Procedura : 2015/2747(RSP)
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B8-0720/2015

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 123kWORD 63k
7.7.2015
PE565.698v01-00
 
B8-0720/2015

presentata a seguito di una dichiarazione del Presidente

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla commemorazione dei fatti di Srebrenica (2015/2747(RSP)).


Miloslav Ransdorf, Kateřina Konečná, Barbara Spinelli a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sulla commemorazione dei fatti di Srebrenica (2015/2747(RSP)).  
B8‑0720/2015

Il Parlamento europeo,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che nel luglio 1995, nella città bosniaca di Srebrenica, dichiarata zona protetta dalle Nazioni Unite, circa 8 000 musulmani bosniaci sono stati massacrati e migliaia di donne, bambini e anziani sono stati deportati con la forza; che si è trattato del più grande massacro e del più grave crimine di guerra commesso in Europa dopo la fine della Seconda guerra mondiale; e che l'11 luglio 2015 ricorre il 20esimo anniversario di tale massacro;

B.     considerando che questo tragico evento è stato l'epilogo di anni di atrocità nazionalistiche e attività belliche tra serbo-bosniaci e musulmani nel periodo 1992-1995;

C.     considerando che la disgregazione della Jugoslavia ha portato ad una guerra sanguinosa e ad interferenze straniere nella regione dei Balcani occidentali; e che gli sviluppi intervenuti nei Balcani occidentali a quell'epoca hanno anche dimostrato l'incapacità dell'UE, dei suoi Stati membri e dell'intera comunità internazionale di svolgere una politica finalizzata alla prevenzione delle crisi,

D.     considerando che i tragici eventi di Srebrenica hanno lasciato nei sopravvissuti profonde ferite emotive e creato ostacoli duraturi alla riconciliazione politica fra i gruppi etnici in Bosnia ed Erzegovina e nella regione; considerando che, nonostante gli sforzi profusi per individuare le fosse comuni e individuali ed esumare le salme delle vittime, non sono stati ancora localizzati e identificati i corpi di circa 1.200 uomini e ragazzi di Srebrenica;

1.      commemora e onora le vittime delle atrocità; esprime le sue condoglianze e la sua solidarietà alle famiglie delle vittime, molte delle quali vivono senza conoscere con certezza il destino di padri, figli, mariti e fratelli;

2.      osserva che il massacro avvenuto 20 anni fa a Srebrenica rimane una ferita aperta nella storia della regione; esorta tutti i paesi e le comunità a compiere ulteriori sforzi sulla via della riconciliazione e della cooperazione; sottolinea l'importanza di programmi educativi che promuovano la comprensione delle cause di tali atrocità e sensibilizzino sulla necessità di promuovere i diritti umani e la tolleranza interetnica;

3.      conclude che le forze internazionali sotto mandato delle Nazioni Unite hanno svolto un ruolo tragico, non essendo riuscite ad evitare i crimini di guerra che sono stati commessi a Srebrenica; ritiene pertanto necessario sviluppare meccanismi più efficaci per la prevenzione delle crisi;

4.      chiede ulteriori indagini sulle responsabilità dei comandanti militari di tutte le parti coinvolte nel conflitto tra serbo-bosniaci e musulmani durante il periodo 1992-1995 a Srebrenica;

5.      sottolinea che consegnare alla giustizia i responsabili dei crimini commessi durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina è un passo importante verso la riconciliazione nella regione; prende atto degli sforzi compiuti finora e deplora il carattere incompleto delle indagini sui crimini commessi da tutte le parti coinvolte, tra cui il caso di Naser Oric;

6.      constata che, a distanza di due decenni dalla firma degli accordi di Dayton, rimangono irrisolti problemi politici cruciali; ritiene che occorra urgentemente una nuova iniziativa politica per la Bosnia ed Erzegovina e che sia necessario abbandonare l'approccio etnocentrico per risolvere i problemi e attenuare le divergenze tra i gruppi etnici, individuando soluzioni pacifiche, praticabili e durature in grado di ottenere il sostegno di ciascuno dei diversi gruppi presenti in Bosnia ed Erzegovina; ritiene che sia giunto il momento di porre termine alla presenza militare straniera in Bosnia ed Erzegovina; invita le élite politiche del paese ad assumersi una maggiore responsabilità per le loro azioni;

7.      esprime serie preoccupazioni per la situazione economica e sociale; sottolinea che la soluzione di questo grave problema è la chiave di volta di uno sviluppo stabile della regione; invita i governi dei paesi della regione e l'UE a riconoscere che lo sviluppo economico e sociale rappresenta per i popoli della regione la massima priorità, e ad agire di conseguenza; sottolinea l'importanza di rafforzare la cooperazione regionale e transfrontaliera;

8.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, al governo e al parlamento della Bosnia ed Erzegovina e alle sue entità, nonché ai governi e ai parlamenti dei paesi dei Balcani occidentali.

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