Procedura : 2018/2167(DEC)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0108/2019

Testi presentati :

A8-0108/2019

Discussioni :

PV 26/03/2019 - 12
CRE 26/03/2019 - 12

Votazioni :

PV 26/03/2019 - 13.4

Testi approvati :

P8_TA(2019)0245

RELAZIONE     
PDF 270kWORD 97k
27.2.2019
PE 626.836v01-00 A8-0108/2019

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, sezione I – Parlamento europeo

(2018/2167(DEC))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Claudia Schmidt

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, sezione I – Parlamento europeo

(2018/2167(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2017 (COM(2018)0521 – C8-0319/2018)(2),

–  vista la relazione sulla gestione di bilancio e finanziaria per l'esercizio 2017, sezione I – Parlamento europeo(3),

–  vista la relazione annuale del revisore interno per l'esercizio 2017,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2017, accompagnata dalle risposte delle istituzioni(4),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2017, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e l'articolo 318 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(6), in particolare gli articoli 164, 165 e 166,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012(7), in particolare gli articoli 260, 261 e 262,

–  vista la decisione dell'Ufficio di presidenza del 16 giugno 2014 sulle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo(8), in particolare l'articolo 22,

–  visti l'articolo 94, l'articolo 98, paragrafo 3, e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0108/2019),

A.  considerando che il Presidente ha adottato i conti del Parlamento relativi all'esercizio 2017 il 4 luglio 2018;

B.  considerando che il 6 luglio 2018 il Segretario generale, in quanto principale ordinatore delegato, ha certificato con ragionevole certezza che le risorse destinate al bilancio del Parlamento sono state utilizzate per gli scopi previsti, conformemente al principio di sana gestione finanziaria, e che le procedure di controllo poste in essere offrono le necessarie garanzie di legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti;

C.  considerando che la Corte dei conti ha dichiarato, nella sua valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura del 2017, di non aver riscontrato carenze gravi nelle relazioni annuali di attività esaminate delle istituzioni e degli organismi, richieste dal regolamento (UE, Euratom) n. 2018/1046;

D.  considerando che l'articolo 262, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) n. 2018/1046 esige che tutte le istituzioni adottino ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento;

1.  concede il discarico al Presidente per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l'esercizio 2017

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il Suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, sezione I – Parlamento europeo

(2018/2167(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, sezione I – Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 94, l'articolo 98, paragrafo 3, e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0108/2019),

A.  considerando che, nella sua certificazione dei conti definitivi, il contabile del Parlamento europeo (in appresso "del Parlamento") ha attestato con ragionevole certezza che i conti forniscono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, un'immagine fedele della situazione finanziaria, dei risultati delle operazioni e dei flussi di cassa del Parlamento;

B.  considerando che, conformemente alla procedura abituale, sono state inviate all'amministrazione del Parlamento 161 domande e che la commissione per il controllo dei bilanci (CONT) del Parlamento ha ricevuto e discusso pubblicamente le relative risposte scritte in presenza del Vicepresidente competente per il bilancio, del Segretario generale e del Revisore interno;

C.  considerando che sussistono sempre margini di miglioramento in termini di qualità, efficienza ed efficacia nella gestione delle finanze pubbliche e che il controllo è necessario per garantire che i responsabili politici e l'amministrazione del Parlamento rispondano del proprio operato ai cittadini dell'Unione;

Gestione finanziaria e di bilancio del Parlamento

1.  constata che gli stanziamenti definitivi del Parlamento per il 2017 ammontavano in totale a 1 909 590 000 EUR, pari al 19,25 % della rubrica 5 del quadro finanziario pluriennale (QFP)(9), accantonati per le spese amministrative di tutte le istituzioni dell'Unione per il 2017, un importo che rappresenta una crescita del 3,9 % rispetto al bilancio del 2016 (1 838 613 983 EUR); sottolinea che tale crescita è alquanto superiore al tasso di inflazione belga nel 2017, attestatosi sul 2,65 %;

2.  rileva che l'importo totale delle entrate contabilizzate al 31 dicembre 2017 ammontava a 206 991 865 EUR (rispetto ai 183 381 513 EUR del 2016), di cui 50 052 674 EUR di entrate con destinazione specifica (rispetto ai 30 589 787 EUR del 2016);

3.  sottolinea che quattro capitoli rappresentavano da soli il 69,5 % della totalità degli impegni: capitolo 10 (Membri dell'Istituzione), capitolo 12 (Funzionari e agenti temporanei), capitolo 20 (Immobili e spese accessorie) e capitolo 42 (Spese relative agli assistenti parlamentari), il che indica l'elevato livello di rigidità che caratterizza la maggior parte delle spese dell'Istituzione; sottolinea che la maggior parte del proprio bilancio è per lo più di natura amministrativa e non operativa, un fatto di cui occorre tenere conto;

4.  prende atto delle cifre in base alle quali sono stati chiusi i conti dell'Istituzione per l'esercizio 2017, vale a dire:

a) Stanziamenti disponibili (EUR)

stanziamenti per il 2017

1 909 590 000

riporti non automatici dall'esercizio 2016

---

riporti automatici dall'esercizio 2016

285 312 645

stanziamenti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2017

50 052 674

riporti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2016

39 595 290

Totale

2 284 550 609

b) Utilizzo degli stanziamenti durante l'esercizio 2017 (EUR)

impegni

2 209 881 836

pagamenti effettuati

1 904 053 540

stanziamenti riportati automaticamente, compresi quelli provenienti da entrate con destinazione specifica

329 655 011

stanziamenti riportati non automaticamente

337 227 783

stanziamenti annullati

39 823 600

c) Entrate di bilancio (EUR)

riscosse nel 2017

206 991 865

d) Bilancio finanziario totale al 31 dicembre 2017 (EUR)

1 628 445 094

5.  sottolinea che è stato impegnato il 99 % degli stanziamenti iscritti nel proprio bilancio, pari a 1 889 574 057 EUR, con un tasso di annullamento dell'1 %; rileva con soddisfazione che, come negli esercizi precedenti, è stato raggiunto un livello molto elevato di esecuzione del bilancio; rileva che i pagamenti sono ammontati a 1 599 788 767 EUR, con un conseguente tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento dell'84,7 %, pari a crescita dello 0,3 % rispetto all'esercizio precedente;

6.  sottolinea che gli stanziamenti annullati per l'esercizio 2017, pari a 17 451 943 EUR, hanno interessato principalmente le retribuzioni e altri diritti, come pure le spese per gli immobili;

7.  rileva che nell'esercizio 2017 sono stati approvati sette storni a norma degli articoli 27 e 46 del regolamento finanziario, per un importo pari a 57 402 860 EUR ovvero il 3,01 % degli stanziamenti definitivi; osserva che la maggior parte degli storni riguardava la politica immobiliare dell'Istituzione e, in particolare, per contribuire al finanziamento dei canoni enfiteutici annui per il progetto immobiliare Konrad Adenauer;

8.  sottolinea che gli "storni di recupero" costituiscono un allentamento del principio di specializzazione del bilancio e contravvengono pertanto di proposito al principio di verità del bilancio; chiede che gli stanziamenti destinati al finanziamento degli edifici, in particolare del Konrad Adenauer, siano iscritti nel progetto di bilancio annuale e sottoposti all'approvazione delle autorità di bilancio; ritiene che il livello dello storno "di recupero" continui ad essere alquanto elevato; esprime la convinzione che una migliore gestione di bilancio dovrebbe ridurre tali storni al minimo necessario; insiste affinché la politica immobiliare del Parlamento sia definita con sufficiente chiarezza nel quadro della strategia di bilancio; condanna fermamente gli storni spesso dell'ultim'ora volti a finanziare la politica immobiliare dell'Istituzione; chiede al Segretario generale e all'Ufficio di presidenza di fornire alla commissione per i bilanci tutti i documenti, i piani e i contratti relativi alla politica immobiliare;

9.  insiste sulla necessità di riporti in relazione ai grandi progetti edilizi o infrastrutturali, nonostante la natura annuale del bilancio;

Pareri della Corte dei conti sull'affidabilità dei conti del 2017 e sulla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti

10.  ricorda che la Corte dei conti (in appresso "la Corte") svolge una valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura nel quadro di un unico blocco di politiche per tutte le istituzioni europee; sottolinea che tra le spese amministrative e le spese correlate rientrano quelle relative alle risorse umane (stipendi, indennità e pensioni), che rappresentano circa il 60 % del totale delle spese amministrative, nonché le spese per gli immobili, le attrezzature, l'energia, le comunicazioni e l'informatica;

11.  rileva che, nel complesso, dagli elementi probatori degli audit svolti risulta che la spesa relativa alla rubrica "Amministrazione" non è inficiata da un tasso di errore rilevante; rileva altresì che, sulla base dei nove errori quantificati, il tasso di errore stimato per la rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale è pari allo 0,5 % (il che rappresenta un aumento rispetto allo 0,2 % del 2016);

12.  prende atto delle risultanze specifiche che lo riguardano, contenute nella relazione annuale della Corte per il 2017; constata con profonda inquietudine che, delle otto operazioni del Parlamento esaminate, la Corte ha riscontrato carenze in addirittura tre operazioni relative alle procedure di appalto – vale a dire la conformità con i criteri di selezione dei contratti, la piena conformità con il contratto quadro e il criterio di selezione di un'agenzia di viaggi – nonché in una relativa al rimborso delle spese dei gruppi di visitatori;

13.  prende atto delle risposte fornite dall'Istituzione nella procedura in contraddittorio con la Corte; chiede alla Corte di tenere informata la commissione competente in merito all'attuazione delle sue raccomandazioni;

Relazione annuale del Revisore interno

14.  osserva che, nella riunione 26 novembre 2018 tra la commissione competente e il Revisore interno, quest'ultimo ha presentato la sua relazione annuale indicando di aver adottato, nel 2017, relazioni di audit sui seguenti argomenti:

–  follow-up delle azioni aperte facenti seguito alle relazioni di audit interno – fasi I e II – del 2017;

–  nomenclatura di bilancio riveduta per la Direzione generale della Comunicazione (DG COMM);

–  organizzazione degli inviti ai giornalisti da parte della DG COMM;

–  appalto ed esecuzione dei contratti nel settore della traduzione esterna;

–  politica di acquisto di abbonamenti per la biblioteca — Direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare (DG EPRS);

–  diritti individuali a norma dello Statuto dei funzionari e del regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea;

–  attività informatiche decentrate;

15.  ricorda che la relazione annuale di attività costituisce un elemento della struttura di governance del Parlamento; accoglie con favore e sostiene le azioni elencate in appresso concordate dal Revisore interno con le DDGG responsabili:

–  per quanto riguarda l'audit dell'organizzazione degli inviti ai giornalisti da parte della DG COMM, potenziare il quadro di gestione e di controllo, garantendo che i rimborsi ai giornalisti siano allineati ai costi effettivamente sostenuti (ad esempio, verifica dei luoghi di partenza e di arrivo dei viaggio); affrontare il problema delle deviazioni sistematiche dalle norme che disciplinano gli inviti; rendere obbligatori i pagamenti tramite bonifico bancario per i rimborsi ai giornalisti, anche per i viaggi a Strasburgo e misure per guidare il processo di selezione e valutare l'economicità, l'efficienza e l'efficacia della procedura di invito;

–  per quanto riguarda gli audit dei diritti individuali a norma dello Statuto dei funzionari, migliorare l'ambiente di controllo e la metodologia dei controlli, le procedure specifiche di gestione e di controllo che disciplinano il diritto all'indennità di dislocazione e alle indennità giornaliere (ad esempio, applicazione coerente delle norme) e le procedure specifiche inerenti alle indennità forfettarie annuali di viaggio;

–  per quanto riguarda l'audit degli appalti e dell'esecuzione dei contratti nel settore della traduzione esterna, anche nell'organizzazione della procedura di appalto, richieste di informazioni supplementari più tempestive e una migliore valutazione, che renda più rigorosi i criteri di aggiudicazione per la qualità nelle future procedure di appalto, incoraggi le imprese esterne a migliorare la qualità della traduzione, anche mediante una verifica ex post ampliata, e accresca l'attendibilità del calcolo dei costi effettivi totali della traduzione esterna, in particolare tenendo conto del fatto che circa un terzo delle pagine tradotte è effettuato da traduttori esterni e che tale percentuale è assai probabilmente destinata a crescere;

–  per quanto riguarda l'audit delle attività informatiche decentrate e al fine di fruire pienamente dei vantaggi, potenziare il monitoraggio del bilancio destinato alle iniziative in materia di tecnologie dell'informazione della comunicazione (TIC) così come coordinate nell'ambito dei programmi informatici, non limitandosi a notificare determinate fasi di un progetto, ma tracciando un quadro d'assieme; maggiori garanzie del fatto che le iniziative nel settore delle TIC sono attuate in tempo utile, per le finalità previste, nella qualità richiesta e nel rispetto dei fondi stanziati; migliorare il controllo e la convalida, da parte delle unità decentrate, delle nuove versioni di software e dei relativi processi di gestione dei problemi; passare gradualmente da contratti T&M (time and means contracts) a contratti basati su risultati tangibili;

16.  rileva che il processo di follow-up per il 2017 ha comportato la chiusura di 34 delle 71 azioni aperte e che nello stesso anno è stato possibile continuare a ridurre gradualmente il profilo di rischio delle azioni giunte a scadenza; rileva, in particolare, che il numero di azioni aperte riguardanti rischi significativi è sceso da 26 a 11 e che non risultavano più azioni aperte nella categoria di rischio più elevata (rischio "critico"); sottolinea che le azioni aperte recentemente aggiunte per l'esercizio 2017 non dovrebbero mettere in ombra i miglioramenti realizzati con la chiusura delle azioni aperte;

Seguito dato alla risoluzione sul discarico 2016

17.  prende atto delle risposte scritte alla risoluzione sul discarico per l'esercizio 2016, pervenute alla commissione CONT il 17 settembre 2018, della presentazione del Segretario generale relativa alle diverse domande e richieste contenute in detta risoluzione, come pure dello scambio di opinioni con i deputati che ne è seguito;

18.  deplora che non sia stato dato seguito a nessuna delle raccomandazioni formulate nella risoluzione sul discarico per l'esercizio 2016 e che il documento sul seguito riservato al discarico non fornisca alcuna motivazione al riguardo; insiste sull'importanza di affrontare più spesso con il Segretario generale, in seno alla CONT, le questioni relative al bilancio del Parlamento e alla sua esecuzione;

Discarico al Parlamento per l'esercizio 2017

19.  prende atto dello scambio di opinioni tra il Vicepresidente competente per il bilancio, il Segretario generale e la commissione CONT, alla presenza del Revisore interno, tenutosi il 26 novembre 2018 nel contesto del discarico al Parlamento per l'esercizio 2017;

20.  osserva che la decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea ha avuto un impatto considerevole sui diversi servizi dell'Istituzione, in particolare per quanto riguarda le commissioni, le unità di ricerca e i servizi orizzontali; rileva che i propri servizi hanno preparato del materiale analitico, basato su un lavoro d'indagine, per valutare l'incidenza del recesso sugli ambiti di intervento e sulla legislazione nei rispettivi settori; il materiale analitico in questione è disponibile sul proprio sito web;

21.  osserva che sono interessati dalla decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea sei agenti temporanei del Segretariato generale, 41 agenti temporanei dei gruppi politici e della segreteria dei deputati non iscritti nonché 30 agenti contrattuali ; è consapevole che la loro situazione è valutata su base individuale; accoglie con favore la garanzia del Segretario generale che non sarà negata nessuna proroga del contratto di impiego a motivo della sola nazionalità; invita il Segretario generale a soppesare attentamente il ruolo potenziale di conflitti d'interesse durante il delicato momento dell'eventuale periodo di transizione e dell'eventuale recesso disordinato del Regno Unito dall'Unione europea;

22.  accoglie con favore l'assistenza fornita dal proprio Servizio giuridico nell'elaborazione di orientamenti destinati agli operatori finanziari che si occupano di questioni contrattuali connesse alla decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea e alla redazione di clausole da includere nei documenti di gara e contrattuali relativi alla decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea;

23.  richiama l'attenzione sull'obiettivo di riduzione annuale del personale del 5 %, che nel 2017 ha costretto l'Istituzione a eliminare 60 posti amministrativi dal proprio organigramma; ricorda che l'accordo politico che ha raggiunto con il Consiglio sul bilancio 2016, che introduceva un nuovo parametro per la riduzione del proprio personale e ne prorogava fino al 2019 il periodo di applicazione, ha conservato l'esenzione dei gruppi politici da tale esercizio; deplora, tuttavia, che le autorità di bilancio abbiano imposto un ulteriore taglio di 76 posti dall'amministrazione del Parlamento nel 2017 per compensare l'aumento di 76 posti per i gruppi politici; teme che questa significativa riduzione possa incidere negativamente sul lavoro dell'Istituzione e comporti una mole eccessiva di lavoro per i funzionari ancora in servizio e un trasferimento di competenze verso gli uffici dei deputati;

24.  invita il Segretario generale e tutte le DDGG competenti a collaborare al fine di tracciare un quadro completo delle riduzioni dell'organico attuate a partire dal 2014, compresi i trasferimenti del personale dall'amministrazione ai gruppi politici e tra istituzioni; sottolinea che tale prassi della rotazione del personale solleva la questione dell'adeguatezza della descrizione delle mansioni; teme vivamente che l'eccessiva riduzione dell'organico comporti un ulteriore onere amministrativo per i deputati e gli assistenti parlamentari accreditati (APA), il che va a scapito dell'effettiva attività legislativa che questi dovrebbero svolgere;

25.  sottolinea che l'abbandono dei supporti cartacei e un corretto uso della tecnologia digitale, quali la firma digitale, la verifica in due fasi e i fascicoli elettronici, anche per i fascicoli dell'Aula, ridurrebbero gli oneri amministrativi per tutti i soggetti interessati e contribuirebbero al conseguimento degli obiettivi di riduzione della carta del Parlamento; richiama l'attenzione sulla realtà delle commissioni parlamentari "senza carta", in cui di fatto il compito di stampare l'intera documentazione è passato dalle segreterie delle commissioni agli uffici dei deputati;

26.  constata che i rimborsi relativi ad alcune missioni sono soggetti a ingenti ritardi e propone di trovare soluzioni volte a garantire che le missioni siano rimborsate entro tempi ragionevoli;

27.  rinnova l'invito alla Conferenza dei presidenti e all'Ufficio di presidenza a riconsiderare la possibilità per gli APA, in subordine a determinate condizioni da stabilire, di accompagnare i deputati nelle missioni e nelle delegazioni ufficiali del Parlamento, come già chiesto da numerosi deputati; invita il Segretario generale a esaminare le incidenze di bilancio, nonché l'organizzazione e la logistica di tali missioni;

28.  ribadisce la preoccupazione per la presunta prassi secondo cui i deputati obbligano gli APA a effettuare missioni, in particolare a Strasburgo, senza ordini di missione e senza rimborso delle spese di missione se non addirittura delle spese di viaggio; ritiene che tale prassi dia adito a possibili abusi in quanto, in assenza di un ordine di missione, gli APA devono sostenere personalmente le spese e non sono coperti dall'assicurazione sul posto di lavoro; invita il Segretario generale a svolgere indagini su questa presunta prassi e a riferire in merito entro la fine dell'anno;

29.  rileva che le norme rivedute a disciplina del pagamento dei contributi finanziari per i gruppi di visitatori patrocinati sono entrate in vigore il 1º gennaio 2017; invita il Segretario generale a fornire senza indugio la valutazione di tali norme; rinnova la propria richiesta di eliminare la possibilità di nomina degli APA alla guida di un gruppo;

30.  chiede una revisione del sistema per il calcolo del rimborso delle spese di viaggio dei gruppi di visitatori patrocinati dai deputati, al fine di garantire la parità di trattamento di tutti i cittadini dell'Unione e di promuovere l'utilizzo di mezzi di trasporto più ecologici, visto che l'attuale sistema, basato sul calcolo chilometrico, non tiene conto dell'isolamento e degli ostacoli naturali di alcune zone geografiche dell'Unione e non copre le spese di viaggio fino ai luoghi serviti da mezzi di trasporto più rapidi ed ecologici;

31.  rileva che i tirocinanti impiegati dai deputati hanno un contratto di lavoro di diritto privato con il deputato, che non conferisce loro il diritto di beneficiare dello stesso status di altre categorie di personale del Parlamento o di accedere alle borse di studio dell'Istituzione (borse di studio Schuman); deplora il fatto che alla Direzione generale delle Finanze (DG FINS) non esista un meccanismo o un quadro giuridico che consenta di effettuare pagamenti diretti anticipati ai tirocinanti prima delle missioni, come invece previsto per il resto del personale, visto che l'anticipo delle spese a loro carico presuppone uno sforzo economico al quale, per ovvie ragioni, difficilmente possono far fronte con le risorse a loro disposizione;

32.  fa rilevare che l'Ufficio di presidenza ha esaminato la proposta del Segretario generale di migliorare l'attuale quadro giuridico che disciplina i tirocinanti dei deputati, il quale è attualmente privo di determinate garanzie, come hanno chiesto anche oltre 140 deputati che sostengono la campagna "Fair Internships" dell'intergruppo sulla Gioventù; sottolinea il dovere di ciascun deputato di garantire ai tirocinanti una retribuzione adeguata in linea con il quadro giuridico; sostiene l'Ufficio di presidenza nel suo impegno teso a elaborare una proposta globale ed equilibrata che garantisca le prerogative dei deputati nonché un'adeguata retribuzione e garanzie giuridiche globali per i tirocinanti; invita l'Ufficio di presidenza ad approvare celermente le nuove norme, che dovrebbero entrare in vigore all'inizio della nuova legislatura; si augura di ricevere una proposta in tal senso quanto prima;

33.  fa rilevare che l'incidente informatico dell'ottobre 2017 ha perturbato sensibilmente le attività parlamentari; prende atto del piano d'azione predisposto nel frattempo per garantire una maggiore continuità operativa; sottolinea l'importanza di una risposta rapida a eventuali perturbazioni e della loro risoluzione, in particolare quando ostacolano o bloccano integralmente il lavoro legislativo;

34.  prende atto della pubblicazione di due relazioni sul "costo della non Europa" e del completamento di cinque "valutazioni del valore aggiunto europeo" nel 2017;

35.  rileva che, a seguito della richiesta del Segretario generale, tutte DDGG dell'Istituzione hanno sviluppato strumenti di gestione per rispettare il principio del bilancio basato sui risultati; constata l'eventuale difficoltà di attuare alcuni degli attuali obiettivi quantitativi nelle DDGG, che lavorano sulla base del calendario del ciclo politico; invita il Segretario generale a tenere conto di tale fatto in sede di valutazione del bilancio basato sui risultati in tutte le DDGG, senza trascurare l'attenzione al valore aggiunto;

36.  constata con soddisfazione la creazione di soluzioni tecniche per i deputati che desiderano utilizzare la loro pagina individuale sul sito web dell'Istituzione per la pubblicazione di riunioni con i rappresentanti di interessi; osserva inoltre che l'Ufficio di presidenza sta valutando l'opportunità di estendere tale soluzione onde garantire che le informazioni siano direttamente disponibili sul sito web dell'Istituzione;

37.  invita la propria amministrazione a elaborare una relazione che presenti un quadro esaustivo dei rappresentanti di interessi e di altre organizzazioni cui è stato consentito l'accesso ai locali dell'Istituzione nel 2017; chiede che tale relazione sia elaborata con cadenza annuale per garantire il massimo livello di trasparenza;

38.  invita la propria amministrazione a fornire un riepilogo delle nomine di alti funzionari nel 2017; incoraggia il Segretario generale ad avviare ulteriori misure intese ad accrescere la trasparenza e l'uguaglianza durante le procedure di nomina presso l'Istituzione, tenendo conto delle risultanze e delle raccomandazioni del Mediatore europeo nei casi riuniti 488/2018/KR e 514/2018/KR;

Dispersione geografica del Parlamento – Sede unica

39.  continua a deplorare fermamente che, nonostante i propri ripetuti appelli alla creazione di una sede unica e il fatto che i cittadini dell'Unione non comprendano il motivo per cui il Parlamento debba dividere le proprie attività tra due sedi, il Consiglio europeo non abbia finora neppure avviato una discussione su come rispondere alle richieste del Parlamento in tal senso; ricorda l'analisi della Corte dei conti europea del 2014, secondo le cui stime il Parlamento potrebbe risparmiare annualmente 114 milioni di EUR se potesse lavorare in un'unica sede; ricorda la propria risoluzione del 2013(10), secondo le cui stime i costi della dispersione geografica dell'Istituzione oscillano tra 156 milioni e 204 milioni di EUR all'anno;

40.  rileva inoltre la constatazione della propria risoluzione del 20 novembre 2013 sull'ubicazione delle sedi delle istituzioni dell'Unione europea(11), secondo cui il 78 % di tutte le missioni del proprio personale statutario sono la diretta conseguenza della dispersione geografica del Parlamento; sottolinea che, sempre secondo le stime della relazione, l'impatto ambientale della dispersione geografica si traduce in emissioni di CO2 comprese tra 11 000 e 19 000 tonnellate; ribadisce la percezione negativa di questa dispersione tra i cittadini; invita nuovamente il Consiglio a definire una strategia globale per trovare un accordo su una sede unica per il Parlamento;

41.  sottolinea con forza che tali spese aggiuntive sono in contrasto sia con il principio della sana gestione finanziaria sia con il principio della disciplina di bilancio; riconosce che una sede unica può essere ipotizzabile soltanto a seguito di una modifica unanime dei trattati; invita il Consiglio e la Commissione ad avviare una tale modifica senza indugio, nella convinzione che essa sia vantaggiosa per il contribuente europeo, sia economicamente che dal punto di vista della qualità del lavoro svolto dai deputati europei; chiede pertanto un'unica sede del Parlamento europeo, in tempi rapidi e tramite azioni concrete, al fine di evitare ulteriori sprechi di denaro pubblico; deplora il fatto che i costi generati dalla dispersione geografica del Parlamento nel corso di una sola legislatura possano raggiungere il miliardo di EUR; esprime la propria contrarietà ai progetti immobiliari pluriennali destinati ad ampliare gli uffici per i deputati a Strasburgo;

42.  rileva i costi supplementari imputabili alle 12 trasferte annuali a Strasburgo, relativi alle spese di viaggio dei deputati, che possono essere suddivisi per il 2017 nel modo seguente:

 

 

Categoria

 

 

TOTALE1

 

 

MEDIA/MESE

Spese di viaggio

7 700 358

641 696

Indennità giornaliera

10 036 444

836 370

Indennità di distanza

1 394 608

116 217

Indennità di tempo

1 994 045

166 170

Altri costi

47 594

3 966

TOTALE

21 173 049

1 764 421

43.  sottolinea che a ciò si aggiungono i costi dei treni charter Thalys, che nel 2017 sono ammontati a non meno di 3 668 532 EUR;

44.  rileva che i propri locali a Strasburgo potrebbero essere utilizzati, ad esempio, per ospitare un istituto dedicato alla formazione dei futuri diplomatici europei in seno al Servizio europeo per l'azione esterna;

Direzione generale della Comunicazione (DG COMM)

45.  osserva che l'indicatore principale della DG COMM nel 2017 sono state le ore di attenzione ricevute dall'Istituzione su tutti i canali di comunicazione; rileva con soddisfazione che, oltre a concentrarsi sui livelli di attenzione, la DG COMM sta sviluppando una metodologia per misurare l'economicità, l'efficienza e l'efficacia delle sue attività su tutti i canali di comunicazione; invita il Direttore generale a includere i risultati del suo primo anno di attuazione nella sua relazione annuale di attività;

46.  constata che i progetti a lungo termine individuati per il quadro di esecuzione strategico/portafoglio di progetti parlamentari 2017-2019 si trovano in diversi stadi di avanzamento, sebbene tutti cerchino di rispettare l'obiettivo di "produrre di meno e comunicare meglio";

47.  rileva le importanti modifiche tecniche e redazionali attualmente apportate al proprio sito web pubblico, soprattutto in termini di ottimizzazione del motore di ricerca del sito; si congratula con la DG COMM per tali progressi, pur esprimendo preoccupazione che questi ultimi permangono lenti, soprattutto in vista delle prossime elezioni europee del 2019 e del crescente interesse per il lavoro del Parlamento; sottolinea che ulteriori miglioramenti sono assolutamente prioritari e chiede che i lavori siano accelerati con urgenza; sottolinea che un sito web trasparente e accessibile è un fattore chiave per la partecipazione dei cittadini;

48.  insiste sulla difficoltà di individuare l'esito delle votazioni del Parlamento sul proprio sito web, a differenza del più pratico VoteWatch, un sito web commerciale, in cui trovare i risultati delle votazioni risulta molto più facile; invita il Segretario generale a creare un sistema più avanzato per il sito web del Parlamento, che registri le votazioni per appello nominale e sia dotato di facili opzioni di ricerca per tracciare il comportamento di voto dei singoli deputati e confrontarlo con altri deputati dello stesso gruppo e con quelli di altri gruppi;

49.  rileva che nel 2017 sono stati realizzati numerosi progetti nel settore dei media e che la presenza dell'Istituzione in rete è stata ulteriormente consolidata con l'attuazione di un approccio multipiattaforma, di un nuovo portale e del "pianeta notizie"; riconosce inoltre il netto miglioramento dell'uso dei social media da parte dell'Istituzione, come pure le iniziative inerenti a una maggiore sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull'azione dell'Unione; constata inoltre i notevoli sforzi profusi nella definizione di una strategia globale per i visitatori e, con particolare attenzione ai giovani, nell'attuazione del programma "Scuola ambasciatrice"; sottolinea che il Polo europeo dei media scientifici dovrebbe essere sviluppato ulteriormente e reso pienamente operativo senza ulteriori ritardi per consentire una maggiore informazione basata su dati scientifici;

50.  rileva che nel 2017 sono stati organizzati negli Stati membri 223 seminari per la stampa cui hanno partecipato oltre 3 076 giornalisti. si compiace inoltre che siano stati invitati 1 905 giornalisti a partecipare alle plenarie, ai seminari per la stampa e alle conferenze organizzati a livello centrale; elogia la DG COMM per aver utilizzato tutti i possibili canali mediatici per la divulgazione del lavoro e dei risultati dell'Istituzione; incoraggia la DG a prestare debita attenzione all'importanza dei social media e alle significative e crescenti potenzialità che rappresentano per raggiungere i cittadini;

51.  prende atto dei tentativi della DG COMM di rivolgersi anche ai cittadini che non sono automaticamente interessati ai lavori del Parlamento; incoraggia il Segretario generale a delineare una strategia di comunicazione veramente interattiva che vada al di là dei gruppi destinatari, come i giornalisti e gli studenti, e includa una "modalità di ascolto" per raccogliere eventuali voci critiche e rispondere alle stesse;

52.  prende atto della riorganizzazione della DG COMM, che ha comportato la creazione di due nuove direzioni – addette, rispettivamente, alle campagne e ai visitatori – al fine di garantire la piena realizzazione della strategia per le elezioni europee del 2019; invita la DG COMM a proseguire il lavoro a una strategia globale volta a contrastare le campagne mirate di disinformazione destinate a influenzare le elezioni europee del 2019; teme fortemente che influenze straniere possano perturbare e compromettere le elezioni, divulgando di proposito informazioni errate e influenzando in tal modo il comportamento elettorale;

53.  osserva che, nel 2017, l'unità Richieste di informazioni dei cittadini (AskEP) ha trattato oltre 9 200 richieste individuali e 42 900 domande provenienti da campagne di protesta apparentemente coordinate su questioni di attualità; propone di pubblicare sul proprio portale le risposte fornite dall'Istituzione;

54.  plaude all'inaugurazione della Casa della storia europea nel maggio 2017 e del Parlamentarium Simone Veil a Strasburgo nel luglio 2017; constata che tra maggio e dicembre la Casa della storia europea ha accolto 99 344 visitatori; deplora che la sua apertura sia stata ritardata di oltre un anno; teme che 99 344 visitatori sembrino un numero esiguo rispetto ai costi di 4,4 milioni di EUR del personale: 2,7 milioni di EUR per il personale permanente e 1,7 milioni di EUR per gli agenti contrattuali (compreso il costo degli agenti di sicurezza); invita l'Ufficio di presidenza a effettuare un'analisi costi-benefici;

55.  è profondamente preoccupato per il fatto che, nonostante tutte le attività organizzate dalla DG COMM, i cittadini europei ritengono a tutt'oggi che vi sia una mancanza di informazioni sull'Unione e sulle realizzazioni e il lavoro del Parlamento europeo; invita la DG COMM a continuare a non lesinare gli sforzi per trovare idee innovative al fine di colmare tale distanza tra l'Unione e i suoi cittadini e prende atto dell'approccio innovativo concepito per la campagna di comunicazione istituzionale proposta per le elezioni europee del 2019;

56.  invita la Direzione generale della Comunicazione ad assicurare, in vista delle elezioni europee del 2019, che gli organi di informazione pubblici e privati trasmettano le opinioni dei deputati e dei gruppi politici del Parlamento in modo tale da garantire obiettività e pluralismo;

Uffici di collegamento del Parlamento europeo

57.  prende atto della riforma, approvata dall'Ufficio di presidenza nel novembre 2017, degli Uffici di collegamento del Parlamento europeo (UCPE) il cui mandato riveduto punta all'interazione con i cittadini, con i media e con le parti interessate, ai fini di una maggiore vicinanza ai cittadini; invita gli Uffici di collegamento a garantire che i cittadini siano a conoscenza del lavoro svolto dalle istituzioni europee e dell'esistenza degli stessi Uffici di collegamento;

58.  prende atto delle diverse voci di spesa per il 2017, ripartite nel modo seguente:

Voce di spesa

Spese 2017

Attività generali di comunicazione

EUR 5 945 229

Spese legate ad attività specifiche

EUR 5 320 867

Totale costi immobiliari

EUR 8 874 530

Manutenzione delle attrezzature di sicurezza

EUR 1 733 071,32

59.  i costi immobiliari sono ripartiti come segue:

Affitti

EUR 5 898 724

Lavori

EUR 148 573

Costi specifici di gestione degli edifici

EUR 266 977

Pulizia e manutenzione

EUR 1 126 853

Servizi di utilità generale e oneri di servizio

EUR 1 433 403

60.  prende atto delle maggiori attività di comunicazione intraprese dagli Uffici di collegamento nel 2017, sostanziatesi in rapporti quotidiani con i media locali e regionali, nella presenza mirata sui media sociali e nella gestione delle comunità locali, nell'organizzazione di eventi locali, in relazioni con le autorità locali, la scuola e le parti interessate; si rammarica che voci di spesa come le retribuzioni e i costi di missione non siano state comunicate in risposta al questionario; si basa sulle informazioni fornite nel corso della procedura di discarico 2016, in cui le retribuzioni versate al personale degli Uffici di collegamento del Parlamento ammontavano a 23 058 210 EUR e i costi di missione a 1 383 843 EUR; suppone che tali importi non siano cambiati in maniera sostanziale nell'esercizio 2017;

61.  riconosce l'importanza di un'efficace comunicazione negli Stati membri ma sottolinea la necessità di efficienza in termini di costi e confida nel fatto che la definizione riveduta delle mansioni contribuirà a tale obiettivo; invita tutti i soggetti decisionali coinvolti a impegnarsi per un maggiore valore aggiunto, in particolare per quanto riguarda i costi di esercizio;

62.  sottolinea l'esigenza di ammodernare i compiti degli Uffici d'informazione del Parlamento tramite l'ottimizzazione dell'utilizzo delle nuove tecnologie, dato che il loro compito è di informare meglio i cittadini;

Direzione generale del Personale (DG PERS)

63.  rileva che nel 2017 l'indicatore principale della DG PERS sono i tempi di esecuzione; constata con soddisfazione che gli obiettivi e i metodi di raccolta dei dati sono stati perfezionati con una valutazione generale positiva dei risultati; osserva con preoccupazione che gli obiettivi di miglioramento delle procedure per l'assunzione di APA e per l'ammissione di bambini all'asilo dell'Istituzione non sono stati raggiunti, anche se le difficoltà incontrate sono state risolte nel 2018;

64.  insiste sulla possibilità che la procedura di assunzione degli APA all'inizio della prossima legislatura si riveli pertanto problematica, ragion per cui invita il Segretario generale, nell'interesse dei deputati e degli assistenti, a mettere a disposizione tutte le risorse tecniche e umane necessarie per evitare problemi e ritardi, con particolare riferimento alla necessità di evitare i problemi riscontrati nel 2009 e nel 2014;

65.  rileva che nel dicembre 2017 il proprio organico contava 9 682 agenti in servizio, fra personale permanente, temporaneo, agenti contrattuali e APA (rispetto ai 9 643 del 2016); ricorda che, a seguito dell'accordo di conciliazione sul bilancio 2017, sono stati soppressi complessivamente 136 posti;

66.  riconosce la delicata situazione degli APA ai quali, pur avendo lavorato ininterrottamente per due legislature ma non avendo completato il necessario servizio decennale in ragione delle elezioni anticipate del 2014 e dei ritardi nelle prime assunzioni del 2009 con l'entrata in vigore dello statuto, mancheranno uno o due mesi per beneficiare del regime pensionistico europeo; rileva con soddisfazione che l'Ufficio di presidenza si è occupato della questione e sta collaborando con la DG PERS e i rappresentanti degli APA per trovare soluzioni; chiede che tali soluzioni evitino il più possibile una modifica del regime di assunzione che farebbe loro perdere i diritti acquisiti nella loro assunzione nel 2009;

67.  invita l'amministrazione a provvedere quanto prima all'inizio della prossima legislatura, all'organizzazione di formazioni e/o fornitura di pubblicazioni destinate in particolare ai nuovi APA su questioni di natura pratica/amministrativa (ordini di missione, visite mediche, accreditamento, contrassegni per il parcheggio, gruppi di visitatori, mostre, ecc.), al fine di evitare errori sistematici che compromettano il corretto svolgimento delle procedure amministrative che li riguardano;

68.  riconosce che per talune attività, come ad esempio la gestione delle mense e le pulizie, l'esternalizzazione ha rappresentato la scelta preferita dall'Istituzione e che, di conseguenza, in alcune direzioni generali il numero di agenti esterni nei locali del Parlamento può superare quello dei funzionari;

69.  rileva, tuttavia, che siffatte decisioni di esternalizzazione non riescono a spiegare il ricorso a tutto il personale esterno;

70.  esprime preoccupazione per l'impatto sull'attuale organico dei servizi di ristorazione del Parlamento dell'attuazione della diversificazione in questo settore per la continuità del loro impiego; chiede che siano adottate misure adeguate per garantire il mantenimento dell'occupazione del personale esistente;

71.  rileva che il servizio autisti è stato internalizzato nel 2017 principalmente allo scopo di migliorare la sicurezza dei deputati; osserva che ciò ha permesso all'Istituzione di effettuare controlli di sicurezza sui conducenti prima della loro assunzione e di formare e controllare in maniera continuata il proprio personale; rileva con soddisfazione che il processo di assunzione di 116 autisti e addetti al movimento dei veicoli è stato ultimato nel 2017; chiede che siano comunicati i dettagli dei costi relativi all'internalizzazione del servizio autisti;

72.  sostiene gli sforzi volti a internalizzare il servizio autisti e i progressi compiuti finora; rileva che la procedura per l'internalizzazione del servizio autisti ha consentito un miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi prestati ai deputati e ha permesso di rispondere in modo efficace ed efficiente a situazioni di emergenza imprevedibili o a improvvisi aumenti della domanda;

73.  accoglie con favore l'introduzione di un regime di telelavoro saltuario per il proprio Segretariato generale; è favorevole alla conduzione di un'indagine sul primo anno di telelavoro e chiede che i risultati della valutazione siano condivisi con i deputati e con tutti i servizi parlamentari; è del parere che, se la valutazione risultasse positiva, il sistema dovrebbe essere reso disponibile per l'intero personale, compresi gli APA e gli agenti che lavorano per i gruppi politici;

74.  si compiace del fatto che la promozione delle pari opportunità rimanga un elemento fondamentale della politica di gestione delle risorse umane del Parlamento; deplora vivamente che la tabella di marcia sulla parità di genere continui a non essere pienamente attuata, in particolare per quanto riguarda la rappresentanza femminile nelle cariche direttive di livello intermedio e superiore (40 %) entro il 2020;

75.  deplora vivamente che il numero di donne che occupano posti a livello di direttore generale sia sceso dal 25 % (3 posti) nel 2016 al 17 % (2 posti) nel 2017; sottolinea che la situazione generale non è cambiata rispetto al 2006, allorché la presenza femminile a livello di direttore generale era pari all'11,1 %; evidenzia che l'obiettivo generale per il 2019 era stato fissato al 30 % di donne che ricoprono posti di direttore generale; deplora inoltre che, nello stesso periodo, il numero di donne a livello di direttore sia rimasto pressoché immutato, passando dal 29,6 % nel 2006 al 30 % nel 2017 (14 posti);

76.  richiama l'attenzione sul fatto che l'obiettivo generale per il 2019 era stato fissato al 35% di donne che ricoprono posti di direttore; pone in evidenza che le cifre in questione si discostano ampiamente dalla tabella di marcia sull'uguaglianza di genere e la diversità; considera un tale andamento contrario alla tabella di marcia del Parlamento sull'uguaglianza di genere; chiede formalmente al Segretario generale di spiegare senza indugio alle commissioni BUDG, CONT e FEMM le ragioni alla base del mancato rispetto della tabella di marcia; invita l'Ufficio di presidenza a promuovere, anche al proprio interno, una maggiore presenza femminile nei posti di responsabilità come continuamente richiesto dal Parlamento europeo;

77.  si compiace del fatto che il Segretario generale abbia privilegiato la nomina di capi unità donne, grazie a cui il loro numero è pressoché raddoppiato, passando dal 21 % nel 2006 a quasi il 40 % nel 2018;

78.  si compiace della propria politica di tolleranza zero in materia di molestie sessuali, adottata nel 2017; prende atto altresì delle diverse iniziative attuate e in corso di attuazione per contrastare il fenomeno delle molestie, in particolare una tabella di marcia aggiornata per l'adattamento di misure preventive e di sostegno precoce per far fronte ai conflitti e alle molestie tra deputati e APA, tirocinanti o altri agenti, un audit esterno delle prassi e delle procedure interne all'Istituzione, la creazione di una rete di consulenti di fiducia e l'organizzazione di un'audizione pubblica con esperti in materia di molestie sul luogo di lavoro; rileva che i risultati dell'audit esterno erano attesi per l'inizio di novembre 2018 e ne chiede la comunicazione senza indugio, una volta che siano disponibili; si attende inoltre la piena e trasparente attuazione della tabella di marcia in linea con la risoluzione parlamentare approvata, iniziando o avanzando il più possibile già prima del termine della presente legislatura;

Direzione generale delle Infrastrutture e della logistica (DG INLO)

79.  rileva che la DG INLO disponeva nel 2017 di stanziamenti impegnati per un importo di 267 588 704 EUR, pari a una crescita del 6 % rispetto al 2016 (251 599 697 EUR); è a conoscenza del fatto che a Bruxelles l'edificio Martens è stato ultimato e sottoposto a lavori di sistemazione e adeguamento, è stata inaugurata la Casa della storia europea, è stato acquistato l'edificio Trèves I e sono stati ricostruiti e ampliati altri due siti; constata che a Lussemburgo il progetto KAD procede e che a Strasburgo l'edificio Havel è entrato in servizio nell'aprile 2017, seguito dal Parlamentarium Simone Veil nel mese di luglio dello stesso anno;

80.  osserva che l'Ufficio di presidenza ha approvato la creazione di una Casa d'Europa in diversi uffici d'informazione, progetto che sarà realizzato nel corso dei prossimi anni; chiede al Segretario generale di provvedere affinché le nuove sedi degli Uffici d'informazione siano scelte previa un'attenta analisi costi-benefici e si rammarica che in alcune città, come ad esempio Parigi, siano stati selezionati siti ubicati nelle strade più costose senza un'adeguata giustificazione; chiede che la relazione annuale di attività della DG includa informazioni dettagliate sullo stato di avanzamento dei lavori; invita il Segretario generale a presentare alle commissioni BUDG e CONT i vari progetti approvati dall'Ufficio di presidenza, la motivazione degli stessi e le dotazioni previste prima delle prossime elezioni europee;

81.  prende atto dell'imponente parco infrastrutturale dell'Istituzione, che può essere suddiviso nel modo seguente:

Edifici a Bruxelles

Edifici a Lussemburgo

Edifici a Strasburgo

13 di proprietà

1 di proprietà

5 di proprietà

6 in locazione

6 in locazione

 

659 960 m2

197 873 m2

343 930 m2

Uffici di collegamento del Parlamento

 

Totale

35

di proprietà

11

in locazione

24

superficie

27 737 m2

82.  ricorda che la maggior parte dei propri edifici non sono stati progettati né costruiti tenendo conto dei criteri relativi all'integrità strutturale degli Eurocodici, in quanto tali norme non esistevano all'epoca della loro costruzione; riconosce che ciò implica che la politica immobiliare abbandonerà progressivamente l'acquisto a favore della ristrutturazione e manutenzione;

83.  ricorda la propria dichiarazione sul ruolo esemplare degli edifici nel contesto della direttiva sull'efficienza energetica, affinché siano conformi alle più rigorose norme di efficienza energetica(12); chiede la definizione di una strategia coerente di ristrutturazione a lungo termine per tutti i propri edifici e l'inclusione di specifiche standard per l'estrazione di materiali da costruzione riutilizzabili nei contratti di ristrutturazione edilizia;

84.  prende atto del mandato impartito dall'Ufficio di presidenza al Segretario generale di incaricare la DG INLO di avviare un concorso di architettura per la ristrutturazione dell'edificio Paul-Henri Spaak, prendendo in considerazione soltanto le opzioni B (aggiornamento tecnico) e C (riprogettazione dell'edificio); rileva che l'esito del processo è previsto per il 2019; invita il Segretario generale a elaborare un piano globale relativo alle garanzie da incorporare per scongiurare lo sforamento dei costi oltre il preventivo e assicurare che i contratti prevedano che il Parlamento non intende correre il rischio di simili battute d'arresto; invita inoltre il Segretario generale a presentargli un piano chiaro che includa i costi indiretti di ciascuna ipotesi, in particolare allorché una parte delle attività dovranno svolgersi altrove durante le opere di ristrutturazione e costruzione, nonché a precisare le scelte per far fronte ai rischi di sicurezza senza dover costruire un edificio completamente nuovo;

85.  si rammarica che nel 2017 sono stati impegnati 75 000 EUR a favore dell'installazione sperimentale di modelli innovativi di arredamento e attrezzature da ufficio per i deputati; deplora inoltre il fatto che l'ammodernamento degli uffici dei deputati e dei corridoi nell'edificio Louise Weiss, l'unico edificio del Parlamento sottoposto a lavori di ristrutturazione nel 2016 e 2017, sia costato in totale addirittura 1 157 975 EUR, un aumento considerevole rispetto all'anno precedente (840 260 EUR nel 2016);

86.  ribadisce il profondo rammarico dinanzi alla decisione di sostituire i mobili negli uffici dei deputati e dei loro assistenti a Bruxelles; osserva che la maggior parte dei mobili è perfettamente utilizzabile e in buone condizioni e che pertanto non vi è alcun motivo di sostituirli; ritiene che il semplice parere di alcuni deputati– e non un'indagine generale – non possa costituire di per sé un motivo sufficiente per giustificarne la sostituzione e che le questioni di gusto, moda o stile antiquato indicate dall'amministrazione siano altrettanto inadeguate; insiste sulla necessità che i singoli mobili siano sostituiti unicamente se presentano segni evidenti di deterioramento o di usura o comportano rischi per la salute sul posto di lavoro di natura specifica o generale (ad esempio, il possibile miglioramento dell'ergonomia delle sedie);

87.  chiede al Segretario generale di comunicare alla commissione per i bilanci e alla commissione per il controllo dei bilanci, entro la fine di aprile 2019, in che modo e in quale arco di tempo effettuerà la sistemazione nuova distribuzione degli uffici dei deputati e dei loro assistenti a Bruxelles e in Strasburgo e il costo dei lavori previsti;

88.  insiste sull'importanza del fatto che qualsiasi modifica del mobilio degli uffici dei deputati debba essere debitamente giustificata e spiegata ai deputati che avranno la possibilità di adottare o meno tali modifiche;

89.  prende atto delle conclusioni della Corte in merito alla gestione immobiliare delle istituzioni dell'Unione e rileva che il Parlamento utilizza il 55 % dello spazio per uffici e il 45 % per sale riunioni e altri usi; constata che il Parlamento possiede l'84 % dei propri edifici e sottolinea che tale percentuale è destinata a crescere allorché sarà ultimato l'edificio KAD a Lussemburgo;

90.  esprime profonda preoccupazione per il fatto il KAD avrebbe dovuto essere consegnato originariamente nel 2013 mentre le previsioni attuali per il cantiere est puntano sulla fine del 2019 e per il cantiere ovest sul 2022; sottolinea che l'ingente ritardo è imputabile alla mancanza di esperienza in qualità di operatore immobiliare e al fatto che la prima gara per i lavori di costruzione è andata deserta; esprime sconcerto per il fatto che la successiva crescita del fabbisogno di spazi in locazione abbia comportato costi aggiuntivi di 14,4 milioni di EUR annui, pari a 86 milioni di EUR sul periodo di sei anni;

91.  rileva che il preventivo iniziale di 317,5 milioni di EUR è stato rivisto al rialzo nel 2009, lievitando a 363 milioni di EUR (a prezzi 2005) in ragione di modifiche al progetto; esprime profonda preoccupazione per il fatto che il progetto, che avrebbe dovuto essere pronto entro la fine del 2019, non sia stato ancora ultimato e che il prezzo finale sia quindi a tutt'oggi ignoto, anche se l'Istituzione intende contenere i costi entro l'attuale bilancio di 432 milioni di EUR (a prezzi 2012); rileva che l'edificio sarà completato con sei anni di ritardo e 115 milioni di EUR al di sopra dei costi preventivati; chiede di ottenere la relazione sullo stato di completamento dei lavori all'edificio KAD II entro il 30 giugno 2019;

92.  esprime preoccupazione per l'aumento dell'8 % dell'indice dei prezzi delle opere di edilizia tra il 2012 e il 2017, che potrebbe comportare un ulteriore aumento dei costi di costruzione;

93.  prende atto dell'attuazione della tabella di marcia per la "mobilità elettronica" ai fini della diversificazione, dell'ecologizzazione e dell'elettrificazione del parco veicoli; ricorda la risoluzione sul discarico 2016, votata nell'aprile 2018, in cui si invita l'Ufficio di presidenza a non limitarsi ai veicoli elettrici quale soluzione più ecologica visti i timori espressi in merito alla loro fabbricazione (tra cui la sufficiente disponibilità delle risorse necessarie) e allo smaltimento delle batterie alla fine del loro ciclo di vita; si rammarica comunque del fatto che i deputati non siano stati informati di un'analisi dei carburanti alternativi, quali ad esempio i biocarburanti, i carburanti sintetici o le pile a idrogeno; sottolinea che la diversificazione di un parco veicoli ecologico potrebbe attenuare la dipendenza da un unico fornitore e compensare eventuali future carenze nell'approvvigionamento;

94.  è preoccupato per l'elevata quantità di plastica monouso e di rifiuti plastici generati dalle proprie mense e caffetterie ed esorta l'amministrazione ad eliminare espressamente la possibilità di offrire prodotti di plastica imballati e prodotti di plastica monouso nel prossimo bando di gara per la ristorazione;

95.  rileva la differenza di qualità tra le diverse mense gestite dal medesimo fornitore di servizi; è del parere che tale aspetto vada verificato in maniera più rigorosa e chiede pertanto l'avvio di un'indagine sulla soddisfazione degli utenti; rileva con soddisfazione che i servizi di ristorazione di Strasburgo hanno già iniziato ad offrire pasti personalizzati per l'organico con problemi di tolleranza al glutine, chiede che tale offerta sia consolidata, e sia adottata e generalizzata quanto prima dai fornitori degli altri luoghi di lavoro;

96.  osserva che i tirocinanti hanno diritto a uno sconto di 0,50 EUR sui piatti principali in tutti i ristoranti self-service a Bruxelles e Lussemburgo e di 0,90 EUR a Strasburgo; ritiene tuttavia che, tenendo conto del livello medio della retribuzione percepita dai tirocinanti e dei prezzi elevati applicati negli ultimi tre anni, tali sconti non siano sufficienti per avere un impatto significativo sulle loro finanze; rinnova ancora una volta l'invito al Segretario generale di applicare riduzioni di prezzo in linea con la loro remunerazione;

97.  plaude alla creazione, nel 2017, dell'unità "Verifica ex ante e coordinamento degli appalti pubblici" e di un servizio addetto agli appalti in ciascuna direzione; chiede che nella relazione annuale di attività sia riservata una sezione specifica per le attività di nuove unità;

Direzione generale dell'Interpretazione e delle conferenze, divenuta Direzione generale della Logistica e dell'interpretazione per le conferenze

98.  prende atto dell'aumento del numero medio di ore settimanali durante le quali gli interpreti funzionari prestano servizi di interpretazione in cabina, che ha raggiunto le 14 ore nel 2017; accoglie con favore tale aumento rispetto alle 13 ore e 25 minuti prestati per i servizi di interpretazione in cabina nel 2016; deplora che il cambiamento dell'organizzazione del lavoro, avviato con il nuovo statuto dei funzionari, sia culminato in uno sciopero che ha perturbato il servizio di interpretazione per i deputati; elogia il lavoro svolto per mantenere i servizi di interpretazione essenziali per garantire la prosecuzione dei lavori legislativi;

99.  condanna fermamente l'escalation di tensioni, culminata in un'interruzione di 45 minuti dell'attività dell'Aula a Strasburgo e nell'assenza di sforzi evidenti per allentare siffatte tensioni; plaude all'accordo proposto dal Segretario generale, grazie al quale è stato ripristinato il regolare servizio di interpretazione;

100.  constata che l'attuazione della strategia per l'ammodernamento della gestione delle conferenze in seno all'Istituzione comporta il trasferimento dell'unità Uscieri di conferenza e la creazione di una nuova direzione per l'organizzazione delle conferenze in seno alla DG; chiede che una sezione specifica della relazione annuale di attività sia dedicata alla nuova unità, tra cui una valutazione di attività con indicatori di prestazioni definitivi, oltre alle normali attività della DG;

Direzione generale delle Finanze

101.  rileva che il Segretario generale ha deciso di trasferire dalla DG FINS alla DG PERS diverse mansioni relative ai servizi forniti agli APA e al servizio di formazione professionale dei deputati; deplora che tali trasferimenti non siano stati sufficienti a compensare l'incidenza negativa sulla DG FINS della riduzione del personale nel 2017; chiede una semplificazione dei rimborsi delle spese di viaggio dei deputati, del personale e degli APA, che sfrutti i vantaggi di sistemi quali la firma elettronica (DISP) e la verifica in due fasi; riconosce che le verifiche, seppur necessarie, possono però essere effettuate in modo più efficiente e senza supporto cartaceo;

102.  raccomanda una revisione approfondita delle norme interne che disciplinano le missioni e le trasferte dei funzionari e degli altri agenti del Parlamento europeo come pure delle misure di attuazione del titolo VII del regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea, in particolare allo scopo di uniformare il trattamento degli APA a quello dei funzionari;

103.  constata che la nuova agenzia di viaggi dell'Istituzione, che aveva già lavorato per il Parlamento, prenderà servizio il 1º gennaio 2019; si compiace del fatto che il nuovo contratto preveda condizioni più rigorose, in particolare per quanto riguarda i prezzi dei biglietti e la disponibilità permanente del call center dell'agenzia di viaggi anche nei fine settimana; insiste sull'importanza di un meccanismo di reclamo semplice e conviviale per evidenziare prontamente eventuali carenze, che consenta di risolvere celermente eventuali problemi; evidenzia la necessità di prestare maggiore attenzione alle esigenze specifiche dei deputati e al loro bisogno di servizi personalizzati;

104.  incoraggia la nuova agenzia di viaggi ad adoperarsi per ottenere i prezzi più competitivi per le trasferte di lavoro del Parlamento;

105.  invita a semplificare le procedure di assunzione e i rimborsi per le missioni e le spese di viaggio degli assistenti locali; si rammarica che tali procedure si rivelino spesso lunghe e complesse e determinino significativi ritardi; invita la DG FINS a dare priorità a tale questione;

106.  osserva che i terzi erogatori con i quali i deputati sono tenuti a collaborare nei loro paesi di elezione non sono sufficientemente a conoscenza delle procedure interne del Parlamento; sottolinea che la complessità di tali norme spesso li porta a commettere errori che sono pregiudizievoli per i deputati; ritiene che in merito ai terzi erogatori dovrebbero essere previste attività di formazione o la messa a punto di un vademecum;

Indennità per spese generali (ISG)

107.  prende atto delle attività dell'Ufficio di presidenza riguardo all'indennità per spese generali (ISG), in particolare con la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc incaricato della definizione e pubblicazione delle norme relative all'utilizzo di tale indennità; deplora, tuttavia, che l'unica decisione adottata dall'Ufficio di presidenza si riferisca a un elenco non esaustivo delle spese ammissibili; rileva inoltre che il gruppo di lavoro dell'Ufficio di presidenza ha trovato un accordo sulla necessità che ciascun deputato disponga di un apposito conto bancario dedicato ai finanziamenti ricevuti a titolo dell'ISG;  prende atto della decisione dell'Ufficio di presidenza sull'ISG di applicare le modifiche concordate solo dopo le elezioni del 2019; chiede una completa rendicontazione da parte dei deputati dalle spese a titolo di tale indennità; rileva che precedenti risoluzioni sul discarico hanno evidenziato:

  la necessità di definire, ampliare e pubblicare le norme sull'utilizzo dell'ISG (il che richiede anche un elenco esaustivo delle spese ammissibili),

  la necessità che i deputati conservino tutte le ricevute relative all'ISG;

  la necessità che la quota inutilizzata dell'ISG sia restituita al termine del mandato del deputato;

Fondo di vitalizio volontario

108.  ricorda di aver invitato l'Ufficio di presidenza, il 23 ottobre 1997, a chiedere alla Corte di indagare sul regime di vitalizio volontario dell'Istituzione, il che ha portato alla pubblicazione del parere n. 5/99 della Corte sul "Fondo e regime pensionistico dei deputati al Parlamento europeo"; invita l'Ufficio di presidenza a chiedere alla Corte di formulare un altro parere analogo sul regime pensionistico e sul fondo nel 2019;

109.  ricorda che, in una nota all'Ufficio di presidenza dell'8 marzo 2018, il Segretario generale del Parlamento ha riconosciuto che il fondo pensioni collegato al regime di vitalizio volontario dei deputati "esaurirà il suo capitale ben prima del termine degli obblighi pensionistici e forse già nel 2024"; invita pertanto il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza, nel pieno rispetto dello statuto dei deputati, a definire urgentemente un piano chiaro che consenta al Parlamento di adempiere ai propri obblighi e responsabilità per quanto riguarda il regime di vitalizio volontario dei deputati subito dopo le elezioni del 2019;

110.  prende atto dell'aumento del deficit attuariale stimato del regime di vitalizio volontario, che ha raggiunto i 305,4 milioni di EUR a fine 2017; osserva inoltre che, sempre a fine 2017, l'importo delle attività nette di cui tenere conto e l'impegno attuariale ammontavano, rispettivamente, a 137 milioni di EUR e 442,4 milioni di EUR; rileva che, in quanto tali, le attività coprono appena il 30 % degli impegni del regime di vitalizio volontario;

111.  rammenta che tali passività future previste sono distribuite su diversi decenni, pur superando le attività attualmente disponili, e rileva che l'importo totale versato nel 2017 dal fondo di vitalizio volontario è ammontato a 17,2 milioni di EUR; constata che alla fine del 2017 il fondo contava 661 pensionati e 99 persone a carico;

112.  sottolinea che tale situazione desta preoccupazione per il probabile esaurimento anticipato del fondo, dal momento che quest'ultimo vende attività fisse da diversi anni per far fronte ai propri obblighi di pagamento nei confronti dei pensionati, in quanto il gettito del fondo non è sufficiente a coprire la crescita della spesa pensionistica; ricorda che l'accantonamento per le pensioni e obblighi analoghi è stato calcolato sulla base di un rendimento degli investimenti del 6,5 % annuo, ipotesi fin dall'inizio non sostenibile;

113.  accoglie con favore le proposte del Segretario generale e il consenso sul fatto che quest'ultimo riesaminerà la situazione nel 2020 per verificare se le misure abbiano ridotto a sufficienza il deficit attuariale; si compiace del fatto che il Segretario generale abbia consultato il Servizio giuridico;

114.  rileva che, a seguito di una proposta del Segretario generale del 10 dicembre 2018, l'Ufficio di presidenza ha approvato due modifiche alle norme che disciplinano il regime di vitalizio volontario intese ad approvare l'innalzamento dell'età pensionabile da 63 a 65 anni e l'introduzione di una prelievo del 5 % sui pagamenti pensionistici per i futuri pensionati; invita il Segretario generale a garantire che l'Ufficio di presidenza adotti senza indugio tutte le misure legalmente possibili per migliorare la sostenibilità del fondo e scongiurarne l'esaurimento anticipato; invita il Segretario generale a garantire che l'Ufficio di presidenza adotti una decisione entro la fine della legislatura in corso;

115.  invita il Segretario generale a indagare sui fondamenti giuridici e le potenziali ramificazioni del fondo di vitalizio volontario e, in particolare, sull'eventuale sostenibilità giuridica e finanziaria del Parlamento europeo in quanto garante, dal momento che fondo di vitalizio volontario è un fondo d'investimento lussemburghese piuttosto che un normale fondo pensionistico; sottolinea che tale indagine dovrebbe essere svolta da un soggetto indipendente;

116.  invita il Segretario generale e l'Ufficio di presidenza a esperire ogni sforzo per mantenere al minimo la responsabilità del Parlamento, dal momento che si tratta di denaro pubblico; ricorda che il fondo è stato istituito per garantire ai deputati un regime pensionistico integrativo su base volontaria; ricorda che prima dello statuto dei deputati, introdotto nel 2009, i deputati avevano già diritto a una pensione equivalente a quella dei loro colleghi dei parlamenti nazionali, ad eccezione dei deputati italiani, francesi e lussemburghesi, che potevano pertanto contribuire a un regime pensionistico speciale del Parlamento europeo, istituito nel 1981 al solo scopo di soddisfare le esigenze dei deputati delle tre suddette nazionalità; ricorda pertanto che il fondo di vitalizio volontario ha sempre costituito una pensione puramente integrativa;

117.  richiama l'attenzione sul fatto che due terzi del contributo mensile dei deputati al fondo di vitalizio volontario, pari a 2 236 EUR nel 2006, sono già stati versati a titolo del bilancio del Parlamento per ciascun membro del fondo; ricorda che due soli anni di contributo al fondo garantiscono diritti pensionistici a vita al raggiungimento dell'età pensionabile; rileva che la pensione più elevata versata nel 2018 a titolo del fondo di vitalizio volontario ammontava a 6 262 EUR e che la pensione media ammontava a 1 934 EUR; constata che attualmente (ottobre 2018) 71 deputati in attività di servizio sono affiliati al fondo di vitalizio volontario; fa appello alla coscienza etica ed economica e al senso comune del consiglio di amministrazione, dell'Ufficio di presidenza e dei membri del fondo affinché sostengano tutte le misure volte a limitare il deficit del fondo;

Direzione generale dell'Innovazione e dell'assistenza tecnologica (DG ITEC)

118.  constata che l'indicatore principale della DG ITEC nel 2017 è stata la sua capacità di rispondere, con tempestività ed efficienza, alle richieste degli utenti e dei partner in tutti i settori di attività; constata che i risultati complessivi inerenti alla prossimità dell'assistenza, lo sportello di accoglienza informatica e l'assistenza telefonica sono soddisfacenti, pur essendo necessario uno sforzo supplementare per il servizio di accesso remoto sicuro, che è il secondo aspetto più importante per gli utenti; sottolinea che la reattività non equivale a una soluzione tempestiva dei problemi; fa rilevare che i problemi relativi ai sistemi informatici, come per esempio l'AT4AM, dovrebbero avere precedenza assoluta qualora così non fosse;

119.  ricorda che un proprio pilastro strategico fondamentale in un mondo di comunicazioni aperte è rappresentato dal rafforzamento della sicurezza delle TIC, senza ostacolare l'attività parlamentare dei deputati, del personale e degli APA con norme e requisiti apparentemente arbitrari; sottolinea la necessità che le misure di sicurezza siano concepite su misura in modo da includere tutti i sistemi operativi – iOS e Windows – senza ostacolare il lavoro su un sistema operativo o l'altro; insiste sulla necessità che la DG ITEC tenga conto del maggiore ricorso a iOS e che tutti i servizi a distanza per i dispositivi Windows siano adattati al sistema iOS senza ulteriore indugio; accoglie con favore, al riguardo, l'istituzione di un'unità per la sicurezza delle TIC nel gennaio 2017; deplora la scarsità di esperti qualificati di sicurezza informatica che fossero interessati a candidarsi per un posto di lavoro all'interno della propria amministrazione, soprattutto a causa della competitività del mercato;

120.  si compiace dei due nuovi progetti avviati nel 2017, "From Tablet to Hybrid" e "Mainstreaming Innovation", che rafforzeranno il proprio ambiente di lavoro innovativo e digitale; chiede che la formazione in materia di sicurezza informatica sia prevista ed erogata con tempestività ai deputati, agli APA e al personale e che si concentri sulle loro rispettive esigenze;

121.  invita tutte le DDGG interessate ad adoperarsi per abbandonare i supporti cartacei, avvalendosi di tutti i servizi digitali, come la firma elettronica e le verifiche in due fasi; sottolinea che i moduli elettronici permettono di risparmiare tempo e risorse soltanto se non devono essere stampati, firmati e inviati a un altro ufficio o addirittura in un altro paese, come avviene invece per i moduli per il imborso delle missioni;

122.  sottolinea i costi, le emissioni e i problemi di salute e sicurezza imputabili ai bauli di trasporto per Strasburgo ("cantines") e ne propone l'immediata eliminazione in considerazione delle soluzioni informatiche disponibili, quali la stampa su richiesta, approcci di sistema, come gli uffici senza carta e i dispositivi informatici quali tablet e computer portatili;

123.  sottolinea la conclusione dell'Ufficio di presidenza secondo cui si impone un approccio integrato in materia di sicurezza per garantire un coordinamento ottimale di tutti i servizi competenti per la risposta alle emergenze, il che rende estremamente importante la stretta collaborazione tra la DG ITEC e la Direzione generale della Sicurezza e della protezione (DG SAFE); incoraggia le DDGG a pianificare attività comuni a medio e lungo termine;

124.  invita l'Ufficio di presidenza, in collaborazione con la DG ITEC, a definire misure di mitigazione dei rischi al fine di garantire il buon funzionamento dei lavori parlamentari in caso di danni o interruzioni del sistema; sottolinea l'importanza di un elenco prioritario di servizi che determini l'ordine con cui i diversi servizi devono essere ripristinati il più rapidamente possibile, affinché un servizio minimo continui a funzionare in caso di attacchi informatici; invita l'Ufficio di presidenza a definire un piano di contingenza per le interruzioni di sistema di lunga durata; raccomanda che le centrali di dati diversifichino i siti in cui sono ubicati i loro server al fine di migliorare la sicurezza e la continuità dei servizi informatici del Parlamento;

125.  rinnova l'invito a porre in essere un sistema di allerta rapida in caso di emergenza che consenta alla DG ITEC, in collaborazione con la DG SAFE, di inviare comunicazioni tempestive, per SMS o e-mail, ai deputati e al personale che acconsentano alla pubblicazione dei propri recapiti in un elenco di comunicazione, da utilizzare in specifiche situazioni di emergenza;

Direzione generale della Sicurezza e della protezione

126.  si compiace dei notevoli progressi compiuti nel 2017 nel rafforzamento della sicurezza e protezione dell'Istituzione osserva che sono stati creati perimetri intorno ai siti di Strasburgo e Bruxelles, che è in atto un controllo di sicurezza da parte delle autorità belghe di tutti i dipendenti delle imprese esterne che lavorano presso l'Istituzione e che è stato avviato un progetto interistituzionale di deposito comune con il Consiglio e la Commissione; plaude all'iniziativa di un deposito comune affinché gli oggetti possano essere opportunamente scansionati e controllati prima di raggiungere i locali del Parlamento;

127.  ricorda che l'apertura al pubblico è un tratto distintivo del Parlamento e che occorre mantenere un adeguato equilibrio con i necessari miglioramenti nel settore della sicurezza;

128.  riconosce che le esercitazioni di sicurezza, quali l'evacuazione dell'emiciclo a Strasburgo nel 2018, sono necessarie per prepararsi adeguatamente alle emergenze; sottolinea la necessità di un approccio chiaro e basato sugli insegnamenti tratti onde evitare situazioni potenzialmente pericolose, come ad esempio il fatto che i deputati, il personale e gli APA passino il loro badge sul lettore durante un'evacuazione;

129.  invita il personale di sicurezza della DG SAFE, in caso di evacuazioni, a controllare attentamente l'intero edificio sotto la propria responsabilità, onde garantire una corretta evacuazione e fornire assistenza alle persone non udenti o con altre forme di disabilità; sottolinea che, per quanto riguarda la sicurezza e le emergenze, non dovrebbe essere previsto un trattamento privilegiato per i deputati, né dovrebbe essere fatta alcuna distinzione tra le diverse categorie del personale dell'Istituzione;

130.  rileva, tuttavia, la mancanza di comunicazione in casi di emergenza come quello avvenuto nell'emiciclo di Strasburgo nel dicembre 2018; constata che le procedure possono e devono essere migliorate; chiede che, in caso di emergenza, le norme di sicurezza in vigore siano applicate nel modo più rigoroso possibile per evitare che, in caso di future emergenze, non si ripetano situazioni di incertezza;

131.  chiede di chiarire espressamente che tutti i membri del personale che occupano un posto dirigenziale alla Direzione generale della Sicurezza e della protezione hanno ottenuto un nulla osta di sicurezza;

Tutela degli informatori

132.  riconosce che la segnalazione di irregolarità è fondamentale per scoraggiare attività illegali e atti illeciti; rileva che non vi sono stati casi di denunce di irregolarità parlamentari nel 2017 e nei tre casi del 2016 si trattava di APA, che sono stati tutti licenziati dai rispettivi deputati; ritiene di non poter ispirare fiducia nel proprio personale in generale, né di garantire la necessaria tutela giuridica agli APA in particolare o a chiunque intenda denunciare irregolarità; invita il Segretario generale a ovviare con urgenza a tale questione;

133.  evidenzia la posizione vulnerabile degli APA e dei tirocinanti impiegati dai deputati riguardo alle norme a tutela degli informatori; constata con grande preoccupazione il fatto che il Segretario generale ha riconosciuto che, sebbene la normativa sugli informatori si applichi agli APA, il Parlamento non è in grado di garantire la tutela dell'occupazione; esorta il Segretario generale ad applicare agli APA che denunciano irregolarità misure correttive analoghe a quelle previste per gli APA vittime di molestie, come ad esempio il trasferimento a un altro posto e il versamento dello stipendio sino al termine del loro contratto; esorta il Segretario generale ad affrontare senza indugio tale situazione e a conformarsi agli obblighi giuridici che incombono al Parlamento in virtù dello statuto dei funzionari di tutelare gli informatori per tutte le categorie di personale dell'Unione;

Un Parlamento ecocompatibile

134.  si compiace del contributo positivo allo sviluppo sostenibile attraverso il proprio ruolo politico e il proprio ruolo nelle procedure legislative; è consapevole del proprio impatto ambientale, che monitora e migliora costantemente mediante la certificazione del Sistema di ecogestione e audit (EMAS) e la propria politica ambientale;

135.  si compiace, nel contesto della politica dell'Unione in materia di energia e clima per il 2030 e oltre, delle misure supplementari volte a compensare le emissioni inevitabili; invita il Parlamento a definire nuove politiche di compensazione della CO2;

136.  elogia l'impegno dell'Istituzione per gli appalti pubblici verdi; constata che nel 2017 il 40,71 % dei contratti è stato classificato come "verde", il 10,96 % "verde chiaro" mentre il 48,33 % non aveva alcuna dimensione ambientale; incoraggia l'Istituzione ad accrescere ulteriormente la quota degli impegni in materia di appalti pubblici verdi;

137.  accoglie con favore il progetto pilota relativo agli scooter elettrici per gli spostamenti di lavoro tra gli edifici delle istituzioni dell'Unione, ma anche per il pendolarismo tra il domicilio e il luogo di lavoro; rileva, tuttavia, che la prestazione dei veicoli è inferiore alle previsioni; incoraggia il Parlamento ad adoperarsi affinché il contraente migliori le capacità dei veicoli, in particolare la batteria;

138.  accoglie con favore, nel contesto della politica energetica e climatica dell'Unione per il 2030 e oltre, le ulteriori misure per ridurre le emissioni e compensare le emissioni inevitabili al fine di diventare un'istituzione al 100 % esente da emissioni di carbonio; invita l'Istituzione a dare l'esempio sviluppando ulteriormente le politiche di compensazione delle emissioni di CO2 nei propri locali;

Relazione annuale sui contratti aggiudicati

139.  ricorda che il regolamento finanziario e le relative modalità di applicazione(13) stabiliscono le informazioni che devono essere fornite all'autorità di bilancio e al pubblico per quanto riguarda l'aggiudicazione di contratti da parte dell'istituzione; rileva che il regolamento finanziario prevede la pubblicazione dei contratti aggiudicati con un valore superiore a 15 000 EUR, valore che corrisponde alla soglia oltre la quale è obbligatoria una procedura competitiva;

140.  rileva che su un totale di 224 contratti aggiudicati nel 2017, 79 erano basati su procedure aperte o ristrette, con un valore di 517 milioni di EUR, e 145 su procedure negoziate, con un valore totale di 70 milioni di EUR; osserva che il numero totale di contratti aggiudicati con procedure negoziate è leggermente diminuito, in termini di valore in percentuale del valore totale degli appalti aggiudicati, passando dal 14 % nel 2016 al 12 % nel 2017, sebbene in termini di volume si sia registrato un aumento prossimo al 10 % tra il 2016 e il 2017 (70,5 milioni di EUR nel 2017, rispetto ai 64,28 milioni di EUR del 2016);

141.  rileva che la ripartizione dei contratti aggiudicati nel 2017 e nel 2016, per tipo di contratto, è la seguente:

Tipo di contratto

2017

2016

Numero

Percentuale

Numero

Percentuale

Servizi

Forniture

Lavori

Edifici

177

36

11

0

79 %

16 %

5 %

0 %

170

36

13

1

77 %

16 %

6 %

1 %

Totale

224

100 %

220

100 %

Tipo di contratto

2017

2016

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Servizi

446 313 270

76 %

246 512 789

49 %

Forniture

133 863 942

23 %

155 805 940

31 %

Lavori

6 892 972

1 %

97 640 851

19 %

Edifici

0

0 %

1 583 213

1 %

Totale

587 070 184

100 %

501 542 793

100 %

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2017, pag. 6)

142.  rileva che la ripartizione dei contratti stipulati nel 2017 e 2016 per tipologia procedurale, in termini di numero e valore, è la seguente:

Tipo di procedura

  

2017

2016

Numero

Percentuale

Numero

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezionale

78

1

145

-

-

35 %

1 %

64 %

-

-%

71

7

141(14)

-

1

32 %

3 %

64 %

-

1

Totale

224

100 %

220

100 %

Tipo di procedura  

2017

2016

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezione

488 368 460

2820000 070 501 724

-

-

83 %

5 %

12 %

-

- %

408 040 332

29 190 756

64 284 705(15)

-

27 000

81,6 %

13 %

- %

-

-

Totale

587 070 184

100 %

501 542 793

100 %

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2017, pag. 8)

Gruppi politici (linea di bilancio 4 0 0)

143.  constata che nel 2017 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 0 destinati ai gruppi politici e ai deputati non iscritti sono stati utilizzati nel modo seguente:

Gruppo

2017

2016

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Partito popolare europeo (PPE)

17 790

8 150

19 330

108,66 %

6 610

17 440

8 907

18 303

105,19 %

8 005

Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici (S&D):

15 610

5 469

15 268

97,81 %

5 812

15 327

5 802

15 713

102,51 %

5 417

Conservatori e riformisti europei (ECR)

6 200

2 810

6 051

97,60 %

2 959

6 125

2 518

5 835

95,25 %

2 809

Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (ALDE)

5 711

1 694

5 596

98 %

1 809

5 759

2 366

6 448

111,98 %

1 676

I Verdi/Alleanza libera europea (Verts/ALE)

4 333

1 826

4 583

105,76 %

1 578

4 180

1 557

3 921

93,82 %

1 815

Gruppo confederale della Sinistra unita europea/Sinistra verde nordica GUE/NGL)

4 421

1 407

4 571

103,39 %

1 257

4 340

1 729

4 662

107,43  %

1 407

Europa della Libertà e della Democrazia diretta (EFDD)

3 654

1 917

3 523

96,41 %

1 827

3 820

1 873

2 945

77,10 %

1 910

Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF)

2 719

846

2 474

91 %

1 091

3 273

765

827

25,27 %

846

Deputati non iscritti

929

257

494

53,18 %

318

772

216

616

79,90 %

257

Totale

61 367

24 394

61 890

100,85 %

23 261

60 996

25 733

59 059

96,82 %

24 142

*   Tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR

144.  si compiace del fatto che il revisore esterno indipendente per i gruppi politici abbia espresso soltanto giudizi senza rilievi; sottolinea che si tratta di un elemento positivo rispetto alla procedura di discarico al Parlamento per l'esercizio 2016, in cui il revisore esterno indipendente aveva emesso un giudizio con rilievi nei confronti di un gruppo politico;

Partiti politici europei e fondazioni politiche europee

145.  osserva che l'Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (APPF) è stata istituita nel 2016 con il compito di valutare le richieste di registrazione, registrare nuovi partiti e fondazioni dell'Unione, monitorare il loro finanziamento e imporre sanzioni in caso di inadempienza degli obblighi previsti; constata che è diventata pienamente operativa nel 2017;

146.  osserva che nel 2017 l'APPF non disponeva di risorse sufficienti, in particolare risorse umane, per svolgere i compiti che è stata incaricata di espletare; rileva che la Commissione, il Consiglio e il Parlamento hanno deciso di stanziare risorse supplementari a favore dell'APPF nel bilancio 2019; sottolinea che avrebbero dovuto essere messe a disposizione risorse umane sufficienti fin dall'inizio, vista l'importanza del lavoro dell'Autorità;

147.  esprime preoccupazione per il fatto che, in sette casi, l'Ufficio di presidenza ha dovuto decidere di introdurre misure di attenuazione dei rischi per tutelare gli interessi finanziari dell'Unione a causa dell'instabilità finanziaria e amministrativa o del sospetto di gravi irregolarità o di un procedimento in corso relativo al mancato rispetto dei principi su cui si fonda l'Unione;

148.  rileva che nel 2017 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 2 sono stati utilizzati nel modo seguente(16):

Partito

Abbr.

Risorse proprie

Sovvenzione del Parlamento

Totale entrate(17)

Sovvenzione PE in % delle spese ammissibili (max. 85 %)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve) o perdite

Partito popolare europeo

PPE

1 548 409

8 018 034

12 118 607

85 %

-

Partito dei socialisti europei

PSE

1 335 161

6 901 688

8 518 219

 

85 %

 

-84 178

Partito dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa

ALDE

693 618

2 449 108

3 586 785

85 %

 

159 481

Partito Verde Europeo

PVE

1 006 971

1 865 999

3 064 646

73 %

 

150 000

Alleanza dei conservatori e riformisti europei

AECR

316 291

1 439 310

1 755 601

 

 

85 %

 

 

-565 789

Partito della sinistra europea

EL

297 363

1 342 594

1 705 284

 

85 %

 

1 374

Partito Democratico Europeo

PDE

106 162

532 072

638 234

85 %

 

1

Democratici UE

EUD

-

-

-

-

-

Alleanza libera europea

ALE

153 856

779 408

1 045 014

85 %

808

Movimento politico cristiano europeo

ECPM

107 018

499 993

627 808

84 %

2 143

Alleanza europea per la libertà

EAF

-

 

-

 

-

 

-

-

Alleanza europea dei movimenti nazionali europei

AEMN

74 076

342 788

445 568

85 %

6 344

Movimento per un'Europa delle libertà e della democrazia

MELD

127 900

525 296

775 467

85 %

-20 184

Alleanza per la pace e la libertà

APL

29 775

27 055

56 830

85 %

22 471

Coalizione per la vita e la famiglia

CLF/CVF

-

-

-

-

-

Totale

 

5 796 602

24 723 344

34 338 065

 

-327 530

149.  rileva che nel 2017 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 3 sono stati utilizzati nel modo seguente(18):

Fondazione

Abbr.

Partito di affiliazione

Risorse proprie

Sovvenzione finale PE

Totale entrate

Sovvenzione PE in % delle spese ammissibili (max. 85 %)

Centro Wilfried Martens per gli studi europei

WMCES

PPE

1 020 598

5 042 165

6 062 764

85 %

Fondazione europea di studi progressisti

FEPS

PSE

915 754

4 221 134

5 136 888

85 %

Forum liberale europeo

ELF

ALDE

254 994

1 164 869

1 419 863

85 %

Fondazione verde europea

GEF

PVE

201 899

1 090 052

1 291 951

85 %

Trasformare l'Europa

TE

EL

229 957

929 481

1 159 438

85 %

Istituto dei democratici europei

IED

PDE

50 768

264 390

315 158

85 %

Centro Maurits Coppieters

CMC

ALE

90 867

365 038

455 905

85 %

Una nuova direzione - Fondazione per la riforma europea

ND

AECR

278 837

1 412 218

1 691 055

85 %

Fondazione europea per la libertà

EFF

EAF

-

-

-

-

Fondazione politica cristiana per l'Europa

SALLUX

ECPM

69 056

310 164

379 220

83 %

Identità e tradizioni europee

ITE

AEMN

43 963

212 402

256 365

85 %

Fondazione per un'Europa delle nazioni e della libertà

FENL

MELD

77 400

447 972

525 372

85 %

Europa Terra Nostra

ETN

APL

37 791

41 428

79 219

85 %

Fondazione Pegasus

FP

CLF/CVF

-

-

-

-

Totale

 

 

3 271 884

15 501 313

18 773 197

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

20.2.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, Dennis de Jong, Tamás Deutsch, Martina Dlabajová, Luke Ming Flanagan, Ingeborg Gräßle, Jean-François Jalkh, Wolf Klinz, Bogusław Liberadzki, Georgi Pirinski, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Bart Staes, Derek Vaughan, Tomáš Zdechovský, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

José Blanco López, Julia Pitera

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Rosa D’Amato, John Flack, Czesław Hoc

Votazione per appello nominale sull'emendamento 88

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

10

+

ALDE

EFDD

GUE/NGL

S&D

Verts/ALE

Nedzhmi Ali

Rosa D'Amato

Dennis de Jong

Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, José Blanco López, Bogusław Liberadzki, Georgi Pirinski, Derek Vaughan

Bart Staes

10

-

ENF

GUE/NGL

PPE

Jean-François Jalkh

Luke Ming Flanagan

Tamás Deutsch, Ingeborg Gräßle, Julia Pitera, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Tomáš Zdechovský, Joachim Zeller

1

0

ALDE

Martina Dlabajová

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

20

+

ALDE

Nedzhmi Ali, Martina Dlabajová, Wolf Klinz

ENF

Jean-François Jalkh

GUE/NGL

Luke Ming Flanagan, Dennis de Jong

PPE

Tamás Deutsch, Ingeborg Gräßle, Julia Pitera, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Tomáš Zdechovský, Joachim Zeller

S&D

Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, Bogusław Liberadzki, Georgi Pirinski, Derek Vaughan

Verts/ALE

Bart Staes

4

-

ECR

John Flack, Czesław Hoc

EFDD

Rosa D'Amato

S&D

José Blanco López

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

GU L 51 del 28.2.2017.

(2)

GU C 348 del 28.9.2018, pag. 1.

(3)

GU C 411 del 13.11.2018, pag. 1.

(4)

GU C 357 del 4.10.2018, pag. 1.

(5)

GU C 357 del 4.10.2018, pag. 9.

(6)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(7)

GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.

(8)

PE 422.541/BUR.

(9)

Regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020.

(10)

P7_TA(2013)0498

(11)

GU C 436 del 24.11.2016, pag. 2.

(12)

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2012-0306+0+DOC+XML+V0//IT

(13)

Regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre 2012, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione (GU L 362 del 31.12.2012, pag. 1).

(14)

Sono comprese le concessioni aggiudicate nel 2016 in assenza di un quadro giuridico.

(15)

Sono comprese le concessioni aggiudicate nel 2016 in assenza di un quadro giuridico.

(16)

Tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR.

(17)

Le entrate totali includono i riporti dell'anno precedente a norma dell'articolo 125, paragrafo 6, del regolamento finanziario

(18)

Tutti gli importi sono espressi in migliaia di EUR.

Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2019Avviso legale