Procedura : 2016/2891(RSP)
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Ciclo del documento : B8-1051/2016

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B8-1051/2016

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PV 05/10/2016 - 8.6
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P8_TA(2016)0377

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-1051/2016
28.9.2016
PE589.640v01-00
 
B8-0151/2016

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla necessità di una politica di reindustrializzazione europea alla luce dei recenti casi Caterpillar e Alstom (2016/2891(RSP))


Françoise Grossetête, David Casa, Seán Kelly, Pascal Arimont, Georges Bach, Ivo Belet, Deirdre Clune, Lara Comi, Krišjānis Kariņš, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Elisabeth Morin-Chartier, Claude Rolin, Massimiliano Salini, Anne Sander, Sven Schulze, Csaba Sógor, Romana Tomc, Tom Vandenkendelaere, Lorenzo Cesa, Antonio Tajani a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla necessità di una politica di reindustrializzazione europea alla luce dei recenti casi Caterpillar e Alstom (2016/2891(RSP))  
B8-0151/2016

Il Parlamento europeo,

–  visti l'annuncio della chiusura dello stabilimento Caterpillar in Belgio, che ha comportato il licenziamento collettivo di oltre 2 000 dipendenti e che pone a rischio altri 4 000-7000 posti di lavoro tra le imprese dell'indotto e relative PMI della regione, nonché della chiusura dello stabilimento Caterpillar di Monkstown, a Newtownabbey, Irlanda del Nord, che potrebbe comportare la scomparsa di 250 posti di lavoro,

–  visti l'annuncio di Alstom circa l'intenzione di cessare la produzione di treni nel proprio stabilimento di Belfort in Francia e il trasferimento di oltre 400 posti di lavoro in altri stabilimenti, come pure della riduzione di posti di lavoro in ragione della ristrutturazione dell'ex stabilimento Alstom di Sesto San Giovanni (Italia),

–  considerando che, a partire dal 2012, i fabbricanti di attrezzature pesanti si trovano ad affrontare un insieme di difficili condizioni di mercato in regioni e settori industriali chiave,

–  visto il numero crescente di segnalazioni circa il trasferimento al di fuori dell'Europa di attività a monte ad alta intensità di manodopera, che contribuisce a un calo della produzione e dell'occupazione industriale in numerosi paesi europei e incide negativamente sull'intero tessuto economico e sociale;

–  visti il perdurare di un elevato tasso di disoccupazione in Europa e i cambiamenti intervenuti nel settore dei brevetti di produzione,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'informazione e la consultazione dei lavoratori sono elementi fondamentali del modello sociale europeo;

B.  considerando che nel 2012 la Commissione ha annunciato una nuova strategia, promettendo una "nuova rivoluzione industriale" intesa a potenziare l'attività industriale portandola al 20% del prodotto interno lordo dell'UE entro il 2020, rispetto al poco più del 15% di allora, e a ritornare ai livelli precedenti alla flessione economica;

C.  considerando che, per conservare e creare posti di lavoro, gli Stati membri debbono stabilire le giuste condizioni per le imprese dell'Unione, che si trovano ad affrontare una concorrenza mondiale agguerrita, in cui non tutte le parti in causa rispettano le stesse norme e regole;

D.  considerando che la crescita economica mondiale ed europea permane modesta e non è sufficiente a indurre miglioramenti nei settori delle costruzioni e delle infrastrutture, delle risorse, dell'energia e dei trasporti;

E.  considerando che una società come Caterpillar prevede attualmente un calo del 40% delle vendite e delle entrate per il 2016 rispetto al 2012, e che sarebbe la prima volta nei 90 anni di storia della società che le vendite e le entrate sono diminuite per quattro anni consecutivi;

F.  considerando che gli annunci di vaste ristrutturazioni industriali rappresentano un duro colpo per i lavoratori interessati, le loro famiglie e le collettività cui appartengono;

1.  esprime il proprio sostegno a tutti i lavoratori interessati e alle loro famiglie e deplora gli effetti deleteri di tali chiusure sulle economie locali;

2.  ricorda che l'Europa è un'economia sociale di mercato, i cui principali obiettivi sono un mercato del lavoro dinamico, sistemi previdenziali efficienti e una crescita economica sostenibile per i nostri cittadini;

3.  esorta le società multinazionali a tenere conto dei loro obblighi giuridici, sociali e morali nei confronti dei loro dipendenti e delle regioni in cui operano all'atto di esaminare strategie per accrescere l'efficienza dei costi;

4.  invita tutte le autorità competenti a garantire la piena conformità con la normativa nazionale ed europea in materia di informazione e consultazione dei lavoratori da parte di tutti i soggetti in causa, in particolare in caso di ristrutturazioni;

5.  sottolinea, tuttavia, che i casi di Caterpillar e Alstom sono soltanto degli esempi deplorevoli di un problema assai più vasto cui sono confrontate le imprese europee; ritiene insufficiente la risposta data finora ai problemi cui devono far fronte le imprese europee; sottolinea pertanto, a tale proposito, che le politiche dell'UE intese a promuovere la reindustrializzazione devono assumere un carattere di urgenza nel tentativo di risolvere i problemi persistenti nel più breve tempo possibile;

6.  sottolinea la necessità che le imprese rispettino i loro obblighi giuridici ai sensi del diritto europeo e nazionale, privilegiando l'informazione e la consultazione dei lavoratori e la possibilità di esaminare le alternative proposte dalle parti sociali;

7.  insiste sulla necessità che la dirigenza di Caterpillar tenga debitamente conto delle alternative che saranno proposte dai propri dipendenti nel quadro della procedura Renault;

8.  ricorda che la dirigenza di Caterpillar ha già proceduto, nel 2013, alla ristrutturazione del proprio stabilimento di Gosselies, riducendone l'organico di 1 600 unità e chiedendo nel contempo al personale restante uno sforzo senza precedenti per sostenere il sito di Gosselies a lungo termine;

9.  invita gli Stati membri e la Commissione a completare il mercato interno affinché sia competitivo e in grado di attrarre e mantenere gli investimenti privati, di preservare le importanti catene del valore dell'UE e di creare posti di lavoro;

10.  invita i legislatori a garantire condizioni idonee per il successo del settore europeo delle attrezzature, grazie a una domanda interna sostenuta di costruzioni e infrastrutture e una maggiore competitività delle imprese del settore sul mercato mondiale;

11.  ricorda che è responsabilità dei decisori politici conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020 di fare dell'Europa la regione più competitiva al mondo e promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;

12.  invita la Commissione e la Banca europea per gli investimenti a concentrarsi soprattutto sulle regioni più colpite dalla deindustrializzazione e ad accelerare urgentemente il sostegno a favore di progetti in tali regioni;

13.  chiede alla Commissione di elaborare una vera e propria strategia industriale europea a lungo termine in modo da raggiungere l'obiettivo di garantire che il 20% del prodotto interno lordo provenga dal settore industriale, come previsto dalla strategia Europa 2020;

14.  sottolinea la necessità che l'obiettivo di reindustrializzazione del 20% vada di pari passo con gli obiettivi dell'Unione in materia di clima ed energia e che le disposizioni relative alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio siano definite in modo tale da non obbligare le industrie ad alta intensità energetica ad abbandonare l'Europa e a mantenere i nuovi investimenti nell'Unione;

15.  invita la Commissione a mobilitare rapidamente tutti i fondi disponibili, in particolare il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, per assicurare quanto prima il reinserimento professionale dei lavoratori in esubero dello stabilimento Caterpillar di Gosselies e di Alstom e di tutti i loro subappaltatori e, se del caso, garantire loro un sostegno adeguato per acquisire nuove competenze;

16.  plaude alla task force istituita dalla Commissione, che fungerà da interfaccia tra quest'ultima e le autorità belghe;

17.  invita i servizi nazionali per l'impiego a intensificare la cooperazione a livello nazionale e internazionale al fine di migliorare i canali d'informazione e la corrispondenza tra le offerte di lavoro la domanda;

18.  chiede una maggiore mobilità dei lavoratori in Europa, migliorandone l'occupabilità grazie a un maggiore riconoscimento delle competenze e delle qualifiche a livello transfrontaliero, nonché al miglioramento delle competenze linguistiche;

19.  ritiene che l'accesso al credito nell'Unione sia uno dei maggiori problemi che impediscono alle imprese di competere su scala mondiale; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a garantire un migliore accesso ai finanziamenti per le imprese dell'Unione, in particolare per le microimprese e le PMI, migliorandone in tal modo le capacità di realizzazione di progetti, e a garantire loro migliori servizi di consulenza e di assistenza tecnica;

20.  è del parere che il nesso tra ricerca e imprese sia indispensabile per rafforzare la competitività industriale dell'Unione; invita in tal senso la Commissione e gli Stati membri a promuovere e incoraggiare attivamente l'intensificazione della collaborazione tra centri di ricerca, università e imprese, al fine di promuovere sia l'innovazione che la crescita economica;

21.  chiede di migliorare il contesto per la ricerca mediante un incremento dei fondi per il settore R&S, una migliore interazione con le imprese e una migliore interconnessione dei vari programmi di finanziamento dell'UE e nazionali;

22.  accoglie con favore la proposta di regolamento recante modifica dei regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) 2015/1017 per quanto riguarda la proroga della durata del Fondo europeo per gli investimenti strategici, nonché l'apporto di miglioramenti tecnici a tale Fondo e al Polo europeo di consulenza sugli investimenti;

23.  evidenzia la necessità di un migliore coordinamento fra i programmi di istruzione e formazione e le esigenze dei mercati del lavoro in evoluzione; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a promuovere la formazione e l'insegnamento delle TIC e delle STEM al fine di dotare la forza lavoro attuale e futura delle pertinenti competenze digitali;

24.  sottolinea la cruciale necessità di sviluppare competenze tecniche, soprattutto nel settore manifatturiero, e riconosce che la grande importanza annessa all'istruzione universitaria negli ultimi anni ha messo in ombra in un certo qual modo tale aspetto; chiede pertanto lo sviluppo e l'ampiamento dei sistemi di apprendistato e sottolinea la necessità di promuovere l'importanza di personale tecnico qualificato;

25.  esorta la Commissione ad assicurare una politica commerciale proattiva dell'Unione, che sia in sintonia con i suoi obiettivi industriali; rammenta la necessità di trovare rapidamente un accordo sullo "strumento internazionale in materia di appalti pubblici" e sulla revisione dei regolamenti relativi agli strumenti di difesa commerciale; invita la Commissione a garantire un accesso al mercato nettamente migliore per le industrie europee; le chiede altresì di tenere conto dei potenziali effetti sociali ed economici per la competitività delle imprese dell'Unione derivanti dal riconoscimento dello status di economie di mercato ai paesi con economia dirigistica o economia non di mercato;

26.  invita la Commissione, al fine di rafforzare la competitività, a restare fedele all'approccio "grande per le grandi cose e piccola per le piccole cose", nel debito rispetto dei principi di proporzionalità e sussidiarietà, al fine di trarre pienamente vantaggio dal mercato interno – il motore della crescita dell'Unione – a costo zero;

27.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

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