Procedura : 2014/2953(RSP)
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B8-0455/2015

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Votazioni :

PV 21/05/2015 - 7.7
CRE 21/05/2015 - 7.7
PV 10/06/2015 - 8.9
CRE 10/06/2015 - 8.9
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Testi approvati :

P8_TA(2015)0228

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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13.5.2015
PE555.234v01-00
 
B8-0455/2015

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla relazione 2014 della Commissione sui progressi compiuti dalla Turchia (2014/2953(RSP))


Kati Piri a nome della commissione per gli affari esteri

Risoluzione del Parlamento europeo sulla relazione 2014 della Commissione sui progressi compiuti dalla Turchia (2014/2953(RSP))  
B8‑0455/2015

Il Parlamento europeo,

–       vista la relazione 2014 della Commissione sui progressi compiuti dalla Turchia (SWD(2014)0307),

–       vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dell'8 ottobre 2014, intitolata " Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2014-2015" (COM(2014)0700),

–       viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare quelle del 10 febbraio 2010 sulla relazione concernente i progressi compiuti dalla Turchia nel 2009(1), del 9 marzo 2011 sulla relazione 2010 sui progressi compiuti dalla Turchia(2), del 29 marzo 2012 sulla relazione 2011 relativa ai progressi compiuti dalla Turchia(3), del 18 aprile 2013 sulla relazione 2012 sui progressi compiuti dalla Turchia(4), del 13 giugno 2013 sulla situazione in Turchia(5), del 12 marzo 2014 sulla relazione 2013 sui progressi compiuti dalla Turchia(6), del 13 novembre 2014 sulle azioni della Turchia che creano tensioni nella zona economica esclusiva della Repubblica di Cipro(7) e del 15 gennaio 2015 sulla libertà di espressione in Turchia(8),

–       visto il quadro negoziale per la Turchia del 3 ottobre 2005,

–       viste la decisione 2008/157/CE del Consiglio, del 18 febbraio 2008, relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti nel partenariato per l'adesione con la Repubblica di Turchia(9) ("partenariato per l'adesione"), nonché le precedenti decisioni del Consiglio, del 2001, 2003 e 2006, sul partenariato per l'adesione,

–       viste le conclusioni del Consiglio del 14 dicembre 2010, del 5 dicembre 2011, dell'11 dicembre 2012, del 25 giugno 2013, del 24 ottobre 2014 e del 16 dicembre 2014,

–       visto l'articolo 46 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), in cui si afferma che le parti contraenti si impegnano a conformarsi alle sentenze definitive della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDH), sulle controversie nelle quali sono parti,

–       vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–       vista la relazione della Banca mondiale del 28 marzo 2014 dal titolo: "Valutazione dell'unione doganale UE-Turchia",

–       vista la relazione della Commissione sui progressi compiuti dalla Turchia per soddisfare i requisiti della tabella di marcia per un regime di esenzione dal visto (COM (2014)0646),

–       visto il lavoro svolto da Kati Piri come relatore permanente sulla Turchia della commissione per gli affari esteri,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che il 3 ottobre 2005 sono stati avviati i negoziati di adesione con la Turchia e che l'apertura di negoziati di questo tipo rappresenta il punto di partenza di un processo duraturo e aperto basato su un'equa e rigorosa condizionalità e un impegno a effettuare riforme;

B.     considerando che l'UE mantiene l'impegno a favore di un ulteriore allargamento, quale politica chiave per promuovere la pace, la democrazia, la sicurezza e la prosperità in Europa; che ogni paese candidato verrà giudicato in base ai propri meriti;

C.     considerando che la Turchia si è impegnata a soddisfare i criteri di Copenaghen, ad attuare riforme adeguate ed efficaci, a intrattenere buone relazioni di vicinato e a porre in atto un progressivo allineamento all'UE; che tali sforzi dovrebbero essere considerati come un'opportunità per la Turchia di rafforzare le sue istituzioni e portare avanti il suo processo di democratizzazione e modernizzazione;

D.     considerando che in base alla graduatoria sulla libertà di stampa e dei media stilata da Freedom House, risulta attualmente mancante in Turchia la libertà di stampa e presente solo in parte la libertà di Internet;

E.     considerando che Reporter senza frontiere ha classificato nel 2014 la Turchia come uno dei paesi in cui i giornalisti sono stati maggiormente esposti a minacce e aggressioni fisiche;

F.     considerando che l'UE dovrebbe continuare a essere il parametro di riferimento per le riforme in Turchia;

G.     considerando che la piena osservanza dei criteri di Copenaghen e la capacità di integrazione nell'UE, conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2006, continuano a essere la base per l'adesione all'UE;

H.     considerando che nel processo negoziale sono di fondamentale importanza lo Stato di diritto - compresi, in particolare, la separazione dei poteri, la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata, la libertà di assemblea e di manifestazione pacifica, la libertà di espressione e dei media, i diritti delle donne, la libertà di religione, i diritti delle persone appartenenti a minoranze (nazionali) e il contrasto della discriminazione ai danni dei gruppi vulnerabili quali i Rom e le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI);

I.      considerando che nella sua comunicazione dal titolo "Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2014-15", la Commissione ha concluso che la Turchia è un partner strategico per l'UE, in termini economici e di sicurezza energetica, e che la cooperazione con la Turchia sulle questioni di politica estera è fondamentale; che nella stessa comunicazione, la Commissione ha espresso preoccupazioni nei confronti della protezione dei diritti fondamentali, dell'indipendenza della magistratura, dello Stato di diritto, nonché del diritto di assemblea e della libertà di espressione;

J.      considerando che la Turchia non ha ancora attuato, per il nono anno consecutivo, le disposizioni contenute nell'accordo di associazione CE-Turchia e nel relativo protocollo aggiuntivo; che tale rifiuto continua a incidere profondamente e negativamente sul processo negoziale;

K.     considerando che, nell'ottica di rafforzare la stabilità e promuovere relazioni di buon vicinato, la Turchia deve intensificare gli sforzi intesi a risolvere le questioni bilaterali pendenti, tra cui gli obblighi giuridici non definiti e le vertenze frontaliere terrestri e marittime e in materia di spazio aereo con i paesi immediatamente vicini, in conformità delle disposizioni della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale;

Situazione delle relazioni UE-Turchia

1.      accoglie con favore la relazione 2014 della Commissione sui progressi compiuti dalla Turchia e ne condivide le conclusioni secondo cui la Turchia è un partner strategico chiave per l'UE e lo svolgimento di negoziati attivi e credibili rappresenterebbe un quadro adatto per sfruttare appieno il potenziale delle relazioni UE-Turchia; sottolinea che il processo di riforma nel quadro dei negoziati con l'UE potrebbe rappresentare un'opportunità significativa per la Turchia di sviluppare un forte sistema democratico pluralista, con istituzioni solide, a beneficio di tutti i cittadini del paese e per rafforzare le relazioni con l'UE; chiede alla Commissione di riesaminare il modo in cui sono stati condotti finora i negoziati e in che modo potrebbero essere migliorate e intensificate le relazioni e la cooperazione UE-Turchia;

2.      sottolinea che producono vantaggi per entrambe le parti una relazione efficace e funzionante basata sul dialogo, su una cooperazione più stretta, su un impegno reciproco e sui negoziati tra l'UE e la Turchia – in considerazione della loro prossimità geografica, dei loro legami storici, della vasta comunità turca che vive nell'UE, dei legami economici stretti e degli interessi strategici comuni; invita la Turchia a porre il processo di riforma al centro delle sue scelte di politica interna; ritiene che l'UE debba cogliere questa opportunità per divenire la base principale del processo di democratizzazione in Turchia, promuovendo i valori universali e gli standard normativi europei come punti di riferimento del processo di riforma, sostenendo la Turchia nello sviluppo di istituzioni solide e democratiche e di una legislazione efficace basata sul rispetto delle libertà fondamentali, dei diritti umani e dello Stato di diritto nonché rappresentando e difendendo gli interessi di tutti i settori della società turca;

3.      incoraggia il governo turco ad accelerare il ritmo dei negoziati e lo esorta a impegnarsi in modo inequivocabile a rispettare i valori e i principi democratici, che sono al centro dell'UE; sostiene la nuova Commissione nei suoi sforzi di intensificare l'impegno nei confronti della Turchia sulla base degli interessi e delle sfide comuni; constata l'avvio dei negoziati sul capitolo 22 (Politica regionale) nel novembre 2013;

4.      sottolinea l'importanza di intensificare gli sforzi sul piano dei contatti interpersonali onde creare un contesto favorevole di cooperazione tra la Turchia e l'UE; sottolinea, pertanto, che nell'interesse dell'approfondimento dei legami tra l'UE e la Turchia è necessario compiere progressi concreti in materia di esenzione dal visto, sulla base del rispetto dei requisiti definiti nella tabella di marcia verso un regime senza visti con la Turchia; rileva che nel periodo transitorio l'UE dovrebbe semplificare per le persone d'affari l'ottenimento del visto, e che è necessario promuovere attivamente i programmi di scambio per studenti e accademici e le opportunità di accesso per la società civile; ritiene che un miglioramento delle opportunità di accesso all'UE fornirebbe un ulteriore sostegno al processo di riforma in Turchia;

Stato di diritto e democrazia

5.      rileva che la Turchia ha continuato ad attuare le riforme degli anni precedenti; accoglie con favore, a questo proposito, le modifiche apportate al quadro giuridico riguardante i partiti politici e le campagne elettorali, che adesso consente di condurre campagne politiche in lingue diverse dal turco, legalizza la co-presidenza dei partiti e rende meno rigide le norme che disciplinano l'organizzazione locale dei partiti politici; ribadisce l'importanza di abbassare la soglia elettorale del 10%, in modo da poter dare la possibilità di partecipazione politica a tutte le componenti della società in Turchia;

6.      sottolinea che una nuova Costituzione basata su disposizioni che promuovano una società pluralista, inclusiva e tollerante sarebbe il fondamento del processo di riforma e costituirebbe una base solida per le libertà fondamentali e lo Stato di diritto; elogia il lavoro svolto dal Comitato di conciliazione costituzionale che, prima di essere sciolto, ha raggiunto un consenso su 60 emendamenti costituzionali; ribadisce il suo appello affinché sia portato avanti il processo di riforma costituzionale e sottolinea la necessità di garantire che la nuova Costituzione poggi su un ampio consenso da parte dell'intero panorama politico e della società nel suo complesso; incoraggia la Turchia a procedere a una consultazione con la Commissione di Venezia nel quadro del processo di riforma costituzionale;

7.      accoglie con favore la nuova strategia elaborata dal governo turco, che mira a incanalare tutta la nuova legislazione attraverso il ministero per gli Affari UE con l'obiettivo di rafforzare il ruolo di coordinamento del ministero e migliorare la conformità dei progetti di legge con le norme dell'UE; raccomanda, a tale riguardo, e per quanto possibile, una stretta consultazione con la Commissione di Venezia e un più intenso dialogo con la Commissione europea sulla nuova legislazione in fase di preparazione e sull'attuazione delle leggi esistenti, al fine di garantire la compatibilità con l'acquis dell'UE;

8.      sottolinea l'importanza di un'adeguata consultazione della società civile nell'ambito del processo legislativo; raccomanda, a tal proposito, la messa a punto di meccanismi di consultazione della società civile strutturati come parte integrante del processo legislativo e di quello decisionale, nonché del processo di attuazione della nuova legislazione; plaude alla vitalità della società civile in Turchia; sottolinea l'urgente necessità di attuare riforme coerenti volte a garantire la libertà di associazione ed espressione, che consentano alle organizzazioni della società civile di operare liberamente e senza restrizioni e di avere maggiore accesso ai finanziamenti;

9.      sostiene con fermezza e incoraggia gli sforzi profusi dal governo della Turchia e da tutti gli altri soggetti interessati per pervenire a una conclusione globale e sostenibile del processo di pace con la comunità curda sulla base di negoziati con il PKK, che figura nell'elenco dell'UE delle organizzazioni terroristiche, e per avviare un processo di integrazione politica e socio-economica della comunità curda; esprime il suo pieno sostegno all'annuncio, da parte dell'HDP, di un congresso straordinario del PKK nell'ottica di deporre le armi e promuovere le politiche democratiche come metodo; incoraggia vivamente il governo a continuare a conferire priorità e a potenziare i diritti sociali, culturali e politici, nonché la parità di trattamento, dei cittadini di origine curda; accoglie con favore la legge volta a "creare basi giuridiche più solide per il processo finalizzato a risolvere la crisi curda", adottata dalla Grande Assemblea nazionale della Turchia l'11 giugno 2014, che prevede misure volte a eradicare il terrorismo, rafforzare l'inclusione sociale, reinserire coloro che lasciano il PKK e depongono le armi e preparare l'opinione pubblica per il rientro degli ex combattenti; è del parere che una soluzione positiva della questione curda sia di fondamentale importanza e possa contribuire in maniera sostanziale alla democrazia, alla pace, alla stabilità e alla tutela dei diritti umani in Turchia; incoraggia pertanto tutti i partiti politici a sostenere questo processo; invita la Commissione a fornire supporto tecnico e a destinare le risorse disponibili a titolo dello strumento di assistenza di preadesione (IPA), tra l'altro, ai programmi per l'integrazione socio-economica e l'istruzione nel Sud-Est della Turchia, come modalità per rafforzare il processo di risoluzione della questione curda; osserva che i negoziati sul capitolo 22 (Politica regionale) potrebbero aiutare la Turchia nella definizione di un programma efficace di coesione per il Sud-Est del paese;

10.    deplora la decisione della Direzione Generale per i Lavori idraulici della Turchia di proseguire i lavori sulla diga di Ilisu, che avranno effetti sociali, ambientali e politici devastanti; rammenta che questa particolare regione è abitata principalmente da curdi e che la costruzione della diga avrà serie conseguenze sulla popolazione e sulla cultura curde;

11.    esprime preoccupazione per l'Indice di percezione della corruzione 2014, pubblicato da Transparency International il 3 dicembre 2014, che evidenzia un incremento netto nella percezione della corruzione in Turchia durante lo scorso anno, collocando il paese al 64° posto in classifica; deplora profondamente il modo in cui il governo e il parlamento della Turchia hanno reagito alle accuse di corruzione, anche a carico di ex membri del governo, formulate a dicembre 2013, e il fatto che non sia stato dato seguito alle indagini estremamente serie sui casi di corruzione; esprime inquietudine per l'azione penale nei confronti dei giornalisti investigativi che hanno seguito i casi di corruzione; sollecita un'indagine trasparente e indipendente riguardo alle accuse formulate nel dicembre 2013; sottolinea la necessità di una maggiore volontà politica per lo sviluppo di un quadro giuridico adeguato in materia di lotta alla corruzione, un fenomeno che non solo mina il funzionamento democratico delle istituzioni e la fiducia dei cittadini nella democrazia, ma che può anche danneggiare lo sviluppo economico e il clima favorevole agli investimenti;

12.    esprime preoccupazione per le recenti modifiche alla legge sul Consiglio superiore dei giudici e dei pubblici ministeri (HCJP) e le conseguenti, numerose riassegnazioni e licenziamenti di giudici e procuratori, nonché per gli arresti, le riassegnazioni e i licenziamenti di agenti di polizia – episodi che hanno sollevato seri e giustificati dubbi circa l'indipendenza, l'imparzialità e l'efficienza del sistema giudiziario, la separazione dei poteri e il rispetto del principio dello Stato di diritto, che costituiscono il fulcro dei criteri politici di Copenaghen; è preoccupato per le frequenti modifiche apportate ad atti legislativi fondamentali senza debita consultazione delle pertinenti parti interessate; si compiace dell'abrogazione dell'articolo 10 della legge antiterrorismo; esprime tuttavia preoccupazione per le definizioni molto vaghe contenute nella legislazione antiterrorismo, che ne rendono ancora eccessivo l'ambito di applicazione e danno adito a interpretazioni eccezionalmente ampie; rammenta la necessità di modificare l'articolo 314 del codice penale, affinché soltanto coloro che sono membri di un'organizzazione terroristica o armata, o contribuiscono alle attività di una siffatta organizzazione, possano essere perseguiti; chiede l'adozione di una strategia di riforma giudiziaria in linea con le norme dell'UE, in collaborazione con tutti i pertinenti soggetti interessati; accoglie con favore il primo passo verso la riduzione della durata massima della detenzione preventiva da 10 a 5 anni, ma sottolinea con vigore la necessità di prevederne un'ulteriore riduzione, onde evitare che la detenzione preventiva si trasformi in una punizione di fatto; evidenzia l'importanza di istituire corti d'appello regionali e di adottare tutte le misure necessarie per garantire il rispetto delle garanzie processuali; incoraggia la Turchia a proseguire le riforme del sistema giudiziario e a garantire un accesso equo ed effettivo alla giustizia per tutti i minori;

13.    esprime profonda preoccupazione per la legge n. 6532, entrata in vigore il 26 aprile 2014, che aumenta considerevolmente le competenze dell'Agenzia nazionale d'intelligence (MIT), compromettendo la libertà dei mezzi di comunicazione, la libertà di espressione e il diritto di accesso alle informazioni di interesse pubblico, laddove rende il personale dell'agenzia virtualmente immune da azioni giudiziarie e viola le norme in materia di protezione della privacy, dando all'agenzia la possibilità di ottenere dati personali senza previa decisione giudiziaria; ritiene che tali disposizioni siano contrarie agli obblighi incombenti alla Turchia in virtù del diritto umanitario internazionale e delle sue leggi nazionali;

14.    accoglie favorevolmente una serie di importanti decisioni adottate dalla Corte costituzionale della Turchia a tutela dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, quali la libertà di espressione, a dimostrazione della resilienza del sistema costituzionale; osserva inoltre che le sentenze della Corte costituzionale hanno evidenziato le irregolarità nella conduzione delle indagini e dei successivi procedimenti nelle cause Energekon e Slegehammer; si compiace che la Corte costituzionale continui a ricevere ricorsi individuali; esprime preoccupazione riguardo alle modifiche introdotte nel codice penale, in particolare l'utilizzo del termine "ragionevole sospetto", che lascia spazio ad attacchi arbitrari nei confronti delle opposizioni; segnala che tali modifiche sono state approvate senza consultare la Commissione, contrariamente a quanto convenuto in sede di negoziati;

15.    esprime forte preoccupazione per l'elevato grado di polarizzazione politica in Turchia; rammenta che il pluralismo dovrebbe essere al centro di qualsiasi regime democratico; esorta, pertanto, la promozione del dialogo con la partecipazione dell'intero panorama politico turco; sottolinea che, per quanto riguarda i processi di riforma fondamentali a lungo termine, come la nuova Costituzione e le trattative per la risoluzione della questione curda, tale dialogo si rivela indispensabile; esorta il partito al governo e l'opposizione ad adoperarsi per collaborare e raggiungere un consenso, includendo attivamente la società civile nei processi decisionali;

Rispetto dei diritti umani e libertà fondamentali

16.    accoglie con favore l'adozione, a marzo 2014, del piano d'azione sulla prevenzione delle violazioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), quale passo significativo verso l'allineamento del quadro giuridico della Turchia alla giurisprudenza della CEDU, e si attende che il governo adotti ulteriori misure per attuare le sue raccomandazioni; sottolinea che la Turchia, in quanto membro del Consiglio d'Europa, è tenuta ad applicare norme politiche e giuridiche elevate, e chiede al paese di impegnarsi pienamente con il Consiglio d'Europa e la Commissione di Venezia rispetto al suo processo di riforma; rammenta che i progressi dei negoziati dipendono dal rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali;

17.    rileva con preoccupazione che la maggior parte delle indagini sugli eventi del parco di Gezi del maggio-giugno 2013 e le accuse circa il ricorso sproporzionato alla forza e gli abusi da parte della polizia sono ancora in corso e che non sono stati compiuti molti progressi nell'identificazione dei presunti autori di tali atti; sottolinea che, a seguito della ricezione di una serie di denunce sull'uso della forza per mano delle forze dell'ordine durante le proteste di Gezi, il Mediatore ha presentato una relazione in cui dichiarava sproporzionato l'uso della forza; chiede alle autorità turche di risarcire tutte le vittime – manifestanti non violenti o persone che, pur non essendo tra i manifestanti, si trovavano fortuitamente sul luogo degli eventi; chiede che siano concluse indagini efficaci e imparziali su tutti i casi di presunti maltrattamenti da parte di funzionari pubblici e che i responsabili siano consegnati alla giustizia; sottolinea la necessità di una successiva adozione di disposizioni chiare sull'uso della forza e sul ruolo della polizia, in linea con gli standard internazionali; esorta vivamente a revocare le restrizioni alla riunione pacifica e sottolinea che non si dovrebbero invocare altre leggi, quali la legislazione anti-terrorismo, per impedire alle persone di esercitare il loro diritto di protestare pacificamente e che le manifestazioni pacifiche non devono costituire un motivo di arresto; invita il governo turco a prevedere un sistema di controlli e garanzie adeguato, imparziale e trasparente sul potere delle autorità di contrasto; raccomanda che le autorità turche istituiscano un meccanismo efficace e indipendente per la gestione delle denunce contro la polizia; esprime profonda preoccupazione per il pacchetto di sicurezza interna, che è contrario al principio del controllo giudiziario delle attività di polizia e presenta un ambito di applicazione eccessivo;

18.    sottolinea la necessità di rivedere la legge relativa all'Istituto nazionale per i diritti umani (NHRI) della Turchia, al fine di farne un organismo indipendente, dotato di risorse adeguate, responsabile nei confronti del pubblico e con la partecipazione di gruppi della società civile; prende atto delle raccomandazioni contenute nella relazione del Mediatore, compresa la richiesta di garantire che il ricorso alla forza da parte della polizia sia graduale e proporzionato, avvenga soltanto in ultima istanza e sia soggetto a supervisione; sottolinea l'importanza di rafforzare il diritto d'iniziativa del Mediatore e la sua capacità di effettuare controlli in loco, nonché di garantire un seguito adeguato alle sue decisioni;

 

19.    elogia la Turchia per la crescita della società civile dei Rom; auspica che sia dato sostegno alle nuove organizzazioni dei Rom nonché tempo per consentire loro di divenire una parte significativa nelle iniziative di cooperazione volte a elaborare e attuare misure a livello locale e nazionale; raccomanda al governo di combinare i progetti di accoglienza esistenti con aspetti sociali a lungo termine quali sanità e istruzione; accoglie con favore i piani di azione generali per combattere la discriminazione, i quali potrebbero fornire ai Rom un maggiore accesso al mercato del lavoro;

20.    esorta il governo turco a garantire la libertà dei media in via prioritaria e fornire un quadro giuridico adeguato a garanzia del pluralismo, conformemente alle norme internazionali; condanna gli interventi del governo turco volti a vietare l'accesso ai social media e ai siti web o a chiudere questi ultimi senza un'ordinanza del tribunale, il suo approccio restrittivo alla libertà di espressione e la pressione esercitata sugli organi d'informazione e sui giornalisti, il che porta spesso all'intimidazione, al licenziamento o all'arresto di giornalisti e a una diffusa autocensura; sottolinea che le violazioni della libertà di espressione sono aumentate dopo lo scandalo legato alla corruzione del dicembre 2013; ritiene necessario definire un quadro legislativo per garantire la piena trasparenza in materia di proprietà di gruppi di media; ribadisce l'impegno dell'UE per la libertà di espressione in tutte le sue forme e invita la delegazione dell'UE in Turchia a continuare a monitorare i processi contro i giornalisti e i difensori dei diritti umani;

21.    condanna le recenti retate della polizia e l'arresto di numerosi giornalisti e rappresentanti dei mezzi di comunicazione avvenuti il 14 dicembre 2014; rammenta che una stampa libera e pluralista è il principio centrale di ogni democrazia, come lo sono il giusto processo e l'indipendenza del potere giudiziario; sottolinea pertanto che occorre in tutti i casi (i) fornire informazioni ampie e trasparenti sulle accuse mosse agli imputati, (ii) concedere agli imputati pieno accesso agli elementi di prova a carico e a tutti i diritti della difesa, nonché (iii) garantire il corretto trattamento delle cause onde verificare la veridicità delle accuse, senza indugio e al di là di ogni ragionevole dubbio; invita le autorità turche e riesaminare e trattare quanto prima tali casi e ad aderire alle norme internazionali di un giusto processo qualora insista nel portare avanti i procedimenti;

22.    afferma che la recente azione del governo turco contro la libertà di stampa e la pluralità d'opinione è incompatibile con i diritti fondamentali dell'UE e pertanto in conflitto con il rilancio del processo negoziale;

23.    ritiene che, in linea con l'impegno dell'UE a favore dello Stato di diritto e dei valori fondamentali, sia urgentemente necessario introdurre in Turchia riforme nei settori del sistema giudiziario, dei diritti fondamentali e della giustizia, libertà e sicurezza; ritiene inoltre che la comunicazione dei parametri di apertura ufficiali e la successiva apertura dei capitoli 23 (potere giudiziario e diritti fondamentali) e 24 (giustizia, libertà e sicurezza) siano il modo migliore per promuovere riforme realmente efficaci e per garantire che il processo di riforma in Turchia sia improntato a valori e norme dell'UE; ribadisce il suo invito al Consiglio a rinnovare gli sforzi per comunicare i parametri di apertura ufficiali, per poi aprire i capitoli 23 e 24 una volta soddisfatti i criteri stabiliti; chiede alla Turchia di cooperare il più possibile in tal senso; invita la Commissione a promuovere senza indugio ulteriori dialoghi e cooperazione con la Turchia nei settori coperti dai capitoli 23 e 24 onde promuovere un'intesa comune sulle riforme necessarie;

24.    accoglie con favore la decisione secondo cui le riforme relative allo Stato di diritto e ai diritti fondamentali, agli affari interni e alla società civile, devono ricevere maggiori finanziamenti a titolo dello strumento di assistenza preadesione (IPA) II per il periodo 2014-2020; sottolinea che la promozione dello Stato di diritto, della democrazia e delle libertà fondamentali è essenziale ai fini del sostegno preadesione; ribadisce le conclusioni del Consiglio del dicembre 2014, secondo cui verrà introdotta una maggiore coerenza tra l'assistenza finanziaria e i progressi generali conseguiti in relazione all'attuazione della strategia di preadesione, compreso il pieno rispetto dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali; chiede inoltre alla Commissione di monitorare attentamente l'attuazione dell'IPA II in tutti i paesi candidati e di destinare le risorse disponibili a titolo dello strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR) al sostegno della libertà di espressione, compresi la libertà e il pluralismo dei media, la libertà di associazione e di riunione, i diritti sindacali e la libertà di pensiero;

25.    prende atto del contributo attivo della Turchia all'entrata in vigore, il 1° agosto 2014, della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul); esprime tuttavia preoccupazione per i livelli persistentemente elevati di violenza contro le donne e la mancata attuazione di tutele del diritto nazionale intese a prevenire tale violenza; invita le autorità turche a fornire strutture di accoglienza adeguate per la protezione delle donne e dei minori vittime di violenza; raccomanda al governo di promuovere la parità di genere in campo politico, economico, sociale, culturale, civile e in qualsiasi altro settore; invita il governo turco, in cooperazione con la società civile e le pertinenti associazioni di imprese, ad agevolare l'imprenditorialità femminile e a ridurre gli ostacoli all'accesso delle donne alle attività economiche, ed esorta il governo della Turchia, a tal proposito, a porsi obiettivi ambiziosi per quanto riguarda l'accesso delle donne al lavoro; sottolinea che la Turchia occupa il 125° posto su 142 paesi nel rapporto mondiale sul divario di genere 2014 del Forum economico mondiale; deplora vivamente le osservazioni di alcuni funzionari e rappresentanti del governo sul ruolo delle donne nella società turca e sottolinea l'importanza di combattere gli stereotipi e i pregiudizi della società contro le donne;

26.    sottolinea l'importanza di portare avanti il processo di riforme nel campo della libertà di pensiero, di coscienza e di religione, consentendo alle comunità religiose di ottenere personalità giuridica, eliminando tutte le restrizioni relative alla formazione, alle nomine, al soggiorno legale e alla successione del clero e garantendo un'adeguata attuazione di tutte le sentenze pertinenti della Corte europea dei diritti dell'uomo e delle raccomandazioni della commissione di Venezia; sottolinea, a questo proposito, la necessità di promuovere il dialogo con la comunità alevita e di attribuire il giusto riconoscimento alle Case Cem come luoghi di culto nonché di autorizzare la riapertura della scuola greco-ortodossa di Halki ed eliminare ogni ostacolo al suo corretto funzionamento, consentendo l'uso ufficiale del titolo ecclesiastico di "patriarca ecumenico"; chiede alle autorità turche competenti di risolvere tutte le questioni in sospeso relative alla restituzione dei terreni appartenenti al monastero di Mor Gabriel e alle altre rivendicazioni territoriali della chiesa siriaca; ricorda l'importanza di attuare adeguatamente le raccomandazioni della commissione di Venezia su Imbros e Tenedos per quanto riguarda la tutela del diritto di proprietà e del diritto all'istruzione; sottolinea la necessità di rispettare pienamente, in linea con i valori europei, il diritto a differenti stili di vita, sia quelli secolari che quelli basati sulla religione, e di mantenere la divisione tra Stato e religione; sottolinea l'importanza di tutelare i diritti delle minoranze; esprime rammarico per il fatto che, in seguito all'abolizione due anni fa della legge precedente e a causa del vuoto giuridico esistente, le fondazioni di pubblica utilità non musulmane non abbiano la possibilità di eleggere i loro organi di governo;

27.    sottolinea la necessità di riconoscere il diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio;

28.    invita la Turchia a intraprendere seri sforzi per proteggere i diritti della comunità LGBTI e ritiene che la creazione di un organismo specifico per combattere la discriminazione, l'incitamento all'odio, il razzismo, la xenofobia, l'antisemitismo e l'intolleranza potrebbe contribuire a rafforzare i diritti individuali in Turchia; invita la Turchia ad adottare una legislazione globale contro la discriminazione, che preveda il divieto di discriminazioni e incitamento all'odio basati sull'origine etnica, sulla religione, sull'orientamento sessuale, sul genere e sull'identità di genere, e che il divieto di siffatte forme di discriminazione sia incluso in una nuova Costituzione; esprime preoccupazione per i frequenti attacchi nei confronti di persone transgender e per l'assenza di tutele garantite alle persone LGBTI contro gli atti di violenza; deplora vivamente la frequente impunità dei reati dettati dall'odio contro le persone LGBTI o la riduzione delle pene nei confronti degli autori di tali reati per "ingiusta provocazione" da parte delle vittime; ribadisce il proprio appello al governo turco affinché ordini alle forze armate turche di sopprimere la classificazione dell'omosessualità come malattia "psicosessuale";

29.    esprime rammarico per la perdita di numerose vite nelle tragedie nelle miniere di Soma ed Ermenek; accoglie con favore la ratifica, da parte della Turchia, della Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) sulla sicurezza e la salute nelle miniere e ne chiede una rapida attuazione; sottolinea l'importanza di risolvere le questioni relative alla salute e sicurezza sul lavoro in tutti i settori ed esorta le autorità turche a effettuare un monitoraggio più trasparente degli incidenti mortali sul lavoro; ritiene che la libertà sindacale, il dialogo sociale e il coinvolgimento delle parti sociali siano fondamentali per lo sviluppo di una società prospera e pluralista, e sottolinea l'importanza di ulteriori progressi in materia di politica sociale e occupazione, sulla base di un'adeguata e tempestiva attuazione delle convenzioni dell'OIL; prende atto delle carenze legislative in materia di diritti del lavoro e sindacali; evidenzia che il diritto di organizzazione, di avviare contrattazioni collettive e il diritto di sciopero per i dipendenti del settore privato e i dipendenti pubblici dovranno essere allineati all'acquis dell'UE e alle norme internazionali; sollecita il governo della Turchia a elaborare una tabella di marcia per migliorare la legislazione, allineandola agli standard dell'OIL; sottolinea l'importanza di aprire il capitolo 19 sulla politica sociale e l'occupazione, quale modo per fornire un'adeguata assistenza tecnica alla Turchia nel campo della riforma del lavoro e promuovere gli standard dell'UE;

30.    invita la Turchia a legiferare sulle condizioni di lavoro, tra gli altri, dei lavoratori a tempo parziale, attualmente sottoposti a condizioni inadeguate, precarietà del lavoro e problemi di adesione ai sindacati; osserva che i settori minerario e delle costruzioni sono le industrie più pericolose della Turchia e chiede lo svolgimento di indagini trasparenti sugli infortuni mortali sul lavoro;

31.    invita il governo turco a porre un freno ai piani di costruzione della centrale nucleare di Akkuyu; rileva che il sito previsto è ubicato in una regione soggetta a gravi terremoti e che ciò costituisce una seria minaccia non solo per la Turchia, ma anche per la regione del Mediterraneo; chiede pertanto al governo turco di aderire alla convenzione di Espoo, che impone alle parti l'obbligo di notifica e consultazione per quanto riguarda tutti i grandi progetti suscettibili di avere un impatto transfrontaliero pregiudizievole importante sull'ambiente; chiede a tal fine al governo turco di coinvolgere o almeno consultare i governi dei paesi limitrofi, quali Grecia e Cipro, nel corso di eventuali sviluppi ulteriori dell'iniziativa di Akkuyu;

 

Interessi condivisi e sfide comuni

32.    sottolinea gli importanti benefici dell'Unione doganale (UD) tra l'UE e la Turchia; rammenta che, dall'inizio dell'UD nel 1996, il valore degli scambi commerciali bilaterali tra la Turchia e l'Unione europea è più che quadruplicato, con un parallelo aumento significativo degli investimenti esteri diretti dall'UE alla Turchia e una più profonda integrazione tra le imprese turche ed europee a beneficio di entrambe le parti; segnala la recente valutazione dell'UD da parte della Banca mondiale, la quale sottolinea la necessità di introdurre una serie di riforme per mantenere un ambiente favorevole ad una stretta cooperazione economica, anche in futuro; pone l'accento, in particolare, sulla necessità di i) estendere il campo di applicazione dell'UD ai prodotti agricoli, ai servizi e agli appalti pubblici, ii) creare condizioni favorevoli per una crescita continua del commercio, compresa l'agevolazione in materia di visti per chi viaggia per affari, nonché iii) introdurre una consultazione più stretta e meccanismi di condivisione delle informazioni tra l'UE e la Turchia per quanto riguarda l'impatto sulla Turchia degli accordi di libero scambio firmati dall'UE con i paesi terzi, tra cui il partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) con gli Stati Uniti;

33.    ritiene che il dialogo politico tra la Turchia e l'UE dovrebbe essere integrato da un regolare dialogo economico strutturato, ad alto livello, su questioni di interesse comune, tra cui le relazioni commerciali con i paesi terzi; sottolinea, a tale proposito, l'interazione tra il corretto funzionamento dello Stato di diritto e lo sviluppo economico; ritiene che progressi in relazione al capitolo 17 (politica economica e monetaria) sarebbero utili al fine di sviluppare e rafforzare il quadro economico, istituzionale e giuridico della Turchia in questo settore, in particolare per quanto riguarda l'indipendenza della Banca centrale; rammenta la dichiarazione della Commissione secondo cui la cooperazione economica risulterebbe notevolmente rafforzata grazie all'apertura dei negoziati sul capitolo 5 (appalti pubblici), sul capitolo 8 (concorrenza) e sul capitolo 19 (occupazione e politica sociale);

34.    ribadisce il suo sostegno all'accordo di riammissione con l'UE, entrato in vigore il 1° ottobre 2014; sollecita la Commissione a proseguire il monitoraggio dei progressi compiuti dalla Turchia nell'osservanza dei requisiti della sua tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti, cosicché, in parallelo all'attuazione dell'accordo di riammissione, possa progredire anche il processo di liberalizzazione dei visti; ribadisce l'obbligo per la Turchia di attuare pienamente e con efficacia l'accordo e la liberalizzazione dei visti nei confronti di tutti gli Stati membri, ivi incluso l'accesso dei cittadini di tutti gli Stati membri dell'UE al territorio turco su base non discriminatoria e senza obbligo di visto; invita la Turchia ad attuare pienamente ed efficacemente gli accordi di riammissione bilaterali esistenti; ricorda che la Turchia è uno dei paesi di transito fondamentali per la migrazione irregolare verso l'UE e chiede, a tale riguardo, il miglioramento della cooperazione transfrontaliera della Turchia con i vicini Stati membri dell'UE; accoglie con favore l'entrata in vigore della legge sugli stranieri e sulla protezione internazionale come pure l'istituzione delle Direzione generale per la gestione della migrazione nell'aprile 2014, in quanto passi sostanziali verso un allineamento alle norme dell'Unione in materia di protezione internazionale dei migranti regolari e irregolari; osserva che occorre aumentare la cooperazione tra la Turchia e tutti gli Stati membri dell'Unione, in particolare al fine di rafforzare la gestione delle frontiere comuni con tutti gli Stati membri dell'UE; sottolinea la necessità che la Turchia rafforzi ulteriormente la sicurezza delle frontiere per combattere l'immigrazione irregolare verso i paesi dell'Unione;

35.    rammenta l'importanza strategica della Turchia per la sicurezza energetica dell'Unione e la considera un partner importante nel settore dell'energia; evidenzia i tre progetti di corridoi meridionali per il gas, approvati alla fine del 2013, che miglioreranno la sicurezza dell'approvvigionamento di gas per la Turchia e l'accesso all'UE in quanto principale mercato energetico; ritiene che, in un contesto di mercati energetici sempre più competitivi e alla luce dell'esigenza di fonti energetiche e rotte di approvvigionamento diversificate, la Turchia, con il suo notevole potenziale di energie rinnovabili, possa fornire un significativo contributo alla sicurezza energetica dell'Unione e ai suoi programmi in materia di diversificazione energetica in conformità del diritto internazionale;

36.    rammenta la posizione strategica della Turchia quale partner dell'Unione e paese aderente alla NATO e, di conseguenza, la sua fondamentale importanza geopolitica nonché la sua rilevanza ai fini di una strategia globale mirata alla sicurezza e alla stabilità nei paesi limitrofi a est e a sud, in particolare Siria e Iraq; evidenza che i gravissimi sviluppi in atto nella regione e gli attacchi perpetrati in territorio europeo rendono essenziale il potenziamento del dialogo e della cooperazione con l'Unione su questioni di politica estera nel quadro del dialogo politico UE-Turchia; invita la Turchia a svolgere un ruolo attivo nella coalizione internazionale contro i gruppi terroristici come l'ISIL e ad utilizzare tutte le risorse di cui dispone a tal fine; invita la Turchia a intensificare le misure volte a impedire che i cosiddetti combattenti stranieri, il denaro o le attrezzature raggiungano l'ISIL e gli altri gruppi estremisti attraverso il proprio territorio; sottolinea l'esigenza di continuare a rafforzare il regolare dialogo UE-Turchia sulla lotta al terrorismo e di adottare misure e azioni concrete nell'ambito degli sforzi comuni volti a contrastare il terrorismo in tutte le sue forme; invita la Turchia ad assicurare un controllo efficace delle frontiere continuando al contempo a fornire l'assistenza necessaria attraverso mezzi umanitari ai rifugiati provenienti dalla Siria, nonché a garantire la sicurezza delle vittime della guerra civile siriana; sottolinea l'importanza di dialoghi e consultazioni ad alto livello più frequenti tra l'UE e la Turchia su questioni di politica estera e di sicurezza, allo scopo di garantire che le politiche delle due parti siano complementari tra loro e che la Turchia allinei progressivamente la propria politica estera a quella dell'Unione;

37.    è del parere che il ministro degli Esteri turco dovrebbe essere invitato a partecipare alle riunioni del Consiglio "Affari esteri", ove opportuno; ritiene che l'apertura del capitolo 31 sulla politica estera, di sicurezza e di difesa possa fornire il tanto necessario quadro di dialogo strutturato, cooperazione e coordinamento in materia di questioni legate alla politica estera;

38.    ritiene deplorevole che la minaccia di casus belli formulata dalla Grande assemblea nazionale della Turchia nei confronti della Grecia non sia stata ancora ritirata, nonostante i risultati positivi nel dialogo e nella cooperazione tra i due paesi;

39.    si compiace con la Turchia per la continua assistenza fornita ai rifugiati, stimati in 1,6 milioni, dall'Iraq e dalla Siria, e per il perseguimento di una politica di apertura delle frontiere a fini umanitari; accoglie con favore la direttiva sulla protezione temporanea approvata nell'ottobre 2014, che concede uno statuto giuridico sicuro ai rifugiati e consente loro di ottenere carte d'identità e accesso al mercato del lavoro; chiede all'UE di proseguire il suo sostegno finanziario all'aiuto umanitario per i rifugiati siriani e iracheni in Turchia; segnala che i campi profughi hanno raggiunto un livello di saturazione e che il fatto di dover cercare un rifugio sta pesando enormemente sulle vite e sulle risorse dei rifugiati; ritiene che l'Unione dovrebbe fornire sostegno attivo al governo turco ai fini della definizione di programmi di assistenza a lungo termine per i rifugiati e della promozione dell'accesso all'istruzione, all'assistenza sanitaria e all'occupazione (regolare); invita la Commissione a potenziare le risorse disponibili a titolo dell'IPA II e dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace al fine di fornire adeguata assistenza alle comunità locali esposte a grandi afflussi di rifugiati; invita altresì gli Stati membri a fornire (in via temporanea) posti di reinsediamento per i rifugiati più vulnerabili, in uno spirito di autentica condivisione delle responsabilità;

40.    chiede alla Turchia, con il sostegno tecnico e finanziario dei suoi partner, di fornire accesso all'istruzione al crescente numero di bambini siriani che vivono nel paese;

Instaurare relazioni di buon vicinato

41.    sollecita il governo turco a porre fine alle ripetute violazioni dello spazio aereo e delle acque territoriali della Grecia nonché al sorvolo delle isole greche da parte di aerei militari turchi;

42.    invita il governo turco a firmare e ratificare, senza ulteriori ritardi, la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), che è stata firmata e ratificata dall'Unione europea e dai suoi 28 Stati membri, e sottolinea il diritto legittimo della Repubblica di Cipro di concludere accordi bilaterali riguardanti la sua zona economica esclusiva; ribadisce il proprio invito alla Turchia affinché rispetti i diritti sovrani di tutti gli Stati membri, compresi quelli relativi alla ricerca e allo sfruttamento di risorse naturali, nel rispetto dell'acquis dell'Unione e del diritto internazionale; invita la Turchia ad astenersi da qualunque azione che possa compromettere le buone relazioni di vicinato e un clima favorevole alla risoluzione pacifica delle controversie bilaterali;

43.    deplora il rifiuto della Turchia di adempiere al proprio obbligo di attuare, integralmente e in modo non discriminatorio, il protocollo aggiuntivo all'accordo di associazione CE-Turchia nei confronti di tutti gli Stati membri; ricorda che tale rifiuto continua a incidere profondamente sul processo negoziale;

44.    ribadisce il suo fermo sostegno alla riunificazione di Cipro, sulla base di una soluzione equa, completa e praticabile per entrambe le comunità sotto gli auspici del Segretario generale delle Nazioni Unite e conformemente alle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU nonché ai valori e principi su cui si fonda l'Unione europea, per ottenere una federazione composta da due comunità e due zone caratterizzata da un'unica sovranità, un'unica personalità giuridica internazionale e un'unica cittadinanza, che garantisca uguaglianza politica tra le due comunità e pari opportunità per tutti i cittadini; accoglie con favore l'annuncio dell'inviato speciale delle Nazioni Unite, Espen Barth Eide, secondo cui i responsabili delle due comunità rilanceranno quanto prima i negoziati sotto gli auspici del Segretario generale dell'ONU, ed esprime il suo energico sostegno agli sforzi profusi dal consigliere speciale delle Nazioni Unite per Cipro mirati a prefigurare le condizioni per il riavvio delle trattative; esprime l'auspicio che il messaggio di riunificazione e riconciliazione lanciato dal leader turco-cipriota recentemente eletto offra nuove opportunità nell'ambito del processo negoziale; invita la Turchia e tutte le parti interessate a sostenere attivamente i negoziati per la riunificazione e ad adottare le misure necessarie ai fini della normalizzazione delle relazioni con Cipro; invita la Turchia a dare inizio al ritiro delle sue truppe da Cipro e a trasferire la zona chiusa di Famagosta alle Nazioni Unite, come previsto dalla risoluzione 550(1984) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; chiede, parallelamente, alla Repubblica di Cipro di aprire il porto di Famagosta, sotto il controllo doganale dell'Unione europea, al fine di promuovere un clima positivo che favorisca il buon esito dei negoziati in corso sulla riunificazione, e di consentire ai turco-ciprioti di commerciare con l'Unione europea in modo legale e accettabile per tutti;

45.    invita la Turchia a concedere al Comitato per le persone scomparse pieno accesso a tutti gli archivi rilevanti e alle zone militari nella parte settentrionale di Cipro ai fini dell'esumazione nonché di fornire tutte le informazioni pertinenti utili al rinvenimento delle spoglie trasferite; chiede che si tenga in particolare considerazione il lavoro svolto dal Comitato per le persone scomparse;

46.    esorta la Turchia e l'Armenia a procedere a una normalizzazione delle loro relazioni, ratificando senza condizioni pregiudiziali i protocolli relativi all'instaurazione di relazioni diplomatiche, aprendo le frontiere comuni e migliorando attivamente le loro relazioni, con particolare riferimento alla cooperazione transfrontaliera e all'integrazione economica; accoglie con favore il dialogo in corso tra la Turchia e l'Armenia;

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47.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Segretario generale del Consiglio d'Europa, al Presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e al parlamento della Repubblica di Turchia.

 

(1)

    GU C 341 E del 16.12.2010, pag. 59.

(2)

      GU C 199 E del 7.7.2012, pag. 98.

(3)

      GU C 257 E del 6.9.2013, pag. 38.

(4)

      Testi approvati, P7_TA(2013)0184.

(5)

      Testi approvati, P7_TA(2013)0277.

(6)

      Testi approvati, P7_TA(2014)0235.

(7)

      Testi approvati, P8_TA(2014)0052.

(8)

      Testi approvati, P8_TA(2015)0014.

(9)

      GU L 51 del 26.2.2008, pag. 4.

Avviso legale