Procedura : 2016/2935(RSP)
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Ciclo del documento : B8-1163/2016

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B8-1163/2016

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PV 26/10/2016 - 15

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P8_TA(2016)0423

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-1162/2016
24.10.2016
PE593.589v01-00
 
B8-1163/2016

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione dei giornalisti in Turchia (2016/2935(RSP))


Elena Valenciano, Pier Antonio Panzeri, Clara Eugenia Aguilera García, Nikos Androulakis, Zigmantas Balčytis, Hugues Bayet, Brando Benifei, José Blanco López, Vilija Blinkevičiūtė, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Soledad Cabezón Ruiz, Nicola Caputo, Andrea Cozzolino, Miriam Dalli, Viorica Dăncilă, Isabella De Monte, Tanja Fajon, Jonás Fernández, Monika Flašíková Beňová, Doru-Claudian Frunzulică, Enrico Gasbarra, Michela Giuffrida, Theresa Griffin, Sergio Gutiérrez Prieto, Cătălin Sorin Ivan, Liisa Jaakonsaari, Eva Kaili, Cécile Kashetu Kyenge, Javi López, Krystyna Łybacka, Vladimír Maňka, Louis-Joseph Manscour, Costas Mavrides, Sorin Moisă, Alessia Maria Mosca, Victor Negrescu, Momchil Nekov, Demetris Papadakis, Emilian Pavel, Vincent Peillon, Pina Picierno, Tonino Picula, Kati Piri, Miroslav Poche, Liliana Rodrigues, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Daciana Octavia Sârbu, Siôn Simon, Tibor Szanyi, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Paul Tang, Claudia Țapardel, Marc Tarabella, Julie Ward, Carlos Zorrinho, Miltiadis Kyrkos a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei giornalisti in Turchia (2016/2935(RSP))  
B8-1163/2016

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Turchia, in particolare la risoluzione del 15 gennaio 2015 sulla libertà di espressione in Turchia: recenti arresti di giornalisti e dirigenti mediatici e pressioni sistematiche nei confronti dei mezzi di comunicazione(1),

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla Turchia, del 18 luglio 2016,

–  viste le dichiarazioni del Commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa,

–  vista la dichiarazione congiunta rilasciata il 16 luglio 2016 dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e dal commissario per la politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento sulla situazione in Turchia,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 21 luglio 2016 dal vicepresidente/alto rappresentante e dal commissario per la politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento sulla proclamazione dello stato di emergenza in Turchia,

–  visto il dialogo politico ad alto livello UE-Turchia del 9 settembre 2016,

–  vista l'importanza fondamentale attribuita, nel processo di adesione all'UE, al rispetto dello Stato di diritto, compresa la libertà di espressione,

–  vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo,

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1966,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il 15 luglio 2016 in Turchia si è verificato un tentativo di rovesciare illegalmente il governo eletto nel quale più di 250 persone sono rimaste uccise e più di 2 100 ferite;

B.  considerando che, in seguito al tentativo di colpo di Stato del 15 luglio 2016, la polizia turca ha arrestato almeno 99 giornalisti e scrittori, nei confronti dei quali nella maggior parte dei casi non è ancora stata formulata alcuna accusa, il che porta il numero degli operatori dei media detenuti con accuse presumibilmente connesse all'esercizio del loro diritto alla libertà di espressione ad almeno 130, al 20 ottobre 2016; che 64 dei summenzionati giornalisti arrestati dopo il 15 luglio 2016 sono stati rilasciati;

C.   considerando che fra i giornalisti detenuti figurano il celebre scrittore Asli Erdogan, che era anche membro del consiglio consultivo ed editorialista presso il quotidiano curdo Özgür Gündem, adesso chiuso, l'accademico ed editorialista Mehmet Altan e suo fratello Ahmet Altan, scrittore ed ex editore del settimanale Taraf;

D.  considerando che il pluralismo, la diversità e l'indipendenza dei mezzi di comunicazione sono essenziali in qualsiasi società democratica; che senza libertà di espressione e libertà dei mezzi di comunicazione, una collettività attiva e impegnata è impensabile;

E.  considerando che, a norma delle disposizioni del decreto emesso in seguito alla proclamazione dello stato di emergenza, ai giornalisti arrestati sono stati negati il diritto di avvalersi di un difensore durante i primi cinque giorni di detenzione, il diritto di scegliere un difensore durante la detenzione da parte della polizia e la riservatezza della relazione cliente-avvocato e che i loro diritti di visita sono stati limitati; che alcuni giornalisti stanno subendo restrizioni ancora più severe;

F.  considerando che alcuni dei giornalisti detenuti sarebbero stati vittime di maltrattamenti, minacce, insulti e attacchi in prigione; che sono pervenute segnalazioni gravi riguardo al fatto che i co-redattori capo del quotidiano adesso chiuso Özgür Gündem, Bilir Kaya e Inan Kizilkaya, siano stati torturati in prigione;

G.  considerando che durante i primi due mesi e mezzo di stato di emergenza, le autorità hanno chiuso circa 150 organi d'informazione e imprese editoriali, lasciando oltre 2 300 giornalisti e operatori dei media senza un impiego;

H.  considerando che in seguito al tentativo di colpo di Stato, i giornalisti sono stati presi di mira con sanzioni amministrative, tra cui la confisca del passaporto, restrizioni di viaggio ai titolari dei passaporti "grigi" speciali, il ritiro delle tessere professionali, e altre restrizioni arbitrarie, come gli arresti temporanei senza accuse; che lo stato di emergenza ha sospeso ogni possibilità di appello dinanzi alla legge contro tali decisioni;

I.  considerando che in seguito al tentativo di colpo di Stato, i familiari dei giornalisti, pur non essendo personalmente indagati, sono stati anch'essi arrestati e hanno subito sanzioni amministrative, tra cui anche la confisca del passaporto;

J.  considerando che a seguito del tentativo di colpo di Stato giornalisti stranieri sono stati arrestati ed espulsi dalla Turchia;

K.  considerando che più di 150 organi d'informazione sono stati chiusi dopo il colpo di Stato fallito, compresi 46 quotidiani, 29 emittenti televisive, 31 stazioni radiofoniche, 3 agenzie di stampa, 16 riviste e 28 case editrici; che Zarok TV, un canale per bambini di cartoni animati in lingua curda, è tra quelli colpiti;

L.  considerando che con la recente chiusura violenta delle principali stazioni radiofoniche ed emittenti televisive dell'opposizione con incursioni della polizia, comprese IMC TV, Hayatin Sesi TV e Özgür Radio, e con l'arresto dei giornalisti che vi lavoravano, la libertà dei mezzi d'informazione e la libertà di parola sono in grave pericolo in Turchia, mentre il pluralismo rischia di scomparire e l'autocensura aumenta drasticamente;

M.  considerando che la Turchia occupa il 151° posto su 180 paesi nella più recente classifica mondiale sulla libertà di stampa redatta da Reporter senza frontiere; che, in base alla graduatoria sulla libertà di stampa e dei media stilata da Freedom House, in Turchia la stampa è classificata come non libera e la libertà di Internet è considerata solo parziale;

N.  considerando che il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, compresa la libertà di espressione, sono valori fondamentali dell'Unione europea, e che la Turchia ha assunto un impegno formale in relazione a tali valori attraverso la domanda di adesione all'UE e i relativi negoziati, nonché in quanto membro a pieno titolo del Consiglio d'Europa;

1.  condanna fermamente il tentativo di colpo di Stato del 15 luglio 2016 in Turchia; sostiene le istituzioni legittime della Turchia; deplora l'elevato numero di persone che hanno perso la vita ed esprime la propria solidarietà alle vittime e alle loro famiglie;

2.  sottolinea che il governo turco ha il diritto e il dovere di svolgere indagini sull'efferato tentativo di colpo di Stato del luglio 2016 e di assicurare i responsabili alla giustizia; condanna tuttavia gli atti di repressione di massa nei confronti di giornalisti, scrittori e rappresentanti dei media in Turchia, compresi giornalisti famosi come Nazli Ilicak, Sahin Alpay, Asli Erdogan, Murat Aksoy, Ahmet Altan e Mehmet Altan, senza alcuna prova di un loro coinvolgimento nei crimini;

3.  ribadisce che la situazione dei giornalisti e della libertà dei mezzi d'informazione è andata deteriorandosi nel corso degli ultimi anni ed esprime preoccupazione per l'ulteriore involuzione, a seguito della proclamazione dello stato di emergenza, nella situazione della libertà dei media in Turchia;

4.  invita le autorità turche a rilasciare immediatamente e incondizionatamente tutti i giornalisti detenuti, in mancanza di prove inconfutabili di una loro attività criminale; sottolinea la necessità di evitare la detenzione di giornalisti sulla base del contenuto dei loro articoli o di presunte affiliazioni, anche in casi in cui sono mosse accuse contro di loro, e di garantire che la detenzione preventiva resti un'eccezione;

5.  rammenta che una stampa libera e pluralista è una componente essenziale di ogni democrazia; ricorda alle autorità turche che occorre fare estrema attenzione quando si ha a che fare con media e giornalisti, in quanto la libertà di espressione e la libertà dei media sono essenziali per il funzionamento di una società democratica e aperta; incoraggia il governo turco a fornire alla polizia e ai pubblici ministeri orientamenti chiari sull'importanza della libertà dei media e a garantire che qualsiasi decisione di avviare indagini penali nei confronti di giornalisti o agenzie di stampa si basi su prove nette di illeciti penali, risponda all'interesse pubblico e non pregiudichi la libertà di espressione;

6.  ricorda alle autorità turche che i decreti dello stato di emergenza non dovrebbero essere utilizzati come pretesto per facilitare gravi violazioni dei diritti umani, mettere a tacere i dissidenti e chiudere gli organi d'informazione; ricorda che i diritti umani e lo Stato di diritto devono essere rispettati conformemente ai principi della Convezione europea dei diritti dell'uomo e del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, che includono il diritto alla vita, il divieto della tortura e di trattamenti inumani o degradanti, la presunzione di innocenza, la certezza giuridica, nulla poena sine lege, l'individualità dei crimini, un giusto processo, l'indipendenza del potere giudiziario, informazioni ampie e trasparenti sulle accuse e il pieno accesso agli elementi di prova;

7.  invita le autorità turche a porre fine alle sanzioni amministrative adottate contro i giornalisti, tra cui il ritiro del passaporto e delle tessere professionali, le restrizioni di viaggio ai titolari dei passaporti "grigi" speciali, e altre restrizioni arbitrarie, come gli arresti temporanei senza accuse;

8.  invita le autorità turche ad astenersi dal trattare anche i famigliari dei giornalisti indagati come potenziali sospetti e dall'imporre loro sanzioni amministrative o di altro tipo;

9.  esorta le autorità turche a prevenire il ricorso alla violenza, alle minacce e ai maltrattamenti nei confronti dei sospetti e a eseguire indagini credibili su casi verificati; invita il governo turco a svolgere un'indagine sulle accuse di tortura dei giornalisti detenuti, in particolare i co-redattori capo del quotidiano adesso chiuso Özgür Gündem, Bilir Kaya e Inan Kizilkaya;

10.  è profondamente preoccupato per la chiusura di più di 150 organi d'informazione, comprese IMC TV e Zarok TV, che trasmette cartoni animati per bambini in lingua curda; chiede che tali emittenti televisive siano riaperte, la loro indipendenza ripristinata e gli impiegati licenziati riassunti; chiede alle autorità turche di porre fine alla pratica di utilizzare impropriamente le disposizioni del codice penale per nominare amministratori fiduciari presso gli organi d'informazione privati e di cessare le interferenze dell'esecutivo nelle organizzazioni di stampa indipendenti, anche per quanto riguarda le decisioni editoriali, i licenziamenti di giornalisti ed editori, e le pressioni e intimidazioni contro gli organi d'informazione e i giornalisti critici;

11.  esorta la Turchia ad attenuare le tensioni del clima politico successivo al tentativo di colpo di Stato le quali creano un ambiente che limita la libertà di espressione nei media e su Internet;

12.  sottolinea che la Turchia deve far fronte alla reale minaccia del terrorismo; ribadisce tuttavia che la legislazione turca antiterrorismo definita in termini generali non dovrebbe essere utilizzata per punire i giornalisti per aver esercitato il diritto alla libertà di espressione;

13.  esorta la Turchia a mettere mano a riforme che dovrebbero assicurare un sistema adeguato di pesi e contrappesi (checks and balances) che garantisca pienamente la libertà, incluse la libertà di pensiero e di espressione e la libertà dei media, nonché la democrazia, l'uguaglianza, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani;

14.  ribadisce che occorre prestare maggiore attenzione ai media indipendenti nel quadro dello strumento di assistenza preadesione e chiede alla delegazione dell'UE in Turchia di seguire da vicino i futuri processi di tutti i giornalisti e gli scrittori;

15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e al presidente, al governo e al Parlamento della Turchia.

 

(1)

Testi approvati, P8_TA(2015)0014.

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