Procedura : 2018/2119(INI)
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Ciclo del documento : A8-0159/2019

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A8-0159/2019

Discussioni :

PV 13/03/2019 - 17
CRE 13/03/2019 - 17

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PV 13/03/2019 - 19.13

Testi approvati :

P8_TA(2019)0201

RELAZIONE     
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4.3.2019
PE 631.920v02-00 A8-0159/2019

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2019

(2018/2119(INI))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Tom Vandenkendelaere

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2019

(2018/2119(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e, in particolare, l'articolo 121, paragrafo 2, gli articoli 126 e 136 e il protocollo n. 12,

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  visto il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria,

–  visto il regolamento (UE) n. 1175/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche(1),

–  vista la direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell'8 novembre 2011, relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1174/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulle misure esecutive per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nella zona euro(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1177/2011 del Consiglio, dell'8 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1173/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, relativo all'effettiva esecuzione della sorveglianza di bilancio nella zona euro(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro(7),

–  visto il regolamento (UE) n. 472/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri nella zona euro che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria(8),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 21 novembre 2018 intitolata "Analisi annuale della crescita 2019: per un'Europa più forte di fronte all'incertezza globale" (COM(2018)0770), e la "Relazione 2019 sul meccanismo di allerta" (COM(2018)0758),

–  vista la relazione annuale del Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche del 10 ottobre 2018,

–  viste le previsioni economiche europee elaborate dalla Commissione (autunno 2018 e inverno 2019),

–  visto il regolamento (UE) 2017/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che istituisce il programma di sostegno alle riforme strutturali per il periodo 2017-2020 e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 1305/2013(9),

–  vista la relazione sull'invecchiamento del 2018, pubblicata dalla Commissione il 25 maggio 2018,

–  vista la raccomandazione di raccomandazione del Consiglio del 21 novembre 2018 sulla politica economica della zona euro (COM(2018)0759),

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sul miglioramento del funzionamento dell'Unione europea sfruttando le potenzialità del trattato di Lisbona(10),

–  visti la relazione dei cinque presidenti del 22 giugno 2015, dal titolo "Completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa", il Libro bianco della Commissione, del 1° marzo 2017, sul futuro dell'Europa e il documento di riflessione della Commissione, del 31 maggio 2017, sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria,

–  vista la relazione dell'Eurogruppo, destinata ai leader, sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria (UEM), del 4 dicembre 2018,

–  vista la dichiarazione del Vertice euro del 14 dicembre 2018,

–  viste la risoluzione del Comitato europeo delle regioni del 10 ottobre 2018 sulle politiche economiche per la zona euro e l'analisi annuale della crescita 2019(11),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari, i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per lo sviluppo regionale, nonché la posizione sotto forma di emendamenti della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0159/2019),

A.  considerando che l'economia europea è ormai entrata nel settimo anno di crescita ininterrotta; che i tassi di crescita del PIL della zona euro e dell'UE sono stati adeguati al ribasso con una crescita rispettivamente pari all'1,3 % e all'1,5 % nel 2019 e all'1,6 % e all'1,8 % (UE-27) nel 2020; che il tasso di crescita dovrebbe ridursi ulteriormente, anche a causa delle crescenti preoccupazioni circa le prospettive di crescita globale; che persistono divergenze tra gli Stati membri sotto il profilo economico e dell'occupazione;

B.  considerando che il tasso di disoccupazione nella zona euro e nell'UE nel dicembre 2018 era pari, rispettivamente, al 7,9 % e al 6,6 %; che in molti Stati membri detto tasso rimane al di sopra dei livelli precedenti la crisi, in particolare nel caso della disoccupazione di lunga durata, mentre la disoccupazione giovanile rimane elevata in diversi Stati membri;

C.  considerando che il tasso di occupazione nell'UE è in crescita, anche se in modo disomogeneo tra gli Stati membri; che il numero di persone che lavorano ha raggiunto il livello più alto mai registrato nella zona euro, attestandosi a 146 milioni nel terzo trimestre del 2018; che molti, tra i nuovi posti di lavoro creati, sono a tempo parziale;

D.  considerando che la crescita economica rimane vulnerabile e varia tra gli Stati membri in un contesto di continue tensioni geopolitiche, che influiscono sul commercio globale, e di persistenti incertezze legate alle future relazioni dell'Unione con il Regno Unito;

E.  considerando che l'Europa si trova ancora ad affrontare una carenza di investimenti, anche se per anni ha beneficiato di tassi di interesse eccezionalmente bassi e che le condizioni di finanziamento restano favorevoli;

F.  considerando che, secondo Eurostat, si prevede che entro il 2080, nell'UE, l'indice di dipendenza degli anziani aumenterà passando dal 29,3 % del 2016 al 52,3 %, il che corrisponde a meno di due persone in età lavorativa per ogni anziano; che, a tale riguardo, esistono notevoli differenze tra gli Stati membri;

G.  considerando che negli ultimi due decenni la produttività totale dei fattori nella zona euro è rimasta indietro rispetto a quella delle principali economie globali;

H.  considerando che il rapporto tra debito pubblico e PIL della zona euro dovrebbe mantenere la tendenza discendente degli ultimi anni, passando dall'87 % circa nel 2018 all'85 % circa nel 2019; che, tuttavia, in base alle stime della Commissione, dieci Stati membri dovrebbero avere un rapporto tra debito pubblico e PIL superiore al 60 % nel 2019 e che in sette Stati membri il rapporto rimarrà superiore al 90 %; che in alcuni Stati membri le misure per la riduzione del debito sono state attuate lentamente; che cinque Stati membri della zona euro con elevati rapporti tra debito pubblico e PIL hanno previsto di registrare un notevole disavanzo strutturale nel 2019;

I.  considerando che, nel 2019, non sono previsti disavanzi superiori alla soglia del 3 % del PIL per nessuno Stato membro della zona euro e che, nel 2018, il disavanzo nominale aggregato della zona euro dovrebbe aver subito un calo, giungendo allo 0,6 % del PIL, per poi registrare un lieve incremento nel 2019 e attestarsi allo 0,8 %;

J.  considerando che la sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche degli Stati membri è fonte di preoccupazione per l'equità intergenerazionale;

K.  considerando che gli avanzi delle partite correnti hanno raggiunto il culmine nel 2017 e dovrebbero ridursi leggermente per attestarsi intorno al 3,6% del PIL nella zona euro e al 2,3% del PIL nell'UE, rispettivamente nel 2019 e nel 2020, risultando quindi tra i più elevati al mondo;

1.  accoglie con favore l'analisi annuale della crescita 2019, che ribadisce l'importanza di: 1) aumentare gli investimenti di elevata qualità; 2) attuare riforme che accrescano la produttività, l'inclusività e la qualità istituzionale; e 3) garantire stabilità macrofinanziaria e l'equilibrio delle finanze pubbliche;

2.  esorta l'UE e i suoi Stati membri ad agire in maniera risoluta e concertata per conseguire l'obiettivo di una crescita inclusiva e sostenibile, ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti delle generazioni future e ad assicurare l'equità intergenerazionale attraverso la sostenibilità e l'adeguatezza delle finanze pubbliche e dei nostri sistemi di sicurezza sociale, e in tal modo il futuro del nostro stato sociale;

3.  rileva che la relazione sull'invecchiamento 2018 della Commissione indica che, nel caso in cui le politiche rimangano inalterate, si prevede un aumento del costo di bilancio correlato alle pensioni, all'assistenza sanitaria e all'assistenza di lungo periodo nei prossimi decenni, dal momento che la popolazione europea continua a invecchiare in misura significativa;

4.  sollecita gli Stati membri a prepararsi a tali sviluppi demografici: 1) attuando riforme strutturali equilibrate da un punto di vista sociale per ridurre tali costi; 2) rafforzando la crescita della produttività, che è essenziale per garantire una crescita economica forte e sostenibile in futuro; e 3) creando adeguate riserve di bilancio per far fronte all'aumento dei costi di bilancio;

5.  si compiace del fatto che il tasso di occupazione nell'UE sia in crescita, anche se in modo disomogeneo tra gli Stati membri; osserva che in alcuni Stati membri la disoccupazione di lunga durata e la disoccupazione giovanile rimangono elevate, il che rende necessario proseguire con le riforme e gli investimenti per agevolare l'ingresso dei giovani e dei disoccupati di lungo periodo nel mercato del lavoro;

6.  esorta la Commissione a promuovere ulteriormente l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria (UEM), conformemente alla tabella di marcia concordata;

7.  invita la Commissione ad attribuire nella sua agenda massima priorità al completamento del mercato unico;

Realizzare investimenti di elevata qualità

8.   sottolinea che per assicurare equità tra le generazioni sul lungo termine, gli Stati membri devono aumentare la produttività mediante investimenti produttivi, ad esempio in progetti infrastrutturali sostenibili che migliorano la crescita, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), al fine di stimolare la tanto necessaria crescita economica potenziale;

9.   accoglie con favore il contributo positivo apportato dal piano di investimenti per l'Europa alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro; sottolinea che il Parlamento ha già adottato la sua posizione negoziale sul programma InvestEU e chiede che venga raggiunto quanto prima un accordo politico a livello interistituzionale; prende atto della proposta della Corte dei conti europea di migliorare la distribuzione geografica degli investimenti sostenuti dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS);

10.  rileva che, nonostante i risultati positivi conseguiti dal piano d'investimento per l'Europa, nella zona euro permane un divario negli investimenti; sottolinea che, nell'attuale contesto di segnali di rallentamento dell'economia e di aumento dei rischi e delle sfide esterne, gli investimenti pubblici e privati rivestono un ruolo importante nell'agevolare la crescita e la convergenza a livello europeo;

11.   ricorda che, nell'utilizzare il margine di bilancio, gli Stati membri sono tenuti a operare una distinzione tra investimenti pubblici produttivi di lungo termine e spesa corrente;

12.   sottolinea che l'aumento della crescita della produttività richiede investimenti in competenze, innovazione, automazione, digitalizzazione, ricerca e sviluppo, mobilità e infrastrutture sostenibili, in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020; mette in risalto la necessità di investire nel capitale sia fisico che umano e invita pertanto gli Stati membri a garantire la parità di accesso all'istruzione permanente, al miglioramento delle competenze e alla riconversione professionale;

13.  è dell'avviso che l'attuazione di riforme volte ad eliminare gli oneri burocratici sproporzionati per gli investimenti faciliterebbe l'attività economica e creerebbe condizioni favorevoli alla crescita a lungo termine;

14.   sottolinea che gli investimenti esteri diretti intraeuropei possono portare a un incremento della produttività sia per le imprese che investono sia per le imprese locali delle regioni ospitanti e contribuiscono inoltre a generare convergenza economica in Europa; ritiene che norme chiare e prevedibili, condizioni di parità e costi ridotti di adeguamento alla normativa siano fattori fondamentali per attrarre gli investimenti;

15.   pone l'accento sull'urgenza di un'unione dei mercati di capitali a pieno titolo, visto che una migliore integrazione dei mercati finanziari potrebbe condurre a meccanismi di condivisione del rischio tra privati e di riduzione dei rischi, facilitare l'accesso ai finanziamenti per l'economia reale e incentivare investimenti privati sostenibili;

Concentrare gli sforzi di riforma sulla crescita della produttività, l'inclusività e la qualità istituzionale

16.  ricorda che, a parità di condizioni, l'invecchiamento della forza lavoro può costituire un ostacolo per la crescita della produttività europea nei prossimi decenni; continua a nutrire preoccupazioni per la scarsa competitività e la scarsa crescita della produttività dell'UE ed esorta pertanto gli Stati membri ad attuare riforme strutturali che migliorino la produttività e siano equilibrate da un punto di vista sociale;

17.  sottolinea l'urgenza di rivedere sia l'adeguatezza che la sostenibilità finanziaria di lungo periodo dei regimi pensionistici pubblici nazionali; pone l'accento sulla necessità di riformare detti regimi negli Stati membri interessati al fine di garantire una sostenibilità di lungo termine;

18.  condivide il parere della Commissione secondo cui una maggiore crescita della produttività e l'inclusività dovrebbero essere un obiettivo fondamentale delle riforme nazionali;

19.  sottolinea l'importanza di aumentare il tasso di partecipazione della forza lavoro, anche al fine di contribuire al mantenimento della sostenibilità dei sistemi di sicurezza sociale, in particolare alla luce del crescente tasso di dipendenza; invita pertanto gli Stati membri ad adottare misure per incentivare l'integrazione dei giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano (NEET) e dei rifugiati nel mercato del lavoro;

20.  osserva che un'imposizione fiscale elevata può rappresentare un ostacolo agli investimenti e all'occupazione; invita a una spostamento del carico fiscale per ridurre gli elevati oneri che gravano sul lavoro in Europa; ritiene altresì che la riduzione degli oneri fiscali per i redditi bassi e medi possa condurre a un aumento della domanda e stimolare la crescita; sottolinea la necessità di migliorare la riscossione delle imposte e di coordinare più efficacemente le pratiche amministrative nel settore fiscale e si compiace degli sforzi profusi dagli Stati membri nell'attuare riforme in tale direzione;

21.  rileva che la digitalizzazione, la globalizzazione, l'intelligenza artificiale, l'automazione e i cambiamenti tecnologici offrono un grande potenziale di crescita, stanno trasformando radicalmente i nostri mercati del lavoro e incidono sulle dinamiche di crescita delle economie europee;

22.  sottolinea che per mobilitare una popolazione in età lavorativa in calo occorreranno lavoratori più versatili e qualificati, unitamente a mercati del lavoro più dinamici, apprendimento e formazione permanenti, miglioramento delle competenze e riconversione professionale della forza lavoro, legami più forti tra i sistemi di istruzione e formazione e le imprese, nonché sistemi di sicurezza sociale accessibili; insiste sulla necessità di tenere debitamente conto di tali principi al fine di sostenere mercati del lavoro inclusivi e ben funzionanti e promuovere l'occupazione di qualità, come indicato dal pilastro europeo dei diritti sociali;

23.  pone l'accento sul fatto che le piccole e medie imprese (PMI), motore importante dell'occupazione, non sono in grado di sfruttare appieno il potenziale del mercato unico europeo a causa di barriere legislative e amministrative; esorta la Commissione a ridurre tali ostacoli e a far fronte alla concorrenza e alla tassazione sleali tra PMI e multinazionali; sottolinea l'importanza di proseguire la lotta contro la frode, l'evasione e l'elusione fiscale;

24.  ricorda l'importanza di un contesto normativo e amministrativo favorevole alle imprese, che tenga debitamente conto della tutela ei consumatori, al fine di agevolare il loro accesso ai finanziamenti e la raccolta di fondi a livello transfrontaliero; accoglie con favore l'attenzione attribuita dall'analisi annuale della crescita alla necessità di migliorare l'efficacia della pubblica amministrazione, che dovrebbe interessare tutti i livelli di governo; esorta gli Stati membri a rimuovere gli ostacoli superflui per gli investimenti privati e pubblici a livello locale e regionale;

25.  sottolinea che per far fronte a potenziali shock futuri è necessario compiere progressi nell'approfondimento dell'UEM; ricorda che l'approfondimento dell'UEM necessiterà di un forte impegno politico, una governance efficace e una responsabilità democratica; rammenta l'importanza di un settore bancario resiliente e di una regolamentazione efficiente e adeguata per salvaguardare la stabilità finanziaria; chiede che l'unione bancaria sia gradualmente completata con un sistema europeo di assicurazione dei depositi credibile e che siano compiuti sforzi costanti per ridurre i crediti deteriorati; prende atto dell'incarico conferito dal Vertice euro all'Eurogruppo di lavorare all'elaborazione di uno strumento di bilancio per la convergenza e la competitività;

Garantire la stabilità macroeconomica e la solidità delle finanze pubbliche

26.   evidenzia che la stabilità macrofinanziaria e la solidità delle finanze pubbliche continuano a essere il presupposto per una crescita sostenibile;

27.  rileva che una percentuale più elevata di anziani implica una spesa maggiore per l'assistenza sanitaria, l'assistenza agli anziani e le pensioni; constata altresì che, in una società che invecchia, a parità di condizioni, la percentuale delle persone in età lavorativa è in calo rispetto alla percentuale di anziani, il che significa che vi sono meno contribuenti in età lavorativa per ogni anziano; sottolinea che ciò grava pesantemente sulle finanze pubbliche degli Stati membri che non hanno attuato le riforme necessarie, minandone la sostenibilità;

28.  chiede agli Stati membri che presentano elevati livelli di disavanzo e di debito pubblico di profondere continui sforzi per ridurli; riconosce gli sforzi compiuti da taluni Stati membri per risanare le loro finanze pubbliche, ma deplora che alcuni di essi abbiano perso l'occasione di attuare le riforme necessarie; sottolinea che alcuni Stati membri con buoni margini di bilancio hanno provveduto a un ulteriore consolidamento, contribuendo in tal modo a un avanzo delle partite correnti nella zona euro;

29.  si compiace degli sforzi della Commissione volti, da un lato, a incoraggiare gli Stati membri che presentano un disavanzo delle partite correnti o un elevato debito estero a migliorare la propria competitività e, dall'altro, a incentivare gli Stati membri con ampio avanzo delle partite correnti a promuovere la domanda incrementando la crescita delle retribuzioni in linea con la crescita della produttività, e a stimolare quest'ultima promuovendo gli investimenti;

30.  esorta gli Stati membri a creare congrue riserve di bilancio per le generazioni presenti e future; chiede che il Patto di stabilità e crescita (PSC) sia rispettato e attuato in maniera coerente, comprese le sue clausole di flessibilità, al fine di salvaguardare le finanze pubbliche responsabili; ricorda l'importanza dell'applicazione coerente delle norme di bilancio onde garantire la fiducia dei mercati finanziari, fondamentale per attrarre investimenti;

31.  accoglie con favore la proposta del Comitato consultivo europeo di semplificare nettamente le regole di bilancio al fine di migliorare ulteriormente l'attuale quadro fiscale dell'UE; sottolinea che la flessibilità, come stabilito dalle regole del Patto di stabilità e crescita, consente agli Stati membri di determinare un buon equilibrio tra l'obiettivo di garantire una politica fiscale prudente e responsabile e quello di incentivare investimenti produttivi; invita la Commissione a tener conto di tutti i fattori specifici per paese ai fini delle sue analisi di sostenibilità del debito;

Titolarità nazionale

32.  ricorda che il grado di attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese è troppo basso; ritiene che il semestre europeo debba concentrarsi sulla titolarità nazionale; esorta i parlamenti nazionali e regionali a discutere delle relazioni per paese e delle raccomandazioni specifiche per paese e a dialogare con gli attori interessati; evidenzia che un semestre europeo più efficiente e più mirato potrebbe aumentare la titolarità;

°

°  °

33.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 12.

(2)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 41.

(3)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 8.

(4)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 33.

(5)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.

(6)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 1.

(7)

GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11.

(8)

GU L 140 del 27.5.2013, pag. 1.

(9)

GU L 129 del 19.5.2017, pag. 1.

(10)

GU C 252 del 18.7.2018, pag. 215.

(11)

GU C 461 del 21.12.2018, pag. 1.


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (31.1.2019)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2019

(2018/2119(INI))

Relatore: Andrey Kovatchev

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  invita la Commissione ad adeguare il processo del semestre europeo a un nuovo quadro strategico a lungo termine guidato dagli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) per aiutare gli Stati membri a conseguire una crescita sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale; ribadisce l'importanza di monitorare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali per garantire progressi significativi nella realizzazione dei suoi principi fondamentali, in particolare il diritto di accedere a un'assistenza sanitaria preventiva di buona qualità e a costi abbordabili per tutti;

2.  evidenzia che, oltre alla dimensione economica, la politica sociale, così come la politica in materia di clima e ambiente, dovrebbero svolgere un ruolo a pieno titolo nel processo del semestre europeo; chiede l'inclusione di indicatori finalizzati a misurare la sostenibilità e il benessere;

3.  sottolinea che è necessario continuare a dissociare l'uso di energia e risorse dalla crescita economica per raggiungere gli obiettivi dell'UE per il 2030 in materia di clima ed energia, in linea con gli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi;

4.  invita la Commissione a includere nel semestre europeo l'obiettivo di realizzare un'economia a impatto climatico zero; ricorda l'impegno dell'Europa di raggiungere quota zero emissioni nette di gas serra entro il 2050 mediante una transizione socialmente equa e in modo economicamente efficiente;

5.  sottolinea che la decarbonizzazione dell'economia dell'UE stimolerà ulteriori significativi investimenti; ricorda che attualmente circa il 2 % del PIL dell'UE viene investito nel suo sistema energetico e nelle relative infrastrutture; osserva che tale percentuale dovrebbe aumentare al 2,8 % al fine di pervenire a un'economia a zero emissioni nette di gas serra, il che richiede notevoli investimenti aggiuntivi rispetto allo scenario di riferimento;

6.  ricorda la necessità di allineare gli impegni di finanziamento dell'UE agli obiettivi climatici nell'ambito dell'accordo di Parigi, compresi la valutazione del supporto fornito dagli investimenti agli obiettivi climatici o della loro compatibilità con tali obiettivi, l'aumento dei finanziamenti per il clima e l'integrazione della dimensione climatica nelle relazioni sui flussi finanziari;

7.  sottolinea la necessità di integrare nel semestre europeo gli obiettivi in materia di clima ed energia stabiliti dagli Stati membri nel quadro del regolamento sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima(1);

8.  sottolinea che il passaggio a un'economia verde e l'investimento in sistemi sanitari più efficienti rafforzeranno la capacità dell'Europa di migliorare il benessere dei suoi cittadini; osserva che dovrebbero essere tenute in considerazione le implicazioni fiscali a breve termine delle riforme strutturali, così come le ripercussioni ambientali, economiche e sociali a lungo termine;

9.  ritiene importante utilizzare il semestre europeo per accelerare la transizione verso un'economia efficiente nell'impiego delle risorse, circolare, a zero emissioni nette, efficiente sotto il profilo energetico e basata sulle energie rinnovabili, che contribuisca allo sviluppo sostenibile e al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile; ribadisce l'importanza del sostegno finanziario dell'UE a favore delle regioni ad alta intensità di carbone e di carbonio al fine di consentire un'equa transizione energetica verso tecnologie pulite e soluzioni di efficienza energetica, creando nel contempo occupazione sostenibile;

10.  ritiene che il semestre europeo sia uno strumento fondamentale senza il quale gli obiettivi dell'UE in materia di biodiversità, e i rispettivi benefici socioeconomici, non saranno conseguiti;

11.  accoglie con favore la proposta di assegnare finanziamenti dell'UE nel prossimo periodo di programmazione per sostenere gli Stati membri nell'attuazione delle raccomandazioni e delle riforme strutturali, ma sottolinea che tale collegamento non dovrebbe assumere la forma di una condizionalità; chiede l'adozione di una prospettiva più a lungo termine per il monitoraggio e la valutazione dei progressi delle riforme;

12.  accoglie con favore il fatto che il semestre europeo riconosca che gli Stati membri dovrebbero prestare particolare attenzione all'adattabilità della forza lavoro al fine di garantire che essa possieda le giuste competenze per restare al passo con il progresso tecnologico; sottolinea, in tale contesto, la necessità di adottare un giusto approccio in materia di transizione che garantisca l'inclusione e la partecipazione di tutte le persone interessate e sostenga la forza lavoro e la creazione di posti di lavoro dignitosi e di qualità;

13.  accoglie con favore il fatto che, nel settore dell'assistenza sanitaria, il processo del semestre europeo abbia spostato l'attenzione dalla riduzione dei costi alle prestazioni del sistema sanitario, riconoscendo l'importanza dei risultati in ambito sanitario e dell'accesso a un'assistenza sanitaria di buona qualità a costi abbordabili per tutti; chiede lo sviluppo di indicatori e metodologie comuni per valutare le prestazioni dei sistemi sanitari al fine di ridurre le disuguaglianze sanitarie; sostiene gli sforzi tesi a sviluppare indicatori e metodologie comuni al fine di consentire la valutazione della performance dei sistemi sanitari nazionali, comprese le disuguaglianze e i divari nell'accesso all'assistenza sanitaria;

14.  sottolinea che investimenti efficaci nel campo dell'assistenza sanitaria, compresa la ricerca sanitaria e la prevenzione delle malattie, sono fondamentali al fine di garantire ai cittadini parità di accesso a servizi di assistenza sanitaria di elevata qualità; sottolinea l'importanza della sostenibilità del settore dell'assistenza sanitaria;

15.  sottolinea l'importanza di un dialogo strutturato e sistematico con la società civile a livello nazionale, al fine di aumentare la titolarità; ritiene che la Commissione dovrebbe raccogliere i pareri di una vasta gamma di parti interessate e garantire maggiore pubblicità in merito alle raccomandazioni specifiche per paese e alle relazioni per paese, anche attraverso maggiori discussioni a un livello politico più elevato;

16.  invita la Commissione a conferire una dimensione territoriale al semestre europeo, a livello sia analitico che operativo; ritiene, inoltre, che al fine di garantire l'efficace gestione delle politiche strutturali, le autorità locali e regionali debbano essere coinvolte nell'elaborazione e nell'adozione delle decisioni in merito a tali politiche tramite un processo di pianificazione misto dall'alto verso il basso e viceversa;

17.  chiede un coinvolgimento strutturato delle organizzazioni ambientali e della società civile nel processo del semestre europeo nonché una maggiore partecipazione dei ministri dell'Ambiente al processo del semestre europeo a livello di Consiglio;

18.  chiede una maggiore coerenza con le altre politiche dell'UE, quali quelle relative ai cambiamenti climatici e allo sfruttamento non sostenibile delle risorse naturali;

19.  sottolinea la necessità di rafforzare la capacità di risposta comune europea alle catastrofi, quali la siccità nei paesi dell'Europa meridionale, le inondazioni devastanti, gli incendi boschivi e i terremoti; sottolinea la necessità di incoraggiare una maggiore cooperazione in merito alla pianificazione avanzata delle operazioni europee di risposta alle catastrofi con misure quali, tra l'altro, la mappatura delle risorse degli Stati membri, la messa a punto di piani di emergenza e il miglioramento della pianificazione della gestione del rischio.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

29.1.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

43

8

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Catherine Bearder, Ivo Belet, Paul Brannen, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Birgit Collin-Langen, Miriam Dalli, Seb Dance, Mark Demesmaeker, Bas Eickhout, José Inácio Faria, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Julie Girling, Sylvie Goddyn, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Jytte Guteland, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Karin Kadenbach, Urszula Krupa, Giovanni La Via, Jo Leinen, Peter Liese, Valentinas Mazuronis, Susanne Melior, Miroslav Mikolášik, Rory Palmer, Massimo Paolucci, Bolesław G. Piecha, John Procter, Julia Reid, Michèle Rivasi, Davor Škrlec, Renate Sommer, Ivica Tolić, Adina-Ioana Vălean, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Herbert Dorfmann, Fredrick Federley, Christophe Hansen, Babette Winter, Carlos Zorrinho

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

José Blanco López, Andor Deli

(1)

Regolamento (UE) 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima (GU L 328 del 21.12.2018, pag. 1).


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (18.2.2019)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2019

(2018/2119(INI))

Relatore per parere: Iskra Mihaylova

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  riconosce che l'economia dell'UE è in continua crescita, che l'occupazione è aumentata e che il divario di investimenti determinato dalla crisi è quasi colmato, sebbene gli investimenti pubblici siano ancora al di sotto del livello pre-crisi, con notevoli divari nei paesi più colpiti dalla crisi; sottolinea, tuttavia, che le vulnerabilità persistono, che non tutti hanno beneficiato della crescita sostenibile allo stesso modo, che i tassi di disoccupazione sono ancora elevati in numerosi Stati membri e che le disparità economiche, sociali, regionali e territoriali continuano a destare preoccupazione; sottolinea che, nonostante il fatto che gli investimenti siano aumentati, il loro impatto sulla produttività è stato insufficiente e che è necessario orientare meglio gli investimenti della politica di coesione e le loro complementarità con altri programmi dell'Unione, e con investimenti pubblici e privati, al fine di aumentare la produttività e attenuare le differenze tra gli Stati membri; rileva che il patto di stabilità e di crescita (PSC) dovrebbe essere focalizzato sul miglioramento degli aspetti sociali e sul conseguimento della crescita sostenibile;

2.  sottolinea che l'UE deve appoggiare la cosiddetta ripresa tramite politiche economiche che tutelino i servizi pubblici e migliorino la qualità e l'accessibilità dei servizi d'interesse generale;

3.  rammenta che, in percentuale del PIL, gli investimenti pubblici nell'UE (2,7 %) e nella zona euro (2,6 %) nel 2017 sono stati ben al di sotto della media degli ultimi dieci anni (3,2 % e 3,0 % rispettivamente); rileva che, per tale motivo, gli investimenti pubblici devono essere stimolati in maniera significativa per compensare il declino degli anni della crisi finanziaria e per affrontare la necessità urgente di investimenti in infrastrutture e servizi pubblici; osserva che gli investimenti pubblici restano una priorità e non devono essere pregiudicati da iniziative volte a incoraggiare partenariati pubblico-privati;

4.  osserva che, secondo la Banca europea per gli investimenti (BEI), gli investimenti dell'UE in infrastrutture sono ancora inferiori del 20 % rispetto ai livelli precedenti la crisi e che il 34 % dei comuni dichiarano livelli d'investimento al di sotto delle loro esigenze, e che, sempre secondo la BEI, le esigenze di investimento dell'UE in infrastrutture ammonta ad almeno 335 miliardi di EUR all'anno;

5.  rammenta che il semestre europeo deve contribuire in maniera consistente a eliminare le disuguaglianze e le disparità, in particolare quelle di natura sociale, economica e territoriale fra le differenti regioni dell'UE; sottolinea che è inaccettabile il persistere dello squilibrio geografico negli investimenti della BEI, e che è molto preoccupante che, nel 2017, la metà degli Stati membri abbia ricevuto l'80 % degli investimenti totali della BEI nell'UE, mentre gli altri 14 Stati membri ne abbiano ricevuto solo il 10 %;

6.  rammenta che la migliore risposta alle preoccupazioni dei cittadini consiste nel sostenere la crescita dei salari reali ed esigere di più sotto il profilo degli investimenti per creare occupazione di qualità, stimolare la domanda interna e garantire una distribuzione più equa della ricchezza prodotta; ritiene che l'UE debba contribuire alla flessibilità del patto di stabilità e di crescita, creando uno spazio fiscale per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali;

7.  rammenta che il semestre europeo deve contribuire alla realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali e monitorare l'attuazione di tutti i 20 principi fondamentali, con particolare attenzione alla parità di trattamento e di opportunità per donne e uomini, alla protezione sociale, all'accesso per tutti ai servizi essenziali, al diritto alla parità di retribuzione per un lavoro di pari valore e al diritto a servizi di assistenza a prezzi accessibili di buona qualità;

8.  rammenta che il semestre europeo deve evidenziare l'importanza di rafforzare la lotta alla frode e all'evasione fiscali, la quale fornirà risorse per gli investimenti pubblici e altre risorse per attuare il pilastro europeo dei diritti sociali;

9.  rammenta che il semestre europeo deve tener conto della promozione dell'accesso a un sistema di protezione sociale efficace alla luce dei principi rilevanti del pilastro europeo dei diritti sociali; osserva che gli Stati membri devono essere incoraggiati a adottare le misure necessarie per eliminare gli ostacoli che impediscono ai lavoratori di usufruire dei diritti di protezione sociale e a creare sistemi di protezione sociale onnicomprensivi;

10.  sottolinea l'importanza di mantenere l'attenzione del semestre europeo sulla realizzazione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, con un maggiore coordinamento delle politiche nazionali e unionali, al fine di creare più posti di lavoro di qualità e ridurre i divari retributivi e pensionistici;

11.  sottolinea che il semestre europeo deve focalizzarsi su un aumento della produttività attraverso maggiori investimenti in infrastrutture, istruzione e formazione, sanità, ricerca e innovazione; rileva che gli aumenti di produttività devono tradursi in aumenti della retribuzione dei lavoratori;

12.  sottolinea che i bassi salari in Europa continuano a rappresentare una sfida e che la concentrazione di lavoratori nella fascia salariale più bassa e gli elevati tassi di povertà rappresentano un chiaro sintomo delle politiche di fissazione dei salari; rileva che il divario di retribuzione tra donne e uomini, nonché il lavoro precario, principalmente fra i giovani, costituiscono ancora problemi gravi da risolvere urgentemente;

13.  invita a inserire fra le priorità del semestre europeo l'eliminazione della povertà, come specificato negli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS);

14.  sottolinea che l'invecchiamento delle popolazioni deve portare i governi a investire di più, e non di meno, nella tutela degli anziani, così come suggerito dal PSC, che gli investimenti pubblici in campo sanitario devono essere proporzionali alle necessità, che l'accessibilità alle cure sanitarie dovrebbe essere regolarmente valutata, tenendo conto del reddito medio individuale disponibile e delle ripercussioni sulle famiglie e che gli investimenti in un'assistenza sanitaria preventiva, d'importanza fondamentale in una società che invecchia, devono essere promossi e monitorati;

15.  raccomanda che il semestre europeo contribuisca attivamente a far fronte, in maniera sostenibile, alle sfide demografiche (invecchiamento, declino demografico, pressione demografica, incapacità di attirare o trattenere capitale umano adeguato) che colpiscono le regioni europee in vari modi specifici; sottolinea, in particolare, la necessità di fornire un sostegno adeguato ai territori specifici, come nel caso di alcune regioni ultraperiferiche;

16.  sottolinea che il semestre europeo deve procedere a un'analisi approfondita sugli effetti, a medio e a lungo termine, dei cambiamenti tecnologici e della digitalizzazione sul mercato del lavoro; rammenta che, se la rivoluzione tecnologica può creare opportunità per nuovi o migliori posti di lavoro e luoghi di lavoro più sicuri, oggi essa è piuttosto frequentemente associata alla soppressione di posti di lavoro o alla creazione di occupazione precaria;

17.  rammenta, pertanto, che il semestre europeo deve monitorare i progressi degli Stati membri per quanto riguarda le normative e l'elaborazione di sistemi che garantiscano a tutti l'accesso alla protezione sociale;

18.  sottolinea che il semestre europeo deve porre fra le sue priorità la tutela e il sostegno alle popolazioni e ai territori colpiti negativamente dalla globalizzazione (come la delocalizzazione di imprese e la perdita di posti di lavoro);

19.  invita la Commissione e gli Stati membri ad intensificare la loro cooperazione e ad adottare ulteriori misure per mobilitare gli investimenti pubblici e privati e più partenariati al fine di creare nuovi posti di lavoro e al fine di massimizzare il valore aggiunto dei fondi destinati alla politica di coesione, nonché le loro complementarità e sinergie con altri programmi e strumenti finanziari dell'Unione;

20.  sottolinea che il coinvolgimento delle parti sociali a livello nazionale è ancora esiguo e che sia la Commissione che i governi degli Stati membri devono promuovere la loro consultazione;

21.  invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare un monitoraggio approfondito e completo di tutti i tipi di alloggio, nonché ad effettuare una ricerca e ad analizzare la differenziazione geografica tra aree a bassa domanda e mercati immobiliari dinamici, tra gli altri aspetti importanti, al fine di migliorare la base analitica della valutazione della situazione abitativa nelle relazioni nazionali e nelle raccomandazioni specifiche per paese.

22.  sostiene l'idea secondo cui gli investimenti, l'innovazione, la conoscenza e le riforme strutturali svolgono un ruolo importante per rafforzare l'Europa e aumentarne la coesione; sottolinea, in tale contesto, che gli investimenti nell'ambito della politica di coesione, il cui ruolo è vitale e non può essere sostituito da altri strumenti, forniscono la più ampia quota di sostegno finanziario dell'UE pari a 638 miliardi di EUR insieme al cofinanziamento nazionale per il periodo 2014-2020 e forniscono un valore aggiunto europeo, contribuendo alla crescita economica, all'inclusione sociale, all'innovazione e alla protezione ambientale, affrontando nuove sfide come la sicurezza, l'integrazione dei migranti e dei rifugiati sotto protezione internazionale, nonché contribuendo agli investimenti pubblici e privati, insieme a riforme adeguate per stimolare la crescita economica sostenibile, l'inclusività, la capacità istituzionale e amministrativa;

23.  incoraggia a valutare l'impatto delle politiche di ricerca e innovazione sullo sviluppo e sulla crescita economica e sociale degli Stati membri;

24.  accoglie con favore le proposte per il prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) e il rafforzamento dei legami tra la politica di coesione e il processo del semestre europeo per realizzare una crescita sostenibile e inclusiva, con un'attenzione particolare alle regioni ultraperiferiche, remote, meno sviluppate o che presentano un deficit demografico; deplora, tuttavia, la riduzione delle risorse proposte per la politica di coesione e insiste affinché il finanziamento sia mantenuto al livello attuale; chiede l'adozione rapida e tempestiva del pacchetto del QFP e dei regolamenti in materia di politica di coesione al fine di evitare eventuali ritardi nell'attuazione; accoglie con favore l'obbligo, previsto dal nuovo QFP, di destinare un quarto della spesa agli obiettivi climatici, dal momento che i cambiamenti climatici costituiscono un importante problema a lungo termine;

25.  prende atto del fatto che il semestre europeo 2019 sia maggiormente incentrato sulle esigenze di investimento per sostenere le decisioni di programmazione relative al periodo 2021-2027 e il nuovo allegato previsto alle relazioni per paese 2019, in cui saranno individuate le esigenze di investimento relative al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e al Fondo di coesione (FC) nel periodo 2021-2027; ritiene che si debba prestare maggiore attenzione alla lotta contro le disuguaglianze, anche attraverso il finanziamento della politica di coesione, attuando strumenti efficaci e destinando risorse a tal fine;

26.  rileva quanto sia importante continuare e rafforzare il FSE+, la garanzia per i giovani, l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e il corpo europeo di solidarietà nel rispondere alle sfide dell'occupazione, della crescita economica, dell'inclusione sociale, dell'apprendimento e della formazione professionale;

27.  ritiene che sia necessario semplificare ulteriormente e rendere più flessibili i fondi, i programmi e gli strumenti dell'Unione per semplificare e rendere più efficienti e geograficamente equilibrati i finanziamenti dell'UE a favore di progetti di investimento strategici; sottolinea la necessità di prestare particolare attenzione alle regioni in ritardo di sviluppo;

28.  sottolinea che la politica di coesione deve mirare a promuovere lo sviluppo armonioso ed equilibrato di tutta l'Unione e delle sue regioni, in vista di rafforzare la sua coesione economica, sociale e territoriale, in uno spirito di solidarietà e allo scopo di promuovere la crescita sostenibile, l'occupazione e l'inclusione sociale, e di ridurre le disparità all'interno delle regioni e tra di esse, come pure il contributo a superare l'arretratezza delle regioni meno favorite;

29.  rammenta che la settima relazione sulla coesione pone in evidenza la grande diversità delle regioni e dei territori, anche all'interno delle attuali categorie di regioni, in funzione delle loro condizioni specifiche (regioni ultraperiferiche, a bassa densità di popolazione, a basso reddito, a bassa crescita ecc.), rendendo necessario un approccio territoriale su misura;

30.  sottolinea la necessità di tenere conto dell'articolo 349 del TFUE, che definisce misure specifiche concepite per rispondere alle sfide che le regioni ultraperiferiche affrontano a causa della lontananza geografica, dell'insularità, delle piccole dimensioni, delle difficili condizioni topografiche e climatiche, e della dipendenza economica da un esiguo numero di prodotti;

31.  propone che il semestre europeo contribuisca alla cooperazione territoriale europea (CTE) in tutte le sue dimensioni (cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale, a livello sia interno che esterno), garantendo così il perseguimento degli obiettivi generali di coesione economica, sociale e territoriale, nonché la solidarietà;

32.  ribadisce l'importanza dell'attuazione delle strategie macroregionali per il conseguimento degli obiettivi della politica di coesione.

33.  osserva che alcune regioni europee sono particolarmente esposte all'impatto della Brexit e che l’uscita del Regno Unito potrebbe avere un impatto negativo sulla politica di coesione nel suo complesso; sottolinea che uno degli obiettivi del semestre europeo dovrà essere quello di ridurre al minimo gli effetti negativi della Brexit nelle diverse regioni europee che ne sono colpite e di contribuire attivamente al rafforzamento della politica di coesione, che ha svolto un ruolo sostanziale nella ripresa economica dell'UE attraverso la promozione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

14.2.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Victor Boştinaru, Mercedes Bresso, Andrea Cozzolino, Rosa D’Amato, Tamás Deutsch, John Flack, Iratxe García Pérez, Krzysztof Hetman, Sławomir Kłosowski, Constanze Krehl, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Iskra Mihaylova, Andrey Novakov, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Monika Smolková, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel Siso, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Martina Anderson, Elsi Katainen, Ivana Maletić, Bronis Ropė, Davor Škrlec

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

28

+

ALDE

Elsi Katainen, Iskra Mihaylova, Matthijs van Miltenburg

ECR

John Flack, Sławomir Kłosowski, Mirosław Piotrowski, Ruža Tomašić

PPE

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Tamás Deutsch, Krzysztof Hetman, Ivana Maletić, Lambert van Nistelrooij, Andrey Novakov, Stanislav Polčák, Fernando Ruas, Ramón Luis Valcárcel Siso

S&D

Victor Boştinaru, Mercedes Bresso, Andrea Cozzolino, Iratxe García Pérez, Constanze Krehl, Louis-Joseph Manscour, Liliana Rodrigues, Monika Smolková, Derek Vaughan

VERTS/ALE

Bronis Ropė, Davor Škrlec

3

-

EFDD

Rosa D’Amato

GUE/NGL

Martina Anderson, Martina Michels

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

4.12.2018

POSIZIONE SOTTO FORMA DI EMENDAMENTI

della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

destinata alla commissione per i problemi economici e monetari

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2019

(2018/2119(INI))

Per la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere: Ernest Urtasun (relatore)

Position

EMENDAMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere presenta alla commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di risoluzione

Nuovo considerando

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

considerando che il principio dell'uguaglianza di genere è un valore cardine nell'Unione; che gli articoli 8 e 10 del TFUE stabiliscono l'obbligo di integrare la dimensione di genere, affermando che l'Unione mira ad eliminare le ineguaglianze, promuovere la parità di genere e combattere la discriminazione in tutte le sue politiche e azioni;

Emendamento    2

Proposta di risoluzione

Nuovo considerando

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

considerando che persistenti divari di genere, come il divario occupazionale di genere del 18,2 %, il divario retributivo di genere del 16,2 % e il divario pensionistico di genere del 36,5 %, così come anche il divario di genere nei processi decisionali, sono ancora significativamente presenti nell'Unione; che sono necessari sforzi urgenti per eliminare tali divari, che continuano ad essere uno dei principali ostacoli alla parità di genere e una forma inaccettabile di discriminazione di genere;

Emendamento    3

Proposta di risoluzione

Nuovo considerando

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

considerando che è della massima importanza affrontare il problema del divario pensionistico di genere, che si attesta a una media di quasi il 40 % nell'Unione ed è il frutto delle disuguaglianze accumulate nel corso della vita dalle donne e dei loro periodi di assenza nel mercato del lavoro; che è fondamentale fornire servizi di assistenza per rispondere in maniera efficace alle carenze di donne in termini di forza lavoro;

Emendamento    4

Proposta di risoluzione

Nuovo considerando

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

considerando che i finanziamenti insufficienti per i servizi pubblici e i tagli ai servizi sociali, compresi l'assistenza sanitaria, l'istruzione, l'alloggio, l'assistenza all'infanzia e i servizi di assistenza a lungo termine, hanno un impatto sproporzionato sulle donne, le quali spesso colmano i divari esistenti nel lavoro di assistenza, nell'istruzione e in altre forme di sostegno alle famiglie, generalmente senza essere remunerate, il che perpetua le eccessive responsabilità di assistenza delle donne;

Emendamento    5

Proposta di risoluzione

Nuovo considerando

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

considerando che la qualità delle prestazioni assistenziali varia notevolmente all'interno degli Stati membri e tra di essi, nonché tra i contesti pubblici e privati, le zone urbane e rurali e le fasce d'età;

 

Emendamento    6

Proposta di risoluzione

Nuovo considerando

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

considerando che le donne sono sottorappresentate nelle TIC e generalmente occupano posti di lavoro di bassa qualità nel settore digitale; che vi sono divari di genere nell'accesso alle tecnologie digitali e nell'utilizzo delle stesse; che l'inclusione di un maggior numero di donne nell'economia digitale potrebbe avere un impatto significativo sulla crescita economica;

Emendamento    7

Proposta di risoluzione

Nuovo considerando

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

considerando che il semestre europeo dovrebbe contribuire alla realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali e monitorare l'attuazione di tutti i 20 principi fondamentali, con particolare attenzione alla parità di trattamento e di opportunità tra donne e uomini, al diritto alla parità di retribuzione per un lavoro di pari valore e al diritto a servizi di assistenza a prezzi accessibili di buona qualità; che l'attenzione della governance economica dell'Unione dovrebbe distogliersi dall'obiettivo circoscritto della crescita del PIL per concentrarsi sul benessere e sull'allineamento a un elevato livello di norme minime in materia di uguaglianza di genere;

Emendamento    8

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

torna a deplorare l'assenza di integrazione della dimensione di genere nella strategia Europa 2020 e invita la Commissione e il Consiglio a introdurre nella strategia un pilastro della parità di genere e un ampio obiettivo della parità di genere;

Emendamento    9

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

ribadisce la sua preoccupazione per la mancanza di una prospettiva di genere e di indicatori di genere nel quadro del semestre europeo e invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare una maggiore integrazione della prospettiva di genere in sede di sviluppo delle raccomandazioni specifiche per paese, dei programmi di convergenza e dei programmi di riforma nazionali, introducendo traguardi e misure qualitativi volti a colmare i divari di genere persistenti, come pure ad applicare in maniera sistematica il principio del bilancio di genere;

Emendamento    10

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

ribadisce il suo invito alla Commissione a facilitare il monitoraggio degli obiettivi principali in materia di occupazione e riduzione della povertà e dell'impatto delle riforme nel corso del tempo, chiedendo che gli Stati membri utilizzino dati disaggregati in base al genere, e a definire ulteriori indicatori specifici di genere; chiede che il quadro di valutazione degli squilibri macroeconomici sia arricchito con indicatori sociali, inclusi indicatori della disuguaglianza di genere, posti sullo stesso piano degli indicatori economici;

Emendamento    11

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare, ove possibile, dati disaggregati in base al genere nel loro processo di monitoraggio, in particolare per quanto riguarda la partecipazione delle donne al mercato del lavoro;

Emendamento    12

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

ribadisce la propria preoccupazione per la mancanza di servizi di assistenza all'infanzia e di servizi di assistenza a lungo termine per le persone anziane e le persone con disabilità e malattie croniche di buona qualità, accessibili e a costo moderato, carenza che costituisce una delle ragioni della sottorappresentazione delle donne nel mercato del lavoro; sottolinea la necessità di agire in via prioritaria per affrontare i problemi della disoccupazione, della povertà e dell'esclusione sociale, che colpiscono soprattutto le donne e, in particolare, quelle provenienti da contesti svantaggiati, rivolgendo particolare attenzione ai posti di lavoro sostenibili e di qualità che conferiscono diritti e a servizi pubblici di qualità che garantiscono l'inclusione sociale, in particolare nei settori dell'istruzione, della sanità, dell'assistenza all'infanzia, dell'assistenza alle persone con esigenze di sostegno, dei trasporti pubblici e dei servizi sociali; invita gli Stati membri a migliorare gli investimenti pubblici nei servizi di assistenza e a monitorare la qualità, l'accessibilità dei costi e l'accessibilità dei servizi stessi;

Emendamento    13

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

sottolinea che la disoccupazione, la povertà e l'esclusione sociale sono fonte di grande preoccupazione, in particolare tra le donne; sottolinea pertanto l'importanza di mantenere l'attenzione del semestre europeo sulla realizzazione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, con un maggiore coordinamento delle politiche nazionali e unionali, al fine di creare più posti di lavoro di qualità nell'Unione e di affrontare in tal modo il divario di genere nell'occupazione e sul piano retributivo e pensionistico;

Emendamento    14

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

esprime preoccupazione per la segregazione del mercato del lavoro in senso verticale e orizzontale in tutta l'Unione, per il divario di genere in campo retributivo e pensionistico e per il basso numero di donne coinvolte nei processi decisionali; sottolinea che il tasso di occupazione delle donne è ancora inferiore a quello degli uomini; sottolinea che il divario occupazionale è particolarmente elevato per le madri e le donne con responsabilità di assistenza;

Emendamento    15

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

invita la Commissione e gli Stati membri a monitorare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro sulla base del numero di ore di lavoro settimanali, dei tipi di contratto e dell'indipendenza finanziaria delle donne, e a combattere su tale base la povertà femminile; chiede un aumento del salario minimo sino a renderlo almeno un salario di sussistenza, nonché l'adozione di misure vincolanti per la trasparenza salariale e per gli audit salariali da effettuare a livello di impresa, al fine di conseguire la parità retributiva per uno stesso lavoro e per un lavoro di pari valore in tutti i settori e in tutte le professioni; invita inoltre gli Stati membri a sbloccare la direttiva "Più donne alla guida delle imprese europee"; esorta il Consiglio a raggiungere rapidamente un accordo sulla proposta di direttiva relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare, che comprenda servizi di assistenza per l'infanzia e servizi di assistenza lungo il ciclo di vita equi e a prezzi accessibili per i genitori che lavorano e per i prestatori di assistenza, al fine di consentire loro di meglio conciliare la vita privata e professionale;

Emendamento    16

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

sottolinea l'importanza di monitorare, tra gli altri indicatori ausiliari, il numero di NEET in percentuale rispetto alla popolazione totale di età compresa tra i 15 e i 24 anni, e sottolinea che occorre prestare particolare attenzione alle giovani donne e alle ragazze, in quanto esiste una notevole differenza tra i sessi in termini di percentuale di NEET in questa fascia di età;

Emendamento    17

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

invita gli Stati membri a intensificare gli sforzi per migliorare le competenze digitali di cui i cittadini hanno bisogno nel mercato del lavoro, prestando particolare attenzione a ridurre al minimo i divari di genere in questo settore; sottolinea l'urgente necessità di migliorare l'istruzione e l'occupazione delle donne nei settori TIC e di agevolare il loro accesso a posizioni di alto livello;

Emendamento    18

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

chiede politiche a sostegno dell'imprenditorialità femminile, che agevolino l'accesso delle donne ai finanziamenti e alle opportunità commerciali, forniscano una formazione su misura e stabiliscano misure per la conciliazione tra vita professionale e vita privata;

Emendamento    19

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

invita la Commissione a effettuare una valutazione dell'impatto di genere delle riforme strutturali attuate finora e suggerisce di coinvolgere maggiormente l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere in tutte le fasi del semestre europeo;

Emendamento    20

Proposta di risoluzione

Nuovo paragrafo

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

invita nuovamente il Commissario o i Commissari responsabili a discutere ogni anno gli aspetti di genere dell'analisi annuale della crescita con la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere.


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

26.2.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

9

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pervenche Berès, Esther de Lange, Markus Ferber, Jonás Fernández, Giuseppe Ferrandino, Sven Giegold, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Cătălin Sorin Ivan, Petr Ježek, Othmar Karas, Wolf Klinz, Werner Langen, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Gabriel Mato, Alex Mayer, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Ralph Packet, Dariusz Rosati, Pirkko Ruohonen-Lerner, Anne Sander, Molly Scott Cato, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Paul Tang, Ramon Tremosa i Balcells, Ernest Urtasun, Marco Valli, Tom Vandenkendelaere, Babette Winter, Sotirios Zarianopoulos

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Eric Andrieu, Nessa Childers, Bas Eickhout, Sophia in ‘t Veld, Jeppe Kofod, Aleksejs Loskutovs, Thomas Mann, Lieve Wierinck

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ole Christensen, Danilo Oscar Lancini


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

35

+

ALDE

Sophia in 't Veld, Petr Ježek, Wolf Klinz, Ramon Tremosa i Balcells, Lieve Wierinck

NI

Cătălin Sorin Ivan

PPE

Markus Ferber, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Othmar Karas, Esther de Lange, Werner Langen, Aleksejs Loskutovs, Ivana Maletić, Thomas Mann, Gabriel Mato, Luděk Niedermayer, Dariusz Rosati, Anne Sander, Theodor Dumitru Stolojan, Tom Vandenkendelaere

S&D

Eric Andrieu, Pervenche Berès, Nessa Childers, Ole Christensen, Jonás Fernández, Giuseppe Ferrandino, Roberto Gualtieri, Jeppe Kofod, Olle Ludvigsson, Alex Mayer, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Paul Tang, Babette Winter

9

-

ECR

Bernd Lucke

EFDD

Bernard Monot, Marco Valli

ENF

Danilo Oscar Lancini

NI

Sotirios Zarianopoulos

VERTS/ALE

Bas Eickhout, Sven Giegold, Molly Scott Cato, Ernest Urtasun

3

0

ECR

Stanisław Ożóg, Ralph Packet, Pirkko Ruohonen-Lerner

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2019Avviso legale