Procedura : 2019/2730(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0011/2019

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B9-0011/2019

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PV 18/07/2019 - 7.4
CRE 18/07/2019 - 7.4
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<Date>{15/07/2019}15.7.2019</Date>
<NoDocSe>B9‑0011/2019</NoDocSe>
PDF 132kWORD 51k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sulla situazione in Venezuela</Titre>

<DocRef>(2019/2730(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Manu Pineda Marín, Mick Wallace, Younous Omarjee, Clare Daly, Manuel Bompard, Giorgos Georgiou, Niyazi Kizilyürek, Leila Chaibi, Özlem Demirel, Sandra Pereira, Manon Aubry, Sira Rego</Depute>

<Commission>{GUE/NGL}a nome del gruppo GUE/NGL</Commission>

</RepeatBlock-By>


B9‑0011/2019

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Venezuela

(2019/2730(RSP))

Il Parlamento europeo,

 visti la Carta delle Nazioni Unite del 1945 e in particolare il capitolo 1, articolo 1, paragrafo 2 e l'obiettivo ivi enunciato di sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto dei principi dell'uguaglianza dei diritti e dell'autodeterminazione dei popoli, nonché di adottare ogni altra misura atta a rafforzare la pace universale,

 visto il principio di non ingerenza sancito nella Carta delle Nazioni Unite,

 visti l'articolo 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici e l'articolo 1 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, i quali stabiliscono che tutti i popoli hanno il diritto all'autodeterminazione e che, in virtù di tale diritto, decidono liberamente il loro status politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale,

 vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

 vista la Costituzione della Repubblica bolivariana del Venezuela,

 visto l'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, in base al quale gli Stati membri delle Nazioni Unite si impegnano a difendere l'uguaglianza sovrana di tutti gli Stati e a rispettare la loro integrità territoriale e indipendenza politica,

 vista la relazione dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica bolivariana del Venezuela (A/HRC/41/18),

 vista l'adozione, il 14 luglio 2019, da parte del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite di una risoluzione presentata dalla Repubblica bolivariana del Venezuela durante la sua presidenza del Movimento dei paesi non allineati (MNOAL) a favore del rafforzamento della cooperazione internazionale nel settore dei diritti umani nell'ottica di contrastare le conseguenze negative delle misure coercitive unilaterali, che sono di fatto sanzioni,

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il Venezuela ha dovuto far fronte a diversi tentativi di colpo di Stato in cui Juan Guaidó si è autodichiarato Presidente ad interim del paese; che tale atto non ha alcuna base costituzionale o giuridica, dato che non sono state soddisfatte le premesse degli articoli costituzionali invocati;

B. considerando che gli Stati Uniti, alcuni Stati membri dell'UE e il gruppo di Lima hanno unilateralmente riconosciuto Juan Guaidó quale presidente ad interim in violazione del diritto internazionale; che le ingerenze esterne, compresa in particolare la minaccia di intervento degli Stati Uniti, hanno infiammato la situazione;

C. considerando che l'UE ha rilasciato diverse dichiarazioni con l'obiettivo di interferire con la situazione interna in Venezuela e di influenzarla; che in diverse occasioni sono state denunciate le ingerenze esterne, la destabilizzazione, le campagne di disinformazione, la manipolazione dell'opinione pubblica e la violenza promosse da alcuni settori dell'opposizione ai danni della sovranità, dell'indipendenza, della pace e della stabilità democratica del paese e ai danni del popolo venezuelano;

D. considerando che la situazione economica e sociale in Venezuela è peggiorata enormemente a seguito dell'aumento delle sanzioni economiche e finanziarie degli Stati Uniti e dell'UE, che hanno condotto all'iperinflazione, alla carenza di forniture, alla crescente povertà, alla scarsità di medicinali e di attrezzature mediche;

E. considerando che le misure coercitive unilaterali sono in contrasto con il diritto internazionale; che le Nazioni Unite, e in particolare il loro relatore speciale sulle ripercussioni negative delle misure coercitive unilaterali sull'esercizio dei diritti umani, hanno ripetutamente sottolineato tale aspetto; che le sanzioni causano disagi a qualsiasi Stato e, quando danneggiano l'economia, possono avere un impatto devastante sui cittadini dei paesi in via di sviluppo;

F. considerando che il dialogo è la base per la soluzione pacifica dei conflitti e delle situazioni interne, in tutti i paesi; che gli Stati membri devono promuovere un dialogo costruttivo con il governo venezuelano, al fine di trovare soluzioni ai problemi concreti che attualmente esistono in Venezuela; che il governo venezuelano e l'opposizione hanno recentemente convenuto di avviare un dialogo di pace permanente, come risultato dei colloqui tenutisi alle Barbados, facilitati dalla Norvegia;

1. condanna fermamente i tentativi di colpo di Stato in Venezuela, l'autoproclamazione illegale di Juan Guaidó quale presidente ad interim del paese e il riconoscimento di Juan Guaidó da parte degli Stati Uniti, di alcuni Stati membri dell'UE e del cosiddetto gruppo di Lima in violazione del diritto internazionale; sottolinea che il riconoscimento internazionale di qualsiasi nuovo governo fondato su un'autoproclamazione e su un colpo di Stato compromette gravemente la democrazia e lo Stato di diritto e rischia di destabilizzare ulteriormente la situazione politica in Venezuela e nella regione; è del parere che la stabilità politica e sociale del Venezuela sia un fattore determinante per salvaguardare la pace in tutta la regione;

2. deplora profondamente che il Consiglio europeo e gli Stati membri non abbiano condannato il tentativo di colpo di Stato; respinge il riconoscimento di Guaidó quale presidente ad interim del Venezuela;

3. invita con forza gli Stati Uniti e gli Stati membri dell'UE a mantenere l'impegno di rispettare il diritto internazionale, in particolare il principio di non ingerenza negli affari interni di altri Stati e l'obbligo di astenersi dal ricorso alla forza o dalla minaccia di far ricorso ad essa;

4. sostiene gli sforzi delle forze democratiche, del governo, dell'opposizione e del popolo venezuelano per trovare le risposte alle loro sfide politiche ed economiche autonomamente e per promuovere il rafforzamento del dialogo nazionale in Venezuela, al fine di migliorare le condizioni di vita e lo sviluppo economico e sociale del Venezuela;

5. sottolinea che le sanzioni imposte al Venezuela hanno causato gravissimi danni alla vita e alla salute umane, e continuano a causarne in misura sempre maggiore, compreso un numero di vittime che, dal 2017 al 2018, si stima superi i 40 000 decessi; ritiene che tali sanzioni corrispondano alla definizione di punizione collettiva della popolazione civile, quale descritta sia dalla convenzione internazionale di Ginevra sia dalla convenzione internazionale dell'Aia, il che le rende illecite a norma del diritto e dei trattati internazionali; chiede con urgenza la revoca di tutte le sanzioni economiche e finanziarie contro il Venezuela, le quali hanno contribuito fortemente al deterioramento dell'economia del paese e delle condizioni sociali dei suoi cittadini;

6. riconosce la crisi sociale ed economica cui è confrontato il Venezuela e sottolinea l'importanza della stabilità politica ai fini della sua ripresa; condanna la strumentalizzazione della presente crisi da parte di coloro che intendono aumentare l'ingerenza esterna e che appoggiano una campagna a favore dell'intervento nel paese; ricorda che le attività e l'assistenza internazionali dovrebbero essere intraprese solo previo consenso del governo del Venezuela, come previsto dalla risoluzione 46/182 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 19 dicembre 1991;

7. ricorda che il percorso di sviluppo sociale di ciascun paese deve essere deciso unicamente dal suo popolo;

8. respinge qualsiasi azione internazionale che sia in violazione delle finalità e dei principi della Carta delle Nazioni Unite, che stabilisce il rispetto illimitato del non intervento nelle questioni che rientrano essenzialmente nell'ambito della giurisdizione nazionale degli Stati, in tutti i paesi e in tutti i continenti o le regioni del mondo, tenendo conto del fatto che tali principi sono anche sanciti dai trattati dell'UE;

9. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al governo del Venezuela nonché all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana.

 

Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2019Avviso legale