Procedura : 2015/2865(RSP)
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B8-1077/2015

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CRE 27/10/2015 - 5.16
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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21.10.2015
PE570.908v01-00
 
B8-1077/2015

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B8-0764/2015

a norma dell'articolo 128, paragrafo 5, del regolamento


sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico (2015/2865(RSP))


Daniel Dalton, Julie Girling, Roberts Zīle, Vicky Ford, Evžen Tošenovský, Jørn Dohrmann a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico (2015/2865(RSP))  
B8-1077/2015

Il Parlamento europeo,

–  vista l'interrogazione alla Commissione sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico (O-000113/2015 – B8-0764/2015),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'industria automobilistica rappresenta uno dei principali fattori di crescita e d'innovazione e che contribuisce all'occupazione in numerosi Stati membri;

B.  considerando che il regolamento Euro 5 ed Euro 6 relativo ai limiti delle emissioni dei veicoli passeggeri (regolamento (CE) n. 715/2007 del 20 giugno 2007) prevede che i costruttori producano i veicoli in modo da soddisfare i requisiti di emissione "nell'uso normale" (articolo 5, paragrafo 1) e vieta esplicitamente l'uso di impianti di manipolazione (articolo 5, paragrafo 2), ovvero "ogni elemento di progetto che rilevi temperatura, velocità del veicolo, velocità del motore (RPM), marcia innestata, depressione del collettore o altri parametri, al fine di attivare, modulare, ritardare o disattivare il funzionamento di una qualsiasi parte del sistema di controllo delle emissioni che riduca l'efficacia di tale sistema in modi che è lecito attendersi durante il normale funzionamento e il normale uso del veicolo"; che il regolamento, inoltre, invita esplicitamente la Commissione a prevedere test e ad adottare misure in merito all'utilizzazione dei meccanismi di manipolazione;

C.  considerando che Volkswagen ha ammesso di aver installato impianti di manipolazione in almeno 11 milioni di veicoli diesel venduti; che dal 2009 sono stati immessi sul mercato europeo 8 milioni di detti veicoli; che i motori di Volkswagen immessi sul mercato dell'UE erano omologati come conformi alla norma Euro 5;

D.  considerando che l'elusione dei requisiti in materia di emissioni mediante l'utilizzo di tali impianti è chiaramente contraria alle disposizioni giuridiche adottate dall'Unione e che qualsivoglia frode di questo genere dovrebbe essere oggetto di indagine da parte delle autorità competenti negli Stati membri interessati e, se necessario, anche di procedimenti condotti dalle autorità preposte all'applicazione della legge;

E.  considerando che il valore limite Euro 5 relativo alle emissioni di ossido d'azoto (NOx) per i veicoli diesel è di 180 mg/km, applicabile ai veicoli omologati tra il 1° settembre 2009 e il 1° settembre 2014 e a tutti i veicoli venduti tra il 1° gennaio 2011 e il 1° settembre 2015, e che il corrispondente valore Euro 6 è di 80 mg/km, applicabile ai nuovi tipi di veicoli a partire dal 1° settembre 2014 e a tutti i veicoli venduti dal 1° settembre 2015;

F.  considerando che l'analisi condotta nel 2011 dal Centro comune di ricerca della Commissione europea ha concluso che le emissioni di NOx dei veicoli diesel rilevate tramite sistemi portatili di misurazione delle emissioni (PEMS) superano considerevolmente i rispettivi limiti di emissione Euro 3-5, oscillando tra un fattore compreso tra 2 e 4 per le emissioni medie di NOx su interi percorsi di prova e un fattore di 14 nei test singoli;

G.  considerando che per le prove di conformità della produzione e le prove di conformità in servizio non sono ancora previste norme comuni a livello dell'UE; che non esiste l'obbligo di trasmettere alla Commissione, alle autorità di omologazione di altri Stati membri o a eventuali altre parti interessate le informazioni riguardanti le prove svolte dall'autorità di omologazione competente e i relativi risultati;

H.  considerando che l'attuale sistema di omologazione dell'UE non consente alla Commissione o alle autorità di altri Stati membri né di rivalutare l'omologazione o il certificato di conformità dei veicoli, né di richiamare i veicoli e neppure di sospenderne l'immissione sul mercato in caso di omologazione rilasciata da un altro Stato membro; che i costruttori di veicoli possono scegliere qualsiasi autorità di certificazione all'interno dell'UE;

I.  considerando che la Commissione sta attualmente rivedendo il quadro normativo per l'omologazione dei veicoli;

J.  considerando che, a norma della direttiva su taluni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo (1999/44/CE), i consumatori hanno diritto a una garanzia di due anni a decorrere dalla data di acquisto di un prodotto e che il venditore è tenuto a consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita; che, in caso di non conformità, il consumatore ha diritto a ottenere gratuitamente la riparazione o la sostituzione del prodotto o una riduzione di prezzo;

K.  considerando che la direttiva sui diritti dei consumatori (2011/83/UE) dispone che, prima della conclusione di contratti negoziati all'interno o al di fuori dei locali commerciali o di contratti a distanza, debbano essere fornite informazioni sulle caratteristiche principali dei prodotti e che gli Stati membri debbano stabilire norme atte ad assicurare l'applicazione di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive in caso di violazione delle disposizioni della direttiva;

L.  considerando che la direttiva relativa alle pratiche commerciali sleali (2005/29/CE) vieta, in particolare, qualsiasi pratica che "falsa o è idonea a falsare in misura rilevante il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che raggiunge o al quale è diretta" e stabilisce che tra le pratiche commerciali considerate in ogni caso sleali figura anche la pratica di "asserire che un professionista (incluse le sue pratiche commerciali) o un prodotto è stato approvato, accettato o autorizzato da un organismo pubblico o privato quando esso non lo sia stato o senza rispettare le condizioni dell'approvazione, dell'accettazione o dell'autorizzazione ricevuta" e impone infine agli Stati membri di adottare sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive;

M.  considerando che il possibile utilizzo diffuso degli impianti di manipolazione ha evidenti implicazioni in termini di salute pubblica e che, secondo le stime della Commissione, l'ossido di azoto (NOx) e il materiale particolato, i due principali elementi di scarico prodotti dai motori diesel, sono responsabili di oltre 400 000 decessi prematuri all'anno nell'UE e che il totale dei costi in ambito sanitario dovuti all'inquinamento atmosferico nell'UE si attesta tra i 330 e 940 miliardi di EUR all'anno;

N.  considerando che l'ossido di azoto e i suoi derivati possono penetrare in profondità nei polmoni, causando tumori e disturbi respiratori cronici; che le emissioni di NOx hanno anche gravi conseguenze sull'ambiente e contribuiscono all'acidificazione e all'eutrofizzazione; che il gas di scarico dei motori diesel è una delle fonti principali di NOx nelle aree urbane in Europa;

O.  considerando che fino a un terzo della popolazione urbana dell'UE continua a essere esposta a livelli superiori ai limiti o ai valori obiettivo stabiliti dall'UE; che i trasporti permangono una delle cause principali della cattiva qualità dell'aria nelle città e delle relative conseguenze sulla salute;

P.  considerando che le concentrazioni di ossido d'azoto (NOx) in Europa sono regolarmente superiori a quanto disposto dalle norme sulla qualità dell'aria e che i limiti nazionali in materia di emissioni di NOx non sono ancora rispettati in sei Stati membri;

Q.  considerando che il passaggio alla procedura di prova armonizzata a livello mondiale per veicoli commerciali leggeri (WLTP) nell'UE rende necessario adeguare al nuovo test gli obiettivi dei costruttori relativi alle emissioni medie di CO2 del parco rotabile esistente; che la procedura per tale adeguamento è attualmente in esame in sede di comitatologia e dovrebbe mantenere un livello di rigore comparabile per i costruttori;

1.  teme fortemente che i consumatori europei possano essere stati lesi dalla vendita di prodotti dotati di componenti o software illegali che offrono prestazioni sostanzialmente diverse rispetto alle cifre ufficiali verificate durante le prove di omologazione;

2.  ritiene che l'uso di impianti di manipolazione comprometta l'efficacia delle normative vigenti in materia di inquinamento atmosferico e dei controlli delle emissioni; ritiene che tale attività illecita possa mettere in dubbio le procedure d'infrazione che la CGUE ha avviato contro 17 Stati membri per aver superato i limiti di inquinanti a norma della direttiva 2001/81/CE relativa ai limiti nazionali di emissione e della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria;

3.  si compiace delle indagini attualmente in corso in diversi Stati membri e in altri paesi del mondo sulla manipolazione dei risultati delle prove relative alle emissioni dei veicoli; sostiene l'invito rivolto dalla Commissione alle autorità di vigilanza nazionali a procedere a controlli approfonditi su un'ampia gamma di marche e modelli di veicoli; ritiene che qualsiasi indagine di questo tipo debba coinvolgere la Commissione; insiste affinché le indagini siano svolte in modo trasparente ed efficace, tenendo debitamente conto dell'esigenza di informare adeguatamente i consumatori direttamente lesi da eventuali difetti di conformità rilevati;

4.  ritiene che, laddove l'atto illecito sia dimostrato, i mezzi di ricorso a disposizione del consumatore debbano essere debitamente comunicati e attuati rapidamente, senza causare ulteriori danni ai consumatori;

5.  esprime preoccupazione per la possibile incapacità delle autorità degli Stati membri e della Commissione di reagire dinanzi alle prove di superamento dei valori limite di emissione previsti dal diritto dell'UE (regolamento (CE) n. 715/2007 sui motori Euro 5 ed Euro 6) per i veicoli in condizioni di uso normale;

6.  ricorda il ruolo dei veicoli diesel nel conseguimento degli obiettivi dell'UE in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra; ritiene che tali veicoli continueranno a contribuire notevolmente al conseguimento degli obiettivi post 2021, ma sottolinea che i costruttori devono ricorrere alle tecnologie pulite disponibili al fine di ridurre le emissioni di NOx, di particolato e di altri inquinanti;

7.  approva la relazione Girling (sui limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici) (A8-0249/2015), adottata dalla commissione per l'ambiente del Parlamento europeo il 15 luglio 2015, e in particolare la posizione della commissione che chiede alla Commissione e agli Stati membri di mettere a punto con urgenza la nuova proposta di regolamento concernente le emissioni in condizioni reali di guida dei motori Euro 6, attualmente all'esame;

8.  richiama inoltre l'attenzione sulla relazione Deß (sulla riduzione delle emissioni inquinanti dei veicoli stradali) (A8-0270/2015), adottata dalla commissione per l'ambiente del Parlamento europeo il 23 settembre 2015, e in particolare sulla richiesta rivolta alla Commissione di introdurre entro il 2017 "un test sulle emissioni generate dalla guida in condizioni reali per tutti i veicoli omologati o registrati a decorrere dal 2015, al fine di garantire l'efficacia dei sistemi di controllo delle emissioni e permettere ai veicoli di rispettare il presente regolamento e le sue misure di applicazione, con un fattore di conformità che rifletta solo le possibili tolleranze della procedura di misurazione delle emissioni";

9.  sollecita di conseguenza il Consiglio e la Commissione a pervenire, su tale base, a un rapido accordo su un quadro relativo a un test delle emissioni in condizioni reali di guida e a una rapida approvazione della procedura in sede di comitatologia in seguito all'accordo sulla proposta legislativa; sottolinea che le disposizioni di diritto derivato in questo settore devono essere elaborate in modo diligente, fornendo chiarezza alle autorità nazionali e ai costruttori in tempo utile per facilitare il rispetto dei requisiti alla loro entrata in vigore; ritiene fondamentale limitare qualsiasi fattore di conformità applicato come misura provvisoria nonché spiegare in modo chiaro ed evidente ai consumatori le ragioni della sua applicazione e l'elenco dei modelli che beneficiano di tali tolleranze; ritiene che una legislazione che mira a definire norme ma la cui applicazione consente un livello di conformità variabile non sia nell'interesse dei consumatori; esprime inoltre preoccupazione per quanto riguarda la certezza giuridica laddove i fattori di conformità consentono livelli di conformità variabili tra i prodotti;

10.  sottolinea l'esigenza di migliorare l'attuale sistema di omologazione dell'UE applicabile agli autoveicoli, compresa la possibilità di valutazioni inter pares dei sistemi di prova utilizzati nell'UE; ritiene che sia necessario analizzare tutte le pratiche illegali dimostrate per contribuire a elaborare la legislazione futura volta a impedire qualsiasi abuso in questo settore; sottolinea tuttavia che qualsiasi legislazione proposta in futuro non dovrebbe creare ulteriori oneri inutili per l'industria automobilistica europea;

11.  invita la Commissione a migliorare il monitoraggio delle autorità nazionali al fine di garantire una migliore attuazione delle prove per i veicoli in tutta l'UE;

12.  ritiene che eventuali revisioni dovrebbero inoltre valutare se la Commissione e tutte le autorità competenti degli Stati membri abbiano il diritto di rivalutare le omologazioni e i certificati di conformità, di richiedere il richiamo e di sospendere l'immissione sul mercato di veicoli qualora vi siano motivi legittimi e fondati di sospettare l'inosservanza dei valori limite di emissione dell'UE a norma del regolamento Euro 5 ed Euro 6 o di qualsiasi altro requisito previsto dal sistema di omologazione per gli autoveicoli; chiede di migliorare le prove in servizio per i veicoli omologati sulla base di una procedura di valutazione delle emissioni generate dalla guida in condizioni reali, al fine di verificare la conformità in servizio dei veicoli a chilometraggi diversi come richiesto ai sensi del regolamento;

13.  invita le autorità nazionali a non mostrare alcuna tolleranza nei confronti della cosiddetta "ottimizzazione delle prove per i veicoli", nell'ambito della quale il gonfiamento eccessivo degli pneumatici, la rimozione degli specchietti retrovisori esterni, la copertura degli spazi tra i pannelli della carrozzeria per ridurre la resistenza aerodinamica, l'uso di lubrificanti speciali per il motore e il cambio che normalmente non sono utilizzati nei motori, la rimozione di apparecchiature accessorie quali l'impianto stereo nonché l'esecuzione di prove alla massima temperatura ambiente autorizzata sono pratiche comuni, il che accentua in modo inaccettabile la differenza tra le prove in condizioni controllate e l'esperienza dei consumatori su strada;

14.  chiede la rapida introduzione progressiva della procedura di prova armonizzata a livello mondiale per veicoli commerciali leggeri (WLTP), sviluppata sotto l'egida della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE);

15.  sottolinea la necessità che i consumatori esercitino liberamente i loro diritti sanciti dalle direttive 1999/44/CE, 2005/29/CE e 2011/83/UE; chiede agli Stati membri e alle rispettive autorità competenti di fornire orientamenti chiari ai consumatori che chiedono informazioni circa tali diritti;

16.  chiede un riesame della direttiva sull'etichettatura delle automobili (1999/94/CE) al fine di migliorare la precisione, la pertinenza e la comparabilità delle informazioni fornite ai consumatori; ritiene che l'etichettatura dovrebbe basarsi sui valori delle emissioni ottenuti nell'ambito dei test sulle emissioni generate dalla guida in condizioni reali;

17.  chiede che si giunga a un rapido accordo sull'adeguamento della procedura di prova armonizzata a livello mondiale per veicoli commerciali leggeri (WLTP) agli obiettivi relativi alle emissioni medie di CO2 del parco rotabile esistente, senza prestare attenzione alle flessibilità inique esistenti nella procedura attuale, al fine di non pregiudicare l'obiettivo del 2021;

18.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 

 

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