Procedura : 2016/2695(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0851/2016

Testi presentati :

B8-0851/2016

Discussioni :

PV 05/07/2016 - 14
CRE 05/07/2016 - 14

Votazioni :

PV 06/07/2016 - 6.11
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Testi approvati :

P8_TA(2016)0311

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0851/2016
29.6.2016
PE585.286v01-00
 
B8-0851/2016

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulle sinergie per l'innovazione: i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 e altri fondi e programmi dell'UE a sostegno dell'innovazione (2016/2695(RSP))


Ernest Maragall, Davor Škrlec, Bronis Ropė a nome del gruppo Verts/ALE

Risoluzione del Parlamento europeo sulle sinergie per l'innovazione: i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 e altri fondi e programmi dell'UE a sostegno dell'innovazione (2016/2695(RSP))  
B8-0851/2016

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 4, l'articolo 162 e gli articoli da 174 a 178,

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (di seguito "regolamento recante disposizioni comuni")(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1302/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) per quanto concerne il chiarimento, la semplificazione e il miglioramento delle norme in tema di costituzione e di funzionamento di tali gruppi(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1300/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1084/2006 del Consiglio(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio(7),

–  visto il regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 1982/2006/CE(8),

–  vista la sua risoluzione del 14 gennaio 2014 sul tema "Specializzazione intelligente: collegamento in rete di centri di eccellenza per un'efficace politica di coesione"(9),

–  vista la sua risoluzione del 9 settembre 2015 sugli "investimenti a favore della crescita e della creazione di posti di lavoro: promozione della coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione"(10),

–  vista la sua risoluzione del 26 novembre 2015 sul tema "Verso la semplificazione della politica di coesione per il periodo 2014-2020 e il suo orientamento ai risultati"(11),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 10 giugno 2014, dal titolo "Ricerca e innovazione come fattori di rilancio della crescita" (COM(2014)0339),

–  vista la sesta relazione della Commissione sulla coesione economica, sociale e territoriale, del 23 luglio 2014, dal titolo "Investimenti a favore della crescita e della creazione di posti di lavoro",

–  vista la comunicazione della Commissione, del 26 novembre 2014, dal titolo "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione, del 20 giugno 2014, dal titolo "Favorire le sinergie tra i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 e altri programmi dell'Unione in materia di ricerca, innovazione e competitività" (SWD(2014)0205),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 6 ottobre 2010, dal titolo "Il contributo della politica regionale alla crescita intelligente nell'ambito di Europa 2020" (COM (2010)0553),

–  visto il parere del Comitato delle regioni, del 30 luglio 2013, dal titolo "Colmare il divario in tema di innovazione",

–  visto il parere del Comitato delle regioni, del 20 novembre 2014, dal titolo "Misure volte a favorire la creazione di ecosistemi di startup high-tech",

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la politica di coesione per il periodo di programmazione finanziaria 2014-2020 continua a rappresentare il principale strumento dell'UE esteso a tutte le regioni per gli investimenti nell'economia reale e costituisce al contempo l'espressione della solidarietà europea, diffondendo la crescita e la prosperità e riducendo le disparità economiche, sociali e territoriali, che sono state esacerbate dalla crisi economica e finanziaria;

B.  considerando che la politica di coesione è pienamente allineata alla strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e si basa sull'articolazione dei suoi tre strumenti, ossia il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di coesione (FC), unitamente a un più ampio coordinamento all'interno di un quadro strategico comune con i fondi per lo sviluppo rurale, vale a dire il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e, quanto al settore marittimo e della pesca, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP);

C.  considerando che nel regolamento recante disposizioni comuni sono state fissate disposizioni comuni per tutti e cinque i fondi summenzionati, noti come fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE), mentre le norme specifiche applicabili a ciascuno di essi e all'obiettivo di cooperazione territoriale europea sono oggetto di regolamenti distinti;

D.  considerando che la recente riforma della politica di coesione ha introdotto un numero limitato di obiettivi e priorità, creando convergenza o concentrazione tematica, pur consentendo un certo grado di flessibilità e di adeguamento a talune caratteristiche; che, inoltre, essa ha garantito un principio di partenariato rafforzato e una solida governance multilivello, un approccio ben definito allo sviluppo territoriale, un potenziamento delle sinergie tra i cinque fondi, nonché con altri fondi pertinenti (ad esempio Orizzonte 2020, il programma per il cambiamento e l'innovazione sociale, COSME e LIFE), un'ulteriore semplificazione delle norme di attuazione, un efficace sistema di monitoraggio e valutazione, un quadro di riferimento trasparente in materia di efficacia, norme chiare sull'utilizzo degli strumenti finanziari, un valido sistema di gestione e controllo e un efficace sistema di gestione finanziaria;

E.  considerando che per agevolare l'orientamento all'efficacia e al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 è stata introdotta per ogni Stato membro una riserva di efficacia, costituita dal 6 % delle risorse assegnate a FESR (escluso l'obiettivo di cooperazione territoriale europea), FSE, FC, FEASR e FEAMP e che si prevede di assegnare la riserva solo ai programmi e alle priorità che, sulla base di una valutazione dell'efficacia nel 2019, avranno raggiunto i rispettivi obiettivi intermedi; che sono state introdotte condizionalità ex ante allo scopo di garantire l'efficacia della spesa a titolo dei fondi SIE, mentre un attento monitoraggio e accurate valutazioni fanno sì che la politica di coesione 2014-2020 sia la politica più valutata dall'intero bilancio dell'UE;

F.  considerando che il 14 dicembre 2015 la Commissione ha adottato una comunicazione sul contributo dei fondi SIE alla strategia di crescita dell'UE, al piano di investimenti per l'Europa e alle priorità della Commissione nel corso del prossimo decennio, che costituisce di fatto la relazione sull'attuazione fino a questo momento dei fondi SIE, prevista dall'articolo 16 del regolamento recante disposizioni comuni, la quale illustra altresì gli esiti dei negoziati con tutti gli Stati membri sugli accordi di partenariato, i programmi operativi e le sfide chiave per ciascun paese;

G.  considerando che le sovvenzioni rappresentano il modo corretto di sostenere i progetti con elevate esternalità positive, ossia quelli che arrecano benefici alla società nel suo complesso e sono dunque difficili da valutare sulla base del loro rendimento economico nel breve e medio termine, e che gli strumenti finanziari rappresentano il modo corretto di sostenere i progetti con minori esternalità positive, che devono pertanto essere valutati principalmente in termini di rendimento economico;

1.  ribadisce che i legami tra la politica di coesione e altre politiche e iniziative dell'UE (Orizzonte 2020, il Meccanismo per collegare l'Europa, lo sviluppo rurale, il mercato unico digitale e l'Unione dell'energia) sono stati rafforzati all'interno del quadro strategico comune introdotto dal regolamento recante disposizioni comuni e che la politica di coesione contribuisce così, attraverso tutti i suoi strumenti e obiettivi, compresa l'agenda urbana, l'agenda territoriale, gli investimenti nelle piccole e medie imprese, le strategie per la crescita e la specializzazione intelligenti, al conseguimento degli obiettivi di Europa 2020;

2.  sottolinea che le suddette sinergie sono integrate già a partire dalla fase di pianificazione strategica e richiedono quindi, sin dall'inizio, scelte e pianificazioni strategiche da parte delle regioni e degli Stati membri, al fine di identificare e creare opportunità; segnala che, nel caso di Orizzonte 2020, ciò consiste nell'accrescere la consapevolezza, fornire informazioni, intraprendere campagne di comunicazione e mettere il più possibile in collegamento i punti di contatto nazionali con i responsabili politici e le autorità di gestione dei fondi SIE a livello nazionale e regionale;

3.  sottolinea che la messa a punto di strategie di specializzazione intelligente attraverso il coinvolgimento delle autorità di gestione nazionali o regionali e delle parti interessate, quali università e altri istituti d'istruzione superiore, l'industria e le parti sociali, in un processo di scoperta imprenditoriale rappresenta un obbligo per le regioni e gli Stati membri che intendono investire risorse del FESR nella ricerca e nell'innovazione, dato che dette strategie dovrebbero includere iniziative a monte (creazione di capacità e miglioramento dei sistemi nazionali/regionali di ricerca e innovazione) e a valle (innovazione/mercato) nel quadro di Orizzonte 2020, il quale a sua volta stimola la cooperazione a livello dell'UE volta colmare il divario in tema di innovazione e investe in particolare nella creazione di legami tra i soggetti più all'avanguardia e quanti seguono i loro passi nel contesto dell'obiettivo "Diffondere l'eccellenza e ampliare la partecipazione", mentre la metodologia della specializzazione intelligente può acquisire maggiore importanza quale modello per l'articolazione della politica di coesione post 2020;

4.  ritiene che l'orientamento ai risultati della politica di coesione debba essere rafforzato ulteriormente; sottolinea l'urgente necessità di rafforzare le sinergie con le altre politiche dell'UE a favore della competitività, in particolare nel campo della ricerca e dello sviluppo, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, delle energie rinnovabili e delle piccole e medie imprese, nell'ottica di aumentare il tasso di sfruttamento dei risultati dell'UE nel settore della ricerca e dello sviluppo, creare nuovi posti di lavoro di alta qualità, mantenere quelli esistenti e di promuovere l'economia verde; invita la Commissione a esaminare le opzioni per aumentare le sinergie nell'utilizzo dei diversi strumenti dell'UE, in particolare tra Orizzonte 2020 e le iniziative per la specializzazione intelligente (RIS3);

5.  osserva che, nel periodo di programmazione 2014-2020, la politica di coesione consente agli strumenti finanziari di svolgere un ruolo più decisivo e che tali strumenti, se attuati in maniera efficace, possono aumentare l'impatto dei finanziamenti per lo sfruttamento commerciale dell'innovazione, ad esempio nel settore dell'efficienza energetica; sottolinea, tuttavia, che sono necessari maggiori dati per comprendere come si possano utilizzare efficacemente tali strumenti finanziari; ricorda che le sovvenzioni e gli strumenti finanziari non finanziano lo stesso tipo di attività e che tali diverse forme di sostegno sono indirizzate a tipi diversi di beneficiari e progetti; esprime profonda preoccupazione per il futuro delle sovvenzioni nei programmi dell'UE; sottolinea che per taluni settori e tipi di attività è importante che si continuino a concedere sovvenzioni; mette in risalto la necessità di mantenere in futuro il giusto equilibrio tra sovvenzioni e strumenti finanziari; rammenta la necessità di rafforzare ulteriormente la responsabilità, la trasparenza e l'orientamento ai risultati degli strumenti finanziari;

6.  sottolinea che, poiché le politiche del FEIS e quelle dei fondi SIE (coesione, sviluppo rurale e pesca) riguardano livelli politici e istituzionali differenti, esse devono completarsi a vicenda, non da ultimo in termini di risorse; esprime preoccupazione in merito alla proposta della Commissione di coprire la quota degli investimenti a rischio più elevato per mezzo dei fondi SIE piuttosto che del FEIS quando gli strumenti saranno combinati; ritiene che ciò determini incertezza giuridica nell'uso dei fondi SIE e sia contrario alla motivazione originaria alla base del FEIS di fornire agli investimenti dell'UE una maggiore capacità di assunzione del rischio;

7.  osserva che le sinergie con altre politiche e altri strumenti devono essere ulteriormente rafforzate per massimizzare l'impatto degli investimenti; ricorda, a tale riguardo, il progetto pilota "Scala verso l'eccellenza" (S2E) finanziato dal bilancio dell'UE, che continua a fornire sostegno a regioni di tredici Stati membri nello sviluppo e nello sfruttamento delle sinergie tra i fondi SIE; mette in risalto l'importanza di identificare altresì ambiti di specializzazione correlati in altre regioni e in altri Stati membri, al fine di instaurare una collaborazione con essi, prepararsi meglio a cogliere le opportunità offerte dai progetti multinazionali e creare contatti a livello internazionale;

8.  segnala che i fondi a titolo di Orizzonte 2020 sono insufficienti e che progetti valutati quali eccellenti non ricevono finanziamenti; mette in risalto che è necessario sbloccare finanziamenti alternativi, ad esempio concedendo sovvenzioni a titolo dei fondi SIE ai progetti di Orizzonte 2020 ritenuti eccellenti, con l'aiuto del marchio di eccellenza;

9.  sottolinea che il FEIS deve svolgere un ruolo complementare e supplementare rispetto ai fondi SIE e ad altri programmi dell'UE come Orizzonte 2020; sottolinea la necessità di assicurare piena coerenza e sinergie tra tutti gli strumenti dell'UE, al fine di evitare sovrapposizioni o contraddizioni tra loro o tra i diversi livelli di attuazione strategica; rammenta che il riesame della strategia Europa 2020 deve affrontare tale sfida con l'obiettivo di utilizzare tutte le risorse disponibili in maniera efficace e di conseguire i risultati attesi per quanto riguarda gli obiettivi strategici generali, dato che la quantità, la qualità e l'impatto degli investimenti nella ricerca e nell'innovazione dovrebbero essere incrementati attraverso l'uso coordinato degli strumenti della politica di coesione e di Orizzonte 2020;

10.  prende atto dell'attività esplorativa del commissario per la ricerca, la scienza e l'innovazione in vista dell'eventuale istituzione di un consiglio europeo per l'innovazione atto a migliorare il coordinamento delle iniziative nel settore dell'innovazione all'interno dell'UE (dicembre 2015); mette in guardia dall'aggiungere ulteriori livelli a un insieme già complesso di strumenti finanziati dall'UE (quali l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia, i meccanismi per le tecnologie emergenti e future, il partenariato pubblico-privato contrattuale, le iniziative tecnologiche congiunte, il partenariato europeo per l'innovazione, il meccanismo InnovFin e i finanziamenti a titolo del FEIS); ricorda alla Commissione che l'innovazione si verifica a livello regionale e locale e che pertanto uno strumento o organismo decisionale centralizzato molto probabilmente non sarebbe lo strumento più efficace;

11.  richiama l'attenzione sul progetto "Verso una convergenza economica regionale" (TREC), attualmente in corso e volto a riunire poli industriali e centri tecnologici in diverse regioni dell'UE più o meno all'avanguardia, al fine di promuovere l'analisi comparativa, lo scambio delle migliori pratiche, l'innovazione e l'elaborazione di strategie per colmare i divari; chiede un attento monitoraggio dei risultati del progetto e, qualora esso si dimostri efficace, l'identificazione di modalità con cui includerlo negli attuali strumenti di finanziamento contemplati dalla rubrica del bilancio riguardante la competitività;

12.  sottolinea che, come riconosciuto dalla Corte dei conti, il finanziamento dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) è troppo concentrato all'interno di pochi paesi e di un numero limitato di partner delle comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI), considerato che cinque paesi ricevono il 73 % dei finanziamenti dell'EIT; invita la Commissione e l'EIT a incrementare sostanzialmente i finanziamenti e le attività nell'ambito dei sistemi regionali di innovazione, al fine di favorire l'innovazione in un numero più vasto di regioni e diffondere più ampiamente le attività di sostegno dell'EIT;

13.  chiede alla Commissione di pubblicare una comunicazione sull'attuazione delle sinergie, in quanto, ad eccezione di un riferimento al loro potenziale nell'utilizzo delle scarse risorse di investimento e alle prospettive generali per quanto riguarda la risposta futura alle nuove sfide, la questione non viene affrontata nella sua relazione, elaborata a norma dell'articolo 16 del regolamento recante disposizioni comuni, benché le raccomandazioni specifiche per paese siano parte integrante di tali sinergie;

14.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.

(2)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289.

(3)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470.

(4)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.

(5)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 303.

(6)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 281.

(7)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 487.

(8)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104.

(9)

Testi approvati, P7_TA(2014)0002.

(10)

Testi approvati, P8_TA(2015)0308.

(11)

Testi approvati, P8_TA(2015)0419.

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