Procedura : 2015/2660(RSP)
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B8-0379/2015

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PV 29/04/2015 - 10.67
CRE 29/04/2015 - 10.67
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 126kWORD 58k
27.4.2015
PE555.153v01-00
 
B8-0379/2015

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulle ultime tragedie nel Mediterraneo e sulla migrazione e l'asilo nell’UE  (2015/2660(RSP))


Timothy Kirkhope, Jussi Halla-aho, Helga Stevens, Branislav Škripek, Geoffrey Van Orden, Angel Dzhambazki, Ruža Tomašić, Ryszard Antoni Legutko, Kazimierz Michał Ujazdowski, Marek Jurek, Jadwiga Wiśniewska, Janusz Wojciechowski, Zbigniew Kuźmiuk, Stanisław Ożóg, Zdzisław Krasnodębski, Beatrix von Storch, Daniel Dalton, Marek Józef Gróbarczyk a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sulle ultime tragedie nel Mediterraneo e sulla migrazione e l'asilo nell’UE  (2015/2660(RSP))  
B8‑0379/2015

Il Parlamento europeo,

–       vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–       vista la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,

–       vista la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–       visti la Convenzioni di Ginevra del 1951 e i relativi protocolli aggiuntivi,

–       vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2013 sui flussi migratori nel Mediterraneo, con particolare attenzione ai tragici eventi al largo di Lampedusa(1),

–       visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 22 maggio 2014 sull'attuazione della comunicazione relativa all'attività della Task Force "Mediterraneo",

–       vista la discussione sulla situazione nel Mediterraneo e la necessità di un approccio globale dell'UE alle migrazioni tenutasi al Parlamento il 25 novembre 2014,

–       vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2014 sulla situazione nel Mediterraneo e la necessità di un approccio globale dell'UE alle migrazioni,

–       visto il piano d'azione in dieci punti sulla migrazione del Consiglio congiunto affari esteri e interni del 20 aprile 2015,

–       viste le conclusioni del vertice straordinario del Consiglio dell'Unione europea sulla crisi dei rifugiati nel Mediterraneo del 22 aprile 2015,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che oltre 1 500 persone sono morte nel Mediterraneo dall'inizio di quest'anno;

B.     considerando che circa 700 migranti sono scomparsi e si teme siano annegati dopo che un'imbarcazione di richiedenti asilo, vittime di tratta, si è capovolta il 19 aprile 2015; che si ritiene circa 950 persone fossero a bordo;

C.     considerando che, all'inizio del mese, si è verificata una tragedia simile in occasione della quale si ritiene abbiano perso la vita in mare circa 400 migranti a causa del capovolgimento di un’imbarcazione che trasportava circa 550 persone;

D.     considerando che, al giorno lunedì 20 aprile, il numero totale dei migranti che hanno raggiunto le coste italiane dal 1° gennaio era pari a 23 918;

E.     considerando che il governo italiano ha lanciato diverse operazioni di salvataggio nel Mar Mediterraneo, al largo delle coste italiane;

F.     considerando che, dal lancio dell'operazione congiunta "Triton", avvenuto nel novembre del 2014, più di 24 400 migranti irregolari sono stati salvati sulla rotta del Mediterraneo centrale, tra cui quasi 7 860 con la partecipazione di attività cofinanziate da Frontex;

G.     considerando che i responsabili del traffico di migranti e della tratta di esseri umani sfruttano la migrazione irregolare e che queste reti mettono in serio pericolo la vita dei migranti e rappresentano un problema di grande entità per l'UE; che le reti dei trafficanti operano dai territori di paesi terzi in totale impunità, generando circa 20 miliardi di euro all'anno di profitti ottenuti grazie alle loro attività criminali;

H.     considerando che, secondo Europol, i gruppi criminali organizzati che facilitano il traffico di esseri umani attraverso il Mediterraneo verso l'UE hanno legami diretti con la droga, le armi e il terrorismo; considerando che, il 17 marzo 2015, Europol ha lanciato la propria squadra operativa congiunta "Mare" per contrastare questi gruppi criminali;

I.      considerando che l'instabilità e i conflitti regionali, e la crescente presenza dell’ISIS nelle vicine aree di conflitto, stanno avendo un impatto sull’afflusso di massa di migranti e sui flussi di sfollati e, quindi, sul numero di persone che tentano di raggiungere l'UE;

1.      esprime il proprio rammarico per il ripetersi delle tragiche perdite di vite umane nel Mediterraneo;

2.      esorta l'Unione europea e gli Stati membri a trovare soluzioni efficaci e a rafforzare la cooperazione esistente al fine di prevenire ulteriori perdite di vite umane, impedire ulteriori partenze delle navi utilizzate per la tratta e migliorare la velocità e l'efficienza con cui gli Stati membri esaminano le richieste di asilo, nonché a far rientrare senza indugio le persone che non soddisfano i criteri previsti;

3.      invita gli Stati membri a rafforzare il ruolo di Frontex e dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (UESA) e l'assistenza che sono in grado di offrire per alleviare la pressione cui sono confrontati gli Stati membri nei paesi di accoglienza;

4.      invita gli Stati membri ad offrire risorse e assistenza finanziaria aggiuntive e significative al fine di affrontare le attuali carenze registrate nelle operazioni di sicurezza delle frontiere e di salvataggio dell'UE;

5.      invita gli Stati membri a lavorare in stretta collaborazione con Europol, Frontex, UESA e Eurojust per combattere contro i trafficanti di esseri umani e le loro reti criminali, identificandone il modus operandi, a ad individuare i percorsi e i metodi utilizzati dai gruppi criminali; accoglie con favore, a questo proposito, la squadra operativa congiunta "Mare" lanciata da Europol per combattere contro la criminalità organizzata e le reti di trafficanti;

6.      esorta gli Stati membri e i paesi terzi a dotarsi delle più severe sanzioni penali contro la tratta e il traffico di esseri umani, sia in entrata che all’interno dell'UE, e anche contro gli individui o i gruppi che sfruttano i migranti vulnerabili nell'UE;

7.      sottolinea la necessità che i paesi terzi presenti nella regione di partenza pattuglino le proprie acque territoriali per intercettare le navi dei trafficanti, e chiede ai paesi terzi di rispettare il diritto internazionale relativo al salvataggio di vite umane in mare e a garantire la protezione dei rifugiati e il rispetto dei diritti fondamentali;

8.      esorta gli Stati membri e l'UE a rafforzare la cooperazione con i paesi terzi, segnatamente i paesi di partenza, nel contrasto ai trafficanti di esseri umani; ritiene che una tale cooperazione nell’individuare i singoli individui e i gruppi criminali costituisca la chiave della prevenzione e della repressione della tratta di esseri umani, nonché di un ulteriore sfruttamento e di altre perdite di vite umane;

9.      chiede un più stretto coordinamento delle politiche dell’UE e degli Stati membri in materia di formazione delle forze di polizia locali nei punti di partenza delle navi preposte al traffico di esseri umani, al fine di individuare e bloccare i singoli individui e i gruppi criminali, e un’intensificazione dei servizi di informazione a terra al fine di aumentare la consapevolezza dei rischi potenziali della tratta di esseri umani;

10.    chiede che le operazioni internazionali considerino l’eventualità di effettuare sforzi sistematici volti a catturare e distruggere le imbarcazioni utilizzate dai trafficanti, nel pieno rispetto del diritto internazionale;

11.    ribadisce il proprio sostegno a favore di tutti gli sforzi e dell'attività diplomatica condotti dalle Nazioni Unite ai fini del ripristino dell'autorità di governo in Libia e il proprio impegno ad intensificare gli sforzi per affrontare i conflitti e l'instabilità in Libia e in Siria; sottolinea che la creazione di una stabilità regionale nelle aree di conflitto è la chiave per ridurre ulteriori spostamenti di persone;

12.    chiede il rafforzamento della cooperazione dell'UE con i paesi partner in Medio Oriente e in Africa, al fine di promuovere la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani; chiede, in tale contesto, una maggiore cooperazione con i paesi della regione che appartengono alla Lega araba e all'Unione africana al fine di gestire, reinsediare e concedere asilo agli sfollati;

13.    ritiene che gli Stati membri debbano impegnarsi a prendere le impronte digitali di tutti i migranti attraverso il sistema Eurodac per individuare richieste ripetute e senza esito, e per accelerare le procedure di asilo;

14.    è favorevole alla creazione di un nuovo programma di rientro per il rapido rimpatrio dei migranti irregolari coordinato da Frontex a partire dagli Stati membri in prima linea; sottolinea la necessità di incoraggiare le politiche di rientro volontario, garantendo al contempo la tutela di tutti i diritti esistenti ai sensi del diritto unionale e internazionale;

15.    riconosce l'importanza di sviluppare un approccio globale alle migrazioni; ribadisce la necessità che la politica e l'azione siano basate sulla fiducia reciproca e la responsabilità, nonché sulla solidarietà, in termini sia di quegli Stati membri che ricevono i richiedenti asilo che degli Stati membri che concedono l'asilo;

16.    esorta la Commissione a fare in modo che tutti gli Stati membri attuino in modo adeguato la legislazione unionale, al fine di garantire standard efficaci, coerenti e umani in materia di condizioni di accoglienza e trattamento delle domande di asilo all'arrivo; chiede, in tale contesto, un potenziamento del ruolo dell'UESA nei paesi in cui ciò non è stato realizzato;

17.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

Testi approvati, P7_TA(2013)0448.

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