Procedura : 2015/2662(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B8-0401/2015

Testi presentati :

B8-0401/2015

Discussioni :

Votazioni :

PV 30/04/2015 - 10.4
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2015)0180

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 131kWORD 63k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0392/2015
27.4.2015
PE555.175v01-00
 
B8-0401/2015

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione nelle Maldive (2015/2662(RSP))


Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao, Valentinas Mazuronis, Rolandas Paksas a nome del gruppo EFDD

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nelle Maldive (2015/2662(RSP))  
B8‑0401/2015

Il Parlamento europeo,

–       vista la dichiarazione del portavoce del SEAE sulla condanna dell'ex Presidente delle Maldive Mohamed Nasheed del 14 marzo 2015,

–       vista la dichiarazione congiunta dell'Unione europea rilasciata a livello locale sulle minacce nei confronti della società civile e dei dir itti umani nelle Maldive del 30 settembre 2014,

–       visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) del 1966, di cui le Maldive sono parte,

–       viste la Convenzione sulla parità di retribuzione del 1951 e la Convenzione sulla discriminazione in materia di impiego e professione del 1958,

–       viste la Convenzione sulla libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale del 1948 e la Convenzione sul diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva del 1949,

–       vista la Convenzione concernente il lavoro forzato del 1930,

–       visto il Protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini, del 15 novembre 2000,

–       vista la relazione di Amnesty International sulle Maldive: attacco contro i diritti civili e politici,

–       vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'UE sulle Maldive del 2014,

–       vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando le notizie allarmanti relative al rapido deterioramento della situazione dei diritti umani nelle Maldive e una relazione pubblicata recentemente da Amnesty International che accusa le autorità delle Maldive di mettere a tacere i manifestanti pacifici e di imbavagliare i mezzi d'informazione che esprimono posizioni critiche e la società civile, abusando nel contempo del sistema giudiziario per imprigionare i politici dell'opposizione;

B.     considerando che recentemente sono state avanzate accuse penali nei confronti dei principali esponenti dell'opposizione, incluso l'ex ministro della Difesa Mohamed Nazim, il membro del Parlamento Ahmen Nazim e l'ex Presidente Mohamed Nasheed, il quale è stato condannato a 13 anni di reclusione con l'accusa di incitamento al terrorismo all'epoca in cui era in carica;

C.     considerando che le accuse nei confronti di Mohamed Nasheed erano state inizialmente ritirate, ma che solo pochi giorni dopo il procuratore generale lo aveva nuovamente accusato e arrestato in base alle leggi antiterrorismo; che Nasheed è stato trascinato con la forza in tribunale e che gli è stata negata la possibilità di parlare con i giornalisti e gli è stato impedito di recarvisi autonomamente;

D.     considerando che il processo nei confronti del Presidente Nasheed ha presentato numerose irregolarità in tutte le fasi, visto che gli è stata ripetutamente negata la rappresentanza legale, che gli è stato negato il diritto di ricorso in appello, che il diritto della difesa di convocare e di ascoltare testimoni è stato negato o fortemente limitato, che due dei giudici che presiedevano il processo sono stati chiamati come testimoni dell'accusa, che l'udienza non è stata pubblica e che il processo d'appello è stato ostacolato dalla mancata presentazione della documentazione necessaria in tempo utile da parte dei tribunali; considerando altresì che fatti simili si sono verificati anche in altri casi, il che evidenzia la grave mancanza di indipendenza e di imparzialità del sistema giudiziario;

E.     considerando che secondo Amnesty International tale processo è stato profondamente irregolare e motivato da ragioni politiche ed è stato una farsa della giustizia; che tre giornalisti che tentavano di indagare sull'arresto e sul processo di Nasheed sono stati a loro volta arrestati senza mandato;

F.     considerando che a febbraio circa 10 000 persone hanno sollevato proteste in favore della democrazia, chiedendo la liberazione dell'ex presidente, ma che la risposta a tali proteste da parte delle autorità è stata dura; che, secondo gruppi per la difesa dei diritti, almeno 140 manifestanti pacifici sarebbero stati arrestati da febbraio a questa parte e che alcuni di questi sarebbero stati citati in giudizio dinanzi al tribunale penale e rilasciati soltanto alla condizione, illegittima, di non partecipare a ulteriori manifestazioni; che le autorità delle Maldive non hanno garantito ai manifestanti la libertà di esprimere le proprie opinioni in modo pacifico dal momento che hanno vietato determinati orari e luoghi per le proteste;

G.     considerando che le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani sono sempre più spesso vittime di molestie, minacce e attacchi; che la Commissione per i diritti umani delle Maldive (HRCM), la cui autonomia costituzionale andrebbe difesa da tutte le altre istituzioni statali, è stata oggetto di ripetute molestie nonché accusata di alto tradimento e di oltraggio alla Costituzione dopo aver presentato una relazione sulla situazione dei diritti umani nelle Maldive nel quadro della revisione periodica universale dell'ONU; che talune ONG sono state minacciate di venire cancellate dai registri;

H.     considerando che vi è stata un'escalation di minacce e attacchi contro mezzi di informazione indipendenti e che i giornalisti che hanno scritto in merito alle manifestazioni rischiano di essere oggetto di attacchi; che, secondo un recente sondaggio commissionato dalla Commissione delle Maldive sulla radiodiffusione, l'84% dei giornalisti avrebbe ricevuto minacce; che gli attacchi alla libertà d'espressione hanno assunto una nuova forma e che gruppi di vigilantes religiosi o bande criminali attaccano raduni politici o manifestazioni sociali; che i responsabili di tali attacchi e minacce non sono stati consegnati alla giustizia;

I.      considerando che un numero imprecisato di lavoratori stranieri dichiarati e non nelle Maldive, stimato a circa 200 000, principalmente uomini di origine bangladese e indiana e, tra l'altro, migliaia di persone impiegate nei resort di lusso, sono vittime del lavoro forzato, che assume la forma di assunzioni fraudolente, confisca dei documenti di viaggio e d'identità, mancato pagamento del salario o trattenute sullo stesso nonché servitù da debito;

J.      considerando che a migliaia di lavoratori immigrati impiegati nei resort di lusso è stato detto che dovranno lasciare l'isola nel caso in cui protestino contro le discriminazioni e le violenze subite; che l'ufficio governativo delle Maldive per il controllo dell'immigrazione e dell'emigrazione ha affermato che eventuali proteste da parte dei lavoratori migranti violerebbero le condizioni dei loro permessi di lavoro e che i relativi visti verrebbero quindi revocati senza ulteriore avviso;

K.     considerando che un numero ristretto di donne provenienti da Sri Lanka, Thailandia, India, Cina, Filippine, Europa orientale, paesi dell'ex Unione sovietica, Bangladesh e Maldive sono vittime della tratta a fini sessuali nelle Maldive e che, stando a quanto riportato, alcuni minori maldiviani sarebbero oggetto di abusi sessuali e potrebbero essere anche vittime del lavoro forzato;

L.     considerando che l'UE ha inviato una missione di osservazione elettorale in occasione delle elezioni parlamentari nel 2014; che, nonostante talune carenze, le elezioni sono state ritenute, in linea di massima, conformi alle norme regionali e internazionali;

M.    considerando che il 27 aprile 2014 le Maldive hanno reintrodotto la pena di morte; che i bambini di soli sette anni possono essere condannati e giustiziati al compimento del diciottesimo anno di età laddove abbiano commesso reati hudud;

N.     considerando che, secondo numerosi rapporti, le Maldive potrebbero scomparire entro il 2100 a causa dei cambiamenti climatici, dal momento che quasi l'80% delle isole si trova a meno di un metro al di sopra del livello del mare; che i cambiamenti climatici provocano inoltre problemi di contaminazione dell'acqua potabile nonché un calo dei rendimenti della pesca;

1.      è profondamente preoccupato per la costante erosione dei diritti umani nelle Maldive e per il rischio di un ulteriore deterioramento in assenza di un eventuale intervento;

2.      esorta a sottoporre a un nuovo processo l'ex Presidente Mohamed Nasheed, Mohamed Nazim e Ahmed Nazim, nonché tutti coloro che non hanno subito un processo equo e libero, inoltre è del parere che dovranno essere rilasciati immediatamente, se non verranno affrontate tutte le violazioni dei loro diritti; chiede il rispetto coerente, sotto il profilo del diritto e della prassi, di tutte le garanzie relative a un processo equo riconosciute a livello internazionale, ivi inclusa la garanzia secondo cui il diritto di appello può essere esercitato a livello pratico concedendo un tempo ragionevole per l'appello e assicurando un accesso tempestivo agli atti;

3.      chiede al governo di rafforzare l'indipendenza e l'imparzialità del sistema giudiziario; sollecita le autorità a svolgere indagini in merito alle violazioni relative a un processo giusto ed equo avvalendosi di una procedura indipendente e imparziale e chiamando a rispondere dei loro atti i responsabili delle violazioni;

4.      ricorda al governo delle Maldive che la costituzione del paese garantisce il diritto a manifestare a chiunque si trovi sul suolo maldiviano, che le condizioni per la scarcerazione atte a impedire la partecipazione a manifestazioni pacifiche sono illecite e che una clausola contrattuale non può prevalere sulla costituzione;

5.      chiede alle autorità di indagare appieno su tutte le accuse di minacce e violenze commesse da agenti di polizia e altri in occasione di assemblee pubbliche e di garantire che i responsabili siano assicurati alla giustizia e sottoposti a un processo equo;

6.      ricorda che la libertà dei media è la pietra miliare di una democrazia funzionante; chiede al governo e alle autorità delle Maldive di garantire una protezione adeguata dei giornalisti e dei paladini dei diritti umani, esposti a minacce e aggressioni a causa della loro legittima attività, e di indagare su tali minacce e aggressioni; chiede al governo maldiviano di condannare pubblicamente le aggressioni e di difendere in modo esplicito e pubblico la legittimità del lavoro svolto dai media e dalle organizzazioni della società civile;

7.      esorta le autorità maldiviane ad astenersi dal minacciare azioni di rappresaglia contro le organizzazioni dei diritti umani per le attività svolte da queste ultime e a garantire che i soggetti aggrediti ricevano una protezione adeguata; chiede che la commissione per i diritti umani delle Maldive possa svolgere il suo mandato senza alcuna forma di intimidazione;

8.      chiede alle autorità locali di rispettare appieno le norme minime per la soppressione della tratta di esseri umani; elogia i continui sforzi intesi a contrastare il problema e plaude ai progressi compiuti, tuttavia insiste affinché le disposizioni della legge anti-tratta siano attuate in modo rapido in quanto permangono seri problemi nell'applicazione della legge e nella protezione delle vittime;

9.      chiede al governo di rafforzare l'attuazione della legge sulla prevenzione della tratta di esseri umani, anche attraverso l'intensificazione degli sforzi di costruzione di capacità per quanto concerne gli agenti preposti all'applicazione della legge e le guardie di frontiera, onde potenziare la loro capacità di individuare le potenziali vittime della tratta di esseri umani;

10.    chiede al governo di mettere a punto orientamenti destinati ai funzionari pubblici affinché possano individuare con una formazione in materia e in modo proattivo le vittime all'interno dei gruppi vulnerabili, come ad esempio i migranti privi di documenti e le donne dedite alla prostituzione, e di sviluppare procedure sistematiche per indirizzare le vittime agli operatori assistenziali formando in modo opportuno i funzionari;

11.    rammenta che le Maldive hanno ratificato le otto le convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL); chiede al governo di predisporre metodi di controllo volti a individuare i casi di lavoro forzato; deplora che le autorità non abbiano perseguito penalmente nessun agente o società di assunzione di manodopera per il ricorso a pratiche fraudolente o per il ritiro dei passaporti di lavoratori stranieri, e che migliaia di migranti siano stati espulsi senza verificare se fossero soggetti a pratiche di lavoro forzato;

12.    chiede al governo di garantire che alle vittime non siano inflitte pene per atti commessi in quanto vittime della tratta; invita le autorità a intensificare gli sforzi tesi a indagare e perseguire i sospetti autori dei reati di tratta, nel rispetto del giusto processo, e ad adoperarsi maggiormente per monitorare e punire gli agenti e le società di assunzione di manodopera coinvolti in pratiche fraudolente;

13.    invita il governo a emendare la legge sulla prevenzione della tratta degli esseri umani per garantire che le vittime giunte illegalmente nelle Maldive abbiano accesso a servizi di riabilitazione qualora preferiscano restare nel paese, e a rendere esecutivo il divieto di trattenimento dei passaporti da parte dei datori di lavoro e delle agenzie governative;

14.    ritiene che nella lotta alla tratta degli esseri umani occorra adottare un approccio transnazionale in quanto tale fenomeno è spesso collegato alla criminalità organizzata transnazionale; invita le autorità maldiviane a collaborare con le controparti estere e con i paesi vicini nell'ambito di indagini transnazionali, con l'obiettivo di smantellare le organizzazioni criminali;

15.    rileva che il governo delle Maldive non ha riportato alcuna indagine, azione penale o condanna a carico di dipendenti governativi complici della tratta di esseri umani, nonostante le segnalazioni sul possibile coinvolgimento di alcuni funzionari del governo; chiede al governo di avviare un'indagine approfondita su tali accuse e di chiamare a rispondere tutti coloro che potrebbero essere implicati in tali attività;

16.    accoglie con favore la campagna di sensibilizzazione contro la tratta degli essere umani attuata dal ministero degli Affari esteri e si compiace dell'apertura di un centro di accoglienza, gestito dallo Stato, per le donne vittime della tratta; invita il governo a riaprire una linea telefonica dedicata ai migranti e a pubblicare una relazione di valutazione degli sforzi profusi nella lotta alla tratta degli essere umani;

17.    chiede al governo di migliorare il coordinamento interministeriale sulle questioni relative alla tratta degli esseri umani e di aderire al Protocollo delle Nazioni Unite per prevenire, reprimere e punire il traffico di persone, specialmente di donne e bambini, del 2000, nonché alla Convenzione internazionale delle Nazioni Unite sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, del 1990;

18.    esprime profonda preoccupazione per la reintroduzione della pena capitale nelle Maldive, che mette fine alla moratoria di fatto in vigore dal 1953; rammenta la ferma posizione di principio dell'Unione contro la pena di morte, la cui abolizione costituisce uno degli obiettivi fondamentali dell'azione dell'UE a livello globale; esorta il governo delle Maldive a riconsiderare tale decisione e ad adoperarsi per l'abolizione definitiva di questa pratica;

 

19.    ricorda che le Maldive erano in prima linea nella lotta contro i cambiamenti climatici; teme che gli ultimi sviluppi stiano non solo mettendo seriamente a rischio il rispetto dei diritti umani e della democrazia, ma anche ostacolando la capacità del paese di porsi quale leader credibile nella definizione di una strategia globale di lotta al cambiamento climatico, necessaria per la sua stessa sopravvivenza;

20.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché al governo e al parlamento delle Maldive.

 

 

 

Avviso legale