Procedura : 2019/0814(NLE)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A9-0031/2019

Testi presentati :

A9-0031/2019

Discussioni :

Votazioni :

PV 26/11/2019 - 8.4

Testi approvati :

P9_TA(2019)0062

<Date>{14/11/2019}14.11.2019</Date>
<NoDocSe>A9‑0031/2019</NoDocSe>
PDF 181kWORD 64k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>sulla proposta di nomina di François-Roger Cazala a membro della Corte dei conti</Titre>

<DocRef>(C9-0121/2019 – 2019/0814(NLE))</DocRef>


<Commission>{CONT}Commissione per il controllo dei bilanci</Commission>

Relatrice: <Depute>Isabel García Muñoz</Depute>

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO 1: CURRICULUM VITAE DI François-Roger Cazala
 ALLEGATO 2: RISPOSTE DI François-Roger Cazala AL QUESTIONARIO
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di nomina di François-Roger Cazala a membro della Corte dei conti

(C9-0121/2019 – 2019/0814(NLE))

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

 visto l'articolo 286, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C9-0121/2019),

 visto l'articolo 129 del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9‑0031/2019),

A. considerando che la commissione per il controllo dei bilanci ha valutato le qualifiche del candidato proposto, segnatamente in relazione alle condizioni di cui all'articolo 286, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

B. considerando che la commissione per il controllo dei bilanci ha poi proceduto, nella sua riunione del 12 novembre 2019, a un'audizione del candidato designato dal Consiglio a membro della Corte dei conti;

1. esprime parere positivo sulla proposta del Consiglio di nominare François-Roger Cazala membro della Corte dei conti;

2. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e, per conoscenza, alla Corte dei conti nonché alle altre istituzioni dell'Unione europea e alle istituzioni di controllo degli Stati membri.

ALLEGATO 1: CURRICULUM VITAE DI François-Roger Cazala

Formazione

 

Istituto di studi politici di Parigi "Sciences Po"

Università Parigi I – Laurea in giurisprudenza

École Nationale d'Administration (anno di diploma: 1981)

Certified Government Audit Professional (Institute of Internal Auditors/IIA)

Carriera: auditor (1981-1985), referendario (1985-1999), consigliere presso la Corte dei conti dal 1999

 

1981 – 1985 Corte dei conti

1986 – 1988 Consigliere tecnico presso il ministro della Funzione pubblica e della pianificazione (Hervé de Charette); settori di competenza: questioni statutarie, alta funzione pubblica, ENA

1988 – 1989   Corte dei conti

1989 – 1992  Distaccamento presso il ministero degli Affari esteri (direzione economica, vicedirettore responsabile delle questioni ambientali internazionali)

1992 – 1995 Ambasciata francese in Germania, secondo consigliere (politica interna tedesca)

1995 Direttore di Gabinetto per il ministro dell'Ambiente (Corinne Lepage)

1996 – 1998 Corte dei conti (settori di controllo: servizi del primo ministro, ministero dell'Interno, ministero della Giustizia, ministero degli Affari esteri)

1998 – 2008 Distaccamento all'OCSE come amministratore principale nel quadro del programma SIGMA, un'iniziativa congiunta dell'OCSE e dell'Unione europea finanziata principalmente dall'UE per sostenere il processo di riforma dell'amministrazione pubblica nei paesi dell'Europa centrale e orientale come pure nei paesi della politica europea di vicinato; responsabile in particolare delle questioni relative alle finanze pubbliche e all'audit esterno (istituzione di corti dei conti e organismi equivalenti di controllo e di audit interno)

Settembre 2008 Corte dei conti, consigliere presso la terza Sezione della Corte (settori di controllo: istruzione, ricerca, università, cultura e comunicazione)

Aprile 2011 Corte dei conti, consigliere presso la settima Sezione e presidente della divisione Trasporti

Gennaio 2018 Corte dei conti, consigliere presso la prima Sezione e presidente della divisione Sviluppo economico e settore finanziario pubblico

 

Altre attività

 

1981 – 1987 Professore associato presso l'Istituto di studi politici ("Sciences Po", Parigi)

1981 – 1987 Membro o relatore di vari comitati e gruppi di lavoro interministeriali responsabili di questioni legate all'amministrazione pubblica

1981 – 1987  Membro o relatore di vari comitati e gruppi di lavoro interministeriali responsabili di questioni legate all'amministrazione pubblica

1996 – 1998 Relatore generale della commissione finanziaria dell'agenzia France-Presse

1996 – 1998  Segretario generale dell'associazione dei magistrati ed ex magistrati della Corte dei conti

2008 – 2012 Membro dell'ufficio di presidenza dell'associazione dei magistrati ed ex magistrati della Corte dei conti

2009 – 2012 Membro di équipe di audit di organizzazioni internazionali: EUMETSAT (Darmstadt), ONUDC (Vienna), direttore dell'audit esterno dell'Organizzazione del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBTO)

2012 – 2013 Copresidente del gruppo di lavoro sulla definizione di norme professionali nelle giurisdizioni finanziarie

Dal 2014 Rappresentante della Corte dei conti in seno allo Haut Conseil du Commissariat aux comptes (Alto consiglio di commissariato ai conti)

Dal 2016  Membro e quindi vicepresidente del collegio dei revisori del Meccanismo europeo di stabilità

 

Lingue

 

Tedesco: ottima conoscenza (lettura, scrittura, parlato)

Inglese: ottima conoscenza (lettura, scrittura, parlato)

Italiano: conoscenza elementare

 


ALLEGATO 2: RISPOSTE DI François-Roger Cazala AL QUESTIONARIO

Esperienza professionale

1. Descriva l'esperienza professionale da Lei maturata nella finanza pubblica (pianificazione, esecuzione, gestione, controllo o audit di bilancio).

Ho consacrato la maggior parte dei miei 38 anni di attività professionale alle finanze pubbliche. Ho iniziato come auditor presso la Corte dei conti al termine degli studi superiori, nello specifico dopo aver concluso l'École Nationale d'Administration. Ho passato i primi cinque anni della mia carriera impegnato in tali funzioni, lavorando in particolare sulle finanze delle collettività locali per le quali la Corte dei conti era all'epoca competente nonché su quelle del settore dell'amministrazione delle telecomunicazioni.

Dopo un'esperienza di due anni in seno a un Gabinetto ministeriale, ho fatto ritorno alla Corte dove sono entrato a far parte del settore responsabile del controllo dei conti dei servizi del primo ministro, partecipando nel contempo ai lavori periodici sull'esecuzione del bilancio dello Stato che la Corte conduceva all'epoca.

Mi sono quindi allontanato dall'istituzione superiore di controllo cui appartengo per un'esperienza di sei anni presso il ministero degli Affari esteri, di cui tre anni trascorsi in Germania. Ho fatto ritorno alla Corte dopo una breve esperienza come direttore di Gabinetto per il ministro dell'Ambiente, incarico durante il quale ho altresì svolto le mansioni di consigliere di bilancio.

Nel corso dei tre anni successivi ho condotto indagini su un grande progetto immobiliare non completato (centro conferenze internazionale di Quai Branly), sulla politica e le azioni di volontariato per lo sviluppo e su vari organismi.

Sono quindi stato distaccato all'OCSE nel quadro del programma SIGMA, un'iniziativa congiunta dell'OCSE e dell'Unione europea finanziata principalmente dall'UE. Il programma aveva e ha tuttora l'obiettivo di realizzare o di sostenere azioni di assistenza tecnica nel settore dell'amministrazione pubblica a favore dei paesi candidati all'Unione europea e sempre più spesso dei paesi oggetto della politica europea di vicinato. Tale attività era principalmente esercitata in una prospettiva di riforma ai fini dell'istituzione di sistemi fondati su principi quali lo Stato di diritto, la trasparenza e l'efficacia. Pur essendo stato inizialmente incaricato del settore delle istituzioni superiori di controllo, considerate in virtù dei "criteri di Copenaghen" tra i fondamenti dello Stato di diritto, le mie attribuzioni si sono presto estese ad altri settori delle finanze pubbliche: questioni di bilancio, gestione dei fondi preadesione e sistemi di controllo interno nell'amministrazione pubblica (Public Internal Financial Control).

Questa esperienza è stata particolarmente proficua, in quanto mi ha permesso sia di conoscere sistemi per me nuovi in materia di bilancio, controllo dei conti pubblici e gestione delle finanze pubbliche in generale, sia di scoprire i sistemi amministrativi di altri paesi. Come avviene per l'intero programma SIGMA, ho dovuto collaborare molto strettamente con i servizi della Commissione europea, tanto quelli competenti per il processo di allargamento e la politica di vicinato, quanto quelli responsabili delle questioni sostanziali (DG Bilancio, DG Agricoltura, ecc.). Inoltre lavorare nel settore delle finanze pubbliche del programma SIGMA mi ha portato naturalmente a intrattenere relazioni molto strette con la Corte dei conti europea, che all'epoca si adoperava intensamente per stringere relazioni di fiducia e di lavoro con le istituzioni superiori di controllo dei nuovi Stati membri o di quelli futuri nonché per fornire loro un'assistenza onde garantirne l'adeguamento agli standard professionali occidentali. In tal modo ho avuto l'occasione di avere numerosi contatti con la Corte dei conti europea.

Si tratta indubbiamente di una delle esperienze che mi hanno arricchito di più nella mia carriera.

Ho fatto ritorno alla Corte dei conti poco più di dieci anni fa e per due anni ho fatto parte della Sezione responsabile delle questioni legate all'istruzione, all'insegnamento superiore, alla ricerca e alla politica culturale. Sono quindi stato nominato presidente della divisione responsabile del settore dei trasporti, delle imprese e delle politiche pubbliche in questo settore economicamente e finanziariamente importante. Ho esercitato tale funzione per poco più di sette anni.

Da due anni ricopro la funzione di presidente della divisione incaricata del finanziamento dell'economia e delle imprese finanziarie pubbliche.

In questo periodo ho inoltre partecipato attivamente ai lavori di certificazione dei conti dello Stato che la Corte svolge dal 2009 come pure a quelli della formazione comune della Corte dei conti responsabile del controllo dell'esecuzione del bilancio dello Stato, della relazione sulle prospettive economiche e finanziarie e dei lavori orizzontali sulle finanze pubbliche (ad es. relazione sull'istituzione della contabilità di competenza (accrual accounting) nel settore dell'amministrazione pubblica, bilancio dei dieci anni di attuazione della legge finanziaria organica (organic budget law)).

2. Quali sono stati i risultati più importanti della Sua carriera professionale fino ad ora?

La mia attività nel quadro del programma SIGMA dell'OCSE mi ha permesso di lavorare direttamente con i paesi candidati all'adesione all'Unione europea nel settore delle finanze pubbliche e del loro controllo. In questo modo ho avuto l'occasione di contribuire a importanti processi di trasformazione amministrativa e organizzativa in alcuni di questi paesi e di partecipare direttamente all'elaborazione dei testi legislativi e regolamentari relativi alla creazione di istituzioni efficaci e democratiche nel settore delle finanze pubbliche nei paesi interessati. Questo lavoro legislativo di base è stato generalmente accompagnato da un contributo ad azioni più pratiche aventi come obiettivo la realizzazione delle suddette trasformazioni, ad esempio l'elaborazione di documenti strategici destinati alle istituzioni (segnatamente il ministero delle Finanze e le istituzioni superiori di controllo) impegnate in questi processi spesso complessi e onerosi.

Ho condotto numerose valutazioni inter pares (peer reviews) in seno a tali istituzioni. Dette valutazioni si sono tradotte nell'elaborazione di raccomandazioni pratiche volte a contribuire a migliorare e ammodernare il funzionamento di questi organismi. Ritengo di essermi preoccupato di tenere conto il più possibile delle specificità nazionali dei paesi come pure della loro cultura amministrativa e organizzativa onde evitare la formulazione di prescrizioni astratte e senza corrispondenza effettiva con la realtà pratica e storica di un dato paese. Sebbene ciò non sia facile e nemmeno sempre possibile, quantomeno ero consapevole della necessità di affrontare tali questioni con un approccio che non fosse né ideologico né tecnocratico. Inoltre ero consapevole che qualsiasi attore esterno si trova di fronte non a un'istituzione o a una procedura, bensì a un sistema con svariate interazioni e ramificazioni. Occorre tenere in considerazione, o almeno individuare, le conseguenze delle riforme raccomandate su altri attori o altre procedure del sistema in questione (in tal senso lo sviluppo dell'audit interno deve andare di pari passo con quello del controllo interno in una data organizzazione, e le raccomandazioni in materia di indipendenza dei titolari di talune cariche hanno senso solo in un sistema di funzione pubblica in cui alcuni impieghi beneficiano di particolari protezioni).

Vorrei inoltre ricordare alcuni risultati raggiunti in altri settori:

- il contributo, in qualità di coautore, alla redazione di un manuale di finanze pubbliche all'inizio della mia carriera;

- il lavoro legislativo realizzato presso il Gabinetto del ministro della Funzione pubblica, che ha comportato segnatamente l'adozione di misure di semplificazione e snellimento di talune disposizioni statutarie, il chiarimento delle norme applicabili in caso di sciopero dei dipendenti pubblici e un'importante riforma del sistema di assunzione e formazione degli alti funzionari;

- la copresidenza di un gruppo di lavoro inteso a sintetizzare e definire le norme professionali della Corte dei conti e delle Sezioni regionali. Oltre alle norme internazionali (ISSAI) già applicate, l'obiettivo era di definire norme comuni ai diversi organismi di controllo e di precisarle e approfondirle nei settori del controllo di gestione e delle attività giurisdizionali.

3. Qual è stata l'esperienza professionale da Lei maturata all'interno di organizzazioni internazionali e plurilingue o di istituzioni con sede al di fuori del Suo paese di origine?

Ritengo di avere una lunga esperienza nelle relazioni con questo tipo di organizzazioni, maturata nell'ambito delle seguenti funzioni:

 - direttamente in quanto amministratore principale dell'OCSE nel quadro del summenzionato programma SIGMA, dal 1998 al 2008;

 - direttamente in quanto auditor interno, funzione che ho svolto puntualmente in seno a organizzazioni internazionali per le quali la Corte dei conti esercitava il mandato di revisore legale dei conti – segnatamente EUMETSAT a Darmstadt e le divisioni del Segretariato generale delle Nazioni Unite a Vienna – e successivamente in quanto responsabile dell'équipe di certificazione dei conti del Segretariato dell'Organizzazione del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBTO), sempre a Vienna;

 - indirettamente durante la mia esperienza in seno al ministero degli Affari esteri, periodo durante il quale ho avuto come interlocutori organizzazioni internazionali nel mio settore di attività (in particolare organizzazioni facenti parte del sistema delle Nazioni Unite, quali l'Organizzazione meteorologica mondiale e il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente).

4. Le è stato concesso il discarico, qualora la procedura fosse prevista, per le funzioni di gestione che ha esercitato in precedenza?

Questo tipo di procedura non è prevista per nessuna delle funzioni che ho esercitato.

5. Quali delle Sue precedenti posizioni professionali sono state il risultato di una nomina politica?

Nessuna. Le funzioni che ho esercitato in seno a Gabinetti ministeriali erano di natura prettamente tecnica e amministrativa.

6. Quali sono state le tre decisioni più importanti cui ha partecipato nel corso della Sua carriera?

Menzionerò esempi recenti relativi alla mia esperienza in seno alla Corte dei conti francese.

In quanto presidente della divisione Trasporti, nel 2014 sono stato incaricato di programmare e coordinare l'elaborazione della relazione sull'alta velocità ferroviaria in Francia. Questo lavoro ha richiamato l'attenzione sulla questione, fino ad allora parzialmente taciuta, della pertinenza economica, finanziaria e ambientale delle linee ferroviarie ad alta velocità e del loro intenso sviluppo negli ultimi trent'anni. Ha inoltre evidenziato la perdita di redditività di questa rete, le scelte sfavorevoli che il suo sviluppo volontaristico ha comportato in termini di programmazione e finanziamento della manutenzione della rete classica (per quanto riguarda sia l'infrastruttura che il materiale rotabile), l'aumento della concorrenza di altri modi di trasporto e gli incerti risultati sul piano economico ed ecologico. In questo modo la relazione ha contribuito a dissipare una visione astratta dello sviluppo dell'alta velocità che avrebbe inevitabilmente condotto a un'impasse finanziaria senza apportare un valore aggiunto proporzionato al costo di tale modo di trasporto. La relazione ha sollecitato un sostanziale rinnovamento della politica pubblica in materia, che è stato infine realizzato con l'importante riforma del settore ferroviario adottata in Francia nel 2018.

Nel 2017 ho partecipato direttamente come controrelatore ai lavori della Corte dei conti sullo "Stato azionista", vale a dire sul comportamento dello Stato in quanto titolare di partecipazioni di imprese. Tali lavori hanno delineato una prima "panoramica" sul tema permettendo di fare luce sulle pratiche seguite in questo ambito, che molto spesso erano lungi dall'essere improntate alla razionalità economica e all'attenzione verso la gestione patrimoniale. Ciò riguardava innanzitutto la composizione stessa del portafoglio delle partecipazioni dello Stato, quantitativamente meno importante che in passato in virtù delle privatizzazioni realizzate ma comunque molto variegata se non addirittura disparata, senza che fosse possibile evidenziare una logica coerente. Lo stesso vale per gli status e le norme in materia di governance, che spesso corrispondono a stratificazioni storiche la cui ragion d'essere è oggi contestabile (ad esempio nel settore dei trasporti o nel settore audiovisivo pubblico). Questi lavori hanno avuto un'importante eco e hanno portato a diverse riforme, tra cui il cambiamento dello status delle imprese ferroviarie e di quelle audiovisive (passaggio allo status di società commerciale di diritto comune con governance "standard").

Nel 2012-2013 sono stato incaricato di coordinare un'inchiesta sulle relazioni tra lo Stato e le società concessionarie delle autostrade. L'inchiesta ha messo in luce il carattere oggi fortemente squilibrato delle relazioni tra il concedente (lo Stato) e i concessionari. È stato dimostrato che gli aumenti dei pedaggi che i concessionari sono stati autorizzati a effettuare per realizzare lavori di miglioramento o garantire un aumento di capacità avevano nella fattispecie contropartite contestabili (normali lavori di manutenzione o lavori effettuati per aumentare l'attrattiva commerciale che i concessionari avrebbero intrapreso in ogni caso, o per importi non proporzionati ai vantaggi finanziari derivanti dagli aumenti tariffari). In generale la capacità tecnica dello Stato di controllare l'attuazione delle concessioni autostradali appariva debole rispetto a quanto avveniva in precedenza. Il contenuto della relazione è stato utilizzato a livello sia politico, per riequilibrare le relazioni contrattuali, sia amministrativo e contenzioso, per intraprendere un'indagine approfondita sul rispetto delle norme in materia di concorrenza da parte delle società autostradali.

Indipendenza

7. Il trattato prevede che i membri della Corte dei conti esercitino le proprie funzioni "in piena indipendenza". In che modo intenderebbe rispettare tale obbligo nello svolgimento delle Sue future mansioni?

Anche le funzioni che ho ricoperto presso la Corte dei conti francese dall'inizio della mia carriera professionale e lo status di magistrato che esse implicano devono essere esercitate in modo indipendente. Ho sempre disposto, nel rispetto delle procedure della Corte e in particolare del principio di collegialità e della professionalità che deriva dall'applicazione di norme specifiche, di una totale indipendenza nella programmazione dei lavori, la realizzazione dei controlli, la redazione delle relazioni (scelta delle osservazioni, formulazione di raccomandazioni) e la partecipazione alla decisione di pubblicarle o meno (nonché la forma di tale pubblicazione).

Tale indipendenza comprende in particolare i concetti di oggettività, neutralità e imparzialità. Qualora tale attività della Corte mi portasse a ritenere che la mia indipendenza e i concetti sopra citati possano essere messi in questione, lo comunicherei alle autorità della Corte (che possono anch'esse prendere tale iniziativa) e di conseguenza "allontanarmi" dal trattamento di un caso, qualunque sia lo stadio o la natura del mio intervento.

Tali principi e tali regole di comportamento sono applicabili allo stesso modo alla Corte dei conti europea e, se sono nominato, non farò altro che perseguire e mettere in pratica procedure che mi sono familiari, tenendo conto delle caratteristiche proprie di un'istituzione europea. A tale riguardo, mi sembra altresì importante notare che l'indipendenza in quanto membro della Corte debba manifestarsi anche nei confronti delle istituzioni dello Stato membro da cui si proviene, e che occorre conservare la più grande neutralità rispetto alle prese di posizione o agli interessi espressi dai poteri pubblici francesi.

Infine, occorre in particolare astenersi da prese di posizione pubbliche che possano far sorgere il sospetto di una mancanza di indipendenza.

8. Detiene, o i Suoi parenti stretti (genitori, fratelli e sorelle, partner legalmente riconosciuto o figli) detengono partecipazioni finanziarie o in un'impresa o altri impegni che potrebbero entrare in conflitto con le Sue eventuali future funzioni?

No, a quanto mi risulta.

9. È disposto a comunicare al presidente della Corte tutti i suoi interessi finanziari e gli altri impegni, nonché a renderli pubblici?

Ciò non rappresenta affatto un problema per me, dato che sono già soggetto a tali procedure:

  - in qualità di membro della Corte dei conti francese;

 - in qualità di membro del Collegio dell'Haut conseil du commissariat aux comptes,   autorità amministrativa indipendente incaricata di regolamentare e disciplinare la   professione di commissario ai conti, in seno alla quale rappresento la Corte dei   conti dalla fine del 2014.

10. È coinvolto in procedimenti giudiziari in corso? In caso affermativo, fornisca informazioni dettagliate al riguardo.

Non sono coinvolto in alcun procedimento giudiziario.

11. Riveste ruoli attivi o esecutivi in politica? Se sì, a quale livello? Ha detenuto posizioni politiche durante gli ultimi 18 mesi? In caso affermativo, fornisca informazioni dettagliate al riguardo.

Non ho mai detenuto un mandato o posizioni politiche.

12. Sarebbe disposto a dimettersi da ogni mandato elettivo o ad abbandonare ogni funzione attiva che comporti responsabilità in seno a un partito politico in caso di nomina a membro della Corte dei conti?

Per principio sono disposto a dimettermi da ogni mandato elettivo nonché da ogni funzione attiva che comporti responsabilità in seno a un partito politico. Nella pratica, la questione non si pone, non avendo mai ricoperto tali funzioni né avendo alcuna intenzione di farlo.

13. Come si comporterebbe di fronte a un caso di grave irregolarità, o addirittura frode e/o corruzione, in cui siano coinvolte persone provenienti dal suo Stato membro di origine?

Non vedo come, di fronte a casi di questo tipo, potrei fare una differenza tra i casi in cui siano coinvolti cittadini del mio Stato membro e i casi in cui non lo fossero, siano essi gravi o meno. I due casi sono per me esattamente uguali e le stesse regole si applicherebbero e sarebbero da me applicate.

Esercizio delle funzioni

14. Quali dovrebbero essere le caratteristiche principali di una cultura di sana gestione finanziaria nell'ambito di qualunque amministrazione pubblica? In che modo la Corte dei conti potrebbe contribuire a realizzare tale cultura?

Una sana gestione finanziaria del servizio pubblico costituisce, a mio avviso, un requisito essenziale per il corretto funzionamento di quest'ultimo, per la sua credibilità e prima di tutto per l'adesione dei cittadini-contribuenti all'esistenza dei poteri pubblici e all'esercizio delle loro missioni.

Occorre tuttavia ricollocare tale gestione finanziaria nel quadro d'insieme del sistema pubblico. In tal senso, la qualità della gestione finanziaria pubblica è condizionata da altre componenti importanti del sistema di governance pubblico. È essa stessa una componente di tale sistema. Si può pensare al quadro generale della governance con, in particolare, l'attuazione efficace delle funzioni di coordinamento interministeriale, e alla circolazione di informazioni utili tra gli attori pubblici. Si può pensare altresì al sistema di assunzione e di formazione dei dipendenti pubblici, al loro statuto, alla gestione delle loro carriere individuali, naturalmente alla loro etica personale o alla protezione di questi ultimi da eventuali abusi di potere.

In altri termini, i "buoni principi" di gestione finanziaria pubblica saranno pienamente operativi e attuati solo se i principi fondamentali della governance pubblica sono anch'essi solidamente messi in atto.

Per quanto riguarda le questioni finanziarie in senso stretto, a mio avviso non vi è una differenza fondamentale tra i principi su cui si basa una buona gestione "privata" e una buona gestione "pubblica", fatta eccezione, senza dubbio, per il posto giustamente preponderante che i sistemi "pubblici" devono dare ai principi di legalità e trasparenza della gestione. A mio parere, il rispetto scrupoloso della legalità deve essere alla base della gestione pubblica, per l'ottimo motivo che l'attore che ha, tra i suoi compiti principali, precisamente quello di definire, mettere in atto e controllare la regola di diritto è tenuto a essere egli stesso esemplare a tale riguardo nella sua gestione quotidiana. In caso contrario, si metterebbe infatti a repentaglio la fiducia dei cittadini e dei contribuenti nel funzionamento e nella legittimità delle istituzioni pubbliche. A tale rispetto della regola di diritto si ricollega un'esigenza particolare di integrità morale propria dei dipendenti pubblici, a prescindere dal loro livello gerarchico o dalla natura della loro attività.

La contropartita di tali esigenze, o piuttosto la loro conseguenza, si trova nel principio di trasparenza dell'azione pubblica. I cittadini, i contribuenti e gli eletti devono sempre poter verificare il modo in cui le risorse pubbliche sono raccolte e spese. Mi si permetta di citare l'articolo 15 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, che è diventato, in qualche modo, un secondo motto della Corte dei conti francese:

"la società ha il diritto di chieder conto ad ogni agente pubblico della sua amministrazione. "

Questa frase esprime perfettamente, da oltre due secoli, ciò che si deve intendere per trasparenza dell'azione pubblica, e l'obbligo di rendere conto (accountability) che essa implica. Potrebbe essere ripresa da tutte le istituzioni superiori di controllo, il cui ruolo essenziale consiste precisamente nel permettere la realizzazione concreta di tale obbligo.

Dopo questi grandi principi molto specifici al settore pubblico, è possibile evocare altri principi o regole di natura più "quotidiana" o comune, sui quali deve basarsi una sana gestione finanziaria dei servizi pubblici.

Citerei naturalmente i principi di economia, efficienza ed efficacia che devono ispirare qualsiasi gestore avveduto.

Tuttavia, per poterlo fare in modo efficace egli deve lavorare in un contesto caratterizzato da:

- una definizione chiara e pertinente degli obiettivi da conseguire e da valutare;

- una capacità amministrativa appropriata che consenta la realizzazione di tali obiettivi (e la reale possibilità di attuarla in modo efficace e opportuno, elemento non sempre evidente in tali sistemi molto centralizzati);

- un quadro di controllo interno semplice e solido, con responsabilità chiaramente definite e dichiarate, linee gerarchiche o funzionali pertinenti e riconosciute come tali dall'insieme delle persone interessate;

- l'esistenza di strumenti, procedure e organi che permettano di ottenere una garanzia ragionevole sul fatto che tali diverse componenti esistono e possono essere messe in atto in modo efficace: piano contabile pertinente, informazione finanziaria (bilancio, conti e note) completa, chiara e utile alla gestione, procedure interne solide e ben definite, struttura di governance appropriata e responsabile, sistemi professionali e indipendenti di audit interno ed esterno.

15. Ai sensi del trattato, la Corte assiste il Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni di controllo dell'esecuzione del bilancio. In che modo si potrebbe migliorare ulteriormente, a Suo avviso, la cooperazione fra la Corte e il Parlamento europeo (e in particolare la sua commissione per il controllo dei bilanci) per potenziare sia il controllo pubblico delle spese di carattere generale sia il loro utilizzo ottimale?

Potrò fornire una risposta precisa e argomentata a questa domanda solo dopo aver sperimentato personalmente tali relazioni ed i loro eventuali margini di miglioramento.

Noto tuttavia che le relazioni tra la Corte dei conti e il Parlamento sono definite in modo alquanto sintetico ma chiaro dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 287, che prevede che la Corte dei conti assista il Parlamento e il Consiglio dell'Unione nella loro funzione di controllo dell'esecuzione del bilancio europeo. Non credo di sbagliarmi nel dire che è il Parlamento, e prima di tutto la sua commissione per il controllo dei bilanci, che ha utilizzato tale formulazione nel modo più attivo e che la Corte ha sempre ritenuto di dover rispondere nel miglior modo possibile alle richieste che potevano esserle presentate a tale titolo.

Tuttavia, è certamente possibile conseguire un livello superiore di interazione e di comunicazione.

La Corte dei conti francese ha essa stessa fatto tale esperienza partendo da una situazione che era lungi dall'essere equivalente a quella nota tra il Parlamento europeo e la Corte dei conti europea: sono state definite delle procedure, si sono moltiplicati scambi di diversa natura, sono stati identificati interessi reciproci ed è stata avviata una cooperazione certamente ancora migliorabile ma sicura.

Posso immaginare, riservandomi di verificarlo nella pratica, che il miglioramento della cooperazione potrebbe passare in particolare attraverso i seguenti elementi concreti:

  - la puntualità nella realizzazione dei lavori e la loro produzione in un momento che   permetta al Parlamento di utilizzarli nel miglior modo possibile;

   - la scelta di temi di controllo che suscitino l'interesse del Parlamento;

  - relazioni quanto più possibile chiare e leggibili e raccomandazioni   formulate in termini pratici e precisi;

  - la conservazione e lo sviluppo di relazioni di lavoro quotidiane che consentano una   migliore comprensione reciproca dei desideri e dei vincoli propri di ciascuna   istituzione.

16. Quale ritiene sia il valore aggiunto del controllo di gestione e come pensa che i risultati debbano essere integrati nelle procedure di gestione?

Affinché il controllo di gestione produca un valore aggiunto, occorre innanzitutto assicurarsi che i dati finanziari di base siano completi ed esatti, il che implica controlli finanziari e di regolarità eseguiti in modo professionale e soddisfacente.

È chiaro tuttavia che il valore aggiunto del controllo di gestione è considerevole di fronte all'insieme dei lettori e utenti dei lavori di un'istituzione superiore di controllo.

 È innanzitutto il caso dei cittadini-contribuenti, i quali hanno così la possibilità di conoscere e valutare i risultati dell'azione pubblica, politica e amministrativa. Le conclusioni del controllo di gestione contribuiscono quindi in modo efficace a nutrire il dibattito pubblico e ad apportarvi elementi oggettivi.

 È certamente il caso degli organi parlamentari, per esempio il Parlamento europeo, che dispone, grazie al controllo di gestione, non solo di tali elementi di valutazione oggettivi sui risultati delle politiche, programmi e azioni che ha approvato o che è chiamato ad approvare, potendo così discutere di tali questioni su basi documentate, ma anche della possibilità di chiamare i responsabili politici o amministrativi di tali politiche, programmi e azioni, a rendere conto dell'attuazione della loro missione. Essi dispongono quindi, in linea di principio, di una leva per cambiare il corso di tali attività, se necessario.

 È infine il caso delle stesse autorità esecutive, le quali dispongono così di analisi che spesso non possono condurre esse stesse per mancanza di tempo e di mezzi, a volte di idee, e per le quali ad ogni modo corrono il rischio di un approccio non indipendente e viziato. Gli esiti del controllo di gestione, ammessi e utilizzati in buona fede dai responsabili pubblici, devono fornire un aiuto al miglioramento delle politiche pubbliche, della loro pertinenza nonché della loro attuazione. Tali risultati possono inoltre porre l'accento su buone prassi che è opportuno diffondere in tutte le amministrazioni pubbliche interessate. Essi forniscono quindi un contributo importante al processo di miglioramento della gestione pubblica, che deve essere un obiettivo prioritario e permanente di qualsiasi istituzione superiore di controllo.

Naturalmente, il fatto che le conclusioni e raccomandazioni del controllo di gestione siano prese in considerazione dipende fondamentalmente dalla pertinenza del controllo stesso, dalla solidità della sua metodologia, dalla chiarezza e dal carattere non ambiguo del suo contenuto. Ciò non può che essere il risultato di un approccio professionale e oggettivo, che comporti la volontà non di punire errori formali o insignificanti, o entrambe le cose, bensì di contribuire a migliorare l'efficacia dell'organizzazione e del funzionamento del servizio pubblico. Non ho alcun dubbio sul fatto che le irregolarità debbano essere constatate e denunciate come tali, se non condurre a misure che ne sanzionino i responsabili, ma occorre fare attenzione a non sprecare risorse rare in esercizi che possono rivelarsi inutili.

17. In che modo si potrebbe migliorare la collaborazione tra la Corte dei conti, le istituzioni nazionali di audit e il Parlamento europeo (commissione per il controllo dei bilanci) per quanto riguarda l'audit del bilancio dell'UE?

Esistono già relazioni intense tra la Corte dei conti europea e le istituzioni superiori di controllo nazionali, che sono del resto previste e definite dall'articolo 287 del TFUE. Le modalità di tale collaborazione passano in primo luogo attraverso l'esistenza e il funzionamento del comitato di contatto che riunisce l'insieme delle istituzioni interessate. Il comitato si è dimostrato efficace ed ha avuto più volte l'occasione di realizzare azioni di cooperazione pratica a beneficio di tutti i partecipanti, in particolare attraverso i suoi gruppi di lavoro su temi di interesse comune. Sforzi di cooperazione supplementari possono essere presi in considerazione, tra cui la prassi di audit paralleli, o congiunti, su temi condivisi, per esempio la gestione dei fondi europei a livello nazionale o un determinato progetto di investimento transfrontaliero, finanziato in parte dall'Unione europea.

Possono tuttavia esistere relazioni più quotidiane che sarebbe opportuno sviluppare, in particolare per permettere una migliore conoscenza reciproca, a livello sia organizzativo sia metodologico. Penso in particolare allo sviluppo del distaccamento di revisori dei conti da un'istituzione ad un'altra. Accogliamo in questo modo presso la Corte dei conti francese, per un periodo di almeno due anni in linea di principio, ma in pratica più lungo, colleghi provenienti dalla Corte dei conti europea. Si tratta di un'esperienza considerata molto positiva all'unanimità da entrambe le parti.

Un altro esempio molto pratico di relazione è l'organizzazione di presentazioni del nostro lavoro reciproco. Si tratta di una pratica che ho sperimentato io stesso, poiché ho condotto alla Corte dei conti europea l'équipe che aveva realizzato il lavoro sulla grande velocità ferroviaria che ho citato in precedenza, al fine di presentare la metodologia e i risultati di tale audit. Credo che tale presentazione abbia suscitato molto interesse ed abbia contribuito all'avvio, da parte della Corte dei conti europea, di un lavoro approfondito sulla rete a grande velocità nell'Unione europea.

Per quanto riguarda i parlamenti, europei e nazionali, spetta naturalmente a loro definire le vie e i mezzi di una cooperazione più stretta. Le istituzioni superiori di controllo possono certamente contribuire a tali approfondimenti, per esempio richiamando parallelamente l'attenzione dei loro rispettivi interlocutori parlamentari su alcuni temi, in relazione ai quali possono esservi preoccupazioni comuni, per esempio l'efficacia dei sistemi di gestione e di controllo dei fondi europei.

18. In che modo si potrebbe sviluppare ulteriormente, a Suo avviso, la stesura di relazioni da parte della Corte dei conti in modo che il Parlamento europeo disponga di tutte le informazioni necessarie sull'accuratezza dei dati forniti dagli Stati membri alla Commissione europea?

La Corte dei conti non è nella posizione di poter richiedere direttamente agli Stati membri di migliorare l'attendibilità delle informazioni comunicate alla Commissione europea. Per contro, fa parte delle verifiche normali di un audit assicurarsi che la Commissione disponga effettivamente di dati pertinenti, esatti e completi da parte degli Stati membri. Analogamente, fa parte delle mansioni della Corte raccomandare alla Commissione di adottare un provvedimento nei confronti degli Stati membri atto a garantire la migliore attendibilità delle informazioni fornite (per es. ricorrere ad attestazioni o certificati da parte di terzi, procedere a degli audit, fornire un aiuto tecnico agli Stati che ne avessero bisogno, ma anche semplificare la natura e il numero delle informazioni da chiedere ecc.).

 

Altre domande

19. Ritirerebbe la Sua candidatura se il parere del Parlamento in merito alla Sua nomina a membro della Corte fosse sfavorevole?

Le relazioni tra il Parlamento europeo e la Corte dei conti europea si basano sulle disposizioni pertinenti dei trattati europei e di altre fonti del diritto europeo. Tuttavia, possono essere efficaci solo se si basano anche sulla fiducia e il rispetto. È chiaro che un parere sfavorevole del Parlamento in merito alla mia nomina a membro della Corte pregiudicherebbe fin dall'inizio tale rapporto di fiducia e l'esercizio delle mie funzioni. In tali condizioni mi sembra impossibile non ritirare la mia candidatura.

 

 

 

 


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Rinnovo parziale dei membri della Corte dei conti - candidato FR

Riferimenti

12533/2019 – C9-0121/2019 – 2019/0814(NLE)

Consultazione / Richiesta di approvazione

1.10.2019

 

 

 

Commissione competente per il merito

 Annuncio in Aula

CONT

9.10.2019

 

 

 

Relatori

 Nomina

Isabel García Muñoz

17.10.2019

 

 

 

Approvazione

12.11.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Matteo Adinolfi, Olivier Chastel, Caterina Chinnici, Lefteris Christoforou, Tamás Deutsch, Martina Dlabajová, Raffaele Fitto, Luke Ming Flanagan, Daniel Freund, Isabel García Muñoz, Cristian Ghinea, Monika Hohlmeier, Tsvetelina Penkova, Markus Pieper, Sabrina Pignedoli, Angelika Winzig, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gilles Boyer, John Howarth, Andrey Novakov, Mikuláš Peksa, Sándor Rónai, Viola Von Cramon-Taubadel

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Vera Tax

Deposito

14.11.2019

 

 

Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2019Avviso legale