Procedura : 2019/2628(RSP)
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B8-0226/2019

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PV 28/03/2019 - 8.9
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<Date>{25/03/2019}25.3.2019</Date>
<NoDocSe>B8‑0226/2019</NoDocSe>
PDF 143kWORD 59k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sulla situazione di emergenza in Venezuela</Titre>

<DocRef>(2019/2628(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Elena Valenciano, Ramón Jáuregui Atondo, Francisco Assis</Depute>

<Commission>{S&D}a nome del gruppo S&D</Commission>

</RepeatBlock-By>


B8‑0226/2019

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione di emergenza in Venezuela

(2019/2628(RSP))

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Venezuela, in particolare quelle del 27 febbraio 2014 sulla situazione in Venezuela[1], del 18 dicembre 2014 sulla persecuzione dell'opposizione democratica in Venezuela[2], del 12 marzo 2015 sulla situazione in Venezuela[3], dell'8 giugno 2016 sulla situazione in Venezuela[4], del 27 aprile 2017 sulla situazione in Venezuela[5], dell'8 febbraio 2018 sulla situazione in Venezuela[6], del 3 maggio 2018 sulle elezioni in Venezuela[7], del 5 luglio 2018 sulla crisi migratoria e la situazione umanitaria in Venezuela e lungo i suoi confini terrestri con la Colombia e il Brasile[8], del 25 ottobre 2018 sulla situazione in Venezuela[9] e del 31 gennaio 2019 sulla situazione in Venezuela[10],

 visto il mandato del gruppo di contatto internazionale per il Venezuela, approvato dal Segretario generale del Consiglio il 30 gennaio 2019,

 viste le osservazioni formulate il 7 febbraio 2019 dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, in occasione della conferenza stampa successiva alla prima riunione inaugurale del gruppo di contatto internazionale per il Venezuela,

 viste le osservazioni formulate il 12 marzo 2019 dal commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica, a nome del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini sulla situazione in Venezuela,

 vista la dichiarazione rilasciata il 21 marzo 2019 dal portavoce in merito agli ultimi sviluppi in Venezuela,

 vista la decisione (PESC) 2018/1656 del Consiglio, del 6 novembre 2018, che modifica la decisione (PESC) 2017/2074, concernente misure restrittive in Venezuela[11], che proroga fino al 14 novembre 2019 le misure restrittive mirate in vigore,

 vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

 vista la Carta democratica interamericana adottata l'11 settembre 2001,

 visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,

 visto il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali,

 visto lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI),

 vista la Costituzione del Venezuela,

 vista la relazione dell'Assemblea nazionale venezuelana sugli eventi che si sono verificati al confine venezuelano durante un tentativo di portare aiuti umanitari nel paese[12],

 visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che la situazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto in Venezuela continua a peggiorare; che sempre più persone continuano a lasciare il Venezuela per diversi motivi, tra cui insicurezza e violenza, violazioni dei diritti umani e deterioramento dello Stato di diritto, mancanza di cibo, di medicinali o di accesso ai servizi sociali essenziali, perdita di reddito e aumento dei tassi di povertà;

B. considerando che, secondo l'Ufficio dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), l'87 % della popolazione venezuelana è colpito dalla povertà e che il livello di povertà estrema si colloca al 61,2 %; che, nel 2018, da uno studio a livello nazionale eseguito da tre prestigiose università venezuelane è emerso che l'80 % dei nuclei familiari in Venezuela soffre di insicurezza alimentare e che, nel 2017, ogni intervistato aveva una perdita di peso media di 11 chilogrammi;

C. considerando che, in seguito all'invito del Presidente ad interim Juan Guaidó, il 23 febbraio gli Stati Uniti hanno tentato di fornire aiuti umanitari per un valore di 20 milioni di USD in Venezuela attraverso le frontiere con la Colombia e il Brasile, senza tuttavia riuscirvi; che il governo venezuelano ha chiuso le frontiere con i paesi vicini 48 ore prima del suddetto intervento; che il Venezuela ha altresì bloccato la navigazione tra il Venezuela e la vicina isola caraibica di Curaçao, dove erano stati stoccati gli aiuti; che il Comitato internazionale della Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa hanno dichiarato, in una comunicazione congiunta, che non potevano essere coinvolti, invocando i loro "principi fondamentali di imparzialità, neutralità e indipendenza";

D. considerando che, il 28 gennaio 2019, gli Stati Uniti hanno adottato una nuova serie di sanzioni nei confronti di Petróleos de Venezuela S.A. (PdVSA); che, fino al 28 aprile 2019, i cittadini statunitensi erano autorizzati a partecipare a qualsiasi transazione e attività concernenti l'acquisto e l'importazione di petrolio e prodotti del petrolio da PdVSA; che, dopo lo scadere del periodo di liquidazione di 90 giorni, a meno di non disporre di un'autorizzazione dell'Ufficio di controllo dei beni stranieri (OFAC), i cittadini statunitensi non potranno acquistare petrolio o prodotti del petrolio da PdVSA o da altre entità di proprietà, diretta o indiretta, di quest'ultimo; che, prima di tali eventi, gli Stati Uniti ricevevano circa il 40 % delle esportazioni del Venezuela ed erano il principale cliente e pagatore in contanti di PdVSA e una fonte chiave di fattori di produzione; che il 31 gennaio 2019 il relatore speciale delle Nazioni Unite, nel fare riferimento al Venezuela e all'impatto negativo delle misure coercitive unilaterali, da dichiarato che "la coercizione, sia essa di tipo militare o economico, non deve mai essere utilizzata al fine di conseguire un cambiamento di governo in uno Stato sovrano. L'utilizzo di sanzioni da parte di potenze esterne per rovesciare un governo eletto viola tutte le norme del diritto internazionale"[13];

E. considerando che il 7 marzo 2019 un blackout elettrico a livello nazionale ha provocato il caos in tutto il paese, paralizzando gli aeroporti e gli ospedali e interrompendo i servizi telefonici e di Internet, oltre alle risorse idriche; che, secondo la Camera di commercio di Maracaibo, circa 500 imprese sono state saccheggiate nel corso dei disordini e moltissime persone sono rimaste ferite negli scontri tra saccheggiatori, guardie di sicurezza, membri di gang e forze di sicurezza;

F. considerando che il blackout elettrico ha peggiorato la situazione dell'infrastruttura sanitaria del paese, pregiudicando la salute e la sicurezza pubbliche dei cittadini; che la carenza di medicinali e forniture sanitarie, la chiusura delle strutture di base e dei servizi sanitari e l'emigrazione dei professionisti del settore sanitario hanno portato ad un progressivo declino della capacità operativa del settore sanitario;

G. considerando la difficoltà nel quantificare l'impatto che la crisi ha avuto sulla salute pubblica, dato che il ministero della Salute venezuelano ha smesso di pubblicare statistiche cruciali di sanità pubblica nel 2016; che, dal 2012 al 2016, la mortalità infantile è aumentata del 63 % e la mortalità materna è più che raddoppiata; che, dal 2016, epidemie di malattie a prevenzione vaccinale, tra cui morbillo e difterite, si sono diffuse in tutta la regione; che, dal 2016 al 2017, il Venezuela ha registrato il maggiore tasso di aumento dei casi di malaria in tutto il mondo, e che nel 2015 si sono registrati i più alti tassi di tubercolosi nel paese in quarant'anni; che, tra il 2017 e il 2018, la maggior parte dei pazienti affetti da HIV ha dovuto interrompere il trattamento a causa della mancanza di medicinali[14];

H. considerando che i focolai e le epidemie di malattie infettive, uniti a servizi sanitari pubblici deteriorati stanno minacciando la salute del paese e della regione, che ospita il 90 % dei 3 milioni di migranti venezuelani che sono migrati dal 2015; che l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) prevede che il numero di migranti raggiunga i 5 milioni entro la fine del 2019 se la situazione perdura;

I. che, il 18 febbraio 2019, a tre deputati al Parlamento europeo del gruppo PPE è stato negato l'accesso al paese; che il 7 marzo 2019 all'ambasciatore tedesco in Venezuela sono state date 48 ore per lasciare il paese;

J. che il 31 gennaio 2019 il Consiglio europeo ha deciso di istituire il gruppo di contatto internazionale per il Venezuela; che nel suo mandato ha stabilito che i suoi obiettivi sono "entro un termine limitato di 90 giorni, di promuovere un'intesa comune e un approccio più concertato tra i principali attori internazionali riguardo alla situazione in Venezuela, nell'ottica di raggiungere una soluzione pacifica e democratica alla crisi attuale [...] attraverso nuove elezioni che assicurino tutte le necessarie garanzie per un processo elettorale libero ed equo, sotto la supervisione di osservatori internazionali indipendenti. L'obiettivo non è di fungere da mediatore ma di sostenere una dinamica politica che il gruppo possa poi ulteriormente accompagnare e consolidare";

K. considerando che l'UE resta convinta che una soluzione politica democratica sia l'unica via d'uscita sostenibile dalla crisi venezuelana e sta dialogando con i partner internazionali e regionali attraverso il gruppo di contatto internazionale; che i precedenti tentativi di risolvere la crisi attraverso un processo di negoziato e di dialogo non hanno prodotto risultati concreti;

L. considerando che, contrariamente al gruppo di Lima o al meccanismo di Montevideo, il gruppo di contatto internazionale è l'unica iniziativa politica esistente che ha accesso a tutti i diversi attori in Venezuela, sia nella regione sia nella comunità internazionale; che esso persegue attualmente l'istituzione di un "gruppo di lavoro per l'attuazione di assistenza internazionale", che sarebbe posto sotto la guida delle Nazioni Unite, al fine di garantire la consegna di aiuti umanitari da parte di organi specializzati, in linea con i principi internazionali e secondo un approccio rigoroso basato sulle esigenze; che l'obiettivo è di garantire e ampliare lo spazio per la fornitura di aiuti neutri e imparziali a coloro che ne hanno bisogno, in conformità dei principi concordati a livello internazionale;

M. considerando che il gruppo di contatto internazionale ha altresì istituito un "gruppo di lavoro sulle elezioni", che è assistito da esperti elettorali; che, al fine di organizzare elezioni libere ed eque, nuovi membri devono innanzitutto essere designati presso le istituzioni venezuelane che svolgono un ruolo chiave nella vigilanza sullo svolgimento di tali elezioni, in particolare il consiglio elettorale nazionale e la Corte suprema di giustizia, oltre ad altre potenziali istituzioni quali la Contraloría General (corte dei conti); che un altro aspetto chiave consisterebbe nel ripristinare i diritti di tutti i leader e i partiti politici di candidarsi e partecipare;

N. considerando che negli ultimi giorni, le forze di sicurezza venezuelane hanno arrestato diversi membri del gabinetto del Presidente ad interim Juan Guaidó, inclusi membri della sua famiglia, nel tentativo di indebolire il suo entourage politico; che il 21 marzo 2019 le forze di sicurezza venezuelane hanno arrestato il capo di gabinetto di Juan Guaidó, Roberto Marrero, e sono entrate con la forza nella casa di Sergio Vergara, membro dell'Assemblea nazionale per lo Stato di Táchira, senza tener conto della sua immunità parlamentare;

1. esprime solidarietà e pieno sostegno al popolo del Venezuela, che sta subendo gli effetti di una grave crisi umanitaria e politica;

2. ricorda la sua precedente posizione di respingere in modo categorico qualsiasi proposta o tentativo di risolvere la crisi ricorrendo alla violenza o ad un intervento militare; ribadisce la sua posizione secondo cui una soluzione pacifica, democratica e inclusiva rappresenta l'unica via d'uscita sostenibile dall'attuale situazione di stallo politico e dalla grave crisi sociale e umanitaria da essa provocata;

3. reitera il proprio pieno sostegno all'Assemblea nazionale, che è l'organismo democratico legittimo del Venezuela e i cui poteri devono essere ripristinati e rispettati, ivi comprese le prerogative e la sicurezza dei suoi membri; ricorda il riconoscimento e il rispetto del ruolo costituzionale dell'Assemblea nazionale; sostiene la richiesta della Commissione interamericana per i diritti umani di adottare misure precauzionali a favore dei membri dell'Assemblea;

4. chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutte le persone detenute per il fatto di essere membri della famiglia del Presidente ad interim Juan Guaidó o membri della sua squadra; ribadisce il suo appello al governo venezuelano di porre immediatamente fine alla repressione di leader politici, giornalisti e membri dell'opposizione;

5. chiede che il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) continui a cooperare con l'opposizione, il governo e gli attori internazionali e regionali attraverso il gruppo di contatto internazionale, al fine di conseguire due obiettivi principali: in primo luogo, sostenere la fornitura di aiuti umanitari al Venezuela in linea con i principi concordati a livello internazionale e, in secondo luogo, promuovere un'intesa comune tra i principali attori coinvolti sui fattori che consentiranno di trovare una via d'uscita pacifica dalla crisi e sui modi in cui il paese può conseguire una soluzione pacifica e democratica attraverso elezioni presidenziali nuove e credibili;

6. invita il SEAE a promuovere attivamente un accordo sulla fornitura di aiuti umanitari e di garantire che tali aiuti siano distribuiti attraverso le Nazioni Unite, secondo i principi concordati a livello internazionale; esprime il suo sostegno a favore del gruppo di lavoro per l'attuazione di assistenza internazionale, e ricorda i suoi precedenti appelli per garantire la fornitura urgente di aiuti umanitari nel paese, al fine di alleviare le sofferenze della popolazione; invita le istituzioni dell'UE a fare tutto il possibile per garantire che l'assistenza dell'UE sia fornita sul campo, e condanna il governo venezuelano per non consentirne l'ingresso nel paese, nonostante le esigenze della popolazione;

7. raccomanda che il SEAE, nel quadro di tali sforzi, lavori per ottenere il massimo sostegno dei paesi nella regione e cerchi la partecipazione attiva delle Nazioni Unite, laddove si tratti di aiuti umanitari e accordi politici volti a risolvere la crisi in Venezuela;

8. riconosce il ruolo chiave che le autorità cubane hanno svolto in passato in relazione alle crisi regionali e invita il SEAE ad esplorare, insieme a Cuba, l'apertura di spazi per una soluzione pacifica, democratica e negoziata alla crisi;

9. sostiene i lavori del gruppo di lavoro sulle elezioni del gruppo di contatto internazionale, e invita tutte le parti a cooperare per lo sviluppo di misure di costruzione della fiducia, quali il rilascio dei prigionieri politici, la revoca del divieto per i politici dell'opposizione e l'istituzione di un consiglio elettorale nazionale equilibrato; auspica che, una volta messe in atto le condizioni necessarie e una volta aperti gli spazi per la risoluzione politica, democratica e pacifica della crisi, venga avviato un processo di mediazione per un dialogo politico tra i venezuelani, quale unica via possibile per risolvere la crisi;

10. invita le autorità venezuelane ad aprire un'indagine sugli eventi verificatisi il 23 e 24 febbraio 2019, al fine di chiarire quali sono i responsabili dei presunti decessi tra la comunità indigena dei Pemón; sostiene la richiesta dell'Assemblea nazionale alla Commissione interamericana per i diritti umani di adottare misure precauzionali a favore della comunità indigena dei Pemón;

11. plaude al lavoro svolto dalle organizzazioni internazionali, dalle piatteforme civili e dai professionisti del settore sanitario nel fornire supporto per alleviare la situazione; sostiene la richiesta dell'Assemblea nazionale alla Commissione interamericana per i diritti umani di adottare misure precauzionali a favore dei professionisti del settore sanitario, e ricorda al governo venezuelano che dovrebbe proteggere le organizzazioni umanitarie e il loro personale sul campo;

12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al legittimo presidente ad interim e all'Assemblea nazionale della Repubblica bolivariana del Venezuela, ai governi e ai parlamenti dei paesi del gruppo di Lima, all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana e al Segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani.

 

[1] GU C 285 del 29.8.2017, pag. 145.

[2] GU C 294 del 12.8.2016, pag. 21.

[3] GU C 316 del 30.8.2016, pag. 190.

[4] GU C 86 del 6.3.2018, pag. 101.

[5] GU C 298 del 23.8.2018, pag. 137.

[6] GU C 463 del 21.12.2018, pag. 61.

[7] Testi approvati, P8_TA(2018)0199.

[8] Testi approvati, P8_TA(2018)0313.

[9] Testi approvati, P8_TA(2018)0436.

[10] Testi approvati, P8_TA(2019)0061.

[11] GU L 276 del 7.11.2018, pag. 10.

[12] Repubblica bolivariana del Venezuela, 2019, "Informe sobre los sucesos ocurridos en puntos de frontera relacionados con el intento de ingreso de la Ayuda Humanitaria" https://comunidadenmovimiento.cl/wp-content/uploads/2019/03/Informe-AN-sobre-hechos-ocurridos-el-23-y-24F-1.pdf

Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2019Avviso legale