Procedura : 2014/2845(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0141/2014

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B8-0141/2014

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PV 18/09/2014 - 10.8
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P8_TA(2014)0029

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0117/2014
16.9.2014
PE537.043v01-00
 
B8-0141/2014

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


su Israele e la Palestina dopo la guerra di Gaza e il ruolo dell'UE (2014/2845(RSP))


Annemie Neyts-Uyttebroeck, Louis Michel, Marietje Schaake, Javier Nart, Ramon Tremosa i Balcells, Marielle de Sarnez, Gérard Deprez a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo su Israele e la Palestina dopo la guerra di Gaza e il ruolo dell'UE (2014/2845(RSP))  
B8‑0141/2014

Il Parlamento europeo,

–       vista la quarta Convenzione di Ginevra del 1949 sulla protezione delle persone civili in tempo di guerra,

–       vista la Carta delle Nazioni Unite,

–       visto l'accordo ad interim sulla Cisgiordania e la Striscia di Gaza del 18 settembre 1995,

–       vista la dichiarazione del Consiglio di sicurezza dell'ONU, del 12 luglio 2014,

–       visti gli accordi di Oslo ("Dichiarazione dei principi riguardanti progetti di autogoverno ad interim") del 13 settembre 1993,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che l'ultimo conflitto di Gaza ha causato perdite di vite umane sofferenze inaccettabili per la popolazione civile di entrambe le parti coinvolte;

B.     considerando che, secondo i dati preliminari correnti raccolti dal Protection Cluster avvalendosi di varie fonti, vi è la conferma che nella guerra durata 50 giorni sono stati uccisi oltre 500 bambini palestinesi, e che tra i palestinesi si contano cumulativamente almeno 2 131 morti, tra cui 379 persone che devono essere ancora identificate o il cui status deve essere ancora accertato; che rispetto ai casi verificati inizialmente si ritiene che 1 473 siano civili, tra cui 501 bambini e 257 donne, e 279 sono membri di gruppi armati (UNRWA);

C.     considerando che nella guerra dei 50 giorni sono morti 64 soldati israeliani e tre civili israeliani;

D.     considerando l'UE ha chiesto alle parti di adoperarsi per favorire negoziati significativi, di astenersi dal compiere azioni che pregiudichino la credibilità del processo e di contrastare le provocazioni;

E.     considerando che il Parlamento ha più volte espresso il proprio sostegno alla soluzione a due Stati, che prevede la coesistenza, all'insegna della pace e della sicurezza, dello Stato di Israele a fianco di uno Stato di Palestina indipendente, democratico, contiguo e capace di esistenza autonoma, e ha chiesto la ripresa dei colloqui di pace diretti tra le parti;

F.     considerando che il diritto umanitario internazionale e la normativa internazionale in materia di diritti umani, come pure la quarta Convenzione di Ginevra, si applicano pienamente alla Cisgiordania, comprese Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza;

G.     considerando che il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha chiesto alle Nazioni Unite di porre la Palestina sotto "tutela internazionale", visto il peggioramento della situazione a Gaza;

H.     considerando che a Gaza sono stati distrutti interi quartieri e infrastrutture vitali, tra cui l'impianto energetico di Gaza che resta inutilizzabile, e che ciò ha comportato l'interruzione nell'erogazione di elettricità per 18 ore al giorno; che circa 450 000 persone non sono in grado di accedere alla rete idrica a causa di danni o pressione insufficiente;

I.      considerando che secondo le stime preliminari (UNRWA) la riparazione degli alloggi o la ricostruzione delle abitazioni dei rifugiati palestinesi dovrebbe costare 526 milioni di dollari;

J.      considerando che 29 edifici scolastici dell'UNRWA continuano a fungere da centri di accoglienza per oltre 63 000 sfollati;

1.      porge le proprie condoglianze alle famiglie di tutte le vittime degli scontri; chiede che siano accertate le responsabilità e che i responsabili dei crimini rispondano delle loro azioni e siano assicurati alla giustizia;

2.      sollecita l'UE a partecipare in modo effettivo all'urgente impegno concernente gli aiuti umanitari e alla ricostruzione delle strutture pubbliche e delle abitazioni private di Gaza; invita l'UE a partecipare appieno alla Conferenza internazionale dei donatori in programma il 12 ottobre al Cairo;

3.      sottolinea che Israele, in veste di potenza occupante e conformemente alla quarta Convenzione di Ginevra, è l'unica nonché principale parte responsabile per il mantenimento delle condizioni minime di sussistenza degli abitanti di Gaza;

4.      sollecita le autorità egiziane ad aprire il valico di Rafah per agevolare l'accesso degli aiuti umanitari a Gaza e consentire il transito dei civili palestinesi;

5.      sottolinea ancora una volta che il ricorso a mezzi pacifici e non violenti costituisce l'unico modo per giungere a una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi; lancia un nuovo appello per un cessate il fuoco duraturo e la ripresa dei colloqui di pace diretti tra le due parti;

6.      esorta nuovamente l'UE e suoi Stati membri a svolgere un ruolo politico più attivo, anche nell'ambito del Quartetto, nel tentativo di giungere a una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi; sostiene gli sforzi dell'alto rappresentante tesi a creare una prospettiva credibile per il rilancio del processo di pace;

7.      incoraggia gli attori chiave della regione, segnatamente l'Egitto e la Giordania, a proseguire gli sforzi tesi a riportare la calma; ribadisce il proprio fermo sostegno a favore della soluzione a due Stati, sulla base dei confini del 1967, con Gerusalemme come capitale di entrambi e con lo Stato di Israele e uno Stato di Palestina indipendente, democratico, contiguo e capace di esistenza autonoma che convivano fianco a fianco, in pace e in sicurezza; ribadisce che gli insediamenti sono illegali ai sensi del diritto internazionale e costituiscono un ostacolo per la pace;

8.      rinnova l'appello a revocare il blocco della Striscia di Gaza così da avviare la ricostruzione e la ripresa economica di Gaza, collegandolo a un efficace meccanismo di controllo per la prevenzione del contrabbando di armi in quel territorio, in riconoscimento delle legittime istanze di sicurezza di Israele;

9.      incoraggia la riconciliazione intrapalestinese tra Hamas e l'Autorità palestinese, affinché collaborino per ricostruire Gaza e giungere a una soluzione politica a lungo termine;

10.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al rappresentante speciale dell'UE per il processo di pace in Medio Oriente, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'inviato del Quartetto per il Medio Oriente, alla Knesset e al governo di Israele, al Presidente dell'Autorità palestinese e al Consiglio legislativo palestinese, al parlamento e al governo dell'Egitto, nonché al parlamento e al governo della Giordania.

 

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