Procedura : 2015/2979(RSP)
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B8-1350/2015

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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14.12.2015
PE573.387v01-00
 
B8-1350/2015

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sul 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton (2015/2979(RSP))


Georg Mayer a nome del gruppo ENF

Risoluzione del Parlamento europeo sul 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton (2015/2979(RSP))  
B8-1350/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto il piano Cutileiro, il piano Vance-Owen, il piano Owen-Stoltenberg e il piano del Gruppo di contatto,

–  visto l'accordo di Washington, firmato il 1° marzo 1994(1),

–  visto l'accordo di pace di Dayton e i suoi 12 allegati, in particolare gli allegati IV e X, che sono stati siglati il ​​21 novembre 1995 a Dayton e firmati il 14 dicembre 1995 a Parigi(2),

–  viste le conclusioni di Bonn risultanti dal Consiglio per l'attuazione della pace tenutosi a Bonn il 9 e 10 dicembre 1997(3),

–  visto il paragrafo 13 della risoluzione 1384 (2004) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa(4),

–  visto il paragrafo 1 della risoluzione 1592 (2007) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa(5),

–  vista la relazione speciale dell'Alto Rappresentante al Segretario generale delle Nazioni Unite sull'applicazione dell'accordo quadro generale per la pace (General Framework Agreement for Peace (GFAP)) in Bosnia-Erzegovina del 4 settembre 2015(6),

–  vista la dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del 16 dicembre 2015 sul 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, dopo il conflitto, la comunità internazionale e gli attori politici in Bosnia-Erzegovina (BiH) erano consapevoli che la sopravvivenza del paese entro i confini stabiliti, conosciuti come i confini AVNOJ, dipendesse da un radicale decentramento;

B.  considerando che l'accordo di pace di Dayton ha significato la fine della guerra ed ha istituito una struttura interna completamente nuova in Bosnia-Erzegovina, sia in termini di processo elettorale che di funzionamento delle sue istituzioni, in conformità dei principi di Ginevra e di New York del settembre 1995;

C.  considerando che, nei 20 anni successivi alla firma dell'accordo di pace di Dayton, la costituzione della Bosnia-Erzegovina è stata "massicciamente devastata" dai membri della comunità internazionale e da un certo numero di attori locali, tra cui l'Alto rappresentante per la Bosnia-Erzegovina, la Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

D.  considerando che sia l'articolo 3, paragrafo 5, che l'articolo 3, paragrafo 3, lettera a), della Costituzione della BiH vengono utilizzati dalla Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina e dall'ufficio dell'Alto rappresentante (OHR) per legittimare le violazioni non autorizzate dell'accordo di pace di Dayton con motivazioni quasi-legali;

E.  considerando che l'allegato 4 dell'accordo di pace di Dayton è stato oggetto di una revisione illegittima, contro la volontà delle parti firmatarie e al di fuori delle procedure stabilite dalla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati;

F.  considerando che all'OHR, che è stato creato come istituzione internazionale ad hoc, mancava l'autorità per imporre la centralizzazione di una vasta gamma di funzioni in spregio della Costituzione di Dayton della Bosnia-Erzegovina, che riserva quasi tutte le competenze alle entità;

G.  considerando che il trasferimento di competenze dal livello delle entità dell'Alto rappresentante ha determinato il passaggio da 7 a 70 istituzioni comuni che impiegano circa 23 000 persone;

H.  considerando che, il 12 novembre 2000, l'OHR ha adottato una decisione che impone la legge sul tribunale di Stato della Bosnia-Erzegovina fintanto che l'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina non abbia adottato questa legge in debita forma, senza emendamenti e senza condizioni;

I.  considerando che, dal 2000, l'OHR ha emesso decreti attraverso i quali sono stati rimossi dai propri posti o sono stati inabilitati a ricoprire posti pubblici circa 200 cittadini della Bosnia-Erzegovina, tra cui i presidenti eletti, legislatori, giudici e altri funzionari, e ha sistematicamente emesso decreti attraverso i quali personaggi politici venivano sospesi dalle loro cariche, inabilitati a ricoprire posti pubblici e si vedevano sequestrare i propri documenti di viaggio e congelare i conti bancari;

1.  ricorda ai dirigenti politici locali la necessità di portare a termine riforme relative a leggi e istituzioni inefficienti, inefficaci o incoerenti; sottolinea la necessità di adottare misure volte a tutelare i diritti politici, civili e umani, chiede di ripristinare lo Stato di diritto e invita i dirigenti della BiH a compiere sforzi significativi per attuare il sistema politico previsto nella costituzione di Dayton;

2.  sottolinea che l'OHR, come autorità politica non eletta, non può continuare ad imporre leggi senza alcuna possibilità di appello o il contributo di un organismo indipendente; chiede di riaffermare l'allegato X dell'accordo di pace di Dayton;

3.  chiede l'applicazione delle misure necessarie affinché si rispetti l'accordo di pace di Dayton e si blocchi qualsiasi tentativo di modificare o relativizzare l'accordo di pace internazionale di Dayton, compresi i tentativi di imporre leggi relative al tribunale e all'ufficio del procuratore;

4.  invita il Consiglio, la Commissione e il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a rispettare le istituzioni democratiche della Bosnia-Erzegovina, la sua sovranità e la volontà del suo popolo;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché alla presidenza e al parlamento della Bosnia-Erzegovina.

 

(1)

http://www.usip.org/sites/default/files/file/resources/collections/peace_agreements/washagree_03011994.pdf

(2)

http://www.nato.int/ifor/gfa/gfa-home.htm

(3)

http://www.ohr.int/pic/default.asp?content_id=5183

(4)

"L'Assemblea ritiene inconciliabile con i principi democratici che l'Alto Rappresentante possa essere in grado di prendere decisioni esecutive senza addossarsene la responsabilità o essere obbligato a giustificarne la validità e senza che vi sia un ricorso giuridico".

(5)

"I referendum sono uno strumento di democrazia diretta che appartiene al patrimonio elettorale europeo".

(6)

http://www.ohr.int/other-doc/hr-reports/default.asp?content_id=49202

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