Procedura : 2015/2833(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0834/2015

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B8-0834/2015

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PV 10/09/2015 - 8.4
CRE 10/09/2015 - 8.4
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P8_TA(2015)0317

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0832/2015
7.9.2015
PE565.802v01-00
 
B8-0834/2015

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla migrazione e i rifugiati in Europa (2015/2833(RSP))


Guy Verhofstadt, Cecilia Wikström, Angelika Mlinar, Gérard Deprez, Filiz Hyusmenova, Louis Michel, Frédérique Ries, Ramon Tremosa i Balcells, Marielle de Sarnez, Hilde Vautmans, Marian Harkin a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla migrazione e i rifugiati in Europa (2015/2833(RSP))  
B8‑0834/2015

Il Parlamento europeo,

–       vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–       vista la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,

–       vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–       visti la Convenzione di Ginevra del 1951 e il relativo protocollo,

–       vista la relazione dell'aprile 2012 dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE) sulle azioni da intraprendere per una migliore gestione dei flussi migratori,

–       vista la relazione dell'aprile 2013 del Relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani dei migranti sulla gestione delle frontiere esterne dell'Unione europea e il suo impatto sui diritti umani dei migranti,

–       vista la sua risoluzione del 9 ottobre 2013 sulle misure adottate dall'UE e dagli Stati membri per affrontare il flusso di rifugiati a seguito del conflitto in Siria(1),

–       vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2013 sui flussi migratori nel Mediterraneo, con particolare attenzione ai tragici eventi al largo di Lampedusa(2),

–       vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2014 sulla situazione nel Mediterraneo e la necessità di un approccio globale dell'UE alle migrazioni(3),

–       visto il piano d'azione in dieci punti sulla migrazione, adottato in occasione della sessione congiunta del Consiglio "Affari esteri" e "Affari interni" del 20 aprile 2015,

–       viste le conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 23 aprile 2015 dedicata alla crisi dei rifugiati nel Mediterraneo,

–       vista la sua risoluzione del 30 aprile 2015 sulle recenti tragedie nel Mediterraneo e le politiche UE in materia di migrazione e asilo(4),

–       vista la comunicazione della Commissione del 13 maggio 2015 dal titolo "Agenda europea sulla migrazione" (COM(2015)0240),

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che, secondo i dati dell'Ufficio europeo di sostegno in materia di asilo (EASO), a luglio 2015 il numero delle domande di protezione internazionale nei paesi dell'UE più la Norvegia e la Svizzera ammontava a 123 294, superando per la prima volta la soglia di 100 000 e attestandosi, complessivamente, al 28 % in più rispetto a giugno 2015(5);

B.     considerando che, a luglio 2015, si è registrato un incremento del 59 % delle domande di protezione internazionale presentate da cittadini siriani rispetto al mese precedente e che il numero dei richiedenti afghani è aumentato del 44 % da giugno a luglio 2015, mentre quello dei richiedenti albanesi è salito del 33 %;

C.     considerando che l'estate 2015 ha dimostrato che la migrazione non è una problematica temporanea e che le tendenze mondiali all'origine dell'impennata del numero di profughi sembrano destinate a protrarsi a causa dei conflitti in Medio Oriente e nell'Africa subsahariana e dell'aggravarsi del cambiamento climatico

D.     considerando che, secondo le statistiche di Frontex per il 2015, la maggior parte dei rifugiati nell'UE è costituita da persone in fuga da conflitti o persecuzioni in Siria, Eritrea, Afghanistan e Iraq; che oltre due terzi di loro hanno diritto all'asilo o alla protezione sussidiaria​;

E.     considerando che la ricerca svolta dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) indica che l'Europa è la destinazione più pericolosa del mondo per i migranti "irregolari"(6), il che dimostra ancora una volta la necessità di adoperarsi con ogni mezzo per salvare la vita delle persone in pericolo e rispettare gli obblighi in materia di protezione internazionale;

F.     considerando che, ai sensi della convenzione di Ginevra del 1951, le persone possono chiedere asilo in un altro Stato indipendentemente dal loro paese di origine qualora nutrano un timore fondato di essere perseguitate per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica;

G.     considerando che al Consiglio europeo del 25-26 giugno a Bruxelles, i capi di governo dell'UE non sono riusciti a trovare un accordo su meccanismi vincolanti di trasferimento e reinsediamento per i rifugiati;

H.     considerando che, nell'estate 2015, gli incidenti che hanno visto il coinvolgimento di gruppi di rifugiati in un alcuni Stati membri hanno messo in evidenza la mancanza di qualsiasi coordinamento o azione coerente tra gli Stati membri; e che la mancanza di coordinamento e un approccio palliativo ad hoc hanno portato al caos e ad un peggioramento di questa situazione già critica;

I.      considerando che la presente risoluzione è una risposta al notevole aumento nel numero dei richiedenti protezione internazionale negli Stati membri, verificatosi nell'estate 2015; che la relazione strategica su un approccio olistico alla migrazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni affronterà il tema della politica di immigrazione e di asilo dell'UE nel suo insieme;

1.      esprime profondo rammarico e cordoglio per i tragici e ricorrenti decessi dei richiedenti asilo nell'UE; esorta l'UE e gli Stati membri a fare tutto il possibile per evitare ulteriori perdite di vite umane;

2.      reitera il suo sostegno alla propria risoluzione dello scorso aprile sulle recenti tragedie nel Mediterraneo e le politiche UE in materia di migrazione e asilo; sollecita il Consiglio e la Commissione ad utilizzare detta risoluzione, insieme ai lavori per la relazione strategica su un approccio olistico alla migrazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, quale base per una soluzione completa e globale che affronti sia la migrazione economica che la politica in materia d'asilo;

3.      ribadisce la necessità che l'UE basi la propria risposta all'attuale crisi dei rifugiati sulla solidarietà e su un'equa condivisione della responsabilità, secondo quanto sancito dall'articolo 80 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e che adotti un approccio europeo globale;

4.      deplora le misure adottate da taluni Stati membri nei confronti di gruppi di richiedenti asilo e il fatto che il Consiglio europeo non sia stato in grado di applicare le iniziative già avviate dalla Commissione, volte ad istituire un meccanismo a livello di UE, vincolante e credibile, di solidarietà tra gli Stati membri che comprenda un programma di reinsediamento obbligatorio e trasferimenti di emergenza;

5.      si compiace delle azioni dei cittadini che si sono mobilitati per accogliere e aiutare i richiedenti protezione internazionale nell'UE;

6.      prende atto del ricorso a decisioni del Consiglio ai fini dell'adozione di meccanismi di trasferimento di emergenza per le persone bisognose di protezione internazionale;

7.      reitera i suoi appelli alla Commissione di modificare il vigente regolamento di Dublino affinché preveda un regime permanente e vincolante di distribuzione dei richiedenti asilo tra i 28 Stati membri, secondo un criterio di ripartizione obbligatoria basato sia su dati quantitativi che qualitativi, tenendo al contempo in considerazione le prospettive di integrazione;

8.      rammenta che la richiesta d'asilo è un diritto umano fondamentale, sancito da leggi e obblighi internazionali che vincolano tutti gli Stati membri; esprime preoccupazione per la proposta della Commissione e degli Stati membri di dichiarare "sicuri" alcuni paesi terzi d'origine, che potrebbe impedire ai cittadini di tali paesi terzi di presentare richieste d'asilo individuali;

9.      chiede l'istituzione urgente di vie d'accesso sicure e legali verso l'UE per i richiedenti asilo, grazie a interventi quali il rilascio di visti umanitari presso le ambasciate o gli uffici consolari dell'UE nei paesi terzi e sistemi di ricollocazione su vasta scala; invita la Commissione a vagliare l'opportunità di rivedere la direttiva 2001/51/CE del Consiglio al fine di agevolare il passaggio sicuro dei richiedenti asilo verso l'UE;

10.    ricorda che la migrazione è un fenomeno globale complesso che richiede anche l'adozione di un approccio a lungo termine per affrontarne le cause profonde, quali la povertà, l'ineguaglianza, l'ingiustizia e i conflitti armati; sottolinea la necessità di un approccio globale dell'UE, che rafforzi la coerenza delle sue politiche interne ed esterne, e in particolare della sua politica estera e di sicurezza comune, della politica di sviluppo e di quella migratoria;

11.    sollecita un intervento del Consiglio e degli Stati membri per addivenire ad una soluzione onnicomprensiva e globale; ricorda che l'obiettivo della presente risoluzione è di attuare iniziative già annunciate dalla Commissione, volte a rafforzare la solidarietà e la condivisione delle responsabilità da parte degli Stati membri;

12.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 

(1)

Testi approvati, P7_TA(2013)0414.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2013)0448.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2014)0105.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2015)0176.

(5)

EASO Latest Asylum trends, luglio 2015.

(6)

http://missingmigrants.iom.int/en/latest-global-figures

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