Procedura : 2015/2979(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B8-1363/2015

Testi presentati :

B8-1363/2015

Discussioni :

Votazioni :

PV 17/12/2015 - 9.10
CRE 17/12/2015 - 9.10
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2015)0471

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 263kWORD 70k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-1362/2015
9.12.2015
PE574.432v01-00
 
B8-1363/2015

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sul 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton (2015/2979(RSP))


Jozo Radoš, Beatriz Becerra Basterrechea, Izaskun Bilbao Barandica, Dita Charanzová, Filiz Hyusmenova, Ivan Jakovčić, Ilhan Kyuchyuk, Alexander Graf Lambsdorff, Urmas Paet, Marietje Schaake, Jasenko Selimovic, Pavel Telička a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sul 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton (2015/2979(RSP))  
B8-1363/2015

Il Parlamento europeo,

–  viste le conclusioni dell'accordo di pace di Dayton (accordo quadro generale per la pace in Bosnia-Erzegovina), negoziato nel novembre 1995 e firmato dalla Repubblica di Bosnia-Erzegovina, dalla Repubblica di Croazia e dalla Repubblica federale di Jugoslavia a Parigi il 14 dicembre 1995,

–  vista la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa Sejdić-Finci, del dicembre 2009,

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo di Salonicco del 2003 e l'allegata "Agenda di Salonicco per i Balcani occidentali: procedere verso l'integrazione europea", nonché il costante impegno da parte dell'Unione europea di promuovere la stabilità e la prosperità in Bosnia-Erzegovina, con l'obiettivo di lungo termine dell'adesione all'UE,

–  visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra, firmato a Lussemburgo il 16 giugno 2008 e ratificato da tutti gli Stati membri dell'UE e dalla Bosnia-Erzegovina,

–  visti le conclusioni sulla Bosnia-Erzegovina della riunione del Consiglio Affari esteri tenutasi a Bruxelles il 15 dicembre 2014, che ha definito un approccio rinnovato dell'UE alla Bosnia-Erzegovina, le conclusioni sulla Bosnia-Erzegovina della riunione del Consiglio Affari generali tenutasi a Bruxelles il 16 dicembre 2014, la comunicazione della Commissione del 10 novembre 2015 dal titolo "La strategia di allargamento dell'UE" (COM(2015)0611) (accompagnata dalla relazione 2015 sulla Bosnia-Erzegovina, documento di lavoro della Commissione (SWD(2015)0214)), e il documento di strategia indicativo sulla Bosnia-Erzegovina (2014-2017) adottato il 15 dicembre 2014,

–  vista la dichiarazione congiunta adottata in occasione della 17ª riunione interparlamentare tra il Parlamento europeo e l'Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina, tenutasi a Strasburgo il 20 e 21 maggio,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'accordo di pace di Dayton, negoziato nel novembre 1995 e firmato a Parigi il 14 dicembre 1995, ha segnato la fine della tragica guerra durata quattro anni e ha fornito un'opportunità di ricostruzione politica ed economica del paese;

B.  considerando che la costituzione della Bosnia-Erzegovina imposta dall'accordo ha consolidato un quadro istituzionale frammentato e disfunzionale, che ha reso le autorità centrali prive di competenze essenziali per il funzionamento di uno Stato moderno;

C.  considerando che i tentativi di offrire assistenza esterna attraverso la presenza significativa e le attività della comunità internazionale (ONU, UE e NATO) non sono riusciti a dar vita a un paese ben organizzato, più funzionale e prospero;

D.  considerando che la sentenza del 2009 nella causa Sejdić-Finci costituisce soltanto un'indicazione della necessità di riforme costituzionali sostanziali in Bosnia-Erzegovina, a fianco di altre chiare indicazioni di rinascenti tensioni etniche, stagnazione politica e frammentazione amministrativa; che la situazione di stallo politico si è tradotta in un livello di disoccupazione costantemente elevato e in una debole crescita economica;

E.  considerando che vari partiti e dirigenti politici etnocentrici stanno prosperando nell'atmosfera creata dall'attuale situazione di stallo istituzionale e politico; che alcuni partiti ed esponenti politici hanno mantenuto una linea critica nei confronti dell'unità della Bosnia-Erzegovina, con appelli occasionali a favore della dissoluzione del paese o di una maggiore autonomia delle entità costituenti;

F.  considerando che l'UE e la comunità internazionale sostengono saldamente la sovranità e l'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina;

G.  considerando che l'accordo di stabilizzazione e di associazione costituisce il quadro per le relazioni tra l'UE e la Bosnia-Erzegovina e prevede la graduale creazione di una zona di libero scambio tra le due parti; che esso inoltre individua obiettivi politici ed economici comuni e incoraggia la cooperazione regionale; che l'accordo di stabilizzazione e di associazione contribuirà anche al progressivo allineamento delle norme e della legislazione della Bosnia-Erzegovina alla legislazione dell'UE, andando così a beneficio dei cittadini della Bosnia-Erzegovina, che avranno accesso a beni di migliore qualità, più sani e più sicuri;

1.  esprime il suo cordoglio alle famiglie delle numerose vittime e persone scomparse nella guerra in Bosnia-Erzegovina; invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a continuare a cooperare con il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) e a intensificare gli sforzi per affrontare in modo efficace l'arretrato dei processi nazionali per crimini di guerra, al fine di consegnare alla giustizia i responsabili di atrocità e violazioni dei diritti umani;

2.  sottolinea che, mentre l'accordo di Dayton era oltremodo necessario per porre immediatamente fine ai combattimenti, è indispensabile avviare una revisione costituzionale e un processo di riforma sostanziali nel paese, in particolare, tra l'altro, negli ambiti socio-economico e giudiziario; sottolinea che ciò è necessario per consentire al quadro istituzionale del paese di funzionare in modo efficace ed efficiente e perché siano soddisfatti gli impegni della Bosnia-Erzegovina in quanto membro del Consiglio d'Europa; sottolinea che tali riforme saranno necessarie per condurre negoziati di adesione con l'UE;

3.  sottolinea che una delle questioni chiave da affrontare in materia di riforme costituzionali è legata alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa Sejdić-Finci, cui devono fare seguito adeguate modifiche sul piano giuridico e costituzionale in Bosnia-Erzegovina;

4.  prende atto di una serie di iniziative – alcune risultanti dall'azione della comunità internazionale e altre con base nazionale – volte ad avviare i lavori di modifica della costituzione basata sull'accordo di Dayton in Bosnia-Erzegovina; deplora che questi sforzi non abbiano finora prodotto risultati soddisfacenti a causa delle politiche etnocentriche condotte dai leader della Bosnia-Erzegovina e dell'insufficiente impegno degli attori internazionali; sottolinea che tutte le iniziative future devono coinvolgere gli attori della società civile e tenere conto delle loro considerazioni al fine di costruire una società inclusiva e aperta in Bosnia-Erzegovina;

5.  invita il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, insieme al commissario responsabile per l'allargamento, a incaricare il Servizio europeo per l'azione esterna di elaborare un piano globale sulle modalità con cui l'UE, gli Stati membri e altri attori internazionali possano impegnarsi con tutte le parti interessate in Bosnia-Erzegovina, con l'obiettivo di realizzare progressi sostanziali in materia di riforma costituzionale e di modifica dell'accordo di Dayton;

6.  ritiene che la comunità internazionale debba coinvolgere i vicini della Bosnia-Erzegovina e i garanti dell'accordo di pace di Dayton, che dovrebbero contribuire in modo proattivo al processo di riforma costituzionale, il quale rafforzerà l'autorità centrale e razionalizzerà, riducendone la frammentazione, il funzionamento delle istituzioni del paese; sottolinea il fatto che tutti i paesi dei Balcani occidentali hanno la responsabilità di contribuire alla stabilità della regione;

7.  sottolinea che la partecipazione dell'UE e della comunità internazionale in questo processo dovrebbe consistere nell'agire in qualità di iniziatori, catalizzatori e facilitatori politici, mentre gli attori bosniaci devono mantenere la responsabilità e la titolarità del programma di riforma costituzionale, con l'obiettivo di creare una nuova architettura costituzionale in Bosnia-Erzegovina che possa garantire le legittime necessità delle comunità assicurando al tempo stesso unità ed efficacia; sottolinea che tutti i cittadini della Bosnia-Erzegovina devono avere parità di accesso a tutti i livelli del processo decisionale politico;

8.  sottolinea che il processo di riforma costituzionale deve includere la struttura globale dello Stato e le sue componenti politiche, amministrative e giudiziarie; invita la Commissione di Venezia e il Consiglio d'Europa ad apportare pieno sostegno a tali sforzi, in modo che le riforme siano conformi agli impegni internazionali della Bosnia-Erzegovina;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai governi degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti della Bosnia-Erzegovina e delle sue entità, nonché ai governi e ai parlamenti dei paesi dei Balcani occidentali.

Avviso legale