma dell'articolo 20, paragrafo 4, TUE, gli atti adottati dall'Unione europea nel quadro della cooperazione rafforzata dovrebbero vincolare unicamente gli Stati membri partecipanti; che la cooperazione rafforzata è limitata ai settori in cui l'Unione non dispone di competenze esclusive;

H.  considerando che, a norma dell'articolo 328, paragrafo 1, TFUE, la Commissione e gli Stati membri che partecipano alla cooperazione rafforzata si adoperano per promuovere la partecipazione del maggior numero possibile di Stati membri;

I.  considerando che l'esperienza dimostra che la cooperazione rafforzata ha prodotto risultati soddisfacenti nel diritto in materia di divorzio(6)e offre prospettive interessanti per quanto riguarda le norme in materia di regime patrimoniale(7), il brevetto unitario europeo e la Procura europea;

J.  considerando che le prime esperienze di cooperazione rafforzata hanno evidenziato le difficoltà associate all'applicazione del sistema, a causa delle limitate disposizioni presenti nei trattati circa la sua attuazione pratica e per la mancanza di un seguito sufficiente da parte delle istituzioni dell'Unione;

K.  considerando che l'analisi dei vari modelli federali utilizzati negli Stati membri dell'Unione e nelle federazioni all'esterno dell'Unione ha rivelato che i meccanismi di cooperazione flessibile sono sovente utilizzati dagli enti sub-federali in settori di interesse comune;

L.   considerando che senza il ricorso a clausole passerella per passare dal voto all'unanimità al voto a maggioranza qualificata in sede di Consiglio e in assenza di una riforma approfondita dei trattati, appare possibile che in futuro gli Stati membri debbano ricorrere alle disposizioni relative alla cooperazione rafforzata per poter affrontare problemi comuni e conseguire obiettivi comuni;

M.  considerando che, ai fini della corretta applicazione della cooperazione rafforzata, è importante stilare un elenco delle questioni da affrontare e predisporre una tabella di marcia per un funzionamento efficace della cooperazione rafforzata che rispetti la lettera e lo spirito dei trattati;

Osservazioni principali

1.  esprime preoccupazione per il fatto che, sebbene la cooperazione rafforzata offra una soluzione a un problema comune avvalendosi della struttura istituzionale dell'Unione e riducendo quindi le spese amministrative per gli Stati membri partecipanti, non sia stata eliminata del tutto la necessità di ricorrere a soluzioni costituite da forme di sottoraggruppamenti intergovernativi al di fuori dei trattati, il che ha conseguenze negative per la coerenza del quadro giuridico dell'Unione e porta quindi alla mancanza di un appropriato controllo democratico;

2.  ritiene che occorra preservare il quadro istituzionale unico dell'Unione al fine di raggiungere gli obiettivi comuni della stessa, garantendo il principio di parità di tutti i cittadini; ribadisce che il metodo della Comunità o dell'Unione dovrebbe essere mantenuto;

3.  sottolinea che, contrariamente ai trattati intergovernativi, la cooperazione rafforzata costituisce uno strumento di risoluzione dei problemi non solo legittimo ma anche comodo, in quanto è basata sulle disposizioni dei trattati e opera all'interno della struttura istituzionale dell'Unione;

4.  sottolinea che, sebbene la cooperazione rafforzata, in quanto misura di ultima istanza, non abbia trovato ampio uso da quando è stata introdotta con il trattato di Amsterdam, essa sta acquisendo importanza e produce risultati tangibili;

5.  osserva che, sulla base dell'esperienza acquisita finora, la cooperazione rafforzata nasce nella maggior parte dei casi in settori retti da una procedura legislativa speciale che richiede l'unanimità ed è stata utilizzata prevalentemente nel settore della giustizia e degli affari interni;

6.  sottolinea che finora la procedura di instaurazione e attuazione della cooperazione rafforzata è stata piuttosto lunga, soprattutto a causa della definizione imprecisa del termine ragionevole entro il quale accertare l'impossibilità di raggiungere la soglia di voto necessaria e per la mancanza di una forte volontà politica di procedere più speditamente;

7.  osserva che la mancanza di orientamenti operativi chiari per la creazione e l'amministrazione della cooperazione rafforzata, come ad esempio la legge applicabile per le istituzioni comuni o le procedure di ritiro da una cooperazione esistente, potrebbe aver reso meno probabile la conclusione di una cooperazione rafforzata;

8.  ricorda che, sebbene la cooperazione rafforzata si avvalga dell'ordinamento giuridico e istituzionale dell'Unione, la sua integrazione automatica nell'acquis non è prevista;

9.  ritiene che, sebbene sia considerata uno scenario di ripiego, la cooperazione rafforzata costituisca comunque uno strumento utile per risolvere problemi a livello dell'Unione e per superare alcuni degli stalli istituzionali;

10.  reputa che, ai fini di una efficace organizzazione e attuazione della cooperazione rafforzata, sia necessario rispondere a un'unica serie di domande, indipendentemente dal settore programmatico interessato o dalla forma che tale cooperazione assume;

Raccomandazioni

11.  propone pertanto che sia data risposta a una serie di domande e che sia rispettata la tabella di marcia di cui in appresso al fine di garantire la corretta ed efficace attuazione della cooperazione rafforzata;

Processo decisionale

12.  sottolinea che la spinta politica verso la cooperazione rafforzata dovrebbe provenire dagli Stati membri, ma le discussioni sui suoi contenuti dovrebbero basarsi su una proposta della Commissione;

13.  ricorda che l'articolo 225 TFUE conferisce al Parlamento un diritto di iniziativa quasi legislativa, che dovrebbe essere interpretato quale possibilità in capo al Parlamento di avviare una cooperazione rafforzata sulla base di una proposta della Commissione sulla quale non sia stato possibile raggiungere un accordo tramite la normale procedura decisionale nell'arco del mandato di due presidenze consecutive del Consiglio;

14.  ritiene che gli obiettivi di un caso di cooperazione debbano essere considerati irrealizzabili dall'Unione nel suo insieme, come previsto ai sensi dell'articolo 20 TUE, se durante un periodo corrispondente a due presidenze consecutive del Consiglio non si registra alcun progresso sostanziale in sede di Consiglio;

15.  raccomanda che le domande avanzate dagli Stati membri di instaurare tra loro una cooperazione rafforzata si fondino, in linea di principio, su obiettivi almeno altrettanto ambiziosi di quelli presentati dalla Commissione, prima che sia appurato che questi ultimi non possono essere conseguiti entro un termine ragionevole dall'Unione nel suo insieme;

16.  raccomanda vivamente che la speciale clausola passerella di cui all'articolo 333 TFUE sia attivata per passare dall'unanimità al VMQ e dalla procedura legislativa speciale a quella ordinaria subito dopo l'approvazione da parte del Consiglio di un accordo relativo all'avvio di una cooperazione rafforzata, al fine di evitare nuovi blocchi nel caso in cui il numero di Stati membri partecipanti sia significativo;

17.  reputa che la decisione che autorizza la cooperazione rafforzata debba specificare il quadro delle relazioni con gli Stati membri non partecipanti; ritiene che gli Stati membri che non partecipano a tale cooperazione rafforzata debbano essere tuttavia coinvolti nelle deliberazioni sul tema cui essa si rivolge;

18.  ricorda che sia il segretariato della Commissione che quello del Consiglio hanno un importante ruolo da svolgere per garantire che gli Stati membri non partecipanti alla cooperazione rafforzata non siano emarginati, rendendo difficile una loro partecipazione in una fase successiva;

Amministrazione

19.  raccomanda che la Commissione svolga un ruolo attivo in tutte le fasi della cooperazione rafforzata, dalla proposta alle deliberazioni fino all'attuazione della cooperazione rafforzata;

20.  afferma che l'unità delle istituzioni dell'Unione dovrebbe essere mantenuta e che la cooperazione rafforzata non dovrebbe portare alla creazione di accordi istituzionali paralleli, bensì consentire, laddove opportuno, l'istituzione di organi specifici all'interno del quadro giuridico dell'UE, fermi restando le competenze e il ruolo delle istituzioni e degli organi dell'Unione;

Controllo parlamentare

21.  ricorda che il Parlamento è responsabile del controllo parlamentare della cooperazione rafforzata; chiede un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali e, negli Stati membri in cui ciò è pertinente, dei parlamenti regionali, a fianco del Parlamento europeo nel controllo democratico della cooperazione rafforzata se si tratta di settori politici di competenza concorrente; sottolinea la possibilità di istituire un forum interparlamentare analogo, ad esempio, alla conferenza interparlamentare di cui all'articolo 13 del TSCG e alla conferenza interparlamentare per la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), ove necessario e fatte salve le competenze del Parlamento;

22.  evidenzia la necessità che gli Stati membri che partecipano a una cooperazione rafforzata includano le regioni che dispongono di competenze legislative nelle questioni che le riguardano, in modo da rispettare la ripartizione interna delle competenze e rafforzare la legittimazione sociale di tale cooperazione rafforzata;

23.  raccomanda che il Parlamento svolga un ruolo più incisivo nella cooperazione rafforzata, suggerendo alla Commissione nuove forme di cooperazione attraverso l'articolo 225 del TFUE e monitorando le proposte o la cooperazione esistente; esprime la convinzione che il Parlamento debba essere coinvolto in tutte le fasi della procedura anziché essere tenuto soltanto a fornire il proprio consenso, e che esso dovrebbe ricevere relazioni periodiche ed essere in grado di esprimersi in merito all'attuazione della cooperazione rafforzata;

24.  invita il Consiglio a impegnarsi con il Parlamento in un'eventuale futura procedura di cooperazione rafforzata prima della richiesta di approvazione del testo finale da parte del Parlamento, al fine di garantire la massima cooperazione tra i colegislatori dell'Unione;

25.  deplora tuttavia che, nonostante l'approccio costruttivo e misurato del Parlamento alla procedura di cooperazione rafforzata, il Consiglio abbia mostrato scarso interesse a impegnarsi formalmente con il Parlamento prima della richiesta di approvazione da parte del Parlamento del testo finale negoziato;

26.  ritiene necessario che il Parlamento migliori la propria organizzazione interna in relazione alla cooperazione rafforzata; ritiene, a tal fine, che ogni caso di cooperazione rafforzata debba essere seguito dalla pertinente commissione permanente e raccomanda pertanto che il regolamento interno del Parlamento autorizzi la creazione di sottocommissioni ad hoc composte principalmente da deputati eletti negli Stati membri che partecipano a tale cooperazione rafforzata;

Bilancio

27.  ritiene che le spese operative connesse alla cooperazione rafforzata debbano essere sostenute dagli Stati membri partecipanti e che laddove i costi siano sostenuti dal bilancio dell'UE, gli Stati membri non partecipanti debbano essere rimborsati, salvo che il Consiglio, previa consultazione del Parlamento, decida in conformità dell'articolo 332 TFUE che tale cooperazione debba essere finanziata a titolo del bilancio dell'Unione, iscrivendovi tale spesa nello stesso e rendendola pertanto parte della procedura annuale di bilancio;

28.  ritiene che, qualora l'attività regolamentata da una cooperazione rafforzata generi un gettito, tale gettito debba essere destinato a coprire le spese operative connesse alla cooperazione rafforzata;

Giurisdizione

29.  ritiene che la cooperazione rafforzata debba rientrare sotto la diretta giurisdizione della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), fatta salva la possibilità di istituire una procedura di arbitraggio o un tribunale di prima istanza per la risoluzione delle controversie che possano rendersi necessari per il funzionamento di un particolare caso di cooperazione rafforzata, a meno che il trattato disponga altrimenti, nel qual caso ciò dovrebbe essere indicato nell'atto giuridico che istituisce la cooperazione rafforzata;

30.  sottolinea che, nel caso in cui una cooperazione rafforzata richieda l'istituzione di un tribunale speciale o di un meccanismo arbitrale speciale, l'organo arbitrale finale dovrebbe essere sempre la CGUE;

Adeguamenti alla struttura istituzionale dell'Unione

31.  propone di creare in seno alla Commissione un'unità speciale per la cooperazione rafforzata, sotto la guida del commissario responsabile per le relazioni interistituzionali, con la finalità di coordinare e razionalizzare la messa in opera a livello istituzionale di iniziative di cooperazione rafforzata;

32.  considera necessario rendere più proattivo il ruolo dei segretariati della Commissione e del Consiglio nel contesto della cooperazione rafforzata e suggerisce pertanto che essi individuino attivamente, in collegamento con il Comitato delle regioni e in particolare attraverso la sua piattaforma di gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT), gli ambiti nei quali la cooperazione rafforzata potrebbe risultare utile all'avanzamento del progetto europeo o i settori adiacenti alle attuali forme di cooperazione rafforzata, al fine di evitare sovrapposizioni o contraddizioni;

Ritiro o espulsione di Stati membri

33.  sottolinea che i trattati non contengono disposizioni circa la possibilità di ritiro o di espulsione di Stati membri dalle cooperazioni rafforzate in essere, fatta eccezione per la cooperazione strutturata permanente (PESCO);

34.  ritiene che in tutti i casi di cooperazione rafforzata sia opportuno stabilire regole chiare per quanto riguarda il ritiro di Stati membri non più desiderosi di parteciparvi e l'espulsione di Stati membri non più conformi alle condizioni della cooperazione stessa; raccomanda che i termini e le condizioni del possibile ritiro o espulsione di uno Stato membro siano specificati nell'atto che istituisce la cooperazione rafforzata;

Raccomandazioni per l'evoluzione futura della cooperazione rafforzata

35.  reputa necessario mettere a punto una procedura per l'autorizzazione accelerata della cooperazione rafforzata nei settori di alto rilievo politico da completarsi entro un lasso di tempo più breve rispetto alla durata di due presidenze consecutive del Consiglio;

36.  esorta gli Stati membri che partecipano alla cooperazione rafforzata ad adoperarsi per integrare la cooperazione rafforzata nell'acquis dell'Unione;

37.  invita la Commissione a proporre un regolamento sulla base dell'articolo 175, terzo comma, o dell'articolo 352 TFUE, al fine di semplificare e unificare il quadro giuridico applicabile alla cooperazione rafforzata (ad esempio i principi guida relativi alla legge applicabile per le istituzioni comuni o il ritiro di uno Stato membro), agevolando in tal modo la conclusione di tali cooperazioni;

38.  suggerisce di vagliare, in occasione della prossima revisione dei trattati, la possibilità che le regioni o le entità subnazionali svolgano un ruolo nella cooperazione rafforzata quando quest'ultima riguarda un settore di competenza esclusiva del livello in questione, nel debito rispetto delle costituzioni nazionali;

°

°  °

39.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1)

GU C 252 del 18.7.2018, pag. 215.

(2)

GU C 252 del 18.7.2018, pag. 201.

(3)

GU C 252 del 18.7.2018, pag. 235.

(4)

GU C 263 del 25.7.2018, pag. 125.

(5)

Testi approvati, P8_TA(2019)0044.

(6)

Regolamento (UE) n. 1259/2010 del Consiglio, del 20 dicembre 2010, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale.

(7)

Regolamento (UE) 2016/1103 del Consiglio, del 24 giugno 2016, che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi.


PARERE della commissione per le libertà civili,la giustizia e gli affari interni (11.1.2019)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sull'applicazione delle disposizioni del trattato relative alla cooperazione rafforzata

(2018/2112(INI))

Relatore per parere: Tomáš Zdechovský

SUGGERIMENTI

The Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs calls on the Committee on Constitutional Affairs, as the committee responsible, to incorporate the following suggestions into its motion for a resolution:

A.  whereas Article 86 of the Treaty on the Functioning of the European Union (TFEU) provides an explicit formal basis for the creation of a European Public Prosecutor’s Office (EPPO) and determines the applicable legislative procedure and instrument, as well as the scope and competence, of the future EPPO;

B.  whereas it is important that the EU and all its Member States detect and prosecute in an effective and dissuasive manner fraud which affects the EU’s financial interests, so as to protect taxpayers of all the Member States who contribute to the Union’s budget;

C.  whereas Article 86 TFEU explicitly stipulates the possibility of establishing enhanced cooperation in the event of disagreement;

D.  whereas enhanced cooperation is a procedure whereby a minimum of nine Member States are permitted to establish advanced cooperation in an area within the structures of the EU, but without the involvement of the remaining Member States; whereas enhanced cooperation allows those participating Member States to achieve a common goal or initiative and to overcome paralysis in negotiations or a blockage by another Member State or Member States when unanimity is required; whereas pursuant to Article 20(4) of the Treaty on European Union acts adopted in the framework of enhanced cooperation should bind only participating Member States; whereas enhanced cooperation is limited to areas in which the EU does not have exclusive competences;

E.  whereas pursuant to Article 328(1) TFEU, ‘the Commission and the Member States participating in enhanced cooperation shall ensure that they promote participation by as many Member States as possible’;

1.  Reaffirms Parliament’s strong support for establishing an efficient and independent EPPO, in order to reduce the presently fragmented nature of national law enforcement efforts to protect the EU budget, and to strengthen the fight against fraud in the European Union;

2.  Recalls that Parliament adopted three resolutions on 29 April 2015(1), 5 October 2016(2) and 5 October 2017(3) on the establishment of the European Public Prosecutor’s Office; acknowledges that a number of Parliament’s concerns, as expressed in these resolutions, were addressed to some extent in the final negotiated text adopted by the Council; calls on the Council to engage with Parliament in a possible future enhanced cooperation procedure prior to the request for Parliament’s consent on the final text, to ensure maximum cooperation between the Union’s co-legislators;

3.  Regrets, however, that despite Parliament’s constructive and measured approach to the enhanced cooperation procedure, the Council has shown little interest in engaging formally with Parliament prior to the request for Parliament’s consent on the final negotiated text;

4.  Welcomes the fact that 22 Member States are already participating in enhanced cooperation on the EPPO, and recalls the inclusive nature of the EPPO; encourages non-participating Member States to join as soon as possible with a view to improving the Office’s efficiency;

5.  Notes that following the completion of a three-year build-up phase, it is envisaged that the EPPO will assume its duties by the end of 2020, rendering any assessment of its implementation premature at this stage;

6.  Emphasises that the implementation of the EPPO will require effective and efficient cooperation between the national prosecutors and the EPPO, and with the agencies of the EU, such as the European Anti-Fraud Office (OLAF) and Eurojust;

7.  Is closely following all steps taken hitherto to establish the EPPO, including implementing measures for the selection and appointment of the European Chief Prosecutor and European Prosecutors, as well as budgetary measures;

8.  Calls on the Commission to keep Parliament regularly and fully informed at every stage of the implementation and institutional development of the EPPO, in the light of the potential expansion of its mandate to include the fight against cross-border terrorism;

9.  Welcomes the fact that 18 Member States will participate in enhanced cooperation on property regimes of marriages and registered partnerships, as applicable from 29 January 2019; underlines the need to protect fundamental rights, including the right to respect for private and family life and the prohibition of discrimination.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

10.1.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

6

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Asim Ademov, Martina Anderson, Heinz K. Becker, Monika Beňová, Michał Boni, Caterina Chinnici, Rachida Dati, Frank Engel, Laura Ferrara, Romeo Franz, Ana Gomes, Nathalie Griesbeck, Sylvie Guillaume, Monika Hohlmeier, Sophia in ‘t Veld, Cécile Kashetu Kyenge, Monica Macovei, Roberta Metsola, Claude Moraes, Ivari Padar, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Csaba Sógor, Helga Stevens, Traian Ungureanu, Bodil Valero, Marie-Christine Vergiat, Udo Voigt, Josef Weidenholzer, Cecilia Wikström, Kristina Winberg, Tomáš Zdechovský, Auke Zijlstra

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Dennis de Jong, Anna Hedh, Lívia Járóka, Marek Jurek, Jean Lambert, Jeroen Lenaers, Andrejs Mamikins, Angelika Mlinar, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Christine Revault d’Allonnes Bonnefoy

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Fernando Ruas, Adam Szejnfeld

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

36

+

ALDE

Nathalie Griesbeck, Sophia in ‘t Veld, Angelika Mlinar, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Cecilia Wikström

EFDD

Laura Ferrara

PPE

Asim Ademov, Heinz K. Becker, Michał Boni, Rachida Dati, Frank Engel, Monika Hohlmeier, Lívia Járóka, Jeroen Lenaers, Roberta Metsola, Fernando Ruas, Csaba Sógor, Adam Szejnfeld, Traian Ungureanu, Tomáš Zdechovský

S&D

Monika Beňová, Caterina Chinnici, Ana Gomes, Sylvie Guillaume, Anna Hedh, Cécile Kashetu Kyenge, Andrejs Mamikins, Claude Moraes, Ivari Padar, Christine Revault d’Allonnes Bonnefoy, Birgit Sippel, Josef Weidenholzer

VERTS/ALE

Romeo Franz, Jean Lambert, Judith Sargentini, Bodil Valero

6

-

ECR

Marek Jurek, Monica Macovei, Helga Stevens, Kristina Winberg

ENF

Auke Zijlstra

NI

Udo Voigt

3

0

GUE/NGL

Martina Anderson, Dennis de Jong, Marie-Christine Vergiat

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

OJ C 346, 21.9.2016, p. 27.

(2)

OJ C 215, 19.6.2018, p. 18.

(3)

OJ C 346, 27.9.2018, p. 246.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

22.1.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

18

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Mercedes Bresso, Pascal Durand, Esteban González Pons, Danuta Maria Hübner, Ramón Jáuregui Atondo, Alain Lamassoure, Jo Leinen, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Markus Pieper, Paulo Rangel, Helmut Scholz, György Schöpflin, Pedro Silva Pereira, Barbara Spinelli, Josep-Maria Terricabras, Kazimierz Michał Ujazdowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pervenche Berès, Ashley Fox, Sylvia-Yvonne Kaufmann

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Michael Gahler, Jarosław Wałęsa


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

18

+

ALDE

Maite Pagazaurtundúa Ruiz

NI

Kazimierz Michał Ujazdowski

PPE

Michael Gahler, Esteban González Pons, Danuta Maria Hübner, Alain Lamassoure, Markus Pieper, Paulo Rangel, György Schöpflin, Jarosław Wałęsa

S&D

Pervenche Berès, Mercedes Bresso, Ramón Jáuregui Atondo, Sylvia Yvonne Kaufmann, Jo Leinen, Pedro Silva Pereira

VERTS/ALE

Pascal Durand, Josep Maria Terricabras

2

-

ECR

Ashley Fox

ENF

Gerolf Annemans

2

0

GUE/NGL

Helmut Scholz, Barbara Spinelli

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2019Avviso legale