Procedura : 2015/0302M(NLE)
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Ciclo del documento : A8-0058/2019

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A8-0058/2019

Discussioni :

PV 12/03/2019 - 21
CRE 12/03/2019 - 21

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PV 13/03/2019 - 11.6
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P8_TA(2019)0170

RELAZIONE     
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31.1.2019
PE 629.400v02-00 A8-0058/2019

recante una proposta di risoluzione non legislativa sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra

(15093/2016 – C8-0107/2018 – 2015/0302M(NLE))

Commissione per gli affari esteri

Relatore: Anna Elżbieta Fotyga

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE NON LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE NON LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra

(15093/2016 – C8-0107/2018 – 2015/0302M(NLE))

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (15093/2016),

–  visto l'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra(1), firmato il 18 febbraio 2017 dal vicepresidente della Commissione/Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/HR) Federica Mogherini,

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio il 6 febbraio 2018 a norma dell'articolo 37 del trattato sull'Unione europea (TUE) e degli articoli 207, 209, 218, paragrafo 6, lettera a), secondo comma, e paragrafo 8, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) (C8-0107/2018),

–  vista la sua risoluzione legislativa del ... sulla proposta di decisione del Consiglio(2),

–  vista l'applicazione provvisoria delle parti dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo (CAPD) di competenza esclusiva dell'UE dal 1° dicembre 2017,

–  vista la sua risoluzione del 13 giugno 2013 sui negoziati in vista di un accordo di cooperazione UE-Afghanistan sul partenariato e lo sviluppo(3),

–  viste le sue precedenti relazioni e risoluzioni sull'Afghanistan, in particolare le sue risoluzioni del 16 dicembre 2010 su una nuova strategia per l'Afghanistan(4), del 15 dicembre 2011 sul controllo di bilancio dell'assistenza finanziaria dell'UE all'Afghanistan(5), del 12 marzo 2014 sul ruolo regionale e le relazioni politiche del Pakistan con l'UE(6), dell'8 ottobre 2015 sulla pena di morte(7), del 26 novembre 2015 sull'Afghanistan, in particolare le uccisioni avvenute nella provincia di Zabul(8), del 28 aprile 2016 sugli attacchi contro ospedali e scuole quali violazioni del diritto internazionale umanitario(9), del 5 aprile 2017 su come far fronte ai movimenti di rifugiati e migranti: ruolo dell'azione esterna dell'UE(10), del 13 settembre 2017 sulle relazioni politiche dell'UE con l'India(11), del 14 dicembre 2017 sulla situazione in Afghanistan(12),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 19 novembre 2018 e del 16 ottobre 2017 sull'Afghanistan,

–  vista la comunicazione congiunta del VP/HR e della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 24 luglio 2017, dal titolo "Elementi per una strategia dell'UE sull'Afghanistan" (JOIN(2017)0031),

–  visto il programma indicativo pluriennale 2014-2020 per l'Afghanistan, nell'ambito dello strumento di cooperazione allo sviluppo dell'Unione,

–  vista la tabella di marcia dell'UE per paese per il dialogo con la società civile in Afghanistan per il periodo 2018-2020,

  vista la chiusura della Missione di polizia dell'Unione europea in Afghanistan (EUPOL Afghanistan) nel 2016,

–  vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite, del 10 settembre 2018, sulla situazione in Afghanistan e le sue implicazioni per la pace e la sicurezza internazionale,

  visto il documento dal titolo "Azione congiunta UE-Afghanistan per il futuro in materia di questioni migratorie", del 2 ottobre 2016,

  visti le risoluzioni 2210 (2015) e 2344 (2017) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il mandato della Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA),

–  vista la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani degli sfollati interni, del 12 aprile 2017, sulla sua missione in Afghanistan,

–  vista la richiesta del procuratore della Corte penale internazionale, Fatou Bensouda, del 3 novembre 2017 di avviare un'indagine sui crimini di guerra e sui crimini contro l'umanità presumibilmente commessi in Afghanistan dal 1 maggio 2003,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo,

–  vista la Conferenza ministeriale sull'Afghanistan di Ginevra del 27-28 novembre 2018,

  visti i risultati della Conferenza internazionale di Bruxelles sull'Afghanistan del 5 ottobre 2016, copresieduta dall'Unione europea, e gli impegni reciproci assunti in occasione delle conferenze internazionali sull’Afghanistan svoltesi a Bonn il 5 dicembre 2011, a Tokyo l'8 luglio 2012 e a Londra il 4 dicembre 2014,

–  vista la conferenza di Tashkent sull'Afghanistan del 26-27 marzo 2018,

  visto il processo "Heart of Asia" avviato a Istanbul il 2 novembre 2011,

  vista la dichiarazione di Kabul del 22 dicembre 2002 sulle relazioni di buon vicinato,

–  vista la forza internazionale di assistenza alla sicurezza (FIAS) (2003-2014), guidata dalla NATO sotto l’egida delle Nazioni Unite, e le conclusioni del vertice della NATO tenutosi a Bruxelles il 24-25 maggio 2017, concernente la prosecuzione della missione "Resolute support" di formazione, consulenza e assistenza (dal 2014 ad oggi),

–  visto il piano di risposta umanitaria 2018-2021 per l'Afghanistan,

–  visto il quadro per l'autosufficienza attraverso la responsabilità reciproca adottato in occasione della conferenza di Bruxelles sull'Afghanistan il 4-5 ottobre 2016,

–  visto l'articolo 99, paragrafo 2, del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari esteri, il parere della commissione per lo sviluppo e la posizione sotto forma di emendamenti della commissione per il commercio internazionale (A8-0058/2019),

A.  considerando che il 10 novembre 2011 il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza la Commissione a negoziare un CAPD tra l'Unione europea e la Repubblica islamica di Afghanistan(13); che il CAPD è stato applicato in via provvisoria e parziale dal 1° dicembre 2017, prima dell’approvazione da parte del Parlamento europeo;

B.  considerando che il 13 gennaio 2016 il VP-HR e la Commissione hanno presentato al Consiglio le proposte congiunte di decisioni del Consiglio relative alla firma e alla conclusione dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo quale accordo tra l'Unione europea e l'Afghanistan (riguardante "la sola UE");

C.  considerando che, pur concordando sulla sostanza dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo, gli Stati membri hanno espresso la propria preferenza per un accordo "misto" con applicazione provvisoria, e hanno pertanto invitato la Commissione e il VP-HR a rivedere le proposte per tener conto dell'applicazione mista e provvisoria;

D.  considerando che il CAPD è stato firmato il 18 febbraio 2017;

E.  considerando che il CAPD costituirà la base delle relazioni tra l'UE e l'Afghanistan per il prossimo decennio e potrà essere automaticamente prorogato per periodi di cinque anni;

F.  considerando che il Parlamento ha ricevuto informazioni parziali ma non complete durante l'intero processo negoziale; che il Parlamento ha ricevuto le direttive di negoziato del Consiglio per il Servizio europeo per l’azione esterna solo il 16 marzo 2018 anziché nel novembre 2011 quando il Parlamento è stato informato in merito alla decisione di avviare i negoziati;

G.  considerando che questo quadro giuridico si basa sull'attuale strategia dell'UE sull'Afghanistan nonché sull'ampia assistenza finanziaria esterna dell'Unione;

H.  considerando che il CAPD costituirà la prima relazione contrattuale tra l'UE e l'Afghanistan, confermando l'impegno dell'UE a favore dello sviluppo futuro dell'Afghanistan nel corso del "decennio di trasformazione" (2014-2024) e rafforzando i legami storici, politici ed economici tra le due parti;

I.  considerando che il CAPD rispecchia i principi e le condizioni su cui poggerà il futuro partenariato UE-Afghanistan (titoli I e II), ivi comprese le clausole sugli elementi essenziali in materia di diritti umani e non proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM); che il CAPD prevede la possibilità di cooperare in un'ampia gamma di settori, ivi compresi lo sviluppo (titolo III), il commercio e gli investimenti (titolo IV), la giustizia e lo Stato di diritto (titolo V), tra cui la lotta contro la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro e il narcotraffico, la cooperazione in materia di migrazione, e un potenziale accordo di riammissione futuro, nonché la cooperazione settoriale (titolo VI);

J.  considerando che il CAPD permetterà inoltre all'UE e all'Afghanistan di affrontare congiuntamente le sfide mondiali, come la sicurezza nucleare, la non proliferazione e i cambiamenti climatici;

K.  considerando che l'Afghanistan ha raggiunto un momento cruciale: se non si intraprenderanno ulteriori sforzi, tutti gli sforzi, i progressi e i sacrifici effettuati finora nello sviluppo dell'Afghanistan rischiano di andare persi;

L.  considerando che l'emergere della minaccia terroristica dal gruppo collegato al Daesh conosciuto come Stato islamico-provincia di Khorasan (IS-KP) ha contribuito in maniera significativa all'ulteriore peggioramento della situazione della sicurezza; considerando che, nel maggio 2018, il governo afghano aveva il controllo del 56 % dei distretti dell'Afghanistan e del 58 % del territorio, contenente il 65 % della popolazione, con il 32 % dei distretti conteso e il 12 % soggetto al controllo di insorti(14),(15);

M.  considerando che, dal 2002, l’Unione europea e i suoi Stati membri, collettivamente, sono stati il principale donatore internazionale all’Afghanistan e ai suoi cittadini, fornendo oltre 3,66 miliardi di EUR in aiuti umanitari e allo sviluppo; che, secondo il programma indicativo pluriennale 2014-2020 per l'Afghanistan, è assegnato un nuovo finanziamento per lo sviluppo pari a 1,4 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020; considerando che il PIL dell'Afghanistan è attualmente pari a 20 miliardi di USD e che il suo tasso di crescita è diminuito dal 2014; che l'economia afghana affronta tuttora una serie di sfide, tra cui corruzione, scarsa riscossione delle entrate, infrastrutture carenti e debole creazione di posti di lavoro;

N.  considerando che dal 2001 molti Stati membri dell’UE, partner della NATO e paesi alleati hanno contribuito alla stabilizzazione e allo sviluppo dell'Afghanistan con risorse civili e militari, riportando pesanti vittime e perdite; considerando che un Afghanistan stabile e indipendente in grado di provvedere a se stesso e negare l'asilo a gruppi terroristici rientra tuttora tra gli interessi essenziali di sicurezza della NATO, dell'UE e dei suoi Stati membri; considerando che gli Stati membri dell'UE dispongono tuttora di oltre 3 000 unità di personale militare in Afghanistan che partecipano alla missione "Resolute support" della NATO;

O.  considerando che ci sono 2,5 milioni di rifugiati registrati e tra i 2 e i 3 milioni di afghani privi di documenti in Iran e Pakistan; considerando che in Afghanistan ci sono oltre 2 milioni di sfollati interni, di cui più di 300 000 erano sfollati nel 2018; considerando che molte di queste persone soffrono di insicurezza alimentare, di alloggi inadeguati, di accesso insufficiente alle strutture igienico-sanitarie e di mancanza di protezione, e che molti sono bambini classificati come particolarmente vulnerabili al rischio di lavoro minorile, abuso sessuale o potenziale reclutamento di gruppi criminali; considerando che dall'inizio del 2018 oltre 450 000 afghani sono rientrati in Afghanistan o sono stati espulsi dall'Iran; che il governo del Pakistan ha annunciato che 1,7 milioni di rifugiati afghani registrati nel paese dovranno rimpatriare in modo forzato verso l'Afghanistan;

P.  considerando che, secondo le Nazioni Unite, la corruzione in Afghanistan compromette la legittimità dello Stato e pone una seria minaccia alla buona governance e allo sviluppo sostenibile impedendo l'emergere di un'economia reale;

Q.  considerando che l'Afghanistan rappresenta un paese a basso reddito, in situazione post-conflitto e senza sbocco sul mare e pone particolari sfide per la comunità internazionale e le sue istituzioni;

R.  considerando che, secondo l'indice di adattamento globale, l'Afghanistan rappresenta uno dei paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici a livello mondiale;

S.  considerando che sono in aumento nuove minacce e crisi internazionali, determinando una perdita di attenzione, sostegno e interesse da parte del pubblico per la situazione in Afghanistan;

T.  considerando che si stima che l'87 % delle donne afghane sia vittima di violenza di genere; che nell'indice di disuguaglianza di genere delle Nazioni Unite per il 2017 l'Afghanistan si colloca al 154°posto su 160 paesi;

U.  considerando che nel 2017 la coltivazione di oppio in Afghanistan ha raggiunto un livello record, con un aumento del 63 % rispetto al 2016; che il traffico illecito di oppiacei alimenta ulteriormente l'instabilità e le insurrezioni e aumenta il finanziamento a gruppi terroristici in Afghanistan;

V.  considerando che per la prima volta il bilancio afghano del 2018 rispetta le norme internazionali in materia di proiezioni e contabilità;

W.  considerando che la missione di polizia dell'Unione europea in Afghanistan si è conclusa nel 2016 dopo nove anni di progressi;

Aspetti politico-strategici

1.  mantiene il proprio impegno a sostenere il governo afghano nei suoi sforzi per costruire un futuro sicuro e stabile per il popolo dell'Afghanistan avviando riforme fondamentali al fine di migliorare la governance e lo Stato di diritto, combattere il terrorismo e l'estremismo, raggiungere una pace e uno sviluppo sostenibili, costruire istituzioni legittime e democratiche, promuovere la resilienza in vista delle sfide nazionali e regionali per la sicurezza, garantire il rispetto per i diritti umani, compresi i diritti delle donne, dei minori, delle minoranze etniche e religiose, combattere la corruzione, contrastare gli stupefacenti, migliorare la sostenibilità fiscale e promuovere una crescita economica e uno sviluppo sociale e rurale inclusivi e sostenibili, offrendo ai giovani, che rappresentano i due terzi della popolazione, un futuro migliore; sottolinea che è necessaria una risoluzione pacifica del conflitto in Afghanistan e che tutti gli sforzi dovrebbero essere destinati a tale obiettivo più urgente;

2.  sottolinea che lo sviluppo a lungo termine dell’Afghanistan dipenderà dalla responsabilità, dalla buona governance, dalla fornitura sostenibile di sicurezza umana, compresa la riduzione della povertà e la creazione di opportunità di lavoro, dall’accesso ai servizi sociali e sanitari, dall’istruzione e dalla tutela delle libertà fondamentali e dei diritti umani, compresi i diritti delle donne e delle minoranze; sottolinea la necessità di gestire gli affari in modo tale da garantire una crescita economica inclusiva e condizioni favorevoli per investimenti esteri sostenibili a beneficio della popolazione dell'Afghanistan, nel pieno rispetto delle norme sociali, ambientali e del lavoro;

3.  è preoccupato per la fragilità e l'instabilità del governo centrale e la mancanza di controllo che esercita in gran parte del paese, esacerbando l’impatto del conflitto sulla popolazione civile; invita l'UE e la comunità internazionale ad agevolare la mediazione in casi quali le questioni post-elettorali irrisolte;

4.  invita l'UE a prestare assistenza negli sforzi contro la tendenza a lungo termine delle tensioni interetniche che contribuisce alla disintegrazione del potere centrale e a sostenere il ricco tessuto multietnico della società afghana;

5.  sottolinea il proprio sostegno a lungo termine a favore di elezioni credibili, libere, regolari e trasparenti, in linea con gli standard internazionali, ed esprime il proprio sostegno a favore dell'osservazione delle elezioni nel paese da parte dell'UE, compresa l'osservazione delle elezioni presidenziali del 2019; sottolinea che a causa delle croniche rivalità politiche il risultato delle elezioni avrà un enorme impatto sulla futura stabilità del governo afghano;

6.  sottolinea il notevole potenziale economico del paese derivante dalla sua posizione geografica e dalle sue risorse umane e naturali;

7.  sottolinea il notevole sostegno finanziario e politico dell'UE a favore dello sviluppo sociale ed economico, degli aiuti umanitari e della connettività regionale dell'Afghanistan; esorta a mettere in atto ulteriori interventi nella programmazione congiunta tra l'UE e i suoi Stati membri;

8.  sottolinea, in tal senso, la necessità di potenziare il coordinamento e il dialogo UE-USA a livello politico sull'Afghanistan e sui temi regionali;

9.  accoglie con favore la comunicazione congiunta adottata in occasione della Conferenza ministeriale di Ginevra sull'Afghanistan, ospitata dalle Nazioni Unite il 27-28 novembre 2018, in considerazione degli impegni assunti in occasione della conferenza di Bruxelles del 2016 sull'Afghanistan;

Ruolo e responsabilità degli attori regionali

10.  ricorda che l'Afghanistan è un paese senza sbocco sul mare situato al crocevia tra Asia e Medio Oriente e riconosce che il sostegno e la cooperazione positiva dei paesi limitrofi e delle potenze regionali, in particolare Cina, Iran, India, Russia e Pakistan, sono essenziali per la stabilizzazione, lo sviluppo e la redditività economica dell'Afghanistan; si rammarica del fatto che un Afghanistan stabile e prospero non sia sempre l’obiettivo finale di questi attori regionali e sottolinea il ruolo cruciale di tali paesi nel processo di stabilizzazione e di pace; chiede ai paesi vicini di astenersi in futuro dal bloccare le esportazioni afgane, come si è verificato in passato;

11.  sottolinea che la mobilità e l'attività sostenuta delle reti terroristiche che operano in Afghanistan e in Pakistan contribuiscono all'instabilità della situazione nell'intera regione;

12.  sottolinea che l'Afghanistan è spesso soggetto a obiettivi conflittuali di potenze regionali; le esorta a sostenere pienamente gli sforzi di pace in Afghanistan; sostiene i forum di cooperazione regionale, ma esprime preoccupazione per la partecipazione parallela al conflitto di taluni vicini dell'Afghanistan per mezzo di intermediari, che mina gli sforzi di pace; invita i paesi vicini ad astenersi dal coinvolgere i delegati nelle loro rivalità in Afghanistan ed esorta le potenze vicine e regionali a cooperare pienamente al fine di conseguire una pace duratura e sostenibile in Afghanistan;

13.  esorta l'UE ad intensificare gli sforzi per instaurare un dialogo e una cooperazione con i partner regionali al fine di combattere il traffico di droga, il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e il traffico di esseri umani;

14.  sottolinea l'importanza fondamentale delle infrastrutture e dello sviluppo regionale dell'Afghanistan per migliorare il commercio e la connettività tra i paesi dell'Asia centrale e dell'Asia meridionale, generando così anche un fattore stabilizzante nella regione;

15.  invita l'Unione europea a inserire nelle sue strategie per l'Asia centrale e meridionale considerazioni in merito alla cooperazione tra l'UE e l'Afghanistan;

Sicurezza e costruzione della pace

16.  resta profondamente preoccupato per il continuo deterioramento della situazione della sicurezza in Afghanistan e per le continue conquiste territoriali dei militanti talebani e di vari gruppi terroristici quali l'IS-KP, che sembra essere fortemente rafforzato dalla presenza di combattenti stranieri; condanna con forza gli attacchi da loro commessi contro civili, forze di sicurezza, istituzioni e società civile in Afghanistan; ribadisce il suo pieno impegno a combattere contro tutte le forme di terrorismo e rende omaggio a tutti i membri delle forze di coalizione e afghane e a tutti i civili che hanno pagato il prezzo più grande per un Afghanistan democratico, inclusivo, prospero sicuro e stabile; osserva che nel 2018 oltre metà degli attacchi contro il governo era attribuita all'IS-KP, il cui obiettivo consiste nel destabilizzare e ostacolare il processo di riconciliazione e di pace; osserva con preoccupazione che le attuali organizzazioni jihadiste, IS-KP, Al Qaeda e le loro varie affiliate, sono riuscite ad adattarsi e attecchire, rappresentando un'importante sfida di sicurezza per l'Afghanistan, la regione e l'Europa;

17.  sottolinea il costante sostegno dell'UE al processo di pace e riconciliazione condotto dall'Afghanistan inclusivo e di cui tale paese si fa carico, ivi compresa l'attuazione dell'accordo di pace concordato con Hezb-e-Islami; è pronto a contribuirvi con tutti gli adeguati strumenti dell'UE non appena vi sarà un processo di pace significativo; invita i talebani a denunciare la violenza, ad aderire al processo di pace e ad accettare la Costituzione afghana; sottolinea il suo sostegno a favore di una pace globale che il governo ha ripetutamente proposto ai talebani; invita la società civile a partecipare pienamente a tali negoziati; riconosce che sarà necessario affrontare la questione di una presenza di sicurezza internazionale combinata a lungo termine per assistere le forze di sicurezza afghane nella stabilizzazione del paese e nell'evitare che questo diventi nuovamente un porto sicuro per gruppi terroristici e una fonte di instabilità regionale; invita tutte le parti del conflitto a rispettare il diritto umanitario internazionale;

18.  accoglie con favore il primo cessate il fuoco dal 2001, Eid al-Fitr, che ha dimostrato un desiderio diffuso di pace tra gli afghani; chiede ai talebani di rispettare gli inviti del presidente afghano a un nuovo cessate il fuoco;

19.  sottolinea che quarant'anni di guerra e conflitto, a partire dall'invasione sovietica dell'Afghanistan nel 1979, hanno prodotto molti dei problemi irrisolti cui il paese deve attualmente far fronte; riconosce, a tale riguardo, il ruolo dei giovani e della diaspora afghana nel processo di costruzione di un futuro sicuro e migliore per il paese; invita l'UE a sostenere la giustizia di transizione per le vittime di violenza;

20.  osserva che, a seguito della conclusione nel dicembre 2016 della missione della politica di sicurezza e di difesa comune EUPOL Afghanistan, che ha fornito formazione e consulenza specializzate alla Polizia nazionale afghana e al ministero dell'Interno, l'Unione ha proseguito la sua cooperazione con la polizia afghana attraverso gli strumenti esterni dell'UE, ad esempio lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP), che finanzia anche azioni di riconciliazione;

21.  osserva che la missione dell'ISAF ha costituito con successo, partendo da zero, le forze di sicurezza nazionali afghane, composte da 352 000 soldati e agenti di polizia con fanteria, polizia militare, intelligence, bonifica di itinerari, supporto al combattimento, capacità mediche, aviatorie e logistiche, contrastando quindi l'influenza degli insorti all'interno del paese;

22.  osserva che l'ISAF ha creato un ambiente sicuro per il miglioramento della governance e dello sviluppo economico determinando il più elevato guadagno in termini percentuali di qualsiasi paese nell'ambito degli indicatori sanitari di base e di altri indicatori di sviluppo; osserva che il successo dell'ISAF ha altresì determinato l'emergere di mezzi di informazione dinamici e l'esercizio del diritto di voto per milioni di afghani;

23.  incoraggia ulteriormente la missione "Resolute support" della NATO a continuare la sua formazione e supervisione dell'esercito afghano; incoraggia gli Stati membri a offrire una formazione di gestione civile delle crisi ai governi nazionali e locali dell'Afghanistan;

24.  incoraggia la NATO e l'UE a collaborare per raccogliere informazioni sui gruppi ribelli che minacciano l'Afghanistan e coordinare congiuntamente le raccomandazioni politiche rivolte alle forze di sicurezza afghane;

25.  deplora vivamente che i talebani e altri gruppi ribelli sfruttino la presenza dell'UE e della comunità internazionale in Afghanistan e gli sviluppi che hanno realizzato, a fini propagandistici, per promuovere la narrativa secondo cui gli occupanti stranieri stanno ostacolando il paese e lo stile di vita afghani; incoraggia l'UE e il governo afghano a contrastare tale propaganda;

26.  sottolinea il fatto che la lotta al finanziamento del terrorismo e al suo finanziamento è fondamentale per la creazione di un ambiente propizio alla sicurezza in Afghanistan; esorta tutti i partner pertinenti a intensificare i loro sforzi intesi a smantellare tutte le reti di finanziamento al terrorismo, compreso l’abuso delle reti hawala e delle donazioni internazionali a tal fine, nell'intento di combattere la radicalizzazione, l’estremismo e gli strumenti di reclutamento su cui continuano a basarsi le organizzazioni terroristiche afghane;

27.  esorta il governo afghano ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che la prevenzione e il contrasto della diffusione delle ideologie estremiste siano tra le sue principali priorità;

28.  sostiene il programma afghano di pace e reintegrazione, che reintegra nella società i membri dei talebani che si arrendono e rinunciano alla violenza; plaude al Regno Unito per aver già contributo con oltre 9 milioni di GBP;

29.  invita il governo dell'Afghanistan ad attuare pienamente la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza e a garantire la partecipazione, la protezione e i diritti delle donne durante tutto il ciclo dei conflitti, dalla prevenzione degli stessi alla ricostruzione postbellica;

30.  incoraggia il governo afghano a elaborare efficaci contromisure chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN); esorta l'UE a fornire sostegno operativo, tecnico e finanziario per lo sviluppo delle capacità CBRN;

31.  incoraggia il governo afghano a migliorare i propri sistemi di controllo nazionali per contrastare l'ampia circolazione di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) in linea con le norme internazionali vigenti;

Costruzione dello Stato

32.  sottolinea la necessità che il governo dell'Afghanistan e la comunità internazionale intensifichino gli sforzi per eliminare la corruzione nel paese, nonché per rafforzare istituzioni efficienti e inclusive e migliorare la governance locale quali passi essenziali per creare uno Stato stabile e legittimo in grado di prevenire conflitti e insurrezioni; invita il governo afghano a rafforzare la capacità nazionale di recuperare i beni rubati attraverso programmi come l'iniziativa per il recupero dei beni rubati condotta dal Gruppo della Banca mondiale e dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC);

33.  invita il governo dell'Afghanistan ad aumentare l'inclusività politica, a consolidare la responsabilità e a contrastare attivamente la corruzione;

34.  sottolinea che occorre colmare il divario tra i governi nazionale e locali dell’Afghanistan; riconosce che tale problema potrebbe essere potenzialmente attenuato se il governo afghano applicasse lo statuto che impone la presenza dei governatori regionali nei territori che rappresentano;

35.  invita l'UE a garantire che i suoi finanziamenti siano investiti in progetti che aiutano la popolazione afghana e che venga fornito sostegno adeguato ai comuni per l'erogazione dei servizi essenziali e lo sviluppo della governance a livello locale, in modo da garantire alla popolazione condizioni di vita minime, garantire il coordinamento fra le autorità centrali e gli enti locali, al fine di individuare le priorità nelle quali investire, aumentare il sostegno alla società civile, segnatamente ai difensori dei diritti umani, dare la priorità, in particolare, ai finanziamenti per progetti che sostengono gli attori che promuovono la responsabilità, i diritti umani e i principi democratici e che incoraggiano meccanismi di dialogo e di risoluzione delle controversie integrati a livello locale;

36.  chiede all'UE di continuare il suo piano di ritiro progressivo al termine della missione EUPOL, che prevede la garanzia di una transizione sostenibile delle attività verso i partner locali e internazionali dell'EUPOL; esorta tutte le parti a proseguire i loro sforzi per trasformare la polizia nazionale afgana in una forza professionale per la sicurezza e la protezione, rafforzare tutti gli enti di contrasto, con particolare attenzione all'indipendenza del sistema giudiziario e della polizia, al miglioramento dello stato delle carceri afgane nonché al rispetto dei diritti dei detenuti;

37.  deplora che le campagne di lotta al narcotraffico in Afghanistan non abbiano avuto successo e che siano stati compiuti sforzi insufficienti per colpire i laboratori per la produzione di droga dei talebani e le reti internazionali della criminalità organizzata, che sono al centro del traffico di sostanze stupefacenti e forniscono finanziamenti alle operazioni terroristiche e dei talebani; sostiene e sancisce la nuova strategia antinarcotici del governo dell'Afghanistan, sostenuta dall'UNODC; esprime preoccupazione per l'aumento della coltivazione di oppio in Afghanistan(16) e invita il governo del paese ad attuare politiche mirate per invertire tale tendenza; osserva che è fondamentale generare alternative tangibili e sostenibili alla produzione di papavero e metterle a disposizione dei produttori;

38.  sottolinea che le principali fonti di reddito dei talebani sono rappresentate dalle attività minerarie illecite e dalla produzione di oppio; osserva che, secondo le stime attuali, i talebani generano da attività minerarie illecite proventi pari a 200-300 milioni di euro l'anno;

39.  chiede che si aggiunga un adeguato sistema di pesi e contrappesi e una maggiore trasparenza per garantire l'efficacia della pubblica amministrazione, anche in termini di gestione finanziaria, nonché la prevenzione di ogni abuso in materia di aiuti esteri o aiuti allo sviluppo, in linea con la dichiarazione di Parigi sull'efficacia degli aiuti;

40.  si compiace del fatto che l'EU abbia firmato nel 2016 un contratto di potenziamento istituzionale (SBC) con l'Afghanistan, stanziando 200 milioni di EUR su due anni per incrementare le risorse delle istituzioni governative destinate a priorità di sviluppo come lo stimolo della crescita economica, la riduzione della povertà e la lotta alla corruzione; sottolinea che le risorse devono essere utilizzate in modo efficace;

41.  osserva che tale contratto si basa su una verifica complessivamente positiva dei progressi compiuti dall'Afghanistan in settori chiave di riforma; riconosce l'importanza di definire gli obiettivi che l'SBC ha proposto e le condizioni di finanziamento; evidenzia inoltre l'importanza del controllo e del monitoraggio sistematico per prevenire gli abusi; sottolinea l'importanza di concentrarsi sullo sviluppo e la stabilità da parte del governo afghano; invita la Commissione a tenere il Parlamento regolarmente informato sull'attuazione dell'SBC ed evidenzia che tali risultati dovrebbero essere utilizzati per preparare il proseguimento dell'operazione di sostegno al bilancio per il periodo 2018‑2021;

Società civile e diritti umani

42.  si compiace del fatto che il CAPD UE-Afghanistan sottolinei il dialogo sulle questioni relative ai diritti umani, in particolare i diritti delle donne, dei minori e delle minoranze etniche e religiose, al fine di garantire l'accesso alle risorse e sostenere il pieno esercizio dei loro diritti fondamentali, anche attraverso l'assunzione di un maggior numero di donne nelle strutture governative dell'Afghanistan, come pure nei sistemi di sicurezza e giudiziari; invita l'Afghanistan ad adoperarsi per l'eliminazione di tutte le forme di violenza e discriminazione nei confronti delle donne e delle ragazze; sottolinea la necessità di intensificare gli sforzi per l'attuazione delle disposizioni del CAPD sancite ai titoli I e II;

43.  insiste affinché l'UE mantenga una posizione ferma riguardo all'attuazione dei diritti umani e sottolinea che i principi democratici, i diritti umani, segnatamente i diritti delle donne e delle minoranze, e lo Stato di diritto sono elementi essenziali dell'accordo; insiste affinché l'UE adotti misure specifiche qualora il governo afgano violi elementi essenziali dell'accordo;

44.  ricorda che l'UE è particolarmente attenta al miglioramento delle condizioni delle donne, dei bambini, delle persone disabili e delle persone che vivono in condizioni di povertà e che questi gruppi hanno un particolare bisogno di assistenza, anche nei settori della sanità e dell'istruzione;

45.  si compiace della posizione preminente che l'accordo riserva all'uguaglianza di genere e alle politiche correlate nonché della forte viva attenzione allo sviluppo della società civile; invita l'UE a promuovere ulteriormente l'uguaglianza tra donne e uomini e l'emancipazione femminile attraverso i suoi sforzi in materia di sviluppo, tenendo presente che il cambiamento dell'atteggiamento della società nei confronti del ruolo socioeconomico delle donne richiede misure analoghe in materia di sensibilizzazione, istruzione e riforma del quadro normativo;

46.  sottolinea la necessità di tutelare le minoranze etniche e religiose che sono minacciate o sotto attacco; osserva che il gruppo etnico degli Hazara sciiti è più spesso vittima di attacchi rispetto ad altri gruppi e merita pertanto particolare attenzione;

47.  chiede di rafforzare e sostenere le istituzioni nazionali e subnazionali connesse ai diritti umani in Afghanistan, le organizzazioni della società civile e il mondo accademico; esorta le controparti internazionali a incoraggiare una cooperazione e un impegno più stretti con i partner afgani;

48.  sostiene gli sforzi della Corte penale internazionale intesi a garantire che si risponda dei crimini di guerra e dei crimini contro l'umanità presumibilmente commessi dal maggio 2003;

49.  è preoccupato per il numero crescente di attacchi più violenti e deliberati a strutture sanitarie e a operatori sanitari e per gli attacchi contro le infrastrutture civili; esorta tutte le parti a rispettare i loro obblighi previsti dal diritto internazionale in materia di diritti umani e dal diritto umanitario internazionale per prevenire attacchi contro civili e infrastrutture civili;

50.  invita il governo afgano a introdurre una moratoria immediata sul ricorso alla pena di morte quale passo verso la sua abolizione;

Sviluppo e scambi commerciali

51.  riconosce che l'obiettivo finale dell'assistenza dell'UE all'Afghanistan è quello di aiutare il governo e l'economia del paese ad eliminare la povertà e a mettere a punto una situazione di indipendenza e crescita grazie allo sviluppo interno e alla cooperazione regionale, nonché al commercio e ad investimenti esterni sostenibili, al fine di ridurre l'eccessiva dipendenza dagli aiuti esteri, contribuendo allo sviluppo sociale, economico e ambientale dell'Afghanistan;

52.  osserva che l'Afghanistan è uno dei principali beneficiari dell'aiuto allo sviluppo e che le istituzioni dell'UE hanno impegnato 3,6 miliardi di EUR in aiuti a favore di tale paese tra il 2002 e il 2016; deplora che la percentuale di afgani che vivono in condizioni di povertà sia passata dal 38 % (2012) al 55 % (2017) e sottolinea che il paese ha registrato un rallentamento della crescita dal 2014 con il ritiro delle forze di sicurezza internazionali e la conseguente riduzione delle sovvenzioni internazionali, oltre ad un deterioramento della situazione in termini di sicurezza;

53.  sottolinea la necessità di far fronte all'elevato tasso di disoccupazione e di combattere la povertà al fine di adoperarsi a favore del conseguimento della pace e della stabilità nel paese;

54.  sottolinea che sono necessarie maggiori opportunità lavorative al di là di attività nel settore agricolo e di incarichi governativi, al fine di evitare che i giovani siano reclutati dai talebani e da altre reti di ribelli;

55.  accoglie con favore il quadro nazionale di pace e sviluppo dell'Afghanistan del 2016 e il quadro per l'autosufficienza attraverso la responsabilità reciproca adottati dal governo afgano; invita l'UE e gli Stati membri a continuare a sostenere, attraverso il CAPD, le priorità di sviluppo a titolarità afgana, conformemente ai principi di efficacia dello sviluppo;

56.  invita il VP/AR e la Commissione a valutare periodicamente tutte le misure UE in Afghanistan, facendo ricorso a indicatori qualitativi e quantitativi espliciti, in particolare per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo, il buon governo, tra cui il settore della giustizia, il rispetto dei diritti umani e la sicurezza; chiede, in tale contesto, che si effettui altresì una valutazione dell'impatto relativo delle misure UE sulla situazione generale del paese e del livello di coordinamento e cooperazione tra gli attori dell'UE e le altre missioni e misure internazionali, che siano pubblicati i risultati e le raccomandazioni riferendo al Parlamento europeo al riguardo;

57.  deplora lo scarso impatto ottenuto nonostante le cospicue iniezioni di aiuti stranieri; invita la Corte dei conti europea ad elaborare una relazione speciale sull'efficacia dell'assistenza dell'UE all'Afghanistan nell'ultimo decennio;

58.  incoraggia l'Unione europea e altre agenzie internazionali coinvolte nello sviluppo dell'Afghanistan a collaborare con i mezzi di informazione afgani per garantire alla popolazione afgana una comunicazione strategica degli sforzi di sviluppo, delle loro fonti e finalità, nonché del loro impatto;

59.  ricorda l'attuale carenza di esperti civili in Afghanistan; incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a impiegare e formare adeguatamente esperti civili nei settori chiave, essenziali per lo sviluppo economico e la lotta al narcotraffico, che assistano e formino la popolazione e i funzionari afgani;

60.  sottolinea la necessità di sostenere il sistema di istruzione dell'Afghanistan per incrementare il numero dei bambini che frequentano corsi scolastici a tutti i livelli;

61.  si compiace del fatto che l'iscrizione scolastica sia decuplicata rispetto al 2001 e che le femmine rappresentino il 39 % degli alunni;

62.  esorta a prestare particolare attenzione ai giovani e chiede di utilizzare appieno programmi come Erasmus+ e Orizzonte 2020 per stabilire legami tra istituti di istruzione, mondo accademico, settori della ricerca e piccole e medie imprese (PMI);

63.  sostiene le azioni dell'UE e degli Stati membri che contribuiscono al Fondo fiduciario per la ricostruzione dell'Afghanistan, cogestito dalla Banca mondiale e dal ministero delle Finanze afgano, che opera per fornire servizi essenziali di base con un'attenzione specifica alla sanità e all'istruzione;

64.  accoglie con favore l'adesione dell'Afghanistan all'OMC nel 2016 e riconosce il valore aggiunto che il commercio e gli investimenti diretti esteri porteranno al futuro dell'Afghanistan; riconosce il ruolo positivo che l'adesione all'OMC potrebbe avere sull'integrazione dell'Afghanistan nell'economia mondiale;

65.  osserva che, a seguito dell'adesione del paese all'OMC nel 2016, che ha rafforzato i legami dell'Afghanistan con l'economia mondiale, l'UE ha concesso a tale paese l'accesso in franchigia doganale e senza limiti quantitativi al mercato dell'Unione, ma riconosce che sono necessarie altre misure concrete, al fine di consentire al settore privato di usufruire di tale regime e, in quanto tale, di aumentare il suo sviluppo interno;

66.  sottolinea che le autorità afgane dovrebbero mettere a punto un modello economico sostenibile basato sul principio della ridistribuzione; invita l'UE a sostenere l'Afghanistan nel suo sviluppo ambientale e nella sua transizione energetica, poiché le disposizioni in materia di energia pulita e sostenibile sono essenziali per accelerare l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

67.  sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi per incrementare la capacità delle istituzioni governative di formulare e attuare strategie e politiche commerciali, migliorare la circolazione transfrontaliera delle merci e rafforzare la qualità dei prodotti per soddisfare norme internazionali;

68.  chiede di intensificare le relazioni tra imprese con sede nell'Unione europea e il settore privato afgano; incoraggia l'attuazione di condizioni favorevoli per lo sviluppo delle PMI;

69.  sostiene e accoglie con favore ogni programma di sviluppo lanciato dall'UE, dai singoli Stati membri o da qualsiasi membro della comunità internazionale, che abbia l'obiettivo di assistere i titolari e gli imprenditori di piccole imprese a gestire i costi legali, le regolamentazioni e altri ostacoli alla produzione che altrimenti funzionerebbero come disincentivo per l'ingresso nel mercato e/o la crescita delle imprese all'interno del mercato;

70.  riconosce che le riserve di minerali in Afghanistan offrono un'opportunità economica per consentire al paese di generare reddito e posti di lavoro; osserva che la Cina ha mostrato interesse per tali riserve di minerali, con particolare enfasi sulle terre rare;

Migrazione

71.  riconosce che la migrazione costituisce una sfida costante per l'Afghanistan che pone problemi per i paesi confinanti e gli Stati membri dell'UE; è preoccupato per i numeri senza precedenti di migranti che rientrano principalmente dal Pakistan e dall'Iran e, in misura inferiore, dall'Europa; riconosce che le questioni relative agli sfollati interni e ai rifugiati sono il risultato della minaccia di violenza da parte dei gruppi di ribelli in Afghanistan nonché di fattori economici e ambientali; sottolinea che gli sforzi dell'UE e della comunità internazionale dovrebbero concentrarsi sulla prevenzione delle cause profonde della migrazione di massa; accoglie con favore la strategia afgana di gestione dei rimpatri; esprime tuttavia preoccupazione per l'assenza di politiche di integrazione permanenti da parte delle autorità afgane volte a gestire gli attuali rimpatriati; è convinto che un adeguato reinserimento dei rimpatriati, in particolare dei minori, ai quali deve essere garantito l'accesso all'istruzione primaria e secondaria, sia fondamentale per garantire la stabilità nel paese e che le persone rientrate in patria non siano state oggetto di violenza o di coercizione durante le procedure di rimpatrio;

72.  sottolinea che, secondo l'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (OCHA), 5,5 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari in Afghanistan, comprese le persone sfollate a causa di conflitti o siccità, e insiste sul fatto che la siccità ha portato allo sfollamento forzato di oltre 250 000 persone dalle regioni a nord e ovest del paese; osserva che il piano di risposta umanitaria è finanziato solo al 33,5 % ed esorta, pertanto, l'UE e i suoi Stati membri a intensificare gli sforzi per affrontare le principali sfide umanitarie e le esigenze umane e a prestare particolare attenzione alle persone vulnerabili, comprese le persone situate in zone difficili da raggiungere;

73.  deplora che, a dispetto dell'articolo 28, paragrafo 4, del CAPD, secondo il quale le parti dovrebbero concludere un accordo di riammissione, non sia stato raggiunto un accordo formale, bensì un accordo informale denominato "azione congiunta per il futuro"; ritiene importante che ogni accordo in materia di riammissione debba essere formalizzato per garantire la responsabilità democratica; deplora la mancanza di supervisione parlamentare e controllo democratico rispetto alla conclusione dell'azione congiunta per il futuro e sottolinea l'importanza di condurre un dialogo costante con gli attori interessati al fine di trovare una soluzione sostenibile alla dimensione regionale della questione dei profughi afgani;

74.  deplora l'ondata migratoria dall'Afghanistan verso Ovest, in particolare di persone istruite e giovani, dovuta all'assenza di prospettive nel paese; evidenzia l'assistenza dell'UE per il miglioramento della vita degli emigranti afgani sparsi in Pakistan e Iran; invita tali paesi a non espellere queste persone, poiché la loro espulsione potrebbe avere un effetto profondamente negativo sulla stabilità e sull'economia dell'Afghanistan; chiede che il ritorno dei rifugiati alle loro case sia organizzato in maniera sicura, ordinata e volontaria;

75.  plaude all'elaborazione di un importante progetto da parte della Commissione nel 2016 destinato a migliorare la reintegrazione dei migranti che rimpatriano in Afghanistan, Bangladesh e Pakistan, con lo stanziamento, nello specifico, di 72 milioni di euro per l'Afghanistan tra il 2016 e il 2020;

76.  sottolinea che l'assistenza allo sviluppo prestata dall'UE all'Afghanistan non dovrebbe essere vista unicamente nel quadro della migrazione e degli obiettivi di gestione delle frontiere e ritiene che l'aiuto allo sviluppo debba affrontare efficacemente le cause profonde della migrazione;

Cooperazione settoriale

77.  esorta la Commissione a presentare strategie globali per ciascun settore con l'obiettivo di garantire un ampio sviluppo in tutti gli ambiti della cooperazione con l'Afghanistan;

78.  chiede che si effettuino sforzi per mettere a frutto l'esperienza dell'UE in materia di sviluppo delle capacità e di riforma dell'amministrazione e della funzione pubblica; sottolinea l'urgente necessità di migliorare la governance nel settore fiscale; sollecita un sostegno alle organizzazioni della società civile, nel pieno rispetto del loro diverso contesto etnico, religioso, sociale o politico;

79.  sottolinea che l'agricoltura rappresenta il 50 % del reddito della popolazione dell'Afghanistan e un quarto del suo PIL; osserva che l'UE ha impegnata 1,4 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020 per progetti di sviluppo nelle zone rurali; rileva inoltre che tali progetti sono fondamentali per garantire che gli agricoltori non muovano verso l'economia sommersa;

80.  osserva che l'80 % della popolazione afgana è occupata nell'agricoltura di sussistenza in un ambiente ostile all'agricoltura con inadeguati metodi di irrigazione; sostiene l'intensificazione degli sforzi per garantire la sicurezza alimentare;

81.  prende atto con preoccupazione dell'attuale siccità in Afghanistan, la peggiore da decenni, che rappresenta una minaccia per persone, bestiame e agricoltura; è inoltre preoccupato per le frequenti calamità naturali quali inondazioni improvvise, terremoti, smottamenti e inverni rigidi;

82.  osserva con preoccupazione che il danno a prodotti agricoli come il frumento può condurre a sfollamento, povertà, fame e, in alcuni casi, passaggi al mercato nero e che tre milioni di persone sono a rischio estremamente elevato di insicurezza alimentare e perdita di mezzi di sussistenza;

83.  riconosce che il rientro di un maggior volume della catena del valore dell'industria alimentare in Afghanistan potrebbe aumentare il reddito delle famiglie, accrescere la sicurezza alimentare, ridurre i costi degli alimenti e fornire maggiori opportunità occupazionali;

84.  incoraggia l'UE a proseguire i suoi sforzi per migliorare l'assistenza sanitaria in Afghanistan e sottolinea l'importanza della vaccinazione per tutti, ma soprattutto per chi è particolarmente vulnerabile alle malattie, come i minori;

85.  si compiace del fatto che l'accesso primario all'assistenza sanitaria sia aumentato dal 9 % ad oltre il 57 %, che l'aspettativa di vita sia aumentata da 44 a 60 anni e che tali miglioramenti siano stati resi possibili dai contributi dell'UE, dei singoli Stati membri e della comunità internazionale; riconosce, alla luce di tali progressi, che occorre sforzarsi maggiormente per continuare ad aumentare l'aspettativa di vita e ridurre il tasso di mortalità delle partorienti nonché dei neonati;

86.  condanna vivamente le pratiche di corruzione nel sistema sanitario afgano, ad esempio l'importazione di prodotti farmaceutici illegali, ed esorta l'UE a continuare a esercitare pressione sul governo afgano affinché si adoperi maggiormente per evitare tali pratiche di corruzione;

87.  ribadisce la necessità di professionisti formati del settore medico all'interno dell'Afghanistan e incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a continuare ad attirare tali professionisti per formare medici e paramedici locali;

88.  rileva che la tratta di esseri umani e il traffico di migranti provocano danni in ogni parte, in particolare alla società afgana; sollecita una rapida attuazione degli accordi esistenti, anche in materia di scambio di informazioni, per smantellare le reti criminali transnazionali che traggono vantaggio dall'instabilità e dalla debolezza delle istituzioni;

Attuazione del CAPD

89.  accoglie con favore il CAPD in quanto prima relazione contrattuale tra l'UE e l'Afghanistan;

90.  osserva che il CAPD costituisce la base per sviluppare relazioni in vari ambiti, quali lo Stato di diritto, la sanità, lo sviluppo rurale, l'istruzione, la scienza e la tecnologia, la lotta alla corruzione, il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, la criminalità organizzata e il traffico di stupefacenti, la migrazione, la sicurezza nucleare, la non proliferazione di armi di distruzione di massa e i cambiamenti climatici;

91.  si compiace dell'istituzione di organismi di cooperazione congiunti a livello esecutivo, ponendo l'accento in particolare sullo svolgimento di dialoghi regolari sulle questioni politiche, compresi i diritti umani, in particolare i diritti delle donne e dei minori, che sono elementi essenziali di questo accordo nonché sulla risposta alle sfide e sulla creazione di opportunità per un partenariato più forte;

92.  esprime preoccupazione in quanto il CAPD manca di disposizioni sul controllo parlamentare congiunto sulla sua attuazione; promuove il ruolo del Parlamento europeo, dei parlamenti degli Stati membri e del parlamento afgano nel monitorare l'attuazione del CAPD;

93.  prende atto della sostituzione del rappresentante speciale dell'UE per l'Afghanistan con un inviato speciale a partire dal settembre 2017, integrato nel quadro della struttura del SEAE;

94.  deplora che il Consiglio abbia adottato una decisione sull'applicazione provvisoria in settori che sono soggetti all'approvazione del Parlamento, in particolare il capitolo sulla cooperazione in materia di commercio e investimenti, che è di esclusiva competenza dell'UE, anziché richiedere la ratifica all'inizio del processo, prima di compiere questo passo; ritiene che tale decisione sia contraria al principio di leale cooperazione sancito dall'articolo 4, paragrafo 3 TUE e pregiudichi i diritti e le responsabilità giuridici del Parlamento;

°

°  °

95.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'inviato speciale dell'UE per l'Afghanistan, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché e al governo e al parlamento della Repubblica islamica di Afghanistan.

(1)

GU L 67 del 14.3.2017, pag. 3.

(2)

Testi approvati, P8_TA(0000)0000.

(3)

GU C 65 del 19.2.2016, pag. 133.

(4)

GU C 169 E del 15.6.2012, pag. 108.

(5)

GU C 168 E del 14.6.2013, pag. 55.

(6)

GU C 378 del 9.11.2017, pag. 73.

(7)

GU C 349 del 17.10.2017, pag. 41.

(8)

GU C 366 del 27.10.2017, pag. 129.

(9)

GU C 66 del 21.2.2018, pag. 17.

(10)

GU C 298 del 23.8.2018, pag. 39.

(11)

GU C 337 del 20.9.2018, pag. 48.

(12)

GU C 369 dell'11.10.2018, pag. 85.

(13)

Decisioni del Consiglio del 10 novembre 2011 (16146/11 e 16147/11).

(14)

Relazione informativa sul paese d'origine dell'EASO, Situazione della sicurezza in Afghanistan – Aggiornamento, maggio 2018, https://coi.easo.europa.eu/administration/easo/PLib/Afghanistan-security_situation_2018.pdf

(15)

Rappresentante speciale degli Stati Uniti per la ricostruzione dell'Afghanistan (SIGAR), relazione trimestrale destinata al Congresso degli Stati Uniti, 30 ottobre 2018, https://www.sigar.mil/pdf/quarterlyreports/2018-10-30qr.pdf

(16)

https://www.unodc.org/unodc/en/frontpage/2018/May/last-years-record-opium-production-in-afghanistan-threatens-sustainable-development--latest-survey-reveals.html


PARERE della commissione per lo sviluppo (22.11.2018)

destinato alla commissione per gli affari esteri

sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra

(2015/0302M(NLE))

Relatore per parere: Frank Engel

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per gli affari esteri, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  osserva che l'Afghanistan è uno dei principali beneficiari dell'aiuto allo sviluppo e che le istituzioni dell'UE hanno impegnato 3,6 miliardi di EUR in aiuti a favore di tale paese tra il 2002 e il 2016; deplora che la percentuale di afghani che vivono in condizioni di povertà sia passata dal 38 % (2012) al 55 % (2017) e sottolinea che il paese ha registrato un rallentamento della crescita dal 2014 con il ritiro delle forze di sicurezza internazionali e la conseguente riduzione delle sovvenzioni internazionali, oltre a un deterioramento della situazione in termini di sicurezza;

2.  riconosce che questa recente inversione dei progressi nel campo dello sviluppo è dovuta in larga misura all'intensificarsi della violenza e dei conflitti di lunga durata; sottolinea che il 2018 si preannuncia come l'anno con il maggior numero di morti di civili e deplora la forte ondata di attentati ed uccisioni nel periodo che precede le elezioni parlamentari dell'ottobre 2018, che hanno causato la morte di un elevato numero di civili e di dieci candidati alle elezioni; sottolinea che lo sfollamento interno, l'arrivo dei rimpatriati dalle regioni circostanti – compresi, dall'inizio dell'anno, 500 000 afghani privi di documenti a causa della politica di repressione adottata in Iran – e dagli Stati membri dell'UE, nonché i fattori climatici, come la persistente siccità, hanno provocato un deterioramento della situazione umanitaria; rileva con preoccupazione che le attività di reinserimento, finanziate con gli aiuti allo sviluppo dell'UE, sono difficili da eseguire considerando l'attuale situazione umanitaria e di sicurezza del paese;

3.  sottolinea che, secondo l'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (OCHA), 5,5 milioni di persone hanno bisogno di aiuti umanitari in Afghanistan, comprese le persone sfollate a causa di conflitti o siccità, e insiste sul fatto che la siccità ha portato allo sfollamento forzato di oltre 250 000 persone dalle regioni a nord e ovest del paese; osserva che il piano di risposta umanitaria è finanziato solo al 33,5% ed esorta, pertanto, l'UE e i suoi Stati membri a intensificare tutti i loro sforzi per affrontare le principali sfide umanitarie e le esigenze umane e a prestare particolare attenzione alle persone vulnerabili, comprese le persone situate in zone difficili da raggiungere;

4.  sottolinea la necessità di affrontare in modo globale le sfide umanitarie, di sviluppo e di sicurezza, anche attraverso azioni sistemiche a più lungo termine, e di aumentare l'operatività dei nessi tra loro; ribadisce che la pacificazione del paese, l'eliminazione della povertà, il sostegno alla lotta contro i talebani, la normalizzazione del funzionamento dello Stato e delle sue istituzioni e l'ampliamento dei servizi sociali di base, come l'assistenza sanitaria e l'istruzione, sono presupposti indispensabili per lo sviluppo sociale ed economico dell'Afghanistan;

5.  accoglie con favore il quadro nazionale di pace e sviluppo afghano del 2016 e il quadro per l'autosufficienza attraverso la responsabilità reciproca adottati dal governo afghano; invita l'UE e gli Stati membri a continuare a sostenere, attraverso l'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo, le priorità di sviluppo a titolarità afghane, conformemente ai principi di efficacia dello sviluppo;

6.  ricorda l'impegno dell'UE a conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile, e in particolare a eliminare la povertà, concentrando i suoi sforzi in settori in cui aggiunge maggior valore e rispettando i principi di efficienza ed efficacia degli aiuti e di coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS); sottolinea la necessità di continuare a finanziare gli aiuti allo sviluppo basati sulle necessità per l'Afghanistan e di concentrarsi, in particolare, sull'eliminazione della povertà e della fame, affrontando vulnerabilità quali l'insicurezza alimentare diffusa e la malnutrizione cronica e gestendo l'acqua; sottolinea la necessità di mantenere il proprio impegno nel sostenere il governo per migliorare l'accesso di tutti ai servizi di base, come l'istruzione e l'assistenza sanitaria, con particolare attenzione a garantire l'assistenza sanitaria alle persone vulnerabili tra cui donne, ragazze e bambini, nonché ad affrontare il problema della disabilità e dell'assistenza sanitaria mentale; sottolinea l'importanza di garantire che le organizzazioni della società civile (OSC) possano svolgere un ruolo essenziale nell'esercizio del controllo sociale necessario per verificare la buona prestazione di servizi pubblici;

7.  si compiace del riferimento allo sviluppo di un'agricoltura sostenibile e rispettosa dell'ambiente nell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo, in quanto le economie rurali e l'agricoltura costituiscono attualmente la principale fonte di creazione di occupazione; invita l'UE a potenziare i propri interventi in tale settore al fine di migliorare la sicurezza alimentare e nutrizionale, i mezzi di sussistenza e l'occupazione rurali, compresa la gestione sostenibile delle risorse naturali; sottolinea che occorre prestare particolare attenzione all'impatto dei rischi naturali e dei cambiamenti climatici sui piccoli agricoltori di sussistenza;

8.  si compiace del posto molto importante riservato, nell'accordo, all'uguaglianza di genere e alle politiche correlate e della forte attenzione allo sviluppo della società civile; invita l'UE a promuovere ulteriormente l'uguaglianza tra donne e uomini e l'emancipazione femminile attraverso i suoi sforzi di sviluppo, tenendo presente che il cambiamento dell'atteggiamento sociale nei confronti del ruolo socioeconomico delle donne richiede misure analoghe in materia di sensibilizzazione, istruzione e riforma del quadro normativo;

9.  plaude alla strategia nazionale afghana di gestione dei rimpatri ma sottolinea la necessità di un controllo costante affinché vengano applicate salvaguardie per la reintegrazione dei cittadini afghani, in particolare dei minori, ai quali deve essere garantito l'accesso all'istruzione primaria e secondaria; deplora il fatto che, nonostante l'articolo 28, paragrafo 4, dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo, che prevede che le parti concludano un accordo di riammissione, non sia stato raggiunto un accordo formale, bensì un accordo informale, dal titolo "azione congiunta per il futuro"; ritiene importante che qualsiasi accordo in materia di riammissione debba essere formalizzato per garantire la responsabilità democratica; deplora la mancanza di supervisione parlamentare e controllo democratico rispetto alla conclusione dell'azione congiunta per il futuro e sottolinea l'importanza di condurre un dialogo continuo con gli attori interessati al fine di trovare una soluzione sostenibile alla dimensione regionale della questione dei profughi afghani;

10.  sottolinea che l'assistenza allo sviluppo prestata dall'UE all'Afghanistan non dovrebbe essere vista unicamente nel quadro della migrazione e degli obiettivi di gestione delle frontiere e ritiene che l'aiuto allo sviluppo debba affrontare efficacemente le cause profonde della migrazione;

11.  si compiace del contratto di potenziamento istituzionale (sostegno al bilancio) UE‑Afghanistan, firmato nel 2016, in quanto può rafforzare le istituzioni governative e la loro titolarità delle politiche di sviluppo; osserva che tale contratto si basa su una revisione complessivamente positiva dei progressi compiuti dall'Afghanistan in settori chiave di riforma; sottolinea che le risorse devono essere utilizzate in modo efficace e controllate sistematicamente al fine di evitare usi impropri; invita la Commissione a tenere il Parlamento regolarmente informato sull'attuazione del contratto di potenziamento istituzionale e sottolinea che tali risultati dovrebbero essere utilizzati per preparare il proseguimento dell'operazione di sostegno al bilancio per il periodo 2018‑2021.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Accordo di cooperazione in materia di partenariato e sviluppo tra l’Unione europea e la Repubblica islamica dell’Afghanistan

Riferimenti

2015/0302M(NLE)

Commissione competente per il merito

 

AFET

 

 

 

 

Relatore per parere

       Nomina

Frank Engel

23.5.2018

Esame in commissione

9.10.2018

 

 

 

Approvazione

20.11.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

14

0

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Mireille D’Ornano, Enrique Guerrero Salom, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Stelios Kouloglou, Arne Lietz, Linda McAvan, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda, Lola Sánchez Caldentey, Elly Schlein, Eleni Theocharous, Joachim Zeller, Željana Zovko

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Thierry Cornillet, Stefan Gehrold, Bernd Lucke, Adam Szejnfeld

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

14

+

ALDE

Thierry Cornillet

ECR

Bernd Lucke

EFDD

Mireille D’Ornano

PPE

Stefan Gehrold, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda, Adam Szejnfeld, Joachim Zeller, Željana Zovko

S&D

Enrique Guerrero Salom, Arne Lietz, Linda McAvan, Elly Schlein

0

-

 

 

3

0

ECR

Eleni Theocharous

GUE/NGL

Stelios Kouloglou, Lola Sánchez Caldentey

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

18.6.2018

POSIZIONE SOTTO FORMA DI EMENDAMENTI

della commissione per il commercio internazionale

destinata alla commissione per gli affari esteri

sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra

(2015/0302M(NLE))

Per la commissione per il commercio internazionale: Bernd Lange (presidente)

Position

EMENDAMENTO

La commissione per il commercio internazionale presenta alla commissione per gli affari esteri, competente per il merito, il seguente emendamento:

Emendamento    1

Proposta di risoluzione

Paragrafo 1 bis (nuovo)

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

esprime preoccupazione per la decisione del Consiglio di procedere, prima di ottenere l’approvazione del Parlamento, con l’applicazione provvisoria dell’accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l’Unione europea e la Repubblica islamica di Afghanistan, che contiene ambiti, in particolare un capitolo sulla cooperazione in materia di scambi e investimenti, che rientrano nell’ambito delle competenze esclusive dell’UE; ritiene che tale decisione sia contraria al principio di leale cooperazione sancito dall'articolo 4, paragrafo 3, TUE e pregiudichi i diritti e le responsabilità giuridici del Parlamento nel settore della politica commerciale dell'UE di cui agli articoli 207 e 218 TFUE; si rammarica del fatto che il Consiglio non abbia richiesto l'approvazione del Parlamento in un momento precedente del processo e prima della sua applicazione provvisoria, come è prassi consolidata per gli accordi commerciali specifici conclusi tra l'UE e paesi terzi;

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Accordo di cooperazione in materia di partenariato e sviluppo tra l’Unione europea e la Repubblica islamica dell’Afghanistan

Riferimenti

2015/0302M(NLE)

Commissione competente per il merito

 

AFET

 

 

 

 

Relatore per parere

       Nomina

Bernd Lange

23.4.2018

Esame in commissione

20.6.2018

 

 

 

Approvazione

21.6.2018

 

 

 


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Accordo di cooperazione in materia di partenariato e sviluppo tra l’Unione europea e la Repubblica islamica dell’Afghanistan

Riferimenti

2015/0302M(NLE)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

AFET

 

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

DEVE

 

INTA

 

 

 

Relatori

       Nomina

Anna Elżbieta Fotyga

13.6.2017

 

 

 

Esame in commissione

22.11.2018

 

 

 

Approvazione

22.1.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

50

3

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Michèle Alliot-Marie, Francisco Assis, Petras Auštrevičius, Amjad Bashir, Goffredo Maria Bettini, Mario Borghezio, Klaus Buchner, James Carver, Aymeric Chauprade, Javier Couso Permuy, Arnaud Danjean, Georgios Epitideios, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Michael Gahler, Sandra Kalniete, Manolis Kefalogiannis, Wajid Khan, Andrey Kovatchev, Eduard Kukan, Ilhan Kyuchyuk, Ryszard Antoni Legutko, Barbara Lochbihler, Sabine Lösing, Andrejs Mamikins, Ramona Nicole Mănescu, David McAllister, Clare Moody, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Ioan Mircea Paşcu, Tonino Picula, Julia Pitera, Cristian Dan Preda, Jozo Radoš, Alyn Smith, Jordi Solé, Dobromir Sośnierz, Dubravka Šuica, Charles Tannock, László Tőkés, Ivo Vajgl, Geoffrey Van Orden

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Asim Ademov, Doru-Claudian Frunzulică, Elisabetta Gardini, Rebecca Harms, Patricia Lalonde, Juan Fernando López Aguilar, Antonio López-Istúriz White, Bodil Valero, Marie-Christine Vergiat, Janusz Zemke, Željana Zovko

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Norbert Erdős, Axel Voss, Martina Werner

Deposito

1.2.2019


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

50

+

ALDE

Petras Auštrevičius, Ilhan Kyuchyuk, Patricia Lalonde, Jozo Radoš, Ivo Vajgl

ECR

Amjad Bashir, Ryszard Antoni Legutko, Charles Tannock, Geoffrey Van Orden

EFDD

Aymeric Chauprade

PPE

Asim Ademov, Michèle Alliot-Marie, Arnaud Danjean, Norbert Erdős, Michael Gahler, Elisabetta Gardini, Sandra Kalniete, Manolis Kefalogiannis, Andrey Kovatchev, Eduard Kukan, Antonio López-Istúriz White, David McAllister, Ramona Nicole Mănescu, Julia Pitera, Cristian Dan Preda, Dubravka Šuica, László Tőkés, Axel Voss, Željana Zovko

S&D

Francisco Assis, Goffredo Maria Bettini, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Doru-Claudian Frunzulică, Wajid Khan, Juan Fernando López Aguilar, Andrejs Mamikins, Clare Moody, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Ioan Mircea Paşcu, Tonino Picula, Martina Werner, Janusz Zemke

VERTS/ALE

Klaus Buchner, Rebecca Harms, Barbara Lochbihler, Alyn Smith, Jordi Solé, Bodil Valero

3

-

ENF

Mario Borghezio

NI

Georgios Epitideios, Dobromir Sośnierz

4

0

EFDD

James Carver

GUE/NGL

Javier Couso Permuy, Sabine Lösing, Marie-Christine Vergiat

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2019Avviso legale