Procedura : 2016/2933(RSP)
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Ciclo del documento : B8-1249/2016

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B8-1249/2016

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PV 24/11/2016 - 8.6
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P8_TA(2016)0449

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-1249/2016
21.11.2016
PE593.683v01-00
 
B8-1249/2016

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Siria (2016/2933(RSP))


Charles Tannock, Geoffrey Van Orden, Angel Dzhambazki, Branislav Škripek, Ryszard Antoni Legutko, Ryszard Czarnecki, Tomasz Piotr Poręba, Karol Karski, Anna Elżbieta Fotyga, Ruža Tomašić, Raffaele Fitto, Jana Žitňanská, Valdemar Tomaševski, Zdzisław Krasnodębski a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Siria (2016/2933(RSP))  
B8-1249/2016

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Siria, in particolare quella del 6 ottobre 2016(1),

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  viste le convenzioni di Ginevra del 1949 e i relativi protocolli aggiuntivi,

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1966,

–  visti la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989 e il relativo protocollo opzionale sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati del 2000,

–  vista la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme d'intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o sul credo del 1981,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio del 9 dicembre 1948,

–  viste le conclusioni della conferenza di Londra sulla Siria del febbraio 2016,

–  visto lo statuto di Roma della Corte penale internazionale,

–  viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria, in particolare la risoluzione 2254 (2015),

–  vista la dichiarazione congiunta rilasciata il 2 ottobre 2016 dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e dal Commissario per gli aiuti umanitari e la protezione civile, Christos Stylianides, sulla situazione ad Aleppo,

–  vista la riunione dei ministri degli Esteri tenutasi il 16 ottobre 2016 a Londra,

–  viste le decisioni del Consiglio concernenti misure restrittive dell'Unione europea nei confronti dei responsabili della repressione violenta in Siria, ivi inclusa quella del 14 novembre 2016,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che sei anni di conflitto, violenza estrema e brutalità in Siria hanno provocato la morte di oltre 400 000 persone, con più di 13 milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria;

B.  considerando che la guerra in Siria ha gradualmente coinvolto le grandi potenze regionali e mondiali, ha posto in evidenza profonde divisioni e ha messo a repentaglio la sicurezza regionale e internazionale in generale;

C.  considerando che i sistemi dell'istruzione, della sanità e della previdenza sociale della Siria sono al collasso a causa del sanguinoso conflitto;

D.  considerando che, dall'inizio del conflitto, la speranza di vita in Siria si è drasticamente ridotta di circa 15 anni, quasi la metà dei bambini non frequenta più la scuola, metà degli ospedali sono stati parzialmente o completamente distrutti, le perdite economiche complessive sono pari al 468 % del PIL del paese nel 2010 e quattro siriani su cinque vivono in condizioni di povertà, di cui il 30 % in condizioni di povertà estrema;

E.  considerando che, secondo una relazione delle Nazioni Unite del marzo 2015, le perdite economiche complessive dall'inizio del conflitto ammontano a 202 miliardi di USD;

F.  considerando che la Russia è uno dei principali sostenitori del presidente siriano Bashar al-Assad e che la sopravvivenza del regime è essenziale al mantenimento degli interessi russi nel paese; che, in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Russia ha posto il veto a risoluzioni che criticavano il presidente al-Assad e continua a fornire sostegno militare al regime siriano nonostante le critiche internazionali;

G.  considerando che si ritiene che l'Iran fornisca un considerevole sostegno militare e finanziario al fine di sostenere il regime di Assad e tutelare i suoi interessi regionali;

H.  considerando che il diritto internazionale umanitario e le norme in materia di diritti umani vietano gli attacchi contro individui o gruppi in ragione della loro identità religiosa o etnica, nonché gli attacchi a danno dei civili che non prendono parte alle ostilità e delle persone che portano aiuti umanitari a chi è rimasto intrappolato nel conflitto; che tali azioni possono costituire crimini di guerra e crimini contro l'umanità;

I.  considerando che, il 19 settembre 2016, almeno 18 dei 31 camion di un convoglio che trasportava aiuti umanitari a 78 000 persone in zone di Aleppo controllate dai ribelli sono stati colpiti da un attacco aereo, causando la morte di almeno 12 persone; che tali attacchi costituiscono una minaccia alla consegna sicura di aiuti umanitari in altre parti della Siria;

J.  considerando che lo statuto di Roma della Corte penale internazionale, firmato e ratificato da tutti gli Stati membri dell'UE, dichiara che i crimini più gravi che costituiscono motivo di preoccupazione per la comunità internazionale nel suo complesso, in particolare il genocidio, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra, non devono rimanere impuniti;

K.  considerando che l'uso della tortura, gli arresti di massa e la distruzione su vasta scala di zone abitate ha raggiunto livelli drammatici, causando lo sfollamento di molti siriani e costringendoli ad allontanarsi ulteriormente dall'assistenza umanitaria che è loro indispensabile;

L.  considerando che il 14 novembre 2016 il Consiglio ha deciso di includere 17 ministri e il governatore della Banca centrale della Siria nell'elenco delle persone soggette alle misure restrittive dell'UE nei confronti del regime siriano;

1.  condanna la sofferenza indiscriminata dei civili innocenti provocata dai bombardamenti e da altre azioni militari, nonché dalla privazione degli aiuti umanitari, e ritiene che l'uso di armi incendiarie e altri tipi di munizioni contro obiettivi e infrastrutture civili siano equiparabili a crimini di guerra;

2.  chiede l'immediata cessazione dei bombardamenti e degli attacchi indiscriminati a danno dei civili, degli operatori umanitari e delle strutture mediche, in modo da consentire l'evacuazione dei casi medici più urgenti da Aleppo e da altre zone assediate e da agevolare l'avvio immediato di negoziati significativi volti a garantire la pace in Siria;

3.  plaude al lavoro svolto dagli operatori umanitari per portare soccorso, cibo, acqua e medicinali alle persone rimaste intrappolate nel conflitto che ne hanno urgentemente bisogno, ed esorta tutte le parti coinvolte nel conflitto a garantire alle agenzie umanitarie il libero e sicuro accesso ai civili colpiti dalla guerra;

4.  condanna senza riserve l'attacco aereo che il 19 settembre 2016 ha colpito un convoglio umanitario nei pressi di Aleppo ed esprime costernazione per le vittime di tale attacco; chiede inoltre un'indagine approfondita su quanto accaduto e sostiene che simili azioni minacciano gli sforzi in atto per risolvere pacificamente il conflitto;

5.  sottolinea l'urgente necessità di sforzi mirati a livello internazionale e regionale onde risolvere la crisi siriana; continua a esortare tutti i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad assumersi le proprie responsabilità in merito alla crisi siriana; esorta tutti i paesi attivamente impegnati nella ricerca di una soluzione alla crisi a sostenere tali sforzi; condanna inoltre la Russia per avere posto il veto a numerose risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite inerenti al conflitto in Siria;

6.  apprende con forte preoccupazione che, nonostante la riserva siriana di armi chimiche note sia stata distrutta, sembrano essere ripresi gli attacchi con gas di cloro a Idlib e ad Aleppo;

7.  è a favore del perseguimento dinanzi alla Corte penale internazionale delle persone accusate di attacchi indiscriminati a danno delle popolazioni civili, della deliberata sottrazione di aiuti umanitari destinati a coloro che muoiono di fame, dell'utilizzo di armi chimiche contro innocenti nonché dell'organizzazione del ricorso alla tortura e alle violenze sessuali, e si impegna a continuare ad adoperarsi ai fini dell'assunzione di responsabilità in Siria;

8.  esorta con urgenza l'Unione europea e i suoi Stati membri a estendere il regime sanzionatorio in modo da includere un maggiore numero di persone e organismi responsabili di violazioni dei diritti umani in Siria;

9.  chiede alla Russia di esercitare la sua influenza sul regime di Assad per porre fine agli attacchi contro i civili in Siria;

10.  invita a riprendere quanto prima i negoziati politici sotto l'egida delle Nazioni Unite a Ginevra in modo da porre fine al conflitto e alleviare le sofferenze del popolo siriano; si rammarica profondamente, a tale riguardo, per il fallimento dei colloqui tra gli Stati Uniti e la Russia mirati a risolvere il conflitto e incoraggia entrambe le parti e riprendere i negoziati il prima possibile;

11.  plaude alla generosità dei paesi confinanti con la Siria nel fornire rifugio a chi fugge dal conflitto; accoglie inoltre con favore il sostegno fornito dall'UE, dai suoi Stati membri e da paesi terzi nel mobilizzare fondi per sovvenire all'urgente necessità di sostegno umanitario;

12.  riconosce che la guerra ha messo a dura prova le comunità e le finanze dei paesi del vicinato della Siria e incoraggia nuovamente la comunità internazionale a rispettare gli impegni assunti nel febbraio 2016 in occasione della conferenza di Londra sul sostegno alla Siria per quanto riguarda l'assistenza alle persone colpite dalla guerra;

13.  plaude al lavoro dell'inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura, e di tutte le persone impegnate a garantire una soluzione duratura e pacifica alla crisi attuale;

14.  incoraggia fortemente il Consiglio, e in generale la comunità internazionale, a continuare a imporre sanzioni il più severe possibile nei confronti dei responsabili della repressione violenta della popolazione civile in Siria nonché di chi trae vantaggi dal regime, lo sostiene e/o è associato a tali persone; osserva altresì che la decisione del Consiglio del 14 novembre 2016 ha portato a 234 il numero totale delle persone soggette a divieto di viaggio o al congelamento dei beni in ragione della repressione violenta perpetrata nei confronti della popolazione civile in Siria;

15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale della Lega araba, al governo e al parlamento della Repubblica araba siriana nonché ai governi e ai parlamenti dei paesi confinanti con la Siria.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2016)0382.

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