Procedura : 2019/2543(RSP)
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B8-0086/2019

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CRE 31/01/2019 - 9.16
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P8_TA(2019)0061

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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30.1.2019
PE631.687v01-00
 
B8-0086/2019

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Venezuela (2019/2543(RSP))


João Pimenta Lopes, João Ferreira, Miguel Viegas, Marina Albiol Guzmán, Paloma López Bermejo, Neoklis Sylikiotis, Takis Hadjigeorgiou, Nikolaos Chountis, Eleonora Forenza, Maria Lidia Senra Rodríguez, Younous Omarjee a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Venezuela (2019/2543(RSP))  
B8-0086/2019

Il Parlamento europeo,

–  visti il capo 1, articolo 1, paragrafo 2, della Carta delle Nazioni Unite del 1945 e l'obiettivo ivi enunciato di sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto dei principi dell'uguaglianza dei diritti e dell'autodeterminazione dei popoli, nonché di adottare ogni altra misura atta a rafforzare la pace universale,

–  visti l'articolo 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici e l'articolo 1 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, i quali stabiliscono che tutti i popoli hanno il diritto all'autodeterminazione e che, in virtù di tale diritto, decidono liberamente il loro status politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale,

–  visto il principio di non ingerenza sancito nella Carta delle Nazioni Unite,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  vista la dichiarazione del vertice dei capi di Stato e di governo della Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (CELAC) e dell'UE, del 10 e 11 giugno 2015, in cui i firmatari ribadiscono il loro impegno a perseguire tutti gli obiettivi e i principi sanciti nella Carta delle Nazioni Unite e confermano il loro sostegno a tutti gli sforzi volti a difendere l'uguaglianza sovrana di tutti gli Stati e a rispettare la loro integrità territoriale e indipendenza politica,

–  vista la Costituzione del Venezuela,

–  vista la dichiarazione del parlamento latinoamericano, in particolare il suo rifiuto di qualsiasi tentativo di intervento straniero, diretto o indiretto, negli affari interni della Repubblica bolivariana del Venezuela e i suoi appelli per un dialogo costruttivo,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il 20 maggio 2018 si sono svolte in Venezuela in maniera costituzionale, libera e democratica le elezioni presidenziali e del consiglio legislativo regionale; che alle elezioni hanno partecipato 16 partiti e 4 candidati alla carica di presidente; che solo 3 partiti dell'opposizione hanno deciso di boicottare le elezioni;

B.  considerando che le elezioni presidenziali sono state anticipate su richiesta dell'opposizione; che all'ultimo momento l'opposizione non ha firmato un accordo politico ed elettorale elaborato nella Repubblica dominicana con la mediazione dell'ex primo ministro spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero;

C.  considerando che le elezioni si sono svolte in condizioni eque, giuste e trasparenti, sotto la vigilanza di un consiglio elettorale nazionale equilibrato, fornendo a tutti i partecipanti un livello sufficiente di garanzie;

D.  considerando che 200 osservatori internazionali indipendenti, tra cui l'ex Presidente della Spagna José Luis Zapatero, l'ex ministro degli Affari esteri di Cipro, Marcos Cipriani, e l'ex Presidente del Senato francese, Jean-Pierre Bel, hanno assistito alle elezioni venezuelane su invito delle pertinenti autorità del Venezuela;

E.  considerando che il 20 maggio 2018 Nicolás Maduro ha vinto le elezioni con il 68 % dei voti;

F.  considerando che le elezioni governatoriali si sono svolte a ottobre 2018 e quelle comunali a dicembre 2018 con la partecipazione dei partiti dell'opposizione; che l'opposizione contesta soltanto le elezioni presidenziali tenutesi nelle stesse circostanze delle altre tre elezioni;

G.  considerando che il 23 gennaio 2019 il Venezuela ha dovuto far fronte a un tentativo di colpo di Stato in cui Juan Guaidó si è autodichiarato Presidente ad interim del paese; che tale atto non ha alcuna base costituzionale o giuridica, dato che non sono state soddisfatte le premesse degli articoli costituzionali invocati;

H.  considerando che gli Stati Uniti e il cosiddetto gruppo di Lima hanno convalidato tale tentativo di colpo di Stato, riconoscendo Juan Guaidó come Presidente ad interim del paese, mentre altri paesi hanno riconosciuto nel contempo Nicolás Maduro come il legittimo Presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela;

I.  considerando che il 24 gennaio 2019 una dichiarazione patrocinata dagli Stati Uniti in cui si esorta l'Organizzazione degli Stati americani a riconoscere Juan Guaidó come Presidente ad interim è stata respinta da 18 dei suoi membri;

J.  considerando che in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stata respinta una proposta degli Stati Uniti volta a sostenere il colpo di Stato di Juan Guaidó; che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha invece chiesto un dialogo aperto e inclusivo all'interno del paese per allentare le tensioni;

K.  considerando che più di 20 paesi, tra cui membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, gli Stati membri della CARICOM e molti altri hanno chiesto un dialogo aperto e inclusivo nel paese per risolvere i suoi attuali problemi;

L.  considerando che la situazione economica e sociale in Venezuela è peggiorata enormemente negli ultimi anni a seguito dell'aumento delle sanzioni economiche e finanziarie degli Stati Uniti e dell'UE, che hanno condotto all'iperinflazione, alla carenza di forniture, alla crescente povertà, alla scarsità di medicinali e di attrezzature mediche;

M.  considerando l'urgente necessità di superare la situazione attuale in Venezuela e di negoziare una via d'uscita;

O.  considerando che questa settimana molti paesi nella regione, tra cui il Messico e l'Uruguay, hanno espresso la volontà di impegnarsi come mediatori o facilitatori al fine di pervenire a una soluzione attraverso un dialogo nazionale inclusivo;

1.  condanna fermamente il tentativo di colpo di Stato in Venezuela, l'autoproclamazione di Juan Guaidó come Presidente ad interim del paese al di fuori del quadro costituzionale e la strategia di legittimare un intervento straniero in Venezuela sostenuto dagli Stati Uniti e dal cosiddetto gruppo di Lima;

2.  teme che la situazione attuale possa condurre a un'escalation della violenza in Venezuela; sottolinea, a tale riguardo, che una soluzione pacifica e politica rispetto ai problemi esistenti dovrebbe essere negoziata dai venezuelani nel quadro della Costituzione del Venezuela e senza ingerenze straniere;

3.  invita tutte le forze politiche del paese a riprendere il percorso del dialogo e dei negoziati; ricorda che il dialogo interrotto un anno addietro dall'opposizione ha avuto come esito il testo dell'Accordo sulla coesistenza democratica per il Venezuela e sottolinea che tale accordo potrebbe rappresentare il punto di partenza per un rinnovato dialogo nazionale;

4.  accoglie con favore la volontà espressa dai paesi nella regione, tra cui il Messico e l'Uruguay, di impegnarsi come mediatori o facilitatori al fine di pervenire a una soluzione attraverso il dialogo;

5.  sottolinea che il riconoscimento internazionale di qualsiasi nuovo governo fondato su un'autoproclamazione rischia seriamente di deteriorare ulteriormente la situazione politica e di produrre effetti di ricaduta al di fuori del Venezuela e nell'intera regione;

6.  chiede una ferma condanna da parte del Consiglio e degli Stati membri del tentativo di colpo di Stato e il rispetto del diritto internazionale, segnatamente dei principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui il principio di non intervento;

7.  condanna la crescente escalation delle ingerenze politiche, il blocco economico e finanziario, la destabilizzazione diplomatica e le continue minacce promosse dagli Stati Uniti, dall'autodesignatosi gruppo di Lima e dall'UE contro il Venezuela;

8.  chiede la revoca delle sanzioni economiche e finanziarie contro il Venezuela, le quali hanno contribuito fortemente al deterioramento dell'economia del paese, come dimostrato dalla relazione dell'esperto indipendente delle Nazioni Unite Alfred de Zayas;

9.  invita gli Stati membri a non seguire la strategia irresponsabile adottata dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e da alcuni paesi del cosiddetto gruppo di Lima, che afferma la legittimazione dell'intervento straniero in Venezuela, anziché sostenere e promuovere soluzioni pacifiche per la situazione attraverso il dialogo;

10.  accoglie con favore il fatto che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite abbia respinto una proposta statunitense volta a sostenere il tentativo di colpo di Stato in Venezuela;

11.  reputa inaccettabili le dichiarazioni rilasciate dalle istituzioni dell'UE e da alcuni Stati membri nei confronti di un paese sovrano e indipendente, che contribuiranno soltanto a esacerbare il conflitto;

12.  ricorda che il Presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, è stato eletto con voto popolare il 20 maggio 2018;

13.  esprime la sua solidarietà al popolo venezuelano; ricorda che tutti i popoli hanno il diritto all'autodeterminazione e che in virtù di tale diritto determinano liberamente il proprio status politico e perseguono liberamente il proprio sviluppo economico, sociale e culturale(1); respinge qualsiasi attacco alla democrazia e alla sovranità del Venezuela;

14.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al governo della Repubblica bolivariana del Venezuela, al parlamento del Mercosur, all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana e agli organismi regionali latinoamericani tra cui Unasur, ALBA e CELAC.

 

(1)

Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla concessione dell'indipendenza ai paesi e ai popoli coloniali.

Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2019Avviso legale