Procedura : 2018/2120(INI)
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A8-0162/2019

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PV 13/03/2019 - 17
CRE 13/03/2019 - 17

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CRE 13/03/2019 - 19.14
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P8_TA(2019)0202

RELAZIONE     
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4.3.2019
PE 631.882v02-00 A8-0162/2019

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2019

(2018/2120(INI))

Commissione per l'occupazione e gli affari sociali

Relatore: Marian Harkin

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2019

(2018/2120(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione del 21 novembre 2018 dal titolo "Analisi annuale della crescita 2019: per un'Europa più forte di fronte all'incertezza globale" (COM(2018)0770),

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile adottati dai leader mondiali nel settembre 2015 e approvati dal Consiglio, che ha espresso il suo impegno a favore della loro attuazione,

–  visto il pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dal Consiglio europeo, dal Parlamento europeo e dalla Commissione europea nel novembre 2017,

–  visto il progetto di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, del 21 novembre 2018, che accompagna la comunicazione della Commissione sull'analisi annuale della crescita 2019 (COM(2018)0761),

–  vista la raccomandazione della Commissione del 21 novembre 2018 relativa a una raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro (COM(2018)0759),

–  vista la relazione della Commissione del 21 novembre 2018 dal titolo "Relazione 2019 sul meccanismo di allerta" (COM(2018)0758),

–  vista la comunicazione della Commissione del 21 novembre 2018 dal titolo "Documenti programmatici di bilancio 2019: valutazione globale" (COM(2018)0807),

–  vista la sua risoluzione del 29 novembre 2018 sulla situazione delle donne con disabilità(1),

–  vista la sua risoluzione del 15 novembre 2018 sui servizi di assistenza nell'UE per una migliore parità di genere(2),

–  vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2018 sulle politiche occupazionali e sociali della zona euro(3),

–  vista la sua risoluzione del 14 marzo 2018 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2018(4),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo sul divario digitale di genere,

–  vista la discussione con i rappresentanti dei parlamenti nazionali sulle priorità del semestre europeo 2018,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e il parere della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0162/2019),

A.  considerando che il tasso di occupazione per le persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni si attestava al 73,2 % nel 2017, il che indica che l'UE è sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo di un tasso di occupazione del 75 % indicato nella strategia Europa 2020;

B.  considerando che i posti di lavoro dignitosi che garantiscono la sicurezza del lavoro sono un fattore importante nella lotta contro l'esclusione sociale e che dovrebbero essere promossi per contribuire a contrastare la disoccupazione in tutta l'UE, nonché per incrementare la domanda interna e stimolare la crescita; che, rispetto al numero totale di lavoratori, la percentuale di lavoratori a tempo parziale è aumentata dal 16,8 % nel 2008 al 18,7 % nel 2017, con livelli più elevati e con un maggiore incremento nel caso dei più giovani;

C.  considerando che esistono notevoli disparità nei tassi di occupazione in tutta l'UE tra gli Stati membri come pure al loro interno, nonché disparità in termini di qualità dei posti di lavoro;

D.  considerando che, sebbene in calo a livello di UE, i tassi di disoccupazione di lunga durata e di disoccupazione giovanile rimangono elevati in diversi Stati membri;

E.  considerando che il tasso di disoccupazione giovanile a livello di UE si attesta al 18,6 % e che resta più elevato rispetto al 2008; che, secondo la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound), si stima che i giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo (NEET) costino all'UE 153 miliardi di EUR all'anno, mentre i costi totali stimati per l'istituzione della garanzia per i giovani ammontano a 21 miliardi di EUR all'anno; che un importo di 2 miliardi di EUR è attualmente destinato alla garanzia per i giovani per il periodo 2017-2020;

F.  considerando che con l'emergere e lo sviluppo di nuove forme di lavoro, compreso il lavoro su piattaforma digitale e il lavoro autonomo, sarà necessario modernizzare e adeguare la protezione sociale tradizionalmente orientata a tutelare i lavoratori a tempo pieno con contratti a tempo indeterminato;

G.  considerando che l'aumento del tasso di occupazione negli Stati membri è stato purtroppo accompagnato – a causa della crisi economica, delle politiche di austerità e delle riforme strutturali – dalla crescita di forme di occupazione atipiche, precarie e non formali, compresi i contratti a zero ore, dall'indebolimento del dialogo sociale, e, in alcuni Stati membri, dal decentramento della consultazione collettiva, con conseguenti ripercussioni negative sui diritti dei lavoratori;

H.  considerando che i lavori più precari sono quelli in cui le persone non sono in grado di far valere i propri diritti, in cui la tutela previdenziale è assente, in cui la salute e la sicurezza sono a rischio e in cui il lavoro non garantisce un reddito sufficiente per poter vivere in maniera dignitosa; che l'insicurezza è un altro elemento fondamentale della precarietà e comprende l'incertezza del lavoro, l'inadeguatezza del reddito, la mancanza di protezione contro il licenziamento nonché l'incertezza riguardo alla durata dell'occupazione e alle prospettive di lavoro future;

I.  considerando che, sebbene le disparità di reddito nell'UE siano leggermente diminuite nel 2017, la povertà lavorativa rimane a livelli inaccettabilmente elevati, toccando il 9,6 % della popolazione attiva, e riguarda principalmente le donne;

J.  considerando che il numero totale di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale (AROPE) è pari al 22,5 % e che, sebbene tale percentuale sia inferiore ai livelli precedenti alla crisi, l'obiettivo principale della strategia Europa 2020 di ridurre di 20 milioni il numero di tali persone è ancora ben lontano dall'essere raggiunto; che il tasso AROPE per i bambini continua a diminuire, ma è ancora inaccettabilmente elevato; che il tasso AROPE per i bambini che vivono in nuclei familiari monoparentali è pari al doppio del tasso medio per i bambini nel loro complesso; che elevati livelli di disuguaglianza riducono sia la produzione economica sia il potenziale di crescita sostenibile;

K.  considerando che la globalizzazione ha contribuito a stimolare la crescita economica, ma che i suoi benefici non sono equamente distribuiti né tra gli Stati membri né al loro interno; che l'inclusività del modello di crescita europeo dovrebbe essere riesaminata e deve essere rafforzata, in particolare in termini di sostenibilità sociale e ambientale;

L.  considerando che la relazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) sottolinea l'urgenza di interventi volti a contrastare il cambiamento climatico, che può diventare irreversibile nell'arco di tre anni; che dovrebbero essere messi a disposizione stanziamenti a tutti i livelli di governance (investimenti sia pubblici che privati) per modernizzare e decarbonizzare i settori dell'industria, dei trasporti e dell'energia;

M.  considerando che l'economia dell'UE sta entrando nel sesto anno di crescita continua, di ripresa degli investimenti, di aumento della domanda dei consumatori, di aumento della creazione di posti di lavoro, mentre la dispersione dei tassi di crescita nella zona euro è al livello più basso nella storia dell'UEM; che è tuttavia deplorevole che i benefici della crescita non siano equamente condivisi;

N.  considerando che i redditi delle famiglie sono cresciuti più lentamente del PIL, suscitando interrogativi circa l'inclusività della crescita recente;

O.  considerando che il cambiamento demografico e l'aumento dell'aspettativa di vita pongono sfide molto significative in materia di sostenibilità e adeguatezza ai sistemi pensionistici, sanitari e di assistenza a lungo termine;

P.  considerando che il buon funzionamento del dialogo sociale è un elemento chiave dell'economia sociale di mercato europea, che rafforza la coesione sociale e riduce i conflitti nella società, a reciproco vantaggio dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei governi;

Q.  considerando che, a partire dal 2018, l'integrazione del pilastro europeo dei diritti sociali nel semestre europeo ha contribuito a promuovere la crescita e l'occupazione inclusive e a ridurre gli squilibri macroeconomici;

R.  considerando che il semestre europeo dovrebbe contribuire al completamento del pilastro europeo dei diritti sociali per garantire un trattamento equo e pari opportunità per donne e uomini, nonché per sostenere il diritto alla parità di retribuzione a parità di lavoro per donne e uomini e il diritto di accesso a un'assistenza sanitaria di buona qualità e a prezzi abbordabili;

S.  considerando che gli 80 milioni di europei con disabilità, nonché diversi gruppi specifici tra cui i giovani e le comunità emarginati, le persone affette da malattie croniche e i membri delle comunità minoritarie incontrano ostacoli specifici nell'accesso all'occupazione e sono maggiormente esposti al rischio di povertà ed esclusione sociale; che le organizzazioni della società civile apportano un contributo essenziale fornendo servizi a favore dell'inclusione e garantendo la rappresentazione nell'elaborazione delle politiche;

T.  considerando che le persistenti disuguaglianze sanitarie e il crescente onere delle malattie croniche stanno portando a livelli elevati di mortalità prematura in tutta l'UE e, al contempo, influiscono sulla forza lavoro, sulla produttività e sui sistemi di protezione sociale;

U.  considerando che il principio della parità di genere è un valore fondamentale dell'UE, sancito dagli articoli 8 e 19 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che stabiliscono l'obbligo di eliminare le ineguaglianze, promuovere la parità di genere e combattere le discriminazioni fondate sul sesso, nonché di garantire l'integrazione della dimensione di genere in tutte le politiche e le attività dell'UE;

V.  considerando che nel 2017 il tasso di occupazione femminile era pari al 66,5 %, ma che il divario occupazionale tra i generi, pari al 12 %, rimane considerevole, così come il divario retributivo di genere e, di conseguenza, il divario pensionistico di genere; che più donne che uomini versano in condizioni di povertà e che le donne sono esposte a un maggiore rischio di esclusione sociale nella vecchiaia, con un reddito pensionistico inferiore di quasi il 40 % a causa dell'accumulo di disuguaglianze di genere nel corso della loro vita, e che ciò rappresenta una sfida per molte donne e per la società; che la parità di partecipazione al mercato del lavoro sia per gli uomini che per le donne può essere agevolata dalla disponibilità di servizi di assistenza di qualità ed economicamente accessibili;

W.  considerando che l'incremento del numero di donne che rivestono ruoli decisionali rafforzerebbe la parità di genere;

X.  considerando che i prestatori di assistenza informale o in ambito familiare sono maggiormente esposti al rischio di povertà, sia durante il periodo in cui prestano assistenza che in sede di accesso ai diritti pensionistici; che i prestatori di assistenza in ambito familiare sono prevalentemente donne; che l'80 % dei servizi di assistenza all'interno dell'UE è fornito da prestatori di assistenza informale non retribuiti, il 75 % dei quali è costituito da donne;

Y.  considerando che la qualità dei servizi assistenziali varia notevolmente all'interno degli Stati membri e tra di essi, nonché tra le strutture pubbliche e private, tra le zone urbane e rurali e tra le diverse fasce d'età; che le donne sono colpite dai tagli ai servizi pubblici, come la sanità, l'istruzione e gli alloggi, sia direttamente in qualità di utenti dei servizi e dipendenti, sia indirettamente attraverso il loro sostegno ai familiari che dipendono da servizi pubblici essenziali;

Z.  considerando che è più probabile che le donne interrompano la propria carriera per via del loro ruolo in famiglia, e che sono le donne, con maggiore frequenza, a smettere di lavorare per prendersi cura di un figlio o di un familiare malato; che tale ruolo svolto dalle donne può costituire un freno alla loro carriera; che sono in corso discussioni sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata;

Aa.  considerando che sono stati compiuti progressi significativi verso il conseguimento dell'obiettivo principale della strategia Europa 2020 di un tasso di abbandono scolastico del 10 % e verso il raggiungimento dell'obiettivo di un tasso di istruzione terziaria del 40 %, ma che persistono ampie disparità tra gli Stati membri; che gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad aumentare l'accessibilità e l'accettazione pubblica della formazione professionale, garantendo nel contempo che la qualità dell'istruzione terziaria rimanga una priorità nel conseguimento degli obiettivi principali per il 2020;

Ab.  considerando che, nell'era digitale, nonostante le competenze digitali siano essenziali per tutti i compiti personali o professionali, oltre il 40 % degli adulti nell'UE non dispone di competenze digitali di base; che 60 milioni di adulti non dispongono di competenze alfabetiche e matematiche di base; che il divario di genere nella misurazione delle competenze digitali al di sopra del livello di base si attesta al 12,9 %;

Ac.  considerando che per i lavoratori più anziani e scarsamente qualificati è molto meno probabile partecipare a programmi di formazione e riqualificazione; che alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) mancano spesso le risorse per organizzare le attività di formazione e riqualificazione dei loro dipendenti;

Ad.  considerando che l'esclusione abitativa, la mancanza di fissa dimora e l'accessibilità economica delle abitazioni rappresentano una sfida importante in molti Stati membri e che in almeno dieci di essi si registrano tassi di sovraffollamento superiori alla media europea; che l'alloggio costituisce il capitolo di spesa più oneroso per gli europei e che i prezzi delle abitazioni stanno aumentando più rapidamente dei redditi nella maggior parte degli Stati membri; che le disuguaglianze e l'esclusione abitativa si rafforzano a vicenda e che le donne, i bambini e le persone provenienti da un contesto migratorio sono particolarmente vulnerabili all'esclusione abitativa e alla mancanza di fissa dimora;

Ae.  considerando che restano pressanti sfide a lungo termine come l'invecchiamento della popolazione, la digitalizzazione e il suo impatto sul mondo del lavoro, il cambiamento climatico e l'uso non sostenibile delle risorse naturali;

1.  riconosce i progressi compiuti per quanto riguarda il quadro di valutazione della situazione sociale, ma osserva che la maggior parte degli Stati membri incontra difficoltà per quanto riguarda almeno un indicatore chiave e che il 10 % di tutte le valutazioni è classificato come "situazione critica";

2.  sottolinea che gli obiettivi e gli impegni dell'UE a livello sociale sono tanto importanti quanto i suoi obiettivi economici; evidenzia che la necessità di investire nello sviluppo sociale non è soltanto un mezzo atto a garantire il conseguimento di crescita e convergenza economica, ma deve essere anche un obiettivo specifico di per sé; accoglie con favore il riconoscimento dell'importanza del pilastro sociale e la necessità di rafforzare la dimensione sociale dell'UE nonché di rispondere alle disuguaglianze all'interno delle regioni e tra di esse; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare i diritti sociali attuando il pilastro europeo dei diritti sociali (EPSR) in modo tale da costruire una reale dimensione sociale per l'UE, anche prendendo atto degli studi recenti(5) e migliorando la visibilità e l'impatto politici del quadro di valutazione degli indicatori sociali e occupazionali chiave, fornendo nel contempo per tutti gli indicatori raccomandazioni specifiche per paese, comprese quelle volte a promuovere azioni trasformative verso un'Unione più sostenibile sul piano sociale, economico e ambientale; invita la Commissione a utilizzare i 20 principi dell'EPSR come marcatori per valutare in che misura i paesi siano riusciti a integrare il loro impegno a livello di EPSR nelle rispettive politiche economiche, nonché per rafforzare la sua capacità di monitoraggio delle condizioni sociali; sottolinea che gli aspetti occupazionali e sociali dovrebbero essere equiparati a quelli economici nel quadro della procedura per gli squilibri macroeconomici;

3.  chiede che il semestre europeo aderisca pienamente all'EPSR, ponendo l'accento sulla parità di trattamento e di opportunità tra donne e uomini, sul diritto alla parità di retribuzione per un lavoro di pari valore e sul diritto a servizi di assistenza di elevata qualità ed economicamente accessibili;

4.  sottolinea che gli Stati membri affrontano problemi strutturali nel mercato del lavoro come la scarsa partecipazione, la sua segmentazione nonché l'asimmetria tra competenze e qualifiche; rileva la maggiore necessità di misure efficaci per l'inserimento o il reinserimento della forza lavoro inattiva, compresi i migranti, nel mercato del lavoro;

5.  sollecita una maggiore coerenza in seno al semestre europeo, anche garantendo che le questioni messe in evidenza nella relazione comune sull'occupazione siano adeguatamente prese in considerazione nell'analisi annuale della crescita e nelle raccomandazioni specifiche per paese e che le priorità siano sostenute anno dopo anno, a meno che non vengano considerate risolte;

6.  osserva che, in base alle previsioni, tutti gli Stati membri continueranno a registrare una crescita economica, ma a un ritmo più lento; sottolinea la necessità di colmare il divario di investimenti in ricerca e innovazione per quanto riguarda le infrastrutture, compresi i servizi sociali, sanitari e di assistenza nonché la promozione della salute, la prevenzione delle malattie e le abitazioni dignitose ed efficienti dal punto di vista energetico, come pure nel capitale umano; invita la Commissione e gli Stati membri a massimizzare i loro sforzi in termini di investimenti in un'istruzione e una formazione abbordabili, accessibili, mirate e di elevata qualità, rafforzando le misure volte al miglioramento delle competenze e alla riqualificazione, comprese le competenze digitali e trasferibili, e a promuovere l'apprendimento permanente e lo sviluppo delle competenze; sottolinea l'importanza di prevedere misure particolari per le donne e le ragazze, che sono ancora sottorappresentate nei settori digitale, scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico, nonché di rafforzare la formazione iniziale e lo sviluppo professionale continuo di insegnanti e formatori; invita gli Stati membri a rafforzare i loro sistemi di istruzione, tirocinio e formazione professionale nonché di apprendimento basato su situazioni reali, allineandoli maggiormente alle esigenze attuali e previste del mercato del lavoro; rileva inoltre l'importanza delle abilità e delle competenze acquisite in contesti di apprendimento informale e invita gli Stati membri a creare sistemi di convalida delle competenze informali, in particolare di quelle acquisite attraverso attività di volontariato;

7.  condivide il parere della Commissione secondo cui l'attuale crescita economica dovrebbe tradursi in un'attuazione anticipata degli investimenti a favore della decarbonizzazione dei sistemi industriali, energetici e di trasporto dell'UE; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi al fine di fornire una formazione appropriata e accessibile per sviluppare la giusta serie di competenze, compreso il sostegno alle aziende per quanto riguarda la formazione, la riqualificazione e il miglioramento delle competenze della forza lavoro come pure il riadattamento dei sistemi di formazione e di istruzione;

8.  osserva che, in alcuni Stati membri la disoccupazione rimane elevata a causa dell'assenza di crescita e di debolezze strutturali che derivano in misura considerevole da quadri normativi per il mercato del lavoro inefficaci e in molti casi rigidi;

9.  osserva che nonostante i miglioramenti, sussistono differenze sostanziali tra gli Stati membri e tra le diverse regioni in termini di sviluppo e ripresa economici a causa della debolezza strutturale preesistente in vari Stati membri, in particolare nel settore dell'occupazione e della produttività; ritiene a tale proposito che la graduale convergenza in tutta l'UE debba altresì far fronte alla divergenza in seno agli Stati membri, in quanto le disparità a livello regionale si ripercuotono sul potenziale di crescita europeo, poiché molti servizi e politiche sono attuati a livello regionale;

10.  ritiene che, oltre a essere utilizzato come guida per le raccomandazioni strategiche, il quadro di valutazione allegato al pilastro sociale dovrebbe essere utilizzato anche come esempio per analisi analoghe delle prestazioni dei singoli paesi in rapporto alle politiche ambientali e in materia di cambiamenti climatici, affinché possano essere valutate in base a un livello di rigore analogo;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri a esaminare attentamente la questione della povertà in situazione lavorativa e a proporre soluzioni sia a livello di UE che a livello nazionale per contrastare tale problema particolarmente insidioso; ritiene che sia necessario agire immediatamente e in modo coordinato per invertire questa tendenza, che rischia di spezzare la coesione sociale e la solidarietà tra le generazioni; ribadisce la sua preoccupazione per l'elevato numero di persone a rischio di povertà e di esclusione sociale, nonostante la tendenza al ribasso; è particolarmente preoccupato per gli elevati tassi di povertà infantile, povertà nelle zone rurali e povertà in età avanzata, che colpiscono soprattutto le donne; chiede alla Commissione e agli Stati membri di adottare tutte le misure necessarie a ridurre in modo significativo la povertà, in particolare la povertà infantile; chiede alla Commissione e agli Stati membri di riconoscere maggiormente il lavoro e le competenze delle ONG, delle organizzazioni impegnate nella lotta contro la povertà e l'esclusione sociale e delle stesse persone in condizioni di povertà, promuovendone la partecipazione allo scambio di buone pratiche; sottolinea che livelli elevati di disuguaglianza riducono sia la produzione economica che il potenziale di crescita sostenibile e inclusiva;

12.  ricorda che salari dignitosi sono importanti non solo per la coesione sociale, ma anche per mantenere un'economia forte e una forza lavoro produttiva; invita gli Stati membri ad attuare misure volte a migliorare la qualità del lavoro e a ridurre la dispersione salariale, compresa la possibilità di aumentare le soglie retributive anche sotto forma, ove applicabile, di minimi salariali fissati a livelli dignitosi; invita, in tale contesto, a elaborare politiche che rispettino, promuovano e rafforzino le contrattazioni collettive e la posizione dei lavoratori nei sistemi di fissazione dei salari, poiché ciò svolge un ruolo cruciale nel conseguimento di standard elevati in materia di condizioni lavorative; ritiene che la finalità di tutto ciò dovrebbe essere quella di sostenere la domanda aggregata e la ripresa economica, ridurre le disuguaglianze salariali e combattere la povertà in situazione lavorativa; sottolinea, in questo contesto, che la normativa e le politiche europee devono rispettare i diritti e le libertà sindacali, attenersi agli accordi collettivi e difendere il trattamento paritario dei lavoratori;

13.  sottolinea che, sebbene i tassi di disoccupazione nell'UE siano al livello più basso mai registrato, nel 2018 il tasso di posti di lavoro vacanti nell'Unione era pari al 2,2 %, in aumento rispetto all'1,9 % del 2017; osserva con preoccupazione che gli squilibri tra domanda e offerta di competenze sono considerevoli; ricorda che il ruolo degli Stati membri è di garantire l'accesso a un'istruzione e a una formazione di qualità; invita gli Stati membri a dare priorità agli investimenti pubblici al fine di garantire che tutti possano godere del proprio diritto a un'istruzione e a una formazione inclusive e di qualità; ritiene che le consulenze in materia di orientamento professionale e le formazioni possano fungere da motore di una crescita sostenibile e inclusiva; sottolinea che la convergenza tra le qualifiche e le competenze da un lato e le opportunità di lavoro dall'altro è una condizione preliminare per la creazione di un mercato del lavoro competitivo nell'UE e dovrebbe essere affrontata agevolando una più stretta cooperazione tra i sistemi di istruzione da un lato e le imprese e i sindacati dall'altro, ad esempio promuovendo l'istruzione duale, l'apprendistato, l'apprendimento basato sul lavoro e l'apprendimento basato su situazioni reali in tutte le forme e a tutti i livelli di istruzione, compresa l'istruzione superiore;

14.  invita la Commissione a fornire ulteriore sostegno al portale della mobilità professionale EURES e ad altri programmi che agevolano la mobilità ai fini dell'apprendimento e della formazione; osserva che il reciproco riconoscimento delle qualifiche migliora le prospettive lavorative, particolarmente in paesi caratterizzati da un elevato tasso di posti di lavoro vacanti;

15.  sottolinea che l'integrazione dei disoccupati di lunga durata per mezzo di misure individuali mirate rappresenta un fattore chiave nella lotta alle disuguaglianze, alla povertà e all'esclusione sociale e contribuirà nel lungo periodo alla sostenibilità dei sistemi nazionali di sicurezza sociale; invita, a questo proposito, a mettere in atto ulteriori sforzi volti a coltivare competenze orientate al mercato del lavoro, nonché ad aumentare considerevolmente l'incidenza della formazione orientata alla pratica per conseguire l'obiettivo dell'occupabilità; ritiene necessario tenere conto della situazione sociale di questi cittadini e delle loro esigenze, soprattutto in termini di reddito sufficiente, alloggio adeguato, trasporto pubblico, salute e assistenza all'infanzia, oltre a garantire un miglior monitoraggio a livello europeo delle politiche attuate a livello nazionale;

16.  invita gli Stati membri a garantire che i NEET, compresi i giovani affetti da disabilità e quelli con esigenze complesse, possano avvalersi e beneficiare della garanzia per i giovani in modo reale e significativo, in linea con le raccomandazioni della Commissione europea e della Corte dei conti europea; evidenzia l'importanza di far fronte alle attuali carenze in termini di qualità delle offerte e di portata del programma; ritiene necessari ulteriori sforzi tesi a definire standard qualitativi, a fornire un sostegno finanziario continuo e di maggiore entità sia attraverso gli strumenti di finanziamento dell'UE che attraverso i bilanci nazionali e a garantire la partecipazione significativa dei giovani e delle organizzazioni giovanili alla progettazione, all'attuazione e al monitoraggio delle misure nel quadro della garanzia per i giovani; sottolinea la necessità di riconoscere che, in ragione di criteri basati sull'età, diversi soggetti disoccupati o sottoccupati da giovani non sono stati presi in considerazione da misure appositamente rivolte ai lavoratori più giovani e necessitano pertanto dell'opportunità di migliorare le loro competenze; sottolinea che l'istruzione è il modo principale per evitare la povertà; è del parere che negli istituti di istruzione sia indispensabile dare più spazio all'insegnamento delle competenze digitali di base, come l'uso dei media digitali, nonché delle nozioni di base in materia di programmazione; sottolinea, a questo proposito, la necessità di una dotazione tecnica adeguata e di un'infrastruttura digitale appropriata negli istituti di istruzione; invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare senza ulteriore indugio il sistema formativo duale, considerato come modello da seguire nell'UE, riconoscendo al contempo il bisogno di adattarlo ai sistemi in vigore nei singoli Stati membri;

17.  sottolinea l'importanza di monitorare la percentuale della popolazione totale tra i 15 e i 24 anni considerata NEET, nonché altri indicatori ausiliari, e di concentrarsi in particolare sulle giovani donne e le ragazze, in quanto esiste una notevole differenza tra i sessi per quanto riguarda la percentuale di giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo;

18.  osserva che l'UE continua a risentire di problemi strutturali che vanno affrontati; riconosce che le misure di austerità non sono adatte a fornire soluzioni sostenibili a tali problemi; sottolinea la necessità cruciale di stimolare la domanda interna promuovendo investimenti pubblici e privati e riforme strutturali equilibrate dal punto di vista sociale ed economico, che riducano le disuguaglianze e promuovano posti di lavoro di qualità e inclusivi, una crescita sostenibile, investimenti sociali e un risanamento di bilancio responsabile, contribuendo in tal modo a spianare la strada verso una maggiore coesione e un ambiente caratterizzato da una convergenza sociale verso l'alto per le aziende e per i servizi pubblici, al fine di creare più posti di lavoro di qualità, trovando nel contempo un equilibrio tra la dimensione sociale e quella economica; sottolinea che tali priorità saranno raggiunte soltanto se gli investimenti nel capitale umano verranno considerati una strategia comune prioritaria;

19.  evidenzia che riforme socialmente responsabili devono basarsi sulla solidarietà, sull'integrazione, sulla giustizia sociale e su un'equa distribuzione della ricchezza, creando così un modello atto a garantire uguaglianza e tutela sociale, proteggendo i gruppi vulnerabili e innalzando il tenore di vita di tutti i cittadini; sottolinea anche la necessità di riorientare le politiche economiche dell'Unione verso un'economia sociale di mercato;

20.  invita la Commissione a effettuare una valutazione di impatto di genere delle riforme strutturali;

21.  invita la Commissione e tutti gli Stati membri ad avviare e/o rafforzare la regolamentazione di nuove forme di lavoro; esprime preoccupazione, in tale contesto, per la copertura dei lavoratori atipici e dei lavoratori autonomi, che spesso non hanno pieno accesso al sistema di protezione sociale; invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare e a promuovere misure di provata efficacia nel ridurre il lavoro sommerso, nel consentire il riconoscimento dei diritti del lavoro dei collaboratori domestici e dei prestatori di assistenza nonché nel migliorare le condizioni lavorative;

22.  invita gli Stati membri ad aumentare la copertura e l'efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro, anche orientandole maggiormente ai risultati e lavorando in stretta collaborazione con i servizi pubblici per l'impiego, le parti sociali e altre parti interessate, compresa, se del caso, la società civile;

23.  evidenzia l'importanza della dimensione di stabilizzazione automatica dei sistemi di previdenza sociale nell'assorbire le onde d'urto generate a livello sociale da fattori esterni quali le recessioni; invita pertanto gli Stati membri a introdurre politiche finalizzate al ristabilimento della sicurezza occupazionale fornendo una protezione proattiva, anche in caso di licenziamento; invita inoltre gli Stati membri, nel quadro della raccomandazione n. 202 dell'ILO che definisce i livelli di protezione sociale di base, ad assicurare e ad aumentare gli investimenti nei sistemi di protezione sociale per garantire che siano in grado di affrontare e prevenire la povertà e le diseguaglianze, assicurandone nel contempo la sostenibilità;

24.  invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi tesi a una maggiore integrazione delle persone disabili nel mercato del lavoro, eliminando gli ostacoli legislativi alla creazione di incentivi per la loro occupazione e garantendo l'accessibilità dei posti di lavoro attraverso un maggiore utilizzo delle nuove tecnologie assistive per rendere possibili, ad esempio, la comunicazione e la mobilità delle persone disabili; invita la Commissione e gli Stati membri, in aggiunta, a intensificare gli sforzi a favore di una maggiore inclusione nel mercato del lavoro dei gruppi più distanti da esso, quali i genitori soli, i prestatori di assistenza a titolo informale, le persone affette da malattie a lungo decorso, disabilità, problemi di salute o malattie croniche complesse, i migranti e i rifugiati nonché le persone appartenenti a minoranze etniche e religiose; invita gli Stati membri a intensificare gli sforzi tesi a migliorare le competenze dei lavoratori e a promuovere posti di lavoro dignitosi che si traducano in un'occupazione di qualità;

25.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che tutti gli interventi atti a favorire l'inclusione dei rom siano in linea con i principi generali delle strategie nazionali di integrazione dei rom concordate;

26.  osserva che le MPMI svolgono un ruolo di estrema importanza nello sviluppo sostenibile e inclusivo, nella crescita economica e nella creazione di posti di lavoro in Europa; chiede un ulteriore sostegno per consentire alle MPMI di organizzare formazioni pertinenti per i loro dipendenti; invita la Commissione e gli Stati membri a dedicare un'attenzione maggiore e più mirata agli interessi delle MPMI nel processo di elaborazione delle politiche, creando il giusto quadro normativo per le imprese, comprese le piccole imprese e le microimprese, al fine di creare posti di lavoro, ad esempio attraverso l'attuazione di una regolamentazione intelligente;

27.  invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi tesi a garantire una tassazione più equa, anche nel settore dell'economia digitale, poiché si tratta di una condizione necessaria per la promozione di un'inclusione più favorevole;

28.  esprime preoccupazione per il fatto che sia stata prestata così poca attenzione all'equilibrio tra vita professionale e vita privata nell'analisi annuale della crescita; invita gli Stati membri e la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie a migliorare l'equilibrio tra vita professionale e vita privata, nonché a promuovere la parità di genere; chiede lo sviluppo di servizi di assistenza di alta qualità, accessibili e a prezzi abbordabili durante l'intero ciclo di vita, nonché di servizi di assistenza all'infanzia e di istruzione precoce, continuando nel contempo a perseguire il conseguimento degli obiettivi in materia di assistenza all'infanzia fissati a Barcellona nel 2002 e a garantire norme che promuovano soluzioni di lavoro flessibili; chiede il riconoscimento dei prestatori di assistenza informale, nonché il miglioramento delle condizioni lavorative e forme adeguate di sostegno e riconoscimento dell'importante lavoro svolto dai prestatori di assistenza familiare, che forniscono la maggior parte dell'assistenza nell'UE, ad esempio offrendo copertura pensionistica e di sicurezza sociale nonché il riconoscimento della formazione e delle competenze informali; chiede la promozione di modalità di lavoro flessibili e l'utilizzo di vantaggiosi congedi parentali, di maternità, di paternità e per prestatori di assistenza; riconosce che la questione richiede una risposta articolata e invita gli Stati membri ad affrontarla con urgenza; è fermamente convinto che l'adozione della direttiva sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata per genitori e prestatori di assistenza sia un passo necessario per migliorare questo aspetto;

29.  invita gli Stati membri a migliorare la parità di genere nei settori pertinenti e nelle imprese, prestando nel contempo un'attenzione particolare alle donne affette da disabilità, che sono particolarmente vulnerabili sul mercato del lavoro;

30.  esprime preoccupazione per la segregazione verticale e orizzontale del mercato del lavoro in tutta l'UE, per i divari retributivi e pensionistici tra donne e uomini e per l'esiguo numero di donne coinvolte nel processo decisionale; insiste sul fatto che il tasso di occupazione delle donne continua a essere inferiore a quello degli uomini; sottolinea inoltre che questo divario riguardante il tasso di occupazione è particolarmente marcato per le madri e le donne con responsabilità di assistenza;

31.  invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare una maggiore integrazione della prospettiva di genere in sede di sviluppo delle raccomandazioni specifiche per paese, dei programmi di stabilità e convergenza e dei programmi di riforma nazionali, introducendo misure e traguardi qualitativi volti a colmare i persistenti divari di genere, come pure ad applicare in maniera sistematica il principio del bilancio di genere;

32.  invita gli Stati membri a fissare, nei rispettivi programmi nazionali di riforma (PNR), specifici obiettivi quantitativi riguardanti l'occupazione femminile in generale;

33.  invita la Commissione e il Consiglio a introdurre nella strategia Europa 2020 un pilastro relativo alla parità di genere e un obiettivo generale in materia di parità di genere;

34.  invita la Commissione a includere l'indice sull'uguaglianza di genere tra gli strumenti del semestre europeo per il monitoraggio dei progressi compiuti rispetto agli obiettivi sociali e occupazionali;

35.  invita la Commissione e gli Stati membri a monitorare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro; invita inoltre gli Stati membri a sbloccare la direttiva "Più donne alla guida delle imprese europee";

36.  invita gli Stati membri e la Commissione a rimuovere tutti i vincoli che gravano sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro e a eliminare tutte le discriminazioni di genere in ambito fiscale e altri incentivi che perpetuano la disparità dei ruoli legata al genere;

37.  chiede politiche che sostengano l'imprenditoria femminile, assicurando l'accesso delle donne ai finanziamenti e alle opportunità commerciali, offrendo loro formazioni su misura e introducendo provvedimenti volti a conciliare vita professionale e vita privata;

38.  sottolinea il fatto che la discriminazione basata sul genere è ancora un problema persistente, come dimostrato dal divario retributivo di genere (con retribuzioni medie lorde orarie dei dipendenti di sesso maschile superiori di circa il 16 % rispetto a quelle dei dipendenti di sesso femminile) e dal divario pensionistico pari al 37 %; sottolinea che il divario pensionistico, che rappresenta l'indicatore più importante della disuguaglianza di genere, è dovuto alla sottorappresentazione delle donne nei settori in cui il lavoro è ben retribuito, alla discriminazione sul mercato del lavoro e all'elevata percentuale di donne che svolgono un lavoro a tempo parziale nonché alla mancanza di adeguati meccanismi di suddivisione delle incombenze familiari e professionali tra uomini e donne;

39.  ricorda che il cambiamento nella composizione anagrafica e il relativo aumento dell'aspettativa di vita della popolazione richiede l'adattamento dei sistemi pensionistici e, in alcuni Stati membri, l'attuazione di riforme appropriate atte a garantire pensioni sostenibili e adeguate nel futuro; ribadisce la sua richiesta affinché siano introdotti crediti di assistenza nei sistemi pensionistici per compensare la perdita di contributi subita dalle donne e dagli uomini a causa delle responsabilità genitoriali e assistenziali di lungo corso, quale strumento per ridurre il divario retributivo e pensionistico di genere e salvaguardare l'equità intergenerazionale; invita l'UE e gli Stati membri, in collaborazione con le parti sociali e con le organizzazioni che si occupano della parità tra i sessi, a elaborare e attuare politiche per colmare questo divario; invita gli Stati membri a svolgere periodicamente analisi comparative degli stipendi per integrare i suddetti sforzi; ricorda al Consiglio europeo di prendere in considerazione la possibilità di avvalersi della relazione annuale sull'uguaglianza di genere nel contesto del semestre europeo per migliorare l'integrazione della dimensione di genere;

40.  sottolinea che l'accesso universale a pensioni di anzianità e di vecchiaia pubbliche, solidali e adeguate deve essere garantito a tutti; riconosce le sfide con cui devono misurarsi gli Stati membri per rafforzare la sostenibilità dei sistemi pensionistici, ma sottolinea l'importanza di salvaguardare la solidarietà al loro interno; ritiene che il modo migliore per garantire pensioni idonee, sostenibili e sicure per donne e uomini consista nell'incrementare il tasso complessivo di occupazione e nel creare posti di lavoro di qualità in tutte le fasce d'età, migliorando le condizioni lavorative e occupazionali e impegnando la necessaria spesa pubblica supplementare; ritiene che le riforme dei sistemi pensionistici debbano concentrarsi, fra l'altro, sull'età pensionabile effettiva e rispecchiare le tendenze del mercato del lavoro, i tassi di natalità, la situazione sanitaria e patrimoniale, le condizioni di lavoro e l'indice di dipendenza economica; ritiene che tali riforme debbano tener conto anche della situazione di milioni di lavoratori in Europa, in particolare le donne, i giovani e i lavoratori autonomi, che sono interessati da situazioni lavorative precarie e atipiche, da periodi di disoccupazione involontaria o da orari di lavoro ridotti;

41.  osserva che i servizi di assistenza sanitaria e sociale sono fondamentali per sostenere la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale e invita la Commissione e gli Stati membri a fornire investimenti e margine di bilancio al fine di sviluppare tali servizi in modo da garantirne l'abbordabilità, l'accessibilità e l'elevata qualità; avverte che in assenza di investimenti pubblici continuativi nelle politiche in materia di sanità e assistenza, l'aspettativa di vita potrebbe subire un'inversione di tendenza negli anni futuri;

42.  deplora la mancata inclusione della crisi degli alloggi tra le principali priorità politiche per il 2019 e invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare meglio il semestre europeo per monitorare e sostenere i progressi in materia di accessibilità economica delle abitazioni e mancanza di fissa dimora in quanto questioni fondamentali che destano preoccupazione; invita la Commissione, come primo passo, a inserire l'indicatore relativo all'eccessiva onerosità dei costi abitativi, facente parte delle statistiche dell'Unione europea sul reddito e sulle condizioni di vita (EU-SILC), nel quadro di valutazione, in linea con il principio n. 19 dell'EPSR; sottolinea che i tassi elevati di sovraffollamento giovanile (15-29 anni) si ripercuotono negativamente sull'istruzione, sullo sviluppo personale e professionale e sulla qualità della vita; ritiene necessario dare la priorità ai finanziamenti pubblici per i giovani che vivono in alloggi inadeguati;

43.  è del parere che la politica di coesione, in quanto una delle principali politiche di investimento dell'Unione europea, abbia dimostrato la sua efficacia nel rafforzare la coesione sociale e nel ridurre le disuguaglianze; incoraggia gli Stati membri a utilizzare appieno i finanziamenti disponibili per l'attuazione dell'EPSR;

44.  invita nuovamente la Commissione a sostenere gli Stati membri affinché si avvalgano maggiormente dei fondi strutturali per investire in strutture di assistenza pubblica e servizi per l'infanzia, gli anziani e le altre persone non indipendenti, in modo da agevolare il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro e garantire un equilibrio tra attività professionale e vita privata;

45.  ricorda che l'analisi annuale della crescita accorda preferenza a diversi settori di investimento in campo sociale, tra cui la sanità, i sistemi di assistenza a lungo termine e l'edilizia popolare; sottolinea che il Comitato economico e sociale europeo ha argomentato a favore dei numerosi effetti positivi degli investimenti in campo sociale orientati al futuro, efficienti, efficaci e ben pianificati, che non dovrebbero essere percepiti come un costo ma come un investimento per il potenziale europeo di crescita e occupazione; sottolinea che l'attuazione di tali obiettivi richiede un margine di manovra per la spesa pubblica;

46.  invita gli Stati membri, la Commissione e il Parlamento europeo a dare maggiore riconoscimento alle competenze delle ONG in campo sociale adoperandosi a favore di un dialogo civile, come previsto dall'articolo 11 del trattato sull'Unione europea, nel quadro del processo del semestre europeo;

47.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2018)0484.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2018)0464.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2018)0432.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2018)0078.

(5)

Cfr. le relazioni dell'OCSE ("Tutti coinvolti: perché meno diseguaglianza è meglio per tutti", 2015) e dell'FMI (Causes and consequences of income inequality, "Cause e conseguenze della disuguaglianza di reddito", giugno 2015).


PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (24.1.2019)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2019  

(2018/2120(INI))

Relatore per parere: Pina Picierno

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che il principio della parità di genere è un valore fondamentale dell'UE, sancito dagli articoli 8 e 19 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che stabiliscono l'obbligo di eliminare le ineguaglianze, promuovere la parità di genere e combattere le discriminazioni fondate sul sesso, nonché di garantire l'integrazione della dimensione di genere in tutte le politiche e le attività dell'UE;

B.  considerando che i divari persistenti tra donne e uomini nell'UE, come ad esempio il divario occupazionale, pari all'11,6 %(1), il divario retributivo, pari al 16,2 %(2) e il divario pensionistico, pari al 37,2 %(3), non soltanto costituiscono un'ingiustizia, ma pongono le donne in situazioni di vulnerabilità e di precarietà, come la povertà o l'esclusione sociale; che sono necessari sforzi urgenti per eliminare tali divari, che continuano ad essere uno dei principali ostacoli alla parità di genere e una forma inaccettabile di discriminazione di genere;

C  considerando che è particolarmente importante ridurre il divario pensionistico di genere, che attualmente è pari quasi al 40 % in media nell'Unione ed è anche il frutto delle disparità accumulate durante tutto il corso della vita delle donne e dei loro periodi di assenza dal mercato del lavoro; che il riconoscimento dei servizi di assistenza prestati dalle donne rappresenta una buona base da cui partire per affrontare efficacemente il problema dell'insufficienza dei diritti pensionistici maturati dalle donne;

D.  considerando che la qualità dei servizi assistenziali varia notevolmente all'interno degli Stati membri e tra di essi, nonché tra le strutture pubbliche e private, tra le zone urbane e rurali e tra le diverse fasce d'età; che le donne sono colpite dai tagli ai servizi pubblici, come la sanità, l'istruzione e gli alloggi, sia direttamente in qualità di utenti dei servizi e lavoratrici, sia indirettamente attraverso il loro sostegno ai familiari che dipendono da servizi pubblici essenziali;

E.  considerando che l'incremento del numero di donne che rivestono ruoli decisionali rafforzerebbe la parità di genere;

F.  considerando che è più probabile che le donne interrompano la propria carriera per via del loro ruolo in famiglia, e che sono le donne, con maggiore frequenza, a smettere di lavorare per prendersi cura di un figlio o di un familiare malato; che tale ruolo svolto dalle donne può costituire un freno alla loro carriera; che sono in corso discussioni sul conseguimento di un equilibrio tra vita professionale e vita privata;

G.  considerando che il semestre europeo dovrebbe contribuire al completamento del pilastro europeo dei diritti sociali per garantire un trattamento equo e pari opportunità per donne e uomini, nonché per sostenere il diritto alla parità di retribuzione per lo stesso lavoro svolto da donne e uomini e il diritto di accesso a un'assistenza sanitaria di buona qualità e a prezzi accessibili;

1.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare maggiormente la prospettiva dell'integrazione della dimensione di genere in sede di sviluppo delle raccomandazioni specifiche per paese, dei programmi di stabilità e convergenza e dei programmi di riforma nazionali, introducendo misure e traguardi qualitativi volti a colmare i persistenti divari di genere, come pure ad applicare in maniera sistematica il principio del bilancio di genere;

2.  invita gli Stati membri a fissare, nei rispettivi programmi nazionali di riforma, specifici obiettivi quantitativi riguardanti l'occupazione femminile in generale, congiuntamente a misure specifiche destinate a gruppi di donne che presentano un tasso di occupazione molto basso, quali le donne giovani, anziane, migranti, con disabilità, le madri sole e le donne rom;

3.  invita la Commissione e il Consiglio a introdurre nella strategia Europa 2020 un pilastro relativo alla parità di genere e un obiettivo generale in materia di parità di genere;

4.  invita la Commissione a includere l'indice sull'uguaglianza di genere tra gli strumenti del semestre europeo per il monitoraggio dei progressi compiuti rispetto agli obiettivi sociali e occupazionali;

5.  sottolinea che la disoccupazione, la povertà e l'esclusione sociale sono fonte di preoccupazione, in particolare per le donne; sottolinea pertanto l'importanza di assicurare che il semestre europeo continui a essere incentrato sulla realizzazione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, con un maggiore coordinamento delle politiche nazionali ed europee, al fine di creare più posti di lavoro di qualità in seno all'Unione e di affrontare in tal modo il divario di genere in materia di disoccupazione nonché sul piano retributivo e pensionistico;

6.  esprime preoccupazione per la segregazione verticale e orizzontale del mercato del lavoro in tutta l'UE, per i divari retributivi e pensionistici tra donne e uomini e per l'esiguo numero di donne coinvolte nel processo decisionale; insiste sul fatto che il tasso di occupazione delle donne continua a essere inferiore a quello degli uomini; sottolinea inoltre che questo divario riguardante il tasso di occupazione è particolarmente marcato per le madri e le donne con responsabilità di assistenza;

7.  invita nuovamente la Commissione a sostenere gli Stati membri affinché si avvalgano maggiormente dei fondi strutturali per investire in strutture di assistenza pubblica e servizi per l'infanzia, gli anziani e le altre persone non indipendenti, in modo da agevolare il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro e garantire un equilibrio tra attività professionale e vita privata;

8.  incoraggia gli Stati membri a individuare modelli di finanziamento efficaci, compresi finanziamenti mirati, che trovino un buon equilibrio tra finanziamenti pubblici e privati e che siano inoltre adattati alle circostanze nazionali e locali;

9.  chiede che il semestre europeo aderisca pienamente al pilastro europeo dei diritti sociali, ponendo l'accento sulla parità di trattamento e di opportunità tra donne e uomini, sul diritto alla parità di retribuzione per un lavoro di pari valore e sul diritto a servizi di assistenza di elevata qualità ed economicamente accessibili;

10.  sottolinea l'importanza dell'apprendimento permanente anche per le donne, poiché offre loro l'opportunità di riqualificarsi in un mercato del lavoro in continua evoluzione; chiede una maggiore promozione delle materie connesse all'informatica e alle TIC, che possono aiutare le ragazze ad affrontare gli stereotipi esistenti nell'istruzione e a colmare i divari di genere nei tassi di occupazione e nelle pensioni;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri a monitorare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro; invita inoltre gli Stati membri a sbloccare la direttiva "Più donne alla guida delle imprese europee";

12.  invita gli Stati membri e la Commissione a eliminare tutti i vincoli che gravano sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro, come pure tutte le discriminazioni fiscali legate al genere e altri incentivi che perpetuano la disparità dei ruoli legata al genere;

13.  invita la Commissione a effettuare una valutazione dell'impatto di genere delle riforme strutturali;

14.  sottolinea l'importanza di monitorare la percentuale della popolazione totale considerata NEET tra i 15 e i 24 anni, nonché altri indicatori ausiliari, e di concentrarsi in particolare sulle giovani donne e le ragazze, in quanto esiste una notevole differenza tra i sessi per quanto riguarda la percentuale di giovani che non lavorano e non frequentano corsi di istruzione o di formazione;

15.  chiede politiche che sostengano l'imprenditoria femminile, assicurando l'accesso delle donne ai finanziamenti e alle opportunità commerciali, offrendo loro formazioni su misura e introducendo provvedimenti volti a conciliare vita professionale e vita privata;

16.  accoglie favorevolmente la proposta della Commissione sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata come un buon modo per incoraggiare l'occupazione femminile e rendere più equilibrato il tasso di occupazione femminile; chiede agli Stati membri di migliorare la parità di genere nei settori pertinenti e nelle imprese, prestando nel contempo un'attenzione particolare alle donne con disabilità, che sono particolarmente vulnerabili sul mercato del lavoro.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

23.1.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

3

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Heinz K. Becker, Malin Björk, Vilija Blinkevičiūtė, Anna Maria Corazza Bildt, Iratxe García Pérez, Arne Gericke, Anna Hedh, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Angelika Niebler, Maria Noichl, Marijana Petir, Pina Picierno, João Pimenta Lopes, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Michaela Šojdrová, Ernest Urtasun, Jadwiga Wiśniewska, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Eleonora Forenza, Julie Girling, Lívia Járóka, Dubravka Šuica, Mylène Troszczynski, Julie Ward

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jean Lambert

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

19

+

ALDE

Beatriz Becerra Basterrechea

PPE

Heinz K. Becker, Julie Girling, Lívia Járóka, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Angelika Niebler, Michaela Šojdrová, Dubravka Šuica

S&D

Vilija Blinkevičiūtė, Iratxe García Pérez, Anna Hedh, Maria Noichl, Pina Picierno, Liliana Rodrigues, Julie Ward

VERTS/ALE

Jean Lambert, Terry Reintke, Ernest Urtasun

3

-

ECR

Arne Gericke, Jadwiga Wiśniewska

GUE/NGL

João Pimenta Lopes

6

0

ENF

Mylène Troszczynski

GUE/NGL

Malin Björk, Eleonora Forenza

PPE

Anna Maria Corazza Bildt, Marijana Petir, Anna Záborská

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, Banca dati delle statistiche di genere.

(2)

Boll, C. e Lagemann, A., "Gender pay gap in EU countries based on SES (2014)" (Divario retributivo di genere nei paesi dell'UE sulla base dell'indagine sulla struttura delle retribuzioni (2014)), Commissione europea, Lussemburgo, 2018.

(3)

Commissione europea, Relazione 2018 sull'adeguatezza delle pensioni.


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

26.2.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

6

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Brando Benifei, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Michael Detjen, Lampros Fountoulis, Elena Gentile, Marian Harkin, Agnes Jongerius, Rina Ronja Kari, Jan Keller, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Jean Lambert, Jeroen Lenaers, Thomas Mann, João Pimenta Lopes, Georgi Pirinski, Terry Reintke, Sofia Ribeiro, Robert Rochefort, Claude Rolin, Siôn Simon, Romana Tomc, Yana Toom, Ulrike Trebesius, Marita Ulvskog, Renate Weber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Georges Bach, Lynn Boylan, Krzysztof Hetman, Alex Mayer, Ivari Padar, Neoklis Sylikiotis, Monika Vana

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jens Gieseke, Paul Tang


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

31

+

ALDE

Enrique Calvet Chambon, Marian Harkin, Robert Rochefort, Yana Toom, Renate Weber

PPE

Georges Bach, David Casa, Jens Gieseke, Krzysztof Hetman, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Jeroen Lenaers, Thomas Mann, Sofia Ribeiro, Claude Rolin, Romana Tomc

S&D

Brando Benifei, Ole Christensen, Michael Detjen, Elena Gentile, Agnes Jongerius, Jan Keller, Alex Mayer, Ivari Padar, Georgi Pirinski, Siôn Simon, Paul Tang, Marita Ulvskog

VERTS/ALE

Jean Lambert, Terry Reintke, Monika Vana

6

-

ECR

Ulrike Trebesius

GUE/NGL

Lynn Boylan, Rina Ronja Kari, João Pimenta Lopes, Neoklis Sylikiotis

NI

Lampros Fountoulis

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2019Avviso legale