Procedura : 2017/2510(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0123/2017

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B8-0123/2017

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PV 01/02/2017 - 16
CRE 01/02/2017 - 16

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PV 02/02/2017 - 7.6
CRE 02/02/2017 - 7.6
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P8_TA(2017)0017

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0120/2017
25.1.2017
PE598.434v01-00
 
B8-0123/2017

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

presentata a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla crisi dello Stato di diritto nella Repubblica democratica del Congo e in Gabon (2017/2510(RSP))


Elena Valenciano, Jo Leinen, Norbert Neuser, Cécile Kashetu Kyenge a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sulla crisi dello Stato di diritto nella Repubblica democratica del Congo e in Gabon (2017/2510(RSP))  
B8-0123/2017

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla democrazia e sullo Stato di diritto in diversi paesi africani, in particolare la Repubblica democratica del Congo (RDC), segnatamente quelle del 10 marzo 2016(1), del 23 giugno 2016(2) e del 1° dicembre 2016(3),

–  vista la dichiarazione presidenziale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 4 gennaio 2017, che accoglie con favore l'accordo di pace globale e inclusivo nella Repubblica democratica del Congo,

–  vista la dichiarazione del Consiglio dell'UE del 12 dicembre 2016 che adotta sanzioni nei confronti di sette persone responsabili di atti di violenza nella Repubblica democratica del Congo,

–  vista la relazione finale 2016 della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea in Gabon,

–  vista la dichiarazione congiunta rilasciata il 24 settembre 2016 dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante (VP/AR), Federica Mogherini, e dal commissario per la cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica, a seguito dell'annuncio da parte della Corte costituzionale gabonese dei risultati ufficiali delle elezioni presidenziali,

–  vista la relazione annuale dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, pubblicata il 27 luglio 2015, sulla situazione dei diritti umani e le attività dell'Ufficio comune delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo nella RDC,

–  viste le dichiarazioni rilasciate dalla delegazione dell'UE sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica democratica del Congo, in particolare quelle del 23 novembre 2016 e del 24 agosto 2016,

–  vista la dichiarazione congiunta rilasciata l'11 settembre 2016 dai portavoce del VP/AR Federica Mogherini e del commissario per la cooperazione internazionale e lo sviluppo Neven Mimica,

–  vista la propria discussione in seduta plenaria del 13 settembre 2016 sulla situazione in Gabon,

–  viste le dichiarazioni dell'UE del 25 giugno 2016 sulla situazione dei diritti umani nella RDC nonché del 2 agosto 2016 e del 24 agosto 2016 sul processo elettorale nella RDC, rilasciate a livello locale in seguito all'avvio del dialogo nazionale nella RDC,

–  vista la risoluzione dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE, del 15 giugno 2016, sulla situazione pre-elettorale e di sicurezza nella Repubblica democratica del Congo,

–  vista la Costituzione del Gabon,

–  viste le conclusioni del Consiglio dell'Unione europea sulla Repubblica democratica del Congo del 23 maggio e del 17 ottobre 2016,

–  visto l'accordo di partenariato di Cotonou rivisto,

–  vista la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli del giugno 1981,

–  vista la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, in un momento in cui molti paesi africani continuano a essere alle prese con la corruzione, le crescenti disuguaglianze sociali ed economiche e l'indebolimento delle istituzioni statali, una serie di atti di violenza dimostra la presenza di problemi nella legislazione, imputabili principalmente a nomine di parte e al predominio di un unico partito; che tale circostanza comporta spesso la perdita di vite umane e gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

B.  considerando che le elezioni rivestono un'importanza cruciale e un loro svolgimento pacifico, trasparente, regolare e tempestivo contribuirebbe enormemente a rafforzare i progressi compiuti da una democrazia in fase di consolidamento;

C.  considerando che le agenzie umanitarie stimano che l'instabilità politica stia facendo precipitare i due paesi nel caos e gettando le loro popolazioni, già provate dalle varie crisi passate e presenti, in una povertà e insicurezza estreme, circostanza per cui, oggi più che mai, milioni di persone necessitano di assistenza;

D.  considerando che le proteste scoppiate durante la crisi post-elettorale in Gabon nell'agosto 2016 e contro il governo del presidente Kabila nella RDC al momento della scadenza del suo mandato il 19 dicembre 2016, hanno comportato un grave deterioramento della situazione dei diritti umani e della libertà dei mezzi di comunicazione, caratterizzato da un aumento delle violenze tra la popolazione civile e da arresti mirati da parte delle autorità in entrambi i paesi;

E.  considerando che nella RDC almeno dieci organi di informazione e stazioni radiofoniche sono stati chiusi dalle autorità negli ultimi due anni;

Repubblica democratica del Congo

F.  considerando che Joseph Kabila è presidente della Repubblica democratica del Congo dal 2011; che il secondo e, in base alla Costituzione, ultimo mandato di Kabila era destinato a concludersi il 19 dicembre 2016; che il presidente Kabila ha rinviato le elezioni ed è rimasto al potere anche dopo la conclusione, il 19 dicembre, del suo mandato costituzionale, e che tale circostanza ha provocato tensioni politiche, disordini e violenze senza precedenti così come la morte di numerose persone in tutto il paese; che nella RDC, secondo una relazione delle Nazioni Unite, 40 persone sono state uccise, 107 ferite e almeno 460 arrestate nel corso di varie manifestazioni a fine dicembre 2016;

G.  considerando che il 31 dicembre 2016, dopo settimane di controversie e false partenze, i leader dell'opposizione congolese, con la mediazione della Conferenza episcopale cattolica del Congo e sotto l'egida dell'Unione africana, hanno firmato a Kinshasa un accordo politico globale e inclusivo con il partito del presidente Joseph Kabila, che fa seguito all'accordo politico raggiunto il 18 ottobre 2016 in base al quale il presidente è tenuto a dimettersi dopo le elezioni che devono aver luogo prima della fine del 2017;

H.  considerando che il 18 gennaio 2017 la coalizione di governo del Congo ha aperto un "centro elettorale" con l'obiettivo di fornire un supporto logistico e di sensibilizzare la popolazione in vista delle elezioni previste entro la fine del 2017;

Gabon

I.  considerando che il 31 agosto 2016 Ali Bongo, il presidente uscente del Gabon, è stato dichiarato il vincitore delle elezioni presidenziali in seguito all'annuncio da parte del ministero dell'Interno del risultato provvisorio, sulla base dei risultati forniti dalla commissione elettorale nazionale (CENAP);

J.  considerando che Jean Ping e i suoi sostenitori hanno impugnato e condannato senza indugio tale risultato; che presso la Corte costituzionale è stato presentato un ricorso vertente su irregolarità elettorali e in cui si chiede di procedere a un nuovo conteggio;

K.  considerando che gli osservatori internazionali, in particolare la missione di osservazione elettorale dell'Unione europea, hanno riscontrato anomalie nell'elaborazione dei risultati, in particolare nella provincia di Haut-Ogooué; che l'opposizione ha altresì chiesto di procedere a un nuovo conteggio in tale provincia, dove il presidente Bongo avrebbe ottenuto il 95 % dei voti, con un'affluenza alle urne del 99 %; che anche i membri della commissione elettorale del Gabon hanno messo in dubbio il conteggio nella provincia di Haut-Ogooué;

L.  considerando che fra le altre anomalie segnalate figura il rifiuto di effettuare un nuovo conteggio dei voti e di confrontare i verbali redatti dai due schieramenti; che l'Unione africana e la Comunità economica dell'Africa centrale hanno chiesto la pubblicazione dei risultati seggio per seggio; che le autorità gabonesi non hanno accolto tale richiesta e che, al contrario, le schede elettorali sono state incenerite, rendendo molto difficile la verifica dei risultati ufficiali delle elezioni;

M.  considerando che il 24 settembre 2016 la Corte costituzionale ha annunciato i risultati ufficiali e definitivi delle elezioni presidenziali, confermando la vittoria di Ali Bongo; che, tuttavia, l'esame del ricorso non ha fugato tutti i dubbi circa l'esito delle elezioni presidenziali;

N.  considerando che, il giorno successivo alle elezioni, l'accesso a Internet è stato bloccato per un mese; che il 31 agosto 2016, in seguito all'annuncio dei risultati provvisori, sono scoppiate manifestazioni di piazza in tutto il paese; che nella notte del 31 agosto 2016 i membri delle forze di sicurezza hanno preso d'assalto il quartier generale del comitato elettorale di Jean Ping, provocando gravi episodi di violenza, sfociati nella morte di diverse persone e in centinaia di arresti;

O.  considerando che il rifiuto di procedere a nuovo conteggio dei voti e di comparare i verbali redatti dai due schieramenti non ha permesso di chiarire i seri dubbi riguardo all'esito delle elezioni presidenziali;

P.  considerando che molteplici constatazioni prima e dopo le elezioni del 2016 hanno associato il regime di Bongo a violazioni dei diritti umani, come ad esempio arresti arbitrari, tortura o maltrattamenti nonché uccisione o rapimento di persone e giornalisti che si sono opposti al suo regime o alla sua rielezione, e che il caso più recente è l'arresto di giornalisti di Echos du Nord il 3 novembre 2016;

Q.  considerando che, in risposta a una richiesta delle autorità gabonesi indicante "prove di istigazione a commettere atti di genocidio e crimini contro l'umanità" da parte dei sostenitori dell'opposizione, il procuratore della Corte penale internazionale ha annunciato l'avvio di un'indagine preliminare sulla situazione postelettorale in Gabon;

R.  considerando che la missione di osservazione elettorale dell'Unione europea, la quale è stata estremamente critica nei confronti del processo elettorale, è stata oggetto di ripetuti atti di intimidazione e di una vasta campagna sulle reti dei media sociali volta a metterne in discussione la credibilità; che le dichiarazioni dei rappresentanti delle autorità del Gabon hanno contribuito a tale campagna, come emerge dalla pubblicazione, in particolare nel Journal du Dimanche, di articoli in cui si sostiene che i membri della missione di osservazione elettorale sarebbero stati spiati dai servizi segreti gabonesi nonché dal fatto che sia stata aperta un'inchiesta nel tentativo di screditare la missione e le relative conclusioni;

1.  deplora la perdita di vite umane durante le manifestazioni degli ultimi mesi sia nella Repubblica democratica del Congo che in Gabon ed esprime le sue più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime;

2.  condanna fermamente le continue minacce, gli attacchi e l'uso della forza come pure le gravi restrizioni e intimidazioni subite da manifestanti pacifici, membri dell'opposizione, difensori dei diritti umani e giornalisti in Gabon e nella RDC; chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici;

3.  ricorda che sia il Gabon sia la RDC hanno assunto l'impegno nel quadro dell'accordo di Cotonou di rispettare la democrazia, lo Stato di diritto e i principi in materia di diritti umani, che includono la libertà di espressione e dei mezzi di comunicazione, la buona governance e la trasparenza nelle cariche politiche;

4.  invita la delegazione dell'UE a continuare a seguire da vicino gli sviluppi in Gabon e nella RDC, ad impiegare tutti i mezzi e gli strumenti appropriati per sostenere i difensori dei diritti umani e i movimenti a favore della democrazia e a condurre un dialogo politico rafforzato con le autorità, come sancito dall'articolo 8 dell'accordo di Cotonou;

5.  invita i governi del Gabon e della Repubblica democratica del Congo a svolgere un riesame rapido e approfondito delle procedure elettorali e ad attuare celermente le riforme necessarie a migliorare i processi e creare un clima di fiducia tra i cittadini nei confronti dei rispettivi governi;

Repubblica democratica del Congo

6.  plaude agli strenui sforzi compiuti dai mediatori della Conferenza episcopale nazionale del Congo (Conférence Episcopale Nationale du Congo – CENCO) al fine di agevolare l'accordo inteso a raggiungere una soluzione di compromesso consistente in un periodo transitorio che potrebbe portare allo svolgimento delle tanto attese elezioni presidenziali prima della fine del 2017, senza dover modificare la Costituzione; invita sia le autorità sia l'opposizione ad astenersi da qualunque azione o dichiarazione suscettibili di diffondere maggiormente i disordini;

7.  deplora che il governo e la commissione elettorale nazionale indipendente (CENI) non siano riusciti a organizzare le elezioni presidenziali nella RDC entro i termini stabiliti dalla Costituzione; ribadisce il suo appello affinché le elezioni si svolgano in modo regolare e tempestivo, nel pieno rispetto della Costituzione della RDC e della Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo, e sottolinea la responsabilità del governo della RDC di garantire un ambiente favorevole allo svolgimento, nei tempi più brevi possibili, di elezioni trasparenti, credibili e inclusive;

8.  esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani e la crescente limitazione dello spazio politico nella RDC, in particolare per la strumentalizzazione del sistema giudiziario e le violenze e intimidazioni a danno dei difensori dei diritti umani, dell'opposizione politica e dei giornalisti; chiede il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici; esorta le autorità a revocare immediatamente tutte le restrizioni imposte ai mezzi di comunicazione;

9.  si compiace del fatto che l'UE abbia adottato sanzioni mirate, tra cui il divieto di viaggio e il congelamento dei beni, nei confronti dei responsabili della violenta repressione e della destabilizzazione del processo democratico nella RDC; invita il Consiglio a valutare la possibilità di estendere tali misure restrittive in caso di ulteriori violenze;

10.  ribadisce la propria disponibilità a collaborare con i partner internazionali al fine di garantire la messa a punto di un piano chiaro e completo per finanziare le elezioni congolesi e a comunicare tale piano al vasto pubblico, a condizione che vi siano un calendario credibile e una chiara volontà politica di procedere con le elezioni, di modo che l'assenza di risorse non ostacoli lo svolgimento delle elezioni previste dalla Costituzione;

Gabon

11.  ritiene che i risultati ufficiali delle elezioni presidenziali manchino di trasparenza e siano altamente improbabili, il che ha portato a mettere in discussione la legittimità del presidente Bongo;

12.  chiede pertanto che la questione del riconteggio dei voti sia deferita non solo alla Corte costituzionale ma anche all'Unione africana e alle Nazioni Unite; chiede l'avvio della missione post-elettorale dell'Unione africana, inizialmente prevista a settembre 2016;

13.  invita gli Stati membri dell'UE ad avviare un dialogo politico intensificato con il governo del Gabon, nell'ottica di ottenere impegni per il rafforzamento della democrazia, la buona governance e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, che sono valori sanciti dall'accordo di Cotonou e dall'atto costitutivo dell'Unione africana;

14.  esorta il Consiglio europeo ad avviare un processo di consultazione ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou non appena si riscontri una mancanza di progressi nel dialogo politico intensificato; esorta l'UE, qualora non sia possibile raggiungere un accordo nell'ambito del processo di consultazione, ad adottare opportuni provvedimenti, come ad esempio restrizioni di viaggio e congelamento dei fondi, nei confronti delle istituzioni e persone responsabili della manipolazione dei risultati elettorali e delle violazioni dei diritti umani nel periodo immediatamente successivo alle elezioni;

15.  deplora il fatto che la procedura di ricorso, che ha portato a dichiarare Ali Bongo vincitore delle elezioni, sia stata condotta in maniera poco chiara, impedendo di dissipare tutti i dubbi circa il risultato definitivo, e che la Corte costituzionale non abbia tenuto in debito conto le irregolarità osservate in alcune province;

16.  continua a nutrire profonda preoccupazione per il ruolo effettivo svolto dalla CENI, da cui dipende in larga misura la legittimità del processo elettorale; ricorda che la CENI dovrebbe essere un'istituzione imparziale e inclusiva, dotata di risorse sufficienti a consentire lo svolgimento di un processo globale e trasparente;

17.  condanna con la massima fermezza le intimidazioni e le minacce che i membri della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea hanno subito così come gli attacchi che mettono in dubbio la neutralità e la trasparenza della missione stessa; esorta le autorità gabonesi a rispettare e attuare pienamente le raccomandazioni contenute nella relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'UE;

18.  deplora il fatto che, in violazione del memorandum d'intesa firmato tra l'Unione europea e il governo del Gabon, alla missione di osservazione elettorale dell'Unione europea sia stato concesso soltanto un accesso limitato allo spoglio centralizzato dei voti presso le commissioni elettorali locali (LEC) e la sede della CENAP a Libreville e, successivamente, alla procedura di ricorso costituzionale;

19.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Unione africana, al presidente, al primo ministro e al parlamento della RDC e del Gabon, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani e all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2016)0085.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2016)0290.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2016)0479.

Avviso legale