Procedura : 2015/2981(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B8-1399/2015

Testi presentati :

B8-1399/2015

Discussioni :

PV 17/12/2015 - 2
CRE 17/12/2015 - 2

Votazioni :

PV 17/12/2015 - 9.12
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Testi approvati :

P8_TA(2015)0473

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-1394/2015
14.12.2015
PE574.469v01-00
 
B8-1399/2015

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B8-1112/2015

a norma dell'articolo 128, paragrafo 5, del regolamento


sui brevetti e la privativa per i ritrovati vegetali (2015/2984(RSP))


James Nicholson, Bas Belder, Janusz Wojciechowski, Zbigniew Kuźmiuk, Beata Gosiewska, Jadwiga Wiśniewska a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sui brevetti e la privativa per i ritrovati vegetali (2015/2984(RSP))  
B8-1399/2015

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua risoluzione del 10 maggio 2012 sui brevetti per procedimenti essenzialmente biologici(1),

–  vista la direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 luglio 1998 sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche(2), in particolare l'articolo 4, il quale stabilisce che i prodotti ottenuti con procedimenti essenzialmente biologici non sono brevettabili,

–  vista la Convenzione sul brevetto europeo (CBE) del 5 ottobre 1973, in particolare l'articolo 53, lettera b),

–  vista la decisione della commissione allargata di ricorso dell'Ufficio europeo dei brevetti (UEB) del 25 marzo 2015 sui ricorsi G2/12 (pomodori) e G2/13 (broccoli),

–  visto il regolamento di esecuzione della CBE, in particolare l'articolo 26, secondo il quale la direttiva 98/44/CE deve essere utilizzata come uno strumento complementare di interpretazione per le domande di brevetto e per i brevetti europei riguardanti invenzioni biotecnologiche,

–  vista la Convenzione internazionale per la protezione delle novità vegetali, del 2 dicembre 1961, quale riveduta a Ginevra il 10 novembre 1972, il 23 ottobre 1978 e il 19 marzo 1991 (in appresso "convenzione UPOV del 1991"),

–  visto il regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio, del 27 luglio 1994, concernente la privativa comunitaria per ritrovati vegetali(3) (in appresso "regolamento (CE) n. 2100/94"), in particolare l'articolo 15, lettere c) e d),

–  visto l'accordo del Consiglio relativo a un tribunale unificato dei brevetti(4) (in appresso "accordo TUB"), in particolare l'articolo 27, lettera c),

–  visto l'accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale, compreso il commercio di prodotti contraffatti (TRIPS), in particolare l'articolo 27, paragrafo 3, il quale stabilisce che i membri possono escludere dalla brevettabilità i procedimenti essenzialmente biologici,

–  vista l'interrogazione alla Commissione sui brevetti e sulla privativa per i ritrovati vegetali (O-000146/2015 – B8-1112/2015),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'accesso al materiale biologico delle piante, tra cui anche quello che determina caratteristiche vegetali, è essenziale per stimolare l'innovazione e lo sviluppo di nuove varietà, al fine di garantire la sicurezza alimentare a livello globale, far fronte ai cambiamenti climatici e impedire i monopoli nel settore della selezione vegetale, fornendo al contempo maggiori opportunità alle PMI;

B.  considerando che i diritti di proprietà intellettuale sono importanti per salvaguardare gli incentivi economici al fine di sviluppare nuovi prodotti vegetali e generare competitività;

C.  considerando che i brevetti relativi a prodotti derivanti da metodi di selezione convenzionali o al materiale genetico necessario per la selezione convenzionale possono compromettere l'esclusione prevista all'articolo 53, lettera b), della convenzione sul brevetto europeo e all'articolo 4 della direttiva 98/44/CE;

D.  considerando che andrebbero esclusi dalla brevettabilità i prodotti ottenuti da processi essenzialmente biologici, come piante, sementi, caratteristiche autoctone e geni;

E.  considerando che la selezione vegetale è un processo innovativo, che è stata praticata dagli agricoltori e dalle comunità agricole fin dalla nascita dell'agricoltura e che ai fini della diversità genetica occorre disporre di varietà non brevettate e di metodi diversificati di selezione;

F.  considerando che la direttiva 98/44/CE disciplina le invenzioni biotecnologiche, in particolare l'ingegneria genetica, ma che, come indicato ai considerando 52 e 53, non era intenzione del legislatore consentire la brevettabilità dei prodotti ottenuti da procedimenti essenzialmente biologici ai sensi di detta direttiva;

G.  considerando che numerose domande relative ai prodotti ottenuti da processi essenzialmente biologici sono attualmente in attesa di una decisione da parte dell'UEB e che pertanto esiste l'urgente esigenza di chiarire la portata e l'interpretazione della direttiva 98/44/CE, in particolare dell'articolo 4;

H.  considerando che la direttiva 98/44/CE riconosce implicitamente la libertà di utilizzare materiali che rientrano nel campo di applicazione di un brevetto per scopi sperimentali, come risulta dall'articolo 12, paragrafo 3, lettera b), e dall'articolo 13, paragrafo 3, lettera b);

I.  considerando che l'esenzione per gli allevatori di cui all'articolo 27, lettera c), dell'accordo TUB sarà applicabile soltanto ai brevetti concessi nell'ambito del sistema brevettuale unitario e non si applica automaticamente ai brevetti nazionali all'interno dell'UE, per cui si prefigura una situazione non armonizzata per quanto riguarda la possibilità di selezione con materiale ottenuto da procedimenti essenzialmente biologici che rientrano nell'ambito di applicazione di un brevetto;

J.  considerando che il regime internazionale della privativa per ritrovati vegetali basato sulla convenzione UPOV del 1991 e il regime dell'Unione basato sul regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio sanciscono quale principio fondamentale il fatto che il titolare di un ritrovato vegetale non possa impedire ad altri di utilizzare la pianta protetta per altre attività di selezione;

1.  esprime preoccupazione per il fatto che la recente decisione della commissione allargata di ricorso dell'UEB nelle cause G2/12 (pomodori) e G2/13 (broccoli) potrebbe portare a un maggior numero di brevetti rilasciati dall'UEB per quanto riguarda caratteristiche naturali introdotte in nuove varietà mediante processi essenzialmente biologici quali l'incrocio e di selezione;

2.  invita la Commissione a chiarire quanto prima la portata e l'interpretazione della direttiva 98/44/CE, e in particolare l 'articolo 12, paragrafo 3, lettera b), e l'articolo 13, paragrafo 3, lettera b), per garantire la certezza giuridica per quanto riguarda il divieto della brevettabilità dei prodotti derivanti da procedimenti essenzialmente biologici e per chiarire che è consentita la selezione con materiale biologico rientrante nell'ambito di applicazione di un brevetto;

3.  invita la Commissione a trasmettere all'UEB i suoi recenti orientamenti sulla brevettabilità dei prodotti derivanti da procedimenti essenzialmente biologici, cosicché possa essere utilizzata come un mezzo d'interpretazione supplementare;

4.  invita la Commissione e gli Stati membri a provvedere a che l'Unione garantisca un accesso garantito all'utilizzazione di materiale ottenuto da processi essenzialmente biologici per la selezione vegetale, al fine – se del caso – ci non interferire con le pratiche che assicurano l'esenzione per chi effettua la selezione;

5.  invita la Commissione a impegnarsi attivamente nei negoziati con paesi terzi su accordi commerciali e di partenariato, al fine di garantire l'esclusione dalla brevettabilità dei procedimenti essenzialmente biologici;

6.  invita la Commissione a presentare una relazione sullo sviluppo e sulle implicazioni del diritto dei brevetti nel campo della biotecnologia e dell'ingegneria genetica, come previsto all'articolo 16, lettera c), della direttiva 98/44/CE e come richiesto dal Parlamento nella sua risoluzione del 10 maggio 2012 sui brevetti per procedimenti essenzialmente biologici;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e all'Ufficio europeo dei brevetti.

(1)

GU C 261 E del 10.9.2013, pag. 31.

(2)

GU L 213 del 30.7.1998, pag. 13.

(3)

GU L 227 dell'1.9.1994, pag. 1.

(4)

GU C 175 del 20.6.2013, pag. 1.

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