Procedura : 2014/2845(RSP)
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B8-0117/2014

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PV 18/09/2014 - 10.8
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0117/2014
16.9.2014
PE537.019v01-00
 
B8-0117/2014

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


su Israele-Palestina dopo il conflitto di Gaza e sul ruolo dell'UE (2014/2845(RSP))


Gianni Pittella, Victor Boştinaru, Knut Fleckenstein, Elena Valenciano Martínez-Orozco, Richard Howitt, Pier Antonio Panzeri, Nicola Caputo, Gilles Pargneaux, Vincent Peillon, Boris Zala, Miltiadis Kyrkos a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo su Israele-Palestina dopo il conflitto di Gaza e sul ruolo dell'UE (2014/2845(RSP))  
B8‑0117/2014

Il Parlamento europeo,

–       viste le sue precedenti risoluzioni sul processo di pace in Medio Oriente, in particolare quella del 17 luglio 2014 sull'escalation della violenza tra Israele e Palestina(1),

–       viste le conclusioni del Consiglio europeo del 30 agosto 2014,

–       viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" del 15 agosto 2014 sul Medio Oriente (Gaza),

–       vista la dichiarazione dell'Unione europea sul cessate il fuoco a Gaza del 27 agosto 2014,

–       visto l'accordo sul cessate il fuoco tra israeliani e palestinesi del 26 agosto 2014,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che oltre 2 000 palestinesi sono stati uccisi (per la maggior parte civili, compresi centinaia di bambini) e più di 10 000 palestinesi sono stati feriti nella Striscia di Gaza, mentre 66 soldati e 6 civili israeliani, tra cui un bambino, hanno perso la vita e oltre 500 israeliani sono stati feriti tra l'inizio di luglio e la fine di agosto 2014 a seguito dell'operazione Margine di protezione (Protective Edge) condotta dalle forze di difesa israeliane e del lancio di razzi da parte di Hamas e di altri gruppi armati palestinesi da Gaza verso Israele; che questo conflitto violento ha dato origine a una grave crisi umanitaria a Gaza;

B.     considerando che il blocco terrestre e navale della Striscia di Gaza è in atto da oltre sette anni; che a seguito dell'ultimo grave intensificarsi delle violenze nella regione nel novembre 2012 era stato raggiunto un cessate il fuoco tra Israele e Hamas con la mediazione dell'Egitto; che il 2 giugno 2014 è stato istituito un governo di consenso nazionale palestinese con il sostegno di Fatah e di Hamas; che tre giovani israeliani sono stati rapiti in Cisgiordania a metà giugno e i loro corpi privi di vita sono stati trovati nei pressi di Hebron il 30 giugno 2014; che durante l'operazione "Brother's Keeper", alla ricerca dei giovani rapiti, le forze israeliane hanno ucciso diversi militanti e arrestato oltre 350 palestinesi; che Hamas ha risposto con la ripresa degli attacchi missilistici contro Israele; che un giovane palestinese è stato rapito e ritrovato bruciato vivo a Gerusalemme il 2 luglio 2014;

C.     considerando che un cessate il fuoco a tempo indeterminato, mediato dall'Egitto, è stato concordato da entrambe le parti coinvolte nel conflitto ed è stato avviato il 26 agosto 2014; che l'accordo sul cessate il fuoco prevede la garanzia dell'accesso degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza attraverso i valichi di Israele, l'apertura del valico di Rafah e l'estensione della zona di pesca a sei miglia al largo della costa di Gaza;

D.     considerando che, se la tregua continua, le parti dovrebbero avviare un dialogo su diversi temi in relazione alla situazione nella Striscia di Gaza alla fine di settembre 2014; che questo dialogo potrebbe trattare, da un lato, il disarmo dei gruppi armati a Gaza e il rimpatrio delle spoglie di due soldati israeliani rimasti uccisi durante il violento conflitto e, dall'altro, le richieste di rilasciare i prigionieri palestinesi e di revocare o allentare il blocco di Gaza, anche attraverso la ricostruzione del porto marittimo e dell'aeroporto locali;

E.     considerando che una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi può essere conseguita solo attraverso negoziati di pace diretti che portino a una soluzione a due Stati basata sui confini del 1967, che prevede Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati e la coesistenza, all'insegna della pace e della sicurezza, dello Stato di Israele e di uno Stato di Palestina indipendente, democratico, territorialmente contiguo e capace di esistenza autonoma; che la Striscia di Gaza dovrebbe fare parte di questo futuro Stato palestinese;

F.     considerando che il 30 agosto 2014, in risposta la rapimento e all'uccisione dei tre adolescenti nel giugno 2014, Israele ha annunciato l'appropriazione di quasi 1 000 acri di territorio palestinese, la superficie più vasta negli ultimi 30 anni, per la costruzione di un nuovo insediamento; che nonostante le forti proteste a livello internazionale, la costruzione e l'espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania continuano, anche a Gerusalemme Est;

G.     considerando che nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani sono ancora incarcerati circa 7 000 palestinesi, tra cui 36 membri del Consiglio legislativo palestinese, molte donne e minori, 39 prigionieri precedenti agli accordi di Oslo e oltre 500 persone sottoposte a misure di detenzione amministrativa;

H.     considerando che, nelle sue conclusioni del 30 agosto 2014, il Consiglio europeo ha ribadito la disponibilità dell'Unione europea a contribuire a una soluzione globale e sostenibile che migliori la sicurezza, il benessere e la prosperità tanto dei palestinesi quanto degli israeliani;

I.      considerando che nelle sue conclusioni del 15 agosto 2014 il Consiglio "Affari esteri" ha dichiarato che l'UE è pronta ad appoggiare un eventuale meccanismo internazionale avallato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, anche mediante la riattivazione e l'eventuale ampliamento dell'ambito di applicazione e del mandato delle missioni EUBAM Rafah ed EUPOL COPPS sul campo, e l'avvio di un programma di addestramento per il personale e la polizia doganale dell'Autorità palestinese da assegnare a Gaza; che il Consiglio ha dichiarato altresì che l'UE è pronta a contribuire all'introduzione di disposizioni che impediscano il traffico illegale di armi e munizioni a Gaza e garantiscano la riapertura duratura dei valichi di frontiera, mentre l'UE esaminerà le opzioni per un meccanismo sotto supervisione internazionale volto ad assicurare il pieno accesso e la circolazione attraverso tutti i porti d'ingresso di Gaza;

J.      considerando che nelle sue conclusioni del 16 dicembre 2013 il Consiglio "Affari esteri" ha annunciato l'intenzione dell'Unione europea di fornire a entrambe le parti un pacchetto di sostegno politico, economico e in materia di sicurezza senza precedenti nel contesto di un accordo sullo status definitivo, di fornire a Israele e al futuro Stato palestinese, nel caso di un accordo di pace definitivo, un partenariato privilegiato speciale comprendente un maggiore accesso ai mercati europei, legami culturali e scientifici più stretti, l'agevolazione di scambi commerciali e investimenti nonché la promozione delle relazioni tra imprese, e di fornire altresì, in tale contesto, un dialogo politico rafforzato e una cooperazione in materia di sicurezza;

1.      condanna la morte di civili, tra cui molte donne e bambini, e le sofferenze della popolazione civile di entrambe le parti, con particolare riferimento agli abitanti della Striscia di Gaza, durante il violento conflitto di luglio e agosto 2014 tra Israele, da un lato, e Hamas e altri gruppi armati palestinesi, dall'altro, ed esprime il proprio sincero cordoglio alle famiglie delle vittime innocenti;

2.      accoglie con favore l'accordo sul cessate il fuoco del 26 agosto 2014, elogia l'Egitto per i suoi efficaci sforzi di mediazione e invita tutte le parti a rispettare pienamente la tregua;

3.      sottolinea che deve essere immediatamente prioritario garantire un accesso pieno e incondizionato per gli aiuti umanitari destinati alla popolazione della Striscia di Gaza; esorta la comunità internazionale a intensificare ulteriormente gli sforzi in tal senso e a rispondere urgentemente alle richieste di emergenza di finanziamenti aggiuntivi per l'UNRWA; invita tutti i soggetti interessati nella regione ad assicurare che gli aiuti umanitari raggiungano senza indugio coloro che necessitano di beni e servizi di base a Gaza – con particolare attenzione alla fornitura di acqua ed elettricità nonché alle esigenze specifiche dei bambini; esprime preoccupazione per i presunti casi di blocco intenzionale delle forniture di aiuti umanitari a Gaza; sottolinea nel contempo che l'assistenza finanziaria e umanitaria dell'UE deve essere completamente destinata, nel modo più efficace possibile, alla popolazione palestinese e non deve essere mai impiegata, direttamente o indirettamente, per le attività terroristiche;

4.      accoglie favorevolmente la cooperazione in corso tra il governo israeliano e il governo di consenso nazionale palestinese in diversi ambiti ed esorta entrambe le parti a proseguire il percorso intrapreso; esorta allo stesso tempo il governo di consenso nazionale palestinese ad assumere senza indugio la piena autorità nella Striscia di Gaza, onde evitare che quest'ultima precipiti nel caos e nell'anarchia; invita in tale spirito al completamento del processo di riconciliazione palestinese, che dovrebbe portare in breve tempo a elezioni parlamentari e presidenziali;

5.      sottolinea che lo status quo nella Striscia di Gaza è insostenibile e che non è possibile pervenire a una soluzione della crisi umanitaria nella regione senza una revoca del blocco; rinnova l'appello a revocare il regime di blocco, che costituisce una punizione collettiva nei confronti della popolazione locale e serve le finalità degli estremisti, alimentando costantemente i cicli di violenza; ritiene che non si possa conseguire una stabilità a lungo termine a Gaza senza una ricostruzione e una ripresa economica, compromesse da una mancanza di libera circolazione di persone e beni; invita a una rapida ricostruzione e ristrutturazione a Gaza e sostiene fermamente la conferenza dei donatori che si terrà il 12 ottobre 2014 al Cairo;

6.      ribadisce il suo sostegno a favore della soluzione a due Stati basata sui confini del 1967, che prevede Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati e la coesistenza, all'insegna della pace e della sicurezza, dello Stato di Israele e di uno Stato di Palestina indipendente, democratico, territorialmente contiguo e capace di esistenza autonoma; sottolinea ancora una volta che l'unico modo per giungere a una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi consiste nel ricorso a mezzi non violenti; ribadisce che la Striscia di Gaza deve fare parte del futuro Stato palestinese;

7.      condanna la continua costruzione ed espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, nonché l'appropriazione di massa delle terre palestinesi che compromette la prospettiva della soluzione a due Stati e porta unicamente a intensificare l'estremismo, e rinnova l'appello a porre immediatamente fine a tale politica;

8.      ribadisce il suo sostegno alla sicurezza di Israele, al diritto dei palestinesi di avere un proprio Stato e alla politica di resistenza pacifica del presidente Mahmoud Abbas a tale riguardo; incoraggia l'Unione europea e gli Stati membri a sostenere gli sforzi del presidente Mahmoud Abbas volti a sbloccare l'attuale situazione di stallo nel processo di pace mediante una nuova iniziativa; condanna qualsiasi atto di terrorismo o violenza e invita al disarmo dei gruppi terroristici armati a Gaza nell'ambito del processo di pace;

9.      invita nuovamente al rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi, compresi i membri eletti del Consiglio legislativo palestinese tra cui Marwan Barghouti, quale importante contributo alla creazione di un clima di pace e di fiducia reciproca;

10.    esorta l'Unione europea a dimostrarsi all'altezza delle sue responsabilità storiche quale autentico attore politico in Medio Oriente, anche mediante un piano e un'iniziativa europei per la pace a favore di una soluzione globale del conflitto israelo-palestinese che dovranno essere presentati e negoziati in occasione di una conferenza di pace internazionale alla presenza di entrambe le parti e di tutti i soggetti interessati regionali e internazionali, in stretta collaborazione con gli Stati Uniti; sottolinea nuovamente che l'UE, quale importante partner commerciale e donatore nella regione, ha a disposizione un ampio ventaglio di strumenti, in particolare nel settore della politica commerciale, con i quali incoraggiare entrambe le parti a riprendere seriamente i negoziati di pace e conseguire risultati tangibili a riguardo, e invita a ricorrere in modo più efficace a tale leva nell'ambito delle relazioni bilaterali dell'Unione con Israele e con l'Autorità palestinese;

11.    incoraggia l'Unione europea e gli Stati membri a elaborare proposte e iniziative concrete finalizzate a mettere in atto i meccanismi e le misure internazionali che consentirebbero una revoca duratura del blocco della Striscia di Gaza, compresa la riattivazione della missione EUBAM Rafah;

12.    invita le autorità israeliane a consentire l'accesso senza restrizioni delle delegazioni ufficiali del Parlamento europeo alla Striscia di Gaza;

13.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al rappresentante speciale dell'UE per il processo di pace in Medio Oriente, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'inviato del Quartetto per il Medio Oriente, al parlamento e al governo dell'Egitto, alla Knesset e al governo di Israele, al Presidente dell'Autorità palestinese e al Consiglio legislativo palestinese.

 

(1)

Testi approvati, P8_TA(2014)0012.

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