Procedura : 2019/2134(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A9-0032/2019

Testi presentati :

A9-0032/2019

Discussioni :

PV 15/01/2020 - 20
CRE 15/01/2020 - 20

Votazioni :

PV 16/01/2020 - 6.6

Testi approvati :

P9_TA(2020)0016

<Date>{18/11/2019}18.11.2019</Date>
<NoDocSe>A9-0032/2019</NoDocSe>
PDF 192kWORD 66k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2018</Titre>

<DocRef>(2019/2134(INI))</DocRef>


<Commission>{PETI}Commissione per le petizioni</Commission>

Relatore: <Depute>Peter Jahr</Depute>

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 LETTERA DELLA commissione per gli affari costituzionali
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2018

(2019/2134(INI))

Il Parlamento europeo,

 vista la relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2018,

 visti gli articoli 15, 24, terzo comma, e l'articolo 228 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

 visti gli articoli 11, 41, 42 e 43 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("la Carta"),

 vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD),

 vista la decisione 94/262/CECA, CE, Euratom del Parlamento europeo, del 9 marzo 1994, sullo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del mediatore[1],

 visto il codice europeo di buona condotta amministrativa, approvato dal Parlamento europeo il 6 settembre 2001,

 visto l'accordo quadro di cooperazione concluso tra il Parlamento e il Mediatore europeo il 15 marzo 2006, entrato in vigore il 1° aprile 2006,

 vista la sua risoluzione del 17 gennaio 2019 sull'indagine strategica OI/2/2017 del Mediatore europeo sulla trasparenza delle discussioni legislative negli organi preparatori del Consiglio UE[2],

 vista la sua risoluzione del 13 febbraio 2019 sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni nel corso del 2018[3],

 viste le sue precedenti risoluzioni sulle attività del Mediatore europeo,

 visti l'articolo 54 e l'articolo 232, paragrafo 1, del suo regolamento,

 vista la lettera della commissione per gli affari costituzionali,

 vista la relazione della commissione per le petizioni (A9-0032/2019),

A. considerando che la relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2018 è stata ufficialmente trasmessa al Presidente del Parlamento europeo il 2 ottobre 2019 e che il Mediatore, Emily O'Reilly, l'ha presentata alla commissione per le petizioni il 4 settembre 2019 a Bruxelles;

B. considerando che gli articoli 24 e 228 TFUE abilitano il Mediatore europeo a ricevere denunce riguardanti casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni, degli organi o degli organismi dell'Unione, salvo la Corte di giustizia dell'Unione europea nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali;

C. considerando che l'articolo 10, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea stabilisce che "ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione" e che "le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini";

D. considerando che l'articolo 15 TFUE stabilisce che "al fine di promuovere il buon governo e garantire la partecipazione della società civile, le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione operano nel modo più trasparente possibile" e che "qualsiasi cittadino dell'Unione e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti delle istituzioni, organi e organismi dell'Unione";

E. considerando che l'articolo 41, paragrafo 1, della Carta stabilisce che "ogni persona ha diritto a che le questioni che la riguardano siano trattate in modo imparziale ed equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni, organi e organismi dell'Unione";

F. considerando che l'articolo 43 della Carta stabilisce che "ogni cittadino dell'Unione nonché ogni persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di sottoporre al mediatore europeo casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni, organi o organismi dell'Unione, salvo la Corte di giustizia dell'Unione europea nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali";

G. considerando che nel 2018 il Mediatore ha avviato 490 indagini, di cui 482 basate su denunce e 8 avviate di propria iniziativa, e ha archiviato 545 indagini (534 basate su denunce e 11 avviate di propria iniziativa); che la maggior parte delle indagini riguardava la Commissione (285 indagini, pari al 58,2 %), che il seguente numero più elevato riguardava le agenzie dell'UE (43 indagini, pari all'8,8 %) e che il resto era ripartito come segue: Parlamento (30 indagini, pari al 6,1 %), Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) (23 indagini, pari al 4,7 %), Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) (23 indagini, pari al 4,7 %), Banca europea per gli investimenti (16 indagini, pari al 3,3 %), Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) (14 indagini, pari al 2,8 %) e altre istituzioni (56 indagini, pari all'11,4 %);

H. considerando che le tre principali questioni su cui vertevano le indagini archiviate dal Mediatore nel 2018 erano la trasparenza, la responsabilità e l'accesso alle informazioni e ai documenti (24,6 %), la cultura del servizio (19,8 %) e il corretto ricorso alla discrezionalità (16,1 %); che altre questioni includevano il rispetto dei diritti procedurali quali il diritto di essere ascoltati, il rispetto dei diritti fondamentali, l'assunzione, le problematiche etiche, la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE, anche durante le procedure di infrazione, la sana gestione finanziaria degli appalti, delle sovvenzioni e dei contratti dell'UE, l'assunzione e la buona gestione delle questioni relative al personale dell'Unione;

I. considerando che il tasso di conformità della Commissione europea alle raccomandazioni del Mediatore per la buona amministrazione relativo al 2018, pari al 76 %, evidenzia una diminuzione costante dai livelli del 2016 e del 2017, pari rispettivamente all'82 % e al 77 %;

J. considerando che, nel 2018, 17 996 cittadini hanno chiesto aiuto ai servizi del Mediatore; che 14 596 cittadini hanno ottenuto consigli attraverso la guida interattiva presente sul sito web del Mediatore; che 1 220 richieste sono state trasmesse ad altri servizi per richieste di informazioni; che il Mediatore ha esaminato 2 180 denunce;

K. considerando che, nel suo lavoro strategico del 2018, l'ufficio del Mediatore ha avviato cinque nuove indagini strategiche, rispettivamente sul trattamento delle persone con disabilità nell'ambito del regime comune di assicurazione malattia, sull'accessibilità dei siti web della Commissione per le persone con disabilità, sulle attività dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) prima della presentazione di una domanda, sulla gestione da parte della Commissione dei casi di "porta girevole" riguardanti il personale dell'UE e sulla responsabilità dell'attività legislativa del Consiglio; che nel 2018 il Mediatore ha lanciato dieci iniziative strategiche riguardanti, tra l'altro, l'uso delle lingue nella funzione pubblica dell'UE, le politiche antimolestie nella funzione pubblica dell'UE e la tutela dei minori migranti;

L. considerando che il Mediatore svolge un ruolo fondamentale nel rendere il processo legislativo dell'UE più aperto e responsabile nei confronti dei cittadini, in modo da consentire loro di esercitare il loro diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione, aumentando così il loro impegno e la loro fiducia;

M. considerando che il Mediatore svolge un ruolo cruciale nel garantire l'assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni dell'UE, nonché nel conseguimento del massimo livello di trasparenza e di imparzialità dell'amministrazione e dei meccanismi decisionali dell'UE, al fine di tutelare i diritti dei cittadini, così da accrescere la fiducia, l'impegno e la partecipazione degli stessi alla vita democratica dell'Unione;

N. considerando che la principale priorità del Mediatore europeo è garantire il pieno rispetto dei diritti dei cittadini;

O. considerando che nel 2018 il Mediatore ha lanciato un nuovo sito web, che comprende un'interfaccia riveduta e di facile utilizzo per i potenziali denuncianti; che la procedura "accelerata" del Mediatore per il trattamento delle denunce in materia di accesso del pubblico ai documenti riflette l'impegno del Mediatore ad assistere quanti chiedono aiuto e a prendere decisioni entro 40 giorni, in tutte le 24 lingue ufficiali dell'UE; che questa nuova iniziativa rientra in una strategia volta a migliorare l'efficacia del suo ufficio;

P. considerando che l'indagine strategica OI/2/2017/TE del Mediatore ha rilevato la mancanza di trasparenza del Consiglio per quanto riguarda l'accesso del pubblico ai suoi documenti legislativi nonché le sue attuali prassi in materia di trasparenza del processo decisionale, in particolare durante la fase preparatoria a livello di comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) e di gruppo di lavoro; che, a seguito della riluttanza del Consiglio ad attuare le sue raccomandazioni, il 16 maggio 2018 il Mediatore ha presentato al Parlamento la relazione speciale OI/2/2017/TE sulla trasparenza del processo legislativo del Consiglio; che, il 17 gennaio 2019, il Parlamento ha approvato la relazione sull'indagine strategica OI/2/2017 del Mediatore europeo sulla trasparenza delle discussioni legislative negli organi preparatori del Consiglio dell'UE[4], che sostiene appieno le raccomandazioni del Mediatore; che la Presidenza finlandese ha espresso il suo impegno a migliorare l'apertura e la trasparenza legislativa del Consiglio;

Q. che il 12 febbraio 2019 il Parlamento ha approvato un progetto di regolamento del Parlamento europeo che fissa lo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del mediatore (statuto del mediatore europeo) e che abroga la decisione 94/262/CECA, CE, Euratom[5], per il quale il Parlamento è il principale responsabile a livello legislativo; che questo nuovo regolamento è in attesa dell'approvazione del Consiglio;

R. considerando che un maggior livello di apertura e trasparenza sulle posizioni adottate dai governi degli Stati membri in seno al Consiglio incrementerà la fiducia nell'UE e ridurrà l'euroscetticismo e il populismo;

S. considerando che nel 2018 il Mediatore ha lanciato una strategia antimolestie che prevede il controllo delle politiche antimolestie varate dall'amministrazione dell'UE; che nel 2018 il Mediatore ha deciso di scrivere a 26 istituzioni e agenzie dell'UE chiedendo informazioni dettagliate su tali politiche e sul modo in cui sono attuate;

T. considerando che nel 2018 il Mediatore ha avviato un'indagine riguardante problemi di discriminazione di genere e pari opportunità presso la Banca europea per gli investimenti (BEI); che la BEI ha seguito le raccomandazioni e i suggerimenti del Mediatore in merito alle pari opportunità e alla parità di genere;

U. considerando che il Mediatore fa parte del quadro europeo nell'ambito dell'UNCRPD, il cui compito è di tutelare, promuovere e monitorare l'attuazione della Convenzione a livello delle istituzioni dell'UE;

V. considerando che nel marzo 2018 si è tenuta una conferenza che ha riunito la rete europea dei difensori civici e la commissione per le petizioni del Parlamento europeo e che uno dei principali temi della discussione verteva sui modi in cui i mediatori potrebbero rafforzare la loro cooperazione;

1. accoglie con favore la relazione annuale per il 2018 presentata dal Mediatore europeo;

2. si congratula con Emily O'Reilly per l'eccellente lavoro da lei svolto e per gli sforzi costruttivi da lei profusi per migliorare la qualità dell'amministrazione dell'UE come pure l'accessibilità e la qualità dei servizi offerti ai cittadini;

3. pone l'accento sull'importanza della trasparenza e dell'accesso del pubblico ai documenti detenuti dal Consiglio; sottolinea che un livello elevato di trasparenza del processo legislativo è essenziale per consentire ai cittadini, ai media e alle parti interessate di chiamare a rispondere i loro rappresentanti e governi eletti; riconosce l'importante ruolo svolto dal Mediatore di contatto e mediazione tra le istituzioni dell'UE e i cittadini; ritiene che il Consiglio debba rivedere la propria politica di riservatezza; sottolinea il lavoro del Mediatore nel rendere il processo legislativo dell'UE più responsabile nei confronti del pubblico;

4. sottolinea la necessità e l'importanza di una più attiva partecipazione dei cittadini al processo decisionale e di una maggiore trasparenza nell'operato dell'amministrazione, quali misure volte a rafforzare la legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione e intese a ripristinare la fiducia;

5. sottolinea che il ripristino della fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni dell'Unione costituisce un compito prioritario del Parlamento europeo, avente la massima importanza a livello sociopolitico ed etico;

6. sottolinea la necessità di migliorare e rafforzare il dialogo sociale, come pure il dialogo tra gli organi, le istituzioni e i cittadini dell'Unione;

7. condivide pienamente le raccomandazioni rivolte dal Mediatore europeo al Consiglio ed esorta quest'ultimo ad adottare tutte le misure necessarie al fine di attuare tali raccomandazioni il più rapidamente possibile;

8. incoraggia il Mediatore a fornire ulteriori orientamenti alle istituzioni dell'UE su come comunicare meglio con i cittadini in tutte le lingue ufficiali dell'UE; esorta il Mediatore a fornire orientamenti alle istituzioni in merito alle modalità di sviluppo della loro politica linguistica, in modo tale da produrre contenuti e informazioni pertinenti nel maggior numero di lingue possibile;

9. valuta positivamente la strategia del Mediatore, che mira ad aumentare la visibilità e l'impatto del suo mandato tra i cittadini dell'UE;

10. accoglie con favore la ristrutturazione del sito web del Mediatore europeo, che lo ha reso uno strumento più funzionale e accessibile per i cittadini;

11. chiede che il Consiglio, in qualità di colegislatore, allinei i propri metodi di lavoro alle norme di una democrazia parlamentare, come richiesto dai trattati, anziché agire quale forum diplomatico, ruolo che non gli è destinato; ricorda che, a seguito dell'indagine strategica OI/2/2017/TE, il Mediatore ha concluso che le prassi del Consiglio in materia di trasparenza costituiscono un caso di cattiva amministrazione; esorta il Consiglio ad attuare immediatamente tutte le raccomandazioni del Mediatore presenti nella sua indagine strategica, ivi comprese quelle formulate dal Parlamento nella sua relazione concernente la relazione speciale; invita il Mediatore a continuare a seguire gli sviluppi della sua indagine strategica;

12. ribadisce l'invito a procedere a un aggiornamento della legislazione dell'UE sull'accesso ai documenti e chiede una revisione del regolamento (CE) n. 1049/2001, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativa all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione[6], allo scopo di facilitare l'attività del Mediatore nel verificare la concessione dell'accesso ai documenti da parte del Parlamento, del Consiglio e della Commissione; si rammarica del fatto che il Consiglio abbia bloccato la revisione del regolamento (CE) n. 1049/2001 e lo esorta a riprendere le sue discussioni sulla base della posizione adottata dal Parlamento europeo in seconda lettura, come stabilito nella risoluzione del 12 giugno 2013 sulla situazione di stallo della revisione del regolamento (CE) n. 1049/2001 (2013/2637(RSP))[7];

13. ribadisce l'invito a procedere a una revisione del regolamento (CE) n. 1049/2001, poiché risulta estremamente obsoleto e non rispecchia più l'attuale situazione giuridica e le prassi istituzionali messe in atto dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi dell'Unione;

14. accoglie con favore l'avvio formale della procedura accelerata per le indagini in materia di accesso ai documenti e riconosce i risultati positivi per i denuncianti;

 

15. sottolinea con forza l'importanza del fatto che il Mediatore continui a monitorare attentamente la trasparenza della Commissione e a svolgere indagini strategiche al riguardo; prende atto che il fenomeno delle "porte girevoli" esiste ancora, in particolare tra i funzionari ai vertici delle istituzioni; esorta il Mediatore a continuare a monitorare l'attuazione delle norme rivedute della Commissione in materia di "porte girevoli", entrate in vigore nel settembre 2018 a seguito della sua indagine di iniziativa;

16. sottolinea che la questione dei conflitti di interesse non è limitata ai casi di "porte girevoli" e insiste sulla necessità di elaborare ulteriori norme e criteri più rigorosi al fine di garantire in modo sicuro che le decisioni e la normativa siano adottate tenendo conto degli interessi dei cittadini;

17. ricorda che i principi di disponibilità pubblica, apertura e trasparenza sono inerenti al processo legislativo dell'UE al fine di consentire ai cittadini di conoscere le considerazioni che motivano le azioni legislative, assicurando pertanto l'esercizio effettivo dei loro diritti democratici[8]; riconosce la necessità di trasparenza nel processo decisionale dell'UE; sostiene lo sviluppo, tra i servizi delle tre istituzioni, del portale legislativo congiunto, volto a fornire un canale di facile consultazione mediante il quale anche i non specialisti potranno accedere alle informazioni sulle procedure legislative in corso;

 

18. sostiene la pubblicazione dei documenti di trilogo definitivi; sottolinea che la sentenza della Corte di giustizia nella causa De Capitani (T-540/15) del marzo 2018 afferma che le posizioni delle istituzioni riprese nei documenti "a quattro colonne" non rientravano in una presunzione generale di non divulgazione; osserva che la natura sensibile del contenuto dei documenti di trilogo non è stata considerata di per sé un motivo sufficiente per rifiutare l'accesso al pubblico; ritiene che, per garantire la trasparenza nei triloghi, tutte e tre le istituzioni dovrebbero fornire il loro contributo; riconosce che il diritto di accesso del pubblico ai documenti degli organi dell'Unione è un diritto garantito e inalienabile di tutti i suoi cittadini che deriva direttamente dal principio democratico e del diritto fondamentale di libertà di espressione, così da determinare un obbligo corrispondente da parte dell'Unione, quanto al suo rispetto e all'assunzione di responsabilità; sottolinea la necessità di promuovere ulteriormente le relative istituzioni preposte alla trasparenza, come il Mediatore, al fine di garantire il rispetto, da parte dell'Unione, dell'obbligo di cui sopra;

19. ribadisce che l'indipendenza della Banca centrale europea (BCE) dà ai membri del Comitato esecutivo la libertà di decidere, responsabilmente e sulla base di una rendicontabilità appropriata, riguardo alla partecipazione o meno ai consessi, compresi quelli non aperti al pubblico, se ritengono sia necessario per garantire la migliore condotta della politica monetaria della BCE; prende atto del parere espresso dal Mediatore il 5 luglio 2018;

20. invita la Commissione, nella fase di dialogo informale con gli Stati membri, a garantire un alto livello di trasparenza e l'accesso a documenti e informazioni in merito alle procedure EU Pilot e di infrazione, in particolare quelle relative alle petizioni ricevute, nonché l'accesso integrale mediante strumenti appropriati alle procedure EU Pilot e di infrazione già concluse; invita la Commissione ad adottare un approccio diverso per quanto riguarda le indagini sulle violazioni del diritto dell'UE e ad avviare procedure di infrazione senza basarsi esclusivamente sul meccanismo EU Pilot;

21. sottolinea l'importanza delle misure introdotte per migliorare la trasparenza delle decisioni adottate nelle procedure di infrazione; ricorda che nel 2014 la Commissione ha istituito una piattaforma centralizzata sul sito web Europa, con informazioni complete sulle infrazioni; sottolinea che la Commissione, nelle sue relazioni annuali sul controllo dell'applicazione del diritto dell'UE, fornisce informazioni al Parlamento europeo e al pubblico in merito al meccanismo EU Pilot e ai fascicoli relativi alle procedure di infrazione;

22. sostiene pienamente l'impegno del Mediatore a migliorare la trasparenza delle attività di lobbying a livello dell'UE; sostiene l'impegno della Commissione ad attuare le norme orizzontali riviste sui gruppi di esperti, incluse quelle riguardanti la trasparenza e il conflitto di interessi; sottolinea l'importanza di iscrivere le persone e le organizzazioni che rappresentano interessi privati nel registro per la trasparenza, in modo che le nomine possano essere effettuate conformemente alle norme orizzontali;

23. accoglie con favore l'accordo tripartito tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, il quale rappresenta un passo in avanti nel rafforzamento delle norme esistenti in materia di lobbying e nel colmare le lacune; ritiene, tuttavia, che le istituzioni non dovrebbero fermarsi a ciò, ma dovrebbero continuare ad adoperarsi per conseguire misure legislative vincolanti per tutte le istituzioni e agenzie dell'UE;

24. sottolinea l'importanza di assicurare che tutte le informazioni sull'influenza dei lobbisti siano gratuitamente disponibili, pienamente comprensibili e di facile accesso per i cittadini, migliorando la precisione dei dati figuranti nel registro per la trasparenza dell'UE; evidenzia che deve essere garantita la totale trasparenza circa il finanziamento di tutti i rappresentanti di interessi e chiede la sospensione di qualsiasi organizzazione che violi le norme in materia di "porte girevoli";

25. sottolinea la necessità di adottare un atto giuridico che renda il registro per la trasparenza completamente obbligatorio e giuridicamente vincolante per tutte le istituzioni e agenzie dell'UE e parti terze, garantendo in tal modo la piena trasparenza delle attività di lobbying; incoraggia le istituzioni dell'UE a valutare quali modalità pratiche potrebbero portare a un accordo rapido ed efficace;

26. deplora che la discriminazione e la rappresentanza di genere costituiscano ancora un problema all'interno delle istituzioni dell'UE; osserva con preoccupazione le conclusioni del caso 366/2017/AMF ed esorta fermamente la BEI a conformarsi appieno alle raccomandazioni del Mediatore per conseguire una rappresentanza equilibrata di tutti i generi nelle posizioni dirigenziali;

27. accoglie con favore l'indagine svolta nel 2018 dal Mediatore sulla procedura di nomina del Segretario generale della Commissione e prende atto dei suoi risultati in merito a quattro casi di cattiva amministrazione; si rammarica del fatto che la Commissione non abbia attuato le raccomandazioni del Mediatore, nonostante il sostegno espresso dal Parlamento a tali raccomandazioni; osserva con particolare preoccupazione che la Commissione non ha istituito una specifica procedura di nomina e chiede alla nuova Commissione di farlo, garantendo in tal modo l'applicazione delle più rigorose norme in termini di trasparenza, etica e Stato di diritto;

28. osserva con preoccupazione il tasso di conformità decrescente da parte della Commissione alle raccomandazioni, alle soluzioni e ai suggerimenti proposti dal Mediatore; invita la Commissione a mostrare maggiore impegno nel risolvere tutti i casi di cattiva amministrazione individuati dal Mediatore nel corso delle sue attività;

29. esorta il Mediatore a monitorare l'attuazione del nuovo regolamento del Parlamento per le audizioni dei commissari designati, in particolare le disposizioni di cui all'allegato VII, articolo 2, riguardante l'esame della dichiarazione di interessi finanziari, alla luce della trasparenza e dell'obiettività;

30. prende atto della proposta adottata dalla Commissione il 31 gennaio 2018 relativa a un nuovo codice di condotta per i membri della Commissione europea; ritiene che le disposizioni del codice debbano essere ulteriormente rafforzate;

31. ribadisce ed è fermamente dell'avviso che in tutte le istituzioni dell'UE debbano essere applicate rigide norme morali ed etiche onde garantire il rispetto del dovere di integrità e discrezionalità;

32. ritiene fermamente che la trasparenza sia una componente essenziale dello Stato di diritto e che debba essere rispettata durante l'intero processo legislativo, dato che influisce sull'effettiva concretizzazione del diritto di voto e del diritto di eleggibilità, oltre ad altri diritti (libertà di espressione, libertà di parola e libertà di ricevere informazioni); ritiene che la formazione di una cittadinanza dell'UE attiva necessiti di controllo pubblico, di revisione e valutazione del processo e della possibilità di contestare l'esito; sottolinea che ciò aiuterebbe i cittadini ad acquisire sempre maggiore familiarità  con le nozioni basilari del processo legislativo e a promuovere la partecipazione alla vita democratica dell'Unione;

33. accoglie con favore i continui sforzi del Mediatore per influenzare il cambiamento presso le istituzioni dell'UE mediante la partecipazione a consultazioni pubbliche riguardanti le sue attività; accoglie con favore i suoi suggerimenti per migliorare la trasparenza del modello di analisi del rischio dell'UE nella filiera alimentare, tra cui la pubblicazione da parte dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare degli ordini del giorno e dei processi verbali delle riunioni relative all'analisi del rischio;

34. incoraggia il Mediatore a portare avanti la sua indagine di iniziativa in merito alla trasparenza dell'EMA, ai rapporti della stessa con le società farmaceutiche prima della presentazione delle domande di autorizzazione all'immissione in commercio e alla consultazione pubblica svoltasi fino a gennaio 2019;

35. accoglie con favore la sua indagine in merito alle relazioni sulla sicurezza dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), indagine che ha determinato dei cambiamenti nelle prassi dell'Agenzia, cosicché coloro che segnalano problemi di sicurezza ricevono ora un riscontro;

36. esorta il Mediatore a continuare a monitorare la conformità del regime comune di assicurazione malattia (RCAM) all'UNCRPD; esorta la Commissione ad aggiornare il testo delle disposizioni generali di esecuzione che disciplinano il funzionamento dell'RCAM per quanto riguarda le spese mediche e le spese relative a sistemazioni adeguate presso i luoghi di lavoro delle persone con disabilità o malattie gravi; invita il Mediatore a garantire la piena attuazione dell'UNCRPD in tutta l'amministrazione dell'Unione europea;

37. accoglie con favore le raccomandazioni pratiche del Mediatore in merito all'accessibilità delle procedure di selezione dell'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) per le persone con disabilità visive; invita il Mediatore a monitorare il pieno rispetto da parte dell'EPSO dei requisiti di accessibilità per le procedure di selezione online; invita il Mediatore a dare seguito alle sue proposte concernenti le tecnologie di assistenza durante i test al computer che si svolgono in tutto il mondo;

38. sostiene il Mediatore nel sensibilizzare le istituzioni dell'UE in merito all'introduzione di politiche antimolestie più incisive;

39. sostiene l'iniziativa del Mediatore di dare seguito al movimento #MeToo e chiede un ulteriore controllo delle politiche antimolestie in essere presso l'amministrazione dell'UE;

40. sostiene gli sforzi del Mediatore per agevolare la partecipazione dei cittadini alla definizione delle politiche dell'Unione; chiede al Mediatore di continuare a seguire l'utilizzo dello strumento di iniziativa dei cittadini europei (ICE), compreso il monitoraggio dell'attuazione del regolamento riveduto sull'iniziativa dei cittadini europei;

41. rileva che il ruolo del Mediatore europeo ha subito un'evoluzione nel corso del tempo, passando dalla prevenzione della cattiva amministrazione alla promozione della buona amministrazione; ritiene che l'evoluzione logica di tale tendenza consista nel proseguire gli sforzi volti a promuovere in maniera attiva una migliore amministrazione e le migliori prassi amministrative in modo tempestivo;

42. accoglie con favore l'iniziativa del Mediatore in merito all'assegnazione di un premio per la buona amministrazione, che riconosce gli sforzi compiuti dalla funzione pubblica dell'UE nella ricerca di modalità innovative per attuare politiche favorevoli ai cittadini;

43. rinnova l'invito che promuove da tempo a rafforzare il vigente codice di buona condotta amministrativa affinché diventi un regolamento adeguatamente vincolante per tutte le istituzioni e agenzie dell'UE e le parti terze;

44. ricorda l'impegno del Mediatore a favore della massima trasparenza, da parte dell'UE, nel corso dei negoziati sull'accordo di recesso del Regno Unito dall'Unione europea;

45. incoraggia il Mediatore a proseguire la sua cooperazione con i difensori civici nazionali attraverso la rete europea dei difensori civici; ribadisce la necessità di sviluppare ulteriormente tali esempi di cooperazione fra i vari difensori civici nazionali;

46. rammenta che il nuovo progetto di statuto del Mediatore europeo, adottato recentemente dal Parlamento, contiene una disposizione di incompatibilità che fissa un periodo di 3 anni prima che un membro del Parlamento europeo sia eleggibile per la carica di Mediatore;

47. insiste sull'importanza fondamentale di preservare l'indipendenza e l'integrità del Mediatore e di garantire che la carica sia ricoperta da una persona che non presenti alcuna evidente affiliazione a partiti politici, né conflitti di interessi, e con un forte senso etico;

48. esprime apprezzamento per l'eccellente e proficua cooperazione portata avanti dal Mediatore e dalla sua équipe con la commissione per le petizioni;

49. riconosce l'eccellente cooperazione attuata dal Mediatore durante il suo mandato e invita il futuro Mediatore a portare avanti tale cooperazione e dialogo strutturale con la commissione per le petizioni, al fine di migliorare ulteriormente la qualità dell'amministrazione dell'UE, nonché l'accessibilità e la qualità dei servizi che essa offre ai nostri cittadini;

50. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione della commissione per le petizioni al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e ai loro difensori civici o autorità analoghe.

MOTIVAZIONE

La relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2018[9] è stata ufficialmente trasmessa al Presidente del Parlamento europeo il 2 ottobre 2019 e il Mediatore, Emily O'Reilly, ha presentato la relazione alla commissione per le petizioni il 4 settembre 2019 a Bruxelles.

Il mandato del Mediatore è disciplinato dagli articoli 24 e 228 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

L'articolo 24 TFUE e l'articolo 43 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea stabiliscono il diritto di rivolgersi al Mediatore europeo.

Conformemente all'articolo 228 TFUE, il Mediatore europeo, eletto dal Parlamento europeo, è abilitato a ricevere le denunce di qualsiasi cittadino dell'Unione o di qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro, e riguardanti casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni, degli organi o degli organismi dell'Unione, salvo la Corte di giustizia dell'Unione europea nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali.

Per cattiva amministrazione si intende una mancanza o carenza a livello amministrativo. Ciò si verifica quando un'istituzione non opera secondo la legge, non rispetta i principi di buona amministrazione o viola i diritti umani.

Un aspetto fondamentale dell'attuale versione dei trattati, strettamente connesso alle attività del Mediatore, è incluso nell'articolo 15 TFUE. Tale articolo stabilisce infatti che le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione devono operare nel modo più trasparente possibile al fine di promuovere il buon governo e garantire la partecipazione della società civile. Esso prevede inoltre che qualsiasi cittadino dell'Unione e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro abbia il diritto di accedere ai documenti delle istituzioni, organi e organismi dell'Unione.

Un'altra pietra angolare, particolarmente legata al ruolo del Mediatore, è l'articolo 41, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in cui si sottolinea che "ogni persona ha diritto a che le questioni che la riguardano siano trattate in modo imparziale ed equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni, organi e organismi dell'Unione".

Nel 2018, 17 996 cittadini hanno chiesto assistenza ai servizi del Mediatore, dei quali 14 596 hanno ottenuto consigli attraverso la guida interattiva presente sul sito web del Mediatore, mentre a 1 220 restanti richieste di informazioni è stata data risposta dai servizi del Mediatore e 2 180 sono state trattate in quanto denunce dal Mediatore.

Delle 2 180 denunce complessivamente trattate dal Mediatore nel 2018, 880 rientravano nel mandato del Mediatore e 1 300 esulavano dalle sue competenze.

Nel 2018 il Mediatore ha avviato 490 indagini, di cui 482 basate su denunce e otto avviate di propria iniziativa, e ha invece archiviato 545 indagini (534 basate su denunce e 11 avviate di propria iniziativa). La maggior parte delle indagini riguardava la Commissione (285 indagini, pari al 58,2 %), seguita dalle agenzie dell'UE (43 indagini, pari all'8,8 %), dal Parlamento (30 indagini, pari al 6,1 %), dall'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) (23 indagini, pari al 4,7 %), dal Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) (23 indagini, pari al 4,7 %), dalla Banca europea per gli investimenti (16 indagini, pari al 3,3 %), dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) (14 indagini, pari al 2,8 %) e da altre istituzioni (56 indagini, pari all'11,4 %).

Le tre principali questioni su cui vertevano le indagini del Mediatore archiviate nel 2018 erano la trasparenza, la responsabilità e l'accesso alle informazioni e ai documenti (20,6 %), la cultura del servizio (16,8 %) e il rispetto dei diritti procedurali (16,5 %). Altre questioni includevano problematiche etiche, la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE, il rispetto dei diritti fondamentali, il corretto ricorso alla discrezionalità, anche durante le procedure di infrazione, la sana gestione finanziaria degli appalti, delle sovvenzioni e dei contratti dell'UE e la buona gestione delle questioni relative al personale dell'Unione.

Nel suo lavoro strategico del 2018, l'ufficio del Mediatore ha avviato cinque nuove indagini strategiche sul trattamento delle persone con disabilità nell'ambito del regime comune di assicurazione malattia, sull'accessibilità dei siti web della Commissione per le persone con disabilità, sulle attività dell'Agenzia europea per i medicinali prima della presentazione di una domanda, sulla gestione da parte della Commissione dei casi di "porte girevoli", su situazioni riguardanti il personale dell'UE e sulla responsabilità dell'attività legislativa del Consiglio.

Il Mediatore ha anche lanciato dieci iniziative strategiche riguardanti, tra l'altro, l'uso delle lingue nella funzione pubblica dell'UE, le politiche antimolestie nella funzione pubblica dell'UE, la tutela dei minori migranti, compresi i rimpatri, e le norme in materia di "porte girevoli" presso varie istituzioni e vari organismi dell'Unione.

Il relatore sottolinea che le indagini riguardanti la trasparenza e la responsabilità, incluso l'accesso alle informazioni e ai documenti, continuano a costituire la maggioranza dei casi gestiti dal Mediatore nel 2018 (20,6 %).

Quest'anno si è anche distinto per il ricorso a uno dei poteri raramente utilizzati dal Mediatore: presentare una relazione speciale al Parlamento europeo relativa alla responsabilità del Consiglio dell'Unione europea.

La percezione dell'UE da parte dell'opinione pubblica è stata in parte condizionata dalla cultura consistente nel "biasimare Bruxelles". Il relatore ritiene che sia importante per la democrazia dell'UE e per i dibattiti pubblici informati che questa percezione venga messa in discussione e che i cittadini abbiano il diritto di sapere in che modo i loro governi contribuiscono al processo legislativo dell'UE. Pertanto il relatore sostiene la proposta di migliorare la trasparenza legislativa in seno al Consiglio. Il Mediatore ha formulato una serie di raccomandazioni al Consiglio dell'Unione europea volte a consentire al pubblico di seguire più facilmente il processo legislativo dell'UE:

a) registrare sistematicamente l'identità dei governi degli Stati membri ogniqualvolta prendano posizione in seno agli organi preparatori del Consiglio;

b) elaborare criteri chiari e pubblicamente accessibili circa la designazione dei documenti come "LIMITE", in linea con il diritto dell'UE;

c) rivedere sistematicamente lo status "LIMITE" dei documenti in fase iniziale, prima dell'adozione definitiva di un atto legislativo e prima di negoziati informali nell'ambito di triloghi, momento in cui il Consiglio avrà raggiunto una posizione iniziale sulla proposta legislativa.

Il relatore si compiace del dialogo essenziale e proficuo tra il Mediatore e la commissione per le petizioni, che è un sistema efficace per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini in termini di orientamento e assistenza: mentre il Mediatore si occupa delle denunce contro le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'UE, la commissione per le petizioni tratta le petizioni concernenti i settori di attività dell'UE in tutta Europa.


 

 

LETTERA DELLA commissione per gli affari costituzionali

On. Dolors Montserrat

Presidente

Commissione per le petizioni

BRUXELLES

Oggetto: <Titre>Parere concernente le attività del Mediatore europeo - relazione annuale 2018 </Titre> <DocRef>(2019/2134(INI))</DocRef>

Signora Presidente,

Le scrivo con riferimento alla relazione di iniziativa della Sua commissione concernente le attività del Mediatore europeo - relazione annuale 2018 (2019/2134(INI)). Nella riunione del 12 novembre 2019 la commissione per gli affari costituzionali ha approvato un parere sotto forma di lettera (relatore per parere: Paulo Rangel, PPE) che allego alla presente.

Nel corso di tale riunione[10], la commissione ha deciso di invitare la commissione per le petizioni, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti.

La commissione per gli affari costituzionali plaude alla forte relazione che il Mediatore europeo ha sviluppato con il Parlamento europeo e, in particolare, con alcune delle sue commissioni, inclusa la commissione per gli affari costituzionali, con cui, in diverse occasioni, si è svolto un dialogo aperto e proficuo.

La commissione per gli affari costituzionali esprime viva soddisfazione per le attività svolte dal Mediatore europeo nel periodo di riferimento (2018) ed auspica un ulteriore sviluppo della sua azione nei settori chiave cui il Mediatore fa riferimento nella sua relazione annuale:

 responsabilità nel processo decisionale dell'UE;

 trasparenza dell'attività di lobbying;

 accesso ai documenti;

 diritti fondamentali;

 questioni etiche;

 agenzie dell'UE e altri organi;

 appalti e sovvenzioni dell'UE;

 partecipazione dei cittadini alla definizione delle politiche dell'UE. 

Tra le altre cose, la commissione per gli affari costituzionali attribuisce grande importanza alla trasparenza dei metodi di lavoro del Consiglio quale organo legislativo e, insieme alla Sua commissione, ha elaborato una relazione sulla pertinente indagine strategica del Mediatore, il cui messaggio è qui ribadito[11].

La commissione per gli affari costituzionali nota con soddisfazione il forte sostegno che il Mediatore europeo ha mostrato per l'iniziativa dei cittadini europei (ICE) e accoglie con favore il fatto che l'ufficio del Mediatore monitorerà le modalità di applicazione della nuova legislazione relativa all'ICE[12].

Infine, la commissione per gli affari costituzionali è a conoscenza del fatto che la decisione 94/262/CECA, CE, Euratom, sullo statuto per l'esercizio delle funzioni del Mediatore è entrata in vigore nel 1994 ed è stata modificata da ultimo nel 2008[13]. La commissione si rammarica pertanto che lo statuto del Mediatore non sia stato allineato al nuovo quadro, dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009. La necessità di un aggiornamento dello statuto del Mediatore è ancora più urgente visto che l'articolo 228, paragrafo 4, TFUE conferisce al Parlamento europeo la facoltà, previo parere della Commissione e con l'approvazione del Consiglio, di adottare regolamenti che fissano lo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del Mediatore.  La commissione per gli affari costituzionali ribadisce l'importanza e l'urgenza di abrogare la decisione 94/262/CECA, CE, Euratom, e di sostituirla con un regolamento in conformità della base giuridica attualmente applicabile. La commissione per gli affari costituzionali ricorda che, all'inizio del 2019, ha assunto l'iniziativa per un nuovo statuto[14], ma è ancora in attesa dell'approvazione del Consiglio.

Le sarei grato se la Sua commissione potesse tenere conto del parere summenzionato.

Voglia gradire, signora Presidente, i sensi della mia più profonda stima.

(f.to) Antonio Tajani

 

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

12.11.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alex Agius Saliba, Andris Ameriks, Anna-Michelle Asimakopoulou, Margrete Auken, Martin Buschmann, Eleonora Evi, Emmanouil Fragkos, Mario Furore, Peter Jahr, Radan Kanev, Jude Kirton-Darling, Cristina Maestre Martín De Almagro, Dolors Montserrat, Ulrike Müller, Lefteris Nikolaou-Alavanos, Frédérique Ries, Alfred Sant, Nico Semsrott, Cristian Terheş, Yana Toom, Marie-Pierre Vedrenne, Loránt Vincze, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jarosław Duda, Alexis Georgoulis, Sylvie Guillaume, Ádám Kósa, Andrey Slabakov, Rainer Wieland, Stefania Zambelli

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Sophia in ‘t Veld, Monica Semedo, Eugen Tomac

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

28

+

ECR

Emmanouil Fragkos, Andrey Slabakov

GUE/NGL

Martin Buschmann, Alexis Georgoulis

NI

Eleonora Evi, Mario Furore

PPE

Anna-Michelle Asimakopoulou, Jarosław Duda, Peter Jahr, Radan Kanev, Ádám Kósa, Dolors Montserrat, Eugen Tomac, Loránt Vincze

RENEW

Sophia in 't Veld, Ulrike Müller, Frédérique Ries, Yana Toom, Marie-Pierre Vedrenne

S&D

Alex Agius Saliba, Andris Ameriks, Sylvie Guillaume, Jude Kirton-Darling, Alfred Sant, Cristian Terheş

VERTS/ALE

Margrete Auken, Nico Semsrott, Tatjana Ždanoka

 

1

-

RENEW

Monica Semedo

 

1

0

ID

Stefania Zambelli

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

[1] GU L 113 del 4.5.1994, pag. 15.

[2] Testi approvati, P8_TA(2019)0045.

[3] Testi approvati, P8_TA(2019)0114.

[4] Testi approvati, P8_TA(2019)0045.

[5] Testi approvati, P8_TA(2019)0080.

[6] GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43.

[7] Testi approvati, P7_TA(2013)0271.

[8]  Cause riunite C-39/05 P e C-52/05 P, Regno di Svezia e Maurizio Turco contro Consiglio dell'Unione europea, Raccolta 2008 I-04723.

[9]  https://europa.eu/!hh96tm

[10] Erano presenti al momento della votazione finale: Antonio Tajani (presidente), Gabriele Bischoff (vicepresidente), Charles Goerens (vicepresidente), Giuliano Pisapia (vicepresidente), Paulo Rangel (relatore per parere), Danuta Maria Hübner, Alexander Alexandrov Yordanov, Sven Simon, László Trócsányi, Richard Corbett, Domènec Ruiz Devesa, Catherine Bearder, Pascal Durand, Laura Huhtasaari, Geert Bourgeois.

[11] Si veda la risoluzione del Parlamento europeo del 17 gennaio 2019 sull'indagine strategica OI/2/2017 del Mediatore europeo sulla trasparenza delle discussioni legislative negli organi preparatori del Consiglio UE (2018/2096(INI)) (Relatori: Jo Leinen e Yana Toom).

[12] Si veda il regolamento (UE) n. 2019/788 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, riguardante l'iniziativa dei cittadini europei (GU L 130 del 17.5.2019, pag. 55).

[13] Si veda la decisione 94/262/CECA, CE, Euratom del Parlamento europeo, del 9 marzo 1994, sullo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del Mediatore (GU L 113 del 4.5.1994, pag. 15).

[14] Si veda la risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2019 su un progetto di regolamento del Parlamento europeo che fissa lo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del mediatore (statuto del mediatore europeo) e che abroga la decisione 94/262/CECA, CE, Euratom (2018/2080(INL)2019/0900(APP)) (Relatore: Paulo Rangel).

Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2019Avviso legale