Procedura : 2019/2582(RSP)
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B8-0202/2019

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PV 14/03/2019 - 11.15
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P8_TA(2019)0217

<Date>{11/03/2019}11.3.2019</Date>
<NoDocSe>B8‑0202/2019</NoDocSe>
PDF 141kWORD 55k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sui cambiamenti climatici - una visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra</Titre>

<DocRef>(2019/2582(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Peter Liese, Christian Ehler</Depute>

<Commission>{PPE}a nome del gruppo PPE</Commission>

</RepeatBlock-By>

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0195/2019

B8‑0202/2019

Risoluzione del Parlamento europeo sui cambiamenti climatici - una visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra

(2019/2582(RSP))

Il Parlamento europeo,

 vista la comunicazione della Commissione del 28 novembre 2018 dal titolo "Un pianeta pulito per tutti – Visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra" (COM(2018)0773),

 visti la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e il relativo protocollo di Kyoto,

 visti l'accordo di Parigi e la decisione 1/CP.21, nonché la ventunesima conferenza delle Parti (COP21) dell'UNFCCC e l'undicesima conferenza delle Parti che funge da riunione delle Parti del protocollo di Kyoto (CMP11), tenutesi a Parigi (Francia) dal 30 novembre all'11 dicembre 2015,

 visti l'agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS),

 vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2018 sulla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma nel 2018 a Katowice (Polonia) (COP24)[1],

 visto il pacchetto "Energia pulita",

 viste le interrogazioni al Consiglio e alla Commissione sulla strategia per la riduzione a lungo termine delle emissioni di gas a effetto serra dell'Unione conformemente all'accordo di Parigi (O-000007/2019 – B8‑0000/2019 e O-000008/2019 – B8‑0000/2019) e su una visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra (O-000016/2019 – B8‑0000/2019 e O-000017/2019 – B8‑0000/2019),

 vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

 vista la proposta di risoluzione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia,

 visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

1. accoglie con favore la comunicazione della Commissione sulla strategia a lungo termine "Un pianeta pulito per tutti – Visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra", che illustra le opportunità e le sfide, per i cittadini e l'economia europei, di una trasformazione verso un'economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra, e pone le basi per un ampio dibattito che coinvolge le istituzioni dell'UE, i parlamenti nazionali, il settore imprenditoriale, le organizzazioni non governative, le città e le comunità così come i cittadini; fa proprio l'obiettivo di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 ed esorta gli Stati membri a fare altrettanto nel quadro del dibattito sul futuro dell'Europa, in occasione del vertice speciale dell'Unione europea che si terrà a Sibiu nel maggio 2019;

2. ritiene che l'Europa possa essere d'esempio nel perseguimento della neutralità climatica investendo in soluzioni tecnologiche innovative, coinvolgendo i cittadini e coordinando l'azione in settori chiave quali energia, politica industriale e ricerca, e garantendo nel contempo l'equità sociale per una transizione giusta;

3. concorda con i settori strategici identificati dalla Commissione in cui è necessaria un'azione congiunta e sostiene l'efficienza energetica, l'utilizzo delle energie rinnovabili e la competitività globale dell'industria dell'UE;

4. insiste sull'importanza delle diverse misure e atti normativi sul clima introdotti in diversi ambiti di intervento, ma mette in guardia dal fatto che un approccio frammentato potrebbe comportare incongruenze e impedire all'UE di conseguire un'economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050; reputa che si debba adottare un approccio di ampio respiro;

5. concorda con l'obiettivo dell'UE di conseguire un'economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050, quale stabilito nella comunicazione della Commissione; chiede agli Stati membri di accordarsi su una strategia per conseguire tale obiettivo, in occasione del vertice speciale dell'UE a Sibiu nel maggio 2019, e li invita a impegnarsi con il livello di ambizione richiesto per conseguire tale obiettivo;

Politica energetica

6. sottolinea il ruolo centrale dell'energia nella transizione verso un'economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra;

7. ricorda che l'Unione è riuscita a scindere con successo le emissioni di gas a effetto serra e la crescita economica negli ultimi decenni nonché a ridurre le emissioni, in particolare attraverso l'efficienza energetica e la diffusione delle energie rinnovabili;

8. evidenzia il contributo dell'efficienza energetica alla sicurezza dell'approvvigionamento, alla competitività economica, alla protezione dell'ambiente, alla riduzione delle bollette energetiche e al miglioramento della qualità delle abitazioni; conferma l'importante ruolo dell'efficienza energetica nel creare opportunità commerciali e occupazione, come pure i vantaggi che essa comporta a livello globale e regionale; chiede pertanto che il principio che pone l'efficienza energetica al primo posto sia sfruttato in modo efficiente sotto il profilo dei costi, quale fondamento dei percorsi verso un'economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050;

9. sottolinea che la transizione verso l'energia pulita dovrebbe continuare a promuovere la modernizzazione dell'economia europea, a stimolare la crescita economica sostenibile e ad apportare benefici sociali ed economici per i cittadini europei;

10. ritiene che la leadership dell'UE in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica dimostri ad altre parti del mondo che la transizione verso un'energia pulita è possibile e vantaggiosa, al di là della lotta ai cambiamenti climatici;

11. richiama l'attenzione sul fatto che il conseguimento di un'economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra richiederà ingenti investimenti aggiuntivi nel sistema energetico dell'UE e nella relativa infrastruttura, rispetto allo scenario di riferimento attuale, per un importo annuo che potrebbe oscillare tra i 175 e 290 miliardi di EUR;

12. sottolinea che, dati i diversi punti di partenza della transizione energetica, gli sforzi di riduzione dei gas a effetto serra, onde conseguire la neutralità climatica a livello dell'UE, potrebbero essere ripartiti in maniera non uniforme nell'UE;

13. sottolinea che il completamento del mercato interno dell'energia è fondamentale per ridurre le emissioni; chiede agli Stati membri, a tal proposito, di attuare senza indugio il pacchetto "Energia pulita"; ricorda la competenza degli Stati membri nel decidere il proprio mix energetico nel quadro dell'UE per il clima e l'energia;

14. ritiene che il mercato energetico dell'UE necessiti di migliori collegamenti e che occorra dare la priorità alla costruzione dei collegamenti infrastrutturali mancanti nei mercati del gas e dell'elettricità; chiede agli Stati membri che non hanno ancora provveduto in tal senso di effettuare gli investimenti necessari per conseguire l'obiettivo di interconnessione elettrica previsto dal regolamento (UE) 2018/1999 sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima;

15. ritiene che gli sviluppi e le soluzioni tecnologiche, l'efficienza energetica, l'energia rinnovabile sostenibile e la piena integrazione del mercato interno dell'energia svolgeranno un ruolo fondamentale;

Aspetti sociali dei cambiamenti climatici e transizione giusta

16. si compiace che la Commissione affermi che è possibile azzerare le emissioni nette senza perdite nette di posti di lavoro, e prende atto con soddisfazione della valutazione dettagliata della transizione nelle industrie ad alta intensità energetica; pone in evidenza la constatazione secondo cui, se gestita correttamente e prevedendo un adeguato sostegno per le regioni, i settori e i cittadini più vulnerabili, una transizione giusta verso l'azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra può tradursi in un guadagno netto di posti di lavoro nell'Unione, dal momento che, considerando tutti i comparti economici, i posti di lavoro cresceranno di 2,1 milioni di unità entro il 2050 in uno scenario di zero missioni nette, rispetto a una crescita di 1,3 milioni di posti di lavoro in uno scenario di riduzione delle emissioni dell'80 %, purché vi sia il sostegno finanziario adeguato; ritiene pertanto che la Commissione debba mettere a punto un nuovo audit delle competenze nell'ambito della panoramica europea delle competenze, con dati regionali sulle competenze necessarie per un'Europa climaticamente neutra, per aiutare le regioni, i settori e le persone più vulnerabili a riqualificarsi per posti di lavoro di qualità adeguati alle esigenze del futuro nelle stesse regioni;

17. sottolinea la necessità di un approccio proattivo per garantire una giusta transizione per i cittadini dell'UE e per sostenere le regioni le cui economie dipendono da attività legate a settori o tecnologie di cui si prevede un declino o che dovranno essere trasformati in futuro;

18. evidenzia che in determinate regioni dell'UE, come le regioni carbonifere, sarebbero necessari maggiori azioni e sforzi per una transizione all'energia pulita; ribadisce in tal contesto il proprio appello a introdurre nel quadro finanziario pluriennale 2021-2027 una dotazione specifica di 4,8 miliardi di EUR per un nuovo Fondo per una transizione energetica equa, a sostegno dei lavoratori e delle comunità nelle regioni su cui tale transizione incide negativamente;

19. plaude al fatto che in tutta Europa le persone siano sempre più attive nel manifestare a favore della giustizia climatica; si compiace delle richieste di tali attivisti, che sollecitano un maggiore livello di ambizione, e ritiene che i governi nazionali, regionali e locali nonché l'Unione debbano prestare ascolto a tali appelli;

20. invita tutti i livelli di governo, siano essi nazionali, regionali o locali, a porre in essere misure che incoraggino la partecipazione dei cittadini alla transizione energetica e promuovano lo scambio delle migliori prassi;

Obiettivi in materia di clima ed energia

21. accoglie con favore i solidi obiettivi a medio termine adottati dall'UE per il 2030, che dovrebbero rimanere costanti al fine di garantire al mercato una sufficiente stabilità per gli investimenti e di sfruttare appieno il potenziale dell'innovazione tecnologica nonché rafforzare le possibilità delle imprese europee di diventare leader sul mercato mondiale in termini di tecnologie a basse emissioni;

22. sottolinea che per azzerare le emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 nel modo economicamente più efficiente è necessario dare priorità all'attuazione stabile, prevedibile e ambiziosa degli obiettivi adottati per il 2030 nell'ambito del pacchetto "Energia pulita";

23. richiama l'attenzione sulle clausole di revisione degli obiettivi in materia di clima ed energia per il 2030 e invita la Commissione a valutare se un aumento sia in linea con il percorso efficiente in termini di costi verso un'economia a zero emissioni nette entro il 2050 e se sia fattibile dal punto di vista economico tenendo conto della concorrenza globale;

24. ritiene che, ai fini di una maggiore stabilità dei mercati, sarà altresì utile per l'Unione definire un ulteriore obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni entro il 2040, in grado di garantire ulteriore stabilità nonché il conseguimento dell'obiettivo a lungo termine per il 2050;

Politica industriale

25. ribadisce che la transizione verso un'economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra presenta sfide e opportunità per l'UE, e che saranno necessari investimenti nell'innovazione industriale, incluse le tecnologie digitali, e nelle tecnologie pulite per stimolare la crescita e rafforzare la competitività, promuovere le competenze future e creare milioni di posti di lavoro, per esempio nell'ambito di un'economia circolare e una bioeconomia in espansione;

26. ritiene che la prosperità economica, la competitività industriale globale e la politica climatica si rafforzino reciprocamente;

27. evidenzia il ruolo delle industrie ad alta intensità energetica nel conseguire riduzioni a lungo termine di gas a effetto serra nell'UE; ritiene che, per mantenere la posizione di leadership dell'Unione quale economia industriale a basse emissioni di carbonio e la produzione industriale dell'Unione, salvaguardare la competitività delle industrie europee e prevenire il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e degli investimenti, siano necessari quadri strategici intelligenti e mirati; invita la Commissione a presentare, in materia di clima, una nuova strategia industriale integrata dell'Unione per le industrie ad alta intensità energetica, a sostegno di una transizione competitiva per l'industria pesante;

28. invita la Commissione a mettere a punto una strategia industriale comprendente misure che consentano all'industria europea di competere a livello mondiale in condizioni di parità; ritiene che, nell'ambito di tale strategia, la Commissione dovrebbe esaminare l'efficacia e la compatibilità con le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio di misure supplementari, volte a tutelare le industrie a rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio in relazione all'importazione di prodotti e che sostituirebbero, modificherebbero o integrerebbero le eventuali misure esistenti in materia di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio;

29. sottolinea che un quadro stabile e prevedibile per la politica climatica ed energetica è fondamentale per costruire la fiducia degli investitori, che è estremamente necessaria, e per consentire alle industrie europee di prendere decisioni di investimento a lungo termine in Europa, dato che la durata di vita della maggior parte degli impianti industriali supera i vent'anni;

30. chiede la rapida attuazione del Fondo per l'innovazione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (UE ETS) e l'avvio del primo invito a presentare proposte nel 2019, onde stimolare gli investimenti nella dimostrazione di tecnologie industriali innovative a basse emissioni di carbonio in un'ampia gamma di settori, per quanto riguarda non solo la produzione di energia elettrica, ma anche il teleriscaldamento e i processi industriali;

31. sottolinea che gli orientamenti sugli aiuti di Stato costituiscono uno strumento efficace per sostenere la necessaria trasformazione nell'industria e devono quindi essere adattati di conseguenza per far fronte alle preoccupazioni delle industrie europee in relazione alla competitività globale;

Contributi di altri settori

32. sottolinea che, per conseguire la neutralità climatica per l'economia dell'UE nel suo complesso, si impone il contributo di tutti i settori, compresi il trasporto aereo e marittimo; osserva che dall'analisi della Commissione emerge che gli attuali obiettivi e provvedimenti globali previsti, rispettivamente, dall'Organizzazione marittima internazionale e dall'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale, anche se pienamente attuati, non permettono comunque di conseguire le necessarie riduzioni delle emissioni e che occorrono ulteriori interventi significativi, coerenti con l'obiettivo di azzeramento delle emissioni nette di tutti i settori dell'economia; sottolinea la necessità di investimenti nelle tecnologie e nei combustibili a zero e basse emissioni di carbonio in tali settori; invita la Commissione ad applicare il principio "chi inquina paga" in questi settori; ricorda che si prevede un aumento del 250 % delle emissioni di gas a effetto sera del trasporto marittimo internazionale entro il 2050; plaude al fatto che il settore del trasporto marittimo internazionale si sia prefissato un obiettivo assoluto di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra; constata con preoccupazione la mancanza di progressi nel tradurre tale obiettivo in misure a breve e medio termine e in altre azioni concrete; prende atto del diverso onere che ricade sui diversi modi di trasporto; chiede che l'aumento degli introiti sia utilizzato per promuovere modi di trasporto ecocompatibili quali autobus o ferrovie;

33. sostiene una gestione attiva e sostenibile delle foreste a livello nazionale, unitamente a strumenti concreti volti a incentivare una bioeconomia dell'UE efficiente e sostenibile, tenuto conto della notevole misura in cui le foreste possono contribuire a intensificare gli sforzi europei a favore del clima (attraverso la cattura, lo stoccaggio e la sostituzione) e a raggiungere l'obiettivo dell'azzeramento delle emissioni entro il 2050; riconosce la necessità di adattarsi ai cambiamenti climatici e di arrestare la perdita di biodiversità e il degrado dei servizi ecosistemici nell'UE, nonché la necessità di elaborare politiche basate su dati concreti, che contribuiscano ad attuare e a finanziare le misure di conservazione della biodiversità nell'UE;

Ricerca e innovazione

34. sottolinea che i programmi di ricerca e innovazione nazionali e dell'UE sono fondamentali per sostenere l'Unione nel suo ruolo guida nella lotta ai cambiamenti climatici;

35. ritiene che la dimensione industriale dovrebbe essere integrata in modo adeguato nella preparazione e nell'attuazione dei programmi di ricerca e innovazione;

36. richiama l'attenzione sulla relazione del gruppo ad alto livello sui percorsi di decarbonizzazione[2] sul ruolo della ricerca e dell'innovazione nel conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi, conferendo nel contempo all'UE un vantaggio competitivo nella corsa alla decarbonizzazione; prende atto della serie di raccomandazioni tematiche e di natura orizzontale presentate dal gruppo ad alto livello, in particolare per quanto riguarda l'orientamento del nuovo programma quadro di ricerca e innovazione dell'UE 2021-2027 – Orizzonte Europa;

37. ritiene che saranno necessari sforzi sostanziali in materia di ricerca e innovazione nei prossimi vent'anni per mettere a disposizione di tutti soluzioni a basse e zero emissioni, rendendole socialmente ed economicamente sostenibili, e proporre nuove soluzioni per conseguire un'economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra;

L'UE e l'azione globale per il clima

38. deplora che molte altre importanti economie non si stiano ancora adoperando a favore delle strategie per il 2050 e che non vi sia quasi alcun dibattito in altre importanti economie in merito all'aumento dei contributi determinati a livello nazionale (NDC) per allinearli all'obiettivo globale assunto nel quadro dell'accordo di Parigi; chiede pertanto al Consiglio e alla Commissione di aumentare la diplomazia climatica e di adottare altre misure adeguate per incoraggiare altre importanti economie, al fine di conseguire insieme gli obiettivi a lungo termine dell'accordo di Parigi;

39. sottolinea l'importanza di una forte diplomazia e leadership dell'UE in materia di clima ed energia per rafforzare la cooperazione globale e multilaterale e l'ambizione nella lotta ai cambiamenti climatici e per uno sviluppo sostenibile; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere quadri e azioni comuni nell'ambito dei forum delle Nazioni Unite;

40. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 

[1] Testi approvati, P8_TA(2018)0430.

[2] Relazione finale del gruppo ad alto livello dell'iniziativa europea di percorsi di decarbonizzazione, Commissione europea, Direzione generale per la ricerca e l'innovazione, novembre 2018.

Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2019Avviso legale