Procedura : 2019/2509(RSP)
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B8-0098/2019

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P8_TA(2019)0075

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 148kWORD 54k
6.2.2019
PE635.316v01-00
 
B8-0098/2019

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla necessità di rafforzare il quadro strategico dell'UE per il periodo successivo al 2020 per le strategie nazionali di integrazione dei Rom e intensificare la lotta contro l'antiziganismo (2019/2509(RSP))


Lívia Járóka, Roberta Metsola a nome del gruppo PPE
Soraya Post, Birgit Sippel, Josef Weidenholzer, Tanja Fajon, Juan Fernando López Aguilar, Péter Niedermüller, Dietmar Köster, Ana Gomes a nome del gruppo S&D
Branislav Škripek a nome del gruppo ECR
Cecilia Wikström, Ivo Vajgl, Fredrick Federley a nome del gruppo ALDE
Cornelia Ernst, Patrick Le Hyaric, Merja Kyllönen, Malin Björk, Paloma López Bermejo, Sofia Sakorafa, Ángela Vallina, Barbara Spinelli, Kostadinka Kuneva, Kostas Chrysogonos a nome del gruppo GUE/NGL
Romeo Franz, Bodil Valero, Philippe Lamberts, Bart Staes, Jordi Solé, Ernest Urtasun, Judith Sargentini, Barbara Lochbihler, Monika Vana, Sven Giegold a nome del gruppo Verts/ALE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla necessità di rafforzare il quadro strategico dell'UE per il periodo successivo al 2020 per le strategie nazionali di integrazione dei Rom e intensificare la lotta contro l'antiziganismo (2019/2509(RSP))  
B8-0098/2019

Il Parlamento europeo,

–  visti il trattato sull'Unione europea, il trattato sul funzionamento dell'Unione europea e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  viste la comunicazione della Commissione del 5 aprile 2011 dal titolo "Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020" (COM(2011)0173) e le successive relazioni di attuazione e di valutazione,

–  viste la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,

–  vista la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo relativa al riconoscimento dei Rom come gruppo che necessita di una particolare protezione contro la discriminazione,

–  vista la risoluzione 2153 (2017) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa sulla promozione dell'inclusione di Rom e nomadi,

–  vista la direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica(1),

–  viste la raccomandazione del Consiglio del 9 dicembre 2013 su misure efficaci per l'integrazione dei Rom negli Stati membri(2) e le conclusioni del Consiglio dell'8 dicembre 2016 dal titolo "Accelerare il processo di integrazione dei Rom" e del 13 ottobre 2016 sulla relazione speciale n. 14/2016 della Corte dei conti europea,

–  vista la decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale(3),

–  vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2017 sugli aspetti relativi ai diritti fondamentali nell'integrazione dei rom nell'Unione europea: lotta all'antiziganismo(4),

–  vista la sua risoluzione del 15 aprile 2015, in occasione della Giornata internazionale dei rom, sull'antiziganismo in Europa e il riconoscimento, da parte dell'UE, della giornata commemorativa del genocidio dei rom durante la Seconda guerra mondiale(5),

–  viste la relazione 2016 sui diritti fondamentali dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA), le indagini UE-MIDIS I e II dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) e varie altre indagini e relazioni sui Rom,

–  vista l'iniziativa dei cittadini europei "Minority SafePack", registrata il 3 aprile 2017,

–  viste le pertinenti relazioni e raccomandazioni della società civile Rom, delle ONG e degli istituti di ricerca,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'antiziganismo(6) è una specifica forma di razzismo, un'ideologia basata sulla superiorità razziale, una forma di disumanizzazione e razzismo istituzionale alimentata da discriminazioni storiche, che si esprime, tra l'altro, attraverso la violenza, l'incitamento all'odio, lo sfruttamento, la stigmatizzazione e la più evidente forma di discriminazione(7);

B.  considerando che i Rom(8) in Europa sono ancora privati dei loro diritti umani di base;

C.  considerando che le conclusioni della relazione della Commissione sulla valutazione del quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020 (COM (2018) 0785) sottolineano che "il quadro è stato fondamentale per lo sviluppo degli strumenti e delle strutture nazionali e dell'UE volti a promuovere l'inclusione dei Rom, ma che l'ambizione di porre fine all'esclusione dei Rom non è stata raggiunta";

D.  considerando che la valutazione svolta dalla Commissione mostra che le strategie di inclusione devono affrontare contemporaneamente i diversi obiettivi seguendo un approccio globale, con una maggiore attenzione alla lotta all'antiziganismo; che un obiettivo specifico di non discriminazione e gli obiettivi in materia di inclusione dei Rom dovrebbero essere inseriti parallelamente ai quattro obiettivi di inclusione dei Rom (istruzione, alloggio, occupazione e salute);

E.  considerando che i progressi raggiunti nell'inclusione dei Rom sono complessivamente limitati; che sono osservabili miglioramenti riguardo all'abbandono scolastico e l'educazione della prima infanzia, ma che si è registrato un deterioramento per quanto riguarda la segregazione scolastica; che vi è stato un miglioramento rispetto allo status sanitario percepito dai Rom, ma che essi continuano ad avere una copertura medica limitata; che nella maggior parte degli Stati membri non è stato osservato alcun miglioramento nell'accesso all'occupazione e che la percentuale di giovani Rom che non lavorano e non frequentano corsi di istruzione o di formazione è persino aumentata; che vi sono serie preoccupazioni in materia di alloggio e che solo pochi progressi sono stati compiuti per quanto riguarda la povertà; che l'antiziganismo e le sue manifestazioni, come i reati generati dall'odio e l'incitamento all'odio, online e offline, continuano a destare gravi preoccupazioni; che si è ritenuto che l'azione dell'Unione fornisse un importante valore aggiunto alle politiche nazionali a favore dei Rom e alla loro attuazione attraverso aree politiche, di governance e finanziarie;

F.  considerando che le relazioni di valutazione segnalano le carenze nella concezione iniziale del quadro e la sua scarsa efficacia durante l'attuazione;

G.  considerando che la valutazione mette in luce la necessità di garantire l'emancipazione e la partecipazione dei Rom mediante misure specifiche; che la responsabilizzazione e lo sviluppo delle capacità dei Rom e delle ONG sono fondamentali;

H.  considerando che dalla valutazione emerge che il quadro dell'UE non ha prestato sufficiente attenzione ai gruppi specifici tra i Rom, che occorre affrontare la discriminazione multipla e intersezionale e che nelle strategie sono necessari una forte dimensione di genere e un approccio incentrato sui minori;

I.  considerando che l'attuale quadro dell'UE non prevede obiettivi chiari e misurabili; che le procedure di monitoraggio qualitative e quantitative sono insufficienti e le raccomandazioni specifiche per paese non sono vincolanti; che si stanno compiendo sforzi insufficienti per affrontare la scarsa partecipazione dei cittadini e delle comunità Rom all'elaborazione, all'attuazione, al monitoraggio e alla valutazione di misure, programmi e progetti riguardanti i Rom;

J.  considerando che la maggior parte dei programmi di carattere generale non sono inclusivi per i Rom e che le azioni mirate coperte dai Fondi strutturali non hanno apportato cambiamenti positivi e sostenibili nella vita dei Rom più svantaggiati;

K.  considerando che gli Stati membri hanno la chiara responsabilità di adottare misure correttive contro pratiche discriminatorie nei confronti dei Rom;

L.  considerando che la questione della costruzione di un clima di fiducia tra i Rom e i non Rom è essenziale per migliorare la vita e le opportunità di vita dei Rom; che la fiducia è essenziale per la società nel suo insieme;

1.  ribadisce la propria posizione, gli inviti a presentare proposte e le raccomandazioni formulati e adottati nella sua risoluzione del 25 ottobre 2017 sugli aspetti relativi ai diritti fondamentali nell'integrazione dei Rom nell'UE: lotta all'antiziganismo; deplora che siano state intraprese azioni limitate in merito alle raccomandazioni formulate in detta risoluzione;

2.  invita la Commissione a:

i.  dar seguito alle richieste formulate dal Parlamento, dal Consiglio e da numerose ONG ed esperti e a proporre un quadro strategico dell'UE in materia di strategie nazionali di integrazione dei Rom per il periodo successivo al 2020, con una serie più ampia di settori prioritari, obiettivi chiari e vincolanti, calendari e indicatori per monitorare e affrontare le sfide specifiche e riflettere la diversità delle comunità Rom, e stanziare a tal fine sostanziali fondi pubblici;

ii.  coinvolgere in misura sufficiente i rappresentanti dei Rom, le ONG e la rete europea degli organismi per le pari opportunità (Equinet) nella concezione del quadro strategico dell'UE, anche attraverso una procedura di consultazione visibile e accessibile, e consentire loro una partecipazione significativa all'attuazione, al monitoraggio e alla valutazione del quadro strategico dell'UE, rafforzandone in tal modo la titolarità;

iii.  mettere la lotta contro l'antiziganismo al centro del quadro strategico dell'UE, anche aggiungendo un obiettivo specifico di lotta alla discriminazione, unitamente ad altri obiettivi, come l'inclusione dei Rom in una società digitale sostenibile sotto il profilo ambientale e la loro equa rappresentanza in tutti gli ambiti della vita, e incoraggiare gli Stati membri a sviluppare strategie mirate e azioni concrete per combattere l'antiziganismo, oltre a una delle sue manifestazioni, vale a dire l'esclusione sociale ed economica;

iv.  assicurare che la discriminazione multipla e intersettoriale, l'integrazione della dimensione di genere e un approccio sensibile ai minori siano trattati in modo adeguato nel quadro strategico dell'UE;

v.  assicurare la dotazione di risorse umane e finanziarie adeguate al fine di disporre delle capacità necessarie per monitorare, sostenere e fornire orientamenti in merito all'attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei Rom, compresi orientamenti per i punti nazionali di contatto per i Rom;

vi.  rafforzare l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) per quanto riguarda il suo mandato, la capacità istituzionale, le risorse umane e il bilancio, al fine di consentire l'elaborazione, l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle strategie nazionali di integrazione dei Rom;

vii.  adottare una strategia di inclusione e di diversificazione della forza lavoro per favorire la partecipazione dei Rom alla forza lavoro delle istituzioni dell'Unione;

viii.  rivolgere attenzione a gruppi specifici all'interno della popolazione Rom nel quadro strategico dell'UE, tenendo conto dei Rom dell'Unione che esercitano il loro diritto alla libera circolazione, i Rom cittadini di paesi terzi e i Rom nei paesi in via di adesione;

ix.  includere un processo di verità, riconoscimento e riconciliazione nel quadro strategico dell'UE per rafforzare la fiducia e mettere in evidenza misure e iniziative concrete a livello culturale e strutturale, sostenute da fondi dell'Unione;

x.  continuare a verificare il carattere inclusivo delle principali politiche pubbliche degli Stati membri nell'ambito del Semestre europeo nel quadro della strategia Europa 2020 e mantenere un forte legame tra riforme strutturali inclusive, conseguimento degli obiettivi di inclusione dei Rom e utilizzo dei finanziamenti dell'Unione negli Stati membri;

3.  invita gli Stati membri a:

i.  elaborare le loro strategie nazionali di integrazione dei Rom per il periodo successivo al 2020, con un'ampia serie di settori prioritari, obiettivi chiari e vincolanti, calendari e indicatori per monitorare e affrontare le sfide specifiche e riflettere la diversità delle comunità Rom, e stanziare a tal fine sostanziali fondi pubblici;

ii.  seguire un approccio dal basso verso l'alto e coinvolgere i rappresentanti dei Rom, le comunità, le ONG e gli organismi per la parità nell'elaborazione delle loro strategie nazionali strategiche per l'integrazione dei Rom e consentire loro una partecipazione significativa all'attuazione, al monitoraggio e alla valutazione di tali strategie;

iii.  porre la lotta all'antiziganismo al centro delle loro strategie, oltre alla lotta a una delle manifestazioni dell'antiziganismo, ovvero l'esclusione sociale ed economica; sviluppare strategie mirate e azioni concrete per combattere l'antiziganismo, ad esempio indagando sugli attacchi razzisti in corso e passati contro i Rom; incoraggiare un'equa rappresentanza dei Rom in tutti gli ambiti della vita, compresi i media, le istituzioni pubbliche e gli organi politici;

iv.  assicurare che la discriminazione multipla e intersezionale, l'integrazione della dimensione di genere e un approccio sensibile ai minori siano trattati in modo adeguato nelle loro strategie;

v.  rafforzare i punti di contatto nazionali per i Rom in termini di mandato, capacità istituzionale, risorse umane e bilancio e garantire un adeguato posizionamento di tali punti di contatto nazionali all'interno della struttura delle rispettive amministrazioni pubbliche, al fine di consentire loro di svolgere il proprio lavoro attraverso un efficace coordinamento intersettoriale;

vi.  rivolgere attenzione a gruppi specifici all'interno della popolazione Rom nel quadro strategico dell'UE, tenendo conto dei Rom cittadini dell'Unione che esercitano il loro diritto alla libera circolazione e dei Rom cittadini di paesi terzi, compresi i Rom nei paesi in via di adesione;

vii.  includere un processo di verità, riconoscimento e riconciliazione nelle loro strategie, per rafforzare la fiducia e mettere in evidenza misure e iniziative concrete a livello culturale e strutturale, sostenute da fondi pubblici;

viii.  garantire e salvaguardare l'inclusività effettiva delle loro principali politiche pubbliche, utilizzare i fondi strutturali dell'Unione disponibili per migliorare in modo trasparente e responsabile le condizioni di vita e le opportunità di vita dei Rom; indagare sull'uso improprio attuale e passato dei fondi pertinenti e intraprendere azioni legali contro gli autori dei reati; adottare le misure necessarie per garantire l'assorbimento di tutti i fondi destinati alle comunità Rom, anche entro la fine dell'attuale QFP;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dei paesi candidati, all'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, al Comitato delle regioni, per la loro distribuzione ai parlamenti e ai consigli subnazionali, al Consiglio d'Europa e alle Nazioni Unite.

(1)

GU C 180 del 19.7.2000, pag. 22.

(2)

GU C 378 del 24.12.2013, pag. 1.

(3)

GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55.

(4)

GU C 346 del 27.9.2018, pag. 171.

(5)

GU C 328 del 6.9.2016, pag. 4.

(6)

Il concetto di "antiziganismo" è talvolta definito in modo diverso e nei vari Stati membri può essere indicato con una parola leggermente diversa, come "antigitanismo".

(7)

Raccomandazione politica generale n. 13 dell'ECRI sulla lotta contro l'antiziganismo e le discriminazioni nei confronti dei Rom.

(8)

Il termine "Rom" è utilizzato come termine generale che comprende diversi gruppi affini in tutta Europa, sedentari o meno, come Rom, travellers, sinti, manouches, kalé, romanichals, boyash, ashkali, egiziani, jenisch, dom e lom, che possono avere culture e stili di vita diversi.

Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2019Avviso legale