Procedura : 2015/2979(RSP)
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B8-1398/2015

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CRE 17/12/2015 - 9.10
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P8_TA(2015)0471

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-1362/2015
14.12.2015
PE574.468v01-00
 
B8-1398/2015

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sul 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton (2015/2979(RSP))


Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao a nome del gruppo EFDD

Risoluzione del Parlamento europeo sul 20° anniversario dell'accordo di pace di Dayton (2015/2979(RSP))  
B8-1398/2015

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo di pace di Dayton, il suo quadro generale e i suoi dodici allegati,

–  viste le sue risoluzioni del 7 luglio 2005(1), del 15 gennaio 2009(2) e del 9 luglio 2015(3) su Srebrenica,

–  viste le sue numerose risoluzioni sulle relazioni concernenti i progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina,

–  visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bosnia-Erzegovina, dall'altra, firmato a Lussemburgo il 16 giugno 2008 ed entrato in vigore il 1° giugno 2015,

–  visto il parere della Commissione di Venezia dell'11 marzo 2005 sulla situazione costituzionale in Bosnia-Herzegovina e le competenze dell'alto rappresentante,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'accordo di pace di Dayton è stato siglato a Dayton (Ohio) il 21 novembre 1995; che l'accordo di pace di Dayton è stato firmato il 14 dicembre 1995 a Parigi e ha posto fine alla guerra più sanguinosa che l'Europa abbia conosciuto dalla fine del secondo conflitto mondiale;

B.  considerando che, secondo le stime delle Nazioni Unite, circa centomila persone hanno perso la vita nella guerra in Bosnia-Erzegovina, diverse migliaia sono rimaste gravemente ferite e decine di migliaia sono state vittime di violenze sessuali; che la guerra in Bosnia-Erzegovina ha provocato oltre due milioni di sfollati;

C.  considerando che l'accordo di pace di Dayton è stato necessario per porre fine allo spargimento di sangue ma che, purtroppo, non ha reso la Bosnia-Erzegovina uno Stato autosufficiente e funzionale, come dimostrato negli ultimi anni dalla continua crisi politica del paese, dovuta all'incapacità di giungere a compromessi;

D.  considerando che la Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto ("Commissione di Venezia") ha formulato proposte dettagliate, moderate e pratiche sulle modalità di una riforma globale della Costituzione della Bosnia-Erzegovina;

E.  considerando che nel 2009 la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDH) ha stabilito nella causa Sejdić e Finci che alcune parti dell'attuale Costituzione della Bosnia-Erzegovina violano la Convenzione europea dei diritti dell'uomo; che nel 2014 la Corte ha emesso una decisione analoga nella causa Zornic;

F.  considerando che il cosiddetto "pacchetto aprile" di emendamenti costituzionali del 2006, supportato dai rappresentanti della maggior parte dei principali partiti in Bosnia-Erzegovina e contenente una serie di proposte che avrebbero dovuto rafforzare i poteri statali e correggere alcune disfunzioni del potere legislativo ed esecutivo del paese, non ha raggiunto, per soli due voti, la soglia necessaria per adottare gli emendamenti costituzionali;

G.  considerando che l'allegato VII dell'accordo di pace di Dayton non è ancora stato pienamente attuato; che è tuttora necessario trovare soluzioni eque, globali e durature per gli sfollati interni, i rifugiati e le altre persone interessate dal conflitto e che occorre altresì compiere progressi per migliorare l'integrazione socioeconomica delle persone che sono ritornate al proprio luogo di origine;

H.  considerando che, secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa, vi sono tuttora circa 11 000 persone scomparse il cui destino rimane ignoto;

1.  commemora la sigla e la firma dell'accordo di pace di Dayton, avvenute rispettivamente il 21 novembre 1995 a Dayton e il 14 dicembre a Parigi, quale evento storico che ha permesso di porre fine a un terribile conflitto armato nel cuore dell'Europa, caratterizzato da campagne di pulizia etnica di massa, genocidio e numerosi crimini di guerra;

2.  esprime il suo cordoglio alle famiglie delle numerose vittime e delle persone scomparse nella guerra in Bosnia-Erzegovina; invita le autorità della Bosnia-Erzegovina a proseguire la loro cooperazione con il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) e a intensificare gli sforzi per affrontare in modo efficace l'arretrato dei processi per crimini di guerra nazionali, al fine di consegnare alla giustizia i responsabili di atrocità e violazioni dei diritti umani;

3.  ricorda che l'accordo di pace di Dayton contiene 12 allegati che affrontano varie questioni, tra cui gli aspetti militari (allegato 1A), la stabilizzazione regionale (allegato 1B), la Costituzione (allegato 4), i diritti umani (allegato 6), i rifugiati e gli sfollati (allegato 7); sottolinea la necessità di considerare il 20° anniversario un'opportunità per valutare il livello di attuazione di tutti i singoli allegati;

4.  è profondamente convinto che l'attuale Costituzione della Bosnia-Erzegovina, quale stabilita all'allegato 4 dell'accordo di pace di Dayton, necessiti di una riforma urgente in modo da consentire allo Stato di funzionare a favore di tutti i suoi cittadini e permettere l'avvio di negoziati di adesione con l'UE; pone l'accento sulla necessità di un processo di revisione e riforma sostanziale della Costituzione, che garantisca il funzionamento efficace ed efficiente del quadro istituzionale del paese;

5.  ribadisce l'impegno dell'UE a favore della prospettiva europea e della prosecuzione del processo di adesione per la Bosnia-Erzegovina e tutti i paesi dei Balcani occidentali; ritiene che la cooperazione regionale e il processo di integrazione europea siano gli approcci più atti a promuovere la riconciliazione e a far superare odi e divisioni;

6.  ritiene che sia opportuno prendere in considerazione i seguenti obiettivi a lungo termine:

•  l'istituzione, quale fine ultimo, di una Costituzione democraticamente legittima elaborata con la partecipazione di tutte le forze politiche e le componenti della società civile nel quadro di un processo pubblico e trasparente;

•  la progressiva transizione, in una prospettiva di lungo termine, da uno Stato basato sull'uguaglianza dei tre popoli costituenti a uno Stato fondato sull'uguaglianza dei cittadini;

•  la progressiva soppressione della figura dell'alto rappresentante, una volta soddisfatte le necessarie condizioni, e la trasformazione del suo ruolo, da decisore a mediatore;

7.  ricorda le sue precedenti dichiarazioni sulle modalità di riforma della Costituzione di Dayton e la sua insistenza sui seguenti punti:

•  lo Stato dovrebbe disporre di sufficienti poteri legislativi, esecutivi, giudiziari e di bilancio per funzionare in qualità di membro dell'Unione europea, per creare e mantenere un mercato unico funzionale e per promuovere la coesione economica e sociale;

•  il numero di livelli amministrativi coinvolti nella gestione del paese dovrebbe essere proporzionale alle risorse finanziarie della Bosnia-Erzegovina e basato su un'attribuzione delle responsabilità efficiente, coerente ed efficace;

•  la tutela degli interessi nazionali fondamentali all'interno della Bosnia-Erzegovina deve essere compatibile con la capacità di agire del paese; è necessario garantire un'interpretazione chiara, esaustiva e nel contempo restrittiva della nozione di "interessi nazionali fondamentali" onde prevenire qualsiasi ricorso indebito, per ragioni etniche e a scopo puramente ostruzionistico, al relativo meccanismo di veto;

•  occorre provvedere a una revisione approfondita del meccanismo di veto delle entità, il cui campo d'applicazione dovrebbe limitarsi alle questioni che rientrano nella competenza congiunta dello Stato e delle entità;

•  tutte le comunità minoritarie devono godere degli stessi diritti dei popoli costituenti, il che comporta tra l'altro l'eliminazione delle restrizioni fondate sull'etnia al diritto ad essere eletto, nel rispetto delle disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dei pertinenti pareri della Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto ("Commissione di Venezia") del Consiglio d'Europa;

8.  invita tutti i partiti politici a prendere parte a questo processo in modo costruttivo e aperto e ad avvalersi della consulenza e della guida che la Commissione di Venezia può fornire nel corso di questo processo; valuta positivamente e sostiene gli sforzi delle organizzazioni della società civile per influenzare il processo di riforma costituzionale; accoglie con favore le decisioni adottate nel settembre 2015 dal Consiglio dei ministri in relazione a un piano d'azione per l'attuazione delle sentenze della CEDH nelle cause Sejdić-Finci e Zornic e all'istituzione di una commissione incaricata di redigere le modifiche costituzionali;

9.  ribadisce l'obbligo di attuare l'allegato VII dell'accordo di pace di Dayton al fine di garantire un rientro sostenibile così come soluzioni eque, globali e durevoli per gli sfollati interni, i profughi e le altre persone colpite dal conflitto; rileva con preoccupazione che in Bosnia-Erzegovina vi sono ancora 84 500 sfollati interni; chiede un'efficace attuazione della strategia rivista per quanto riguarda l'allegato VII dell'accordo di pace di Dayton;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai governi degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti della Bosnia-Erzegovina e delle sue entità, nonché ai governi e ai parlamenti dei paesi dei Balcani occidentali.

 

(1)

GU C 157 E del 6.7.2006, pag. 468.

(2)

GU C 46 E del 24.2.2010, pag. 111.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2015)0276.

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