Procedura : 2016/2872(RSP)
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Ciclo del documento : B8-1133/2016

Testi presentati :

B8-1133/2016

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PV 27/10/2016 - 3
CRE 27/10/2016 - 3

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P8_TA(2016)0425

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-1126/2016
19.10.2016
PE589.733v01-00
 
B8-1133/2016

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B8-1803/2016

a norma dell'articolo 128, paragrafo 5, del regolamento


sul Servizio volontario europeo (2016/2872(RSP))


María Teresa Giménez Barbat, Ilhan Kyuchyuk, Yana Toom, Marian Harkin, Marielle de Sarnez a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sul Servizio volontario europeo (2016/2872(RSP))  
B8-1133/2016

Il Parlamento europeo,

–  vista la decisione del Consiglio del 27 novembre 2009 relativa all'Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva (2011)(1),

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 settembre 2011 dal titolo"Politiche dell'UE e volontariato: riconoscere e promuovere le attività di volontariato transfrontaliero nell'UE" (COM(2011)0568),

–  vista l'agenda politica per il volontariato in Europa dell'Alleanza per l'anno europeo del volontariato 2011,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 20 dicembre 2012, sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale(2),

–  vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2013 su volontariato e attività volontaria in Europa(3),

–  vista la sua risoluzione del 12 giugno 2012 su "Riconoscere e promuovere le attività di volontariato transfrontaliero nell'UE”(4),

–  vista la Carta europea dei diritti e delle responsabilità dei volontari(5),

–  vista la sua risoluzione del 22 aprile 2008 sul contributo del volontariato alla coesione economica e sociale(6),

–  vista l'interrogazione alla Commissione sul Servizio volontario europeo (O-000107/2016 – B8-1803/2016),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che nel 2016 il Servizio volontario europeo (SVE) compie 20 anni e che in questi due decenni hanno ottenuto sostegno 100 000 volontari;

B.  sottolineando che l'Anno europeo del volontariato 2011, fortemente sostenuto dal Parlamento europeo, ha costituito un'importante opportunità politica per evidenziare il valore aggiunto del volontariato in Europa e che adesso, cinque anni dopo, il Parlamento europeo dovrebbe riflettere sull'impatto che l'Anno europeo del volontariato 2011 ha esercitato sullo sviluppo delle politiche e sul modo in cui il volontariato è integrato in programmi chiave europei, quali Erasmus+ e il suo Servizio volontario europeo;

C.  ricordando che l'Anno europeo del volontariato 2011 ha fornito l'impulso e il contesto per la creazione e/o la revisione dei quadri nazionali e giuridici in materia di volontariato in tutta Europa; sottolineando, tuttavia, che l'Europa non dispone ancora di una politica coordinata sul volontariato con un unico punto di contatto in seno alle istituzioni dell'UE;

D.  ricordando che le attività di volontariato sono intraprese per libera scelta, volontà e motivazione individuali, senza fini di lucro; sottolineando che esse possono essere considerate percorsi di solidarietà e un modo per rispondere a necessità e preoccupazioni umane, sociali o ambientali;

E.  sottolineando che il volontariato ha valore e importanza essendo una delle manifestazioni di solidarietà più evidenti, che promuove e agevola l'inclusione sociale, sviluppa il capitale sociale e produce trasformazioni nella società; che il volontariato contribuisce sia allo sviluppo di una fiorente società civile, capace di offrire soluzioni creative e innovative alle sfide comuni, sia alla crescita economica e che, in quanto tale, merita di essere misurato in modo specifico e mirato in termini di capitale economico e sociale;

F.  ricordando che un ambiente favorevole è fondamentale affinché un maggior numero di cittadini europei si impegni nel volontariato, garantendo quindi che l'infrastruttura del volontariato disponga di risorse sicure e sostenibili, in particolare nel caso delle organizzazioni di volontari;

G.  evidenziando che il volontariato richiede una combinazione di meccanismi di supporto e/o adeguate strutture organizzative, che dovrebbe essere rafforzata ulteriormente da un idoneo quadro giuridico in cui siano definiti i diritti e le responsabilità dei volontari e del volontariato;

H.  sottolineando che ognuno dovrebbe aver diritto a un accesso equo alle opportunità di volontariato e alla protezione da ogni tipo di discriminazione, come pure alla conciliazione dell'attività di volontariato con la propria vita privata e professionale, in modo da poter disporre di una certa flessibilità nell'attività di volontariato;

I.  evidenziando che il riconoscimento del volontariato è essenziale anche per promuovere incentivi adeguati per tutti i soggetti interessati e, in tal modo, aumentare la portata, la qualità e l'impatto del volontariato; che a tal fine è necessario sviluppare una cultura del riconoscimento, che mostri il volontariato quale forza trainante per mettere in pratica i valori europei;

J.  riconoscendo che il nuovo QFP dell'UE per il periodo 2014-2020 ha garantito la destinazione di taluni finanziamenti UE al volontariato e che in particolare il programma "Europa per i cittadini", attualmente gestito dalla DG HOME, ha mantenuto il volontariato tra le sue priorità; sottolineando che il nuovo programma Erasmus+ continua a offrire opportunità di finanziamento e sostegno ai progetti di volontariato, in particolare grazie al programma SVE, e che la DG ECHO ha avviato il programma "Volontari dell'Unione per l'aiuto umanitario" allo scopo di fornire un sostegno pratico ai progetti di assistenza umanitaria; osservando che, tuttavia, le organizzazioni di volontariato continuano a disporre di un accesso molto limitato ad altri importanti fondi dell'UE, quali i fondi strutturali e di investimento europei;

K.  ricordando che l'attuale crisi dei rifugiati è un esempio pertinente e un simbolo palese dell'importanza dei volontari e del modo in cui essi incarnano i valori europei, contribuiscono alla resilienza e sono pronti a offrire soluzioni flessibili e pragmatiche alle sfide comuni; rammentando che il volontariato è un catalizzatore di integrazione sociale e invitando gli Stati membri a incoraggiare i migranti a offrirsi volontaricome fattore essenziale della loro integrazione sociale;

1.  riconosce che il volontariato è una manifestazione di solidarietà, libertà e responsabilità che contribuisce a rafforzare la cittadinanza attiva e allo sviluppo umano personale e che esso rappresenta uno strumento essenziale per l'inclusione e la coesione sociale, la formazione, l'istruzione e il dialogo interculturale, in grado di fornire nel contempo un importante contributo alla diffusione dei valori europei; sottolinea che i suoi vantaggi sono altresì riconosciuti nel volontariato effettuato con i paesi terzi quale strumento strategico per promuovere la comprensione reciproca e le relazioni interculturali;

2.  evidenzia l'importanza di predisporre un quadro giuridico che definisca lo status di volontario, con diritti e responsabilità per i volontari e il volontariato, e che agevoli la mobilità e il riconoscimento; incoraggia gli Stati membri che non hanno ancora definito un quadro giuridico per i volontari ad avvalersi della Carta europea dei diritti e delle responsabilità dei volontari;

3.  invita gli Stati membri a mettere in pratica processi di convalida concreti in linea con la raccomandazione del Consiglio del 2012; chiede che ogni futura iniziativa nell'ambito del passaporto europeo delle competenze e dell'Europass attribuisca maggiore importanza all'apprendimento acquisito attraverso esperienze formali, informali e non formali, compreso il volontariato; ricorda che il volontariato fornisce competenze che facilitano l'accesso al mercato del lavoro e che tali competenze dovrebbero riflettersi in un curriculum basato su un approccio dal basso verso l'alto, dando risalto alle competenze acquisite attraverso il volontariato e la buona volontà;

4.  invita gli Stati membri a promuovere lo SVE nei loro sistemi di istruzione e accademici quale strumento per diffondere l'educazione alla solidarietà e all'impegno civico tra le giovani generazioni;

5.  propone di sostenere e concretizzare l'idea di consentire alle attività di volontariato di beneficiare di sovvenzioni UE a titolo del cofinanziamento, come recentemente proposto dalla Commissione nell'ambito della proposta di nuovo regolamento finanziario;

6.  rileva che in Europa quasi 100 milioni di cittadini di tutte le età sono volontari e che il loro lavoro contribuisce alla produzione di circa il 5% del PIL; invita la Commissione a prendere in considerazione il valore economico dei beni e servizi forniti dai volontari attraverso una strategia più incentrata sul volontariato;

7.  invita gli Stati membri ad adottare il sistema messo a punto dall'Organizzazione internazionale del lavoro per misurare il valore economico del volontariato; invita Eurostat a sostenere gli Stati membri in tale esercizio per garantire la raccolta di dati comparativi in Europa, ma anche al fine di sviluppare, a livello UE, indicatori e metodi di misurazione comuni dell'impatto sociale del volontariato;

8.  invita gli Stati membri a creare programmi di servizio volontario nazionale adeguatamente finanziati e a migliorare l'accesso a un'informazione di qualità sulle opportunità di volontariato a livello nazionale e locale, in particolare grazie alle reti di informazione giovanili esistenti e alle attività di informazione tra pari; incoraggia gli Stati membri a creare centri nazionali per il servizio civile, che promuovano altresì le opportunità di volontariato internazionale;

9.  raccomanda una maggiore internazionalizzazione dello SVE e propone di invitare tutti i paesi EFTA/SEE, i paesi in via di adesione e i paesi candidati a cooperare con gli Stati membri UE, conformemente ai loro accordi di associazione e agli accordi bilaterali con l'UE; sottolinea l'esigenza di proporre maggiori opportunità di volontariato all'estero e di migliorare la cooperazione delle organizzazioni di volontariato sia nell'UE che nei paesi limitrofi;

10.  chiede alla Commissione di condurre uno studio sui programmi nazionali di servizio volontario, nonché sui corpi di servizio civile e di solidarietà e sul contesto attuale per i potenziali volontari tra gli Stati membri, onde agevolare la comprensione reciproca e la diffusione delle buone pratiche, e di favorire la creazione di un servizio civile europeo, il tutto al fine di promuovere la cittadinanza dell'UE;

11.  invita la Commissione a migliorare e rimodellare la strategia di comunicazione in materia di SVE, evidenziando il valore sociale, umano e civile del volontariato, anziché concentrarsi sulla possibilità di viaggiare gratis in tutta Europa grazie allo SVE;

12.  sostiene l'idea della Commissione di creare una nuova iniziativa di volontariato, i "Corpi di solidarietà dell'UE"; invita la Commissione a garantire, in particolare, la partecipazione delle organizzazioni di volontariato alla progettazione dell'iniziativa e ad accertarsi che la sua attuazione non comprometta le dotazioni già destinate ad altri programmi;

13.  insiste sull'opportunità che il programma SVE vada a beneficio degli individui e delle organizzazioni coinvolti, come pure della società nel suo insieme, e rafforzi la dimensione dell'impegno civico del programma Erasmus+; sottolinea l'importanza di promuovere lo SVE tra tutti i giovani, specialmente quelli non ancora interessati al volontariato e alla mobilità, in modo da motivarli e favorire un nuovo atteggiamento, senza escludere le generazioni più adulte, che possono apportare un importante contributo, ad esempio in qualità di mentori;

14.  sottolinea il ruolo dell'invecchiamento attivo nel volontariato e rafforza il ruolo dei cittadini giovani e meno giovani nell'impegno civico in Europa, sfruttando l'impulso fornito dall'Anno europeo delle attività di volontariato (2011) e dall'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni (2012);

15.  sottolinea che lo SVE dovrebbe essere basato su offerte di volontariato di qualità e ispirarsi alla Carta del volontariato e ai principi della Carta della qualità sulla mobilità dell'apprendimento e che lo SVE dovrebbe essere basato su una struttura che incoraggi le organizzazioni di volontariato a diventare organizzazioni di accoglienza, fornendo loro finanziamenti e formazione adeguati, potenziando al contempo il ruolo delle organizzazioni di coordinamento che sostengono un gran numero di organizzazioni di accoglienza, ad esempio in termini di amministrazione e di formazione;

16.  rammenta che lo SVE dovrebbe basarsi su una struttura che permetta un accesso rapido e agevole dei giovani al programma per cui chiede una semplificazione dell'attuale sistema di presentazione delle domande;

17.  sottolinea la necessità di rafforzare il follow-up e la dimensione locale dopo un'esperienza di volontariato all'estero, fornendo sostegno non solo prima della partenza, ma anche al ritorno, alle comunità locali sotto forma di una formazione post-orientamento e post-integrazione;

18.  insiste sulla necessità dell'offerta di un tutoraggio di qualità nell'intero processo grazie a una gestione responsabile dei volontari e rendendo questi ultimi consapevoli della propria responsabilità per quanto riguarda l'impegno con l'organizzazione e la comunità;

19.  raccomanda che la Commissione prenda in considerazione la posizione dell'Alleanza europea per il volontariato e di altre organizzazioni di volontariato le cui raccomandazioni si rispecchiano nell'agenda politica per il volontariato in Europa (2011);

20.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 

(1)

GU L 17 del 22.1.2010, pag. 43.

(2)

GU C 398 del 22.12.2012, pag. 1.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2013)0549.

(4)

GU C 332 E del 15.11.2013, pag. 14.

(5)

http://ec.europa.eu/citizenship/pdf/volunteering_charter_en.pdf

(6)

GU C 259 E del 29.10.2009, pag. 9.

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