Procedura : 2018/2159(INI)
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A8-0075/2019

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PV 11/03/2019 - 24
CRE 11/03/2019 - 24

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PV 12/03/2019 - 9.24
CRE 12/03/2019 - 9.24
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P8_TA(2019)0158

RELAZIONE     
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11.2.2019
PE 630.661v02-00 A8-0075/2019

sul tema Costruire una capacità dell'Unione in materia di prevenzione dei conflitti e di mediazione

(2018/2159(INI))

Commissione per gli affari esteri

Relatore: Soraya Post

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul tema Costruire una capacità dell'Unione in materia di prevenzione dei conflitti e di mediazione

(2018/2159(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e gli altri trattati e strumenti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani,

–  visti i principi e gli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite,

–  vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo,

–  visti l'Atto finale di Helsinki del 1975 dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e tutti i suoi principi, in quanto documento fondamentale per l'assetto della sicurezza europea e regionale più in generale,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visti il trattato sull'Unione europea (TUE) e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite e l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile,

–  viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla prevenzione dei conflitti e la mediazione, nonché sulle donne, la pace e la sicurezza e sui giovani, la pace e la sicurezza,

–  visto il concetto di potenziamento delle capacità di dialogo e di mediazione dell'UE, adottato dal Consiglio il 10 novembre 2009 (15779/09),

–  viste la strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea, presentata il 28 giugno 2016 da Federica Mogherini, vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), e la prima relazione sulla sua attuazione, pubblicata il 18 giugno 2017, dal titolo: "From Shared Vision to Common Action: Implementing the EU Global Strategy" (Da una visione condivisa a un'azione comune: attuazione della strategia globale dell'UE),

  vista la sua raccomandazione del 15 novembre 2017 al Consiglio, alla Commissione e al SEAE sul partenariato orientale nella fase preparatoria del vertice di novembre 2017(1),

–  vista la sua raccomandazione del 27 giugno 2018 al Consiglio concernente la 73ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite(2),

–  visto il regolamento (UE) 2017/2306 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica il regolamento (UE) n. 230/2014 che istituisce uno strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace(3),

–  vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, con l'appoggio della Commissione, al Consiglio relativa a una decisione del Consiglio che istituisce uno strumento europeo per la pace (HR(2018) 94), del 13 giugno 2018,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A8-0075/2019),

A.  considerando che la promozione della pace e della sicurezza internazionali è parte integrante della ragion d'essere dell'Unione, come riconosciuto dal conferimento del premio Nobel per la pace nel 2012, ed è fondamentale per il trattato di Lisbona;

B.  considerando che l'UE si è impegnata ad attuare l'agenda in materia di donne, pace e sicurezza in linea con la risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e i successivi aggiornamenti, nonché l'agenda in materia di giovani, pace e sicurezza in linea con la risoluzione 2250 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e i successivi aggiornamenti;

C.  considerando che l'UE, attraverso i suoi strumenti di assistenza esterna, è uno dei maggiori donatori a sostegno della prevenzione dei conflitti e della costruzione della pace;

D.  considerando che l'UE, in ragione del suo contributo fondamentale alle organizzazioni internazionali e in quanto importante donatore di aiuti e principale partner commerciale al mondo, dovrebbe assumere un ruolo guida nella costruzione della pace, nella prevenzione dei conflitti e nel rafforzamento della sicurezza internazionale; che la prevenzione dei conflitti e la mediazione dovrebbero essere inquadrate in un approccio globale che coniughi sicurezza, diplomazia e sviluppo;

E.  considerando che è necessaria la cooperazione con organizzazioni regionali quali l'OSCE, la quale, nel suo Atto finale di Helsinki del 1975 stabilisce, tra l'altro, i principi di non ricorso all'uso della forza, integrità territoriale degli Stati, eguaglianza dei diritti e autodeterminazione dei popoli; che tali organizzazioni svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione dei conflitti e nella mediazione;

F.  considerando che la prevenzione dei conflitti violenti è fondamentale per affrontare le sfide in materia di sicurezza cui devono far fronte l'Europa e il suo vicinato, nonché per compiere passi avanti sul piano politico e sociale; che essa è un elemento essenziale per un multilateralismo efficace ed è determinante per conseguire gli OSS, in particolare l'obiettivo 16 sulla promozione di società pacifiche e inclusive, l'accesso alla giustizia per tutti e la costruzione di istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli;

G.  considerando che il sostegno continuo dell'UE agli attori civili e militari nei paesi terzi è un fattore importante per la prevenzione dei conflitti violenti ricorrenti; che la pace e la sicurezza sostenibili e durature sono inscindibili dallo sviluppo sostenibile;

H.  considerando che la prevenzione dei conflitti e la mediazione dovrebbero garantire il mantenimento della stabilità e lo sviluppo negli Stati e nelle aree geografiche la cui situazione rappresenti una sfida diretta alla sicurezza dell'Unione;

I.  considerando che la prevenzione è una funzione strategica che mira a garantire un'azione efficace in anticipo rispetto alle crisi; che la mediazione è un altro strumento della diplomazia che può essere utilizzato al fine di prevenire, contenere o risolvere un conflitto;

J.  considerando che la sicurezza interna ed esterna sono sempre più indissolubilmente legate e che la natura complessa delle sfide globali esige un approccio globale e integrato dell'UE alle crisi e ai conflitti esterni;

K.  considerando che è necessario un approccio interistituzionale più forte onde garantire che l'Unione sia in grado di sviluppare e attuare appieno le proprie capacità;

L.  considerando che la strategia globale, le dichiarazioni politiche e gli sviluppi istituzionali dell'UE sono un segnale positivo dell'impegno del VP/AR di dare priorità alla prevenzione dei conflitti e alla mediazione;

M.  considerando che gli strumenti di finanziamento esterno forniscono un contributo significativo a sostegno della prevenzione dei conflitti e della costruzione della pace;

N.  considerando che la giustizia di transizione comprende un'importante serie di meccanismi giudiziari e non giudiziari che si incentrano sulla responsabilità delle violazioni perpetrate in passato, nonché sulla costruzione di un futuro sostenibile, giusto e pacifico;

O.  considerando che il Parlamento ha assunto un ruolo di primo piano nella diplomazia parlamentare, compresi i processi di mediazione e di dialogo, attingendo alla sua radicata cultura del dialogo e della creazione di consenso;

P.  considerando che i conflitti violenti e la guerra hanno un impatto sproporzionato sui civili, in particolare donne e bambini, e che espongono le donne, in maggior misura rispetto agli uomini, al rischio di sfruttamento economico e sessuale, lavoro forzato, sfollamento, detenzione e violenze sessuali come lo stupro, che è utilizzato come tattica di guerra; che la partecipazione attiva delle donne e dei giovani è importante per la prevenzione dei conflitti, la costruzione della pace e la prevenzione di tutte le forme di violenza, comprese le violenze sessuali e di genere;

Q.  considerando che nel promuovere e agevolare la creazione di capacità e fiducia nella mediazione, nel dialogo e nella riconciliazione è essenziale includere e sostenere la partecipazione attiva e significativa della società civile e degli attori locali, sia civili che militari, comprese le donne, le minoranze, le popolazioni indigene e i giovani;

R.  considerando che, nonostante gli impegni politici assunti a livello dell'UE, gli sforzi volti alla prevenzione dei conflitti, alla costruzione e al mantenimento della pace sono spesso sottofinanziati, con conseguenti ripercussioni sulla capacità di promuovere e facilitare le azioni in questi settori;

1.  incoraggia l'Unione ad accordare ulteriore priorità alla prevenzione dei conflitti e alla mediazione, nell'ambito o a sostegno dei formati e dei principi negoziali concordati esistenti; sottolinea che tale approccio assicura un cospicuo valore aggiunto dell'UE in termini politici, sociali, economici e di sicurezza umana a livello globale; rammenta che le azioni di prevenzione dei conflitti e di mediazione contribuiscono ad affermare la presenza e la credibilità dell'Unione sulla scena internazionale;

2.  riconosce il ruolo svolto dalle missioni civili e militari della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) nel mantenimento della pace, nella prevenzione dei conflitti e nel rafforzamento della sicurezza internazionale;

3.  invita il VP/AR, il Presidente della Commissione e il Presidente del Parlamento europeo a fissare priorità congiunte a lungo termine nel campo della prevenzione dei conflitti e della mediazione, che dovrebbero diventare parte di un regolare esercizio di programmazione strategica;

4.  chiede una costruzione della pace duratura che affronti le cause profonde dei conflitti;

5.  sollecita il miglioramento dell'architettura attuale a sostegno delle priorità dell'UE, come descritto di seguito;

6.  chiede approcci che tengano conto delle situazioni di conflitto e incentrati sulle persone, che pongano la sicurezza umana al centro dell'impegno dell'UE al fine di ottenere risultati positivi e sostenibili sul campo;

7.  invita il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e i servizi della Commissione responsabili dell'azione esterna a presentare una relazione annuale al Parlamento sui progressi compiuti nell'attuazione degli impegni politici dell'UE in materia di prevenzione dei conflitti e di mediazione;

Potenziamento delle capacità istituzionali dell'Unione europea per la prevenzione dei conflitti e la mediazione

8.  sostiene un impegno dell'UE più coerente e olistico alle crisi e ai conflitti esterni; ritiene che l'approccio integrato alle crisi e ai conflitti esterni costituisca il valore aggiunto dell'azione esterna dell'Unione e che sia necessario utilizzare quanto prima tutti i mezzi al fine di chiarire le risposte dell'UE in ogni fase del conflitto e di rendere tale approccio più operativo ed efficace; ricorda, in tale contesto, le norme e i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite ed esprime sostegno per i quadri negoziali, gli approcci e i principi esistenti; ribadisce che ciascun conflitto andrebbe considerato in maniera indipendente;

9.  sottolinea che tale potenziamento delle capacità dovrebbe permettere agli Stati membri di individuare aree geografiche prioritarie per le azioni di prevenzione dei conflitti e di mediazione nonché facilitare le cooperazioni bilaterali tra i paesi europei;

10.  chiede la creazione, sotto l'autorità del VP/AR, di un comitato consultivo di alto livello dell'UE sulla prevenzione dei conflitti e la mediazione, allo scopo di istituire un ampio gruppo di mediatori politici senior di comprovata esperienza e di esperti in materia di prevenzione dei conflitti, che metta a disposizione in tempi brevi competenze politiche e tecniche; ritiene che sia altresì necessario istituire un gruppo di esperti che si occupi di riconciliazione e giustizia di transizione;

11.  caldeggia la nomina di un inviato speciale dell'UE per la pace che presieda il comitato consultivo di alto livello dell'UE, nell'ottica di promuovere la coerenza e il coordinamento tra le istituzioni, anche in termini di impegno verso la società civile, migliorare lo scambio di informazioni e assicurare un intervento più incisivo e tempestivo;

12.  chiede la creazione di altri meccanismi interistituzionali, come le task force, per casi specifici di prevenzione dei conflitti;

13.  sollecita l'istituzione di un apposito gruppo di lavoro del Consiglio sulla prevenzione dei conflitti e la mediazione che valorizzi il forte impegno dell'UE a favore della pace e della stabilità nelle regioni vicine;

Servizio europeo per l'azione esterna

14.  valuta positivamente la creazione di un'apposita "Divisione per gli strumenti di prevenzione dei conflitti, costruzione della pace e mediazione" del SEAE nonché lo sviluppo di strumenti quali il sistema di allarme rapido e la prospezione temporale; chiede investimenti volti a sviluppare ulteriormente tali strumenti;

15.  invita a procedere a una raccolta, gestione e divulgazione più sistematiche delle pertinenti conoscenze, in formati accessibili, pratici e utili sul piano operativo per il personale di tutte le istituzioni dell'Unione;

16.  chiede un ulteriore sviluppo delle capacità in materia di analisi dei conflitti sensibile alle specificità di genere, di allarme rapido, di riconciliazione e di prevenzione dei conflitti per il personale interno, i mediatori e altri esperti, nonché per le parti terze, impegnandosi con il SEAE e includendo le organizzazioni della società civile;

Commissione europea

17.  ricorda che la prevenzione dei conflitti è un elemento sempre più necessario per affrontare le cause profonde dei conflitti e conseguire gli OSS, con particolare attenzione alla democrazia e ai diritti umani, allo Stato di diritto, alla riforma giudiziaria e al sostegno alla società civile;

18.  sottolinea che tutti gli interventi dell'UE nelle zone violente e colpite da conflitti devono tenere conto delle singole situazioni di conflitto e della dimensione di genere; chiede un'azione immediata finalizzata a integrare detti aspetti in tutte le politiche, le strategie, le azioni e le operazioni del caso, puntando maggiormente a evitare di recare danno e massimizzando al tempo stesso il contributo dell'UE al raggiungimento degli obiettivi a lungo termine di prevenzione dei conflitti e di costruzione della pace;

Parlamento europeo

19.  pone l'accento sul ruolo ricoperto dal Gruppo per il sostegno alla democrazia e il coordinamento elettorale e dai suoi deputati principali, che fungono da organo operativo per il coordinamento delle iniziative di mediazione e dialogo; accoglie con favore le nuove iniziative quali il dialogo Jean Monnet per la pace e la democrazia (che avviene presso la storica Casa di Jean Monnet a Bazoches, in Francia), le attività contro la violenza legata alle elezioni, il dialogo tra le parti e la creazione del consenso, nonché il programma dei giovani dirigenti politici, e raccomanda di sviluppare ulteriormente tali iniziative in quanto strumenti fondamentali del Parlamento europeo nell'ambito della mediazione, della facilitazione e del dialogo; accoglie con favore la decisione del Gruppo per il sostegno alla democrazia e il coordinamento elettorale di sfruttare il successo ottenuto dal processo del dialogo Jean Monnet con la Sobranie macedone, estendendo la metodologia di tale dialogo ai paesi dei Balcani occidentali;

20.  plaude al partenariato concluso con la Verkhovna Rada (parlamento ucraino) nel formato dei dialoghi Jean Monnet, finalizzato a creare consenso tra le fazioni politiche della Verkhovna Rada e, soprattutto, orientare la cultura politica verso un approccio parlamentare europeo moderno, basato sul dialogo democratico e la creazione del consenso;

21.  valuta positivamente le conclusioni del quinto dialogo Jean Monnet, tenutosi dall'11 al 13 ottobre 2018, che ha registrato progressi nel sostegno all'attuazione dell'accordo di associazione; prende atto della richiesta di collaborazione tra il Parlamento europeo e la Commissione volta a facilitare un dialogo con i principali soggetti interessati della Verkhovna Rada e del governo ucraino sul miglioramento dell'efficacia della Verkhovna Rada nel suo ruolo relativo all'attuazione dell'accordo di associazione;

22.  accoglie con favore la nuova iniziativa tripartita dei presidenti dei parlamenti dell'Ucraina, della Moldova e della Georgia di creare un'assemblea parlamentare regionale quale piattaforma importante per il dialogo regionale su questioni strategiche, compresa l'attuazione dell'accordo di associazione e la risposta alle sfide fondamentali in materia di sicurezza, come la guerra ibrida e la disinformazione; ritiene che il sostegno del Parlamento a tale dialogo parlamentare regionale sia un segno importante del suo impegno nei confronti della regione di fronte alle sfide comuni in materia di sicurezza regionale;

23.  riconosce il suo ruolo crescente nei processi di mediazione politica; pone in rilievo, a tal proposito, l'iniziativa congiunta del commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento e di tre mediatori del Parlamento europeo, gli onn. Kukan, Vajgl e Fleckenstein, volta a sostenere i leader dei partiti dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia nel superamento della crisi politica attraverso l'adozione dell'accordo di Pržino del 2015; conferma la sua disponibilità a basarsi su tale esempio di stretta cooperazione interistituzionale con la Commissione e il SEAE intensificando il suo impegno a rafforzare i dialoghi politici e la riconciliazione in tutti i Balcani occidentali e nel vicinato dell'Unione in senso più ampio;

24.  chiede di sviluppare ulteriormente il programma dei giovani dirigenti politici nell'ambito dell'agenda in materia di giovani, pace e sicurezza, basata sulla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 2250, nonché di continuare l'eccellente cooperazione con l'iniziativa regionale del VP/AR per il Mediterraneo nell'ambito del programma Young Med Voices;

25.  ritiene che il dialogo ad alto livello con i giovani "Bridging the gap" (Colmare il divario) offra uno spazio per il dialogo tra i rappresentanti della gioventù e i giovani deputati ai parlamenti dei Balcani occidentali, il che è importante al fine di sostenere una cultura del dialogo tra i partiti e di riconciliazione, nonché per promuovere una prospettiva europea nei paesi della regione;

26.  raccomanda di sviluppare ulteriormente i programmi esistenti di formazione e di coaching in ambito parlamentare destinati ai deputati al Parlamento europeo, in particolare quelli nominati mediatori o osservatori capo, nonché i programmi di formazione destinati ai deputati, ai partiti politici e al personale di paesi terzi, compresi i programmi concernenti gli aspetti di genere e della gioventù, anche in collaborazione con le strutture degli Stati membri che hanno sviluppato competenze in tale ambito;

27.  ritiene che sia possibile potenziare ulteriormente le capacità del Parlamento attraverso la nomina di un Vicepresidente incaricato di coordinare la mediazione e agevolare le attività di dialogo, che agirebbe in stretta collaborazione con il Gruppo per il sostegno alla democrazia e il coordinamento elettorale;

28.  sottolinea il ruolo del premio Sacharov del Parlamento europeo nella sensibilizzazione riguardo ai conflitti nel mondo; sollecita un aumento dell'importo del premio assegnato nella prossima legislatura;

29.  riconosce la necessità che il Parlamento istituzionalizzi, a sostegno degli sforzi globali dell'UE, le proprie procedure in materia di mediazione; sollecita un rafforzamento della diplomazia parlamentare e delle attività di scambio, anche attraverso il lavoro delle delegazioni parlamentari;

30.  sottolinea la stretta cooperazione di lunga data tra il Parlamento e l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'OSCE per quanto riguarda le elezioni e il sostegno alla democrazia; chiede di estendere tale cooperazione al settore della mediazione e del dialogo;

Donne, pace e sicurezza – rafforzamento delle capacità in materia di genere nel quadro delle attività dell'UE di prevenzione dei conflitti e di mediazione

31.  invita ad assicurare la piena parità di genere e ad adoperarsi in modo particolare al fine di garantire la partecipazione delle donne, delle ragazze e dei giovani e la protezione dei loro diritti durante l'intero ciclo del conflitto, dalla prevenzione dei conflitti alla ricostruzione postbellica, nel contesto delle attività di prevenzione dei conflitti e di mediazione dell'UE;

32.  chiede che tutte le attività nei settori di cooperazione, formazione e intervento siano sensibili alle specificità di genere; accoglie con favore le iniziative dell'UE in tal senso, nonché il suo contributo attivo al prossimo piano d'azione sulla parità di genere e il suo nuovo approccio strategico in materia di donne, pace e sicurezza;

33.  invita a includere competenze in materia di genere, compresa la violenza di genere e la violenza sessuale connessa ai conflitti, in tutte le fasi della prevenzione dei conflitti e del processo di mediazione e di costruzione della pace;

34.  invita l'UE ad assumere un ruolo di primo piano nell'attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui giovani, la pace e la sicurezza, e a integrare i principi ivi sanciti nelle attività dell'UE di prevenzione dei conflitti e di mediazione;

35.  chiede che tutte le attività di cooperazione e di formazione e tutti gli interventi tengano conto delle necessità e delle aspirazioni di giovani donne e uomini e siano modellati in base a queste, tenendo conto dei diversi modi in cui i conflitti violenti si ripercuotono sulla loro vita e il loro futuro e dei contributi validi che possono apportare alla prevenzione e risoluzione dei conflitti violenti;

Rafforzamento del ruolo e delle capacità delle organizzazioni della società civile nell'ambito dell'approccio dell'UE per la prevenzione dei conflitti e la mediazione

36.  ritiene che il ruolo delle organizzazioni della società civile dovrebbe essere preso in considerazione nell'approccio globale dell'UE e nelle sue priorità ai fini dello sviluppo delle capacità;

37.  sottolinea l'importanza delle misure di rafforzamento della fiducia e dei contatti interpersonali nella prevenzione e risoluzione dei conflitti;

38.  chiede di prevedere consultazioni delle organizzazioni della società civile, in particolare quelle specializzate nei diritti delle donne e nei diritti umani delle minoranze, in sede di definizione e attuazione dei programmi e delle politiche dell'Unione in materia di pace, sicurezza e mediazione;

Risorse finanziarie e di bilancio disponibili per le attività dell'UE di prevenzione dei conflitti e di mediazione

39.  è del parere che l'aumento delle sfide da affrontare renda necessari maggiori stanziamenti per la prevenzione dei conflitti e la garanzia di un'apposita capacità del personale;

40.  sottolinea la necessità di mettere a disposizione, per le azioni dell'UE di prevenzione dei conflitti e di mediazione, sufficienti risorse finanziarie con destinazione specifica nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027;

41.  invita il VP/AR a fornire al Parlamento un aggiornamento sulla linea di bilancio del SEAE dedicata all'analisi dei conflitti, alle situazioni di conflitto, all'allarme rapido, al sostegno alla mediazione e alle future priorità in tale ambito;

°

°  °

42.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai Presidenti della Commissione e del Consiglio, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, al SEAE, al rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani, alla Commissione, all'OSCE, al Segretario generale delle Nazioni Unite nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU C 356 del 4.10.2018, pag. 130.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2018)0312.

(3)

GU L 335 del 15.12.2017, pag. 6.


MOTIVAZIONE

L'Unione europea è, nella sostanza, un progetto di pace. Per tale motivo, è del tutto normale che la prevenzione dei conflitti e la costruzione della pace rappresentino due elementi centrali della sua politica estera. In base al trattato di Lisbona, l'UE mira a promuovere la pace (titolo I, articolo 3, paragrafo 1) ed elabora la propria concezione di pace basandosi sui suoi stessi valori e principi.

Detti principi si traducono in obiettivi di politica estera che si ispirano a una definizione esaustiva di pace, che comprende non solo la sicurezza e la stabilità (ad es. l'assenza di violenza armata), ma affronta anche le cause profonde dei conflitti promuovendo la democrazia, il buon governo, i diritti umani, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza umana. Ciò significa essenzialmente che la pace va di pari passo con la salvaguardia della vita e del benessere di ogni essere umano, in ciascun aspetto della loro vita, e che il modo per raggiungere detto obiettivo è assicurare una sicurezza fondata sui diritti umani e sulla protezione umana, senza ricorrere alla militarizzazione.

L'osservazione generale n. 30 del comitato delle Nazioni Unite sulla CEDAW (Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna) ci ricorda che spesso non si tiene conto delle esperienze delle donne, in quanto non sono ritenute utili per prevedere i conflitti, e che la partecipazione delle donne alla prevenzione dei conflitti così come all'interno delle istituzioni impegnate nella diplomazia preventiva è debole. L'UE riconosce inoltre che la sottorappresentanza delle donne nei processi di mediazione e nei negoziati di pace come pure la mancanza di conoscenze specialistiche in materia di genere nelle squadre di mediazione limitano seriamente la possibilità di tenere presenti, nell'ambito di tali processi, le esperienze di conflitto delle donne e le conseguenti esigenze di giustizia e di recupero (Il concetto dell'UE sul dialogo e la mediazione del 2009).

Escludendo le donne e le minoranze dall'opera di prevenzione dei conflitti, verranno a mancare informazioni e aspetti di fondamentale importanza. Solo attraverso una rappresentanza inclusiva delle donne e un'analisi dei conflitti che tenga conto della dimensione di genere, saremo in grado di elaborare risposte precise e pervenire a una pace sostenibile. L'azione delle donne, la loro voce e le loro capacità nonché un'analisi intersettoriale di genere sono fondamentali per il dialogo e per poter elaborare politiche migliori e concludere accordi di pace equi. Ne abbiamo esempi in una varietà di contesti, come in Libia, Yemen, Nigeria e Colombia. In effetti, abbiamo avuto modo di constatarlo in ogni parte del mondo.

Come afferma la Lega internazionale delle donne per la pace e la libertà: "L'agenda in materia di donne, pace e sicurezza vanta un potenziale trasformativo. È un potente strumento che consente di passare da un processo decisionale esclusivo ad uno democratico, dalla disparità di genere alla giustizia di genere e dai conflitti e dalla violenza a una pace sostenibile".

L'agenda in materia di donne, pace e sicurezza (WPS) è ormai riconosciuta a livello internazionale, ma sono ancora ardue le sfide che ci attendono per la sua attuazione. Il SEAE riconosce che una risposta alle problematiche di genere nel quadro della prevenzione dei conflitti e della mediazione richiede conoscenze e competenze in materia di genere per tutte e due le questioni specifiche, nonché riguardo all'intero processo di pace (Nota tematica – Progetto di sostegno alla mediazione del SEAE – Partecipazione delle donne e genere). Un'altra questione fondamentale consiste ovviamente nel tradurre gli impegni in azioni concrete e nel sostenerle con risorse e finanziamenti a destinazione specifica. In tale contesto, l'UE può assumere un forte ruolo di primo piano nell'attuazione dell'agenda WPS, il che significa anche assumere un ruolo guida nella promozione della pace a livello globale.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

4.2.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

4

16

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Michèle Alliot-Marie, Bas Belder, Goffredo Maria Bettini, Elmar Brok, Klaus Buchner, Arnaud Danjean, Georgios Epitideios, Michael Gahler, Iveta Grigule-Pēterse, Sandra Kalniete, Andrey Kovatchev, Eduard Kukan, Arne Lietz, Barbara Lochbihler, Andrejs Mamikins, Ramona Nicole Mănescu, David McAllister, Francisco José Millán Mon, Clare Moody, Javier Nart, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Julia Pitera, Cristian Dan Preda, Dobromir Sośnierz, Charles Tannock, Geoffrey Van Orden

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Brando Benifei, Neena Gill, Liisa Jaakonsaari, Marek Jurek, Soraya Post, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Helmut Scholz

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

José Blanco López, Santiago Fisas Ayxelà, Karin Kadenbach, Ramón Luis Valcárcel Siso, Julie Ward, Flavio Zanonato


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

20

+

ALDE

Iveta Grigule-Pēterse, Javier Nart

ECR

Charles Tannock, Geoffrey Van Orden

S&D

Brando Benifei, Goffredo Maria Bettini, José Blanco López, Neena Gill, Liisa Jaakonsaari, Karin Kadenbach, Arne Lietz, Andrejs Mamikins, Clare Moody, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Soraya Post, Julie Ward, Flavio Zanonato

VERTS/ALE

Klaus Buchner, Barbara Lochbihler

4

-

ECR

Bas Belder, Marek Jurek

NI

Georgios Epitideios, Dobromir Sośnierz

16

0

GUE/NGL

Helmut Scholz

PPE

Michèle Alliot-Marie, Elmar Brok, Arnaud Danjean, Santiago Fisas Ayxelà, Michael Gahler, Sandra Kalniete, Andrey Kovatchev, Eduard Kukan, David McAllister, Ramona Nicole Mănescu, Francisco José Millán Mon, Julia Pitera, Cristian Dan Preda, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Ramón Luis Valcárcel Siso

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2019Avviso legale