Procedura : 2014/2976(RSP)
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B8-0355/2014

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PV 17/12/2014 - 10.23
CRE 17/12/2014 - 10.23
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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10.12.2014
PE545.604v01-00
 
B8-0355/2014

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione del settore siderurgico nell'UE: tutela dei lavoratori e dell'industria (2014/2976(RSP)).


Laura Agea, Dario Tamburrano, Rosa D'Amato, Eleonora Evi, Piernicola Pedicini a nome del gruppo EFDD

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione del settore siderurgico nell'UE: tutela dei lavoratori e dell'industria (2014/2976(RSP))  
B8‑0355/2014

Il Parlamento europeo,

–       visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che trova le sue origini nel trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,

–       visti gli articoli 173, 174 e 153 del TFUE,

–       vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori,

–       vista la Strategia Europa 2020,

–       visto l'articolo 191, paragrafo 2, del TFUE,

–       vista la direttiva 2008/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 gennaio 2008 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento(1),

–       vista la direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 novembre 2010 relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento)(2),

–       visto l'articolo 8 della direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale(3),

–       visto il piano d'azione della Commissione per l'acciaio, adottato nel giugno 2013, e la creazione del gruppo di esperti di alto livello sull'acciaio,

–       viste le sue precedenti risoluzioni sull'industria siderurgica nonché la ristrutturazione, il trasferimento e la chiusura di imprese nell'UE,

–       vista la comunicazione della Commissione del 10 ottobre 2012 dal titolo "Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica" (COM(2012)0582),

–       vista la comunicazione della Commissione del 2 febbraio 2011 dal titolo "Affrontare le sfide relative ai mercati dei prodotti di base e alle materie prime" (COM(2011)0025),

–       vista la dichiarazione della Commissione e la successiva discussione in Aula sul "Settore siderurgico nell'UE: tutela dei lavoratori e dell'industria", tenutosi il 26 novembre 2014,

–       vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2012 sull'industria siderurgica dell'UE(4),

–       visto il Pacchetto Clima ed Energia per il 2030 adottato il 22 gennaio 2014,

–       visto il piano di investimenti di 300 miliardi di euro per i prossimi tre anni annunciato nel luglio 2014 dal Presidente della Commissione Juncker,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che l'industria siderurgica europea è un leader mondiale nel suo settore con un fatturato di circa 190 miliardi di euro e un'occupazione diretta di circa 360 000 persone altamente qualificate e molte altre in tutta la sua catena di valore, e che produce 178 milioni di tonnellate di acciaio all'anno in più di 500 siti di produzione dell'acciaio in 23 Stati membri;

B.     considerando che l'acciaio è uno dei materiali industriali più commercializzati al mondo e che la sua produzione annuale è pari a circa 1 500 milioni di tonnellate;

C.     considerando che l'industria siderurgica è di importanza strategica per l'economia dell'UE e che è nell'interesse di tutta l'UE preservare le attività che costituiscono il suo tessuto industriale e assicurare la sicurezza dell'approvvigionamento grazie alla produzione interna;

D.     considerando che un'industria siderurgica europea competitiva costituisce la spina dorsale dello sviluppo e della creazione di valore per numerosi settori industriali importanti, come il settore automobilistico, edilizio e dell'ingegneria meccanica;

E.     considerando che l'industria siderurgica europea è minacciata dal calo della domanda, dall'aumento dei costi dell'energia e delle materie prime e dall'aumento della concorrenza da parte di paesi terzi;

F.     considerando che l'attuale crisi sta creando un enorme disagio sociale per i lavoratori e le regioni colpiti e che le imprese che attuano ristrutturazioni dovrebbero agire in modo socialmente responsabile, dato che senza un sufficiente dialogo sociale non è possibile realizzare una ristrutturazione efficace;

G.     considerando che attualmente i prezzi dell'elettricità in Europa sono il doppio rispetto a quelli applicati negli Stati Uniti e il triplo rispetto a quelli applicati in Cina;

H.     considerando che il piano d'azione della Commissione per l'acciaio adottato nel giugno 2013, che ha formulato raccomandazioni chiave agli Stati membri per aiutarli ad affrontare i problemi del settore, non ha prodotto i risultati attesi;

I.      considerando che le politiche dell'UE hanno portato a una deindustrializzazione dell'UE;

J.      considerando che l'industria siderurgica europea è esposta a una forte concorrenza a livello mondiale, che beneficia di minori costi della manodopera e dell'energia e di norme sociali e ambientali più flessibili;

K.     considerando che l'ultimo piano di ristrutturazione industriale presentato dalla Thyssen Krupp al governo italiano prevede la messa in cassa integrazione di 550 persone e la chiusura di un forno di fusione e mette a rischio una delle acciaierie più antiche e avanzate, ossia l'acciaieria AST (Acciai Speciali Terni);

L.     considerando che l'acciaieria ILVA di Taranto sta provocando un degrado e danni ambientali estremamente gravi nonché problemi sociali, di salute ed economici per la popolazione locale e altre attività economiche;

M.    considerando che, in termini di politica industriale dell'UE, è di importanza strategica vitale evitare l'ulteriore delocalizzazione delle acciaierie e della produzione di acciaio al di fuori dell'UE e assicurare la sicurezza della manodopera, garantendo che le norme ambientali dell'UE siano applicate anche ai prodotti siderurgici importati;

1.      sottolinea che mantenere l'industria siderurgica attiva e competitiva è essenziale per il futuro dell'Europa e dei suoi cittadini; sottolinea altresì l'importanza di tutelare e sostenere le competenze, le conoscenze e l'"eccellenza" dei lavoratori dell'industria siderurgica europea e di fornire strumenti immediatamente operativi e soluzioni concrete che consentano alle imprese siderurgiche europee di sopravvivere e mantenere la loro competitività sul mercato mondiale;

2.      si rammarica vivamente per l'ultimo piano di ristrutturazione industriale della Thyssen Krupp, che include la messa in cassa integrazione di circa 550 persone e la chiusura di un forno di fusione; sottolinea la necessità di seguire da vicino il futuro sviluppo dell'acciaieria AST e di salvaguardare l'occupazione, mantenere una sufficiente coesione territoriale/regionale e rafforzare la competitività dell'industria siderurgica dell'UE; ritiene altresì deplorevole che la Commissione non abbia monitorato appieno la situazione vissuta da molte altre industrie europee, che hanno subito l'impatto della crisi e che in molti casi sono state chiuse o vendute a concorrenti non europei;

3.      ritiene importante rivedere la strategia a lungo termine dell'industria siderurgica e sollecita la Commissione a presentare idee per elaborare politiche sulle modalità di appoggio alla ristrutturazione dell'industria siderurgica dell'UE e per mantenere la sua competitività in un mondo globalizzato assicurando le norme più rigorose in materia di protezione dell'ambiente e della salute;

4.      rileva l'importanza di reindustrializzare l'UE per migliorare la qualità, gli investimenti a lungo termine e la creazione di occupazione sostenibile; osserva che l'industria siderurgica può fungere da pilastro per la reindustrializzazione dell'Europa, purché le norme in materia di ambiente e di salute siano rispettate;

5.      invita la Commissione a razionalizzare e, se del caso, a rivedere i fondi, le iniziative e gli strumenti politici pertinenti dell'UE e esorta, a tale riguardo, ad accordare un'attenzione particolare alla necessità di garantire il mantenimento e lo sviluppo delle competenze necessarie e dell'eccellenza dei lavoratori;

6.      rileva che, nell'ambito di una politica di reindustrializzazione, la Commissione dovrebbe adottare misure speciali di appoggio alle acciaierie dell'UE antiche o che non rispettino più le norme ambientali onde assisterle nella transizione verso una produzione di acciaio modernizzata, avanzata, rispettosa dell'ambiente e con un basso livello di emissioni; chiede agli Stati membri di prendere in considerazione la sospensione delle operazioni nelle acciaierie, o nelle sezioni pertinenti delle stesse, che rappresentino un pericolo immediato per la salute dei lavoratori o che possano avere un immediato effetto nocivo significativo sull'ambiente;

7.      esorta la Commissione a rivedere la sua politica di concorrenza al fine di renderla compatibile con la salute e la sicurezza di tutti i cittadini e residenti dell'UE; ritiene che dovrebbe essere orientata alla soluzione delle sfide globali basandosi su una politica competitiva, anti-dumping e rispettosa dell'ambiente che garantisca parità di condizioni a livello internazionale; sottolinea che le attuali politiche in materia di concorrenza sono obsolete e non tengono conto della concorrenza a livello mondiale; riconosce, a tale riguardo, l'importanza delle misure di difesa commerciale e sostiene il tentativo della Commissione di superare la "regola del dazio inferiore";

8.      sottolinea l'importanza di proseguire l'integrazione della competitività e, in particolare, quella industriale, in tutte le iniziative politiche pertinenti se l'UE intende raggiungere l'obiettivo di garantire che la quota di partecipazione dell'industria al PIL si attesti attorno al 20%;

9.      osserva che conciliare la necessità di elevate prestazioni ambientali con una maggiore competitività a livello mondiale e la necessità di affrontare i problemi relativi alle fughe di CO2 continua a essere una sfida fondamentale per il settore siderurgico, tenendo presente che i concorrenti dell'UE non sono tenuti a conformarsi alle stesse norme e obiettivi;

10.    invita la Commissione a effettuare un esame approfondito degli strumenti politici che includa la possibilità di completare i sistemi attuali di controllo delle emissioni con misure di adeguamento del carbonio alle frontiere onde garantire la parità di condizioni con i concorrenti non europei, limitare ulteriormente le fughe di carbonio e garantire la competitività delle esportazioni;

11.    chiede l'applicazione dell'approccio basato sulla "valutazione del ciclo di vita" onde valutare gli effetti ambientali e l'uso ridotto delle risorse in tutti gli stadi del ciclo di vita, tra cui l'estrazione e la conversione delle materie prime, seguita dalla fabbricazione e dalla distribuzione fino all'utilizzazione e/o al consumo, al fine di favorire la riutilizzazione, il riciclaggio di materiali e il recupero di energia e ridurre lo smaltimento finale;

12.    chiede una riforma urgente dell'approccio dell'UE per quanto riguarda l'applicazione del principio "chi inquina paga" alle emissioni di gas ad effetto serra e invita la Commissione a presentare entro il 2018 al più tardi una nuova proposta legislativa che permetta di abbandonare il sistema di limitazione e scambio alla fine del terzo periodo di scambio delle quote, come stabilito nella direttiva sullo scambio di quote di emissioni (ETS); invita la Commissione, nel frattempo, a garantire la parità di condizioni nell'UE nel settore siderurgico e chiede agli Stati membri di utilizzare parte dei loro proventi ETS per finanziare interventi tecnologici innovativi e a bassa emissione di carbonio, in particolare nei settori ad alta intensità energetica, al fine di ridurre la lista dei settori esposti alle fughe di carbonio;

13.    ricorda l'importanza del buon funzionamento del mercato dei rottami, che dovrebbe essere ulteriormente migliorato e stimolato nel quadro della strategia per un'economia circolare nell'UE al fine di evitare aumenti eccessivi dei prezzi dovuti alla presenza di industrie non europee nel mercato dell'UE; invita la Commissione, a tale riguardo, a considerare l'applicazione di dazi all'esportazione sul mercato dei rottami dell'UE al fine di evitare il dumping ambientale che si verifica normalmente;

14.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al Comitato delle regioni, al Comitato economico e sociale europeo nonché alle altre istituzioni competenti.

(1)

GU L 24 del 29.1.2008, pag. 8.

(2)

GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17.

(3)

GU L 143 del 30.4.2004, pag. 56.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2012)0509.

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