Procedura : 2018/0332(COD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0169/2019

Testi presentati :

A8-0169/2019

Discussioni :

PV 25/03/2019 - 15
CRE 25/03/2019 - 15

Votazioni :

PV 26/03/2019 - 7.5
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2019)0225

RELAZIONE     ***I
PDF 411kWORD 181k
7.3.2019
PE 629.635v02-00 A8-0169/2019

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE

(COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD))

Commissione per i trasporti e il turismo

Relatore: Marita Ulvskog

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 PARERE della commissione giuridica
 PARERE della commissione per le petizioni
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE

(COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0639),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0408/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del ...(1),

–  visti i risultati della consultazione online tenuta dalla Commissione europea tra il 4 luglio 2018 e il 16 agosto 2018,

–  visto il parere del Comitato delle regioni del...(2),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, della commissione giuridica e della commissione per le petizioni (A8-0169/2019);

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  In passato gli Stati membri hanno scelto di introdurre disposizioni relative all'ora legale a livello nazionale. È stato pertanto importante per il funzionamento del mercato interno fissare una data e un'ora comuni per l'inizio e la fine del periodo dell'ora legale per tutta Unione. In conformità alla direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio21 tutti gli Stati membri applicano attualmente le disposizioni relative all'ora legale dall'ultima domenica di marzo all'ultima domenica di ottobre dello stesso anno.

(1)  In passato gli Stati membri hanno scelto di introdurre disposizioni relative all'ora legale a livello nazionale. È stato pertanto importante per il funzionamento del mercato interno fissare una data e un'ora comuni per l'inizio e la fine del periodo dell'ora legale per tutta l'Unione allo scopo di coordinare il cambiamento dell'ora negli Stati membri. In conformità alla direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio21 tutti gli Stati membri applicano attualmente cambi stagionali semestrali dell'ora. L'ora normale viene cambiata in ora legale l'ultima domenica di marzo e rimane in vigore fino all'ultima domenica di ottobre dello stesso anno.

__________________

__________________

21 Direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 gennaio 2001, concernente le disposizioni relative all'ora legale (GU L 31 del 2.2.2001, pag. 21).

21 Direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 gennaio 2001, concernente le disposizioni relative all'ora legale (GU L 31 del 2.2.2001, pag. 21).

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre confermato che è fondamentale mantenere un approccio armonizzato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

(2)  Basandosi su numerose petizioni, iniziative dei cittadini e interrogazioni parlamentari, il Parlamento europeo, nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018, ha invitato la Commissione a condurre una valutazione approfondita delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre sottolineato l'importanza di mantenere un approccio armonizzato e coordinato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione e un regime orario uniforme a livello dell'UE.

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi. Gli elementi raccolti non consentono di concludere univocamente che i benefici delle disposizioni relative all'ora legale superano gli inconvenienti connessi a un cambio semestrale dell'ora.

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno, creare prevedibilità e certezza a lungo termine ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  Il dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale non è una novità e sin dall'introduzione dell'ora legale sono state promosse diverse iniziative miranti a porre fine a tale pratica. Alcuni Stati membri hanno tenuto consultazioni nazionali e la maggior parte delle imprese e dei portatori di interessi ha sostenuto l'abolizione di tale pratica. La consultazione avviata dalla Commissione europea è giunta alla stessa conclusione.

Motivazione

L'introduzione del cambio dell'ora ha avuto i suoi oppositori all'inizio, ma l'attuale proposta segue una serie di studi e di consultazioni che apportano argomentazioni al dibattito ideologico. A tal fine, è opportuno menzionare i precedenti dibattiti e il processo che ha portato all'attuale proposta.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 ter)  In tale contesto, la situazione degli allevatori può fungere da esempio di come le disposizioni relative all'ora legale fossero inizialmente ritenute incompatibili con le pratiche agricole, in particolare considerando che la giornata lavorativa inizia molto presto già in regime di ora solare. Si riteneva inoltre che il passaggio semestrale all'ora legale rendesse più difficile l'immissione dei prodotti o degli animali sul mercato. Infine, poiché le vacche seguono il loro ritmo naturale di mungitura, si è ipotizzata una riduzione della produzione di latte. Tuttavia, le moderne attrezzature e pratiche agricole hanno rivoluzionato l'agricoltura in modo tale da rendere la maggior parte di queste preoccupazioni non più pertinenti, anche se permangono preoccupazioni circa il bioritmo animale e le condizioni di lavoro degli agricoltori.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale e alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate alle disposizioni relative all'ora legale.

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale. Circa 4,6 milioni di cittadini hanno partecipato alla consultazione pubblica organizzata dalla Commissione, il che rappresenta il maggior numero di risposte mai ricevute in una consultazione della Commissione. Anche una serie di iniziative dei cittadini ha messo in evidenza le preoccupazioni del pubblico in merito al cambio semestrale dell'ora e alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni relative all'ora legale. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate e armonizzate alle disposizioni relative all'ora legale.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  La cronobiologia dimostra che il bioritmo del corpo umano è influenzato da qualsiasi cambiamento dell'ora, che potrebbe comportare effetti nocivi per la salute umana. Recenti prove scientifiche suggeriscono chiaramente un legame tra cambiamenti orari e malattie cardiovascolari, malattie infiammatorie immunitarie o ipertensione, legate alle alterazioni del ciclo circadiano. Alcuni gruppi, come i bambini e gli anziani, sono particolarmente vulnerabili. Pertanto, per proteggere la salute pubblica, è opportuno porre fine al cambio stagionale dell'ora.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter)  I territori diversi dai territori d'oltremare degli Stati membri sono suddivisi in tre diversi fusi orari o ore normali, vale a dire GMT, GMT+1 e GMT+2. L'ampia estensione territoriale dell'UE da nord a sud comporta differenze negli effetti della luce diurna in tutta l'Unione. È pertanto importante che gli Stati membri tengano conto degli aspetti geografici del tempo, vale a dire i fusi orari naturali e la posizione geografica, prima di cambiare i propri fusi orari. Gli Stati membri dovrebbero consultare i cittadini e le parti interessate prima di decidere di cambiare i propri fusi orari.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 4 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quater)  Diverse iniziative dei cittadini hanno evidenziato le preoccupazioni esistenti quanto al cambiamento semestrale dell'ora e gli Stati membri dovrebbero avere il tempo e l'opportunità di condurre consultazioni pubbliche e valutazioni d'impatto al fine di comprendere meglio le implicazioni della soppressione dei cambi stagionali dell'ora in tutte le regioni.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 4 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quinquies)  Con l'ora legale, o ora estiva, si ha l'impressione che il sole tramonti più tardi nei mesi estivi, perciò molti cittadini dell'UE associano l'estate alla presenza di luce solare fino a tarda sera. Con il ritorno all'ora normale, in estate, il sole tramonterebbe un'ora prima e la luce diurna sarebbe disponibile a tarda sera durante un periodo molto limitato dell'anno.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 4 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 sexies)  Numerosi studi hanno esaminato il legame fra il passaggio all'ora legale e il rischio di infarti, l'alterazione del ritmo dell'organismo, la privazione del sonno, la mancanza di concentrazione e attenzione, il più elevato rischio di incidenti, la minor soddisfazione di vita e persino i tassi di suicidio. Cionondimeno, un maggior numero di ore di luce, le attività all'aperto dopo il lavoro o la scuola e l'esposizione alla luce solare determinano chiaramente effetti positivi a lungo termine per il benessere generale.

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Considerando 4 septies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 septies)  I cambi stagionali dell'ora hanno un'incidenza negativa anche sul benessere degli animali, il che è evidente, ad esempio, nel settore agricolo, ove ne risente la produzione di latte vaccino.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 14 octies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 octies)  È una supposizione diffusa che i cambi stagionali dell'ora determinino un risparmio energetico. Infatti, questo è stato il principale motivo per cui sono stati inizialmente introdotti nello scorso secolo. Le ricerche dimostrano, tuttavia, che mentre i cambi stagionali dell'ora potrebbero apportare benefici marginali alla riduzione del consumo energetico all'interno dell'Unione nel suo complesso, ciò non avviene in tutti gli Stati membri. Il risparmio di energia destinata all'illuminazione, consentito dal passaggio all'ora legale, potrebbe altresì essere inferiore all'aumento del consumo di energia impiegata per il riscaldamento. Inoltre, i risultati sono difficili da interpretare poiché sono profondamente influenzati da fattori esterni, quali la meteorologia, il comportamento degli utenti dell'energia o la transizione energetica in corso.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di garantire che l'applicazione delle disposizioni relative all'ora legale da parte solo di alcuni Stati membri non perturbi il funzionamento del mercato interno, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, dei settori dei trasporti, delle comunicazioni e di altri settori coinvolti, essi dovrebbero notificare tempestivamente alla Commissione la loro intenzione di modificare la loro ora normale e solo in seguito applicare le modifiche notificate. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, informare tutti gli altri Stati membri affinché possano adottare tutte le misure necessarie. Essa dovrebbe inoltre informare il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione.

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di garantire che l'applicazione delle disposizioni relative all'ora legale da parte solo di alcuni Stati membri non perturbi il funzionamento del mercato interno, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, dei settori dei trasporti, delle comunicazioni e di altri settori coinvolti, essi dovrebbero notificare alla Commissione al più tardi entro il 1° aprile 2020 se intendano modificare la loro ora normale l'ultima domenica di ottobre 2021.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  È pertanto necessario porre termine all'armonizzazione del periodo interessato dalle disposizioni relative all'ora legale, come stabilito nella direttiva 2000/84/CE, e introdurre regole comuni che impediscano agli Stati membri di applicare disposizioni diverse relative al cambio stagionale dell'ora tramite la modifica della loro ora normale più di una volta nel corso dell'anno, e che introducano l'obbligo di notificare le modifiche che essi prevedono di apportare all'ora normale. La presente direttiva mira a contribuire in modo determinato al buon funzionamento del mercato interno e dovrebbe di conseguenza basarsi sull'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come interpretato conformemente alla giurisprudenza costante della Corte di giustizia dell'Unione europea.

(6)  È pertanto necessario porre termine all'armonizzazione del periodo interessato dalle disposizioni relative all'ora legale, come stabilito nella direttiva 2000/84/CE, e introdurre regole comuni che impediscano agli Stati membri di applicare disposizioni diverse relative al cambio stagionale dell'ora tramite la modifica della loro ora normale più di una volta nel corso dell'anno. La presente direttiva mira a contribuire in modo determinato al buon funzionamento del mercato interno e dovrebbe di conseguenza basarsi sull'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come interpretato conformemente alla giurisprudenza costante della Corte di giustizia dell'Unione europea.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  È necessario che la decisione su quale ora normale applicare in ciascuno Stato membro sia preceduta da consultazioni e studi che tengano conto delle preferenze dei cittadini, delle variazioni geografiche, delle differenze regionali, delle modalità di lavoro standard e di altri fattori pertinenti per lo Stato membro in questione. Pertanto, gli Stati membri dovrebbero disporre di tempo sufficiente per analizzare l'impatto della proposta e scegliere la soluzione che meglio soddisfa i propri cittadini, tenendo conto al contempo del buon funzionamento del mercato interno.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 6 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 ter)  Il passaggio a un nuovo regime senza cambi stagionali genererà costi transitori, soprattutto riguardo ai sistemi di informazione in diversi settori, in particolare i trasporti. Al fine di ridurre in modo significativo i costi di transizione, è necessario un periodo di tempo ragionevole per preparare l'attuazione della presente direttiva.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1º aprile 2019, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 31 marzo 2019. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2019.

(7)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1º aprile 2021, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, dell'ultima domenica di marzo 2021. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, dell'ultima domenica di ottobre 2021, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2021.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis)  Al fine di garantire un'attuazione armonizzata della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero cooperare tra loro e prendere decisioni sulle disposizioni relative ai tempi previsti in modo concertato e coordinato. Occorre pertanto istituire un meccanismo di coordinamento, composto da un rappresentante designato da ciascuno Stato membro e da un rappresentante della Commissione. Il meccanismo di coordinamento dovrebbe discutere e valutare l'impatto potenziale di qualsiasi decisione prevista concernente le ore normali di uno Stato membro sul funzionamento del mercato interno, al fine di evitare perturbazioni significative.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 7 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 ter)  La Commissione dovrebbe valutare se le disposizioni relative all'ora previste nei vari Stati membri possano pregiudicare in modo significativo e permanente il corretto funzionamento del mercato interno. Qualora tale valutazione non porti gli Stati membri a riconsiderare le disposizioni previste relative all'ora, la Commissione dovrebbe poter rinviare di non oltre dodici mesi la data di applicazione della presente direttiva e presentare, se del caso, una proposta legislativa. Pertanto, e al fine di garantire la corretta applicazione della presente direttiva, alla Commissione europea dovrebbe essere delegato il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea per quanto riguarda il rinvio di non oltre dodici mesi della data di applicazione della presente direttiva.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2019, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019. Gli Stati membri notificano tale decisione in conformità all'articolo 2.

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2021, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, dell'ultima domenica di ottobre dello stesso anno. Gli Stati membri notificano tale decisione alla Commissione entro il 1° aprile 2020.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Fatto salvo l'articolo 1, se uno Stato membro decide di modificare la sua ora normale o le sue ore normali in uno dei territori soggetti alla sua giurisdizione, esso ne dà notifica alla Commissione almeno 6 mesi prima dell'entrata in vigore della modifica. Qualora uno Stato membro abbia effettuato tale notifica e non l'abbia revocata almeno 6 mesi prima della data della modifica prevista, esso applica tale modifica.

1.  È istituito un meccanismo di coordinamento allo scopo di assicurare un approccio armonizzato e coordinato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Entro un mese dalla notifica la Commissione ne informa gli altri Stati membri e pubblica tale informazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

2.  Il meccanismo di coordinamento è composto da un rappresentante per ciascuno Stato membro e da un rappresentante della Commissione.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Quando uno Stato membro notifica la sua decisione alla Commissione a norma dell'articolo 1, paragrafo 2, il meccanismo di coordinamento si riunisce per discutere e valutare l'impatto potenziale della modifica prevista sul funzionamento del mercato interno, al fine di evitare perturbazioni significative.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter.  Laddove, sulla base della valutazione di cui al paragrafo 2 bis, ritenga che la modifica prevista incida in maniera significativa sul corretto funzionamento del mercato interno, la Commissione ne informa lo Stato membro notificante.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 2 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 quater.  Entro il 31 ottobre 2020 lo Stato membro decide se confermare o meno la propria intenzione. Laddove decida di confermare la propria intenzione, lo Stato membro notificante fornisce una spiegazione dettagliata di come affronterà l'impatto negativo della modifica sul funzionamento del mercato interno.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'attuazione della presente direttiva entro il 31 dicembre 2024.

1.  Entro il 31 dicembre 2025 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione di valutazione in merito all'applicazione e all'attuazione della presente direttiva, accompagnata, se necessario, da una proposta legislativa di revisione basata su una valutazione d'impatto approfondita, che coinvolga tutte le parti interessate.

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni pertinenti entro il 30 aprile 2024.

2.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni pertinenti entro il 30 aprile 2025.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 1° aprile 2019 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

1.  Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 1° aprile 2021 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° aprile 2019.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° aprile 2021.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Articolo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 4 bis

 

1. La Commissione, in stretta cooperazione con il meccanismo di coordinamento di cui all'articolo 2, monitora attentamente le previste disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

 

2. Qualora ritenga che le disposizioni sull'ora previste, notificate dagli Stati membri a norma dell'articolo 1, paragrafo 2, possano ostacolare in modo significativo e permanente il corretto funzionamento del mercato interno, la Commissione ha il potere di adottare atti delegati per rinviare di non oltre dodici mesi la data di applicazione della presente direttiva e presentare, se del caso, una proposta legislativa.

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Articolo 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 4 ter

 

1.  Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

 

2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 4 bis è conferito alla Commissione dal [data di entrata in vigore della presente direttiva] fino al [data di applicazione della presente direttiva].

 

3.  La delega di potere di cui all'articolo 4 bis può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

 

4.  Prima dell'adozione dell'atto delegato, la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.

 

5.  Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

 

6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 4 bis entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo sia il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Articolo 5

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 5

Articolo 5

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 1° aprile 2019.

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 1° aprile 2021.

MOTIVAZIONE

CONTESTO

Nel secolo scorso, in Europa è stata praticata periodicamente la reimpostazione stagionale dell'ora. Le ragioni sono state diverse, ma tra queste è stata ricorrente quella del risparmio energetico. Questo è uno dei motivi per cui gli Stati membri dell'Unione europea reimpostano le lancette degli orologi stagionalmente per periodi di tempo piuttosto lunghi. L'attuale legislazione dell'UE è entrata in vigore nel 2001.

Da studi emerge che le variazioni stagionali dell'ora incidono sui trasporti, sul mercato interno, sull'agricoltura, sul settore dell'energia e sulla sanità pubblica, per citare solo alcuni ambiti. È chiaro che per il funzionamento dei trasporti e del mercato interno dell'UE è necessario un regime orario armonizzato.

Ma per alcuni aspetti il cambio dell'ora ha un impatto negativo. In agricoltura si ripercuote sulle rese delle colture e sul benessere degli animali, interrompendo il bioritmo del bestiame, il che, ad esempio, influisce sulla mungitura delle mucche. Il cambio dell'ora ha anche un impatto negativo sulla salute pubblica, dove i più colpiti sono i bambini e gli anziani. Gli studi dimostrano inoltre che il cambio dell'ora ha un impatto negativo sulle persone in generale, provocando disturbi del ritmo circadiano e maggiori problemi di sonno e di affaticamento. Nel settore dell'energia non si riesce più a individuare alcun vantaggio derivante dal cambio dell'ora.

I cambi stagionali dell'ora hanno formato sempre più oggetto di discussione negli ultimi anni, come dimostrano le iniziative dei cittadini comunicate ai parlamenti nazionali e al Parlamento europeo.

Nel febbraio 2018 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che invita la Commissione a valutare la direttiva sul cambio stagionale dell'ora e, se necessario, a rivederla.

Nell'estate 2018 la Commissione ha condotto una consultazione aperta che ha generato circa 4,6 milioni di risposte, l'84% delle quali favorevoli all'abolizione del cambio orario stagionale.

Nel settembre 2018 la Commissione ha presentato la proposta di revisione della direttiva sui cambi stagionali dell'ora, nella quale propone di abolire il cambio dell'ora a partire dal 1° aprile 2019, pur lasciando agli Stati membri la facoltà di scegliere autonomamente la propria ora normale.

POSIZIONE DELLA RELATRICE

La relatrice accoglie con favore il dibattito sul cambio stagionale dell'ora e si compiace del fatto che la procedura di consultazione aperta della Commissione sul riposizionamento delle lancette abbia suscitato un interesse tale presso il pubblico da raccogliere 4,6 milioni di risposte. Dato che il cambio stagionale dell'ora riguarda molti cittadini, la relatrice reputa positivo che il dibattito si sia tradotto anche in una revisione della direttiva.

La relatrice appoggia la proposta della Commissione di abolire il cambio stagionale dell'ora, ritenendola tuttavia piuttosto prematura, in quanto non è stata effettuata un'adeguata valutazione d'impatto prima dell'elaborazione della proposta di revisione della direttiva. I tempi di conduzione della consultazione pubblica della Commissione inoltre sono stati relativamente brevi, otto settimane anziché le consuete dodici, il che va criticato in quanto le valutazioni dell'impatto delle proposte legislative sono importanti per fornire ai responsabili decisionali informazioni sufficienti su cui basare la decisione finale.

Al fine di garantire il corretto funzionamento dei trasporti e del mercato interno, la relatrice ritiene essenziale che vi sia un regime orario armonizzato all'interno dell'Unione europea, reputando tuttavia importante che gli Stati membri conservino la facoltà di stabilire la propria ora normale a livello nazionale. Pertanto, al fine di garantire il corretto funzionamento dei trasporti e del mercato interno, la relatrice incoraggia gli Stati membri a coordinare tra loro i lavori sulla scelta del fuso orario e dell'ora normale. Le decisioni in materia potrebbero essere coordinate mediante lo scambio di informazioni tra i punti di contatto responsabili negli Stati membri sotto forma di rete.

La relatrice appoggia la proposta della Commissione secondo cui gli Stati membri dovrebbero informare quest'ultima prima di qualsiasi modifica dell'ora normale. Tuttavia, le stesse informazioni dovrebbero essere comunicate contemporaneamente anche agli Stati membri. Lo scambio coordinato di informazioni può essere agevolato dalla rete tra i punti di contatto responsabili negli Stati membri proposta dalla relatrice.

Poiché la prevedibilità e una visione a lungo termine sono necessarie per il corretto funzionamento dei trasporti e del mercato interno, la relatrice suggerisce che lo Stato membro che modifica l'ora normale lo notifichi alla Commissione e agli altri Stati membri 18 mesi prima, il che a suo parere costituisce un periodo di preavviso adeguato.

Per garantire il corretto funzionamento dei trasporti e del mercato interno, la relatrice ritiene opportuno specificare un periodo di recepimento di due anni dopo l'adozione della direttiva, anziché fissare una data specifica per la sua entrata in vigore. Ciononostante, la relatrice ritiene che la direttiva in esame debba essere adottata quanto prima.

(1)

GU C 0 del 0.0.0000, pag. 0. / Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.

(2)

GU C 0 del 0.0.0000, pag. 0. / Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (25.2.2019)

destinato alla commissione per i trasporti e il turismo

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE

(COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD))

Relatore per parere: Bolesław G. Piecha

BREVE MOTIVAZIONE

Nel corso degli ultimi anni le disposizioni relative all'ora legale sono state oggetto di numerose discussioni. Una serie di richieste presentate dai cittadini, dal Parlamento europeo e da alcuni Stati membri ha indotto la Commissione a decidere di avviare un'indagine sul funzionamento delle attuali disposizioni dell'UE relative all'ora legale e valutare se debbano essere modificate o meno.

Le disposizioni dell'UE relative all'ora legale implicano che in tutti gli Stati membri l'ora venga modificata due volte all'anno, al fine di adeguarsi alle variazioni stagionali della luce diurna. Le lancette sono spostate in avanti di un'ora la mattina dell'ultima domenica di marzo e riportate indietro di un'ora la mattina dell'ultima domenica di ottobre per tornare all'ora normale.

La gamma di questioni concernenti la salute legate all'ora legale è ampia e comprende sia gli effetti a breve termine (per esempio nei giorni successivi al cambio dell'ora) che quelli di lungo periodo, così come le conseguenze positive e negative. Ciononostante, è ancora poco chiaro quale sia il rilevante impatto dell'alterazione dei ritmi biologici dovuta al cambio dell'ora sulla salute umana e sono necessarie ulteriori ricerche approfondite in merito al processo di adattamento al cambio dell'ora.

Nel corso della consultazione pubblica sulle disposizioni relative all'ora legale, la maggioranza dei partecipanti (76 %) ha affermato di avere un'esperienza negativa in relazione al passaggio dall'ora solare all'ora legale. Il 43 % di tali risposte era dettato da questioni e preoccupazioni legate alla salute, mentre il 20 % era motivato dall'assenza di un risparmio di energia.

Alla luce di tali esperienze negative, la Commissione ha deciso di prendere in considerazione gli effetti potenzialmente nocivi per la salute delle disposizioni relative all'ora legale, che sono state oggetto di numerosi studi e dibattiti. Alcuni studi esaminano il legame fra il passaggio all'ora legale e il rischio di infarti, l'alterazione del ritmo dell'organismo, la privazione del sonno, la mancanza di concentrazione e attenzione, il più elevato rischio di incidenti, la minor soddisfazione di vita e persino i tassi di suicidio.

Sebbene l'elenco dei potenziali effetti avversi sia lungo, taluni studi mostrano chiaramente gli effetti positivi a lungo termine per il benessere generale, derivanti da un maggior numero di ore di luce, da attività all'aperto dopo il lavoro o la scuola e dall'esposizione alla luce solare.

Nonostante accolga con favore la nuova iniziativa della Commissione e nonostante sia disposto ad accettare alcuni potenziali effetti sulla salute delle disposizioni dell'UE relative all'ora legale, si dovrebbe lasciare alla discrezionalità degli Stati membri un ampio margine di scelta in termini di cambio dell'ora, sulla base dei rispettivi interessi.

Per tale motivo intendo segnalare alcuni aspetti della proposta potenzialmente legati alla salute ed evidenziare taluni elementi positivi e negativi che potrebbero essere presi in considerazione, pur astenendomi, al contempo, dall'imporre decisioni agli Stati membri. Naturalmente vorrei valutare un atteggiamento positivo nei confronti della proposta della Commissione, ma, ai fini del rispetto del principio di sussidiarietà nel quadro della politica sanitaria, sarebbe opportuno lasciare che gli Stati membri operassero le proprie decisioni in modo armonizzato.

In conclusione, desidero sottolineare che, anche se prendessimo una decisione definitiva chiara, in particolare a causa dell'approssimarsi del termine della presente legislatura, dovremmo considerare le prove empiriche legate alle questioni sanitarie. Ciononostante, raccogliere e valutare in modo autentico e sincero tutti i dati accessibili in relazione a tale fascicolo non semplifica il nostro compito di prendere una decisione che sia chiaramente suffragata da argomentazioni scientificamente dimostrate. Credo fermamente che dovremmo manifestare l'intenzione di concludere il lavoro in sospeso, considerando la volontà chiaramente espressa dai cittadini europei. Dobbiamo tuttavia ammettere i nostri evidenti limiti: la scarsa disponibilità di dati empirici e l'assenza di una posizione comune degli Stati membri. Per tali ragioni appare opportuno prendere in considerazione un leggero rinvio dei negoziati in corso, poiché potremmo operare su dati più concreti e basandoci su un messaggio più chiaro da parte degli Stati membri, che illustri le loro aspettative ancora insoddisfatte e guidi le nostre azioni in tal senso.

EMENDAMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per i trasporti e il turismo, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi. Gli elementi raccolti non consentono di concludere univocamente che i benefici delle disposizioni relative all'ora legale superano gli inconvenienti connessi a un cambio semestrale dell'ora.

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno, una visione a lungo termine e la prevedibilità, al fine di evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi. Gli elementi raccolti non sono pienamente sufficienti per concludere univocamente che i benefici delle disposizioni relative all'ora legale superano gli inconvenienti connessi a un cambio semestrale dell'ora e i risultati differiscono tra i vari ambiti.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo in vigore

Emendamento

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale e alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate alle disposizioni relative all'ora legale.

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale, come dimostrato anche dai 4,6 milioni di risposte fornite dai cittadini nel quadro della consultazione pubblica della Commissione, in occasione della quale un'ampia maggioranza si è pronunciata a sfavore degli attuali cambi stagionali dell'ora. La principale motivazione addotta a sostegno della soppressione è rappresentata dall'impatto dei cambi dell'ora sulla salute umana (43 %), a cui segue l'assenza di un risparmio di energia (20 %). Sebbene il 70 % dei partecipanti alla consultazione pubblica provenisse da un unico Stato membro, alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Alcuni parlamenti hanno inoltre invitato i rispettivi governi ad adottare misure relative ai cambi stagionali dell'ora nell'Unione. Sono state avviate iniziative legislative nazionali volte a sopprimere il cambio stagionale dell'ora. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate alle disposizioni relative all'ora legale.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  I territori diversi dai territori d'oltremare degli Stati membri sono suddivisi in tre diversi fusi orari o ore normali, ovvero GMT, GMT+1 e GMT+2. L'ampia estensione territoriale dell'UE da nord a sud implica che gli effetti della luce diurna in funzione delle variazioni orarie differiscano all'interno dell'Unione. È pertanto importante che gli Stati membri tengano in considerazione gli aspetti geografici dell'ora, vale a dire i fusi orari naturali e la posizione geografica, prima di cambiare i propri fusi orari. Gli Stati membri dovrebbero consultare i cittadini e le pertinenti parti interessate prima di decidere di cambiare i propri fusi orari.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter)  Con l'ora legale, o ora estiva, si ha l'impressione che il sole tramonti più tardi nei mesi estivi. Molti cittadini dell'UE associano l'estate alla presenza di luce solare fino a tarda sera. Con il ritorno all'ora normale, in estate il sole tramonterebbe un'ora prima e il periodo dell'anno in cui la luce diurna permane fino a tarda sera sarebbe molto più breve.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 4 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quater)  Numerosi studi hanno esaminato il legame fra il passaggio all'ora legale e il rischio di infarti, l'alterazione del ritmo dell'organismo, la privazione del sonno, la mancanza di concentrazione e attenzione, il più elevato rischio di incidenti, la minor soddisfazione di vita e persino i tassi di suicidio. Cionondimeno, un maggior numero di ore di luce, le attività all'aperto dopo il lavoro o la scuola e l'esposizione alla luce solare determinano chiaramente effetti positivi a lungo termine per il benessere generale.

Emendamento 6

Proposta di direttiva

Considerando 4 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quinquies)  La cronobiologia dimostra che il bioritmo del corpo umano è influenzato da qualsiasi cambiamento dell'ora, che può comportare effetti nocivi per la salute umana. Mentre alla maggior parte delle persone serve qualche giorno per adattarsi a nuovi cambiamenti, gli individui con determinati cronotipi necessitano di diverse settimane o di un tempo persino più lungo. Alcuni gruppi, come i bambini e gli anziani, sono particolarmente vulnerabili. Il cambio dell'ora primaverile è particolarmente problematico poiché taluni studi suggeriscono, per esempio, un aumento del tasso di ictus ischemici nei primi due giorni successivi al cambio dell'ora. Esiste inoltre un legame tra il cambio dell'ora e le malattie cardiovascolari, ascrivibile alle alterazioni del ciclo circadiano dovute al cambio dell'ora.

Emendamento   7

Proposta di direttiva

Considerando 4 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 sexies)  I cambi stagionali dell'ora hanno un'incidenza negativa anche sul benessere degli animali, come risulta evidente, per esempio, nel settore dell'agricoltura, in cui la produzione di latte vaccino risente dei suddetti cambiamenti.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 4 septies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 septies)  È una supposizione diffusa che i cambi stagionali dell'ora determinino un risparmio energetico. Infatti, questo è stato il principale motivo per cui sono stati inizialmente introdotti nello scorso secolo. Le ricerche dimostrano, tuttavia, che mentre i cambi stagionali dell'ora possono apportare benefici marginali alla riduzione del consumo energetico all'interno dell'Unione nel suo complesso, ciò non avviene in tutti gli Stati membri. Il risparmio di energia destinata all'illuminazione, consentito dal passaggio all'ora legale, potrebbe altresì essere inferiore all'aumento del consumo di energia impiegata per il riscaldamento. Inoltre, i risultati sono difficili da interpretare poiché sono profondamente influenzati da fattori esterni, quali la meteorologia, il comportamento degli utenti dell'energia o la transizione energetica in corso.

Emendamento   9

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di garantire che l'applicazione delle disposizioni relative all'ora legale da parte solo di alcuni Stati membri non perturbi il funzionamento del mercato interno, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, dei settori dei trasporti, delle comunicazioni e di altri settori coinvolti, essi dovrebbero notificare tempestivamente alla Commissione la loro intenzione di modificare la loro ora normale e solo in seguito applicare le modifiche notificate. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, informare tutti gli altri Stati membri affinché possano adottare tutte le misure necessarie. Essa dovrebbe inoltre informare il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione.

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di garantire che il funzionamento del mercato interno non subisca perturbazioni, gli Stati membri dovrebbero concordare un'eventuale modifica dell'ora normale in consultazione con gli altri Stati membri e, ove possibile, adottare un approccio armonizzato. Per evitare l'applicazione delle disposizioni relative all'ora legale da parte solo di alcuni Stati membri, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, dei settori dei trasporti, delle comunicazioni e di altri settori coinvolti, essi dovrebbero notificare tempestivamente alla Commissione la loro intenzione di modificare la loro ora normale e solo in seguito applicare le modifiche notificate. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, informare tutti gli altri Stati membri affinché possano adottare tutte le misure necessarie. Essa dovrebbe inoltre informare il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione senza ritardi dopo aver ricevuto tutte le notifiche da parte degli Stati membri.

Emendamento   10

Proposta di direttiva

Considerando 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis)  Gli Stati membri dovrebbero coordinarsi sull'ora normale che intendono adottare, la quale dovrebbe essere quanto più possibile armonizzata tra gli Stati membri, al fine di evitare fusi orari eccessivamente diversi nell'Unione, in modo da garantire il corretto funzionamento del mercato interno e renderlo prevedibile per i cittadini, i consumatori e i settori interessati. Benché non sia giuridicamente possibile obbligare gli Stati membri a scegliere uno specifico fuso orario, è necessario profondere tutti gli sforzi possibili per evitare inutili complicazioni. Gli Stati membri dovrebbero pertanto consultarsi tra loro e con la Commissione in merito alla decisione di sopprimere i cambiamenti stagionali dell'ora. A tal fine, ciascuno Stato membro dovrebbe designare un rappresentante incaricato di consultare la Commissione e gli altri Stati membri.

Emendamento   11

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1º aprile 2019, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 31 marzo 2019. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2019.

(7)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 30 marzo 2020, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 30 marzo 2020. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 25 ottobre 2020, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2020.

Emendamento   12

Proposta di direttiva

Articolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri non applicano cambi stagionali alla loro ora normale o alle loro ore normali.

1.  Gli Stati membri non applicano cambi stagionali alla loro ora normale o alle loro ore normali.

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2019, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019. Gli Stati membri notificano tale decisione in conformità all'articolo 2.

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2020, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 25 ottobre 2020. Gli Stati membri notificano tale decisione in conformità all'articolo 2.

Emendamento   13

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafi 1 e 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Fatto salvo l'articolo 1, se uno Stato membro decide di modificare la sua ora normale o le sue ore normali in uno dei territori soggetti alla sua giurisdizione, esso ne dà notifica alla Commissione almeno 6 mesi prima dell'entrata in vigore della modifica. Qualora uno Stato membro abbia effettuato tale notifica e non l'abbia revocata almeno 6 mesi prima della data della modifica prevista, esso applica tale modifica.

1.  Fatto salvo l'articolo 1, se uno Stato membro decide di modificare la sua ora normale o le sue ore normali in uno dei territori soggetti alla sua giurisdizione, esso ne dà notifica alla Commissione almeno 6 mesi prima dell'entrata in vigore della modifica. Qualora uno Stato membro abbia effettuato tale notifica e non l'abbia revocata almeno 6 mesi prima della data della modifica prevista, esso applica tale modifica.

 

1 bis.  Gli Stati membri consultano tutti gli altri Stati membri prima di adottare la decisione di cui al paragrafo 1. La Commissione agevola la suddetta consultazione. Ciascuno stato membro designa un rappresentante incaricato di consultare gli altri Stati membri e la Commissione.

Emendamento   14

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

 

2.  Entro un mese dalla notifica la Commissione ne informa gli altri Stati membri e pubblica tale informazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

2.  Entro un mese dalla notifica la Commissione ne informa gli altri Stati membri e pubblica tale informazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. La Commissione informa il pubblico generale senza ritardi, dopo aver ricevuto tutte le notifiche da parte degli Stati membri.

Emendamento   15

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'attuazione della presente direttiva entro il 31 dicembre 2024.

1.  La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'attuazione della presente direttiva entro il 31 dicembre del settimo anno successivo all'adozione della stessa.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni pertinenti entro il 30 aprile 2024.

2.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni pertinenti entro il 30 aprile del settimo anno successivo all'adozione della presente direttiva.

Emendamento   17

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 1° aprile 2019 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 30 marzo 2020 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Emendamento   18

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° aprile 2019.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 30 marzo 2020.

Emendamento   19

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

Emendamento   20

Proposta di direttiva

Articolo 5

Testo della Commissione

Emendamento

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 1° aprile 2019.

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 30 marzo 2020.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Soppressione dei cambi stagionali dell’ora

Riferimenti

COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD)

Commissione competente per il merito

Annuncio in Aula

TRAN

13.9.2018

 

 

 

Parere espresso da

Annuncio in Aula

ENVI

13.9.2018

Relatore per parere

Nomina

Bolesław G. Piecha

22.10.2018

Esame in commissione

21.1.2019

 

 

 

Approvazione

20.2.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

49

9

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Ivo Belet, Paul Brannen, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Birgit Collin-Langen, Miriam Dalli, Seb Dance, Angélique Delahaye, Stefan Eck, Bas Eickhout, José Inácio Faria, Francesc Gambús, Gerben-Jan Gerbrandy, Arne Gericke, Jens Gieseke, Sylvie Goddyn, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Jytte Guteland, György Hölvényi, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Urszula Krupa, Jo Leinen, Peter Liese, Lukas Mandl, Valentinas Mazuronis, Joëlle Mélin, Susanne Melior, Miroslav Mikolášik, Rory Palmer, Massimo Paolucci, Bolesław G. Piecha, Pavel Poc, Julia Reid, Frédérique Ries, Annie Schreijer-Pierik, Davor Škrlec, Renate Sommer, Ivica Tolić, Nils Torvalds, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Christofer Fjellner, Martin Häusling, Jan Huitema, Christel Schaldemose, Mihai Ţurcanu

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Czesław Hoc, Olle Ludvigsson, Anthea McIntyre, Tonino Picula

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

49

+

ALDE :

Anneli Jäätteenmäki, Frédérique Ries, Nils Torvalds

ECR :

Arne Gericke, Czesław Hoc, Urszula Krupa, Bolesław G. Piecha, Jadwiga Wiśniewska

EFDD :

Sylvie Goddyn

ENF :

Jean-François Jalkh, Joëlle Mélin

GUE/NGL :

Stefan Eck, Kateřina Konečná

NI :

Zoltán Balczó

PPE:

Pilar Ayuso, Ivo Belet, Birgit Collin-Langen, Angélique Delahaye, José Inácio Faria, Christofer Fjellner, Francesc Gambús, Jens Gieseke, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, György Hölvényi, Peter Liese, Lukas Mandl, Miroslav Mikolášik, Annie Schreijer-Pierik, Renate Sommer, Ivica Tolić, Mihai Ţurcanu

S&D:

Paul Brannen, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Miriam Dalli, Seb Dance, Jytte Guteland, Karin Kadenbach, Jo Leinen, Olle Ludvigsson, Susanne Melior, Rory Palmer, Tonino Picula, Pavel Poc, Christel Schaldemose

VERTS/ALE:

Marco Affronte, Martin Häusling, Davor Škrlec

9

-

ALDE :

Gerben-Jan Gerbrandy, Jan Huitema, Valentinas Mazuronis

ECR :

Anthea McIntyre

EFDD:

Julia Reid

S&D:

Massimo Paolucci, Damiano Zoffoli

VERTS/ALE:

Margrete Auken, Benedek Jávor

1

0

VERTS/ALE:

Bas Eickhout

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (19.2.2019)

destinato alla commissione per i trasporti e il turismo

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE

(COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD))

Relatore per parere: Sven Schulze

BREVE MOTIVAZIONE

L'ora legale ha come finalità quella di trarre vantaggio dalla luce naturale diurna. Le lancette dell'orologio vengono spostate un'ora in avanti quando le giornate diventano più lunghe in primavera e, così facendo, anche il tramonto viene ritardato di un'ora. In autunno, le lancette verranno poi rispostate nuovamente un'ora indietro. Questa pratica è applicata in oltre 60 paesi di tutto il mondo. Nell'Unione europea, gli Stati membri hanno una lunga tradizione di ora legale e molti di essi hanno messo a punto regimi propri al riguardo. I tentativi di armonizzazione dell'UE sono iniziati negli anni '70, nell'ottica di agevolare l'efficace funzionamento del mercato interno.

Attualmente, la direttiva 2000/84/CE, di cui è prevista l'abolizione, disciplina l'applicazione uniforme in tutta l'UE dell'ora legale. La maggior parte dei paesi terzi europei ha allineato i propri regimi relativi all'ora legale al sistema vigente nell'Unione.

Numerosi studi accademici si sono dedicati a esaminare i vantaggi e gli inconvenienti dell'ora legale. Sembra che essa sia vantaggiosa per il mercato interno (in particolare per il settore dei trasporti) e per le attività ricreative all'aperto, e che generi anche risparmi marginali per quanto riguarda il consumo di energia. L'impatto sugli altri settori economici rimane pertanto poco chiaro.

Occorre ammettere che la base di evidenze scientifiche disponibili e le conoscenze riguardo alle possibili implicazioni, positive o negative, dell'ora legale sono ancora molto limitate e piuttosto frammentarie.

La ricerca sanitaria, tuttavia, associa l'ora legale a perturbazioni del bioritmo umano ("ritmo circadiano"). Le conclusioni scientifiche suggeriscono che le ripercussioni a livello del bioritmo umano potrebbero essere più gravi di quanto ritenuto in passato. I dati scientifici sono disponibili solo in misura molto limitata.

Il sistema dei cambi semestrali dell'ora è messo sempre più in discussione dai cittadini e dal Parlamento europeo. Tuttavia, nessun governo dell'UE ha chiesto una modifica delle disposizioni vigenti in materia di ora legale. Paesi terzi come la Russia o, più di recente, la Turchia, hanno abolito l'ora legale prevedendo periodi di transizione pari o superiori ai cinque anni.

Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018(1), il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa.

La Commissione non ha effettuato un'analisi di impatto ma ha svolto una consultazione pubblica che ha generato circa 4,6 milioni di risposte (il numero più elevato di risposte mai ricevute nell'ambito di una consultazione della Commissione), l'84 % delle quali a favore della soppressione dei cambi semestrali dell'ora e il 16 % a favore del loro mantenimento.

In tale contesto, il presente parere mira a sostenere la tesi a favore della soppressione, a determinate condizioni, delle disposizioni relative ai cambi semestrali dell'ora.

La principale sfida derivante dalla soppressione del cambio semestrale dell'ora consiste nell'evitare gravi perturbazioni del mercato interno, causate dalle divergenze tra gli Stati membri in tale ambito e dalla mancanza di competenze per coordinare le ore normali a livello europeo.

Il relatore è consapevole del fatto che l'UE può porre fine ai cambi semestrali dell'ora, ma non ha alcuna competenza per imporre orari normali in tutta l'Unione.

Al di là delle considerazioni sugli effetti, con l'abrogazione della direttiva relativa all'ora legale non si abolirebbe automaticamente l'ora legale in tutta l'UE. Si porrebbe solo fine all'armonizzazione a livello dell'UE e la questione dell'ora legale tornerebbe nella sfera di competenza degli Stati membri. Questi ultimi sarebbero liberi di decidere in merito ai rispettivi regimi orari: potranno decidere di mantenere l'ora legale (in base alla relativa programmazione attuale o modificata) o di porvi fine. L'abolizione dell'ora legale si tradurrebbe in primo luogo nell'applicazione dell'ora normale tutto l'anno ("ora solare"), che per definizione implica serate più buie in primavera e in estate.

Per applicare l'ora legale tutto l'anno, gli Stati membri dovrebbero cambiare, dal punto di vista tecnico, i rispettivi fusi orari. Tuttavia, disposizioni nazionali non coordinate relative all'ora rischiano di avere ripercussioni negative sul mercato interno.

In ogni caso, occorre evitare un mosaico di fusi orari dovuto alle diverse preferenze degli Stati membri di mantenere come ora normale l'ora legale o quella solare, in quanto il mercato interno diventerebbe più divergente.

Ciò complicherebbe gli scambi transfrontalieri, i trasporti, la comunicazione e i viaggi all'interno del mercato interno e con i paesi terzi e avrebbe un forte impatto sul sistema di bande orarie del settore dell'aviazione utilizzato per coordinare i voli negli aeroporti più trafficati di tutto il mondo. Il cambio dell'ora potrebbe essere sfruttato dalle compagnie aeree di paesi terzi concorrenti per escludere dal mercato le compagnie aeree europee e conquistare così una maggiore quota di mercato al di fuori dell'Unione.

Per quanto riguarda la fattibilità giuridica, il relatore propone pertanto di subordinare l'entrata in vigore a un accordo consensuale preventivo tra tutti gli Stati membri dell'UE su un meccanismo di coordinamento per una nuova ora normale. Sarebbe preferibile mantenere intatti i tre fusi orari esistenti. Il relatore ritiene che la procedura di codecisione per l'atto legislativo in parola sia lo strumento adatto per trovare un accordo tra gli Stati membri. Lo Stato membro incaricato della presidenza del Consiglio dovrebbe coordinare tale processo.

EMENDAMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per i trasporti e il turismo, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre confermato che è fondamentale mantenere un approccio armonizzato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

(2)  Alla luce di diverse petizioni presentate dai cittadini, interrogazioni parlamentari e un'audizione pubblica in materia, nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione approfondita delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre sottolineato l'importanza di mantenere un approccio armonizzato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione e un regime orario uniforme a livello dell'UE.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi. Gli elementi raccolti non consentono di concludere univocamente che i benefici delle disposizioni relative all'ora legale superano gli inconvenienti connessi a un cambio semestrale dell'ora.

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno, creare prevedibilità e certezza a lungo termine ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto, al settore energetico e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi. La transizione verso un nuovo sistema orario dovrebbe essere facilitata dallo svolgimento di prove delle TIC per garantire un'attuazione efficace, senza costi aggiuntivi a carico delle imprese e dei cittadini. Inoltre, sebbene gli elementi scientifici non siano ancora del tutto definitivi, recenti studi scientifici hanno evidenziato i possibili effetti negativi sulla salute umana connessi a un cambio semestrale dell'ora. I recenti studi sulla salute umana hanno altresì sottolineato che i cambi semestrali dell'ora hanno diversi effetti negativi e l'adattamento non è così facile come si pensa.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  Il dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale non è una novità e sin dall'introduzione dell'ora legale sono state promosse diverse iniziative intese a porre fine a tale pratica. Alcuni Stati membri hanno tenuto consultazioni nazionali e la maggior parte delle imprese e delle parti interessate ha sostenuto l'abolizione di tale pratica. La consultazione avviata dalla Commissione europea ha portato alla stessa conclusione.

Motivazione

L'introduzione del cambio dell'ora ha avuto i suoi oppositori all'inizio, ma l'attuale proposta segue una serie di studi e di consultazioni che forniscono argomentazioni per alimentare il dibattito ideologico. A tal fine, è opportuno menzionare i precedenti dibattiti e il processo che ha portato all'attuale proposta.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale e alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate alle disposizioni relative all'ora legale.

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale, come dimostrato dalle 4,6 milioni di risposte fornite dai cittadini in occasione della consultazione pubblica tenuta dalla Commissione, da cui è emerso che la maggioranza è contraria all'attuale sistema di cambio stagionale dell'ora. Il dibattito non è stato finora accompagnato da alcuna valutazione d'impatto scientificamente fondata che non si limiti all'analisi del materiale esistente in materia. Alcuni Stati membri hanno altresì già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno nonché le attività transfrontaliere dei cittadini ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto indispensabile, nel quadro della procedura di codecisione relativa alla presente direttiva, porre fine alle disposizioni relative all'ora legale solo nel caso in cui gli Stati membri abbiano già trovato un accordo su un meccanismo di coordinamento. La presidenza del Consiglio in carica svolge un ruolo fondamentale nell'istituzione di tale meccanismo di coordinamento. Tale meccanismo dovrebbe, in sede di determinazione dell'ora normale da parte di ciascuno Stato membro, tenere conto dei tre fusi orari nell'Unione. Qualora uno Stato membro effettui tale modifica e fatto salvo il suo diritto di decidere in merito alla sua ora normale, farà il possibile per garantire che non vi sia più di un'ora di differenza rispetto ai suoi Stati membri limitrofi. La Commissione europea potrebbe effettuare una valutazione d'impatto sulle ripercussioni del progetto di modifica dell'ora normale e del suo impatto sugli Stati membri limitrofi e sul mercato interno.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  Al fine di evitare conseguenze negative in termini di funzionamento del mercato interno, nonché difficoltà nelle attività transfrontaliere condotte dai cittadini dell'UE, è fondamentale garantire la continuità di una logica geografica nella distribuzione dei fusi orari nell'Unione. Di conseguenza, la fine delle disposizioni relative all'ora legale dovrebbe essere preceduta da un processo di coordinamento concluso dagli Stati membri. Il processo, pur rispettando il diritto sovrano di ciascuno Stato membro di decidere in merito alla propria ora normale e tenendo conto delle diverse esigenze dei cittadini degli Stati membri, che si estendono attualmente su tre fusi orari, aiuterà gli Stati membri, in particolare i paesi limitrofi, a raggiungere in maniera consensuale una posizione comune sull'ora normale che ciascuno Stato membro sceglierà di applicare in futuro.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter)  Recenti dati scientifici suggeriscono l'esistenza di un nesso tra il cambio semestrale dell'ora e gli effetti negativi sulla salute, quali le malattie cardiovascolari, legati alla cronobiologia attraverso la perturbazione dei ritmi biologici interni.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di garantire che l'applicazione delle disposizioni relative all'ora legale da parte solo di alcuni Stati membri non perturbi il funzionamento del mercato interno, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, dei settori dei trasporti, delle comunicazioni e di altri settori coinvolti, essi dovrebbero notificare tempestivamente alla Commissione la loro intenzione di modificare la loro ora normale e solo in seguito applicare le modifiche notificate. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, informare tutti gli altri Stati membri affinché possano adottare tutte le misure necessarie. Essa dovrebbe inoltre informare il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione.

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di garantire che l'applicazione delle disposizioni relative all'ora legale da parte solo di alcuni Stati membri non perturbi il funzionamento del mercato interno e di assicurare un approccio coordinato, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali presenti in Europa, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, del mercato interno, delle reti energetiche dell'UE, dei settori dei trasporti, in particolare del trasporto aereo e del relativo sistema consolidato di bande orarie per decolli e atterraggi, delle comunicazioni e di altri settori coinvolti, essi dovrebbero notificare tempestivamente alla Commissione e a tutti gli Stati membri la loro intenzione di modificare la loro ora normale e solo in seguito applicare le modifiche notificate. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, informare tutti gli altri Stati membri affinché possano adottare tutte le misure necessarie atte a contrastare l'impatto transfrontaliero causato dalle differenze di fuso orario tra paesi limitrofi. Essa dovrebbe inoltre informare il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis)  Gli Stati membri dovrebbero adottare una decisione senza mettere a repentaglio la competitività, rispetto alle compagnie di paesi terzi, del settore europeo dei trasporti, particolarmente sensibile ai cambi dell'ora, come le compagnie aeree e gli aeroporti europei.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  La decisione su quale ora normale applicare in ciascuno Stato membro deve essere preceduta da consultazioni e da studi che tengano conto delle preferenze dei cittadini, delle variazioni geografiche, delle differenze regionali, delle modalità di lavoro standard e di altri fattori rilevanti per lo specifico Stato membro. Pertanto, gli Stati membri dovrebbero disporre di tempo sufficiente per analizzare l'impatto della proposta e scegliere la soluzione che meglio soddisfi i propri cittadini, tenendo conto al contempo del buon funzionamento del mercato interno.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1º aprile 2019, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 31 marzo 2019. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2019.

(7)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1º aprile 2020, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 29 marzo 2020. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 25 ottobre 2020, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente. Ai fini dell'attuazione delle presenti disposizioni è necessario che gli Stati membri prendano, in maniera concordata e consensuale le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2020, incoraggiando gli Stati membri a tenere conto della necessità di mantenere il loro fuso orario vigente. Potrebbe essere istituita una rete di punti di contatto nazionali sulle disposizioni relative all'ora. È importante evitare possibili complicazioni che potrebbero verificarsi nell'attuazione della direttiva da parte degli Stati membri. È pertanto necessario lasciare loro tempo sufficiente e garantire un approccio armonizzato e ben coordinato.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  L'attuazione della presente direttiva dovrebbe essere monitorata. I risultati di tale monitoraggio dovrebbero essere presentati dalla Commissione in una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Tale relazione dovrebbe basarsi sulle informazioni che gli Stati membri mettono a disposizione della Commissione in tempo utile per poter presentare la relazione alla data stabilita.

(8)  L'attuazione della presente direttiva dovrebbe essere monitorata ed è soggetta al meccanismo di coordinamento precedentemente concordato tra gli Stati membri nell'ambito della presente procedura di codecisione. I risultati di tale monitoraggio dovrebbero essere presentati dalla Commissione in una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Tale relazione dovrebbe basarsi sulle informazioni che gli Stati membri mettono a disposizione della Commissione in tempo utile per poter presentare la relazione alla data stabilita.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2019, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019. Gli Stati membri notificano tale decisione in conformità all'articolo 2.

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2020, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 25 ottobre 2020. Gli Stati membri notificano tale decisione in conformità all'articolo 2.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Fatto salvo l'articolo 1, se uno Stato membro decide di modificare la sua ora normale o le sue ore normali in uno dei territori soggetti alla sua giurisdizione, esso ne dà notifica alla Commissione almeno 6 mesi prima dell'entrata in vigore della modifica. Qualora uno Stato membro abbia effettuato tale notifica e non l'abbia revocata almeno 6 mesi prima della data della modifica prevista, esso applica tale modifica.

1.  Fatto salvo l'articolo 1, se uno Stato membro decide di modificare la sua ora normale o le sue ore normali in uno dei territori soggetti alla sua giurisdizione, esso ne dà notifica alla Commissione almeno 12 mesi prima dell'entrata in vigore della modifica. Qualora uno Stato membro abbia effettuato tale notifica e non l'abbia revocata almeno 12 mesi prima della data della modifica prevista, esso applica tale modifica.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Entro un mese dalla notifica la Commissione ne informa gli altri Stati membri e pubblica tale informazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

2.  Entro un mese dalla notifica la Commissione ne informa gli altri Stati membri e il grande pubblico e pubblica tale informazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Per poter adottare un approccio coordinato nell'attuazione dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo, il Consiglio istituisce un meccanismo di coordinamento.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'attuazione della presente direttiva entro il 31 dicembre 2024.

1.  La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'attuazione della presente direttiva entro il 31 dicembre 2025.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni pertinenti entro il 30 aprile 2024.

2.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni pertinenti entro il 30 aprile 2025.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 1° aprile 2019 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 1° aprile 2020 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° aprile 2019.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° aprile 2020.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Articolo 5 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 1° aprile 2019.

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 1° aprile 2020.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Soppressione dei cambi stagionali dell’ora

Riferimenti

COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

TRAN

13.9.2018

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

ITRE

13.9.2018

Relatore per parere

       Nomina

Sven Schulze

25.10.2018

Esame in commissione

23.1.2019

 

 

 

Approvazione

19.2.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

48

7

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zigmantas Balčytis, Bendt Bendtsen, Xabier Benito Ziluaga, Cristian-Silviu Buşoi, Reinhard Bütikofer, Jerzy Buzek, Angelo Ciocca, Jakop Dalunde, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Fredrick Federley, Ashley Fox, Adam Gierek, Theresa Griffin, András Gyürk, Hans-Olaf Henkel, Seán Kelly, Jeppe Kofod, Peter Kouroumbashev, Zdzisław Krasnodębski, Christelle Lechevalier, Janusz Lewandowski, Aleksejs Loskutovs, Edouard Martin, Tilly Metz, Angelika Mlinar, Csaba Molnár, Dan Nica, Angelika Niebler, Morten Helveg Petersen, Miroslav Poche, Carolina Punset, Paul Rübig, Massimiliano Salini, Algirdas Saudargas, Neoklis Sylikiotis, Evžen Tošenovský, Kathleen Van Brempt, Martina Werner, Lieve Wierinck, Hermann Winkler, Anna Záborská, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pilar Ayuso, Michał Boni, Rosa D’Amato, Benedek Jávor, Olle Ludvigsson, Marian-Jean Marinescu, Clare Moody, Markus Pieper, Dominique Riquet, Davor Škrlec, Anneleen Van Bossuyt

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Eleonora Evi, Luigi Morgano

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

48

+

ALDE

Fredrick Federley, Angelika Mlinar, Morten Helveg Petersen, Carolina Punset, Lieve Wierinck

ECR

Zdzisław Krasnodębski, Evžen Tošenovský, Anneleen Van Bossuyt

ENF

Christelle Lechevalier

PPE

Pilar Ayuso, Bendt Bendtsen, Michał Boni, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, András Gyürk, Seán Kelly, Janusz Lewandowski, Aleksejs Loskutovs, Marian-Jean Marinescu, Angelika Niebler, Markus Pieper, Paul Rübig, Massimiliano Salini, Algirdas Saudargas, Hermann Winkler, Anna Záborská

S&D

Zigmantas Balčytis, Adam Gierek, Theresa Griffin, Jeppe Kofod, Peter Kouroumbashev, Olle Ludvigsson, Csaba Molnár, Clare Moody, Luigi Morgano, Dan Nica, Miroslav Poche, Kathleen Van Brempt, Martina Werner, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

VERTS/ALE

Reinhard Bütikofer, Jakop Dalunde, Benedek Jávor, Tilly Metz, Davor Škrlec

7

-

ALDE

Dominique Riquet

ECR

Ashley Fox, Hans-Olaf Henkel

EFDD

Rosa D'Amato, Eleonora Evi

ENF

Angelo Ciocca

S&D

Edouard Martin

2

0

GUE/NGL

Xabier Benito Ziluaga, Neoklis Sylikiotis

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 febbraio 2018 sulle disposizioni relative al cambiamento dell'ora (2017/2968(RSP)) P8_TA(2018)0043.


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (21.2.2019)

destinato alla commissione per i trasporti e il turismo

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE

(COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD))

Relatore per parere: Igor Šoltes

BREVE MOTIVAZIONE

Il relatore accoglie con favore la proposta della Commissione europea di porre fine ai cambi semestrali dell'ora, in linea con le opinioni espresse dal Parlamento europeo nella sua risoluzione del febbraio 2018 e con la volontà dei cittadini.

Sono stati pubblicati numerosi studi e relazioni che dimostrano le conseguenze negative del cambio semestrale dell'ora per molti ambiti della nostra società, dai rischi per la salute e i problemi causati dal turbamento dei ritmi circadiani, all'aumento del numero di incidenti nei giorni successivi al cambio dell'ora, all'aumento degli oneri amministrativi e dei costi per molti settori economici.

Nel corso dell'estate 2018, la Commissione europea ha condotto una consultazione pubblica che ha raccolto 4,6 milioni di risposte, il 99,8 % delle quali sono state fornite da cittadini. Il restante 0,2 % delle risposte è stato fornito da parti interessate o imprese. Dalla consultazione è risultato che l'84 % dei partecipanti è a favore dell'interruzione dei cambi semestrali dell'ora. La proposta di cui trattasi è pertanto in linea con le opinioni espresse dai cittadini, e sottolinea al contempo la necessità di un approccio coerente e armonizzato per salvaguardare il funzionamento del mercato interno.

I territori degli Stati membri dell'UE sono attualmente suddivisi in tre fusi orari differenti, vale a dire GMT, GMT+1 e GMT+2. Nel decidere in merito all'eliminazione del cambio di ora occorre quindi tenere conto di diversi fattori, quali gli aspetti geografici, i fusi orari naturali e i loro effetti sulla salute dovuti alla disponibilità della luce diurna.

Sebbene spetti agli Stati membri decidere la propria ora normale, il relatore ritiene necessario mantenere un approccio armonizzato per quanto riguarda le disposizioni relative all'orario onde salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare gravi perturbazioni che genererebbero un "mosaico" qualora gli Stati membri optassero per cambi d'ora multipli in tutta l'Unione europea.

Un approccio coordinato richiede la definizione di un calendario adeguato che consenta agli Stati membri di valutare accuratamente gli effetti di un passaggio permanente al regime orario GMT + 1 e GMT+ 2, visto il numero di aspetti da prendere in considerazione, come gli effetti sull'economia in termini di scambi transfrontalieri, comunicazioni e trasporti, ma anche sulla salute umana, sulla sicurezza stradale o sull'ambiente.

Si propone pertanto di rinviare di un anno la data di applicazione per dare agli Stati membri tempo a sufficienza per coordinare il loro approccio e coinvolgere in maniera adeguata le parti interessate e i cittadini organizzando consultazioni pubbliche.

È opportuno garantire un coordinamento consono mediante la creazione di una rete composta da rappresentanti di ciascuno Stato membro e dalla Commissione, che funga da piattaforma di mediazione qualora il previsto cambio di ora da parte di uno Stato membro desti preoccupazioni per altri Stati membri e incida sul corretto funzionamento del mercato interno.

La valutazione dell'attuazione della presente direttiva dovrebbe essere effettuata dopo tre anni dall'applicazione anziché dopo cinque, come proposto dalla Commissione.

EMENDAMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per i trasporti e il turismo, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  In passato gli Stati membri hanno scelto di introdurre disposizioni relative all'ora legale a livello nazionale. È stato pertanto importante per il funzionamento del mercato interno fissare una data e un'ora comuni per l'inizio e la fine del periodo dell'ora legale per tutta Unione. In conformità alla direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio21 tutti gli Stati membri applicano attualmente le disposizioni relative all'ora legale dall'ultima domenica di marzo all'ultima domenica di ottobre dello stesso anno.

(1)  In passato gli Stati membri hanno scelto di introdurre disposizioni relative all'ora legale a livello nazionale. È stato pertanto importante per il funzionamento del mercato interno fissare una data e un'ora comuni per l'inizio e la fine del periodo dell'ora legale per tutta l'Unione allo scopo di coordinare il cambiamento dell'ora negli Stati membri. In conformità alla direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio21 tutti gli Stati membri applicano attualmente cambi stagionali semestrali dell'ora. L'ora normale viene cambiata in ora legale l'ultima domenica di marzo e rimane in vigore fino all'ultima domenica di ottobre dello stesso anno.

__________________

__________________

21 Direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 gennaio 2001, concernente le disposizioni relative all'ora legale (GU L 31 del 2.2.2001, pag. 21).

21 Direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 gennaio 2001, concernente le disposizioni relative all'ora legale (GU L 31 del 2.2.2001, pag. 21).

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre confermato che è fondamentale mantenere un approccio armonizzato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

(2)  Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione dei cambi stagionali semestrali dell'ora di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre confermato che è fondamentale mantenere un approccio armonizzato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione, sottolineando che numerosi studi scientifici hanno indicato i cambi stagionali semestrali dell'ora comportano effetti negativi.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi. Gli elementi raccolti non consentono di concludere univocamente che i benefici delle disposizioni relative all'ora legale superano gli inconvenienti connessi a un cambio semestrale dell'ora.

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno, la visione a lungo termine e la prevedibilità, onde evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi. Gli elementi raccolti non consentono di concludere univocamente che i benefici delle disposizioni relative all'ora legale superano gli inconvenienti connessi a un cambio semestrale dell'ora.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  Numerosi studi, tuttavia, indicano che i vantaggi del cambio stagionale dell'ora, come il risparmio energetico, sono stati sovrastimati, mentre gli impatti negativi in diversi ambiti, quali la salute umana e il bioritmo ("ritmo circadiano") oppure la capacità di concentrazione, sono stati sottovalutati.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale e alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate alle disposizioni relative all'ora legale.

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico, con un certo numero di iniziative dei cittadini che esprimono preoccupazioni per il cambio stagionale semestrale dell'ora, e alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. La stessa volontà di porre fine al cambio stagionale semestrale dell'ora è stata espressa da 4,6 milioni di cittadini, che rappresentano l'84 % dei partecipanti a una consultazione pubblica condotta dalla Commissione nell'estate 2018. Alla luce di tali sviluppi è necessario salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate e armonizzate ai cambio stagionali semestrali dell'ora.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  I territori degli Stati membri sono suddivisi in tre diversi fusi orari o ore normali, ovvero GMT, GMT+1 e GMT+2. L'ampia estensione territoriale dell'UE da nord a sud comporta differenze negli effetti della luce diurna in tutta l'Unione. È pertanto fondamentale che gli Stati membri tengano in considerazione gli aspetti geografici dell'ora, vale a dire i fusi orari naturali e la posizione geografica, prima di cambiare i propri fusi orari. Gli Stati membri sono incoraggiati a consultare i cittadini e le pertinenti parti interessate prima di decidere di cambiare i propri fusi orari.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di garantire che l'applicazione delle disposizioni relative all'ora legale da parte solo di alcuni Stati membri non perturbi il funzionamento del mercato interno, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, dei settori dei trasporti, delle comunicazioni e di altri settori coinvolti, essi dovrebbero notificare tempestivamente alla Commissione la loro intenzione di modificare la loro ora normale e solo in seguito applicare le modifiche notificate. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, informare tutti gli altri Stati membri affinché possano adottare tutte le misure necessarie. Essa dovrebbe inoltre informare il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione.

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di evitare perturbazioni significative del funzionamento del mercato interno, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, dei settori dei trasporti, delle comunicazioni e di altri settori coinvolti, gli Stati membri dovrebbero notificare tempestivamente alla Commissione e a tutti gli altri Stati membri la loro intenzione di modificare la loro ora normale al più tardi entro nove mesi prima dell'entrata in vigore del cambio e solo in seguito applicare le modifiche notificate. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, valutare le conseguenze che il cambio di ora previsto comporta sul funzionamento del mercato interno. Essa dovrebbe inoltre informare il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis)  Al fine di garantire un'applicazione armonizzata della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero anticipatamente coordinare la loro decisione sulle ore normali previste tramite l'istituzione di un meccanismo di coordinamento, onde evitare che gli Stati membri optino per ore normali differenti all'interno di un fuso orario. Il meccanismo di coordinamento dovrebbe essere composto da un rappresentante della Commissione e da un rappresentante designato di ogni Stato membro. La Commissione dovrebbe agevolare il coordinamento e fornire una valutazione degli effetti che la decisione notificata comporterebbe sul corretto funzionamento del mercato interno. La decisione di applicare o meno il cambio dell'ora previsto resta di competenza degli Stati membri previa consultazione degli altri Stati membri e dopo aver coordinato con essi tale decisione.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  È pertanto necessario porre termine all'armonizzazione del periodo interessato dalle disposizioni relative all'ora legale, come stabilito nella direttiva 2000/84/CE, e introdurre regole comuni che impediscano agli Stati membri di applicare disposizioni diverse relative al cambio stagionale dell'ora tramite la modifica della loro ora normale più di una volta nel corso dell'anno, e che introducano l'obbligo di notificare le modifiche che essi prevedono di apportare all'ora normale. La presente direttiva mira a contribuire in modo determinato al buon funzionamento del mercato interno e dovrebbe di conseguenza basarsi sull'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come interpretato conformemente alla giurisprudenza costante della Corte di giustizia dell'Unione europea.

(6)  È pertanto necessario abrogare la direttiva 2000/84/CE concernente le disposizioni relative all'ora legale e introdurre regole comuni che impediscano agli Stati membri di applicare disposizioni diverse relative al cambio stagionale dell'ora e introdurre l'obbligo di notificare le modifiche che essi prevedono di apportare all'ora normale e di valutarne gli effetti. La Commissione e gli altri Stati membri dovrebbero quindi vagliare gli effetti del cambio previsto sul funzionamento del mercato interno onde evitare perturbazioni significative. La presente direttiva mira dunque a contribuire in modo determinato al buon funzionamento del mercato interno e dovrebbe di conseguenza basarsi sull'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come interpretato conformemente alla giurisprudenza costante della Corte di giustizia dell'Unione europea.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1º aprile 2019, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 31 marzo 2019. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2019.

(7)  È importante evitare che gli Stati membri optino per ore normali differenti. È pertanto necessario lasciare loro tempo sufficiente per adottare un approccio armonizzato e ben coordinato. La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 30 marzo 2020, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 29 marzo 2020. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 25 ottobre 2020, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2020.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2019, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019. Gli Stati membri notificano tale decisione in conformità all'articolo 2.

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2020, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 25 ottobre 2020. Gli Stati membri notificano la loro decisione di applicare o meno tale ultimo cambio stagionale della loro ora normale, o delle loro ore normali, entro sei mesi prima dell'entrata in vigore della modifica.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  La Commissione pubblica senza indugio tali informazioni nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e, entro un mese dal ricevimento di una notifica, convoca una riunione nell'ambito del meccanismo di coordinamento di cui all'articolo 2 bis.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Fatto salvo l'articolo 1, se uno Stato membro decide di modificare la sua ora normale o le sue ore normali in uno dei territori soggetti alla sua giurisdizione, esso ne dà notifica alla Commissione almeno 6 mesi prima dell'entrata in vigore della modifica. Qualora uno Stato membro abbia effettuato tale notifica e non l'abbia revocata almeno 6 mesi prima della data della modifica prevista, esso applica tale modifica.

1.  Fatto salvo l'articolo 1, se uno Stato membro decide di modificare la sua ora normale o le sue ore normali in uno dei territori soggetti alla sua giurisdizione, notifica alla Commissione e agli altri Stati membri la propria decisione di cambiare la propria ora normale, o le proprie ore normali, in qualsivoglia territorio soggetto alla sua giurisdizione almeno 9 mesi prima dell'entrata in vigore della modifica.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Entro un mese dalla notifica la Commissione ne informa gli altri Stati membri e pubblica tale informazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

2.  La Commissione pubblica senza indugio tale informazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e, entro un mese dal ricevimento di una notifica, convoca una riunione nell'ambito del meccanismo di coordinamento di cui all'articolo 2 bis.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Articolo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 2 bis

 

1.  La presente direttiva istituisce un meccanismo di coordinamento con l'obiettivo di garantire un approccio armonizzato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione e di rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione nel valutare l'impatto sul funzionamento del mercato interno di qualsiasi decisione relativa alla modifica dell'ora normale o delle ore normali.

 

2.  Il meccanismo di coordinamento di cui al paragrafo 1 è composto da un rappresentante di ogni Stato membro e da un rappresentante della Commissione.

 

3.  Quando uno Stato membro notifica la sua decisione alla Commissione a norma dell'articolo 1, paragrafo 2, o a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, quest'ultima convoca gli Stati membri per valutare e discutere i potenziali effetti della modifica prevista sul funzionamento del mercato interno, al fine di evitare perturbazioni significative.

 

4.  Laddove, sulla base della valutazione di cui al paragrafo 3, ritenga che la modifica prevista incida in maniera significativa sul corretto funzionamento del mercato interno, la Commissione ne informa lo Stato membro notificante.

 

5.  Lo Stato membro notificante decide se revocare o mantenere la propria decisione al più tardi quattro mesi prima della data prevista per la modifica. Laddove decida di confermare la propria decisione, lo Stato membro notificante fornisce un'illustrazione dettagliata su come neutralizzerà l'impatto negativo della modifica sul mercato interno.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'attuazione della presente direttiva entro il 31 dicembre 2024.

1.  La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'attuazione della presente direttiva entro [quattro anni dopo la data di applicazione della presente direttiva].

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni pertinenti entro il 30 aprile 2024.

2.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni pertinenti entro [tre anni dopo la data di applicazione della presente direttiva].

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.   Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 1° aprile 2019 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

1.  Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 30 marzo 2020 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° aprile 2019.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 30 marzo 2020.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Articolo 5 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 1° aprile 2019.

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 30 marzo 2020.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Soppressione dei cambi stagionali dell’ora

Riferimenti

COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

TRAN

13.9.2018

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

IMCO

13.9.2018

Relatore per parere

       Nomina

Igor Šoltes

10.10.2018

Esame in commissione

6.12.2018

29.1.2019

 

 

Approvazione

21.2.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

9

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Lucy Anderson, Pascal Arimont, Carlos Coelho, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, Daniel Dalton, Nicola Danti, Pascal Durand, Evelyne Gebhardt, Robert Jarosław Iwaszkiewicz, Liisa Jaakonsaari, Philippe Juvin, Nosheena Mobarik, Jiří Pospíšil, Virginie Rozière, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Olga Sehnalová, Jasenko Selimovic, Igor Šoltes, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Mylène Troszczynski, Anneleen Van Bossuyt, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Birgit Collin-Langen, Edward Czesak, Nadja Hirsch, Othmar Karas, Adam Szejnfeld, Marc Tarabella, Matthijs van Miltenburg

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Georg Mayer

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

23

+

ALDE

Nadja Hirsch, Jasenko Selimovic

ECR

Edward Czesak, Anneleen Van Bossuyt

EFDD

Robert Jarosław Iwaszkiewicz

ENF

Georg Mayer, Mylène Troszczynski

PPE

Pascal Arimont, Birgit Collin-Langen, Lara Comi, Philippe Juvin, Othmar Karas, Jiří Pospíšil, Andreas Schwab, Adam Szejnfeld, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein

S&D

Lucy Anderson, Evelyne Gebhardt, Liisa Jaakonsaari, Christel Schaldemose, Olga Sehnalová

VERTS/ALE

Pascal Durand, Igor Šoltes

9

-

ALDE

Matthijs van Miltenburg

ECR

Daniel Dalton, Nosheena Mobarik

EFDD

Marco Zullo

ENF

John Stuart Agnew

PPE

Anna Maria Corazza Bildt

S&D

Nicola Danti, Virginie Rozière, Marc Tarabella

1

0

PPE

Carlos Coelho

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (20.2.2019)

destinato alla commissione per i trasporti e il turismo

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE

(COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD))

Relatore per parere: Ulrike Müller

BREVE MOTIVAZIONE

Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale e, se necessario, a formulare una proposta di revisione.

Successivamente, nel corso dell'estate 2018, la Commissione europea ha condotto una consultazione pubblica, dalla quale è emerso un ampio sostegno da parte dei cittadini all'abolizione del cambio semestrale dell'ora.

Il relatore sottolinea la volontà del Parlamento europeo di ascoltare questa chiara richiesta dei cittadini europei e sostiene pertanto la proposta della Commissione, presentata il 12 settembre 2018, relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora.

L'abolizione del cambio semestrale dell'ora ha importanti ripercussioni, sia per la salute dei cittadini, a causa degli effetti sul bioritmo, sia per la salute degli animali. Le implicazioni sono notevoli anche per quanto riguarda l'armonizzazione a livello dell'UE. I territori degli Stati membri si estendono su tre fusi orari diversi (GMT 0, +1 e +2) e qualsiasi approccio mal pianificato o non coordinato potrebbe compromettere il funzionamento del mercato unico. La scelta di un'ora normale per il proprio territorio resta di fatto di competenza degli Stati membri. Vi è quindi un rischio elevato di frammentazione tra i fusi orari, poiché paesi vicini potrebbero optare per fusi orari diversi.

Il relatore per parere ha inoltre tenuto conto del fatto che la presidenza austriaca non ha fatto di questo tema una priorità e che i ministri dei trasporti hanno mantenuto posizione divergenti sulla questione in occasione delle riunioni tenutesi in ottobre e giugno 2018 e nel dicembre 2017.

Tenuto conto di tali restrizioni all'abolizione della direttiva sull'ora legale, il relatore per parere propone l'approccio riportato in appresso.

Il coordinamento è fondamentale per garantire il funzionamento del mercato unico, poiché l'esistenza di fusi orari diversi ha ripercussioni su numerosi settori economici e sulla circolazione dei cittadini. Ciò è tanto più vero in quanto la precedente direttiva sul cambio dell'ora è stata adottata quando vi erano ancora solo 15 Stati membri. Per tali motivi, il relatore per parere ritiene che l'entrata in vigore il 1° aprile 2019 sia prematura e che debba essere rinviata al 2020, in modo da consentire agli Stati membri di prepararsi al cambiamento, ma anche di coordinarsi.

Sebbene la decisione in materia rientri nelle competenze degli Stati membri, il relatore per parere propone di tornare all'ora solare come ora normale. Poiché l'introduzione dell'ora legale per tutto l'anno equivarrebbe tecnicamente a un cambio di fuso orario, tutti i paesi che optano per l'ora solare come ora normale contribuirebbero a semplificare la procedura per abolire il cambio dell'ora e a evitare la frammentazione degli Stati membri.

Analogamente, un altro modo per facilitare il processo sarebbe il coordinamento degli Stati membri in gruppi di paesi vicini e, in particolare, in linea con i rispettivi fusi orari (GMT + 0, + 1 e +2) al fine di mantenere la situazione attuale.

EMENDAMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per i trasporti e il turismo, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre confermato che è fondamentale mantenere un approccio armonizzato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

(2)  Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre, insieme a gli Stati membri, una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre confermato che è fondamentale mantenere un approccio armonizzato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi. Gli elementi raccolti non consentono di concludere univocamente che i benefici delle disposizioni relative all'ora legale superano gli inconvenienti connessi a un cambio semestrale dell'ora.

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno, creare certezza del diritto e prevedibilità a lungo termine ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione e all'esecuzione delle operazioni di trasporto di passeggeri e merci e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri, o minore produttività per i beni e i servizi nonché ripercussioni sulla produttività agricola. Gli elementi raccolti dimostrano che i benefici delle disposizioni relative all'ora legale non superano gli inconvenienti connessi a un cambio semestrale dell'ora.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  In tale contesto, la situazione degli allevatori può fungere da esempio in cui le disposizioni relative all'ora legale sono state inizialmente ritenute incompatibili con le pratiche agricole, soprattutto considerando che la giornata lavorativa inizia molto presto già in regime di ora solare. Si riteneva inoltre che il passaggio semestrale all'ora legale rendesse più difficile l'immissione dei prodotti o degli animali sul mercato. Infine, poiché le vacche seguono il loro ritmo naturale di mungitura, si è ipotizzata una riduzione della produzione di latte. Tuttavia, le moderne attrezzature e pratiche agricole hanno rivoluzionato l'agricoltura a tal punto che la maggior parte di queste preoccupazioni non sembrano più pertinenti, anche se permangono preoccupazioni circa il bioritmo animale e le condizioni di lavoro degli agricoltori.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale e alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate alle disposizioni relative all'ora legale.

(4)  Grazie alla partecipazione attiva di gruppi di azione nazionali in molti Stati membri, è in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale e alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Nel corso dei dibattiti, specialisti di vari settori, tra cui la medicina umana e veterinaria, l'agricoltura, l'istruzione e il turismo, hanno valutato gli effetti negativi del cambio annuale dell'ora. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate alle disposizioni relative all'ora legale.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  Diverse iniziative dei cittadini hanno evidenziato le preoccupazioni esistenti quanto al cambiamento semestrale dell'ora e gli Stati membri dovrebbero avere il tempo e l'opportunità di condurre le proprie consultazioni pubbliche e valutazioni d'impatto al fine di comprendere meglio le implicazioni della soppressione dei cambi stagionali dell'ora in tutte le regioni.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter)  Al fine di garantire un'attuazione armonizzata della presente direttiva, gli Stati membri si consultano e coordinano le eventuali modifiche del fuso orario al fine di evitare fusi orari impraticabili e gravose perturbazioni al mercato interno.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di garantire che l'applicazione delle disposizioni relative all'ora legale da parte solo di alcuni Stati membri non perturbi il funzionamento del mercato interno, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, dei settori dei trasporti, delle comunicazioni e di altri settori coinvolti, essi dovrebbero notificare tempestivamente alla Commissione la loro intenzione di modificare la loro ora normale e solo in seguito applicare le modifiche notificate. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, informare tutti gli altri Stati membri affinché possano adottare tutte le misure necessarie. Essa dovrebbe inoltre informare il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione.

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di garantire che l'applicazione delle disposizioni relative all'ora legale da parte solo di alcuni Stati membri non perturbi il funzionamento del mercato interno, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, dei settori dei trasporti, delle comunicazioni, del settore agricolo e di altri settori coinvolti, essi dovrebbero notificare tempestivamente alla Commissione la loro intenzione di modificare la loro ora normale e solo in seguito applicare le modifiche notificate. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, informare tutti gli altri Stati membri affinché possano adottare tutte le misure necessarie. Essa dovrebbe inoltre informare il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1º aprile 2019, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 31 marzo 2019. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2019.

(7)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1º aprile 2020, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 29 marzo 2020. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 31 ottobre 2020, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente e in modo ben coordinato. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2020.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri non applicano cambi stagionali alla loro ora normale o alle loro ore normali.

1.  Gli Stati membri non applicano cambi stagionali alla loro ora normale o alle loro ore normali. Essi scelgono congiuntamente di applicare, in via permanente, l'ora solare o l'ora legale in tutta l'UE.

Motivazione

L'obiettivo è quello di evitare un mosaico di orari diversi tra i paesi dell'UE. Una scelta comune a livello di UE andrebbe a vantaggio del mercato unico e della vita quotidiana dei cittadini.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2019, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019. Gli Stati membri notificano tale decisione in conformità all'articolo 2.

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2020, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 31 ottobre 2020. Gli Stati membri notificano tale decisione in conformità all'articolo 2.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 1° aprile 2019 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 1° aprile 2020 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° aprile 2019.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° aprile 2020.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Articolo 5 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 1° aprile 2019.

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 1° aprile 2020.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Soppressione dei cambi stagionali dell’ora

Riferimenti

COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

TRAN

13.9.2018

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

AGRI

13.9.2018

Relatore per parere

       Nomina

Ulrike Müller

9.10.2018

Approvazione

19.2.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

25

9

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, José Bové, Daniel Buda, Matt Carthy, Jacques Colombier, Michel Dantin, Albert Deß, Jørn Dohrmann, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Luke Ming Flanagan, Karine Gloanec Maurin, Beata Gosiewska, Martin Häusling, Esther Herranz García, Jan Huitema, Ivan Jakovčić, Norbert Lins, Philippe Loiseau, Mairead McGuinness, James Nicholson, Maria Noichl, Marijana Petir, Laurenţiu Rebega, Jens Rohde, Bronis Ropė, Maria Lidia Senra Rodríguez, Ricardo Serrão Santos, Czesław Adam Siekierski, Tibor Szanyi, Maria Gabriela Zoană, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Franc Bogovič, Angélique Delahaye, Karin Kadenbach, Elsi Katainen, Thomas Waitz

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

25

+

ALDE

Ivan Jakovčić, Elsi Katainen

ECR

Jørn Dohrmann

ENF

Jacques Colombier, Philippe Loiseau

GUE/NGL

Maria Lidia Senra Rodríguez

PPE

Franc Bogovič, Daniel Buda, Angélique Delahaye, Albert Deß, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Esther Herranz García, Norbert Lins, Marijana Petir, Czesław Adam Siekierski

S&D

Eric Andrieu, Karine Gloanec Maurin, Karin Kadenbach, Maria Noichl, Tibor Szanyi, Maria Gabriela Zoană

VERTS/ALE

José Bové, Martin Häusling, Bronis Ropė

9

-

ALDE

Jan Huitema, Jens Rohde

ECR

James Nicholson

EFDD

Marco Zullo

GUE/NGL

Matt Carthy, Luke Ming Flanagan

PPE

Michel Dantin

S&D

Clara Eugenia Aguilera García, Ricardo Serrão Santos

3

0

ECR

Beata Gosiewska, Laurenţiu Rebega

PPE

Mairead McGuinness

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione giuridica (21.2.2019)

destinato alla commissione per i trasporti e il turismo

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE

(COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD))

Relatore per parere: Pavel Svoboda

BREVE MOTIVAZIONE

Il relatore accoglie con favore la proposta della Commissione di porre fine ai cambi stagionali dell'ora in modo armonizzato in tutti gli Stati membri, rispondendo così ai numerosi appelli lanciati dal Parlamento a favore di tali misure negli ultimi anni.

La pratica dei cambi semestrali dell'ora, prescritta dalla legislazione dell'Unione da quasi 40 anni, ha recentemente incontrato molta opposizione da parte dei cittadini e della società civile.

È importante sottolineare che tali cambi stagionali dell'ora influenzano non solo il funzionamento del mercato interno, ma sollevano altresì molteplici preoccupazioni per la salute pubblica, non da ultimo legate alla protezione di specifici gruppi minoritari che sono colpiti in modo sproporzionato da perturbazioni del ciclo circadiano. Gli studi hanno inoltre dimostrato che il numero di incidenti e di attacchi cardiaci aumenta durante i giorni successivi ad un cambio dell'ora.

Sebbene sia chiaro che è necessaria un'azione a livello di Unione allo scopo di armonizzare la fine dei cambi stagionali dell'ora, legiferare attraverso un regolamento direttamente applicabile che prescriverebbe l'uso dell'ora solare o dell'ora legale in tutti gli Stati membri sarebbe ridondante e non terrebbe conto della diversità delle esigenze e delle condizioni in varie parti dell'UE. Gli Stati membri dovrebbero pertanto essere liberi di compiere la propria scelta. Sarebbe, tuttavia, opportuno accordare loro più tempo prima che la direttiva entri in vigore affinché possano prepararsi al cambiamento, che dovrebbe essere attuato in maniera concertata e coordinata.

Il relatore si rammarica del fatto che la Commissione non abbia realizzato un'adeguata valutazione d'impatto e non abbia proceduto ad una consultazione completa del pubblico e degli attori interessati di una durata di 12 settimane prima di presentare la proposta di aggiornamento della direttiva 2000/84/CE. Va sottolineato che, nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", le istituzioni si sono impegnate affinché le valutazioni d'impatto e le consultazioni costituiscano strumenti essenziali per migliorare la qualità della legislazione dell'Unione.

Il relatore concorda, tuttavia, pienamente con il relatore della commissione competente quanto al fatto che questa direttiva dovrebbe essere adottata quanto prima, preferibilmente entro la fine dell'attuale legislatura, per garantire la certezza del diritto e consentire agli Stati membri di prepararsi adeguatamente alle imminenti modifiche.

EMENDAMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per i trasporti e il turismo, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Visto 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

visti i risultati della consultazione online tenuta dalla Commissione tra il 4 luglio e il 16 agosto 2018,

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre confermato che è fondamentale mantenere un approccio armonizzato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

(2)  Alla luce di diverse petizioni e numerose iniziative di cittadini, interrogazioni parlamentari e un'audizione pubblica in materia, nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre confermato che è fondamentale mantenere un approccio armonizzato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi. Gli elementi raccolti non consentono di concludere univocamente che i benefici delle disposizioni relative all'ora legale superano gli inconvenienti connessi a un cambio semestrale dell'ora.

(3)  Le regole dell'Unione armonizzate devono garantire il corretto funzionamento del mercato interno con una prospettiva e una prevedibilità a lungo termine ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi, che sono questioni con un impatto significativo sul corretto funzionamento del mercato interno, sull'attività delle imprese e sulla vita dei cittadini. Gli elementi raccolti non consentono di concludere univocamente che dal cambio semestrale dell'ora non derivano benefici significativi, sebbene numerosi studi scientifici, compreso lo studio dell'ottobre 2017 sulle disposizioni dell'UE relative all'ora legale condotto dal Servizio Ricerca del Parlamento europeo a norma della direttiva 2000/84/CE, indichino l'esistenza di effetti negativi per la salute umana, in particolare per alcuni gruppi come i bambini e gli anziani, e suggeriscano un collegamento con le malattie cardiovascolari per via della perturbazione dei ritmi biologici interni. Sotto il profilo economico, il cambio semestrale dell'ora comporta costi e oneri amministrativi aggiuntivi per molti settori.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale e alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate alle disposizioni relative all'ora legale.

(4)  Una consultazione pubblica sulle disposizioni relative all'ora legale tenuta dalla Commissione tra luglio e agosto 2018 ha ottenuto 4,6 milioni di risposte, il numero più elevato mai ricevuto nell'ambito di una consultazione della Commissione, e ha evidenziato la preferenza dei cittadini per la fine dei cambi semestrali dell'ora. Inoltre, alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate alle disposizioni relative all'ora legale.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di garantire che l'applicazione delle disposizioni relative all'ora legale da parte solo di alcuni Stati membri non perturbi il funzionamento del mercato interno, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, dei settori dei trasporti, delle comunicazioni e di altri settori coinvolti, essi dovrebbero notificare tempestivamente alla Commissione la loro intenzione di modificare la loro ora normale e solo in seguito applicare le modifiche notificate. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, informare tutti gli altri Stati membri affinché possano adottare tutte le misure necessarie. Essa dovrebbe inoltre informare il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione.

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro, conformemente al principio di sussidiarietà, di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Al fine di ridurre al minimo le perturbazioni del funzionamento del mercato interno in relazione, tra l'altro, ai settori dei trasporti, delle comunicazioni e ad altri settori coinvolti e consentire un coordinamento, essi dovrebbero notificare entro il 1° aprile 2020 alla Commissione la loro intenzione di modificare la loro ora normale. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, informare tutti gli altri Stati membri, il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione in modo appropriato e tempestivo. Dovrebbe inoltre valutare l'impatto dei cambiamenti previsti dell'ora normale sul funzionamento del mercato interno e svolgere un'analisi specializzata sull'argomento, tenendo conto degli aspetti naturali, sanitari e sociali, nonché delle differenze geografiche tra gli Stati membri.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis)  Al fine di garantire un'attuazione armonizzata della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero coordinare anticipatamente la loro decisione in merito alle ore normali previste. È pertanto opportuno che la Commissione istituisca un meccanismo di coordinamento con l'obiettivo di assicurare un approccio armonizzato e coordinato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione. Il meccanismo di coordinamento dovrebbe comprendere un rappresentante designato per ciascuno Stato membro e un rappresentante della Commissione.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  È pertanto necessario porre termine all'armonizzazione del periodo interessato dalle disposizioni relative all'ora legale, come stabilito nella direttiva 2000/84/CE, e introdurre regole comuni che impediscano agli Stati membri di applicare disposizioni diverse relative al cambio stagionale dell'ora tramite la modifica della loro ora normale più di una volta nel corso dell'anno, e che introducano l'obbligo di notificare le modifiche che essi prevedono di apportare all'ora normale. La presente direttiva mira a contribuire in modo determinato al buon funzionamento del mercato interno e dovrebbe di conseguenza basarsi sull'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come interpretato conformemente alla giurisprudenza costante della Corte di giustizia dell'Unione europea.

(6)  È pertanto necessario porre termine all'armonizzazione del periodo interessato dalle disposizioni relative all'ora legale, come stabilito nella direttiva 2000/84/CE, e introdurre regole comuni che impediscano agli Stati membri di applicare disposizioni diverse relative al cambio stagionale dell'ora. La presente direttiva mira a contribuire in modo determinato al buon funzionamento del mercato interno e dovrebbe di conseguenza basarsi sull'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come interpretato conformemente alla giurisprudenza costante della Corte di giustizia dell'Unione europea.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  Il passaggio a un nuovo regime senza cambi stagionali genererà costi connessi alla transizione, in particolare per quanto concerne i sistemi di informazione in diversi settori, soprattutto i trasporti. Al fine di ridurre in modo significativo i costi di transizione, è necessario un periodo di tempo ragionevole per preparare l'attuazione della presente direttiva.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1º aprile 2019, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 31 marzo 2019. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2019.

(7)  Al fine di assicurare un'armonizzazione concertata e coordinata dell'ora normale conformemente allo scopo della presente direttiva, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo al rinvio della data di applicazione della presente direttiva qualora le disposizioni relative all'ora possano perturbare gravemente il corretto funzionamento del mercato interno. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

 

 

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis)  È opportuno che gli Stati membri coordinino tra loro le ore normali scelte, che dovrebbero essere armonizzate nel modo più completo possibile tra gli Stati membri per evitare fusi orari troppo diversi nell'UE, così da assicurare il corretto funzionamento del mercato unico e renderlo prevedibile per i cittadini, i consumatori e i settori interessati.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  L'attuazione della presente direttiva dovrebbe essere monitorata. I risultati di tale monitoraggio dovrebbero essere presentati dalla Commissione in una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Tale relazione dovrebbe basarsi sulle informazioni che gli Stati membri mettono a disposizione della Commissione in tempo utile per poter presentare la relazione alla data stabilita.

(8)  L'attuazione della presente direttiva dovrebbe essere monitorata. I risultati di tale monitoraggio dovrebbero essere presentati dalla Commissione in una relazione sostenuta da prove sufficienti al Parlamento europeo e al Consiglio. Tale relazione dovrebbe basarsi sulle informazioni che gli Stati membri mettono a disposizione della Commissione in tempo utile per poter presentare la relazione alla data stabilita.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2019, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019. Gli Stati membri notificano tale decisione in conformità all'articolo 2.

2.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale. Gli Stati membri notificano tale decisione in conformità all'articolo 2.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Articolo 2

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Fatto salvo l'articolo 1, se uno Stato membro decide di modificare la sua ora normale o le sue ore normali in uno dei territori soggetti alla sua giurisdizione, esso ne dà notifica alla Commissione almeno 6 mesi prima dell'entrata in vigore della modifica. Qualora uno Stato membro abbia effettuato tale notifica e non l'abbia revocata almeno 6 mesi prima della data della modifica prevista, esso applica tale modifica.

1.  La Commissione istituisce un meccanismo di coordinamento allo scopo di assicurare un approccio armonizzato e coordinato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione. Il meccanismo di coordinamento è composto da un rappresentante per ciascuno Stato membro e da un rappresentante della Commissione.

2.  Entro un mese dalla notifica la Commissione ne informa gli altri Stati membri e pubblica tale informazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

2.  Entro il 1° aprile 2020 gli Stati membri comunicano alla Commissione le loro intenzioni a norma dell'articolo 1. Il meccanismo di coordinamento discute e valuta senza indugio l'impatto potenziale della modifica prevista sul funzionamento del mercato interno, al fine di evitare perturbazioni significative.

 

3.  Laddove, sulla base della valutazione di cui al paragrafo 2, ritenga che una modifica prevista possa perturbare in maniera significativa il corretto funzionamento del mercato interno, la Commissione ne informa lo Stato membro in questione.

 

4.  Entro il 31 ottobre 2020 lo Stato membro decide se confermare o meno la propria intenzione. Fornisce una spiegazione dettagliata di come affronterà l'impatto negativo della modifica sul funzionamento del mercato interno.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Articolo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 2 bis

 

1.  La Commissione, in stretta cooperazione con il meccanismo di coordinamento di cui all'articolo 2, monitora attentamente le previste disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

 

2.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 2 ter per rinviare la data di applicazione della presente direttiva di non oltre 12 mesi qualora essa stabilisca che le previste disposizioni relative all'ora, quali notificate dagli Stati membri, possano perturbare gravemente il funzionamento del mercato interno.

 

3.  Qualora motivi imperativi d'urgenza lo richiedano, la procedura di cui all'articolo 2 quater si applica agli atti delegati adottati ai sensi del presente articolo.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Articolo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 2 ter

 

1.  Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

 

2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 2 bis è conferito alla Commissione per un periodo di [da stabilire] anni a decorrere da ... [data di entrata in vigore della direttiva].

 

3.  La delega di potere di cui all'articolo 2 bis può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

 

4.  Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.

 

5.  Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

 

6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 2 bis entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di [da stabilire] mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di [da stabilire] mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Articolo 2 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 2 quater

 

1.  Gli atti delegati adottati ai sensi del presente articolo entrano in vigore immediatamente e si applicano finché non siano sollevate obiezioni conformemente al paragrafo 2. La notifica di un atto delegato al Parlamento europeo e al Consiglio illustra i motivi del ricorso alla procedura d'urgenza. 

 

2.  Il Parlamento europeo o il Consiglio possono sollevare obiezioni a un atto delegato secondo la procedura di cui all'articolo 2 ter. In tal caso, la Commissione abroga l'atto immediatamente a seguito della notifica della decisione con la quale il Parlamento europeo o il Consiglio hanno sollevato obiezioni.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'attuazione della presente direttiva entro il 31 dicembre 2024.

1.  La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'attuazione della presente direttiva entro il 31 dicembre 2025. La relazione sull'attuazione presta particolare attenzione agli effetti sulla salute umana. 

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  La Commissione effettua una valutazione d'impatto circostanziata e un'analisi costi/benefici in relazione alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora nell'Unione.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni pertinenti entro il 30 aprile 2024.

2.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le informazioni pertinenti entro il 30 aprile, cinque anni dopo l'adozione della presente direttiva.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 1° aprile 2019 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 2020 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Articolo 5 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 1° aprile 2019.

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 2020.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Soppressione dei cambi stagionali dell’ora

Riferimenti

COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

TRAN

13.9.2018

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

JURI

13.9.2018

Relatore per parere

       Nomina

Pavel Svoboda

24.9.2018

Esame in commissione

23.1.2019

 

 

 

Approvazione

19.2.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Joëlle Bergeron, Jean-Marie Cavada, Kostas Chrysogonos, Mady Delvaux, Rosa Estaràs Ferragut, Enrico Gasbarra, Sajjad Karim, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Gilles Lebreton, António Marinho e Pinto, Emil Radev, Evelyn Regner, Pavel Svoboda, Axel Voss, Francis Zammit Dimech, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pascal Durand, Angelika Niebler, Tiemo Wölken, Kosma Złotowski

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ingeborg Gräßle, Joëlle Mélin

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

21

+

ALDE

Jean-Marie Cavada, António Marinho e Pinto

ECR

Sajjad Karim, Kosma Złotowski

EFDD

Joëlle Bergeron

ENF

Gilles Lebreton, Joëlle Mélin

PPE

Rosa Estaràs Ferragut, Ingeborg Gräßle, Emil Radev, Pavel Svoboda, Axel Voss, Francis Zammit Dimech, Tadeusz Zwiefka

S&D

Mady Delvaux, Enrico Gasbarra, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Evelyn Regner, Tiemo Wölken

VERTS/ALE

Max Andersson, Pascal Durand

1

-

GUE/NGL

Kostas Chrysogonos

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per le petizioni (20.2.2019)

destinato alla commissione per i trasporti e il turismo

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE

(COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD))

Relatore per parere: Cecilia Wikström

BREVE MOTIVAZIONE

La proposta mira a porre fine ai cambi stagionali dell'ora negli Stati membri dell'UE. La legislazione dell'UE sulle disposizioni relative all'ora legale è stata introdotta per la prima volta nel 1980 con l'obiettivo di unificare le prassi e i regimi nazionali allora vigenti in materia di ora legale. Dal 2001 le disposizioni dell'UE relative all'ora legale sono fissate nella direttiva 2000/84/CE, che stabilisce l'obbligo per tutti gli Stati membri di passare all'ora legale l'ultima domenica di marzo e di tornare alla loro ora normale ("ora solare") l'ultima domenica di ottobre.

Il sistema dei cambi semestrali dell'ora è messo sempre più in discussione dai cittadini, dal Parlamento europeo e da un numero crescente di Stati membri.

Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018(1) il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. La Commissione ha inoltre svolto una consultazione pubblica che ha generato circa 4,6 milioni di risposte (il numero più elevato di risposte mai ricevute nell'ambito di una consultazione della Commissione), l'84 % delle quali a favore della soppressione dei cambi semestrali dell'ora e il 16 % a favore del loro mantenimento.

Inoltre, le disposizioni relative all'ora legale sono un argomento ricorrente nell'attività della commissione per le petizioni (PETI), che nel corso degli anni ha ricevuto oltre 100 petizioni su tale tema, Quasi tutti i firmatari sostengono l'abolizione dei cambi semestrali dell'ora, evidenziando in primo luogo le preoccupazioni per la salute e i limitati effetti in termini di risparmio energetico. Alcuni firmatari sostengono che il cambio dell'ora ha un effetto particolarmente negativo sui gruppi vulnerabili, quali i bambini e gli anziani. La commissione PETI ha discusso le petizioni relative all'ora legale nelle sue riunioni del luglio 2015 e del novembre 2017.

Come indicato nello studio del Servizio Ricerca del Parlamento europeo dell'ottobre 2017 sulle disposizioni dell'UE relative all'ora legale a norma della direttiva 2008/84/CE, gli effetti negativi per la salute umana causati da tali cambiamenti dovrebbe essere tenuti in considerazione allo scopo di porre fine ai cambi semestrali dell'ora nell'UE. Come chiaro esempio dell'importanza della discussione sugli effetti dell'ora legale sull'orologio biologico umano, il premio Nobel per la fisiologia o la medicina del 2017 è stato assegnato a Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young per le loro scoperte relative ai meccanismi molecolari che controllano il ritmo circadiano, spiegando l'orologio interno e biologico dell'uomo e il modo in cui il nostro benessere è influenzato da uno squilibrio tra il nostro ambiente esterno e l'orologio biologico interno. Ciò significa che le conclusioni di alcune ricerche cronobiologiche suggeriscono che le ripercussioni a livello del bioritmo umano siano più gravi di quanto si ritenesse in precedenza. Inoltre, in base al paragrafo 8 dell'articolo 114 TFUE, sul ravvicinamento delle legislazioni, "quando uno Stato membro solleva un problema specifico di pubblica sanità in un settore che è stato precedentemente oggetto di misure di armonizzazione, esso lo sottopone alla Commissione che esamina immediatamente l'opportunità di proporre misure appropriate al Consiglio".

In tale contesto, il progetto di parere mira a sostenere la tesi a favore della soppressione coordinata delle disposizioni relative ai cambi dell'ora semestrali, al fine di evitare effetti potenzialmente nocivi per la salute e tenendo conto del fatto che presunti risparmi energetici non sono stati conseguiti.

Il progetto di parere suggerisce che la soppressione del cambio dell'ora semestrale dovrebbe essere effettuata in modo da evitare gravi perturbazioni del mercato interno, causate dalle divergenze tra gli Stati membri in tale ambito. Il relatore sostiene che la proposta originaria della Commissione, che offre agli Stati membri la possibilità di decidere unilateralmente in merito alle loro preferenze relative all'ora normale, potrebbe condurre a una situazione caratterizzata da un mosaico di fusi orari tra gli Stati membri, rendendo il mercato interno più divergente. Ciò complicherebbe il commercio transfrontaliero, i trasporti, la comunicazione e i viaggi all'interno del mercato interno. Per garantire l'armonizzazione, il relatore propone pertanto l'introduzione dell'ora legale come la nuova ora normale all'interno di tutta l'Unione. Secondo la consultazione pubblica svolta dalla Commissione europea sulle disposizioni relative all'ora legale nell'UE, l'ora legale è emersa come la netta preferenza dei cittadini e delle imprese che hanno risposto all'indagine.

Inoltre, le ricerche(2) mostrano chiaramente che la presenza di più ore di luce alla sera induce le persone a trascorrere più tempo all'aperto, il che porta a un aumento dell'attività fisica, contribuisce a una vita sociale più attiva e apporta benefici per la salute e il benessere di adulti e bambini. Ciò significa che stabilire l'ora legale quale ora normale nell'Unione europea potrebbe avere effetti positivi sulla popolazione.

EMENDAMENTI

La commissione per le petizioni invita la commissione per i trasporti e il turismo, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre confermato che è fondamentale mantenere un approccio armonizzato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

(2)  Nella sua risoluzione dell'8 febbraio 2018, sulla base delle petizioni e delle richieste presentate dai cittadini alla commissione per le petizioni, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a condurre una valutazione delle disposizioni relative all'ora legale di cui alla direttiva 2000/84/CE e, se necessario, a formulare una proposta di revisione della stessa. Tale risoluzione ha inoltre confermato che è fondamentale mantenere un approccio armonizzato e coordinato alle disposizioni relative all'ora in tutta l'Unione.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi. Gli elementi raccolti non consentono di concludere univocamente che i benefici delle disposizioni relative all'ora legale superano gli inconvenienti connessi a un cambio semestrale dell'ora.

(3)  La Commissione ha esaminato i dati attualmente disponibili, che evidenziano l'importanza di disporre di regole dell'Unione armonizzate in questo settore per garantire il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare, tra l'altro, perturbazioni alla programmazione delle operazioni di trasporto e al funzionamento dei sistemi di informazione e comunicazione, costi più elevati per gli scambi transfrontalieri o minore produttività per i beni e i servizi.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale e alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore. È pertanto opportuno porre fine secondo modalità coordinate alle disposizioni relative all'ora legale.

(4)  È in corso un vivace dibattito pubblico sulle disposizioni relative all'ora legale, come dimostrato dalle petizioni presentate dai cittadini in cui richiedono la fine del cambio semestrale dell'ora e dalla consultazione pubblica sulle disposizioni relative all'ora legale nell'UE, che ha generato il numero più elevato di risposte mai ricevute nell'ambito di una consultazione della Commissione. Alcuni Stati membri hanno già espresso la loro preferenza per la fine dell'applicazione di tali disposizioni. Alla luce di tali sviluppi è necessario continuare a salvaguardare il corretto funzionamento del mercato interno ed evitare perturbazioni significative causate da divergenze tra gli Stati membri in questo settore che potrebbero incidere sull'integrazione sia economica che politica dell'Unione. Molti cittadini hanno raccomandato di porre fine ai cambi stagionali dell'ora, principalmente sulla base di preoccupazioni per la salute. Nelle petizioni ricevute dal Parlamento europeo, i cittadini sostengono che il cambio dell'ora ha un effetto particolarmente negativo sui gruppi vulnerabili, quali i bambini e gli anziani. Diversi studi hanno evidenziato che esistono effetti negativi connessi al cambio semestrale dell'ora in vari ambiti, come problemi di salute con effetti sul ritmo circadiano, questioni legate alla sicurezza stradale, considerato l'aumento del numero di incidenti registrato nei giorni successivi al cambio dell'ora, nonché oneri amministrativi e costi aggiuntivi per molti settori economici. È pertanto fondamentale adottare un approccio armonizzato che sia ben coordinato per porre fine al cambio semestrale dell'ora.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  È essenziale tenere conto dell'ampia estensione territoriale dell'UE da nord a sud che comporta differenze negli effetti della luce diurna in tutta l'Unione. È pertanto necessario considerare gli aspetti geografici della questione, pur mantenendo i fusi orari esistenti.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare il diritto di ciascuno Stato membro di decidere in merito all'ora normale o alle ore normali per i territori soggetti alla sua giurisdizione che rientrano nel campo di applicazione territoriale dei trattati, nonché in merito alle relative ulteriori modifiche. Tuttavia, al fine di garantire che l'applicazione delle disposizioni relative all'ora legale da parte solo di alcuni Stati membri non perturbi il funzionamento del mercato interno, è opportuno che gli Stati membri si astengano dal modificare l'ora normale in un territorio soggetto alla loro giurisdizione per motivi connessi a cambi stagionali, anche se tale modifica fosse presentata come un cambio di fuso orario. Inoltre, al fine di ridurre al minimo le perturbazioni, tra l'altro, dei settori dei trasporti, delle comunicazioni e di altri settori coinvolti, essi dovrebbero notificare tempestivamente alla Commissione la loro intenzione di modificare la loro ora normale e solo in seguito applicare le modifiche notificate. La Commissione dovrebbe, sulla base di tale notifica, informare tutti gli altri Stati membri affinché possano adottare tutte le misure necessarie. Essa dovrebbe inoltre informare il pubblico e i portatori di interessi mediante la pubblicazione di tale informazione.

soppresso

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  È pertanto necessario porre termine all'armonizzazione del periodo interessato dalle disposizioni relative all'ora legale, come stabilito nella direttiva 2000/84/CE, e introdurre regole comuni che impediscano agli Stati membri di applicare disposizioni diverse relative al cambio stagionale dell'ora tramite la modifica della loro ora normale più di una volta nel corso dell'anno, e che introducano l'obbligo di notificare le modifiche che essi prevedono di apportare all'ora normale. La presente direttiva mira a contribuire in modo determinato al buon funzionamento del mercato interno e dovrebbe di conseguenza basarsi sull'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come interpretato conformemente alla giurisprudenza costante della Corte di giustizia dell'Unione europea.

(6)  È pertanto necessario porre termine all'armonizzazione del periodo interessato dalle disposizioni relative all'ora legale, come stabilito nella direttiva 2000/84/CE, e introdurre regole comuni che impediscano agli Stati membri di applicare disposizioni diverse relative al cambio stagionale dell'ora tramite la modifica della loro ora normale più di una volta nel corso dell'anno, e che introducano l'obbligo di notificare le modifiche che essi prevedono di apportare all'ora normale. Per il corretto funzionamento del mercato interno, è essenziale che, pur mantenendo i fusi orari esistenti, tutti gli Stati membri applichino le stesse disposizioni relative all'ora onde evitare un mosaico di diverse disposizioni all'interno del mercato interno. La presente direttiva mira a contribuire in modo determinato al buon funzionamento del mercato interno e dovrebbe di conseguenza basarsi sull'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come interpretato conformemente alla giurisprudenza costante della Corte di giustizia dell'Unione europea.

 

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi a decorrere dal 1º aprile 2019, in modo che l'ultimo periodo dell'ora legale a norma delle regole di cui alla direttiva 2000/84/CE inizi in ogni Stato membro alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 31 marzo 2019. Gli Stati membri che, dopo tale periodo dell'ora legale, intendono adottare un'ora normale corrispondente all'ora applicata durante la stagione invernale in conformità alla direttiva 2000/84/CE dovrebbero modificare la loro ora normale alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019, in modo che modifiche analoghe e durature introdotte in diversi Stati membri avvengano contemporaneamente. È auspicabile che gli Stati membri prendano in maniera concordata le decisioni sull'ora normale che ciascuno di loro applicherà a partire dal 2019.

(7)  La presente direttiva dovrebbe entrare in vigore e essere applicata il diciottesimo mese successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, lasciando tempo sufficiente alla società e agli operatori economici per adattarsi alla nuova situazione. Per il corretto funzionamento del mercato interno, è essenziale evitare un mosaico di diverse disposizioni relative all'ora all'interno del mercato interno. Gli Stati membri dovrebbero pertanto concordare una disposizione armonizzata relativa all'ora normale nell'UE.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Articolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri non applicano cambi stagionali alla loro ora normale o alle loro ore normali.

 

2. In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono ancora applicare un cambio stagionale della loro ora normale o delle loro ore normali nel 2019, purché lo facciano alle ore 1.00 del mattino, tempo universale coordinato, del 27 ottobre 2019. Gli Stati membri notificano tale decisione in conformità all'articolo 2.

1. Da [xx] gli Stati membri non applicano cambi semestrali all'ora.

 

2. soppresso

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Articolo 2

Testo della Commissione

Emendamento

1. Fatto salvo l'articolo 1, se uno Stato membro decide di modificare la sua ora normale o le sue ore normali in uno dei territori soggetti alla sua giurisdizione, esso ne dà notifica alla Commissione almeno 6 mesi prima dell'entrata in vigore della modifica. Qualora uno Stato membro abbia effettuato tale notifica e non l'abbia revocata almeno 6 mesi prima della data della modifica prevista, esso applica tale modifica.

 

2. Entro un mese dalla notifica la Commissione ne informa gli altri Stati membri e pubblica tale informazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

1. Conformemente all'articolo 1, gli Stati membri applicano disposizioni armonizzate e coordinate in relazione all'ora normale dell'Unione.

 

2. soppresso

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 1° aprile 2019 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° aprile 2019.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

1. Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il [data di applicazione della direttiva] le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi trasmettono immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Essi applicano tali disposizioni conformemente all'articolo 1 della presente direttiva.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Articolo 5

Testo della Commissione

Emendamento

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dal 1° aprile 2019.

La direttiva 2000/84/CE è abrogata con effetto dall'entrata in vigore della direttiva relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Articolo 6

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

La presente direttiva entra in vigore e si applica il diciottesimo mese successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Soppressione dei cambi stagionali dell’ora

Riferimenti

COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

TRAN

13.9.2018

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

PETI

25.10.2018

Relatore per parere

       Nomina

Cecilia Wikström

24.9.2018

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

14

+

ALDE

Beatriz Becerra Basterrechea, Ilhan Kyuchyuk

PPE

Pál Csáky, Svetoslav Hristov Malinov, Lukas Mandl, Roberta Metsola, László Tőkés, Jarosław Wałęsa, Rainer Wieland

S&D

Soledad Cabezón Ruiz, Jude Kirton-Darling, Marlene Mizzi, Gabriele Preuß

VERTS/ALE

Igor Šoltes

4

-

ECR

Notis Marias

S&D

Virginie Rozière

VERTS/ALE

Margrete Auken, Ana Miranda

1

0

GUE/NGL

Takis Hadjigeorgiou

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 febbraio 2018 sulle disposizioni relative al cambiamento dell'ora (2017/2968(RSP))

(2)

Hendrik Wolff and Momoe Makino, Extending Becker´s time allocation theory to model continious time blocks: evidence from daylight saving time, documento di riflessione dell'Institute of Labor Economics (IZA), N. 6787, 2012, ICF International, pag.25, Anna Goodmann (et al.) Daylight saving time as a potential public health intervention: an observational study of evening daylight and objectively-measured physical activity among 23,000 children from 9 countries, nell'International journal of behavioural nutrition and physical activity, 2014, 11:84.


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Soppressione dei cambi stagionali dell’ora

Riferimenti

COM(2018)0639 – C8-0408/2018 – 2018/0332(COD)

Presentazione della proposta al PE

12.9.2018

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

TRAN

13.9.2018

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

ENVI

13.9.2018

ITRE

13.9.2018

IMCO

13.9.2018

AGRI

13.9.2018

 

JURI

13.9.2018

PETI

25.10.2018

 

 

Relatori

       Nomina

Marita Ulvskog

25.10.2018

 

 

 

Esame in commissione

20.2.2019

 

 

 

Approvazione

4.3.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

11

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marie-Christine Arnautu, Inés Ayala Sender, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Deirdre Clune, Michael Cramer, Andor Deli, Isabella De Monte, Ismail Ertug, Dieter-Lebrecht Koch, Innocenzo Leontini, Peter Lundgren, Gesine Meissner, Cláudia Monteiro de Aguiar, Gabriele Preuß, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, Claudia Schmidt, Keith Taylor, István Ujhelyi, Marita Ulvskog, Peter van Dalen, Wim van de Camp

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Francisco Assis, Matt Carthy, Jakop Dalunde, Michael Gahler, Karoline Graswander-Hainz, Pavel Svoboda, Matthijs van Miltenburg, Henna Virkkunen

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Eleonora Evi, Olle Ludvigsson, Ricardo Serrão Santos

Deposito

7.3.2019


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

23

+

ALDE

Izaskun Bilbao Barandica, Gesine Meissner

ECR

Peter Lundgren

ENF

Marie-Christine Arnautu

PPE

Georges Bach, Wim van de Camp, Deirdre Clune, Andor Deli, Michael Gahler, Dieter-Lebrecht Koch, Claudia Schmidt, Pavel Svoboda, Henna Virkkunen

S&D

Inés Ayala Sender, Ismail Ertug, Karoline Graswander-Hainz, Olle Ludvigsson, Gabriele Preuß, István Ujhelyi, Marita Ulvskog

VERTS/ALE

Michael Cramer, Jakop Dalunde, Keith Taylor

11

-

ALDE

Matthijs van Miltenburg, Dominique Riquet

ECR

Peter van Dalen, Innocenzo Leontini

EFDD

Eleonora Evi

GUE/NGL

Matt Carthy

PPE

Cláudia Monteiro de Aguiar, Massimiliano Salini

S&D

Francisco Assis, Isabella De Monte, Ricardo Serrão Santos

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2019Avviso legale