Procedura : 2015/3032(RSP)
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B8-0080/2016

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 279kWORD 72k
15.1.2016
PE575.982v01-00
 
B8-0080/2016

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sugli accordi di libero scambio globali e approfonditi con la Georgia, la Moldova e l'Ucraina (2015/3032(RSP))


Helmut Scholz, Barbara Spinelli, Stelios Kouloglou, Kateřina Konečná, Jiří Maštálka a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sugli accordi di libero scambio globali e approfonditi con la Georgia, la Moldova e l'Ucraina (2015/3032(RSP))  
B8-0080/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

Aspetti generali

A.  considerando che l'UE ha perseguito una politica volta a espandere la propria sfera di influenza economica e politica in Georgia, Moldova e Ucraina mediante la sottoscrizione di accordi di associazione, inclusi accordi di libero scambio globali e approfonditi (DCFTA), senza tenere debitamente conto della portata delle relazioni commerciali e della storica interdipendenza tra le economie di tali paesi e quelle di altri Stati della regione, in particolare la Russia; che la politica perseguita dall'UE, sommata ai problemi interni, ha portato all'aumento dell'instabilità politica, allo scoppio di violenze e alla guerra in Ucraina;

B.  considerando che i DCFTA hanno aperto la strada all'offensiva degli interessi societari sulle risorse naturali dei tre paesi, in particolare per quanto concerne il noto potenziale dell'Ucraina in termini di risorse agricole ed estrattive, a discapito del benessere della popolazione locale;

C.  considerando che la pace e la stabilità a livello europeo e internazionale sono messe a repentaglio dalle costanti tensioni esistenti tra l'UE, l'Ucraina, gli Stati Uniti e altri paesi occidentali, da un lato, e la Federazione russa, dall'altro; che è in atto un'escalation politica e militare estremamente pericolosa tra la Russia e l'Occidente, con il coinvolgimento, negli ultimi anni, di Stati membri della NATO, che ha quasi portato allo scoppio delle ostilità;

Ucraina

D.  considerando che il DCFTA UE-Ucraina è entrato provvisoriamente in vigore il 1° gennaio 2016, dopo che la sua applicazione è stata rimandata di un anno su richiesta dell'Ucraina e nonostante il fallimento delle trattative sulle questioni commerciali condotte tra Russia, UE e Ucraina con l'obiettivo di risolvere i problemi legati all'entrata in vigore del DCFTA e alla sua compatibilità con gli scambi commerciali con la zona di scambi della Comunità di Stati indipendenti (CSI);

E.  considerando che rimangono irrisolti i problemi che hanno portato ai disordini in Ucraina nel 2013, fra cui corruzione, crisi economica e sociale, sfiducia nella politica e disinganno nei confronti del sistema politico dell'Ucraina a causa della costante influenza politica delle strutture oligarchiche; che l'incapacità del governo e del parlamento di combattere la corruzione ha compromesso la fiducia del popolo ucraino e della comunità internazionale; che l'attuale governo ha aggiunto a tali problemi l'imposizione di un programma societario e nazionalistico neoliberista, con l'aiuto di gruppi paramilitari;

F.  considerando che l'Ucraina è sull'orlo del collasso economico e sociale, il che la rende praticamente uno Stato fallito; che in due anni il debito estero dell'Ucraina è più che raddoppiato e il paese si è dichiarato in situazione di inadempienza rispetto al suo debito con la Russia, e che tra dicembre 2014 e dicembre 2015 l'inflazione è aumentata al 43,3%, raggiungendo il livello più elevato degli ultimi 20 anni; che, secondo le Nazioni Unite, l'80% degli ucraini vive al di sotto della soglia di povertà; che, nonostante la ricchezza del paese, il salario minimo è pari a circa 50 EUR al mese, il più basso in Europa;

G.  considerando che il partito comunista ucraino è stato messo al bando;

H.  considerando che vengono attualmente perpetrate repressioni ai danni di sindacati e partiti politici come pure violazioni dei diritti democratici e civici di base, quali la libertà di espressione e di associazione, in evidente contraddizione con l'accordo di associazione che l'Ucraina ha sottoscritto con l'UE;

I.  considerando che gli accordi di Minsk non sono stati pienamente attuati, e che la loro attuazione presuppone la volontà politica di tutte le parti di trovare soluzioni politiche e tecniche in relazione a tutti i dodici punti degli accordi sulla base di un compromesso stabilito di comune accordo dalle parti;

Moldova

J.  considerando che finora nessuno è stato chiamato a rispondere della sparizione dal bilancio della Moldova di 1 miliardo di EUR, pari a oltre il 15% del PIL del paese; che il DCFTA tra l'UE e la Moldova è entrato in vigore nonostante gli elevati livelli di corruzione della classe dirigente e la mancata riforma dei sistemi giudiziario e bancario, che permettono la corruzione;

K.  considerando che nel 2015 la Moldova è stata teatro di proteste di massa senza precedenti negli ultimi decenni;

L.  considerando che il governo ha ordinato la detenzione del leader di opposizione Grigory Petrenko e di molti altri oppositori politici, e sta cercando di reprimere l'espressione di qualsiasi forza di opposizione; che 32 membri dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE), rappresentanti di tutti gli orientamenti politici e di 20 Stati membri, hanno firmato una dichiarazione scritta sul "caso Petrenko", in cui invitano inequivocabilmente la Moldova a garantire il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici;

M.  considerando che la politica di austerità e la diffusa corruzione hanno comportato la svendita dell'industria e delle risorse della Moldova e la distruzione dei mezzi di sussistenza dei suoi cittadini, aggravando la perdita di fiducia dei giovani nei confronti della classe dirigente del paese e dando luogo a una continua emigrazione di massa;

Georgia

N.  considerando che la battaglia geopolitica volta a esercitare influenza sulla Georgia è stata controproducente per il paese;

O.  considerando che in Georgia, negli ultimi tre anni, si è registrato un deterioramento dei principali indicatori economici, inclusi l'inflazione, il debito pubblico, il tasso di crescita economica, le esportazioni, le importazioni, il reddito nazionale pro capite, le pensioni e il minimo di sussistenza; che tali condizioni sono sfavorevoli all'entrata in vigore del DCFTA;

P.  considerando che gli scambi commerciali con la Russia rappresentano un importante strumento per la stabilità economica della Georgia; che il presidente russo Vladimir Putin ha recentemente dichiarato che la Russia è pronta a ristabilire le relazioni con l'ex repubblica sovietica di Georgia, interrotte in seguito alla guerra dell'agosto 2008, e ha offerto di abolire l'obbligo di visto per i cittadini georgiani;

Aspetti generali

1.  esprime profonda preoccupazione per i devastanti effetti dei DCFTA su Moldova, Georgia e Ucraina in termini di benessere della popolazione locale e pace nella regione, e ne chiede la sospensione provvisoria;

2.  chiede che si cominci a lavorare alla definizione di nuove forme di cooperazione e di un nuovo tipo di relazioni tra l'UE e la zona economica euroasiatica;

3.  respinge la politica di vicinato orientale attualmente perseguita dall'UE; ribadisce che una politica di vicinato orientale che non tenga conto degli interessi di tutti gli attori coinvolti, compresa la Russia, è condannata a fallire; pone l'accento sulla necessità di definire una politica di vicinato che promuova la cooperazione regionale senza escludere nessuno dei paesi interessati a prendervi parte; invita la Russia a partecipare attivamente a tale processo;

4.  condanna l'allargamento della NATO e deplora il fatto che, a causa di tale allargamento e della politica di vicinato orientale dell'UE, sia stata innalzata una nuova Cortina di ferro al confine con la Russia; avverte che la mancata ripresa di un dialogo orientato ai risultati con la Russia potrebbe avere conseguenze pericolose per la pace e la sicurezza in Europa e nel mondo;

5.  invita l'UE a riavviare un dialogo politico orientato agli obiettivi con la Russia, al fine di ristabilire la fiducia e trovare soluzioni a tutti i problemi in sospeso e alle questioni controverse; chiede che tra l'UE e la Russia siano ripristinati i formati di dialogo esistenti prima dell'inizio della crisi ucraina a tutti i livelli delle istituzioni UE; esorta l'UE a porre fine alla sua politica di sanzioni nei confronti della Russia, che ha dato luogo a un conflitto commerciale e soprattutto si è dimostrata politicamente inefficace e controproducente;

Ucraina

6.  deplora con forza la cecità dimostrata dalla Commissione riguardo alla situazione in Ucraina come pure la mancata realizzazione, da parte del governo ucraino, di riforme di base in linea con gli obblighi da esso assunti nel quadro dell'accordo di associazione e della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), in particolare:

Øla sistematica eliminazione della corruzione;

Øl'instaurazione dello Stato di diritto;

Øil decentramento e solide garanzie per quanto concerne la partecipazione democratica dei cittadini delle regioni ucraine a tutti i processi decisionali importanti, in particolare nel campo dello sviluppo socioeconomico;

Øl'allontanamento definitivo degli oligarchi dalla politica, sotto controllo democratico;

Øil rispetto dei diritti umani e democratici, compresi i diritti linguistici;

Ølo smantellamento delle unità paramilitari e il ripristino di un rigoroso controllo dello Stato sulla polizia e l'esercito;

Øl'immediato controllo parlamentare, trasparente, democratico e legale, su tutte le forze di sicurezza nel paese e il disarmo di tutte le forze paramilitari e delle cosiddette forze di sicurezza private;

Øla fine della politica di austerità;

7.  rifiuta qualsiasi sostegno finanziario all'Ucraina in assenza di tali riforme; invita la Commissione e il SEAE a vincolare ogni collaborazione ulteriore con le autorità ucraine all'obiettivo di garantire le attività dei sindacati e dei movimenti sociali come pure il rispetto delle libertà di associazione e di espressione;

8.  condanna con la massima fermezza la messa al bando del partito comunista ucraino e chiede la revoca immediata di tale misura; esprime profonda preoccupazione per un siffatto attacco rivolto contro la libertà di espressione e l'esistenza di un partito politico democratico in Ucraina e invita le istituzioni dell'UE, come pure altri organismi democratici a livello europeo e internazionale, ad assumere una posizione ferma e a condannare con forza questo grave attacco alla democrazia in Ucraina;

9.  sostiene fermamente il processo di Minsk, inclusi gli impegni in ambito commerciale, ed esorta le parti a rispettare gli accordi già raggiunti e a svilupparli nell'ambito di nuovi negoziati in vista della definizione di una tabella di marcia più trasparente e più chiara, che preveda parametri concreti che devono essere soddisfatti da ogni parte negoziale;

10.  si oppone alla politica condotta dalla Commissione, in coordinamento con l'FMI, mirante a un enorme aumento del debito estero dell'Ucraina, che sta rendendo il paese dipendente dalle istituzioni finanziarie internazionali;

11.  esprime profonda preoccupazione per la fortissima influenza dell'estrema destra sulla politica ucraina; sottolinea che consentire a persone con opinioni di estrema destra di controllare posizioni dotate di notevoli risorse di contrasto costituisce un ovvio rischio per la democrazia; chiede con urgenza al governo ucraino di smantellare i gruppi violenti di estrema destra, in applicazione dell'accordo di associazione e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti umani;

Moldova

12.  esprime profonda preoccupazione per la mancata instaurazione dello Stato di diritto in Moldova; chiede che sia messa fine all'impunità in relazione alla scomparsa di 1 miliardo di EUR dal bilancio della Moldova, come pure ad altri casi di corruzione; rileva che la Moldova non è stata in grado di istituire una magistratura indipendente come richiesto dall'accordo di associazione siglato con l'UE;

13.  chiede il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici detenuti in Moldova, inclusi Grigory Petrenko e i suoi sette sostenitori appartenenti all'opposizione, e invita a porre fine in modo immediato e definitivo all'arbitrarietà giudiziaria; sollecita il governo della Moldova a rispettare gli obblighi che incombono al paese quale Stato membro del Consiglio d'Europa e firmatario della CEDU;

14.  invita il governo della Moldova a rivedere la sua politica di austerità, a intervenire per rafforzare l'industria nazionale e a tenere conto delle urgenti esigenze sociali della popolazione, in particolare in termini di assistenza sanitaria, riscaldamento e istruzione;

15.  chiede una soluzione pacifica del conflitto in Transnistria attraverso la ripresa dei negoziati sullo status giuridico, nel formato 5+2 e utilizzando tutti i mezzi del meccanismo OSCE sulla base della dichiarazione di Dublino del 2012, che riconosce l'integrità territoriale della Moldova, tenendo altresì conto degli interessi di tutti gli attori coinvolti, tra cui l'Ucraina e la Russia;

Georgia

16.  invita l'UE a sostenere il processo di normalizzazione delle relazioni tra la Georgia e la Russia;

17.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, ai parlamenti e ai governi dell'Ucraina, della Moldova e della Georgia, all'FMI, all'OSCE e al Consiglio d'Europa.

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